Cinquantenne gualdese disperso in montagna

Cinquantenne gualdese disperso in montagnaBrutta avventura per un cinquantenne gualdese domenica 15 gennaio sulla montagna gualdese. Nella tarda mattinata si è recato a Valsorda con la sua auto. Ha parcheggiato e poi ha iniziato una passeggiata inoltrandosi per la stradina della Chiavellara. La sua intenzione era di attraversare Pian delle Vescole ed arrivare all’eremo di Serrasanta. Verso mezzogiorno, però, le condizioni meteo sono peggiorate. Neve e vento flagellavano Pian delle Vescole e l’uomo ha iniziato a trovarsi in difficoltà. A quel punto, verso le 14,30, ha telefonato ai Vigili del Fuoco chiedendo aiuto. Si sono attivati immediatamente i soccorsi con le squadre del Soccorso Alpino di Perugia e Terni, ed i Carabinieri Forestali. L’uomo è stato sempre in comunicazione telefonica con i suoi soccorritori. Purtroppo, però, il contatto diretto non è stato semplice per le tre squadre di soccorso che si erano messe in moto perché comunicava la sua posizione ma, poi, si spostava in continuazione. E’ stato ritrovato sul sentiero delle fragole, in linea d’area all’altezza del Narciso, verso le 18,15. Era ben equipaggiato e, quindi, ha sopportato il freddo intenso. Alla fine tutto si è risolto per il meglio.

Alcune considerazioni

La nostra montagna non è complicata né pericolosa, ma lo può diventare in certe condizioni atmosferiche. Le passaiole, ad esempio, in condizioni normali, a meno che non si soffrano le vertigini, non presentano particolari difficoltà. Ma se ci si avventura con la nebbia o in periodi come questo in cui ci può essere neve e gelo possono essere pericolosissime. Il percorso della Chiavellara è tranquillissimo. In condizioni ambientali normali nel giro di circa 2 ore e mezza si può fare tutto il giro (Valsorda-Pian delle Vescole-Serrasanta-Valsorda). Ma con una tormenta di neve può creare notevoli difficoltà perché su Pian delle Vescole la tramontana spinge che è una meraviglia. Ne ho esperienza diretta.

Quindi mi permetto di dare alcuni suggerimenti:

  1. Mai avventurarsi da soli in montagna, soprattutto in condizioni meteo critiche; Bisognerebbe essere sempre almeno in due, meglio se in tre. Anche in condizioni ambientali normali può capitare sempre un inciampo anche banale (tipo una distorsione ad una caviglia) che, se si è da soli, può diventare drammatico;
  2. Accertarsi, comunque, che il telefonino funzioni ed abbia la carica sufficiente. Meglio dotarsi anche di una carica supplementare. L’uomo disperso è stato raggiunto grazie al telefonino.
  3. Accertarsi di avere sempre un abbigliamento adeguato alle condizioni meteo. Nello zaino inserire sempre qualche capo in più del necessario. L’uomo disperso ha resistito per circa 6 ore, dopo l’SOS, grazie al suo abbigliamento idoneo.
  4. Quando si decide di fare un’escursione ci si prefigge sempre una meta da raggiungere. Se ci si trova in difficoltà (per un leggero malanno, per le condizioni meteo avverse come quelle di domenica 15 gennaio) evitare di voler raggiungere ad ogni costo la meta prefissata. Meglio rinunciare e tornare indietro seguendo lo stesso percorso dell’andata. C’è sempre tempo per un nuovo tentativo in condizioni ambientali più favorevoli.
  5. Se si lancia l’SOS indicando la propria posizione, quando i soccorritori stanno arrivando evitare di spostarsi in continuazione perché, altrimenti, le possibilità di essere ritrovati diminuiscono.
  6. Consultare sempre le previsioni meteo. Se c’è possibilità di temporali o nevicate meglio rinunciare alle alte quote e mantenersi in basso.

Insomma, non bisogna rinunciare alla montagna perché viverla è un’esperienza meravigliosa. Ma viverla in sicurezza è un obbligo verso se stessi e verso gli altri (perché quando ci si trova in difficoltà si mettono in allerta tante persone).

Riccardo Serroni

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1 risposta a Cinquantenne gualdese disperso in montagna

  1. Merlo 3 scrive:

    stare a casa invece di fare lo splendido no?

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