Comitato NO Demolizione CALAI

Comitato NO Demolizione CALAIAlla cortese attenzione di Sua Eccellenza Domenico Sorrentino Vescovo della Diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino
OGGETTO : Lettera aperta in ricordo della figura di Mons. Roberto Calai.
Il giorno 19 Giugno 1920, in Gualdo Tadino, moriva Mons. Roberto Calai, figlio ed al tempo stesso grande benefattore della città di Gualdo Tadino, uomo di grande spessore morale, che va oltre il solo carattere religioso, in particolare per noi abitanti di Gualdo.
Fu sempre vicino, spiritualmente e materialmente, ai poveri, ai deboli ed agli ammalati della nostra città, in particolare pose attenzione al mondo rurale, del lavoro e dei giovani , attraverso importanti opere di carità finalizzate al perseguimento della giustizia sociale ed alla assistenza, proprio come un vero buon padre di famiglia deve operare .
Fu uomo che si privò e privò alla sua famiglia, importanti proprietà e, conseguentemente , ricchezze e privilegi, al fine di perseguire i suoi obiettivi durante il suo straordinario percorso di vita, dando grandi lezioni di umiltà .
In particolare si privò e , ripetiamo, privò la sua famiglia, di numerose proprietà costituite da case, terreni e poderi ed attraverso la vendita di questi beni riuscì a realizzare strutture come l’Ospedale Calai, l’Istituto Salesiano San Roberto, la Farmacia, l’ampliamento della Collegiata di San Benedetto, l’acquisto del Convento dei Cappuccini, oltre a tante altre opere lodevoli di encomio .
I recenti e noti avvenimenti, unitamente ad altri che negli anni si sono succeduti, dovuti principalmente a scelte di una politica sorda ed ingrata, che sta operando contro il volere di tanti cittadini Gualdesi, ci hanno indotto a scriverLe questa lettera aperta, quale grido di dolore atto a salvaguardare il grande patrimonio donatoci da questo grande benefattore Gualdese, disprezzato con ingratitudine, quasi a voler cancellare la sua memoria. Per questo abbiamo anche promosso una raccolta di firme da semplici cittadini, senza colorazioni od appartenenze politiche al fine di evitare inutili speculazioni .
Proprio per significare il suo ricordo e legarlo ad “una giornata della memoria”, cogliamo l’occasione per chiederLe di valutare una iniziativa consona per tale figura , da ripetersi annualmente ogni 19 Giugno. Magari con tale iniziativa si riuscirà a ricomporre l’aggregazione tra i Gualdesi, tanto legati a questa emerito concittadino .
Mentre le scriviamo, ci giunge notizia dell’avvenuta pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si'” , un grido forte contro la depredazione del creato da parte dei potenti della terra. Sarà una coincidenza di date se pubblicata proprio oggi, perché se Mons. Calai fosse oggi in vita, visto quello che sta succedendo a Gualdo anche in materia ambientale, sicuramente griderebbe come noi ” giù le mani da Gualdo, giù le mani dal Creato! “. Ma questo sarà tema di un prossimo approfondimento.
Cogliamo l’occasione per porgerLe un cordiale saluto.

COMITATO NO DEMOLIZIONE CALAI

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25 risposte a Comitato NO Demolizione CALAI

  1. John Spartan scrive:

    Bravi Fabbrizio e Marco,

    avete centrato il punto sollevando la discussione da una situazione patetica. La stessa che sta vivendo Gualdo… Il primo principio da far passare è che l’AREA del Calai non è un normale spazio pubblico di cui poter disporre, entro certi limiti, a piacimento. Ma un ambito regolato da precise prescrizioni, e cioè l’atto di donazione.
    Siamo, dunque, alle interpretazioni giuridiche, ammesso che -chi scrive in primis- ne siamo in grado.
    L’obiezione di Fabbrizio -formalmente correttissima- potrebbe risultare superata de facto dalla cosiddetta rinuncia-cessazione del “beneficio”. Nel senso che, ferma restando la disponibilità degli stabili alla gestione da parte delle suore -nello specifico c’è una precisa gerarachia degli ordini- ma in mancanza delle suddette -e cioè nessun ordine di suore fa richiesta, ovvero non c’è disponibilità di alcun ordine ad intervenire nella gestione, come da capitolato specifico- resta comunque il caposaldo dell’atto di donazione.
    E cioè, come scritto correttamente da te, “che detti beni restino in perpetuo ad esclusiva opera di beneficenza”. Insomma, l’atto di donazione è PARZIALMENTE inapplicabile nella sua versione integrale per sopraggiunti cambiamenti, allora si cerca di applicarlo comunque… il più possibile.
    Dal che ne deriva, EVIDENTEMENTE, che la demolizione di una porzione di fabbricato, costruita successivamente al plesso donato ma comunque su terreni oggetto della donazione ed in coerenza con le finalità della stessa, non è che non sia compatibile, è proprio una… FOLLIA!!!

    Il resto sono chiacchiere al vento, le stesse che hanno portato Gualdo all’attuale degrado morale, politico ed umano.

    REDAZIONE: La mail con la quale invia i commenti deve essere riconducibile alla persona. Dal prox commento il sistema considererà i suoi commenti “SPAM”

  2. Fabbrizio scrive:

    Mi togliete una curiosità? Non la prendete come una provocazione.
    Nell’atto di donazione il punto n. 7 riporta: In caso di inosservanza di dette condizioni, e principalmente di quelle di cui ai numeri 3 – 5 – 6, la concessione non avrà più alcun valore, ed il fabbricato nonché la farmacia, dovranno ritornare alla famiglia Calai. Nella detta ipotesi ed in ogni altro caso, in cui il detto fabbricato dell’Ospedale e la Farmacia dovessero passare ai parenti ed eredi di esso donante, cessate le cause di detto passaggio, i medesimi saranno tenuti a ripristinate l’apertura e l’uso primitivo dell’Ospedale e della Farmacia a servizio degli infermi, con l’assistenza e direzione delle suore, essendo ferma intenzione del donante che detti beni restino in perpetuo ad esclusiva opera di beneficenza.
    Uno dei punti citati, il n. 3, si legge: Che all’assistenza dei malati rimangano sempre le tanto benemerite suore cosiddette Figlie di S. Anna, e in qualunque caso queste partissero da Gualdo, siano chiamate a rimpiazzarle le Suore cosiddette Vincenzine, che si trovano alla direzione ed al servizio interno di tanti Ospedali Civili e Militari del Regno ed anche all’estero ed in loro deficienza, altre suore o religiose di qualche Pia Congregazione, istituita per l’assistenza e cura degli infermi.

    Gia da circa 40 anni l’ospedale doveva tornare alla famiglia?

    • Marco scrive:

      Domanda molto interessante, che apre la questione sulla “attualità” delle disposizioni scritte un secolo fa. In questi cento anni il mondo è talmente cambiato, in un modo che i nostri avi non potevano nemmeno immaginare: tanto per cominciare non c’è più un regno ma una repubblica, le suore non fanno più servizio negli ospedali (almeno non in quelli pubblici), il servizio degli infermi ora lo fa la sanità pubblica ed è venuta meno l’esigenza del ruolo “sussidiario” della chiesa.
      Allora, che si fa? E’ praticamente IMPOSSIBILE (soprattutto per gli stessi eredi) rispettare le volontà di Mons. Calai. Dovrebbero spenderci una fortuna per farci una clinica privata. Intendiamoci: se mai fossero disponibili per questa operazione (ipotesi fantascientifica), io gli cederei immediatamente tutta la proprietà!

  3. Calisti Carlo scrive:

    Finetti stai sereno e spara meno minchiate: il tuo rammarico in che senso!!! sta cosa ambigua sa di sotterfugio come d’altronde sei abituato a fare ma io e la mia socia, come dici tu, siamo puliti in tutti i sensi e non ti permettere di fare nemmeno per scherzo qualunque allusione che vada oltre al giudizio di un personale pensiero espresso in democrazia. Noi diamo una mano dove serve perché per me la coerenza dona dignità all’essere uomo a differenza tua: non è un segreto per nessuno che la vecchia Giunta non ti piaceva (di destra), hai fatto la campagna elettorale con l’attuale Amm.ne frequentando la sede quasi tutti i giorni (di sinistra) e adesso non te piace manco questa allora mi sembra ovvio, come un esperto marinaio bravo a cavalcare le onde, che sia giunto il momento di spiegate le vele verso una direzione fatta di sole parole. Il mio pensieroè resta questo: la demolizione della stecca è la cosa più giusta da fare per tanti motivi, il primo di tutti è perchè la richiede la proprietà e io a casa d’altri non ci ho mai comandato anche perchè conto poco anche a casa mia quindi……. In merito a “Villa Calai” ho menzionato Villa perché, se non sbaglio, in principio si chiamava proprio così………

    • enrico finetti scrive:

      Carlo, ti chiamo per nome che è più confidenziale, come si usa tra amici. Se già usi il cognome mi fai pensare male…. Ti scrivo in serata perché anch’io ho cose da fare, smentendo qualcuno che pensava il contrario. In merito alla mia serenità, non ne ho mai avuta tanta, anche perché oggi ho ricevuto notizie che me la accentuano. Non posso però permetterti di definirmi un tipo ambiguo abituato ai sotterfugi . Se mi prestavo a questo, adesso ero ricco ! Forse vi da fastidio proprio il fatto che non sono addomesticabile. Grazie a dio ho un lavoro che mi appassiona e mi porta soprattutto fuori Gualdo , quindi lontano dai possibili inciuci che tu hai pensato. Proprio per rimanere coerente. In quanto alle passate elezioni, avevo creduto in quei progetti, ma già dai primi giorni ho capito che mi ero sbagliato di nuovo e questo tu lo sai bene. Non ho fatto allusioni, ho parlato di paesana e non socia, rileggi bene, la cosa ha una enorme differenza. In privato e non in pubblico ti avrei detto che mi sono pentito di avervi dato il voto. Adesso sei soddisfatto che l’ho detto pubblicamente? Sai, altrimenti la gente chissà cosa pensa….
      In merito alla stecca, se per voi è giusto demolire, vi ripeto per l’ennesima volta : LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI GUALDESI NON LO VUOLE!
      I primi segnali ve li ha dati il recentissimo referto elettorale , mai come in questi casi la matematica è una opinione, vera !
      Per proprietari cosa intendi ? Se parli di eredi ho notizie diverse dalle tue, se parli di ASL, come tutti gli Enti pubblici, un pezzetto appartiene a ciascuno di noi. Poi c’è una terza proprietà, distinta tra fabbricato e sedime……ma qui si entra nei meandri del diritto civile e la farei troppo lunga.
      Villa calai ? se mi dici dove l’hai letta mi aggiorno, magari mi è sfuggita. Dalle foto di cantiere dell’epoca leggo già Ospedale Calai. Ciao Carlé, non ti arrabbiare e buona serata.

  4. Merlo 3 scrive:

    Se gli eredi di Mons. Calai Marioni di Mavarelli sono i proprietari del palazzo in via Calai e del Castello e terreni di San Pellegrino, oltre a non sapere quasi dove e’ Gualdo sulla carta geografica hanno lasciato la loro quota di saggezza e disponibilita’ completamente nella figura del Porzio Monsignore.

  5. bazzucchi enzo scrive:

    e se vede che nun ce gnente da fà.mò scomodamo anche la memoria di monsignor calai.dioceperdonasseiomepiassencolpotocca gidaunobravosinnòdiquìnuncaripijamopiù.

    • enrico finetti scrive:

      quellochehodafaioatenuntedevefregàcambiastradacapitoenzé chefinoaprovacontrariaancoraunopòdìepòfàquellochejepare anchesenonstabeneate. preoccupetedepiùpèlpallonechequelloagualdoèilproblemapiùserio!

      • bazzucchi enzo scrive:

        pater nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome venga il tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo cosi in terra dacci oggi il nostro pane quotidiano.rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori non ci indurre a tentazioni ma liberaci dal male amen.non ci resta che pregare.

  6. MERLO scrive:

    Giusto per puntualizzare:

    Monsignor Calai non ha donato solo l’ospedale (la struttura storica, fatta a regola d’arte e non danneggiata dal terremoto) ma ha donato tutta l’area recintata dal muro.
    Pertanto se qualcuno costruisce sul mio terreno prima di buttare giù qualche cosa dobbiamo parlarne. La USL forse si è appropriata indebitamente della stecca e non del terreno. La cosa deve essere assolutamente attentamente valutata.

    • enrico finetti scrive:

      è uno degli argomenti………non scopriamo troppo le carte. come a poker, si calano al momento giusto e vedremo se questa ennesima baggianata gli riuscirà!

  7. Calisti Carlo scrive:

    ……..quello del Calai è un tema molto più complesso e complicato di quello che volete far credere quindi stop alle chiacchiere e lavorate affinché possiate dare una mano concreta senza fare politica su questi temi così delicati.

    • enrico finetti scrive:

      Insieme alla tua paesana eletta, rappresentate il mio rammarico più grande di questo ultimo anno e sapete benissimo il perché e non è il caso di aprire un dibattito pubblico su tale argomento .
      Per quanto attiene la vicenda calai i cittadini scrivono e fanno riferimento a colui che è stato eletto perché li tuteli e si spenda al massimo per il bene della città, così come dovrebbe anche la rappresentante Regionale. Vorrà dire che la prossima volta scriviamo al sindaco di Gubbio, che ben sa tutelare i propri cittadini e, perché no, visti i tanti pesci in faccia ricevuti, dopo un bel referendum per portare Gualdo sotto la Regione Marche, scriveremo al Presidente di quest’ultima, magari dimostrerà più sensibilità……………………
      Tornando al tema Calai, finalmente scopri le carte , diverrà una VILLA addirittura, magari con tanto di maggiordomi e giardinieri, proprio come nelle intenzioni di Mons Roberto. Ecco perché ha venduto 60 poderi e casali, per farci nientemeno che una villa! Tanto valeva trattare direttamente con gli eredi di Federico II così poteva comprarsi direttamente un castello poco lì sopra…….
      Forse sarà una deformazione professionale dovuta al tuo lavoro, ma la parola STOP usala con i tuoi ( miei ex ) , se permetti siamo in democrazia e se posso, anzi, se possiamo visto che siamo parecchiucci per vs informazione e non i soliti 4 gatti rompiballe, faremo di tutto per impedire questa castroneria.
      Proprio perché è un tema complesso e complicato era più opportuno valutare il tutto attraverso documenti certi, non postumi ! discussi ed eventualmente avallati dai cittadini di Gualdo dopo assemblee partecipate e non con un confuso e frettoloso consiglio comunale che non aveva neanche le gambe. La tanto sbandierata “partecipazione” nel periodo elettorale a che si riferiva? Mi viene il dubbio che, essendo tanti consiglieri molto giovani, tra un pò mi arriva qualche invito nuziale ?
      Per finire , sappi che di imprenditori ce ne sono stati e ce ne potranno essere, ma se la Regione non si rende disponibile alle necessarie convenzioni, di che parliamo? Una cosa è certa, una volta demolito non avremo più velleità da spendere, con grande felicità di chi ha voluto tentare questa furbata.
      Da Gualdesi , stai tranquillo, lo impediremo !

  8. Calisti Carlo scrive:

    Belle parole bravi ma sapete benissimo che la “stecca” non è del Comune così come le due palazzine quindi scrivete all’ASL, l’ente proprietario che dovrebbe sborsare circa 3 milioni 500 mila euro per rimetterla a norma. In virtù di quanto letto sopra vi ricordo che in tutte le vecchie foto non si notano ne stecche ne stecchine perché non c’erano in quanto costruite molto dopo, ma lo sapete benissimo, e questa operazione consentirà proprio la riapertura di “Villa Calai” in tutta la sua bellezza e con dei servizi utili per la nostra collettività e non solo. Tra quelli contattati dall’Amm.ne non c’è stato un imprenditore interessato a investire su quell’edificio perché gli addetti ai lavori sanno benissimo che i fatti sono questi. aprire perché.

  9. anonimo 3 scrive:

    Bravo Enrico, daje giù t’à sta banda da cialtroni che in quarant’anni non enno stati capaci di costruì niente per sta città e adesso penseno che a distruggere quel che hanno trovato è più facile, con la complice copertura di chi tira i fili delle marionette
    da lontano, per non dire poi dei rapporti mafiosi scoperti per le cave e i rifiuti e gli affari con l’acqua cose con la comunanza dell’Appennino ricostituita je faranno vedè i sorci verdi. Aribravo.

  10. Marcello Diso scrive:

    Stecche a parte, che in questo contesto rischiano di portare il post di nuovo fuori tema, bellissima iniziativa per rendere omaggio e giusta memoria al più grande benefattore che Gualdo abbia mai avuto dopo ( ma solo in senso cronologico ) l’Abate Epifanio, che permise la costruzione della città attuale nel XIII° secolo. Era ora che ci si ricordasse di questa grandissima figura, di questo straordinario personaggio la cui memoria si è persa nel tempo, nell’indifferenza, nell’ingratitudine dei cittadini di Gualdo. Sarebbe anche il caso di segnalare l’iniziativa alla Sig. Anna Caponi Zulai, mamma degli ultimi due eredi della famiglia che portano ancora questo cognome. Bene, bravi!

    • enrico finetti scrive:

      Hai preso in pieno il senso dell’iniziativa. quando non si hanno argomenti atti a convincere che quella scelta è quella giusta, si passa direttamente all’accusa di propaganda ( per chi ? ) di disinformazione ( la loro sicuramente ), di disonestà intellettuale ( nessuno di loro dice che in campagna elettorale, tra l’altro votati anche da me , promettevano un mirabolante riutilizzo dell’intero complesso, mentre ora parlano di grande sviluppo, di che? è solo un trasloco, un trasferimento dei lodevoli carabinieri, forse neanche tanto contenti di essere intrappolati tra la vecchia struttura originale e le nuove case popolari previste sul retro in prosecuzione a quelle soprastanti………….) , appunto , cambiare le carte in tavola questa è disonestà intellettuale o, peggio ancora pubblicità ingannevole. Il valore storico architettonico deve essere pari a quello etico-morale, oppure no? Quella struttura è stata creata per dei fini ben precisi e quindi bene fanno gli eredi a contestarne il cambio di obiettivo voluto da Gubbio e Regione ed a pretenderne la restituzione.
      In ultimo il contestato coinvolgimento niente meno che del papa ! Pensa che uno come me con radicate idee progressiste e di sinistra, si deve sentire rappresentato dalla massima figura della chiesa! E dove la trovo una figura nell’ambito dei partiti tradizionali in grado di coinvolgermi per quello che dice e, soprattutto, per come agisce ? Trovo solo collusioni ( vedi mafia capitale, ecc ) che hanno permesso e continuano a permettere la camorrizzazione dei territori. O forse non esiste il problema da noi ? Guarda i ritombamenti delle cave, in particolare di Vaccara, piena di porcherie contenenti arsenico, piombo, nichel, ecc. . Che ne sarà delle sorgenti sottostanti? Il nostro primo cittadino, pur in azione di determine ed ordinanze, perché non informa la città su quello che sta succedendo ? Entro 90 giorni quelle porcherie vanno rimosse, a spese di chi ? Marcello, sei un ragazzo intelligente per non sapermi dare una risposta.
      In ultimo ti informo che stiamo acquisendo appropriata documentazione ( quella che Stefania Troiani non è riuscita a trovare in Comune ! ).
      Di sicuro la partita è solo all’inizio. Anche perché è la richiesta della stragrande maggioranza dei Gualdesi e non dei soliti 4 gatti !
      Qui non serve neanche Francesco, forse basterebbe il ritorno del commissario, quello prefettizio non capire male !

      • Marcello Diso scrive:

        Guarda Enrico, questa volta il mio commento era veramente scevro da polemiche di carattere politico, ma focalizzato sulla figura di Mons. Calai e sento di dare il mio plauso per questa pregevole iniziativa a tutti coloro che si prodigano a tal fine.

        Per il resto che dire? Sulla vicenda ex ospedale Calai non ne sono al dentro e non ho ancora capito se la nuova normativa impone delle restrizioni e dei vincoli maggiori rispetto al passato per cui renderebbero oggi più esosa la messa a norma di tale edificio ai fini preposti tale da non far propendere la Regione per questa soluzione. ( mi sembra sia questo il problema?? Boh, io non l’ho capito, visto che fino a qualche anno fa la struttura era perfettamente funzionante ed operativa ) Sicuramente la riflessione che mi viene da fare è: stecca o non stecca tra noi e gli amici della vicina Gubbio si stanno usando due pesi e due misure pur essendo incardinati nella stessa Asl, rischiando di realizzare un’assistenza e dei servizi per alla salute di serie A ed uno di serie B… e la serie A non mi sembra sia Gualdo!

        L’altra riflessione è che forse si potevano usare tempi e modi diversi, ma soprattutto si poteva spiegare ai cittadini in maniera chiara ed esaustiva e con motivazioni solide che non facciano acqua.

        Per il resto caro Enrico che dire?? Sulle cave c’è una denuncia e delle indagini ancora in corso ( spero ) per quanto riguarda la parte di “colle mori”, che nel frattempo mi giunge notizia si sia arricchita di ulteriori agenti inquinanti. Non solo, sembra che anche questa Fideiussione non sia esigibile. Chi dovrà affrontare la spesa della bonifica?? Non credo proprio l’attuale concessionario che se non sbaglio sta pure sull’orlo del baratro! Ma soprattutto è possibile fare una bonifica di tutte quelle tonnellate di materiale?? Risultato: niente soldi, niente, breccia, niente riambientamento ma in compenso un sacco di merda da spalare! Un capolavoro!!

  11. warriors scrive:

    A tutte le stecche,moccoli o Bastigne che dir si voglia, aggiungerei il disastro della gola del fondo e della zona Rocchetta, il più completo caos con cappelle e tombe cimiteriali commercializzate a mercato nero ed infine la sorgente che sgorga a Serrasanta e della quale nessun gualdese è a conoscenza. Con i tempi che viviamo politicamente,penso proprio che siamo non più in la’ di metà VIA CRUCIS………

  12. MERLO scrive:

    Ripropongo un mio post a cui nessun politico a mestierante ha mai risposto.
    Io personalmente non avrei fatto un comitato, ma una “guerra”.

    Mi domando perché tutto “questo casino” pe’ na “STECCA”…..

    Io personalmente, come tanti altri cittadini gualdesi di “STECCHE” ne ho tirate giù tante ma proprio tante. Se poi ripenso a tante opere pubbliche o scelte fatte da tutte le amministrazioni che si sono succedute, o a come hanno speso i nostri soldi, ricomincio a tirare giù “STECCHE” a non finire.

    Mi domando perché i cittadini di Gualdo Tadino devono sobbalzare per la “STECCA” del Calai e nessun politico è mai sobbalzato per le “STECCHE” che i cittadini tirano giù ogni volta che pensano al Parcheggio di Piazza Mazzini, alla pavimentazione del Centro Storico, ai parchi di Quartiere, alle Rotatorie, alle piste da sci, al Carcere, al Centro Promozionale della Ceramica, alla pista di Pattinaggio, alla Pretura, all’Albergo Narciso, all’Italfax, all’immobile della LIDL, alla fontana di Piazza Garibaldi, al Cinema Talia, all’immobile di Piazza Santa Margherita, alle Cave, al Servizio Porta a Porta per migliorare la differenziata, ecc. ecc.
    Alle “STECCHE” che tiriamo giù ogni volta che pensiamo a quanti soldi pubblici abbiamo buttato via. E…. giù una serie di… “STECCHE”.

    Il primo (il parcheggio) è incredibile il livello di degrado che ha raggiunto a pochi anni dalla sua costruzione, frutto di una progettazione pazzesca, di una realizzazione da denuncia, basta vedere le stallattiti che scendono dal soffitto, che denotano una provenienza e una qualità del cemento quanto meno dubbia; o dalle colonne messe veramente a cazzo che impediscono di parcheggiare, o il cemento del pavimento che stà saltando tutto, o delle infiltrazioni di acqua che lo rendono più umido di un acquario. E….. giù una “STECCA”.

    Il secondo (la pavimentazione di piazza) che ha raggiunto un livello di degrado che motiva una denuncia particolare al progettista, all’esecutore, al direttore dei lavori che doveva controllare, a chi ha effettuato il collaudo e al funzionario che ha liquidato le parcelle.
    Vi ricordo che anche questi manufatti al pari della famosa “stecca ospedaliera” sono stati fatti con soldi pubblici sudati dai cittadini. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il terzo ( I parchi di quartiere) una presa per il culo megagalattica, mi domando ma il funzionario del comune che lo ha acquisto al patrimonio si è fatto dare le pezze di appoggio? E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il quarto (le rotatorie) Quella di Rigali è pazzesca e contro ogni logica di progetto, di utilità e di costruzione. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il quinto (piste da sci) Tanto valeva fare anche un centro immersioni sul laghetto di Valsorda e una Basejumping sulle Balze di Mezzogiorno. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il sesto (il Carcere) un opera che ha dimostrato con anni di anticipo la necessità di strutture di detenzione che però non ha tenuto conto che in Italia siamo tutti innocenti o latitanti. Io invece del GERMOGLIO ci mettevo dentro chi lo ha pensato, il mandante, il progettista, l’esecutore, il gestore e chi non lo mai messo in funzione. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il settimo ( Centro Promozionale) da anni è una cattedrale nel deserto, prima l’hanno costruita e successivamente si è aperto un dibattito (ancora aperto) su che cosa ci si può fare. E….. giù un’altra “STECCA”.

    L’ottavo (pista di pattinaggio) sparita ma il Credito Sportivo ancora ci paga il mutuo. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il nono (Pretura) in attesa di destinazione. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il decimo (Albergo Narciso) sparito per magia a favore di una speculazione immobiliare con una piccola variazione di destinazione d’uso. E….. giù un’altra “STECCA”.

    L’undicesimo (Italfax) piccola speculazione immobiliare con un’altra piccola variazione di destinazione d’uso. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il dodicesimo (Immobile LIDL) la più grande cava di breccia mai aperta al centro di una città, sarà la nuova Italfax dei prossimi 25 anni. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Il tredicesimo (la fontana di Piazza Garibaldi) opera stupenda, allestita da artigiani mai pagati. E….. giù un’altra “STECCA”.

    La quattordicesima (il Cinema Talia) stendiamo un velo pietoso, anzi no…. Stendiamo un sipario… pietoso. E….. giù un’altra “STECCA”.

    La quindicesima ( Santa Margherita) stupendo, lungimirante, come ti rovino in un colpo solo un angolo di Gualdo, un Panorama, una piazza, una chiesa, un albero raro………….. E….. giù un’altra “STECCA”.

    La sedicesima (le Cave) doveva portare tanti soldi nelle casse del comune, ma per ora ha solo portato veleni nelle case dei gualdesi. E….. giù un’altra “STECCA”.

    La sedicesima ( il Servizio porta a porta) funziona così tanto che hanno aumentato le tariffe ogni anno. Funziona così tanto che ancora non hanno fatto una conferenza stampa per dirci quanto abbiamo incassato dalla carta, dalla plastica, dal vetro e ……. La GESENU ringrazia. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Ora qualcuno di buona volontà provi ad integrare queste “STECCHE” di opere pubbliche e non, e se può ci metta vicino le cifre che ci sono costate a noi cittadini, mai interpellati, mai informati prima che i soldi venissero spesi. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Quindi invece di parlare del nulla (tutti voi politici) indignatevi anche di queste cose.
    In fondo siamo sotto elezioni e cazzata più, cazzata meno, di più cazzate si parla e meglio è per tutti candidati. E….. giù un’altra “STECCA”.

    Tornando all’ospedale che ora va tanto di moda, nel famigerato progetto di recupero dell’ex Ospedale Calai metteteci anche tutti i poderi e i patrimoni dell’Opera Granella e del IRR che abbiamo gentilmente regalato alla vecchia USL di Foligno, che sono state rapidamente vendute senza ringraziare nessuno. O meglio qualcuno è stato ringraziato con nomine (ben retribuite) in consigli di amministrazione di vari Enti e Banche. E….. giù un’altra “STECCA”.
    Per favore queste elezioni non rifate la “SFILATA DELLE VERGINI” abbiamo il didietro che ancora ci brucia e non fateci iniziare a tirar giù altre “STECCHE” dette anche “Moccoli” o in gualdese “Bastigne”.
    Meditate.

  13. Marco scrive:

    “grido di dolore”, “grande patrimonio…disprezzato con ingratitudine”, “voler canncellare la sua memoria”! Che vergognosa opera di propaganda e disinformazione!! Addirittura scomodare l’enciclica del Papa! Come se la demolizione della stecca fosse un attentato al Creato! Ma di che state parlando????
    Si può non essere d’accordo con la demolizione della “stecca”, si possono fare analisi economiche sulla convenienza o meno, ma sostenere che questo significa disprezzare la memoria di Mons. Calai è davvero strumentale e si chiama disonestà intellettuale. Nessuno intende abbattere l’edificio originario di Calai, l’unico che abbia un valore storico-architettonico, che anzi ci guadagnerebbe (perché diciamolo francamente: la stecca attaccata ad un lato del Calai è veramente una bruttura).
    Questo “tirare la giacca” al Vescovo (e perfino al Papa!), scomodare Mons. Calai dal Paradiso in cui si trova è veramente un’offesa all’intelligenza di chi legge!
    E poi tutti questi cittadini “disperati” per la stecca dove sono? Perché non dite anche quanto costerebbe mantenerla in piedi? E per fare che cosa? In 4 anni e mezzo la precedente amministrazione è riuscita a fare solo inutili chiacchiere e promesse non mantenute. A Gualdo ci sono tanti di edifici desolatamente vuoti (compreso l’ex INAM, vicino al Calai) che stanno andando in rovina per mancato utilizzo e la cui manutenzione ci costerà un occhio. Onestamente: chi si “straccia le vesti” per la stecca non ha altro a cui pensare…

    • Caro Marco … i francesi dicevano “à la guerre comme à la guerre”, mo’ te lo dico anche in romanesco ” ‘a guera è guera”, e ti aggiungo pure che cerchiamo di copiare bene da chi ci comanda e lancia spot strumentali privi di ogni argomentazione tecnica ed economica né tanto meno di valorizzazione delle opportunità lavorative a Gualdo Tadino, calpestando continuamente la fiducia di molti che lo hanno votato tra cui ahimè io stesso.

      Se poi pensi che mi “straccio le vesti”, spiegami che vuoi dire perché è un’allocuzione fuori dal contesto … puoi invece tranquillamente dire che siamo incazzati neri per le prese per i fondelli e l’uso improprio della delega dei cittadini. Fino a prova contraria la demolizione del Calai non era nel programma elettorale. Mo’ se a te te piace quest’andazzo goditelo tutto … ma di ai tuoi amici di fare attenzione ai passi che fanno perché c’è in ballo il “danno erariale” se sai cosa significa.

      • Marco scrive:

        Ciao Maurizio,
        a differenza di altri (a cui ho deciso di non rispondere), tu sei un bell’esempio di “onestà intelletuale”: col tuo “a guera é guera” riconosci che sia stato fatto un uso strumentale della figura del grande benefattore Mons. Calai, giustificato dalla gravità (secondo la tua opinione) della situazione. Con te si può serenamente discutere sul merito delle questioni.

        Quello che mi infastidisce di più dell’iniziativa (che sarebbe lodevolissima!) del ricordo di Calai è che posta in questo modo, col fine espicito di farne un cavallo di battaglia per altri scopi, è divisiva e non tutti i gualdesi ci si possono riconoscere. Il ricordo di Calai dovrebbe invece accomunare tutti.

        Gli attuali amministratori non sono miei “amici”. Ad esempio, sulla questione della Comunanza sono in linea con la precedente amministrazione (in questo sito sono interventuo più volte sull’argomento). Ma sembra che a Gualdo non si possa esprimere un parere su qualcosa senza essere subito etichettati come appartenenti a un certo schieramento… (per questo evito di mettere il cognome).

        So benissimo cosa significa “danno erariale”. Proprio per questo non mi dispero per l’eventuale abbattimento della stecca: è probabile che col tempo il “danno erariale” per la manutenzione di vecchi edifici inutilizzati possa essere addirittura maggiore di quello per il loro abbattimento.

        Infine, l’espressione “stracciarsi le vesti” è perfettamente adatta al contesto: significa “dare in escandescenze per dolore o per rabbia o, anche, scandalizzarsi, mostrarsi indignato spec. in modo ipocrita” (dal dizionario online).

        Con stima.

  14. MarioRossi scrive:

    Dove ci si può iscrivere?

    • enrico finetti scrive:

      Stiamo finendo di acquisire i documenti necessari. Non appena ottenuti renderemo pubblico il luogo e la data per iniziare l’ennesima autodifesa di cittadini da scelte non ponderate a dovere da chi invece dovrebbe rappresentarci.
      Per permettere ai gualdesi di poter prenderne visione, documentarsi e capire le problematiche, allestiremo dei pannelli espositivi atti a soddisfare questa esigenza tra l’altro molto richiesta, perché sentita da chi ha a cuore il passato e la storia di gualdo, attuando scelte giuste nel presente, al fine di creare un futuro migliore per una città che sta morendo.

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