Capitano Coletti Remo – “Eroi di Kuç”

Il pro-memoria scritto dalla vedova Valentina Tega in Coletti, Sig.ra Tina per chi la conosceva, riporta i fatti di allora. In seguito, le salme, nella primavera del 1962, sono state esumate e riportate in Patria. Ora si trovano nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare a Bari.
Nel 2009 c’è stata l’inaugurazione del monumento eretto nel luogo dove si è compiuto il massacro degli eroi di Kuç.Pro-memoria redatto di proprio pugno da Tega Valentina (moglie del capitano Coletti Remo)  Pro-memoria redatto di proprio pugno da Tega Valentina (moglie del capitano Coletti Remo)

“Mio marito, Capitano Coletti Remo, già in servizio dal 1938 come sottotenente nel 51° Regg.nto Fanteria “Cacciatori delle Alpi”, allo scoppio della guerra (1940) partì per il fronte occidentale; dopo l’armistizio con la Francia rimase con il suo Reggimento nei pressi di Ventimiglia fino al novembre dello stesso anno. ritornato a Perugia, in seguito ad attacchi appendicolari e sciatica, restò al Deposito fino al novembre del 1941. Il 29 novembre del 1941 partì con il 129° Regg.nto Fanteria “Perugia” per la Croazia dove rimase per qualche mese nei pressi di Sebenico, Spalato ed altri paesi. Più tardi, nel 1942, il Reggimento si spostò nel Montenegro e precisamente a Rijeka, e li rimase fino l’agosto del 1943; pochi giorni prima l’armistizio dell’8 settembre il Reggimento scese in Albania nei pressi di Argirocastro e Porto Edda, nella speranza di prendere imbarco per l’Italia.
Appena l’armistizio, la Divisione “Perugia” si schierò contro i tedeschi, con i quali, da testimoni oculari, ebbe battaglie aperte.
Sempre in attesa d’imbarco che mai arrivava e traditi da un aereo tedesco camuffato da aereo italiano, tutta la Divisione si spostò maggiormente verso la costa; un reparto, ove era mio Marito, si spostò verso l’interno.
I tedeschi che li avevano seguiti accerchiarono sia quelli di Porto Edda sia quelli nell’interno e precisamente a Kuci, lì furono presi, fatti prigionieri e alle 10,40 del 7 ottobre del 1943 barbaramente trucidati.
Mi giunse nel febbraio 1944 una scheletrica notizia da parte tedesca nella quale mi si avvertiva, in lingua tedesca, che mio Marito era caduto combattendo contro i tedeschi.
Le parole della comunicazione tradotte sono le seguenti: Ai componenti la famiglia del Capitano Coletti Remo “Nel presente fascicolo incluso del soprannominato si avverte che il Capitano coletti Remo è caduto sul campo di battaglia contro i tedeschi”.

Il 27 febbraio 1946 da Roma mi fu confermato che mio Marito era stato fucilato.
Le salme sono ora raccolte in tre tombe sulla riva dello Scinsitza (Abania)”

Le foto che seguono illustrano rispettivamente:

  1. Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare a Bari
  2. Monumento agli Eroi di Kuç (Albania)
  3. Particolare del Monumento
  4. Kuç

 Un gualdese tra gli “eroi di Kuc”

Il pro-memoria scritto dalla vedova Valentina Tega in Coletti, Sig.ra Tina per chi la conosceva, riporta i fatti di allora. In seguito, le salme, nella primavera del 1962, sono state esumate e riportate in Patria. Ora si trovano nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare a Bari. Nel 2009 c’è stata l’inaugurazione del monumento eretto nel luogo dove si è compiuto il massacro degli eroi di Kuç.

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archivio Ing. Vincenzo Rago

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