DANIELE GELSI: una “eccellenza” umbra

“Re Lear” con Michele Placido in questi giorni sta avendo grande successo a Perugia, come già ne ha avuto in tutte le date nei vari Teatri d’Italia. 

Uno spettacolo che esplora la natura stessa dell’esistenza umana: l’amore e il dovere, il potere e la perdita, il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un’epoca, lo sgomento dell’essere umano di fronte all’imperscrutabilità delle leggi dell’universo.
Una produzione che vede protagonista, per la realizzazione dei costumi, un giovane talento di Gualdo Tadino, Daniele Gelsi.
Un lavoro impegnativo fatto di uno studio attento e preciso dove, per evitare lo scontato aspetto storico, il costumista ha pensato bene di creare un mix tra lo stile Elisabettiano, periodo entro il quale opera Shakespeare, e l’attualità con il preciso scopo di creare un “insolito” e originale spettacolo teatrale.
Le basi secentesche indossate all’inizio via via si modificano a seconda delle situazioni e perdono o si arricchiscono di altri elementi.
I tessuti sono molto preziosi: dai velluti a tessuti operati listati con passamanerie tono su tono, a i lini per le camicie.
I bellissimi gioielli di Re Lear sono stati creati ex novo per l’occasione in ottone e rame ossidato per ottenere un aspetto usurato.
Tinture e invecchiamenti completano il tutto conferendo all’intera scena un aspetto di omogeneità.

Daniele Gelsi lavora e produce nella propria sartoria di Gualdo Tadino la” Gelsi Costumi d’Arte” ed ha lavorato a diverse produzioni teatrali, sia come costumista che come produttore, per personaggi come Tommaso Paolucci (a lungo direttore del Sistina) con Carlo Cecchi, Stefano Alleva, Edoardo Siravo e Vanessa Gravina.
Numerose le esperienze come produttore nel cinema e nel teatro , La Figlia di Elisa ritorno a Rivombrosa, Los Borgia, Federico II, il Falco e la Colomba, il Commissario Nardone. Turandot di Franco Zeffirelli.
Nato nella terra umbra segue da sempre gli spettacoli rievocati della Quintana di Foligno, i Giochi de le Porte, il Calendimaggio, la Fuga del Bove, il Mercato delle Gaite..
Lo stile è inconfondibile, preciso, accurato, prezioso nella manifattura e riconducibile a precise epoche storiche.
La creatività e l’alta sartorialità fanno di questo giovane “Maestro” un motivo di vanto della nostra Umbria, un fiore all’occhiello per una antica attività artigianale che, purtroppo, rischia di perdersi nei tempi.
E lui, giovane imprenditore di se stesso, si rende disponibile a mettere la sua abilità e la sua conoscenza a disposizione degli altri.
In programma una scuola ad hoc per tutti coloro che con passione vogliono imparare i “segreti” di questa preziosa arte.

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