Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo

Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo Ettore A. SannipoliLa tipologia «piatto ovale con bordo a rilievo» è documentata nel listino n. 5 della Società Ceramica Umbra risalente al 1930: l’esemplare riprodotto al n. 22-B è un piatto in maiolica a lustro di 49 x 40 centimetri ove, tra le guirlandes ed i rameaux classicistici del bordo, arricchiti da mascheroni e figure fantastiche, compare nell’ampio cavo ovato un cavaliere sinistroverso passante, palesemente ispirato al Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini, e affiancato da uno scudo sannitico con lo stemma della città di Gubbio.[1]

Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo Ettore A. Sannipoli

Fig. 1. – Società Ceramica Umbra – Gualdo Tadino, pittore Aldo Ajò (attr.), piatto ovale con cavaliere e stemma di Gubbio entro ornato a grottesche. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Da tempo ho reso noto un piatto del tutto simile conservato in un’importante collezione eugubina [Fig. 1].[2] L’esame diretto di questa ceramica permette di accertare come il pittore della scena centrale risulti interessato a una forma di storicismo capace di declinare in chiave moderatamente innovativa celebri modelli di riferimento, alla luce di un revival che sta ormai trascorrendo dall’iniziale propensione neorinascimentale verso recuperi più schiettamente gotici, anche per soddisfare l’esigenza di una flessuosa modernizzazione dei rimandi iconografici.

Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo Ettore A. Sannipoli

Fig. 2.- Società Ceramica Umbra – Gualdo Tadino, pittore Aldo Ajò (attr.) (o su disegno di Aldo Ajò), piatto ovale con l’incontro tra Sant’Ubaldo e Federico Barbarossa entro ornato a grottesche. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Analoghe considerazioni si possono fare a proposito di un altro «piatto ovale con bordo a rilievo», anch’esso noto da tempo e conservato nella stessa collezione di Gubbio [Fig. 2].[3] Parlo dell’esemplare in cui è rappresentato l’episodio dell’incontro tra Sant’Ubaldo e l’imperatore Federico Barbarossa: il vescovo eugubino, in groppa a un bianco destriero ricoperto da una preziosa gualdrappa, e seguito da un drappello di soldati, è in atto di benedire con la croce l’imperatore già sceso da cavallo e inginocchiato a testa bassa di fronte a lui; anche l’Hohenstaufen è accompagnato da un gruppo di militi armati. Sullo sfondo un lontano paesaggio allude alla città di Gubbio e al monte Ingino. Addentellati iconografici di qualche interesse sono rilevabili con il pannello nel quale compare Sant’Ubaldo che ammonisce il Barbarossa e viene da esso onorato, in una delle vetrate realizzate per la basilica di Sant’Ubaldo dalla ditta Felice Quentin di Firenze e dipinte nel 1922 da Francesco Mossmeyer.[4]

Dunque un pittore d’ispirazione anticomoderna, erudito ed inventivo al tempo stesso, nonché edotto sulle policrome trasparenze ubaldiane del Mossmeyer: l’ipotesi a mio avviso più verosimile è quella secondo cui tale personalità artistica vada identificata con quella dell’eugubino Aldo Ajò (1901-1982), maestro che – come è ben noto – fu direttore artistico della Società Ceramica Umbra di Gualdo Tadino nella seconda metà degli anni Venti.[5]

Altri inediti esemplari del «piatto ovale con bordo a rilievo», dipinti per la SCU dal giovane Aldo Ajò, sono conservati in collezioni private di Gubbio. In questa sede intendo presentare due di essi, di particolare rilievo per le loro qualità tecniche e formali.[6]

Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo Ettore A. Sannipoli

Fig. 3. – Società Ceramica Umbra – Gualdo Tadino, pittore Aldo Ajò, piatto ovale con la figura a mezzo busto di un personaggio antico entro ornato a grottesche. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Il primo piatto [Fig. 3], sicuramente autografo nonostante sul retro sia apposto solo il marchio in bruno della SCU, tra l’altro assai evanido, al contrario degli altri ha gli ornati a rilievo d’intorno che si stagliano su fondo verde invece che blu. L’ovato centrale è occupato dalla figura a mezzo busto di un personaggio antico, in sontuose vesti e dai lunghi capelli con boccoli alle punte. Nella fierezza dello sguardo e in taluni dettagli come il singolare berretto che indossa, tale figura si apparenta vagamente a certi ritratti rinascimentali (sul tipo di quello – tanto per fare un esempio – di Cristoforo Colombo dipinto da Sebastiano del Piombo). L’inconfondibile stilizzazione del volto ci consente di formulare una sicura attribuzione ad Ajò di questo lavoro, peraltro riconducibile al maestro eugubino anche in forza di ulteriori elementi, ad esempio il ricchissimo broccato a fili d’oro che costituisce lo sfondo prezioso della figura. Bellissimi e variegati i lustri che lumeggiano sia il parato di fondo che certi dettagli degli abiti e della capigliatura del personaggio raffigurato.

Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo Ettore A. Sannipoli

Fig. 4. – Società Ceramica Umbra – Gualdo Tadino, pittore Aldo Ajò, piatto ovale con l’Annunciazione entro ornato a grottesche. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Il secondo piatto [Fig. 4], invece, presenta sul retro, in blu, sia il marchio della SCU che la firma di Ajò. Incorniciata dalla solita grottesca a rilievo che orna la tesa della stoviglia, è visibile in questo esemplare la scena dell’Annunciazione di Maria, dipinto di grande suggestione che coniuga la sommessa bellezza della sua impaginazione con un uso sorvegliato e opportuno di cangianze dorate e azzurrine. Le figure dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine sono poste in perfetta simmetria l’una rispetto all’altra, entrambe inginocchiate su di un bel pavimento rinascimentale al centro del quale è posata un’anfora con candidi fiori. Lo sfondo architettonico è caratterizzato da un ornatissimo portale con alta trabeazione, che introduce a un corridoio voltato visto d’infilata, e, ai lati, da una parete con suadenti corsi blu e dorati che si estendono dietro ai sacri personaggi. È possibile che Aldo Ajò, pur con delle varianti, abbia ricavato questo affascinante soggetto da qualche modello pittorico tardo-quattrocentesco, sul tipo dell’Annunciazione affrescata dal Pintoricchio e dai suoi collaboratori nella sala dei Misteri dell’Appartamento Borgia in Vaticano.

Ettore A. Sannipoli


[1] Consorzio Italiano Maioliche Artistiche Perugia. Le maioliche a riverbero della Società Ceramica Umbra. Listino n. 5, Perugia 1930, n. 31-X.
[2] E.A. Sannipoli, Il senso del classico a Gubbio. Ceramiche eugubine e gualdesi dello Storicismo tra XIX e XX secolo, Gubbio 2005, n.p., n. 24.
[3] E.A. Sannipoli, Aldo Ajò, artista e “artiere” tra le due guerre (1920-1945), in Aldo Ajò (1901-1982). Ceramiche, a cura di G. Bojani e E.A. Sannipoli, Fano 2008, pp. 23-161, speciatim pp. 51-53 (a cui si rimanda anche per la precedente bibliografia).
[4] E.A. Sannipoli, Un piatto della Società Ceramica Umbra con Sant’Ubaldo e Federico Barbarossa, in «Santuario di Sant’Ubaldo», a. XXIV (2004), n. 2, pp. 11-14; Id., Iconografia ubaldiana. Basilica di Sant’Ubaldo. 4. Le vetrate della Basilica, in «Quaderni Ubaldiani», a. IV (2013), n. 6, pp. 16-18.
[5] Sannipoli, Aldo Ajò, artista e “artiere” cit., pp. 43-57; La Collezione Rubboli. Storia e arte dell’opificio gualdese di maioliche a lustro, a cura di M. Caputo, Perugia 2010, pp. 68-73.
[6] Conosco un terzo piatto ovale della SCU siglato da Ajò, con al centro la figura a mezzo busto di un giovane personaggio vestito all’antica (Gubbio, collezione privata). Purtroppo di questa opera non possiedo, per il momento, fotografie di qualità accettabile. Rimando pertanto ad altra sede la sua presentazione.
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1 risposta a Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo

  1. massimiliano barberini scrive:

    Ettore:come sempre grazie del tuo grande contributo culturale. Ciao

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