Considerazioni sulla perizia della Valle della Rocchetta a seguito della frana

Considerazioni sulla perizia della Valle della Rocchetta a seguito della franaRecentemente la Comunanza dell’Appennino Gualdese ha pubblicato la perizia del geom. Paolo Aloisio eseguita sulla Valle della Rocchetta a seguito della frana. E’ consultabile integralmente sul sito della Comunanza.
Tale perizia aveva come scopo il “verificare l’attuale stato dei luoghi ed il reperire ed esaminare i vari strumenti urbanistici attuativi autorizzanti la realizzazione della condotta di adduzione d’acqua minerale al fine di verificarne la conformità urbanistica
I punti salienti, riassunti per sommi capi, sono i seguenti:

  • L’autorizzazione ai lavori che doveva essere rilasciata dalla competente Soprintendenza non risulta essere stata mai richiesta.
  • La preliminare acquisizione, prima dell’inizio lavori, dei necessari nulla-osta da parte delle ditte proprietarie dei terreni interessati dal passaggio della condotta in oggetto non sono stati mai richiesti e tanto meno acquisiti.
  • Dai rilievi eseguiti in loco non risulta realizzato il tratto di condotta tra i pozzi R6 ed R5, e lo scavo di alloggiamento dell’intera tubazione doveva essere riempito di sabbia e doveva essere protetto da una soletta in Cls. (calcestruzzo) dello spessore minimo di cm. 15.

Dai rilievi eseguiti in loco non risulta essere stata realizzata alcuna opera o soletta in Cls.

“Per quanto sopra, e’ stata inequivocabilmente accertata una grave e macroscopica difformità’ tra lo stato attuale e quello assentito, difformità’ che risulta essere particolarmente grave in quanto tale soletta aveva la funzione di contribuire e/o impedire il verificarsi di ruscellamenti e conseguenti smottamenti di terreno, con trasporto a valle di enormi quantità’ di detriti, fatto poi verificatosi.”

  • In forza di tutte le ricerche ed indagini eseguite presso il Comune di Gualdo Tadino, non risulta esistere alcun verbale di sopralluogo di verifica e controllo del cantiere Rocchetta.

            Pertanto, vien da se’ concludere che nessun controllo sia stato eseguito dal comune di          Gualdo Tadino sul cantiere Rocchetta, nonostante la stessa amministrazione comunale avesse richiesto, senza alcun esito positivo, la comunicazione ufficiale del nominativo del       professionista incaricato della direzione dei lavori.

  • “…Nonostante tutte le mirate indagini e ricerche eseguite presso l’Ufficio Urbanistica e presso l’Archivio del comune di Gualdo Tadino, lo scrivente non rilevava l’esistenza della dichiarazione di inizio lavori…Per quanto riferito ai capoversi II/e-f di cui sopra, mancando a tutt’oggi la dichiarazione d’inizio lavori, il titolo concessorio (c.e. n. 34/98) e’ decaduto e pertanto la condotta di adduzione di acqua minerale dal pozzo r5 ai serbatoi di stoccaggio, e’ stata realizzata in assenza di concessione edilizia.

La conclusione: “Considerato che, incontrovertibilmente, è stato accertato ed è ancora accertabile in loco l’esistenza di evidenti, macroscopici e gravissimi fenomeni di ruscellamento e smottamento in esatta corrispondenza con lo scavo eseguito per l’alloggiamento della condotta di adduzione di acqua minerale Rocchetta, detti lavori di scavo sono stati eseguiti:

 

  • in dispregio delle prescrizioni di cui all’autorizzazione rilasciata in data 17/03/2016 prot. 1998 dalla Comunità Montana dell’Alto Chiascio;
  • in dispregio delle prescrizioni di cui alla concessione edilizia n. 34/98;
  • in difformità al progetto esecutivo di cui alla concessione edilizia n.34/98;
  • ed addirittura in assenza di uno strumento urbanistico attuativo.

“PER QUANTO SOPRA TUTTE LE OPERE RELATIVE ALLA FORMAZIONE DELLA CONDOTTA DI ADDUZIONE DI ACQUA MINERALE ROCCHETTA OGGI RILEVABILE IN LOCO, NON POTEVANO E NON DOVEVANO ESSERE NEMMENO INIZIATE”

 

Inutile sottolineare la gravità e le conseguenze che queste perizia porterà con sé;

Nonostante la vicenda venga seguita da vicino da molto tempo, mai si sarebbe arrivati ad ipotizzare una situazione talmente lontana dal buon senso e dalla legalità.

 

Andando oltre l’argomento frana e condutture però, vorrei soffermarmi per un momento sulla recente conferenza stampa del Sindaco.

Parlare di “Alluvione si, Alluvione no” non ha alcun senso. Ha senso parlare di danni subiti rispetto alla calamità avvenuta.

Ricordate il terremoto del Molise del 2002? Su 30 vittime, 27 furono bambini della scuola elementare di San Giuliano di Puglia.

Non si parlò di “Terremoto si, terremoto no”, era ovvio.

Ci si interrogò sul perché, nella calamità, la catastrofe fu tale proprio in quella scuola. Nel processo che ne seguì, fu stabilito che il crollo della scuola era stato determinato certo dal terremoto, ma soprattutto dalle responsabilità umane: costruttori, progettisti, tecnico comunale e sindaco dell’epoca sono stati definitivamente condannati dalla Corte di Cassazione il 28 gennaio 2010.

Responsabilità umane in una calamità.

Tornando a noi, quando il responsabile del WWF Provinciale sottostima la quantità d’acqua caduta nella nostra valle sbaglia. E sbaglia alla grande.

Ma è stato gioco facile estrapolare una singola frase, stupida e superficiale, da un comunicato di due pagine che denunciava, appunto, le responsabilità umane che hanno aggravato le conseguenze della calamità.

Responsabilità che sono state accertate dalla perizia riassunta all’inizio.

Per quanto riguarda i pozzi Rocchetta, alla conferenza stampa si è risposto alle accuse di illegittimità presentando le concessioni edilizie. Cioè non si è risposto.

Una buona volta: I pozzi non sono illegittimi perché privi di concessione, ma perché come stabilito dalla Sentenza n. 190 del 20.5.2008 del TAR dell’Umbria, non essendo stato realizzato nessun cambio di destinazione d’uso sui terreni dei pozzi, “tale omessa valutazione deve fare ritenere illegittimo il rilascio della concessione”.

Fa sorridere poi il volo leggero sulla sanatoria, di mera questione edilizia, richiesta da Rocchetta S.p.A., per i pozzi R1, R3 ed R4. Come se un abuso edilizio, su un terreno ad uso civico, sia una questione minore, da poco, ordinaria.

E’ puerile poi l’assumersi il merito dell’incasso dei 156.996,23 €, come se i mancati incassi dal 1992 ad oggi fossero stati scoperti, denunciati e raccontati alla gente dall’amministrazione stessa e non dalla Comunanza.

C’è un gran da fare in questi giorni nel cercare di mettere Gualdesi contro Gualdesi, cercando di far passare tutta questa storia come fosse una questione di partito contro partito, ambientalisti contro industriali, comitati contro istituzioni. Tutto questo è falso, qui si parla d’altro.

Il rispetto della legge deve essere il fondamento su cui, POI, si possono prendere le decisioni più giuste per il bene comune. Quando tornerà la piena legalità ci si potrà tornare a confrontare, ognuno con le proprie idee.

Ad oggi, la situazione è sconfortante.

 

Riassumendo il tutto, il quadro ipotizzabile è il seguente: nella nostra Valle della Rocchetta, sono stati scavati dei pozzi con delle concessioni edilizie illegittime , che emungono acqua per un privato che la rivende auto-certificandone la quantità prelevata. Tale privato, dal 1992, non aveva mai versato in pagamento i canoni di servizio d’acquedotto per le condutture a valle, data la “dimenticanza” dell’assenza del contratto.

Non abbiamo idea di quali siano le interferenze dei pozzi sulle sorgenti idro-potabili o nell’idrografia/idrogeologia del territorio, perché non abbiamo mai realizzato uno studio serio come legge prescrive.

Tali pozzi portano acqua allo stabilimento tramite una conduttura eseguita talmente in difformità dal progetto da essere franata, con conseguente danno ambientale, e talmente priva di premessi da non “potere o dovere nemmeno essere iniziata”. Tutto questo, se non bastasse, eseguito su terreni ad uso civico di proprietà collettiva.

Ora, in questo quadro roseo di legalità, la ditta promette di rimettere tutto a posto, quando in realtà è obbligata per legge, solo se rinnoviamo la sua concessione con 7 anni di anticipo, aumentando notevolmente l’acqua concessa per una durata trentennale, mettendo la fonte storica sotto tutela assoluta ed abbattendo il ristorante storico.

Comune e Regione rispondono, ovviamente, “SI”.

La colpa però, beninteso, non è certo della ditta. La ditta fa, nel suo interesse, ciò che le viene concesso fare. Le responsabilità sono da ricercare altrove.

 

Chi avrebbe dovuto vigilare? Dov’erano tecnici e direttori dei lavori? Dov’erano i tutori della legge?

Dov’erano le associazioni ambientaliste?

Ma soprattutto, oggi, dov’è la Procura?

Come può tutto questo passare in sordina, senza indagini, senza responsabili? Come si possono ignorare violazioni delle norme relative alla proroga della concessione di beni pubblici, abusi edilizi, disastri ambientali?

Come possono le nostre istituzioni tacere o peggio assentire, davanti ad una tale mole di illegittimità?

Filippo Cappellini

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11 risposte a Considerazioni sulla perizia della Valle della Rocchetta a seguito della frana

  1. massimiliano barberini scrive:

    Per chi afferma che è normale che l’estate i fiumi siano a secco,vada a fare un salto a Rasiglia di Foligno e vada ad ammirarsi il quantitativo d’acqua che fuoriesce malgrado l’estate molto siccitosa. A qualche gualdese potrebbe testimoniare come un giorno potevano essere le sorgenti del Feo;come guardare Gualdo nelle foto dei primi del novecento prima dell'”intelligente”ammodernamento.

  2. Marcello Diso scrive:

    Purtroppo oggi, in questa società Italiana, conta più avere il consenso che avere ragione, la gente è pigra, disillusa, addomesticata dalle cattive e comode abitudini e non ha voglia di entrare nel merito delle vicende, non legge, non studia, gli resta più facile farsi raccontare i fatti da altri, magari da chi gli ha tappato la buca davanti casa o da chi gli ha cambiato la lampadina del lampione che non funzionava, oppure da chi ha sponsorizzato i suoi hobby. Così oggi in Italia si costruisce il consenso, panem et circenses! E quando puoi permetterti il lusso di commissionare il consenso sulle pagine dei giornali e dalle penne ” autorevoli “……………..
    Viva Gualdo, Viva i giochi de le porte.

  3. flavio paoletti scrive:

    Vorrei fare due domande:
    La comunanza ha dato parere favorevole alla risistemazione dei luoghi, ma considerando la perizia che evidenzia varie irregolarità, come dovrebbero essere risanati i terreni? In particolare come andrebbero ricoperte le tubature se ai tempi non è stato completato l’iter amministrativo?

    Seconda: un intervento della magistratura metterebbe a rischio l’ attuale attività di imbottigliamento?

    Grazie a chi vorrà rispondere.

    • enrico finetti scrive:

      Provo a risponderti secondo le mie interpretazioni .
      La comunanza ha dato l’assenso alla “ripulitura” dai detriti dell’area sorgente storica, così come richiesto dal sindaco, al fine della fruizione della stessa da parte dei gualdesi e dei turisti, con accantonamento del materiale in uno spazio idoneo, ad es. il piazzale dove c’era la pista di pattinaggio, al fine di riutilizzarlo per la sistemazione definitiva della valle del fonno.
      E’ stato posto però, giustamente, il veto circa la demolizione dello storico ristorante e del grottino, poiché tutti ( o quasi ) auspichiamo la sua riutilizzazione per tale destinazione originaria, altrimenti senza un punto di ristoro l’area stessa verrebbe privata di un servizio essenziale.
      Circa le tubature, da come ho letto nella perizia e dallo stato evidente dei luoghi, andrebbero canalizzate con dei criteri cosiddetti “alla regola dell’arte” ovvero secondo determinate condizioni già dettate nelle prescrizioni comunali ed extracomunali e non perché incomplete nell’iter amministrativo, quello è un altro discorso.
      Spero di aver chiarito almeno in parte i tuoi quesiti e che appena dopo le ferie estive, il sindaco faccia eseguire quanto da lui richiesto ed assentito dalle parti.

  4. massimiliano barberini scrive:

    Se qualcuno scopre le magagne dovresti solo esse contento! O sbaglio? O le magagne se vogliono nasconde perchè fa comodo a qualcuno? Peccato quel giorno de novembre…eh! ‘N era stato calcolato! Mai fa i conti senza l’oste. Però,vedi,la Natura in qualche modo se vendica delle furberie umane e un giorno ‘nè detto che ce possa fa anche cò l’acqua visto che anche qui,come pe ‘l lavoro delle tubazioni,se vole nasconde la realtà.

  5. bazzucchi enzo scrive:

    quanto è costata stà perizia?e soprattutto chi l’ha pagata?con quali soldi si pagano tutti gli avvocati i periti e tutti i ricorsi e non ricorsi?domanda lecita e senza doppie interpretazioni è solo per capire chi paga.

    • enrico finetti scrive:

      Per chi non capisce il senso dell’allusione è inutile darne la spiegazione, siccome però questa pagina è molto seguita grazie al grande impegno di Sandro, ritengo opportuno dare delle risposte esaustive a chiunque si pone tali dubbi, tra l’altro creati ad arte per distogliere l’attenzione dai contenuti veri dell’articolo, poiché mi sembra di capire che non c’è trippa per gatti …..
      Il comitato di Boschetto si è sostenuto con la famosa damigiana, trasparente come l’acqua, all’interno della quale ciascuno metteva per ciò che poteva durante le feste o assemblee popolari, un sostegno economico che si aggiungeva agli enormi sacrifici fisici, mentali ed emotivi protrattisi per 7 lunghi anni .
      La Comunanza non è un Comitato, bensì un Ente oramai riconosciuto a tutti i livelli, per buona pace di qualcuno.
      Come tale, considerato che ad oggi credo abbia recuperato poco più delle briciole, deve far fronte sulle proprie forze per sostenere le spese, che a dire il vero, ad oggi sono ancora molto contenute in quanto il tecnico ha chiesto una parcella pari a poco più di un rimborso spese, pagata a rate come la panda, mentre il legale, a fronte di un lavoro enorme , ad oggi ha ottenuto solo il rimborso dei bolli, meglio conosciuto come contributo unificato.
      Con buona pace di chi parla di soli 160 utenti iscritti, ad oggi vi informo che sono oltre 500, con ulteriori nuove richieste di adesione. Ogni utente versa 5 euro l’anno, chiaramente poca cosa a livello economico, tanto che per sopperire alle spese, sono stati fatti alcuni “prestiti d’onore” comunque per poche centinaia di euro da parte di alcuni utenti monte.
      Tutto dichiarato nei bilanci resi pubblici durante le assemblee (anche se non sarebbe previsto) da parte del CdA . Tutto trasparente, come la damigiana di Boschetto .
      A differenza dei partiti , l’Ente non ha finanziamenti pubblici, screditati tra l’altro dal referendum, né tanto meno sponsor privati pronti a fare donazioni, legali per carità, soprattutto nel periodo delle campagne elettorali…………..
      Le assemblee, aperte ad iscritti e non, senza biglietto di ingresso, servono a rendere chiara ogni iniziativa intrapresa.
      Il bello verrà alla fine , poiché i soccombenti dovranno pagare le spese di rito, come avvenuto a Boschetto, con una piccola differenza però.
      A Boschetto i soccombenti , ovvero Comune, Regione ecc.. hanno pagato attraverso le casse comunali, tradotto : con soldi delle nostre tasse .
      Contenti voi…..

  6. Riccardo scrive:

    Se non sbaglio il Commissario per gli usi civici, su richiesta della Comunanza e del Comune, si è assunto l’onere di cercare una via conciliativa sul passato ed ha acquisito tutti gli atti forniti dal Comune, dalla Comunanza e dall’azienda Rocchetta. Perché non aspettiamo con calma e con fiducia che il Commissario faccia il suo lavoro?

    • Mauro Guerrieri scrive:

      Buongiorno Riccardo, apprezzo molto il tuo intervento.
      Se mi permetti, in questo momento di grande confusione mediatica, vorrei fare alcune precisazioni di fondamentale importanza per una opportuna chiarezza.
      Il Commissario agli Usi Civici ha specifica competenza solo sulla normativa inerente tale argomento, compresa la decisione sulla titolarità e appartenenza del bene (pubblico, privato, collettivo), nonché sul gravame del vincolo di uso civico e sulle norme specifiche riguardanti il suo impiego e di conseguenza sull`avvenuto o meno momentaneo cambiamento di destinazione d`uso del bene stesso sottoposto a vincolo di uso civico.
      Per quanto riguarda le pratiche burocratiche amministrative ed autorizzative la piena competenza è del Tar.
      Per quanto riguarda invece eventuali illeciti inerenti le norme urbanistiche ed ambientali la piena competenza è del Tribunale ordinario.
      Nel caso specifico lamentato nell`articolo, che stiamo commentando, non penso che la Comciliazione presso il Commissario possa avere delle risultanze su tale argomento.

  7. massimiliano barberini scrive:

    Viva l’ Italia!

  8. Dino Mazzoleni scrive:

    Credo che sia giunto il tempo di smettere discorsi solo elettorali. La perizia mette in luce a quale incredibile arroganza i politici interessati siano arrivati…compreso il sindaco attuale che sembra ignorare tutto. Se questo dovesse essere confermato, vista la gravità degli illeciti, credo che dovrebbe tirare le conseguenze e lasciare che altri risolvano questa brutta storia.
    In ogni caso basta con proclami da buon padre di famiglia, si comporti da pubblico ufficiale, quale è, eletto per salvaguardare gli interessi del paese.
    Spero che si arrivi a ragionare con rispetto reciproco e che una soluzione sia ancora possibile. Per mia cultura e coscienza non sono certo uno che vuole bombardare la Rocchetta come grandissima parte del paese e, ne sono convinto, anche della Comunanza. Basta con giochetti e petizioni, Gualdo non ha bisogno di populismi ma di legalità. Prima che sia troppo tardi chi deve capire lo stato delle cose…capisca!
    Scrivo questo con molta pena..
    Dino Mazzoleni

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