Canti popolari

Canti popolari

I video degli “Antichi Sapori Umbri”

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“Il canto della Passione di Cristo” o “L’orologio della Passione”

Video di Riccardo Serroni

E’ popolarmente conosciuto come il “Canto della Passione di Cristo”, anche se la sua denominazione ufficiale è “L’orologio della Passione”.
La scansione delle strofe che si succedono è, infatti, suddivisa dalle ore: dal “Preparati all’un’ora/ quest’è l’ultima cena.” della prima, al “Alle ventiquattrore/ Gesù al sepolcro andò” della penultima. Questo canto popolarissimo, scritto da un anonimo e le cui origini si perdono nelle veglie penitenziali del Medioevo, è conosciuto in tutta l’Italia centrale con versioni diverse. Essendo un canto tramandato per secoli soltanto oralmente, anche tra paesi vicini può essere interpretato in maniera difforme. In Umbria fino a quarant’anni fa c’erano diversi gruppi nei paesi che andavano questuando per le case cantando i momenti della passione di Cristo. E c’era anche un rituale ben preciso. Il gruppo cantante si esibiva seduto mentre la gente che ascoltava doveva rimanere in piedi o in ginocchio e con il cappello in mano, perché il canto aveva lo stesso significato di una preghiera. Oggi in Umbria i gruppi sono pochi e sono gli stessi che cantano la Pasquella ed il Maggio . Uno dei più attivi è quello degli “Antichi Sapori Umbri” che si esibisce a Cerqueto. Perché solo a Cerqueto? “Perché le case sono molte e non abbiamo il tempo di andare anche in altre zone” dicono i componenti del gruppo che può contare su tre cantori ed alcuni suonatori di fisarmonica, cimbalo, chitarra, triangolo e zighibibù. L’atmosfera che si crea è quella antica, anche se per ascoltare bisogna spegnere il televisore e nel canestro dei questuanti non ci vanno più uova e salami ma euro che il gruppo destina alla beneficenza. La riproposizione di questi canti tradizionali può anche costituire motivo di attrazione. In una domenica prepasquale a Spoleto si sono concentrati quattro gruppi (gli Antichi sapori Umbri, Il Mascherone di Spoleto e la Martinicchia e Controcanto delle Marche) che si sono esibiti in alcune chiese della città. La Domenica delle Palme una quarantina di gruppi, tra cui anche gli “Antichi sapori umbri”, si sono esibiti a Polverigi, un paesino marchigiano in provincia di Ancona, ed è stato uno spettacolo affascinante perché ognuno ha proposto la sua versione.

Riccardo Serroni

 

L’orologio della Passione

Prepàrati all’un’ora
quest’è l’ultima cena
e con faccia serena
così Geoù parlò
e con faccia serena
così Gesù parlò →
Disse sarò tradito
disse sarò negato
e Giuda disperato
rispose io non sarò
e Giuda disperato
rispose io non sarò
Alle tre i sacramenti
istituisce allor
e a lor tutti contenti
‘l suo corpo dispensò
e a lor tutti contenti
‘l suo corpo dispensò
Alle quattro si mosse
con grande compassion
alle cinque nell’orto
il buon Gesù andò
alle cinque nell’orto
il buon Gesù andò
Alle sei il Padre Eterno
dal re dei cieli andò
alle sette nell’orto
la turba lo menò
alle sette nell’orto
la turba lo menò
Alle otto una guanciata
al buon Gesù toccò
alle nove schiaffeggiato
allor Giuda si turbò
alle nove schiaffeggiato
allor Giuda si turbò
Alle dieci carcerato
il buon Gesù andò
quando che fu accusato
suonava l’undicior
quando che fu accusato
suonava l’undicior
Alle dodici Pilato
le mani si lavò
alle tredici di bianco
vestiro ‘l salvator
alle tredici di bianco
vestiro ‘l salvator
Alle tredici di bianco
vesitro ‘l salvator
con una canna in mano
per dargli più dolor
con una canna in mano
per dargli più dolor
Coronato di spine
fu alle quindicior
dalle tempie divine
il sangue suo versò
dalle tempie divine
il sangue suo versò
Legato alla colonna
fu alle sedicior
battuto e flagellato
per Dio fu un gran dolor
battuto e flagellato
per Dio fu un gran dolor
Alle diciassettore
la penna sua adoprò
per la brutta sentenza
che al buon Gesù toccò
per la brutta sentenza
che al buon Gesù toccò
I chiodi e i martelli
per lui si preparò
in croce il Redentore
all’or diciotto andò
in croce il Redentore
all’or diciotto andò
Alle diciannovore
testamento donò
Gesù pieno d’amore
Giovanni a sé chiamò
Gesù pieno d’amore
Giovanni a sé chiamò
Alle venti da bere
chiedeva il salvator
gustando aceto e fiele
solo per ‘l peccator
gustando aceto e fiele
solo per ‘l peccator
Suonando le ventuno
la testa sua chinò
quell’alma santa e pura
all’Eterno Padre andò
quell’alma santa e pura
all’Eterno Padre andò
Alle ventidueore
la lancia lo passò
con ferro e con parole
la costola gli piagò
con ferro e con parole
la costola gli piagiò
Alle ventitréore
di croce lo levò
Maria con gran dolore
in braccio lo pigliò
Maria con gran dolore
in braccio lo pigliò
Alle ventiquattrore
Gesù al sepolcro andò
solo per nostro amore
e a tutti ci salvò
solo per nostro amore
e a tutti ci salvò
Di sette giorni intanto
Gesù risuscitò
con gloria festa e canto
all’eterno padre andò
con gloria festa e canto
all’Eterno Padre andò.

 

 

 

” Il Maggio “

Video di Riccardo Serroni

“Il Maggio” è una simpatica manifestazione folcloristica gualdese, diffusa in quasi tutta l’Italia Centrale.
E’ una festa popolare che si tiene ogni anno nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio. Le radici di questa tradizione si perdono nella notte dei tempi, perché si intrecciano con le feste pagane in onore della primavera e, prima ancora, con i riti tribali osannanti al ritorno della buona stagione e al risveglio della natura.
“Il Canto del maggio ” ha come consuetudine che gruppi di “maggiaioli” partano a piedi nella notte del 30 aprile e passino di casa in casa, fino al mattino, per “cantar il maggio”, per cantare cioè un insieme di canti allegri, primaverili, di saluto, e canzoni d’amore, ricevendone buona ricompensa, soprattutto in denaro. 

“La Pasquella “

Video di Riccardo Serroni

“La Pasquella” a Gualdo Tadino è una tradizione secolare ininterrotta, che ha luogo la vigilia dell’Epifania, con la quale vengono annualmente riproposti frammenti di cultura popolare che una volta rappresentavano l’essenza del mondo rurale, vere e proprie pillole di saggezza. Alla vigilia del 6 gennaio è da secoli usanza di diversi gruppi di andar la sera casa per casa cantando la pasquella. Generalmente l’organetto, la fisarmonica e la chitarra accompagnano il canto e, per ringraziare della visita e degli auguri di buona salute, la gente dona qualcosa: uova, vino, salsicce, polli, piccole offerte in denaro con i quali i cantori nei giorni successivi festeggiano tutti insieme.

Sandro Farinacci

La Pasquella

1

La Pasquella è già venuta
si rallegra il buon pastore,
sono arrivati gli ambasciatori
a portare questa novella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

2

I re magi dall’Oriente
che si misero in cammino
per trovare Gesù Bambino
in quella misera cappannella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

3

Sulle rive del Giordano
dove l’acqua si fece vino,
dove Pilato se lavò le mano
e la smarrita pecorella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

4

Dico a voi, padron di casa,
quanti polli avete nel pollaio?
Ce n’avrete un centinaio:
date a noi una pollastrella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

5

Da lontano l’abbiam saputo
che il maiale ammazzato l’avete,
un pezzetto ce ne darete,
purché n’empa la padella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

6

Se ci date la farina
ci faremo i maccheroni
e per farli ancor più buoni
de formaggio una rotella.

Viva, viva la Pasquella e il Natale di Gesù

7

Se ci date qualche cosa
non ci fate più aspettare,
abbiamo tanto da camminare,
ce ne andremo via via.

Viva, viva Pasqua Epifania e il Natale di Gesù

Sul far della sera il 5 gennaio gruppi di giovani vanno cantando per le contrade gualdesi, la prima Pasqua di Gesù, l’Epifania. 

 

La Pasquella della classe 1946

1 Response to Canti popolari

  1. Giampiero NATI scrive:

    grazie grazie, mi avete fatto rivivere la mia infanzia a Gualdo , nato nel 1947 ,mi sono commosso poiché piccolo sentivo cantare questa canzone da dietro le finestre dell’ospedale Calai , ivi ricoverato per 40 lunghi giorni

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