Comitato NoaiNo e Fake-news, un pò di chiarezza

Comitato NoaiNo e Fake-news, un pò di chiarezzaIl comitato NoaiNo ha pubblicato un nuovo comunicato, che credo valga la pena esaminare nel merito e nel metodo.

Incominciamo dai contenuti:

Per quanto concerne il bosco, partiamo col dire che il comunicato sbaglia stagione di taglio (l’attuale è 2017/18, non 2016/17. Ed incominciamo bene. Il diffamatore è sveglio ma non si applica.)

Alla stagione passata si imputa in soldoni una totale mancanza di trasparenza ed una violazione diffusa delle regole.

Vediamo ora la realtà dei fatti, e facciamolo per entrambe le stagioni di taglio, tanto per.

Nella stagione 2016/2017: La manifestazione di interesse è stata annunciata all`assemblea degli Utenti Monte nel Febbraio 2016 e poi regolarmente pubblicata sul sito ufficiale della Comunanza in data 07/05/2016, con scadenza di presentazione al 15/06/2016.
Il C.d.A. ha quindi redatto regolare delibera, n.11 02/09/2016, pubblicata all’Albo Pretorio Comunale in data 26/09/2016 al numero 1194.
L`autorizzazione al taglio è stata rilasciata dal competente Ente preposto e cioè Comunità Montana dell’Alta Umbria, con sede a Gubbio. La ripartizione dei lotti è stata fatta gratuitamente con la partecipazione e l`impegno di n.7 Utenti monte, e l`estrazione pubblica è avvenuta il 18/10/2016 presso la sede provvisoria di San Giuseppe Artigiano alla presenza degli Utenti monte futuri assegnatari dei lotti che avevano manifestato interesse.

Il tutto è stato quindi comunicato alla Comunità montana ed al Corpo Forestale dello Stato.

Nella stagione 2017/2018: La manifestazione di interesse è stata pubblicata sul sito ufficiale della Comunanza in data 03/05/2017 con scadenza 31/05/2017, pubblicata poi tramite comunicato su sito Facebook, Gualdo News e Allegra Combriccola.
La delibera del C.d.A. relativa è la n.3 del 26/04/2017, pubblicata sull’Albo Pretorio Comunale il 02/05/2017 al n.628.
E’ di nuovo seguita l’autorizzazione della Comunità Montana dell’Alta Umbria di Gubbio, e di nuovo la ripartizione dei lotti è stata gratuita con n.16 utenti monte partecipanti.
L’estrazione pubblica è avvenuta il giorno 10/10/2017 ore 21,00 presso Salone di San Giuseppe Artigiano alla presenza dei futuri assegnatari e di coloro che avevano manifestato interesse, presente inoltre l’assessore comunale Pasquarelli Fabio.
Comunicazione in data 14/10/2017 alla Comunità montana e ai Forestali Carabinieri degli Utenti Monte assegnatari dei lotti.

Tutto trasparente, documentato e verificabile.

N.d.R. (Piccola storia di cronaca): La parte del comunicato del NoaiNo riguardante il taglio bosco, riprende e ripete a grandi linee i punti dell’esposto che fu presentato dalla Dott.ssa Mara Loreti nel Novembre 2016 ed inviato a Sindaco, Commissario agli Usi Civici, Assesore Regionale all’agricoltura, ufficio Regionale Usi Civici, Agenzia Forestale Regionale e Corpo Forestale dello Stato.

A seguito di tale esposto la Regione dell’Umbria –Servizio Usi Civici– in data 18/12/2016 alle ore 09,30 ha convocato la Comunanza Agraria e la Dott.ssa Mara Loreti presso il suddetto Ufficio per un confronto su quanto denunciato. A tale incontro per la Comunanza Agraria si sono presentati Mauro Guerrieri (vice-presidente della Comunanza ed ex Comandante del Corpo Forestale dello Stato di Gualdo Tadino, delegato per il taglio del bosco) e Diso Dino.

All’ora stabilita presso la Regione, nell’aula conferenze, era presente il funzionario delegato agli Usi Civici Dott. Sandro Ciani, il quale avvisava gli intervenuti di aver ricevuto alle ore 8,30 una telefonata da parte della Dott.ssa Loreti la quale avvertiva di non intervenire all’incontro in quanto non disponibile ad alcun confronto.

Preso atto dell’assenza regolarmente verbalizzata, si è proceduto ad analizzare punto per punto l’esposto. Presentati gli atti ufficiali al funzionario Regionale, nell’acquisirli a corredo del verbale trascriveva che la Comunanza aveva ottemperato ad ogni obbligo di legge e regolamento. Non ritenendo esprimibile alcun addebito all’operato della Comunanza redigeva regolare verbale che veniva sottoscritto ed inviato a tutti gli Enti citati nell’esposto, nonchè in forma cartacea alla Comunanza Agraria e alla Dott.ssa Loreti. Non ci fu alcun altro seguito, e tutto questo è verificabile da verbale. Fine della storia.

Perchè dunque queste falsità continuano a venire pubblicate, seppure con altro nome?

Chiuso l’argomento bosco, andiamo a volo libero sulle altre “inesattezze” sparse nel comunicato:

  • “…la Comunanza agraria dell’Appennino Gualdese che era stata tirata in ballo per avere ottenuto dal comune oltre 25 mila euro di soldi pubblici…”

E’ stata tirata in ballo dal solito comitato, va da sè. Va ricordato che i soldi destinati all’uso civico sono vincolati, non sono un regalo “ottenuto dal comune”. Devono essere sfruttati esclusivamente per l’uso civico, e questo è compito dell’Ente giuridico che amministra appunto gli usi civici, sia esso un Comune o una Comunanza. Tali fondi non vengono sottratti a niente, perchè non ci si può fare asfalto o manifesti elettorali.

Quindi, riassumendo, i fondi destinati agli usi civici vanno amministrati da chi gestisce gli usi civici e sono vincolati per questo fine. Chiaro, no?

  • “…la stragrande maggioranza dei cittadini gualdesi non è a conoscenza della ricostituzione avvenuta dopo 40 anni di inattività della Comunanza Agraria, non sa niente di elezioni e di statuti , che vietano il voto alle donne…”

Anch’io ero uno di quelli, fino a qualche anno fa non avevo nemmeno idea di cosa fosse una proprietà collettiva; ne sono venuto a conoscenza proprio perchè una Comunanza si è degnata di fare un minimo di gestione ed informazione.

Per decenni a Gualdo un patrimonio enorme è stato “sopito”; terreni e beni mai amministrati, incassi mai riscossi, fondi nazionali ed europei persi, progetti mai presentati, possibilità mai colte.

Perchè anche se la Comunanza fu “cancellata”, i terreni ed i beni di proprietà collettiva rimangono. E vanno amministrati, sono ricchezze della collettività.

Di chi sono le responsabilità di quarant’anni di buio, gestionale e giuridico?

Ah, tra l’altro e di nuovo, ovviamente non esiste alcuno statuto che vieta il voto alle donne, è tutto falso. Ancora.

Vero è che lo statuto della Comunanza parlava di “Capofamiglia”, ma nella giurisdizione odierna questi non è altri che l’intestatario della scheda nello stato di famiglia, cioè il soggetto che ha fatto la dichiarazione di residenza in Comune, sia esso uomo o donna.

Comunque segnalo che lo statuto della Comunanza è appena stato aggiornato e approvato dall’assemblea degli Utenti Monte.

E’ interessante poi che vengano menzionate le problematiche dei laghetti di Valsorda e del bestiame libero, dei pascoli mai regolarizzati nemmeno sotto il profilo tributario/amministrativo, delle Cave (inquinate) su terreni di proprietà collettiva, di pozzi irregolari se non abusivi su terreni ad uso civico.

E’ vero che tutto questo, da luglio 2014, cade sulle spalle della Comunanza.

Le problematiche citate però, a quando risalgono?

Da quanti decenni sono state scavate ed inquinate quelle cave? Da quanti anni il bestiame fa danni a Valsorda e le imposte sul pascolo mai regolarizzate? Da quanti anni abbiamo lasciato scavare nell’abusività pozzi, eseguito lavori che hanno generato disastri, dimenticato di incassare i compensi?

Per quanto riguarda quello che OGGI si sta facendo, basta fare un salto alla nuova sede della Comunanza e chiedere, finalmente si può fare.

La mia domanda però rimane: politici, senatori, ex-ambientalisti, geologi…voi dov’eravate in questi decenni di disastri?

Credo facciano parte del comitato NoaiNo alcune delle categorie sopra citate (sarebbe bello saperlo, quando si parla di trasparenza…), e proprio voi muovete l’attacco? Con che titoli? Con che credibilità? Voi dove eravate?

Ora però vorrei entrare nel METODO dei comunicati del NoaiNo, e parlare dell’essenza del comitato stesso.

Il comitato NoaiNo, dal nome in sè, nascerebbe in opposizione ad un “No”, ovvero quello della Comunanza alla nuova concessione/progetto Rocchetta.

Opponendosi ad un “No”, dovrebbe essere un comitato positivo/propositivo per quanto riguarda il progetto stesso, corretto?

Si suppone faccia incontri con la popolazione, spieghi i reali benefici di un progetto con tesi a favore argomentate e serie, tratti i punti salienti e delicati analizzando pro/contro e faccia informazione corretta, sempre nell’ambito di ciò di cui si occupa: il progetto Rocchetta.

No, nulla di tutto questo.

Nell’ultimo comunicato traspare chiaramente la vera natura del comitato NoaiNo, tant’è che in due pagine scritte il progetto Rocchetta oramai non viene più nemmeno menzionato. Curioso.

In un illuminante articolo di qualche mese fa sul Nuovo Serrasanta, Carlo Catanossi ha con intelligenza introdotto in questa vicenda il termine “Lobbisti”, ovvero “un gruppo di persone che cerca di influenzare dall’esterno le istutuzioni (o la cittadinanza, ndr) per favorire interessi particolari”. (Wikipedia)

Qui però a mio avviso dovremmo fare un passo in più, tale gruppo di persone infatti oramai nemmeno cerca di favorire il progetto Rocchetta, ma si concentra esclusivamente nell’attacco a mezzo stampa, violento ed indiscriminato, contro un Ente: la Comunanza dell’Appennino Gualdese.

Il modus operandi risulta tra l’altro particolarmente infame, perchè essendo privo di tesi verificabili o riscontri giuridici, si basa esclusivamente su falsità, illazioni e insinuazioni continue, che ovviamente non portano mai ad alcun riscontro reale. Tutte facilmente confutabili, per carità, ma estremamente dannose per l’ente colpito e per la qualità del dialogo e delle politiche nostrane, e quindi per la comunità tutta.

Come definire dunque chi non fa altro che “manganellare” e diffamare gli oppositori per favorire il potente di turno?

Andrebbe ricordato poi a chi continua a sostenere la giusta tesi del rispetto delle istituzioni, che le istituzioni vanno rispettate tutte.

Se rispettiamo solo quelle con più potere di noi non è rispetto istituzionale, è piaggerìa.

Se rispettiamo solo quelle d’accordo con noi, e lasciamo colpire e diffamare le altre, è squadrismo, non rispetto delle istituzioni.

Non proprio una cosa da partito “democratico”, nè da Sindaco.

Immaginiamo se domani qualcuno s’alzasse e facesse un bel comitato “No-alla-Protadino”, o “No-ai-Romiti”, e basasse la propria stessa esistenza nella costante diffamazione a mezzo stampa di tali Enti. Sarebbe tollerabile?

A livello nazionale ed internazionale è oramai davanti gli occhi di tutti il potere distruttivo delle “Fake News”, ovvero di tutte quelle notizie false che, ripetute nel tempo, diventano magicamente verità che vanno ad influenzare negativamente il confronto politico e le scelte dei cittadini.

Come si può lasciare campo libero dunque a dei comunicati cosi palesemente falsi e diffamanti? Mai un controllo, un approfondimento critico, una minima indagine? Tale è la situazione che si protrae da mesi.

Tempo fa assistemmo ad un bell’esempio di “Debunking”: un periodico di informazione online locale si rifiutò di pubblicare un comunicato del WWF Provinciale che conteneva informazioni inesatte.

L’editoriale concludeva con la seguente frase: “…abbiamo un rispetto ancora più assoluto dei nostri lettori, a cui non daremo mai in pasto né prese in giro, né falsità comprovate.”

Se questo è vero una volta, dovrebbe essere vero sempre.

Sarebbe auspicabile che l’eccezione diventi regola per tutti gli organi d’informazione, e che un controllo dei contenuti venga eseguito in maniera equanime nei confronti di tutte le parti in causa.

Altrimenti viene da dare ragione al Noaino: a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”

Filippo Cappellini

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7 risposte a Comitato NoaiNo e Fake-news, un pò di chiarezza

  1. Redazione Gualdo News scrive:

    Buonasera, come redazione della testata giornalistica Gualdo News ci preme rispondere alla parte finale del post di Filippo Cappellini, in cui l’autore ci sprona ad adottare la regola del debunking anche ad altri comunicati.

    Premesso che è stata la prima volta, speriamo sia anche l’ultima e che i comunicati che arriveranno in futuro non contengano falsità comprovate e aberrazioni evidenti come quello in questione.

    Quanto all’esortazione a controllare i contenuti del materiale che perviene in redazione, vorremmo far presente che viene ovviamente fatto ogni giorno per ogni singola riga. Deve sapere che a volte arrivano cose che, a copiarle e incollarle, produrrebbero una sfilza di querele da costringerci a prender casa dentro il tribunale.

    Ritenere “palesemente falso e diffamante”, per usare le sue parole, una nota stampa con idiozie provate è nostro compito.
    Ritenere “palesemente falso e diffamante” un altro che esprime opinioni, anche se possono sembrare sbagliate, no. Quello magari può essere compito di voi che leggete, come è stato fatto nel post in questione.
    O a volte anche nostro, nel momento in cui decidiamo di approfondire un tema, invece di raccontarlo solamente. Lo abbiamo già fatto, anzi lo facciamo spesso. E non è detto che la prossima volta non tocchi a qualche comunicato dei No ai No. O della Comunanza.
    Ma sta alla nostra redazione decidere quando, per cosa e come.

    Saluti
    Gualdo News – la redazione

  2. maurizio biscontini scrive:

    Già l’appellativo che si sono dati “NoaiNo” presuppone una interpretazione acritica e tout-court dei vari comitati del No. Purtroppo di Filippo Cappellini ce ne è uno solo nella Comunanza dove invece vedo un diffuso e latente “talebanesimo” contro chi propone un diverso approccio, a partire dal coinvolgimento di tutti i cittadini.

  3. Dino Mazzoleni scrive:

    Bravo!!!

  4. Dario Toffano scrive:

    Che dire,sono senza parole e penso che non bisogna invecchiare per essere saggi.Complimenti Filippo,sei veramente una bella persona

  5. Marcello Diso scrive:

    Chapeau Filippo, bravissimo!

    • Monacelli Sandra scrive:

      Fino a qualche anno fa il numero di domande Per il taglio del bosco presentate al comune di Gualdo Tadino erano 200, ad oggi quelle presentate alla comunanza nemmeno venti.
      Questi dati dovrebbe far riflettere sia sulle modalità gestionali di un ente ignoto ai più , che sulla utilità dello stesso..(ammesso che nel sostenere un mio modestissimo parere io non incorra in qualche denuncia per reato d’opinione).
      Stucchevole vedere come con enfasi venga citato un articolo sulle lobbyes scritto in un tempo sbagliato, da una persona che ne avrebbe potuto fare a meno per tante ragioni… e tralascio tutto il resto.
      Il bene di una collettività non lo stabilisce una ristretta cerchia di persone che pretendono di affermare nelle aule giudiziarie tra ricorsi e denunce, diritti medioevali che la maggioranza dei gualdesi non vuole e non riconosce. Oggi molti gualdesi sono in difficoltà, hanno perso il lavoro o non ce l’hanno mai avuto… Bloccare investimenti imprenditoriali è una offesa verso ognuno di loro

      • Filippo Cappellini scrive:

        Verissimo che nel 2012 circa 200 persone si presentarono in Comune per il taglio del bosco, ma va anche ricordato che dal 2012 al 2016 il taglio non è più stato effettuato ed è ripreso grazie alla Comunanza, motivo che spiega i bassi numeri attuali della “ripartenza”, che ovviamente aumenteranno nel tempo.

        Liberissima -e ci mancherebbe- di sostenere che la Comunanza è inutile, ma sarebbe meglio evitare di diffamarla con comunicati per ¾ falsi o inesatti.

        Il tempo perso nel difendersi dalle falsità, tra l’altro, sarebbe certo meglio investito nella gestione dei problemi elencati nell’articolo e in quella del patrimonio collettivo.

        Non commettere poi l’errore di confondere il “Bene comune” con i “Beni comuni”.
        Il “Bene comune” di una comunità viene deciso ed amministrato, di volta in volta, dai suoi rappresentanti politici ed è mutevole.
        I “Beni comuni” -acqua, aria, boschi- nel caso delle proprietà collettive vengono amministrati dalle comunità stesse, in prima persona, e sono eterni.

        Le proprietà collettive Gualdesi, che sono solo una parte dell’intero territorio Gualdese, sono e rimarranno sempre a diritto “particolare”, poiché l’uso civico è eterno ed inalienabile. Ed è un diritto di tutti i Gualdesi, che gli interessi o meno.

        Questo diritto è già scritto ed è roccia salda, è millenario, non c’è bisogno di affermarlo “nelle aule di tribunale”.

        Te ne prego, basta con questa storia del medievale.
        L’amministrazione dei beni comuni da parte delle comunità che abitano il territorio è uno degli argomenti più attuali e dibattuti nell’economia gestionale delle risorse.
        La prima -ed unica- premio Nobel donna in economia, fu premiata nel 2009 proprio per i suoi studi sui beni collettivi e la loro gestione ( Elinor Ostrom, Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative delle comunità ).

        Ho stima di te e del tuo percorso politico, cerchiamo di volare un po’ più in alto per la nostra città.

        Chiudo ricordandoti che gli investimenti non vengono bloccati da chi denuncia gli illeciti, vengono bloccati da chi COMMETTE gli illeciti.

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