Cinghiali in Umbria: la “follia” al governo

Cinghiali in Umbria: la “follia” al governoCinghiali in Umbria: la “follia” al governo.
La Marini, la Cecchini, Chiacchieroni e la Casciarri, …tutti insieme appassionatamente.
Sicuramente il caldo torrido, ha contribuito a mandare in onda la telenovela del problema cinghiale in Umbria, da come ne straparlano oggi, sembrerebbe che essa non sia invece, come è,  una questione vecchia di decenni ed ecco la Marini, la Cecchini, Chiacchieroni e la Casciarri (…tutti insieme appassionatamente) fare la più bieca e stantìa passerella retorica,  di fronte alla platea degli agricoltori inferociti, i quali seppur hanno sicuramente tutte le ragioni, è inutile negarlo, hanno però anche un grande torto, ovvero quello di aver nominato a difesa dei loro interessi, ormai da anni, all’interno degli ATC di tutta Italia, (ovvero dove si fanno le scelte vere), ancora una volta dei cacciatori, “travestiti” da agricoltori, spesse volte in palese imbarazzo, quando non direttamente in conflitto di interesse, al limite di “scelte non coerenti”.  Stesso discorso per i rappresentanti delle istituzioni, guarda caso anche loro TUTTI CACCIATORI. Ovviamente con questi presupposti, di totale sbilanciamento verso la continuazione del gioco/divertimento della caccia, va da se, che  chi per primo ne fa le spese, sono gli interessi legittimi degli agricoltori e subito dopo l’intera collettività. L’attuale e invasivo cinghiale, un “porcastro” dell’est europeo, che ha soppiantato il nostro “mite” autoctono cinghiale maremmano, è di taglia anche tripla rispetto al piccolo maremmano e la sua prolificità è quadruplicata, sfornando 2-3 volte l’anno carovane grufolanti di 10-14 piccoli cinghiali, che poi diventano il bersaglio mobile per i provetti e nostrani “Rambo”, i quali per i danni in agricoltura,  hanno la stessa attenzione e  interesse che può avere  un gatto per la ricerca del tartufo. Il problema c’è, ed è di tipo gestionale, ma se l’interesse DI TUTTI I COMPONENTI DEGLI ATC, NOMINATI DALLE VARIE ASSOCIAZIONI, ANCHE FINTO-AMBIENTALISTE è di farsi  rappresentare da cacciatori, ecco che cadono d’un colpo solo, tutte le basi per un ragionamento serio e pacato che trovi un equilibrio, un compromesso per una situazione già esplosiva ormai da anni, a cui certa politica, recitata da attori scadenti, non è riuscita a dare mai risposta. Quella stessa politica che oggi si straccia le vesti, mentendo a se stessa, promettendo, auspicando, quello che in realtà da decenni avrebbe dovuto fare, …ma che non è riuscita a fare!!! Quale credibilità oggi hanno gli stessi attori, che in continuità gestionale-amministrativa dicono di saper/voler affrontare? Come mai in tutte la maniere e da anni ormai, si è oggi giunti ad autorizzare (sotto varie forme e artifizi lessicali), la caccia tutto l’anno a singole specie, anche in violazione della Legge quadro, come ha ben evidenziato la Corte Costituzionale? Come mai neanche questo è servito a limitare nè danni nè problemi, …ma solo a far scorazzate gruppi privilegiati di cacciatori, che continuano a “giocare alla caccia” anche nei parchi, in aree protette e a volte anche in mezzo alle case? Perché il trappolaggio, idoneo ed efficace per risolvere il problema, (e non di certo quelle grosse trappole per sorci, “spacciate” per gabbie di cattura cinghiali) non viene praticato per eradicare il problema, così come si è affrontato in maniera scientifica l’eradicazione della nutria, del pesce siluro, del pesce gatto, dello scoiattolo americano ecc.? La carne di cinghiale derivante dalle catture, anche con premialità, perché no,  all’effettiva efficacia delle misure di contenimento, la cui carne  potrà essere successivamente commercializzata in maniera seria, controllata e normativamente prevista, i cui proventi di vendita poi utilizzati per rimborsare e i danni residui in agricoltura (quelli veri però). Una sola domanda, ma quando tutti gli attori che decidono, sono cacciatori, potranno mai decidere di suicidarsi e di far finire il loro gioco/divertimento? Sarebbe come chiedere al cappone di anticipare il Natale!!! Ad ogni buon conto il WWF, ha provveduto ad inviare diffida per il tramite del suo legale Avv. Valeria Passeri, alla Regione e agli ATC, ad adempiere alla sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato immediatamente illegittime tutte le norme regionali, che in contrasto con la norma quadro, autorizzano la caccia sia ai cacciatori, che a “selecontrollori” e proprietari dei terreni  tutto l’anno, ed anche nei parchi,  in luogo delle persone già individuate e incaricate dalla Legge.

Sauro Presenzini

Coordinatore Regionale Guardie Giurate WWF

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