Convention di Futuro e Libertà a Pietrsanta (LU)
La situazione politica dell’Umbria è frutto di un vissuto alimentato da uno strapotere della sinistra, sia essa progressista, massimalista e cattocomunista, che per svariati lustri ha amministrato la nostra regione dividendo i cittadini in amici, amici degli amici e avversari politici. In questo contesto trovano spiegazione talune affermazioni amministrative prive di oggettivi riscontri politici ma frutto esclusivamente di connivenze clientelari; il caso esemplificativo è la città di Gubbio, amministrata costantemente dal centrosinistra con addirittura due mandati da sindaco svolti da un esponente di Rifondazione comunista recentemente salito alla ribalta per vicende giudiziarie e di malaffare. In questa città, giova ricordarlo, alle elezioni amministrative il centrosinistra stravince la contesa cittadina ma, nello stesso tempo, alle elezioni politiche il divario tra il centrosinistra e il centrodestra si assottiglia nettamente suscitando, inevitabilmente, la riflessione che una parte di elettori di centrodestra vota stabilmente per il centrosinistra alle elezioni amministrative. Potrei citare altre realtà regionali che vivono la stessa contraddizione in quanto detta valutazione è estendibile ad altri comprensori come ad esempio l’altoTevere, lo spoletino, la valnerina e lo stesso comprensorio perugino. Dinanzi a tutto questo l’attuale opposizione che, relativamente ad alcuni esponenti, è ormai opposizione consolidata in quanto i maggiorenti della stessa operano da decenni sul nostro territorio, appare ingessata e non propone strategie di contrasto effettivo ma, sempre più spesso, si autoalimenta per sopravvive a se stessa. A riprova di quanto asserito faccio notare come l’ultimo candidato Presidente alla giunta regionale proposto dal PDL siede in consiglio regionale dal lontano 1994 !!! Analogamente le figure apicali della stessa opposizione sono oramai esponenti “storici”, diventati esponenti di se stessi arroccati alla difesa delle loro preferenze e dei loro privilegi. In questo scenario FLI può essere, d’intesa con le forze che compongono il cosiddetto terzo polo , un vento nuovo che scuote e scardina questo sistema, fatto da una maggioranza collusa con il potere e supportata , tacitamente , da una opposizione ripiegata su se stessa . Gli umbri che vogliono voltare pagina , che vogliono che trionfi il merito , che vogliono una politica sana e corroborante dei valori positivi , possono identificare nel soggetto politico proponente una via d’uscita a questa crisi che attanaglia la nostra regione , una crisi che prima ancora che economica è sociale , morale e politica . Il nostro partito può e deve rappresentare le istanze degli umbri che vogliono essere protagonisti del loro futuro e non più sudditi di una sinistra obsoleta e ipocrita . All’indomani della manifestazione di Pietrasanta il mio auspicio è quello che si possa identificare , nella nostra regione e più in generale nel nostro Paese , una coalizione forte , seria e solidale , fatta di donne e uomini che amministrino la cosa pubblica indipendentemente dalle appartenenze e dalle provenienze politiche , che fondino la loro azione sui programmi e sulla loro effettiva applicazione . Non è più il tempo di roboanti proclami elettorali , di spot ad effetto , di ghettizzazione delle idee altrui e di voti più o meno utili . E’ il tempo della rinascita di un nuovo modo di fare politica , di una nuova sensibilità e di un diverso rapporto con gli elettori che devono diventare soggetti attivi del processo politico e non più “tifosi” di una parte , funzionali soltanto alla vittoria elettorale che , di per se stessa , spesso si rivela effimera e talvolta inutile . Se qualcuno taccerà queste mie modeste affermazioni come sogni ad occhi aperti ricordo che il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni .
Marco Rogo
Vicecoordinatore provincia di PG – Futuro e Libertà
CONCLUSIONI DELLA DUE GIORNI DI PIETRASANTA.
Un nuovo inizio per una nuova politica : apriamo il cantiere dell’Italia che verrà .
L’Italia ha bisogno di un “inizio” assolutamente nuovo, di una mobilitazione straordinaria, di un rinnovato spirito costituente. E’ da questa premessa che discende tutto il resto. E’ da questa consapevolezza che Futuro e Libertà per l’Italia indica la rotta “oltre il Terzo polo, verso la Terza Repubblica”.
Un nuovo inizio richiede una nuova politica, con nuovi “campi di gioco”: “Nessuno degli steccati che hanno storicamente diviso il nostro paese, dal Risorgimento alla Resistenza, dalla questione cattolica al comunismo, ha più ragione di esistere. Secolo breve o lungo, il Novecento è finito, e con esso le ideologie che lo hanno insanguinato. Destra e sinistra, in quanto hanno le loro radici in quelle ideologie, sono archeologia della politica”.
Dunque addio agli steccati ma non certo addio alle idee. Anzi. E’ tempo, finito l’inganno della “guerra civile permanente” di “attingere alla grande tradizione di pensiero politico e di cultura civile di cui è ricca l’Italia, prima e oltre le ideologie novecentesche, patrimonio di cui repubblicanesimo, liberalismo, riformismo democratico sono esempi luminosi”. Insomma un “rinnovato patriottismo repubblicano” per “una nuova cultura repubblicana”, i cui pilastri siano “la libertà attiva e la virtù civica, il valore della nazione, aperta e inclusiva, il valore della legalità e della libertà individuale, del merito e della coesione sociale”.
Ma il “nuovo inizio” non coinvolge solo i contenuti. La rinascita della res publica non può che passare anche da “una forte innovazione della forma partito e delle modalità organizzative”, perché “la politica si rigenera se ritorna all’essenziale, se è capace di chiamare a raccolta, indicare una rotta”.
Addio alle burocrazie e alle strutture chiuse, dunque: serve “un patto trasparente a cui aderire, un cantiere aperto dove portare progetti e speranze per l’Italia”. Oltre Futuro e libertà. E anche oltre l’attuale”configurazione provvisoria del Terzo Polo come coalizione interpartitica”. Quel che serve è “ un rassemblement aperto e inclusivo, un forum permanente di movimenti politici e associazioni, di fondazioni e liste civiche, che possa creare nuovi spazi partecipativi e aggregare una classe dirigente autorevole intorno al progetto per l’Italia che verrà”. E l’Italia che verrà sarà così: “Più unita e più europea. Più civile e più integrata. Più competitiva e più solidale. Più sicura e più onesta. Più moderna e più connessa: Più donna e più giovane. Più meritocratica e più colta. Più sana e sportiva”.
Da Pietrasanta inizia dunque un nuovo viaggio: “dobbiamo prepararci ad esso con un bagaglio leggero, passioni forti ma senza dogmi, progetti senza nostalgia: la nostra identità è il futuro che vogliamo, la libertà che cerchiamo, è l’Italia che sogniamo bellissima”.
Per F.L.I. MARCO ROGO
