Circa 150 mila euro a Gualdo dalle acque minerali

Circa 150 mila euro a Gualdo dalle acque mineraliIl 22 dicembre del 2008 venne approvata la legge regionale nr 22 che riguardava le “Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali”. Il comma 5 dell’articolo 29 riguardava direttamente Gualdo Tadino così come tutti gli altri comuni su cui insistono le sorgenti di acqua minerale. Recitava infatti che a partire dal 2018 ai comuni su cui insistono le sorgenti di acqua minerale e termali sarebbe andato dal 30 al 40% dei canoni che devono pagare le società che hanno in convenzione le sorgenti stesse. Questa cifra verrà elargita ai comuni a seguito della presentazione di progetti per la salvaguardia e la tutela delle sorgenti idriche nonché la valorizzazione e la eventuale riqualificazione ambientale dei territori interessati dalla coltivazione dell’acqua o dalla presenza di impianti di imbottigliamento. Il regolamento per l’attuazione di questa interessante novità per i comuni (il comune di Gualdo incasserebbe sui 150 mila euro), però non era mai stato predisposto per cui ai comuni non è ancora stato dato un euro di quanto previsto. Il consigliere regionale Roberto Morroni (FI) il 5 giugno scorso aveva presentato un’interrogazione per chiedere come mai la Regione non aveva ancora adottato il regolamento suddetto.
Oggi lo stesso Morroni annuncia la notizia interessante. Con delibera del 12 novembre la Regione ha finalmente approvato il regolamento e quindi i comuni possono attivarsi con i progetti per chiedere i finanziamenti previsti.
Oltre a Gualdo Tadino beneficeranno di questo provvedimento anche Gubbio, Foligno, Orvieto, Sellano, San Gemini, Nocera Umbra, Acquasparta, Cerreto di Spoleto, Massa Martana, Scheggia-Pascelupo.
Morroni si è detto molto soddisfatto dell’esito della sua interrogazione anche se “ci riserviamo una valutazione nel merito del regolamento varato dalla Giunta”.

Riccardo Serroni

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5 risposte a Circa 150 mila euro a Gualdo dalle acque minerali

  1. Riccardo Serroni scrive:

    E’ solo una diversa distribuzione delle risorse e se ne avvantaggiano i comuni sul cui territorio insistono le sorgenti minerali e termali. Giustificato dal fatto che devono tenere in ordine le aree naturali su cui insistono le sorgenti. Questa è la mia interpretazione.

  2. Riccardo Serroni scrive:

    Massimiliano. Bella domanda. Me la sono posta anche io. Nella delibera si parla di comuni. Staremo a vedere.
    Per quanto riguarda il punto C di Troni non credo che si possa parlare di impoverimento della Regione. Quei soldi vengono comunque destinati a finanziare progetti di carattere ambientale. La differenza è che ne vengono destinati di più ai Comuni su cui insistono le sorgenti di acque minerali e termali a scapito, ovviamente, di quelli che non hanno sorgenti.

    • Francesco Troni scrive:

      Ciao e non travisare, per favore, la mia risposta perché non voglio affatto essere polemico ma cerco solo di essere il più preciso possibile vagliando tutto ciò che mi capita tra le mani.
      Io ho riletto più volte entrambe le stesure della Legge Regionale 22/2008, quella originale e quella modificata dalla Legge Regionale 14/2017, e non ho trovato nulla che vincoli a livello Regionale l’utilizzo del denaro proveniente dalle concessioni di acque minerali e termali.
      Almeno così io interpreto la risposta che mi hai dato, da cui il senso critico con cui ho riletto le due stesure della legge in questione.
      Dirò di più: Nella stesura modificata dalla Legge Regionale 14/2017, durante le mie riletture a seguito della tua risposta al mio commento, ho addirittura trovato tutta una serie di vincoli da parte dei Comuni nel chiedere e nell’utilizzare quei soldi che non erano presenti nella stesura originale.
      Quindi, al fine di fare un’informazione più completa e precisa possibile, puoi farmi sapere su cosa ti sei basato nel rispondermi?
      Grazie in anticipo per la tua gradita risposta.

  3. massimiliano Barberini scrive:

    E inoltre,dato che tanta parte dei territori montani ricadono in proprietà della Comunanza Agraria : questa ne usufruirebbe al posto del Comune in quanto legittima proprietaria dei terreni ad esso sostituitasi?

  4. Francesco Troni scrive:

    Bell’articolo e bella(?) notizia.
    Però andrebbero fatte le seguenti precisazioni:

    1. Il testo originale del comma 5 dell’articolo 29 è: “A decorrere dall’esercizio 2010 il venti per cento dei diritti di cui ai commi 1 e 2 è destinato alla salvaguardia e alla tutela delle risorse idriche, nonché alla valorizzazione e all’eventuale riqualificazione ambientale dei territori interessati dalla coltivazione dell’acqua”;

    2. Il testo del comma 5 dell’articolo 29 modificato dalla legge regionale 14 del 2017 è diventato: “A decorrere dall’anno 2018, la Regione attribuisce da un minimo del trenta per cento fino ad un massimo del quaranta per cento dei diritti di cui ai commi 1 e 2 ai comuni nei cui territori ricadono concessioni di acqua minerale, di sorgente o termale o sono localizzate attività produttive di imbottigliamento, sulla base di progetti finalizzati alla salvaguardia e alla tutela delle risorse idriche, nonché alla valorizzazione e all’eventuale riqualificazione ambientale dei territori interessati dalla coltivazione dell’acqua o dalla presenza di impianti per l’imbottigliamento”.

    A questo punto le seguenti domande mi sorgono spontanee:

    • Ed i soldi che il Comune di Gualdo Tadino doveva avere dal 2010 ad oggi?

    • Quei soldi, erano legati a qualche tipo di richiesta o dovevano entrare “punto e basta”?

    • Da adesso in poi i soldi entrano solo se il Comune fa progetti ritenuti idonei dalla Regione per incassarli, oppure continuano ad entrare esattamente con le stesse modalità con cui entravano dal 2010 ad oggi?

    In fine, dal momento che “i diritti di cui ai commi 1 e 2” da destinare ai Comuni non sono cambiati con la legge regionale 14 del 2017, alcune osservazioni mi sorgono spontanee:

    A. Bella notizia per il bilancio Comunale perché entrano più soldi;

    B. Brutta notizia per il bilancio Regionale perché dagli incassi della Regione per le acque minerali partono più soldi di quanti ne partivano prima ma senza che questo tipo di entrata le aumenti;

    C. Non credo sia una bella notizia per i cittadini che pagano le tasse, Regionali e Comunali, visto che a fronte di un potenziale arricchimento dei Comuni corrisponde un potenziale impoverimento della Regione.

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