CINZIA ALLEGRUCCI: i gualdesi che contano

Cinzia Allegrucci di Gualdo Tadino ricercatrice all’Università di Nottingham scopre come bloccare le cellule tumorali maligneTrasformare le cellule cancerose maligne in benigne, bloccandone la diffusione nell’organismo. Non si guarisce, ma si evita il diffondersi della malattia, che in qualche modo viene “ingessata”. E’ questa la prospettiva che si apre all’umanità grazie alle ricerche compiute da Cinzia Allegrucci e dal suo team nell’università inglese di Nottingham. La modalità scoperta è stata testata con il trattamento su animali, con un tasso di successo del 100 per cento. La notizia è clamorosa, apre prospettive concrete per la vittoria sul cancro. Il Telegraph, prestigioso giornale inglese, e la Bbc, con una intervista, hanno dato la strabiliante notizia della ricerca dell’università di Nottingham, pubblicata dalla rivista internazionale “The Journal Molecular Cancer”. Una scoperta da candidatura al premio Nobel. La notizia è stata diffusa a Gualdo Tadino dalla dottoressa Nadia Monacelli, che opera in un analogo settore in Italia, amica da sempre e compagna di scuola della professoressa Allegrucci. Riferisce: “Normalmente la divisione cellulare è controllata da geni specifici che uccidono o distruggono le cellule danneggiate, ma nel cancro il processo di dalle cellule malate non funziona correttamente perchè i geni naturali soppressori del cancro, che possiamo per semplicità immaginare come interruttori, sono spenti, disattivati dalla malattia. L’ approccio rivoluzionario funziona nel riaccendere questo interruttore utilizzando proteine estratte dalla salamandra. Nel 100% dei test eseguiti sugli animali (doveroso impiego per arrivare all’uomo, secondo la normativa internazionale) l’iniezione di queste proteine blocca lo sviluppo del cancro ed il suo diffondersi nell’organismo; ora si spera che una compagnia farmaceutica sia presto interessata al suo sviluppo sull’uomo. L’ufficiale scientifico della fa sapere che questa importante scoperta porterà a nuovi trattamenti anti cancro che utilizzeranno come tecnica la delle cellule tumorali in benigne”. Ed aggiunge: “ Vorrei che tutti siamo uniti nell’ esprimere con orgoglio tutto l’apprezzamento e la gratitudine possibile a questa giovane gualdese, con la speranza di veder proseguita e sviluppata la sua ricerca. Attualmente Cinzia è professore associato di farmacologia alla facoltà di medicina dell’università di Nottingham e specializzata in biologia cellulare e genetica molecolare. Con la forza della conoscenza, la sua tenacia, la sua caparbietà nel voler vedere realizzato un sogno, non intravedendo sbocchi nel mondo universitario italiano, si è specializzata lavorando a Boston, Stoccolma e poi a Nottingham”. E riferisce che in una lettera del 2008 la sua amica scrisse:” Finalmente ce l’ho fatta. Ho vinto un posto qui all’università di Nottingham. Ancora non ci posso credere, potrò avere un gruppo di ricerca tutto mio e finalmente lavorerò su quello che voglio. Con la morte di Monica ho fatto una promessa a me stessa…ce l’avrei fatta un giorno a lavorare nella ricerca sul cancro e questo è quello che farò. Ho presentato un progetto sul ruolo delle cellule staminali nel cancro e sono entusiasta che sia piaciuto”. Monica era una sua amica gualdese scomparsa prematuramente.

CHI E’ CINZIA ALLEGRUCCI

Cinzia Allegrucci, 41 anni, proviene da una famiglia che abita a Cartiere, dove vivono il padre Giovanni, ex ferroviere e falegname, la madre la signora Ivana Lilli, il fratello Fabio; frequentato il liceo scientifico “Raffaele Casimiri” da cui è uscita diplomata nel 1988 col voto di 58/60, si è poi iscritta all’università di Perugia, dove si è laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche con 110 e lode; dopo aver concluso il dottorato di ricerca a Perugia, è stata borsista, quindi ha operato in Spagna, in Svezia, negli Usa; da ultimo la scelta di andare nel Regno Unito, dove dal 2001 al 2003 ha vissuto il “post-doctoral fellow” presso la scuola di bioscienze dell’università di Nottingham; quindi è stata nominata senior research fellow presso la school of human development di Nottingham per i successivi quattro anni. Nel 2007 è entrata a far parte dello spin-out evocell ltd dell’istituto di genetica della stessa università come senior research fellow. Nel 2009 ha avuto l’incarico di docente presso la facoltà di medicina veterinaria e scienza dell’università di Nottingham.
Sposata con un ricercatore italo-argentino che opera nello stesso settore universitario, è in quotidiano collegamento telefonico o via internet con i suoi familiari; quando può torna a Gualdo Tadino, come è avvenuto per le ultime ferie estive; anche i suoi spesso la raggiungono nella sua casa in Inghilterra.

Alberto Cecconi

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