BILANCIO PREVISIONALE 2012: il punto delle Associazioni di categoria

BILANCIO PREVISIONALE 2012 Comune di Gualdo Tadino La posizione delle Associazioni di Categoria Le Associazioni di categoria di Gualdo Tadino CNA – Confartigianato e Confcommercio al termine di un confronto serrato con l’Amministrazione Comunale, che ha coinvolto anche i rispettivi direttivi, esprimono il proprio parere sulla manovra di bilancio previsionale 2012.
Un metodo di confronto giudicato apprezzabile dalle Associazioni delle imprese che, attraverso i propri Presidenti, Gianni Smacchi Confartigianato, Mauro Spigarelli CNA ed Aurelio Pucci Confcommercio, hanno potuto esprimere il proprio parere, nella fase preliminare all’approvazione del bilancio.
Le Associazioni, partendo dal quadro di forte difficoltà socio economica del territorio: la crisi della Merloni, Faber, la diminuzione drastica di addetti e fatturato nel comparto dell’edilizia, unitamente alla continua moria di attività commerciali ed artigianali, hanno subito evidenziato la necessità di interventi economici ad impatto zero o più basso possibile sulle imprese.
Sulla base di questi presupposti, pur nella consapevolezza delle difficoltà che HANNO ANCHE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A far quadrare i bilanci, LE Associazioni hanno chiesto all’ Amm.ne Comunale di poter assumere provvedimenti CHE NON PENALIZZINO ULTERIORMENTE LE imprese.
QUESTO AL SOLO SCOPO di mantenere e consolidare il tessuto economico e produttivo della Città SENZA IL QUALE NON POTRA’ ESSERVI FUTURO SOSTENIBILE.
E’ stata richiesta l’applicazione delle aliquote minime possibili sulle imprese per raggiungere il pareggio di bilancio e la prosecuzione del percorso virtuoso, intrapreso dall’Amministrazione Comunale, verso la razionalizzazione della spesa, OTTIMIZZAZIONE DEI SERVIZI, MAGGIORE EFFICIENTAMENTO DI TUTTE LE STRUTTURE PER OTTENERE IL MASSIMO DELLA ECONOMICITA’, EVITARE LE ESTERNALIZZAZIONE DI SERVIZI RIGUARDANTI LA GESTIONE DI TRIBUTI .
Fra i punti qualificanti dell’azione amministrativa, i tre Presidenti valutano positivamente i buoni risultati conseguiti nel contrasto all’evasione dei tributi comunali.
Così come hanno accolto favorevolmente il segnale di attenzione indirizzato al mondo produttivo con la proposta di riduzione delle aliquote tarsu.
AL RIGUARDO VA PERO’ RICORDATO, CHE DAL 2009 LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE, HANNO DOVUTO FARSI CARICO DELLA PESANTE AZIONE DI RECUPERO RETROATTIVO (2003) PER QUESTA TASSA, CHE NON ERA GIA’ RICONDUCIBILE A SERVIZI MA CONFIGURABILE COME ULTERIORE IMPOSTA DI PROPRIETA’.
PERMANE un giudizio negativo IN MERITO ALLA l’ipotesi di applicazione dell’aliquota IMU al 9,6 per mille sugli altri immobili, compresi i negozi, i capannoni, i laboratori e gli stabilimenti produttivi. Gli aumenti che si prospettano su queste tipologie di beni strumentali saranno pesanti da sostenere per LE attività economiche già fortemente provate dalla crisi. Da qui la richiesta di Smacchi, Spigarelli e Pucci, per l’applicazione dell’aliquota minima CONSIDERANDO CHE sugli immobili produttivi e commerciali, nella migliore delle ipotesi, ANCHE UNA ALIQUOTA AL 7,6 DETERMINERA’ un’imposta doppia rispetto all’ICI, Ciò A CAUSA DELLA rivalutazione robusta delle rendite catastali. VA TENUTO IN CONSIDERAZIONE CHE molte imprese, specialmente nel settore manifatturiero, si trovano con capannoni sovradimensionati, realizzati in periodi in cui i livelli occupazionali erano notevolmente superiori agli attuali.
LE CONFEDERAZIONI PRECISANO INOLTRE CHE LA NORMATIVA PERMETTE LA DIFFERENZIAZIONE TRA SECONDE CASE ( CONSIDERATE BENI DI LUSSO MA CHE IN MOLTI CASI NON LO SONO ) E LEATTIVITA’ PRODUTTIVE E COMMERCIALI. PERTANTO NON RITENGONO OPPORTUNO CONSIDERARE UN BENE STRUMENTALE ALLA STREGUA DI UN BENE PATRIMONIALE DI LUSSO. A QUESTO RIGUARDO SI SEGNALA CHE MOLTI COMUNI ANCHE CAPOLUOGO DI PROVINCIA, HANNO DECISO DI PERCORRERE LA STRADE DELLA DIFFERENZIAZIONE CON ALIQUOTE AL MINIMO PER LE ATTIVITA’.
LA PRESSIONE FISCALE DIRETTA ED INDIRETTA HA RAGGIUNTO ORMAI LIVELLI INSOSTENIBILI E RISCHIA DI PARALIZZARE DEFINITIVAMENTE IL SISTEMA PRODUTTIVO E COMMERCIALE CON RISVOLTI ECONOMICI E QUINDI SOCIALI DI FORTISSIMO IMPATTO.

N.D.R.
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