Rocca Flea

 

Palazzo del Podestà e torre civica

Palazzo del Podestà e Torre civica

 

Portale di San Francesco

Portale di San Francesco

 

San francesco - Abside

San Francesco - Abside

 

Museo Civico Rocca Flea - Città di Gualdo Tadino

www.roccaflea.com

Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti - Cittą di Gualdo Tadino

www.emigrazione.it

 

San Francesco e San Benedetto

 

Santa Chiara

 

Ceramica a lustro

Ceramica a lustro

 

Fontana di Sangallo il Vecchio

Fontana di Sangallo il Vecchio


sec. XVI

Pinacoteca Comunale

La Pinacoteca Comunale

 

Fonti della Rocchetta

Fonti della Rocchetta

 

Basilica di San Benedetto

 

Chiesa di San Benedetto - Rosone

Rosone

 

Valsorda m. 1050 slm

 

Giochi de le porte - Palio 2006

Giochi de le Porte - Palio 2007

Giochi de le porte - Palio 2008

Palio Giochi de le Porte edizione 2009

Giochi de le Porte - Palio 2009

Giochi de le Porte - Palio 2010

Giochi de le Porte - Palio 2011

La festa del Pioppo di San Pellegrino

La festa del Pioppo di San Pellegrino

 

Panorama di Gualdo visto dall'eremo di Santo Marzio

 

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Storia
Umbra prima, romana poi ( 217 a .C.), ha una storia ricca, fu teatro della famosa Battaglia di Tagina (552), durante la quale il generale bizantino Narsete sconfisse l'esercito di Totila, decidendo il conflitto gotico-bizantino. Distrutta prima dall'imperatore Ottone III (996) e poi da un violentissimo incendio, venne ricostruita nel 1237 sull'attuale Colle di Sant'Angelo, dandosi libere istituzioni comunali sotto la protezione di Federico II. Successivamente si sottomise malvolentieri a Perugia prima di essere consegnata alla Chiesa da Iacopo P. Canino (1458). La città venne seriamente danneggiata da una forte scossa tellurica il 27 luglio del 1751. I principali monumenti subirono gravissime lesioni. Nel 1833 il Papa Gregorio XVI le conferisce il titolo di città con il nome di Gualdo (Waldum) Tadino (Tadinum) e nel 1860 viene annessa al Regno d'Italia.
 
 

Economia
Gualdo Tadino è nota oggi per la salubre acqua oligominerale "Rocchetta" che sgorga dalle pendici del Monte Serrasanta e soprattutto per la produzione di ceramica. Quest'arte antica segna l'identità economica e artistica della città. Alla ceramica è legata la prestigiosa manifestazione del Concorso Internazionale della Ceramica che vede ogni anno la presenza di artisti di oltre 20 paesi del mondo ed ha consentito di acquisire nel tempo un patrimonio di oltre 100 opere che, rappresentano uno spaccato rilevante della moderna ricerca artistica nel settore.

 

Luoghi di interesse
La città trae naturali ricchezze ambientali soprattutto nella fascia montana con le suggestive località di Valsorda, San Guido e Rocchetta, le pinete e la straordinaria fioritura. Da vedere il rilevante il patrimonio storico che comprende fra l'altro la Rocca Flea (XII secolo), antica fortezza e notevole esempio di architettura militare medioevale - La Chiesa di San Francesco (XIII secolo) con affreschi di Matteo da Gualdo (1435-1507) - La Chiesa di Santa Chiara (XIII secolo) - Il Palazzo del Podestà e la Torre Civica - La Chiesa di San Benedetto (XIII secolo) con la fontana esterna (XVI secolo) attribuita a Sangallo il Vecchio - La Pinacoteca Comunale che conserva opere di Matteo da Gualdo, Avanzino Nucci, Sano di Pietro, Antonio da Fabriano, ecc.

 
 
 

Da qualunque direzione si arrivi a Gualdo Tadino non si può far a meno di notare la Rocca Flea : l'antico maniero che si erge a protezione della città.
Antichi documenti testimoniano che già alla fine del X secolo la Rocca Flea esisteva e faceva parte dei possedimenti dei conti di Nocera. Ma preesistente alla stessa Rocca doveva essere l'antica chiesa di Sant'Angelo de Flea come testimoniano due pitture riscoperte nel 1995 nel corso dei lavori di restauro. Nel 1177 era in possesso dell'imperatore Federico Barbarossa. E' nel XIII sec , quando Wald viene visitata da Federico II di Svevia che vi soggiorno a lungo, che la Rocca Flea riprende l'antico vigore e la città viene cinta da una possente cerchia muraria comprensiva di 17 Torri.
E' questa la versione praticamente definitiva della struttura che da lì in poi sarebbe divenuta nei secoli futuri un punto di riferimento importante per tutti coloro che avrebbero governato la città di Gualdo Tadino. Nel 1499 tutto il territorio gualdese, e di conseguenza anche la Rocca Flea , venne assegnata da Papa Alessandro VI alla celebre figlia Lucrezia Borgia. Nel 1513 e per i successivi 80 anni la Rocca Flea sarà la sede della Legazione Cardinalizia Autonoma che reggerà le sorti della città regalandole un periodo di splendore coincidente con il Rinascimento. Il primo e forse più famoso Cardinale Legato fu Antonio Ciocchi di Monte San Savino, nel corso del suo mandato venne costruito il nuovo acquedotto che tansitava anche per la Rocca Flea . Non vi furono più grossi cambiamenti della struttura che con alterne vicende, fu sede di carcere mandamentale dal 1860 con l'avvento del regno d'Italia fino al 1985.

 
 

La basilica cattedrale di San Benedetto è la principale chiesa gualdese. Si erge nella piazza principale della città dominandola con il suo caratteristico rosone divenuto nel tempo uno dei principali simboli di Gualdo Tadino. I portali, il rosone, incastonati nella severa facciata riamngono uno stupendo lavoro di scultura nelle colonne e colonnine a spirale di varie fogge con i capitelli integliati e molti fregi..
Di notevole pregio le opere di Avanzino Nucci (1152,1629) conservate in San Benedetto così come l'altare maggiore del XIV sec. opera di Guglielmo Ciani da Perugia. Adiacente l'ingresso della chiesa è collocata una fontana di Antonio Sangallo il vecchio di notevole bellezza, nel cui centro spicca uno stemma con le insegne di Boldovino Ciocchi del Monte, luogotenente del Cardinal Legato Antonio Ciocchi del Monte.

 

La chiesa di San Francesco fu costruita a cavallo del XII-XIV sec in stile gotico, con un portale ad arco trilobato mentre l'interno è costituito da un unica navata caratterizzato da archi trasversali in larghe campate con volte a crociera. La costruzione ricorda in parte le chiese assisane, specialemente nelle pareti, di notevole imponenza è l'abside di struttura ottagonale. Al suo interno conserva una croce raffigurante il "Christus patiens", che può essere considerata coeva all'edificio. Notevoli anche le pitture di Matteo da Gualdo che si trovano nella controfacciata. In San Francesco è conservato l'originale della pala della SS. Trinità, originariamente conservato presso l'eremo di Serrasanta risalente al 1528 ca opera di una fabbrica gualdese.

 

La chiesa di Santa Chiara venne eretta nel 1240; originariamente nota come Pieve di Santa Maria di Tadino, divenne poi Santa Chiara nel 1575, anno in cui vi si trasferirono le Clarisse. Attualmente ha assunto le funzioni di auditorium.

 

 

Un'amena località, dove il misticismo e la natura si fondono e un piccolo eremo dall'architettura armoniosa si incastona tra la vegetazione.
Il tocco leggero della mano dell'uomo ha contribuito a rendere piacevole e confortevole la sosta con numerosi tavoli, panchine, un grande braciere per le grigliate e due fontane dalle quali zampilla un acqua sorgiva che poco ha da invidiare a quella delle vicinissime fonti della Rocchetta. Un grazioso ponticello di legno, scavalca un torrentello che sgorga dalla sorgente di Santo Marzio.
L'ermo, inizialmente, fu costruito dai seguaci di S.Francesco che vi si stabilirono nel 1219 e dove, nel 1224, vi dimorò lo stesso S.Francesco.
Esso prende il nome da Marzio, un terziario francescano eremita che, affascinato da questi uomini, visse con loro alcuni anni senza entrare nell'ordine, fino a quando un evento imprevedibile, l'incendio che distrusse Gualdo Tadino nel 1237, ne cambiò l'esistenza.
I frati, infatti, in seguito a ciò, nel 1241, decisero di abbandonare tale luogo per trasferirsi all'interno della città (in parte ormai ricostruita) per evangelizzare e soccorrere la popolazione.
Marzio, pur lodando tale scelta, decise di non seguirli e all'età di 31 anni iniziò la sua intensa vita eremitica, dedicandosi alla preghiera e alla penitenza "vestito di una rozza tunica camminando scalzo tra le rocce, la neve e il ghiaccio".
Rimase nell'eremo per circa 60 anni insieme ad alcuni compagni (divenuto nel frattempo il capo di questa nuova comunità) costruendo una nuova chiesetta ed abitazione.

 

 

Museo Civico Rocca Flea - Cittą di Gualdo Tadino

 

 

ORARI D'APERTURA

aprile/maggio
giovedì/domenica 10:30/13:00 - 15:00/18:00

giugno/settembre
martedì/domenica 10:30/13:00 - 15:30/19:00

ottobre/marzo
sabato/domenica 10:30/13:00 - 14:30/17:00

Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti - Cittą di gualdo Tadino

 

Museo Civico Rocca Flea II complesso monumentale della Rocca Flea ospita il Museo Civico della città. Il nome Flea sembra derivi dal vicino fiume Flebeo che, nel succedersi delle epoche, assun­se il nome di Fleo come già è possibile verificare in docu­menti del XII secolo. La Rocca, oggetto di varie dominazioni, alternò fasi di splendore a fasi di distruzione. Vi si insediarono prima le truppe di Federico Barbarossa, poi quelle del papa e successivamente quelle della guelfa Perugia. La Rocca Flea subì vari danneggiamenti nel corso dei conflitti che la videro protagonista, venne restaurata nel 1242 da Federico II. Un secolo più tardi Gualdo fu nuovamente assoggettata a Perugia e, all'interno della Rocca Flea, si iniziò a costruire il cassero su cui si può scorge­re l'emblema della città e la figura del Grifo perugino. Nel secolo XVI fu trasformala residenza dei legati pontifici e il suo interno fu adattato allo scopo e decorato con affreschi di cui resta soltanto una piccola parte. Con la trasformazione in carcere (1888) furono effettuate ulteriori modifiche. I recenti restauri gli hanno restituito il suo aspetto originario e oggi è adibita a museo che accoglie importanti opere di famosi pittori umbri che vanno dal Matteo da Gualdo al Nicolò di Liberatore detto l'Alunno. Gli ambienti al piano terra raccolgono la parte archeologica dalla preistoria all'Alto Medioevo; In alcune stanze sono ospitate ceramiche di alto valore artistico che spaziano dal XIX al XX secolo fino a opere contemporanee della tradizionale ceramica a lustro. Le opere della Pinacoteca pro­vengono in massima parte dalle chiese della zona e sono rappresentative della cultura figurativa di confine tra Umbria e Marche. www.roccaflea.com

Museo Regionale dell'Emigrazione Per recuperare la memoria dell'esperienza migratoria umbra e raccontare attraverso voci, suoni, immagini, documenti ed oggetti, le vicende di un popolo partito in massa "per terre assai lontane" ad offrire al mondo giovinezza, lavoro, mestiere e cultura. Per indurre i visitatori a farsi soggettivamente coinvolgere e ritrovare, imbattendosi nelle mille risposte che gli emigranti hanno dato ai problemi del cambiamento, l'ottimismo nel progettare il futuro.
Il Museo è:

  • Centro di ricerca permanente per analizzare i diversi aspetti dell'emigrazione;
  • Laboratorio didattico per lescuole di tutta la Regione;
  • Cineteca e centro audiovisivo che raccoglie i filmati sull'emigrazione;
  • Luogo simbolo per tutta lai regione e tappa di un itinerario nella cultura umbra.

Per informazioni: www.emigrazione.it - e-mail: info@emigrazione.it

 

 

 

Fonti della RocchettaReperti archeologici in bronzo e in oro rinvenuti nel 1937 presso le attuali fonti della Rocchetta consentono di retrodatare la frequentazione di questi territori, ricchissimi di sorgenti, addirittura al XII sec. a.C. La presenza di uno stabilimento termale e di acque che si riteneva fossero capaci di curare "malati di fegato, di scabbia, di ulcere" viene citata da un cronista medievale (Anderlini, 1997).N el 1180 i gualdesi, oramai organizzati in libero comune decidono di trasferire il loro castello in una località più sicura sulle pendici del monte Serrasanta, presso le fonti attuali della Rocchetta. Il borgo, con alterne vicende e varie distruzioni, trovò infine la sua attuale e definitiva collocazione nel 1242, grazie all'aiuto e all'intervento diretto dell'imperatore Federico II. Molti fattori contribuirono a tale interessamento. Forse l'atto di sottomissione che la città di Gualdo aveva fatto nei confronti del nonno (Federico Barbarossa) già nel 1155. Forse la lunga e sincera amicizia che Federico II nutriva per il Papa Innocenzo III, innamorato di queste verdi colline. Forse le lunghe passeggiate e i freschi ristori che il Papa e l'Imperatore trovavano nel dissetarsi con l'acqua della Rocchetta. E' una fase nella quale storia e leggenda si mischiano, forse l'unico magico momento di totale concordanza tra impero e papato, concluso con la donazione dell'Umbria da parte di Federico II al governo della Chiesa di Roma.E questo alone di magia vogliamo mantenerlo e trasmetterlo, perché è dalla Rocca Flea, risalente al periodo Longobardo- Bizantino ma ricostruita assieme alla città nel 1242, per volere di Federico II, che prende il nome l'acqua oligominerale Rocchetta.Per l'arco temporale del XIV e XV secolo il castello di Gualdo e la Rocca Flea furono di fatto in mano ai vari capitani di ventura che imperversarono in Umbria, da Biordo e Ceccolino Michelotti (1393) a Braccio Fortebraccio da Montone (1417) e i suoi eredi, a Nicolò e Jacopo Piccinino (1432), a Francesco Sforza, a Giampaolo e Gentile Baglioni e, nel 1499, la troviamo in possesso di Lucrezia Borgia ed in seguito al Duca Valentino.

 

 

Una amena vallata a 1050 metri slm che trae il suo nome dalla assenza dell'eco ed è incastonata tra il monte Serrasanta e il monte Maggio. Due laghetti, una graziosa chiesina, vari rifugi attrezzati, un campeggio estivo ed un ristorante contribuiscono alla piacevolezza del luogo.
Valsorda è facilmente raggiungibile in auto con una strada che, partendo dal piazzale antistante la Rocca Flea, sale per 6 km attraversando ombrose pinete e tratti di tipica macchia appeninica.
Numerosi percorsi sono segnalati per gli amanti delle passeggiate in montagna.
Da non perdere la fiorita primaverile caratterizzata dalle numerose varietà di orchidee, narcisi, ranuncoli, ciclamini, ecc.

 

Manifestazioni culturali e Folkloristiche:

  • Pasquella - 5 gennaio; Cantori di ogni età percorrono le vie di tutto il territorio ad annunciare la nascita di Cristo.
  • Fioritura miracolosa del Biancospino - 15 gennaio; In occasione della festività del protettore della città Beato Angelo.
  • Sacra Processione del Venerdì Santo - Venerdì di Pasqua; Corteo storico.
  • Festa del Maggio - 30 aprile; Il Pioppo di San Pellegrino.
  • Ascensione - 40 giorni dopo Pasqua; Tradizionale ascensione al monte Serrasanta.
  • Corpus Domini - Giugno; Tradizionale processione sacra e infiorata per le vie del Centro Storico.
  • Festa del Fuoco - Tre giorni precedenti l'ultima domenica di giugno; Grello.
  • Corsa della botte - Prima domenica di agosto; Rigali.
  • Fiera delle nocchie - Primo settembre; Piazzale della Fiera.
  • I Giochi de le Porte - ultima domenica di settembre; Tre giorni di festa che coinvolgono tutta la città.
  • San Niccolò - 5 dicembre; Un adulto vestito con paramenti da vescovo porta doni ai bambini.
 

 

Tre giorni di festa, dalla lettura del bando all'apertura delle taverne all'esibizione degli sbandieratori del venerdì, al meraviglioso corteo storico del sabato con mille personaggi in costume d'epoca che sfilano per le vie della città riproponendo mestieri, storie e leggende della Gualdo del XV secolo, alle gare dei somari con il carretto e a pelo, dei frombolieri e degli arcieri della domenica.

 

 

La Sacra rappresentazione del Venerdì Santo è una processione di origine antichissima che ricostruisce, attraverso 14 quadri e 200 personaggi, la Passione di Cristo, secondo la tradizione medievale tramandata dalla "Confraternita dei raccomandati".
La processione penitenziale si snoda per le vie del centro storico, accompagnata dal Cantico delle Laudi Sacre (dal Laudario Lirico Gualdese del 1200) e dal canto del Miserere.

 

Il Presepe vivente di Roveto, nasce nel 1989, ma non è come tutti gli altri, c'è qualcosa che lo distingue e lo caratterizza da tutte le altre manifestazioni legate al Natale. Esso, infatti, rappresenta, accanto alla Natività, la vita contadina tipica della realtà locale. L'atmosfera, pertanto, non è quella di un'antica Betlemme, ma quella che si respirava nel mondo rurale nei primi decenni del '900.
L'atmosfera accomuna i figuranti e il visitatore che è invitato ad assaggiare i doni della terra come dolci, frittelle, il vin brulè, prodotti semplici delle campagne circostanti. La riscoperta del mondo contadino passa anche attraverso la ricerca ed il restauro degli antichi strumenti di lavoro e nelle stalle ricompaiono vecchi arnesi ormai in disuso, nelle botteghe attrezzi il cui utilizzo risulta sconosciuto ai più giovani.

 

La storica manifestazione rievoca un evento miracoloso risalente al 1004. Nella notte tra il 30 aprile e 1° maggio, al termine di vari riti, un pioppo enorme dopo essere stato scortecciato, viene issato al centro della piazza con movimenti rapidi e affinati.

 

La notte del fuoco e Guazza di San Giovanni

Tre giorni precedenti l'ultima domenica di giugno la rievocazione con costumi del 1200 è caratterizzata dalla corsa delle " jncije " (ceri accesi), dal traino di rudimentali " tregge " sormontate da fuochi di legna e paglia e da grandi falò simbolo della fede.
La raccolta di un ricco assortimento di erbe aromatiche e petali di fiori per preparare la " guazza ", verrà distribuita ai presenti, con il panetto di S.Giovanni.

 

LA CORSA DELLA BOTTE

Prodotto ludico della più classica cultura contadina, la manifestazione, che si svolge nel primo weekend di agosto nella frazione di Rigali, consiste in una corsa che si disputa dalle falde del paese alla chiesa parrocchiale, lungo un percorso in ripida ascesa, dove gruppi di venti concorrenti spingono una grossa botte di legno di rovere massiccio della capienza di sei quintali.
L'origine sembrerebbe collocarsi in un periodo di massima coltura della vite e raccolta di vino (il territorio era considerato un buon produttore già nel XVI secolo), anche se la prima notizia della corsa intesa come divertimento popolare risale al 1803 grazie alla testimonianza scritta dell'allora parroco di Rigali, Pietro Premoli. Essa, probabilmente, si richiama alle buone abitudini contadine secondo le quali la conclusione dei vari cicli produttivi, molto spesso, era occasione di festa tra le famiglie che si sfidavano con gli "attrezzi del mestiere".
La manifestazione, di recente rievocazione, raggiunge toni di elevata suggestività per il grande sforzo a cui sono chiamati i concorrenti, costretti a coprire nel minor tempo possibile il tratto di 400 metri che divide la linea di partenza da quella di arrivo. Non esistendo una suddivisione del paese in rioni, la manifestazione è aperta a tutti i gruppi che intendono cimentarsi in questa particolare esperienza, per la quale il comitato promotore mette in palio una tonnellata di vino. (testi tratti dalla pubblicazione "Gualdo Tadino - guida turistica" - autore Sergio Ponti)
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Rigali ha inizio alle ore 21,00 del giovedì ed apre la tradizionale tre giorni della Sagra della Caramella Tartufata, che termina la prima domenica di agosto.

 
 
 
 
 
 
 
 
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