Che fine farà l’Esa?

Che fine farà l’Esa?Che fine farà l’Esa?
La raccolta dei rifiuti per i prossimi 15 anni su tutto il territorio dell’Alto Chiascio e dell’Alto Tevere (14 comuni da Città di Castello a tutta la fascia appenninica dell’eugubino gualdese) sarà gestita dalla ditta Sogepu che si è aggiudicata l’appalto (le buste sono state aperte dall’Auri mercoledì scorso) per 300 mila euro vincendo la concorrenza di altre due aspiranti società. La Sogepu è una compartecipata del comune di Città di Castello ed ha costituito un raggruppamento temporaneo di imprese con Ecocave (compartecipata dei comuni di Valfabbrica ed Assisi). Il passaggio al nuovo gestore dovrebbe avvenire a partire dal gennaio 2020. Per Gualdo si apre il grosso punto interrogativo sulla fine dell’Esa, l’azienda compartecipata del comune).
Il sindaco Presciutti ha detto che si aprirà un confronto con Sogepu per condividere la strada da percorrere. Gli scenari possibili sono diversi dall’ingresso di Esa nel Raggruppamento di imprese, all’affidamento in subappalto ad Esa del servizio per Gualdo, all’uscita di scena dell’azienda gualdese con il trasferimento di materiali e personale al nuovo gestore. L’Esa ha 17 dipendenti a tempo indeterminato e 17 a tempo determinato.
Oltre al destino di Esa bisognerà vedere come verrà organizzato il servizio di raccolta e quali tariffe verranno applicate. Con l’acqua non ci andò bene. Quando subentrò UmbraAcque le tariffe schizzarono verso l’alto con un aumento del 30%, poi salito al 40%. C’è da dire, però, che allora le tariffe dell’acqua, essendo in epoca post terremoto, erano state tenute dal comune molto basse, mentre ora le tariffe dei rifiuti sono in equilibrio con i costi di gestione, quindi non dovremmo essere vittime di brutte sorprese. Almeno lo speriamo.

Riccardo Serroni

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