
Il ricordo… una brace viva sotto la cenere. Il ricordo alimenta di continuo il terreno dove trovano spazio gli interrogativi più profondi che turbano l’animo umano. Lo sa bene Franco Evangelisti: “Non credevo che sotto quella cenere abbandonata per anni, lì nel vecchio camino, ci fosse ancora brace viva per riscaldarmi. Ricordi ormai lontani. E' bastata una soffiata impetuosa, dovuta a tanti anni trascorsi, per renderla viva e farmi ritornare indietro negli anni, e ritrovare giornate belle e tristi!”. La famiglia Evangelisti è una delle tante famiglie sfollate dalle grandi città in cerca di condizioni di vita più tranquille; la famiglia parte da Roma dopo il bombardamento del quartiere San Lorenzo, dove avevano trovato la morte migliaia di civili. Dopo varie peripezie Franco (sei anni e mezzo) e la sua famiglia arrivano a Gualdo il 1° settembre del 1943. Sfollati a Gualdo Tadino è uno spaccato di vita quotidiana nella Gualdo del periodo bellico; durante la lettura ci si imbatte in piccoli errori che riguardano il nome esatto di una via o di questo o quel personaggio, però ugualmente identificabili. Franco oggi non è più uno sbarbatello e i suoi ricordi non sono pochi né di poco conto, ma quei mesi passati a Gualdo Tadino lo hanno profondamente segnato. Ricordi belli e brutti, a volte drammatici, indimenticabili. Quando è stato raggiunto telefonicamente per essere autorizzati a mettere online i suoi ricordi, Franco, dopo un attimo di smarrimento ha subito detto: “Ha letto la storia del ciabattino Antonio? Lo hanno preso proprio sotto la casa dove abitavo. Lo conoscevo bene, lo sa che è stato fucilato?”. Si, signor Franco, la conosciamo la storia di Antonio, la sua e di tanti altri, per fortuna ci sono persone come lei che ce la ricordano.
Fabbrizio Bicchielli
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