Beato Angelo: la festa patronale

Beato Angelo: la festa patronaleDiverse migliaia di persone hanno frequentato per l’intera giornata di giovedì la basilica concattedrale e la cripta del Beato Angelo in occasione della festa patronale. Partecipatissime le liturgie, da quella dei Vespri della vigilia, alla solenne concelebrazione di una trentina di sacerdoti e diaconi diocesani presieduta dal vescovo monsignor Domenico Sorrentino il 15 gennaio. Il presule, che il giorno prima aveva reso visita, ospite graditissimo, alle persone che vivono nella casa di riposo, nelle omelie ha ricordato che il Beato Angelo, ha scelto Gesù Cristo come bussola per orientarsi, valori perenni, la vera sapienza; “è vissuto in un’epoca senza internet, ma ha da insegnare tanto anche a chi vive nell’epoca di internet”; ed ha toccato vari temi, da quelli del lavoro, della famiglia, dell’informazione (il bene va fatto conoscere), della “sinodalità”, del camminare insieme per fare scelte adeguate in un periodo di cambiamenti epocali. Un momento particolarmente significativo c’è stato nella veglia di preghiera animata dai giovani la sera della vigilia: diversi gruppi, tra cui gli scout, l’azione cattolica ed i “ragazzi per il Javarì”, hanno commentato il Vangelo della casa costruita sulla sabbia, proponendo anche testimonianze del loro impegno per costruire sulla roccia. E’ seguita la processione al sacello del biancospino, dove è arrivato anche l’altro gruppo organizzato dal Cai e che era partito da Capodacqua, dall’eremo del Beato: la preghiera, guidata da don Michele Zullato e dal frate cappuccino brasiliano fra Carlos Acacio, ed alla quale ha preso parte un gran numero di devoti e -a sorpresa- anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, ha chiuso la serata. Un buon vin brulè offerto dalla pro loco del quartiere del Biancospino è stato apprezzato da molti partecipanti.

Alberto Cecconi

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