All’eremo del Serrasanta con gli escursionisti di Gualdo Tadino

All’eremo del Serrasanta con gli escursionisti di Gualdo TadinoI benefici psico-fisici delle attività all’ aria aperta sono innumerevoli. Oltre a tonificare il corpo e ad irrobustirlo, le escursioni hanno il grande vantaggio di offrirti scenari estetici imponderabili che puoi toccare con mano durante le tue ascensioni di gruppo. Non solo nutrimento della bellezza, quindi, ma anche attività relazionali con persone esperte e competenti che danno lustro alle giornate condivise. Belle le iniziative coordinate dal CAI di GUALDO TADINO che ha creato un gruppo di appassionati che, con una certa regolarità, organizzano percorsi didattici di estremo interesse. Sul sito CAI Gualdo Tadino (indirizzo internet http://www.caigualdotadino.it/ ) sono presenti tutti gli eventi e gli aggiornamenti delle attività allestite.

            Il percorso effettuato Domenica 23 Aprile verso l’eremo di Serrasanta rientra in un gruppo di tre uscite (promosse dal Gruppo Speleologico in collaborazione con il Cai e la Confraternita della SS trinità) finalizzate a conoscere il territorio guardando il tutto dal punto di vista della formazione rocciosa delle nostre montagne e della genesi dei terremoti. L’intero percorso, già bello di suo dal punto di vista naturalistico, é stato arricchito dalle spiegazioni tecniche di un esperto (il geologo Andrea Angeletti) che mostrava tracce di sedimentazione e di formazione di falde calcaree o di maiolica mano a mano che si saliva e che si entrava in contatto con reperti naturali importanti.

            Ma procediamo con ordine. Il Gruppo Speleologico di Gualdo Tadino, il CAI e la Confraternita della Santissima Trinità hanno effettuato in data 23/04/2017 la seconda delle tre uscite previste rispetto al programma “Montagne in movimento” che aveva come meta il Serrasanta con pranzo al rifugio gestito dalla Confraternita. Con 800 metri di dislivello, 4500 metri di tragitto su sentieri impervi e circa tre ore di camminata comprensiva delle spiegazioni tecniche per illustrare anche le particolarità del terreno, l’escursione é stata classificata EE (ossia: percorso che si svolge su sentieri e tracce accidentate, anche a quote elevate e che presenta frequenti tratti ripidi ed esposti dove é necessario un adeguato equipaggiamento e preparazione fisica). Ovviamente il temerario CEO di Umbriaway Consulting si é proiettato verso questa nuova avventura corporativa trascurando il malefico acronimo EE, ma alla domanda di come é riuscito a sopravvivere senza una preparazione adeguata, daremo una risposta esaustiva in un prosieguo. Certo l’ideale sarebbe riuscire a godersi il viaggio, ma per seguire tutta la lista delle prelibatezze delle cose ovvie che offre la montagna occorre saper guardare e avere le informazioni di supporto sulla flora locale, per esempio, oltre alle scienze geologiche che gli esperti del gruppo hanno e che condividono nelle loro escursioni.

            Alle ore 8 i partecipanti si sono ritrovati, per  una rapida presentazione, in Rocca Flea, anticamente nota come Arx Major Terre Gualdi, che si erge nella parte alta di Gualdo Tadino, in Umbria, e che rappresenta uno degli esempi di architettura fortificata italiana del basso Medioevo. Il gruppo, composto da una quarantina di appassionati, ha iniziato a muoversi verso la meta alle 9,15, per arrivare poi con una buona mezz’ora di anticipo rispetto al pranzo previsto all’ eremo alle 13. Durante il percorso le informazioni teoriche della spiegazione preliminare in Rocca Flea sono diventate nozioni pratiche ed i partecipanti hanno potuto toccare con mano formazioni nella roccia (grotte), fossili (a testimonianza dell’ estinzione degli oceani e della formazioni delle montagne come oggi le conosciamo) ed osservare numerose tracce di scontri tra placche che poi hanno creato la morfologia del terreno. Insomma, un ciclo di lezioni didattiche davvero interessanti, macchiate però da una negligenza personale da parte del sottoscritto che, appunto, decideva di avventurarsi per la sua prima escursione su un terreno EE, che sta a significare escursionisti esperti che possono certo avventurarsi su terreni impervi ma con una preparazione fisica e psicologica adeguata che il sottoscritto non aveva, tanto é vero che la crisi delle gambe di marmo arrivava prematuramente verso le dieci e trenta costringendomi ad una ipotesi di ritirata neanche a metà percorso! Ma grazie ai veterani del CAI che in coda mi hanno aspettato e hanno volutamente rallentato l’andatura dandomi la possibilità di parlare e quindi di concentrarmi meno sui limiti strutturali che manifestavo per quel tipo di percorso, riuscivo miracolosamente, anche con le gambe irrigidite ed i polmoni in subbuglio, a portarmi in prossimità del parcheggio dell’ EREMO di Serrasanta dopo tre ore di ascensione graduale dove un gentile coordinatore mi ha raccattato e portato a destinazione a pochi metri di distanza.  Inutile dire che l’integrazione di sostanze gastronomiche nell’ immediato “soccorso psicologico” come bruschette e sfrizzoli (barbozza), pasta fumè e insalata rigenerante con dolci e caffè e bicchieri di vino, ha poi convertito una giornata storta in una esperienza fantastica da ripetere, ma ad una sola condizione: allenarsi in maniera graduale e riuscire a tenere il passo senza controindicazioni per evitare di rivivere l’esperienza della crisi per congestionamento da acidi lattici e dei polmoni in fiamme come i bastimenti di Orione!

            Il panorama poi conquistato ripagava da solo tutti gli sforzi  (foto dettagliate all’ indirizzo: http://www.farwebdesign.com/zenphoto/Eremo-Serrasanta/). Non resta quindi che rispondere alla domanda posta dal sottoscritto qualche riga fa: come sono riuscito a sopravvivere rispetto a qualcosa di impegnativo a cui non ero preparato? Grazie alla pazienza, all’ etica ed al senso di solidarietà di alcuni veterani CAI del gruppo che, riscontrata la mia crisi fisica e mentale provocata da inadeguata preparazione per un percorso EE, hanno accompagnato malgrado tutto la mia complicata escursione verso la vetta all’ insegna del “nessuno deve rimanere indietro” (che dal punto di vista evolutivo sarebbe un toccasana se tale principio venisse applicato alla lettera su tutte le politiche sociali). Grazie quindi a queste associazioni che si prodigano per favorire uno sviluppo conoscitivo del territorio e grazie alle persone esperte che hanno poi trasformato la mia percezione di brutta giornata in giornata bella ed interessante da ricordare ed emulare.

            Prossima escursione (domenica 14 maggio) alla cava del ferro, sempre in zona Gualdo Tadino (con pranzo al rifugio M. Penna gestito dal Gruppo Speleologico), ma questa volta tenendo conto del feedback ricevuto: un minimo di preparazione fisica é doverosa e auspicabile!

Enrico Faraoni

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