Caro Sandro, tra qualche giorno manderemo come amici di Beppe Grillo una lettera a tutti i comuni dell'Umbria per spiegare e far vedere alla gente la nostra proposta per la gestione dei rifiuti. Che ne dici se anticipassimo i tempi, anticipando il dibattito sul tuo blog? Magari postando la mia proposta, proponendo con numeri alla mano una raccolta differenziata come si deve per la nostra Gualdo, visto che nessuno qua si prende la briga di fare qualcosa??? Ti allego la mia proposta:
Piano strategico per i rifiuti:
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Piano Strategico per la gestione dei Rifiuti in Umbria
Per una Regione a Rifiuti Zero, esistono le alternative all'incenerimento e vanno perseguite.
1.1 Alcuni principi di pianificazione strategica:
Impostando il lavoro col metodo della pianificazione strategica riusciremo a dare un risposta generale ad un "problema" specifico: i rifiuti.
Dal forum Sostenibilità e Decrescita è possibile scaricare un file zip che introduce al metodo suddetto.
1. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si sapesse che cosa si cerca di fare, se gli obiettivi dell'azione fossero ben fissati, e le risorse destinate al raggiungimento di un obiettivo fossero raccolte insieme.
2. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si disponesse di informazioni su come le risorse vengono attualmente impiegate, per i principali obiettivi in essere, sui modi nei quali gli obiettivi sono perseguiti, il tipo di persone che ne sono i beneficiari, e così via.
3. Le decisioni sarebbero di qualità migliore se si valutasse l?efficacia dei programmi in corso.
4. Le decisioni sarebbero migliori se si potesse considerare ed analizzare modi alternativi di raggiungere gli obiettivi.
5. E' ragionevole avere un programma per il futuro e decidere che cosa fare nei prossimi anni; ed è ugualmente ragionevole decidere quali mutamenti ed interventi immediati (legislativi, regolamentari, finanziari) sono necessari per andare verso la direzione desiderata.
6. E' bene essere "sistematici" circa le decisioni: cioè seguire una esplicita procedura per rivedere i piani a lungo termine alla luce di nuove informazioni, valutazioni ed analisi, e di trasferire i mutamenti dei piani nelle conseguenze legislative e di bilancio.
Premesso che:
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L'Unione Europea adotta il principio di precauzione, ed il principio di chi inquina paga.
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L'Italia ha sottoscritto il protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.
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La Costituzione italiana tutela l'ambiente e la salute.
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Esistono una serie di obblighi normativi in materia ambientale che consentono: l'informazione e la partecipazione dei cittadini, puntualmente disattesi dagli Enti locali; esiste una normativa che prescrive gli Studi d'Impatto Ambientale e la sua successiva Valutazione anche del Rischio Sanitario, puntualmente non svolti a regola d'arte ed a volte nei casi gravi omessi.
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Gli inceneritori a recupero energetico sono figli di una truffa politica unica in Europa a danno delle fonti rinnovabili (direttiva '92/CIP6), tali impianti sono ancora aperti poiché ricevono soldi pubblici che non dovrebbero avere, i CIP6 sono solo per le vere fonti rinnovabili.
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La politica dell'Unione Europea da anni punta all'obiettivo della PREVENZIONE, e del RICICLO del rifiuto, e che la TARSU (tassa sui rifiuti) deve essere sostituita con la TARIFFA così da far pagare di più a chi inquina e meno a chi differenzia e ricicla.
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I rischi sanitari di questi impianti sono noti in tutti il mondo, ed in casi specifici i danni sono gravissimi. • Le associazione mediche ISDE (Medici per l'Ambiente) e Medicina Democratica sono fortemente contrarie all'incenerimento poiché evidenziano gravi danni alla salute. • Persino gli industriali sono contrari all'incenerimento poiché preferiscono riciclare il rifiuto per rimetterlo nel mercato.
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I comuni sono soci delle aziende municipalizzate/partecipate, società private, che gestiscono anche i rifiuti in situazione di monopolio ed in conflitti d'interesse. Passare al Piano rifiuti Zero significa eliminare il monopolio e creare numerosi posti di lavoro.
Il Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità ed i forum Amici di Beppe Grillo intendono promuovere un coordinamento regionale fra cittadini, associazioni, esperti e forze politiche col fine di redigere un Piano che preveda:
1. la corretta informazione a tutti sul tema in oggetto,
2. il controllo delle istituzioni e l'azione legale nel caso si riscontrino illeciti e reati,
3.l'elaborazione di un Piano Regionale che adotti la filosofia del Piano Rifiuti Zero.
1.2 Informazioni utili
Il giorno 24/09/07 presso l'ordine dei Medici di Arezzo si è svolto un importante Workshop sulla Valutazione dell'Impatto sulla Salute (VIS) promosso dall'ISDE. Ecco alcune informazioni pervenute dall'incontro:
Informazioni fornite dal prof. Gianni Tamino, docente Bioetica Uni Padova,
Premessa sui principi del diritto ambientale europeo
1) PREVENZIONE Quando sono noti gli effetti nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione
2) PRECAUZIONE
- ll Principio di Precauzione come afferma Henri Belvèze, è un approccio alla gestione dei rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica, che reclama un'esigenza d'intervento di fronte ad un rischio potenzialmente grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.
- Quando si parla di precauzione vanno distinti due momenti operativi diversi: da una parte abbiamo l'approccio precauzionale che fa parte della fase di analisi del rischio, e che quindi concerne l'approccio scientifico ai dati e deve essere improntato alla prudenza, dall'altra abbiamo il Principio di Precauzione vero e proprio che invece fa parte della fase definita di gestione del rischio, prettamente politica.
Informazioni fornite dalla dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa, membro ISDE,
5 LUGLIO 2007
La Corte di Giustizia dell'UE condanna lo Stato Italiano per la mancata VIA alla terza linea dell'inceneritore ASM di Brescia.
Non ritenendo evidentemente di nessun valore una procedura di VIA espletata ad impianto già autorizzato e già funzionante!
Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse 25 ottobre 2000
"La gestione illecita riguarda una quota considerevole dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia:.. una quota superiore al 30% - che tradotto in termini numerici equivale a 35 milioni di tonnellate ( soprattutto speciali) sono smaltiti in maniera illecita o criminale ogni anno"
Forli, data 28.08.2007, orario 12:55. ''Biodenaro'', smaltimento illecito di rifiuti. OPERAZIONE LUCIGNOLO- oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti, che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna
quando ( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica?) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro non importa quello che succede a te (?) Se c'è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu. Irwin Bross
Altre info:
Malauguratamente non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: "il termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 (la legge sugli inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nella valutazioni: per cui, a norma di legge l'aria è pulita.
Stefano Montanari
direttore scientifico Nanodiagnostics srl Modena
Traendo spunto dal prof. Paul Connett (prof. emerito di chimica St Lawrence university Canton, NY)
Il problema non è come eliminare i rifiuti ma piuttosto come non produrli.
I rifiuti non sono un problema tecnologico sono un problema di progettazione industriale.
Per ottenere rifiuti zero, occorrono tre cose:
- responsabilità industriale (a monte)
- responsabilità della comunità (a valle)
- una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe
E' importante il coinvolgimento delle Province, ognuna deve adottare un Piano Rifiuti Zero. La Regione deve investire negli impianti che chiudono la filiera del RICICLO, essa deve normare la PREVENZIONE del rifiuto chiamando a se l?industria ed indicare la strada dell'ECODESIGN, cioè vietare al progettazione e la costruzione di oggetti non riciclabili, non biodegradabili. la Regione adottando il principio di precauzione deve ampliare la lista delle sostanze chimiche tossiche contenute nel REACH e seguendo le indicazioni dell'ISDE e di Medicina Democratica deve vietare l'uso delle stesse.
La Regione deve far redigere delle università italiane la carta geochimica ambientale, importante strumento conoscitivo dello stato di salute dei suoli. L'unica Regione ad averla al momento è la Campania, redatta dal prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, dell'Uni Federico II Napoli.
Il Piano deve prevedere un inizio ed una fine: una durata. Si può attuare in due anni?
Inoltre in ossequio ai principi costituzionali si intende spingere una linea politica che faccia investire il denaro pubblico sulla prevenzione, in sostanza sostituire i mezzi di trasporto inquinanti, pubblici e privati con quelli non inquinanti.
Questa è la nostra proposta, aperta a discussione e miglioramenti, con il contributo di tutti.
Chiaramente è creata per un piano di rifiuti regionale, ma nessuno ci vieta di riadattarla per il nostro comune, o una serie di comuni limitrofi.
Simone Capponi