CRISI IDRICA E CRISI DELLA POLITICA

In merito alla crisi idrica, il maggiore partito di opposizione, il PD, ha rilanciato con veemenza la questione inerente lo stress idrico che attende le sorgenti cittadine. E’ stata presentata dai consiglieri comunali del medesimo partito una interrogazione consiliare sulla crisi idrica che potrebbe interessare il Comune di Gualdo Tadino, tanto da chiedere un incontro con la Giunta regionale per mettere in campo atti tesi a limitare i prelievi effettuati dalle falde acquifere. Come sono lontani i tempi in cui detti provvedimenti venivano richiesti dai banchi dell’opposizione di centrodestra che accusava la maggioranza di centrosinistra, quindi anche il PD, ex PDS ex DS di minimizzare sulle prime avvisaglie che vedevano le sorgenti gualdesi subire sempre più spesso, crisi idriche che, di volta in volta, erano ritenute “eccezionali” dagli amministratori di centrosinistra ma che, purtroppo, sono diventate crisi sistemiche in quanto i pozzi di captazione sono sempre più sfruttati per attingimenti di privati e non. Dette polemiche, dure e persistenti, portarono anche una componente locale, gli abitanti di Boschetto a scendere nella disputa dapprima come difensori del Rio Fergia, e poi in seguito come difensori dell’acqua pubblica. Ci fu anche qualcuno che, solennemente, lanciò una sottoscrizione pubblica, con tanto di raccolta di firme, per cambiare la legge regionale in materia di acque minerali e non, sempre con il nobile fine di difendere il bene pubblico.
A distanza di pochi anni, le parti si sono capovolte; chi prima sosteneva la difesa dell’acqua pubblica come bene primario ed inalienabile, chi prima sosteneva che dette sorgenti sarebbero dovute essere una ricchezza per il nostro territorio e chi, di contrasto, sosteneva altre tesi, oggi sono stati messi dal destino, in posizioni completamente ribaltate a quelle di partenza. In sostanza, sono mutati i fattori moltiplicativi, ma il risultato è sempre lo stesso: crisi idrica era e crisi idrica è rimasta. A questo punto sorge spontanea una riflessione: possibile che la politica locale si faccia ancora con le comparizioni di facciata a seconda se uno schieramento sta in maggioranza o all’opposizione? Possibile che chi dapprima si batteva per questo bene, oggi si arrocchi su posizioni capziose e bizantine, e chi prima negava l’evidenza oggi, all’opposizione, riscopra i valori etici e civili troppo spesso sopiti quando era in maggioranza?
Sarebbe auspicabile che, maggioranza ed opposizione, componendo le varie dialettiche interne, aprissero la discussione sul tema acqua anche a movimenti civili, a comitati civici e cittadini che hanno a cuore questo tema in modo da discernere una volta per tutte, questa materia con un orizzonte più ampio rispetto alle logiche temporanee della politica locale. Sarebbe interessante capire se i mutamenti di opinione avvenuti nel tempo, da entrambe le parti, sono di facciata, consapevoli o strumentali.
Sarebbe interessante infine comprendere come e perché si è passati da posizioni oltranziste a posizioni istituzionali e viceversa.
L’ambiente è una componente fondamentale per la vita, non si può continuare a schierarlo per ottenere consenso e posizioni di privilegio alla stregua di un testimonial elettorale.

Marco Rogo
Vice coordinatore provinciale Fli

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