CAI: osservazioni al Progetto di recupero dell’area Rocchetta

CAI: osservazioni al Progetto di recupero dell’area Rocchetta Al sig. sindaco del Comune di Gualdo Tadino
All’amm/re Del. Rocchetta spa Maurizio Bigioni
All’assessore regionale Silvano Rometti
All’assessore regionale Fernanda Cecchini

Oggetto: osservazioni al Progetto di recupero dell’area Rocchetta

            Il consiglio Direttivo della sezione Cai di Gualdo Tadino, il 12 dicembre 2013, all’indomani dell’alluvione che ha devastato la Valle del Fonno e la Rocchetta, inviò un proprio documento al comune di Gualdo Tadino, alla Regione ed alla Rocchetta spa chiedendo un intervento in tempi brevi per recuperare l’area devastata ed auspicando un’ampia partecipazione sull’eventuale progetto redatto.

            Il consiglio, quindi, accoglie favorevolmente l’idea progettuale, non sottovalutando l’importanza dell’investimento economico della Rocchetta spa, ed esprime apprezzamento per le iniziative di partecipazione promosse.

            In riferimento all’ipotesi progettuale il consiglio direttivo del Cai rileva alcune criticità.

Valle del Fonno

            Non entriamo nel merito delle soluzioni tecniche indicate perché non ne abbiamo competenza.

            Riteniamo condivisibile, però, l’ipotesi di restituire al torrente Feo un alveo di scorrimento in superficie e la sua deviazione nella cava sottostante la Coda del Diavolo con la briglia di sbarramento dei detriti. Sarebbe opportuno, però, che venisse esplicitato chiaramente chi dovrà intervenire per ripulire il vaso di espansione ogni qual volta si sarà formato un accumulo eccessivo di detriti.

            La Valle del Fonno è stata devastata a partire dall’incrocio con la strada dei Nacchi dove si è formata una voragine profonda circa 2 metri e mezzo. Il ripristino dovrà interessare, quindi, anche il tratto di fondovalle che va dalla deviazione per gli Elci a quella per i Nacchi.

            La nuova captazione di acqua dal pozzo R6 dovrà essere preceduta da un’accurata indagine idrogeologica per valutare le eventuali conseguenze per il bacino con la definizione della quantità della nuova captazione. Va inoltre prevista una eventuale sospensione nel caso di criticità nell’approvvigionamento idrico dell’acquedotto pubblico. Inoltre va reso noto il piano industriale di Rocchetta spa con eventuali ricadute sul territorio in termini di risorse e di occupazione.

            Sarebbe altresì auspicabile che Rocchetta spa si impegni ad inserire sul nuovo marchio di imbottigliamento  (nel caso in cui il progetto andasse in porto) qualche elemento grafico che richiami Gualdo Tadino per promuoverne, a livello turistico, il territorio montano.

            Circa la conduttura di collegamento tra il pozzo R6 ed il pozzo R5 va adottata una soluzione tecnica il meno invasiva possibile, non escludendo un esclusivo percorso in superficie (che sarebbe facilmente mimetizzabile nella vegetazione) in alternativa ad uno scavo lungo il sentiero che potrebbe essere soggetto in futuro ad erosione così come avvenuto sul fondovalle della Valle del  Fonno.

            Nel progetto, tra le eccellenze dell’area, viene citata l’oasi per la reintroduzione del capriolo. Facciamo presente che il progetto dell’oasi è fallito in partenza (c’è stata una coppia di caprioli per meno di una settimana e poi più nulla). Il casottino di legno è andato del tutto distrutto e resta soltanto la bruttura di una recinzione metallica che andrebbe rimossa.

            Un’eccellenza primaria dell’area è invece il fontanile di Campetella che necessita, però, di un intervento sia per migliorare le opere di presa della sorgente che l’alimenta e sia per eliminare le perdite d’acqua dalla vasca che stanno riducendo il prato antistante in un acquitrino. L’area antistante la vasca andrebbe dotata, inoltre,  di qualche elemento d’arredo (tre o quattro tavoli con sedute) per rendere più agevole la sosta degli escursionisti.

            Nel nostro documento del dicembre scorso chiedemmo anche di “valutare l’opportunità di ripristinare il taglio del ceduo (o la prosecuzione della trasformazione del bosco in alto fusto, già avvenuta a livello sperimentale in anni passati su una piccola porzione di territorio) nella Valle del Fonno, in modo che il bosco non si degradi”.

Oasi della Rocchetta

            Sull’area dell’oasi della Rocchetta tutt’ora grava un divieto di sosta prolungata per il pericolo di caduta massi. Il progetto deve quindi prevedere anche la messa in sicurezza del costone roccioso, condizione indispensabile perché la cittadinanza ed i turisti possano tornare ad usufruire liberamente dell’area.

            A tale scopo ci permettiamo di riportare un’ipotesi di intervento avanzata dall’ing. Valeria Abbati nel corso di un convegno sul tema del recupero Rocchetta promosso dall’Associazione “Daniele Mancini” e pubblicata, con un suo articolo, sul Nuovo Serrasanta del maggio scorso:

“Si può ipotizzare anche un intervento di ingegneria naturalistica per la messa in sicurezza dell’area sottostante la zona della fonte, interessata da crolli di piccole entità, realizzando un vallo di raccolta dei detriti protetto da una barriera alberata per poter consentire l’utilizzo di gran parte dell’area in completa sicurezza e senza intervenire con strutture non naturali”.

            Viene prevista la demolizione dell’attuale struttura che ha ospitato negli anni passati la pizzeria ed il recupero del cosiddetto grottino. Si ritiene, però, che per  favorire l’afflusso di gente nell’area Rocchetta sia indispensabile la presenza di un posto ristoro perché il grottino (in passato utilizzato per distribuire qualche bibita e panino e poco più) non appare sufficiente allo scopo. Va quindi prevista una struttura ricettiva (ristorante, pizzeria, bar) di modeste dimensioni su un luogo da individuare nelle vicinanze della fonte storica con un parcheggio adeguato.

            L’oasi della Rocchetta è l’area naturalistica più bella ed interessante che può vantare il nostro territorio. Storicamente è il luogo più amato e più frequentato dai Gualdesi e come tale deve tornare ad essere.  Il progetto dovrebbe, quindi, prevedere soluzioni adeguate per rendere il luogo quanto più attraente possibile dal punto di vista turistico.

            Non viene condiviso, infine,  l’impedimento all’accesso con  sbarre poste a valle o a monte.

 Vincoli

            Non ci addentriamo in una materia particolarmente complicata. Chiediamo soltanto  che il tutto venga fatto nell’osservanza dei vincoli civici previsti dalla normativa vigente in modo da evitare, in futuro, qualsiasi conflitto ed equivoco.

Partecipazione futura

            Il consiglio chiede, infine, che il progetto definitivo venga reso noto prima della sua approvazione  ed è disponibile ad esprimere propri pareri anche in corso d’opera.

Il Consiglio Direttivo della sez. Cai di Gualdo Tadino

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