URBINO, TRE GIORNI PER PARLARE DI PAROLE ON THE ROAD
Dal 6 all'8 Ottobre la città di Raffaello sarà protagonista di "Parole in gioco" Spettacoli, rebus, canti e film, con Paolini e Bartezzaghi
Dal 6 all'8 ottobre la città di Raffaello farà da sfondo a una serie di tornei, proiezioni cinematografiche, recital, laboratori, tutti dedicati alla parola e ai suoi misteri. Per le vie della città dalle 11 di mattina fino a notte fonda, cittadini e turisti verranno coinvolti direttamente nell'iniziativa, per scoprire neologismi gastronomici con Davide Paolini, risolvere rebus con la compagnia dei Rapsodi e apprendere come la dinamica dell'enigma sia spesso alla base dei racconti cinematografici.
L'iniziativa, che rientra nell'ambito del progetto regionale "Urbino Capitale dell' Utopia", coinvolgerà i luoghi simbolo del centro cittadino: dalla Serra d'inverno del Palazzo Ducale al teatro Raffaello Sanzio
Giocare con le parole è una cosa molto seria. Ogni specie superiore ha l’istinto del gioco, il processo naturale tra genitori e i cuccioli che fingono la vita adulta per prepararsi ad essa. Tuttavia solo l’uomo ha questo giocattolo insieme potente ed etereo: la parola. Noi umani conosciamo il mondo tramite i nostri sensi, ma lo riconosciamo, ovvero lo riportiamo nel nostro intimo per averne coscienza, tramite la parola che allora viene a vivere in quello spazio, in quel gioco, tra il reale e il pensato. Questo gioco fondamentale lo viviamo ogni giorno; ogni volta che creiamo un neologismo o un nuovo “slang” iniziamo una nuova partita con il mondo. Giocare con le parole è quindi giocare con la nostra essenza, piegarla, mutarla per creare nuove forme non solo del pensiero ma anche del mondo che siamo capaci di riconoscere.
Eppure, come per ogni gioco, esistono professionisti e virtuosi, amatori e spettatori. Oltre a poeti e letterati, che da sempre sono considerati i massimi giocolieri, padroni della materia e della tecnica della parola, vi sono i musicisti, che devono confrontarsi col suono e il ritmo della fusione tra canto e musica, i teatranti, che si divertono nel gioco tra le parole e il corpo, gli enigmisti, che la parola la incrociano, la nascondono in un gioco di prestigio per farla apparire dove non ci si aspettava e infine gli scienziati che di questo gioco cercano le regole per spiegare la nostra natura più profonda.
A tutte queste figure chiederemo di giocare con noi, di raccontarci le regole seguite nei loro giochi e di accompagnarci in queste tre giornate, nel tentativo di creare un’esperienza che lasci nel pubblico il ricordo piacevole del divertimento misto alla consapevolezza di aver fatto un gioco terribilmente serio.
N.D.R.
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