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 In ogni luogo, comunque, una allegra combriccola... di Sandro
 
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Giudica un uomo dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte.

Voltaire
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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 17/11/2006 @ 23:45:35 in Eventi, linkato 994 volte)
UOMO DELLA PACE 2006

Di Guglielmo - Era un giorno qualunque dell’estate del 1978, 15 anni non ancora compiuti, quando mio cugino mi disse: “Ehi, ascolta questi, sono molto bravi.” Inserì una cassetta nel mangianastri. Premette Play e facemmo silenzio… Una voce…suadente…affascinante…angelica, iniziò a cantare … "Can you tell me where my country lies?". Rimasi fulminato come San Paolo sulla via di Damasco. Ne rimasi talmente sconvolto che decisi, subito, che quella musica e soprattutto quella voce, sarebbero diventate la colonna sonora della mia vita. Iniziai ad acquistare tutto di questi inglesi che suonavano una musica ricca di tappeti sonori come mai prima si era ascoltato: piano, tastiere, chitarre … e voce. Tutto era semplicemente perfetto. E cantavano di re e regine, di fate e draghi, di giganti e leggende, di danzanti cavalieri illuminati dalla luna. Ricordo che divenni talmente geloso dei miei preziosi dischi di vinile, che quando conobbi Tiziana, oggi mia moglie, le regalai dei dischi nuovi, pur di non farle toccare i miei.  

 

 Ma la voce… quella voce che raccontava quelle storie era unica, aveva qualcosa di ipnotico, di ammaliante, aveva la capacità di portarti in luoghi inesplorati ai confini dell'essere. Ebbi il privilegio di vedere i loro concerti. Fu un esperienza unica.

 

 Ma la voce…quella voce già non c’era più. Un giorno mi accorsi che non cantava più di regni e cavalieri, delle fiabe della sua Old England, lui che l’inghilterra l’avrebbe venduta alla libbra.  No, non più!  

 

Ora, dando respiro alle voci e ritmi, strumenti e suoni sconosciuti dell’Africa, dell’Asia e delle Americhe dei Nativi, canta di universo, di popoli, di libertà, di pace, di rispetto,  esempio perfetto di comunicazione tra la terra e l'infinito, tra l'uomo e Dio.

Riesce a dare, a chi ha il dono della sensibilità, la straordinaria percezione del significato della vita stessa.

 Oggi a questa voce, pura genialità musicale, difensore dei diritti umani, chiosatore perfetto del visionario dell’essere umano, è stato assegnato il titolo di “UOMO DELLA PACE 2006”, da un comitato di premi Nobel per la pace, “per le sue attività in favore della pace e dei diritti umani: lui usa la musica, linguaggio universale, per costruire la conoscenza tra le culture della quale abbiamo bisogno forse oggi più che in altri tempi della storia.

L'importante riconoscimento è stato assegnato all'artista per il suo grande contributo e per il suo impegno in favore dei diritti umani e per la pace: «È il premio più significativo della mia vita», ha detto sottolineando come «nel 1988 mi sono accorto delle grandi sofferenze in cui molti vivevano nel mondo. Più divento grande e più credo nel valore dell'istruzione: se fosse possibile distribuirla gratuitamente magari on line e con il cellulare potremmo far arrivare a tutti questa istruzione. Io sono ancora così ingenuo - ha continuato - da credere nella bontà del genere umano bisogna trovare qull'elemento magico confinato nella profondità del cuore dell'uomo per trasformare dati in informazione, informazione in conoscenza, conoscenza in saggezza

 Da quel lontano giorno d’estate, quella voce mi ha accompagnato, e accompagna tuttora tanti, tantissimi momenti della mia vita, allegri e tristi dandomi sempre conforto e gioia di vivere.

 Chi mi conosce sa che potrei riempire mille e mille pagine ancora, per raccontare le sconvolgenti emozioni che questa voce continua a regalarmi, ma ora si è fatto tardi… Supper’s ready!

P.S. - Ah, dimenticavo!  Ovviamente la voce è quella, splendida, di Peter Gabriel. Ma questo voi lo sapevate già, no?   

 

“COTTO ETRUSCO” DI MONTONE E LUSTRO ANTICO RUBBOLI COLLECTION - Gualdo Tadino

Al Cersaie - Salone internazionale della ceramica per l'edilizia e l'arredobagno – che si è tenuto a Bologna dal 25 al 29 settembre, è stato in mostra un pannello con il marchio Rubboli realizzato a Gualdo Tadino da Maurizio Tittarelli Rubboli.
L’opera è stata commissionata dall'azienda “Cotto Etrusco” di Montone che l’ha esposta nel proprio stand, suscitando la curiosità dei tanti visitatori che ne hanno apprezzato l’inconfondibile originalità.
La ditta ha acquisito l’installazione contribuendo economicamente a due importanti iniziative editoriali dell’Associazione Culturale Rubboli, che vedono come sponsor principale la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Si tratta di due volumi inseriti nel progetto “Ricerca/divulgazione/sperimentazione attraverso la tradizione della ceramica a lustro” e precisamente la traduzione inglese del libro La Collezione Rubboli – Storia e arte dell’opificio gualdese di maioliche a lustro a cura di Marinella Caputo e Scritti Umbri di Alan Caiger-Smith, che verranno editi dalla casa editrice Aguaplano.
“Cotto Etrusco”, con la sua produzione in un antico forno a legna di cotto naturale e smaltato e Rubboli, con la sua tradizione secolare della muffola, condividono la stessa visione creativa e concepiscono la produzione contemporanea come qualcosa di profondamente radicato nella storia e nella cultura del proprio operare.

ASSOCIAZIONE CULTURALE RUBBOLI

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/10/2012 @ 22:55:56 in - Scuola, linkato 717 volte)

LA CITTA' DI GUALDO TADINO HA PERSOLa città di Gualdo Tadino ha perso.
Non c’è da rallegrarsi nel perdere la terza Presidenza, quella della Scuola Media “ F.Storelli”.
Ha vinto il particolare sul generale,l’interesse di pochi sull’interesse della comunità.
Forse siamo l’unico Comune che, invece di custodire un bene, se ne disfa perché “la miseria tua è ricchezza mia”. Solamente che in quel “tua”, c’è tutta la città, tutti i cittadini .
Faranno bene a spiegare, coloro che hanno cambiato idea in una notte, a come si è giunti a perdere la Presidenza di una scuola che nel tempo ha dimostrato di essere un valore.
Faranno bene i nostri politici a trovare una spiegazione per la volatilità delle scelte su questo tema, la dovranno dare a tutti i cittadini e che la trovino esauriente, io d’altro canto come cittadina sarò un’efficace divulgatrice delle posizioni politiche dei nostri rappresentanti istituzionali locali.
Inoltre mi auguro che ogni cittadino faccia le dovute riflessioni ( fra qualche mese…): cinquant’anni di Storia dal 1962 ad oggi, via in un soffio.
Che cosa ha spinto a questa soluzione?
Sono state sufficienti le parole degli “affabulatori” a ”chiamare alle armi” quei genitori tanto preoccupati per i loro figli?
E’ stata sufficiente la preoccupazione delle maestre, le quali non hanno ricordato che la competenza di essere insegnanti non riguarda il “dove” si esercita, ma il “che cosa” si trasmette?
E’ bastata la chiusura al confronto di quei capi di Istituto del territorio gualdese che avevano l’obbligo di tranquillizzare, moderare, spiegare la situazione generale che era sorta e che proprio per il ruolo che ricoprono, dovevano aiutare a sostenere l’Istituzione Scolastica in difficoltà ?
Alle persone che pensano di fare politica , dico che non hanno fatto politica perché non hanno trovato una soluzione favorevole per la città e per il prestigio di Gualdo Tadino.
Nel tempo abbiamo perso tanti Servizi, ora se ne va anche la presidenza della scuola Media.
Che cosa ci rimane ?
Ci rimangono i “somari”, di tutte le razze ( con tutto l’affetto ed il rispetto per le persone che si prodigano nella bellissima festa de “I Giochi delle Porte”)

Prof.ssa Deliada Mataloni
Scuola Media “F.Storelli

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Di Riccardo (del 09/05/2013 @ 20:58:44 in - Sanità, linkato 266 volte)

AVVICENDAMENTO ALLA GUIDA DELL’EASP - Gualdo TadinoIl dr Paolo Fiore si è dimesso per motivi personali legati agli impegni di lavoro ed il sindaco Roberto Morroni ha nominato Alfiero Albrigi come suo successore. Il passaggio del testimone è stato ufficializzato in una conferenza stampa. Il sindaco Morroni ha ringraziato il dr Paolo Fiore per l’impegno e la competenza nei due anni della sua gestione culminata con la decisione del trasferimento della struttura nell’ex Calai. Ha poi spiegato la scelta di Albrigi per la sua esperienza nel ricoprire incarichi di grande responsabilità in importanti gruppi assicurativi (Ina-Assitalia e Generali). Il dr Fiore ha spiegato le motivazioni della sua decisione. Dopo aver lasciato l’ospedale pubblico di Branca per approdare in strutture private i suoi carichi di lavoro sono notevolmente aumentati e se questo da una parte lo gratifica professionalmente, dall’altra gli sottrae spazi da dedicare all’Easp. Ecco quindi la decisione di lasciare l’incarico dopo aver traghettato la struttura verso il Calai: “Sono molto orgoglioso del lavoro fatto- ha detto- Grazie a tutti i collaboratori, pur avendo iniziato già da tre anni la spending review, abbiamo tenuto i conti in ordine senza penalizzare i servizi ed il personale ed abbiamo avvicinato maggiormente la struttura ai gualdesi”.
Alfiero Albrigi, il nuovo presidente, era molto emozionato. E’ stato lontano da Gualdo per una trentina di anni, prima di far ritorno a casa tre anni fa. Era stato candidato nella lista Sms (“ma avevo dei problemi e non sono riuscito a strale dietro”) alle ultime elezioni amministrative: “Ho tempo disponibile- ha detto- e volevo fare qualche cosa di utile per la mia città. Questa è l’occasione ideale”. Poi ha tratteggiato il suo credo: “Mi piacciono le cose fatte bene e dobbiamo lavorare in modo costruttivo per un livellamento verso l’alto, non verso il basso. E per raggiungere questo obiettivo tutti dobbiamo collaborare, senza distinzioni e divisioni politiche perché la realizzazione di certe opere non deve avere colorazione politica”.

Riccardo Serroni

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Di Riccardo (del 30/05/2012 @ 20:53:14 in - Scuola, linkato 599 volte)

QUERELLE SCUOLA 2: in onore della verità - Gualdo TadinoE’ sempre un cattivo esercizio quello di personalizzare le questioni. Quindi tranquillizzo la prof.ssa Marinangeli: nessuno ce l’ha con lei (tutti noi la stimiamo come ottima dirigente scolastico) e se venisse mantenuta la Presidenza della scuola Media saremmo tutti contenti. Ma non a costo di rivoluzionare l’organizzazione e l’unicità della scuola elementare. Tutto qui.
Rispetto alla sua lettera particolarmente astiosa (e un po’ arrogantina) nei miei confronti (e non capisco perché, visto che io nei miei scritti non ho polemizzato, ho soltanto riportato alcune decisioni ed espresso alcune idee; grazie a Dio siamo in democrazia) mi sento l’obbligo di precisare quanto segue:

  1. Io, sia nell’ottobre scorso che nell’articolo del 21 maggio, mi sono limitato a riportare ciò che ha deliberato il Collegio docenti della scuola elementare (la chiamo così per comodità anche se oggi si chiama scuola primaria). Prese di posizione che ho condiviso e votato. E la scuola elementare ha deciso una cosa semplice semplice: non vuole privarsi della scuola di Cerqueto per salvare la Presidenza della Media perché questo creerebbe tanti problemi. Piuttosto preferisce un unico istituto comprensivo. E le ribadisco, prof.ssa Marinangeli, che non l’ha detto Serroni, ma circa 100 insegnanti ed il dirigente scolastico prof. Gaetano Ferrara (c’è stato un solo astenuto). Per lei è un delitto riportare le notizie? Oppure, come dice il proverbio, “parla a suocera perché nuora intenda” ?
  2. Ho sentito l’esigenza di aggiungere ulteriori informazioni con un secondo articolo il 28 maggio perché, da qualche comunicato stampa (non dico da parte di chi perché non voglio polemizzare), era sembrato a me ed a molte colleghe che non ci fosse chiarezza sui motivi che hanno indotto il Collegio docenti delle elementari a dire no alla cessione di Cerqueto. Non è uno sgarbo. Ci sono questioni molto importanti.
  3. Posso scrivere anche inesattezze (nessuno è perfetto) ma gradirei che si leggesse bene ciò che scrivo, prima di replicare. Non ho detto che si perderebbero 9-10 posti di lavoro. Ho detto che il Circolo Didattico perderebbe 9-10 posti perché quelli di Cerqueto (in caso di cessione) andrebbero alla Media e, quindi, nel Circolo Didattico si creerebbe un certo movimento di riposizionamento degli insegnanti con conseguenze oggi non facilmente prevedibili per la continuità didattica nei plessi (certo, se le insegnanti di Cerqueto decidessero di rimanere tutte a Cerqueto pur passando sotto l’amministrazione della Media non ci sarebbero cambiamenti).
  4. Scrive la prof.ssa Marinangeli in un certo passo della sua lettera: “Dunque, il tavolo tecnico appositamente istituito ha fatto una proposta abbastanza articolata, che non è stata formalizzata ad alcuna delle tre autonomie scolastiche. Mi spiega il maestro Serroni, quindi, se non c’è stata formalizzazione dell’atto, su cosa si è deliberato? Sul nulla? Sulle ipotesi? “. Mi sono andato a rileggere sull’Allegra Combriccola del 22/05 una nota dell’insegnante Deliada Mataloni per i docenti e il personale della Scuola Media F. Storelli (la scuola che lei dirige) dove è scritto testualmente: “Dal tavolo tecnico del 16 aprile 2012 siamo usciti con l'impegno che l'Amministrazione, nella persona dell'Assessore responsabile, avrebbe operato, per il periodo a.s. 2012/2013, per creare il Comprensivo Storelli Scuola Primaria di Cerqueto e della Scuola dell'Infanzia dopo il processo di statalizzazione. Tutti i presenti (insegnanti, presidi, personale dell'Amministrazione, presidenti di Circolo, rappresentanti sindacali) hanno preso atto di questo orientamento, anche la rappresentante CISL che al primo incontro, si era espressa in modo difforme rispetto a questo nuovo indirizzo. Al tavolo del 16 aprile 2012, quindi, c'era questa proposta”. Proposta riconfermata dall’assessore Simona Vitali in una sua nota del 23 maggio. Se questo per lei è il nulla mi riesce difficile seguire i suoi ragionamenti. Quindi il Collegio docenti della scuola elementare non ha deliberato sul nulla, ma su un percorso ben delineato e su un punto all’O.d.G. Cosa dovevamo fare noi insegnanti elementari? Fare finta di niente e ritrovarci da un giorno all’altro divisi come uno spezzatino?
  5. Nella sua risposta astiosa la prof.ssa Marinangeli mi accusa, anche, di non conoscere le leggi. Ha ragione : faccio il maestro e non mi piace perdere la testa sulle leggi, ma quelle che mi interessano vado a leggerle e cerco di riportarle correttamente. Trascrivo dal testo integrale della legge 111 del 15 luglio 2011: “gli istituti compresivi per acquisire l’autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani. nelle aree geografiche caratterizzate da specificita’ linguistiche”. Poi il numero di 500 per i comuni montani è stato ridotto a 400 (Tanto è vero che per salvare la Presidenza della scuola Media basterebbero i 75 alunni di Cerqueto più la scuola materna di Cerqueto, se passa statale, o Morano). Prof.ssa Marinangeli, è quello che ho scritto io. Se lo vada a rileggere.
  6. La Prof.ssa Marinangeli archivia molto puntigliosamente i miei articoli, ma confermo tutto. Sarebbe stato meglio che lo Stato avesse garantito il diritto di conservare le tre presidenze (da distribuire poi autonomamente anche con sottodimensionamenti) rispetto al numero complessivo di alunni. Credo che questa sia stata anche la richiesta della Provincia. Ma non è stata accettata. Confermo che, come alternativa, rispetto ad un Istituto Comprensivo dalla scuola dell’Infanzia alla Scuola Media avrei preferito, per una serie di ragioni, un Comprensivo dalla scuola Media con gli Istituti Superiori (e non era soltanto la mia opinione). Prendere atto della rigidità di una legge non significa cambiare idea. Siamo su piani diversi.
  7. Stendo un velo pietoso sulle precisazioni tecniche. So bene che le funzioni strumentali sono votate dal collegio e che i collaboratori sono scelti dal Dirigente Scolastico, se non altro per aver partecipato per anni alle votazioni (e sono stato anche collaboratore e figura obiettivo, così si chiamava all’inizio). Ho sintetizzato con quella frase “incriminata” per semplificare il discorso ai lettori ai quali, nel contesto dell’argomento, non interessano i tecnicismi burocratici.
  8. Mi dicono che nel tavolo tecnico lei, prof.ssa Marinangeli, non sia intervenuta per far conoscere il suo orientamento. Visto che lì era invitata come tecnico sarebbe stato, invece, quanto mai opportuno che avesse contribuito al dibattito con il suo sapere. Ha preferito invece lanciare i suoi strali contro il sottoscritto. Una volta c’era il detto “ambasciator non porta pena”. Contenta lei.
    Ieri sera il Consiglio di Circolo del Circolo Didattico di Gualdo Tadino ha preso atto della delibera del Collegio Docenti e l’ha approvata all’unanimità. Quindi ha ribadito il suo no alla “cessione” di Cerqueto alla scuola Media.
    Che faccio, prof.ssa Marinangeli, giro il suo articolo al Presidente del Consiglio di Circolo Ermanno Rosi o anche questa deliberazione è colpa di Riccardo Serroni?
  9. Un’ultima questione è quella del ruolo del dirigente scolastico, che non mi sono assolutamente sognato di sminuire. Mi pare di aver capito, però, che oggi il loro ruolo sia un po’ modificato, tanto è vero che gli è stato cambiato nome: non più direttore didattico o preside ma dirigente scolastico. Cioè non più un ruolo centrato sulla guida didattica ed educativa (che io preferivo, tra l’altro) ma sulla organizzazione complessiva del circolo o dell’Istituto con le funzioni strumentali ed i collaboratori a supporto per l’attività prettamente didattica. Una nuova funzione anche comprensibile istituzionalmente: con gli Istituti Comprensivi di centinaia di alunni e decine e decine di classi come fa un povero cristo di dirigente scolastico a seguirne la didattica nelle classi? Oltretutto, oggi, con il reclutamento unificato e gli istituti comprensivi, un insegnante di scuola media o superiore può dirigere la scuola dell’infanzia e la scuola elementare ed un maestro può dirigere scuole medie e scuole superiori. Livelli con didattiche anche molto diverse. Quindi mi sono limitato a dire che pur essendo la gestione di 1200 alunni piuttosto complessa sul piano organizzativo, gli insegnanti ed il dirigente della scuola elementare la preferiscono piuttosto che lo spezzatino ipotizzato dal tavolo tecnico. E’ un delitto?

Riccardo Serroni

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Di Riccardo (del 24/12/2010 @ 20:33:25 in - Centro Storico, linkato 447 volte)

Un indizio può essere un caso, due rappresentano quasi una prova. Sui centri storici si cambia? Leggo da Il Messaggero del 29 novembre 2010: “Todi, il sindaco apre alle auto il centro storico”. Nell’articolo il sindaco Antonino Ruggiano spiega: “Dopo una attenta valutazione abbiamo deciso di venire incontro ad una serie di richieste avanzate dagli esercizi commerciali”.
Leggo da Il Messaggero del 13 dicembre 2010: “Bastia riapre alle auto centro e piazza Mazzini”. Spiega il sindaco Stefano Ansideri: “In pochi mesi si è registrata la chiusura di sette negozi senza prospettive di ricambio. Il nostro intervento mira a mettere nelle stesse condizioni di operatività economica e di concorrenzialità le imprese commerciali di tutto il centro urbano. Sarebbe un delitto assistere a questo declino senza far nulla, considerato che la parte sud della piazza, da sempre aperta al traffico, non soffre di questo fenomeno negativo”.
Anche nella nostra città sembra esserci una qualche controtendenza. In piazza Martiri, dopo i Giochi de le Porte, con le panchine spostate un po’ più all’interno, siamo tornati all’antico, quasi al pre Morroni, consentendo il parcheggio alle auto lungo la piazza (dico quasi perché con l’amministrazione Scassellati le fioriere erano più indietro e si poteva parcheggiare a spina di pesce). Ed anche nella scelta dell’arredo di piazza Garibaldi l’orientamento sembra essere quello di una soluzione flessibile, con panchine rimovibili per utilizzare la piazza in diversi modi a seconda dei periodi.
Insomma, sembra che ci si stia avviando verso una controrivoluzione. Il concetto di centro storico come salotto della città sembra cedere il passo alle esigenze delle attività commerciali, almeno nei periodi invernali quando il salotto è quasi perennemente e sostanzialmente vuoto.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/05/2011 @ 20:29:01 in - Politica, linkato 224 volte)

Se nel confronto politico gualdese dovessero valere gli statuti della Convenzione di Ginevra, dovremmo riporre le armi e non parlare più dei disastrosi fallimenti della Giunta Morroni, oramai è come sparare sulla Croce Rossa. Ma tant'è, visto che ancora si sentono belligeranti e sono ben lungi dall'ammettere la propria sconfitta su tutti i fronti d'intervento, ci ritroviamo stavolta a sottolineare la chiusura del Centro ceramica umbra decretata dall'Assessore allo sviluppo economico, Giuseppe Pompei.
Quest'ennesima prova di incapacità amministrativa e di inconsistenza istituzionale consolida una delle nostre più recenti convinzioni: questi signori hanno il fuoco nelle mani e bruciano tutto ciò che toccano.
L'Assessore Pompei si era fatto eleggere Presidente del Centro ceramica giusto un annetto fa, a marzo, con la promessa di "favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali sul territorio e sostenere le aziende attive presenti, comprese quelle del settore ceramico, simbolo della cultura e dell’identità gualdese, che risultano essere anche gli obiettivi primari dell’azione dell’esecutivo".
Per fortuna che all'epoca Morroni e Pompei parlarono di grande rilancio del Centro ceramica umbra di Gualdo, di opportunità fondamentale per sostenere e promuovere il settore della ceramica, uno dei più importanti della nostra Città. Se avessero parlato già da allora di difficoltà, non immaginiamo che cosa sarebbe potuto accadere. Ora sappiamo ed abbiamo ben compreso che nel linguaggio metafisico dell'I Care di Morroni e di Pompei rilancio significa chiusura.
Pompei ha lamentato come motivo di fondo per giustificare la chiusura del Centro il taglio lineare di quelle risorse pubbliche che ne avevano in precedenza consentito la prosecuzione delle attività, sul versante promozionale ed in particolare su quello della formazione integrata. Bontà sua, d'un colpo si è ricordato che Tremonti-Gelmini hanno dissanguato la scuola pubblica ed hanno devastato le risorse per la formazione integrata, proprio per quei corsi che fino ad oggi avevano garantito un buon livello di operatività al Centro. La candida e beata giustificazione di Pompei non consentirebbe così neanche una replica se non quella tipica e più spontanea del chi è causa del suo mal pianga se stesso. C'è un governo che in questi anni si è legato al dito la promessa di distruggere la scuola della Repubblica e quel sistema della formazione integrata che nella nostra Regione ha consentito di sviluppare una rete di interventi importanti e di azioni lungimiranti in grado di produrre integrazione positiva tra la scuola ed il territorio, tra la scuola e il mondo del lavoro e dell'impresa. C'è un governo che non ha fatto niente per promuovere e difendere il sistema produttivo ed artigianale della piccola e media impresa, tanto meno nel nostro territorio. C'è un governo che ha disincentivato completamente l'innovazione, la ricerca e la promozione della qualità, in assenza di uno straccio di politica industriale. C'è questo governo, fa questi disastri, Morroni e Pompei ne sono gli epigoni locali, entrambi continueranno ad amarlo anche se nei due anni scarsi del loro mandato si sono limitati a fare i becchini e a registrare come impiegati d'anagrafe gli effetti evidenti e tangibilissimi di queste politiche e di queste non politiche sul nostro territorio e nella nostra Città, mettendoci più d'una volta il loro carico distruttivo, l'I Care su tutto il resto.
Non solo questo, però, sarebbe troppo facile prendersela esclusivamente col governo e scaricarsi di ogni responsabilità dopo aver pomposamente parlato di rilancio: la verità, anche in questa vicenda della chiusura del Centro ceramica, è che nè Morroni nè Pompei, pur probabilmente sapendo che le risorse sarebbero venute a mancare, non hanno mosso un dito e non hanno alzato una paglia per cercarne e per trovarne di nuove e di diverse o per rinnovare missione, modalità di intervento ed organizzazione del sodalizio pubblico-privato per la promozione della nostra ceramica. Non hanno fatto niente per evitare questa chiusura, affidando solo ad una dichiarazione striminzita in un giornale la notizia dell'avvenuto decesso, senza neanche peritarsi almeno di informare il consiglio comunale, come se il Centro ceramica umbra fosse cosa loro.
E a dire che la soluzione ce l'avevano sotto gli occhi su questo e su altre problematiche serie ma risolvibilissime: quando parlavamo dei 420.000 euro bruciati per l'I Care, per quell'elefentiaco vestito per anoressici, per le sue nullità, per le sue inutili stravaganze, per i suoi artifizi finanziari di provincia, per le sue consulenze, parlavamo di esse proprio come prezioso tesoretto da utilizzare alla bisogna in tempi di vacche magre. La Giunta è stata impermeabile ed arrogante nella sua chiusura ideologica ad ogni richiamo a maggiore concretezza e serietà amministrativa proveniente dalla nostra opposizione.
Una Giunta immobile e senza idee, chiusa nel suo presuntuoso ed autorefenziale recinto localistico, ha spezzato ogni rapporto vitale con quelle Istituzioni pubbliche della nostra Regione che avrebbero potuto aiutarci anche in questo caso, spezzando così anche i cordoni della borsa. Per fortuna che qualche gualdese votò questi signori perchè ci si aspettavano aiuti da un presunto governo amico non comprendendo che se queste erano le logiche, in tutto clientelari, ci sarebbero stati sempre degli amici più amici di quanto può essere un piccolo paese dell'Umbria come il nostro, quando il peso di questa amicizia si misura con il numero dei voti.
La chiusura del Centro ceramica umbra rappresenta così l'ulteriore testimonianza che Gualdo, al termine di soli due anni di mandato amministrativo delle destre, è più povera, più fragile, più esposta alla crisi economica e sociale che riguarda anche le imprese, l'artigianato ed i lavoratori della ceramica. Fermiamoli, mandiamoli a casa, prima che sia troppo tardi: basta proprio così, Gualdo non merita questo.


Per la sinistra per Gualdo
Gianluca Graciolini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 25/06/2011 @ 20:23:42 in Eventi, linkato 758 volte)

Gualdo Tadino - Per le vie di Gaifana una mostra mercato con gli stand dei prodotti del territorio, che vanno dal formaggio, legumi, miele, birra artigianale, vino, … , ma non dimenticando il lavoro degli artigiani; il posto in prima fila è occupato dallo Scorzone venduto fresco dai cavatori locali, a tutti i mezzi della filiera del Tartufo, dall’abbigliamento agli utensili compresa la borsa del cane

La neonata Pro Loco di Gaifana, in collaborazione con l’associazione Tuber Terrae organizza per i giorni 1-2-3 luglio presso la località di Gaifana (tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra) la manifestazione “ Sulla strada del Tartufo Scorzone estivo” .

La giovanissima Pro Loco aveva voglia di organizzare a Gaifana un qualcosa che potesse promuovere e valorizzare il territorio della piccola frazione, non volendo cadere nella scontatissima sagra di un qualunque prodotto ha colto l’input della Tuber Terrae di creare un evento che avesse come attore principale il Tartufo Scorzone e il suo mondo, di conseguenza i prodotti locali con il coinvolgimento diretto dei produttori.

Le due associazioni uniscono le forze e le idee e creano un evento unico nel suo genere, non è la sagra dello Scorzone è molto di più!

La manifestazione consiste nel creare per le vie di Gaifana una mostra mercato con gli stand dei prodotti del territorio, che vanno dal formaggio, legumi, miele, birra artigianale, vino, … , ma non dimenticando il lavoro degli artigiani; il posto in prima fila è occupato dallo Scorzone venduto fresco dai cavatori locali, a tutti i mezzi della filiera del Tartufo, dall’abbigliamento agli utensili compresa la borsa del cane.

Dal centro del paese seguendo il filo conduttore dello Scorzone si organizza una passeggiata alla ricerca del tartufo (accompagnati dai cavatori locali) e una passeggiata a cavallo sui luoghi del tartufo dal monte Penna al monte Cervaglia. Faranno da cornice un “Torneo di ricerca Scorzone su campo gara” , una “dimostrazione canina del gruppo cinofilo dei Vigili del fuoco” ed una “esibizione di pattinaggio artistico”.

Parte integrante della manifestazione sono le strutture ricettive della zona che per l’occasione creeranno ognuna il suo personalissimo menù a base di Tartufo.

Quale occasione migliore per conoscere questo incantevole patrimonio naturalistico e assaggiarne i sapori.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 30/05/2011 @ 20:13:12 in - Accade a Gualdo, linkato 414 volte)

sono dieci anni che esiste e si rinnova la passeggiata per ricordare il dott. Pennoni e sostenere la ricerca per la F.C.E Dieci !!!!
Si, sono dieci anni che esiste e si rinnova la passeggiata per ricordare il dott. Pennoni e sostenere la ricerca per la F.C.
Anche ieri in tanti eravamo lì, per ricordare per testimoniare la nostra solidarietà, per sostenere il Centro F.C. dell’Ospedale di Branca, un vero fiore all’occhiello che noi vogliamo tenerci stretto.
Si, eravamo lì a passeggiare per gli antichi vicoli di Gualdo, che i nostri figli e molti di noi non conoscevamo, a riappropriarci delle nostre radici, del nostro vissuto, a riflettere sulla diversità della vita dei vicoli rispetto a quella di oggi.
Si, aiutati da spiegazioni semplici e chiare di chi ha voluto supportarci, conosciamo vicolo Paolo Rubboli, il palazzo vescovile, le mattonelle votive di via Nucci e di via Monina, le imponenti mura da poco ristrutturate.
La passeggiata è finita, un grazie di cuore a tutti tutti tutti quelli che ci hanno aiutato, agli organizzatori, al Comune, a chi ha offerto i premi per la caccia al tesoro, non cito i nomi perché sicuramente tralasceri qualcuno, vi abbraccio tutti e ricordiamoci sempre che
“LA RICERCA E’ LA PORTA DEL FUTURO”.

Zeila

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 19/11/2010 @ 20:07:18 in - Ind. Comm. Artig., linkato 234 volte)

Il Comitato dei Lavoratori dell'Antonio Merloni Il Comitato dei Lavoratori dell'Antonio Merloni di Nocera Umbra tiene a precisare, onde evitare equivoci e qualsiasi tipo di polemica, di non credere di aver travisato le dichiarazioni rese dalla Presidente Catiuscia Marini.
Il Comitato dei Lavoratori intende fortemente denunciare la propria preoccupazione per l'eventuale opzione dello spezzettamento del gruppo industriale Merloni che la Presidente ha preannunciato nel caso di un mancato esito positivo dei bandi e ribadisce che solo la conservazione integrale del sito produttivo di Nocera Umbra può realmente garantire l’occupazione e la difesa dell’economia del territorio.

Il Comitato vuole inoltre chiarire la propria estraneità alle iniziative unilateralmente promosse da qualche sigla sindacale che non hanno visto il reale coinvolgimento dei lavoratori dello stabilimento di Nocera Umbra,ma la sola presenza di dirigenti sindacali,politici e delegati interni della RSU che comunque ricoprono anche incarichi regionali.

IL Comitato dei Lavoratori ribadisce inoltre che,anche se le proposte di interesse sin qui presentate e che dovranno essere valutate dal Ministero dello Sviluppo Economico non andranno a buon fine,si dovrà proseguire con altri tentativi,anche attraverso l’ulteriore prosecuzione dei bandi,perché non è affatto vero che non c'è più la possibilità di produrre elettrodomestici in Italia come qualcuno vuole far credere,ma occorre un vero imprenditore di livello nazionale o internazionale.

Per il Comitato dei Lavoratori
Il portavoce Gianluca Tofi

 

 
Di Riccardo (del 15/01/2012 @ 20:06:13 in - Accade a Gualdo, linkato 681 volte)

Da Riccardo, il ricordo di Maria.Non è mia abitudine utilizzare i mezzi di comunicazione dove scrivo per questioni di carattere personale, ma questa volta un’eccezione è doverosa.
Questa mattina, in occasione della festività del Beato Angelo, nella sala consiliare, era in programma l’assegnazione dei premi “Beato Angelo”. Tra i premiati c’era anche mia moglie Maria. Il sindaco Roberto Morroni l’ha ricordata con una targa per il suo impegno sociale nel volontariato.
Riporto qui, quasi testualmente (ho parlato a braccio), il breve intervento che ho fatto per ringraziare l’amministrazione comunale del gentile pensiero:
“Ringrazio il sindaco Roberto e l’amministrazione comunale per questa riconoscimento e ne sono particolarmente contento, insieme alla mia famiglia, perché Maria era davvero una bella persona. Pur nel grande dolore che avverto per la sua perdita, ringrazio Dio ogni giorno per averci fatto incontrare perché io e Maria abbiamo vissuto per circa 40 anni una bellissima storia d’amore.
Un incontro, il nostro, legato in qualche modo ad un altro patrono, quello di Nocera Umbra. Ci siamo conosciuti, infatti, per la prima volta a Perugia, all’Università, il 9 febbraio, il giorno della festività di San Rinaldo. Ed ogni anno, fino allo scorso febbraio, ad ogni ricorrenza, la prima cosa che mi diceva Maria appena svegli era questa: “Che giorno è oggi? Dobbiamo ringraziare San Rinaldo per averci fatto incontrare”.
Maria è sempre presente accanto a me, nei miei pensieri, e mi suggerisce di dire che il riconoscimento a lei assegnato lo condivide con tutti i volontari e le volontarie del CVS - Caritas di Gualdo Tadino che svolgono un’attività importantissima. In una società come quella di oggi, in cui la gente trova sempre più difficoltà ad andare avanti, i valori come la solidarietà, la vicinanza a chi è in difficoltà ed ha bisogno di aiuto, la cooperazione devono essere al vertice della scala delle priorità.
Chiudo con un piccolo ma significativo aneddoto. Tra le attività di volontariato cui Maria era più affezionata, c’era la visita settimanale ai vecchietti della casa di riposo. Maria, come altre volontarie, stava lì con loro per un po’ di tempo, ascoltava i loro racconti che riguardavano sempre le loro famiglie, ci giocava a carte … dava loro un po’ di serenità con la sua presenza. E quando qualche volta saltava l’incontro per qualche problema, mi raccontava che i vecchietti, la volta successiva, la rimproveravano bonariamente perché l’avevano aspettata e lei non era andata.
Oggi penso che anche loro sentiranno forte la sua mancanza. Mi auguro che tante altre Marie possano raccogliere idealmente il suo testimone per dare un po’ di conforto a queste persone che ne hanno tanto bisogno”.
Dopo la cerimonia la nostra collega ed amica Norma mi ha consegnato una sua breve poesia che chiude perfettamente una giornata bella e significativa, anche se ricca di forti emozioni, e non solo per me. Erano tanti i volti piangenti di colleghe ed amiche:

In cerca di te.
Ti ho cercato tra i profumi che sanno di verde,
tra i sorrisi allegri di bimbi,
tra le mani pietose che offrono speranza.
Ti ho cercato tra i volti cari per reciproco affetto,
ti ho cercato tra le nuvole, lassù, vicino al Paradiso,
dove più calda è la carezza di Dio.
Ovunque tu c’eri!.
Norma

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/04/2012 @ 20:05:33 in - Chicche gualdesi, linkato 852 volte)

CROAZIA O CARBONARAIn merito all’articolo del consigliere comunale Patrizia Vagnarelli mi corre l’obbligo di rispondere con questo mio articolo intitolato CROAZIA o CARBONARA.
Vi invito fin da subito a non sforzarvi di trovare un nesso tra il titolo e quello che sto per scrivere, semplicemente perché non c’è.
Mi ritrovo a scrivere con il sorriso sulle labbra, non perché sono stato colpito da paresi, ma perché mi sto rendendo conto che l’ignoranza delle persone a volte non è motivo di vergogna.
Sono sorpreso dalla capacità, a mio avviso rara, di riuscire a concentrare in ventiquattro righe una tale quantità di errori, inesattezze, nefandezze e riferimenti inesatti.
A fronte di quanto sopra cercherò, sicuramente invano, di spiegare alla signora Vagnarelli Patrizia che cosa è la Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese.

Lei dice che “… la sera del 20 aprile si è recata presso la sala Parrocchiale di San Rocco per ascoltare le proposte del Comitato Pro Acqua…”, seppure in ritardo mi duole comunicarLe che il suddetto Comitato non si è mai riunito in quella sede.
Se Lei fosse capofamiglia ed avesse voluto sottoscrivere l’adesione poteva partecipare all’Assemblea della Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese,
come hanno fatto alcuni suoi colleghi.
L’assemblea che è stata pubblicizzata a mezzo affissione di manifesti, articoli di giornale, blog locali e passa parola, era l’assemblea della Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese e le confermo che si è tenuta in pari data nello stesso posto dove Lei si è recata per ascoltare il “Comitato Pro Acqua”.
Mi meraviglio che Lei, per il ruolo che ricopre e per gli incarichi che svolge, non sia venuta a conoscenza della autoconvocazione di questa assemblea.

Come Lei sicuramente saprà, partecipare ad una assemblea è cosa diversa dal partecipare ad un convegno o ad una conferenza stampa dove si va essenzialmente per ascoltare.
Se mi concede un minuto Le spiego che, in una assemblea, chi decide di partecipare sa in partenza che ci metterà la firma, il nome, la faccia, le idee, le conoscenze e le competenze.
Mi sento in dovere di ricordarLe che nel convocare una qualsiasi assemblea è necessario ed obbligatorio elencare, in quello che normalmente è chiamato ORDINE DEL GIORNO, gli argomenti su cui i partecipanti sono invitati a discutere e a deliberare.
Quindi chi partecipa è a conoscenza degli argomenti che verranno trattati e sa anche che dovrà metterci quanto elencato sopra, nel caso Le sia sfuggito mi permetto di ricordarLe, e cioè la firma, il nome, la faccia, le idee, le conoscenze e le competenze.
Da come ha esposto i fatti intuisco che lei sia stata messa in difficoltà dalle prime tre cose.
Non conoscendola personalmente Le auguro altre occasioni per dimostrare di possedere le altre tre.
Proseguendo puntualizzo che il versamento dei 5 euro in questione non è coinciso con il costo del biglietto che si acquista per andare a vedere uno spettacolo, ma con la quota di sottoscrizione al RUOLO UTENTI MONTE che a Gualdo Tadino fino ad oggi, tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1976 ad oggi, pur avendone avuto l’obbligo, non hanno mai gestito impedendo così ai gualdesi di gestire il loro patrimonio per 40 anni circa.
Ricordo a chi sta leggendo, Lei compresa, che l’iscrizione al RUOLO UTENTI MONTE può avvenire in qualsiasi momento, e da diritto di partecipare alle assemblee e alle elezioni per il consiglio di amministrazione che dovrebbero essere tenute ogni 5 anni.

Circa “… la riesumazione di un ente giudicato inutile fin dal lontano 1976….”
Mi permetta di segnalarLe che se fosse stato un ente inutile probabilmente avrebbe avuto un Presidente ed un Consiglio di Amministrazione magari composto da politici o ex politici trombati, stipendiati con i soldi pubblici.
In realtà stiamo parlando di un Ente Privato a valenza pubblica, al quale tutti i capi famiglia residenti a Gualdo Tadino da almeno 5 anni hanno diritto di appartenere; per inciso l’ente è nato nel 1897 ed è stato riconosciuto da tutti gli organi preposti per ottanta anni fino al fatidico 1976.
Le ricordo anche che nel 1959 i capi famiglia gualdesi, oltre che esserne possessori e gestori, ne sono diventati anche proprietari riscattando i terreni con una contropartita di venti volte il canone enfiteutico precedentemente pattuito.
Mi scusi se sono andato oltre, Le ricordo solo che l’enfiteusi non è una malattia polmonare, ma è una sorta di canone di affitto dovuto ai Direttari da parte degli utilisti.
E si ha ragione lei a “..trovarsi molto perplessa e a porsi alcuni interrogativi..”, la materia è molto complessa ed articolata per essendo regolamentata da una legge di soli 4 articoli.
La invito pertanto a consultare, se è nelle sue possibilità, il Centro Studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive presso i dipartimenti di Economia – Scienze Giuridiche dell’Università di Trento, o i documenti originali appartenuti alla Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese trattenuti negli armadi della sala della Giunta Comunale senza che siano stati mai inventariati, dopo essere rimasti accatastati per anni in completo abbandono nei locali siti in Via don Bosco vicino alla sede della Protezione Civile.

La sua entrata a gamba tesa, estremamente scomposta, su un argomento così delicato,evidenzia che Lei ha informazioni un po’ distorte ed inesatte.
Non vorrei che, quanto sopra, fosse dettato da cattive interpretazioni di dialoghi origliati dietro qualche porta e riordinati nella sua mente in maniera impropria.
La sua reazione sarebbe più giustificata se la sua uscita fosse dettata dall’onda lunga di quanto contenuto nelle Tavole Eugubine.

Quello che più spiace di questo attacco gratuito, nel quale riconosco un livore antico che sono certo non le appartiene, è che invece di andare a fondo delle questioni e cercare di capire la fondatezza o meno delle cose di cui si sta parlando, si preferisca ricorrere al vecchio uso politico della demagogia, così.. tanto per avere comunque qualcosa da dire, e mi creda, da dire per costruire ce ne sarebbe molto.


Per quanto riguarda il simbolo, Le segnalo che la Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese appartiene ai gualdesi dalla notte dei tempi per cui risulta normale che negli anni passati abbia avuto un simbolo che richiama lo stemma ed i colori del Comune di Gualdo Tadino, sinceramente per noi sarebbe stato più difficile presentarci a tutti i cittadini gualdesi con un simbolo diverso, magari con lo stemma di Nocera Umbra o con i Ceri di Gubbio.
Comunque se ha ancora dei dubbi sul simbolo, si può sempre recare nella sala conferenze della nostra Rocca Flea e dentro una bacheca davanti al tavolo troverà i simboli originali della Comunanza.

Nel concludere Le dico in tutta sincerità che l’unica parte dove concordo con il suo sfogo è quando dice che “… invito tutti i cittadini a riflettere perché non si facciano abbindolare da quei pochi che vorrebbero gestire la proprietà di molti…”.
Mi creda è veramente un peccato che Lei non sia venuta in assemblea, perché in sostanza abbiamo detto la stessa cosa.

Saluti

Danilo Remigi

PS
Confondere il Comitato Pro Acqua con la Comunanza dell’Appennino Gualdese è come confondere la democrazia con la Croazia e la carboneria con la carbonara.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 09/12/2008 @ 20:04:57 in - Comune, linkato 638 volte)

Gualdo Tadino - PROPOSTA DI RIDUZIONE DELLE TARIFFE DELL'ACQUAAl Sindaco 
Al Presidente del Consiglio Comunale di GUALDO TADINO

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO

PREMESSO CHE

  • la grave crisi finanziaria mondiale ha già avuto ripercussioni devastanti sulla economia reale e che la città di Gualdo Tadino ha in qualche modo anticipato questa crisi per le difficoltà della Antonio Merloni e per il brutto momento che stanno attraversando settori trainanti dell’economia gualdese;
  • al di la delle statistiche pubblicate dalla stampa, che riferiscono che oltre il 10% delle famiglie gualdesi vive sotto la soglia di povertà, è sotto gli occhi di tutti la profonda difficoltà economica e finanziaria diffusa in città;
  • ad ogni livello, sia comunitario, sia nazionale che regionale, le istituzioni cercano di tamponare la crisi mettendo in atto provvedimenti a sostegno degli strati più deboli della popolazione ed è quindi, oltre che necessario, doveroso che anche gli enti e le società locali che erogano servizi essenziali ai cittadini facciano la loro parte.

CONSIDERATO CHE

  • le bollette dell’acqua rappresentano una voce importante nel bilancio delle famiglie, visto che una famiglia gualdese, con un consumo medio di mc 220 all’anno, ha un costo della bolletta di oltre € 330 compresa la quota fissa di € 30,73;
  • dall’anno 2003 ad oggi il costo del servizio idrico integrato (acquedotto + fognatura + depuratore) per le famiglie ha avuto il seguente aumento:

  2003 2004 2005 2006 dal 30/5/08
1^ fascia 0,57 0,57 0.58 0,62 0.70
2^ fascia 0,96 0.99 1,05 1,13 1,27
3^ fascia 1,47 1,63 1,93 2,05 2,32


che, tradotto in importo annuo per famiglia, significa:

anno 2003 2004 2005 2006 2008
importo €  241,00 € 254,00 € 284,00 € 302,00 € 342,00

  • L’ultimo aumento della tariffa, sia per la quota acquedotto che fognatura e depurazione, è stato pari al 13%, il che va ben oltre i livelli di inflazione. Anche la quota fissa è aumentata da € 21 ad € 30,73;
  • le tariffe per il solo acquedotto, per l’uso domestico e condominiale, sulla base della delibera dell’Assemblea dell’ A.A.T.O Umbria 1 n. 3 del 30/05/2008 per il comune di Gualdo Tadino, in relazione ai comuni a noi limitrofi sono:

Fasce di consumo GUALDO TADINO

Costacciaro,
Fossato di Vico,
Sigillo,
Scheggia

0 / 70 mc 0,1635 0,1545
70,01 / 150 mc 0,7309 0,3876
150,01 / 240 mc 1,5167 0,9626
oltre 1,9504 1,6463

Il che significa un maggior costo di oltre 70 euro all’anno per le famiglie gualdesi;

  • il costo del servizio di distribuzione idrica, nella fascia dei comuni a noi adiacenti, non può che essere omogeneo se non addirittura, per economie di scala e per le caratteristiche di densità urbanistica, meno costoso a Gualdo Tadino rispetto ai più piccoli comuni di Fossato di Vico, Sigillo, Scheggia Pascelupo e Costacciaro.

PER TUTTO QUANTO SOPRA IL CONSIGLIO COMUNALE DI GUALDO TADINO
impegna il Sindaco a farsi promotore di una azione forte e risoluta, nei confronti dell’A.A.T.O. Umbria 1, per far si che:

l’ultimo aumento sproporzionato delle tariffe venga ricalcolato, con effetto immediato, sulla base dell’inflazione;

le tariffe, per le famiglie di Gualdo Tadino, vengano portate al livello di quelle pagate nei comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Sigillo e Scheggia e Pascelupo;

lo stesso Sindaco di Gualdo Tadino dovrà impegnarsi perché la gestione tecnica e tariffaria dell’acquedotto cittadino avvenga in maniera trasparente e con quei criteri di economicità ed efficienza per i quali, almeno in teoria, il servizio di distribuzione idrica è stato affidato ad una società terza e dismesso dalla gestione diretta del Comune.

Gualdo Tadino, 9 dicembre 2008

Il Consigliere Comunale Walter Biagiotti

 

ANSELMI A., Maioliche di Mastro Giorgio Andreoli da Gubbio a Gualdo Tadino in “Arte e Storia”, Anno IV, num. 47, 3 dicembre 1885, Firenze.L’Associazione Rubboli è venuta in possesso del numero 47 della rivista “Arte e Storia” edita a Firenze il 3 dicembre 1885 che contiene interessanti informazioni relative a maioliche di Mastro Giorgio presenti a Gualdo Tadino nel sec. XIX. L’articolo, scritto dallo storico Anselmo Anselmi di Arcevia e dal titolo “Maioliche di Mastro Giorgio Andreoli da Gubbio a Gualdo Tadino” è un accorato appello affinché le pregiate opere di Mastro Giorgio non vadano a finire all’estero.

Cordialmente
Associazione Culturale Rubboli

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ANSELMI A., Maioliche di Mastro Giorgio Andreoli da Gubbio a Gualdo Tadino in “Arte e Storia”, Anno IV, num. 47, 3 dicembre 1885, Firenze.

ANSELMI A., Maioliche di Mastro Giorgio Andreoli da Gubbio a Gualdo Tadino in “Arte e Storia”, Anno IV, num. 47, 3 dicembre 1885, Firenze.

Esistono presso i Signori Canonici dell’insigne Collegiata di Gualdo, i quadretti rappresentanti i misteri del Rosario, i quali appartenevano all’altare di terra cotta invetriata che il celebre Mastro Giorgio fece nel 1513 per la chiesa di S. Domenico di Gubbio, cioè due anni dopo di aver eseguito nella stessa chiesa un altro altare dedicato a S. Antonio Abbate nella Cappella dei Conti Bentivogli e Ondedei. Ambedue questi altari vennero rimossi al principio del XVIII secolo, quando surse il biasimevole fanatismo di rimodernare gli antichi templi di grandioso e bello stile, per ridurli nell’architettura barocca e sgraziata del secolo. Dell’altare di Sant’Antonio si conserva tuttora la sola statua del Santo posta in una nicchia nella Chiesa di San Martino di Gubbio. L’altare poi della Madonna del Rosario, dopo essere giaciuto per moltissimi anni ammonticchiato in un fondaco, nel 1833 fu venduto a vilissimo prezzo al Direttore del Museo di Colonia, ed attualmente si ammira fra gli oggetti più rimarchevoli nell’Istituto Staedel di Francoforte sul Meno. I piccoli quindici altorilievi oblunghi co’ misteri del Rosario, ed un piano della stessa forma e grandezza che mostrava scritto A.S. MCCCCCXIII furono prima acquistati in Gubbio da Mons. Caiani di Roma appassionatissimo raccoglitore di maioliche antiche, ed alla sua morte lasciati in dono al Papa, insieme a molti altri oggetti d’arte pregievolissimi che il medesimo aveva raccolti. Ora sappiamo che il Pontefice con sovrana munificenza, li abbia donati al Collegio dei Canonici di Gualdo Tadino i quali avevangli fatto una istanza di un qualche sussidio, per portare a compimento la grandiosa e nuova Collegiata che essi stanno erigendo, su disegno dell’arch. Vespignani di Roma.
Siamo davvero dolenti di annunziare che si stanno facendo attive pratiche per la vendita di queste maioliche e che già vi sono iniziate trattative coll’estero per una buona somma.
Ci sia lieto l’augurio che queste rimangano in Italia, e su ciò richiamiamo l’attenzione del Governo, il quale ha il dovere di tutelare, per quanto sta in esso, il decoro Nazionale.
In seguito speriamo di poter dare una esatta descrizione di queste preziose maioliche fra le pochissime che Mastro Giorgio abbia lavorato a stecco.

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Di Riccardo (del 19/09/2010 @ 19:59:57 in - Giochi de le Porte, linkato 512 volte)

Il sindaco Roberto Morroni ha messo la firma sulla autorizzazione e le corse dei somari andranno in scena regolarmente Alla fine il sindaco Roberto Morroni ha messo la firma sulla autorizzazione e le corse dei somari andranno in scena regolarmente così come sempre avvenuto da 33 anni a questa parte. L’annuncio l’ha fatto Morroni in persona nella chiesa di San Francesco durante la presentazione ufficiale del Bussolo. Pur in assenza del necessario parere della Commissione Comunale (la cui riunione è stata rinviata a data destinarsi), ma in presenza della relazione tecnica dell’Ente corredata dal parere dei veterinari (anch’essa prevista dall’Ordinanza), Morroni ha ritenuto opportuno assumersi la responsabilità di far svolgere i Giochi.
qualcuno potrebbe non capire l’annuncio ufficiale presentato come una conquista di una autorizzazione per una corsa che si svolge con le stesse modalità da 33 anni. Dimentica, però, che dal settembre dell’anno scorso c’è il fatto nuovo dell’ormai famosa Ordinanza del sottosegretario on Francesca Martini con la quale si vogliono tutelare gli equidi (quindi anche i somari) utilizzati nelle corse delle manifestazioni storiche. Una Ordinanza che, vale la pena specificarlo, è formulata in maniera tale da creare parecchia confusione. Perché quando si parla di condizioni di sicurezza idonee per gli animali e per i fantini si dice tutto e non si dice niente lasciando tutto in mano alle opinioni personali. Ciò che per me è idoneo per un  altro potrebbe non esserlo. Ciò che per me bisognerebbe attivare per renderlo idoneo per un altro potrebbe essere dannoso (è tale il discorso sull’utilizzo della sabbia).
La firma del sindaco sull’autorizzazione risolve, quindi, il problema per l’edizione di quest’anno ma non lo risolve in maniera definitiva. L’azione successiva dovrà essere una iniziativa congiunta per fare pressioni sul Governo affinché venga modificata l’Ordinanza (nel caso in cui venisse riconfermata o tramutata in legge): riconoscendo che un cavallo non è uguale ad un somaro e che ciò che può non essere idoneo per un cavallo può esserlo per un somaro come dimostrano ormai da 33 anni i nostri Giochi de le Porte. 
Comunque non tutto il male viene per nuocere. Forse mai come quest’anno, con la storia della corsa dei somari sì o della corsa dei somari no, i Giochi hanno avuto così tanta  visibilità sui mass media.

Riccardo Serroni

 
Di Riccardo (del 01/05/2013 @ 19:57:07 in Società, linkato 392 volte)

VIVERE L'UMBRIA ... - Gualdo Tadino

Vivere l’Umbria… conoscendola. Un bell’esempio di come questo connubio sia possibile lo abbiamo sperimentato domenica 28 aprile. Con un gruppo di amici e concittadini gualdesi abbiamo percorso un sentiero lungo il fiume Nera da Sant’Anatolia di Narco a Vallo di Nera (e ritorno). Circa 12 Km complessivi, non impegnativi sul piano fisico ma molto gradevoli per una full immersion in una natura incontaminata tra verde intenso, acque limpide e quiete assoluta. E come isole in mezzo al mare infinito di verde, sorgono splendidi borghi medioevali ricchi di fascino e di storia. Borghi che, in genere, siamo abituati a visitare, come si suol dire, a volo d’uccello. Uno sguardo d’insieme al paesaggio, un apprezzamento per l’urbanistica tipica e riportata agli antichi splendori con pavimentazioni e mura di pietra (il terremoto ha fatto miracoli), una rapida occhiata agli affreschi nella chiesa fortunatamente aperta e poi via… con la consapevolezza che hai visto qualcosa di nuovo ma senza aver fatto la sua conoscenza.
Domenica 28 aprile non è stato così. A guidare il gruppo, infatti, c’era il dr Claudio Cattuto. Concittadino gualdese acquisito ma proveniente da Spoleto, abbiamo scoperto che, oltre ad essere stato un ottimo medico, è una guida turistica con tutti gli attributi. Cattuto ha coltivato sin dall’infanzia una approfondita conoscenza della storia del territorio della Valnerina (e non solo). Le visite alla Abbazia di San Felice di Narco, alla chiesa francescana di Santa Maria ed alla chiesa di San Giovanni Battista a Vallo di Nera sono stati momenti di approfondimento interessantissimi perché la nostra guida ha contestualizzato i preziosi dipinti ed affreschi che si trovano in quelle chiese con notizie particolareggiate sui personaggi raffigurati, le loro vicende, le simbolizzazioni, il quadro storico di riferimento… Una sorgente inesauribile di informazioni che il dr Cattuto ha avuto il merito di proporre anche con una dialettica brillante condita da simpatiche divagazioni ironiche. L’esperienza ci è piaciuta così tanto che si è pensato di riproporla su altri itinerari sempre in Valnerina dove è possibile incontrare molte primizie artistiche e naturalistiche, sulle quali il dr Cattuto ha una conoscenza altrettanto approfondita e circostanziata.
Alla prossima, dunque.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/11/2009 @ 19:56:52 in - Ind. Comm. Artig., linkato 1187 volte)

Centro Acqusti Porta Nova - SentenzaUno scarno ma entusiasta comunicato del Comando di Polizia Municipale di Gualdo Tadino, che ha anche la responsabilità per le autorizzazioni amministrative del commercio, annuncia la vittoria del Comune nel ricorso al Consiglio di Stato fatto dalla società proprietaria del centro commerciale Porta Nuova e avverso alla sentenza del Tar dell'Umbria più benevolo con Confcommercio. Immediata c'è stata la risposta della locale Confcommercio che si porrà di vigilanza affinchè i dettami della sentenza e anche delle leggi di settore vengano rispettati. In questo caso, di fronte cioè ad una sconfitta netta in una battaglia che ha impiegato tempo e parecchie risorse, sarebbe stato di sicuro più pregevole almeno l'annuncio delle dimissioni ma si sa in Italia e a Gualdo, non c'è spazio per queste sottigliezze. Quello che poi stupisce di questa vicenda è il silenzio assordante della politica. E del Sindaco e della Giunta. I rilievi della Confcommercio, se non fossero stati viziati in partenza dalla tensione di qualche suo associato di accaparrarsi a quattro soldi l'affitto di diversi locali del centro commerciale per dirottarvi, duplicare o triplicare le originarie attività o se non fossero stati annacquati da una condivisione di fatto, anche se noi crediamo solo di facciata, delle analisi e degli obiettivi della precedente amministrazione comunale, sarebbero infatti tuttora degni di riflessione e di approfondimento. Siamo pertanto disponibili ad un confronto. Intanto vorremmo sapere dalla locale Confcommercio se condivide l'approccio del sindaco Morroni sulla crisi economica e sociale della Città. Ovvero vorremmo sapere se pensano che la crisi di fatto non c'è e sono sole le evoluzioni del mercato che poi risolve tutto, prima o poi come dice Morroni. Dalla lettura del loro stesso comunicato avvertiamo serie preoccupazioni per le sorti degli esercizi commerciali e allora, visto il sicuro ascendente dell'associazione sul sindaco, lo convinca a raddrizzare il tiro. Vorremmo poi sapere se ne condivide le sollecitazioni fatte agli operai che stanno perdendo il lavoro a reinventarsi un posto di lavoro e a ricollocarsi liberamente nella società e se di riflesso sarebbero disponibili loro stessi a questa liberissima, e noi crediamo funestissima, sorte. E vorremmo infine sapere se c'è disponibilità a guardarsi anche intorno e a tornare a ragionare seriamente di modello di sviluppo per questo territorio di cui il reticolo dei piccoli commercianti da noi viene considerato una ricchezza imperdibile. E se, a questo proposito, per esempio, sono disponibili a svillupare un confronto serio con l'attuale Giunta per sostenere la proposta di Rifondazione Comunista per l'istituzione di una Zona Franca in questo territorio che verrebbe fortemente incontro alle loro esigenze. Attendiamo fiduciosi delle risposte.

Gianluca Graciolini

 

A PROPOSITO DELL'ULTIMA ASSEMBLEA DELLA COMUNANZA AGRARIA APPENNINO GUALDESEFinalmente ho partecipato ad una delle riunioni ufficiali organizzate dalle persone che hanno riesumato questa storia: Nella fattispecie, all'ultima riunione del 19/04/2013.
Per me questo incontro è stato il primo incontro ufficiale con questo nuovo e, allo stesso tempo, vecchio ente dopo averne sentito parlare in giro e averne chiacchierato un po’, per puro caso per quanto mi riguarda, con qualcuno che ne faceva parte (in seguito indicherò chi e perché).
Durante tale incontro sono uscite fuori alcune le seguenti cose che mi hanno colpito in modo particolare.

1 - Un signore, che non è nemmeno di Gualdo, ha chiesto come sia stato possibile che i Gualdesi si siano fatti "scippare" dal Comune tutta una serie di terreni che, in realtà, erano loro perché in tempi più o meno remoti se li erano comprati secondo le regole allora vigenti che regolamentavano a livello nazionale questo tipo di compra-vendita.
Danilo Remigi ha risposto a questo intervento dicendo che l'ufficio della Comunanza era dentro al palazzo Comunale e, quando "lo scippo" è stato fatto, agli occhi della gente non è cambiato nulla e ciò ha fatto si che nel giro di circa 8 anni si perdesse memoria dell'esistenza di una Comunanza Agraria che operava nel Comune di Gualdo Tadino.
Inanzi tutto, vorrei dire chi rappresenta per me Danilo Remigi: Tale signore lo conosco perché è uno dei fornitori dell'azienda in cui lavoro ed è la persona che appartiene alla Comunanza Agraria Appennino Gualdese con cui ho fatto, a seguito del mio precedente post su tale argomento, le chiacchiere di cui dicevo sopra.
Dopo di che, rispetto alla risposta di Danilo, vorrei fare alcune osservazioni in più basate sia sui documenti presenti nel sito ufficiale della Comunanza Agraria Appennino Gualdese che su realtà più attuali.
Da una sommaria, superficiale e veloce lettura dei documenti sopra citati (sono molto lunghi e di difficile lettura per "i non addetti ai lavori"), bisogna osservare che la compravendita dei terreni in questione è avvenuta, se non ho capito male, in tempi piuttosto remoti anche rispetto alla data dello scippo.
Subito dopo è nata, non con poche difficoltà, la Comunanza Agraria in questione che è sempre stata affiancata dal Comune a causa delle cifre di denaro in ballo. Tale affiancamento, per quanto ho potuto capire dai predetti documenti presenti sul sito della Comunanza, lo hanno richiesto espressamente le istituzioni a livelli al di sopra del Comune come una sorta di garanzia per i cittadini che avevano voluto tutto ciò.
In fine, c'è la storia dell'ufficio della Comunanza Agraria all'interno del palazzo Comunale detta da Danilo. In pratica, fino a che sono state entrambi operanti, Comune e Comunanza, nel bene e nel male, hanno sempre viaggiato fianco a fianco: Quasi in simbiosi, come fossero un'unica cosa. E questo, almeno fino alla nascita della Comunanza, probabilmente non per loro volontà.
Un po’ come, per fare un paragone con i tempi moderni, le seguenti realtà odierne: "Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Tarsina" (di cui faccio parte attiva e che dal 1990 si è aperta anche ai disabili), il "Centro Socio Riabilitativo Educativo Il Germoglio" (lo stesso che presto si trasferirà da dove è ora all'ex ospedale Calai: A tal proposito vedere il seguente post, l'ASAD (cooperativa sociale che, tramite i suoi operatori, gestisce il predetto Centro Socio Riabilitativo Educativo Il Germoglio"), l'associazione "Amici Del Germoglio" (nata, credo e visto chi ne fa parte, per aiutare economicamente gli utenti del Germoglio o, come sono meglio conosciuti, i "ragazzi del Germoglio").
Ebbene, tali realtà appena menzionate e tutt'ora funzionanti con le persone che le hanno fatte nascere e/o le hanno vissute fin da piccole (quest'ultimo è il mio caso riguardo alla "Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Tarsina") sono talmente in simbiosi tra loro (situazione, per certi versi, analoga a quella del Comune e della Comunanza) che spesso e volentieri pure le persone che ci stanno dentro faticano a capire se alcune attività fatte dai "ragazzi del Germoglio" vengono fatte attraverso una o l'altra delle 4 realtà sopra menzionate. Eppure, secondo la logica, per chi ne fa parte non dovrebbe essere difficile fare di queste distinzioni. Giusto?
A questo punto mi domando se, viste le tempistiche in cui si sono svolti i fatti riguardanti la Comunanza in questione, nel 1976 (data del fattaccio) c'era ancora qualcuno in grado di separare Comune e Comunanza mantenendo, così, la memoria della Comunanza che fino ad allora operava nel Comune di Gualdo Tadino.
A tale proposito, pongo alcune domande a chi sta curando la "riesumazione" della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, il cui scopo è solo culturale e storico al fine di non incorrere sempre nei soliti errori: L'ufficio della Comunanza è sempre stato all'interno del Comune oppure ha avuto anche altre sedi? Quando l'ufficio della Comunanza era all'interno del Comune, sulla sua porta era presente la parola "Comunanza" marcando, quindi, una netta distinzione tra i due enti o si faceva solo riferimento ai compiti che tale Comunanza aveva?
Infine alcune osservazioni volte a giustificare (anche se, in realtà, non c'è giustificazione che regge) il fatto che ci siamo, per così dire, dimenticati di queste nostre proprietà: Quante volte ci è capitato di comprare qualcosa, magari anche di molta utilità, ma che poi, per un motivo o per un altro, abbiamo smesso di usare e quindi ci siamo dimenticati di possedere? Per tali terreni, vista la storia dell'umanità e di come nel tempo ha cambiato le sue abitudini, non può essere andata così, accelerando, dunque, la "perdita di memoria" di cui ha parlato Danilo anche nelle persone che hanno preso parte alla compravendita di tali terreni insieme, magari, alla complicità dell'età di tali persone che avanzava?

2 - Intervento fatto da una persona del pubblico circa le cave e su come vengono ottenute dal Comune le autorizzazioni necessarie per poter effettuare tali attività nei terreni soggetti ad Uso Civico. Tale persona ha detto che prima iniziano (o riprendono) i lavori di coltivazione della cava e poi, accorgendosi che sul terreno grava l'Uso Civico, vanno dall'apposito ente per regolarizzare il tutto effettuando una "semplice operazione di …" (i puntini li ho messi perché non ricordo il nome dell'operazione che, come si capirà in seguito, dal mio punto di vista non ha alcuna importanza).
Le parole "semplice operazione di" mi fanno pensare che il Comune e gli amministratori del 1976 abbiano trovato in tali terreni un facile mezzo per poter attivare tutti i giri di soldi e di favori che ritenevano utili all'epoca per poter fare quello che gli pareva oltre che per far entrare soldi nelle casse Comunali, mentre il Comune e gli amministratori odierni continuino a vedere in tali terreni un facile mezzo per poter continuare ad attivare tutti i giri di soldi e di favori che ritengono necessari sia per fare quello che gli pare sia per evitare il fallimento del Comune a fronte degli importanti tagli che ha subito da parte del Governo centrale. E qui lo ammetto, mi piace pensare che i nostri amministratori passati presenti e futuri non siano tutti completamente corrotti e/o talmente poco intelligenti da non capire quando è il caso di rubare e fregare il prossimo e quando non lo è. Perché se così non fosse allora "avoia tu a darsi da fare per far funzionare le cose dal basso"!!!
In fine dico anche che in tali tempi, dove grazie alla burocrazia a volte può risultare difficile spostare perfino un granello di polvere, non biasimo affatto gli amministratori odierni per come hanno deciso di "semplificarsi la vita" tramite l'attuale gestione di tali terreni soggetti ad Uso Civico. Ad ogni modo, vedendo come sono gestiti, non posso neanche non ammettere che forse sono mal gestiti soprattutto da un punto di vista economico. E questo in virtù dei conti riportati a pagina 2 de "Il Nuovo Serrasanta" N. 11 di Novembre 2012.

3 - È stato detto che, a suo tempo, a causa delle zone di rispetto che spettano ai pozzi per il prelievo delle acque, alla Rocchetta è stato permesso di impadronirsi di 224 ettari di terreno non suo come se nulla fosse. Per chi non lo sapesse, come è già detto alla riunione, ripeto cosa sono le "zone di rispetto": Tali zone sono delle aree di terreno in cui, per motivi di sicurezza e, nel caso specifico dei pozzi per il prelievo di acqua, per motivi di inquinamento e, quindi, di salute, non è permesso entrare e/o transitare a nessuno all'infuori degli addetti ai lavori per verificarne il corretto funzionamento ed effettuare tutte le analisi del caso (personale della Rocchetta, nel caso specifico).
L'enorme estensione di tali zone di rispetto che spettano ai pozzi della Rocchetta, anche se molto probabilmente è dovuta ad una serie di favoritismi e di tangenti, è ufficialmente dovuta al criterio di "maggior tutela" secondo il quale, visto che c'è di mezzo la salute umana, io ti obbligo a fare anche ciò che, in base al ciclo tecnologico, non sarebbe necessario fare. Nel caso della Rocchetta ciò si è tradotto nella gestione di 224 ettari di terreno non suo per fare ciò che vuole, nel caso di altre realtà lavorative ciò si è tradotto, e continua a tradursi, in una serie di controlli quasi sempre inutili e costosi sia da un punto di vista del denaro che occorre per effettuarli sia da un punto di vista del tempo richiesto per effettuarli.

4 - Intervento fatto da un'altra persona del pubblico circa il fatto che tale Comunanza deve presentarsi meglio perché molta gente si chiede chi è che ripropone la Comunanza Agraria Appennino Gualdese e perché la ripropone.
Su tale punto sono pienamente d'accordo, perché la prima volta che sono venuto a sapere di questa Comunanza è stato quando il 12/04/2012 è comparso sull'Allegra Combriccola il manifesto della prima riunione organizzata da chi l'ha riesumata e questa è stata la mia reazione: Chi sono questi? Che vogliono? Non sono neanche nati e già vogliono i soldi? Ed allo stato attuale, data la poca pubblicità che è stata fatta a tutto ciò, se non avessi scoperto per puro caso che Danilo Remigi ne fa parte, e nelle varie chiacchierate con lui non mi avesse spiegato un po’ le cose, io sarei rimasto ancora di quell'idea.

Infine alcune domande (quasi tutte rivolte al futuro più che al passato visto che, avendo 33 anni, spero di avere ancora tutta la vita davanti e che non voglio ritrovarmi a dover pagare più di quello che già devo pagare) alle quali è gradita una cortese risposta da parte di chi sta lavorando su questo fronte.
Perché il ricorso per il riconoscimento della proprietà della montagna è stato firmato solo dal "Presidente provvisorio" e non da tutti gli "Utenti monte" iscritti e riconosciuti a norma di Statuto all'atto della firma dello stesso?
Che risvolti ci sono, a livello burocratico, se il presidente dovesse cambiare prima della chiusura del ricorso di cui sopra?
Una volta ripristinato, se mai dovesse accadere, come intenderà tale ente gestire terreni e denaro, soprattutto il denaro, che si troverà ad amministrare e come potranno beneficiare di tutto ciò i vari cittadini Gualdesi? Ovviamente, in tale domanda, mi riferisco al solo denaro che deriva dall'affitto, mai regolarizzato, che dovrebbe pagare la Rocchetta per i 224 ettari di terreno che si trova a gestire (si veda pagina 2 de "Il Nuovo Serrasanta" N. 11 di Novembre 2012) ed ho anche dato per scontato che questo denaro, da solo, basti per gestire il tutto.
Una volta ripristinato, se mai dovesse accadere, come intenderà comportarsi tale ente nei confronti degli attuali proprietari di tali terreni, cioè gli eredi di quelli che se li sono, a suo tempo, comprati?
Non è che, poi, la prossima battaglia sarà tra Comunanza e attuali proprietari dei terreni ritornando, così, "punto e a capo" e creando, quindi, un danno dopo l'altro bloccando per chissà quanto tempo l'utilizzo di tali terreni da parte di chiunque?

Francesco Troni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 17/09/2012 @ 19:53:41 in - Comune, linkato 159 volte)

Sono iniziati da qualche giorno i lavori per l’ampliamento del Cimitero Comunale di Gualdo Tadino grazie all’impegno messo in campo dall’Assessorato ai Lavori Pubblici. Il primo stralcio di 240 loculi, che fa parte di un progetto complessivo di circa 1.400 nuovi depositi cimiteriali, andrà a risolvere una questione che si protrae, ormai, da tantissimi anni. Basti pensare che sono giacenti presso gli Uffici comunali circa 800 richieste.
In questa prima fase si darà la precedenza a coloro che attualmente hanno i loculi in prestito, al fine di consentire ad essi di dare una definitiva sepoltura ai propri cari. Chiunque si trovi in questa situazione, purché nota all’Amministrazione Comunale, verrà nel breve periodo contattato dal funzionario addetto.
In ogni caso, con la realizzazione del progetto complessivo, si andranno a soddisfare tutte le altre richieste: “Siamo molto soddisfatti di questo intervento – ha dichiarato l’Assessore ai Lavori Pubblici Erminio Fofi - che testimonia una grande attenzione della nostra Amministrazione verso una problematica annosa della nostra città. Con l’ampliamento del cimitero, infatti, riusciremo a dare una risposta a tanti cittadini che l’attendono ormai da troppo tempo”.
Per quanto attiene il Cimitero, inoltre, si sta lavorando da circa tre mesi, anche con l’aiuto dei tirocinanti provenienti dall’Istituto Tecnico per Geometri di Gualdo Tadino, a cui va il plauso dell’Amministrazione Comunale, andrà a risolvere l’attuale situazione di grande incertezza. Infatti, ad oggi, non esiste una planimetria aggiornata che consenta in maniera rapida e puntuale di risalire agli assegnatari di loculi ed aree ancora inedificate, già destinate alla realizzazione di cappelline gentilizie.

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Di Sandro (del 16/12/2008 @ 19:53:12 in - Editoria gualdese, linkato 475 volte)

Gualdo Tadino - Per il centenario della nascita di Don Davide Berrettini, Valerio Anderlini, direttore de Il Nuovo Serrasanta, ha voluto, con il libro “Un eroe da conoscere” omaggiare un eroe gualdese insignito della medaglia d’oro al merito civile. Con questo suo lavoro concorre anche alla conoscenza di “un autentico eroe di casa nostra” sconosciuto alla gran parte dei gualdesi, ma senza voler cercare motivi o colpe per questa mancanza mi limito a riportare la presentazione che Pierluigi Gioia fa di questo opuscolo:

“San Donato ai suoi figli migliori" è scritto a caratteri capitali sul pinnacolo che sovrasta la base del monumento ai caduti eretto negli anni Sessanta nella piccola frazione fabrianese di San Donato. E fra i "figli migliori" è annoverato anche don David Berrettini, che in realtà nacque e visse fino alla sua ordinazione sacerdotale a Gualdo Tadino: a lui è dedicata un'intera facciata del monumento, quella che da verso la strada principale, in una splendida posizione panoramica che ripropone, in prospettiva rovesciata rispetto alla nostra, i profili delle cime appenniniche dal Serrasanta al Catria. Qui, insomma, il gesto del giovane sacerdote gualdese, "fucilato per salvare molte vite umane" - recita l'iscrizione - ha lasciato un grato ricordo e ci si rende conto di ciò fermandosi qualche istante a contemplare il bel giardinetto fiorito che circonda l'austero monumento marmoreo. S'intuisce, allora, che al di là della retorica, dei formalismi e delle sovrastrutture ideologiche, dopo 64 anni dal suo crudele eccidio, la figura del giovane parroco della neppure vicinissima frazione fabrianese di Marischio è stata adottata dalla comunità nella quale si svolsero i tragici fatti di quel 19 giugno 1944.
Dall'altra parte dell'Appennino, sotto l'altro spartiacque, nella città natale del coraggioso sacerdote, la memoria sembra, invece, più labile. Anche se molti gualdesi conoscono la vicenda umana di don Berrettini, per averla sentita narrare o per averne letto i resoconti in una pubblicazione ora divenuta introvabile, molti altri ne sono al corrente solo per sommi capi, mentre i più ignorano totalmente chi sia questo personaggio. qualcuno minimizza persino la portata del suo gesto. Non ci sono, del resto, mausolei o monumenti per lui, nella sua città, ad eccezione di una menzione nella lapide affissa in uno dei luoghi più tragici per la storia della Resistenza gualdese, piazza Martiri della Libertà. Un'attestazione che rende don Berrettini una delle tante vittime, ma che non caratterizza la peculiarità del suo atto eroico, che poi gli è valsa l'attribuzione - non così comune - della medaglia d'oro al merito civile. E se, umanamente, un personaggio schivo come lui non avrebbe gradito di essere in qualunque modo distinto dagli altri "martiri", perché mai non si dovrebbe riconoscere che, pur potendolo evitare, quest'uomo accettò volontariamente d'immolarsi per salvare le vittime di un'ingiusta rappresaglia causata da un agguato, i cui responsabili preferirono restare nell'ombra?
Poiché, dunque, è evidentemente da ingrati, per non dire rischioso, non conservare o snaturare il ricordo di chi, durante i più tragici periodi della storia recente, ha visto la propria esistenza spezzata dalla follia dei tempi e degli uomini, l'Accademia dei Romiti, in collaborazione con le sezioni gualdesi del Rotary club e del Lions club, ha preso spunto dal centenario della nascita di Don Berrettini (1908) per riproporre alla cittadinanza la sua storia, il suo gesto di coraggio e di dedizione, nella speranza che da questo breve opuscolo nasca quel dibattito che spinga la collettività gualdese a recuperare, uno ad uno, nella propria memoria, tutti i suoi eroi nascosti, sconosciuti e dimenticati, le cui tombe, lapidi o croci collocate nei luoghi della morte, in questi ultimi anni, sono a loro volta vittime di incuria, oblio e degrado. Un ulteriore calvario. Come non c'è infatti nessun più grande gesto d'amore che sacrificare la propria vita per salvarne un'altra o molte altre, così non c'è nessun atto di gratitudine più sincero della perpetuazione di quel nobile gesto nella memoria di ognuno.”.

P.S.

Valerio Anderlini, nato a "Gualdo Tadino nel 1937, dipendente pubblico a riposo, pubblicista. Direttore de «II Nuovo Serrasanta». cultore della storia locale, oltre a numerosi articoli ha pubblicato: Gualdo Tadino (1956), La battaglia di Tagina: in Procopio e nella toponomastica (1985). La Rocca Flea nella storia di Gualdo Tadino (1996), Gualdo Tadino, il suo territorio e le sue genti (1998), ha contribuito a Fons Vitae L'acqua oligominerale Rocchetto, ed a Gualdo Tadino 1902-2001.

 
Di Sandro (del 04/12/2007 @ 19:47:46 in Società, linkato 673 volte)

L'Italia dei somariPiù volte abbiamo dibattuto sul problema scuola con approfondite analisi sul bullismo e sul cattivo uso degli strumenti tecnologici da parte di alcuni studenti.
Anche in questi giorni le cronache si soffermano su episodi incredibili e inconcepibili di vandalismo alle strutture scolastiche immortalate con la telecamera dei cellulari e poi inserite su Youtube che come e più di una mostra internazionale del cinema attira documentaristi in erba.
Oggi i telegiornali, a più riprese, ci hanno parlato di classifiche “Ocse” in cui la scuola italiana ne esce con le ossa rotte. Meglio di noi stanno tutti i Paesi del G7 e gran parte di quelli comunitari, eccetto Grecia, Portogallo, Bulgaria e Romania. Sembrerebbe una catastrofe, e di questo se ne aveva il sentore, ma se applichiamo alla notizia tutto l’ottimismo di cui siamo capaci un barlume c’è perché l’indagine Pisa (Programme for International Student Assessment) «Non misura le nozioni, ma la capacità di utilizzarle».
Si può fare qualcosa? «In questi anni c'è chi si è dato da fare e chi no - dice Giuseppe Ferrari, direttore della Zanichelli, una delle maggiori case editrici scolastiche - In Germania la pubblicazione di Pisa 2003 è stata vissuta come un problema nazionale e ha determinato una mobilitazione da parte della scuola e delle famiglie. Tant’è che la Germania è risalita al 13° posto dal 18° che aveva: l’Italia ha perso 9 posizioni». In quanto editore, Zanichelli ha anche varato un progetto che prevede, all’interno dei libri di testo, delle prove di valutazione analoghe a quelle di Pisa, e una serie di esercizi di problem solving che vanno verso la direzione auspicata dall’Ocse. Ma la questione principale è quella di avvicinare i ragazzi alle scienze associando l’esperienza e il laboratorio allo studio.
«Noi - spiega Nicola Vittorio, presidente dei presidi delle facoltà scientifiche - ci siamo posti questo problema già dal 2003 e abbiamo varato il progetto per le lauree scientifiche, che comincia proprio da un lavoro di orientamento sui ragazzi di 15 anni. Che cosa li frena ad avvicinarsi alle scienze? Secondo noi l’”accademia”: l’apprendimento solo come una teoria libresca. La lezione frontale è importante ma non può bastare. Lo studio delle scienze va fatto in laboratorio e cominciando dall’esperienza. I ragazzi devono essere attori e non recipienti. Non è possibile che a 8 anni chiedano il piccolo chimico a Babbo Natale e a 18 preghino perché chimica non esca alla maturità».
Questa svolta, conferma Vittorio, non può che passare attraverso gli insegnanti e la loro formazione. «La scuola non può diventare il posto in cui la passione per le scienze viene soffocata».
Auguriamoci che sia la ricetta giusta e speriamo.

Sandro Farinacci

 
Di Riccardo (del 19/02/2011 @ 19:46:27 in - Accade a Gualdo, linkato 544 volte)

Il Lions Club Gualdo Tadino, vicino ai familiari ed ai parenti tutti, ricorda con affetto e stima l’amico e socio, già Presidente di Club, Gianni Tega.Lo scorrere inesorabile della vita ci costringe a salutare per l’ultima volta il caro amico e noto concittadino Gianni Tega, scomparso a soli 69 anni a seguito di una grave malattia.
Dipendente postale, Gianni, oltre che nel suo lavoro svolto con serietà e professionalità, si è fatto apprezzare come redattore e speaker di Radio Tadino prima e Rete 7 poi ed in questa veste ha assunto una grande notorietà nella nostra città.
Tra i soci fondatori di RT, Gianni ha accompagnato la nostra Radio locale sin dai suoi primi vagiti curando e leggendo le notizie del giornale radio e facendosi apprezzare per la sua voce inconfondibile ed il suo stile personale fatto di una prosa semplice e diretta come deve essere il linguaggio radiofonico. Capacità e professionalità che ha poi trasferito anche a Rete 7 curando il TG.
In questo lungo percorso, che ha poi dovuto abbandonare a causa della malattia, mi sono trovato a fianco a lui ed al di là della professionalità ho avuto la gioia di apprezzare l’uomo: una persona corretta, seria, sempre serena e sempre inguaribilmente ottimista. Anche negli ultimi tempi, quando ci incontravamo casualmente e sapevo quanti inciampi sul piano fisico avesse dovuto superare, alla mia domanda rituale di come stavano andando le cose rispondeva sempre con il sorriso sulle labbra dicendo che andava bene, che c’era stato qualche intoppo ma grazie a Dio l’aveva superato.
Uno splendido esempio di come si dovrebbe affrontare la vita e le difficoltà che a volte ci frappone.
Gianni è stato anche un apprezzatissimo socio del locale Lions Club per le sue capacità organizzative e la sua creatività.
Il Lions ha così espresso il suo cordoglio:
“Il Lions Club Gualdo Tadino – Nocera Umbra, vicino ai familiari ed ai parenti tutti, ricorda con affetto e stima l’amico e socio, già Presidente di Club, Gianni Tega, che è venuto a mancare lo scorso 18 febbraio.
La serietà, la professionalità, l’autorevole impegno associativo di Gianni hanno consentito che venisse insignito del  Melvin Jones, il più alto ed importante riconoscimento dei Lions.
Gianni Tega ha rivestito anche un ruolo rilevante nel mondo dell’informazione gualdese, avendo curato, sin dagli inizi e per diversi anni, i notiziari di Radio Tadino e Rete 7”

Riccardo Serroni

 
Di Sandro (del 12/04/2010 @ 19:44:28 in - Editoria gualdese, linkato 1702 volte)

LA GRANDE GUERRA DEI GUALDESI di Fabbrizio bicchielli e Mauro guidubaldi è in tutte le edicole e le librerie

Un altro piccolo contributo alla gualdesità da oggi è a disposizione della comunità: La Grande Guerra dei gualdesi, dei concittadini Fabbrizio e Mauro,  lo potete trovare in tutte le edicole di Gualdo. Per volontà degli autori lo stesso verrà inserito integralmente ONLINE (tempi tecnici 1-2 settimane).

Questo volume ha la sua prima origine, il suo movente iniziale, nelle tracce lasciate dalla prima guerra mondiale in una tradizione orale domestica, in racconti, ancora fortemente intrisi di un coinvolgimento personale, sul destino di cari che a quel conflitto avevano preso parte. L’ambiente familiare e privato, quindi, è all’inizio di questa poderosa opera di scandaglio, che, col crescere e l’allargarsi dei materiali di archivio, ha finito col rappresentare una storia quanto mai collettiva. Con moltissima pazienza, con infinita passione, con sensibile accortezza e, soprattutto, col senso dell’obbligo morale della memoria, i due autori hanno cominciato, quindi, una fittissima attività di ricerca, tutta di prima mano, inedita, dando un contributo ragguardevole agli studi sulla storia gualdese in epoca contemporanea, nel cui ambito mancava proprio uno volume monografico sulla Grande Guerra. Essi hanno il merito, in altri termini, di aver colmato un vuoto, al quale, a quasi un secolo dalla fine di quel conflitto, si doveva porre rimedio. Fra le molte cose interessanti del libro vi è proprio la pittura perspicua di Gualdo Tadino nei primi anni del Novecento: un piccolo paese, quale non appare più a noi, una società prevalentemente contadina, che combatte con la penuria, che si affida alla radicata fede cattolica, che si arrangia come può. Un piccolo mondo antico, fatto di pane e lavoro: il binomio di una altrettanto piccola felicità, che la guerra intervenne a compromettere.
  La prima volta che ho sfogliato il volume (allora ancora in bozza), lo sguardo mi è caduto su una fotografia. Mostra la faccia di un “giovinetto del ‘99”, uno di quei diciottenni che, nel 1917, dopo la rotta di Caporetto, furono richiamati alle armi. Quella faccia mi aveva impressionato. Anzi, di più, mi aveva turbato. Mi aveva turbato il pensiero abissale che vi possa essere stata un’epoca, non poi così lontana, in cui si poteva finire a diciotto anni in una guerra. qualche tempo dopo comunicai quella sensazione, o almeno provai a farlo, parlando della prima guerra mondiale alle mie classi, che sono piene, naturalmente, di diciottenni: esuberanti, vitali, brillanti, ironici, commoventi e seccatori al tempo stesso, come gli studenti devono essere. Battaglie, nomi altisonanti, toponimi sconosciuti, descrizioni di passaggi politici e diplomatici: tutto questo difficilmente, nell’insegnamento della storia, si riesce a scardinare dalla grigia coltre di una sorta di archeologia polverosa. Ma quando ho fatto vedere quella faccia spaurita con un cognome così familiare scritto sotto, allora è successo qualcosa. L’attenzione, guadagnata prima solo come un interesse formale, neutro, di fronte alla storia percepita come la pura informazione su un passato che non riguarda più nessuno, quell’attenzione è diventata partecipazione. I colli si sono allungati, le mani hanno preso in mano quella foto portata in copia, come se si trattasse di maneggiare l’immagine di un bisnonno mai stato tale e mai conosciuto, di un lontanissimo parente, di qualcuno che aveva un che di familiare, per quanto vago e nebuloso. La storia, d’improvviso, era diventata affare attuale, urgente, quasi una questione personale. Il ragazzino, infatti, al fronte c’era morto, nel ’16 o nel ’17, non ricordo più. Una banale fotografia, scovata in qualche soffitta, aveva reso non retorica la convinzione che ricordare le guerre passate lo si deve anche perché non ce ne siano più. Pace, tolleranza, dialogo, da opache dichiarazioni di principio, di fronte a quella figura di un ragazzino spaventato dalla possibilità di non rivedere più le strade che  noi, oggi, percorriamo tutti i giorni, diventavano esigenze, impegni da assumersi. Ricordare per fare, non ricordare e basta. Se la storia può avere un senso morale, un compito etico e civile, al di là del rispetto dovuto ai canoni della pura, e in sé autonoma, scientificità storiografica, sta in questo risvolto attivo che viene dal sapere. Diversamente, essa rimane archeologia. Bella, appassionante anche. Ma inutile.

(Dalla prefazione di Gianni Paoletti) 

Info: gualdesi.grandeguerra@yahoo.it

 

 

DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA: l’ultimo appuntamento sulle monete di TadinumLa fortunata serie “Dialoghi di Archeologia” è arrivata al suo appuntamento conclusivo che si terrà venerdì 14 settembre alle ore 21 sempre presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione.
Di scena ancora Tadinum di cui il dott. Samuele Ranucci, membro dell’equipe di ricerca dell’Università di Perugia presso la città romana ed esperto in numismatica antica, esporrà gli ingenti rinvenimenti monetali delle cinque campagne di scavo, che sono stati oggetto di un progetto con l’Università degli Studi di Trieste per il dottorato di ricerca conseguito dal dott. Ranucci nel 2009 proprio sulle monete rinvenute nelle terme di Tadinum, dal cui studio è stato possibile formulare un discorso più ampio sulla circolazione monetaria lungo la Flaminia, di cui il sito di Tadinum rappresenta un caso eccellente. “Nonostante la zona di Taino sia stata purtroppo interessata da numerosi interventi clandestini, le cinque campagne di scavo condotte dal 2004 al 2008 hanno restituito un’ingente mole di materiale numismatico che ha permesso di ricavare notizie molto precise sulle varie fasi di occupazione del sito, sulla circolazione di merci e uomini lungo la via consolare e, in alcuni casi, di precisare all’anno datazioni che erano state ricavate approssimativamente prima degli interventi di scavo.” La serata sarà l’occasione per approfondire su alcune particolarità davvero molto interessanti in merito ai ritrovamenti numismatici del sito, come quello di un piccolo gruzzolo composto da un’ottantina di monete, inquadrabile nell’ambito del V sec. d.C. rinvenuto nei livelli di interro che coprivano le strutture già spogliate dopo la distruzione della città romana: un sacchetto che qualcuno deve distrattamente aver perso, che presentava uno stato di conservazione eccezionale con addirittura alcuni filamenti della stoffa del contenitore. La serie di incontri sulla storia e l’archeologia di Gualdo, organizzati dal Polo Museale in collaborazione con il Comune di Gualdo Tadino, ha fatto registrare una buona partecipazione di pubblico agli incontri svoltisi finora, una partecipazione interessata e stimolata che rivela passione e curiosità dei cittadini per la riscoperta delle proprie radici.
Anche questa serata, come le precedenti, si rivela di grande interesse poiché costituisce un’importante occasione per saperne di più e per confrontarsi su una parte consistente e molto rappresentativa del patrimonio archeologico della città.
Per informazioni è possibile rivolgersi ai numeri 075916078; 0759142445 oppure scrivere a museo@roccaflea.com ; tizianacapriotti@msn.com

POLO MUSEALE CITTÀ DI GUALDO TADINO

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/04/2007 @ 19:41:39 in - Accade a Gualdo, linkato 665 volte)

Una lettera inviata da un amico del blog sollecita una discussione su un argomento che merita attenzione perché focalizza una disattenzione verso coloro che rappresentano il futuro della nostra amata Gualdo. Nella speranza di fare la cosa giusta pubblico integralmente quanto ricevuto:
“Caro Sandro,
da qualche tempo sono diventato anche io un lettore, anche se non proprio assiduo, del Blog dell'Allegra Combriccola. Sono contento del successo che sta riscuotendo questa iniziativa, mi sembra in crescendo, anche se purtroppo lo strumento in se esclude una larga fetta di potenziali utenti, per "analfabetismo informatico". Comunque, riprendendo l'idea di Mauro Monsignori nell'editoriale di compleanno, mi è venuto in mente di sollevare un argomento di discussione.
Come mai a Gualdo sono praticamente assenti aree attrezzate con giochi per bambini? L'unica area presente, presso i giardini dell'ospedale, consiste in una altalena parzialmente rotta e poco più. Certamente, non c'e' paragone con le aree attrezzate che sono ormai largamente diffuse e disponibili non solo nei comuni limitrofi (Gubbio, Fabriano, ecc), ma anche nelle frazioni (vedi ad esempio Casacastalda). Paradossalmente, fino ad una quindicina di anni fa, a Gualdo l'offerta di infrastrutture per bambini era più ricca, con giochi localizzati, oltre che in maggior numero ai giardini dell'ospedale, anche presso quelli della Rocca e presso Valsorda. Io ho tre figli che vanno dai tre agli undici anni e devo dire che, nella mia esperienza, la nostra città non e' affatto a misura di bambini. Su questo punto, ho sentito tante volte le lamentele di altri genitori autoctoni, così come di famiglie di turisti ospiti presso il Verde Soggiorno. Penso poi che l'alta percentuale di famiglie di immigrati, spesso ricche di figli, che popolano ormai il centro storico, renda ancora più urgente dotare la città di aree attrezzate per bambini proprio a ridosso del centro storico, dove in genere le abitazioni non dispongono di aree verdi o giardini privati. Va infine notata anche la scarsa attenzione alla opportunità di isole pedonali, la cattiva abitudine di parcheggiare fuori posto, i marciapiedi sconnessi o inesistenti, che rendono praticamente avventuroso muoversi in città con passeggini o carrozzine. Invito dunque gli amici dell'Allegra Combriccola a pensarci sù e proporre qualche soluzione per rendere un po' più a misura di bambini la nostra città.

Cordialmente,
Giovanni Carlotti”

Bene, cari amici, l’amico Giovanni ci ha passato la palla ora non resta che dibattere, suggerire e sollecitare chi di dovere per trovare una soluzione, rapida, anche a questo problema.

 

Il recente concorso organizzato dalla nota azienda di acque minerali presente nel territorio Gualdese con il Polo Museale e con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino ha lasciato sbalordito il Comitato Pro Acqua GualdoIl recente concorso organizzato dalla nota azienda di acque minerali presente nel territorio Gualdese con il Polo Museale e con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino ha lasciato sbalordito il Comitato sia per le finalità preposte, sia per il premio previsto che per il contesto in cui è stato lanciato cioè quello di una vertenza nata alla fine dell'anno appena trascorso e ancora irrisolta, a seguito dello scontro tra funzionari del Comune e del Polo proprio sul tema al centro del concorso stesso. Il premio previsto sembra essere molto simile al percorso didattico oggetto del contenzioso. La nostra indignazione nasce dalla presa visione della macroscopica serie di contraddizioni che non possono essere accettate e lasciate passare nell'indifferenza malgrado il consenso ufficiale. Innanzitutto vedere che un'azienda industriale a tutti gli effetti e che come tale produce inevitabili impatti sulle componenti ambientali bandisce un concorso sul delicato tema dell’acqua rivolto alle scuole italiane con lo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni ai temi dell’educazione ambientale è veramente stridente. Questa città dell'acqua non può accettare che chi questo bene di vitale importanza a dispetto di Deflussi Minimi Vitali, dichiarazioni ufficiali di emergenze idriche e sentenze la sottrae dai suoi bacini naturali, la succhia via in profondità, la ingabbia in chilometri di tubi e poi la sfrutta vendondola in una bottiglia di plastica, parli alle nuove generazioni con incredibile serenità di rispetto dell’ambiente naturale, di quanto è importante difendere l'ecosistema dall'inquinamento e dallo spreco delle risorse per preservare quel delicato equilibrio che è alla base della nostra vita. Ma da quale pulpito viene la predica? Da chi voleva scavare altri due pozzi del tutto incompatibili proprio con gli ecosistemi di Gualdo e Nocera?! Ma cosa insegnamo ai nostri figli? Che l'ultimo degli usi è il fulcro di tutto? Non dovremmo invece insegnargli che l'acqua viene dal cielo e non dai rubinetti e va rispettata e tutelata in tutto il suo ciclo? Non dovremmo ribadire invece che se non piove l'acqua non si sfrutta per rispetto dei suoi tempi di rigenerazione e la priorità ce l'hanno sempre le esigenze vitali degli esseri viventi? Tutte queste scomode considerazioni rappresentano la vera educazione ambientale che non si insegna ancora a scuola anche se ci vogliono fare credere il contrario e che quando viene programmata seriamente coinvolge esperti appartenenti al settore ambientale-naturalistico e di certo non si improvvisa solo perché va di moda o mi rende più buono.
Ma noi siamo anche profondamente indignati che l'amministrazione comunale abbia dato ancora sfoggio della sua assoluta assenza e coerenza rispetto alla vita reale cittadina. Arroccata nel suo mondo, a destra o a sinistra che sia non fa la differenza, l'amministrazione si arrabbia, accusa e poi ci ripensa e intanto che c'è, nel caos generale, concede il patrocinio. Ma come si fa a sostenere ufficialmente un'iniziativa culturale che coinvolge gli stessi protagonisti e il medesimo argomento contestati dall'amministrazione stessa? Non è possibile pensare che questa scelta possa significare aver riconosciuto un qualcosa di alternativo all'oggetto della vertenza vista l'imbarazzante coincidenza delle argomentazioni o il giusto investimento rivendicato in cambio a quanto di inestimabile valore ci viene sottratto da tempo dalle nostre sorgenti in questa che ha tutta l'aria di essere semplicemente una operazione di marketing aziendale. Non lo vogliamo e non lo possiamo credere e accettare.
Rimaniamo, contro corrente rispetto a quanto sta accadendo in questa povera città, sempre coerenti e convinti nella nostra battaglia in difesa dei beni comuni e non scendiamo a nessun inaccettabile, assurdo e ingiusto compromesso anche perché che, ci piaccia o non ci piaccia non ci stancheremo mai di ripetere, l'umanità deve e dovrà fare i conti con lo sfruttamento ambientale rivedendo drasticamente il suo modo di vivere se vuole guardare a domani...

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/01/2011 @ 19:40:31 in - Politica, linkato 355 volte)

ll gruppo consiliare TUPG intende riaffermare la propria posizione in merito alla decisione di alcuni centri commerciali di tenere aperto il giorno della ricorrenza del Patrono della città di Gualdo Tadino, Beato Angelo. Siamo sconcertati davanti a questa ennesima sgarberia nei confronti della tradizione pluricentenaria, che questo giorno di festa rappresenta per tutta la comunità gualdese.
Rimaniamo profondamente convinti che una città debba sorreggersi anzitutto su valori morali che non hanno fondamento nella legge, ma nel comune sentire, nel sentimento civico e nella consuetudine. Non comprendiamo, né tantomeno accettiamo, la stravagante presa di posizione di alcuni operatori commerciali di periferia, che da qualche tempo hanno deciso di attentare alla nostra identità dimenticando sistematicamente e volutamente le nostre tradizioni, il nostro stile di vita, le nostre radici storiche, culturali e sociali.
Le celebrazioni previste per la giornata del Beato Angelo hanno bisogno di essere vissute dalla comunità, dai lavoratori, dagli studenti. Da tutti quelli che vivono il sentimento religioso come parte integrante della vita cittadina. Il 15 gennaio è da sempre occasione di riflessione, di socialità, di condivisione. E il centro storico rappresenta, e dovrà continuare a rappresentare, la culla di tutto ciò.
In nessun’altra città umbra è permessa l’apertura degli esercizi commerciali per le feste Patronali, se non limitatamente a quelli che animano le vie dei centri storici. Città come Torino, Firenze, Genova, ad altissima vocazione turistica, hanno previsto ordinanze sindacali per scongiurare le aperture dei negozi.
Il nostro gruppo accoglierà quindi con favore l’ordine del giorno presentato in consiglio comunale dal gruppo di minoranza del Partito di Rifondazione Comunista riguardante la possibilità di un’ordinanza di chiusura apposita della quale dovrà farsi carico il Sindaco con la sua Giunta. Crediamo che su temi come questo i vessilli politici debbano trovare piena collaborazione, per il bene di Gualdo Tadino e dei suoi cittadini.
Fino a qualche anno fa tutto era lasciato al buon senso, che aveva sempre guidato i tanti commercianti gualdesi. Oggi il buon senso non basta più. Ci vogliono regole per ristabilire il naturale corso delle cose. Laddove non arriva la sensibilità ed il sentimento di rispetto nei confronti della città, devono arrivare indirizzi dalla politica e da chi gestisce la vita amministrativa del nostro Comune.
Ci sentiamo in dovere di sollecitare infine tutti i cittadini, affinché disertino  i centri commerciali nella giornata dedicata al Santo Patrono e restituiscano vita alle vie del centro storico, cuore pulsante della città, simbolo di unità e tradizione, di identità e di forza. La disgregazione sociale è da sempre alla base delle più grandi crisi, non solo economiche ma anche morali e valoriali.
Tutti siamo chiamati al difficile compito di ridare ordine alla società e la politica soprattutto non può sottrarsi a questo richiamo. Chi si chiama fuori non ama Gualdo.

gruppo consiliare Tutti Uniti per Gualdo
il direttivo

 
Di Riccardo (del 07/09/2010 @ 19:39:02 in - Ambiente, linkato 541 volte)

Gualdo Tadino - Taglio degli alberi in Viale Don Bosco davanti le scuole Domenici TittarelliC’è stata qualche polemica a seguito del taglio degli alberi di fronte all’edificio scolastico D. Tittarelli in viale Don Bosco. La spiegazione fornita dall’assessore all’ambiente Paola Gramaccia (le piante erano malate) ha smorzato i toni. Ma non è di questo che voglio parlare.
Uscendo dalla scuola suddetta questa mattina (sono iniziate per gli insegnanti le riunioni di avvio dell’anno scolastico) ho avuto l’opportunità di verificare la differenza tra il prima ed il dopo. Appena messo fuori il naso dall’ingresso (ed anche osservando fuori dalla finestra al secondo piano sul lato viale D.Bosco) ho ammirato lo splendido panorama del nostro Appennino con le cime che incombono sulla città ed il verde intenso dei boschi. Prima non era possibile. Gli alberi, altissimi quanto l’edificio, nascondevano in gran parte la stupenda visuale. Non solo. Percorrendo viale Don Bosco, soprattutto in direzione centro città, oggi si può ammirare la bellissima facciata dell’edificio (uno degli edifici storici del centro città) nella sua interezza. Prima la si poteva soltanto intravedere.
Per concludere credo che abbiate già capito come la penso. E’ molto meglio oggi senza alberi che con gli alberi. Ed anche per i bambini che vi andranno a giocare non sarà un problema, perché essendo a nord,  il cortile nel corso della mattinata dovrebbe essere sempre in ombra.
La considerazione apre un discorso più ampio. Fermo restando il principio che gli alberi sono la nostra sorgente di vita e più ce ne sono e meglio è, non sempre la loro presenza è positiva. A volte, in passato, sono stati messi a dimora in certe condizioni e secondo certe valutazioni. Oggi le condizioni possono essere cambiate e le valutazioni pure. Quindi ci possono essere alcune piante che possono essere d’impiccio e non bisognerebbe scatenare la guerra civile se si dovesse decidere di abbatterle . Un esempio emblematico sono gli alberi che nascondono la vista della Rocca Flea sul lato ovest (verso il quartiere Capezza). Quelli che costeggiano le mura andrebbero tagliati (se ne parla da anni), per poter ammirare l’imponenza e la maestosità della Rocca a tutto tondo.
Insomma, gli alberi non sono dei feticci inamovibili (naturalmente escludo le piante monumentali inserite in elenchi speciali). Quando sono dislocati nei posti sbagliati vanno rimossi senza tanti rimorsi.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/04/2009 @ 19:39:00 in - Solidarietà, linkato 581 volte)

Rientrati da Paganica i volontari del Gruppo Sorgente di Gualdo Tadino Nella serata del 13 aprile 09 sono rientrati da Paganica i volontari del Gruppo Sorgente di Gualdo Tadino e con loro i volontari delle organizzazioni umbre partite il 6 aprile, sostituiti da un nuovo contingente di volontari . Il Gruppo di Protezione Civile formato da 8 volontari si era messo a disposizione della Colonna Mobile dell’Umbria appena 3 ore dopo il calamitoso evento sismico del 6 u.s. Alle ore 12,00 del 6 aprile era già in viaggio per l’Abruzzo, insieme ad altre 15 organizzazioni facenti parte della Consulta Regionale di Volontariato. Giunti a Paganica nel tardo pomeriggio la colonna Umbra ha assunto la direzione delle operazioni di soccorso con l’allestimento di 30 tende P88 antipanico, giunte nel frattempo dal Dipartimento di P.C. e dalla nostra stessa Regione. Alle ore 4,30 del 7 aprile avevamo già ricoverato circa 200 terremotati, in prevalenza anziani e bambini, forniti di letto e coperte. La mattina del 7 aprile è stato formato il comando del campo n. 1, con il 70% delle funzioni operative, secondo il metodo Augustus. Al coordinatore del Gruppo Sorgente è stata affidata la Funzione 1 di comando dei volontari di tutta la Colonna Mobile oltre alla responsabilità di tutte le risorse tecniche del campo e degli automezzi. Ben presto ci siamo resi conto che il campo allestito era insufficiente e nel giro di due giorni sono nati il campo Umbria 2 ed Umbria 3. Nel frattempo giungevano ai campi volontari da tutta Italia, nello specifico A.N.A , Misericordia , Croce Rossa , Croce Giallo Azzurra ecc. le quali hanno messo a pieno regime la funzionalità dei 3 campi. Alla data del 12 aprile, riunione di coordinamento delle ore 18,00 i nostri campi ospitavano circa 1.380 terremotati in 138 tende tutte elettrificate e per oltre la metà riscaldate, servizi igienici e docce adeguate, 4 cucine da campo, 2 P.M.A, una ludoteca per i giochi dei bambini, 3 tendo strutture da 500 posti, un ufficio postale, in sostanza una piccola città che si sta fornendo di tutto il necessario, una città vanto del nostro volontariato umbro e presa d’esempio dalla P.C di tutta Italia che indica la Regione Umbria ed il suo campo un esempio di efficienza organizzativa. Suggeriamo che dalla prossima settimana i gruppi di volontari che si alterneranno alla gestione dei campi portino con loro in massima parte specialisti e cioè informatici, elettricisti, idraulici, cuochi, esperti nella gestione dei magazzini, radioamatori, geometri, ingegneri, meccanici, assistenti sociali oltre a qualche generico ed esperto di montaggio tende. Per ultimo constatiamo una grande richiesta da parte di giovani volenterosi a voler partire per l’Abruzzo o quanto meno ad entrare nel nostro Gruppo. Ai primi rispondiamo che il Gruppo è impossibilitato ad esaudire le loro richieste in quanto per le partenze tutti dipendiamo dalla P.C. Regionale, ai secondi rispondiamo di presentarsi presso la Ns. sede in viale Don Bosco in questi giorni quasi sempre aperta o telefonare al coordinatore ( cell. 338 4227139 ) . L’emergenza Abruzzo si presume durerà alcuni mesi e dobbiamo programmarci nel tempo per non rischiare di rimanere senza risorse e questo vale per gli uomini come per gli aiuti umanitari. Cerchiamo di risolvere i problemi portando delle possibili soluzioni altrimenti rischiamo di essere noi stessi parte del problema.

Il Coordinatore    
Massimiliano Rondelli

 
Di Riccardo (del 08/09/2012 @ 19:37:42 in - Scuola, linkato 461 volte)

RIORDINO RETE SCOLASTICA - 2° ATTO - Gualdo TadinoSaranno giorni caldi, i prossimi, a Gualdo Tadino, sul tema del riordino della rete scolastica. I capigruppo consiliari, infatti, nella giornata di venerdì 7 settembre, si sono espressi all’unanimità a favore dell’aggregazione della scuola di Cerqueto alla scuola secondaria di primo grado F.Storelli (ex scuola media) per salvarne l’autonomia. Ipotesi che, nel giugno scorso, era stata bocciata all’unanimità dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Circolo del Circolo Didattico di Gualdo Tadino.
Ma non è questo, naturalmente, l’ultimo atto. Nei prossimi giorni si riunirà il tavolo tecnico ed il 24 settembre si pronuncerà il consiglio comunale.
Ma per capire di cosa stiamo parlando riassumiamo brevemente la sostanza della questione in ballo.
La legge dello Stato nr 98 del 2011, poi corretta dalla legge 183/2011, stabilisce che, per risparmiare nella spesa pubblica, a partire dall’anno scolastico 2012-2013 non potranno mantenere l’autonomia (Presiede e segretario amministrativo) quegli Istituti che (per i comuni di montagna) non abbiano almeno 400 alunni. E si dovranno aggregare le scuole in Istituti Comprensivi con la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.
A Gualdo Tadino a perdere l’autonomia è la scuola F.Storelli perché non ha 400 alunni. Da un tavolo tecnico istituito dal comune scaturisce una mezza proposta (mai formalizzata in una delibera) di scorporare dal Circolo Didattico la scuola di Cerqueto per aggregarla alla Storelli al fine di salvarne l’autonomia (cioè un segretario amministrativo ed un dirigente scolastico autonomo).
Su questa ipotesi, nel giugno scorso, si pronuncia il Collegio Docenti del Circolo Didattico ed è un no secco unanime dei docenti perché si verrebbero a creare una serie di problemi di carattere organizzativo e didattico. Sulla stessa falsariga si pronuncia all’unanimità il Consiglio di Circolo.
In alternativa dal Collegio Docenti si formula la proposta della istituzione di un unico Istituto Comprensivo con i tre ordini di scuola così come prevede la legge. Per la verità da qualche insegnante viene anche detto che l’ipotesi migliore sarebbe stata istituire un Istituto Comprensivo (un’unica presidenza) tra la F. Storelli e gli Istituti Superiori di Gualdo ma la proposta non è stata presa in considerazione perché la legge non lo prevedeva.
Nel frattempo, però, la Corte Costituzionale, con sentenza nr 187 del giugno 2012, si pronuncia su un ricorso presentato da alcune Regioni, tra le quali l’Umbria. La sentenza dichiara illegittima la disposizione di legge che impone la costituzione di Istituti Comprensivi perché l’organizzazione scolastica è di competenza delle Regioni. Dichiara, invece, legittima la disposizione del numero minimo di alunni (400 per i comuni montani) che un istituto deve avere per mantenere l’autonomia.
La Storelli, quindi, perde l’autonomia e per l’anno 2012-2013 ha come segretario amministrativo una segretaria a metà con la Mastrogiorgio di Gubbio (anch’essa sottodimensionata) e come dirigente scolastico (in qualità di reggente) la dirigente del Liceo Mazzatinti di Gubbio che è l’ex preside della stessa Storelli prof.ssa Marinangeli.
Resta, comunque, il problema di cosa fare per il futuro.
La Regione emana una circolare con la quale vengono fissate le tappe per il riordino della rete scolastica e per l’offerta formativa per gli anni 2013-2015.
Le Istituzioni Scolastiche e gli Enti Locali dovranno inviare alle Province ed all’Ufficio Scolastico Regionale le loro proposte entro il 25 settembre. Le Province dovranno inviare alla Regione le loro proposte entro il 15 novembre. La Regione delibererà il piano regionale entro il 31 dicembre.
Il pronunciamento dai capigruppo consiliari è, quindi, soltanto uno dei tanti passaggi. Nei prossimi giorni, come detto, si riunirà ancora il tavolo tecnico ed il 24 settembre si riunirà, per deliberare, il consiglio comunale.
L’Accademia dei Romiti, in collaborazione con l’associazione “Educare alla vita buona” ha indetto, a sua volta, un’assemblea pubblica per venerdì 21 settembre alle ore 17,30 presso il Teatro Don Bosco. Ed anche il mondo della scuola è in fermento.
Giorni caldi, dunque, quelli prossimi sul tema scuola.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 23/12/2009 @ 19:33:18 in - Comune, linkato 563 volte)

Auguri Festività Natalizie 2009/2010 del Presidente del Consiglio Comunale. Auguri Festività Natalizie 2009/2010 del Presidente del Consiglio Comunale.

Resterà nella memoria dei gualdesi questo anno, per un evento che politicamente non è azzardato definire straordinario. La nuova maggioranza di governo, scelta dai cittadini di Gualdo nel mese di giugno, è il segno di una volontà di cambiamento che mi auguro saremo capaci di interpretare al meglio. Oggi siamo ancora in quella che possiamo definire fase di transizione, ovvero dove ancora si concludono vicende e progettualità le cui decisioni vennero assunte negli anni passati e l’inizio del dispiegarsi dell’azione amministrativa della nuova amministrazione. La realizzazione delle infrastrutture che vede interessato dai lavori il centro storico della città, porta con sè inevitabili situazioni di disagio da parte dei cittadini e dei titolari delle attività commerciali, ad essi dico che una diversa programmazione forse avrebbe reso meno intenso il senso di disagio e di preoccupazione, ma al contempo non posso non avvertire un senso di apatia che parte degli stessi che restano in attesa di qualcosa o di qualcuno che risolva il loro problema. La situazione di crisi del sistema produttivo del Gualdese si ripercuote pesantemente su tutto il territorio. L’anno che sta per arrivare dovrà essere l’anno delle proposte e delle azioni concrete per avviare la ripresa. Oggi questa responsabilità prevalentemente è nostra, intendo di noi amministratori, ma anche di ogni singolo cittadino, nel senso che deve tornare a prevalere lo spirito di partecipazione e disponibilità a operare per il bene comune, con forme di volontariato e di solidarietà che rendono più forte il senso di appartenenza alla comunità. Con questo spirito giunga ad ogni gualdese l’augurio di buone feste e l’inizio di un nuovo anno migliore.

Il Presidente del Consiglio Comunale
Eduardo Umberto Vecchiarelli     

 
Di Riccardo (del 27/12/2006 @ 19:32:22 in - Centro Storico, linkato 931 volte)

E’ stata presentata in comune, presenti il sindaco Angelo Scassellati, l’assessore Elisa Bellucci, il comandante dei Vigili Angelo Cardinali ed il Presidente della Cooperativa Sopra il Muro Giampaolo Tomassoli, la nuova convenzione per la disciplina dei parcheggi a pagamento della città di Gualdo.

Questi i punti salienti:

1) La gestione viene affidata per 6 anni alla Cooperativa Sopra il Muro che si impegna ad occupare soggetti svantaggiati almeno per il 30% del personale;

2) La Sopra il Muro incasserà l’80% degli introiti, il comune il 20%. Nel 2005 gli incassi dei parcheggi a pagamento esistenti sono stati di 40.000 euro, nel 2006 di 30.000. Con l’introduzione del parcheggio a pagamento anche di p.zza Mazzini gli incassi potrebbero salire sino a 50.000 euro annui;

3) Sono interessate al parcheggio a pagamento le seguenti aree: parcheggio coperto di p.zza Mazzini, p.zza Garibaldi, p.zza Marconi, area giardini pubblici e strade limitrofe, largo Porta Romana;

4) Il parcheggio a piano terra di p.zza Mazzini verrà riservato ai residenti con un abbonamento annuo di 90,00 euro mensili;

5) Le tariffe orarie saranno le seguenti: 0,80 euro l’ora con un minimo di 30’ a 0,50 euro;

6) P.zza Martiri rimarrà, al momento, con il disco orario, ma, dopo l’estate ed a lavori ultimati, sarà gestita come isola pedonale;

7) Per la gestione dei parcheggi a pagamento, oltre ai 5 addetti già impiegati, la Sopra il Muro aggiungerà altre 2 persone con la qualifica di ausialiari del traffico (i cosiddetti “vigilini”)

8) Il parcheggio a pagamento potrà successivamente essere esteso anche ad altre aree (come gli Orti Mavarelli).

In sede di conferenza stampa ho avanzato la riserva che l’estensione ulteriore dei parcheggi a pagamento nel centro storico (in p.zza Mazzini) rischia di allontanare ancora di più la gente dal centro stesso.

Ho fatto la proposta di una franchigia di mezz’ora (ad esempio) in almeno qualcuno dei parcheggi ma non è stata accolta, sia per una possibile difficoltà di gestione e sia per la necessità comunque di incassare quanto più possibile, perché i parcheggi hanno dei costi di gestione (soprattutto quello coperto di p.zza Mazzini) notevoli. – Riccardo Serroni -

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 06/09/2009 @ 19:32:05 in - Acqua, linkato 509 volte)

Gualdo Tadino - La Comunità Europea vieta il deposito cauzionale in regime di MonopolioNOVITA’ SUL DEPOSITO CAUZIONALE ACQUA
La riunione tenutasi lunedì a Palazzo Priori con il sindaco di PG, la presidente dell’Ati e il presidente di Umbra Acque ci ha fortemente deluso per i toni pacatissimi e troppo concilianti a riguardo del deposito. Intanto la raccolta di firme per la petizione sta proseguendo con grande successo (ieri ulteriori 250 firme) e siamo pronti a proseguire con o senza le associazioni dei consumatori contro questo sfrontato atto di forza. Siamo sempre più dell’idea che la cauzione sia fuori legge e siamo decisi ad approfondire la questione anche perchè oramai la gente fa anche “altri ragionamenti” sul tema acqua, come i continui aumenti della bolletta divenuta oramai salatissima, la sua assoluta non trasparenza, i contributi dei privati e la gestione delle risorse che vorremmo di nuovo in mano ai comuni.
Da qualche tempo siamo in contatto e collaborazione con la Toscana dove, proprio in questi giorni, nei comuni di Siena, Grosseto, Porto S. Stefano ed Orbetello si sta verificando la medesima storia con la S.p.A. Acquedotto del Fiora (ATO6) e sono già state raccolte più di tremila firme per cancellare il provvedimento. Guarda caso, come x UA, il Socio privato è la cordata guidata dalla multinazione ACEA e alcuni membri di nomina ACEA sono presenti nei CDA di entrambe le Spa Toscana e Umbra.
Abbiamo scoperto con dati alla mano (Finanza & Mercati - 30 Lugio 2009) che il semestrale di bilancio 2009 di ACEA con una perdita di oltre il 24% è preoccupante e che il 4 Agosto Cremonesi, presidente ACEA, ha chiesto al ministro Matteoli di poter aumentare le tariffe fino a 1.40 euro al metro cubo dicendo testualmente: “per fare lavori sulla rete idrica senza costi per lo stato, visto che in Italia c’è l’acqua più a buon mercato di tutto l’Occidente e che dell’aumento non cospicuo una famiglia neanche se ne accorgerebbe!”. In questo scenario abbiamo cominciato a raccogliere le prove che la cauzione serve soltanto a battere cassa e attendiamo fiduciosi che i Sindaci non siano concilianti , ma alzino quanto prima la voce a difesa di tutti i cittadini!
Infatti il Centro Ricerche e alcuni membri del consiglio Provinciale di Grosseto hanno già delineato i punti in cui la Legge deve intervenire, e noi ci aspettiamo azioni di questo tipo anche dall’Umbria:

  1. Il deposito è fuori legge ai sensi del Codice Civile perchè il contratto è già stipulato e non può essere modificato unilateralmente.Il Decreto Bersani 223/2006 prevede invece che anche questi contratti possano essere cambiati,ma con un giustificato motivo e, visti i dati di bilancio,sono in molti ora a non credere che Umbra Acque voglia “bilanciare la morosità” con i soldi dei depositi,come da loro dichiarato.
  2. La Comunità Europea proibisce la richiesta di cauzione alle società che agiscono in condizioni di Monopolio, come Umbra Acque. Inoltre si tratterebbe a tutti gli effetti di un’appropriazione indebita perchè si produrrebbe guadagno ingiusto a vantaggio di una SpA che vuole fare investimenti risparmiando gli interessi passivi alle Banche. Insomma, secondo gli avvocati Toscani, non si possono usare le somme richieste a titolo di “cauzione” per fare investimenti e i soci di Umbra Acque, con almeno un decimo del capitale sociale, possono denunciare i fatti al tribunale (art.2409 Codice Civile) anche prima dell’approvazione del bilancio annuale. Se la società vuole avere finanziamenti deve assumersi le sue responsabilità e rivolgersi alle Banche o allo Stato e non farlo a danno di incolpevoli cittadini gia’ oberati da bollette troppo onerose. Detto tutto ciò siamo, ad oggi, ancora più convinti che solo con l’annullamento del deposito può essere evitata una lunga causa civile e penale per la quale, a detta dei legali, sembra proprio che gli estremi non manchino.

Per il Comitato pro acqua Gualdo
Alessandro Brunetti            

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/10/2006 @ 19:28:25 in Società, linkato 682 volte)

«Il clamore mediatico può gratificarlo» Intervista a Tiziano Grosso

TIZIANO GROSSOGianfranco Ricci — «Le reazioni della pubblica opinione sono emozionalmente giustificate, ma ragionevolmente sbagliate»: lo psicologo Tiziano Grosso, esperto del tribunale di sorveglianza di Perugia, analizza con freddezza scientifica la complessa vicenda di Luigi Chiatti, tornato a cavalcare la cronaca dopo i tre anni di indulto che gli sono stati concessi dalla corte d’Assise d’appello. «I giudici, osserva, hanno applicato la legge».

Però hanno scatenato l’ansia sociale della gente...
«I delitti di Chiatti sono fra i più spregevoli, comunque una società matura punta alla reintegrazione del detenuto. Anche di chi si è macchiato di colpe terribili. Semmai in questo caso l’enorme chiasso sollevato dai giornali e dalle Tv rischia di rendere vano il processo di espiazione».

Dottore, vuoi forse dire che sarebbe stato meglio avvolgere la vicenda in un compatto silenzio?
«La cronaca ha diritti e doveri, tuttavia analizzando la faccenda dal punto di vista delle reazioni psicologiche, arrivo a temere che Chiatti, sentendosi nuovamente al centro di tanto interesse, possa provare una profonda gratificazione personale. Uno stato d’animo che, lo si capisce bene, potrebbe rallentare il cammino del graduale recupero».

I mass-media, dunque, rischierebbero, con il loro tam-tam, di frenare o azzerare il senso di colpa?
«La psiche umana s’annida attorno ad anfratti abbastanza inspiegabili: recentemente mi ha fatto riflettere il caso di quella famosa modella che, sorpresa con la droga, ha subito li per lì, la durissima condanna della pubblica opinione. E anche lei pareva disperata. Ma ora, a distanza di poco tempo, leggo che i suoi compensi, sono triplicati e che si moltiplicano le serate televisive. Succede, insomma, che talora la pubblicazione tambureggiante di fatti negativi esalti le persone coinvolte. E perfino l’iniziale censura sociale può trasformarsi in curiosità consenziente. Se non addirittura, specie sul fronte dei giovani, in vera e propria emulazione.

Nel caso di Chiatti la gente comprensibilmente si chiede quanto sia pericoloso agevolare il ritorno in società di un simile criminale.
«Bisognerebbe sempre munirsi di sufficiente ragionevolezza. Partendo dal presupposto, frutto anche di esperienza che tutti sono teoricamente recuperabili. L’assistenza psicologica e psichiatrica può modificare, nel tempo, anche i soggetti inizialmente peggiori».

Anche qualche uomo di scienza ritiene che i serial-killèr non si plasmano...
«E’ vero che non esistono soluzioni sempre certe, però i giudici, supportati dal parere degli psicologi, sono in grado di valutare le singole pericolosità. Garantisco che lo fanno sempre con estrema pignoleria. E’ raro, rarissimo, che si aprano le porte del carcere a persone che dimostrano di non aver compiuto l’auspicato itinerario. Lavoro da anni col tribunale di sorveglianza e sono certo del senso di responsabilità di chi deve prendere certe decisioni».

La delicatezza della materia impone al cronista di fare l’avvocato del diavolo: il carcere davvero può redimere?
«Mi sono trovato di fronte a vicende anche più terribili, se possibile, di quella vissuta da Chiatti, eppure ho constato quasi sempre che in fondo al tunnel è possibile rinvenire il lumicino. Non bisogna mal rinunciare aprioristicamente a quella fiammella».

Però va tutelata, almeno altrettanto, anche la tranquillità della gente che si comporta bene e che vuol vivere serena.
«Certamente. Allora osservo che, nell’ ambito delle previsioni di legge. rimane dentro a quattro mura chi non dimostra di potersi rimisurare con la società». - La Nazione -

 
Di Mauro (del 14/03/2007 @ 19:25:14 in - Accade a Gualdo, linkato 685 volte)

Vita, morte e ... nessun miracolo di un’Associazione

Non sono tra quelli che credono che la Pro Tadino possa morire per i debiti o perchè ha costi di gestione troppo alti. Credo che questi siano problemi risolvibili, ben altri sono i motivi che mi fanno ritenere morta l’Associazione e cercherò di spiegarli di seguito.
Entrare in un gruppo, in un’associazione fa parte di quelle dinamiche relazionali, che si costruiscono al di fuori del gruppo famiglia, che ogni individuo costruisce attorno a sè allo scopo di raggiungere il “ben-essere”. Quindi, ognuno di noi, entra in un gruppo ponendo al centro il proprio io. Costruisce con gli altri aderenti al gruppo un progetto condiviso ed istaura con i componenti rapporti di amicizia (o almeno di stima). Una volta stabilito che c’è l’interesse e la volontà di stare insieme si stabiliscono delle regole (il famoso statuto che guida la vita di ogni associazione) ma, in condizioni normali, se valgono quei presupposti che hanno portato gli individui a legarsi tra loro, è un documento che sta lì, di cui spesso ci si dimentica, non è mai la clava con cui, ad ogni riunione, si cerca di colpire l’associato che in buona fede ha commesso una leggerezza o un errore.
Dicevo che ognuno di noi pone al centro del gruppo il proprio io, ma a seconda che prevalga la logica della sintesi o dell’analisi il gruppo vive o il gruppo muore.
La logica della sintesi consiste nel ricondurre ad unità le molteplici diversità, la logica dell’analisi porta a separare, a distinguere.
Fatta questa premessa un’associazione come la Pro Tadino , a mio avviso, non ha più i presupposti per essere tenuta in vita:

  1. Tra gli associati non c’è nè un clima di amicizia e neppure di stima, anzi si cerca di infilzarsi a vicenda a suon di articoli del codice civile o di commi dello statuto. A questo punto credo che tra le spese per la gestione dell’Associazione vadano previste anche quelle di un avvocato che interpreti lo statuto e dirima il contenzioso che potrebbe sorgere tra gli associati o all’interno del Consiglio.
  2. Non esiste un progetto condiviso. La Pro Tadino si è occupata in questi anni di tante cose ( cultura, editoria ....) ma non della promozione turistica del territorio (anche se qualcuno sostiene il contrario, e mi accusa di essere stato in questi anni poco attento). Qual è la sua missione?
  3. Lo spirito che la anima è il fazionismo, proprio perchè si è imboccato il sentiero dell’analisi e non della sintesi, nel momento in cui per l’elezione dei membri del Consiglio si sono presentate due liste contrapposte.

Detto ciò solo un masochista può trovare il “ben-essere” in una tale associazione.

Mauro Mancini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/01/2007 @ 19:24:34 in - Sanità, linkato 1290 volte)

Egregio Sindaco di Gualdo Tadino
Angelo Scassellati

Caro Sindaco,
quando la smetterai di giocherellare con l’EASP (Ente che gestisce il centro per anziani Armando Baldassini) ???
Il 28 aprile del 2005 ti ho scritto che non avrei approvato il bilancio preventivo del 2005 perché “fasullo” in quanto “vengono gonfiate le entrate per consentire una gestione “tranquilla” delle spese da parte di chi ….”.
In un incontro ufficiale successivo (per inciso era presente l’allora assessore ai lavori pubblici Dr. Fausto Cambiotti) ti ho spiegato nei dettagli la situazione debitoria dell’ente ma tu hai minimizzato e hai “tirato a campare”.
Nell’agosto del 2006 hai rinnovato, in ritardo, il Consiglio di Amministrazione dell’EASP.
A dicembre dello stesso anno, per i capricci tuoi e della tua maggioranza, hai deciso che quel Consiglio di Amministrazione, da te nominato quattro mesi prima, andava azzerato.
Subito dopo hai comunicato la nomina di un nuovo C.d.A composto da 5 elementi (con le tue partecipazioni ai C.d.A. e la scarsa autorevolezza dei membri “laici” da te nominati ti sei praticamente auto nominato commissario dell’EASP).
Dopo pochi giorni si viene a sapere che due dei cinque membri da te nominati avrebbero rinunciato all’incarico (immaginavo che, prima di nominarli, tu avessi preso accordi con gli stessi; non pensavo che li avessi estratti a sorte).
Ora, in profonda difficoltà per la brutta figura fatta con il Consiglio Comunale, con la tua maggioranza e con tutta la città, stai brancolando alla ricerca, al momento sembra con scarso successo, di due sostituti.
Io capisco che tutto ciò che tu tocchi diventa cenere (basta citare il Gualdo calcio, L’ESA, la Pro-Tadino ed il liceo scientifico) ma smettila di giocherellare con l’EASP: questa struttura è troppo importante per Gualdo in termini di servizi e di occupazione.
Giocherellare serve solo a rimandare ed aggravare i problemi:
le soluzioni per il futuro dell’EASP sono quasi scontate:
• solo ripianando la perdita dei circa 500.000 euro con un contributo comunale, magari diluito in 2-3 anni, sarà possibile fare il bilancio preventivo per il 2007 (qualche settimana fa hai regalato più di 300.000 euro a cinque imprenditori per le azioni dell’ESA, il ricovero per anziani credo che valga un po’ più dei rifiuti).
• Solo ottenendo i 20 posti di residenza sanitaria assistita (come stabilito nel protocollo di intesa con ASL e Regione) presso l’ospedale Calai, ma gestiti direttamente della ASL e lasciando alla gestione dell’EASP la residenza sanitaria protetta, si potrà avere un futuro operativo e finanziario tranquillo per la stessa EASP ed il un servizio fondamentale per la città di Gualdo Tadino.

Per inciso, ed in conclusione, ti ricordo che, come già da me detto e verbalizzato qualche mese fa in Consiglio Comunale, l’edificio che ospita il centro, di proprietà comunale, necessita di urgenti ed importanti lavori di ristrutturazione perché, nonostante i pochi anni di vita, le abbondanti infiltrazioni di acqua stanno danneggiando l’immobile e compromettendo la salubrità dello stesso.

Resto a tua disposizione sull’argomento e colgo l’occasione per inviarti cordiali saluti.

Walter Biagiotti

Gualdo Tadino, 24 gennaio 2006

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 29/08/2012 @ 19:24:34 in - Giochi de le Porte, linkato 493 volte)

PROVE DEI SOMARI - Gualdo TadinoCon l'avvicinarsi del mese di settembre si entra nel vivo dei giochi con una serie di appuntamenti che segneranno il periodo da qui al 30 settembre giorno del Palio di San Michele Arcangelo all'insegna dei Giochi de le Porte. Il primo appuntamento è per domenica 2 settembre nel pomeriggio alle 15 per l'inizio delle prove dei somari lungo l'anello di gara ricavato nel centro storico. Si inizierà di domenica, come introdotto lo scorso anno mentre in precedenza era il sabato la giornata deputata alle prove, e così si continuerà fino al giorno del palio: prove di domenica con l'eccezione del primo martedì, il 4 agosto dalle 6 alle 7.30.
Si tratta di un appuntamento molto atteso quello con le prove dei somari, che – forse non già da domenica prossima – riveleranno se ci saranno animali pronti per sfidarsi nel palio di San Michele Arcangelo che lo scorso anno ha registrato le vittorie nella prova a carretto di Pirandello di Porta San Donato e di Apollo di Porta San Benedetto nelle gara a pelo. Si cerca la verifica quindi di animali come Pirandello, Zeus, Alberto e Indio - per San Donato, San Martino, San Benedetto e San Facondino - oppure l’arrivo di qualche nuovo somaro a sparigliare i conti degli esperti. Novità importanti che si annunciano in tutte le scuderie.
Le prove prenderanno il via alle 15.00 e si svolgeranno fino alle 17.00. In quel periodo sarà impossibile transitare alle autovetture lungo via Bersaglieri via Piave corso Italia e via Roberto Calai e di riflesso in via Franco Storelli. Sarà altrettanto vietato per i mezzi sostare lungo questo percorso durante lo svolgimento delle prove onde evitare che il carretto trainato dai somari possa in qualche modo danneggiare le autovetture in sosta, tutto questo secondo l'ordinanza di Polizia Municipale.
Le prove proseguiranno poi secondo il tradizionale calendario il martedì mattina, quest'anno, e anche qui secondo l'ordinanza sarà vietato l'accesso e la sosta nelle stesse vie menzionate prima.
Prove che si svolgeranno nel rispetto della normativa dell'ordinanza Martini. Una scelta che ha caratterizzato già il Palio dello scorso anno. Tutti passaggi che hanno visto lavorare insieme Ente Giochi de le Porte e Amministrazione comunale per non vivere i momenti di trepida attesa che hanno caratterizzato l'avvicinamento dei Giochi dello scorso anno.
Ma il calendario settembrino di avvicinamento ai Giochi in programma il 15 settembre, la presentazione del Palio di San Michele arcangelo, nella stessa giornata in cui si terrà la Festa della Bandiera.
Domenica 23 settembre sarà poi la volta del propiziatorio pranzo del portaiolo, seguito dalle ultime prove diurne dei somari. Da quel giorno partirà l'ultima settimana che si concluderà con il clou dei Giochi de le Porte. Anche quest'anno si può dire che l'Ente Giochi de le Porte sta facendo uno sforzo massiccio per rendere la manifestazione sempre più legata alla città come testimonia l’appuntamento di metà agosto con il trofeo Cardinali.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 09/09/2009 @ 19:22:15 in - Comune, linkato 380 volte)

Comune di Gualdo Tadino -  Comunicati stampa1. Cimitero di San Facondino, installati quattro cancelli motorizzati - Orario di apertura.

2. Incontro Comune-scuola sulle problematiche legate all’influenza da nuovo virus A/H1N1

3. Riattivata l’illuminazione pubblica a Rigali e Crocicchio

1. Cimitero di San Facondino, installati quattro cancelli motorizzati - Orario di apertura.
Sono stati ultimati i lavori di motorizzazione a quattro cancelli di accesso al cimitero civico di San Facondino, due sul fronte (lato via del Cimitero) e due sul retro (lato strada Pian delle Quaglie). Tale installazione permetterà un maggior controllo dell’area, garantendo ulteriore sicurezza ai visitatori; pertanto verranno chiusi in via definitiva gli altri cancelli non dotati di motorizzazione.

Il cimitero civico osserverà il seguente orario di apertura:

  • Dal 1 aprile al 30 settembre dalle ore 7,00 alle ore 19,00
  • Dal 1 ottobre al 31 marzo dalle ore 7,30 alle ore 17,30

2. Incontro Comune-scuola sulle problematiche legate all’influenza da nuovo virus A/H1N1
Presso la Sala delle Ceramiche del municipio di Gualdo Tadino si è tenuto un incontro tra l’amministrazione comunale, i dirigenti scolastici pubblici e privati delle scuole di ogni ordine e grado del Comune, la responsabile del Servizio Igiene e Profilassi della Asl n°1, Daniela Felicioni, ed il Direttore Generale della Asl stessa, Emilio Duca.
Di grande attualità l’argomento dell’incontro, ovvero le problematiche legate al virus H1N1, portatore dell’influenza A, in vista dell’imminente riapertura della scuole prevista per il prossimo 14 settembre.
La riunione è stata fortemente voluta dal vicesindaco Sandra Monacelli per raccordare sanità e scuola in vista dell’imminente inizio dell’anno scolastico, ed è stata la prima iniziativa in tal senso intrapresa in Umbria da una pubblica amministrazione.
La dottoressa Felicioni, soddisfatta per l’idea ed il grado di partecipazione, ha auspicato che simili iniziative vengano intraprese anche da altri Comuni, al fine di evitare allarmismi ingiustificati e contribuire ad una più corretta informazione relativamente all’influenza che arriverà nei prossimi mesi.
Proprio in questi giorni la Regione dell’Umbria sta predisponendo il piano di comunicazione per gli enti scolastici. Pertanto gli interventi da attuare e la loro operatività, ovvero la vaccinazione, verranno resi noti a breve.
Il virus A/H1N1 è una nuova tipologia di influenza il cui livello di pandemia ha raggiunto il grado 6, diffondendosi velocemente in pochissime settimane in tutto il mondo. Maggiormente esposte le fasce di età più giovani in quanto soggette a frequenti spostamenti, mentre, nelle persone di età superiore ai 60 anni, c’è memoria genetica di un virus similare a quello attuale, come dimostrato dagli esami di laboratorio.
In Umbria vi sono, al momento, meno di trenta casi confermati, tutti derivanti da persone provenienti da altre nazioni (Australia ed Inghilterra). Dunque non c’è diffusione a livello locale, almeno in queste prime battute della pandemia, in parte dovuto alle alte temperature estive che hanno ostacolato la diffusione del virus ed in parte alle norme igieniche e di profilassi attuate ad oggi.
Secondo la responsabile del Servizio Igiene e Profilassi della Asl n°1, Daniela Felicioni, “la seconda ondata dell’influenza, ovvero il picco massimo, arriverà intorno al periodo di Natale. Il vaccino è già pronto in laboratorio ed è attualmente in fase di test. La prima tranche dello stesso arriverà già a fine ottobre e per la sua somministrazione verrà stabilita una sorta di tabella di priorità, vaccinando in primis gli addetti ai servizi essenziali e a cascata tutti coloro che hanno patologie cronico-degenerative.”
Il vaccino verrà inoculato, con ogni probabilità, presso il Centro Salute di Gualdo Tadino. Il Comitato Pandemico Regionale si riunirà il prossimo venerdì 11 settembre per determinare le ultime linee guida e renderle note.
La responsabile del Servizio Igiene e Profilassi della Asl n°1 ha inoltre consegnato ai dirigenti il materiale informativo destinato ad alunni e famiglie, in materia di norme igieniche da seguire, dalla scuola per l’infanzia sino alle superiori. In modo particolare si invita tutta la popolazione, a prescindere dalle differenze culturali e sociologiche d’appartenenza, a vaccinare i propri figli, specialmente se rientranti nelle fasce d’età più basse.
qualche informazione utile. Il virus si trasmette per via aerea ed i sintomi che potrebbero accendere il campanello d’allarme sono: affezione respiratoria acuta, con febbre superiore ai 38 gradi, e almeno uno dei seguenti sintomi: tosse, mal di gola e raffreddore. Si può effettuare il tampone, al fine di verificare il ceppo virale. Il periodo di incubazione è di 3/4 giorni e l’influenza può essere contenuta mantenendo il soggetto in isolamento domiciliare.
Occorre prestare attenzione ai sintomi e telefonare al proprio medico appena essi compaiono. Sui più piccoli, in modo particolare, è opportuna la pulizia delle mani (con sapone o alcool) e delle superfici che vengono toccate (con normali detergenti). Computer, tastiere, ascensori, maniglie delle porte sono quei luoghi ed oggetti che vanno puliti più frequentemente sia in casa che fuori. Infine si raccomanda di ricambiare l’aria con frequenza, nei locali affollati almeno ogni 10 minuti.

3. Riattivata l’illuminazione pubblica a Rigali e Crocicchio
In questi giorni sono state riattivate due reti di illuminazione nelle frazioni di Rigali e Crocicchio, non funzionanti da molto tempo.
Per quanto concerne una zona di recente urbanizzazione nella frazione di Rigali, l’assessorato ai lavori pubblici e gli uffici comunali competenti hanno completato l’iter burocratico permettendo così la conclusione delle opere e l’attivazione della rete della pubblica illuminazione.
Ripristinata la pubblica illuminazione anche nella strada principale di accesso alla frazione di Crocicchio, che era stata disattivata da circa due anni in seguito ai lavori della direttrice Perugia-Ancona.

Ufficio stampa

 
Di Riccardo (del 13/03/2010 @ 19:21:36 in - Ambiente, linkato 590 volte)

Gualdo Tadino pamorama dal Poggio - La nostra montagna è una risorsa preziosa per chi e per che cosa?Il tema della nostra montagna intesa come una risorsa è al tempo stesso semplice e complesso. Dipende da quale punto di vista lo si guarda.
Che la nostra montagna sia un luogo piacevole da guardare e da frequentare non vale la pena nemmeno di ribadirlo. Gode di stupendi panorami, ha una rete sentieristica molto vasta e adatta per tutte le potenzialità, è accogliente per trascorrervi ore in relax sdraiati sui prati o all'ombra nei boschi e nelle oasi con acqua deliziosa come Santo Marzio, San Guido e Rocchetta.
Detto questo ci si pone immediatamente una domanda: la nostra montagna è una risorsa preziosa per chi e per che cosa?
La risposta è duplice.
a) E' una risorsa importante per noi residenti.  La disponibilità di ambienti naturali così belli a portata di mano rappresenta una risorsa fondamentale per il miglioramento della nostra qualità di vita. E direi che non serve molto di più per migliorare lo status quo. Il mantenimento dei sentieri, magari fornendoli di qualche servizio in più come qualche panchina di legno dislocata in punti strategici, la conservazione dei prati evitando qualche scempio prodotto dalle moto o migliorando la convivenza con le mucche, sono già sufficienti per farci stare tranquilli.
b) La nostra montagna può essere una risorsa importante come elemento di spinta o di richiamo per incrementare il turismo e quindi potenziare la nostra economia  ma perché questo diventi realtà presuppone un compito decisamente più impegnativo.
A mio avviso bisogna partire da una premessa realistica: non sogniamo troppo per non rischiare di rimanere troppo delusi.
Fare del turismo una fonte di reddito presuppone una condizione fondamentale: che arrivi gente e con un flusso continuo,  non solo per un breve periodo dell'anno. E non è facile. Lo testimoniano le difficoltà a sopravvivere di diverse strutture di città a forte vocazione turistica come Assisi e Gubbio . Figuriamoci gli ostacoli che dobbiamo superare in una città come la nostra in cui una vocazione turistica vera e propria in realtà non c'è stata mai. Non dimentichiamo che negli anni 60-70 c'era un maggiore afflusso di gente nel periodo estivo ma si trattava di un turismo di ritorno, di nostri emigranti che tornavano in ferie. Oggi quegli emigranti sono anziani o non ci sono più ed i loro figli e nipoti magari fanno una visitina di un paio di giorni ai pochi parenti con cui sono ancora in contatto ma poi, in vacanza, vanno in cerca di luoghi diversi.
Quindi bisogna trovare il modo di richiamare gente.
E quali sono, oggi, gli elementi turistici montani che richiamano gente?
Il primo è la neve e noi non ce l'abbiamo o non ne abbiamo a sufficienza. C'è il tentativo pur lodevole di lanciare le piste per lo sci da fondo ma temo che sarà velleitario perché manca la materia prima: a Valsorda di neve non ce n'è mai a sufficienza nel lungo periodo perché dura poco a causa della temperatura sempre molto ballerina. Eppoi di appassionati di sci da fondo ce ne sono pochissimi in giro. Va bene ciò che è stato pensato con la Provincia per incentivare questa pratica sportiva ma credo che sia più destinata a noi residenti che non a potenziali turisti. Oltretutto, in quell'ottica, non sarebbe più sufficiente  il volontariato dello sci club, ma sarebbe necessario un investimento notevole per preparare le piste in tempi immediati quando c'è neve; ed a quel punto bisognerebbe valutare il rapporto tra spesa e ricavi oggettivi.
Il secondo elemento è l'altitudine ed anche in questo noi siamo abbastanza carenti. Rispetto ai picchi dolomitici raggiungibili con sentieri faticosi ma accessibili, o alle altitudini dei Sibillini e del Gran Sasso, le nostre quote equivalgono a collinette e quindi sono meno appetibili dagli escursionisti.
Ogni volta che si fanno analisi di questo tipo finiamo col dire: ci vogliono le strutture, poi la gente viene. Ma non sempre è così.
Tre anni fa con il Cai abbiamo fatto un trekking percorrendo una parte del Grande Anello dei Sibillini. La prima notte abbiamo dormito in un ostello a Colle di Montegallo. Una struttura bellissima, tutta nuova, accogliente ricavata da una vecchia casa. Era gestita da alcuni ragazzi di Terni e siamo stati accolti molto bene. La notte successiva abbiamo dormito a Colle Le Cese, in una struttura ai piedi delle piste da sci di Forca Canapine. Ebbene, l'anno dopo il ristorante-albergo di Colle Le Cese  era ancora aperto e funzionante e lo è tutt'ora. L'ostello di Colle di Montegallo, al contrario, era chiuso. Dov'era la differenza? A Colle Le Cese lavora tutto l'anno, d'estate con la vicinanza di Castelluccio e la piana e d'inverno con le piste da sci. A Colle di Montegallo non c'era gente a sufficienza. Se non c'è continuità di afflusso non c'è reddito ed una struttura non può rimanere aperta se non produce reddito. Quindi non sempre spendere soldi per le strutture equivale ad un ritorno economico. Di esempi, purtroppo, ne abbiamo anche da noi. La costruzione della pista di pattinaggio sulla Rocchetta: utilizzata soltanto una volta, forse, e poi abbandonata e smantellata. La recinzione sopra il fontanile di Campetella per la reintroduzione del capriolo nonostante il parere contrario del Cai, dei cacciatori e non so di quanti altri. I caprioli forse ci sono stati una settimana e poi tutto all'abbandono. La ristrutturazione del rifugio di Valmare. Tutto nuovo e mai utilizzato. Naturalmente già gravemente degradato. La recente ristrutturazione del rifugio sotto il M. Fringuello. Chi mai lo utilizzerà? Farà la fine delle altre strutture. Soldi buttai al vento che potevano sicuramente essere utilizzati per qualche cosa di più utile. Non riesco a capire, ad esempio, perché nel progetto di ristrutturazione dei rifugi è entrato quello del M.Fringuello e non è entrato quello del Cai, l'unico rifugio utilizzato con una certa continuità.
Ma pur non avendo i picchi di eccellenza di altre zone, la nostra montagna ha delle bellezze che può mettere in gioco a supporto di tutte le altre potenzialità che possiamo mettere in campo. Che cosa intendo dire? Che in ogni proposta o pacchetto turistico l'elemento montagna,  sorgenti d'acqua purissima ed oasi accoglienti come la Rocchetta, San Guido e Santo Marzio andrebbe sempre posto in rilievo perché è il nostro valore aggiunto:
vieni a Gualdo perché ci sono musei interessanti, vieni a Gualdo perché si organizzano tante manifestazioni (in altre località è già in Internet il calendario delle manifestazioni, addirittura fino al febbraio 2011), vieni a Gualdo perché c'è della bella ceramica, vieni a Gualdo perché si mangia bene e genuino negli agriturismi che offrono una cucina tradizionale, vieni a Gualdo perché sei  vicino ad Assisi, Gubbio, grotte di Frasassi, grotte di M. Cucco e  vieni a Gualdo  perché, insieme a tutto questo, puoi anche godere di un bell'ambiente montano dove puoi riposarti, passeggiare in tranquillità e godere di oasi di tranquillità molto accoglienti.  Quindi la nostra montagna presa a sé come corpo a se stante non offre un gran  richiamo; integrata in un sistema di offerte multiple può dare il suo contributo. Naturalmente bisogna fare qualcosa di più sul piano strutturale: i nostri sentieri vanno tabellati meglio e soprattutto va realizzata una bella carta dei sentieri individuandone alcuni (quelli più importanti), descrivendoli bene come d'altronde è già stato fatto in una recente pubblicazione curata dall'Eco del Serrasanta e dotandoli di una segnaletica adeguata con una tipologia di materiale duraturo. E non va sottovalutata anche un'altra potenzialità che sta emergendo grazie agli appassionati delle due ruote: una rete di stradine e sentieri montani adatti ai percorsi in mountain bike. La mappa sentieristica dovrebbe contenere anche l'indicazione dei tracciati percorribili sulle due ruote. Inoltre non trascurerei l'opportunità delle passeggiate a cavallo. Altra scommessa vincente può essere la sinergia con il centro recupero infartuati. Semmai ci fosse, e noi speriamo di sì', un rilancio del centro con il trasferimento in tempi brevi nel Calai, la disponibilità di una rete sentieristica come quella che abbiamo noi può funzionare come elemento di attrattiva in più.
Ma si deve fare anche molto di più sul piano promozionale. Ho fatto un exursus nei siti internet delle nostre strutture ricettive. Molte non hanno un sito internet ed al giorno d'oggi è tutto dire. Altre ce l'hanno ma è un sito statico, senz'anima e senza proposte. Altre ancora ce l'hanno ed è fatto bene, aggiornato in continuazione con pacchetti di offerte modulati a seconda dei periodi. In tutti (meno uno) c'è, però, la medesima mancanza. Nessuno, ad esclusione del sito di Clelia in cui vengono proposti i rifugi, punta sulla montagna, nessuno informa che tra le opportunità c'è la Valsorda, il Serrasanta, le oasi di Santo Marzio e Rocchetta ed una vasta rete di sentieri. E questa è una carenza che va colmata. Magari può essere la Pro Tadino stessa a farsi carico di una sensibilizzazione offrendo anche un minimo di supporto tecnico come foto e descrizione dei sentieri.
E non possiamo sottacere un'occasione mancata con la Rocchetta spa. La nostra acqua viene pubblicizzata a spron battuto sulle TV nazionali e sui giornali ma non c'è il più piccolo riferimento che possa far risalire al nostro territorio, alla nostra montagna, né sulle etichette né nelle campagne pubblicitarie. Non si può far nulla? Non c'è una margine di trattativa?
Veniamo ora alla domanda di oggi. Che può fare la Pro Tadino? Alle associazioni come il Cai o come la Pro Tadino o altre si può chiedere un impegno in alcuni campi organizzativi, ma da esse non si può pretendere un impegno professionale. All'Ente Giochi de le Porte, ad esempio,  più che di organizzare bene i Giochi ed altre manifestazioni legate ai Giochi non si può chiedere. Dovranno essere le strutture ricettive a sfruttare l'effetto trainante dei Giochi proponendo dei pacchetti legati al periodo dei Giochi stessi. E come abbiamo già detto solo alcune, anzi pochissime per non dire meno, lo fanno.
La sfruttabilità più canonica della nostra montagna, inoltre, potrebbe essere quella per le settimane verdi. Con tutti i sentieri che abbiamo ci si può trascorrere benissimo una settimana piena. E questo è un campo totalmente da esplorare per la nostra zona. Fermo restando che anche in questa direzione possono proporre dei pacchetti le strutture ricettive, noi del Cai abbiamo incrociato ed utilizzato un'esperienza professionale che, se riprodotta, potrebbe offrire qualche sbocco. Una riguarda lo Skitour sulle Dolomiti. L'altra un trekking sull'Aspromonte. In entrambi i casi ci siamo avvalsi dell'organizzazione di due associazioni di professionisti. Propongono gli itinerari ad un certo costo, ti organizzano tutto, ti mettono a disposizione un pulmino per gli spostamenti  e ti accompagnano con una guida per tutto il percorso. In Calabria, ad esempio, per dormire abbiamo sperimentato l'utilizzo del  cosiddetto albergo diffuso. A Bova non abbiamo dormito in albergo ma in camere ristrutturate ricavate nelle vecchie case del paese. Niente di eccezionale, modeste ma pulite ed accoglienti. Un modo per superare la possibile carenza di posti letto. Esperienza riproposta anche alle isole Egadi, dove si pernotta nelle case dei pescatori.
Ecco, questa potrebbe essere un'idea per qualcuno che ne abbia la passione e la voglia di farne un lavoro. Magari può essere un settore nuovo su cui investire la propria persona per strutture già esistenti. Tra l'altro anche con un'affinità, come mi suggeriva l'amico Mauro. Che l'associazione di Reggio Calabria offre dei pacchetti per escursioni in luoghi marginali rispetto al tradizionale flusso turistico, luoghi assimilabili in qualche modo ai nostri. Con un'avvertenza: l'escursionista non è come il vacanziere del mare o lo sciatore che in genere torna sempre negli stessi posti dove è stato bene. Quindi basta offrire un buon servizio che con molta probabilità il cliente te lo ritrovi anche nell'anno successivo. L'escursionista, per natura, non è un cliente fedele perché ama sempre scoprire nuovi orizzonti e nuovi panorami e pertanto cambia sempre i suoi itinerari. Quindi la ricerca dell'escursionista deve essere costante e martellante e costruire un'attività soltanto sulla nostra montagna sarebbe riduttivo ed a rischio fallimento. Tanto è vero che l'associazione di Reggio Calabria ha inserito nei suoi percorsi le isole Eolie, le isole Egadi, l'Etna, i monti Lattari, le isole della Grecia con la filosofia che più è vasta l'offerta e più clienti è possibile catturare.
Su questo sfondo la Pro Tadino, oltre ad organizzare gli eventi che ha intenzione di organizzare (e tra questi magari in futuro si può ripristinare anche la festa del narciso o qualcosa di simile), può fare da elemento integratore per attivare quelle dinamiche professionali che, poi, devono necessariamente camminare con le proprie gambe, può sollecitare gli esercenti a calibrare meglio le loro offerte,  ma soprattutto può creare occasioni per una maggiore circolazione delle idee, come può essere questo confronto.
Sul piano della concretezza, invece, un ruolo importante lo potrà assumere, se funzionerà veramente, l'I CARE Economia, recentemente allestito dal comune. Perché accanto all'iniziativa promozionale del privato che deve essere costante e martellante (oggi con internet e la posta elettronica è quanto mai facile e poco costosa) è indispensabile una iniziativa promozionale su larga scala (televisioni, giornali specializzati) che richiede investimenti che solo l'ente pubblico può garantire (e prevalentemente a livello sovracomunale). 
Chiudo con uno sconfinamento su un altro settore ma che comunque è sempre collegato all'argomento.
Se Gualdo vuole far lievitare un minimo di vocazione turistica bisogna che anche  chi da questa prospettiva può trarre i maggiori vantaggi economici cambi le proprie abitudini. I commercianti del centro città, nel periodo estivo, non possono chiudere la domenica e abbassare le saracinesche alle sette e mezza di sera. Nelle città turistiche i negozi sono aperti fino alle dieci o alle undici di sera. E la sera dovrebbero essere aperti anche nel corso di manifestazioni che portano molta gente in piazza.
Ne ho spesso discusso, di questa cosa, con qualche amico commerciante. La risposta è stata sempre la stessa. Se c'è gente io apro, altrimenti che apro a fare? Voi portatemi la gente che io tengo aperto. Già ma se tu sei sempre chiuso la gente come fa a venire? Bisogna che qualcuno, e non può essere che il commerciante, prima o poi cominci, ci provi, si sacrifichi. Inoltre, come potenziale città turistica, sulle vetrine e sugli scaffali dei nostri negozi mancano totalmente quei prodotti tipici che caratterizzano un territorio, quegli oggettini anche poco costosi che possono richiamare i Giochi de le Porte, la Rocca Flea, il Museo dell'Emigrazione, la nostra montagna, il Beato Angelo e così via. Quando vanno in giro i turisti, per passare il tempo, spesso si rintanano nei negozietti per curiosare e spesso acquistano. E nelle gite scolastiche questi souvenir vanno a ruba. Da noi che trovano? Il più delle volte i negozi chiusi e l'assenza quasi totale di questo genere di offerte.
 Come si vede, c'è tantissimo da fare e, purtroppo, non c'è certezza che quello che si potrà fare produrrà gli effetti positivi sperati.
Perché voglio concludere con una mia convinzione. Quella del turismo può essere una carta da giocare. Ma non sogniamo di risolvere i problemi economici del nostro territorio con il turismo. Può essere un'economia di supporto, questo sì, ma non l'economia trainante. Non ci sono le condizioni indispensabili.

Riccardo Serroni


 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/03/2012 @ 19:20:52 in - Comune, linkato 361 volte)

SITUAZIONE CIMITERO DI GUALDO TADINOCi fa piacere constatare l’attenzione e l’interesse che il PD manifesta nei confronti della situazione in cui versa il cimitero cittadino di San Facondino.
Peccato che analogo atteggiamento tale forza politica non l’abbia avuto nei tanti anni in cui ha avuto la responsabilità del governo cittadino. I problemi e il livello di disorganizzazione che affliggono il cimitero sono la conseguenza dell’inerzia e del totale menefreghismo protrattosi per oltre vent’anni.
Basta dare un’occhiata, cosa che consigliamo vivamente al Capogruppo del PD Presciutti, alla data in cui risalgono le domande inevase di loculi da parte di centinaia di cittadini gualdesi (729 richieste); o ancora i problemi connessi alla mancanza dei cosiddetti loculi di emergenza, di cui questo Comune è stato privo fino a circa un anno fa; e l’elenco delle disfunzioni potrebbe proseguire accentuando in modo eloquente il carico di responsabilità imputabile a chi, come il PD, ha governato la città per lungo periodo.
Anche gli interventi di manutenzione necessari all'interno della struttura sono anch'essi diretta conseguenza dell'inerzia e della trascuratezza protrattasi per oltre venti anni.
Quest’Amministrazione sta cercando di porre rimedio alla situazione non senza difficoltà e in un quadro di complessità dettato anche dal particolare momento che le Amministrazioni locali stanno attraversando, soprattutto sul fronte delle possibilità di spesa.
qualcosa di significativo riteniamo sia stato già fatto: il problema dei loculi di emergenza è stato risolto; è stato definito l’ampliamento che consentirà a stralci di realizzare complessivamente 1300 nuovi loculi; il primo di questi stralci è stato già appaltato e permetterà la realizzazione del primo blocco di 240 loculi.
Inoltre, a giorni sarà pubblicato l’avviso pubblico per l’affidamento dei servizi cimiteriali.
Pertanto invitiamo il PD a non cedere, in maniera assai disinvolta, alle tentazioni propagandistiche di cui sembra irresistibilmente preda e a dare spazio ad un atteggiamento di maggiore responsabilità nel guardare alle questioni della cosa pubblica, come si addice ad una forza di opposizione degna di essere tale.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 12/02/2009 @ 19:18:47 in - Acqua, linkato 986 volte)

Catasto delle acque minerali in Umbria - Vittoria del Comitato Pro acqua GualdoL’Umbria era rimasta tra le poche Regioni che dovevano ancora adottare il Piano di Tutela delle acque(PTA), strumento legislativo che regolamenta la gestione dell'acqua e che doveva essere adottato entro il 31/12/08.
Durante la stesura del PTA il Comitato Pro Acqua ha partecipato alle sedute aperte al pubblico per presentare le proprie osservazioni e riflessioni e, dopo un serio e lungo lavoro di studio della documentazione, ha presentato ufficialmente tutte le proprie obiezioni il 17/11/2008. Queste riguardavano la gestione dell'acqua minerale, in più parti omessa o rimandata a quella o quell'altra legge, ma mai in nessun punto trattata come dovrebbe visto il ruolo centrale per quantità e qualità che riveste nella nostra Regione.
qualche giorno fa sono stati pubblicati sul BUR n.5 (S.O. n.3) del 04/02/09 e sul sito della Regione tutti i documenti tecnici e non previsti per il PTA e tra i vari punti obiettati, e presentati dal Comitato, è stato accolto con emendamento al documento quello relativo al “catasto delle autorizzazioni ai prelievi pubblici”.
Grazie a questa importante vittoria, con la richiesta del Comitato Pro Acqua accettata dall’Autorità Regionale Competente, tutte le acque minerali umbre SARANNO INCLUSE in questo catasto e sarà creata una banca dati aggiornata e completa di informazioni legate allo sfruttamento dell'acqua a scopo minerale fino ad ora rimaste troppo nell'ombra.
Si andrà dall’elenco di tutte le concessioni e autorizzazioni richieste, alle quantità prelevate, corpi idrici interessati ai prelievi , strumenti di misurazione ecc.
Questo risultato dà vita ad una lunga serie di risvolti e la popolazione avrà uno strumento in mano per capire come e da chi vengono utilizzate le proprie risorse naturali.
I dati messi nero su bianco non potranno più essere manipolati o sparpagliati in innumerevoli uffici comunali, provinciali e regionali allo scopo di essere “occultati”e tutti i prelievi, indipendentemente dallo scopo per il quale vengono autorizzati (industriale, agricolo, potabile, zootecnico, come acque minerali), vengono considerati in maniera unitaria. La loro visibilità renderà sorgenti, fiumi, laghi ecc osservabili dai cittadini con occhio critico e consapevole.

Siamo fieri che un piccolo Comitato cittadino sia riuscito ad influire direttamente sulla stesura di un Provvedimento Regionale che sarà strumento di base per la gestione della propria risorsa idrica!!!

Il direttivo del Comitato Pro Acqua Gualdo

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/08/2010 @ 19:16:15 in - Ambiente, linkato 525 volte)

gUALDO tADINO - Abbattimento delle piante della scuola primaria Tittarelli. In questi giorni la Comunità Montana Alta Umbria sta provvedendo all’abbattimento dei cipressi situati nel giardino della scuola primaria “Domenico Tittarelli”, in viale Don Bosco. Tale intervento è l’atto conclusivo di una serie di verifiche che si erano rese necessarie soprattutto dopo gli eventi climatici degli ultimi anni.
A settembre 2009 l’assessore all’ambiente Maria Paola Gramaccia ha richiesto un sopralluogo ad un agronomo qualificato, il dottor Fabio Cionca, al fine di indicare lo stato degli alberi in questione, dato che negli ultimi anni la colorazione dei tronchi stava modificandosi. Il dottor Cionca, nella sua perizia, ha dichiarato che “l’evidente colorazione rosso mattone della corteccia è indubbiamente dovuta all’infezione di ‘seiridium cardinale’. Questo patogeno ha prodotto delle necrosi ben discernibili dalle quali fuoriesce la resina. I cancri corticali formatisi causeranno irrimediabilmente la morte degli esemplari, implicando la presenza di focolai virulenti molto pericolosi per le piante sane. I cedimenti dei rami già verificatisi sono gli indicatori dei rischi per la pubblica incolumità; inoltre – ha concluso l’esperto - le radici stanno compromettendo la struttura del muretto adiacente. L’abbattimento è sicuramente una positiva scelta sanitaria e responsabile.”
A seguito di questa relazione, l’Ufficio Ambiente del Comune ha richiesto un ulteriore parere alla Comunità Montana Alta Umbria. Il 26 gennaio 2010 un tecnico dell’ente montano ha effettuato un ulteriore sopralluogo esprimendo parere favorevole all’abbattimento con il suggerimento di reimpiantare la zona con altre specie e nello stesso numero.
“Questi sono i fatti cronologicamente ricostruiti che hanno portato alla sistemazione del giardino della scuola – sottolinea l’assessore Grammaccia - L’impegno dell’assessorato è quello di reimpiantare alberi più idonei sia alla fruibilità dello spazio da parte dei bambini che frequentano quella scuola, i quali hanno il diritto di avere un luogo aperto ove giocare, sia per dare la giusta visibilità al più antico edificio scolastico di Gualdo Tadino. I cipressi sono lì da circa settanta anni e avremmo potuto far finta di nulla fino a che, tra qualche inverno, la natura avrebbe fatto inesorabilmente il proprio corso, mettendo a serio rischio l’incolumità delle persone e in particolare degli studenti. Questo però non è il mio modo di operare. L’intervento sarà infatti utile a migliorare la sicurezza dei cittadini e la qualità della vita di circa duecento bambini che per circa dieci mesi l’anno trascorrono lì dentro gran parte delle loro giornate. Il tutto senza privare la città di uno spazio verde, visto che a breve le piante abbattute verranno sostituite con specie autoctone.” 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 23/11/2007 @ 19:15:33 in Società, linkato 690 volte)

Tutto il rumore sul nuovo partito democratico e sulla presentazione del logo ufficiale, mi ha incuriosito e questa mattina visto che non vado a fare il tradizionale shopping del giorno dopo Thanksgiving, ho speso un po' di tempo a navigare nel nuovo sito www.partitodemocratico.it.
La prima impressione che ho avuto e' che il sito e' moderno, pulito ed essenziale. Bello ed informativo per dirlo in due parole. (disegnatori di website locali - senza fare nomi - A chi mi riferisco lo sa :) - imparate) Un fatto molto strano per un partito politico che notoriamente ha in se tanta burocrazia e statalismo. Il logo e' decisamente piacevole grazie ai colori bianco, rosso e verde della bandiera italiana... Quella P di partito e' per effetto ottico molto piu' grande ed importante della D (in negativo) che quasi scompare ... ma sono solo le solite critiche di chi vuole vederci sotto sotto sempre qualcosa di male :) ... Il tutto e' molto piacevole e ben bilanciato. Un sito creato per stimolare la fiducia e l'ottimismo. Decisamente un eccellente lavoro di presentazione.
Ho letto da qualche parte che questa e' una strada verso l'americanizzazione della politica in Italia... marketing e immagine. (sempre le cose migliori vengono importate dagli USA in Italia :) Il goal, a mio avviso, era di dare una svolta, spolverarsi gli abiti della muffa del passato (e presente) e presentarsi con il vestitino nuovo davanti al prossimo pubblico elettorale. Certamente ci stanno riuscendo ... almeno dal sito, dal logo e dalla presentazione.
Ora il futuro come al solito sara' un po' piu' cattivo, perche' un conto e' presentare la squadra che gareggera' il prossimo anno (tutti belli e con le tute nuove) ed un conto e' vincere il campionato. Le persone dietro al nuovo partito sono le stesse che stanno governando ora ed hanno governato per secoli e allora mi chiedo: questa voglia di rinnovamento e' vera voglia di fare le cose in meglio e tentare una via piu' moderna in questo mondo che e' decisamente cambiato ed ha bisogno di nuovi stimoli, idee ed azioni o il tutto e' solo apparenza? Domanda due: come tutto questo si conciliera' con il dover venire a compromessi per fare i numeri necessari per governare? I programmi, il web e il logo sono belle cose, ma poi come sempre il compromesso per i numeri rovina tutto, visto che chi decide alla fine sono quei due o tre deputati o senatori che fanno la differenza numerica?
Come al solito, gli italiani all'estero sono una barzelletta ... ho cliccato nel menu ... e ne esce una lista di articoli ... come una banale ricerca su google ... solo strumento per eleggere quei due o tre deputati, poi nulla. Un diritto trasformato in una inutile spesa ... come al solito.
Sebbene, per l'esperienza degli anni passati, alla fine il futuro probabilmente ci dira' che sara' stata solo tutta apparenza, non si puo' negare che pero' almeno un tentativo di dare una sterzata ci sia, e che magari qualcosa di buono possa uscirne ... ma perche' aspettare le prossime elezioni ... viste le premesse, vediamo qualche azione gia' da adesso, altrimenti il tutto sara' solo un'altra occasione persa e tante chiacchiere. Fateci vedere ora che il cambiamento c'e' e ci sara'. Se si fara' una strada, ora che il tracciato e' stato delineato, bisognera' cominciare a costruirla. NOW. Il miglior biglietto da visita sono dei risultati precoci ed immediati piccoli successi.
Putroppo, nello stesso instante che il centro sinistra ha presentato il suo migliore biglietto da visita degli ultimi anni, il centro destra sta litigando malamente presentando il suo peggiore biglietto da visita degli ultimi anni... Non impareranno mai il modo di fare politica ed in tutto il mondo al momento delle elezioni conta piu' il modo di presentare i propri programmi che i programmi stessi. Conta piu' il carisma di stimolare la gente a credere in qualcosa che migliori il futuro che le azioni stesse. Tanto tutti lo sanno che le promesse dei politici sono come un soffio nel vento. Il sorriso ipocrita porta piu' voti delle liti da bambini di tre anni. Per un governo bilanciato delle risorse e per evitare regimi durante gli anni serve l'alternanza. Che delusione!

Mauro Monsignori

 
Di Riccardo (del 22/04/2007 @ 19:15:17 in - Ambiente, linkato 639 volte)

Questa mattina, 22 aprile, era la giornata dedicata dal Cai di Gualdo Tadino alla ripulitura del sentiero della strada dei Santi. Un gruppo di una decina di volontari coordinati dal vice presidente della sezione Paolo Stella ha liberato completamente il sentiero (una stradina vera e propria) dai numerosi tronchi d’albero che l’ostruivano e ne impedivano il cammino. Tronchi ormai secchi a causa dell’incendio che colpì la pineta (attraversata dal sentiero) più di cinque anni fa e che con le intemperie cadono facilmente a terra.
Il gruppo di lavoro ha anche ripulito la fonte di Razzipante, che si trova ad un centinaio di m di distanza dal sentiero suddetto, ostruita da rovi ed erbacce.
Il terzo intervento programmato era la rimozione del materasso, frigo, congelatore… che qualche incosciente aveva abbandonato all’inizio del bosco lungo la strada del castagneto (l’abbiamo denunciato anche su questo blog circa un mese fa con una documentazione fotografica). Ed è qui la notizia più bella. Abbiamo cercato invano i rifiuti abbandonati ma non l’abbiamo trovati. qualcuno è intervenuto prima di noi ed ha provveduto a ripulire.
Non so chi sia stato l’autore dell’intervento, se singoli privati o qualche istituzione. E’ stato, comunque, una bellissima iniziativa (mi piace pensare che sia stato lo stesso autore del misfatto a rimediare). Il tam tam mediatico che abbiamo avviato con la denuncia del gesto sconsiderato evidentemente ha funzionato. Speriamo che serva anche come prevenzione per scongiurare altri comportamenti analoghi in futuro.

Riccardo serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/07/2007 @ 19:14:24 in - Giochi de le Porte, linkato 1505 volte)

IL PALIO 2007 DEI GIOCHI DELE PORTE DI GUALDO TADINO COMMISSIONATO A NEDO FRILLICISarà Nedo Frillici a dipingere il Palio 2007 che andrà alla Porta vincitrice dei Giochi de le Porte del trentennale. È quanto ha deciso l’Ente Giochi de le Porte su proposta della commissione artistica. Una decisione che inverte un po’ la rotta degli ultimi anni quando erano stati scelti artisti non gualdesi. Nedo da Gualdo realizzerà quindi il premio per i vincitori del Palio di San Michele arcangelo in occasione dei trenta anni dei Giochi, scegliendo quindi per una ricorrenza particolare uno dei maggiori artisti a tutto tondo della città, insignito tra l’altro nel 2005 del premio “ceramista dell’anno”.
C’è soddisfazione nell’Ente Giochi per la scelta condivisa della commissione artistica di incaricare Frillici della realizzazione del Palio. Un momento significativo, hanno commentato all’unisono il presidente Giuseppe Ascani e i quattro Priori, che riconosce il valore artistico di Nedo da Gualdo e torna a far realizzare il Palio da un pittore gualdese.
Nedo è ormai al lavoro da alcuni giorni, seguito dagli esponenti della commissione artistica, per realizzare il drappellone che sarà presentato ufficialmente l’8 settembre come definito dal calendario delle manifestazioni dell’Ente Giochi, per essere collocato successivamente presso la cappella di San Michele arcangelo- in onore del quale si corre il Palio - della basilica cattedrale di San Benedetto per poter essere ammirato da tutti i portaioli.
Nedo Frillici è nato a Gualdo Tadino il 27 agosto 1930. Giovanissimo, lavora nella cucina del Collegio dei Salesiani, dove conosce l’insegnante di disegno delle scuole dell’Istituto, Antonio Pizzicati. Si diletta nel dipingere paesaggi su tavolette prese nella falegnameria del padre con i colori ad olio che gli regala il professore e nel contempo lavora per qualche tempo come pittore nella ceramica Mastro Giorgio. Nel 1950, chiamato al servizio di leva e dichiaratosi pittore nella vita civile, viene assegnato all’ospedale militare di Torino a disposizione delle suore che gli fanno dipingere ad olio alcuni stendardi, di cm. 300 x 100, da utilizzare per la processione del Corpus Domini.
Tornato a Gualdo, inizia a lavorare nella ceramica del Prof. A. Santarelli, dove affinerà le sue già cospicue doti personali e, dal pittore Poloni, imparerà a dipingere su smalto al terzo fuoco.
Dopo circa tre anni di permanenza in quell’opificio, il nostro amico sente di dover cambiare e approda alla ceramica Italfax dove guadagna qualche soldo in più. Ora il lavoro comincia a dargli grandi soddisfazioni perché inizia a dipingere pannelli per pavimenti e rivestimenti per le abitazioni. Nel 1956 passa alla ceramica Monina. Anche qui il lavoro consisterà principalmente nel fare pannelli da inserire nei pavimenti e nei rivestimenti dei bagni, e Nedo può spaziare a suo piacimento tanto che in questa fabbrica resterà per ben cinque anni.
Finisce poi all’I.C.A.P. di Angelo Pascucci, dove la sua prerogativa predominante sarà quella di dipingere pannelli con scene mitologiche, fare copie di quadri famosi o istoriare grandi vasi alti quasi un metro e con la pancia di 80 cm. di diametro.
Nedo si rende conto di essere diventato bravo, di poter fare da solo e vuole tentare questa strada. Allora si mette in proprio e nel 1970 apre un suo laboratorio, dove tuttora opera, in largo Porta Romana; lavora anche come artigiano per la fabbrica di stoviglie Domus e per la ceramica Tagina. Passeranno per il suo atelier decine di giovani allievi desiderosi di apprendere i segreti di quest’arte. La sua bottega diventerà fucina di formazione per tanti promettenti pittori, che dai suoi insegnamenti sapranno ricavare soddisfazioni per la lo carriera artistica. Le pareti della sua bottega sono sempre piene di quadri importanti, come “il ratto delle figlie di Leucippo”, “il ratto delle sabine” dal Rubens, “la primavera” del Botticelli e quant’altro, che danno valore alla sua persona e lo fanno apprezzare dai vari committenti.
Nel 1982 partecipa al XXII Concorso Internazionale della Ceramica dal tema ”dalla terra di San Francesco un messaggio di pace, amore e fratellanza”; in quella occasione presenta un pannello raffigurante San Francesco che costruisce la sua chiesa. Un quadro composto da quindici vecchi mattoni smaltati e dipinti, racchiusi in una cornice fatta da lui stesso con vecchie travi. La creatività di Nedo è anche questa, le cornici per i suoi quadri Nedo le prepara con le sue mani.
Nedo da Gualdo ha anche partecipato, con l’associazione ternana Thyrus, a diverse mostre ottenendo due diplomi d’onore(1982-1986), un agognato riconoscimento quale il drago di bronzo(1982), e in ultimo, nel 1998 a San Lorenzello in provincia di Benevento la medaglia d’oro alla IV° rassegna della ceramica, presentandosi con il pannello “L’adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano; una vera e propria miniatura.

 Il Gonfaloniere
Salvatore Zenobi

 

PORTA SAN BENEDETTO - INAUGURAZIONE CENTRO ASSOCIATIVO - GIOCHI DE LE PORTE - GUALDO TADINOE’ stato momento che, con un po’ di enfasi, può essere definito storico per i Giochi de le Porte, per Porta San Benedetto in particolare. L’inaugurazione del centro di vita associativa – scuderia per i somari della Porta gialloblù è stata qualcosa di più di un semplice taglio del nastro, vuoi per la cornice stupenda creata dalla stessa struttura , vuoi per le tante persone, vuoi per le autorità intervenute che hanno sancito il raggiungimento di un traguardo importante per i Giochi de le Porte nel loro complesso.
A tagliare il nastro il priore di Porta San Benedetto, Paolo Campioni, ha voluto il sindaco Angelo Scassellati, il gonfaloniere dell’Ente Giochi de le Porte, Salvatore Zenobi, e il presidente, Giuseppe Ascani, la senatrice Sandra Monacelli con l’attuale priori e i suoi predecessori, Fausto Paciotti-Lucio-Angeletti-Massimiliano Rondelli a fare da cornice in segno di continuità . Presente anche delegazioni della altre tre porte, San Donato, San Facondino, San Martino. Presente anche il parroco della basilica cattedrale di San Benedetto, mons. Giancarlo Anderlini, che ha benedetto la struttura.
È stato Fausto Paciotti, priore uscente, a fare gli onori di casa illustrando anche tutti i percorsi fatti dal 2001 ad oggi per la realizzazione delle strutture dei centri di aggregazione-scuderie delle quattro porte, ma anche tutti i risultati positivi raggiunti da Ente Giochi e dalle Porte. Un discorso che è stato preso e rilanciato dal sindaco Scassellati che, tra l’altro, ha confermato l’impegno per la realizzazione dei lavori delle taverne, elogiando il ruolo dei Giochi de le Porte per la città e citando ad esempio il Convivium sapientis realizzato alcuni giorni fa per gli studiosi dello Iugg provenienti da tutto il mondo. Un intervento molto apprezzato, come quello del sindaco, così come quello della senatrice Monacelli che ha ricordato l’impegno per il disegno di legge sulle manifestazioni storiche presentato appena una settimana fa. È toccato poi al Gonfaloniere intervenire. Da parte sua Salvatore Zenobi ha sottolineato la bontà del lavoro compiuto da Porta San Benedetto e ha rimarcato come “investire sui Giochi de le Porte” significa raccogliere risultati importanti. In questo ha accostato anche le iniziative di quest’anno a Perugia, il Corpus domini, l’ultimo convivio e così via, che hanno portato tutti risultati positivi per la manifestazione e per la città e chiedendo al sindaco di continuare a investire sui Giochi. Il presidente Ascani ha dapprima portato il saluto dell’assessore regionale all’Agricoltura, Carlo Liviantoni, impossibilitato a partecipare all’inaugurazione, ringraziandolo per i sostanziali contributi che ha riversato sui Giochi. Lo stesso presidente ha sottolineato come si stia lavorando insieme alla Regione, in ottica del nuovo piano di sviluppo rurale, sul versante del benessere degli animali (le nuove scuderie ne sono un esempio) e la salvaguardia di specie protette.
È toccato quindi al priore Paolo Campioni, visibilmente commosso, chiudere la serie di interventi. Intervento che ha ringraziato tutti coloro che hanno progettato e realizzato la struttura, con molti dei lavori che sono stati eseguiti “in economia” attraverso l’azione del volontariato dei portaioli gialloblu. Il priore di San Benedetto ha salutato i partecipanti ricordando tutti coloro che lo hanno preceduto alla guida della Porta e hanno permesso di realizzare la struttura. Un ringraziamento lo ha rivolto a tutti i membri del comitato, al progettista l’ing. Antonello Anastasi, alla ditta Pecci, e alle altre che si sono alternate al lavoro sulla struttura, ma soprattutto ai tanti portaioli che quotidianamente hanno lavorato alla sua realizzazione. Un insieme di persone che, nel corso della serata, è stato premiato con una mattonella ricordo. È stato poi mons. Anderlini a benedire il cva-scuderia.
Poi il via ai festeggiamenti – durati sino a notte fonda - incentrati sulle prelibatezze sulle quali, come di consueto, la cucina di Porta San Benedetto ha saputo dare il meglio di se e tanta allegria.

 Il Gonfaloniere
Salvatore Zenobi

 
Di Sandro (del 20/02/2008 @ 19:13:41 in - Ceramica, linkato 1360 volte)

Gualdo Tadino - La magia del lustro dei RubboliIl piacere di leggere, si sa, è difficile da rinunciare e quando ne hai occasione sfogli e sbirci anche dove non dovresti e se, come in questo caso, ti imbatti in una storia in cui si parla e racconta di Gualdo la pelle si accappona.
“DA” una rivista di grande prestigio, bilingue, conosciuta nel mondo e specializzata in arti applicate decorative con un bellissimo articolo a firma Maria Luciana Buseghin racconta di innovazione e tradizione a Gualdo Tadino:

" LA MAGIA DEL LUSTRO DEI RUBBOLI di Maria Luciana Buseghin

Passeggiando per Gualdo Tadino, cittadina arroccata tra Umbria e Marche, ventosa ma ridente, ci si può ritrovare, nei pressi della Rocca Flea, in alcuni stretti vicoli a scale. In uno di questi, Via Discepoli, maestro pittore gualdese della seconda metà dell'Ottocento, ha sede la bottega-museo di Maurizio Tittarelli Rubboli: il lustro di una famiglia riproposto e rinnovato da un discendente appassionato e competente che, per amore, nel 2002 ha acquistato ciò che rimaneva dell'opifìcio Rubboli, attivo a Gualdo dal 1873, pur possedendone per eredità materna già una parte consistente: tra circa un anno aprirà i battenti il Museo Rubboli della Maiolica a Lustro, museo civico grazie alla sensibilità dell'Amministrazione comunale e della Regione Umbria. Da anni ormai, Tittarelli Rubboli sta curando il restauro dei locali, l'inventario degli stampi, l'allestimento di una show-room in cui già si possono acquistare maioliche a lustro di tradizione mastrogiorgesca: prodotti d'arte e d'uso che portano con sé le emozioni di un tempo, ma anche le suggestioni derivate dall'innovazione di forme e dalla mescolanza di colori sgorgate dall'unione di sensibilità cromatica e competenza tecnica del nostro artista. Dunque, non soltanto oggetti riproduzioni fedeli o ispirati alla produzione storicistica, ma anche ideati ex-novo e realizzati con l'innovativa tecnica del lustro in vernice, elaborata a partire dai principi della tecnica tradizionale cinquecentesca, e utilizzando le antiche ricette di famiglia con le specifiche indicazioni di materie e dosi per l'ottenimento dei riverberi oro e rubino. Opere ispirate alla splendida arte umbra rinascimentale arricchiscono anche il book-shop della Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia, gestito da Sistema Museo: tra i prodotti innovativi per uso, funzione o anche semplicemente forma, le bellissime "fuseruole" blu, oro e rubino che — nate per mantenere l'appiombo del fuso nella filatura manuale e utilizzate come pegno d'amore tra fidanzati - oggi risplendono montate come collane, orecchini, braccialetti, anche nella Bottega d'Arte a Gualdo Tadino.
Maurizio Tittarelli Rubboli, figlio di gualdesi colti e fortemente legati alle loro tradizioni, sin da giovanissimo sente l'attrazione per la ceramica, in particolare per quella a lustro o "maiolica a terzo fuoco": il fuoco di questa passione lo accompagna nei numerosi viaggi di ricerca nel mediterraneo e negli studi ceramici che sfociano nella collaborazione alla rivista specializzata CeramicAntica e, nel 1996, nella stesura di La maiolica Rubboli a Gualdo Tadino, dedicato al padre Angelo, grecista e latinista, allievo di Momigliano, da cui eredita l'amore per il classicismo. I segreti della tecnica mastrogiorgesca, e soprattutto l'attitudine alla manualità, gli derivano dall'adorata madre Gina, figlia di Lorenzo Rubboli da cui, bambino, sentiva parlare di muffole, fascine, provini, oro, rubino... del "segreto": la ricetta dell'oro e del rubino, la formula per ottenere la ceramica a riverbero che solo tanti anni dopo ha scoperto e potuto applicare. II fiorire, tra Otto e Novecento, della ceramica a riverbero a Gualdo Tadino, si deve a una serie di congiunture di carattere socio-economico, ma anche sicuramente alla particolare tipologia e formazione degli stessi componenti della famiglia Rubboli: determinante l'apporto non solo di Paolo (1838-1890), capostipite, ma anche della moglie Daria Vecchi (1852-1929) che portò avanti la manifattura con grande energia, continuando la tradizione mastrogiorgesca per cui i lustri oro e rubino vengono ottenuti seguendo l'antica tecnica descritta dal Piccolpasso nel suo Li tre libri dell'arte del vasaio (1556): che non va confusa con quella dei resinati che consiste in una terza cottura - in forno a gas o elettrico, non nella muffola a legna - del manufatto ceramico in cui le parti da lustrare sono rivestite con speciali resine industriali il cui effetto imita il lustro mastrogiorgesco. Solo la Bottega Rubboli usa la tecnica di cottura illustrata dal Piccolpasso. Un richiamo antico, d'indiscutibile fascino che potrete mettere tra i vostri ricordi se andrete a Gualdo Tadino, previo contatto: 339.2298013. Troverete il pronipote di Paolo Rubboli a iridare qualche manufatto, magari ispirato alle Madonne di Matteo da Gualdo o forse, piuttosto, una ciotola dal segno modernissimo ed essenziale. "

Questo, a mio avviso, è quello che fa bene a Gualdo e ai gualdesi, questa è la strada da percorrere, non la sola, ma una delle strade perchè se vogliamo il turismo cominciamo a raccontare la nostra storia e pensiamo il futuro con interessi di nicchia che sempre più muovono le masse itineranti.

Sandro Farinacci

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 01/05/2012 @ 19:13:40 in - Chicche gualdesi, linkato 573 volte)

Marco Gubbini a Danilo RemigiPremetto di essere seriamente interessato e di seguire con occhio vigile il processo di ricostituzione della Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese. Ed è una premessa importante.
Non ho potuto partecipare all’assemblea svoltasi la sera del venti aprile per impegni personali, ma non avrei avuto difficoltà nel pagare i cinque euro richiesti. A ripensarci si fa sempre in tempo e la cifra non è di quelle che ti mandano sul lastrico.
Quello che mi ha spinto a scrivere queste due righe è il tono della risposta data alla consigliera comunale Patrizia Vagnarelli da parte di Danilo Remigi, neo consigliere ad interim della Comunanza. Anche qualche contenuto, ma principalmente il tono.
Niente di personale mi lega alla signora Vagnarelli, se non comuni incontri politici intorno allo stesso tavolo tra le forze di maggioranza, ma non ho timore di dichiararmi solidale con lei, non tanto per quello che ha scritto, ma per come le è stato risposto.

E’ l’incipit che mi ha colpito, quel dichiarare di aver scritto tutto con il sorriso sulle labbra. Se si volevano puntualizzare, dimostrare e correggere gli errori, evidentemente presenti, nella missiva della Vagnarelli lo si doveva fare, secondo me, nel rispetto della persona innanzitutto. Rispondere ridendo non è rispondere, ma irridere. E tra i sinonimi del verbo irridere c’è anche “prendere per il culo”. L’ironia in uno scritto fa parte della fantastica arte dello scrivere, ma la penna fatta arroganza rientra in un campo che di artistico ha ben poco.

Altri riferimenti: i dubbi sulle capacità conoscitive, sulla scarsa produzione di idee e sulla mancanza di competenze sono di cattivo gusto e non supportati dalla conoscenza, dichiarata, della persona. Avrei usato un modo più educato e senza sottigliezze inutili.
Invece, così com’è, la missiva di risposta è paragonabile all’entrata a gamba tesa con cui lo stesso Remigi ha criticato la lettera della Vagnarelli. In pratica un fallo di reazione, che sempre fallo è.
Non ho poi capito il riferimento all’”onda lunga di quanto contenuto nella Tavole Eugubine”. Temo la gogna, ma confido nella clemenza. Prego e sono in ansia perciò, per una risposta privata che mi toglierebbe dall’imbarazzo di un pubblico ludibrio.

Irrispettoso della persona anche l’aver dato per certo che la Vagnarelli non conoscesse il significato della parola ’enfiteusi’. Anche se è un termine che nell’intero arco della nostra esistenza useremo al massimo zerovirgoladue volte, non penso che Patrizia, dopo varie riunioni sul tema a cui ho partecipato anch’io, non ne conosca il significato. Più facile comunque scambiare l’enfiteusi per una malattia polmonare piuttosto che per quello che è, cioè un diritto reale di origine medioevale e quasi completamente in disuso.
Confesso di essere io stesso ricorso al più grande Santo Patrono che la storia abbia mai avuto, San Wikipedia, la sera stessa di un incontro avuto in comune sull’argomento Comunanza.
Il tutto è sicuramente meno condannabile, e meno consono ad una certa ironia, dei politici che confondono l’anno della scoperta dell’America, con quello della Rivoluzione Francese.

Riguardo al contenuto della lettera di Patrizia Vagnarelli sono concorde in molti punti con Danilo Remigi e ho notato anch’io certe inesattezze, anche se a volte si tratta di opinioni, sulle quali l’ironia è lo stesso fuori luogo. Ci sono comunque passi a cui forse valeva la pena rispondere con chiarimenti, piuttosto che prendere in giro con la complicità di allusioni o metafore.

Ho scritto sopra che non avrei avuto difficoltà nel pagare i 5 euro, ma sarei stato e sono comunque critico sui tempi. Nel senso che avrei preferito assistere all’assemblea e decidere alla fine se condividerne gli obiettivi iscrivendomi e proseguendo nell’elezione del consiglio. Perché la sottile distinzione tra assemblea e convegno che Remigi ha fatto è sì vera, ma è chiaro che il venti aprile ci si trovava davanti ad una situazione anomala, dato che gli aventi diritto all’assemblea sono stati legittimati con pagamento e autocertificazione il giorno stesso e fuori la porta.
Chi aveva avuto la fortuna di partecipare a precedenti incontri sarà arrivato colto e istruito, ma tutti gli altri avrebbero dovuto avere la possibilità di rendersi conto di dove andavano a finire i soldi che portavano in tasca. Tanto più che i recenti dubbi espressi dall’Amministrazione, potrebbero essere stati anche gli stessi dei potenziali partecipanti.
Oltretutto da cittadino avevo letto del valore giuridico nullo dell’assemblea decretato dalla Regione e siccome, fino a prova contraria istituzioni come la Regione o il Comune non sono Lucifero in Terra, sarebbe stato carino permettere l’ingresso a tutti, cercare di fugare ogni dubbio sul valore e la legittimità dell’iniziativa e conseguentemente passare al ritiro dei soldi. Dopodiché aspettare l’uscita dei non interessati e procedere all’assemblea con l’elezione democratica del consiglio provvisorio.

Sulla gaffe della Comunanza Agraria scambiata per il Comitato Pro Acqua, anch’io inizialmente ho riso e anch’io senza paresi, ma simpaticamente. Perché trattasi di ‘lapsus calami’ e, come in tutti i tipi di lapsus, la casualità è solo apparenza.
Questo perché, dopo aver letto i nomi dei neo consiglieri eletti e conoscendo quelli dei componenti del comitato Pro Acqua mi è venuto in mente un esempio. E’ come se io vedessi Del Piero, Matri, Vidal, Buffon e Chiellini giocare a calcio all’oratorio con la maglia dei Boy Scout. Mi verrebbe da dire: “Toh, c’è la Juventus ai salesiani”. Arriva uno, mi da uno scappellotto ridendo e mi dice “Rido perché la tua ignoranza è motivo di vergogna” (!!??!).

Tornando seri, qui comunque una lancia a favore di Patrizia Vagnarelli e della sua presunta gaffe, va certamente spezzata, dato che in una nota stampa pubblicata anche dall’Allegra Combriccola il quindici novembre dello scorso anno, si parlava del Comitato Pro Acqua come dell’organizzazione che “ha avviato, sostenuto ed appoggiato l’intero percorso”. Forse anche corretto quindi parlare di assemblea organizzata dallo stesso Comitato, dato che alle 20.59 del ventuno aprile, il ripristino della Comunanza non era ancora avvenuto. Come è incorretta, alla luce di quanto era scritto lo scorso novembre, la nota odierna del Comitato Pro Acqua che afferma di non essere il promotore dell’iniziativa di riattivazione della Comunanza. Chi a novembre “avviava il percorso” non può non essere considerato il “promotore” dello stesso. E mica c’è niente di male! Anzi, fa onore al Comitato.

A parte le battute e l’ironia di cui non voglio, perché non posso, essere maestro, mi ha colpito questo modo di porsi non solo davanti a Patrizia Vagnarelli, ma anche a tutti coloro, io ne sono stato testimone, che stanno studiando non il modo per uccidere di nuovo la Comunanza, ma i vantaggi o gli svantaggi, di qualsiasi tipologia, che la sua ricostituzione potrebbe arrecare all’intera comunità gualdese.
Giuro e stragiuro, chi mi conosce lo sa (anche alcuni amici del Comitato… ops della Comunanza), di essere molto interessato all’argomento, così come tutti quelli che riguardano la mia Gualdo, ma di essere contrario ad una certa arroganza che ho letto qua e là nei vari comunicati.

Confido quindi in un abbassamento dei toni, da entrambi le parti, perché un argomento del genere merita l’attenzione e lo studio sereno di tutti. Invito, da cittadino, gli altri cittadini a leggere, interessarsi della questione rivolgendosi sia al neo direttivo della Comunanza, sia all’Amministrazione che sta seguendo la cosa con l’attenzione dovuta. Dell’impegno della prima sono sicuro, di quello della seconda ne sono testimone oculare e quindi penso che nessuno possa ammettere il contrario senza essere nel torto.

So bene che un tono alto può portare ad una risposta della stessa tonalità, ma spero che alla fine sia una melodia condivisa da tutti. Qualsiasi essa sia. Se per la comunità gualdese c’è la possibilità di un ritorno economico ed ambientale ben venga qualsiasi strada da percorrere.
La mia opinione personale in merito è quella che bisognerebbe dare comunque ai sedicimila cittadini gualdesi la possibilità di decidere, magari con un referendum. Decidere se affidare la gestione della propria montagna, in ogni caso Nostra, ad un istituto, quindi ad uomini diversi da quelli che abbiamo scelto in sede elettorale. Se questo è un bene per Gualdo io sono pronto a votare si. Ma voglio essere convinto e corretto nei miei errori con intelligenza, calma e serietà. Senza ironici sorrisi.

Un’ultima considerazione: la Vagnarelli invita tutti “i cittadini a riflettere, perché non si facciano abbindolare da quei pochi che vorrebbero gestire la proprietà di molti”. Remigi dice di concordare con questa affermazione, facendo trapelare che per lui “i pochi” non sono gli stessi intesi dalla Vagnarelli. Io dico che c’è però una differenza fondamentale. I pochi della Vagnarelli sono in effetti tali, quelli invece che intende Remigi hanno una particolarità: sono stati eletti democraticamente da tutti i cittadini gualdesi per affidargli la gestione della cosa pubblica. Una particolarità piccola? Insignificante? Sicuramente non fa ridere. Neanche con una paresi.

Marco Gubbini

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/12/2011 @ 19:12:19 in - Chicche gualdesi, linkato 504 volte)

IL VERDE SOGGIORNO E’ APERTO E FUNZIONANTE - Gualdo TadinoDa qualche tempo sembra che circoli la notizia che il Verde Soggiorno sarebbe ”solo formalmente aperto”, anzi “chiuso e non più funzionante”.
La direzione del Verde Soggiorno tiene invece a precisare che “la struttura è aperta e completamente funzionante”, come sempre. Certamente nel periodo invernale, come in tutte le strutture ricettive delle nostre zone, l'affluenza è ridotta, ma ciò non significa che l'attività sia in crisi o addirittura chiusa. Infatti il Verde Soggiorno continua, come sempre, ad ospitare clientela di vario genere e di varia provenienza: anche in questo mese di dicembre sono arrivati e arriveranno ospiti: un gruppo da Milano, una dozzina di persona dal sud Italia e altri di passaggio, per un numero soddisfacente di presenze, vista la stagione.
Ad onor del vero e a dimostrazione della piena vitalità del Verde Soggiorno, dal mese di novembre ad oggi abbiamo già acquisito un discreto numero di prenotazioni per l’anno prossimo, presenze concentrate soprattutto nel periodo estivo, ma non mancano conferme di arrivi anche nei mesi precedenti.
Quasi giornalmente, contrariamente a quanto si possa pensare a causa della crisi economica, riceviamo telefonate per la richiesta di disponibilità della nostra struttura per i periodi più disparati.
La direzione del Verde Soggiorno tiene molto a queste precisazioni, in quanto l'informativa data circa la partenza dei Salesiani da Gualdo Tadino è stata sicuramente interpretata come “chiusura totale” di tutta la struttura a cui loro stessi facevano riferimento.
La realtà dei fatti invece è un'altra.
E' vero che i Salesiani sono andati via, ma ciò riguarda solo la “Comunità dei Sacerdoti”.
Tutte le attività sono rimaste attive. Oltre al Verde Soggiorno infatti, sia l'Oratorio che il Cinema-Teatro riprenderanno ufficialmente le loro attività che verranno gestite da laici, che per altro hanno mantenuto aperto l'Oratorio sin dalla dipartita della comunità religiosa dei Salesiani. L’inaugurazione ufficiale di questa nuova gestione avverrà il prossimo 19 dicembre alla presenza delle autorità civili e religiose della città.
Riteniamo queste precisazioni necessarie per mettere fine al proliferare di informazioni sicuramente non rispondenti alla realtà.

la direzione del Verde Soggiorno

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Associazione “Amici della Musica”
Fraz. Poggio S. Ercolano, 32
06023 Gualdo Tadino (PG)

In data odierna è stata presentata all’Amministrazione Comunale la richiesta di una convenzione per la riapertura della Scuola di Musica, di seguito viene esposto tutto il progetto didattico.

PROGETTO DELLA SCUOLA DI MUSICA DI GUALDO TADINO (PG)

1-Associazione amici della musica

L’associazione “Amici della Musica” di Gualdo Tadino è nata il 21 luglio 1994 con l’intento di promuovere l’interesse per la musica soprattutto fra i giovani e di svolgere attività al fine di incrementare l’educazione musicale , la diffusione e la conoscenza della musica.
Nel corso degli anni ha promosso ed organizzato concerti e rassegne (dal 1994 al 2001 “Rassegne di musica da camera”), corsi di perfezionamento (denominati “Incontri Musicali”) e conferenze sulla musica moderna e contemporanea.
Gualdo Tadino è stata la sede di artisti di fama internazionale quali Ely Perrotta ed Ennio Pastorino (pianisti), Alessandro Solbiati ed Ivan Fedele (compositori), Ciro Scarponi (clarinetto), Giovanni Gallo e Giovanni Mareggini (flauto), Vittorio Casagrande (chitarra), Sante Faccini (tromba e trombone), Alberto Domizi (sassofono), ed ha dato ospitalità ad allievi (un centinaio all’anno) provenienti da tutta Italia e dall’estero.

2 - Premessa

Il seguente progetto intende perseguire lo scopo di riaprire e riqualificare la Scuola Comunale di Musica Raffaele Casimiri improvvisamente chiusa dal Comune nell’autunno 2006. A distanza di molti mesi, nonostante numerose e vane interpellanze agli amministratori, si è giunti alla convinzione che fosse necessario riprendere le attività musicali utilizzando altri canali, con lo scopo di ricomporre a livello cittadino quell’identità di principio che la precedente istituzione musicale cercava affannosamente di impostare.
Questa identità è il cuore stesso della musica, che apre alla conoscenza non soltanto colui che ne è diretto usufruttuario, ma si rivolge a tutti coloro che ne sono in qualche modo toccati, espandendosi nell’ambito civico senza alcuna autoreferenzialità, perché il destino della musica non è lo studio logico, neppure quello tecnico, ma è il “darsi” incondizionato che si racconta nella dimensione dell’ascolto.
La storia degli uomini insegna che la musica compare nella celebrazione dei momenti d’insieme, le feste innanzi tutto, e poi il lutto. La gioia e il dolore trovano da sempre una rappresentazione musicale perché la musica è capace, unica tra le arti, a ricomporre in termini astratti l’umore umano, a rielaborarne traumi e speranze. Questa compensazione è altresì una proposta creativa: si spinge in avanti e progetta il futuro, crea l’attesa e con essa la speranza dell’evento.
Per questo motivo la musica è indispensabile all’individuo ed alla società : il principio della speranza le è congeniale in quanto la dimensione musicale è sempre anticipatrice del tempo. Ogni battuta musicale, infatti, è sempre precedente ad un’altra, e così all’infinito, perché la musica è la metamorfosi del tempo spinto oltre il tempo stesso. Quando l’ultima battuta brilla nel riverbero del silenzio, inizia il ricordo che dà vita al pensiero. La natura della musica, dunque, è costituire continui passaggi temporali sintetizzati dal ritmo, respiro del tempo.
Musica è paideia: è sempre un progetto pedagogico anche quando si rivolge al pubblico più smaliziato: dalle più prestigiose sale da concerto ai più conclamati teatri d’opera, dai più esclusivi salotti aristocratici alle piazze cittadine, ai borghi e alle vie,nei luoghi pubblici e in quelli privati la Musica è paideia perché il cuore dell’uomo, piccolo o grande che sia, è costituito della stessa natura della musica. Il marchio affettivo delle ninnananne si sviluppano infatti nel senso amoroso del canto d’amore e la realizzazione della chiave affettiva trova nella musica l’interprete più privilegiata.
La musica celebra l’uomo.
Per questi motivi è indispensabile alla vita cittadina.
Ma come può la musica affermare un progetto di conoscenza se essa stessa ,cangiante attimo per attimo, rinunzia alla stabilità oggettiva per esprimersi nell’ambito di una dinamica permanente?
Cos’è, dunque, la conoscenza, dal momento che, come afferma Platone, nessuna cosa è per se stessa una sola? Quindi la musica, mai identica a se stessa, può davvero avviare un discorso di conoscenza e sostenere un principio di civiltà?

L’orientamento metodologico - didattico prevede tradizionalmente due interventi complementari: il primo è di carattere ontologico, si rapporta alle strutture di conoscenza dello studente e le interpreta attraverso lo studio della forma musicale. In questa fase è riconoscibile non solo l’attitudine alla musica nelle sue componenti più disparate quali l’applicazione logica delle regole fondamentali, l’esercizio strumentale, la capacità mimetiche a riconoscere e riprodurre, l’adesione all’ambito sonoro - musicale. Il secondo orientamento, invece, di carattere epistemologico, si realizza attraverso le strutture di ragionamento che implicano le capacità critiche di valutare e soprattutto quelle estetiche legate irriducibilmente al senso del bello e del piacere che legano la produzione sonora all’ascolto e all’interpretazione simbolica.
La pedagogia della musica, formalmente originata nel fortunatissimo periodo storico in cui Hume delineava il suo Trattato sull’intelletto umano, ha sviluppato questi due orientamenti che affinano l’approccio sistematico dell’insegnamento musicale alle strutture intime della mente di chi apprende. Cosìcchè, come da molto tempo la scienza è in grado di affermare, chi studia e pratica la musica attiva miglioramenti sia sul piano razionale, che su quello relazionale. Quale altra buona occasione, dunque, di apprendere un’arte che si consegna interamente all’umanità?
L’umanesimo musicale è nato con l’uomo, inizialmente nella riproduzione e nell’interpretazione dei fenomeni sonori della natura, i quali, tuttavia, rivelarono da subito la potenza di comunicare con una sostanza di ben altra “natura”: quella che, dai tempi più antichi venne rivelata nel termine anima.
La musica è l’immagine dell’anima: imponderabile, impalpabile, permeativa, perfetta, cristallina, complessa. Soprattutto potente. E’ il mito che ne rivela la potenza: la musica, infatti, ultimo dono degli dei ad un’umanità tragicamente legata alla dimensione esistenziale, ha l’attitudine di consegnarsi interamente, senza null’altro chiedere. Schopenhauer parlò di grazia. Oggi traduciamo in esperienza la fenomenologia della musica.

3-La scuola come prospettiva

Per questi motivi la Scuola di Musica di Gualdo Tadino, cosciente delle capacità straordinarie della Musica e del suo apporto sul piano etico e civile, è in grado di garantire un’offerta di alto impegno culturale per far fronte alle richieste e alle esigenze di una moderna istruzione, al fine di favorire non soltanto studenti ed appassionati di musica, ma anche di creare( o ricreare) una coesione sociale che è indice dello “stare insieme” di un popolo , come pure di interagire con le altre istituzioni cittadine le quali con caloroso affetto contribuiscono al bene sociale di Gualdo. Lo scopo della Scuola non è, infatti, soltanto la pratica della Musica: quest’ultima è, invece, da considerarsi strumento privilegiato per costituire e consolidare i valori dell’educazione civica che convergono, di diritto, verso un progetto di civiltà.

La presenza nella nostra città del qualificato Museo dell’emigrazione stimola ad una riflessione aggiunta, perché la musica è anche scienza. L’orientamento della moderna musicologia è oggi in grado di affermare l’alta qualità musicale delle musiche tradizionalmente legate al fenomeno migratorio. Chi parte, porta sempre una musica con sé. Chi accoglie offre le proprie.
Il crinale dell’incontro è, allora, uno scambio culturale , base delle sinergie intellettuali che, nel tempo, hanno prodotto una letteratura musicale di prim’ordine. Se oggi in Argentina si sente il romantico “Ma se ghe pensu” lo si deve alle decine di migliaia di migranti genovesi che, oltre al pesto, hanno là trasferito il cuore di Genova impresso nelle note di una canzone. La ricchezza simbolica delle canzoni dei migranti- che costituisce un capitolo primario della moderna etnomusicologia- è dunque una componente che non potrà mancare nello studio e nelle affermazioni di principio di una Scuola di Musica.

Così come la memoria del compositore gualdese Raffaele Casimiri. Guardare a lui è un obbligo morale. Casimiri non è una celebrità che fa gola al mercato. E’ invece l’essenza della musica che affonda le proprie radici in Palestrina e Bach. Casimiri è la porta aurea che unisce Haendel a Verdi, Scarlatti a Puccini. Richiamare l’attenzione sul musicista gualdese non può, dunque, che essere un’operazione di alto livello intellettuale, in grado di interagire con gli studi musicologici italiani ed internazionali attendendo ad una chiara proposta di analisi sul suo operato.
La Scuola di Musica intende adoperarsi nei confronti di Raffaele Casimiri con tutta l’accortezza e il rigore necessario affinché la città possa dotarsi di uno spazio permanente di studio e di ricerca.

Accanto alla divulgazione della cultura musicale, la Scuola di Musica comprende l’esigenza di promuovere esecuzioni concertistiche in occasione dei momenti più significativi della vita sociale di Gualdo Tadino: la festa del Santo patrono a gennaio, e i Giochi delle porte a settembre.
Unitamente alle classi sotto elencate, e per facilitare un inserimento sociale avente carattere universale, è allo studio l’apertura di un atelier di Musicoterapia indirizzato soprattutto alle persone che soffrono svantaggi psico - emozionali.
In collaborazione con le istituzioni locali saranno anche attivati corsi di Storia ed Estetica della Musica affiancati al circuito degli spettacoli musicali e lirici dei teatri italiani.

4-Funzioni pedagogiche

L’educazione musicale è sicuramente una disciplina scolastica- ed è per questo motivo che qui si intende sottolineare il privilegio di aprire una “scuola”in grado di assolvere alle tre funzioni fondamentali della pedagogia:
CONOSCITIVA: il suono/musica consente di conoscere/organizzare l’esperienza dal punto di vista acustico e dinamico temporale, così da trarne informazioni e sensi altrimenti non realizzabili.
COGNITIVA: la musica esercita e sviluppa la capacità di pensiero produttivo, immaginativo, analitico, logico, deduttivo (nelle attività di riflessione e interpretazione).
ESPRESSIVO/COMUNICATIVA: la musica è un linguaggio che permette di esprimersi e di comunicare, sia in senso ricettivo(ascoltare, leggere), sia in senso produttivo. Oltre a queste funzioni si possono individuare ulteriori funzioni formative dell’educazione musicale:
CULTURALE, CRITICO, ESTETICO, AFFETTIVA.
Le finalità individuate possono essere assunte come direzione di sviluppo della formazione musicale del bambino nella scuola dell’obbligo.
Tali funzioni ci permettono di orientarci a scegliere, all’interno dell’universo musica, quegli obiettivi e quei contenuti adeguati alla funzioni formative che intendiamo perseguire.
Il progetto ruota intorno ad alcuni fondamentali aspetti dell’educazione al suono e alla musica, in particolare:

CAPACITA’ DI ASCOLTARE
- prestare attenzione al suono e partecipare in modo attivo
- saper discriminare suoni e rumori
- saper localizzare la direzione del suono
- saper discriminare i suoni secondo i parametri di durata, altezza, timbro, intensità
- saper cogliere le energie e i movimenti in un contesto sonoro attraverso il gesto.

CAPACITA’ DI USARE LA VOCE
- acquistare interesse e coscienza della propria voce
- saper cantare in gruppo o individualmente
- saper intonare uno o più suoni
- saper imitare o inventare espressioni sonore

CAPACITA’ DI MANIPOLARE OGGETTI E STRUMENTI CHE PRODUCONO SUONO
- saper realizzare sonorità diverse con lo stesso oggetto sonoro
- saper organizzare i suoni individualmente e/o in gruppo
- saper ideare e costruire piccoli strumenti musicali, utilizzando materiali ed oggetti di uso comune

CAPACITA’ DI UTILIZZARE NOTAZIONI MUSICALI DIVERSE
- saper interpretare l’evento sonoro mediante disegni-partiture
- saper utilizzare il linguaggio simbolico
- saper inventare o elaborare notazioni originali

CAPACITA’ DI SONORIZZARE, INTERPRETARE, DRAMMATIZZARE BREVI FIABE, FILASTROCCHE CON LA VOCE, CON GLI STRUMENTI, CON IL CORPO

ESPRIMERE E INTERPRETARE L’ESPERIENZA SONORA CON IL LINGUAGGIO MOTORIO
- inventare ed utilizzare gesti e movimenti per tradurre il contenuto semantico e strutturale di brani musicali ed eventi sonori; eseguire e ideare semplici coreografie

SUONARE UNO STRUMENTO, con la possibilità di formare sia gruppi di musica d’insieme, sia inserirsi nella banda cittadina o nella corale “R. Casimiri”.

I corsi previsti per attuare questo progetto sono i seguenti:
- Canto classico
- Chitarra classica
- Flauto
- Clarinetto
- Sassofono
- Tromba e trombone
- Corno
- Pianoforte
- Violino
- Viola
- Violoncello
- Musicoterapia
- Propedeutica musicale
- Teoria e solfeggio
- Musica d’insieme

I corsi sono rivolti a ragazzi “dilettanti”, e costituiscono una base propedeutica per gli studi superiori di Conservatorio. Nel tempo alcuni degli allievi della precedente scuola comunale di musica hanno iniziato anche un percorso formativo “professionale”, ottenendo brillanti risultati.
Ogni allievo ha diritto settimanalmente a tre ore di lezione così distribuite:
un’ora di strumento individuale, un’ora di teoria e solfeggio collettive e un’ora di musica d’insieme.
Insieme al modello "classico" di scuola di musica, si può pensare di creare un servizio agile che sia insieme nodo informativo e centro musicale di produzione e incentivazione: per questo motivo il piano dell’offerta formativa è allargata verso tutti coloro che vogliono apprendere o migliorare il grado di adesione alla musica. In primo luogo la scuola è in grado di fornire all'utenza un accesso corretto e aggiornato all'informazione sulla cultura musicale ed in secondo luogo progettare, gestire e coordinare un certo numero d'attività musicali ben mirate.
E’ scopo precipuo puntare al radicamento dell'offerta musicale nel tessuto socio-culturale della città: ricerca di collaborazione sia con le rappresentanze istituzionali (scuole e licei) che con le altre strutture aggregative della città (banda musicale, corale CAI, associazioni, circoli culturali etc.) al fine di creare un tessuto culturale omogeneo negli intenti seppur diversificato negli obiettivi.

La Scuola di Musica attivata all’interno dell’Associazione Amici della Musica di Gualdo Tadino non ha scopo di lucro. Pur agendo con i più qualificati docenti, tutti con titolo accademico, si propone unicamente di estendere l’offerta formativa della musica a tutti coloro che ne faranno richiesta.
Con la presente si richiede alla S. V. una convenzione per la gestione del servizio, facendo presente il valore civico dell’iniziativa scolastica che ricade interamente sul bene sociale della nostra comunità.

 

Considerazioni riguardo all'apertura della nuova Flaminia e Branca - Osteria del Gatto[...] ti invio alcune considerazioni riguardo all'apertura della nuova Flaminia e Branca - Osteria del Gatto che passa vicino alla mia abitazione di Crocicchio. Un grazie per l'appoggio che mi hai dato in questa vicenda. Inserisco quanto inviato ai media e ai politici: Forse vi sarà sfuggito ma per la cerimonia hanno asfaltato il piazzale del cantiere e le strade di collegamento. Naturalmente finita la cerimonia il tutto verrà smantellato. Sono euro buttati via in barba ai tanti che in questi momenti soffrono la crisi.
Iniziamo dalle belle notizie. Forse, (il condizionale è d’obbligo quando si tratta di apertura delle strade nella nostra Regione) il giorno 3 aprile, ci sarà l’inaugurazione della Flaminia da Nocera a Cerqueto e la Ancona Perugia da Osteria del Gatto a Branca. A questo punto, andando indietro nel tempo, vediamo per primo chi continuerà a vivere felici e contenti. Felici saranno sicuramente progettisti e ditte appaltatrici.
Come è risaputo si sono susseguite molte modifiche e queste, essendo fuori asta, hanno fatto loro molto piacere. Gli Errori commessi hanno fatto ugualmente loro piacere in quanto non vengono loro contestati e portano a nuove modifiche con le conseguenze sopra descritte. I politici sono egualmente felici perché, per alcuni, (Gualdo e Fossato di Vico) l’inaugurazione avviene a ridosso delle Elezioni e qualche smemorato, dimentico di quello che è avvenuto, potrebbe associare questo evento ad una possibile preferenza. Poco importa se i politici sono stati presi in giro dall’ANAS con notizie di aperture che si sono susseguite nel tempo a partire dal Direttore Comp.le Pasquini che nel febbraio 2007 annunciava l’apertura fino Cerqueto ad aprile dello stesso anno.
Questa notizia si è riscontrata priva di fondamento e per un certo tempo non si è parlato più di questa strada. Tra i cittadini, nel frattempo, si sono rincorse notizie strane sui motivi che impedivano l’apertura del tratto. Le più accreditate erano quelle di un gradino fra un lotto e l’altro all’altezza delle industrie Merloni a Gaifana. Notizia questa riportata dai giornali e riferita da un assessore del comune di Gualdo.
Per il tratto Gualdo - Fossato di Vico i lavori, partiti alacremente, lavorando giorno e notte, nonche di domenica si sono improvvisamente interrotti e le notizie circolanti erano per la presenza di acqua e di una discarica abusiva. Per noi cittadini, di media cultura, tutti questi problemi ci sembrano assurdi che non trovano alcuna giustificazione e ne siamo i primi a subirne le conseguenze, per una viabilità incompiuta, e per vedere cosi poco apprezzati i nostri EURO.
Nel caso del gradino dobbiamo constatare che nel raggio di 100 metri si verificano due situazioni diametralmente opposte : da una parte il dramma degli operai della Merloni che, purtroppo, vedono il loro futuro lavorativo vacillare e dall’altra parte errori commessi per superficialità e impunemente. Ci è anche incomprensibile il motivo per il quale si sia comunque terminati i lavori con questo dislivello mentre, ragionevolmente, si sarebbe dovuto intervenire per sanare immediatamente l’errore ad evitare poi di dover demolire il tutto per rimediare in seguito.
Per i motivi fra Gualdo e Fossato a noi cittadini ci sembra impossibile che a cotanti tecnici, in 5 anni di progettazione, siano sfuggite queste PICCOLEZZE facilmente visibili per la presenza di numerosi laghetti che facevano presagire un terreno non certo siccitoso. Altra anomalia che avrebbe dovuto destare qualche sospetto è la mancata costruzione di abitazioni in quella fascia di terreno evidentemente i nostri, avi pur sprovvisti dei mezzi moderni, usavano il buon senso. Queste piccolezze hanno portato ad un nuovo rifinanziamento ed altri nostri euri.
A questo punto noi cittadini ci domandiamo come mai i nostri politici non hanno mosso un dito per difenderci? Eppure erano a conoscenza degli assurdi errori e come mai non ne hanno fatto segnalazioni a chi di dovere? L’assessore Regionale in una assemblea aveva pubblicamente detto che la vicenda Flaminia era una cosa indegna non era il caso di azioni più incisive?
Non è che vale il famoso detto FRA CANI NON SI MOZZICANO.
Anche l’ultimo Direttore Compartimentale ANAS ING SPOTA in data 17 aprile 2008, in una riunione con il Comune di Gualdo, si era avventurato in una previsione di apertura entro l’estate del 2008.
Per il tratto Osteria del Gatto Branca ci era stato annunciato, dall’allora Direttore Comp.le, l’apertura per i primi mesi del 2008 anche qui toppato. L’apertuura è stata rinviata in data sicura entro il 10 luglio. Notizia questa assurda visto lo stato dei lavori. A settembre sembrava tutto pronto per l’apertura poi si è manifestato uno smottamento in corrispondenza di un terrapieno. In questo punto ci sono state molte modifiche al progetto come mai? I problemi manifestatisi erano facilmente prevedibili come mai sono sfuggiti agli esperti? Tutte queste modifiche e lavori aggiuntivi quanto ci sono costati? La nostra rabbia sale ancor di più perché i futili motivi per lo più ci vengono sottaciuti e se ci vengono comunicati lo fanno in modo superficiale come se dipenda dal fato o, ancor peggio, dal Padreterno mentre, volendo, i responsabili si potrebbero facilmente individuare.
In questi giorni si stanno alacremente approntando i siti per la cerimonia di inaugurazione asfaltando strade e piazzale cantiere. Ripensando al passato ci viene in mente questa piccola considerazione: Per 3 anni abbiamo respirato la polvere di centinaia di mezzi pesanti giornalieri che uscivano dal cantiere sotto la nostra abitazione su una strada imbrecciata, nell’indifferenza generale Ora per dei politici che vengono ad inaugurare l’arteria e quindi circa un’ora di cerimonia viene asfaltato il piazzale e le strade di collegamento. Senza sminuire l’importanza delle nostre istituzioni crediamo che un po’ di rispetto in più nei confronti dei cittadini non sarebbe male. Ci sentiamo meno importanti delle suole delle scarpe dei politici. Questo è molto piacevole vien voglia di pagare le tasse in misura maggiore del dovuto e prima del tempo.. Io, per non considerarli soldi sprecati, suggerisco di lasciarlo asfaltato e farci annualmente una SAGRA ANNUALE DELLO SPRECO perché si trova nel punto più appropriato e potremmo farci anche un MUSEO con le foto più significative.
Le note drammatiche sono la scomparsa di tre persone che hanno perso la vita in altrettanti incidenti stradali avvenuti nel frattempo che i problemi ostacolavano l’apertura delle nuove arterie. Al tratto Osteria Branca c’è da addebitare la morte di una donna al semaforo di Osteria del Gatto. Un minore traffico faceva diminuire la probabilità di incidente e se il tratto fosse stato aperto quel mezzo pesante avrebbe percorso sicuramente la nuova arteria. Per la donna morta lungo la Flaminia, fra Gualdo e Gaifana, vale la stessa considerazione fatta sopra. Sig Sindaco di Fossato di vico questi due vittime erano suoi concittadini non pensa che doveva attivarsi più incisivamente nei confronti dei responsabili? L’incidente che fa pensare ad una responsabilità più oggettiva è quello avvenuto all’altezza dell’uscita di Nocera per passare dalla nova alla vecchia Flaminia. Se la Flaminia fosse stata in funzione questo svincolo non esisteva e pertanto il povero malcapitato non lo avrebbe percorso. Alle cose poco simpatiche dobbiamo sommare gli oltre 100 incidenti avvenuti nelle diramazioni molto pericolose costruite durante i lavori e che per fortuna hanno portato danni soltanto ai mezzi e non gravemente alle persone senza causare morti. Nel calcolo dei costi e dei rischi aggiuntivi dobbiamo sommare anche la mancata apertura di una strada nuova.
Signori Sindaci del territorio abbiamo fatto l’abitudine a leggere le vostre deboli lamentele in occasione di qualche incidente eppure vi abbiamo eletto per difendere i nostri interessi non solo a chiacchiere ma con i fatti.

Renzo Gatti

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/08/2007 @ 18:58:25 in - Giochi de le Porte, linkato 472 volte)

“L’amor cortese…ma non troppo!” la storia di giovani amanti ambientata nel Medioevo gualdese ha appassionato i tanti spettatori che sabato sera si sono recati in piazza Martiri della Libertà per assistere allo spettacolo organizzato dal Comitato Soci Coop di Gualdo Tadino e dall’Ente Giochi de le Porte, con la preziosa collaborazione del gruppo teatrale “Cuori e Bastoni”. Una serata che ha visto l’arengo maggiore illuminato dalla luce delle torce e dei lumini su caratteristici lampadari ma anche da tante scene che hanno visto l’amore e la passione protagonisti. La piazza ha vissuto questa situazione con coinvolgimento, grazie anche alla bravura dei protagonisti, che hanno saputo superare le difficoltà legate al forte vento che ha imperversato sull’arengo gualdese. qualche novità tra i protagonisti coordinati da Carlo Biscontini, direttore e registra della Filodrammatica gualdese, che ha collaborato con la commissione artistica dell’Ente Giochi alla creazione dello spettacolo. Il testo è stato realizzato da Silvia Marcellini e Mara Corsaletti. Accanto ai protagonisti, molti portaioli che negli splendidi costumi medioevali hanno riproposto una grande piazza della Gualdo del ‘400. Per una serata Gualdo Tadino quindi, grazie all’Ente Giochi de le Porte, si è rituffata nella propria storia del XV secolo, gustando gli intrecciati e sofferti amori tra Viola, Tomassuccio, Angelo ed Ernestina, le loro famiglie – nobili e non - tra promossi sposi e amori non ricambiati.
Il numeroso pubblico presente, formato da gualdesi e anche da turisti, ha vissuto la rappresentazione con partecipazione, coinvolto soprattutto dal succedersi delle scene. Alcune sono state di grande coinvolgimento emotivo, per l’intensità dei dialoghi o dalle scene di gruppo, in cui numerosi portaioli accompagnati da giocolieri che hanno animato la piazza, con tanto di scena di un combattimento con le spade molto acceso. Uno spettacolo unico, che ha bissato il successo dei quattro anni precedenti e che è stato predisposto dalla commissione artistica dell’Ente Giochi de le Porte – ottimamente supportata dalla commissione tecnica - che ha lavorato alla realizzazione del copione e all’allestimento delle scenografie che hanno reso sicuramente la piazza uno scenario di assoluto livello, con giochi di luce che ne hanno valorizzato la trama. Uno spettacolo che conferma la bontà organizzativa dell’Ente Giochi de le Porte, che sta crescendo in qualità anno dopo anno, proponendo rappresentazioni di alto contenuto storico-culturale. Una conferma del livello ormai raggiunto dallo stesso Ente Giochi. “La nostra attività continua nel corso dell’anno con appuntamenti di grande spessore sia dal punto di vista artistico che culturale vuole essere anche un modo di dare un contributo alla città. Questo spettacolo, la processione del Corpus Domini, i prossimi appuntamenti di agosto, in primis il Trofeo Cardinali, e di settembre, in testa il Convivio epulonis, il clou dei Giochi di settembre, sono segnali ormai consolidati della volontà dell’Ente di dare un impulso all’attività di Gualdo Tadino. Le tante persone che anche sabato sera hanno gremito piazza Martiri sono anch’esse il segnale del grande richiamo esercitato dalle nostre attività, uno sprone a proseguire in questo filone. Vogliamo ringraziare il Comitato soci Coop che ci sostiene in molte nostre iniziative e ci conferma una fiducia ormai pluriennale, nonché le commissioni, tecniche e artistiche, e quanti si sono impegnati in maniera volontaria per la riuscita dello spettacolo – è il commento del Gonfaloniere dell’Ente Giochi, Salvatore Zenobi, e del presidente Giuseppe Ascani, anche a nome degli altri tre Priori.

  Il Gonfaloniere
Salvatore Zenobi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 14/12/2010 @ 18:56:23 in - Ind. Comm. Artig., linkato 269 volte)

Il Comitato dei Lavoratori dell'A.Merloni di Nocera Umbra,dopo aver formalmente presentato e depositato lo scorso 23 Novembre alla Regione Umbria una petizione con la richiesta di un Consiglio Regionale straordinario sulla vertenza Merloni, che però ad oggi non è mai stata nè inviata nè discussa in Commissione, ritiene che le Istizioni Regionali debbano per dovere costituzionale prendere atto di tale richiesta.
Per questo il Comitato dei Lavoratori,in occasione del prossimo consiglio Regionale di giovedi 16 dicembre 2010 alle ore 10:00,si mobiliterà con un presidio sotto Palazzo Cesaroni per sollecitare le Istuzioni della Regione Umbria affinchè venga accolta la richiesta e al più presto venga convocato un Consiglio Regionale straordinario sulla vertenza Merloni. Inoltre, visto che stanno circolando da qualche giorno notizie da parte di alcune rappresentanze sindacali (non pubblicamente ma ai propri iscritti) sul fatto che in realtà non ci sarebbe alcuna proposta al vaglio dei Commissari, chiederemo anche che la Regione Umbria incontri i Commissari per far luce su questa vicenda e aggiornando i lavoratori sul reale stato della situazione.

per IL Comitato dei Lavoratori
il portavoce Gianluca Tofi

 
Di Sandro (del 28/09/2006 @ 18:55:50 in - Accade a Gualdo, linkato 787 volte)

Vle DON BOSCO - Gualdo TadinoÈ uno dei tre ingressi principali per chi, dalla Flaminia, si dirige verso il centro.
È anche il più bello, un lungo e dritto viale ombroso ai cui lati negli ultimi anni è cresciuta una edilizia di pregio.
È per la città un buon biglietto da visita ma, i suoi pregi lo rendono pericoloso perché gli automobilisti ed i motociclisti indisciplinati lo percorrono a velocità sostenuta. Non considerano che è una strada urbana con numerose traverse e numerosissimi accessi alle unità abitative per cui, e i residenti ne sono testimoni, lo stridio delle gomme delle frenate di emergenza è giornaliero e non sempre evita l’incidente.
Più volte le forze dell’ordine sono state sollecitate e ogni tanto qualche pattuglia vigila con ottimi risultati, anche in termini economici per l’erario, ma una vigilanza saltuaria non risolve il problema e chi è obbligato a servirsi del viale quotidianamente è molto preoccupato per la sua incolumità.
Sollecitato da più parti faccio un appello alle forze competenti suggerendo anche di pensare a dissuasori tecnologici quali i semafori intelligenti o le più repressive telecamere perché, alla fine della fiera, toccare il portafoglio è quello che da i risultati migliori.

 

RELAZIONE A  CONCLUSIONE DELLA TRIENNALE DELLA CERAMICA D'ARTE CONTEMPORANEA DI GUALDO TADINO1. L'ideazione del progetto
Il progetto ha avuto inizio nell'autunno del 2007. L'allora presidente dell'Associazione Alberto Cecconi proponeva al Consiglio direttivo di rilanciare il tradizionale Concorso internazionale della ceramica. Veniva richiesta la consulenza del prof. Pier Francesco Frillici, docente di Storia della comunicazione visiva nell’Istituto europeo di design di Milano e collaboratore alla didattica per l’insegnamento di Storia della fotografia all’Università di Bologna. Oltre che avere un supporto tecnico al nostro lavoro, volevamo proiettare il Concorso in ambito accademico, e il prof. Frillici poteva offrirci questa opportunità. Lui ci consigliava di rompere con gli schemi tradizionali del Concorso e puntare all'arte per la città, passando così da un evento indoor ad uno outdoor. Ci suggeriva altresì un modus operandi che consisteva nel coinvolgere nella realizzazione delle opere gli artigiani della città di Gualdo Tadino, rivitalizzando esperienze già fatte in anni precedenti.

2. La Stesura del Bando e la richiesta di finanziamenti
Si iniziava così a stilare il bando di concorso coinvolgendo nella stesura, oltre che i rappresentanti della Pro Tadino, nelle persone di Alberto Cecconi, Riccardo Serroni, Mauro Mancini (coordinatore), i rappresentanti della Confcommercio, della Confartigianato, della CNA , un rappresentante dell'associazione Arte &Dintorni (che dopo la prima riunione rinunciava all'incarico) ed ovviamente Pier Francesco Frillici. I rappresentanti degli artigiani chiedevano di affiancare al concorso artistico una sezione di “Qualificazione produttiva”. S'incominciava così ad abbozzare un progetto da presentare all'attenzione della Fondazione e dell'Amministrazione comunale. Ci si orientava sull'idea di far presentare agli artisti i progetti piuttosto che gli oggetti, di selezionarne alcuni e di dare agli artisti l'opportunità di realizzare le opere qui a Gualdo Tadino, in collaborazione con le aziende locali. Il progetto, corredato da un articolato preventivo di spesa, veniva presentato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e all'Amministrazione comunale nel dicembre 2007.

3. Il coinvolgimento delle aziende:
Tutte le aziende produttrici di ceramica di Gualdo venivano interpellate e veniva chiesto loro: a) la disponibilità a collaborare con gli artisti che avrebbero partecipato al concorso alla realizzazione delle opere, b)l'interesse a produrre oggetti per la “Qualificazione produttiva” indirizzata verso opere di arredo urbano La risposta era deludente. Con le aziende che avevano risposto all' appello iniziava un percorso che portava ad abbandonare l'idea della realizzazione di opere funzionali all'arredo urbano, (questa scelta avrebbe comportato una riconversione produttiva delle aziende aderenti ) fortemente sostenuta dalle ceramiche Carini, e ci si indirizzava verso la realizzazione di oggetti d'arredo.

4. La struttura organizzativa del progetto
Nel marzo del 2008, nel gruppo di lavoro entrava anche l'arch. Nello Teodori, il quale proponeva di trasformare il Concorso in Triennale della Ceramica d'Arte Contemporanea e di individuare un artista di chiara fama per assegnargli il compito di realizzare un “Progetto Speciale” al di fuori del Concorso vero e proprio. Questo per dare maggior peso all'evento che andavamo a costruire: ripartire con il Concorso, dopo anni di apnea creativa, costituiva indubbiamente un rischio. Nello stesso tempo suggeriva di impostare il discorso della “Qualificazione produttiva” fuori dall'ambito concorsuale. Nell'aprile del 2008 Pier Francesco Frillici rinunciava all'incarico di Consulente scientifico. Nel maggio del 2008 la Fondazione comunicava l'approvazione del progetto presentato e si impegnava per un consistente finanziamento. Il Consiglio Direttivo decideva pertanto che si poteva passare alla fase operativa e nominava un comitato di progetto così composto: Direttore del progetto Mauro Mancini Curatore scientifico Nello Teodori Responsabile della parte organizzativa e finanziaria Luciano Meccoli Nello Teodori chiedeva di essere affiancato, come curatore scientifico, dalla Professoressa Carla Subrizi, docente di Storia dell'Arte contemporanea a La Sapienza di Roma e Direttrice della Fondazione Baruchello, in modo che ci potesse assicurare un contatto con un artista di chiara fama per la realizzazione del “Progetto Speciale” e garantirci quel collegamento con il mondo Accademico sempre da noi cercato. Si andavano così delineando tre momenti della Triennale:

5. Il 38°Concorso internazionale

6. Il “Progetto Speciale”

7. La Qualificazione produttiva che, successivamente verrà declinata in“Tradizione Contemporanea”e “Disegno e Produzione” . Con la prima s'intendevano realizzare oggetti d'arredo con designer moderno ma lustrati con la tecnica tradizionale, la seconda aveva l'obiettivo di fornire elementi per rinnovare la produzione ceramica locale. Con Carla Suibrizi si prendevano accordi circa la realizzazione del libro d'arte/catalogo, delegandola a trattare con la Silvana Editoriale.

8. La disponibilità offerta dalla Tagina
La Presidente della Pro Tadino Paola Moriconi si assicurava la disponibilità della Tagina Ceramiche d'Arte SPA a finanziare il “Progetto Speciale” e ad offrire gli spazi e e i materiali necessari per la realizzazione delle opere vincitrici del Concorso

9. La scelta dei siti dove collocare le opere
La scelta del Centro storico o dei Centri storici delle frazioni come luogo privilegiato dove collocare l'opera d'arte era stata una scelta della prima ora. Già Frillici aveva individuato, e fotografato, diversi siti del centro storico “degni” di accogliere un'opera d' opera d'arte, tra questi c'era pure la Torretta federiciana divenuta successivamente oggetto d'intervento e numerose Fonti. L'itinerario estetico immaginato doveva essere progettato per l'utente a piedi, invitato a compiere un viaggio ricco di scoperte lente e graduali, caratterizzate da stupore, emozione e una buona dose di riflessione critica, attraverso le quali l'arte poteva finalmente fornire al suo pubblico gli strumenti per immergersi nel presente di una civiltà e immaginarne lo sviluppo futuro. La scelta di Piazza Mazzini come “piazza della scultura” in cui collocare tutte le opere vincitrici del Concorso era stata operata da Nello Teodori in accordo con l'Amministrazione Comunale e, su questa scelta era stato costruito il bando di concorso. Alla luce dei progetti presentati ed in seguito ad una ricognizione effettuata, la Commissione Giudicatrice del Concorso metterà in discussione la scelta di Piazza Mazzini e suggeriva di installare due opere in altri siti. La scelta dei Giardini pubblici veniva effettuata dagli stessi artisti vincitori del concorso dopo una ricognizione per le strade e le piazze del Centro storico.

10. Il lancio del bando
Il Bando di Concorso veniva lanciato nel settembre del 2008 e si sceglieva la modalità di diffusione elettronica piuttosto che quella cartacea. Veniva ri-creato un sito web della Pro Tadino con il quale far transitare le informazioni relative al concorso e non solo.

11. La chiusura dell'attività concorsuale
Alla fine di dicembre del 2008 si riuniva la Commissione Giudicatrice del 38° Concorso composta da Carla Subrizi (Presidente), Francesco Galluzzi (docente di estetica nelle Accademie di Belle Arti di Palermo, storico e critico dell'arte) Luciano Lepri (poeta, scrittore, saggista e critico d'arte e letterario) , Giuseppe Biagiotti (esperto in tecnologia della ceramica), Giordana Benazzi (Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico dell’Umbria), che esaminavano i 96 progetti presentati da 67 artisti. Veniva fatta una prima scrematura e venivano selezionati 7 progetti, di questi ne venivano scelti tre: “Un tavolo, una sedia, un libro” di Chiara Camoni, “Case del popolo” di Vincenzo Rusciano, “Pilato's game” di Angelo Ricciardi. La scelta operata dalla Commissione tendeva, piuttosto che a valorizzare i ceramisti, a valorizzare gli artisti. Un membro della Commissione, Giuseppe Biagiotti, faceva notare che i progetti selezionati avrebbero comportato una notevole spesa realizzativa e chiedeva, prima di ufficializzare i nomi dei vincitori, di interpellare la Tagina se fosse stata disponibile ad accollarsi i costi degli stampi che lui quantificava intorno ai 25.000 euro. Interpellata la Tagina, si procedeva alla realizzazione delle opere.

12. Il processo di esecuzione delle opere
Il processo di esecuzione delle opere prendeva avvio dal gennaio 2009. Il “Progetto speciale”, la cui realizzazione veniva affidata all'artista Bruna Esposito, vedeva coinvolti oltre che gli artigiani, gli alunni delle classi quinte della scuola elementare D. Tittarelli ed il Centro Promozionale della Ceramica. Per questo progetto la fase di studio e di revisione è stata piuttosto lunga ed i tempi di realizzazione dell'opera sono slittati di tre mesi. Grazie anche alla disponibilità degli artigiani Paolo Spigarelli, Mario Viventi, Giuseppe Biagiotti, il 5 di giugno siamo arrivati ad inaugurare l'opera di Bruna Esposito “Il vecchio e il bambino”. Abbastanza complesso è stato l'iter realizzativo delle tre opere vincitrici del 38° Concorso, in quanto la Tagina ha trovato non poche difficoltà: ha dovuto sperimentare nuove metodologie di cottura ed ha dovuto provare impasti ceramici diversi da quelli normalmente utilizzati in produzione.

13. La mostra del 30 maggio: i designer, le aziende partecipanti.
Il 30 maggio, nella Chiesa di San Francesco, venivano presentati i bozzetti, gli schizzi, i video, le fotografie delle opere in corso di realizzazione e i prototipi in ceramica dei progetti di design realizzati in collaborazione con le aziende che hanno aderito alla manifestazione articolati nella sezione “Disegno e Produzione” e “Tradizione contemporanea”. Si trattava di una prima fase di apertura al pubblico della Triennale, alla quale avrebbe seguito l'inaugurazione del progetto speciale, l'inaugurazione delle opere vincitrici del 38°Concorso ed infine la presentazione del libro d'arte/catalogo a cura della Silvana Editoriale.

14. Disegno e produzione.
E' un’importante sezione della Triennale che in parte prosegue quanto il Concorso della ceramica d’arte di Gualdo Tadino aveva già realizzato dal 1959. Con l’obiettivo di far interagire la sperimentazione artistica con l’ideazione e la realizzazione di oggetti in ceramica, questa tecnica si flette nella progettazione del design, mantenendo anche uno stretto rapporto con l’arte contemporanea. Sergio Calatroni, Antonella Cimatti, Fabrizio Fabbroni, Roberto Fugnanesi, Roberto Giacomucci, Marino Guerritore, Raffaele Iannello, Niklas Jacob, Ugo La Pietra, Emanuele Pecci, Luciano Tittarelli, Walter Vallini hanno realizzato una serie di prototipi che dimostrano come la ceramica possa ancora costituire un punto di partenza importante per il design contemporaneo, in una prospettiva che valorizza l’oggetto comune sul piano della concezione, dell’attenzione al quotidiano e non soltanto perché inseribile in un circuito economico. Calatroni, Cimatti, Giacomucci, Guerritore, Iannello, La Pietra, Tittarelli sono presenti insieme a Luca Degara e Maurizio Tittarelli Rubboli, all’interno della sezione Tradizione contemporanea, che, sempre a partire dal design e dal suo rapporto con la ceramica, cerca di riflettere, con prodotti specifici, sulle relazioni tra sperimentazione e tradizione: qui la valorizzazione di un patrimonio storico-artistico esclusivo incontra le questioni e le necessità del presente.

15. L'adesione ad Abitare il Tempo
Nel mese di maggio veniva formalizzato l'impegno tra la Pro Tadino e le aziende circa l'adesione alla manifestazione fieristica “Abitare il Tempo” di Verona. L'Associazione Pro Tadino, aveva già deciso con delibera consilare di offrire l'opportunità, alle aziende che avevano aderito aderito alla Triennale, di presentare i prototipi realizzati nella sezione “Disegno e Produzione” e “Tradizione contemporanea” alla manifestazione “Abitare il Tempo”. La Pro Tadino s'impegnava a sostenere l'onere delle spese di partecipazione e di allestimento, mentre le aziende gualdesi dovevano provvedere a curare la realizzazione di un depliant ed al trasporto dei pezzi di ceramica realizzati.

16. L'inaugurazione del Progetto Speciale
Il 18 luglio veniva inaugurata l'opera di Bruna Esposito “Il vecchio e il bambino” e l'Associazione Pro Tadino la presentava alla città in questi termini: Il Progetto Speciale 2009, dal titolo “Il vecchio e il bambino”, è stato realizzato da Bruna Esposito, artista che dagli anni Ottanta lavora sul confine tra materiale e immateriale, tra dimensione pubblica e dimensione intima del fare e pensare artistici, tra etica e poesia. Materiali effimeri e dinamici (sabbia, acqua, odori, suoni, buccia di cipolle) o, al contrario, solidi e permanenti (vetro, marmo, specchio, oggetti) sono da sempre usati dall’artista, all’interno di una ricerca che fa dialogare gli estremi, le differenze, la contraddizione e il paradosso. Acqua e fuoco, aria e terra, tornano anche nel lavoro per Gualdo Tadino installato in una Torretta medievale al centro della città. Bruna Esposito ha realizzato un’opera nel contesto urbano, scegliendo un luogo che la gente da sempre attraversa e vive. La memoria, il racconto e le esperienze vissute dai bambini e gli anziani coinvolti nel progetto (attraverso workshop e interviste) sono stati un punto di partenza. Nella Torretta l’installazione si presenta come un ambiente composito, ma unitario: su una parete sono posizionate le formelle in ceramica realizzate dai bambini; su un lato ci sono due grandi uova di ceramica; sul soffitto c’è una lampada rivestita di frammenti di lustro. Questi elementi sono resi tuttavia dinamici dall’aria-vento che dal tetto confluisce all’interno facendo ruotare la lampada, la quale illuminata riempie l’interno della Torretta di giochi di luce e riflessi; sempre dal tetto, attraverso una sorta di imbuto, viene raccolta l’acqua piovana che in gocce lente cade su una delle uova. Bruna Esposito ha realizzato il suo progetto pensando alla ceramica come a una materia semplice, che invita a pensare il basso, la terra. Tuttavia il suo lavoro ha aspetti fortemente concettuali: tutto è ridotto, semplice, quasi originario e questi aspetti parlano un linguaggio anacronistico, senza tempo, all’interno dello spazio pubblico della città. La Torretta diventa un punto che raccoglie, trasforma, ridistribuisce agli abitanti le energie, le memorie, le storie di tutti: un dispositivo pubblico.

17. L'inaugurazione delle opere vincitrici
Il 5 di settembre venivano inaugurate le tre opere vincitrici del Concorso e la Pro Tadino le presentava così:
Chiara Camoni, Un Tavolo, una sedia, un libro
Angelo Ricciardi, Pilato’s game
Vincenzo Rusciano, Case del Popolo
Una scrivania nell’angolo di una piazza (opera di Chiara Camoni) ,orientata verso il paesaggio, diventa un modo di osservare diversamente : come un elemento metafisico e silenzioso, tuttavia divenuto reale, la scrivania attende che qualcuno si fermi, si metta a guardare, provi a immaginare e trascrivere su una pagina mentale questa esperienza; il “pavimento” di Angelo Ricciardi è invece un elemento che non si eleva, che non cerca alcuna centralità e che si appiattisce per mettersi ( o rimettersi, in quanto terra che torna alla terra) al livello del suolo che tutti percorrono, ma anche per diventare la superficie di un gioco possibile soltanto per spostamenti trasversali, orizzontali ; le tre “case” colorate di Vincenzo Rusciano, in parte oggetto per la memoria (il terremoto), in parte stimoli per vivere da altri punti di vista un giardino pubblico,hanno invece perso l’equilibrio o tentano di disporsi altrove, per provare ad abitare spazi condivisi, in cui tutti possano trovarsi e riconoscersi. I progetti, selezionati nel dicembre 2008, mostrano come la ceramica sia attraversata da questioni centrali al dibattito contemporaneo: nella doppia dimensione locale e globale, la ceramica parla contemporaneamente il linguaggio di un territorio, ma anche la necessità di oltrepassare tale specificità per aprirsi a relazioni inedite non soltanto con altre tecniche e procedimenti, ma con altri concetti e oggetti, con altre parole e immagini in una dimensione transculturale, fluida, fuori – dentro le discipline. I tre progetti costituiscono un segnale importante di sconfinamento e ritorno, di spostamento e radicamento: non soltanto tra la ceramica e l’arte, ma all’interno di un linguaggio (dell’arte) che oramai può e sente anche il dovere e la responsabilità di usare tutti i materiali per produrre sintesi, cortocircuiti, interrogativi: tra memoria e nuovi immaginari, tra passato e presente, tra valori che devono essere sempre ripensati a partire dal proprio e sempre nuovo punto di vista.

18. Il libro d'arte/catalogo
Il libro d'arte/catalogo, in italiano ed inglese, che ha come obiettivo quello di rappresentare tutto ciò che è stato prodotto dalla Triennale, sarà stampato in 1.000 copie dalla Silvana Editoriale, che si è impegnata anche alla diffusione presso le maggiori librerie italiane e presso i poli museali italiani ed esteri. Il libro è in fase di realizzazione e, presumibilmente, sarà presentato alla città nel mese di novembre

19. Osservazioni personali conclusive
Vorrei porre all'attenzione del Consiglio alcuni elementi positivi e negativi che ho rilevato in questi tre anni di lavoro: un elemento di forza è senz'altro la scelta di aver individuato lo spazio urbano, invece del tradizionale museo, come luogo di vita dell'opera d'arte, con l'obiettivo dichiarato di porre l'opera a stretto contatto con il pubblico e, nello stesso tempo, di caratterizzare e rivalutare l'ambiente cittadino.
Una volta fatta la scelta dello spazio urbano come luogo di vita dell'opera d'arte, si richiede però agli Amministratori della città un forte impegno, in quanto la Pro Tadino consegna loro delle opere che devono essere mantenute, protette e curate, e non sempre ciò che è pubblico gode della doverosa attenzione
Questa collezione, che noi definiamo “museo diffuso”, potrebbe essere incrementata di anno in anno, mettendo in piedi nuove iniziative o arricchita con opere dei precedenti concorsi, opere da sempre immagazzinate in uno spazio chiuso e non fruite dal pubblico. Alcune di queste opere già erano state concepite e realizzate per una collocazione all'aperto, ma, anche per alcune delle altre potrebbero essere individuati degli spazi protetti: mi viene in mente lo spazio antistante i resti della chiesa di Sant'Agostino, le nicchie poste lungo il tunnel dell'ascensore degli Orti Mavarelli. Facendo un'attenta ricognizione, sono certo che si potrebbero trovare altri siti. Leviamoci dalla testa l'idea che questa città possa permettersi la gestione di un terzo museo oltre quello dell'Emigazione e della Rocca Flea. Non trovo per nulla scandaloso che almeno un'opera realizzata sul tema del francescanesimo possa trovare collocazione nella chiesa di San Francesco, o un'opera realizzata sul tema dell'emigrazione possa essere d'arredo nella sala multimediale del Museo dell'Emirazione. Malgrado la Subrizi definisca gran parte delle opere dei precedenti concorsi “orribili”, non penso che opere scelte da critici di altre scuole debbano essere disprezzate e che la scintilla dell'arte sia stata scoccata in questa città dalla Triennale.
Ritengo che l'arte contemporanea, oltre che riqualificare lo spazio urbano, si presti bene ad essere inserita in una strategia di sviluppo delle politiche turistiche e ritengo che attorno a queste opere possa essere costruito una sorta di percorso.
L'arte pubblica, in quanto tale, ha fini comunicativi e mai celebrativi, pertanto penso, al di là delle critiche più o meno centrate che inevitabilmente avremo, che abbiamo innescato un processo comunicativo, e quindi di crescita culturale, tra l'artista e la comunità cittadina.
Se individuiamo l'arte ad uso pubblico come strategia per il futuro, stiamo attenti però che l'arte in uno spazio pubblico non venga utilizzata come foglia di fico per nascondere le scelte inadeguate in campo urbanistico.
Sarei molto cauto ad attribuire un valore eccessivo a quell'iniziativa che noi definiamo “qualificazione produttiva”. Per una serie di ragioni non ha prodotto e (non potrà produrre) prototipi per una produzione seriale. Ha centrato però l'obiettivo sotto due aspetti: il primo nell'aver riqualificato agli occhi di esperti del settore l'immagine della ceramica di Gualdo; il secondo nell' aver offerto ai nostri ceramisti, dal contatto con i designer, degli stimoli culturali forti.
Infine mi sia consentito di ricordare che un'operazione così complessa e impegnativa come quella della Triennale non può essere assunta in toto da un'Associazione di volontariato con una struttura operativa debolissima.

Mauro Mancini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/11/2011 @ 18:52:38 in - Politica, linkato 634 volte)

Assunzioni di favoreMentre fervono i lavori nelle Commissioni consiliari regionali dell'Umbria per uscire in fretta dal rompicapo di una riforma endoregionale, sul cui risparmio affiora ben più di qualche ragionevole dubbio, per i condizionamenti posti dalla notevole quantità di personale dipendente da ricollocare da una sigla ad un'altra, ho appreso con una certa sorpresa di una nuova selezione da parte di Umbra Acque, per 4 autisti nella movimentazione mezzi pesanti e macchine da scavo e carico, nell’ambito del “potenziamento dell’organico dell’area operativa” come si legge sul sito dell'azienda. Già nei mesi scorsi anche la Provincia di Perugia si era prodigata frettolosamente in nuovi concorsi...
Ora, se in Regione si cerca di agire nella direzione di rendere maggiormente efficace ed efficiente il funzionamento delle istituzioni, sulla base di una forzata ottimizzazione delle risorse disponibili che obbliga a qualificare al massimo il personale già presente, non si capisce proprio perchè in altri enti, organici allo stesso sistema regionale, si vada nella direzione opposta.
La particolare contingenza che viviamo evidenzia un sistema che ha fagocitato consensi in cambio di prebende e posti di lavoro, ed ora, pur pagando il conto di tale sproporzione, sembra non perdere antichi vizi ed abitudini distorte. Eppure l'incedere della più preoccupante crisi dal dopoguerra ad oggi e l'insostenibilità del sistema richiederebbe una rapida inversione di rotta.
La Regione ha il dovere non solo di perseguire con decisione questa strada , ma anche di fare in modo che le azioni di Province, Comuni, partecipate ed enti intermedi tendano senza contraddizioni verso tali obiettivi. Non sarebbe affatto credibile una riforma del sistema che scioglie sigle da una parte inventandone di nuove, giustificate con il blocco delle assunzioni, quando in concomitanza si continua ad arruolare nuovo personale pubblico. Sembrerebbe più ragionevole immaginare che oltre le riforme cartacee, le istituzioni regionali e i loro derivati, possano trovare l'occasione di sedersi attorno ad un tavolo per valutare, attraverso un'approfondita ricognizione, come soddisfare le varie esigenze di personale,con la ridistribuzione ad esempio delle risorse umane disponibili.
Non può essere più questo il tempo che legittima egoistiche visioni, legate alla gestione del proprio orticello. La sfida di ammodernamento riguarda tutti e non può essere pagata solo dalle nuove generazioni alle quali con questa confusione ...non resterebbe altro che arrangiarsi.

Sandra Monacelli

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Di Riccardo (del 19/06/2007 @ 18:51:53 in Società, linkato 1180 volte)

qualcuno l’ha definita una storia degna di un romanzo d’appendice.
Aurelie Filippetti, la figlia di un minatore emigrante di Gualdo Tadino, batte alle elezioni politiche il discendente dei padroni della miniera dove ha lavorato suo padre. E’ accaduto nelle ultime elezioni politiche francesi nella circoscrizione della Mosella. Aurelie è nata a Villerupt (Mosella) 34 anni fa discendente da una famiglia gualdese. Suo nonno Tommaso (morto in un campo di concentramento nazista) parti da Gualdo Tadino agli inizi del ‘900 per sfuggire alla miseria e giunse nella Lorena per sfamare la famiglia estraendo ferro e carbone.
Aurelie ha ereditato la passione per la politica dal babbo Angelo, anch’egli minatore, che è stato sindaco di Audun Le Tiche dal 1983 al 1992, anno della sua morte. La famiglia Filippetti ha mantenuto un forte legame con Gualdo Tadino dove tutt’ora abita un parente stretto, Bruno Filippetti, assessore all’ambiente, cugino di Angelo e zio di Aurelie:
“La conosco come una ragazza gioviale e molto determinata nel raggiungere l’obiettivo che si propone- dice- L’ultima volta che è venuta a Gualdo Tadino è stato 20 anni fa, in occasione dei Giochi de le Porte. Dopo la morte del padre non è più venuta ma ha mantenuto comunque uno stretto legame con la nostra città”. Città che è legittimamente orgogliosa di questa sua figlia che si è fatta strada. Dopo Sandra Monacelli al Senato, Aurelie Filippetti all’Assemblea Nazionale francese. Sono le donne gualdesi che tengono alto il vessillo. Anche se su sponde opposte. Già esponente dei Verdi, consigliere di 'arrondissement' a Parigi (dove si è laureta, vive ed insegna latino e greco), Aurelie, sposata con una figlia di 9 anni, nel 2006 è entrata a far parte della squadra socialista di Segolene Royal. Ha battuto Alain Missoffe, dell' Ump, il partito di Nicolas Sarkozy con cui ha anche avuto un vivace contraddittorio sul tema emigranti: “«Missoffe è l' erede di una dinastia che ha abbandonato la Lorena al suo triste destino dopo essersi arricchita alle sue spalle» lo ha apostrofato senza mezzi termini: “Un tema a lei particolarmente caro-testimonia suo zio Bruno- tanto che vi ha scritto il libro: Gli ultimi giorni della classe operaia”.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 19/07/2007 @ 18:51:46 in - Ceramica, linkato 1052 volte)

CERAMICA ARTISTICA GUALDESE - GUALDO TADINOLa Festa del Ceramista è anche un appuntamento annuale costante in cui viene esaminato l’andamento congiunturale del nostro distretto produttivo.
Le note criticità del settore, ribadite nella relazione dello scorso anno, evidenziavano per l’area distrettuale locale, negli ultimi 5 anni, la perdita di 9 imprese, a fronte di 2 nuove iscrizioni, con un saldo negativo di sette attività. Sul fronte degli addetti, nello stesso periodo, si registrava un calo di circa 250 lavoratori, dei quali, per circa l’80 % dei casi, si trattava di pensionamento oppure di reinserimento lavorativo in altri settori.
Una flessione consistente ma, tutto sommato limitata, se si pensa alle sorti di altri centri nazionali di produzione ceramica che hanno subito perdite ancora più pesanti.
Nell’ultimo anno il tessuto produttivo ceramico gualdese ha vissuto un periodo di sostanziale stabilità, nonostante la situazione di recessione del settore a livello nazionale e regionale, mantenendo ancora in attività 56 imprese con circa 750 addetti.
Infatti, pur permanendo le molteplici difficoltà legate al comparto, l’unico segnale negativo, rispetto all’anno scorso, riguarda la cessazione di due laboratori artigiani del settore artistico-tradizionale.
Anche se da un punto di vista meramente economico ed occupazionale la perdita può risultare modesta, è tuttavia un elemento significativo che va colto per il valore sociale e culturale di questo specifico settore.
La realtà negativa ha un duplice aspetto in quanto, per ogni micro impresa cessata corrisponde almeno una famiglia che perde la propria capacità di reddito ed aumenta anche il rischio di disperdere velocemente, l’identità culturale del prodotto tradizionale di Gualdo Tadino.
In senso più generale si può rilevare che, in questo ultimo anno, la ceramica gualdese ha vissuto un’alternanza di situazioni.
Dopo un secondo semestre 2006 che dovrebbe aver segnato il punto più basso raggiunto dal settore, in questa prima metà del 2007, si sono visti i primi timidi segnali di ripresa.
In questo senso ritengo utile effettuare una lettura corretta del contesto produttivo locale, tentando di coglierne le peculiari specificità.
Intanto va messa in evidenza una caratteristica rilevante, tipica del nostro distretto e cioè la diversificazione delle produzioni in almeno quattro macro settori. Una considerazione a parte, va fatta per l’unica importante industria di piastrelle da rivestimento che, per dimensione e tipologia di prodotto, si colloca su una fascia di mercato completamente diversa dalle altre imprese.

◊ Un primo gruppo di aziende (artistico/commerciali) comprende le attività più strutturate, in grado di acquisire partite di lavoro significative, spesso da evadere in tempi molto rapidi. Queste hanno visto momenti di forte stasi dei mercati, alternati a picchi di domanda molto elevati. Si può affermare che le imprese nelle fasi congiunturali positive hanno saputo reagire sinergicamente attivando un sistema di “filiera”. Tale sistema di collaborazione a rete, se pur non supportato da alcuna regolamentazione, ha funzionato permettendo di acquisire lotti di lavoro consistenti. Va sottolineato come, proprio la capacità di risposta immediata alle richieste di mercato, sia uno dei pochi elementi di competitività del tessuto produttivo locale, unitamente alla qualità dei prodotti.
Ovviamente anche lo sforzo profuso dalle imprese, sia in termini d’innovazione continua di prodotto, (forme, colori, decori e materiali), sia per i robusti investimenti realizzati sul piano strutturale e tecnologico, hanno giocato un ruolo fondamentale nella sfida della competizione globale.

◊ Per quanto riguarda il secondo raggruppamento si tratta di imprese che occupano fino a 15 addetti e che realizzano produzioni (artigianali/artistiche) di qualità.
Queste sono orientate a soddisfare, una rete distributiva più diffusa, attraverso l’acquisizione di partite di lavoro anche piccole.
Sono strutture più flessibili delle prime che offrono un prodotto di alta gamma ed un servizio estremamente efficiente.
Anche in questo caso è l’elevata qualità delle produzioni ad essere vincente, garantita da una ricerca artistica continua nel design unita, in alcuni casi, ad una puntuale innovazione dei materiali.

◊ In merito al settore artistico tradizionale, per il quale negli ultimi anni avevamo assistito ad una vera e propria rinascita, in questo momento si registra una netta inversione di tendenza, passando dalle 20 imprese artigiane alle attuali 15. In effetti il mercato di riferimento è quasi esclusivamente locale, mentre è più difficile fare apprezzare il valore delle pregiate maioliche artistiche in altri mercati.
In ogni caso tendono a consolidarsi i laboratori con produzioni di altissima qualità e quelli che fanno innovazione di prodotto.
Con l’obiettivo di ampliare le dinamiche di mercato, proprio di queste produzioni tradizionali, il Centro Ceramica ha tentato di realizzare un progetto di promozione e commercializzazione, utilizzando le più moderne tecnologie informatiche e telematiche.
Purtroppo, pur in un contesto di approvazione generale sulla validità e sulla condivisione del progetto, è risultato ancora difficile aggregare numeri consistenti di imprese che si muovono in una logica di sistema. Infatti, il progetto era partito con l’adesione entusiastica e convinta di 15 imprese che, nella fase di attuazione, si sono ridimensionate, fino ad arrivare alle attuali 6.

Una ulteriore occasione di valorizzazione e di rilancio di queste produzioni artistiche si può intravedere nello sviluppo del progetto di filiera turismo-ambiente-cultura, solo però se, si riuscirà a veicolare, nel nostro territorio, flussi importanti di turisti.

◊ Un ultimo raggruppamento di imprese riguarda i produttori di semilavorati ceramici. Nello specifico ci sono due segmenti di mercato che vanno consolidandosi da qualche anno a questa parte: uno è quello delle terrecotte da giardino e l’altro è quello dei semilavorati di qualità per il mercato degli hobbysti (aree principali ITALIA, USA e UE). Apparentemente questi potrebbero sembrare elementi marginali nel contesto produttivo locale, in realtà sono segnali forti di vivacità imprenditoriale.
Sono soprattutto giovani imprenditori ai quali va dato il merito di una capacità nella diversificazione delle produzioni ed una buona dinamicità nel ricercare nuovi spazi di mercato.
In particolare la lavorazione delle terrecotte ha permesso di rivalutare la figura del torniante.

Questo è un po’ il quadro d’insieme delle produzioni ceramiche territoriali, la cui capacità di tenuta, va ricordato, si deve anche alla professionalità delle maestranze del comparto.
Non va dimenticato inoltre il forte impegno del Comune di Gualdo Tadino che, negli ultimi anni, ha investito risorse fondamentali, sostenendo i processi di qualificazione, promozione, marketing ed internazionalizzazione delle imprese.
Riprendendo le riflessioni sulla congiuntura di settore non si può fare a meno di rilevare alcune delle principali criticità che continuano a frenare lo sviluppo delle imprese.
Il primo aspetto critico è quello legato al costo e alle difficoltà di accesso al credito. Il continuo rialzo dei tassi d’interesse comporta un innalzamento dei costi sugli investimenti effettuati negli anni scorsi. Questo porta a difficoltà finanziarie notevoli senza contare i problemi che potremo incontrare con l’introduzione dei nuovi sistemi di accesso al credito, relativi a “Basilea 2”, in vigore dal primo gennaio 2008.
Già oggi il nostro settore, per le banche, è considerato fra quelli a rischio e anche se le imprese sono sane c’è molta resistenza ad ottenere il necessario sostegno finanziario.
Altri elementi negativi, fortemente avvertiti da tutte le imprese, soprattutto da quelle più piccole, sono il peso e il costo, sempre più opprimenti, della burocrazia (sicurezza, ambiente, privacy, ecc.) e del fisco con l’inasprimento degli studi di settore.
Inoltre, al di la di vane promesse, nulla è stato fatto, a livello comunitario, per tutelare le specificità della rete diffusa delle piccole imprese italiane, ad esempio con interventi legislativi “su misura”.
Così come non si intravedono politiche mirate ad una seria tutela del made in Italy, né interventi finalizzati all’abbattimento dei costi energetici, (gas metano ed energia elettrica) fra i più alti a livello comunitario.
Tuttavia, anche in questo contesto difficile, reso ancora più complicato da fattori congiunturali quali l’euro forte e la concorrenza sleale dei paesi dell’est e dei paesi asiatici, qualche speranza di continuare a tenere le posizioni esiste. Infatti, dopo gli sconvolgimenti avvenuti negli ultimi anni, i mercati internazionali hanno trovato una certa stabilità. Ora è necessario consolidare gli spazi acquisiti e ricercare nuove nicchie di mercato dove la qualità delle produzioni gualdesi è apprezzata. Inoltre occorre rafforzare il sistema di filiera che può rappresentare il vero valore aggiunto. Su questi temi le aziende non possono essere lasciate sole ma occorre agire in collaborazione tra istituzioni locali, forze sociali, imprenditoria e finanza, per interagire rispetto alle prospettive future del settore, alimentando così le migliori potenzialità del mondo produttivo.
Per quanto attiene la questione viabilità va sollecitata, ai vari livelli istituzionali, il completamento dei due assi fondamentali per il territorio rappresentati dalla nuova Flaminia e dalla Perugia-Ancona.
Un’ultima nota riguarda la battaglia sulla restituzione della busta pesante per ottenere lo stesso trattamento dei cittadini della Sicilia e del Piemonte. E’ una questione di uniformità di trattamento, fermo restando che, gli effetti negativi della restituzione, potrebbero rivelarsi devastanti per il tessuto economico locale, visti i segnali di preoccupazione legati non solo alla ceramica ma anche ad altre industrie e ad altri settori del territorio.
In definitiva occorre creare, partendo anche dal territorio, un ambiente legislativo, economico, infrastrutturale e culturale, adatto alla piccola impresa, nel quale le aziende, possano continuare a svolgere quel ruolo sociale insostituibile, in quanto generatrici di ricchezza ed occupazione.

Centro Ceramica Umbra

      Il Presidente
     Claudio Carini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 23/07/2008 @ 18:50:39 in - Ambiente, linkato 977 volte)

Gualdo Tadino by Allegra Combriccola -Il Clan del Gruppo Scout Gualdo Tadino 1° ha aderito al bando “Largo ai Giovani” promosso dall’Ambito Territoriale n°7, con il progetto “Sentieri e servizi per domani” qualche mese fa il Clan (ragazzi dai 16 ai 21 anni) del Gruppo Scout Gualdo Tadino 1° ha aderito al bando “Largo ai Giovani” promosso dall’Ambito Territoriale n°7, con il progetto “Sentieri e servizi per domani” ottenendo un finanziamento di 1.000 euro.
Il progetto consisteva nel promuovere un campo mobile per altri gruppi scout: i ragazzi scout dopo i 16 anni non svolgono più campi “fissi” con le grandi tende per squadriglie, ma fanno le “route” ovvero campi mobili contraddistinti dai tre elementi dello scoutismo: strada, servizio, comunità.
L’idea di fondo era che la proposta di questa route portasse molti giovani scout a percorrere i sentieri di Gualdo e dintorni, promuovendo la conoscenza reciproca con gli scout gualdesi e l’interscambio culturale tra ragazzi provenienti dalla più diverse realtà, promuovendo la conoscenza di questa parte di Umbria sconosciuta a molti e in particolare le sue peculiarità naturali e ambientali, di dare visibilità allo scoutismo nei paesi in cui non è presente (Nocera Umbra) e infine “impiegare” i gruppi ospiti in servizi necessari sul territorio, compreso il miglioramento e potenziamento della base scout gualdese.

IL PROGETTO DI “ROUTE” La route completa è stata progettata con partenza da Nocera Scalo (arrivo con il treno), pernotto a Monte Alago, attraversamento del sentiero Italia lungo i crinali dei monti fino a Serrasanta/Valsorda, discesa alla Base Scout, cammino fino da Asissi attraverso le tappe intermedie di Morano Osteria e San Presto/ Porziano.
Lungo questo percorso i Clan ospiti prestano servizio presso diverse realtà:

  • Presso la base gualdese costruendo secondo lo stile scout alcune strutture necessarie a migliorare l’accoglienza della base o costruendo un Percorso Hebert (un percorso ad “ostacoli” che gli scout impiegano per attività di educazione fisica) nella pineta che sarà poi intitolato a Gianluca Goracci.
  • Presso la casa di riposo gualdese, coadiuvando il personale di servizio durante la somministrazione dei pasti, a prosecuzione del servizio già svolto durante l’anno dai ragazzi gualdesi e che, da una verifica con il personale della struttura, sembra portare tanto beneficio agli ospiti della stessa.
  • Presso l'oratorio salesiano con attività di animazione ai bambini e ragazzi che frequentano il campo estivo "Grest".
  • Presso la Caritas di Assisi-Gualdo-Nocera nei CVS di Assisi e Gualdo, e presso la comunità di accoglienza S.Maria delle Rose di Assisi, a seconda delle necessità che si presentano di volta in volta.
  • Presso la Casa di Riposo A.Rossi di Assisi, svolgendo lo stesso servizio del nosocomio gualdese.
  • Presso l’istituto Serafico di Assisi, svolgendo le attività indicate dagli assistenti sociali: in particolare per quest’anno all’interno del maneggio del centro.

I pernotti [tutti gratuiti ad esclusione di quelli in Assisi] ed i servizi sono stati coordinati dai capi del Gruppo Scout, grazie ovviamente alla disponibilità degli enti ospitanti, della famiglia Fabbri di Morano Osteria, e della Confraternita del SS.mo Sacramento di Porziano. Infine gli adulti del MASCI si sono occupati dei lavori alla base.

I LAVORI E GLI OSPITI I soldi (pubblici) ottenuti con il bando sono stati quindi impiegati per il miglioramento della base, in particolare per la bonifica dell’area in cui sorgeva sino a qualche anno fa un prefabbricato ad uso abitativo in cui è stato necessario demolire vecchi “stalletti” e muri, spianare (ciò che diventerà un prato) con mezzi meccanici e smaltire il materiale di risulta con impresa autorizzata (€ 500) e per il noleggio di un w.c. chimico per disabili (€ 562), oltre all’acquisto di materiali ed attrezzi, rendendo così la base adeguata all’accoglienza dei tanti clan che hanno aderito. Infatti nel periodo da luglio a settembre saranno diversi i gruppi che percorreranno la route: S.Teresa di Riva 1 (ME), Civita Castellana 1 (VT), Piana degli Albanesi 1 (PA), Venezia 4, Rende 2 (CS), Valpolicella 1 (VR), Medolla 1 (MO), Torino 27, Rivoli 4 (TO), Lamezia Terme 8 (CZ), Acerra 1 (NA) per un totale di oltre 100 ragazzi in cammino. Questi gruppi si aggiungono ai lupetti ed esploratori che come ogni anno svolgono il campo estivo presso la Base Scout – Pineta di Roti.

IL FUTURO Se la verifica finale di questa impresa risulterà positiva e se le “forze” a disposizione del gruppo scout saranno sufficienti (l’impegno dei capi del gruppo è sempre e prioritariamente rivolto alle attività con i propri ragazzi), la proposta potrebbe diventare fissa negli anni a venire. Si pensa già a migliorare alcuni punti della proposta: innanzitutto che si completi il progetto per avere posti letto e servizi adeguati nella base scout, poi a risolvere alcuni problemi “tecnici” come l’assenza di punti acqua lungo il sentiero Italia M.Alago-Valsorda, ed un migliore coordinamento dei servizi. A proposito di questi ultimi punti: se da cittadini ed enti gualdesi vi possono essere richieste di intervento e servizio, accettiamo qualsiasi suggerimento!

Simone Cappellini

 
Di Mauro (del 15/01/2007 @ 18:48:42 in - Accade a Gualdo, linkato 877 volte)

Oggi è uscito “Il Nuovo Serrasanta” ed il mio auspicio è che ci sia una sinergia tra il nuovo giornale e questo blog. Non credo che ci possa essere conflitto tra la carta stampata ed il mezzo elettronico, anzi, vari giornalisti di fama nazionale come Giovanni Floris o Beppe Severgnini o Pino Scaccia hanno un loro blog per confrontarsi con i propri lettori.
Il blog conserva inalterata, anzi rafforzata la sua funzione. Il giornale intanto potrebbe essere anticipato, oppure smascherato e gli articoli potrebbero diventare oggetto di commento e di critica. Il blog dell’Allegra Combriccola è inoltre una palestra, quella palestra di cui molti sentono la mancanza, perchè gli spazi per esprimere la propria opinione, a quanto dicono alcuni nostri amici, sembra siano resi impraticabili dai soliti noti, dai giornalisti di professione che avrebbero creato una sorta di consorteria.
(Non credo, tuttavia, che chi abbia qualcosa da dire sul giornale locale trovi le porte chiuse, risparmia piuttosto la fatica ad altri che non hanno tutta quella costanza di scrivere!)
Nel blog tutti siamo giornalisti perchè come scrive Giuseppe Granieri in “Blog generation”, edizioni Laterza, “.. nei giornali prima si scrive e poi, dopo il controllo del direttore, si pubblica, mentre nella blogosfera prima si pubblica, poi i lettori leggono, correggono, sviluppano e quindi, tutti insieme, decidono se un testo va propagato o cassato”.

Mauro Mancini

 

SPETTACOLO DI BENEFICENZA DELLA FILODRAMMATICA GIOVANILE GUALDESE - Gualdo TadinoUno spettacolo della Filodrammatica Giovanile Gualdese il 3 maggio presso il Teatro Don Bosco alle ore 21,00 a favore della Fondazione dell’Ospedale Salesi di Ancona (un ospedale per bambini): l’iniziativa è promossa dal nostro concittadino Fabrizio Baglioni.
Fabrizio è un giovane padre che ha dovuto combattere con una malformazione cardiaca della sua splendida bambina. In una conferenza stampa dai toni molto commoventi, Fabrizio ha ricostruito l’iter diagnostico ed interventistico (partito dalla pediatria dell’ospedale di Branca) che ha avuto come esito positivo la guarigione della sua bambina operata presso l’ospedale anconetano. E per ringraziare anche tangibilmente il nosocomio di Ancona ha deciso di fare qualche cosa di concreto per raccogliere fondi a favore della Fondazione. Per spiegare il senso profondo di questo suo gesto ha preso in prestito una significativa frase di Madre Teresa di Calcutta: “Quello che fate è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe”. Ed il dr Marinelli, pediatra della pediatria di Branca che ha accompagnato anche fisicamente la bambina presso l’ospedale di Ancona dopo aver individuato il problema, ha aggiunto che è “importante creare un clima di collaborazione tra operatori sanitari e familiari”.
La Fondazione realizza diversi progetti a favore dell’ospedale Salesi che vanno dal sostegno alle famiglie dei bambini malati e ricoverati, al sostegno psicologico dei bambini, al contributo per l’aggiornamento del personale sanitario. Nei dettagli si può esaminare analiticamente tutto il ventaglio degli interventi programmati consultando il sito internet www.fondazionesalesi@ospedaliriuniti.marche.it  
Fabrizio Baglioni, nel suo intervento di presentazione della serata alla stampa, ha ringraziato per la collaborazione moltissime persone, dai sanitari agli sponsors ed alla Filodrammatica che riproporrà la commedia “Cimitero andata e ritorno”.
“La prevendita è andata benissimo” ha concluso. La speranza, ovviamente, è di fare il pienone. Quanti non hanno ancora acquistato il biglietto possono rivolgersi allo stesso Baglioni oppure possono acquistarlo presso la biglietteria la sera stessa in cui andrà in scena la commedia.

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Spinelli, i confini tra spaccio e uso. Urge una battaglia educativa

Guerra alle dipendenze: non in modo superficiale usando le scorciatoie o giocando su ideologie politiche equivoche

DON ANTONIO MAZZIAntonio Mazzi - Sarebbe più comodo per me dare una risposta spot al ministro dei quaranta spinelli quotidiani. Preferisco, invece, affrontare con un minimo di faticosa serenità, per l'ennesima volta, l'intero orizzonte educativo. È chiaro che, se partiamo dalla soglia della disperazione, i quaranta spinelli sono acqua fresca. Farebbero solo ridere il popolo della strada e non risolverebbero certamente il problema. Se partiamo, invece, dalla prevenzione, gli interventi devono essere intrisi di saggezza, lungimiranza e autodisciplina. È importante dire pane al pane. Quaranta spinelli sono spaccio e non solo uso. Porterebbero certamente al peggio, e non ditemi che sono un profeta di sciagure. Il fenomeno dipendenze, in tutte le sue sfumature, ci sta sfuggendo di mano. Si alimenta ogni giorno di iniziative preoccupanti sempre nuove, impensate, nascoste dentro i normali avvenimenti di ogni giorno. Nessuna istituzione ormai può dichiararsi totalmente indenne. Famiglia, scuola, oratori, circoli sportivi, lavoro, tempo libero, sono a rischio. L'epidemia dilaga a macchia d'olio, spaventosamente. Urge alzare le dighe prima dell'alluvione.
La metodologia più seria torna a essere la prevenzione, l'educazione, un paziente chiarimento su cosa è un capriccio e in che cosa si diversifica dal divertimento. Garantire i capricci, banalizzare i doveri, invece che porre limiti, paletti, orientamenti precisi, non mi pare la direzione da prendere. Tutte le forze politiche e sociali devono combattere la guerra alle tre dipendenze: alcol, fumo e droghe, non in modo superficiale, non usando le scorciatoie e non giocando su ideologie politiche equivoche. E la battaglia va condotta nei luoghi deputati all'educazione. Nella scuola stanno succedendo cose per lo meno sconvolgenti. Le indagini recenti ci descrivono la famiglia in cattive acque. Gli oratori e le tanto amate attività sportive, soffrono oggi di infiltrazioni che possono essere diseducanti. Se non rinforziamo questi baluardi, dove crediamo di arrivare?
Abbiamo chiesto all'attuale governo non interventi spot, ma di affrontare l'avventura educativa a 360 gradi. qualcuno ci dirà che la Turco ha voluto solo salvare i ragazzi dalla galera. Nessuno di noi vuole che i ragazzi vadano in galera. Il ministro dovrebbe sapere che da tempo, ad esempio noi di Exodus, stiamo sperimentando alternative alle carceri minorili. Vogliamo che i ragazzi che sbagliano risolvano i loro errori in percorsi non repressivi ma rieducativi. La fatica è tantam, ma il progetto vale la pena di essere pensato e tradotto in termini operativi. Si incontrino dunque con urgenza Mastella, Turco, Amato, Ferrero, Rutelli e, decidano. Se amano i nostri giovani e se amano i loro figli capiscano che queste decisioni affrettate rovinano ulteriormente un panorama già devastato.
20061114 www.avvenire.it

 
Di Fabbrizio (del 24/01/2010 @ 18:40:20 in - Chicche gualdesi, linkato 908 volte)

La DisperataLa vita non è facile per la famiglia di Trento Alimenti: il fratello Oberdan muore nel 1914, il padre Giuseppe nel 1916, la sorella Triestina rimane vedova, giovanissima, nel 1919. Trento, Oberdan, Triestina… i nomi imposti ai figli dal capofamiglia Giuseppe sembrano un manifesto politico.
Trento Alimenti, di Giuseppe e Camilla Tomassoni, nato a Costacciaro il 28 febbraio 1898, residente a Gualdo Tadino dal 27 giugno 1909, calzolaio, comunista, alle ore 1,30 dell’11 marzo 1922 viene ucciso in via delle Mura a seguito di uno scontro a fuoco.
Le cronache giornalistiche di quella giornata sono ovviamente di parte, avendo ormai lo squadrismo fascista messo a tacere qualsiasi altra voce. E’ un giornalismo ben allenato, ogni giorno deve mettere una “pezza” alla violenza fascista, ogni giorno deve inventare ricostruzioni fantasiose per sovvertire la realtà dei fatti. I resoconti, quindi, informano che la sera del 10 marzo 1922 una comitiva di amici, tra cui alcuni fascisti, si riunisce in casa di Michele Pericoli per festeggiare il compleanno del padrone di casa. Verso la mezzanotte la comitiva esce di casa e viene beffeggiata da alcuni giovani repubblicani, tra cui i non meglio identificati Santarelli e Demegni. Nella colluttazione rimangono feriti i fascisti Dario e Aldo Liberati e contusi alcuni giovani repubblicani. Sopraggiunti i carabinieri fu subito ristabilita la calma.

“Passata voce tra loro, i comunisti gualdesi (quasi tutti ex disertori amnistiati) cominciarono a sbucare da più parti, bene armati di bastoni e alcuni anche di fucili, coll’intenzione di sfogare i loro istinti sanguinari sui fascisti se avessero potuto coglierli alla spicciolata. Ma i fascisti se ne erano tornati tranquillamente alle loro case e appresero gli avvenimenti successivi la mattina seguente. I carabinieri della stazione di Gualdo Tadino si divisero in due pattuglie per sorvegliare ed impedire una levata di scudi e qualche eccidio da parte dei comunisti che, soli ed armati, scorrazzavano per le vie della città. Una delle due pattuglie di carabinieri, nella parte posteriore del Corso presso largo S. Maria fermò il comunista Ippoliti Aldo per perquisirlo, ma questi riuscì a divincolarsi e a fuggire nei vicoli della parte bassa della città. I carabinieri si diedero ad inseguirlo. Ad un certo punto da due individui che stavano appiattati alla svolta di un vicolo partì un colpo di fucile che colpì in pieno petto il carabiniere Giovanni Pandolfi il quale – da vero eroe – prima di stramazzare a terra, ebbe la forza di spianare il suo moschetto contro i due vigliacchi comunisti, uno dei quali – Alimenti Trento – cadde al suolo tentando ancora di reagire coi due fucili di cui era armato. Ma i carabinieri lo resero all’impotenza e pochi minuti dopo spirò. L’altro comunista – Ippoliti Aldo – fuggì e tuttora è latitante”. (L’Unione liberale, 13 marzo 1922)

Ecco quindi ben individuato il cattivo: il calzolaio Trento Alimenti, vigliacco e disertore. Ecco ben identificati i buoni: i fascisti vigliaccamente malmenati dopo una tranquilla serata di festeggiamenti. Pertanto si è trattato soltanto di una scaramuccia tra giovanotti finita in tragedia?
In questo periodo il clima politico a Gualdo Tadino è pesantemente inquinato dalla violenza fascista degli squadristi locali, sostenuti dai ben più agguerriti squadristi di Foligno (squadra La Disperatissima, guidata dal terribile Negroni) e Perugia (squadra Ardita), che a loro volta avevano avuto dei maestri d’eccezione nella tristemente famosa squadra di Firenze “La Disperata”.
Mario Piazzesi, squadrista de “La Disperata” di Firenze ricorda le incursioni a Perugia e Foligno:

“Non un circolo rosso, non una cooperativa, non un covo, nulla rimase in piedi e già che eravamo nell’argomento scomparve anche qualcosa dei bianchi, tanto gli uni valevano gli altri; ormai anche nell’Umbria eravamo divenuti professori e gli allievi locali promettevano bene”. (Franzinelli Mimmo, Squadristi, Milano, Mondadori, 2003).

Tutti i giorni le squadre fasciste si rendono responsabili di delitti e devastazioni. Per dare un’idea della violenza squadrista è sufficiente ricordare le operazioni portate a termine il giorno seguente alla morte di Trento Alimenti, per le giornate precedenti e successive basta sostituire i nomi dei morti…

A Puianello muore per sfondamento del cranio il segretario del circolo socialista Armando Taneggi; a Pieveottoville vengono uccisi dalle camicie nere il ventinovenne Renato Guazzi e il ventisettenne Enrico Galli; a Iano è ferito grave¬mente l'antifascista Alfredo Rinaldi; assassinato dai fascisti triestini Giovan¬ni Blasich; a Coenzo gli squadristi uccidono il ventiquattrenne Mario Rabaglia e il cinquantaduenne Vincenzo Amadei. Devastate la Came¬ra del lavoro di Casteggio, la cooperativa di Castelvetro e la cooperati¬va di Caorso, la Società di mutuo soccorso di San Martino in Campo e la sezione socialista di Campi Bisenzio, il circolo ricrea¬tivo di Cascina e il circolo comunista di Bagni di Casciana. Bastonato Antonio Bertoldi, sindaco socialista di Zibello; aggredito a Foligno durante il congresso regionale del PPI il sottosegretario Mario Cingolani; impedita ai repubblicani romani la celebrazione di Mazzini: gli squadristi disperdono l'adunata con manganellate e pistolettate.

Cosa successe veramente a Gualdo Tadino durante la nottata tra venerdì 10 marzo e sabato 11?
Il 10 marzo gli squadristi fascisti si rendono responsabili di un sanguinoso assalto alla Camera del lavoro di Gualdo Tadino; dopo la devastazione della sede avviene lo scontro in piazza Vittorio Emanuele, l’attuale piazza Martiri della Libertà, tra fascisti e antifascisti; dopo poche ore Trento Alimenti giace cadavere in via delle Mura.
Gli oppositori al fascismo sono incapaci di fare i conti con la violenza altrui, una violenza metodica utilizzata per annientare il “nemico”; pochi mesi dopo l’assassinio di Trento, i fascisti impongono le dimissioni al Sindaco Egidio Martino Pucci e all’intera Amministrazione Comunale, guidata dal Partito Popolare; il Sindaco rimane nascosto per dieci giorni in una casa privata del centro storico; gli assessori ricevono la visita degli squadristi gualdesi

“… un manipolo di fascisti, capitanato dal gualdese (omissis), si recò presso l’abitazione di Giubilei Giuseppe in via Rosati, 7 e gli intimò, con il manganello e l’olio di ricino, le dimissioni dall’incarico di Consigliere Comunale e di Assessore effettivo”. (Giubilei Italo, Cattolici e politica a Gualdo Tadino 1904-1944, Gualdo Tadino, Ed. Accademia dei Romiti, 2007)

Gualdo Tadino segue la sorte di tutte le altre città italiane, poche persone trovano il coraggio di opporsi alle devastazioni dello squadrismo fascista: Trento Alimenti e i fatti del 10-11 marzo 1922 rappresentano il canto del cigno dell’antifascismo militante gualdese.

Fabbrizio Bicchielli

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 29/04/2013 @ 18:38:19 in - Scuola, linkato 107 volte)

ISTANBUL, IL FASCINO DELL’EUROPA ABBRACCIA L’ASIA - Gualdo TadinoNuova, entusiasmante avventura per gli studenti dell’Istitituto di Istruzione Superiore “Raffaele Casimiri” di Gualdo Tadino dopo l’indimenticabile visita all’incantevole Praga del dicembre 2011, sempre nell’ambito del Comenius “Bridges” (Il Programma Ministeriale che prende il nome dall’importante filosofo della Repubblica Ceca, costituisce un’offerta formativa di eccellenza rivolta agli alunni più meritevoli, prevedendo numerose attività preparatorie da svolgersi in sede, in orario pomeridiano e viaggi per partecipare alle conferenze internazionali presso le scuole dei paesi coinvolti nel partenariato: Repubblica Ceca, Polonia, Spagna, Svezia, Germania, Turchia ed è un’iniziativa che promuove scambi di docenti attraverso corsi di formazione o borse di studio e che, tramite le associazioni di studenti, unisce centri educativi con l’obiettivo di sviluppare progetti comuni, cercando di ottenere la mobilità di Professori e Studenti, favorendone la socialità, l’apprendimento ed il perfezionamento delle lingue straniere, il rispetto della multiculturalità, l’innovazione tecnologica dell’Informazione e della Comunicazione. La mobilità individuale Comenius rappresenta per gli alunni la reale, concreta, possibilità di sviluppare la comprensione delle diversità culturale e linguistica presenti in Europa e di acquisire le competenze necessarie al loro sviluppo personale). Per celebrare la fine di quanto attuato negli anni scolastici 2011-2012-2013, si è svolto ad Istanbul (vera capitale europea della cultura, metropoli ricca di storia, di attrazioni e attività che la rendono una delle città più belle, una vera e propria perla, del medioriente, le cui aree antiche fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità) il meeting conclusivo che ha visto il fattivo coinvolgimento di studenti provenienti da tutta Europa. Il “Casimiri” ha preso parte al progetto biennale europeo “Comenius” per l’ottavo anno consecutivo e aver partecipato a questo tipo di esperienza ha significato vedere rafforzata la propria dimensione europea e stabilito una cooperazione sostenibile con altri istituti, che si è tradotta anche nel riconoscimento del valore degli studi effettuati dai propri alunni. Per gli Insegnanti coinvolti, l’organizzazione della mobilità è stata l’occasione di vivere una nuova esperienza pedagogica internazionale, ricevendo una formazione specifica. L’intraprendenza e lungimiranza dell’Istituto Gualdese, che ha dapprima aderito all’iniziativa e poi incentivato e favorito la profusione delle energie migliori (attraverso due incontri pomeridiani settimanali per preparare il materiale da presentare alla conferenza nel paese ospitante), ha consentito a sei alunni di ottenere il meritato epilogo, a coronamento di un impegno solido, costantemente protrattosi negli anni, ed ha ancora una volta trasformato il sogno in realtà, un sogno fatto di tanti monumenti, moschee e minareti, di aromi e profumi ma anche di profonde cultura e umanità.
Paolo Nuti ed Houssem Khirat (classe quarta A) dello Scientifico e Diego Sorbelli, Alessia De Canonico, Martina Manca, Anna Sofia Gatti (stessa classe) del Linguistico, individuati tra i più meritevoli e disponibili al lavoro, selezionati secondo i criteri individuati che fanno riferimento al rendimento nell’intero percorso scolastico e alla valutazione nell’Inglese, che è la lingua veicolare del progetto, accompagnati dalle Professoresse Maria Loretta Pascucci (Insegnante Referente), Brunella Sorbelli e Simonetta Di Paolantonio, il 14 aprile scorso, di buon mattino, hanno raggiunto, non senza emozione, l’aeroporto di Fiumicino e da lì, disbrigate le relative pratiche burocratiche, con il volo Alitalia AZ704, hanno toccato alle ore 13,45 il suolo dello scalo “Ataturk” (dedicato alla memoria del padre nobile, garante della costituzione). Il successivo trasferimento in città, per la sistemazione nelle stanze, il pasto ed il pernottamento, ha visto la calda accoglienza delle famiglie (racconta Paolo Nuti di un enorme senso di ospitalità, generosità e disponibilità nei suoi confronti da parte di tutti i componenti: Padre, Madre, il coetaneo Safak, la sorella Asial e persino il gatto Pascià, che non gli ha lesinato le sue fusa!). Nei giorni successivi: accoglienza e discorso delle autorità e del Preside, intervento dei ragazzi accompagnato dai vari filmati e foto realizzati nei vari precedenti incontri, coffee break, rappresentazione teatrale a carattere internazionale, danze e musiche; a seguire pranzo nella mensa scolastica e successiva presentazione del progetto: “Gli studenti ricostruiscono i vari pilastri del Ponte” (non potrà sfuggire, agli osservatori più acuti che “ricostruire il ponte” – ingl.: bridge -, oltre che una valenza pratica nel senso di riassemblare i lavori dei ragazzi di tutte le nazioni, ha anche il forte segnale metaforico del lanciare un aggancio in mezzo al cielo, nella galassia dell’interculturalità). Nei giorni successivi visita all’intrigante e misteriosa Istanbul, crocevia di culture e tradizioni che dall’occidente invitano ad inebriarsi dei profumi dell’Oriente. Si è cominciato con il Palazzo di Topkai, dal 1478 fino al 1853 residenza ufficiale dei Sultani Ottomani, ora adibito a museo mazionale, poi, proseguendo: Basilica di Santa Sofia, costruita nell’anno 537 e rimasta fino al 1453 (anno della caduta di Costantinopoli) una delle chiese più importanti del mondo cattolico, col tempo trasformata in moschea ed attualmente in museo, ancora, la Cisterna Basilica, costruita sotto il regno di Giustiniano I (527 > 564), la Moschea Blu, edificata nel XVII secolo e in tal modo definita perchè le pareti, le colonne e gli archi sono interamente ricoperti dal colore blu; poi, Palazzo Dolmabahce, costruito nella metà del XIX secolo dal Sultano Abdulmecit I, sulla riva europea dello stretto di Istanbul; si è proceduto con la visita della città, al suo parco in miniatura Miniaturk e ad una delle più importanti colline, Pier Loti, dalla quale godere della vista mozzafiato della parte vecchia....e non finisce qui: hanno fatto seguito le “irruzioni” al Museo Kariye, il più importante monumento bizantino dopo Santa Sofia, lo shopping nello Storico Bazar, il pranzo con vista dello spettacolare panorama dalla collina più alta, la gita in Barca sul Bosforo, lo stretto che con i suoi 30 kilometri è l’arteria vitale della città e congiunge il Mar di Marmara al Mar Nero. Ancora, per concludere, nella giornata precedente quella del rientro: escursione nella parte asiatica di Istanbul, con attraversamento del ponte sospeso sul Bosforo, visita di Palazzo Beylerbeyl (residenza estiva del sultano), sulla riva asiatica dello stretto, Torre Maiden, struttura imponente fatta risalire a 2500 anni orsono ed infine, rientro a scuola, tempo libero e cena di saluto.
Inutile dire che il commiato dei nostri, nei confronti di tutti gli altri, partecipanti (Studenti, Dirigenti e Insegnanti) nonchè componenti le famiglie ospitanti, ha visto la commozione di tutti per aver respirato quell’aria internazionale che aiuta a crescere culturalmente ed intellettualmente e per aver vissuto un’esperienza veramente indimenticabile, un sogno ad occhi aperti. qualche lacrimuccia ha solcato il volto ma ha lasciato un ricordo che resterà indelebile....si diventa uomini anche così! –
I sei sono rientrati a Gualdo Tadino il giorno 20 Aprile 2013, tramite la stessa compagnia di bandiera, consapevoli di aver sfruttato un’occasione unica ed irripetibile, con un minimo di stanchezza, un pò di tristezza (gli mancheranno molto i nuovi amici e..... forse meno le grida all’alba del muezzin, che chiama la preghiera dal minareto) ma pieni di gioia e riconoscenza per aver provato quanto neppure immaginabile!
Grazie al “Casimiri” per la stupenda, gratuita, opportunità offerta e bravi a quanti hanno saputo prontamente coglierla.
Il loro: “Ciao Istanbul, ci rivedremo” rappresenta appunto non certo un addio ma un arrivederci!

Salvatore Nuti

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Di Riccardo (del 07/12/2012 @ 18:33:57 in - Politica, linkato 215 volte)

“Sono state primarie all’insegna del volemoci bene” quelle svoltesi a Gualdo Tadino. I dirigenti Pd Giorgio Locchi (segretario) e Massimiliano Presciutti (capogruppo) e Stefano Giombini (per il comitato Renzi), in una conferenza stampa, hanno tenuto a sottolineare questo aspetto: “Ha vinto il Pd- ha detto Locchi- Ora non esistono più i comitati e tutti si sono ritrovati nella casa comune del partito. Aspetto particolarmente positivo è che si sono avvicinati al partito personaggi nuovi, molti dei quali giovani, ed altri che se ne erano allontanati sono ritornati. Un patrimonio che dovremo saper valorizzare”. Stessi argomenti sottolineati anche da Massimiliano Presciutti . “E’ stata una battaglia leale e corretta tra i due comitati- ha detto- anche se qualcuno ha tentato di seminare zizzania. Ora dovremo essere bravi ad includere le persone nuove per un progetto comune in vista delle prossime amministrative”.
Stefano Giombini ha confessato, dal canto suo, che il grande successo di Renzi a Gualdo li ha colti di sorpresa, non se l’aspettavano. Nel secondo turno c’è stato un calo (da 519 a 476) e Giombini lo attribuisce a due motivi principali: a) nel primo turno c’era una percentuale di voti di opinione che in parte non sono stati riconfermati nel secondo turno; b) c’è stato l’intervento di un amministratore a livello regionale che ha tentato di mettere il cappello sul successo di Renzi dopo il primo turno nelle realtà locali quasi fosse una sconfessione nei confronti dei dirigenti locali e questo ci ha danneggiato perché ha dato una lettura sbagliata del voto.
Cosa faranno i renziani ora?
“Non lo so- ha concluso Giombini- vedremo cosa accadrà a livello nazionale e cosa avverrà sulla legge elettorale”. Insomma, se ci saranno le primarie per scegliere i candidati si potrebbero aprire dei ragionamenti.

Riccardo Serroni

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Le rotatorie sulla strada di San Pellegrino, un insulto all'intelligenza ed un attentato alla vita degli automobilisti Le rotatorie sulla strada di San Pellegrino, un insulto all'intelligenza ed un attentato alla vita degli automobilisti

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Volevo segnalare qualcosa a proposito delle demenziali rotatorie della via Flaminia all'uscita della strada di San Pellegrino. Incomprensibili le corsie esterne concentriche alla rotatoria principale che generano confusione e incidenti, data la confluenza delle medesime in un unico punto. In così poco tempo dalla loro apertura si sono verificati oltre 10 incidenti, per fortuna senza conseguenza alle persone e, incredibilmente, spesso capita che qualche automobilista o autotrasportatore imbocchino la rotatoria a nord al contrario. Ti mando due foto che casualmente sono riuscito a scattare e che riguardano due mezzi diversi. Certo, in un periodo caotico come questo forse il problema è trascurabile, ma visto che si tratta della nostra incolumità la cosa deve starci comunque a cuore.

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Di Alberto (del 13/03/2007 @ 18:31:09 in - Accade a Gualdo, linkato 514 volte)

Pro Tadino: rinviate le decisioni

Le decisioni sul futuro della Pro Tadino verranno prese ad aprile. L’assemblea della serata di lunedì non ha consentito di proporre scelte concrete per la gloriosa associazione cittadina. Proprio all’inizio è stata presentata obiezione sulle modalità della convocazione, col rischio di vanificare quanto si sarebbe deliberato: l’assemblea infatti era stata convocata per venerdì sera, ma poi degli impegni avevano impedito al sindaco di partecipare ( di qui la decisione di rinviarla). Ed allora, tra tante polemiche ed in un clima caldissimo, s’è deciso solamente di prendere atto della difficile situazione economica, quella risultata dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti, come presentata dal presidente Luciano Meccoli: è stato già speso il contributo di 64 mila euro del Comune (la Pro Tadino ha ceduto alcune opere del concorso internazionale della ceramica); ora ci sono circa 40 mila euro di passivo, con la prospettiva di possibili incrementi del rosso per problemi legati all’uso della sede (già di proprietà dello Stato) e per ulteriori oneri di carattere fiscale, tributario e previdenziale; non c’è più nemmeno il quindicinale “L’Eco del Serrasanta”, che produceva qualche utile economico per l’associazione. Il sindaco Angelo Scassellati ha presieduto la seduta: ha espresso l’ auspicio di serio impegno e senso di responsabilità da parte di tutti “perché occorre non far morire la Pro Tadino, sarebbe un grande danno per la città. Bisogna trovare assolutamente uno spiraglio unitario, mettendo fine alla caccia alle streghe che ha stancato tutti”.
La difficile situazione del momento ha visto anche opposte proposte per il futuro: qualcuno ha sostenuto l’opportunità di far valutare le opere del concorso da una casa d’aste e di venderle per ripianare il deficit e garantire così il futuro; altri, invece, hanno detto che occorre rimettere insieme tutte le circa 120 opere oggi variamente distribuite ed in condizioni molto precarie ed aprire il museo nella villa Cajani, per salvaguardare l’importante patrimonio storico- culturale ed artistico della città.
Dopo accalorate discussioni e tensioni, s’è deciso di riconvocare un’ulteriore assemblea nella data di lunedì 2 aprile, alle ore 21, nella sala consiliare del Municipio: l’atto dovrà vedere protagonista ancora il presidente dimissionario Gianni Smacchi.
All’assemblea era stata presentata un’unica candidatura per il Consiglio direttivo: è stata ritirata durante lo svolgimento dei lavori.

Alberto Cecconi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/05/2013 @ 18:30:45 in - Teatro e Musica, linkato 185 volte)

I MANEGGI PER MARITARE UNA FIGLIA - Gualdo TadinoI maneggi per maritare una figlia. Scritto da Simone Cappellini
Il gruppo teatrale amatoriale "Paradiso" il 10 maggio si esibirà al teatro Don Bosco con la commedia comica in due atti "i maneggi per maritare una figlia".
L'intero incasso sarà devoluto al progetto di completamento della base scout "La Colonia".
Puoi guardare un assaggio della commedia su youtube seguendo questo link.
Ti aspettiamo venerdì 10 maggio alle ore 21:15, ingresso a offerta libera.
Se puoi.. partecipa, magari insieme a qualcun altro, e ci aiuterai a completare la base che già questa estate porterà a Gualdo centinaia di scout.


Personaggi e interpreti:

 
Steva: Antonio Margiotta
Giggia: Laura Migliaccio
Matilde: Francesca Migliaccio
Colomba: Silvia Mancini
Carlotta : Leda Prenga
Cesarino: Mariano Di Vaio
Riccardo: Thomas Budea
Pippo: Nikolas Ciuchi
Venanzio: Simone Salemi

Regia: Antonio Margiotta

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1° Raduno Sci Escursionismo e Ciaspole alla Valsorda di Gualdo TadinoTanta neve ed un bellissimo sole per il 1° RADUNO DI SCI ESCURSIONISMO e CIASPOLE a Gualdo Tadino, nella rinomata Valsorda, sormontata dal M. Maggio a Nord e dal M. Serrasanta a Sud-Ovest.
Tanti i partecipanti, oltre 65, venuti dall’Umbria, Marche, Abruzzo per conoscere la nostra montagna con la neve . Un risultato non atteso, straordinario, dicono gli organizzatori dello sci club, vista anche la coincidenza con il carnevale. Tutti entusiasti per lo scenario incredibile offerto dalla tanta neve caduta in abbondanza nella settimana fino a tutta la notte precedente l’incontro.
Grande lavoro per organizzare la manifestazione da parte della Provincia di Perugia ( l’Assessore allo Sport Roberto Bertini), del Comune di Gulado Tadino e dello Sci Club Valsorda promotore dell’iniziativa. A tutti i partecipanti è stato offerto un omaggio dei prodotti tipici di Gualdo Tadino e tutti hanno avuto la possibilità di consumare qualcosa di caldo presso il Ristorante Clelia.
Il folto gruppo dei partecipanti si è mosso dalla Valsorda per salire la Strada della Chiavellara tra alberi di faggio che lasciavano cadere al sole l’abbondante neve dai rami. Si è poi proseguito per Pian delle Vescole, salendo poi al M. Nero con magnifica vista in lontananza sulla Catena dei Monti Sibillini e giù a valle, la veduta della Città di Gualdo alla fine della maestosa valle del Fonno. Si prosegue poi verso la val del Pero. Breve sosta per fissare qualche immagine e poi si ritorna indietro riscendendo su neve stupenda fino a Pian delle Vescole. Si sale verso il M. Serrasanta attraversando la parte superiore della Valle delle Rose e poi obbligata sosta alla Chiesetta del Serrasanta. Divertente discesa per i prati alti passando per il Rif. Cacera per rientrare nell’affollata Valsorda.
Tutti felici ed entusiasti per aver scoperto un ambiente fantastico, scoperto solo in parte e quindi con la voglia di ritornare sperando che la neve resista fino al prossimo fine settimana. Tutti hanno espresso grande apprezzamento dell’accoglienza ricevuta e del la perfetta organizzazione.
Noi dello Sci Club, ringraziamo l’impegno della Provincia per aver garantito la continua apertura della strada, del Sindaco Roberto Morroni,degli assessori Fausto Cambiotti, Pompei Giuseppe, Fofi Erminio del comune di Gualdo Tadino che hanno collaborato attivamente, presentandosi anche a portare il saluto ai partecipanti al momento della partenza. Un grazie sentito al Sig. Rossi di Bici Sport arrivato da Perugia che ha permesso di noleggiare sci e ciaspole a chi ne fosse sprovveduto.
Sono arrivati a Valsorda per questa manifestazione i soci del CAI Fabriano, del CAI Foligno, del CAI Perugia, del CAI di Camerino, Gruppo Speleo AL.VA.P. Pioraco, Gruppo Speleologico Piceno, CAI Ascoli Piceno.Il numeroso gruppo AISER di Perugia, con il Presidente Francesco Porzi con il quale, nel lontano 1986 avevamo portato lo sci escursionismo sulle montagne dell’Umbria, ed infine un gruppo familiare arrivato da Bari.
Al prossimo anno ricchi di questa esperienza

Presidente Sci Club Valsorda Mara Loreti

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 19/11/2010 @ 18:25:58 in - Accade a Gualdo, linkato 475 volte)

Cento anni di presenza in Umbria, almeno novantacinque a Gualdo TadinoCento anni di presenza in Umbria, almeno novantacinque a Gualdo Tadino. Questa è la storia dello scoutismo in regione e in città. E per celebrare questa ricorrenza sosterà a Gualdo Tadino, dal 27 prossimo al 4 dicembre, una mostra che racconta – per documenti e foto – gli scout umbri dal 1910 al 1928, anno dello scioglimento dell’associazione per opera del regime fascista.
Nella nostra città si hanno documenti dell’esistenza di un primo gruppo Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori italiani) nel 1915. Erano ospitati nell’antico convento di Santa Margherita. Ma sembrerebbe abbastanza evidente che già da qualche tempo si fosse in presenza dei ragazzi scout a cui il fondatore, Robert Baden Powell, diede il via nel 1907.
L’onore del primo gruppo sembrerebbe spettare a Perugia, per iniziativa dell’on. Romeo Gallenga Stuart e di Percy Frost, sulla scia del primo tentativo di scoutismo in Italia di Francis Vaine a Bagni di Lucca. Restano tuttavia frammentarie le notizie di questo primo gruppo perugino. Il momento più concreto per l’associazione sembra invece proprio il 1915 quando nascono a Gualdo Tadino e in Umbria i primi gruppi scout del Cngei. Nascono così le sezioni di Perugia, Spoleto, Gualdo Tadino, Foligno, Orvieto, Gubbio e Terni. Di li a poco, il 16 gennaio 1916, si da invece vita ai gruppi Asci (Associazione scoutistica cattolica italiana). E quello di Gualdo Tadino è il secondo gruppo, dopo Spoleto, ad essere fondato sotto la nuova sigla, Asci.
Ma tra il 1920 e il 1923 rifioriscono nuove sezioni del Cngei (Perugia, Spoleto, Terni, Gualdo Tadino, Città di Castello ed Umbertide). Lo scioglimento da parte del regime fascista avvenne il 31 marzo 1927 per il Cngei,  il 28 aprile 1928 per l’Asci. A Gualdo Tadino si ridiede vita ad un gruppo Asci nel 1945, subito dopo la Liberazione. A questo punto fu l’Oratorio salesiano a diventare il punto di riferimento, fino ai nostri giorni, degli scout gualdesi che godono, a tutt’oggi, di un’ottima salute.
La mostra racconterà un po’ tutte queste fasi con documenti, articoli di giornali, foto.
Sarà aperta nella chiesa monumentale di San Francesco la mattina di venerdì 27 alle ore 10, alla presenza del sindaco, Roberto Morroni, e delle maggiori autorità gualdesi. Naturalmente si attende anche la presenza di tutti quei “ragazzi” che nei decenni hanno dato corpo all’associazione. La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 19,30. Presenzieranno l’esposizione sia gli scout dell’Agesci che gli Adulti scout del Masci. All’interno della mostra sarà possibile acquistare il volume “Origini e nascita dello scautismo in Umbria (1910-1928)” realizzato da Enrico Biagioli del Masci umbro.

AGESCI (Associazione Guide e Scout cattolici italiani) e MASCI (Movimento adulti scout cattolici italiani)

L’Addetto stampa  Mario Anderlini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 20/05/2011 @ 18:25:25 in - Politica, linkato 292 volte)

E’ passato oltre un mese dall’apertura conclamata della crisi della maggioranza ; la crisi nasce dalla mancanza del numero legale nel consiglio comunale del 16 aprile ma si sostanzia immediatamente nel ritiro delle deleghe all’Assessore Cambiotti. In queste cinque settimane tutto è rimasto sostanzialmente immobile, nonostante l’intenzione del Sindaco di fare una “verifica lampo”, mentre l’unico fattore in crescita sono stati i gossip e i racconti privati delle innumerevoli ed infruttuose riunioni di maggioranza che hanno soltanto continuato a sancire le chiare differenze di merito e di giudizio che sono le reali motivazioni di questa crisi. Mancano purtroppo delle prese di posizione ufficiali che rendano conto ai gualdesi dei motivi di questo stallo amministrativo e delle reali e concrete soluzioni; solitamente sempre amanti della comunicazione e del primo piano il sindaco e la giunta sono spariti dalla scena gualdese e non concedono alla città il “privilegio” di conoscere il loro parere e le loro idee sullo stato della crisi della sua maggioranza. In questa situazione non è pensabile che il sindaco e la sua Giunta siano in grado di portare avanti nemmeno l’ordinaria amministrazione, figurarsi se è possibile mettere in campo qualsivoglia iniziativa concreta per risolvere i problemi della città!! Problematiche serie richiedono risposte concrete ed una guida autorevole e responsabile; tutte caratteristiche che non appartengono al sindaco, con i suoi assessori che si dimettono per finta, ai quali vorremmo suggerire un atto semplicissimo andare all’ufficio protocollo e formalizzare le dimissioni piuttosto che continuare a prendere in giro i gualdesi. Non si può certo continuare a cercare per ogni passaggio amministrativo il buon cuore di qualche “responsabile” sul modello del governo nazionale che sicuramente è in grado di garantire un appeal e dei mezzi di convincimento decisamente migliori di quelli del Sindaco. Gualdo Tadino non può continuare ad essere ostaggio di questi giochini di palazzo, di questo immobilismo e di questa mancanza di progettualità; la maggioranza prenda atto che non è in grado di governare e ne tragga tutte le dovute conseguenze!!! Il ritorno del Sindaco alla sua attività professionale, visto che l’amministrazione della cosa pubblica non rientra nelle sue capacità, e il restituire la parola ai cittadini sono gli unici atti veramente “responsabili” e necessari per tutta la città.


Partito Democratico
Gualdo Tadino

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 18/03/2011 @ 18:23:52 in - Politica, linkato 556 volte)

Ora che abbiamo ricevuto il battesimo del nuovo segretario del Partito Democratico possiamo ben dire che la sinistra per Gualdo è veramente pronta per prendere il mare. La lezioncina che si è inteso propinare attraverso una presuntuosetta lettera aperta ai gualdesi è figlia della presunzione di autosufficienza che tanto male ha fatto allo stesso PD e all'intero centro sinistra italiano.
Se le novità di cui è portatore il nuovo gruppo dirigente del PD di Gualdo sono questa presunzione e la fuoriuscita dall'orizzonte politico, sociale e culturale del centro sinistra, Gualdo sarà condannata ancora per molti anni ad essere governata dalle destre.
Il segretario del PD non è certo un uomo nuovo: egli si è candidato e non è stato eletto nel consiglio comunale. Ciò nonostante torna a distribuire responsabilità sulla sconfitta elettorale del centro sinistra assegnandole solamente a chi, nella precedente gestione amministrativa, non ha fatto altro che il suo dovere. Dal mazzo della precente Giunta, il "nuovo" PD di Gualdo è orgogliosamente convinto di aver preso il meglio, Gilberto Garofoli. Evidentemente, per tanti anni e fin qui, hanno solo scherzato.
Ma quello che è più evidente nell'argomentare del segretario del PD è la totale subalternità alle ragioni che condussero alla vittoria del centro destra grazie all'accordicchio tra Morroni e la PDL e il listone civico guidato dalla Monacelli, zeppo di fuoriusciti dal PD. Che la gente di Gualdo volesse voltare pagina e non amasse il candidato sindaco del centro sinistra è certo un dato di fatto semplice semplice ma non per questo si deve buttare il bambino con l'acqua sporca. Ora ci è chiaro, finalmente, che una gran parte delle responsabilità di quella sconfitta nascevano da lontano e se c'è qualcuno che per affermarsi ha dovuto attaccare l'operato di altri, questo è proprio il PD e la vicenda è ben scritta nella storia politica della nostra Città negli ultimi quattro anni. Quanto alla sconfitta elettorale noi ci assumiamo certo le nostre responsabilità, ma il gruppo dirigente del PD deve essere un pò più prudente nello scansare le sue, di sicuro molto più gravi e numerose, se non altro proprio per la sua consistenza.
Quanto alle novità, non basta cambiare i volti per innovare se non si cambiano idee e capocce: la dimostrazione ci pare che sia data proprio dall'attuale gestione amministrativa e dalla classe politica emersa dalle ultime elezioni, in gran parte nuova ma non certo unta dal carisma della politica nè tantomeno dalla "technè" dell'amministrazione spicciola e più ordinaria. Stia poi tranquillo il segretario del PD che tra le donne e gli uomini che hanno dato vita a la sinistra per Gualdo non c'è nessuno che ambisca a cambiare casacca, tant'è che ci chiamiamo sinistra, non certo pinco pallino. Posto che questo sia un male, le casacche restano quelle, tornano solo ad unirsi, senza alcuna presunzione di novità, senza alcuna genuflessione ad alcun totem di un rinnovamento solo nominale, ma con la determinazione, questa sì, di cambiare la Città e di fare da trampolino di lancio per una nuova classe dirigente che sappia rappresentare di più e meglio il sentire dei cittadini di Gualdo, di quelli di sinistra, in particolare. La sinistra per Gualdo è nata per i giovani e la loro partecipazione, innanzitutto, ed è nata per la sollecitazione di molti giovani. Non sappiamo se si riuscirà pienamente a conseguire questo obiettivo, ma almeno abbiamo messo in campo un tentativo concreto.
Agli uomini e alle donne de la sinistra per Gualdo non si è chiesto certo di rinunciare alla propria anima e alle proprie convinzioni politiche e culturali profonde, ma tutti costoro si sono messi semmai a disposizione per esaltare queste loro convinzioni spesso coltivate in solitudine e con molta rassegnazione, dentro un progetto collettivo e, soprattutto, aperto. La nostra novità è dunque quella di parlare chiaro e di sapere cosa si vuol fare per Gualdo, per l'Italia, per il mondo in relazione all'economia dopo questa crisi, ai diritti del lavoro, ai diritti sociali e civili, all'ambiente e ai beni comuni, in linea con ciò che ci chiede di fare tanta della nostra gente.
Al contrario di noi, invece, ci pare che siano i "nuovi" dirigenti del PD di Gualdo ad averne cambiate via via parecchiuccie di casacche e non certo per il bene di questa Città. E, nonostante la smentita, ci pare anche che il "nuovo" gruppo dirigente del PD, su cui gli ex margheritini hanno lanciato da tempo un'OPA di successo grazie all'apporto di alcuni ex-comunisti in odore di sagrestia, sia in procinto di cambiarla definitivamente la casacca ed indossare finalmente la gonna candida di Sandra Monacelli, magari mandando in scena un ultimo spettacolo dal titolo: L'approdo naturalmente inciucista, consociativo e democristiano del PD gualdese.
E' giusto, oltre che legittimo, da parte del "nuovo" gruppo dirigente del PD fare una scelta simile, ma da qui a pretendere che tutti possano partecipare al suicidio del centro sinistra ce ne corre e noi non ci stiamo. Riponga dunque la foga il nuovo segretario del PD: non sappiamo se chiamarla stalinista o bacchettona ma tale resta allorquando si pretende di colpire chi viene individuato come un avversario. E quest'approccio è figlio della solita vecchia storia, stalinista per l'appunto: nessun nemico a sinistra! Per quanto questo PD con la sinistra c'entri ben poco.
Cosa voglia fare la sinistra per Gualdo non è certo un oscuro oggetto del desiderio: il progetto per la Città è infatti già nelle cose che abbiamo fatto e detto da quasi due anni a questa parte dall'opposizione e, per quanto abbia evitato accuratamente di intervenire nel merito vero delle questioni, non ci sembra che il PD non le abbia comprese se su molte di queste questioni esso ci sia venuto sempre e puntualmente a rimorchio.
Se non fosse stato per tante delle nostre iniziative, nel consiglio comunale e nella città, ancora staremmo ad aspettare quello che il PD ha da dire ai gualdesi sui loro problemi e sulle scelte da portare avanti per la Città, compreso l'ultimo casus belli, quello delle biomasse.
Sull'economia, sul lavoro, sull'ambiente, sulla partecipazione dei cittadini, sulla questione sociale abbiamo detto e fatto cose, iniziative e proposte rapportandoci sempre con i cittadini, coinvolgendo spesso anche il PD. Se c'è qualcuno che invece ha da farsi tuttora comprendere su cosa voglia fare, questo è proprio il Partito democratico.
Al contrario del "nuovo" segretario, noi non ci sentiamo affatto avversari del PD, non certo dei suoi militanti e dei suoi elettori cui ci lega saldamente la volontà di cambiare la nostra Città e il nostro Paese e l'indignazione per tante cose che in esso stanno accadendo. E non consideriamo tali neanche i dirigenti di questo Partito cui ci relazioniamo come a dei "concorrenti" insieme ai quali intenderemmo ricostruire il centro sinistra di questa Città e rifondare quello dell'intero Paese.
Nessuno mette in discussione l'attuale forza elettorale del PD, essenziale al centro sinistra, ma non per questo ci rassegniamo a porre la giusta determinazione nel ricostruirne un'altra a sinistra visto che la nostra gente ci chiede questo. E ricordiamo che una forza politica, per quanto ci riguarda, nelle diverse ed anche nuove e più moderne forme che essa può assumere, non è mai solo un'agenzia elettorale ma è tale solo se vive nella società e questa è la nostra sfida vera.
Così come non ci arrendiamo sul tema delle primarie che non devono essere una resa dei conti, ma uno strumento di partecipazione dell'elettorato per scegliere insieme non solo una guida della coalizione, ma un progetto per la Città. Se il PD ha paura perchè a Gualdo è già rimasto scottato, si tranquillizzi: usciamo dalle recriminazioni del passato e, almeno, parliamone. Se ha paura perchè rimane scottato un pò dappertutto, dismetta allora la sua presunzione di autosufficienza e ragioni sulle sue fragilità piuttosto che su quelle degli altri. Un nuovo centro sinistra non si ricostruisce certo con le più antiche, speciose ed opportunistiche conventio ad excludendum e nemmeno con le civetterie da bottega e da paesotto mirate a screditare personalmente chi nel centro sinistra non la pensa come i dirigenti del PD ma con l'inclusione di tutti coloro che, siano esse persone o soggetti collettivi, hanno la voglia e la determinazione di spendersi per un progetto di città, per un programma di alternativa, per un'azione di governo della comunità locale. Ma per governare anche una Città come la nostra è necessaria una cultura specifica di governo che è una precondizione certo non data dalle etichette e che l'attuale gruppo dirigente del PD deve ancora dimostrare di possedere e di cui pare non abbondi.
Un'inclusione, un confronto includente cui possano partecipare anche coloro che dall'interno della maggioranza cominciano a dimostrare segnali di insofferenza per un governo cittadino cui hanno fin qui garantito sostegno e di cui risulta oramai evidente a tutti un approccio sempre più "berlusconizzato", una caduta verticale di consenso e una divisione latente nella maggioranza a suo sostegno.
L'importante è che questo confronto ed anche l'obiettivo per delle nuove alleanze si faccia in maniera trasparente e chiara, alla luce del sole, delle problematiche concrete della Città e delle opzioni politiche, programmatiche, amministrative che si intendono eventualmente mettere in campo nel futuro. L'importante è che tutto non si riduca ai soliti giochetti ma si coinvolgano i cittadini su un'idea di Città ed è fondamentale uscire dai trasformismi del gattopardismo e del politicismo, dell'unico fine le salvezze e i riposizionamenti personali. Che è un buon modo, non scontato però, per vincere un'elezione, ma è anche il modo perfetto per non cambiare niente e per non risolvere i problemi veri della Città.
Si dica invece chi, quali istanze, quali interessi, quale base sociale, quali aspirazioni si intende rappresentare.
Da ultimo, su una cosa il segretario Locchi ha ragione. I problemi di Gualdo e del Paese sono così grandi che non ci dobbiamo lasciar distrarre dai problemi interni dei partiti e da quelli tra i partiti. Detto così nulla questio, ma la faccia tosta è tale da meritare una replica a chi da quando è nato ha subordinato proprio a questi problemi ed alle sue infinite beghe interne prima il governo della città poi l'azione necessariamente unitaria e risoluta di opposizione che meritava e merita la Giunta delle destre, intesa nel suo complesso viste le sue indifferenziazioni.
Contrariamente a quanto dice il segretario del PD, è proprio sui problemi e sulle sfide di Gualdo che vogliamo aprire il confronto per ricostruire un centro sinistra in grado di governare la Città. Se il "nuovo" PD pretende di fare da solo o di prefigurare altre soluzioni fuori dall'ambito del centro sinistra, ne prendiamo atto. Ma i gualdesi e le compagne e i compagni del centro sinistra traggano da questa possibilità, ogni conseguenza: il PD avrebbe la responsabilità di uccidere sul nascere questa necessità che resta la principale aspirazione dei nostri comuni elettori e militanti.
La sinistra per Gualdo è nata per unire, non per dividere, per cambiare davvero e non per conservare. Nel rispetto delle pari dignità, delle coscienze e delle volontà di ognuna e di ognuna. La sinistra per Gualdo non è certo nata per promettere alle prossime elezioni amministrative che si asfalteranno strade e si imbucheranno persone, ma per affermare che un'altra Gualdo, un'Italia migliore, un altro mondo è possibile. Se per Locchi questo è parlare dei massimi sistemi, ecco spiegato il successo del berlusconismo.

per la sinistra per Gualdo
Gianluca Graciolini

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 13/04/2007 @ 18:20:00 in - Giochi de le Porte, linkato 388 volte)

Il Comitato direttivo dell’Ente Giochi de le Porte ha approvato nella sua riunione di giovedì sera la relazione programmatica del presidente Giuseppe Ascani. Il documento programmatico del 2007, predisposto in stretta collaborazione tra lo stesso presidente, il Gonfaloniere Salvatore Zenobi e gli altri priori Paolo Campioni, Corrado Petrini, Fabio Ippoliti, contiene le linee guida per l’attività di questo anno dell’Ente Giochi de le Porte, giunti alla trentesima edizione.
Sono tanti ed ambiziosi i progetti messi in campo per quest’anno. Si parte dal completamento delle due taverne di San Donato e San Martino prevista per il prossimo anno, dalla messa in sicurezza della taverna di San Benedetto. Si cercherà quantomeno di confermare i contributi pubblici e gli introiti pubblicitari del 2006, cercando anzi di aumentarne la portata ed all’uopo si è già provveduto a prendere contatti per la ricerca di uno sponsor principale. “Cercheremo anche di raggiungere un accordo con un’emittente televisiva locale che ci alleggerisca del costo della diretta ed in più cercheremo altri canali, Apt, Unione europea per avere risorse da destinare soprattutto alla promozione dei Giochi- ha scritto nella sua relazione il Presidente- Abbiamo ragiunto un accordo di massima con il Cesar (Centro per lo sviluppo agricolo e rurale) per quanto riguarda la possibilità di presentazione di progetti per accedere a bandi/finanziamenti comunitari e per l’attivazione del Piano di sviluppo rurale 207-2013 che ci vedrà impegnati sul fronte della valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari del nostro territorio e quello della zootecnia per quanto riguarda l’allevamento, la custodia il benessere degli animali ed il premio per le razze in via di estinzione genetica”.
Il nuovo Ente cercherà di aprirsi sempre più alla città ed anche l’apertura della sede nel centro storico va in questa direzione. Cercherà sempre più di accentuare l’aspetto culturale della manifestazione che dovrà essere sempre più rievocazione storico e fare sinergia con le altre associazioni del territorio per promuovere tutti insieme la città di Gualdo Tadino, adottando all’uopo una strategia di marketing per pubblicizzare gli eventi 365 giorni l’anno. Proprio per questo il nuovo Ente si è dotato di una commissione apposita (marketing) e si appoggerà ad un’agenzia esperta in editoria e comunicazione, senza oneri per l’Ente, per la ricerca di sponsor e pubblicità per la realizzazione di una serie i eventi e strumenti atti a promuovere i Giochi anche al di fuori della Regione. L’Ente Giochi sta definendo con la Direzione Didattica del Circolo di Gualdo Tadino un programma didattico che permetta all’Ente di entrare sempre più nelle scuole. Già da giugno è prevista una manifestazione organizzata congiuntamente alle scuole elementari dl comune dal titolo “Tra le mura della Rocca”, aspetti della vita medievale nel periodo storico 1400-1500. Inoltre L’Ente e la Direzione didattica stanno valutando l’idea di bandire un concorso per la trentesima edizione di Giochi diviso in tre sezioni: prova letteraria, prova iconografica, ricerca fotografica dal 1978 ad oggi. Ancora v’è l’idea di creare una commissione ad hoc per la realizzazione di ulteriori eventi (convegno sui giochi e sul loro futuro ed una serie di mostre di costumi, palii nel centro storico). Saranno inoltre confermate tutte le manifestazioni standard degli anni passati, dalla cena dei 100 giorni, dal Convivio Epulonis, allo spettacolo estivo, al Somaro Day, dal Trofeo Cardinali e qualche novità che sarà rivelata in futuro.
Inoltre l’Ente Giochi ha scelto la sua sede proprio nella Piazza a testimonianza del forte connubio con la stessa e della convinzione di trovare dimora in una delle future piazze più belle dell’Umbria. L’apertura della sede avverrà a partire dal 16 aprile nei giorni di lunedì e mercoledì dalle 17.30 alle 19.30.

  Il Gonfaloniere
Salvatore Zenobi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 31/03/2007 @ 18:19:03 in Eventi, linkato 710 volte)

Final Four … ci siamo … I giochi sono fatti … tutta la stagione del campionato di basket universitario americano si decide durante questo weekend. OHIO STATE, GEORGETOWN, FLORIDA e UCLA si contenderanno il primato. Oggi le semifinali e lunedi la finalissima. Arrivare alla Final Four e’ un grandissimo risultato, ma alla fine passa alla storia solo chi vince.
Durante il mese di Marzo sono partiti da 32 squadre, poi 16, poi 8 ed ora le finali … tutto ad eliminazione diretta. Che bello cosi’ … non ci sono scuse, non ci sono piani, non ci sono pareggi. Passa chi vince la partita decisiva. Questo e’ il basket che mi piace … devi vincere quando e’ importante … tutto il passato non conta niente.
Quest’anno e’ particolarmente festoso, perche’ la squadra di Columbus (OHIO STATE BUCKEYES) e’arrivata in finale dopo combattutissime partite. Siccome non ho una squadra di college per cui tifare, questa e’ la mia squadra adottiva. La citta’ e’ tutta in festa con bandiere dappertutto come sempre accade quando gioca la squadra di football e di basketball. Dopo alcuni anni di purgatorio, dovuti anche a problemi interni dell’universita’ ed a qualche problema legale del precedente allenatore con la NCAA, alla guida del bravo coach Thad Matta e con giocatori di grandissimo livello, I ‘buckeyes ‘ ( il simbolo dell’Ohio – le castagne non commestibili che abbiamo a Gualdo) possono veramente dire la loro essendo #1 nella classifica ufficiale della lega.
Comunque per finire GO BUCKEYES!

Mauro Monsignori

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/05/2013 @ 18:18:54 in - Politica, linkato 253 volte)

Ci sentiamo in dovere di rispondere alle affermazioni false e mistificatorie della realtà scritte nel comunicato del gruppo Sm, alle quali dobbiamo puntualmente controbattere ad onore del vero.
Questa amministrazione sin dal suo insediamento e sin dal suo primo bilancio di previsione ha iniziato una seria e approfondita analisi dei costi che potevano essere tagliati, arrivando ad un complessivo risparmio di circa 500 mila euro. il pdl nazionale e locale fa dell'alleggerimento della pressione fiscale un punto focale della propria azione politica, quindi ci appaiono ancora più stupefacenti gli attacchi arrivati dal gruppo Sm.
Quello che emerge dal comunicato è un giudizio dell'azione amministrativa in tema tributario banale e distorto, abbiamo letto numeri fantasiosi e rappresentati in maniera approssimata... Non ci risulta infatti che sia stata menzionata la dimuzione del 45% della tarsu per i negozi di vicinato, non ci risulta nemmeno che siano stati elencati i tagli lineari imposti dal governo centrale per 2 milioni e 700 mila euro su un bilancio complessivo di 16 milioni.
Confermiamo che c'è stata una fase di dialettica sul bilancio 2012, ma il confronto non era tra chi voleva più tasse e chi ne voleva di meno, il fulcro del discorso era su come poter agire per far pesare il meno possibile la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, consapevoli che l'introduzione del l'imu avrebbe aggravato ulteriormente l'imposizione e che questa scelta ci è stata imposta dal governo Monti.
Il contenimento della pressione fiscale e la politica di spendig review saranno gli assi portanti del bilancio di previsione 2013, che sarà varato in tempi rapidi, come già annunciato al gruppo Sm.
Ribadiamo con forza, senza nessun rischio di essere smentiti, che il nostro partito rappresenta un terzo degli elettori gualdesi, che è il partito di maggioranza relativa, che rappresenta la forza fondamentale su cui si poggia l'amministrazione Morroni e non ha fatto mai mancare a questa giunta il proprio apporto e il proprio sostegno, a parte la posizione di distinguo di un singolo consigliere, che però non ha inficiato la consistenza e la nettezza del nostro sostegno.
Pertanto non accettiamo lezioni di lealtà da chi ha più e più volte attaccato e minato alla stabilità di questa maggioranza.
Chi ha voluto attaccare la forza di questa giunta non è stato di certo il Pdl, bensi il cambio di tre assessori, tra questi anche l'ex vicesindaco che dopo soli 10 mesi di governo cittadino ha preferito portare il proprio impegno politico su altri ambiti, e le ripetute verifiche che alla prova dei fatti si sono rivelate delle liturgie tipiche di un modo sorpassato e stantio di far politica.
Anche gli incarichi fiduciari dati dal Sindaco nei mesi scorsi a due consiglieri del gruppo Sm si sono rivelati evanescenti. Il capogruppo Paoletti ha restituito l'incarico speciale, finalizzato ad avviare un confronto sulla destinazione futura dell'attuale sede dell'easp e Villa Luzi e a vigilare sull'attuazione del protocollo d'intesa per il Calai, dopo 4mesi di assoluta inerzia e totale disimpegno e ha dichiarato di non poter assolvere all'incarico ricevuto per mancanza di tempo. L'altro incarico relativo alla spendig review del consigliere Abbati ha prodotto una relazione di massima che è ancora oggetto di verifica con gli assessori. L'ultimo incontro in calendario tra il consigliere ed alcuni assessori e saltato per indisponibilità dello stesso.
L'impressione che si ricava è di trovarsi dinnanzi ad attacchi mistificatori che non hanno altri obiettivi se non quelli di destabilizzare l'esecutivo, che invece ha sempre dato dimostrazione di essere coeso, di essere diventato una squadra collaborativa, unita e impegnata, che ha raggiunto risultati importantissimi proprio grazie alla fiducia reciproca e al lavoro congiunto del Sindaco e di tutti gli assessori, nessuno escluso.
Vorremmo ricordare agli amici del gruppo Sm che Amministrare significa assumersi responsabilità, non significa di certo essere silenti per lunghissimi periodi salvo poi rispuntare con attacchi frontali e privi di fondamento ogni volta che si fiuta la possibilità di poter avere un po' di visibilità.
Se l'intenzione è quella di tornare in auge come forza politica, di cui difficilmente se ne riconosce il colore, di certo non possiamo permettere che lo si faccia sulle spalle di questa amministrazione, né sul Pdl, ma neanche a danno della città.
Per riacquistare la verginità politica, ormai miseramente perduta, si dovrebbero spiegare ai cittadini alcune questioni. Le motivazioni degli eminenti esponenti del gruppo Sm che si pronunciavano contrari al progetto di riqualificazione del ex consorzio, per esempio, che stranamente oggi rivendicano, si potrebbe spiegare, ancora, quali sono le motivazioni di questo continuo stillicidio che si ripete ad ogni primavera, nei confronti della giunta Morroni.
Noi ogni anno ci siamo dati risposte diverse e, dopo aver letto l'ultimo comunicato uscito, tra l'altro non firmato quindi non sappiamo da chi e stato redatto, nutriamo il sospetto che nella testa di qualche consigliere del gruppo si inizi a sentire odore di elezioni.
Non ci risulta nemmeno che il gruppo TUPG sia passato all'opposizione, ma ci risulta esserci una maggioranza solida che non ha mai perso alcun pezzo.
La nostra forza politica si è sempre dimostrata aperta al dialogo e pronta al confronto, ma quando questo diventa strumento per altri fini che non sono il bene della nostra città, allora non ci stiamo. Di lavoro da fare ce n'è tantissimo, l'amministrazione sta portando avanti il programma con grande determinazione pertanto vorremmo invitare una forza politica che e parte importante di questa maggioranza a mantenere un atteggiamento responsabile, come si addice ad una forza di governo, e di allontanare una volta per tutte, la tentazione di diventare preda di fibrillazioni elettorali, in omaggio ad un vecchio e superato modo di fare politica che non serve a nessuno, e soprattutto non serve agli interessi della nostra comunità.
Invitiamo, soprattutto alcuni consiglieri di Sm ad intensificare il proprio impegno coerentemente con il mandato elettorale che essi hanno ricevuto.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/12/2012 @ 18:18:27 in - Politica, linkato 237 volte)

E’ passato un po' di tempo dall’ultimo comunicato della nostra lista civica, nel frattempo abbiamo svolto un lavoro silenzioso e costruttivo che vogliamo portare a conoscenza dei cittadini.
In occasione dell'approvazione del bilancio di previsione 2012 abbiamo portato avanti una battaglia che ci ha visti in una posizione apertamente critica verso il resto della maggioranza in quanto il nostro obiettivo, compatibilmente con la difficile situazione economica in cui versano gli enti locali tra cui il Comune di Gualdo Tadino, era quello di abbassare il più possibile la tassazione, pur consapevoli che, con due terzi dell’anno alle spalle, era impossibile cambiare radicalmente la manovra.
Alla fine, comunque, un risparmio sull'imposizione fiscale locale è stato ottenuto.
Sicuramente era più facile allora, per la nostra lista civica, far cadere l’attuale governo della città sulle basi di una tassazione troppo elevata. Ne saremmo usciti “politicamente” forti, e, all'occhio dell'opinione pubblica, saremmo risultati come i paladini dei cittadini vessati e spremuti. Una bella azione di facciata, ma sicuramente poco concreta per la soluzione dei problemi.
Abbiamo invece ritenuto, responsabilmente, di metterci la faccia per cercare di migliorare la situazione in vista del 2013 e degli anni a venire. Per questo motivo abbiamo votato il bilancio di previsione, definendolo in varie occasioni un bilancio di emergenza e un punto da cui dover ripartire. Con il commissariamento (se fosse arrivato), avremmo perso tempo, rimandato i problemi e l'aumento della tassazione sarebbe stato ancora più aspro.
L'incarico dato dal sindaco al nostro consigliere Ennio Abbati con il compito gravoso di rivedere la situazione non semplice in cui versano i conti comunali, non è stato, come qualcuno ha maliziosamente pensato, un contentino per il nostro gruppo. Dimostra invece la volontà di questa amministrazione di affrontare di petto i problemi della città e di volerli risolvere.
Una prima fase di revisione della spesa è stata presentata al sindaco Morroni il 31 ottobre scorso, ed è il prologo a una serie di interventi atti a migliorare fin da subito e in maniera strutturale la spesa corrente del nostro Comune. “E' stato necessario – spiega il consigliere Abbati - chiudere nel più breve tempo possibile questa prima fase, dati i tempi ristretti per l’attuazione di alcuni provvedimenti che devono essere efficaci fin dal primo gennaio 2013.”
Nella relazione si evidenzia la precarietà programmatica della spesa pubblica, accentuata dai continui provvedimenti che il Governo riversa quotidianamente sugli Enti locali. Pertanto si è dovuto operare non con la certezza del risultato, ma principalmente con l’impostazione strutturale della revisione delle spese per il risparmio, focalizzando l’attenzione più alle criticità che alla necessità di dover a tutti i costi mantenere intatte tutte le tipologie di spesa.
In questo difficile momento per famiglie ed imprese la priorità è rappresentata dall'equità. E' evidente che il risultato finale dipende da una forte azione politica correttiva, altrimenti si proseguirebbe con provvedimenti temporanei che non risolvono il problema.
Il risparmio in questa prima e urgente fase di revisione è quantificabile intorno al 5-6% delle spese correnti, che andrebbe a sommarsi ad un'ulteriore diminuzione delle spese fuori bilancio, permettendo così di poter invertire il trend della tassazione, altrimenti destinata ad aumentare.
Auspichiamo che in questa fase, dove interessi e necessità sembrano scontrarsi, vi sia unità d’intenti e sinergia nel lavoro da portare avanti. Sembrerà una frase fatta, ma mai come ora le decisioni prese incideranno sul nostro futuro, come pesano oggi su di noi le scelte effettuate nei decenni passati, adottate in un contesto economico decisamente migliore, che in questo momento possiamo definirle imprevidenti.
Rispetto al passato, oggi l'azione politica dipende in maniera più marcata dall’economia. Sono i bilanci in regola che permettono politiche sociali ed economiche efficienti, di crescita per il territorio e quindi di benessere per i cittadini. Il nostro obiettivo, condiviso dalle altre forze di maggioranza, è amministrare in maniera oculata per dare un futuro migliore alla nostra città senza scaricare il peso delle nostre decisioni sulle generazioni future.

Lista civica S.M.S.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/08/2012 @ 18:17:29 in - Musei, linkato 405 volte)

IMMERSIONE SPELEO-SUB NELLA CISTERNA DELLA ROCCA FLEA - Gualdo TadinoAcqua di falda alimenta la cisterna: un impianto idrico in origine perfetto alimentava la Città di Gualdo.

Alla presenza di molti visitatori e curiosi si è svolta nella mattinata di sabato 25 agosto la prima immersione speleo-sub all’interno della cisterna della Rocca Flea da parte del gruppo subacquei A.S.D. Poseidon, di Gualdo Tadino. L’ispezione ha dato ottimi risultati e ha rivelato qualche piccolo segreto. La cisterna costituisce il bacino di raccolta delle acque della fortezza che era parte integrante del sistema di approvvigionamento idrico del manufatto fin dal suo impianto originario, secondo un sistema di alimentazione che prevedeva la raccolta dell’acqua piovana dall’apertura poligonale esistente sul tetto. Le operazioni degli speleo-sub, dotati dell'attrezzatura necessaria per poter eseguire le operazioni in tutta sicurezza, hanno previsto il rilievo e la misurazione del vano vasca, un servizio fotografico e video, la verifica di un eventuale presenza di cunicoli e canali di alimentazione e di reflusso, il prelievo di un campione dell’acqua presente da analizzare e la sostituzione di corpi illuminanti ormai esausti all’interno della vasca. L’ispezione ha rilevato che la cisterna è in ottime condizioni strutturali. Compaiono sui muri perimetrali est e ovest due fori dovuti probabilmente alla necessità di alloggiare un tavolato in età antica che agevolasse la discesa all’interno per motivi di pulizia o di custodia del manufatto. Sul muro perimetrale sud compare invece un altro foro piuttosto in alto che era funzionale probabilmente allo scolo del troppo pieno.
“La cisterna ha una dimensione di circa 30-40 mq per circa 6-7 m di altezza – ha dichiarato Paolo Speziali, uno degli speleo-sub che si è calato – e contiene un livello di circa 2 m di acqua che aveva un aspetto limpido prima dell’immersione ma che si è poi leggermente intorbidita dopo il nostro ingresso a causa dei depositi sul fondo. Si vedono comunque con chiarezza dei punti che permettono l’infiltrazione all’interno della cisterna di acqua di falda che va a mischiarsi con quella piovana raccolta dal tetto. In alcuni punti sono state individuate anche delle concrezioni calcaree, tipo stalattiti, che rivelano la presenza di infiltrazioni idriche”. “Siamo molto soddisfatti di aver accolto questa proposta del gruppo Poseidon – sottolinea il direttore, Catia Monacelli – perché si è trattato di un’operazione interessante per conoscere e far conoscere meglio una parte importante del nostro principale monumento oltreché di un’eccellente opportunità di promozione della struttura attraverso operazioni anche molto semplici ma che ne migliorano la visibilità e il fascino, come la sostituzione dei corpi illuminanti esausti: infatti da oggi la cisterna sarà più visibile e valorizzata nell’itinerario all’interno del Museo Civico”.
Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi allo 075916078 o scrivere a info@emigrazione.it

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Di Riccardo (del 16/05/2013 @ 18:16:52 in - Editoria gualdese, linkato 433 volte)

CIAO MARIA - Gualdo Tadino

Ho consegnato al Cvs-Caritas di Gualdo Tadino la somma di 605 euro fin qui raccolta con la distribuzione, ad offerta libera, del libro “Ciao Maria”. Il libro, stampato per mia iniziativa in 200 copie, è pressoché esaurito. Si pone, quindi, l’esigenza di una seconda ristampa. Ho chiesto un contributo ad un Istituto di credito locale ed attendo la risposta. qualche soluzione, comunque, la troveremo.
Nel rendicontare l’esito di questa raccolta per beneficenza (esito non definitivo perché ancora non mi sono state consegnate altre offerte) sento il dovere di ringraziare la generosità di tanti gualdesi. L’obiettivo prioritario della pubblicazione di questo volume era quello di consentire a Maria un ulteriore gesto di generosità verso un’associazione cui era molto legata. E credo che, per quanto già versato, l’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. Il Cvs, con questa piccola somma, potrà tamponare qualche emergenza in un momento così difficile per tante famiglie.
Sento, infine, il dovere di ringraziare le tante persone che hanno manifestato il loro apprezzamento per il modo con cui ho raccontato una vicenda dolorosa per il suo finale tragico ma splendida per i contenuti che ne hanno tessuto la trama dall’inizio alla fine.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/10/2008 @ 18:16:19 in Società, linkato 1011 volte)

Gualdo Tadino - Italianità, per te cosa significa?Nel blog del Social Network di Gualdo e' iniziata una discussione su cosa significa per te essere italiano, siccome io non appartengo al Network e l'argomento mi sembra interessante, ne prendo lo spunto per globalizzarlo un po': cosa significa per te appartenere ad una comunita'?Essere gualdese, essere italiano, essere europeo, etc. Come si diventa appartententi ad una comunita'? Un certficato, come quello di nascita, di residenza, di naturalizzazione? L'avere delle basi culturali in comune come usi, costumi, religione? Cosa e' che qualifica qualcuno come italiano o come gualdese per essere pratici? A livello generico e' facile: Roma Palermo, Venezia, Milano? Un pezzo di carta che dice che sono nato e cittadino italiano, ma questo mi da' l'appartenza? Gli usi e costumi sono diversi da regione a regione, quasi da citta' e citta', qual'e' il denominatore comune? C'e' una bandiera che accumuna tutti durante le finali dei campionati di calcio: togliamo il calcio e la bandiera, da dove nasce l'appartenza ad un unica nazione? Stesse condizioni per la gualdesita': il mio certficato di nascita' mi da' realmente il diritto di appartenza o c'e' bisogno di qualcosa altro di piu' importante?
Credo che sia un argomento interessante, pieno di stimoli e che puo' essere dibattuto senza entrare nella politica spicciola. Come qualcuno aveva chiesto.

Mauro Monsignori

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/06/2008 @ 18:15:49 in - Sport, linkato 943 volte)

Gualdo Tadino by Allegra Combriccola - Domenica 8 Giugno nella giurassica gola della Rocchetta a Gualdo Tadino. Gli organizzatori patrocinati dal Moto Club Gualdo Tadino non hanno fatto mancare niente ai conduttori ed agli spettatori in fatto di spettacolarità, contenuti tecnici e varietà di terreno che comunque ha visto prevalere sugli altri la roccia calcarea.

A detta dei piloti, bellissima gara quella che si è svolta Domenica 8 Giugno nella giurassica gola della Rocchetta a Gualdo Tadino. Gli organizzatori patrocinati dal Moto Club Gualdo Tadino non hanno fatto mancare niente ai conduttori ed agli spettatori in fatto di spettacolarità, contenuti tecnici e varietà di terreno che comunque ha visto prevalere sugli altri la roccia calcarea. Al via circa cinquanta iscritti provenienti anche dal Lazio segno che Gualdo Tadino e Trial formano un binomio di forte interesse per gli addetti ai lavori. Tanti gli appassionati e tifosi dei piloti locali pronti a spostarsi da una zona all’altra al passaggio dei loro beniamini e, strano ma vero, forti battute di mano si sentivano in qua e la per la ombrosa gola della Rocchetta… Bello scenario degno di un campionato italiano se non di un mondiale.. A fine gara si ventilava l’idea da parte degli organizzatori di voler organizzare una prova di Trofeo Centro Sud 2009 proprio in questo scenario. Le condizioni meteo non hanno contribuito a facilitare la realizzazione delle zone fettucciate, cambiate in qualche dettaglio il Sabato pomeriggio; troppo dure si sarebbero rivelate senza questi aggiustamenti visto che durante il terzo giro è cominciato a piovere. Viscide come il sapone la 5, 6 e la 7. Le stesse contenevano ostacoli molto tecnici e di grosse dimensioni. La categoria “Master A”, combattutissima fin dall’inizio, ha visto classificarsi al quarto posto Ronca Graziano su Beta che nonostante una foratura alla ruota posteriore ha concluso la gara a ridosso dei primi. Terzo posto per Marcello Fazi, pilota Beta del Team Zeni Moto di Gualdo Tadino, che conferma di poter lottare per la riconquista del titolo iridato vista la sua guida pulita e precisa. Secondo posto per Anastasi Roberto su Montesa Honda che con un’ottima prestazione sui tre giri si delinea ottimo candidato per il titolo regionale. Primo classificato, oserei dire, il solito Fugazza Giancarlo su Gas Gas del team Valsavio. La categoria “Master B”, al terzo posto vede classificarsi il marchigiano Gorgoglini Giuliano su Gas Gas. Al Secondo posto Rosichetti Massimiliano su Montesa. Al primo posto Dolci Fabrizio su Gas Gas che ha distaccato il secondo classificato di oltre venti penalità, bella dimostrazione di classe: chissà se il prossimo anno farà il salto nella categoria Master A. La Categoria “Master C”, è stata dominata dai piloti gualdesi: al terzo posto si è classificato l’inossidabile Pietro Pelati su Montesa Honda, vecchia volpe del trial che domina la classifica provvisoria del regionale Master C. Secondo classificato Anastasi Daniele su Montesa Honda che attualmente guida la classifica del Trofeo Centro Sud. Primo classificato, la sorpresa, Franceschini Giordano su Beta che ha tolto l’osso più grande ai due contendenti relegati al secondo e terzo posto. Un plauso agli organizzatori, al Moto Club Gualdo Tadino ed ai piloti Gualdesi che continuano a distribuirsi sempre nei gradini del podio sulle varie categorie… Un commento da parte di un esperto del trial: Bella la gara e impressionante lo scenario viva il trial ed arrivederci a Gualdo Tadino.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/12/2006 @ 18:15:05 in Società, linkato 737 volte)

Mauro Monsignori - Il lavoro ideale è una questione puramente personale, così io do la mia definizione e altri potranno aggiungere la loro esperienza.

Il mio lavoro ideale è un lavoro che paghi bene, sia stimolante e si possa esercitare in qualunque momento e in qualsiasi parte del mondo, cioè non sia legato al cartellino e all’ufficio.

Ora per la prima condizione, dipende essenzialmente dalle capacità, dalla tenacia e da un pizzico di fortuna di iniziare col piede giusto. La seconda è molto personale e può migliorare cambiando lavoro di tanto in tanto. Ma lo scopo principale di questa riflessione è la terza condizione. Poter lavorare senza orario e luogo di lavoro. Poter spendere diciamo tre mesi in Italia, la stagione invernale in Florida e la stagione estiva in Maine, per fare un esempio. Fino a pochi anni fa questo era un paradosso e solo gli artisti (scrittori, pittori etc), I ricchissimi (con a disposizione un jet) o i pensionati potevano permettersi questo tipo di vita.

Nei giorni scorsi un articolo su Yahoo (credo originalmente in Business News) riportava che tantissime aziende si stanno orientando verso una maggiore flessibilità del lavoro. ROWE significa Result Oriented Work Environment che essenzialmente significa lavora dove ti pare, quando ti pare, come ti pare purché alla fine il lavoro assegnato sia completato nei tempi e modi stabiliti. Le società che hanno attuato questa strategia parlano di vantaggi notevolissimi sia in termini di performance che economici. Per non parlare dell’umore dei dipendenti e dei vantaggi sociali (traffico etc) IBM, Sun sono stati i precursori di questo modo di lavorare e tante altre ditte li stanno seguendo.

Nella ditta dove lavoro, non siamo ancora a quel punto, ma il cartellino non esiste e abbiamo piena libertà di entrare alle 6 di mattina o alle 10, di uscire durante il giorno e senza abusarne di lavorare da casa. L’importante è il risultato. Se per lavorare non hai bisogno della baby sitter del tuo boss, la cosa è fattibile e nessuno ti dice niente. E’ la conseguenza della globalizzazione, di internet ad alta velocità e del costo minimo delle comunicazioni. Anche in ufficio, I nostri meetings sono virtuali con almeno l’80% delle persone che partecipa via telefono o internet, perché in un’altra parte del mondo e degli USA e della città o in auto etc. Con il wireless computer abbiamo accesso alla stessa rete dell’ufficio sia stando a casa, alla libreria pubblica, all’aeroporto o ad uno Starbuck caffe.

Ovviamente non tutti i lavori si prestano a questo cambiamento, ma quasi tutto il lavoro di ufficio generalmente potrebbe avere una trasformazione in futuro. Se completo il mio lavoro durante la notte o la mattina presto, durante nessuno mi tratterrà dall’andare ad arrostirmi sulla spiaggia sotto il sole durante l’estate.

Così se domani (magari dopodomani), vado dal mio manager e gli dico Gary (qui tutti si chiamano per nome – anche il super super presidente), questa estate vado a Gualdo per tre mesi e lavorerò da li… non ci caccerebbe via a pedate, ma magari con ancora molta titubanza potrebbe farci un pensierino di accettare questa nuova condizione. Siamo ai limiti del sogno, ma qualcosa sta cambiando.

Con tante cose ‘brutte’ (I pessimisti la vincono durante questo periodo), magari il futuro porterà dei generosi benefici al miglioramento della qualità di vita.

Mauro

 
Di Riccardo (del 13/03/2007 @ 18:14:54 in - Accade a Gualdo, linkato 462 volte)

Pro Tadino: ancora fumata grigia

Ancora fumata grigia dall’assemblea della Pro Tadino. Tra dubbi sulla legittimità della convocazione (il posticipo di tre giorni avrebbe richiesto una nuova convocazione 15 gg prima della data; il presidente uscente Gianni Smacchi, pur non iscritto, secondo alcuni doveva comunque essere invitato), incursioni a gamba tesa nel passato recente (rapporti con l’Eco, responsabilità personali della situazione debitoria) e buoni propositi per il futuro (necessità di azzerare il passato e ricominciare da zero per ricostituire una associazione di persone che hanno l’obiettivo comune di fare qualcosa di buono per la città) si è arrivati ad una soluzione salomonica condivisa da tutti (un solo voto contrario): una nuova convocazione per il 2 aprile ad opera del Presidente decaduto Gianni Smacchi per ricostituire il Direttivo. L’assemblea di lunedì sera, comunque, non è stata inutile. Il collegio dei revisori dei conti presieduto da Luciano Meccoli ha presentato la situazione finanziaria che, a detta di tutti, è piuttosto preoccupante. I 64 mila euro pagati dal comune per l’acquisto delle opere sono stati già spesi. Ad oggi abbiamo ancora:

CREDITI  
Contanti in cassa

18,20

Disponibilità di C/C

9.067,00

Pubblicità ECO da incassare

1.682,00

Vendita giornali da incassare

120,00

Totale

11.787,00

   
DEBITI  
Fatture non liquidate dal 28/01/04 al 28/02/07

22.121,00

Quote associative non liquidate

768,00

Spese per il personale dipendente (Contributi + TFR)

10.724,00

Rimborsi abbonati ECO per gli 8 numeri non usciti

4.075,00

Rimborsi inserzionisti ECO per gli 8 numeri non usciti

1.995,00

Riaddebito TELECOM per agevolazioni non dovute

2.739,00

Scoperto su un C/C

8.874,00

Totale

50.896,00

   

Diferrenza Totale (debitoria)

€ 39.109,00

Il collegio dei revisori precisa, poi, di aver omesso altri eventuali oneri. Il sindaco Scassellati, che ha presieduto l’assemblea su votazione unanime dei circa 30 soci (su 61 iscritti) presenti, ha definito la situazione debitoria “preoccupante, dalla quale non sarà facile venirne fuori perché sono un’enormità”. Ha invitato, quindi, a finirla con la caccia alle streghe per trovare tutti insieme una via d’uscita.
Tutto rinviato al 2 aprile, quindi. Nel frattempo bisognerà, prima di tutto, che ci si adoperi per trovare un presidente che abbia voglia di caricarsi sulle spalle questo oneroso fardello (oltre ai debiti c’è ancora una struttura di segreteria che rappresenta un costo fisso che non ha al momento copertura finanziaria). Ricostituendo un nucleo operativo intorno ad un presidente e predisponendo un progetto serio e credibile si potrà, probabilmente, intravedere una via d’uscita.

Riccardo Serroni

 
Di Sandro (del 13/02/2009 @ 18:12:07 in - Chicche gualdesi, linkato 813 volte)

Articolo tratto da

“PERCHE‘ TAGINA CHIUDE
Per ogni cosa c’è un principio, come per ogni cosa c’è una fine. Questa legge non poteva certo risparmiare TAGINA.
Due anni di attività, due anni di noie, gatte da pelare, guai, minacce (più di una volta ci siamo sentiti minacciati di botte – più di una volta ci hanno detto che a Gualdo non c’è posto per noi) e poca, pochissima riconoscenza.
Ora siamo arrivati al penultimo numero. In ognuno di noi c’è un po’ di tristezza. Sinceramente ci dispiace. Abbiamo vissuto un’esperienza indimenticabile che racconteremo ai nostri figli, ai nostri nipotini.
Ma ora diciamo basta.
Molti di voi sanno che attualmente cinque dei nostri amici stanno adempiendo all’obbligo del servizio militare, altri cinque ne partiranno alla fine del mese. Le difficoltà quindi di mandare avanti un giornale aumentano. Comunque, per smentire qualsiasi pettegolezzo, vi annunciamo che avremmo smesso comunque. Il militare potete considerarlo come una componente che ci ha indotto a prendere questa decisione.
Il vero motivo va anche aldilà delle vostre aspettative. Ci siamo effettivamente stufati di muovere anche una sola paglia per i gualdesi. Viviamo in una città che non si merita niente, non merita neppure un minuto del nostro tempo libero.
Se solo pensiamo a quante volte abbiamo seriamente rischiato di finire in Tribunale, c’è veramente da riflettere sul nostro caso.
Vi rendete conto che per due anni ci avete costretto ad offrirvi il nostro giornale facendoci sentire dei ladri accattoni? Quando ci allungavate quelle misere 150 lire ci facevate sentire dei vermi, degli affamati, dei ladri.
Forse tu che stai leggendo non ci hai voluto nemmeno concedere nemmeno la soddisfazione di prendere il giornale dalle nostre mani. Non visto, lo hai preso nelle edicole, oppure lo hai “scroccato”.
Beh, e noi dovremmo continuare a scrivere per te…?
… ma facci ridere!
Da questo momento hai chiuso con noi.
Forse qualcuno non si merita di essere trattato così. Ci scusiamo con costoro, ma avete la sfortuna di essere troppo pochi.
Non crediate comunque che il nostro operato non sia servito a niente. Siamo pienamente coscienti che abbiamo mosso molto. Abbiamo operato positivamente. Verremo ricordati come “eroi”, ma “non è più tempo di d’eroi”. Da oggi ci adatteremo al sistema. Non penseremo più a voi. Non ce ne importa più niente se i vostri figli dovranno andare a cercare lavoro lontano. Non ce ne importa se quando li vedrete partire le lacrime vi bagneranno il viso. Non è con noi o con i nostri Amministratori che dovrete prendervela. La cosa riguarda anche e soprattutto voi. Ieri ve ne siete fregati ed oggi il vostro menefreghismo si ritorce su voi stessi. Bravi, meritate un applauso.
È triste doverlo ammettere, ma invece di cambiare voi, siete stati voi a cambiare noi. Assisteremo con voi al tramonto di questo paese.
Ora ci resta solo da fare l’ultimo numero e sorbettarci 200.000 lire di debito. qualcuno riderà soddisfatto e noi in barba a quanti ci hanno accusato di ricevere finanziamenti da chissà chi, ce ne andremo cercandoci nelle tasche. E non ci compiangete, semmai dovete compiangere voi stessi. Noi abbiamo la fortuna di essere giovani e di non avere figli da sistemare. Ma voi siete da Ospizio. Abbiate pazienza, forse ci riuscirete a fare di Gualdo un vero Ospizio.

EMMEA”

(Tratto da TAGINA del Centro Giovanile Gualdese – gennaio 1972)

TAGINA - A cura del Centro Giovanile Gualdese - mensile

A me è sembrato di leggere un articolo scritto oggi. Evidentemente gli anni passano ma i problemi restano.

Sandro Farinacci

 

 
Di Riccardo (del 17/03/2007 @ 18:11:00 in - Ambiente, linkato 549 volte)

Un bosco e … un materasso, un frigorifero, un congelatore ... gettati lì come cimeli o testimonianze inequivocabili della imbecillità umana. E’ roba di questi giorni, non datata, e non ci si deve nemmeno dannare tanto l’anima per imbattersi nell’immondezzaio improvvisato. Anche perché non è roba che si può trasportare sulle spalle. Bisogna caricarla su un ape o un autocarro e percorrere una strada transitabile. La strada che dalla provinciale di Valsorda si biforca per raggiungere il castagneto deve essere sembrata, all’imbecille, la via del Paradiso. Circa duecentro metri in direzione del castagneto ed…oplà, il gioco è fatto. Che ci vuole a far rotolare quella schifezza nella scarpata sottostante in mezzo agli alberi!
Il lavoro bestiale sarà ripulire, perché riportare in salita oggetti così pesanti non sarà uno scherzo.
Inconcepibile!
“Visto che ti sei caricato i rifiuti sul mezzo, che ti costava prendere la strada dell’isola ecologica (dove non si paga assolutamente niente per scaricare i rifiuti ingombranti) invece che la strada di Valsorda! C’era anche meno salita e non avevi il batticuore per il timore di essere scoperto.”
Incomprensibile.
Ora ci sarà probabilmente qualcuno che invocherà i soliti controlli! Ma che vuoi controllare! Come fai a controllare Kmq di territorio! Contro l’imbecillità della gente non c’è controllo che tenga.
L’unica strada da percorrere è il tam tam dell’informazione, senza pause e senza risparmio. Un tam tam verso due obiettivi:

  1. informare in continuazione le gente che c’è un’apposita isola ecologica presso la zona industriale nord;
  2. toccare la sensibilità della gente per scuotere le coscienze: vogliamo dimostrare finalmente che tutti vogliamo bene a questo nostro territorio?

Poi la delazione. Se vediamo qualcuno compiere questi gesti sconsiderati fotografiamolo, prendiamogli il numero di targa e denunciamolo. Non si merita niente.

Riccardo Serroni

 
Di Riccardo (del 30/04/2007 @ 18:09:01 in - Ambiente, linkato 734 volte)

LA FIORITA SUL MONTE SERRASANTA - Click per in grandireStupendo. Sui prati della nostra montagna (da Valsorda a Serrasanta) c’è un’esplosione multicolore di fiori. Uno spettacolo meraviglioso. La foto dà soltanto una vaga idea delle tonalità di colori che cambiano in continuazione nelle diverse zone. Su alcuni prati hanno fatto la loro prima apparizione anche i narcisi.
Un fascino che ha rapito anche un gruppo di escursionisti tedeschi che, giunti in pullman sino al Belvedere (sotto Serrasanta), hanno raggiunto Nocera Umbra percorrendo il Sentiero Italia. Godetevelo questo spettacolo. Vi riconcilia l’animo con il mondo intero.
Ma mi permetto di aggiungere un paio di consigli.
Nell’angolo in alto a destra della foto (siamo a Serrasanta) si notano due grosse ferite procurate dal passaggio delle macchine. Solchi che sprofondano sempre di più sia perché continuano a passarci le auto, sia perché l’azione erosiva dell’acqua, laddove s’è aperto un varco, è implacabile. Non aggraviamo la situazione. Fermiamoci, con i mezzi motorizzati, fin dove arriva la strada ed evitiamo più gravi conseguenze al manto erboso.
Nell’angolo a destra, in basso, nel riquadro, vediamo gli splendidi narcisi, un fiore caratteristico della nostra montagna. Evitiamo di raccoglierne fasci interi che il giorno dopo dovremo gettare nella spazzatura. Non dico di non coglierne qualcuno per “devozione”, ma evitiamo di spogliare un intero prato. Anche chi verrà dopo di noi avrà diritto di goderne la vista.

Riccardo Serroni

 
Di Riccardo (del 02/03/2007 @ 18:06:48 in - Centro Storico, linkato 634 volte)

Sull’importanza e sull’opportunità dei lavori di ripavimentazione delle piazze e delle vie del centro storico credo che tutti siamo d’accordo. Costituiscono il terminale dei lavori di ristrutturazione post terremoto.
Piuttosto si potrebbe aprire un interessante dibattito su alcune scelte urbanistiche che sono state preannunciate. Scelte che vanno a ribaltare quelle fatte appena una quindicina di anni fa circa. Cambiano i progettisti, cambiano le idee e si prendono strade diverse.
L’eliminazione dei gradini di fronte a San Benedetto è opera dei progettisti del rifacimento della piazza negli anni ’80 (mi pare fossero l’arch. Brunetti e l’ing. Passeri). C’era una filosofia diversa, evidentemente, con l’abbattimento di una piccola barriera ritenuta urbanisticamente ininfluente. Oggi la filosofia spiegata dall’arch. Francesco Picchi è quella di isolare piazza Martiri dalla viabilità e restituirle il piano originario.
L’eliminazione della fontana in p.zza Garibaldi risale a qualche anno addietro. Con la reintroduzione di una fontana (anche se di tipologia diversa) si vuole ridare un elemento di movimento alla piazza (anche se con acqua riciclata).
La realizzazione dell’anfiteatro (anni ’90) fu un’idea dell’arch. Daniele Mancini. Aveva due obiettivi: a) creare uno spazio utilizzabile nel centro storico per manifestazioni culturali, musicali e di vario genere; b) consentire la visibilità delle mura del palazzo del podestà. Il primo obiettivo è riuscito soltanto in parte. Alcune manifestazioni le abbiamo viste in quello spazio, ma veramente poche. Un po’ perché a Gualdo è freddo e gli spazi all’aperto sono poco utilizzabili. Un po’ perché è su una via di passaggio, troppo vicino alla pizzeria, ed il via vai continuo, le voci incontrollate disturbano spettacoli che richiederebbero il silenzio assoluto. Il secondo è probabilmente raggiungibile con un altro espediente architettonico.
Per contro c’è di negativo che l’anfiteatro toglie spazio ad una piazza che, altrimenti, sarebbe abbastanza grande ed utilizzabile anche come parcheggio (una volta scelta l’isola pedonale in p.zza Martiri). L’idea dell’arch. Picchi, condivisa anche dall’amministrazione comunale, è quella di eliminare l’anfiteatro per ridare spazio alla piazza. Ma non se ne parla adesso.
La realizzazione dell’ascensore risale ai primi anni ’80. Doveva avere l’uscita all’altezza della piattaforma, ma la Sovrintendenza ha bocciato il progetto perché la torretta troppo alta deturpava la visione dell’abside della chiesa di San Francesco. L’uscita attuale è veramente infelice, soprattutto non garantisce il superamento delle barriere architettoniche. L’idea dell’amministrazione comunale (ma se ne parlerà più avanti, non fa parte del progetto attuale) è quella di spostare la buca per far uscire l’ascensore allaltezza dell’ingresso del palazzetto del podestà, quindi direttamente sulla piazza.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 21/04/2006 @ 18:06:06 in - Ambiente, linkato 960 volte)

 Da tempo ormai seguo per monti e colline il Dr. Piero Salerno, gualdese di nascita e di spirito, nella ricerca e catalogazione delle orchidee spontanee del territorio umbro, in particolare quello perugino e gualdese. La passione per la fotografia poi mi ha portato prima a collaborare con lo stesso Piero alla pubblicazione di alcuni testi in materia e successivamente ad interpretare le forme e i colori di questi piccoli, straordinari capolavori della natura. Gli affascinanti nomi di questi fiori, ...ma è riduttivo chiamarli "solo" fiori, sono Ophris apifera, Orchis morio, Limodorum, Platanthera, Serapias, Epipactis, etc... La fioritura avviene principalmente in primavera e se vi fermerete ad osservare meglio qualche "fiore di campo", durante le vostre prime passeggiate dopo un lungo e pigro inverno, forse siete di fronte proprio ad un orchidea . Certamente le orchidee spontanee italiane non sono per grandezza e spettacolarità di forme e colori paragonabili a quelle tropicali, ma vi posso assicurare che osservare da vicino queste miniature vegetali, è un esperienza incredibile.

Nella sezione fotografica potrete vedere alcune foto tra le centinaia e centinaia di scatti effettuati.

Da consultare Giros, che è la più autorevole rivista su questo argomento con centinaia di foto.

Potete contattarmi per saperne di più. Guglielmo Spiniello

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 21/01/2012 @ 18:03:31 in - Editoria gualdese, linkato 480 volte)

GUALDO TADINO E DINTORNI: GUIDA TURISTICALA NUOVA GUIDA TURISTICA
Dopo 18 anni dalla prima, importante, completa e tutta a colori Guida Turistica della città di Gualdo Tadino, il Lions Club di Gualdo Tadino - Nocera Umbra, consapevole che, soltanto attraverso una seria e qualificata promozione di tutte le risorse (storia, arte, cultura, natura, paesaggio, folclore, tradizioni, artigianato, attività sportive, ricettività) di cui gode sia la nostra realtà che i comuni limitrofi possa incrementare un’offerta turistica, non soltanto legata al cosiddetto “mordi e fuggi”, ma vissuta con maggiore partecipazione e approfondimento, ha completato la prima fase del progetti editoriale consegnando tutto il materiale in tipografia, una delle più affermate a livello nazionale.
Tutto il consiglio direttivo del Lions Club, trainato dal presidente dott. Costantino Matarazzi, insieme alla maggior parte dei soci, si stanno mobilitando per trovare le risorse economiche necessarie alla stampa di quel numero necessario di copie, almeno 5.000, che possa garantire una certa continuità per 4-5 anni.
Aspettando i patrocini degli enti istituzionali, comprensivi anche di qualche risorsa, il sodalizio si propone di presentare l’opera per l’inizio dei primi segnali di quel movimento turistico che dovrebbe contribuire a rilanciare una stagnante economia che si è abbattuta su tutta la dorsale appenninica.
Il volume di oltre 220 pagine, in formato 18x24, contiene oltre 300 immagini, quasi tutte a colori, e il coordinamento editoriale è stato affidato all’esperienza del dott. Daniele Amoni.
Possiamo fornire, ora, i titoli definitivi dei temi trattati, con i loro autori e la precisa sequenza di essi all’interno della guida:
1) GUALDO TADINO E LA SUA STORIA a cura del prof. Gianni Paoletti
2) DENTRO LE MURA: VALORI DEL CENTRO STORICO GUALDESE a cura dell’arch. Marco Storelli
3) ALLA RISCOPERTA DEL MEDIOEVO: ROCCHE E CASTELLI DEL TERRITORIO a cura del dott. Daniele Amoni
4) MATTEO DA GUALDO: L’ARTE CHE NON HA TEMPO a cura del prof. Enzo Storelli
5) ITINERARI DELLA FEDE: CONVENTI, EREMI, MONASTERI E LUOGHI DI CULTO a cura del sig. Valerio Anderlini
6) PERCORSI D’ARTE, DI STORIA E DI CULTURA: LE FRAZIONI E I TERRITORI CONFINANTI a cura del sig. Francesco Farabi
7) LA CERAMICA A GUALDO TADINO: UNA TRADIZIONE SECOLARE a cura del prof. Mario Becchetti
8) LA CATENA APPENNINICA UMBRA: SCENARIO DI INCOMPARABILE BELLEZZA a cura del prof. Pierluigi Gioia
8) FOLCLORE E TRADIZIONI: LINFA VITALE PER UN RINNOVATO SVILUPPO TURISTICO a cura del sig. Sergio Ponti
10) LE NUOVE FRONTIERE DEL TURISMO: NATURA, SPORT, CULTURA E TEMPO LIBERO a cura del sig. Mario Donnini.
Gli autori, che non hanno bisogno di presentazione, offrono precise garanzie di serietà esperienza, conoscenza delle tematiche in quanto per decenni hanno accumulato un bagaglio culturale di enorme portata anche attraverso la pubblicazione di importanti volumi.
La documentazione iconografica è opera di due fotografi come Daniele Amoni e Franco Chiucchi affiancati da alcuni componenti del Gruppo Fotografico Gualdese.

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Di Riccardo (del 19/05/2012 @ 18:03:11 in - Acqua, linkato 656 volte)

LA POLEMICA DELL’ACQUA - Gualdo TadinoLa Rocchetta, intesa come azienda che imbottiglia l’acqua minerale, è il male assoluto? Il dubbio mi gironzola in testa dopo aver letto il comunicato stampa di Gianluca Graciolini contro il concorso “Il pensiero liquido” (e dopo la nuova polemica insorta per “Umbria water festival”). Leggo testualmente: “Siamo allora in presenza di un fatto grave che pone una serie di interrogativi pesanti e lascia esterrefatto il buon senso di chiunque abbia ancora un briciolo di buona fede. Educare sull'acqua, educare alla cultura dell'acqua, educare alla tutela ambientale contro gli sprechi e farlo scegliendosi come consulente un'azienda che imbottiglia acque minerali è come mettere una volpe affamata nel pollaio più affollato”.
Al concorso hanno partecipato molte scuole di ogni parte d’Italia. Tra i vincitori una scuola Montessori di Bergamo, un istituto comprensivo di Bergamo ed un Liceo Artistico di Bergamo. Poi ho anche fatto mente locale e mi sono ricordato che anche con la mia scuola in due progetti diversi ed in anni diversi abbiamo affrontato la problematica dell’acqua e tra le attività abbiamo previsto una visita alla Rocchetta spa. Siamo tutti docenti incoscienti e sconsiderati? Beh, io credo proprio di no.
Anzitutto approfondiamo il concetto su che cosa è un progetto didattico (che non è un progetto di indottrinamento). Fare un progetto didattico significa analizzare la realtà in tutti i suoi aspetti.
Affrontare un tema come l’acqua implica una serie di approfondimenti e problematiche di carattere storico, scientifico, economico, sociale ed ambientale. Nel ciclo dell’acqua un anello della catena è sicuramente l’utilizzo che se ne fa e l’anello “utilizzo” ha molteplici diramazioni: l’acquedotto pubblico che porta l’acqua nelle case, l’irrigazione, l’uso industriale nelle aziende, le piscine… e l’imbottigliamento. Che vogliamo fare? Per un pregiudizio ideologico bypassiamo l’ultimo anello e facciamo finta che gli stabilimenti di imbottigliamento non esistono? Se facessimo questa operazione elusiva non saremmo buoni insegnanti. I ragazzi devono conoscere la realtà nella sua interezza. Poi, su alcuni aspetti di questa realtà, si possono anche far emergere delle valutazioni critiche. Ma separare i fatti dalle opinioni è l’abc di una buona informazione ed educazione. Quindi far prendere coscienza ai ragazzi di una realtà economica come quella dello stabilimento che imbottiglia l’acqua è un processo didattico positivo, perché evidenzia una realtà tecnologica e fa capire agli studenti come funzionano le cose. Poi su di essa si può riflettere criticamente per l’opportunità o meno, le condizioni di lavoro, e così via. E’ la stessa valenza di una visita ad un’azienda che produce ceramica se il tema della ricerca è la maiolica.
Né, d’altra parte, educare i bambini a non sprecare l’acqua del rubinetto con alcuni piccoli accorgimenti non significa educarli all’acquisto di acqua minerale. Siamo su due piani diversi. Concordo con quanti invitano a bere l’acqua del rubinetto piuttosto che servirsi dell’acqua in bottiglia. Io stesso, a casa mia, non faccio mai uso di acqua imbottigliata. Ma vi assicuro che in certe realtà l’acqua dell’acquedotto, pur batteriologicamente pura, è imbevibile al gusto (spesso per la presenza eccessiva di cloro)
Altro tema: l’imbottigliamento dell’acqua è di per sé un processo criminale? L’azienda che imbottiglia l’acqua è un cancro sociale ed ambientale? Io credo assolutamente di no.
Prendiamo ad esempio la Rocchetta spa. Quest’azienda è sul mercato come tante altre aziende che fanno lo stesso lavoro. Imbottiglia l’acqua grazie ad una convenzione con la Regione (tra l’altro firmata da una giunta di sinistra). Secondo questa convenzione può utilizzare 13 litri di acqua al secondo. Vale a dire quasi quanto la perdita dell’acquedotto comunale riscontrata nella sola frazione di Cerqueto.
Cosa facciamo? Facciamo la guerra a tutte le aziende che imbottigliano l’acqua per farle chiudere? E tutti quei bar, ristoranti o famiglie che acquistano l’acqua minerale come si dovranno comportare? Dovranno servire acqua del rubinetto anche se al palato fa schifo? E dai bar, ristoranti, esercizi commerciali dovremo far sparire gassose, bottiglie di te, aranciate e quant’altro?
E ancora. Tutte le maestranze che lavorano con gli stabilimenti che imbottigliano acqua e che producono bibite le mandiamo a casa? Come camperanno? Con gli ammortizzatori sociali?
C’è qualcosa che non mi torna in questo ragionamento. Più ci penso e più c’è qualcosa che non mi quadra.
Altra cosa è la riflessione sul ritorno economico per il territorio, sui controlli per verificare l’effettivo consumo (per la Rocchetta ci è stato detto che non mancano, essendo periodici ed anche a sorpresa), sulla opportunità o meno di ampliare la concessione (perfettamente legittima la battaglia del Comitato per la difesa del rio Fergia).
Altra cosa ancora è la speculazione sull’acqua dei rubinetti (questa sì una privatizzazione sulle nostre spalle) con la battaglia per l’acqua pubblica che approvo in pieno.
Infine il divieto di stazionamento nell’area dell’oasi della Rocchetta per il pericolo di caduta massi. Quando passo a piedi per la valle del Fonno anche io penso che la precauzione sia forse eccessiva. Poi ricordo che un escursionista gualdese, l’anno scorso, percorrendo a piedi le gole del Fiastrone, è dovuto andare al pronto soccorso di Camerino con un taglio sulla testa (8 punti di sutura, mi pare) perché gli era caduto un sasso sul capo. Ed allora concludo che una precauzione in più è sempre meglio di una in meno. Quello che mi sembra al di fuori di ogni logica è il pensare che il provvedimento sia in realtà un favore alla Rocchetta spa. Non ne vedo il motivo. Quali vantaggi ha la Rocchetta se l’area della sorgente è interdetta ai visitatori? Chi deve fare la sua parte, a questo punto, credo che sia la Regione con alcuni atti indispensabili: delimitare le aree di rischio e valutare per ogni area il livello di rischio così da poter riaprire la possibilità di stazionamento almeno in alcuni punti.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/11/2007 @ 18:02:58 in - Sport, linkato 679 volte)

Nuoto spettacolo nella piscina comunale di Valsorda a Gualdo Tadino domenica scorsa per i campionati regionali di velocità.
Per una giornata intera la nostra città è stata sotto i riflettori del nuoto che conta oltre che per l'effettiva organizzazione anche per i risultati degli atleti del Centro Nuoto Flaminio.
Si sono dati battaglia nelle distanze corte dei 50 e 100 m. oltre 400 atleti provenienti da 12 società di tutta l'Umbria.
Presenti le massima autorità della Federazione Italiana Nuoto, e i sindaci della città di Gualdo Tadino e di Costacciaro, che ribadisce se mai ce né fosse ancora bisogno, quanto il movimento di nuoto ormai coinvolga tutta la fascia dell'alta Umbria. Grande livello di organizzazione da parte di Ducops e Centro Nuoto Flaminio che hanno raccolto i complimenti di tecnici , presidenti delle altre società e di tutto il pubblico. Spalti gremiti e gran tifo in ogni gara per un livello tecnico che è stato davvero alto, grazie anche alla presenza di alcuni atleti che fanno parte delle nazionali giovanili. Il Presidente della FIN Umbria Mario Provvidenza cosi' sintetizza la giornata:
“ mai come in questa occasione il nuoto umbro ha dimostrato la sua validità con alcune gare che hanno avuto riscontri cronometrici e tecnici molto alti. Fa piacere essere ospiti qui a Gualdo, ambiente di amici e persone di una professionalità straordinaria...segno tangibile che nelle nostre periferie si fa un grande lavoro umano e sportivo. qualche anno fa questa zona dell'Umbria era tagliata fuori dal nuoto regionale, l'arrivo di Patricia Stanton e la nascita del Centro Nuoto Flaminio ha cambiato l'approccio culturale alle discipline sportive di queste zone , e la nascita di un impianto cosi' bello e gradevole nonché l'impegno e lo sforzo della Ducops hanno fatto il resto”.
Visibilmente soddisfatti nell'entourage della società che ha come simbolo il papero bionico.
Il presidente Stanton dice” che lo sforzo di tutto l'ambiente è stato notevole anche perchè portare a Gualdo Tadino quasi 1000 persone fra atleti, genitori e amanti di questo splendido sport è un fatto straordinario. Ci siamo goduti la giornata indimenticabile anche grazie ai risultati dei nostri atleti,lucidi e grintosi nonostante il periodo di grande carico chilometrico”.
Nella classifica di società ha trionfato l'Umbria Nuoto Terni dopo un tirato testa a testa con la Libertas Perugia, con il C.N.A.T. Città di Castello ai piedi del podio. paperopolinuoto@virgilio.it CENTRO NUOTO FLAMINIO.
Al 4° posto la Pontevecchio Perugia, 5° la Thebris Perugia e 6° con un risultato storico il Centro Nuoto Flaminio, davanti a Centro Nuoto Bastia, Delfino Spoleto, Orvieto Nuoto, Polispot Gubbio, Tmc Foligno e Centro Nuoto Trasimeno.
Doppietta per Bianchini Demetrio che nella sua categoria stravince nei 50( 31”50) e 100 rana(1'09”) raccogliendo un 5° posto nei 50 m. sl (26”50); Straordinaria la prova di Simone Garofoli che con il personale sui 50 sl (25”40) sfiora il podio e trascina le 2 staffette maschili della 4x50 sl e 4x50 mx al 4° posto ad un passo dalle potenze del nuoto regionale.
Esplode finalmente Sara Pennacchioli: l'ondina gualdese arriva al podio nei 50 df (33”) e nei 50 sl (29”50), in entrambe 3° della sua categoria; Luca Moretti dopo un periodo di problemi fisici abbatte i suoi personali su 50 sl (26”90) e 100 sl (1'00”50) conquistando il pass per le finali regionali di aprile prossimo.
Belle le conferme di Chiara Sabbatini che nostante l'influenza si migliora di qualche decimo sui 100 m. sl e Arianna Marcelli, la piccola promessa del nuoto regionale e mezzofondista che si piazza bene nei 100 sl e 100 mx.
Bellissimi gli esordi di Anna Farabi ad un passo dalla qualificazione nei 50 sl e 50 df e di Nicola Comodi emozionatissimo alla sua prima gara nei 50 sl e 100 sl.
Importante infine il ritorno alle gare di Massimiliano Cabras che da un grande contributo alle due staffette mista e sl.
Prossimi appuntamenti la Coppa Brema a Terni il 16 dicembre e i meeting di Cortona , l'Aquila e Genova.

 

Centro Nuoto Flaminio
  
 Diego Del Bianco

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 14/05/2012 @ 18:02:35 in - Comune, linkato 333 volte)

Provincia di Perugia e Comune di Gualdo Tadino sottoscrivono un accordo di collaborazione per una maggiore conoscenza del territorioProvincia di Perugia e Comune di Gualdo Tadino sottoscrivono un accordo di collaborazione per una maggiore conoscenza del territorio

Sottoscritto un accordo di collaborazione tra la Provincia di Perugia e il Comune di Gualdo Tadino per l’aggiornamento cartografico catastale del patrimonio immobiliare del Comune.
L’intesa tra le due amministrazioni è iniziata nel 2009 con la firma di un protocollo per lo sviluppo, la valorizzazione e la qualificazione del territorio montano che ha portato, tra l’altro, alla individuazione e realizzazione di piste di sci da fondo e il potenziamento dell’offerta sentieristica. L’iniziativa, inoltre, è funzionale alle esigenze tecniche connesse alla variante - già in itinere - del P.R.G. Nella collaborazione, infatti, è prevista anche l’attività d’aggiornamento cartografico della viabilità comunale che per qualche tratto non risulta essere mai stata inserita nella mappa catastale.
L’accordo di collaborazione avrà la durata di anni uno e si esplicherà attraverso l’impiego di personale e tecnologie hardware e software dell’ufficio Sistema Informativo Stradale della Provincia di Perugia che svolgerà nel contempo, nei confronti del personale del Comune di Gualdo Tadino, anche attività di formazione professionale in materia topografico/catastale.
Gli obiettivi dell’accordo, una volta raggiunti, consentiranno all’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino di acquisire maggiore consapevolezza della consistenza del proprio patrimonio immobiliare: condizione basilare per una programmazione di qualità e per il fruttuoso utilizzo delle risorse.
“Un’altra importante iniziativa – commenta il Sindaco Roberto Morroni – di grande utilità per il nostro Comune, che rafforza ulteriormente il clima di proficua collaborazione in atto con la Provincia di Perugia”.

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A SAN VALENTINO AMORE ED ARTE SI FONDONO: AI MUSEI SI ENTRA IN DUE CON UN SOLO BIGLIETTO - Gualdo TadinoLa festa degli innamorati si può trasformare in un’occasione originale e suggestiva per nutrire gli animi di qualcosa di profondo e intenso quanto il sentimento stesso dell’amore, ovvero l’arte. Approfittando infatti dell’iniziativa del Polo Museale Città di Gualdo Tadino sarà possibile nel week-end di San Valentino, ovvero da giovedì 14 a domenica 17 febbraio, visitare le strutture museali della città con uno speciale biglietto riservato alle coppie di innamorati.
Si entra in due ma con un solo biglietto, che consente alla coppia l’ingresso al Museo Civico Rocca Flea, al Museo dell’Emigrazione e al Museo della Ceramica di Casa Cajani: un viaggio tra le esperienze umane, artistiche, architettoniche e artigianali che la città ha espresso nei secoli, un percorso ricco di emotività, di passione, di partecipazione e, naturalmente, di sentimento.
“Come anche gli anni scorsi aderiamo molto volentieri all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali per San Valentino – sottolinea Daniela Menichini, coordinatrice del progetto – che ci ha sempre dato ottimi risultati in termini di presenze facendoci raccogliere la soddisfazione e l’entusiasmo di coloro che hanno aderito, accostando alla classica cenetta romantica anche un reciproco dono emotivo ed esperienziale. Quest’anno poi, abbiamo deciso di ampliare l’iniziativa includendo tutto il week-end dal 14 al 17 febbraio, per dare modo a più persone di partecipare, visto che la festa degli innamorati cade di giorno feriale”. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0759142445 o scrivere a info@roccaflea.com

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A due settimane dalla festa più attesa dell'anno gli avvistamenti del buon vecchietto con la barba bianca, slitta trainata da renne e sacco dei regali si moltiplicano. Dopo la notizia, diffusa nei giorni scorsi, secondo cui la vera residenza di Babbo Natale sarebbe in Kirghizistan, piccola repubblica dell'Asia centrale e non al Polo Nord, un altro avvistamento ha fatto restare tutti col fiato sospeso. qualcuno infatti sostiene di aver visto Santa Claus niente meno che in cielo, e più precisamente tra le stelle della nebulosa di Orione, proprio nella nursery della Via Lattea, in quell'area della costellazione dove 'nascono' tante delle stelle nuove.
Manuel Guedel, astrofisico del Paul Scherre Institut a pochi chilometri da Zurigo, in Svizzera, stava investigando sulla nascita delle stelle e dei pianeti, scrutando le profondità del cielo e lavorando sulle ultime immagini mandate a Terra dal super telescopio XMM-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea quando, proprio in quella 'culla' stellare, ha scorto l'ombra di Babbo Natale. Da buon Nord europeo, ammaliato dal misticismo natalizio, Guedel ha alzato il telefono ed ha chiamato l'equipe di XMM-Newton all'Esa di Parigi. Informato del fatto, Fabio Favata, regista delle missioni di astrofisica e fisica fondamentale dell'Esa di cui XMM-Newton è un fiore all'occhiello, nonha perso tempo ed ha risposto all'appello.
Così l'astrofisico palermitano, da anni trapiantato a Parigi, anche se con un po' di mediterraneo realismo, ha deciso di guardare bene le immagini del suo svizzero ed entusiasta collega. Quindi ha confermato: "Quello Babbo Natale è. L'immagine non lascia dubbi: la silhoutte è proprio quella di Babbo Natale. E sulle sue spalle sembra esserci anche il sacco dei doni. L'unico problema è che ai raggi X il suo vestito si è, come dire, stinto: da rosso è diventato blu". In realtà, ha poi aggiunto Favata, tornando con i piedi per terra, "quell'ombra, quella silhoutte di Babbo Natale è un'enorme nuvola di gas caldissimo all'interno della nebulosa di Orione. Ed il vestito è, come dire, un po' New Age, perché è blu ed il colore determina la misura della lunghezza d'onda. Insomma codificala temperatura del gas. Quest'enorme nuvola di gas caldo che sembra proprio prendere le sembianze di Santa Claus ha infatti una temperatura di 1-2 milioni di gradi"
L'enorme nuvola di gas a forma di Santa Claus ha poi aggiunto l'astrofisico è stata osservata con Epic, l'European Photon Imaging Camera e si trova proprio nella nebulosa di Orione, visibile nel cielo invernale e considerata un po' come una nursery stellare. "Lì, oggi", ha detto Favata, "stanno infatti nascendo nuove stelle, stelle neonate di appena 100mila, un milione di anni. Delle 'creature' visto che il Sole ha ben 4 miliardi di anni. Orione è facilissima da trovare, a metà strada fra Sirio e le Pleiadi, dentro la Via Lattea, direi 'dietro l'angolo' rispetto alla Terra se pensiamo alle distanze della nostra galassia". Questa nuvola di gas a forma di Babbo Natale è dunque formata da tanti mega-soli che scaldano il gas circostante tanto da produrre raggi X. E, viste le dimensioni, questo particolare Santa Claus stellare resterà lì ben oltre Natale. Almeno qualche altro migliaio di anni. "Conoscendo la grande tradizione Nord europea per il Natale e per Santa Claus" ha detto ancora lo scienziato italiano, "non mi è stato difficile capire l'entusiasmo di Manuel Guedel quando ha visto la nuvola di gas, scoprendone sembianze simili alla figura di Babbo Natale".
Dalla Terra però purtroppo questo Santa Claus non si può vedere perché i raggi X sono assolutamente invisibili e schermati dall'atmosfera terrestre, ecco perché per andare oltre l'atmosfera dobbiamo mandare satelliti lassù. Se potessero filtrare, arrivare ad raggiunge noi, i raggi X sarebbero molto dannosi, sono radiazioni che potenzialmente possono provocare tumori o mutazionigenetiche. "Ma", assicura l'astrofisico, "per far ammirare questo natalizio 'scherzo della natura' in completa sicurezza, c'è una finestra aperta sul sito on line dell'Esa. Babbo Natale si può tranquillamente vedere da lì. E per molte migliaia di vigilie ancora". Fonte tgcom

 
Di Riccardo (del 18/05/2013 @ 17:59:57 in - Acqua, linkato 311 volte)

AI COMUNI LA COMPETENZA SULLA GESTIONE DELLE SORGENTI - gUALDO tADINOLa nota di Gianluca Graciolini inerente la decisione del comune di Vicopisano mi ha riportato alla memoria numerosi articoli che sull’argomento scrissi, come altri colleghi, fino al 2009. L’allora capogruppo di Forza Italia Roberto Morroni, infatti, aveva presentato una proposta di legge regionale per far adottare alla Regione Umbria la stessa normativa della Regione Toscana (con qualche variante) che ha consentito al comune di Vicopisano di far valere le proprie ragioni. Ecco ciò che scrissi sul Messaggero nel novembre 2009:
“Gualdo Tadino 28/11/09 Riccardo Serroni
Lunedì alle 10,30 il PDL di Gualdo Tadino depositerà presso la Sala delle Partecipazioni in Palazzo Donnini a Perugia le 3.000 firme necessarie a sostenere la proposta di legge regionale di iniziativa popolare per restituire ai comuni la competenza sulla gestione delle sorgenti di acque minerali. Il raggiungimento del traguardo è stato annunciato ufficialmente dal sindaco Roberto Morroni nel corso di una conferenza stampa. La proposta di legge era stata presentata da Morroni stesso, quale capogruppo di Forza Italia, al consiglio comunale di Gualdo Tadino nell'ultima riunione della passata legislatura, ma l'iniziativa era stata respinta dagli allora gruppi di maggioranza della sinistra e dai gruppi di opposizione Il Rosone e UDC. Morroni intraprese allora la strada della proposta di legge di iniziativa popolare ed oggi dichiara la sua soddisfazione :”Abbiamo superato in appena due mesi il quorum delle 3.000 firme necessarie, e lo abbiamo fatto soltanto a Gualdo Tadino, dove abbiamo raccolto 3.458 adesioni”. Visti i tempi, con il semestre bianco preelettorale alle porte, è quasi certo che della proposta di legge si occuperà il consiglio regionale che uscirà dalle urne nelle prossime elezioni di marzo. Essa prevede che le concessioni per i prelievi delle acque minerali siano concesse dai comuni dove insistono le sorgenti e non dalla Regione e che gli introiti derivanti dai canoni vadano direttamente nelle casse comunali, con una percentuale versata alla Regione per interventi di recupero ambientale e miglioramento del servizio idrico”.
Insomma, per concludere, per agire come il comune di Vicopisano occorre innanzitutto una nuova legge regionale in materia di acque minerali ed il primo atto potrebbe essere proprio quello di far tirare fuori da qualche cassetto del consiglio regionale la proposta di legge, avanzata da Roberto Morroni e sottoscritta da 3000 firme nel 2009, che non è mai stata portata in discussione.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/11/2012 @ 17:58:29 in - Politica, linkato 858 volte)

UN NUOVO GRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE - Gualdo TadinoBasse, false e tendenziose sono le accuse che il gruppo TUPG (leggi a fondo pag), nell’estremo tentativo di salvare la faccia, tenta di muovere nei miei confronti cercando la strada del discreditamento piuttosto che quella dell’esame di coscienza e per questo respingo ogni accusa al mittente.
E’ bene rinfrescare a questo punto la memoria all’Ass. Vitali in merito alla vicenda del dimensionamento scolastico, che in realtà ci ha visto concordi fino alla sua caduta da cavallo come una novella San Paolo sulla via di Damasco. E’ un dato di fatto che al primo incontro sulla questione, al quale ero presente , maggioranza ed opposizione avevano concordato la linea unitaria delle tre dirigenze. Lo stesso Assessore, da me delegato alla conferenza dei capigruppo del 2 Ottobre, confermava la linea condivisa sottoscrivendola (come da verbale).
Solo nella mattinata del 4 Ottobre, data del Consiglio Comunale, l’Assessore Vitali nel suo esercizio commerciale (posto dove ha evidentemente ritenuto opportuno incontrarmi) mi ha comunicato, sorprendendomi non poco, che tutto era cambiato e aggiungeva di non essere, lei per prima, d’accordo con la nuova linea. Ho ritenuto in quella circostanza, nonostante nessuno avesse avuto la decenza di darmi spiegazioni, di confermare comunque la fiducia all’Assessore pensando, in buona fede, che tale decisione fosse evidentemente l’unica possibile.
La sera stessa, a Consiglio Comunale finito, avendo avuto sin da subito forti perplessità in merito a quanto deliberato, riferivo alla Vitali che sulla questione così come per tutte le altre non avrei mai più assecondato l’unico interesse della quadra dei numeri di maggioranza se questo avesse potuto in qualche modo andare a discapito della città.
Nessun invito o avviso mi è stato mai rivolto per gli incontri che solo dopo ho saputo essere avvenuti.
A questo punto, non appena ricevuta la comunicazione del nuovo Consiglio comunale richiesto dall’opposizione sull’argomento, ho sentito l’esigenza di un più ampio approfondimento, contattando personalmente gli addetti ai lavori della scuola Franco Storelli, che nell’intero pomeriggio di domenica 5 Novembre hanno avuto modo di illustrarmi anche il loro punto di vista tra l’altro sostenuto dalla raccolta di 800 firme.
Prima della riunione della massima assise contattavo telefonicamente l’Assessore Vitali alla quale riferivo di non essere affatto convinto della linea che la maggioranza intendeva portare avanti, ricordandole inoltre che mai più avrei avallato scelte che non condividevo pienamente.
Oggi tra l’altro, scopro che anche l’Assessore Provinciale alla Cultura Donatella Porzi (leggi a fondo pag) deve essere stata “fraintesa” da questa Giunta, perché dalla sua nota si evince chiaramente che la sua posizione era ben diversa da quella che Sindaco ed Assessori hanno descritto ieri nel loro comunicato! (leggi a fondo pag)
Su una questione così importante non si può chiedere un incontro con un sms telefonico, ritenendo probabilmente una telefonata troppo impegnativa per contattare il sottoscritto. Ma ciò purtroppo non mi ha affatto stupito, non avendo mai e dico mai, in questo anno e mezzo in cui svolgo il mio mandato, ricevuto alcuna telefonata dal coordinatore di TUPG, praticamente non pervenuto come mai pervenuto alle pochissime riunioni che non ha mai convocato.
Ho sempre dignitosamente soprasseduto agli attacchi personali che dal gruppo ( mio solo quando faceva comodo ricordarselo) mi sono arrivati in forma privata e anche pubblica ed anteposto il buon senso per l’interesse della maggioranza che speravo corrispondesse a quello della città.
Singolare è stata invece la posizione dell’Assessore Vitali nei confronti della maggioranza, passando dai feroci attacchi della campagna elettorale, all’ “incondizionatamente fedele”, forse se rileggesse lei cosa c’era scritto in quel programma elettorale…
Io ho giurato fedeltà solo alla bandiera ed alla Repubblica Italiana.
La costituzione prevede che la democrazia si celebri nel Consiglio Comunale non nelle segrete stanze contro ogni logica e del nostro operato, in quanto amministratori della cosa pubblica, dobbiamo renderne conto solo ai cittadini che siano o no nostri elettori.
Per fortuna chi mi ha educato mi ha insegnato a ragionare con la mia testa, facendo attenzione però a non dimenticare mai di mettermi in discussione per primo ed è esattamente questo che mi porta sempre forse a volte addirittura anche troppo, a voler approfondire, studiare, trovare la pagliuzza per poter scegliere con consapevolezza.
Ma di tutto quanto hanno potuto scrivere “ i vertici” di TUPG la cosa veramente triste e inqualificabile è l’attacco personale, di bassissimo livello, che mi hanno rivolto, che poco c’entra e va ben oltre le questioni politiche, le parole hanno un peso e spesso ci permettono di capire la levatura morale di chi le usa.
Pertanto, accetto il disconoscimento di TuPG, che contestualmente rigiro al mittente. Questa mattina ho consegnato all’Ufficio protocollo del Comune di Gualdo Tadino, dopo aver contattato telefonicamente il Sig. Sindaco nei giorni scorsi per le vicende dell’ultimo consiglio, il documento con il quale costituisco il gruppo misto lasciando definitivamente chi non ha fiducia nel mio operato, lo prevede la legge democratica!

Marcello Diso

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TUTTI UNITI PER GUALDO
Si ritiene indispensabile chiarire la linea della lista civica TUpG in merito alle recenti vicende che hanno visto coinvolto il proprio consigliere Marcello Diso.
L’operato del consigliere Diso durante il consiglio comunale del 5 novembre scorso è stato assolutamente autonomo. Mai, il consigliere, ha avvertito il direttivo e mai si è relazionato con l’assessore di competenza sull’intenzione di voler votare a favore del documento sul dimensionamento scolastico proposto dal PD.
E’ bene chiarire inoltre che il consigliere Diso non ha partecipato a nessuna delle molteplici riunioni sull’argomento, siano state esse istituzionali o popolari. Oltre a non aver mai interpellato l’assessore Vitali, della stessa lista civica TUpG, per avere informazioni sulle varie fasi della delicatissima vicenda del dimensionamento scolastico.
Da ciò si deduce facilmente che quanto dichiarato (letto) durante il suddetto consiglio comunale non può essere frutto di alcuna competenza in materia, ma solo di quanto appreso dai vari organi di informazione e dai vari social network che hanno parlato dell’argomento.
Il consigliere Diso è stato immediatamente contattato dal coordinatore di TUpG Cambiotti, dall’assessore Vitali e dall’addetto stampa Gubbini, per cercare di chiarire il suo operato, ma ha rifiutato l’incontro.
A causa di questo distacco totale dalle attività del gruppo di cui lui avrebbe dovuto essere traino, che perdura ormai da molto tempo, il direttivo di TUpG disconosce ufficialmente l’operato del consigliere Diso, che sembra ormai avviato ad una gestione alquanto singolare del proprio ruolo. Ruolo che ricopre grazie agli elettori di Tupg. Un ruolo che sta andando, all’interno del gruppo, completamente al di fuori di una convivenza democratica e rispettosa delle opinioni di tutti.
Nello stesso momento, da parte del direttivo di TUpG si conferma la piena fiducia nell’operato dell’assessore Vitali e della Giunta. Sulla saggezza della scelta fatta in merito al dimensionamento scolastico ha risposto anche la Conferenza Provinciale sull’organizzazione della rete scolastica, dando un parere unanime e favorevole alla proposta del comune di Gualdo Tadino.
Si spera, che nel prosieguo del suo cammino politico, la coerenza e l’onestà morale sia dalla parte di Marcello Diso nel rispettare gli impegni e nel seguire la linea politica che gli elettori hanno abbondantemente premiato con le elezioni del 2009.
Le campagne elettorali esistono per rendere partecipi gli elettori di quello che sarà l’indirizzo politico, il programma e le alleanze. In base a questi fattori gli elettori decidono. Un eletto dal popolo questo deve rispettare, insieme ai componenti del proprio partito o lista civica con cui condividere le varie azioni politiche o amministrative.
Questo il consigliere Diso non ha mai fatto, gestendo il proprio ruolo unicamente con la sua testa e mai condividendo alcunché con il resto del gruppo e di conseguenza con gli elettori che rappresenta.

Lista Civica "Tutti Uniti per Gualdo" 

 


Donatella Porzi
Assessore all’Istruzione
Dimensionamento Gualdo Tadino

In riferimento al documento della giunta di Gualdo Tadino dopo la Conferenza Provinciale del 6/11/2012 ritengo doveroso fare delle precisazioni. Durante la fase di discussione sulle ipotesi relative alla realtà gualdese, ho avuto modo di esprimere all'amministrazione le mie opinioni anche politiche in merito alle diverse proposte ipotizzate dalla stessa. Nello specifico ho dichiarato chiaramente che il principio di rinunciare ad un'autonomia, con tutte le conseguenze ad essa connesse, non mi sembrava corretto. In termini occupazionali le perdite che si andavano a determinare in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, mi sembra veramente inopportuno.
Inoltre anche in considerazione delle prossime regole per le autonomie, Gualdo, in virtù della sua particolare posizione geografica, avrebbe potuto rivendicare la terza autonomia sulla base del criterio di discrezionalità che le istituzioni competenti potrebbero potuto esercitare.
La mia proposta era quella di attendere ancora un anno, per verificare i particolari del nuovo quadro normativo. Sicuramente non una proposta attendista per non prendersi delle responsabilità, ma la disponibilità a concedere a qualche dipendente un anno da precario e non da disoccupato.
In merito al voto in conferenza provinciale, sbandierato dalla giunta come un punto a loro favore, preciso che l'organo da me presieduto esercita una funzione di garanzia. Le proposte di dimensionamento in merito all'infanzia, alla Primaria, alla Secondaria di primo grado sono competenze esclusive delle autonomie comunali Proprio in funzione di questo ruolo non potevo che ratificare la proposta in quanto il mio parere assumeva una valenza prettamente tecnica, che avrebbe però condizionato il resto degli aventi diritto al voto.
Ricordo inoltre, per dovere di cronaca, che l'amministrazione di Gualdo Tadino è l'unica amministrazione coinvolta dal processo del dimensionamento che non mi ha mai coinvolto negli incontri con gli addetti ai lavoro e i cittadini, togliendomi la possibilità di confrontarsi con loro anche su un piano di merito delle scelte.

 

Donatella Porzi
Assessore all’Istruzione

 


Il Sindaco e la Giunta

 

Dimensionamento scolastico: la Giunta risponde con i fatti

Il Sindaco e la Giunta intendono informare la cittadinanza in merito alla questione del dimensionamento scolastico.
Il polverone sollevato in queste ultime settimane dalle forze d'opposizione e qualche voce isolata della maggioranza, ha contribuito soltanto a creare un clima di incertezza e confusione in città. Da un lato i genitori, fatti oggetto di inopportune strumentalizzazioni, dall'altro il mondo docente e non docente, legittimamente preoccupato per il proprio futuro.
L'assessore Vitali e il resto della Giunta hanno scelto la via del dialogo con tutte le Istituzioni Scolastiche cittadine, con i rappresentanti dei genitori e con le sigle sindacali. Al termine della consultazione la politica ha deciso. Abbiamo respinto con forza la richiesta attendista che c'è stata mossa dalla minoranza consiliare, ritenendo inutile e dannoso il perdurare di una situazione che è precaria dalla scorsa estate e che sarebbe rimasta nel limbo dell'incertezza anche per il prossimo anno scolastico.
Una decisione ponderata che è risultata essere quella vincente. E a dirlo non è la Giunta stessa ma la Conferenza Provinciale sull'organizzazione della Rete Scolastica, che si è svolta ieri, 6 novembre, a Perugia. La proposta del Comune di Gualdo Tadino ha incassato il voto unanime dell'assemblea, alla quale hanno partecipato 25 aventi diritto al voto, tra Sindaci o loro delegati, dei Comuni della Provincia di Perugia. Voto favorevole anche da parte dell' Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione Donatella Porzi, che ringraziamo sentitamente per il contributo fattivo che ha dato in questa vicenda, tenendo le debite distanze da strumentali atteggiamenti di partito, mantenendo fede al suo ruolo di autorevole figura super partes.
Questo risultato lusinga il lavoro svolto dall' Amministrazione Comunale gualdese. Ne sottolinea l'impegno, la qualità e la lungimiranza. Ripaga di tutte le maldestre dichiarazioni rivolteci in queste settimane, riconosce la bontà dell'operazione e mette a tacere ogni qualsivoglia tentativo di delegittimare una scelta coraggiosa, autorevole e necessaria per il bene dell'organizzazione della rete scolastica cittadina.
In sede di conferenza abbiamo potuto constatare come, in tutte le realtà oggetto del dimensionamento, vi siano state e perdurano tutt'ora, rimostranze e polemiche. Il mondo della scuola ha fatto sentire forte e chiara la propria voce ma alla fine, a parte una manciata di situazioni lasciate ad un momento di riflessione più accurato, poiché realmente difficili da affrontare, ogni Comune ha scelto la via del decisionismo, dell'azione e della responsabilità, in qualche caso sacrificando anche la propria identità territoriale, come nel caso di scuole che hanno perso l'autonomia e sono state accorpate con altre di altri comuni. Abbiamo letto in quella sede un grande spirito di collaborazione tra i Sindaci coinvolti. Segnale di un tempo che cambia, di un modo di concepire la politica come strumento per risolvere i problemi e non per fare propaganda becera e spicciola, quest'ultima degna di un Paese da terzo mondo.
L'Istituzione del nuovo Istituto Comprensivo che comprenderà la totalità della Direzione Didattica e la Scuola Media F. Storelli, rappresenta una sfida e un'occasione di crescita per l'offerta formativa della nostra città. Sarà una scuola proiettata nel futuro, metterà insieme professionalità già esistenti, gestendo in maniera organica i vari segmenti formativi. Garantirà continuità didattica e metodologica, facendo leva su una rete di insegnanti più ampia, su strumenti che fino ad oggi erano divisi e distinti ma che da domani potranno contribuire uniti alla crescita delle nuove generazioni gualdesi.
Questo nuovo modello organizzativo si sta affermando in tutta la Nazione, soltanto in Umbria ne contiamo oltre 50 e se ne formeranno altri nel giro di un biennio. Norme sempre più restrittive imporranno nell'immediato futuro dimensionamenti ancor più drastici e penalizzanti. Con questo nuovo assetto abbiamo garantito un istituto da 1200 alunni, rimaniamo tra i più piccoli, essendoci istituti da oltre 2000 unità, ma abbastanza numeroso da sopravvivere ad altri ulteriori tagli.
Ora la partita si gioca sulla salvaguardia del Casimiri, fiore all'occhiello della nostra città, che oggi non viene toccato dalla riorganizzazione ma che potrebbe essere investito da nuovi scenari normativi. Il nostro impegno sarà costante ed attento nel vigilare e nel contrastare eventuali attacchi ad altre nostre autonomie scolastiche. La partita la vinceremo anche e soprattutto sull'offerta formativa, che dovrà crescere e diventare ancor più attrattiva per gli studenti di zone limitrofe.
Il Sindaco e la Giunta, nel ringraziare l’Assessore Vitali per l’impegno profuso e la qualità del lavoro svolto, concludono auspicando il ritorno di un clima di collaborazione vera, basata sul dialogo per la risoluzione di problemi reali e non sulla volontà particolarmente coltivata dalle forze di opposizione di agitare inopportuni sentimenti agonistici in un campo che non è quello del calcio ma quello della crescita umana, qual è la scuola.
Ci mettiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento che genitori, studenti, insegnanti, vorranno chiederci, nella convinzione di aver fatto la scelta migliore possibile.

Il Sindaco e la Giunta 
 


 

 
Di Alberto (del 25/10/2012 @ 17:56:16 in Società, linkato 483 volte)

GIACOMO BORIO: FINALMENTE IN PATRIA - Gualdo TadinoA quasi 70 anni dalla morte, è tornata in patria, avvolta nella bandiera tricolore, la salma di Giacomo Borio, un giovane originario di Costacciaro, morto a soli 29 anni nel campo di concentramento di Burg. Un avvenimento di rilievo, soprattutto per la famiglia, i figli Bruno e Giuliana, che di lui hanno sempre sentito parlare, perché la follia della guerra con le sue barbarie ha negato loro la gioia di chiamarlo “Babbo”. Gli affetti, però, non sono morti: tanto che i due fratelli, che videro il loro babbo solo in età infantile, hanno lottato a lungo e con caparbietà per rendere in qualche modo giustizia a quanto negato dalla vita. Giacomo Borio era dovuto partire militare nella seconda guerra mondiale; era tornato a casa, per l’ultima volta, nel maggio del 1943, quando era nata la secondogenita Giuliana. Una pausa di gioia nel calvario imposto dalla storia: l’abbraccio e le carezze del figlioletto, della moglie Maria, il volto della neonata. A giugno era dovuto ripartire per il Montenegro. Dove l’anno dopo venne catturato dai tedeschi e deportato nei campi di concentramento teutonici. Atrocità, dolori, sofferenze, tragedie. Lì ha terminato la sua giovane esistenza. A guerra finita, il corpo venne inumato nel mausoleo dei militari italiani di Francoforte sul Meno. I figli, nel corso degli anni, ci sono stati più volte in visita ed hanno ripetutamente tentato di riportare il corpo del babbo in Italia. L’obiettivo si è potuto realizzare soltanto ora: sabato mattina la salma arriverà a Sigillo, dove, alle 10,30, verrà celebrata una messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea; quindi la tumulazione nella tomba di famiglia, accanto alla sposa Maria Bianchi, scomparsa due anni fa.
Per l’occasione sarà presente anche una rappresentanza dell’Esercito italiano.

Alberto Cecconi

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 22/06/2009 @ 17:52:12 in - Scuola, linkato 614 volte)

Scuola Media Statale di Gualdo TadinoSfogliando i quotidiani regionali e locali, leggiamo delle imprecisioni sull’articolo dal titolo ”Concerto in onore di De André”.
Precisiamo che, la Scuola Media “F. Storelli” all’inizio dell’a.s. 2008/’09, ha imper- niato la attività didattica-educativa annuale delle classi IIIe sul progetto ”La follia e la ragione”.
Questa traccia è stata sviluppata e varie sono state le attività specifiche legate alla tematica guida: letture dal testo di Primo Levi, approfondimento sulla tematica della filosofia, gita scolastica Dachau-Risiera di San Sabba, laboratorio teatro-musicale con “Sfavolando” e tutte sono state un collante ed un approfondimento per le varie discipline scolastiche.
Con questo, cogliamo l’occasione per ricordare che la Scuola il 27 Maggio 2009 ha presentato lo spettacolo teatrale dal titolo “Sfavolando”. Vogliamo ricordare questa prova, non per noi insegnanti che da anni lavoriamo con gli alunni per questo spettacolo di fine anno, per noi lo spettacolo rappresenta un “compito in classe” che ha lo scopo non solo di far divertire ma di maturare negli alunni un atteggiamento positivo con sé e con gli altri oltre che sviluppare capacità di autocontrollo e maturità personale, è giusto ricordarlo per i 42 alunni delle varie classi che hanno partecipato e che hanno vissuto l’esperienza senza dubbio creativa.
Inoltre, il 5 Giugno 2009 la S. M. “F. Storelli” con la compartecipazione dell’Istituto Casimiri, ha presentato lo spettacolo musicale ”La follia e la ragione” dedicato a F. De André.
Tale lavoro è stato organizzato dal D.S. Prof.ssa Maria Marinangeli, e dai prof.ri di Ed. Musicale Marco Buttò e Alessandra Carlotti supportati, per la parte musicale da Michele Fumanti responsabile dell’apparato musicale del Liceo Scientifico e per la parte grafica dal prof. Luigi Stefano Cannelli .
Giusto lo scritto che ricorda:
“Un pubblico foltissimo ha gremito il teatro, sul cui palcoscenico si sono susseguite le pérformances di vari gruppi dei due Istituti scolastici. Un bis finale ha chiuso la rassegna con la piena soddisfazione della Dirigente Tullia Maggini, dei responsabili del laboratorio musicale Michele Fumanti e Luigi Stefano Cannelli “, della Dirigente della Scuola Media Maria Marinangeli e dei Prof.ri Alessandra Carlotti e Marco Buttò.
In questo modo, ci sembra più corretto!

Gli insegnanti
La Dirigente Scolastica

 
Di Riccardo (del 26/03/2010 @ 17:49:12 in - Ambiente, linkato 763 volte)

Il compito della ripulitura e risistemazione dei sentieri è prerogativa della sezione Cai di Gualdo TadinoCon l'arrivo della Primavera torna la voglia di andare in montagna percorrendo la ricca rete dei sentieri dell'Appennino. Sentieri che ogni anno necessitano di piccoli interventi per eliminare ostacoli più o meno fastidiosi come erbacce troppo alte, arbusti o rami che ostacolano il cammino, passaggi rovinati dagli acquazzoni o da qualche moto che non doveva passare in quel punto. Inoltre c'è da rinnovare la segnaletica con i classici colori rosso e bianco tipici dei sentieri che dalla città salgono fino alle vette del M. Serrasanta, M.Penna o M.Maggio e si ricongiungono con il sentiero Italia. Il compito della ripulitura e risistemazione dei sentieri è prerogativa della sezione Cai di Gualdo Tadino che, come da tradizione, dedica ogni anno una giornata a questo scopo. Per quest'anno la data è domenica 28 marzo con partenza alle 8',30 dalla sede Cai in via della Rocchetta. Protagonisti saranno naturalmente i volontari del Cai e quanti si vorranno aggregare. Il percorso (o i percorsi se i partecipanti saranno numerosi) verrà deciso al momento del raduno. In genere si decide di intervenire su uno, o, al massimo, due sentieri, quelli su cui le segnalazioni degli escursionisti hanno evidenziato una maggiore necessità.
Gli organizzatori Paolo Stella e Goffredo Maurizi raccomandano a quanti vorranno intervenire di munirsi di un minimo di attrezzatura utilizzata in genere per la potatura come cesoie,. seghetti o machete.

Il Presidente della sezione Cai di Gualdo Tadino, infine, comunica le prossime iniziative della sezione:

  1. domenica 4 aprile: colazione di Pasqua presso il rifugio Cai M.Maggio
  2. domenica 11 aprile: escursione sulle colline di Castiglion Fiorentino (organizzatori Laura Scatena, Riccardo Serroni)
  3. sabato 17 aprile: assemblea dei soci alle 17,30 presso la sede in via della Rocchetta con cena finale presso il Ristorante Clelia.
  4. Domenica 18 aprile: escursione  Palazzo Mancinelli- Cima Mutali- Valmare – Palazzo Mancinelli (organizzatori Giancarlo Garofoli, Riccardo Serroni)
 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 01/03/2013 @ 17:47:11 in - Accade a Gualdo, linkato 658 volte)

AREA EX CONSORZIO AGRARIO: un cittadino ...
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Ho letto i comunicati/articoli del “PDL" e  del “M5S”  circa l’area dell’ex consorzio agrario che sta per essere ripristinata. Ecco le mie domande ed i miei dubbi:

Il PDL scrive (oltre al resto dell’articolo che secondo me è di contorno a quanto riporto):
L’intervento in questione, a nostro avviso, presenta una serie di benefici e di punti di forza che bastano a darne un giudizio più che positivo, e sono bastati alla nostra forza politica per darne un parere favorevole già da tempo.
Si andrà a riqualificare e a sanare un’area così strategica e importante per la nostra città, trasformandola in un centro direzionale moderno e attrattivo che Gualdo Tadino non ha avuto prima d’ora. Si tratta, infatti, di una progettualità di qualità dal punto di vista urbanistico, un investimento ingente che ha come protagonisti imprenditori gualdesi, che daranno linfa vitale a tutta una serie di attività annesse, gualdesi anch’esse, che occuperanno, in due anni di cantiere, circa 400 persone.
Va bene riqualificare e sanare un’area ormai abbandonata da tempo (sul fatto che sia strategica ed importante non mi pronuncio perché non ci capisco nulla); ma quali sono, oltre al cantiere che per 2 anni impiegherà 400 persone (e scusate se poco, visto che in un colpo solo si riassorbe più del 50% della forza lavoro persa con la chiusura di Merloni) i benefici ed i punti di forza che presenta questo ripristino dell’area dell’ex consorzio e che sono bastati al PDL per dare un parere favorevole già da tempo a questo progetto? Finiti questi 2 anni di cantiere (sempre che non si prolunghino, anche se il loro prolungamento, sotto certi aspetti potrebbe essere un bene), che fine faranno questi 400 posti di lavoro? Si ritornerà alla situazione attuale?
Ben inteso, fino a che si lasciano le cose come stanno, difficilmente queste cambieranno. Perciò, ben venuti voglia di fare e di cambiare (su tutta la linea e non solo sull’oggetto di tale post), ma che dietro al cambiamento ci sia un qualcosa di duraturo (o almeno un qualcosa che possa essere a sua volta trasformato in un qualcos’altro di duraturo).

Il M5S scrive (circa la trasparenza sorvolo perché, come già detto in altri miei post precedenti, io mi fido di tutti e non mi fido di nessuno e chi vuole la mia fiducia deve guadagnarsela, per utilizzare un frase dell’assessore Palmiro Cangini di Zelig, tramite “fatti, non pugnette” anche se, a quanto pare, tale movimento potrebbe già averne prodotti tanti di fatti anche se non proprio a Gualdo Tadino; ma diamo “tempo al tempo” e vediamo cosa farà e come evolverà tale M5S, anche in virtù dei risultati delle ultime elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 20013):
Gli oltre 3500 mq di terreno hanno un valore potenziale di cui potrebbe beneficiare l’intera cittadinanza.
Il Movimento 5 Stelle è assolutamente contrario alla costruzione di nuovi centri commerciali, strutture che, tra l’altro, non trovano più giustificazione, vista la crisi sistemica che stiamo vivendo, mentre invece sarebbe auspicabile una riqualificazione del territorio a vantaggio di tutti i cittadini.
I centri commerciali sono figli di una cultura consumistica e globalistica che distrugge, oltre al territorio, le piccole e tipiche realtà locali, vera spina dorsale dell’economia gualdese.
Gli spazi aperti non possono più essere riempiti con cemento ed ipermercati; questo modello di sviluppo è ormai superato per gli effetti economici disastrosi che determina sulle produzioni locali e sulle piccole attività commerciali dei centri storici.
Noi crediamo che nella nostra città si debba rilanciare l’innovazione, favorire la produzione locale, le attività turistiche e il commercio legato ai prodotti a “km zero”.
Di centri commerciali ce ne sono più che a sufficienza per la popolazione gualdese!
Sul valore potenziale del terreno e su chi e quanti ne potrebbero beneficiare non mi pronuncio (oltre al fatto che non ci capisco nulla non ho neanche la minima idea su come riutilizzare questa area che ci si appresta a ripristinare e neanche mi metto a pensarci: non riesco a pensare così in grande senza che qualcuno mi instradi).
Cira i centri commerciali dico: se non vado errato ne abbiamo già 5 (Famila, Coop, Eurospin, Lidl e Conad); che ce ne facciamo di un 6° centro commerciale? Il suo unico scopo potrebbe essere solo quello di avere una concorrenza tale da far avere dei prezzi così convenienti da spingere la gente di altri Comuni a venire a fare la spesa a Gualdo Tadino invece che nelle loro città. In questo modo, sotto forma di tasse, nelle casse del Comune di Gualdo Tadino ci finiscono anche soldi di gente che vive e lavora fuori del Comune di Gualdo Tadino con relativo beneficio (si, ma di che entità?) dei cittadini Gualdesi (più gente contribuisce a rimpinzare le casse Comunali e, a parità di spese sostenute dal Comune, meno devono pagare i contribuenti del Comune, cioè i cittadini che vivono, risiedono e lavorano all’interno dello stesso Comune; almeno questo direbbe la logica).
Un’altra ipotesi sui centri commerciali che avevo sentito è la seguente: la Coop si trasferisce nell’area che si sta per ripristinare (il numero di centri commerciali rimane, così, invariato) lasciando, così, libero l’edificio che attualmente occupa. Ma a questo punto sorge un’altra domanda: che fine farà l’edificio che attualmente ospita la Coop? Lo facciamo diventare, al pari dell’area che ci si accinge a recuperare, una nuova area da ripristinare tra 20-25 anni lasciandola, quindi, come nuovo piano transitorio per riassorbire eventuali futuri disoccupati per la durata del cantiere che si aprirà per il suo ripristino?
Che i centri commerciali sono figli di una cultura consumistica (globalistica non lo so visto che ancora non ho capito che significa la parola “globalizzazione”) e che tale cultura è ormai fallita (o quasi), credo proprio che sia vero. Basta guardarsi un po’ in giro.
Sul fatto che non si può cementificare tutto sono d’accordo; non tanto, però, per via degli effetti economici disastrosi (questo, secondo me, è tutto da dimostrare visto che attualmente un terreno rende più se cementificato o messo a fotovoltaico che se coltivato) ma quanto per gli effetti ambientali che tale cementificazione (a volte anche selvaggia, se fatta abusivamente e al solo scopo di lucro) produce.
Che le piccole e tipiche realtà locali siano la vera spina dorsale dell’economia Gualdese, all’attuale credo che sia proprio vero. Ma è anche vero, secondo me, che se si chiudono tutte le realtà attualmente aperte a Gualdo Tadino per aprirne una unica che riassorbe tutti i lavoratori che attualmente sono impiegati nelle piccole e tipiche realtà locali la situazione rimane invariata: tanti lavorano adesso altrettanti continuano a lavorare dopo. L’unica differenza tra le due realtà appena analizzate è la seguente: se chiude una piccola attività lavorativa “il danno” è piuttosto contenuto e facilmente riparabile, se chiude la grossa ed unica attività lavorativa “il danno” è imponente (si veda il caso Merloni).
Circa la validità o meno della proposta di utilizzare questa area per i prodotti a “Km zero” e per tutto ciò che ci ruota intorno, non mi pronuncio: anche su tale argomento non ne so nulla. Tuttavia, tale proposta, oltre a quella del trasferimento della Coop da dove è ora all’area che ci si appresta a ripristinare, è l’unica fatta e, scusate se mi permetto, ma mi sembra la più valida. Anche qui, però, mi sovviene una domanda: siamo in 16.000, possibile che nessuno ha altre idee da proporre?

Francesco Troni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/11/2006 @ 17:44:44 in - Sanità, linkato 790 volte)

Con una lettera aperta, il cui testo è apparso di recente sulla stampa, il Senatore Paolo Brutti, eletto all’interno di un sistema che prevede liste bloccate, il cui ordine ed il conseguente successo dei candidati è determinato dagli organismi dirigenti dei partiti, ci accusa di essere retrogradi di “avere un punto di vista proprietario delle Istituzioni” e di considerarle “ strumento di potere”. L’Onorevole confonde la causa con l’effetto.
Il Dott. Fausto Cambiotti decidendo di farsi promotore, in quanto presidente dell’EASP, della costituzione della Sinistra Europea, presentandosi e parlando in tale veste, ha dichiarato la natura politica del suo incarico; inducendo poi il C.D.A. a produrre un documento per sostenerlo nello scontro, ha introdotto non solo il suo ruolo ma l’ente stesso nell’agone politico. E’ proprio per l’uso strumentale e cinico, finalizzato alla partigianeria politica, che Cambiotti ha fatto di una istituzione come quella dell’EASP, il cui scopo è la cura ed il sostegno dei soggetti più deboli, che ne abbiamo chiesto le dimissioni.
Quando il Senatore polemicamente domanda “…..se un capace amministratore e un esperto di questioni socio-sanitarie e assistenziali” per il solo fatto di aderire alla Sinistra Europea cessa di essere tale, facendo leva su un qualunquismo diffuso, disvela l’atteggiamento mistificatorio con cui affronta la questione.
L’EASP ha una gestione tecnica garantita da un Direttore Sanitario ed un Direttore Amministrativo, scelti in base a specifiche competenze professionali, ed una gestione politica di cui sono titolari il Presidente ed il C.D.A.. La nomina di questi ultimi, svincolata dal possesso di particolari requisiti, è fiduciaria e discrezionale. Infatti il Presidente Cambiotti, eletto Consigliere Comunale nelle liste dei DS, in seguito nominato Assessore ai lavori pubblici nonché membro della segreteria del partito, di professione fa il Veterinario; il CDA è composto da una insegnante di area SDI, da una casalinga ex Assessore di Rifondazione Comunista , da un Ingegnere di area UDEUR, da un Geometra Presidente del circolo di AN. Quanto alla questione della costituzione del Partito Democratico e della sua eventuale collocazione internazionale, il dibattito è aperto ed il Congresso sarà dirimente, quello che è certo è che l’ancoraggio all’internazionale socialista non riguarderà la Sinistra Europea, visto che intende costruire “un nuovo soggetto politico della Sinistra di alternativa, radicale, femminista e ambientalista”. In poche parole qualche scontento più Rifondazione Comunista.
Una domanda la vorremmo comunque fare anche noi all’On. Brutti, visto che sembra così attento ai rapporti tra partiti ed istituzioni, tra eletti ed elettori, come mai il disagio ed il disaccordo nei confronti delle forze politiche di appartenenza e la conseguente volontà di costruirne di nuove si manifesta sempre solo dopo essere stati eletti o aver ricevuto incarichi? In merito all’accusa di arretratezza non ci sembra che la Sinistra Europea rappresenti la quinta essenza della modernità, visto che si caratterizza come Partito – contro:
contro il capitale, contro la globalizzazione e contro il libero mercato. In ogni caso, i cittadini di Gualdo il giudizio sulla vicenda Cambiotti e sulla Sinistra Europea lo hanno già espresso non partecipando alla iniziativa e non sottoscrivendo il relativo manifesto, tanto è vero che per evitare l’imbarazzo la presentazione delle firme è stata rinviata.
I gualdesi sanno bene chi ha a cuore gli interessi della loro comunità e chi è in tutt’altre faccende affaccendato. Conoscono i promotori della sinistra europea: il senatore Paolo Brutti che si è battuto per impedire il raddoppio della Orte-Falconara così da favorire la realizzazione di un collegamento ferroviario tra Gubbio e Perugia; il Dott. Vincenzo Panella, Direttore Generale della ASL, e il Dott. Fausto Cambiotti, oggi loro “ fedele” alleato. - Sezione DS Gualdo Tadino -
 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/06/2007 @ 17:41:49 in - Accade a Gualdo, linkato 421 volte)

GUALDO TADINO - VIA NUCCI - INFIORATA DEL CORPUS DOMINIUn successo oltre le più rosee aspettative. Questa la sensazione all’indomani dell’appuntamento che ha visto le vie di Gualdo Tadino attraversate dalla tradizionale Processione del Corpus Domini sullo sfondo di tappeti floreali e bellissimi mosaici di fiori. Il Rilancio della Processione e le magnifiche infiorate hanno davvero attratto moltissima gente accorsa per assistere ad un appuntamento tramandato oramai da decenni. Negli ultimi anni per la verità si era assistito ad un calo di presenze ma lo spirito di collaborazione, che ha visto coinvolte numerevoli realtà associative gualdesi, questa volta si è tradotto veramente in qualcosa di produttivo ed apprezzato. E le parole di monsignor Giancarlo Anderlini, quasi commosso, al termine della processione del Corpus Domini, sono state la miglior gratificazione ed il miglior segnale di un successo che la manifestazione ha avuto per la giornata di domenica. L’iniziativa portata avanti da un apposito comitato – formato dall’Ente Giochi de le Porte, Storica Processione del Venerdì santo, balestrieri Waldum, sbandieratori, confraternita della SS Trinità e capitolo di San Benedetto – ha colto veramente nel segno, segnando un ritorno alla partecipazione corale a questa festività che, come è stato più volte detto, è religiosa ma anche civile. Le vie attraversate dalla processione sono tornate ad essere coperte da un tappeto di fiori, da stupende infiorate realizzate al meglio, con tanti aspetti e spunti artistici. Uno sforzo corale che ha visto lavorare insieme le Porte dell’Ente Giochi, i membri della storica processione, ma anche tanti cittadini che riprendendo l’antico gusto hanno guarnito con fiori profumati il tratto di strada passante davanti la propria abitazione. Il tutto arricchito dagli stendardi alle finestre appositamente preparati per questa occasione. Ma quello che più ha colpito è stata soprattutto la partecipazione di popolo alla processione del Corpus Domini, tornata a livelli del secolo scorso dopo un calo registrato negli ultimi anni. Molto suggestivo il corteo che si è snodato lungo le vie del centro storico. Un corteo ricostruito secondo uno schema storico in cui le autorità civili e militari hanno accompagnato la processione religiosa. Ecco quindi che la suggestiva processione è stata aperta da figuranti i quali rappresentavano i monaci bianchi, attivi in Gualdo nel XIV secolo, e che proprio al Corpus Domini avevano dedicato gran parte della loro azione religiosa. A seguire c’erano i rappresentanti del gruppo sbandieratori, dei balestrieri, i quattro Priori dell’Ente Giochi e il consiglio dei 64 nei loro splendidi costumi medioevali. Un tocco di storicità importante quanto il riprendere della tradizione dell’infiorata. Accanto all’ostensorio con l’Eucaristia, portato in processione da mons. Anderlini, i carabinieri e il sindaco Angelo Scassellati con il Gonfalone del Comune. Ma molto intensa è stata anche la partecipazione dei fedeli, ad iniziare dalle associazioni come l’Unitalsi, gli Scout, il gruppo di preghiera di Padre Pio e soprattutto una massiccia presenza dei confratelli della Santissima Trinità che con le loro caratteristiche vesti rossi hanno arricchito la processione. Parole di ringraziamento, per tutti coloro che hanno lavorato nei giorni antecedenti al fine di preparare al meglio l’avvenimento, sono state rivolte da Giuseppe Ascani, presidente dell’Ente Giochi de le Porte, e da Sergio Ponti, presidente del Comitato per la storica Processione del Venerdì santo. “È stato sicuramente bello e quasi inaspettato - commenta il gonfaloniere Salvatore Zenobi - vedere tante persone mettersi meticolosamente al lavoro, in maniera spontanea per realizzare un’infiorata che già ha raggiunto un discreto livello e che non potrà che migliorare nei prossimi anni. Per questo mi sento di ringraziare, oltre le quattro Porte per le infiorate e per la partecipazione massiccia alla processione, tutti coloro, e sono tanti, che si sono impegnati per contribuire al successo della manifestazione. Ma quello che ci preme segnalare è anche il valore di questa iniziativa, che contribuisce a riscoprire un ulteriore squarcio della storia della nostra città, segnalando tra l’altro una caratteristica tutta gualdese di rispondere in maniera corale alle sollecitazioni che gli vengono poste. Un ringraziamento anche all’Associazione commercianti che ha contribuito anche al ripristino di una tradizione ottocentesca, quella cioè di offrire un “cantuccio” di cioccolata a chi è intervenuto alla processione del Corpus Domini e alla ditta Apex di Remo Ippoliti che ha offerto il materiale pubblicitario.

  Il Gonfaloniere
Salvatore Zenobi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/08/2011 @ 17:40:36 in - Centro Storico, linkato 612 volte)

Al Sindaco di Gualdo Tadino
al Direttore Generale Unità Sanitaria Locale 1- Città di Castello
al Comandante Polizia Municipale di Gualdo Tadino
al Comandante Carabinieri di Gualdo Tadino
e p.c. ...
LORO INDIRIZZI
Oggetto: ma a voi non fa schifo?
Io sottoscritto Gianluigi Guerra, nato e residente a Gualdo Tadino e con attività professionale sita a Gualdo Tadino in Via De Duranti 20 (via adiacente al Corso) espongo quanto segue.
Da qualche anno una massa di riconoscibili selvaggi che popola di notte il centro storico di Gualdo Tadino bivaccando rumorosamente nel territorio UTILIZZA COME LATRINE i vicoli accanto alla piazza centrale spargendo ogni sorta di liquame non solo sui rinnovati pavimenti dell’area ma, soprattutto, sui portoni e sugli angoli nascosti, normalmente presenti in ogni viuzza.
L’incomprensibile tolleranza dell’Amministrazione Comunale e di chi dovrebbe controllare sull’ordine pubblico ha fatto si che, negli ultimi tempi la situazione sia segnatamente peggiorata, costringendo residenti e operatori commerciali a continue opere di sanificazione sia dei propri ambienti che degli spazi comuni circostanti.
Oltre a segnalare in qualità di Medico Chirurgo che il protrarsi di tali situazioni accresce il rischio di infezioni ed epidemie, come cittadino invito chi di competenza a verificare l’agibilità dei servizi igienici dei locali che rimangono aperti sino a tardi e la cui indisponibilità potrebbe favorire tali comportamenti.
Per far fronte a questa situazione, oltre ad un reale costante controllo, invito questa Amministrazione Comunale a valutare l’opportunità di installare WC provvisori (tipo Sebach) e a mo’ di ghetto - impedire l’accesso notturno ad alcune vie, meta di tale ordinario e barbaro oltraggio.
Nel caso in cui si persista in questo modo, i problemi igienici e le continue ed impunite offese verso la città e i suoi abitanti determineranno il fallimento di tutte le iniziative che l’Amministrazione Comunale proporrà per rivitalizzare il centro storico e presentare Gualdo Tadino come luogo ameno e fruibile per attività sociali, culturali e ricreative.

Gualdo Tadino, 10 Agosto 2011

Distinti saluti.
Gianluigi Guerra

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La Pasquella a Gualdo Tadino è una tradizione secolare ininterrotta, che ha luogo la vigilia dell’EpifaniaLa "Pasquella" a Gualdo Tadino è una tradizione secolare ininterrotta, che ha luogo la vigilia dell’Epifania, con la quale vengono annualmente riproposti frammenti di cultura popolare che una volta rappresentavano l’essenza del mondo rurale, vere e proprie pillole di saggezza. Alla vigilia del 6 gennaio è da secoli usanza di diversi gruppi di andar la sera casa per casa cantando la Pasquella. Generalmente l’organetto, la fisarmonica e la chitarra accompagnano il canto e, per ringraziare della visita e degli auguri di buona salute, la gente dona qualcosa: uova, vino, salsicce, polli, piccole offerte in denaro con i quali i cantori nei giorni successivi festeggiano tutti insieme. Quella sera, pertanto, per le vie della città e nelle campagne circostanti riecheggerà ancora una volta l’antico canto popolare. Ma nel 2012 a Gualdo Tadino la Pasquella avrà anche un aspetto di solidarietà, grazie all’iniziativa promossa dalla classe 1946. I nati in quell’anno, infatti, si recheranno casa per casa portando il tradizionale canto popolare e il ricavato delle offerte in denaro verrà interamente devoluto al centro diurno Alzhaimer “Il Biancospino” per l'acquisto di strumenti e altri oggetti utili per l'attività del centro, così come quelle in natura saranno destinate alle famiglie bisognose. Il comitato della classe 1946 ha così deciso di unire la tradizione al sociale, aiutando concretamente chi è più sfortunato.

Salvatore Zenobi

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Il giovane regista Luca Vullo si aggiuduica la quinta edizione del Concorso video

Concorso video Memorie Migranti: il giovane regista Luca Vullo vince l’edizione 2009.

Si è appena conclusa la premiazione ufficiale della quinta edizione del Concorso video "Memorie migranti", organizzato dal Museo Regionale dell'Emigrazione "Pietro Conti" di Gualdo Tadino. La cerimonia ha visto la presenza di studenti, giornalisti e giovani registi, provenienti da tutta Italia e dall’Europa, selezionati tra numerosi partecipanti, hanno realizzato cortometraggi capaci di raccontare con trasporto le storie, i sentimenti, gli addii, le sofferenze e le esperienze di vita degli italiani emigrati in terre straniere. La manifestazione, brillantemente presentata dalla giornalista Rai Tiziana Grassi, ha ospitato personaggi di spicco come il giornalista e testimonial dell’evento Santo Della Volpe, che con il saluto iniziale ha aperto la kermesse. Il primo premio è stato assegnato al giovane regista Luca Vullo con il suo film documentario “Dallo zolfo al carbone”. Un lungometraggio dai toni malinconici e a tratti ironici, che racconta con qualche pennellata di colore, l’ondata di migrazione dei siciliani verso le miniere di carbone belghe nel 1946. Un tema difficile, eppur trattato con misura: la dolorosa migrazione relativa al Patto Italo-Belga del 1946. La giuria di qualità ha apprezzato la varietà dei documenti presentati e la capacità di organizzare l’esposizione in modo coerente; il ritmo incalzante e la colonna sonora che ha opportunamente corredato il lavoro. Per tutti questi motivi unanimemente riconosciuto dalla giuria il vincitore assoluto del concorso. Secondo classificato invece è stato “Appunti di viaggio” , di Ilaria Mavilla e David Becheri; attraverso testimonianze dirette il video mette a confronto l’esperienza migratoria degli italiani verso la Tunisia alla fine del XIX secolo, con quella dei giovani tunisini verso l’Italia. Lavoro accattivante: moderno, veloce e immediato che dà il senso dei “corsi e ricorsi storici”. Terzo classificato “Il mare che ho lasciato” dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Luigi Galvani” di Trieste. Il video tratta un esodo particolare: quello di 350.000 italiani che hanno dovuto lasciare l’Istria e la Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. La giuria così si è espressa: “l’impaginazione è semplice e lineare. Le immagini suggestive, soprattutto quando restituiscono il vissuto dei protagonisti. Buon equilibrio tra rappresentazione ambientale, interviste e documentazione storica. Bella l’idea di raccontare il distacco attraverso il mare: il mare che separa, il mare che unisce”. Una menzione speciale è stata assegnata a Martina Repinc, a lei va il merito di aver curato un lavoro dal forte valore storico e divulgativo che custodisce la testimonianza di dodici sloveni che nel secondo dopo guerra hanno abbandonato la terra natia per raggiungere le miniere belghe. Sono intervenuti durante l’iniziativa il Presidente del Consiglio Regionale Pavilio Lupini, l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria Maria Prodi, l’assessore alla cultura regionale Silvano Rometti ed il giornalista Roberto Scanarotti, autore del libro “Treno e Cinema. Percorsi Paralleli”. Sarà possibile richiedere al centro studi la pubblicazione del cofanetto dvd “Memorie Migranti” che raccoglie i vincitori ed i finalisti di questa edizione (www.emigrazione.it). Museo dell’Emigrazione Pietro Conti

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/04/2013 @ 17:38:58 in - Accade a Gualdo, linkato 258 volte)

BENVENUTO SERGIO RENDINE - Gualdo TadinoBenvenuto a Sergio Rendine, benvenuto in Umbria e benvenuto a Gualdo Tadino. Il grande compositore napoletano, uno dei più fertili, universalmente noti ed importanti della scena musicale internazionale contemporanea, attualmente direttore del Teatro Lirico di Lecce, da qualche mese vive nella nostra Città.
Crediamo che la sua scelta di soggiornare stabilmente a Gualdo e di apprezzarne la quiete e l’amenità dei luoghi vada salutata con orgoglio ed apprezzamento e, pur nel rispetto di ogni diritto alla riservatezza ed alla piena tranquillità personale, vogliamo sperare che la sua presenza possa essere adeguatamente valorizzata ben saldando il legame tra l’artista e la nostra comunità.

Gianluca Graciolini

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Il 2007 sarà un anno particolare per la chiesa del territorio gualdese e non solo. Infatti il 29 agosto 607 – secondo quanto ricostruito dagli storici – moriva San Facondino, primo vescovo delle diocesi di Tadino. Un avvenimento di millequattrocento anni fa che sarà celebrato in forma solenne proprio nel periodo di agosto – dal 16 agosto al 2 settembre – da parte della parrocchia di San Facondino e della Curia diocesana, con il coinvolgimento della stessa Porta di San Facondino, e l’appoggio del Comune e della Comunità Montana Alto Chiascio.
È nato un comitato che, già da qualche tempo, sta lavorando per mettere appunto un programma che coniughi i festeggiamenti religiosi e quelli laici. Festeggiamenti che inizieranno anche a breve con la pubblicazione di un libro che racconta proprio la vita del Santo Facondino, venerato nella città di Gualdo Tadino con l’appellativo di "pater patriae", come si legge sulla vetrata dell’abside della basilica di San Benedetto.
Facondino è una figura mitica, che emerge dalle oscure vicende del periodo medioevale, quale ci è stata tramandata dalla tradizione popolare senza connotati biografici e temporali ben definiti, e dal Lectionarium Sancti Facundini, un antico manoscritto conservato presso la Biblioteca Vaticana (Cod. 7853); anche se non documentata, si è consolidata la credenza che sia stato eletto nell’anno 599 in seguito alla lettera inviata dal Papa San Gregorio Magno al "clero, alle magistrature ed al popolo" della Diocesi di Tadino "da lungo tempo priva di una guida religiosa", e che sia scomparso nell’anno 607. Facondino è stato a lungo indicato come Pater patriae poiché in effetti, nel periodo convulso delle invasioni barbariche che determinarono, tra l’altro, anche la dissoluzione delle pubbliche Istituzioni nelle città devastate dalle orde degli invasori, i soli punti di riferimento per le popolazioni superstiti restarono i capi delle Istituzioni religiose. Facondino pertanto, oltre che di riorganizzare la vita religiosa delle popolazioni con la predicazione e l’esempio, ebbe il merito, con la sua presenza attiva, di contribuire anche alla riorganizzazione civile delle popolazioni disperse, evitando che andasse perduto il patrimonio storico della città di Tadino, della quale le recenti ricerche archeologiche stanno portando alla luce reperti che hanno destato la meraviglia degli studiosi. Le cronache e le aAgiografie medioevali gualdesi ricordano San Facondino come un uomo di immense virtù che fin da ragazzo si era ritirato a trascorrere vita anacoretica, andando a vivere sulle pendici del Serrasanta, luogo solitario e tranquillo della montagna gualdese, per “molti anni con fama di gran santità”. Divenuto vescovo, Facondino operò numerosi miracoli. Dopo la sua morte i fedeli attivarono forme devozionali spontanee collegate alla precisa “funzione tutoria” che seppe assumere nel contesto della gestione della vita cittadina, non solo per le mansioni civili che gli vennero sempre più attribuite, ma anche per il carattere stesso del suo ministero, che lo designò a protettore e difensore del “gregge” a lui affidato. La tradizione vuole ancora che Iddio gli rivelasse in anticipo la data della sua morte: per questo motivo, volendo imitare il Cristo, si ritirò in una valletta, poi detta Valle Facundiana, tra le rive dei torrenti Romore e Vaccara, con lo scopo di pregare in attesa della morte che avvenne, secondo la tradizione, il 29 agosto 607. Secondo un’antica leggenda, appena Facondino spirò, apparve in sogno ad un abitante di Tadino un angelo per annunciargli di raggiungere l’eremo con un carro trainato da due giovenchi non domati, di collocarvi sopra il corpo del vescovo gualdese e lasciare che i buoi andassero in libertà. Sul luogo dove i giovenchi avessero interrotto la propria corsa, si doveva erigere una chiesa per accogliervi la salma del presule. Cosa che puntualmente avvenne, in quanto la prima chiesa fosse costruita non lontano da quella attuale. Questo almeno secondo la leggenda.

Gualdo Tadino, 13 febbraio 2007

Il Priore
Salvatore Zenobi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/01/2007 @ 17:36:41 in Società, linkato 715 volte)

Due recenti articoli su questo blog quello sulla Scuola di Musica e quello sul nuoto, mi hanno fornito lo spunto ad una considerazione che ho in mente da un po’ di tempo.
Premetto due cose: non sono un insegnante sebbene ho avuto qualche sporadica esperienza di supplenza ed insegnamento e la mia esperienza con la scuola americana è così limitata che quello che dico non può essere preso come vangelo.
Leggendo i due articoli mi domandavo come è possibile misurare i risultati di un insegnante, di un preside e/o di una scuola in generale.
In un ambiente altamente competitivo come lo sport, i risultati sportivi comparati con gli obbiettivi sono un indice del buono o cattivo lavoro degli allenatori e dei dirigenti della società. Il basket maschile è saldamente in testa alla classifica mantenendo pienamente gli obbiettivi iniziali … questo è decisamente un indice che sia l’allenatore (ciao Renato!) che la società hanno preso proprio la strada giusta. Il nuoto sembra, da quanto scrive Diego, sulla stessa linea. Le società sportive, gli sponsor e la gente comune ha un metro per misurare chi lavora bene e chi no.
Cosa accade in un ambiente non competitivo, come la scuola di musica (o la scuola in generale). Come si misura il fatto che il corpo docente sta lavorando nella giusta maniera? Qual è l’indice (se esiste) che misura se un insegnante è bravo o no? E’ un metro soggettivo o obbiettivo? Come fa, nel nostro caso, il comune a dire … i nostri soldi sono spesi bene o male?
Veniamo all’America. La scuola pubblica americana ha introdotto un sistema di valutazione molto semplice: esistono una serie di test (a tutti I livelli scolastici) uguali per tutti (come gli esami scritti di maturità In Italia). Le medie dei punteggi ottenuti vengono comparati a livello nazionale, statale, di distretto scolastico, di scuola e di insegnante per valutare le capacità ad ogni livello (di ministro, di provveditore, di preside e di insegnante). Un esempio: la scuola X è costantemente al di sotto della media dello stato (o del distretto) … il preside viene messo in osservazione per vedere quali sono le cause … il test di matematica di una certa classe è costantemente al di sotto del livello medio del distretto … l’insegnante viene messo in osservazione … e così via per ogni livello fino al ministro.
A me questo sistema non soddisfa completamente perchè se da un lato tutti gli insegnanti, presidi ecc. sono stimolati a darsi da fare e non vivere sugli allori … dall’altro enfatizza lo studente medio … gli insegnanti focalizzano sull’innalzare le medie piuttosto che stimolare individualmente ogni studente. Il risultato medio è quello che conta … una sorta di ‘comunismo’ dell’educazione. Per questa ragione, che ho palpato già dal primo secondo che sono entrato nella scuola pubblica, le mie figlie vanno ad una scuola privata. Anche lì hanno dei metri di valutazione ma il loro concetto di promozione è diverso: X studenti su 100 hanno raggiunto la laurea con pieni voti negli ultimi 5 anni ecc. Un metro più orientato ai risultati individuali degli studenti. Come dicevo la mia esperienza con la scuola americana è così minima, che tra un anno potrei contraddirmi completamente.
Però la questione rimane: Esiste un sistema obbiettivo di valutazione per ambienti non competitivi come la scuola (la vita ed il lavoro poi sono altamente competitivi e questo è un po’ nascosto agli studenti – per quanto mi possa ricordare …)?

Mauro Monsignori

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/11/2008 @ 17:33:49 in Internet e dintorni, linkato 946 volte)

Prigioniero di Facebook di Andrea Bojani tratto da Il Sole 24 ORE (foto da Il Sole 24 ORE)Da settimane incontro soltanto persone che mi dicono disperate che vogliono uscire da Facebook ma non riescono a farlo. Lo dicono con gli occhi sbarrati e l'espressione di chi chiede aiuto da dietro le inferriate di una galera. Mi sembrano detenuti che dall'alto urlano a chi passa lì sotto, infilano le braccia oltre le sbarre a rimestare nell'aria. Hanno tutta la disperazione di chi sa che il secondino se n'è andato lanciando la chiave nel fiume. È strano pensare che quelle stesse persone fino a un mese fa mi dicevano che senza Facebook non ci potevano stare, che grazie a Facebook si sentivano meglio.
Soprattutto, mi ripetevano che dovevo provarla anch'io, quest'esperienza, perché essere dentro o essere fuori, era come prendere parte alla vita oppure essere morto. Essere «in» oppure essere «out». C'è stato un momento, che perdura, in cui era impossibile sfuggire a conversazioni che non avessero a che fare con Facebook. Qualunque fosse l'origine della discussione, qualunque fosse il fiume di parole che veniva giù dalle bocche delle persone, il mare in cui andava a finire era sempre quello di Facebook.
C'erano amici che quando mi incontravano per strada mi chiedevano «Ci sei su Facebook?». Che era come dire «È inutile perdere tempo qui sul marciapiede, con le macchine che passano, i clacson che non ci fanno parlare, il telefonino, la fretta». «Ci sei su Facebook?», e poi mi piantavano in asso. Li vedevo andar via di schiena, il cellulare tra l'orecchio e la spalla, in mano l'agenda e davanti gli altri che si aprivano come il Mar Rosso davanti a Mosè. Se parlavano di qualcuno, ne parlavano per dire che l'avevano incontrato su Facebook.
Un vecchio amico, un professore di liceo dimenticato, un ex vicino di ombrellone. Persino in questi giorni, quando si parla della vittoria epocale di Obama, si dice che è stata epocale anche perché c'era Facebook.
Così sono entrato «in» pure io. L'ho fatto un po' per sfinimento e un po' per riuscire a parlare con quegli amici che per strada mi piantavano in asso dandomi poi appuntamento su Facebook.
In strada erano sempre di corsa, su Facebook stavano a parlare per ore. Perché «in» è tutto molto più tranquillo. Il mio ingresso l'ho fatto una sera di un paio di mesi fa, seguendo con attenzione le procedure. Ci sono entrato con la leggera apprensione che mi imperla le tempie ogni volta che mi avvicino a un oggetto con funzionamento appena più complesso della televisione. Di Facebook sapevo quasi tutto quel che c'era da sapere. Sapevo che si trattava di aprirsi una pagina personale, di scegliere una foto, di inserire qualche informazione su di me, la mia data di nascita, il mestiere, le mie passioni. Lo sapevo perché un'amica mi aveva fatto vedere la sua pagina. Quando l'avevo vista avevo capito che si trattava di aprirsi una specie di loculo, una tomba con la foto che guarda in faccia i passanti, che appunto passano e se hanno voglia lasciano dei bigliettini, cambiano l'acqua dei fiori. Appena ha saputo che ero entrato anche io, la mia amica era contenta e orgogliosa. Era contenta di esserne stata un po' responsabile. Così non dovevamo più vederci per prendere un caffè in corsa, con i telefonini che suonano, le macchine, la fretta. I due mesi che ho trascorso su Facebook sono stati piuttosto movimentati. All'inizio mi arrivavano molte «richieste di amicizia» e io le ignoravo perché non sapevo chi fossero queste persone. Poi la mia amica mi ha detto che la regola di Facebook era di accettare le «richieste di amicizia», e che dunque la mia condotta era una condotta antisociale. Così da quel momento in poi ogni volta che mi è arrivata una richiesta io ho accettato. In due mesi sono diventato per così dire amico di quattrocento persone di cui non sapevo nulla, e di cui ora conosco la foto che hanno messo sul loculo e poco più. Mi sono trovato a conversare a notte fonda con uomini e donne che mi trattavano come se fossi il loro migliore amico, o mi maltrattavano come il peggior nemico. Mi sono visto tacciare di snobismo per non aver risposto, insultare per aver tardato ad accettare una così detta amicizia.
Ogni volta che ho fatto accesso alla mia pagina, qualche sconosciuto di cui avevo accettato la così detta amicizia si è affacciato da una finestrella dicendomi «Eccoti qui», come se fosse stato tutta la notte appostato dentro il mio androne aspettando di vedermi rientrare. Ho saputo di adulteri di persone più o meno famose scoperte grazie a Facebook, visto che su Facebook tutti vedono tutto quello in cui ciascuno è affaccendato. Sono stato contattato da compagni delle elementari, delle medie e delle superiori. Alcuni di loro hanno voluto a tutti i costi mandarmi delle fotografie per farmi vedere come eravamo. Se penso a tutti gli anni che ci ho messo, per riuscire a dimenticare come eravamo. Poi sono stato contattato da prime, seconde e terze fidanzate, che mi hanno detto «Ti ricordi?». Poi da amici di amici di amici persi a ragione e rimasti (a ragione) relegati in un passato lontano. Ho ricevuto inviti a unirmi a gruppi di ogni tipo, dall'«Obama party» al movimento «Antibimbominkia ». Di quest'ultimo movimento, che impiega il proprio tempo nel manifestare dissenso nei confronti dei seguaci dei Tokio Hotel, ho cominciato a ricevere ogni tipo di segnalazione: «No al bimbominkia su Facebook», «Il bimbominkia si è evoluto in orribile Sfigadulto », «Contro i Bimbominkia per un mondo migliore». Poi: sono stato contattato per ogni tipo di sottoscrizione, per comprare cd, libri, per partecipare a inaugurazioni di negozi, pedalate sociali, per provare prodotti cosmetici, unirmi a merende ambientaliste, ripensare alla rivoluzione maoista.
Ecco, dopo due mesi così ho chiesto disperato ai miei amici di uscirne. E loro disperati, con gli occhi sbarrati, mi hanno detto che non sanno come fare, che ci hanno provato ma non capiscono come si fa, quale procedura si debba seguire. Ne parliamo su Facebook, ciascuno dietro la propria inferriata, le braccia oltre le sbarre a rimestare nell'aria. E così, da qui, da dietro la mia grata mi è venuto in mente Michel Foucault, quando parla del Panopticon di Bentham. «Ogni giorno, anche il sindaco passa per la strada di cui è responsabile; si ferma davanti a ogni casa; fa mettere tutti gli abitanti alle finestre. Ciascuno chiuso nella sua gabbia, ciascuno alla sua finestra, rispondendo al proprio nome, mostrandosi quando glielo si chiede . Questa sorveglianza si basa su un sistema di registrazione permanente». All'inizio della «serrata» viene stabilito il ruolo di tutti gli abitanti presenti nella città, uno per uno; vi si riporta «il nome, l'età, il sesso, senza eccezione di condizione». È un sistema, dice Foucault, che ha un effetto sicuro: «indurre nel detenuto uno stato cosciente di visibilità che assicura il finzionamento automatico del potere perché l'essenziale è che egli sappia di essere osservato». Ne parlo anche con i miei così detti amici, di questo passo di Foucault. Gli dico che è dentro un libro che si intitola Sorvegliare e punire. Più che dirglielo, glielo urlo dalla finestra.

Di Andrea Bajani - Tratto da Il Sole 24 ORE

 

LA NOSTRA RACCOLTA FIRME PER AFFIDARE L'ACQUEDOTTO AL COMUNE ARRIVA IN CONSIGLIO PER ESSERE VOTATA DAI NOSTRI AMMINISTRATORI E DALL'OPPOSIZIONE"LA NOSTRA RACCOLTA FIRME PER AFFIDARE L'ACQUEDOTTO AL COMUNE ARRIVA IN CONSIGLIO PER ESSERE VOTATA DAI NOSTRI AMMINISTRATORI E DALA 'OPPOSIZIONE"
 L’Acqua come il territorio e l’aria sono beni primari che vanno tutelati nello stesso identico modo,la speculazione imprenditoriale non può prevalere sull'interesse comune, specialmente in un Paese come il nostro, tradizionalmente ricco di acque ed e’ oramai sotto gli occhi di tutti DOVE VI SONO LE ATO, manca una politica efficace e trasparente, il “business dell'acqua” non produce miglioramento ed efficienza ma evidenzia vizi congeniti e spreco di denaro e comunque a rimetterci e’ sempre il cittadino. Questo sistema avvantaggia pochi manager e alimenta inutili e costose consulenze tecniche(ATO 1,2,3 ECC ECC). Inoltre, di frequente i grandi gruppi agiscono con condotte illecite per falsare e distorcere il meccanismo concorrenziale, cosa che ha portato l'Antitrust ad applicare pesanti sanzioni pecuniarie nei riguardi di 2 MEGA AZIENDE CHE CONTROLLANO LE ATO.
Il sistema di privatizzazione dell'acqua sembra dunque irrimediabilmente entrare in rotta di collisione con l'interesse generale di molte comunità italiane che rivendicano, a giusto titolo, il primato del pubblico, vicino ai bisogni fondamentali dei cittadini senza distinzione di censo.L'ACQUA E' UN MONOPOLIO NATURALE SIGNIFICA CHE NON SI PUO' FARE UNA VERA CONCORRENZA NEGLI ACQUEDOTTI,il famoso mercato non e' la risposta non risolve i problemi li crea,nessuno puo' mettersi 3 rubinetti in casa e poi sciegliersi il migliore,tutto cio' approfondisce le differenze tra ricchi e poveri,non li avvicina.
Le aziende che forniscono servizi ai cittadini VANNO RIMESSE NELLE MANI DEI CONSIGLI COMUNALI,DELLE PERSONE CHE ELEGGIAMO,NON DI GRANDI MANAGER RIPETIAMO CHE UNA VOLTA NOMINATI TRASFORMANO L'AZIENDA IN UN FEUDO PENSANDO SOLO AL PROFITTO DELLA STESSA.
PER QUESTO ABBIAMO PENSATO DI RACCOGLIERE DELLE FIRME(660) PER MODIFICARE LO STATUTO COMUNALE E AFFIDARE L'ACQUEDOTTO AL COMUNE O AD UN'AZIENDA COMPLETAMENTE DI DIRITTO PUBBLICO(UN CONSORSIO PER ESEMPIO)LE FIRME DEI CITTADINI DI GUALDO CHE FAREMMO PRESENTARE AD UN'ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO COMUNALE(ENTRO LA FINE DEL MESE DI SETTEMBRE)COSI VEDREMO CHI VERAMENTE STA DALLA PARTE DEL CITTADINO TUTTI I GRUPPI E PARTITI DOVRANNO PRENDERSI QUESTA IMMANE RESPONSABILITA',PER FARE TUTTO CIO' CI OCCORREVA qualcUNO CHE POTESSE INSERIRE IN UN'ORDINE DEL GIORNO LA NOSTRA PETIZIONE,L'UNICO CHE SI E' FATTO AVANTI E' STATO GRACIOLINI DI P.R.C.LUI FARA' DA TRAMITE PER IL COMITATO DATO CHE NOI NON AVREMMO POTUTO PORTARE IN CONSIGLIO COMUNALE TALE RACCOLTA FIRME.
L'ACQUA NON E' UN PROFITTO,SI SMETTA DI ESSERE FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI CI SI ADOPERI PER UNA LEGALITA' AMMINISTRATIVA ESERCITATA ESCLUSIVAMENTE NELL'INTERESSE DELLA COMUNITA.

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/08/2011 @ 17:32:45 in - Politica, linkato 230 volte)

Non è un caso che nei giorni in cui il Presidente del Consiglio si vede “costretto” ad ammettere che forse la situazione italiana non è così rosea, dopo avere ripetuto per anni che tutto andava bene, che i suoi piccoli cloni locali continuino a portare avanti la politica della negazione dell’evidenza. Questa volta è toccato all’assessore Erminio Fofi diffondere un comunicato molto sobrio e modesto già dal titolo: La Politica del Fare dell’Amministrazione di Gualdo Tadino. Nonostante sia al governo della città da oltre due anni l’Assessore Erminio Fofi ha ben chiaro di chi sia qualsiasi colpa; ovviamente di chi lo ha preceduto, mentre evidentemente nulla si può imputare alla attuale amministrazione che in due anni è riuscita addirittura a mettere in piedi La Politica del Fare. Tra le tante 'balle' raccontate dall’assessore Erminio Fofi quella sulla situazione economica ereditata dalle precedenti Amministrazioni è certamente la più grossa. Dai documenti ufficiali (bilancio 2010 e 2011, consuntivi 2008 e 2009, bilanci pluriennali, relazioni dei Revisori dei conti ecc.) risulta tutt'altro: pareggi reali, avanzi di amministrazione, linee di continuità con gli esercizi precedenti, uno stato evidente di regolarità e di normalità. Con in più (per chi sa vederlo essendo libero nei giudizi) un elemento di vantaggio sulla generalità dei comuni: la mole obiettivamente imponente di mutui, cioè finanziamenti di opere pubbliche e di acquisti patrimoniali in presenza di condizioni tributarie favorevoli per i cittadini di Gualdo (documentata dalla posizione medio-bassa a livello regionale e non solo, delle "tasse" a carico dei gualdesi) significa una obiettiva posizione di privilegio e di ricchezza per la città e per il territorio, un risultato positivo che tutti vorrebbero raggiungere. Nel suo sguaiato documento l'assessore Erminio Fofi parla nientemeno che di "sfascio economico", di "disastro" e via sproloquiando. Parole al vento, corbellerie tipiche di chi non sa cosa dice, oppure di chi non ha niente da perdere in fatto di serietà e di credibilità. La verità è facile da accertare: abbiamo già proposto, e formalizzeremmo a breve, la costituzione di una apposita commissione consiliare, a costo zero, con l'ausilio di esperti che in poco tempo dimostrerà come la situazione è lontana anni luce da quello che scrive l’assessore Fofi. Se il comune non può contrarre mutui è per il Patto di stabilità e non per i mutui assunti finora!! Eccone la dimostrazione: per la legge il comune di Gualdo Tadino, nonostante sia oltre i parametri obiettivi (semplici "preavvisi", senza effetto pratico) può contrarre mutui fino ad una rata di circa 5,5 milioni di Euro all'anno: una cifra enorme che testimonia quanto si sia lontani dalle sparate dell’assessore Erminio Fofi! Visto che ha così tante tempo per scrivere approfittiamo dell’occasione per chiedere all’assessore Erminio Fofi delle tante promesse fatte in campagna elettorale: dove sono finiti tutti gli obiettivi per una Gualdo migliore? E la crescita qualitativa della vivibilità del centro e della città tutta?
Ricordiamo alcune delle promesse sbandierate in campagna elettorale:
• Scuola di musica riaperta dopo 100 giorni (ne sono passati più di 700)
• Ospedale riaperto dopo pochi mesi (?)
• Progetto Città delle 4 epoche (Chi l’ha visto??)
Confidiamo inoltre che nella sua prossima “missiva” l’assessore Erminio Fofi spieghi ai cittadini gualdesi anche alcuni suoi apparenti dietrofront:
dopo aver osteggiato a suo tempo dai banchi dell’opposizione l’apertura di nuove cave è invece spuntato il progetto di “riambientamento” (una vera e propria esagerata escavazione di 2.800.000 metri cubi!) delle cave Bombetta ed Edelwais (vicine alla sorgente della Vaccara), l’ennesimo enorme dannoso (ed inutile per la comunità) saccheggio di materiale lapideo che va a deturpare un’area già a grave rischio ambientale. Per non parlare del pronunciamento per la chiusura dei nuovi pozzi della Rocchetta in zona Corcia che fino alle elezioni sembrava la prima cosa da fare una volta raggiunta la “stanza dei bottoni”.
Infine l’assessore Fofi potrebbe illustrare ai gualdesi le mirabolanti iniziative messe in piedi per il rilancio del centro storico, che continua a spopolarsi, con attività commerciali che chiudono i battenti con continuità disarmante. D’altronde delle palesi difficoltà di questa amministrazione, e della inadeguatezza di questa Giunta comunale, l’assessore Erminio Fofi dovrebbe esserne a conoscenza, se non altro per aver letto le considerazioni pubbliche di Sandra Monacelli, suo candidato sindaco di appena due anni fa. Se invece l’assessore Erminio Fofi ha scritto lo sguaiato documento di qualche giorno fa soltanto per far sapere a tutti che oramai è entrato armi e bagagli nella sparuta schiera dei “fans” del Sindaco Morroni ci permettiamo di dargli un amichevole consiglio: invece di lanciarsi in improvvide analisi, di argomenti in cui non sembra molto ferrato, aderisca pubblicamente al PDL (o come si chiamerà tra qualche giorno), eviterà di fare figuracce e sarà tutto molto più chiaro.

Partito Democratico
Gualdo Tadino

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 13/03/2013 @ 17:32:21 in - Ind. Comm. Artig., linkato 230 volte)

COMUNICATO CONGIUNTO DEI SINDACATI GUALDESI - Gualdo Tadino

Sono oramai all’attenzione di tutti i dati diramati giornalmente dai mezzi di informazione di massa, internet compreso, sulla drammatica situazione della disoccupazione italiana, in particolar modo nell’alta Umbria, tali dati però non comprendono il fatto che tutti coloro interessati attualmente dalla cassa integrazione si potrebbero trasformare, se le cose non cambiano, nel 2013 e 2014, in altri disoccupati portando il dato della disoccupazione a livelli vertiginosi non sostenibili dal paese.
E’ universalmente riconosciuto che l’edilizia, in Italia, rappresenta la locomotiva che traina gran parte dell’economia interna, oggi il settore delle costruzioni è distrutto e l’unica speranza di una qualche forma di sopravvivenza è legata soltanto alla ricostruzione post-sisma dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, ben poca cosa rispetto a ciò che servirebbe.
In un’economia sana le speranze di lavoro non dovrebbero certo basarsi sulle conseguenze causate da fenomeni naturali come terremoti, alluvioni ecc.
Tutto il settore, partendo dai produttori delle materie di base come cemento, lapidei, cave, legno, fino ad arrivare alle imprese edili è in forte sofferenza e quindi, in una situazione del genere, la politica ha l’obbligo di mettere in campo ogni progetto mirato alla rioccupazione dei tantissimi disoccupati, creando una sana sinergia tra pubblico e privato, mirata alla ristrutturazione di edifici pubblici, salvaguardia del territorio, sviluppo di fonti energetiche alternative, riqualificazione di aree degradate.
L’attuale amministrazione di Gualdo Tadino, con l’intenzione di rendere possibile la realizzazione del progetto denominato “il Granaio”, prevede la riqualificazione di un’area fortemente degradata attraverso finanziamenti privati, contribuisce a restituire alla città il godimento di un area altrimenti fatiscente che, ad oggi, è evidentemente contraria ad ogni logica di salute pubblica ed estetica.
Inoltre questo progetto avrà un’importante ricaduta economica e occupazionale sia sulle maestranze che sulle professionalità gualdesi, ditte con i relativi dipendenti che potranno respirare per almeno un paio di anni.
Crediamo che queste siano le azioni utili che tutte le amministrazioni dovrebbero realizzare, mantenendo al centro le necessità della collettività evitando strumentalizzazioni politiche inutili, funzionali solamente alla visibilità dei singoli.
Per questo i responsabili sindacali dell’Alta Umbria del settore costruzioni Bellucci Primo per la Feneal-Uil, Pannacci Patrizio per la Filca-Cisl e Angeli Euro per la Fillea-Cgil, intervengono con forza nel dichiarare che da oggi in avanti, vista la gravità della situazione, nessuno potrà sottrarsi alle proprie responsabilità.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 01/12/2011 @ 17:31:54 in - Politica, linkato 613 volte)

Nella gattopardesca Umbria, si cambia, perché tutto rimanga com'è: tassa, pseudo riforma e posti di lavoro. E il carrozzone va avanti da sé...

Tanto tuonò... che non piovve! Ferventi lavori in Commissione, rinvio di 72 ore per avere l'ultima controproposta dell'Assessore Rossi: i tre Consorzi di bonifica restano come sono, competenze alle Unioni di Comuni e tassazione immutata. Poi si farà una controriforma alla riforma, si vedrà...
Siamo su scherzi a parte? Purtroppo no, siamo nella massima assise regionale!
Tutto questo avrebbe del comico, se non avvenisse sulle spalle dei cittadini umbri. Gli stessi cui a luglio il Consiglio, unanime, aveva garantito l'abolizione o unificazione dei Consorzi, insomma qualsiasi cosa purché l'iniqua tassa fosse abolita. Invece nella gattopardesca Umbria, si cambia tutto, perché tutto rimanga com'è: tassa, pseudo riforma e posti di lavoro. E il carrozzone va avanti da sé...
Insomma, si doveva uscire in fretta dal rompicapo “riforma endoregionale”, invece fra dubbiosi risparmi e personale da ricollocare, l'impressione è che si cambiano le sigle, si fanno riforme di facciata, tanto per dare la sensazione che si mette mano a qualcosa, ma non cambia la sostanza di una Regione immobile, disposta a morire per i troppi tecnicismi.

Sandra Monacelli

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/08/2011 @ 17:31:03 in - Politica, linkato 476 volte)

Sul lavoro niente scherzi

COMUNICATO FIOM-CGIL
Tavolo istituzionale permanente sul territorio della fascia APPENNICA
La vertenza A. MERLONI A. S. sta diventando una barzelletta ed una vera presa in giro per le molte centinaia di lavoratori. Tra false illusioni e roboanti aspettative, l’unica certezza è che il tempo passa e per i lavoratori la speranza non solo di riavere il loro lavoro ma di qualsiasi altro, su questo territorio sta diventando una chimera.
Siamo purtroppo e comunque costretti a vivere di speranze, ma come delegati della FIOM- CGIL non intendiamo accontentarsi o adeguarsi come molte altre volte abbiamo fatto lanciando una proposta, che non vuole minimamente essere vista come una ingerenza ma bensì come valore aggiunto per spingere chi ha la gestione in mano a sbrigarsi e fare presto e bene.
Questo territorio alcuni anni fa dovette suo malgrado fare fronte ad una emergenza che in quel momento sembrava impossibile da risolvere, ma con la caparbietà e volontà ne siamo usciti alla grande.
Era il 1997 il terremoto mise in ginocchio questo ed altri territori limitrofi, sono passati circa 14 anni, e oggi possiamo notare come il patrimonio immobiliare sia nettamente migliorato rispetto a quell’ anno facendo la felicità dei comuni e dei loro cittadini anche se sono costati molti sacrifici.
Tanti sono stati i fattori che hanno permesso di raggiungere tale risultato, ma secondo noi quello che ha fatto da collante al tutto è stata la presenza quotidiana di AMMINISTRATORI,POLITICI, TECNICI, COSTRUTTORI EDILI ecc. che con la loro valutazione sul campo hanno saputo scegliere la strada migliore e più breve per avere il risultato che tutti noi oggi abbiamo sotto gli occhi.
Da questo esempio e visto come vanno le cose riteniamo opportuno chiedere un TAVOLO ISTITUZIONALE SUL TERRITORIO per monitorare quotidianamente la vertenza MERLONI e non solo. Non è più sopportabile passare da lunghi silenzi ad accelerate che fino ad ora si sono rilevati passi indietro, ricordiamo l’offerta CINESE, si parlava ulteriori assunzioni, per passare alle notizie di oggi, trapelate addirittura attraverso i giornali, dove forse qualche decina di lavoratori potrebbero rientrare in azienda.
Inoltre su questo territorio è in atto la politica del “CARCIOFO “ si sta assistendo ad una moria di aziende importanti che sembra non interessare a nessuno: la citata MERLONI, la BRUNELLI COSTRUZIONI la CERAMICA ,L’EDILIZIA PUBBLICA E PRIVATA, la OMNIA, il settore di escavazione di materiale lapideo, la FABER, la SICAP, ed infine almeno per oggi la GRIFO LATTE di FOSSATO DI VICO e forse ne dimentichiamo qualcuno.
Tutto questo a nostro giudizio merita la creazione di un GRUPPO DI LAVORO con presenza costante sul territorio, costituita da soggetti governativi nazionali e regionali in collaborazione con i comuni e le organizzazioni sindacali, non si può più perder tempo passandosi il classico cerino di mano in mano, perché alla fine sappiamo chi si scotterà.
Questa proposta la faremo domani in primis all’ ASSESSORE REGIONALE ALLO SVILUPPO ECONOMICO Dott. GIAN LUCA ROSSI durante l’ iniziativa indetta dal PARTITO DEMOCRATICO di GUALDO TADINO che si terrà nella frazione di RIGALI alla presenza dei SEGRETARI REGIONALI di CGIL-CISL-UIL.

I delegati FIOM-CGIL A. Merloni di Nocera Umbra

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ENERGIE ALTERNATIVE: la segnalazione di un gualdese DOCDal Corriere della sera on line ho letto l'articolo il cui titolo Vi propongo, "Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle", mi è sembrato interessante soprattutto il concetto che riporto:

"ha messo insieme 25 comuni della valle più altri 16 che si sono aggregati.
Qui la Secoval (società per i servizi comunali) frutto dell'alleanza è riuscita a strappare contratti altrimenti impensabili per la fornitura del gas e la rimozione dei rifiuti urbani pretendendo che i
 vincitori delle gare si accollassero il disturbo di servire anche le contrade che mai avrebbero servito perché poco remunerative. Qui sono stati raggruppati per risparmiare tutti i servizi Ici, Tarsu (smaltimento spazzatura), Tia (Tariffa di igiene ambientale). .....

Anche se da oltre quaranta anni non ci vivo, però sono sempre un gualdese DOC, ed amo Gualdo.

Luigi Pascucci

 

L'articolo completo tratto da il Corriere della Sera del 28 aprile 2011 > Scienze > Energia e Ambiente > Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle.

Nel Bresciano
Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle
In val Sabbia, in provincia di Brescia, la più grande centrale fotovoltaica pubblica d'Europa

Dal nostro inviato GIAN ANTONIO STELLA


C'è un lago di luce, tra le valli padane. Nei giorni in cui l'Italia si spacca sul nucleare, emerge dal profondo Nord una comunità montana virtuosa che si è dotata della più grande centrale pubblica fotovoltaica d'Europa. La quale distribuisce elettricità gratis a tutti gli uffici municipali, le strade, i semafori, i pensionati, le scuole... Senza un centesimo di soldi statali.

Siamo in Valle Sabbia, a nord-est di Brescia, lungo il fiume Chiese. Zona per secoli poverissima. Di emigrazione. Di parenti sparsi per l'Australia, la Merica, il Belgio, il Brasile... Di profumi forti come quello del Bagòss, il celeberrimo formaggio di Bagolino. Di infanzie passate nelle stalle o intorno al fuoco a cantare «baghècc». Di montanari cresciuti nel mito della Ferriera Italiana di Vobarno e delle acciaierie Falck, finite una quindicina di anni fa alla famiglia Chan di Hong Kong. Di fabbrichette nate dal contagio del virus dell'«imprenditorite».

Valle di gente seria. Che aveva fatto della Comunità montana una cosa seria. Al punto che, quando esplose lo scandalo delle comunità montane a livello del mare e si pose il problema di cancellare le comunità pataccare proprio per salvare quelle vere e virtuose, uno degli esempi citati a modello era sempre questo: la Val Sabbia.

Qui l'organismo altrove ridotto a un carrozzone ha messo insieme 25 comuni della valle più altri 16 che si sono aggregati. Qui la Secoval (società per i servizi comunali) frutto dell'alleanza è riuscita a strappare contratti altrimenti impensabili per la fornitura del gas e la rimozione dei rifiuti urbani pretendendo che i vincitori delle gare si accollassero il disturbo di servire anche le contrade che mai avrebbero servito perché poco remunerative. Qui sono stati raggruppati per risparmiare tutti i servizi Ici, Tarsu (smaltimento spazzatura), Tia (Tariffa di igiene ambientale). Qui c'è una banca dati che gestisce tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale così precisa e aggiornata da contenere le foto di ogni edificio e ogni cancello d'accesso, consentendo insieme la massima vigilanza contro l'abusivismo e la massima disponibilità nei confronti dei cittadini che via Internet possono fare gran parte delle pratiche senza doversi mettere in coda agli sportelli. Qui 15 dipendenti coprono il lavoro di una ragioneria unica, un ufficio tecnico unico, una segreteria unica. Totale dei dipendenti comunali: 297 per 41 comuni con 160.000 abitanti complessivi. Uno ogni 538 abitanti. Un settimo, dicono le carte, di quelli milanesi: uno ogni 74.

Fatto sta che quando il governo Berlusconi ha deciso di sopprimere di fatto tutte le comunità montane, sia quelle «marine» sia quelle serie e funzionanti pur di non fare una scelta (questa sì, questa no) che sarebbe stata rognosa dal punto di vista clientelare, in Val Sabbia non si sono lagnati più di tanto. E dopo aver mandato un moccolo a chi non aveva capito niente del loro ruolo, si sono impuntati di sopravvivere a dispetto di Roma. Contando solo su 300 mila euro della Regione Lombardia e sulle entrate derivanti dai risparmi fatti fare ai comuni consorziati.

La centrale della Val Sabbia
Ma veniamo alla centrale fotovoltaica. «Siamo partiti nel giugno dell'anno scorso», spiega il presidente della comunità montana Ermano Pasini, che è consigliere provinciale e sindaco di Provaglio dal 1985, quando aveva solo 21 anni, prima come democristiano, poi come pidiellino. «C'erano finanziamenti per le energie alternative di scadenza il 31 dicembre 2010. Una volta deciso, dovevamo fare in fretta. Tre mesi, tartassando gli uffici tutti i giorni, se ne sono andati per le autorizzazioni. A settembre, finalmente, siamo partiti: ci restavano 90 giorni».

L'area giusta viene individuata in una valletta isolata in località Gusciana, sotto il monte Budellone nel comune di Paitone. Non si vede se non ci vai apposta e deve comunque esser risanata: ci sono infatti i ruderi un vecchio allevamento di tacchini. Tredici capannoni con i tetti di amianto. Tutta roba pericolosissima, da smaltire come rifiuti speciali in discariche speciali per un totale di 350 mila chili di materiale contaminato.

Tre mesi per buttare via tutto, ripulire, risanare, costruire la centrale: da far tremare le vene ai polsi. Ma è lì che viene fuori uno dei rarissimi esempi virtuosi di questa Italia litigiosissima: tutte ma proprio tutte le decisioni da prendere passano all'unanimità sia nei comuni di destra, dove vota sì anche la sinistra, sia nei comuni di sinistra, dove vota sì anche la destra. Un piccolo miracolo. Vengono trovati i soldi: 23 milioni e mezzo di euro anticipati (mutuo ventennale) dalla Banca Cooperativa Valsabbina. Viene individuato chi può costruire l'impianto, il Consorzio Stabile Sardegna.

Ai primi di settembre 2010 partono i lavori. Che vanno avanti senza un attimo di sosta col sole, la pioggia, il vento e la neve. «Non ce l'avremmo mai fatta, senza quegli operai, quei tecnici, quei manovali sardi. Erano un centinaio. Hanno lavorato come pazzi anche di notte, con i fari. Perfino la vigilia di Natale, hanno lavorato», spiega l'architetto Antonio Rubagotti, che ha firmato il progetto complessivo. «Demoliti i capannoni e portato via l'amianto, hanno posato 24.024 pannelli per un totale di 38.438 metri quadri. Tutti stesi seguendo il più possibile la conformazione del terreno, tra gli alberi, in modo da avere il minor impatto possibile dal punto di vista visivo. E posati con una inclinazione di 10 gradi rinunciando a quella ideale (oltre i 30) purché dessero meno nell'occhio. Certo, ci rimettiamo il 5 o 6% di resa. In compenso non è orrendo come certi impianti che si vedono in giro. A guardarlo da lontano sembra un lago...».

Fatto sta che il 28 dicembre l'impianto era finito. Pronto per essere allacciato alla rete elettrica. E da allora fornisce energia per 7,8 milioni di kilowatt all'anno. Il che consente un ricavato annuale di circa 5 milioni di euro: «Uno e otto lo diamo alla banca per restituire il mutuo, uno e qualcosa se ne va per la gestione e l'assicurazione e due tornano ai comuni che non pagano più un centesimo per tutta l'illuminazione pubblica. Tutti soldi di risparmio sulla partita corrente. Quella che toglie il sonno ai sindaci», ride Ermano Pasini. «Abbiamo fatto o no un affarone?».

Non basta. Oltre a fornire energia elettrica (è anzi previsto un aumento di 1 milione di kilowatt l'anno), la valletta risanata con la rimozione di quella montagna di amianto diventerà un Parco delle energie rinnovabili. Dove le scolaresche in visita potranno vedere anche una (piccola) pala eolica e, grazie a un vicino ruscello, un mulino ad acqua. E dove ogni metro di spazio libero ospiterà grandi siepi di lavanda profumata e distese di piante e di fiori che seguono l'andamento del sole, come appunto il girasole. E al primo che sparerà a zero su «tutte» le comunità montane (magari per salvare le province), quelli della Val Sabbia faranno, rispettosamente, un pernacchio.
 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/04/2011 @ 17:28:32 in - Politica, linkato 586 volte)

Il Comitato dei Lavoratori Merloni dello Stabilimento di Colle di Nocera UmbraIl Comitato dei Lavoratori Merloni dello Stabilimento di Colle di Nocera Umbra, in riferimento all’incontro di ieri avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico tra Istituzioni,sindacati e Commissari, previsto per valutare la congruità dei piani industriali e offerte vincolanti per gli stabilimenti Umbri e Marchigiani rimasti invenduti della A. Merloni in AS, rinnova le sue preoccupazioni viste le notizie divulgate a mezzo stampa da parte dei sindacati confederali, notizie non rassicuranti per quanto riguarda il futuro dei 2400 lavoratori.
In merito al piano industriale presentato dalla società iraniana Mmd, nei mesi scorsi sindacati e Istituzioni avevano proclamato un numero di livello occupazionale che si aggirava intorno al 45-50%, vale a dire 1200 posti di lavoro garantiti sul totale di Umbria e Marche,per poi smentire questa notizia sia a mezzo stampa che nell'assemblea di fabbrica di questa mattina, riducendo drasticamente i termini occupazionali ad una ricollocazione per soli 400 lavoratori. Dopo questi comunicati, però, lo stesso presidente della società iraniana Younes Zareipour, ha dichiarato che le ultime notizie riguardanti la capacità di riassorbimento non erano veritiere, confermando che il piano industriale da loro presentato prevede il 50% dell’attuale forza lavoro. Ora è evidente che qualcuno sta volutamente giocando sui numeri per costruire inutili battaglie e manifestazioni mirate ad altri fini, come già questa mattina in assemblea i sindacati hanno detto di mettere in campo, in modo da costringere la Mmd ad apportare delle migliorie nel piano industriale in termini quantitativi di forza lavoro.
Il Comitato dei Lavoratori, come ha già affermato in assemblea, dice NO e non aderirà a questo tipo di manifestazioni, e tiene a richiamare al senso di responsabilità tutti coloro che già stanno organizzando questo tipo di iniziative, specie in questa fase pre-elettorale, usando la disperazione dei lavoratori della Merloni per i loro interessi personali.
Per quanto riguarda l’altra società interessata per l’intero perimetro, cioè la cinese Nanchang Zerowatt che insieme allo Otto Italia dovrebbe costituire la G8,la nota ufficiale di ieri metteva in evidenza che per mancanza della fidejussione richiesta, i cinesi erano fuori dalla trattiva, ma stando alle dichiarazioni rilasciate dal vice-presidente della Otto Italia Zhou Yue, la cauzione sarebbe già stata versata.
Il Comitato dei Lavoratori di Colle di Nocera Umbra, alla luce di tutto ciò e viste le notizie alquanto discordanti e la mancanza di trasparenza da parte di sindacati, Istituzioni e società coinvolte nella trattativa, chiede, congiuntamente con il Comitato dei Lavoratori dello Stabilimento di Santa Maria(Fabriano), un immediato confronto con Commissari,Istituzioni, sindacati e i due manager, Younes Zareipour per la società iraniana Mmd, e Zhou Yue per la società cinese Nanchang Zerowatt, di fronte a tutti i lavoratori della A.Merloni in AS, per fare chiarezza una volta per tutte, su quello che sarà il destino di 2400 lavoratori. Si fa presente, inoltre,che tale richiesta verrà formalmente scritta ed inviata a tutte le parti interessate.

per il Comitato dei Lavoratori
il portavoce Gianluca Tofi

 

GUALDO TADINO - Giuseppe Ascani, presidente dell'Ente Giochi de le PorteSi è lavorato molto per la promozione dei Giochi de le Porte. Ad annunciarlo il presidente dell’Ente Giochi, Giuseppe Ascani e il responsabile marketing Claudio Bassetti, che citano alcuni esempi di qualche nuovo strumento attivato, soprattutto in via telematica. Infatti da oggi verrà pubblicato sul sito www.rievocare.it e sulla guida Ermes, la guida alle rievocazioni storiche che la casa editrice edita dall'anno scorso e che è distribuita in edicola congiuntamente alla pubblicazione periodica Rievocare, uno spazio riservato ai Giochi de le Porte.
Inoltre sempre su internet, da alcuni mesi, sul sito specializzato per la promozione dell’Umbria www.umbriabest.com, viene mandato in onda uno spot-video della manifestazione. Sempre sul trimestrale Umbriabest, il giornale turistico dell'Umbria, si parla approfonditamente, con articoli bilingue italiano-inglese, dei Giochi de le Porte.
Altro spazio interessante dedicato da internet ai Giochi de le Porte è quello del sito della Regione Umbria all’indirizzo www.multimedia.regioneumbria.eu/ dove si trova un interessante video promozionale, scaricabile tra l’altro in un formato che è visibile anche sui telefonini.
Ma questo non ha fatto tralasciare alcuni canali tradizionali. Infatti in questi dieci giorni si succederanno spot radiofonici su Radio Subasio che diventa in pratica la radio ufficiale dei Giochi de le Porte, coprendo di fatto tutto il centro Italia. Un successo importante questo che è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione del Presidente, Mario Settimi e all’impegno dimostrato nella pluridecennale attività della Radio alla promozione delle manifestazioni più autentiche della tradizione dell’Umbria.
Confermata anche per quest’anno la diretta televisiva delle giornate di sabato sera e domenica, 29-30 settembre su Trg, con un accordo raggiunto nei giorni scorsi.
Manifesti saranno affissi nei principali centri di Umbria e Marche, ma anche – sfruttando l’enorme molte di traffico lungo la Flaminia – saranno collocati maximanifesti mobili agli ingressi della città.
Gran parte di questi interventi sulla promozione dei Giochi de le Porte sono stati resi possibili grazie al contributo concesso anche per quest’anno dalla Regione Umbria, dall’Assessorato al Turismo.
Significativa in questi ultimi anni anche la collaborazione con la Comunità montana Alto Chiascio, oltre che dal lato dei centri di aggregazione-scuderie, anche dal punto di vista organizzativo e promozionale.
In riferimento al web sono significativi anche i risultati del sito internet ufficiale dei Giochi. Alcuni dati del sito internet www.giochideleporte.it: dall’inizio del mese di settembre 2779 visitatori univoci, con 5138 visite e 59mila pagine visitate e 104mila accessi. Questo per un totale da inizio anno di oltre 26mila visitatori con una media di oltre duemila al mese e un crescendo da giugno ad oggi. Si registra una media giornaliera di oltre duecento visite, con punte di quattrocento nel mese di settembre. Del totale oltre 45mila visite dall’Italia, 9mila sconosciuti e 4mila rispettivamente commerciali e network. Oltre 500 dal Lussemburgo, 400 dall’Olanda, 253 dall’Argentina, 150 dalla repubblica Ceca, 100 dalla Germania e altrettanti dalla Francia, con 400 da altri paesi. Tra le pagine più visitate quelle della galleria delle immagini e degli spazi dedicati a Giochi e Città.
Insomma dati incoraggianti anche per un futuro sviluppo del canale di comunicazione via internet.

Salvatore Zenobi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 25/10/2011 @ 17:26:41 in - Politica, linkato 643 volte)
Alla cortese att.ne del Sindaco
Alla cortese att.ne del Presidente del Consiglio Comunale
Alla cortese att.ne del Segretario comunale
Alla cortese att.ne dell’Assessore allo Sport Simona Vitali
 
E p.c. alla Giunta comunale
 
 
Interrogazione sul rispetto dei termini della convenzione stipulata tra Virtus Gualdo Calcio ASD e Comune di Gualdo Tadino per la gestione della palestra della Scuola Media Statale “F. Storelli” in orario extracurricolare.
 
  • Vista la delibera di Giunta n. 266 del 19/10/2009 in cui si autorizzava il proseguimento della esternalizzazione del servizio in oggetto;
  • Visto il verbale della commissione giudicatrice per l’affidamento del servizio del quale risulta aggiudicataria la ASD Virtus con la seguente offerta: tariffa oraria euro 10,50 rimborso orario per il Comune euro 5,75;
  • Vi9sta la determinazione n. 77 del 27/10/2010 con la quale viene stipulata la convenzione tra Comune e ASD Virtus nella persona del Presidente Massimiliano Prosciutti;
  • Vista la corrispondenza intercorsa tra alcune società sportive, la Scuola Media “F:Storelli” e il Comune, nella quale si lamenta un non rispetto dei termini della convenzione per quanto riguarda la manutenzione della palestra (pulizia, aerazione ecc.);
  • Visto che a tutt’oggi ci risulta che, nonostante le società sportive abbiano versato alla ASD Virus la quota pattuita di euro 10,50, la società stessa non ha mantenuto l’impegno di versare al Comune euro 5,75 orarie come da convenzione;
 
chiediamo
 
all’Assessore competente come intende muoversi l’amministrazione comunale per il recupero della cifra dovuta e per la copertura delle spese relative al ripristino delle condizioni igienico – sanitarie della palestra.
 
In attesa di chiarimenti porgiamo distinti saluti.
 
 
I consiglieri del PDL

 

NOTA :

Troppo spesso i colleghi del Pd hanno alzato il ditino contro gli attuali amministratori, sebbene senza autorevolezza alcuna, accusandoli a più riprese di non espletare il loro compito al meglio, prodigandosi con consigli, ammonimenti che di fronte a quanto illustrato in questa interrogazione ci lascia alquanto interdetti.
qualcuno di quelle "autorevoli" voci avrebbe voluto addirittura fare il Sindaco... per fortuna sono stati i suoi stessi elettori, quelli che lo conoscono meglio, a bocciarlo sonoramente.
Ora ci auguriamo che chi ha il ruolo di minoranza nella minoranza eviti interventi fuori luogo, impari ad amministrare almeno una piccola società sportiva prima di sputare sentenze prive di fondamento che da oggi ci sembreranno, se mai fosse possibile, ancor più insignificanti di prima.

PDL Gualdo Tadino

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Di Riccardo (del 21/05/2013 @ 17:26:26 in - Acqua, linkato 225 volte)

L’amico Gianluca Graciolini se l’è presa a male per la mia breve nota di cronaca con la quale ho riportato un mio articolo del novembre 2009 (non ho fatto commenti di sorta) e sinceramente non capisco perché.
Nel mio articolo precedente, partendo proprio da quanto scritto da Graciolini che riporto testualmente (“La Giunta - di Vicopisano- aveva infatti deliberato non solo che Acqua e Terme di Uliveto spa avrebbe dovuto pagare per l’acqua minerale che imbottiglia nella stabilimento di Uliveto Terme, ma ha anche stabilito un canone di 1,70 euro per mille litri d’ acqua, vicino al limite “massimo” individuato dalle legge regionale, che apre una finestra tra 0,5 e 2 euro per metro cubo”) avevo soltanto detto che sarebbe stato opportuno tirar fuori da qualche cassetto la proposta di legge regionale partita da Gualdo Tadino.
Non ho molte qualità ma tra quelle che ho mi riconosco quella di saper leggere l’italiano e, da quanto riportato da Graciolini (non ho letto altro sulla materia in questa occasione), deduco che il punto di partenza sia la diversa legge regionale adottata dalla Toscana.
L’aver ricordato che su questa materia nel 2009 c’è stata una proposta di legge (mai portata in discussione in consiglio regionale non so per responsabilità di chi) dell’allora capogruppo di Forza Italia Roberto Morroni è soltanto un esercizio di corretta informazione e lo avrei fatto anche se a presentare la legge fosse stato Graciolini e chiunque altro di qualsiasi altro partito (tra le poche altre qualità che mi riconosco c’è quella di separare la politica dall’informazione che mi sforzo di proporre nel modo più corretto possibile).
Quanto alle altre considerazioni di Graciolini non spetta a me entrare nel merito perché appartengono alla sfera politica.
Posso solo dire che quello sollevato dal capogruppo di Sel (cioè che la Rocchetta darebbe poco a Gualdo) è un problema che nella nostra città viene dibattuto da 20 anni e nessuna amministrazione (nemmeno quelle cui Graciolini ha preso parte direttamente come assessore) ne è venuta a capo. Suppongo che il comune di Vicopisano nella sua azione sia stato agevolato dalla diversa formulazione della legge regionale della Toscana e che, quindi, si debba andare in quella direzione. Se non va bene la proposta di legge Morroni se ne formuli un’altra più adeguata ma si vada sul concreto, perché altrimenti, chi legge, ci capisce sempre di meno.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/12/2006 @ 17:26:17 in - Sanità, linkato 1281 volte)

Nel corso della conferenza stampa di fine anno il sindaco Angelo Scassellati ha annunciato il rinnovo del consiglio di amministrazione dell'EASP che è così composto: Bartoccioni Francesco (che sarà il Presidente), Turchetti Linda, Guerrieri Mauro, Gramaccia Maria Paola, Villa Oliviero.
La cosa, però, non finirà qui.
Fausto Cambiotti non si dimetterà e quindi non è facile prevedere come andranno le cose perché ci sono implicazioni anche di carattere giuridico.
Fausto Cambiotti, nel frattempo, ha inviato al sindaco, alla giunta ed ai consiglieri comunali una relazione sulla situazione finanziaria dell’Ente.
La relazione ve la proponiamo integralmente:

Al Sindaco del Comune di Gualdo Tadino
Alla Giunta del Comune di Gualdo Tadino
Al Presidente del Consiglio del Comune di Gualdo Tadino
Ai Consiglieri del Comune di Gualdo Tadino

Come Presidente e Legale Rappresentante dell’EASP (Ente per l’Assistenza ed i Servizi alla Persona) di Gualdo Tadino, mi correva l’obbligo, insieme al Consiglio di Amministrazione, così come imposto dalla legislazione in materia, di predisporre entro il 31/12/2006 la Discussione ed eventuale Approvazione del Preventivo di Bilancio per l’anno 2007.
Nella stesura dei lavori di preparazione di tale Preventivo, lavori che hanno coinvolto ovviamente pure il Direttore Amministrativo dell’Ente e Tutti coloro che in qualche maniera potevano apportare un contributo tecnico e culturale, lavori che avrebbero dovuto culminare nel Consiglio di Amministrazione, convocato dal sottoscritto per il giorno 28/12/2006, sono emerse difficoltà di ordine economico – amministrativo, praticamente insormontabili.
L’ultimo Consuntivo di Bilancio approvato lascia emergere un disavanzo di Bilancio pari a 386.281 euro; a questo disavanzo va aggiunto un debito che l’Ente ha contratto assumendo, in due operazioni distinte, un mutuo “interno” ventennale di 1 milione di euro, a cui dobbiamo sommare ciò che l’Ente deve alla Cooperativa di Servizi ASAD, per i Servizi, appunto, forniti, che ad oggi ammonta a 980.000 euro.
Da una verifica più dettagliata, possiamo evincere, pur trattandosi di freddi ma necessari dati amministrativi che nulla hanno a che vedere con le umanissime esigenze degli Ospiti della Struttura, che un Ospite, ogni giorno, costa alla Struttura 109 euro, per un ricavo pari a 86 euro. Essendo il numero di giornate di ricovero in un anno, sotto varie forme, di circa 25.000, è facile calcolare un disavanzo superiore a 500.000 euro. E’ evidente che che l’Ente, stando così i fatti, non può che continuare ad accumulare debiti. Pertanto s’impongono profonde riflessioni sulla validità delle scelte amministrative ed di indirizzo gestionale dell’Ente avvenute negli ultimi anni, che hanno portato ad un dissesto economico-finanziario insanabile con le sole forze economiche dell’Ente stesso; vista la capacità mutuabile dell’Ente praticamente nulla, vista l’esigua portata dei beni immobili di proprietà dell’Ente, ampiamente insufficienti per tentare una qualsiasi operazione di risanamento proporzionata al dissesto economico in atto, soltanto un intervento esterno dell’Amministrazione Comunale (ad esempio, alla stessa maniera di ciò che è avvenuto per l’ESA), o di altre istituzioni Pubbliche o Private, che ad oggi comunque non è possibile vedere all’orizzonte, potrebbero risanare un Bilancio, altrimenti insanabile.
Crediamo doveroso l’intervento dell’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino, perché anche in questo caso, così come per l’ESA, si tratta di un Servizio da cui non si può prescindere, che vede coinvolti, tra l’altro, più di 60 Operatori ed un Indotto piuttosto consistente.
Le iniziative di carattere gestionale – amministrativo e culturale,insieme ai progetti già redatti e realizzabili intraprese dal Consiglio di Amministrazione, presieduto dal sottoscritto, avrebbero potuto condurre in tempi relativamente brevi, ad un attivo della “gestione ordinaria”, ma sarà comunque impossibile in periodi amministrativamente accettabili, colmare il baratro economico sin qui scavato.
Ricordiamo alcune delle scelte già effettuate, che molto possono sul versante di un nuovo modo di gestire l’Ente, ma che purtroppo poco influiranno, a breve, dal punto di vista economico:

- la scelta del Geriatra a tempo pieno, che ricopre anche il ruolo di Direttore Sanitario della Struttura

-verifica accurata dei vari ruoli degli Operatori formando e qualificando il Personale

-lotta al precariato, tramite un percorso già condiviso con il Sindacato

-riconoscimento agli Operatori della qualifica per cui svolgono effettivamente il servizio

-nuove figure quali il Logopedista, il Nutrizionista e l’Animatore, necessari per un miglioramento delle condizioni psico-fisiche degli Ospiti

-miglioramento dell’Informazione e della Comunicazione (Convegnistica, Sito Internet, Pubblicazione dei Racconti degli Ospiti, ecc.)

-Progetti già redatti e pienamente condivisi con l’A.S.L. competente per territorio e con la Cooperativa erogatrice dei servizi, su 1) reale attivazione del Centro Diurno 2) organizzazione dell’Assistenza Domiciliare 3) attività residenziale permanente per Disabili Adulti.

-Approntamento di un piano di risanamento che vede due versanti: da un lato tentare di raggiungere nel più breve tempo possibile l’attivo nella gestione, rinegoziando la convenzione con l’ASAD, uscendo dalle anomalie gestionali che riguardano la cucina e la lavanderia, attribuendo le vari utenze al Comune, modificando l’Offerta ( ridimensionamento o annullamento dell’RSA, attuazione del Centro Diurno, realizzazione dell’Assistenza Domiciliare, Residenza per Disabili Adulti, ecc.), dall’altro, coinvolgimento a pieno delle Istituzioni, del Comune in particolare, dell’ASAD o di altre Cooperative di Servizio che oggi già operano nell’Ente, per formare una società di Capitali; non secondario il fatto che siamo in attesa della legge regionale che regoli l’intera disciplina.
Ad oggi però, in attesa che l’attuale gestione ed impostazione avrebbe potuto portare i suoi frutti, con l’obbiettivo, ripetiamo, di non accumulare altri debiti, affermato anche dal Direttore Amministrativo, siamo nell’impossibilità di formulare ed approvare un Preventivo di Bilancio, che la Legge ci dice dover essere in pareggio.
Noi, in considerazione anche di residui attivi trascinati negli anni per alcuni dei quali vi era l’assoluta certezza della non riscossione da parte dell’Ente e che hanno però reso il disavanzo di bilancio più “leggero“ di quanto fosse in realtà (contributo promesso e mai dato della Farmacia Comunale pari a 3800 euro, un residuo di 60.000 euro di cui ad oggi non è stata ancora ben spiegata l’origine, un residuo di 68.000 euro dall’ASL n° 3 Regione dell’Umbria su cui esiste un contenzioso ma su cui il Direttore Generale dell’ASL n°3 ha già scritto argomentando dettagliatamente, che nulla deve) e che ora , anche perché divenuta improrogabile l’esigenza di giungere ad una gestione da finanziaria ad economica del Bilancio, dovremo per forza di cose “risolvere”, arretrati dovuti al Personale dipendente dell’En te così come previsto dal Contratto Sanitario Nazionale, non onorati nei tempi previsti che invece ci ritroviamo necessariamente ad erogare ora, ecc.), tutto ciò ci permette sin da ora di conoscere la portata del disavanzo a consuntivo finale. E non perché ci attribuiamo qualità di veggenza, ma semplicemente perché sappiamo che le spese sono determinate all’83% dal Personale e che le entrate derivano quasi esclusivamente dalle Rette; è facile quindi ipotizzare la situazione finanziaria, come è altrettanto facile comprendere che è impossibile ipotizzare e preventivare un Bilancio a pareggio a meno di interventi straordinari che derivino dall’esterno. Per quanto capacità e fantasia possa avere chi amministra, non potrà certo fornire ricette miracolose.
Semmai c’è da chiedersi come mai si sia giunti ad un punto di non ritorno, accumulando debiti su debiti, in un contesto di assoluto isolamento ed autoreferenzialità, senza che nessun Organismo Ufficiale abbia controllato e fermato in tempo il percorso che ha portato a questo completo dissesto. Ad onor del vero, un componente del precedente Consiglio di Amministrazione, l’allarme lo ha lanciato in più occasioni.
L’avere dato un taglio di carattere fortemente sanitario alla struttura, l’averne voluto fare un mini Ospedale, ha comportato una organizzazione, soprattutto in termini di Personale, sproporzionata rispetto alle capacità economiche dell’Ente. Oggi ci ritroviamo con Operatori sia a tempo indeterminato che determinato, che in un progetto serio di risanamento economico-finanziario della Struttura, si troverebbero in una situazione di disagio totale. Si dovrebbe pensare ad un processo di Mobilitazione verso l’A.S.L. ad esempio, se esistenti le possibilità, che ad oggi non intravediamo, visti i probabili esuberi di Personale derivanti dall’apertura dell’Ospedale di Branca.
Riteniamo giusto, che tutto ciò che ha condotto in maniera chiara ed inconfutabile al dissesto, venga fortemente ridimensionato o per sempre evitato: reputiamo la Residenza Sanitaria Assistenziale e la sua necessaria organizzazione in termini di numero di Operatori e di servizi erogati, la maggior causa di tale dissesto. Pur riconoscendo la qualità del Servizio erogato e la bontà e professionalità di quasi tutti gli Operatori, non possiamo non comprendere l’inadeguatezza del progetto finanziario che accompagna tale Servizio. La R.S.A. deve rientrare nel suo alveo naturale che è quello degli Ospedali e del Servizio Sanitario Nazionale, insistere per avere addirittura assegnati 10 posti in più di R.S.A., significherebbe affossare ancora di più, ammesso che sia possibile, l’Ente. Servizi se vogliamo anche con carattere innovativo e di prestigio come la R.S.A., dovevano prevedere, prima di essere attuati, un programma finanziario e di garanzia che evidentemente non c’era.
L’avere tra l’altro stipulato un contratto “ad orario” e non “a progetto” con la Cooperativa ASAD, è un’altra scelta, dal punto di vista economico, incomprensibile.
Pertanto è impossibile preventivare un bilancio in pareggio a meno di “inventare” voci in entrata che mai troveranno riscontro nella realtà e di scrivere falsità. Soltanto un intervento di carattere economico esterno di uno spessore tale da colmare il disavanzo previsto, potrebbe permettere all’Easp un ristabilimento della rotta finanziaria.
Gli interventi posti in atto da questa Amministrazione e quelli in predicato, avevano (e sicuramente torneranno ad averlo) come massimo obbiettivo, come detto, quello di giungere al pareggio della gestione ordinaria, cioè di non accumulare, ammesso e non concesso, altri debiti, ma nulla potrebbe in un piano serio di risanamento dell’Ente, vista l’entità dei debiti accumulati.
Ribadiamo che l’isolamento dell’Ente e la sua ingiustificata autoreferenzialità, non ha consentito tra l’altro, pur gestendo soldi anche di provenienza pubblica, di comunicare periodicamente la situazione finanziaria e gestionale (non vi è traccia) alla Regione dell’Umbria, all’A.S.L. competente per Territorio, all’Amministrazione Comunale ( ad eccezione di una silenziosa pubblicazione all’albo Pretorio del Comune che non vuol dire certamente azioni condivise e compartecipate) ; non vi è stato, a quanto sembra, nessuna azione di raccordo e nessun percorso partecipato e condiviso con le Istituzioni.
Il sottoscritto non intende peraltro avallare situazioni o tacere su questioni che meritano una indagine ed un approfondimento da parte di chi ha competenze, autorità e ruolo istituzionale per farlo.
Non siamo certi e pienamente convinti, sull’appropiatezza di alcune scelte amministrative e gestionali fatte; ciò potrebbe dipendere dalla nostra incompetenza, ma anche chi competenze in merito ne ha, e svolge un ruolo appropriato per pronunciarsi, non è riuscito a fugare alcune perplessità, riguardanti, appunto la gestione dell’Ente. Pertanto, nel dubbio, non possiamo che rivolgerci a chi ha il compito istituzionale di fare chiarezza.
Restiamo a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti dei vari argomenti, alcuni dei quali veramente singolari; chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di Gualdo Tadino di poter riferire di persona all’intero Consiglio, come massima Assise della Città, reputando importante che i Cittadini gualdesi vengano a conoscenza una volta per tutte della reale condizione economica-finanziaria e gestionale dell’Easp.
Una curiosità: osservando le generalità degli Operatori, si possono ricostruire interi Alberi Genealogici, ma si sa, a volte il caso è bizzarro.
Siamo pienamente consapevoli dell’importanza storica e sociale di questa Struttura ed abbiamo pieno rispetto e considerazione degli Operatori e degli Ospiti, ma sono lo stesso rispetto e considerazione che nutriamo per i Cittadini gualdesi, gli stessi Cittadini che con il loro consenso ci hanno consentito l’onorato privilegio di amministrare, ed è proprio per questo che intendiamo fare definitiva chiarezza. Riserveremo un linguaggio più consono agli argomenti trattati, argomenti in gran parte tecnici, nei luoghi e nei tempi opportuni, e così per la necessaria documentazione, nella speranza nel frattempo di essere stati chiari ed espliciti.
Non faccio commenti sulle revoche attuate dal Sindaco nella giornata di oggi al sottoscritto e a ciò che resta del Consiglio di Amministrazione dell’Easp, li lasceremo fare anche questi nelle sedi dovute.

Gualdo Tadino li, 28/12/2006 


Il Presidente dell’EASP 
Dottor Fausto Cambiotti

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/02/2011 @ 17:25:12 in - Giochi de le Porte, linkato 359 volte)

Porta San Facondino guarda al futuro e da vita al comitato di Porta dei Giovani
Palio di Primavera: i Priori giovani, Aurora Capecci e Edoardo Ridolfi

Porta San Facondino guarda al futuro e da vita al comitato di Porta dei Giovani. Sulla scia del Palio di Primavera dello scorso anno il comitato della Porta gialloverde ha deciso di far nascere un gruppo di giovanissimi portaioli per dar vita a una serie di attività per avvicinare i più giovani alla Porta.
Si è deciso di partire da coloro che in occasione del Palio di Primavera hanno ricoperto la carica di Priori, Edoardo Ridolfi e Aurora Capecci, coinvolgendo accanto a loro i giovani di Porta San Facondino.
É stata effettuata una prima riunione e si partirà a breve con una serie sistematica di iniziative che punteranno a dar nascere un'attività  indipendente dei più giovani che faccia attecchire già dai più piccoli le radici di quelle che sono le eccellenze di Porta San Facondino e, in definitiva,  farli innamorare dei colori gialloverdi.
Con i più giovani alcuni membri del Comitato direttivo di Porta San Facondino metteranno in campo una serie di iniziative che vanno dalla conoscenza della storia dei Giochi de le Porte in generale, alle attività manuali presso la sede del Corteo Storico e la Taverna. Parallelamente si darà vita anche a un gruppo di giovanissimi giocolieri che va nel solco di un'azione impostata da qualche anno di far crescere fin da piccoli la cultura dei Giochi, che passi attraverso il viverli tutto l'anno e non limitatamente al periodo di settembre.
I  ragazzi che si sono già riuniti si sono detti entusiasti della cosa ed hanno già proposto diverse idee su quello che potranno fare per il futuro.
“Si tratta di un'iniziativa di cui parlavamo da tempo cui abbiamo voluto dar vita subito con l'insediamento del nuovo Comitato di Porta convinti che bisogna seminare oggi per raccogliere i frutti nel futuro e che quindi occorre lavorare con i giovani in tale direzione per far crescere, in tutte le direzioni, la nostra straordinaria manifestazione – commenta il priore Fabio Pasquarelli.
A breve sarà reso noto un calendario degli incontri in maniera tale da poter facilitare la partecipazione da parte di tutti.
“Si tratta di un'iniziativa che vogliamo portare avanti con un occhio al Palio di Primavera e uno al futuro della Porta,  invitiamo pertanto tutti i giovani di Porta San Facondino ad aderire a questo progetto contattando i Priori e i membri del Comitato per ottenere tutte le informazioni necessarie per partecipare a questa attività del Comitato dei Giovani di Porta San Facondino – conclude il priore Fabio Pasquarelli.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 04/10/2008 @ 17:24:13 in - Accade a Gualdo, linkato 1785 volte)

Gualdo Tadino - Chi saranno gli attori della prossima campagna elettorale?Passata la sbornia di commenti e discussioni sugli eventi dei recenti giochi delle porte, ora il dibattito sta ritornando sull'unico argomento caro ai blogger gualdesi: le prossime elezioni amministrative di Gualdo. Chi saranno gli attori della prossima campagna elettorale, se ci saranno nuovi nomi, nuove idee ed se qualcuno sarà in grado di portare aria nuova. Ufficialmente tutto tace, nessuno sembra esporsi direttamente. Così aspettando che gli addetti ai lavori escano allo scoperto con i loro programmi e protagonisti, non ci resta altro che farci in questi blog locali la solita chiacchierata da bar. Siccome tentare di fare qualcosa di propositivo e' molto lontano dalle possibilità di un blog (non parlo di questo blog ma di tutti i blog locali), possiamo continuare a percorrere la strada dell'analisi. Quali sono le aspettative dei cittadini di Gualdo nei confronti dei prossimi amministratori? Quali sono le priorità su cui intervenire? Se ognuno di noi risponde a queste domande con idee ben precise (non soluzioni) potrà confrontare le proprie aspettative con i programmi dei vari candidati e ciò aiuterà a prendere meglio una decisione. Non subire i programmi passivamente, ma usarli come metro di giudizio per decidere per chi votare ed in seguito per misurare l'efficacia e la capacità amministrativa dei futuri eletti. Certo, oltre ad avere aspettative e programmi, bisogna avere una leadership di fiducia e decidere chi meriterà più fiducia nel trasformare le parole (programmi) in azioni (interventi reali) sarà la parte più difficile.
Siccome possiamo solo parlarne, io suggerirei di aprire vari argomenti(come occupazione, situazione economica, infrastrutture, promozione, sicurezza, sviluppo etc) in post separati ed incominciare a vedere cosa la gente gualdese si aspetta in ognuno di questi campi. Non soluzioni (ci pensano i candidati a dare soluzioni con i loro programmi), ma una lista di aspettative. Cosa c'e' che non va ed andrebbe cambiato e cosa c'e' che va bene che andrebbe conservato e migliorato?
Quando usciranno i programmi elettorali, potremo confrontare quei programmi (e le loro priorità) con le aspettative e vedere almeno quanto i candidati si avvicinano alle speranze della gente. Potrà essere un confronto sia generale che a livello personale. Sarà anche un metro per vedere quanto i futuri eletti lavoreranno e con quali risultati a quello che i cittadini vogliono veramente. Usare i fatti e non le parole per costruire e giudicare.

Mauro Monsignori

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 03/04/2012 @ 17:24:02 in Società, linkato 241 volte)

FESTA DEI NONNI: Premio Letterario NazionaleNoceto (PR) e i nonni: un binomio che pare essersi ormai consolidato grazie all’azione forte che il nostro paese ha avuto nell’iter di istituzionalizzazione della festa, che è stata inserita qualche anno fa tra quelle nazionali, proprio a sancire il ruolo fondamentale della figura dei nonni, che sono un “pilastro” nell’organizzazione della nostra società.
E a fianco di una festa che dal 2005 a Noceto viene celebrata “alla grande” nella prima domenica di ottobre, si è voluta da subito inserire un’iniziativa di carattere culturale rappresentata da un concorso letterario, rivolto a tutti i nonni d’Italia che quest’anno ha raggiunto la sua sesta edizione, volto a creare attraverso gli scritti dei nonni un grande affresco di vita vissuta che si colloca temporalmente lungo l’arco di tutto il Novececento.
Il tema scelto per quest’anno è “Un amore d’altri tempi”; un invito ai nonni a raccontarci attraverso un racconto le emozioni legate alla loro storia d’amore, ed a trasmettercene il ricordo.
Siamo convinti che uscirà qualcosa di molto interessante: la tragedia della guerra raccontata attraverso ricordi e sentimenti che neppure il passare del tempo è riuscito a sopire, un ordito di vita che non si legge sui libri di storia ma che certamente saprà regalarci grandi emozioni.
Cari nonni, buon lavoro a tutti.

Festa nazionale dei nonni Legge 31 luglio 2005, n.159
“Istituzione della Festa nazionale dei nonni”
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:
Art. 1
1. E’ istituita la “Festa nazionale dei nonni” quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale.
2. Regioni, province e comuni in occasione della festa di cui al comma 1 possono promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, iniziative di valorizzazione ...

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/11/2012 @ 17:22:59 in - Scuola, linkato 273 volte)

IN VIAGGIO CON LA FANTASIA - Gualdo TadinoSCUOLA D’INFANZIA E SEZIONE PRIMAVERA
“ISTITUTO BAMBIN GESU’”
- GUALDO TADINO –

“In viaggio con la fantasia”
alla scoperta di culture diverse attraverso il “C’era una volta “

open day lunedì 12 novembre 2012

- 8 novembre 2012 - Una mattina insieme, per conoscersi meglio ed imparare quanti volti, colori, sapori, suoni diversi ha il piccolo mondo che ci circonda.
Anche quest’anno la Scuola d’infanzia e la sezione Primavera dell’Istituto Bambin Gesù di Gualdo Tadino promuovono una mattinata aperta per lunedì 12 novembre dalle ore 10 alle ore 12 presso il plesso scolastico di via Cesare Battisti.
Invitate a partecipare tutte le famiglie dei bambini, ma anche e soprattutto coloro che vogliono conoscere più da vicino questa scuola d’infanzia che da oltre mezzo secolo si occupa dei bambini nella fascia d’età 3 – 5 anni e da qualche tempo a questa parte ha aperto, con successo crescente, una sezione dedicata ai piccoli di 2 anni.
”In viaggio con la fantasia. Alla scoperta di culture diverse attraverso il C’era una volta” ” il titolo della mattinata, che prevede un approfondimento del progetto educativo dell’anno scolastico 2012-2013 incentrato sulla interculturalità.
In particolare, ogni classe della scuola presenterà usanze e costumi di un paese straniero, attingendo – e qui la peculiarità del progetto – alle conoscenze di quei genitori di origine non italiana che la scuola può annoverare.
Ecco allora che i più piccoli della sezione “primavera” presenteranno la Cina, quindi a salire con l’età, le “coccinelle “ l’Egitto, gli “scoiattoli” il Brasile, le “api” la Polonia.
Saranno i genitori di origine straniera, insieme alle insegnanti, a condurre, come novelli Peter Pan, i bambini in un viaggio della fantasia attraverso le favole caratteristiche dei rispettivi paesi di origine.
A seguire, un pezzo di mondo servito a tavola, con i piatti tipici, in particolare dolci, di ciascuno dei quattro paesi di provenienza presentati agli ospiti, dai celebri involtini primavera cinesi, al baklava egiziano con granella di noci, dal cocada brasiliano a base di cocco, al gustoso sernik polacco con spruzzata di formaggio .
E dopo l’assaggio delle prelibatezze, spazio alle musiche tipiche di ciascun paese, dai valzer di Chopin, alla samba carioca, passando per le melodie tintinnanti cinesi alle danze ritmate egiziane.
Non mancheranno i costumi, coloratissimi, della cultura popolare.
Un modo, questo, per alimentare la già insaziabile curiosità dei bambini, aiutandoli a scoprire il mondo che li circonda, cominciando con il guardare ed apprezzare ciò che hanno più vicino, il compagno di giochi con l’occhio a mandorla o l’amico del cuore che parla due lingue.
Tutto ciò reso possibile dalla fattiva collaborazione dei genitori che rivestono un ruolo fondamentale, insieme ai bambini, al corpo docente e non, nella grande famiglia dell’Istituto Bambin Gesù.
Benvenuti a tutti.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 01/08/2008 @ 17:20:46 in - Chicche gualdesi, linkato 1482 volte)

Gualdo Tadino by Allegra Combriccola - Mauro Mordenti precisa!Ciao a Tutti, l’ora è un po’ tarda ma sono obbligato a rispondere al caro amico U.D.C. che con la sua uscita in cui trovo solo un po' di cattiveria e forse anche invidia, è andato a toccare un tasto di cui sono particolarmente orgoglioso. Non volevo fare dei commenti direttamente essendo il coordinatore della Lega Nord Gualdo Tadino, infatti il mio compito è, e rimane quello di informare di come e cosa fa la Lega. Ma siamo andati ad intaccare il personale, pertanto credo sia opportuno a questo punto dare tutte le informazioni riguardo la mia persona. Innanzitutto al popolo leghista non è stato dato nessun CAPO, dato che il popolo leghista è libero di fare ciò che vuole ( logicamente sempre nel rispetto altrui, questo mi è stato detto da chi è sopra di me) pertano tutto ciò che io comunico alla gente di Gualdo è di MIA PROPRIA iniziativa, mentre nell’U.D.C. ( camuffato precedentemente nel vecchio Nuovo Rosone di cui ho fatto parte nelle precedenti amministrative, e si sapeva che io ero da sempre Lega Nord, devi fare RIFERIMENTO al CAPO). Vedi, le persone che ora stanno scrivendo nel blog quelli della Lega, sono liberi di dire ciò che sentono, perché la Lega è formata da un popolo libero come me che sono di sangue ROMAGNOLO, (mio padre è di Galeata prov Forlì, città famosa ultimamente perché nelle ultime elezioni politiche ha vinto la Lega, pensate che i compagni prendevano il 70%) lo sai che il romagnolo è , e si definisce popolo libero? La terra di Romagna si è sempre ribellata alle invasioni di altri poopoli,e nell’ultima guerra i partigiani romagnoli sono stati i più tenaci d’Italia (ciò me lo stavano raccontando proprio Sabato passato a Cesena, visto che ero ospite a casa di amici ROMAGNOLI). E se vogliamo continuare a parlare di popoli liberi, guarda un’po’ ho spostato una donna Thailandese e, lo sapete che anche i thailandesi sono veramente considerati popolo libero? Perche? Vi chiederete. Perché la Thailandia è l’unica nazione al mondo che non è mai stata COLONIZZATA. Mia moglie quando ha letto le due righe scritte dal povero U.D.C. ci è rimasta molto male, la prima cosa che mi ha detto …un’po’ imbarazzata…. Ma io sono cittadina italiana… C’è qualche clandestino thailandese in Italia? Lo sapete che per far venire regolarmente in Italia mia moglie ci sono voluti 3 mesi? Lo sapete che quando sono andato all’ambasciata d’Italia a Bangkok (parliamo di 11 anni fa) per avere informazioni su cosa fare, per far venire in Italia mia moglie nel più breve tempo possibile e quale è stata la risposta delle autorità preposte al rilascio dei visti? Se vuole far presto, la faccia passare per la Germania oppure la metta su un barcone e la faccia entrare come clandestina…!? Caro U.D.C. hai mai provato ad alzarti alle 3 di notte ed andare alla Questura di Perugina a fare la fila per riuscire ad entrare alle 8 per rinnovare un Visto? Lo sai di chi è la colpa di tutta questa DISORGANIZZAZIONE? NON TE LO DICO? Perché il rimedio è nel mio programma della Lega Nord che presenteremo alle prossime elezioni amministrative!!!! Ora visto che siamo in tema, vorrei rispondere anche a quel comunista fan di Graciolini. A proposito di Comunisti, mio nonno era uno dei più grandi Comunisti di Gualdo ve lo ricordate Caramella? Ritornando al fan di Graciolini, il cui dice che i leghisti non sono come i compagni, ti vorrei far presente che il sottoscritto, dal 1997 anno in cui ho conosciuto mia moglie in Thailandia, sconvolto dalla situazione di povertà in cui si trovano i bambini thailandesi, ho iniziato un’opera di beneficenza. Io tutti gli anni nel mese di Gennaio vado in Thailandia, quando arrivo la nostra casa (situata all’interno della più grande piantagione di cocco della thailandia) si popola di bambini. Durante l’anno con mia moglie ci mettiamo da parte un’po’ di soldi, quando arriviamo laggiù distribuiamo questo denaro ai bambini che ci vengono a trovare, sappiate che loro non sanno cosè il Natale, la Befana ecc. e non potete capire cosa significa fare questo gesto…. Poi tre o quattro volte vado nella scuola del villaggio a parlare in inglese con i bambini, quando arrivo sono tutti li fuori ad aspettarmi, stò con loro un paio d’ore e quando me ne vado ogni volta mi si spezza il cuore… Un anno con la collaborazione di alcuni negozi di Gualdo a cui diedi dei salvadanai, raccolsi denaro tanto da riuscire a fare una dignitosa casetta ad una famiglia che viveva in una baracca non lontano dalla nostra casa. Il 14 di Gennaio in Thailandia è la festa dei bambini, ed anche lì torno nella scuola e compro gelati, patatine ecc per tutti. Thailandesi, Cambogiani, Vietnamiti e tutto il popolo del sud est asiatico ricco di una dignità sconcertante! OK U.D.C.? Piuttosto vi ricordate quando fino a poco tempo fa dicevate MAI CON I COMUNISTI!!! Addirittura uno di voi viene da AN! Ora gli strizzate l’occhiolino. qualcuno si stà rigirando nella tomba!! Lunedì 4 ci sarà il primo incontro ufficiale dei simpatizzanti della Lega, venite e vedrete l’entusiasmo della nostra gente. Forza che questa volta Gualdo la sistemiamo….!

Mauro Mordenti

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/02/2013 @ 17:20:20 in - Scuola, linkato 212 volte)

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO: comunicato della E' diventato un piacere leggere i comunicati del PD locale. E' addirittura divertente e in parte commovente il tentativo di speculare su ogni questione, con una foga e conseguente superficialità che ricorda molto il tifo da stadio.
Sulla questione del dimensionamento scolastico abbiamo detto e fatto molto. Proposte concrete naufragate dietro sollecitazioni carbonare, arrivate in Regione dai salvatori della Patria piddini locali. Regione che si è dovuta accollare la responsabilità di aver lasciato in uno stato di precarietà evitabile le nostre scuole.
E' stata disattesa la volontà espressa dal massimo organo rappresentativo cittadino: il consiglio comunale.
Forse i consiglieri comunali del PD locale hanno dimenticato tutto lo sforzo prodotto da questa amministrazione per non far cadere nel vuoto le preoccupazioni di tanti insegnanti e tanti genitori, che vedevano con disappunto la situazione di reggenza che si era prodotta alla Storelli durante la scorsa estate.
Reggenza che si era resa necessaria poiché i numeri non riuscivano a garantire l'autonomia della scuola, al di sotto della soglia minima prevista.
E noi ben sapevamo che la musica non sarebbe cambiata per il 2013. Le iscrizioni sono in calo per via di molteplici fattori, uno fra tutti l'inversione di tendenza dei flussi migratori in entrata e in uscita da parte di famiglie non italiane. La mancanza di prospettive future ha prodotto molte partenze e questo ha determinato un calo della popolazione scolastica, che noi avevamo ben considerato.
Il PD locale parla di immobilismo da parte di Sindaco e Assessore, stessi soggetti che si sono adoperati per oltre un anno al fine di trovare una soluzione non indolore ma necessaria alla salvaguardia dell'offerta formativa della città. Scelta che non è piaciuta ai colleghi d'opposizione, che hanno preferito non produrre alcuna soluzione alternativa, arroccandosi sull'aventino ad attendere non si sa bene cosa, preferendo lasciare la Media Storelli ad un altro anno di reggenza. Loro hanno determinato questo! Non la Giunta Morroni! Loro hanno chiesto un anno di riflessione, un periodo d'attesa, per ragionare di cose che non conoscono e non si sforzano di conoscere.
Non ci sono alternative alle due soluzioni proposte all'attenzione del Consiglio Comunale. O scorporo di una parte della Direzione Didattica o accorpamento di quest'ultima alla Scuola Media. Non ci sono altri piani B. Non esistono scelte diverse da poter fare.
Questo perchè bisogna fare i conti con la spietata logica dei numeri. Non nasceranno più bambini nei prossimi anni, in grado di garantire l'autonomia della Storelli, anzi, le previsioni ci dicono l'esatto contrario.
I colleghi del PD parlano di attrarre studenti da altri territori, mettendo a disposizione non meglio specificati " servizi". Ci dicano a quali servizi si riferiscono. Quelli del trasporto? Già ci sono! Non viviamo nella giungla e gli spostamenti sono garantiti per tutti. Di quali altri servizi si parla allora? Per attrarre cosa? Lo sanno questi maghi della pubblica amministrazione che si parla di bambini di 11 anni? Lo sanno che non stiamo parlando di scuole superiori? E che a questa età si decide in base alla vicinanza dalla propria abitazione o al luogo di lavoro dei propri genitori? Come fanno a dire che i numeri ci sono quando la realtà ci parla di un solo studente del nostro comune iscritto in un comune limitrofo? E conoscono le motivazioni di tale scelta? Ma di cosa parlano questi signori? Possibile che non si rendono conto di quanto siano totalmente sganciati dalla realtà?
L'unica soluzione a questo stato di precarietà è procedere al più presto alla costituzione di un Istituto Comprensivo tra Scuole dell'Infanzia, Scuole Elementari e Scuola Media, così come sta avvenendo in tutta la Regione. Tale scelta porterà alla perdita di una dirigenza ma garantirà la presenza fissa di un dirigente unico, che avrà la propria sede in questa città e che non dovrà dividersi tra più territori..
Politica è saper decidere, anche quando le decisioni scontentato qualcuno.
Gli atteggiamenti dorotei dei politici d'opposizione locali non ci appartengono. Si facciano un bell'esame di coscienza e un buon bagno di umiltà, ammettendo di aver commesso un grave errore nel non aver caldeggiato una scelta coraggiosa ma necessaria, e ritornino sulle proprie posizioni se ci tengono veramente e non strumentalmente, al bene delle generazioni future gualdesi.

La Giunta

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 31/07/2008 @ 17:20:08 in - Ind. Comm. Artig., linkato 698 volte)

I delegati FIOM-CGIL dell’A.MERLONI di GAIFANA, dopo aver appreso la notizia dell’apertura dello scalo merci di GUALDO TADINO, ( tra l’altro fortemente voluto dall’azienda), esprimono un pacato ottimismo per il futuro, in quanto l’utilizzo dei trasporti su rotaia, dovrebbero andare ad incidere in maniera significativa sul costo del prodotto finito, abbassandolo sensibilmente rispetto al trasporto su gomma. Considerando pertanto le difficoltà che l’azienda ormai da anni sta attraversando, una notizia come questa può significare una svolta positiva , visto che accade anche nel momento in cui vi è un passaggio di consegne a livello dirigenziale, che vede come presidente la dott. GIOVANNA MERLONI, - a cui noi tutti facciamo un grosso in bocca al lupo, anche perchè dal suo successo ne verrà il nostro futuro,- che subentra al padre ANTONIO, che cogliamo l’occasione per ringraziarlo per quanto ha fatto e dato per oltre 20anni a questo territorio. Certo, qualche scontro - anche forte - c’ è stato, ma tutto nel rispetto dei ruoli, che alla lunga si sono dimostrati anche di aiuto su scelte e decisioni. Credendo quindi che un passo in avanti si sia fatto, i delegati FIOM-CGIL, invitano pertanto la Presidentessa ed il nuovo Consiglio d’amministrazione ad andare avanti anche nella ristrutturazione degli stabilimenti. Crediamo infatti, che sia giunto il momento di scrollarci di dosso l’etichetta di industria gestita artigianalmente. Per far questo secondo noi oltre ad attrezzarsi con mezzi idonei quali uffici ricerca, innovazione, marketing ecc., diventa indispensabile intervenire sull’ organizzazione del lavoro. Argomento questo che sarà fin dal rientro dalle ferie il nostro cavallo di battaglia. Pensiamo infatti che i prodotti che escono dallo stabilimento di GAIFANA, debbano e possono competere con prodotti di alta gamma con i marchi più prestigiosi, la dimostrazione sta nei negozi, dove sono esposti, non siamo secondi a nessuno. Dunque oltre alla pubblicità, bisogna intervenire sui tempi delle fasi di lavoro, (che non possono stare al disopra dei 60 secondi ma nemmeno sotto i 30), può essere quel l’ulteriore passo in avanti , per una ripresa vera e solida. Non ci resta che “rimboccarci le maniche” lo sa l’azienda il sindacato e soprattutto le lavoratrici ed i lavoratori, che in questi anni hanno dato tanto, sempre con l’auspicio della salvaguardia del proprio posto di lavoro.

Delegati fiom cgil

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/11/2011 @ 17:17:58 in - Ambiente, linkato 734 volte)

Ufficialmente inviata l’istanza al Commissariato Regionale agli Usi Civici per la ricostituzione della COMUNANZA Agraria APPENNINO GUALDESE"La storia di GUALDO TADINO" potrebbe cambiare per sempre! Dopo 35 anni i GUALDESI si riappropriano della gestione della propria montagna!!!
Ufficialmente inviata l’istanza al Commissariato Regionale agli Usi Civici per la ricostituzione della COMUNANZA Agraria “APPENNINO GUALDESE”, SCIOLTA CON UN ATTO PROBABILMENTE IMPROPRIO NEL 1976.
La Conferenza stampa sarà tenuta alla presenza dei firmatari l’istanza e del Comitato Pro Acqua Gualdo che ha avviato, sostenuto ed appoggiato l’intero percorso. Invitiamo tutti i GUALDESI a partecipare numerosi all’evento che entrerà nei libri di storia!!!
VENERDI’ ore 18.30 presso la Mediateca a Gualdo Tadino (accanto all’entrata della Taverna di Porta San Benedetto)

Alessandro Brunetti

NDR
In un post di qualche anno fa AC entrò nel merito degli "Usi Civici" con un post dove si evidenziava la legislazione:

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/11/2012 @ 17:17:57 in - Editoria gualdese, linkato 271 volte)

“EL PRESENTENO” - Teatro Don Bosco Gualdo Tadino

Venerdì prossimo, 30 novembre, con inizio previsto alle ore 21, presso il teatro Don Bosco di Gualdo Tadino, si svolgerà la serata di presentazione del libro “I Confratieglie de la tavola rotonna”, la seconda pubblicazione interamente curata ed edita da El Bollettino del Venerdì.
Anche per questo nuovo appuntamento teatrale, intitolato “El Presenteno” non ci sarà nessun biglietto da acquistare, poiché l'ingresso sarà a “offerta libera” ed il ricavato verrà devoluto alla missione in Bolivia di Don Leo.
Sarà lo staff di Magabald, il programma radiofonico di Radio Tadino, il protagonista assoluto sul palcoscenico del Don Bosco, con il fondamentale supporto di Marco Gubbini e Sandro Cusarelli alla direzione tecnica e regia video. Programma che tornerà in onda presumibilmente tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013, nei nuovi studi della radio gualdese, ancora in fase di allestimento al centro storico della città.
La presentazione del libro seguirà le caratteristiche già sperimentate all'inizio di quest'anno, con inserti video di trailers cinematografici, un cortometraggio, l'Intervallo in stile vecchia Rai, telefonate, collegamenti, scene di Piazza quotidiana, talent-show, esibizione di improbabili cantanti e musicisti, letture di alcuni passi del libro, tutto legato alla realtà ed all'attualità della vita cittadina e non, con buona parte della scaletta lasciata alla totale improvvisazione ed anche con qualche sorpresa, persino per gli stessi protagonisti.
Lo spirito di queste serate, infatti, è lo stesso cher anima la seconda pubblicazione e tutte le uscite del Bollettino, fatto di voglia di divertire e divertirsi, scherzare e ridere di e su tutto, con ironia e leggerezza, senza negarsi alla riflessione.
Il libro sarà in vendita già da venerdì prossimo durante l'appuntamento teatrale e, dal primo dicembre, presso la libreria Mondadori a Gualdo Tadino, che proprio insieme ad Erreti, collabora da sempre e sostiene ogni iniziativa del Bollettino.
Come di consueto, infine, si invitano quanti vorranno prendere parte alla serata a presentarsi “preciuttomuniti”, poiché la durata dello spettacolo varierà dalle due alla tre ore e mezza, pertanto uno spuntino potrebbe rivelarsi utile...

Confidando nella Vs. collaborazione per un'ampia diffusione, porgo miei più Cordiali Saluti.

Mario Fioriti

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 18/05/2011 @ 17:17:20 in - Politica, linkato 379 volte)

Il Consiglio comunale di lunedì scorso ha segnato un ulteriore passo verso il ridicolo e l’approssimazione dell’amministrazione del sindaco Morroni; due straordinarie performance in questo senso sono state quella del capogruppo PDL e del presidente del consiglio. Il Capogruppo, pur non avendo nulla da dire ha voluto ugualmente intervenire ricordando agli allibiti presenti i risultati delle primarie del centrosinistra di due anni fa; a parte l’evidente fuori tema, segnale chiaro di una situazione confusionale oramai oltre il limite di guardia, desta stupore anche perché pronunciata da chi, tanto per rimanere alla storia, per prima contribuì qualche decennio fa a stoppare in maniera clamorosa la carriera dell’allora giovane promessa socialista Roberto Morroni, e questo sarebbe il nuovo che avanza !!! Ma soprattutto perché lo stesso Capogruppo lo scorso anno ha rimediato una figura barbina da candidata PDL alle elezioni regionali raccogliendo poche misere preferenze nonostante l’impegno suo e della Giunta comunale al completo. La situazione confusionale del Capogruppo del PDL passa però in secondo piano di fronte allo sbando in cui è precipitato il presidente del Consiglio comunale che oramai è costretto a dotarsi stabilmente di un vigile urbano per paura che i consiglieri di minoranza vadano fuori tema, ovviamente questo non vale per il Capogruppo del PDL che altrimenti sarebbe stata portata via di forza dopo poche parole, ma soprattutto, da perfetto gentleman, si è permesso di insultare un giornalista locale colpevole, ai suoi occhi, di fare il proprio mestiere; comprendiamo che nello sbando più totale si usino tutte le armi, ma il rispetto per le persone viene prima di tutto . Di fronte a queste prestazioni non poteva rischiare di passare in secondo piano il Sindaco che nel suo intervento ha definito “fisiologica” la verifica della sua maggioranza che invece versa in stato di crisi patologica: praticamente quello che è successo nell’ultimo mese per Morroni è paragonabile ad un bisognino di tipo personale!! Da campioni di questo tipo non possono che uscire atti come quello del via libera dell’acquisizione delle quote dell’Appennino Servizi da parte dell’ESA: nessun soggetto, ne pubblico ne privato, si sognerebbe di comperare una società senza conoscerne i bilanci e verificarne la relativa veridicità attraverso il coinvolgimento di strutture terze, questa è una prerogativa soltanto di Morroni e dei suoi ultimi disperati seguaci. Dato che l’assessore Pompei in un mese non è riuscito a far conoscere al consiglio comunale, e quindi ai gualdesi, il bilancio dell’Appennino Servizi spetterà alla Corte dei Conti, a cui invieremo tutta la documentazione, fare luce sulla verità di questa operazione; a quel punto i consiglieri dovranno rispondere personalmente del proprio voto e poco potranno le fantasie del capogruppo PDL e le piccole prepotenze di bassa lega, del presidente del Consiglio comunale, che a proposito di consenso, può vantare un ottimo risultato personale con le sue 70 preferenze raccolte alle ultime amministrative!!

Partito Democratico
Gualdo Tadino

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/02/2012 @ 17:15:58 in - Chicche gualdesi, linkato 597 volte)

News giornaliere varie da Gualdo Tadino1. METEO: Situazione
2. SERATA DANZANTE IN MASCHERA
3. SCI E CIASPOLE A VALSORDA
4. CINEFORUM 2012
5. DANNI PER IL MALTEMPO
6. ESTATE GUALDESE

 

METEO: Situazione aggiornata a mercoledì 15 febbraio 2012, ore 12
Come molto spesso capita, la giornata più fredda di ogni ondata di gelo è proprio l’ultima. All’alba di questa mattina, infatti, la stazione meteorologica di Palazzo Mancinelli ha registrato una temperatura minima di -11°C, che è la più bassa temperatura dal 2002 per questa località. Se si aggiunge che la massima oggi resterà ampiamente al di sotto dello 0°C (attualmente è di -4°C) e che c’è la possibilità di deboli precipitazioni nevose, si capisce come l’ultima giornata di freddo intenso possa divenire davvero rilevante.
Il gelo 2012 è dunque agli sgoccioli ma ha fatto sentire il suo ultimo acuto.

SERATA DANZANTE IN MASCHERA
Anche quest’anno dopo il successo dell’anno scorso, il Presidente dell’Ente, Fiore dott. Paolo Saverio, il Consiglio di Amministrazione e il personale dell’E.A.S.P. “A. Baldassini” organizza venerdì 17 febbraio 2012 una serata danzante in maschera presso la sede Centro Sociale sito al Piazzale del Mercato di Gualdo Tadino; la serata sarà allietata dalla musica dell’orchestra “Luna d’Oriente”. Tutta la popolazione è invitata a partecipare. Dolci per tutti.
Ringraziando anticipatamente per la collaborazione prestata, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
ENTE DI ASSISTENZA E SERVIZI ALLA PERSONA E.A.S.P. “Armando Baldassini”
Il Presidente dott. Paolo Saverio Fiore

Secondo raduno di Sci escursionismo e ciaspole a Valsorda sabato 18 febbraio.
Seconda edizione del raduno di sci escursionismo e ciaspole a Valsorda. È quello che organizza per sabato prossimo, 18 febbraio a partire dalle prime ore della mattinata e per tutta la giornata, il Comune di Gualdo Tadino insieme allo Sci club Gualdo, il gruppo Speleologico gualdese, la sezione Cai e lo snow board gualdese.
Una giornata all'insegno delle varie attività legate alla montagna e alla neve, abbondante nella splendida vallata montana gualdese dopo le nevicate di questi giorni. Verrà aperto, a breve, l'ultimo tratto di strada che conduce alla Valsorda per far fruire sabato delle tante attività previste nel raduno di sabato prossimo: sci escursionismo, ciaspole, sci alpinismo e dimostrazione di snow board. Aperte anche le piste per lo sci da fondo. Previsti, nell'arco, della giornata anche la distribuzione di vin brulé e un nutella party.

CINEFORUM 2012
A proposito del programma di “Cineforum 2012”, l’organizzazione rende noto che, a causa della grande quantità di neve che, di fatto, rende impossibili i parcheggi attorno al Teatro “Don Bosco” e del perdurare dell’ondata di gelo, è stata deciso lo spostamento della prima proiezione, prevista per il prossimo 16 febbraio; Carnage, quindi, verrà regolarmente proiettato non il 16 febbraio ma il 26 aprile, prossimo, alle 21,30, in coda alla rassegna che, invece, si aprirà il 1° marzo con Midnight in Paris. Chiedendo anticipatamente scusa per il disagio e ringraziando per la disponibilità, si pregano i mezzi d’informazione di darne notizia.
Associazione di promozione sociale “Educare alla vita buona”

DANNI PER IL MALTEMPO
Con il passare dei giorni inizia la conta dei danni causati dall'ondata di maltempo che ha colpito il territorio gualdese in questo mese di febbraio. Danni non ancora quantificabili ma che iniziano a prendere forma. Da quelli dei privati, soprattutto agli impianti idraulici e di riscaldamento, a quelli pubblici su strade e strutture.
Di particolare rilievo quello riportato da una delle tendostrutture degli impianti sportivi del centro Nello Saltutti di via Perugia. Qui il forte vento – che ha raggiunto quasi i cento chilometri l'ora nei giorni scorsi – abbinato al peso del ghiaccio e della neve ha praticamente devastato la copertura di uno degli impianti utilizzati per tennis e calcio a 5. “Danni importanti, che ammontano a quasi 35 mila euro, e che compromettono completamente la funzionalità della struttura per i prossimi mesi – spiega l'assessore allo Sport, Simona Vitali. I prossimi giorni saranno anche decisivi per quantificare i danni provocati dal gelo agli immobili nonché alla viabilità del territorio e dal sale lungo le strade del territorio. Danni che si preannunciano ingenti sopratutto agli impianti idraulici e anche l'illuminazione pubblica.

ESTATE GUALDESE: cercasi collaborazione
L' Amministrazione Comunale sta predisponendo il calendario per la prossima estate. Sarà costituito entro pochi giorni un gruppo di lavoro che si farà carico di tutta l'organizzazione. Chi fosse interessato a proporre iniziative, eventi,concerti, o semplicemente qualche idea, può contattarmi personalmente qui o al 338/6732298. Entro il 15 marzo il calendario dovrà essere pronto per consentirci di andare in stampa per le relative brochure entro e non oltre la prima metà d'aprile. Grazie a tutti anticipatamente!
Simona Vitali

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Di Fabbrizio (del 24/12/2012 @ 17:15:33 in Società, linkato 693 volte)

TREGUA DI NATALE - Gualdo TadinoNotte di Natale 1914. Dalle trincee del fronte occidentale i soldati di entrambi gli eserciti uscirono allo scoperto e s’incontrarono nella “terra di nessuno”. Si scambiarono piccoli doni e cantarono le tradizionali canzoni natalizie. Istintivamente i soldati furono mossi da un sentimento di fratellanza universale, un sentimento più forte dei colpi di fucile.
I comandi supremi in seguito punirono i responsabili che si erano “disonorati” con il nemico, un nemico da uccidere, e si accertarono che in futuro mai più si ripetesse una cosa simile. Fecero di tutto per nascondere l’episodio e cancellarne la memoria, tanto che fino ad oggi è rimasta una pagina segreta della Grande Guerra. Recentemente però sono emerse dagli archivi militari, diari e lettere che provano chiaramente che la tregua, anche se non ufficiale, avvenne realmente.

Quella che segue è la lettera di un soldato inglese.
Janet, sorella cara,
sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia!
Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Ci aspettiamo ogni momento che un obice d'artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino. E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno.
Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango. E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi. Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci.
Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo. Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: “Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi”. Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia. Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d'occhio. “Che cos'è?”, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: “alberi di Natale”. Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini. E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: stille nacht, heilige nacht…. Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: notte silente, notte santa.
Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa. Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi. Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: the first nowell the angel did say…. Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti.
Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più. “Inglesi, uscite fuori!”, li abbiamo sentiti gridare, “voi non spara, noi non spara”.
Nella trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: “venite fuori voi”. Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto. Uno di loro ha detto: “Manda ufficiale per parlamentare”. Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno fatto - ma il capitano ha gridato “non sparate”. Poi s'è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca. Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi.
Alcuni di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima. Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai. “Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra”, ha risposto. “Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil”. Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: “non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla”. Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso. Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station.
Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch'io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa.
Questi non sono i “barbari selvaggi” di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti? Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani, e magari organizzare una partita di calcio.
E insomma, sorella mia, c'è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito. Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo.
Che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?
Il tuo caro fratello Tom.

Fabbrizio Bicchielli

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/04/2012 @ 17:13:59 in - Centro Storico, linkato 703 volte)

Trafugate piante di lavanda messe a dimora dai lavoratori del SAL. C'è un'iniziativa, iniziata lo scorso anno e proseguita anche questa stagione, che vede una squadra di lavoratori legati al Sal – servizio accompagnamento al lavoro – coordinati da un dipendente comunale impegnati nella manutenzione e nel miglioramento del verde pubblico. Un'attività intensa che prevede anche la messa a dimora di pianti ornamentali e aromatiche, come la lavanda, nonché la ripulitura di alcuni spazi come quello delle cosiddette Spinette. “Un lavoro molto apprezzato dai cittadini ma che a qualcuno ha dato fastidio, visto che questa mattina, con grande stupore, ci siamo accorti che erano state trafugate alcune piante di lavanda che erano state messe a decoro della zona sottostante l'ascensore pubblico – racconta l'assessore all'Ambiente, Maria Paola Gramaccia. Un gesto vandalico che lascia l'amaro in bocca, soprattutto a chi si impegna quotidianamente per questo lavoro con tanta passione.
“Un segno di inciviltà, un gesto che al di là del valore economico è sicuramente riprovevole anche perchè va a danneggiare l'impegno teso a migliorare la città. Un gesto che stigmatizziamo, inappropriato e compiuto da chi sicuramente non ama la sua città e non rispetta il lavoro altrui – conclude l'assessore Gramaccia, annunciando che è già stata inoltrata la denuncia contro ignoti e che nei prossimi giorni saranno comunque messe a dimora nuove piante a sostituzione di quelle sottratte la notte scorsa.

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Visita dell’assessore regionale Tomassoni all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino, precisazioni del vicesindaco Erminio FofiIn merito alla visita effettuata giovedì scorso dall’assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino e con riferimento a servizi apparsi su alcuni organi di informazione, il vicesindaco di Gualdo Tadino Erminio Fofi puntualizza quanto segue.
“Tengo ancora a precisare, visto che qualcuno sembra talvolta dimenticarlo, che quello di Branca è il nosocomio di Gubbio e di Gualdo Tadino. Gualdo Tadino è la città che, alla pari di Gubbio, ha chiuso il suo ospedale, il “Calai”, rinunciando con grande sacrificio a cento anni di storia e anche ad avere un nosocomio all’interno del proprio territorio comunale. Solo in questo modo si è consentita la nascita di una struttura di qualità a servizio dell’intero comprensorio, alla quale Gualdo Tadino ha portato in dote professionalità e reparti di eccellenza. Ad accompagnare la gradita visita dell’assessore regionale, infatti, erano presenti, oltre al sindaco di Gubbio, anche il vicesindaco di Gualdo Tadino e sindaci o loro delegati di tutti i comuni del territorio che fa riferimento al nosocomio di Gubbio-Gualdo Tadino.
Auspico pertanto che in futuro non ci si dimentichi più di un aspetto così fondamentale, anche in rispetto dell’intera cittadinanza e di tutti gli operatori gualdesi che ogni giorno prestano il loro delicato servizio mettendosi a disposizione dei cittadini di tutta la fascia, che approfitto per ringraziarli per la loro opera.”

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Di Riccardo (del 21/10/2010 @ 17:11:51 in - Ambiente, linkato 719 volte)

Gualdo Tadino - Problema cave: la riattivazione delle cave in Pian delle Quaglie ha riaperto un dibattito che per un po’ era rimasto sopitoLa decisione del Tar di rinviare al 22 giugno 2011 la discussione sul ricorso del Comitato No Cave inerente la riattivazione delle cave in Pian delle Quaglie ha riaperto un dibattito che per un po’ era rimasto sopito. Da quanto emerso, però, credo che la gente riesca a capirci ben poco, o meglio sia indotta a capirci poco perché c’è sempre la prevaricazione del non scindere le opinioni dai fatti anteponendo addirittura le opinioni ai fatti stessi. Vale la pena, quindi, tornare sull’argomento per cercare di fare un po’ di chiarezza sui fatti, anche se sostanzialmente non ci sono novità perché il progetto è sempre quello (quindi sono costretto a ripetere in gran parte quanto già scritto nel novembre scorso). I punti da mettere a fuoco sono molteplici: il ricorso al Tar, la posizione dell’amministrazione comunale con la coerenza rispetto a quanto affermato in campagna elettorale, l’entità dell’intervento estrattivo e le conseguenze ambientali.

Il ricorso al Tar: il rinvio della discussione al Tar non cambia nulla. Di fatto può procrastinare l’avvio dell’attività estrattiva per il timore che il Tribunale Regionale accolga il ricorso. Rispetto al merito (la compatibilità ambientale dell’attività estrattiva) non aggiunge o toglie nulla alla discussione. Il ricorso al Tar è soltanto una metodologia tecnica dei ricorrenti per bloccare la riapertura delle cave. Ma che il ricorso venga accolto o meno non altera i termini della questione di politica ambientale perché il Tar giudica sulle correttezza della procedura amministrativa, non entra nelle questioni di merito che attengono alla politica.

La posizione dell’amministrazione comunale: l’amministrazione comunale ha approvato in consiglio comunale nel novembre scorso la variante al piano di fabbricazione per far riprendere l’attività estrattiva su un progetto già presentato dalla precedente amministrazione Scassellati (con qualche variante marginale) che non andò avanti per problemi interni alla maggioranza. Per il centro destra non hanno votato il provvedimento Olga Fioriti (è uscita dall’aula per non votare) e Simona Vitali (si è astenuta). Per l’opposizione hanno votato a favore i Socialisti ed i Progressisti ed hanno votato contro Pd e Rifondazione. Oggi la giunta ha rinnovato lo schema di convenzione con la ditta Mancini e non poteva essere altrimenti perché non poteva sconfessare un provvedimento preso appena 10 mesi fa.
qualche elettore del centro destra si è sentito tradito. A ragione? qualcuno ricorderà che sul Nuovo Serrasanta, alla vigilia delle elezioni, in una tribuna elettorale con i candidati a sindaco, chiesi esplicitamente cosa avrebbero deciso sulle cave. Sandra Monacelli rispose così: “Alla montagna e alla pianura sono state inferte ferite profonde tuttora visibili. Sono perciò improrogabili i progetti di riqualificazione. La nuova amministrazione dovrà ricoprire un ruolo centrale e procedere all’azzeramento dei vecchi progetti”. Roberto Morroni rispose così: .” Il nostro territorio presenta tante, troppe ferite, frutto di un’attività estrattiva che non ha tenuto nel debito conto le sacrosante esigenze di salvaguardia ambientale. Questo stato di cose mi porta a guardare con maggiore convinzione alle ragioni del "no", piuttosto che a quelle del "si". Non si tratta, tuttavia, di un "no" pregiudiziale, ma l’affermazione di una linea che giudica prioritaria la sistemazione delle ferite oggi esistenti e che, in seconda battuta, ponga quali condizioni irrinunciabili il rispetto dell’ambiente e le ricadute economiche per il territorio”. Massimiliano Parlanti (che nel ballottaggio appoggiò Morroni) disse “A tutt’oggi a Gualdo assolutamente non è possibile aprire nuove cave”. Parlanti, oggi, è membro del comitato “No cave” unitamente a Marco Rogo (altro candidato a sindaco) ed altri. Altro particolare: l’avv. Alessandro Fratini, ricorrente per incarico del Comitato, era candidato nella lista di Forza Italia.  Sulla coerenza o meno delle varie posizioni ognuno può farsene un’idea.

L’entità dell’intervento:  il colle dei Mori è attualmente ferito dalla cava alla sommità (a ridosso degli scavi archeologici). La cava, interessata da una frana per l’estrazione selvaggia degli anni passati, è stata messa in sicurezza con una palificazione. Alla base c’è una profonda buca che, secondo il progetto, andrebbe ricoperta con 400 mila mc di materiale pietroso. Il progetto prevede anche il riambientamento della cava con alberi, cespugli ed inerbamento.
A metà collina c’è la cava Edelweis che da nord appare come una profonda ferita. La cava di per sé (almeno da come si presenta) è già stata risanata perché le pareti sono tutte gradonate. Andrebbe riambientata con alberi, cespugli ed erba.
In fondo c’è la cava Vaglie e Bombetta che, essendo di più lunga data, sembra ormai nascosta alla vista perché la roccia è scura.
Il progetto prevede la ripresa dell’attività estrattiva da qui al 2020 per l’asportazione di circa 2 milioni e 700 mila mc di materiale. Ed è la quantità del materiale da estrarre che spaventa. Facendo un conto sommario, con una media di 20 mc al viaggio, significherebbero circa 135 mila camion di pietra. Cioè si verrebbe a scavare una voragine gigantesca che unirebbe le attuali cave Edelweis e la sottostante Vaglie e Bombetta. Una voragine quanto ampia? Non conoscendo la dimensioni in larghezza ed in lunghezza dello scavo, posso fare soltanto ipotesi. Comunque si potrebbe trattare di un canyon di più di 50 m di profondità.
Il progetto prevede il riambientamento della nuova cava con alberi, cespugli ed inerbamento a stati di avanzamento.  

Conclusioni: non entro nel merito se il comune ci guadagna molto o poco e sulle altre questioni marginali (soldi a bilancio, ecc) perché il nodo centrale è solo ed esclusivamente su quella nuova  voragine immensa che si verrà a creare.
La discussione risulta persino superflua perché ormai, a provvedimento votato (né l’amministrazione Scassellati, né l’amministrazione Morroni si sono sentiti purtroppo in dovere di ascoltare l’opinione almeno delle associazioni), se la sentenza del Tar non si metterà di traverso, il progetto non potrà che andare avanti. Però le perplessità di chi cerca di ostacolarlo sono più che comprensibili e non possono essere liquidate come atteggiamenti faziosi dall’assessora all’ambiente. Anche perché su un pezzo di carta è facile riappiattire tutto disegnando degli alberelli e colorando di verde. Poi bisognerà vedere come sarà la realtà effettiva da qui a 10-15 anni (in passato il risanamento è stato sempre occasione per fare nuovi danni).  
Né la giustificazione dell’intervento con la necessità del risanamento ambientale della zona regge da sola a spiegarne il senso (anche se la Sovrintendenza è legittimamente contenta che nella cava di Colle dei Mori venga riportato del materiale per rendere ancora più improbabile un nuovo scivolamento della frana, ci mancherebbe che non lo fosse).. Le buche si possono riempire senza creare ulteriori gravi ferite riportando materiale come è stato fatto presso la Madonnuccia e presso gli Zoccolanti.
Chi amministra ha il diritto di fare delle scelte e se ne assume la responsabilità. Si può dire, quindi, e senza tanto entusiasmo, che l’amministrazione comunale ha avvertito la necessità di non bloccare l’attività estrattiva ed è stata scelta quella zona; si può dire che nella penuria di risorse in cui si trova il comune anche quel milione e passa di euro che entrerebbero nelle casse comunali sono indispensabili per realizzare alcuni progetti.
Ma fermiamoci qui, per favore.

PS: Ho fatto una proposta all’assessore all’ambiente Paola Gramaccia. Organizziamo una passeggiata aperta a tutti sul Colle dei Mori per far capire sul posto alla gente cosa verrà fatto e come. Sarebbe interessante. Senza polemiche e secondi fini (tanto è tutto deciso, salvo Tar). Così, giusto per capirci di più. Spero che accetti.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/10/2011 @ 17:11:15 in - Sport, linkato 318 volte)

TOUR IN MOUNTAIN BIKE in ENGADINA con il Gruppo AVIS Gualdo TadinoIl 10 agosto si parte per St. Moritz. Arrivati sistemiamo l’auto davanti all’albergo in riva al lago e partiamo con i nostri ridotti zaini con le bici fino al treno che ci condurrà a Schuol. Un borgo antico con tanti fiori sulle finestre piccole ornate di affreschi di color terra. Si parte in sella alla nostra bike, convinti che abbiamo troppo carico, per il lungo tragitto che ci condurrà fino a Tschierv. Saliamo per 12 Km, la selvaggia Val di S-charl, passando per il borgo e il bosco di cembri di Tamangur. In alto si pedala accanto all’azzurro torrente che precipita a valle. E’ stupendo e Silvano riprende la valle con mucche e il torrente che ora tranquillo, incide l’alta valle con ampie anse. Con un singletrail tra pini mughi si arriva al Passo di Costainas. Ora si scende tra boschi di larici, e davanti ai nostri occhi si aprono scenari di vallate profonde, prati illuminati dal sole e fiori, tanti fiori colorati ovunque. Si arriva al borgo di Lù, dove tutti sono intenti al taglio del fieno e da qui nel profumo di erba appena tagliata arriviamo nella Val Mustair, nel paesino di Tschierv.
La tappa successiva di 43 Km, ci porta dal piccolo paesino di Tschierv fino a Livigno.
Anche oggi è fresco e per ciclabile in costa tra boschi arriviamo a Valchara e da qui in salita su sterrato saliamo la Val di Mora. Una delle più belle valli svizzere, fino al Passo Doss Radond, dove sembra toccare il cielo. Ci sono altri gruppi , giovani allegri che amano anche questo modo di andar per montagne, da valle a valle, alla ricerca di vere emozioni!
Tra vette elevate, ruscelli e fiori coloratissimi che si lasciano scaldare dal sole, scendiamo l’ampia valle fino a un impegnativo Singletrail sulla costa di un impetuoso torrente, a tratti franato, che ci porterà fino al Passo di Val Mora e poi al passo Fraele. Ma oggi non è finita! Ancora tanta salita su sterrato per risalire dal lago S. Giacomo fino al passo Alpisella. Che fatica! Il valico sembra allontanarsi sempre di più, ma finalmente si arriva e l’indicazione di una Malga con ricotta ci spinge a fare ancora qualche pedalata perché abbiamo fame, tanta fame! Un sentiero ripido e divertente, prima tra rocce e poi tra boschi, che sovrasta una profonda gola su ponti di tronchi di legno ci porta a Livigno. Scenari fantastici sul lago di Livigno!!!
Stanchi ma felici….Livigno ci entra nel cuore e decidiamo di fermarci un giorno.
Oggi, 14 agosto, la tappa ci condurrà da Livigno a St. Moritz. Ci attende la salita da Livigno verso il Passo la Forcola e poi il ripido sentiero 154, su rocce e brecce con la bici in spalla, in equilibrio instabile fino al passo la Colma (2476 m)! Davvero dura! Ma non è finita, perchè il primo tratto tra rocce sospeso sulla stupenda Val di Fain è davvero impegnativo, con tratti a svolte strette interrotte da rocce di granito. Percorsi di alta montagna, talvolta troppo ripidi sassosi e franati ma divertenti guadi dei torrenti! C’è di tutto per assaggiare la terra e l’acqua fredda ! Poi il sentiero tra malghe e alpeggi, torrenti impetuosi azzurri e rumorosi ci fanno compagnia fino alla strada che scende dal Passo Bernina!
Attraversiamo la mitica Ferrovia del Bernina Espress e ci buttiamo nel tecnico e divertente sentiero fino a Pontresina e da qui ancora salita e discesa tra boschi fino al lago di St. Moritz.
Il 16 agosto, tempo sereno e allora si parte di nuovo per il Tour Suvretta . Arriviamo a Celerina e l’impianto di risalita ci porta fino a Marguns a 2276 di quota! Si pedala su sterrato a volte troppo ripido e ( ecco che arriva la spinta dei simpatici escursionisti a piedi, pochi vantaggi per le Biker in rosa) fino al Rif. Alpina (2685 m).
Qui sotto il Pizzo Nair spettacolare vista sul Ghiacciaio del Bernina e sul lago di Silvapiana laggiù nella lontana valle! Poi il solito stretto sentiero interrotto da rocce di costa che ci porta al passo Suvretta. Ancora Sigletrail nell’alta valle del Suvretta tra massi e ruscelli. Lo scenario è unico e accettiamo le frequenti discese da sella. Poi la valle diventa più tranquilla e tutto diverta meravigliosamente divertente nella Valle di Bever. Dal paese di Bever si risale a St. Moritz su pista ciclabile!!!
Siamo del regno delle Favole, nel regno della Bike. Le piste ciclabili e i sentieri per Biker sono perfettamente curati…..
In Engadina i percorsi per Biker sono ben sistemati nel fondo, segnati in modo preciso che è impossibile sbagliare. Tutti vanno in Bike in montagna, piccoli e grandi! Con gioia abbiamo trovato tanti ragazzi e davvero in gamba! Con tristezza cj siamo congedati da questo mondo dove tutto è rigorosamente rispettato e ben curato e dove l’ambiente tra ghiacciai e alte valli, tra ruscelli spumeggianti ti lascia l’animo sereno!
Qui la Bike e il Biker sono davvero amati!

Mara e Silvano del Gruppo AVIS Gualdo Tadino

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 20/04/2009 @ 17:07:47 in - Solidarietà, linkato 987 volte)

Un gemellaggio di solidarietà in nome di San Donato della Porta di San Donato con il comune di Castel di Ieri ( l’Aquila), Un gemellaggio di solidarietà in nome di San Donato. È quello che propone di attivare la Porta di San Donato con il comune di Castel di Ieri ( a 16 km da l’Aquila), colpito pesante- mente dagli eventi sismici del 6 aprile scorso. Infatti San Donato è anche il protettore di questo Comune, dove ha origine una famiglia di portaioli giallobianchi. Una comunità particolarmente colpita dagli eventi sismici, con la quale anche il Comune di Gualdo Tadino intende continuare rapporti di aiuto e solidarietà.
Anche Porta San Donato intende comunque contribuire in qualche maniera a questa solidarietà, anche sulla base delle notizie che arrivano dai volontari gualdesi che operano in quel territorio. Infatti i portaioli giallobianchi dei priori Stefano Franceschini e Silvia Cecconi hanno deciso di devolvere alle popolazioni colpite dal sisma di Castel di Ieri il ricavato della tradizionale “Festa di Primavera” in programma per venerdì sera presso il Cva di Rigali. Quindi il ricavato dell’iniziativa – durante la quale verranno eletti anche miss e mister San Donato – andrà a favore dei terremotati, aggiungendosi al contributo già stanziato dall’Ente Giochi de le Porte.
Intanto si è registrata una buona partecipazione all’appuntamento di domenica scorsa “Andar per radici – passeggiata tra natura e tradizione” I portaioli di San Donato hanno effettuato una passeggiata che partendo dalle sorgenti della Rocchetta, passando per la Valle del Fonno, la grotta di Frate Fava, Fontanile di Campitella, la balza di Mezzogiorno, per giungere attraverso il Belvedere Santo Stefano e il Sentiero Italia a Valsorda per pranzo presso il Rifugio CAI dopo circa tre ore. “Un’occasione per intrecciare lungo un affascinante itinerario una serie di elementi di grande rilevanza della storia gualdese. La camminata è stata anche l’occasione per avere una originale visione del paesaggio gualdese, letto attraverso segni- visibili o nascosti- che parlano del millenario rapporto tra uomo e natura. Ma anche un momento per stare tutti insieme – sottolineano da Porta San Donato.

 
Di Sandro (del 26/10/2008 @ 17:07:33 in - Ceramica, linkato 1045 volte)

Gualdo Tadino - Inaugurata la Mostra Antologica del prof. Alfredo Santarelli

Ieri è stata una bella giornata per Gualdo Tadino. Chi è entrato in San Francesco per la Mostra Antologica del Prof. Alfredo Santarelli ha goduto un impatto spettacolare per il suggestivo spazio architettonico reso maestoso dalle teche sistemate a spina di pesce a destra e a sinistra della navata che ne hanno allungato la percezione.
La magnificenza e la sontuosità dei pezzi è straordinaria e i bellissimi manufatti di famiglia, con qualcosa in più degli altri, ti mozzano il respiro.
Come sempre capita, nella mostra, ci sono dei grandi pregi e qualche difetto, con troppi pezzi ripetuti di uno stesso soggetto e quella Madonna in ceramica ripresa da un affresco di Matteo che è sulla parete della Chiesa: quanto sarebbe stato bello se essa fosse stata appaiata all'affresco!
Un importante catalogo, con foto di grande pregio, testimone e memoria della Mostra che resta però troppo solo per un evento così importante che forse avrebbe meritato un po' di merchandise: riproduzioni poster, cartoline, riproduzioni anastatiche dei diplomi, tappetini mouse... Niente purtroppo! Ma queste chiaramente sono interpretazioni soggettive di nessuna importanza che si sciolgono come neve al sole di fronte all'impegno profuso dagli organizzatori che ringrazio e plaudo per aver ridato alla città quello smalto di cui ha tanto bisogno.

Sandro Farinacci

P.S.
Dispiace che il 'catalogo fotografico originale' appositamente acquistato dagli Amici di Allegra combriccola per questo evento non è presente.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 21/12/2007 @ 17:07:18 in Società, linkato 728 volte)

Mia figlia Gabriella e' un'amante della lettura e spende molte ore a leggere i libri. Siccome spesso legge a letto, l'altro ieri le ho detto: Non leggere per parecchio tempo con la luce soffusa perché fa male agli occhi.
Mia moglie subito: Questa e' una delle tue Italian rules? Come se esci senza cappoto ti prende il raffreddore, dopo mangiato non fare il bagno etc.?
Le ho risposto che sarà anche una regola italiana, ma è così che mi hanno sempre detto da quando ero bambino...
Puntuale come una ciliegina sulla torta, oggi c'e' un articolo su Yahoo news tratto da LiveScience che è intitolato: i 7 miti medici ai quali anche i dottori credono (uno è proprio sul leggere con la luce diffusa).
Ora incomincio ad avere qualche dubbio che tutte le regole tramandate dalla tradizione medica e che hanno limitato tante nostre attività siano pura fantasia e leggenda.
E' un po' come quando scopri che Babbo Natale non ti porta nessun regalo :)

Mauro Monsignori

 

Carlo gubbini. Una storia d'amore con la politica.

Una vita breve. Pieno dì passione, progetti e responsabilità; di conquiste esaltanti e passaggi dolorosi. Senza mai perdere l'aria di eterno ragazzo innamorato della politica e, per questo, capace di trasmetterne la fascinazione. Non con il mestiere di un capo corrente, non con la forzo dei ragionamenti, l'intelligenza emotiva, l'arte di parlare "a braccio", il gusto della battuta ironica e della convivialità.
C'era in Carlo Gubbini un impasto incantevole, una mistura magica di utopia e disincanto, qualcosa che lo obbligava, suo malgrado, ad essere un leader. qualcosa che rende la sua lezione ancora viva, come sanno esserlo solo una convinzione ferma o una grande passione. Adesso, l'unica immagine che ci fa compagnia è quella di un amico troppo fragile che riesce a camminare sulla neve senza lasciare tracce.
In un "altrove" che, infondo, gli è sempre appartenuto, quell'aldilà storico rappresentato dal sogno di un mondo nuovo che non ha mai smesso di accarezzare.

Promossa da Umbria Libri – Regione Umbria, si terrà nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia, sede dela Consiglio Regionale, la presentazione del libro/Dvd “Carlo Gubbini – Una storia d’amore con la politica” edito da Gramma.
Dopo quella celebrata a Gualdo Tadino, questa è la prima iniziativa curata dall’Associazione fuori dalla città natale di Gubbini; sono in programma, infatti, altre presentazioni nelle prossime settimane in diverse città della nostra provincia, a cominciare da Gubbio.
Giovedì prossimo, con inizio alle ore 17.00, sono previsti gli interventi di Fabrizio Bracco, Francesco Mandarini e Germano Marri.
I lavori saranno coordinati dal Presidente dell’Associazione, Brunello Castellani.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/12/2007 @ 17:01:33 in - Chicche gualdesi, linkato 1645 volte)

EUROSTAR BLOCCATOC'erano tutti i gonfaloni dei Comuni della fascia, da Nocera a Sigillo, quelli di Urbino e Cantiano e quello della Provincia di Perugia. La protesta contro la decisione di Trenitalia di tagliare, a partire da domenica prossima, la fermata a Fossato di Vico di sei degli otto Eurostar è iniziata poco prima delle 11, quando sono iniziati ad arrivare nel piazzale della stazione le prime rappresentanze istituzionali. Presenti i sindaci di Fossato di Vico, Gubbio, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo e, dalle Marche, Cantiano e Urbino. Non sono voluti mancare all'appuntamento neanche l'assessore regionale ai trasporti, Giuseppe Mascio, la senatrice Sandra Monacelli (Udc) e gli onorevoli Domenico Benedetti Valentini (An) e Stefano Zuccherini (Prc), l'assessore provinciale alla viabilità, Riccardo Fioriti, la presidente della Comunità Montana Alto Chiascio, Catia Mariani, e il segretario provinciale della Cgil Mario Bravi. Dinanzi alla stazione un banchetto del Circolo delle Libertà di Fossato di Vico raccoglieva firme per la salvaguardia dello scalo ferroviario, che hanno già superato quota 3.000. Una protesta assolutamente trasversale e unitaria.
BINARI OCCUPATI - Alle 11,30 i manifestanti, a cui poco dopo si sono uniti anche diversi studenti, hanno occupato il binario 1 della stazione dove, alle 11,44, era atteso l'arrivo dell'Eurostar proveniente da Roma. Il treno è invece giunto a Fossato con ben 12 minuti di ritardo (ma come, il manager di Trenitalia Moretti non intendeva tagliare alcune fermate della tratta per velocizzare i tempi di percorrenza? Forse sarebbe opportuna una maggiore puntualità dei convogli. Se l'azienda arrivasse a questo, crediamo che gli utenti potrebbero già usufruire di un servizio non indifferente), non entrando completamente in stazione, ma fermandosi qualche metro prima. I manifestanti hanno impedito la ripartenza dell'Eurostar per mezz'ora e solo alle 12,28 il treno ha avuto il via dal capostazione (tornato solo per l'occasione a Fossato dopo che anche questa figura era stata tolta in passato in questa stazione dai vertici dell'azienda) ha ripreso a marciare in direzione Ancona.
QUANDO PROTESTARE E' INEVITABILE - Questo è il titolo di un volantino a firma di "100.000 cittadini dell'Umbria e delle Marche" che è stato distribuito ai presenti e ai viaggiatori, ai quali porgeva anche le scuse per il disagio arrecato. "Quando l'unico modo per farsi sentire è quello di urlare è il sintomo di una civiltà che regredisce - riporta il comunicato - E' sempre triste per una comunità dover manifestare in piazza per mantenere i livelli minimi di un servizio. 100.000 persone, 12 comuni dell'Umbria e delle Marche, si sono viste sbattere le porte in faccia dai vertici di Trenitalia, senza alcuna possibilità di trattativa, nemmeno di fronte alla disponibilità delle due Regioni di mettere a disposizione le risorse per mantenere il servizio. E' inaccettabile - prosegue il documento - passare da otto a soltanto due Eurostar che si fermano a Fossato, mentre gli altri sei continueranno a passare senza più fermarsi. In nessuna altra parte d'Italia è stato effettuato un taglio così drastico. In nessuna democrazia si può accettare una dichiarazione da parte di un'azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato, come è ancora Trenitalia, con un tono così autoritario e arrogante che afferma: 'Queste sono le fermate, punto e basta!'. Non chiediamo la luna, ma chiediamo di poter partecipare al processo decisionale che determina il nostro futuro, chiediamo di avere la possibilità di scegliere se mantenere un servizio pagandone i giusti costi, chiediamo che i 'managers' di un'azienda così importante siano in grado di trovare strategie migliori, per razionalizzare i costi, al taglio scriteriato dei servizi."
PROTESTA AD OLTRANZA - L'assessore regionale Giuseppe Mascio ha invitato ancora Trenitalia ad un nuovo incontro per trovare una soluzione condivisa alla vicenda. Nel frattempo lunedì prossimo 10 dicembre, con l'entrata in vigore del nuovo orario, altra manifestazione di protesta con nuovo blocco dei binari in occasione dell'arrivo da Ancona dell'Eurostar delle 7,14.

Fonte Appenninoservizi.com

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 16/01/2013 @ 16:59:42 in - Chicche gualdesi, linkato 414 volte)

GLI STRANI INCONTRI DI DUE UMBRI E UN MILANESE - Gualdo TadinoPremesso che vivo a Roma, ieri mattina verso le 10,30 mi sono recato da Massari, mio alimentarista abituale, un umbro DOC che parla di Norcia con tutti e con il quale provo ogni giorno a far inserire nel suo vocabolario anche la voce Gualdo Tadino ben sapendo che lo scontro tra le due città a livello alimentare non è alla pari. Mentre si rinnovava lo scontro giornaliero Norcia - Gualdo con il titolare, un mormorio all’esterno attrae la nostra attenzione, si apre la porta e, tra la sorpresa di tutti, entra Silvio Berlusconi. Accidenti esclama il titolare. Presidè, ve sete fermato qui perché avete fame o m’avete sentito nominà? Mi sono fermato perché vorrei un panino con la mortadella. Io sono rimasto impietrito, non ho avuto neanche la forza di dire qualcosa talmente era la emozione. Pre..Pre.. Presidente dico io, lei viene dagli studi della Sette, dove ha partecipato alla trasmissione OMNIBUS? Si ha risposto Berlusconi. Intanto Massari preparava il panino con la mortadella, con crescente emozione. Pagato il conto 2,5 euro, ha salutato tutti e seguito da Bonaiuti ha fatto ritorno alla macchina ed è partito insieme alla numerosa scorta abituale.
Prima di ricominciare a parlare del nostro scontro quasi giornaliero tra Norcia e Gualdo, ci siamo insieme agli altri dovuti riprendere dall’emozione che mi sembrata del tutto giustificata.

Franco Martinelli

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/01/2009 @ 16:58:42 in - Accade a Gualdo, linkato 1119 volte)

Gualdo Tadino - Il Premio Beato Angelo 2009 è stato assegnato a: Giordano Bellucci, Sesto Temperelli, UNITALSI e Giancarlo Franchi alla memoriaNel corso di una cerimonia che si terrà giovedì 15 gennaio alle ore 10:00 presso la sala consiliare del municipio verrà consegnato il premio Beato Angelo 2009 assegnato dalla Amministrazione a:
Giordano Bellucci, Sesto Temperelli, Unitalsi e alla memoria di Giancarlo Franchi.
Di seguito una breve biografia dei premiati con le motivazioni del premio.

GIORDANO BELLUCCI
Il Sindaco Scassellati ha da un paio di anni deciso di inserire una sezione dedicata ai giovani di valore nell’ambito dell’assegnazione del Premio Beato Angelo.
Quest’anno la scelta è caduta su un giovane affermato e di talento; Giordano Bellucci che ha raggiunto notevoli traguardi professionali all’estero e da quest’anno anche in Italia al quale auguriamo con questo premio di poter proseguire il suo percorso umano e professionale con successo e con soddisfazioni.
Giordano Bellucci nasce a Gualdo Tadino il 24/07/1971 da Giocondo e Carmen Palazzuoli. Nel 1990 si diploma al Liceo Scientifico Raffaele Casimiri di Gualdo Tadino. Consegue la laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Torino con una tesi dal titolo: “ Valutazione dell’effetto di intaglio negli alberi a gomito” e un dottorato a Leeds (UK) nell’area della meccanica dei materiali: “Risposta meccanica della cartilagine articolare in differenti condizioni fisiologiche”.
Tra le varie esperienze lavorative è stato ingegnere strutturale al CENTRO RICERCHE FIAT a Torino, nella MCLAREN RACING INTERNATIONAL a Woking, (UK), alla BMW SAUBER F1 a Hinwill (CH), attualmente è stato chiamato a far parte della SCUDERIA FERRARI a Maranello.
Nel corso della sua carriera ha conseguito inoltre importanti borse di studio, premi, pubblicazioni ed è stato invitato come relatore a numerose conferenze.
Giordano Bellucci è l’esempio di come la volontà e le capacità possano portare i giovani a realizzare sogni di grande portata.

MOTIVAZIONE PREMIO BEATO ANGELO 2009

A GIORDANO BELLUCCI il quale sin dall’inizio della sua carriera, grazie alla sua elevata capacità professionale nel campo dell’ingegneria meccanica, da lustro alla nostra città ricoprendo prestigiosi incarichi nelle più importanti case automobilistiche mondiali. Le qualità e i risultati ottenuti dai giovani come Giordano proiettano Gualdo Tadino agli onori nazionali ed internazionali ed è per questa ragione che l’Amministrazione comunale è orgogliosa di assegnargli questo riconoscimento indicandolo come esempio di intraprendenza e determinazione per le giovani generazioni.

SESTO TEMPERELLI
Un gualdese che ha davvero bisogno di poche presentazioni, un simbolo della nostra comunità e del suo carattere più creativo e vivace.
Sesto Temperelli nasce a Gualdo Tadino il 19/11/1929 da Michele e Teresa Stacchiotti è maestro di musica. Allievo di Valentino Lacchi, apprese da esso tutto quello che c’era da sapere sulla musica scegliendo la tromba come suo strumento prediletto.
Con spirito d’iniziativa da vita al primo complesso musicale gualdese lo SWING BOY assieme a Renato Morelli, Pietro Moroni, Romano Salerno, Renzo Megni e Luciano Marinelli.
Nel 1952 da vita ad un altro complesso, l’Ariston con la cantante Silvana Picchi e nel 1961-78 è la volta del complesso i Funanboli.
Nel 1983 è prima tromba della Perugia Big Band con la quale ottiene anche successi nazionali attraverso l’incisione di un disco e la partecipazione a trasmissioni televisive di richiamo come Buona Domenica e Piacere Rai Uno. Con la Perugia Big Band si esibisce nei Festival di musica Jazz di tutta europa.
Negli anni 70 diviene direttore della Scuola Comunale di Musica e della Banda Musicale “Città di Gualdo Tadino” che ad oggi dirige con passione e professionalità.
Dirige anche il gruppo Chiarine dell’Ente Giochi de le Porte.

MOTIVAZIONE PREMIO BEATO ANGELO 2009

Al Maestro Sesto Temperelli che nel corso della sua prestigiosa carriera di musicista ha sempre rappresentato con grande merito la Città di Gualdo Tadino, tanto da diventare un elemento imprescindibile delle più importanti manifestazioni cittadine a partire da i Giochi de le Porte. La sua grande passione e l’impegno con il quale si è dedicato in tutti questi anni all’insegnamento e soprattutto della Banda musicale cittadina, nonché gli innumerevoli successi che ha ottenuto in Italia e all’estero, ne fanno un vero e proprio simbolo della nostra Città che con grandissimo orgoglio ed emozione lo omaggia assegnandogli questo alto riconoscimento.

UNITALSI
E’ un’associazione di fedeli volontari senza alcun corrispettivo se non la gioia di “spendere la vita al servizio degli altri” fondata nel 1903, oggi conta oltre centomila iscritti. Il più grande progetto è il pellegrinaggio, una esperienza di condivisione, di fede e di crescita, insostituibile e prima vocazione dell’associazione. Da qualche anno però l’ Unitalsi allargando il proprio orizzonte, realizza iniziative di grande significato spirituale e sociale: assistenza domiciliare, progetti di servizio civile. A Gualdo Tadino questa associazione sta conoscendo un momento di forte crescita e di stima da parte dell’intera cittadinanza che vede nei volontari delle persone capaci di farsi carico della sofferenza dei malati. Nel corso di questi anni si sono succeduti alla guida della sottosezione di Gualdo Tadino: Adriano Carini (deceduto a Lourdes durante un pellegrinaggio), Adriano Pasquarelli, Anna Lucarelli e Angelo Brunetti. La presidenza dall’anno 1990 ha visto la guida della signora Liliana Grigioni. A tutt’oggi la sottosezione gualdese può contare un numero di centoventi volontari (dame e barellieri) assistiti spiritualmente dal cappellano Don Aldo Mataloni.

MOTIVAZIONE PREMIO BEATO ANGELO 2009

All’Unitalsi di Gualdo Tadino che in sessant’anni di attività e di grande impegno nel volontariato ha rappresentato per la Città di Gualdo Tadino un costante punto di riferimento, non solo durante i pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto, ma anche nella costante, quotidiana passione e disponibilità con la quale i suoi volontari confortano e assistono materialmente, umanamente e spiritualmente i cittadini e le famiglie più bisognose. Grazie all’entusiasmo e al sincero e appassionato impegno dei suoi associati la sottosezione Unitalsi di Gualdo è diventata un fiore all’occhiello di tutto il movimento volontario non solo della Città ma dell’intera Regione.

GIANCARLO FRANCHI
Nasce a Bastia Umbra nel 1937, per 35 anni è corrispondente del Messaggero e nel 1957 insieme ad Angelo Barberini e Piero Frillici fonda il periodico gualdese Il Serrasanta edito fin dal 1961. Da sempre appassionato autore di racconti e poesie in dialetto gualdese ha sempre mantenuto intatta la sua attenzione per le tradizioni e per la vita aggregativa della comunità ponendosi sempre in prima linea nella organizzazione delle principali manifestazioni gualdesi. Dal 1964 al 1968 e dal 1992 al 1996 è direttore della Mostra Internazionale della Ceramica e Presidente della Pro Tadino che con lui raggiunge importanti traguardi e compie importantissime iniziative per la promozione del territorio. Nel ’69 diviene uno degli artefici ed ideatori dei Giochi de le Porte, la principale manifestazione cittadina, per la quale dal 1984 al 1989 è priore di Porta San Benedetto. Ha collaborato alla stesura di alcuni volumi sulla Ceramica Artistica Gualdese e nell’ultimo periodo della sua vita anche all’organizzazione della Mostra Antologica su Alfredo Santarelli, tuttora in corso.

MOTIVAZIONE PREMIO BEATO ANGELO 2009

alla MEMORIA di GIANCARLO FRANCHI

Per l’uomo che è stato e per l’attaccamento alla sua Città. Per la generosità del suo impegno incondizionato, per aver saputo rappresentare e promuovere il carattere, le tradizioni e la storia dei gualdesi. La sua simpatia e il suo entusiasmo contagiavano chi lo conosceva e ogni incontro, ogni occasione per parlare con Lui di Gualdo diventavano momenti indimenticabili, di fratellanza e amicizia sincera.

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ALBO DEL PREMIO "BEATO ANGELO"

  • 1992 - Carlo Rosi,
  • 1993 - Giovanni Pascucci,
  • 1994 - Enzo Storelli,
  • 1995 - Daniele Amoni,
  • 1996 - Antonio Pieretti,
  • 1997 - Carlo Gubbini,
  • 1998 - Bruno Filippetti e alla sezione dell’Avis,
  • 1999 - Angelo Barberini - Vescovo Mons. Sergio Goretti,
  • 2000 - Marcello Pagliacci,
  • 2001 - Abitanti della frazione di San Lorenzo,
  • 2002 - Gianni Pasquarelli,
  • 2003 - Gianni Gubbiotti - Vincenzo Pennoni,
  • 2004 - Nello Saltutti - Emigrati gualdesi,
  • 2005 - Rolando Pinacoli,
  • 2006 - Suor Maria Vittoria - Gianluca Goracci,
  • 2007 - Nella Rossi Righi - Alessio Moriconi,
  • 2008 - Mons. Giancarlo Anderlini - Giovanni Boccolini,
  • 2009 - Giordano Bellucci - Sesto Temperelli - Unitalsi
             - Giancarlo Franchi alla memoria.

 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/11/2011 @ 16:58:41 in - Sanità, linkato 494 volte)

Salvare il punto nascita di Branca è un imperativo categorico. Salvare il punto nascita di Branca è un imperativo categorico.
Gli allarmi che da qualche tempo si rimpallano sulle sorti del punto nascita dell’ospedale comprensoriale di Gubbio-Gualdo Tadino hanno fondamenti reali, sono stati ribaditi anche di recente nel convegno organizzato dalla CISL alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità e chiamano perciò le Istituzioni locali ad un’assunzione di responsabilità e ad una mobilitazione unitaria tese a scongiurare questa ipotesi.
Il nostro è un territorio già di per sè marginale che ha già pagato i costi economici e sociali della riorganizzazione della rete ospedaliera umbra, pur nella fiducia che il nuovo ospedale potesse migliorare o quanto meno continuare a garantire dei livelli di attività, di servizi e di prestazioni adeguati ai bisogni dei cittadini e al pieno esercizio del loro diritto alla salute.
Anzi, ad oggi il nostro è l’unico territorio che in Umbria ha visto la realizzazione piena ed anticipata della riorganizzazione della rete ospedaliera tuttora da compiere in altre aree della nostra Regione o perseguita con modalità, tempistiche e misure in taluni casi non in linea con la programmazione prevista e tali da dar credito ai giudizi secondo cui per il decisore politico, negli anni, vi siano stati figli e figliastri.
Noi siamo una forza politica consapevole delle difficoltà del momento, dei tagli, delle ristrettezze economiche e delle conseguenze che esse hanno avuto e potrebbero prossimamente avere anche in campo sanitario. Ma, tanto più per questo motivo, siamo convinti che si debbano operare ben altre razionalizzazioni, proprio a partire da quelle già previste e non ancora realizzate, per tutte quelle situazioni che non hanno motivo di esistere e non trovano alcuna giustificazione nel piano sanitario regionale presente o in quelli che l’hanno preceduto, anzichè sopprimere i punti nascita o altri servizi fondamentali degli ospedali periferici, ancorché nuovi.
E questo ragionamento deve valere anche per quanto riguarda gli impegni finanziari necessari alla ridestinazione dell’ex ospedale Calai per la quale la nostra Città deve ancora trovare soddisfazione in virtù degli impegni sottoscritti.
La soppressione del punto nascita dell’ospedale di Gubbio-Gualdo in cui pur si effettuano meno di 500 parti all’anno rappresenterebbe infatti un’altra beffa ai danni del nostro territorio ed esiterebbe in un ulteriore impoverimento di un nosocomio nella cui prospettiva di miglioramento delle prestazioni abbiamo creduto, ma dove già sono presenti forti criticità e dove tuttora si attendono delle risposte relative all’organizzazione ottimale di servizi e prestazioni.
Secondo Sinistra per Gualdo la difesa di questo servizio e il consolidamento degli standard quantitativi e qualitativi dell’ospedale comprensoriale costituiscono degli imperativi categorici per cui è necessario impegnarsi e battersi. Per queste ragioni e per scongiurare detta ipotesi, abbiamo deciso di presentare un ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale, con la speranza che tutta l’assise possa dimostrare sensibilità e trovare la massima unità su una problematica che, qualora non dovesse trovare soluzioni positive, sarebbe un altro duro colpo per il diritto alla salute dei cittadini gualdesi e per la sanità dell’intero territorio.

Gianluca Graciolini

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Di Sandro (del 21/11/2007 @ 16:55:58 in - Chicche gualdesi, linkato 717 volte)

Gualdo Tadino - Panorama

Tutti dicono di voler bene alla citta' ... pero' siccome il concetto e' abbastanza generico, perche' non facciamo un piccolo sondaggio tra i partecipanti a questo blog, per sapere che cosa ognuno di noi crede che 'amare la citta' significhi. Dovrebbe essere una risposta d'obbligo per chiunque si candidera' a posti pubblici o organizzazioni locali... La domanda e': che significa per te concretamente voler bene alla tua citta'?

Di spongebob (inviato il 21/11/2007 @ 12:59:16)


Questa caro Spongebob è una bellissima domanda.
Ci sono molti modi di amare la proria città:
uno ci accomuna tutti ed quello dei ricordi, dell'esserci cresciuti, dell'aver assaporato i suoi luoghi condividendo con tante persone quelle che sono le tappe della vita ed è forse il modo più profondo e poetico, ma di certo non è quello a cui tu riferisci.
Amare la città significa anche avere lo stesso sentimento che si ha per la propria casa (in senso ampio), per le proprie cose, quindi proteggerle e curarle.
Amare la città significa fare il prorio dovere di cittadino, lavorando, studiando, educando i propri figli con senso civico nel rispetto delle regole della comunità.
Amare la città significa partecipare alla sua vita pubblica, non necessariamente facendo attività politica diretta, ma avvicinandosi di più a quelle che sono le questioni che la riguardano evitando di creare una sorta di muro tra il cittadino e chi lo rappresenta e questo è quello che ultimamente ci ha resi tutti un pò più insofferenti verso l'ammnistrazione.
Amare la città significa non fare politica fine a se stessa, cercando amministrando di fare una perenne campagna elettorale.
Amare la città significa che non esistono colori difronte al bene comune e che solo attraverso il rilancio e il potenziamento delle sue risorse, che a mio avviso giacciono come il fuoco sotto la cenere, può rinascere.
Amare la città significa che ognuno può fare qualcosa...
Amare la città significa ricercare con umiltà le soluzioni anche in altre realtà che magari hanno avuto problemi analoghi e fruttuose soluzioni.
Amare la città significa dare slancio alla sua economia in maniera organica, cercando un piano di sviluppo più equilibrato.
Non si può pensare al rilancio economico creando catene di servizi e nessun punto concretamente produttivo.
Amare la città significa dare voce ai suoi cittadini, significa concepire il lavoro politico come una servizio e non un privilegio.
Amare la città significa indignarsi e denunciare chi la infanga, chi la sporca, chi la denigra, chi rovina il suo patrimonio, chi la usa.
Amare la città signifca essere orgogliosi delle proprie tradizioni e in quanto tali tramandarle e radicarle, faccio un'esempio che può sembrare banale: I bambini festeggiano alloween e non suonano più la pasquella e il carnevale non è come una volta è assurdo...
Amare la città è guardare il futuro con ottimismo e mai con rassegnazione!
Amare la città vuol dire dire la propria senza aver paura!!


Di CapitanoNelCuor (inviato il 21/11/2007 @ 15:57:38)

Redazione

 

 

 

 
Di Riccardo (del 07/02/2012 @ 16:54:02 in - Ambiente, linkato 310 volte)

Merli e passeri affamati da questa intensa ondata di gelo e bufera di nevePensavo di essere il solo ad essermi preoccupato di merli e passeri affamati da questa intensa ondata di gelo e bufera di neve. Invece noto con piacere che qualcuno ci ha pensato anche prima di me ed in maniera scientifica. Sul Messaggero Umbria di oggi, a pagina 45 (Terni) c’è un articolo titolato “SOS Volatili- Gli avanzi di Natale per salvare gli uccelli- L’ambientalista Gianni Cardinali, per anni direttore dell’oasi di Alviano, dispensa consigli attraverso la sua pagina Facebook.
Non ve li riassumo. Chi è interessato può andarla a consultare direttamente. Cito soltanto un passaggio della sua intervista al Messaggero: “Salvare la vita di qualche uccellino, oltre ad essere una buona azione, può risultare anche un piacevole passatempo”; già, un modo come un altro, e sicuramente più piacevole per i nobili fini cui è dedicato, per rompere la monotonia di questa prigionia forzata entro le nostre mura domestiche.

Riccardo Serroni

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/01/2010 @ 16:52:22 in - Sport, linkato 592 volte)

GIUNTA REGIONALE UMBRIA stanzia 1,1 MILIONI DI EURO PER PROGRAMMA 2009 E' notizia di ieri che la GIUNTA REGIONALE UMBRIA stanzia 1,1 MILIONI DI EURO PER PROGRAMMA 2009 a favore del potenziamento degli impianti sportivi.
Belle notizie che farebbe piacere leggere ogni giorno. Ma la domanda che mi pongo immediatamente sulla nostra realtà gualdese, facendo un paragone alla mia adolescenza quando gli unici spazi per dare due calci al pallone erano i marciapiedi ancora non intasati dai parcheggi selvaggi, in una Roma compressa dall'espansione urbanistica del boom anni '60, è come sia possibile che impianti eccezionali come quelli di cui disponiamo, quali piscina, campi da tennis, campi di calcio e di calcetto, pista ciclabile, molteplici piastre polivalenti, palestre e palazzetto, non siano completamente saturate per tutti i giorni dell'anno da ragazzi e ragazzini.
Una densità di attrezzature sportive pro-capite, considerato che un comune come Gualdo non riempie nemmeno la via di un quartiere popoloso di Roma, visto il loro sotto utilizzo, sembra come un grave insulto per chi non può disporne. Ci si domanda subito dopo dove sia l'anello mancante per la diffusione dello sport: la famiglia, la scuola, l'ente locale? Poca considerazione dello sport da parte della famiglila? Indifferenza della scuola che non ne conferisce la giusta importanza? un'ente locale che nel corso di tutte le amministrazioni si è data e si da molto da fare per le attrezzature e poi rimane al palo per incentivarne l'utilizzo?
Lo sport è la base ed un sicuro investimento per un un futuro in salute, sviluppo della personalità e della socializzazione e non trascurabile è il suo impatto sulla riduzione dei costi sociali. A Gualdo, che abbiamo la fortuna di essere stracolmi di attrezzature, sarebbe bene che si facesse un programma coordinato con le scuole di ogni ordine e grado per aumentare la percentuale di ore dedicate alla pratica sportiva, anche se andassero a discapito di qualche versione di latino. Il futuro delle prossime generazioni ha bisogno di ragazzi formati in un corpo sano e corroborati da una personalità sana e solidale, magari accettando qualche strafalcione linguistico.
Inutile correre dietro al perfezionismo e nozionismo quando la società di domani richiede, ora più che mai, un tessuto sociale forte sia nella salute che nella solidarietà.

Maurizio Biscontini

 
Di Riccardo (del 28/05/2012 @ 16:50:57 in - Scuola, linkato 636 volte)

QUERELLE SCUOLA: presidenze e segreterie - Gualdo TadinoPrima premessa: sono insegnante di scuola primaria (già elementare) in servizio a Cerqueto, cioè il plesso indiziato a traslocare armi e bagagli sotto l’amministrazione della scuola secondaria di primo grado (già media) F. Storelli per salvarne la presidenza; seconda premessa: sono insegnante prossimo alla pensione definitiva (dal primo settembre), quindi gli eventuali mutamenti non mi toccherebbero personalmente. Ergo, le mie argomentazioni non riguardano interessi personali. Semmai riguardano gli interessi di una categoria e di una scuola alla quale mi sentirò di appartenere per sempre, anche dopo il pensionamento.
Nella querelle animatasi per il salvataggio della presidenza della scuola Media credo valga la pena articolare in maniera dettagliata tutti i possibili risvolti. Altrimenti non si capiscono i perché ed i per come di certe prese di posizione.
Che la Presidenza della scuola Media sia un valore positivo credo nessuno lo metta in dubbio. Che la Presidenza della scuola Media debba essere salvata ad ogni costo anche mettendo in difficoltà altre categorie di soggetti attivi nel mondo scolastico è tutt’altra cosa.
E’ chiaro che la causa scatenante è la volontà del governo (da diversi anni a questa parte) di risparmiare sulla gestione dell’istruzione. Detto che condivido l’opinione di chi critica il governo perché sulla scuola bisognerebbe investire ancora di più e non tagliare, quando ci sono le leggi con esse bisogna fare i conti. Quindi il mio non è un giudizio di merito ma una enunciazione di fatti.
Ed allora vediamo le due soluzioni caldeggiate da opinioni contrapposte cercando di elencarne i pro ed i contro.

1° soluzione- La Direzione Didattica cede alla scuola media il plesso di Cerqueto con l’aggiunta della scuola dell’infanzia di Cerqueto (se passa statale) o la scuola dell’infanzia di Morano (la legge prevede l’istituzione di nuovi istituti comprensivi dalla scuola dell’infanzia alla scuola media). Soluzione votata dal collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto della Media.

  • Conseguenze per la scuola Media- La scuola media supererebbe i 400 alunni (minimo previsto per i comuni di montagna) e conserverebbe la Presidenza (preside e segretario) ed i due applicati. La nuova legge, però, prevede l’istituzione di Istituti Comprensivi dalla materna alla media; quindi, secondo una interpretazione rigida della legge stessa da parte di alcuni operatori, anche la scuola media dovrebbe cedere almeno una sezione alla Direzione Didattica. Se così fosse sarebbe una follia pura percorrere questa strada.
  • Conseguenze per la scuola elementare- La Direzione Didattica perderebbe 9 o 10 posti di Cerqueto (con due part-time attualmente siamo 10 come numero ma 9 come monte orario). Ma attualmente gli insegnanti di scuola elementare e materna non sono titolari nei plessi ma sono assegnati al Circolo. In tal modo i 9-10 insegnanti che perderebbero il posto per il trasloco della scuola all’Istituto della Scuola Media rientrerebbero nella graduatoria generale del Circolo Didattico che avrebbe così 9-10 soprannumerari che potrebbero trasferirsi a Cerqueto. Il plesso di Cerqueto, però, potrebbe avere una vita abbastanza precaria perché con la rigidità dei numeri attuali basterebbero due o tre bambini in meno per non formare una classe e perdere due posti (c’è il tempo pieno). Negli anni trascorsi queste perdite, quando ci sono state, sono state superate con diversi accorgimenti. Tre anni fa ad esempio è stata istituita un’unica classe prima tra San Rocco e Cerqueto con la gestione degli insegnanti in comune. Inoltre lo stesso tempo pieno di Cerqueto negli anni è stato una risorsa per il Circolo perché una delle insegnanti assegnate al plesso (l’ultima in graduatoria) è stata utilizzata part-time per coprire carenze in altre scuole in sofferenza di organico (Morano e poi San Pellegrino). Isolando Cerqueto nell’organizzazione amministrativa della scuola media tutto questo immagino che non sarà più possibile. Inoltre è ipotizzabile che rendendo Cerqueto piuttosto precario nel suo isolamento alla Media, gli insegnanti che da anni lì vi operano non si sentano più tanto tranquilli della sicurezza del posto e nel rimescolamento generale (pur avendo un’opzione privilegiata per rimanere nel plesso) potrebbero optare per altri plessi dove potrebbero avere un futuro più certo, con tanto di benservito alla continuità didattica. In teoria i bambini della scuola di Cerqueto da un anno all’altro potrebbero avere tutti o quasi insegnanti nuovi e, nel tempo, ci sarebbe una certa fluidità nel corpo insegnante stesso perché è umanamente comprensibile che ognuno cerchi una situazione il più stabile possibile. Non c’è certezza, infine, sul numero degli applicati, anch’essi assegnati in base al numero degli alunni.

2° soluzione- Il Circolo Didattico di Gualdo Tadino e la scuola media vengono unificati in un unico Istituto Comprensivo di circa 1200 alunni. E’ la soluzione votata dal collegio docenti del Circolo Didattico. Cosa comporterebbe? Verrebbe soppressa una presidenza ed un segretario mentre gli applicati potrebbero conservare tutti il posto (ma non c’è certezza su questo punto). Diventerebbe più complessa la gestione delle scuole sul piano amministrativo (stipendi, orari, gestione dei fondi, trasporti…) con un solo Consiglio d’Istituto ed un solo collegio docenti (ma esistono Istituti Comprensivi anche di 1500 alunni), ma sul piano didattico e della gestione del personale insegnante non cambierebbe nulla rispetto all’attuale situazione. Anche perché oggi, nella gestione didattica, un ruolo importante lo svolgono le funzioni strumentali (docenti incaricati dai colleghi o dai dirigenti scolastici per portare avanti settori specifici del funzionamento didattico). Con l’unificazione probabilmente queste figure saranno inferiori alla somma delle attuali e qualche insegnante perderebbe questa indennità di funzione.
Il sottoscritto ha votato con il Collegio docenti per questa seconda soluzione, ma gli insegnanti non si sono espressi in questo modo per fare un dispetto ai colleghi della Media. Hanno soltanto soppesato i pro ed i contro ed hanno concluso che gli aspetti contrari alla “cessione” di Cerqueto sono troppi e troppo gravi, sia per il loro futuro di insegnanti che per la continuità didattica sui bambini della frazione.
Da un lato ci sarebbe la perdita di una Presidenza e di un segretario (entrambi i segretari in ballo sono comunque prossimi alla pensione e farebbero un sacrificio per allontanarsi un po’ di più solo per un anno o due). Dall’altra avremmo un possibile stravolgimento generale del corpo insegnante delle elementari (e dell’infanzia se fosse interessato Morano) con l’isolamento di un plesso scolastico in una situazione di precarietà.

Capisco che sul piano politico salvare una Presidenza possa fare un po’ più rumore e più presa nell’opinione pubblica, ma è sicuro che la gente, se ben informata, non sia in grado di valutare quale sia effettivamente la scelta migliore?

Riccardo Serroni

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Di Sandro (del 17/11/2007 @ 16:50:08 in - Accade a Gualdo, linkato 772 volte)

GUALDO TADINO - IL PROF. ALBERTO CECCONI SI DIMETTE DALLA PRESIDENZA DELLA PRO TADINOLa notizia del passaggio della Presidenza della Pro Tadino, appresa questa mattina, mi ha fatto un po’ preoccupare per le motivazioni che potevano averle indotte e così ho chiamato il caro amico Alberto che mi ha rassicurato raccontandomi le motivazioni di carattere personale e di grande spessore, tipiche della nobile persona qual è, che mi hanno fatto comprendere la sua decisione. Sollecitato a parlare dell’Associazione per informare i gualdesi e per raccontare un po’ il periodo della sua presidenza mi ha gentilmente fornito il testo della relazione che ha portato in assemblea.
Questo è il testo integrale:

“ASSEMBLEA PRO TADINO 9.11.07

Il nuovo Consiglio Direttivo, erede di una tradizione prestigiosa, costruita con spirito di sacrificio, lungimiranza e generosità, si è trovato di fronte ad una situazione molto difficile dal punto di vista economico e con un’immagine da ricostruire. Delle difficoltà economiche abbiamo già parlato e parleremo.
Nonostante ciò, sinora siamo riusciti a tenere aperto l’ufficio di informazioni turistiche, grazie soprattutto al volontariato; e speriamo di andare avanti sino alla fine dell’anno. Abbiamo aperto buoni rapporti con l’Ente Giochi delle Porte ed altre collaborazioni e dialoghi, compresa l’Accademia dei Romiti, nata dopo che nella Pro Tadino c’era stato l’episodio di quello che qualcuno ha chiamato “assalto alla diligenza” e che ha prodotto anche la chiusura del nostro quindicinale, “L’Eco del Serrasanta”, una voce attiva sul piano informativo, culturale sociale, ma anche economico. Più volte a titolo personale ho espresso l’auspicio di sinergie nelle assemblee dell’”Accademia dei Romiti” per un possibile ed utile ritorno in questa sede, finalizzato anche a far rinascere il periodico.
Adesso gestiamo anche la biglietteria della stagione teatrale.
Il Cd e l’Esecutivo si sono riuniti varie volte per esaminare la situazione e per costruire prospettive: la grande disponibilità e la buona volontà, le capacità propositive fanno sperare per il futuro, anche se restano difficoltà; ma insieme, se ciascuno di noi si sente protagonista primo, se si impegna responsabilmente e con generosità, in prima persona, a dare una mano, ne verremo fuori. A questo proposito invito soci e membri del Cd ad essere maggiormente presenti nella sede per la gestione e la programmazione delle iniziative: chiunque ha idee o progetti li presenti, e possibilmente si impegni anche a gestirli.
Gelosie o esclusive non ci sono; in ogni caso sono dannose per tutti.

Un fronte sul quale si è lavorato parecchio è quello del rilancio del Concorso Internazionale della Ceramica: ci sono stati diversi incontri per la progettazione, coinvolgendo Comune, Cna, Confartigianato, Confcommercio; c’è un progetto di massima, una commissione presieduta dal prof. Mauro Mancini sta lavorando proficuamente nonostante ci siano continui ostacoli da superare.
Per la parte finanziaria ci sono buone prospettive: abbiamo avuto dichiarazioni di congrui sostegni diretti da due istituti bancari, dall’Associazione italiana delle città della ceramica, da una Fondazione, da una importante e prestigiosa azienda del territorio, da un privato; chiederemo anche sostegni ad altri soggetti.
Le opere vincitrici delle precedenti 37 edizioni del cic, dopo la diaspora degli anni passati, sono state radunate – meritoriamente - dal Rotary Club: e verranno restaurate.
A breve vogliamo realizzare una mostra sugli “Autori gualdesi”: aspettiamo solo la risposta del Sindaco per la disponibilità della chiesa di San Francesco per l’esposizione.
Verrà realizzato il nuovo sito internet da parte della nostra attiva ed entusiasta vicepresidente signora Paola Moriconi. Che ha anche lanciato l’ottima ipotesi di un concorso sui presepi natalizi insieme alla Confcommercio.

Stasera c’è tra di noi il presidente regionale dell’Unpli, il dr Euri Matteucci: lo ringraziamo e gli chiediamo lumi, indicazioni, cooperazione, sostegni, amicizia per il nostro futuro, memori del grande impegno anche nell’Unpli nazionale e regionale da parte del nostro compianto presidente cav. Uff. Giovanni Pascucci.

La Pro Tadino ha ricominciato perciò con grande umiltà, ma anche con la caparbietà di chi intende rifondarsi, mantenendo salde le radici della tradizione, cooperando con le associazioni cittadine, molte delle quali sono nate ed hanno mosso i primi passi in questa sede, con persone ed Enti che vogliono bene a Gualdo Tadino, interfacciandosi proficuamente col Comune, per promuovere la conoscenza e l’immagine della città, per renderla più bella ed accogliente verso tutti.

Il mandato ricevuto ad aprile 2007 dal Cd era a tempo: in autunno si sarebbero dovute prendere decisioni sul futuro della Pro Tadino.
La discussione è aperta.
A livello personale credo che sarebbe un peccato lasciar cadere le prospettive positive delineatesi; e lo dico anche se sopravvenuti motivi di carattere personale, imprevisti, mi costringono a lasciare l’impegno di primo responsabile dell’associazione; ma intendo rimanere nel Cd per continuare a dare contributi per il futuro dell’associazione. Lascio l’incarico con la soddisfazione e l’orgoglio di aver dato una piccola mano in momento a dir poco scomodo, insieme a tanti altri, l’amministratore ing. Luciano Meccoli, i membri dell’Esecutivo e di Commissioni, i consiglieri, per un reale rilancio. In questa decisione non c’è ombra di polemiche verso nessuna persona o istituzione: ringrazio cordialmente tutti quanti, con generosità ed autentico spirito di servizio, si sono adoperati a starci vicini in varie maniere in questo difficilissimo e coraggioso avvio di ripresa.

Viva la Pro Tadino.

Alberto Cecconi”

Questo era il testo del discorso fatto al Consiglio Direttivo della Pro Tadino, a me non resta che apprezzare la sua disponibilità e augurandogli ampio successo per le sue aspirazioni private lo ringrazio per quanto ha fatto e continuerà a fare da vice per la sua città, sicurissimo che sarà una spalla validissima e affidabile per la nuova Presidentessa Paola Moriconi alla quale rinnovo il mio augurio per un futuro ricco di successi.

Sandro Farinacci

 
Di Fabbrizio (del 04/11/2009 @ 16:49:33 in - Accade a Gualdo, linkato 1059 volte)

4 novembre. Non dimenticateci!Alla fine di ottobre del 1918 l’esercito austro-ungarico cede, di schianto, vinto dalla fame e dalle sofferenze; alle ore 17 del 3 novembre viene firmato l’armistizio, le ostilità hanno termine alle ore 15 del 4 novembre. In ogni angolo d’Italia esplode l’entusiasmo popolare.
A Gualdo Tadino, al suono di tutte le campane della città, la popolazione scende in piazza: è un continuo succedersi di dimostrazioni, cortei, imbandieramenti, fuochi artificiali e discorsi estemporanei accompagnati dagli inni patriottici della banda militare della Brigata Alpi.
La Brigata Alpi si trova a Gualdo per un campo di esercitazione delle ultime classi reclutate e alcune compagnie sono già pronte a partire per il fronte: alla notizia che sarebbero tornate ai distretti di Perugia e Spoleto esplode l’entusiasmo delle reclute e così la piazza si riempie anche di soldati festanti.
Dall’improvvisato palchetto, il poeta Ahasvero, al secolo Giulio Guerrieri, recita:
“…mentre gl’imperi crollano, risurgon le Nazioni, e le campane squillano, e tacciono i cannoni”.
A conti fatti il tributo pagato dai gualdesi è altissimo: 217 caduti, una massa di mutilati ed invalidi. Numeri devastanti per una cittadina come la nostra, con ovvie ripercussioni umane.
Gualdo Tadino, come tutte le città italiane, si trova a dover affrontare un dopoguerra terribile, intanto, però, bisogna onorare i morti caduti per la Patria. Il Sindaco propone la nomina di un comitato cittadino “per l’erezione di un monumento a perenne ricordo dei gloriosi gualdesi caduti”. Il comune finanzia l’opera con £ 1000. Occorre innanzitutto trovare i soldi e il comitato, con assoluta mancanza di sensibilità, si rivolge, incredibilmente, alle famiglie dei caduti. Erminia Botticelli, sorella di Giuseppe Botticelli, morto il 26 maggio 1917 sul monte Hermada, scaraventa fuori di casa il delegato del comitato, chiudendo la questione.
In seguito, grazie ad una sottoscrizione popolare e al comune che copre la differenza di spesa, finalmente cominciano i preparativi per la realizzazione del monumento.
Una lettera del ten. Adolfo Ferrero, scritta poche ore prima di morire in combattimento, riassume quanto ci dicono oggi, 4 novembre, i gualdesi che hanno combattuto sul Carso, sulla Bainsizza, sul Grappa, o coloro che hanno sofferto nei campi di prigionia in Bulgaria, in Germania, in Austria:
(trascrizione parziale)
“Fra cinque ore qui sarà un inferno. Fremerà la terra, s’oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa e rombi e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso: piove. Vorrei dirvi tante cose... tante.... ma Voi ve l’immaginate. Vi amo tutti, tutti.
O genitori, parlate, parlate, fra qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me, morto a vent’anni per la Patria. Parlate loro di me; sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me. Che è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi. Fra dieci, vent’anni forse non sapranno più d’avermi avuto fratello. A voi mi rivolgo.”

Fabbrizio Bicchielli e Mauro Guidubaldi
gualdesi.grandeguerra@yahoo.it   

 

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/11/2006 @ 16:48:05 in Società, linkato 667 volte)

COPPA DEL MONDO 2006Cannavaro a Parigi per il Pallone d'Oro

Fabio Cannavaro che alza la coppa luccicante in quel di Berlino è un'istantanea scattata dagli occhi di tutti i tifosi italiani e mandata a memoria, nel cassetto dei sogni realizzati. Ma lunedì sera a Parigi, la scena sarà solo sua e il premio di France Football, assegnato al miglior calciatore dell'anno, è lì che aspetta il sorriso da copertina del capitano azzurro. Si chiude così un anno tutto d'oro per il difensore. Stasera sarà ancora il sorriso più bello, anche se non potrà mai prendere il posto, nei nostri e nei suoi ricordi, dell'urlo di gioia di quella notte d'estate.

La Francia "boicotta" Cannavaro
Le Figaro: "Un premio contro Zidane?"

"Le Figaro" titola sarcastico: "Un Pallone d'Oro contro Zidane?". Cannavaro premiato da France Football è un affronto, secondo il quotidiano, riservato al grande Zizou. "E' il simbolo dell'Italia mondiale - attacca il giornale -: giocatore della Juve destituita, retrocessa, che torna alla ribalta e guida gli azzurri al successo". Poi, aggiunge sibillino: "Ora gioca nel Real con la maglia numero 5... Vi ricorda qualcosa?".

Non ci amano e, nella loro arroganza proverbiale di cugini nobili, sembra proprio che non riescano a non odiarci. Se poi ripensano al 9 luglio e alle loro lacrime, di fronte ai nostri sorrisi, l'acredine da parenti serpenti si acuisce ulteriormente. Così, non stupisce nessuno, al di qua delle Alpi, che il prestigioso quotidiano francese "Le Figaro" lanci i suoi strali contro il riconoscimento assegnato da France Football a Fabio Cannavaro.

Già il titolo è tutto un programma: "Un Pallone d'Oro contro Zidane?". "Non si sfugge a Zidane - si legge nell'articolo - neanche ora che ha smesso. In teoria non si dovrebbe assegnare un Pallone d'Oro ad un giocatore che non è più in attività, ma questo non è un ostacolo. Se la Francia avesse vinto il mondiale, se il colpo di testa di Zizou, invece di quello al 107', fosse stato quello che per poco, qualche minuto prima, non ha battuto il portiere azzurro, è difficile immaginare che non avrebbe ricevuto il premio. Ma c'è stato quel minuto numero centosette...". Poi, il giornale prosegue e rispolvera la candidatura dell'altro Bleu, Thierry Henry. "Potevano darlo a lui, l'ha già sfiorato più volte". E, infine, il j'accuse a Cannavaro. "E' l'incarnazione del trionfo italiano in Germania: giocatore della Juventus destituita, retrocessa, ma che torna alla ribalta e trascina la sua truppa alla vittoria, giocando da parte sua un notevole ruolo. Di più? Il difensore ha lasciato i bianconeri per il Real, dove gioca con la maglia numero 5... Vi dice qualcosa?".

Schiaffi pesanti, ma ai quali abbiamo fatto il callo, noi e Cannavaro. Papin, invece, da buon emigrato di vecchia data, noin è altrettanto duro, anche se sottolinea un pensiero da molti sposato, anche qui nel Bel Paese. "Quando vedo che dei difensori come Franco Baresi o Paolo Maldini - incalza l'ex Pallone d'Oro - non sono mai stati premiati, penso che la scelta di Cannavaro stoni un po'". Più critico, quasi feroce, invece, Gerard Houllier, tecnico del Lione capoclassifica in Francia. "E' un grande scandalo - sostiene -. Anno dopo anno, Henry segna più di venti reti. Il suo club va in finale di Champions, lui va in finale a Berlino segnando contemporaneamente otto reti nella stagione con i Bleus. E' un giocatore enorme! Ma c'è stata una campagna contro di lui. Ha avuto ragione di dire che non è stato aiutato in Francia". E poi chiude con la puntura finale. "Il mio Carew ha contribuito a dimostrare, saltando Cannavaro in quel modo, che tutto questo è abominevole". No, amici mai.   (Articoli di fonte Tgcom)

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/07/2011 @ 16:47:53 in - Politica, linkato 689 volte)

Il consiglio comunale aperto convocato per discutere e illustrare la proposta di riapertura dell’ex ospedale Calai mi ha dato lo spunto per riflettere un po’ ad alta voce. Chi scrive è il più giovane consigliere comunale, che si è avvicinata alla politica per la prima volta, che crede nella politica con una passione vera ed autentica, che crede fermamente che la politica sia e debba essere utile a migliorare la qualità della vita delle persone, che ogni giorno decide di dedicare un po’ del suo tempo ad occuparsi della comunità cui appartiene, dei suoi problemi e delle opportunità che potrebbe cogliere.
L’esperienza pressoché nulla in materia non significa non avere spirito critico nei confronti di chiunque, maggioranza o opposizione, la predisposizione è comunque quella di voler e saper cogliere del buono in ogni circostanza.
Assistere al consiglio comunale aperto nel quale si è parlato della riapertura dell’ex ospedale Calai, sedermi di fronte ai banchi dell’opposizione tristemente vuoti mi ha lasciata interdetta e sentir affermare proprio dagli assenti che “la politica è questa e si fa anche così!” è quanto di più lontano dal mio modo di vederla e concepirla.
Ci sono persone tra quei banchi che hanno ricoperto importanti cariche amministrative per anni, altre che si sono battute a lungo per una preferenza in più ed entrare a sedersi tra quegli scranni… da loro dovrei comunque imparare qualcosa, dovrei quantomeno avere un esempio.
Per quanto mi riguarda non riesco proprio a cogliere nessun elemento positivo di maturità, di responsabilità, di appartenenza e di legame stretto con i cittadini.
Hanno dato un esempio della peggiore politica, quella che antepone la strumentalizzazione, la faziosità, il colore politico al buon senso e ai valori condivisi, quella che mi trova nettamente in contrapposizione, quella dei “politici di mestiere”, quella della falsità e delle parole spese che non hanno valore.
Bene signori, che molto spesso alzate il ditino in consiglio per voler insegnarci come si amministra, come ci si comporta con i cittadini, come ci si rapporta con le istituzioni… siete il peggior pulpito da cui possano partire prediche di qualsivoglia natura.

Ilaria Sellani
consigliere comunale

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 12/05/2010 @ 16:47:28 in - Chicche gualdesi, linkato 402 volte)

Il sindaco Roberto Morroni ha ricevuto in municipio Marco Brunetti e Sergio Sabbatini, i due fiondatori gualdesi protagonisti della sesta puntata de “Lo Show dei Record”, il fortunato programma di Canale 5 condotto da Paola Perego.I fiondatori Marco Brunetti e Sergio Sabbatini ricevuti dal sindaco.

Il sindaco Roberto Morroni ha ricevuto in municipio Marco Brunetti e Sergio Sabbatini, i due fiondatori gualdesi protagonisti della sesta puntata de “Lo Show dei Record”, il fortunato programma di Canale 5 condotto da Paola Perego.
In quella circostanza Marco Brunetti è entrato anche nel Guinness World Records, abbattendo con la propria fionda otto lattine in un minuto, superando il primato che lo spagnolo Gorge Barrell deteneva da ben dieci anni.
Un bello spot, quindi, sia per i Giochi de le Porte (Marco e Sergio sono due dei protagonisti storici del “palchetto”) che per la neonata Asd Fiondatori Gualdo e per l’intera Federazione, recentemente riconosciuta anche dal Coni e di cui Gualdo Tadino rappresenta uno dei cardini, tanto che il bersaglio ufficiale impiegato in tutta Italia è il “cuore della Bastola” utilizzato nei Giochi.
“E’ stato un onore per noi rappresentare Gualdo e i Giochi de le Porte dinanzi al grande pubblico televisivo”, hanno commentato Brunetti e Sabbatini.
Il sindaco Roberto Morroni si è complimentato con i due fiondatori, consegnando loro due targhe ricordo a nome dell’amministrazione comunale. “Marco e Sergio hanno tenuto alto il nome di Gualdo Tadino e, grazie al loro impegno, stanno trasformando una semplice passione in qualcosa di più. I Giochi de le Porte, quindi, oltre ad essere la manifestazione più importante della città apprezzata orma in tutta Italia, stanno anche offrendo l’apertura di sbocchi di natura sportiva e opportunità sul fronte professionale.”

 
Di Riccardo (del 03/09/2009 @ 16:47:18 in - Sport, linkato 402 volte)

Gallicianò - Un’esperienza bella ed interessante: è l’unanime opinione di tutti gli escursionisti Cai di Gualdo Tadino che hanno partecipato ad un trekking di una settimana in Aspromonte

Un’esperienza bella ed interessante: è l’unanime opinione di tutti gli escursionisti Cai di Gualdo Tadino che hanno partecipato ad un trekking di una settimana in Aspromonte. Essendo il territorio così distante da noi e sconosciuto, ci siamo avvalsi dell’organizzazione dell’associazione Naturaliter. Una scelta quanto mai azzeccata e positiva. I motivi della nostra soddisfazione sono molteplici.
Le guide che ci hanno accompagnato in tutti i percorsi (Pasquale ed Andrea) ci hanno condotto (anche con il supporto di un pulmino) nei siti più caratteristici dell’area greganica e dell’area della Locride ed hanno dimostrato di possedere una approfondita conoscenza della storia e delle tradizioni di un territorio che amano profondamente e che con il loro impegno (trasformato in lavoro) contribuiscono in modo significativo a valorizzare.
L’accoglienza “alberghiera” è stata ottima. A Bova abbiamo scoperto la realtà di quell’ospitalità diffusa (posti letto ricavati nelle case ristrutturate) di cui abbiamo sentito più volte parlare come un obiettivo possibile anche a Gualdo Tadino.
L’impatto culturale è stato notevole. Siamo entrati in contatto con le più antiche tradizioni derivate dalla cultura greca esplorando Gallicianò (un paesino nel cuore della Magna Grecia in cui gli anziani parlano ancora il greco antico) o con i siti più sperduti e caratteristici (grotte scavate nella roccia) frequentati nell’antichità dai monaci basiliani ed oggi dominio incontrastato dei pastori. Abbiamo, inoltre, attraversato paesini abbarbicati su speroni rocciosi ed oggi totalmente abbandonati dalle popolazioni che si sono spostate lungo la costa dove le condizioni di vita sono migliori sia per l’ambiente meno ostile che per le maggiori opportunità di lavoro.
Abbiamo dormito, per due sere, presso l’azienda agrituristica “Il bergamotto” ed il padrone di casa, il gentilissmo Ugo, ci ha accompagnato in una visita guidata alla sua azienda spegandoci aneddoti e segreti di questa pianta che vive e produce frutti soltanto in quella parte della costa ionica.
Abbiamo conosciuto personaggi d’altri tempi come il “mitico” Trapani che vive isolato con una sorella in una casupola a tre ore e mezza di cammino dal centro più vicino senza il supporto della corrente elettrica e degli altri servizi più moderni che a noi appaiono oggi indispensabili.
Insomma, ci siamo immersi in una realtà per molti aspetti molto diversa dalla nostra e proprio per questo più affascinante.
Noi abbiamo scoperto questa opportunità prendendo spunto da un diario di viaggio a piedi dell’inglese Edward Leare che nell’estate del 1847, naturalmente con supporti molto meno agevoli di quelli su cui abbiamo potuto contare noi, percorse diverse località dell’Aspromonte disegnando i paesi più caratteristici.
Sarebbe interessante che qualcuno, incuriosito da questo nostro breve resoconto, decidesse di seguire il nostro esempio.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/02/2012 @ 16:46:25 in - Politica, linkato 313 volte)

Il Circolo Pdl di Gualdo Tadino intende esprimere il proprio sostegno, in sede dell’imminente Congresso provinciale, alla lista che vede candidati come coordinatore provinciale Donatella Tesei e suo vice Luca Briziarelli.
Coerenti con i nostri ideali di rinnovamento, meritocrazia, confronto costruttivo aperto e franco, riteniamo che la lista presentata, e la mozione che l’accompagna, risulti essere in linea con il nostro progetto politico e con la nostra idea di partito, che esprimiamo sul territorio gualdese e vorremmo si concretizzi anche a livello provinciale e regionale.
La lista dei candidati infatti è composta dai Sindaci di Gualdo Tadino, Sigillo e Scheggino, assessori, consiglieri comunali, dirigenti del movimento giovanile e dirigenti storici del partito, uniti dalla volontà di far crescere il partito.
L’età media dei candidati della lista si aggira infatti sui 40 anni, e ci sono 7 dei 15 candidati sotto ai 35 anni di età.
“I nostri candidati possono rappresentare un contributo decisivo per il rilancio del partito del Popolo della Libertà in Umbria. Non vuole essere una critica all’attuale gestione del partito, ma vuole essere una proposta per un nuovo percorso politico, come è stato espresso dal Segretario Nazionale Angelino Alfano, ed è proprio per questo motivo che ci siamo sentiti in dovere di dare un contributo, soprattutto quando egli stesso sostiene che le scelte degli organismi politici del partito debbano avvenire in un regime di democrazia interna, cioè dal basso” ha dichiarato il Sindaco di Montefalco Donatella Tesei.
“ I partiti sono luoghi di democrazia – esordisce il Sindaco Roberto Morroni, candidato come capolista – e la democrazia si basa sul confronto e sulla vivace e costruttiva dialettica interna al partito. Il prossimo congresso del Popolo della Libertà provinciale costituisce una tappa fondamentale e importante per il rafforzamento dell’azione politica e organizzativa di questa forza che deve candidarsi con autorevolezza e credibilità alla guida della regione. Non è una mozione contro qualcuno, ma per qualcosa, un qualcosa di nuovo e di diverso”.
Riteniamo che siano maturi i tempi per diventare forza di governo anche nella nostra regione. Governiamo più di venti comuni e in ognuno di questi possiamo vantare una classe di amministratori preparati, impegnati, che contribuiscono in maniera sostanziale a dare un’immagine del partito forte e credibile. Mai come adesso è necessario fare un salto in avanti e diventare forza di governo nella nostra regione, portando una ventata di novità, entusiasmo, volontà riformatrice di cui la nostra Umbria ha così tanto bisogno.

Circolo Pdl di Gualdo Tadino

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 27/04/2013 @ 16:45:16 in - Accade a Gualdo, linkato 322 volte)

NOVITÀ DALL'ESA - Gualdo Tadino Finalmente, era ora che si cominciasse a differenziare anche l'alluminio: Un altro elemento riciclabile al 100% pressoché infinite volte.
Il contenuto delle prime due frasi della seconda pagina del volantino, distribuito dall'ESA, erano state dette (non ricordo più se da qualcuno del Comune o dell'ESA o dei cittadini presenti) durante il primo incontro di Lunedì 22 Ottobre 2012 alle ore 21 presso il Circolo di Cartiere voluto dall'attuale Sindaco del Comune di Gualdo Tadino Roberto Morroni per spiegarci la bella sorpresa che abbiamo ricevuto insieme all'ultima bolletta della TARSU. Vi ricordate che l'ESA, nella persona del suo presidente, ha dichiarato che la differenzazione dei rifiuti fatta da noi cittadini non è corretta e/o sufficiente e, per tanto, il personale dell'ESA stessa deve provvedere ad una ulteriore differenzazione dei nostri rifiuti ed, essenzialmente, hanno attribuito a ciò questo aumento dei costi?
La terza ed ultima frase della seconda pagina del volantino distribuito dall'ESA, per quanto possa essere discutibile circa l'ammenda e su come verrà poi fatta e convalidata, mi fa pensare che finalmente i tempi siano maturi per una maggiore sensibilizzazione circa la cultura della CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI (nel caso specifico della "piccola" parte di rifiuti che derivano dalle nostre case visto che, come detto post di Serroni non tutti usufruiscono della raccolta comunale): Infatti, finalmente, anche la società che effettua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per conto del Comune di Gualdo Tadino, cioè l'ESA, si è finalmente resa conto che c'è qualcosa che non va nel sistema di gestione dei rifiuti all'interno del Comune di Gualdo Tadino.
A tale proposito, vorrei fare alcune domande ed osservazioni.

  1. Come ci si deve comportare con questa novità di cui si parla nel volantino dell'ESA (cioè mettere l'alluminio insieme al vetro) nelle frazioni, come ad esempio Corcia, dove sono ancora presenti i vecchi contenitori in comune per un abbozzo di differenzazione dei rifiuti che prevedono la suddivisione della carta , plastica, vetro e misto? A tal proposito si veda la foto sotto riportata. Inoltre, se non ricordo male, in passato, in quella che io e la mia famiglia chiamavamo "campana del vetro" (a causa della forma che aveva e del tipo di rifiuto che ci andava dentro) già presente prima dell'arrivo dell'attuale raccolta porta a porta, era previsto che ci si gettassero anche alcune cose in alluminio tipo le cosiddette "lattine"; quindi, la novità che dal 1 Maggio 2013 si può mischiare vetro e alluminio, se si guarda al passato, non è poi una novità. A tale proposito, c'è qualcuno che si ricorda tutto ciò e che mi può smentire su quanto ora esposto circa la "non" novità annunciata dall'ESA sulla "non" nuova gestione dell'alluminio come rifiuto?
  2. Visto che si fanno incontri per ogni cosa, chi ne ha le capacità e le competenze cosa aspetta a fare una serie di incontri formativi e culturali su come riconoscere i vari rifiuti e decidere se e come differenziarli all'interno delle nostre case (cioè incentrati sulla CORRETTA GESTIONE DI TALE TIPO DI RIFIUTI)? Già, perché molte persone (soprattutto, forse, le persone anziane), tra cui molte volte pure io, si trovano spesso in difficoltà sul decidere dove buttare un particolare rifiuto, e BUTTARE un rifiuto significa GESTIRLO. Circa tali incontri, mi permetto di buttarla li, un buon punto di partenza potrebbero essere le scuole (i giovani di oggi saranno coloro che dovranno gestire il pianeta terra domani e che, nel frattempo, possono portare "nuova cultura" all'interno delle varie case). E qui l'assessore all'Ambiente Paola Gramaccia potrebbe essere un valido aiuto.
  3. Circa lo smaltimento dei rifiuti elettronici (frigoriferi, computers, stampanti, radiosveglie, cellulari, tablet, televisori, lettori CD/DVD …) come ci si deve comportare? È possibile interfacciarsi con le società Raeegest e Ag Immobiliare da poco nate? (a tal proposito leggi il post dell'Allegra Combriccola.
  4. Come ultima domanda e osservazione, mi chiedo se una più oculata gestione dei rifiuti casalinghi da parte di TUTTI non porti, finalmente, alla tanto attesa razionalizzazione dei costi in tale campo di cui tanto si parla. O, per lo meno, ad un maggiore contenimento dei costi per questa voce di bilancio Comunale. Io sono convinto che buona parte di tali costi siano dovuti alle modalità di raccolta porta a porta ed al conferimento da parte dell'ESA di alcuni rifiuti alla GESENU. Circa la modalità di raccolta porta a porta, faccio osservare, a chi non lo sapesse o non se ne fosse ancora reso conto, che un autoveicolo che si ferma e riparte e che si spegne e riaccende, se previsto, molte volte durante il suo tragitto consuma molto più carburante che se facesse lo stesso tragitto con meno fermate e meno spegnimenti e riaccensioni, sempre se previste. Mentre circa il conferimento di ESA presso GESENU, ribadisco solo, come già fatto in passato, che ad un aumento delle tariffe applicate da GESENU per tali conferimenti, non ci sono razionalizzazioni che tengono per poter contenere i costi della gestione dei rifiuti. A tale proposito, andate a rileggervi i seguenti post dell'Allegra Combriccola:
    a. TARSU: cosa ci stanno facendo?
    b. TARSU: tassa rifiuti solidi urbani

Concludo, in fine, facendo un piccolo sondaggio: A proposito di rifiuti, riconoscete dove ho scattato la foto sotto riportata?

NOVITÀ DALL'ESA - Gualdo Tadino 

Francesco Troni

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Di Sandro (del 11/07/2007 @ 16:44:40 in - Editoria gualdese, linkato 1570 volte)

ATTENZIONE ! ! !

Scusa Sandro se mi rivolgo a te, ma non conosco personalmente i soci della ProTadino e dell'Accademia dei Romiti, o comunque non ho la confidenza necessaria per chiedere loro questa cosa.
In Ebay è stata messa in vendita l'edizione tedesca dell'erbario di Castore Durante, edita nel 1609 a Francoforte. Sto partecipando all'asta, ma ho bello e capito che non la vincerò, sta salendo alle stelle. Magari puoi chiedere a loro che li conosci bene, se come associazione o personalmente gli interessa di acquistarla, sarebbe un peccato se andasse a qualcuno che non sia di Gualdo è una perdita per il nostro patrimonio culturale.
L'inserzione è in:
 Arte e Antiquariato > Libri antichi > Incunaboli e Cinquecentine e comunque basta digitare DURANTE nella ricerca e si trova subito.
Scusa se . . . .

Purtroppo sono mancato per un po’ di giorni e ho letto la notizia da poco. Ho verificato che restano solo quattro giorni prima che l’asta si chiuda. Mi faccio carico dell’appello del nostro fedelissimo amico e giro a tutti voi l’invito per divulgare e/o risolvere quanto sopra.

Sandro Farinacci

 
Di Riccardo (del 02/06/2006 @ 16:43:10 in - Sanità, linkato 935 volte)

Riccardo Serroni - La notizia ci è stata comunicata quasi in sordina. Il solito comunicato stampa con gli estremi di riferimento per quanti fossero interessati. Eppure contiene in sé elementi di una straordinaria innovazione. Si deve rinnovare il consiglio di amministrazione dell’ EASP (Ente di Assistenza e Servizi alla persona), il cui mandato è scaduto il 29 maggio. L’ente, che gestisce il Centro Sociale per gli anziani Armando Baldassini, attualmente è presieduto da Virgilio Castellani. Il Presidente ed i 4 consiglieri vengono nominati dal comune. Ed ecco la rivoluzionaria novità: chi vuole entrare a far parte di questo consiglio può presentare una regolare domanda in carta semplice indirizzata al Comune di Gualdo Tadino – Ufficio di Segreteria - entro e non oltre il 19 giugno 2006 a mezzo lettera R.R. o direttamente all’Ufficio Protocollo. Nella domanda gli interessati dovranno indicare le proprie generalità ed il titolo di studio posseduto nonché allegare il proprio curriculum. Insomma, un incarico pubblico dato per concorso: “A dover scegliere sarà comunque il sindaco - spiega Scassellati - ma spero di doverlo fare tra una ricca rosa di candidati con una particolare competenza tecnica ed amministrativa per studi compiuti o per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, o per uffici ricoperti”. Ci sarà la corsa? Essendo una funzione non remunerata qualcuno ha dei dubbi. Ma non è detto. E’ pur sempre un incarico di prestigio e non sono poche le persone, magari in pensione, disponibili a spendere le loro competenze in attività di utile volontariato.

Al di là di come si risolverà la questione, l’idea di Scassellati apre scenari e prospettive inimmaginabili. Perché non estendere il “concorso” anche ad altre attività amministrative, magari remunerate?
C’è necessità di un assessore alla vattalapesca? Chi si sente all’altezza si faccia avanti, presenti le sue credenziali e sulla base delle sue competenze, certificate e classificate con un punteggio, si costruirà una graduatoria di merito.
Serve un sindaco? Perché escludere a priori quanti da anni coltivano questo sogno nel cassetto e non hanno mai avuto il coraggio di esternarlo né la possibilità di poter competere per quella poltrona? Sarebbero troppi i concorrenti? Meglio, più ce ne sono e più aumenta la percentuale di scegliere la persona giusta.
Chi dovrebbe decidere? Il popolo.
Illusioni? Sì.
Alle ultime elezioni politiche, per timore di perdere la poltrona, i partiti ci hanno tolto anche la possibilità di scegliere con le preferenze. O mangi sta minestra o salti sta finestra.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 12/10/2007 @ 16:42:39 in - Ambiente, linkato 794 volte)

Gualdo Tadino - Proposta per la gestione dei rifiutiCaro Sandro, tra qualche giorno manderemo come amici di Beppe Grillo una lettera a tutti i comuni dell'Umbria per spiegare e far vedere alla gente la nostra proposta per la gestione dei rifiuti. Che ne dici se anticipassimo i tempi, anticipando il dibattito sul tuo blog? Magari postando la mia proposta, proponendo con numeri alla mano una raccolta differenziata come si deve per la nostra Gualdo, visto che nessuno qua si prende la briga di fare qualcosa??? Ti allego la mia proposta:

Piano strategico per i rifiuti:

  1. Piano Strategico per la gestione dei Rifiuti in Umbria
    Per una Regione a Rifiuti Zero, esistono le alternative all'incenerimento e vanno perseguite.


1.1 Alcuni principi di pianificazione strategica:

Impostando il lavoro col metodo della pianificazione strategica riusciremo a dare un risposta generale ad un "problema" specifico: i rifiuti.
Dal forum Sostenibilità e Decrescita è possibile scaricare un file zip che introduce al metodo suddetto.

1. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si sapesse che cosa si cerca di fare, se gli obiettivi dell'azione fossero ben fissati, e le risorse destinate al raggiungimento di un obiettivo fossero raccolte insieme.
2. Le decisioni sarebbero di migliore qualità se si disponesse di informazioni su come le risorse vengono attualmente impiegate, per i principali obiettivi in essere, sui modi nei quali gli obiettivi sono perseguiti, il tipo di persone che ne sono i beneficiari, e così via.
3. Le decisioni sarebbero di qualità migliore se si valutasse l?efficacia dei programmi in corso.
4. Le decisioni sarebbero migliori se si potesse considerare ed analizzare modi alternativi di raggiungere gli obiettivi.
5. E' ragionevole avere un programma per il futuro e decidere che cosa fare nei prossimi anni; ed è ugualmente ragionevole decidere quali mutamenti ed interventi immediati (legislativi, regolamentari, finanziari) sono necessari per andare verso la direzione desiderata.
6. E' bene essere "sistematici" circa le decisioni: cioè seguire una esplicita procedura per rivedere i piani a lungo termine alla luce di nuove informazioni, valutazioni ed analisi, e di trasferire i mutamenti dei piani nelle conseguenze legislative e di bilancio.


Premesso che:
  • L'Unione Europea adotta il principio di precauzione, ed il principio di chi inquina paga.
  • L'Italia ha sottoscritto il protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.
  • La Costituzione italiana tutela l'ambiente e la salute.
  • Esistono una serie di obblighi normativi in materia ambientale che consentono: l'informazione e la partecipazione dei cittadini, puntualmente disattesi dagli Enti locali; esiste una normativa che prescrive gli Studi d'Impatto Ambientale e la sua successiva Valutazione anche del Rischio Sanitario, puntualmente non svolti a regola d'arte ed a volte nei casi gravi omessi.
  • Gli inceneritori a recupero energetico sono figli di una truffa politica unica in Europa a danno delle fonti rinnovabili (direttiva '92/CIP6), tali impianti sono ancora aperti poiché ricevono soldi pubblici che non dovrebbero avere, i CIP6 sono solo per le vere fonti rinnovabili.
  • La politica dell'Unione Europea da anni punta all'obiettivo della PREVENZIONE, e del RICICLO del rifiuto, e che la TARSU (tassa sui rifiuti) deve essere sostituita con la TARIFFA così da far pagare di più a chi inquina e meno a chi differenzia e ricicla.
  • I rischi sanitari di questi impianti sono noti in tutti il mondo, ed in casi specifici i danni sono gravissimi. • Le associazione mediche ISDE (Medici per l'Ambiente) e Medicina Democratica sono fortemente contrarie all'incenerimento poiché evidenziano gravi danni alla salute. • Persino gli industriali sono contrari all'incenerimento poiché preferiscono riciclare il rifiuto per rimetterlo nel mercato.
  • I comuni sono soci delle aziende municipalizzate/partecipate, società private, che gestiscono anche i rifiuti in situazione di monopolio ed in conflitti d'interesse. Passare al Piano rifiuti Zero significa eliminare il monopolio e creare numerosi posti di lavoro.

Il Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità ed i forum Amici di Beppe Grillo intendono promuovere un coordinamento regionale fra cittadini, associazioni, esperti e forze politiche col fine di redigere un Piano che preveda:

1. la corretta informazione a tutti sul tema in oggetto,
2. il controllo delle istituzioni e l'azione legale nel caso si riscontrino illeciti e reati,
3.l'elaborazione di un Piano Regionale che adotti la filosofia del Piano Rifiuti Zero.


1.2 Informazioni utili
Il giorno 24/09/07 presso l'ordine dei Medici di Arezzo si è svolto un importante Workshop sulla Valutazione dell'Impatto sulla Salute (VIS) promosso dall'ISDE. Ecco alcune informazioni pervenute dall'incontro:

Informazioni fornite dal prof. Gianni Tamino, docente Bioetica Uni Padova,
Premessa sui principi del diritto ambientale europeo
1) PREVENZIONE Quando sono noti gli effetti nocivi di una tecnologia o di una sostanza occorre adottare tutte le misure per prevenire tali effetti sull'ambiente e sulla popolazione
2) PRECAUZIONE

  • ll Principio di Precauzione come afferma Henri Belvèze, è un approccio alla gestione dei rischi che si esercita in una situazione d'incertezza scientifica, che reclama un'esigenza d'intervento di fronte ad un rischio potenzialmente grave, senza attendere i risultati della ricerca scientifica.
  • Quando si parla di precauzione vanno distinti due momenti operativi diversi: da una parte abbiamo l'approccio precauzionale che fa parte della fase di analisi del rischio, e che quindi concerne l'approccio scientifico ai dati e deve essere improntato alla prudenza, dall'altra abbiamo il Principio di Precauzione vero e proprio che invece fa parte della fase definita di gestione del rischio, prettamente politica.


Informazioni fornite dalla dott.ssa Patrizia Gentilini, oncoematologa, membro ISDE,

5 LUGLIO 2007
La Corte di Giustizia dell'UE condanna lo Stato Italiano per la mancata VIA alla terza linea dell'inceneritore ASM di Brescia.
Non ritenendo evidentemente di nessun valore una procedura di VIA espletata ad impianto già autorizzato e già funzionante!
Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse 25 ottobre 2000


"La gestione illecita riguarda una quota considerevole dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia:.. una quota superiore al 30% - che tradotto in termini numerici equivale a 35 milioni di tonnellate ( soprattutto speciali) sono smaltiti in maniera illecita o criminale ogni anno"


Forli, data 28.08.2007, orario 12:55. ''Biodenaro'', smaltimento illecito di rifiuti. OPERAZIONE LUCIGNOLO- oltre 500 mila tonnellate di rifiuti, fittiziamente declassificati o illecitamente miscelati con altre tipologie di rifiuti, che venivano, poi, smaltiti in discariche non autorizzate dell'Emilia Romagna


quando ( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica?) dicono che qualcosa è sicuro e buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro non importa quello che succede a te (?) Se c'è qualcuno che proteggerà la tua vita e sicurezza, quel qualcuno non potrai essere che tu. Irwin Bross

Altre info:

Malauguratamente non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: "il termovalorizzatore" produce pochissimo PM10 (la legge sugli inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di micro-particolato non rientra nella valutazioni: per cui, a norma di legge l'aria è pulita.
Stefano Montanari
direttore scientifico Nanodiagnostics srl Modena


Traendo spunto dal prof. Paul Connett (prof. emerito di chimica St Lawrence university Canton, NY)
Il problema non è come eliminare i rifiuti ma piuttosto come non produrli.
I rifiuti non sono un problema tecnologico sono un problema di progettazione industriale.
Per ottenere rifiuti zero, occorrono tre cose:
  • responsabilità industriale (a monte)
  • responsabilità della comunità (a valle)
  • una buona leadership politica (per saldare insieme entrambe


E' importante il coinvolgimento delle Province, ognuna deve adottare un Piano Rifiuti Zero. La Regione deve investire negli impianti che chiudono la filiera del RICICLO, essa deve normare la PREVENZIONE del rifiuto chiamando a se l?industria ed indicare la strada dell'ECODESIGN, cioè vietare al progettazione e la costruzione di oggetti non riciclabili, non biodegradabili. la Regione adottando il principio di precauzione deve ampliare la lista delle sostanze chimiche tossiche contenute nel REACH e seguendo le indicazioni dell'ISDE e di Medicina Democratica deve vietare l'uso delle stesse.
La Regione deve far redigere delle università italiane la carta geochimica ambientale, importante strumento conoscitivo dello stato di salute dei suoli. L'unica Regione ad averla al momento è la Campania, redatta dal prof. Benedetto De Vivo, docente di geochimica ambientale, dell'Uni Federico II Napoli.
Il Piano deve prevedere un inizio ed una fine: una durata. Si può attuare in due anni?
Inoltre in ossequio ai principi costituzionali si intende spingere una linea politica che faccia investire il denaro pubblico sulla prevenzione, in sostanza sostituire i mezzi di trasporto inquinanti, pubblici e privati con quelli non inquinanti.

Questa è la nostra proposta, aperta a discussione e miglioramenti, con il contributo di tutti.

 



 

Chiaramente è creata per un piano di rifiuti regionale, ma nessuno ci vieta di riadattarla per il nostro comune, o una serie di comuni limitrofi.

Simone Capponi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 23/03/2011 @ 16:41:52 in - Sport, linkato 556 volte)

Il Campionato Italiano Marathon si presenta ufficialmente con molte sorprese

Il Campionato Italiano Marathon si presenta ufficialmente con molte sorprese
Tante le personalità presenti e ... qualche novità assoluta svelata in diretta
 
Venerdì 25 Marzo, Salone d'Onore della Giunta Regionale, presentazione ufficiale del Campionato Italiano Marathon 2011, la gara nazionale più importante della stagione, per la prima volta organizzata e disputata nel Centro Italia. In programma il 1° Maggio a Gualdo Tadino l’entusiasmante kermesse sta pedalando forte e decisa verso l'appuntamento più atteso dai bikers. Importanti gli interventi previsti in conferenza stampa: l'Assessore allo Sport della Regione Umbria Fabrizio Bracco, della Provincia di Perugia Roberto Bertini, il Presidente del CONI Comitato Regionale Umbria Valentino Conti, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato di Rocco e del Comitato Regionale Carlo Roscini, il Sindaco di  Gualdo Tadino Roberto Morroni, presenti alcuni nomi d'eccezione della mountain bike: Paola Pezzo, due volte campionessa olimpionica, il Commissario Tecnico della Nazionale Hubert Pallhuber, vincitore nel 1997 del titolo mondiale cross country. Saranno presenti anche gli sponsor ufficiali ed i partner organizzativi.
 
Grande attesa per questo momento di grande rilevanza sportiva ed agonistica che porta nella regione Umbria i toni più accesi del tricolore, proprio in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Una gara che riuscirà, infatti, ad unire simbolicamente il Paese, con la partecipazione di centinaia di atleti e staff tecnici al seguito, provenienti da ogni ambito territoriale, oltre ad un grande pubblico di famiglie degli atleti ed appassionati della disciplina. La Federazione Ciclistica Italiana scegliendo Gualdo Tadino, Valsorda ed alcuni Comuni limitrofi quale territorio ideale per ospitare una delle più seguite e coinvolgenti competizioni sportive, consente di valorizzare, grazie allo sport, una cornice storica ed ambientale privilegiata dall’opera dell’uomo e della natura quale suggestivo percorso nel quale si cimenteranno i numerosissimi atleti per circa 84 Km.
 
Saranno diversi e non marginali anche gli eventi collaterali ideati con un programma originale che verrà presentato in conferenza, quale ulteriore azione di marketing. La San Pellegrino Marathon 2011 si colloca in un quadro di promozione complessiva, come tale può essere considerata un grande evento ed un reale investimento per l’intera regione. Da tali presupposti, il connubio con la città e l’Amministrazione di Gualdo Tadino, principale promotore della manifestazione, rappresenta un’offerta qualitativa di progetto associata ad un contesto di valori espressi e rappresentati proprio dal territorio ospite che si candiderà come capitale del centro Italia per la mountain bike. Per tali caratteristiche che comportano, in primo luogo, visibilità mediatica e conseguenti ricadute positive per il turismo, l'evento è patrocinato e supportato dai principali partner istituzionali.
 
Durante la presentazione, oltre alla descrizione dei percorsi, delle attività collaterali in programma, di tutte le tappe di avvicinamento alla gara, sarà svelata un'importante iniziativa che porterà una ventata d’innovazione negli eventi sportivi di ogni genere.   
 
Info Marathon San Pellegrino 2011:
Gs Avis Gualdo Tadino cell. + 39 333 4443549 - fax 075.9169.67
 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/09/2010 @ 16:39:11 in - Politica, linkato 386 volte)

Riguardo alle note problematiche di questi ultimi giorni relative alle difficoltà legate alla disputa dei Giochi de le Porte, il PD di Gualdo Tadino fiduciosi in una veloce positiva risoluzione, abbiamo voluto fino ad oggi,  mantenere il silenzio su una vicenda che fin troppo facilmente si prestava ad una possibile strumentalizzazione politica su argomenti che invece devono vedere l’unità della città intorno ad una festa che non ha colore di parte se non quello della propria Porta.
Ma a meno di dieci giorni dall’inizio dell’edizione 2010 dei Giochi de le Porte continua l’incertezza sullo svolgimento o meno della manifestazione. L’ordinanza del Sottosegretario Francesca Martini è l’ennesima riprova che il cosiddetto “Governo del fare” è molto più probabilmente un “Governo del fare casino”, equiparare situazione tra loro diverse anni luce non è che la dimostrazione lampante di assoluta incapacità e non conoscenza del problema.
Nonostante questo i Giochi de le Porte, e non da quest’anno, hanno tutti i requisiti  necessari per continuare a svolgersi nella sola sede possibile e cioè il centro storico e la piazza principale di Gualdo Tadino.
Apprezziamo infatti il lavoro lungimirante ed efficacemente svolto dall’Ente e dalle Porte che già da alcuni anni a questa parte, con largo anticipo sulla recente normativa, hanno adottato elevati standard di prevenzione e benessere per i nostri animali.
L’incertezza e la assoluta mancanza di comunicazione da parte dell’amministrazione comunale di queste ultime settimane non sono tollerabili ed accettabili; chi è stato chiamato a rappresentare gli interessi di tutti non può fare a meno di assumersi tutte le responsabilità del caso senza tentennamenti o paure e di informare puntualmente la cittadinanza sullo sviluppo della situazione, fino ad arrivare ad atti di “disobbedienza civile” qualora fossero necessari.
La convinta fiducia di tutti i gualdesi sul regolare svolgimento dei Giochi de le Porte, per quest’anno ed anche per il futuro, si basa sulla conoscenza del lavoro svolto in questi anni dall’Ente Giochi per la sicurezza e per la incolumità di tutti partecipanti alla manifestazione e per la tutela degli animali.
Ci auguriamo pertanto che il lavoro di qualche decennio non venga gettato alle ortiche da un non condivisibile ed improvvisato provvedimento governativo.

PARTITO DEMOCRATICO
Circolo di Gualdo Tadino

 

 
Di Sandro (del 09/03/2007 @ 16:39:00 in Società, linkato 531 volte)

Ricevo e pubblico una lettera aperta di uno studente napoletano sui temi del disagio e del bullismo.

 "Ma quello che ho scritto interesserà a qualcuno anche se non fa spettacolo?"

"Non picchio i compagni e amo la scuola ditemi la verità: non sarò mica un folle?"
di GIUSEPPE ROSARIO ESPOSITO
Mi presento, il mio nome è Giuseppe Rosario Esposito sono un ragazzo napoletano, uno di quelli che ha la fortuna di poter andare a scuola, un ragazzo come tanti, uno di quelli che può sedersi di fronte ad un Pc per scrivere una lettera che probabilmente sarà ignorata poiché non fa abbastanza "Spettacolo". Non siamo forse nella società dello spettacolo ad ogni costo?
Ed allora guardando la televisione leggendo i quotidiani, non sento che parlare della "Non scuola" , non leggo altro che articoli interminabili sull'ennesimo video caricato su YouTube che riprende chissà quale altro atto di vandalismo o di bullismo.

Si parla solo di questa "non scuola" che ormai sembra aver preso il sopravvento su tutto e tutti!
E la scuola? Quella vera, quella dei ragazzi che scrivono per far sentire la loro voce, quelli che in centinaia e centinaia parlano della "scuola che c'é" su di un forum on-line di cui nessuno ha scritto, quelli che si interessano dei reali problemi dei sistemi di istruzione, quelli che hanno deciso di creare un manifesto europeo degli studenti.
Che fine ha fatto quella scuola? Indubbiamente è più spettacolare far parlare di sé piuttosto che parlare di sé. Allora forse più che scrivere una lettera, dovrei filmarmi con uno di quei videofonini mentre riempio di botte qualche insegnante. Non lo so! Forse sono un folle se penso che a qualcuno importerà questa lettera, sono un sognatore nel cercare ogni mattina sui titoli dei giornali "la scuola che c'è" restando puntualmente deluso da quei caratteri cubitali.
Forse dovrei già sapere che nessuno risponderà a questa lettera. E forse mi dovrei abituare a non sapere cosa sono gli obbiettivi di Lisbona 2010, in fondo cosa importa! So cos'è YouTube. Ma scusate se non posso fare a meno di sognare.

 
Di Sandro (del 25/01/2010 @ 16:35:56 in - Centro Storico, linkato 1108 volte)

Webcam nel centro storico per pubblicizzare Gualdo TadinoTra le tante opportunità che la Rete mette a disposizione c'è la vetrina/spot di una webcam che offre immagini di porzioni del territorio. Nel nostro caso, uno scorcio di Piazza Martiri della Libertà con la facciata del Comune o di San Benedetto, oppure una vista panoramica, dalla Scuola Media, dell’abside di San Francesco e lo scorcio del centro storico con lo sfondo del Serrasanta o la Rocca Flea o …
Tutte possibilità a costo zero entrando nel circuito delle webcam-meteo dove lo spazio per la promozione è dato gratuitamente da siti o portali interessati a fornire un servizio per vendere a terzi spazi pubblicitari. Sembra poca cosa ma il sempre più numeroso popolo del web usa questi strumenti sia quando è interessato che per curiosità nei momenti di pausa. La spesa è di qualche decina di €uro per l’acquisto della telecamerina, i posti suggeriti negli esempi sono già forniti di connessioni internet.
L’esperienza della webcam installata dalla Provincia su a Valsorda, al Rifugio del Cai, che ci manda le immagini in tempo reale della splendida vallata, oggi per la verità un po’ nebbiosa, ne è un esempio da seguire e non a caso sono sempre più le città che sfruttano questa opportunità. È poca cosa, ma è qualcosa.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 13/06/2011 @ 16:34:08 in - Accade a Gualdo, linkato 750 volte)

UN CONSIGLIO DAI NAVIGANTI! di Roberta ComodiNon è mia abitudine scrivere in internet e sono anche un pò in imbarazzo per questo, ma spero che il mio messaggio venga pubblicato sia perchè ritengo che la vicenda sia degna di nota, sia perchè spero che qualcuno possa darmi una mano. Il mio è un tentativo di farmi ascoltare da quante più persone è possibile per questo ho deciso di utilizzare il web che mi concede questa opportunità.
Da circa 30 anni io, mia madre, mia sorella e ultimamente anche i nostri mariti, stiamo combattendo nostro malgrado battaglie su battaglie a causa di un immobile situato in via flaminia lasciatoci in “eredità” da nostro padre. Credo che tutti i gualdesi sappiano di quale immobile io stia parlando: “ex- Rascellino” per intenderci. Tralasciando tutte le altre lotte ancora in corso vorrei mettere al corrente tutti voi dell’ultima scorcentante vicenda che ci lascia ancora una volta allibite e arrabbiate: l’attuale gestore del Ristorante “La favola di Diedo” : da ormai quasi due anni, ottobre 2009, non paga l’affitto e continua a portare avanti la sua attività indisturbato. Credo sia facile immaginare i problemi economici che questo ci stia causando, ma la cosa più incredibile è che noi abbiamo provato tutti i mezzi legali a noi concessi e nessuno ha fatto nulla: lo abbiamo denunciato ai carabinieri e alla finanza e nessuno si è mosso, abbiamo pensato di sollecitare interventi della Asl e dei Nas (dal momento che le poche volte che siamo riuscite a parlargli lui dice che non paga l’affitto perchè il locale non è a norma) i controlli sono stati effettuati ma non hanno portato a nulla, non possiamo dargli lo sfratto in quanto il suo contratto prevede l’affito di un ramo di azienda e non l’affitto di locali e intanto lui continua tranquillamente a lavorare nel nostro locale e ad ottenere concessioni per l’apertura di altre attività. Secondo voi è possibile che esistano persone al di sopra della legge? E se questo accade riuscite ad immaginarne il motivo? Cosa dovremmo fare secondo voi? Non abbiamo intenzione di arrenderci ma certo così è dura... Grazie a chiunque abbia un consiglio da darmi.

Roberta Comodi

 
Di Alberto (del 05/08/2008 @ 16:32:58 in - Accade a Gualdo, linkato 573 volte)

Gualdo Tadino by Allegra Combriccola - “C’avevo proprio bisogno della Comunione. Che bella Comunione che ho fatto!”. L’espressione non è di un cristiano andato in Chiesa, alla Messa. Ma di un malato molto grave, totalmente infermo da cinque anni ...“C’avevo proprio bisogno della Comunione. Che bella Comunione che ho fatto!”. L’espressione non è di un cristiano andato in Chiesa, alla Messa. Ma di un malato molto grave, totalmente infermo da cinque anni, incapace di parlare da altrettanto tempo, assistito amorevolmente dai suoi cari nell’ abitazione di famiglia nelle vicinanze del Santuario della Madonna del Piano. L’ha detta qualche istante dopo avere ricevuto l’ Ostia consacrata. Poi per lui ed i suoi tutto è tornato come prima: il letto, l’assoluta incapacità di comunicare a causa della grave, inguaribile e progressiva malattia, con il trasferimento per qualche ora sulla poltrona, dove viene trasportato di peso, a braccia.
Il fatto è accaduto a Gualdo Tadino circa 3 mesi fa, quando il sacerdote, in occasione della ricorrenza del primo venerdì del mese, nel suo giro di visite ai malati, si era recato anche nella casa di quest’uomo, da sempre fervido credente: ha portato la Comunione, come aveva fatto tante altre volte; e c’è stato l’incredibile “risveglio” anche a livello di linguaggio parlato. Immediato. E poi tutto è tornato nella dolorosa normalità di sempre. All’episodio, che ha tutto il sapore del miracolo, hanno assistito il sacerdote che portava l’Eucarestia e la moglie del malato; la quale ha raccontato: “Mi sono commossa, ho pianto, era incredibile quanto accaduto. Mio marito, dopo aver detto quelle cose, è rimasto per qualche ora con gli occhi aperti. Poi li ha richiusi, e tutto è tornato come prima”.
Quanto è successo è davvero un miracolo? Probabilmente nessuno darà mai una risposta all’interrogativo, nessuno potrà o vorrà certificarlo, anche perché non c’è stata nessuna guarigione concreta, riscontrabile, le condizioni esteriori della persona sono rimaste quelle che erano in passato, cioè gravissime, e non certamente reversibili per la scienza medica attuale: l’uomo sta nel letto ad occhi chiusi, ha bisogno di un’assistenza totale per ogni atto del suo stare al mondo. Un calvario per lui e per tutti i suoi cari, pesante e duro nella “normalità” quotidiana. Ma la vita c’è.

Alberto Cecconi

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/10/2010 @ 16:32:58 in - Politica, linkato 356 volte)

Le dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale in merito al presunto successo del progetto “ I CARE “, ci inducono a fare alcune considerazioni e porre al Sindaco qualche domanda.
In primo luogo ci sembra di poter affermare che dopo gli squilli di trombe e le roboanti dichiarazioni del Sindaco, la montagna abbia partorito il più piccolo dei topolini.
La promessa di far piovere su Gualdo chissà quale risorse dall’Unione Europea si è rivelata, e non poteva essere altrimenti, la più colossale delle bufale, ed anche i 14 progetti, tanto propagandati, peraltro quasi in via esclusiva presentati da attività commerciali, non possono certo rappresentare quella svolta per l’economia di Gualdo che in maniera ipocrita si vorrebbe far credere ai cittadini.
La verità è che il contributo in conto interessi, poiché di questo si tratta, è una misura che da anni viene adottata dalle varie amministrazioni comunali e non può di certo essere spacciata come cambiamento epocale, proprio per questo ci sentiamo di fare tre proposte all’Amministrazione Comunale:
1. Nella commissione di valutazione c’è un’assenza grave. Un patto sociale è tale se coinvolge tutta la rappresentanza, ed in questo caso quella dei lavoratori, per la prima volta nella storia della nostra città non c’è. Si provveda quindi immediatamente ad inserire nella commissione di valutazione le rappresentanza sindacali.
2. Proprio perché vogliamo il massimo della trasparenza riteniamo opportuno che anche l’opposizione, con uno o più rappresentanti, possa partecipare alle riunioni della commissione
3. Crediamo sia necessario rendere pubblico l’elenco delle attività che hanno chiesto di aderire al bando, come accade in tutte le occasioni analoghe in cui si usufruisce di fondi pubblici. In questo modo i cittadini potranno valutare liberamente ed alla luce del sole quale potrà essere l’impatto reale sull’economia e quindi sulle condizioni sociali di tante persone nella nostra città di un provvedimento che invece sa tanto di propaganda e molto poco di concretezza.

Il Segretario Giorgio Locchi       Il Capogruppo Massimiliano Presciutti                          

 
Di Riccardo (del 11/04/2012 @ 16:32:14 in - Sport, linkato 346 volte)

CAMMINARE CON IL CAI : è ripresa l’attività escursionistica della sezione Cai di Gualdo Tadino con varie proposte per interessanti passeggiate sui nostri monti o sulle montagne a noi vicine Da qualche settimana è ripresa l’attività escursionistica della sezione Cai di Gualdo Tadino con varie proposte per interessanti passeggiate sui nostri monti o sulle montagne a noi vicine come Monte Cucco, il Catria, San Vicino, Sibillini e così via (senza dimenticare la settimana verde sulle Dolomiti ed il trekking che quest’anno avrà come protagonista il Monviso).
Ritengo opportuno, a corredo delle informazioni sulle escursioni che trovate anche sull’Allegra Combriccola, puntualizzare un aspetto importante di questa attività al fine di correggere una falsa convinzione e gli equivoci conseguenti.
La falsa convinzione è questa: con il Cai si cammina tanto e se non ce la fai sono cavoli tuoi.
Allora cerchiamo di spiegare bene come stanno le cose.
Primo punto: con il Cai si cammina tanto.
E’ vero. Le escursioni organizzate dal Cai vanno quasi sempre oltre le tre ore, il che significa che calcolando un‘andatura di circa 3 Km/ora si percorrono quasi sempre oltre i 10 Km. Ciò, comunque, non è di per sé molto significativo. Se sono 10 Km in pianura o quasi lo sforzo è minimo; se c’è un dislivello importante la fatica sarà sicuramente maggiore.
Secondo punto: le escursioni del Cai non riservano sorprese.
Prima della partenza, nei comunicati informativi sulle escursioni, gli organizzatori anticipano tutte le informazioni necessarie: lunghezza del percorso, tempi previsti, dislivello, difficoltà (T=Turistico, E=Escursionistico, EE=Escursionisti Esperti). Quindi, chi vuole partecipare, deve tenere conto di queste informazioni. Se non è abituato a camminare, se non ha un minimo di allenamento nelle gambe è assolutamente sconsigliato che si avventuri in un percorso di 5-6 ore con dislivelli dai 500 m in su; può, invece, tranquillamente affrontare un percorso turistico per saggiare le sue possibilità e, magari, successivamente, cimentarsi in un percorso un po’ più impegnativo. Se è la prima volta che cammina con il Cai, è opportuno che contatti preventivamente uno degli organizzatori (vengono sempre indicati con il rispettivo numero telefonico) per avere chiarimenti ulteriori e farsi consigliare.
Terzo punto: il Cai organizza escursioni per camminare tutti insieme.
Capita che, tra i partecipanti, ci sia qualcuno con la gamba più veloce che mette la quinta e lo rivedi solo all’arrivo. Ma non sarà questo, sicuramente, il comportamento degli accompagnatori Cai. C’è un fatto di deontologia e di responsabilità. Nessuno, se parte con il gruppo Cai, verrà lasciato indietro da solo né si pretenderanno ritmi di marcia forsennati. Ognuno ha il diritto di camminare secondo le sue forze ed avrà accanto a sé uno degli accompagnatori che gli starà a fianco fino all’arrivo. Può capitare (a volte è successo) che per qualche difficoltà oggettiva (una piccola distorsione o qualche altro inconveniente) un escursionista non sia in grado di proseguire con gli altri. In quel caso uno degli accompagnatori lo riporterà indietro oppure cercherà insieme a lui il supporto di una macchina o di qualche altro mezzo per rientrare.
Quindi, niente paura.
Solo con le escursioni organizzate da associazioni come il Cai avrete la possibilità di raggiungere a piedi posti incantevoli che altrimenti non vedreste mai e solo con il supporto degli accompagnatori avrete la massima sicurezza di avere sempre accanto un supporto per i momenti di difficoltà che potrebbero verificarsi.

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Il Gruppo Consiliare Sandra Monacelli rassicura l'opposizione per la questione dei pozzi di Corcia e RigaliNel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale sono accadute decisamente meno cose di quelle che sono state impropriamente raccontate.
Rassicuriamo anzitutto Pd, Rifondazione e Lega Nord che la maggioranza gode di ottima salute e la giunta ha la piena fiducia dei gruppi che la sostengono in consiglio comunale. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale non c’è stata alcuna spaccatura, come strumentalmente riportato da alcuni comunicati stampa. Teniamo a sottolineare che sui punti sostanziali, quali l’assenso o il dissenso a nuove concessioni e l’apertura o chiusura dei pozzi P1 e P2 di Corcia e Rigali, tra i gruppi consiliari di maggioranza, come nella stessa giunta, vi è piena identità di vedute. Nella circostanza si è trattato semmai di una semplice dialettica su aspetti meramente tecnici di secondaria importanza, connessi alle effettive competenze dell’amministrazione comunale.
E’ stato proprio in considerazione “dell’accertamento di responsabilità” che, nel programma elettorale delle liste di sostegno alla candidatura di Sandra Monacelli, è stato scritto “chiederemo la chiusura dei pozzi” e non “chiuderemo i pozzi”, come troppo sinteticamente, quanto forse strumentalmente, è stato riportato in qualche comunicato emesso successivamente al consiglio comunale.
Appare davvero singolare come gli "scontenti dell’attuale maggioranza" del Comune di Gualdo Tadino non abbiano di meglio da fare che trascorrere il loro tempo tra un misto di rabbia per le loro personali sorti e un’ansiosa speranza di divisione, nella maggioranza che non li comprende, che purtroppo per loro tarda a venire.

Il Capogruppo Consiliare Fausto Cambiotti

 

Gli scout di Gualdo Tadino, per il loro novantesimo compleanno, stanno preparando una mostra fotografica retrospettiva con circa 350 immagini di vita associativa, dagli anni Quaranta ad oggi.

Gli scout di Gualdo Tadino, per il loro novantesimo compleanno, stanno preparando una mostra fotografica retrospettiva con circa 350 immagini di vita associativa, dagli anni Quaranta ad oggi. L’esposizione sarà presso la ex farmacia Capeci, nella centralissima piazza Martiri della Libertà. Sono migliaia i gualdesi, tutt’oggi in vita, che possono riconoscersi in quelle foto. Anzi, gli scout chiedono a tutti di mettere a disposizione eventuali scatti conservati in qualche cassetto, magari dimenticato. Le stesse verrebbero duplicate e immediatamente restituite al legittimo proprietario. Per tutti gli altri, invece, viene predisposta l’opportunità di chiedere duplicati e ingrandimenti di quelle esposte. La mostra si aprirà il prossimo sabato 16 aprile, e resterà aperta fino al 1° maggio.
Ma questo appuntamento ha anche un secondo fine: all’interno del locale verrà anche esposto il progetto esecutivo, oltre che un plastico, della imminente costruzione di un rifugio-dormitorio nella zona della Colonia dove, da oltre dieci anni, esiste una Base scout che ogni anno è in grado di contare più di 1500 presenze. Con l’ampliamento e la disponibilità di letti (fino ad oggi si è parlato solo di attendamento) si conta di raddoppiare, già nel 2012, il numero indicato. Con il completamento dell’opera la Base di Gualdo Tadino diventerà un invidiabile punto di riferimento a livello nazionale.
Il progetto ha partecipato al bando della Regione Umbria, “I giovani sono il presente”, classificandosi al primo posto, a testimonianza della qualità dello stesso, e ricevendo un finanziamento di 35 mila Euro a fronte di una richiesta di oltre il doppio. Buona parte dei fondi necessari sono stati reperiti tramite l’Agesci, il Masci e il Comune di Gualdo Tadino, per un totale di circa 30 mila Euro. Ma ne mancano almeno il doppio di questa ultima cifra per completare il progetto e renderlo operativo entro il prossimo ottobre.
Ora gli scout gualdesi si rivolgono all’intera collettività cittadina chiedendo un contributo che può essere erogato con varie modalità: contributo a fondo perduto; fornitura di materiali; realizzazione degli impianti; finanziamento infruttifero con restituzione entro 3 anni. Tutto ciò consentirebbe alle associazioni Agesci e Masci di rimanere il più aderenti possibile alla metodologia scout.
La presenza annuale di tantissimi giovani presso la struttura non potrà che avere una ricaduta sulla formazione dei giovani stessi e sulla economia della città.

L’addetto stampa
Mario Anderlini (mario.anderlini@libero.it)

 
Di Riccardo (del 21/01/2010 @ 16:28:50 in - Ind. Comm. Artig., linkato 673 volte)

Il Patto sociale per lo sviluppo è stato promossO dall’Amministrazione Comunale di Gualdo TadinoIl Patto sociale per lo sviluppo che è stato oggetto di una manifestazione promossa dall’Amministrazione Comunale il 16 gennaio presso il Teatro Salesiani fa discutere. Esso viene subito dopo il consiglio comunale aperto sulla Merloni richiesto dalle opposizioni. Buon segno, prima di tutto. Il fatto che si discuta, ci si confronti, si cerchino strade è di per sé positivo.
Ma veniamo al Patto. La formula prescelta non è quella di un confronto libero ma di una manifestazione tematica con un percorso ben preciso: l’intervento dell’assessore Giuseppe Pompei per fotografare la situazione attuale, l’intervento del prof. Roberto Segatori (cui non è piaciuta molto la formula spettacolare prescelta) per fornire alcune indicazioni metodologiche, l’intervista a tre imprenditori locali (Mario Moriconi, Gianluca Pennoni, Matteo Minelli) e le conclusioni del sindaco Roberto Morroni che ha tracciato le linee portanti di questo Patto.
Per non andare per le lunghe sintetizzo al massimo. La premessa è una situazione economica sempre più grave (aumento del 22% della disoccupazione, aumento del 400% dei lavoratori in lista di mobilità). Fermo restando la necessità dell’accordo di programma sulla Merloni e degli ammortizzatori sociali per il contingente, non si può restare con le mani in mano ed è necessario trovare le coordinate giuste per far ripartire l’economia soprattutto attraverso la nascita delle microimprese.
Percorso sicuramente non facile perché per far nascere una nuova impresa occorre che si intersechino la capacità manageriali e professionali di uno o più soggetti, che si trovi il settore che possa avere un mercato, che si trovino le risorse necessarie a far decollare il progetto.
Il Patto sociale di per sé non è ancora un patto vero e proprio (il Patto è la sottoscrizione di una serie di intenti da parte di più soggetti tendenti ad un obiettivo comune) ma piuttosto l’indicazione di un percorso virtuoso da seguire per raggiungere l’obiettivo. Il Patto vero e proprio verrà sottoscritto quando i soggetti chiamati a sottoscriverlo saranno disponibili.
I caratteri di questo percorso sono stati catalogati nell’intervento del sindaco Roberto Morroni.
Necessitano prima di tutto delle condizioni di fondo: uno sforzo corale di tutta la città, una responsabilità individuale di chi può avere le capacità e la voglia di mettersi in gioco, un sostegno a chi vorrà intraprendere questo percorso.
Gli obiettivi da perseguire saranno quelli di facilitare la nascita di nuove microimprese facendo lievitare la cultura del cambiamento, la ricerca della qualità e facilitando la riqualificazione professionale. Il metodo necessario è quello della ricerca dei settori economici su cui puntare, l’analisi dei mercati, la ricerca delle risorse finanziarie, la formazione e la riqualificazione professionale. I soggetti chiamati a sottoscrivere questo Patto sono le Istituzioni sovracomunali, l’Università, le Associazioni di categoria, i lavoratori, le Banche. Il comune inizierà a fare qualche cosa di concreto contribuendo a finanziare la copertura del 3% degli interessi per le nuove aziende (2% per le aziende esistenti) che richiederanno mutui e lavorando per abbattere del 50% i costi energetici. Inoltre attiverà degli uffici comunali per un supporto psicologico alle persone in difficoltà, per consigliare un orientamento professionale, per favorire l’incrocio tra domanda ed offerta e per migliorare l’informazione sui servizi e le prestazioni sociali esistenti.
Un libro dei sogni o qualche cosa di più concreto?
Il dibattito è aperto. Comunque un percorso. Con la consapevolezza che far nascere un’impresa dall’oggi al domani non è mai tanto facile ma anche che lo stare con le mani in mano in attesa del Messia non porterà nulla di buono. 

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 25/02/2010 @ 16:27:33 in - Teatro e Musica, linkato 429 volte)

I fisici di Friedrich Dürrenmatt, regia di Rosario Tedesco AL tEATRO dON bOSCO DI gUALDO tADINO
TEATRO DON BOSCO 26 FEBBRAIO ORE 21.00

I fisici di Friedrich Dürrenmatt, regia di Rosario Tedesco.
«Dio non gioca a dadi con l’universo» (A. Einstein); «Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare» (N. Bohr);  «Dio non solo gioca a dadi con l’universo, ma li getta anche dove non li possiamo vedere» (R. Feynman).

ll classico e l’anticlassico

Un corpo di donna giace sul palcoscenico.

Da un cadavere offerto allo spettatore prende le mosse un indagine poliziesca: di chi è il corpo, cosa è successo, chi è l’assassino, quale il movente? Un cliché perfetto come si conviene per uno dei grandi eretici del giallo moderno: qualcosa di atteso che prelude qualcosa di sorprendente.

Anche all’azione, che si svolge tra “pazzi” e nei luoghi della contenzione, si addice esclusivamente la forma classica. Dürrenmatt si cimenta con l’unità di luogo, tempo e azione, ma dopo avere tracciato le coordinate il suo discorso deraglia e diventa pericoloso.

Già dalla scelta del luogo – villa signorile decaduta a casa di cure, poi manicomio e quindi cassaforte di verità inconfessabili, carcere e sigillo – assistiamo al moltiplicarsi di slittamenti di significato e funzione. Tutto è continuamente camuffato nelle parole dei personaggi e nella forma stessa in cui la scena si presenta allo spettatore. Tutti si fingono qualcos’altro. Tutti recitano. Tutti aspettano di essere scoperti.

I protagonisti (Newton, Einstein e Möbius) sono tre uomini di scienza che si trovano costretti a dover occultare il proprio sapere, la propria sanità mentale e persino la propria identità per degli scopi segreti che in ultima analisi risulteranno inconciliabili (ambizione da una parte e senso di responsabilità dall’altra). Diversissime istanze per un destino comune: il silenzio. I tre fisici, si trovano in un vicolo cieco, sono l’emblema di un paradosso: lo scienziato, consacrato alla verità, si trova alla fine nell’impossibilità di comunicare il risultato della sua ricerca senza contaminare lo scopo stesso della propria missione. I tre fisici devono tacere. La loro è una condizione paradossale per esplicita volontà dell’autore, sembra perciò necessario che a condurci per i meandri di questa intricata vicenda non possa che essere un mediocre funzionario pubblico: il commissario. Un’altra trita figura della tradizione letteraria e cinematografica, ma il cui compito – “mettere ordine” – è solo il pretesto, il punto di partenza per una nuova complicazione: anche la giustizia ha preso una vacanza.

Una commedia

I fisici. Una commedia in due atti (scritta nel 1961 e poi riscritta nel 1981), opera capitale del drammaturgo svizzero Dürrenmatt, tratta del tema dello scienziato nell’era atomica e racconta, attraverso la finzione del teatro e del testo letterario, le ossessioni e le incertezze dell’era del dopobomba.

La commedia è incentrata sulla figura esemplare di un fisico nucleare (Möbius), che inventata “la formula universale del sistema per tutte le scoperte” si vede costretto a farsi internare in un manicomio per evitare che il frutto dei suoi studi finisca nelle mani sbagliate. Lo seguono, inscenando la stessa malattia, un agente segreto americano che fa finta di credere di essere Newton, e una spia comunista, che dice di credersi Einstein. Questi intendono impossessarsi della formula segreta, ma, al termine della pièce, l’unica persona che riuscirà a ottenere la formula, sarà la proprietaria della clinica, Mathilde von Zahnd: unica vera folle tra mille finzioni.

A segnare il ritmo dell’azione e creare un’ulteriore frattura tra verità, follia e finzione, sono gli omicidi delle infermiere/amanti, commessi a turno dai tre fisici, che presentano modalità pressoché identiche tanto da far ipotizzare che si tratti della dimostrazione di un teorema. Una teoria di possibili chiavi di interpretazione vengono proposte all’attenzione di un logoro commissario, cui tocca il compito di disinnescare progressivamente tutti i significati e moventi, fino a giungere all’unica conclusione possibile per la risoluzione di un paradosso: lasciare le cose come stanno.

Un percorso attraverso la responsabilità

Con I fisici continua il percorso iniziato nel 2007 con Il vicario di Rolf Hochhuth, un percorso lungo il sentiero della responsabilità. Con Il vicario il compito di sondare i confini dell’umanità di fronte alla Storia e ai suoi errori/orrori era affidato a un soldato e a un prete (due divise da cui spogliarsi per tornare uomini). Con I fisici di Dürrenmatt cambia lo scenario e i personaggi, che ancora una volta sono imprigionati dentro delle maschere (la follia, l’ambizione, la colpa e il tradimento). La responsabilità questa volta è quella dello scienziato che non può vedere realizzato il suo desiderio di conoscenza attraverso il proprio ruolo attivo nella storia della civiltà, che immediatamente – e irrimediabilmente – si dimostra cinica e spietata.

Unica fuga è la follia – composto mercuriale di finzione e realtà –, che porta al silenzio, un silenzio carico di responsabilità che sembra non fornire giustificazioni, né scuse né assoluzioni. In questa lucida conferma dell’insondabilità della verità, Dürrenmatt concentra tutta la sua pungente visione del mondo, della relazione tra uomo e destino. Le conseguenze di questo silenzio sono il monito per il nostro presente, il limite che non va varcato e che verrà oltrepassato, dal momento che attiene alla natura umana continuare a dibattersi in questa contraddizione.

Tra parodia, giallo e tragedia, il testo usa la leggerezza e l’ironia per far risaltare il contrasto con le inquietudini crescenti di un’era in cui scienza e politica sfuggono al controllo della ragione colorandosi delle tinte dell’ipocrisia, della paura e del sospetto. Un mondo in cui persino gli ordigni più micidiali possono essere esaltati come portatori di pace.

r.t.

 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 12/11/2009 @ 16:27:12 in - Sport, linkato 448 volte)

Consente ai praticanti il trekking someggiato di avvalersi di tutti i vantaggi che fornisce l'ausilio degli asini sui percorsi di montagnaProseguendo una collaborazione avviata da diversi anni, il Comitato Soci Coop di Gualdo Tadino, in sinergia con l’Ente Giochi de le Porte, organizza per sabato 14 novembre alle ore 17, presso i locali della Mediateca del Museo dell’Emigrazione, un incontro pubblico sul tema del trekking someggiato. Interverranno, esponendo la loro attività anche con due filmati video, i gestori di “Aria Aperta - Servizi professionali per il Turismo Naturalistico e l’Educazione Ambientale”, titolari tra l’altro della Asineria di Gombola sull’Appennino modenese (www.aria-aperta.it ). Scopo dell’incontro illustrare le potenzialità e le prospettive di una proposta turistica che, da posizioni di assoluta marginalità, in questi ultimi anni è cresciuta in moltissime parti d’Italia. Il territorio gualdese con i suoi sentieri e le sue montagne da una parte e le varie strutture collegate ai Giochi de le Porte dall’altra, rappresenta uno scenario ideale per questo genere di attività. All’incontro parteciperà anche il vicesindaco del Comune di Gualdo Tadino, Sandra Monacelli.
“L' Ente Giochi de le Porte aderisce con entusiasmo a questa iniziativa del Comitato Soci Coop – afferma il Gonfaloniere Paolo Campioni - convinto che tali eventi siano importanti per la crescita culturale dei tanti giovani che si avvicinano alla manifestazione. Da qualche anno l'Ente e le quattro Porte sono dotate di scuderie con relativi centri di aggregazione, che sono un patrimonio della città e che dobbiamo cercare di valorizzare al meglio. Quindi siamo aperti, come sempre, a tutte le idee che possono portare qualcosa di positivo alla nostra città e alla nostra Festa.”
La proposta consente ai praticanti il trekking someggiato di avvalersi di tutti i vantaggi che fornisce l'ausilio degli asini sui percorsi di montagna. Il più rilevante è il constatare che, attraverso il rapporto che necessariamente bisogna stabilire con questo docile animale, l'esperienza del viaggio si arricchisce. L’agevolazione più immediata è, ovviamente, il non dover più portare pesi durante il cammino. Tuttavia il ruolo dell'asino non deve essere relegato a quello di mero trasportatore. E’ pensare, piuttosto, ad un singolare compagno di viaggio che può essere assunto a simbolo di valori quali il rispetto per l'uomo e l'ambiente che lo accoglie. Se è indubbio che un asino può portare pesi sulla sua groppa per lunghi tratti di cammino, è altrettanto vero che sulla quantità dei pesi che questi animali possono sopportare si sono affermate tante false regole che purtroppo sono state applicate senza alcun rispetto per l'animale. In realtà per non abusare delle sue forze il peso del carico posto sulla groppa non dovrebbe superare del 30% del peso corporeo dell'asino. Rispettando tale regola un asino può tranquillamente camminare dai 25 ai 40 chilometri al giorno e quindi potrà accompagnare il suo conduttore per tutto il tempo che questi vorrà.
Un altro vantaggio di grande rilievo è che l'asino è un compagno di viaggio dai sensi altamente sviluppati che potranno essere di grande aiuto camminando in montagna. Il suo udito ed il suo olfatto sono molto sviluppati e anche la vista è ottima, perciò sente e riconosce i pericoli o le situazioni non chiare a chilometri di distanza e, con i suoi modi di fare, avverte con molto anticipo il suo compagno di viaggio.
Il trekking someggiato è un modo nuovo quanto antico di camminare verso mete che rappresentano il centro di emozioni indimenticabili. Camminare a fianco di un asino è una sensazione che riporta indietro nel tempo, a quando i viandanti cadenzavano il passo sullo scandire delle giornate; è un'azione impressa nelle abitudini dell'uomo da quando, sempre con l'animale al fianco, ha percorso i primi passi sulla strada della storia. E, oggi come allora, l'asino è compagno di viaggio che porta i carichi, alleviando le fatiche dell'uomo. Da sempre l'asino e l'uomo hanno portato assieme bagagli, speranze e calore.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 03/02/2012 @ 16:27:12 in - Chicche gualdesi, linkato 770 volte)

Chiaretta, un pezzo di storia gualdese. Gualdo TadinoCHIUDE IL NEGOZIO DI CHIARETTA: DOPO OLTRE SESSANT’ANNI DIAMO L’ADDIO AD UN PEZZO DI STORIA GUALDESE.

Dopo oltre sessant’anni lo storico negozio di generi alimentari “Chiaretta” alla Stazione di Gualdo Tadino chiude i battenti. Scende così il sipario su un pezzo di storia gualdese. Abbiamo deciso di parlarne con Remo Giombini, nipote della Chiara Berardi che ricostruì la sua attività sulle macerie dei bombardamenti tedeschi del 1944, portandola fino agli anni ’70 quando venne ereditata da sua figlia Vanda e quindi dal nipote Remo fino ai giorni nostri. Molto interessante questo tratto del libro “Gualdo Tadino 1921-1946 dal fascismo alla repubblica, 25 anni di cronaca cittadina e umbra” in cui l’autore Daniele Amoni riporta testualmente la comunicazione fatta in data 28 ottobre 1944 dal Sindaco Tomassini all’Ente provinciale per il turismo: trattasi dell’elenco degli “alberghi, pensioni e locande” che si trovano nel Comune di Gualdo Tadino. Vi compaiono l’albergo “Ancona” di Celestino Pascucci (1872-1958), “Da Gigiotto” di Luigi Angeli (1886-1951), “Matteo da Gualdo” di Stefano Berardi (1877-1958), “Tadino” di Alessandro Traversari (1900-1966), “Stazione” di Chiara Berardi (1886-1976). Quest’ultimo, però, totalmente distrutto dall’incursione aerea del 14 maggio 1944.

Sign. Remo Giombini, ci parli un po’ della storica attività di sua nonna Chiara Berardi.
Mia nonna, la famosa Chiaretta, di cui il bar della Stazione porta ancora il nome, ricostruì sulle rovine dei bombardamenti tedeschi, un’attività più ampia della “Stazione di Posta” che esisteva prima della guerra, con annesso generi alimentari. Vendeva un po’ di tutto, dalla pasta, al vino, al caffè, tutti quei generi di prima necessità che era possibile reperire in quegli anni così difficili del dopoguerra. Era quello forse il prototipo ingenuo del centro commerciale odierno.

Qual’era l’atmosfera di quegli anni in un luogo come quello gestito da sua nonna nella Gualdo del dopoguerra?
Erano anni molto duri in cui si doveva ricostruire tutto: le case, la vita delle persone, bisognava uscire insomma dall’assedio anche mentale di quella guerra terribile. L’Osteria di Chiaretta, così chiamata da tutti, era un punto di ritrovo frequentato dalle famiglie che ricominciavano a tirar su la testa. Avevamo dei contenitori bellissimi di legno con il vetro davanti e li c’era la pasta sfusa, così come era per lo zucchero, il sale, il caffè e per le sigarette che si vendevano a numero e non in pacchetti come adesso. Mia madre mi raccontava che la nonna faceva credito ed i clienti appena avevano i soldi a disposizione, si precipitavano a pagare in una ideale gara di correttezza e di rispetto, valori che sembrano scomparsi ai giorni nostri. Questo era l’ambiente dell’Osteria di Chiaretta, ambiente sano fatto di contadini, operai, ferrovieri che giocavano a carte mentre nonna metteva su il caffè.

Un ambiente molto lontano dal moderno concetto di negozio o di bar, certamente più caldo e familiare.
Nel genere alimentari, finalmente ampliato dopo la guerra, c’era quasi sempre mia madre Vanda che si sposò giovanissima (a 16 anni) ed ebbe tre figli: l’Osteria ed il negozio di generi alimentari erano la nostra casa nel senso che non esisteva un confine tra pubblico e privato. La cucina era attaccata al bar e per andare nelle camere bisognava passare tra i tavolini dove gli avventori giocavano a carte. Il bar era quasi eternamente aperto, dalle 6 della mattina fino alla sera tardi. Vivevamo tutti insieme in perfetta simbiosi con i clienti. Raramente pranzavamo con la famiglia al completo, c’era sempre qualche cliente da servire. Mia madre ha conosciuto donne che andavano in bicicletta dalla frazione di Pieve di Compresseto a Gualdo a lavorare nelle Ceramiche Luzi, storica azienda gualdese, anche con il cattivo tempo e la pioggia e si fermavano “a fa’ la spesa da Chiaretta”. Alcune di esse sono state mie clienti fino ad oggi.

Come è cambiata la vostra attività nel corso degli anni?
Con l’arrivo gli anni ‘60 ed il conseguente boom economico si ritornava finalmente a sorridere dopo anni di stenti. L’Osteria di Chiaretta intanto cresceva e dopo il negozio di genere alimentari arrivò anche il campo da bocce ed un garage per giocare a “morra”. Ricordo ancora quando da piccolo assistevo esterrefatto alle urla dei giocatori. Arrivò anche la televisione che tenevamo in cucina, una delle poche in circolazione. Ricordo uomini, donne, famiglie intere che venivano a “veglia”, come si dice in dialetto gualdese, a vedere la televisione il sabato sera con “Canzonissima” e le partite di calcio e si stava tutti insieme. Ricordo il vin brulé delle serate con la neve ed il vino nelle damigiane che si tirava su aspirando dal tubo con la bocca, operazione per me tassativamente proibita. Ricordo la stufa, prima a carbone e poi a legna, che riscaldava le fredde giornate gualdesi e si era tutti intorno a scaldarsi e a parlare. Era il prolungamento del focolare domestico di antica memoria. Poi arrivarono gli anni ‘70, passammo da Osteria a Bar-Tabaccheria con generi alimentari e posto telefonico con annessa cabina. Si telefonava con gli “scatti” e più tardi arrivarono anche i gettoni. Gli anni ’70 sono stati una fase determinante per Gualdo Tadino: nuove fabbriche di ceramica industriale affiancarono le piccole aziende a conduzione familiare (Iris, Domus, De Silva, realtà che si espansero anche a Sassuolo e a Modena), impiegando numerose persone le quali, nella pausa pranzo si fermavano da noi a fare la spesa riportandoci lo spaccato di una nuova realtà per la nostra comunità. Intanto mio padre “Nenuccio” iniziò a fare il tassista e così da Chiaretta c’era un servizio in più. Mia nonna Chiaretta morì nel 1976 lascando le redini a mia madre Vanda che io ho visto perennemente indaffarata tra i banconi del bar e del generi alimentari e contemporaneamente in casa con tre figli da crescere. Che ricordi io non abbiamo mai chiuso per ferie, mai abbandonato la postazione di lavoro nemmeno per un fine settimana. Mia madre partorì mia sorella Chiara in casa e dopo tre giorni era già dietro al bancone del bar.

Innegabile il ruolo svolto dal bar e dal negozio come punto di riferimento per la vicina stazione ferroviaria, giusto?
Ovviamente la vicinanza alla stazione ferroviaria ha fatto della nostra attività un punto di riferimento, un crocevia di gente, un porto di mare, un approdo come è nello spirito di questo genere di esercizi. Ci è capitato anche di ospitare passeggeri della linea Ancona-Roma interrotta dalla neve con il treno fermo di notte alla stazione. Io ragazzino facevo i compiti della scuola sui tavolini del bar a volte anche aiutato da qualche avventore. Ricordo quando iniziammo a chiudere il giovedì per il turno di riposo settimanale. Mi guardavo intorno incredulo per tanto silenzio.
Dopo la vivacità degli anni ’70 arrivarono gli anni ottanta: Merloni era una realtà consolidata nelle vicine Marche e quindi l’apertura a Gaifana di una fabbrica di frigoriferi spinse tante persone all’esodo rovinoso che tristemente conosciamo. Iniziavano ad aprire anche i primi supermercati e quindi iniziò per noi una fase nuova. Chiaretta era sempre lì accanto alla stazione ferroviaria, ma senza più gli impiegati ed il capostazione che alla mattina, dopo il locale per Roma, venivano a prendere un caffè: le ultime sopravvivenze della stazione ferroviaria di Gualdo Tadino prima che le riduzioni di personale e i pre-pensionamenti, portassero alla chiusura della biglietteria. E così noi al bar iniziammo a vendere i biglietti del treno oltre a quelli del pullman sia della linea urbana che di quella per Perugia avendo la fermata proprio davanti al bar. Ho visto praticamente più di una generazione di ragazzi gualdesi andare all’università a Perugia e prendere la “Perugina”: così tutti chiamavano quel pullman. Io iniziai a lavorare da Chiaretta nei primi anni ottanta ma fin da piccolo ho dato sempre una mano. La mia è la terza generazione che ha lavorato lì ma fin da piccolissimo pensavo che quelle quattro mura fossero il naturale evolversi della mia vita.
Nonostante i cambiamenti eravamo comunque ancora un punto di riferimento, i clienti da noi continuavano a trovare di tutto, dalle sigarette, allo stracchino, alle bombole del gas per uso domestico ed io le portavo a domicilio, saltando spesso il pranzo perché finivano puntualmente all’ora di pranzo. Ora il bar è gestito da altre persone che si impegnano con tanta costanza e voglia di fare, mantenendo in piedi un’attività storica del territorio gualdese.


Conserva altre ricordi particolarmente cari della sua attività?
Un’altra caratteristica di Chiaretta era la presenza costante dei cacciatori; essendo poi mio padre un fervente cacciatore il bar era tappa obbligata di esposizioni di cacciagione uccisa nelle varie uscite. Si passava al bar quasi ritualmente in una bonaria gara per la quantità e la qualità della selvaggina. Questo è solo uno degli innumerevoli spaccati dell’ambiente che ha sempre caratterizzato l’Osteria di Chiaretta, ambiente semplice dove tutti si conoscevano.
Un altro momento che porto nel cuore è quello del terremoto del ‘97 e sappiamo quanto Gualdo fu messa a dura prova da questo evento. Uno dei campi container più grandi fu installato proprio davanti al bar Chiaretta che, seppur puntellato ed in parte inagibile, è rimasto sempre aperto.
La gente era impaurita ed esasperata dalle continue scosse di terremoto. Ricordo purtroppo la scossa della mattina di settembre, quella grande, quando le bottiglie vennero giù frantumandosi a terra nel fuggi-fuggi generale. Ricordo un cliente in particolare molto anziano, che tentava di correre piangendo verso l’uscita. Ma Gualdo superò anche questa disgrazia, le famiglie con le case inagibili hanno abitato nei container per qualche anno e poi, pian piano si è tornati alla normalità.
Sono ancora tanti i ricordi che affollano la mia mente e quella di mia madre Vanda al punto che è difficile contenerli tutti e raccontarli. E’ nella convinzione di aver offerto per tanti anni un cordiale servizio alla popolazione, che desideriamo congedarci affidandovi queste righe che possano servire come augurio di buon anno appena iniziato, un augurio che parte da Nonna Chiaretta a Vanda, fino a Remo e arriverà a tutti i nostri clienti, quella varia e vasta umanità che ci ha accompagnato in tutti questi anni. Grazie da Chiaretta, Vanda e Remo.

Tiziana Capriotti

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/09/2007 @ 16:27:08 in - Ambiente, linkato 546 volte)

GUALDO TADINO - Cave BolognaGruppo Consiliare “UDC – Il Nuovo rosone”
La decisione dei DS di bocciare il progetto messo in atto dell’amministrazione comunale per la riapertura della cava Bologna, in linea con quanto da noi detto e scritto nell’agosto scorso, ha una doppia valenza.
In primo luogo serve a bloccare un preciso progetto che avrebbe svenduto a qualche cavatore, per una manciata di spiccioli e senza alcuna seria garanzia di tutela ambientale, una risorsa economica che, gestita con oculatezza, può rendere alla comunità gualdese , al netto, qualche decina di milioni di Euro .
Dopo aver regalato l’acqua sarebbe stato mortale per l’economia gualdese regalare l’ultima risorsa pubblica ancora disponibile.
In secondo luogo è servito a riportare con i piedi per terra uno Scassellati che ha spesso confuso il ruolo di sindaco con quello di podestà e che, in tre anni, ha ampiamente dimostrato la propria inadeguatezza a gestire la cosa pubblica gualdese: nonostante il fiume di soldi arrivato con il terremoto non ha saputo incentivate in alcun modo l’economia cittadina, ha desertificato il centro storico e lasciato le frazione tra la sporcizia e la trasandatezza, ha mortificato la sanità gualdese non riuscendo a far rispettare minimamente l’accordo per la tutela del Calai, ha mortificato il liceo scientifico consentendo l’apertura di quello di Gubbio, ha aumentato tutte le tasse comunali, ha “regalato” soldi agli ex soci dell’ESA finendo sotto il mirino della Corte dei Conti, ha acquistato immobili fatiscenti a prezzi folli, è riuscito persino a far rovinare la piazza centrale di Gualdo con una pavimentazione degna dell’aia di un contadino, ed ora tentava di svendere anche la cava Bologna.
I DS, a meno di spericolate retromarce, hanno suonato al sindaco la campana dell’ultimo giro ed ora, al di la dei comunicati di facciata, vedremo come reagirà al ceffone politico ricevuto e quale posizione assumerà l’altro suo taciturno alleato Rifondazione Comunista. Il tutto senza trascurare la prossima scadenza del gravoso impegno assunto dal Consiglio Comunale riguardo il rispetto del protocollo di intesa sulla sanità.

Gualdo Tadino, 11 settembre 2007

Walter Biagiotti

 
Di Sandro (del 08/07/2009 @ 16:27:03 in - Chicche gualdesi, linkato 1037 volte)

Allegra combriccola si concede una breve pausa estiva

In passato, pur se in maniera ridotta, ho continuato a gestire il Blog anche dal luogo di vacanza avendo la possibilità di accedere ad una connessione internet. Questa volta non è possibile perché la zona è buia per l'assenza di servizi adeguati per cui per qualche tempo Allegra combriccola resterà muta in attesa del mio ritorno.

A risentirci presto.

 

 

 

Gualdo Tadino - FANTASMI AL MUSEO DELL’EMIGRAZIONE? SOLO UN  FALSO ALLARME!!

Gualdo Tadino - FANTASMI AL MUSEO DELL’EMIGRAZIONE? SOLO UN  FALSO ALLARME!!

Una serata del tutto particolare al Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” che sabato 15 novembre ha ospitato la manifestazione Sognando al Museo, iniziativa promossa dalla Fondazione POST in collaborazione con la Regione Umbria, alla sua seconda edizione. I bambini dai 6 agli 11 anni con in spalla i sacchi a pelo hanno salutato le mamme e sono entrati nel museo alle ore 21.00. Ad accoglierli un stralunato emigrante in compagnia della sveglia sorellina, alla scoperta di emozionanti ed avvincenti racconti: il lavoro nelle miniere, rare e commoventi immagini di traversate transoceaniche, monitor che emergono da vecchie valige di cartone e antichi bauli, campane del suono che raccontano preziose testimonianze di viaggi ardui e perigliosi a bordo di lenti e stracolmi bastimenti. A seguire tutti a lavoro per costruire la “lampada del minatore” e poi giù per le scale come a scendere “al fondo” della miniera con la piccola luce in mano a passeggio dentro la storia come in una favola nell’Italia del primo Novecento. Ormai a tarda notte si spengono le luci ed è ora di dormire, ma ad un certo punto nel buio si sentono dei rumori. qualcuno pensa a voce alta: “chi è? Arrivano i fantasmi?”. qualcuno inizia ad avere paura: “si sentono dei rumori, c’è qualcuno!”. “Ma non c’è niente di sovrannaturale” - spiegano gli operatori – “siamo nel Palazzo del Podestà, a contatto con una storia antica, una struttura duecentesca che ogni tanto produce degli scricchiolii, ma non c’è da avere paura!”. I bambini si tranquillizzano e l’avventura continua. Poi ecco la mattina, il momento dei saluti ed ognuno torna a casa sua, ma arricchito sicuramente, da una nuova storia da raccontare.
Questa manifestazione inaugura la stagione didattica del Museo con un modo innovativo di usufruire della struttura, studiare la storia divertendosi. Il Museo nasce principalmente con uno scopo didattico, agli studenti infatti viene data l’opportunità, oltre a visitare il museo, di usufruire di laboratori didattici all’interno di un modulo di una mattina, oppure di aderire al piano formativo annuale che prevede invece lo svolgimento di una serie di ricerche sul tema durante l’anno scolastico, con l’attivazione di corsi interni da parte del personale del museo in collaborazione con i docenti che aderiscono. In particolare, il laboratorio è un luogo di discussione e di progettazione collettiva, dove si incontrano una o più modalità di fare storia partendo dall’uso delle fonti multimediali, utilizzando contenuti, metodologie e tecniche multidisciplinari. La biblioteca, la videoteca e l’archivio del museo arricchiscono la didattica permettendo la creazione di percorsi a scelta con diverse impostazioni metodologiche. Parlare con i ragazzi, avvicinarli alla storia dell’emigrazione italiana all’estero è il primo passo per permettergli di comprendere l’Italia multietnica ma non ancora multiculturale in cui si trovano a vivere. Ricordare ci aiuterebbe non solo a capire chi adesso vive la stessa sorte nel nostro paese; ma anche a non rinnegare esistenze cui dobbiamo parte dell’odierno benessere e quindi della dignità individuale e nazionale. La nostra emigrazione ha avuto questo merito. Il nostro compito è valorizzarne la memoria storica.

Per ulteriori informazioni sulla didattica del Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti” visitare il sito www.emigrazione.it  

Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti”

 
Di Alberto (del 11/10/2007 @ 16:22:41 in Eventi, linkato 704 volte)

Due gualdesi finanziano il restauro di un Matteo da GualdoL’impegno dei Gualdesi per il recupero di beni culturali del passato, continua; ed è una testimonianza di civiltà e sensibilità molto spesso “silenziose”, ma efficaci e concrete.
Domenica prossima 14 ottobre, alle ore 17, in Assisi viene inaugurato il restauro di un affresco di Matteo da Gualdo nella zona della “Rocchicciola”, o “Rocca minore”: si tratta di una pregevole Madonna col Bambino, realizzata in un’edicola votiva, poi diventata una piccola cappella.
La cerimonia inaugurale vedrà presenti il vescovo diocesano mons. Domenico Sorrentino, il parroco della cattedrale di San Rufino, don Cesare Provenzi, esponenti dell’amministrazione comunale della città serafica, studiosi ed esperti.
Ci saranno anche due Gualdesi, accompagnati da amici e familiari: sono stati loro i protagonisti del recupero, perché hanno provveduto a finanziare l’opera di salvaguardia e di recupero del dipinto di Matteo da Gualdo; hanno fatto il replay di quanto compiuto qualche mese fa nella chiesa di San Paolo, dove hanno fornito contributi fondamentali per salvare un’altra opera del Maestro gualdese, una Madonna con Bambino tra Sant’Ansano e Santa Lucia.
Un’ottima operazione per celebrare in maniera efficace e senza retoriche, con la discrezione che è pur sempre una virtù da apprezzare, il cinquecentenario della morte di Matteo da Gualdo.

Alberto Cecconi

 

ROTARY CLUB DI GUALDO TADINOE’ da oltre sei mesi che il Rotary Club di Gualdo Tadino, grazie alla iniziativa del Past Governor Prof. Antonio Pieretti ed al Presidente dell’anno 2006-2007 Ennio Abbati, sta lavorando per organizzare un corso di informatica specificatamente orientato ad aiutare i non vedenti ad essere più autonomi.
Per i portatori di questo handicap cose come leggere il giornale, scrivere un documento, fare di calcolo o navigare in internet, potevano sembrare irraggiungibili.
Da qualche anno l’informatica moderna permette tutto questo escludendo l’ausilio di apparecchiature speciali o alfabeti tattili con soltanto l’ausilio di un normale personal computer dotato di sistema operativo Windows, utilizzando la voce sintetica del computer stesso e dei programmi che rendono possibile la lettura della grafica sullo schermo, in questo modo l’operatore potrà scrivere, leggere testi e navigare in Internet.
Il corso è gratuito, il Rotary Club di Gualdo Tadino si fa carico del costo complessivo, ed è diviso in due livelli che forniranno nozioni introduttive o approfondite di Windows ed applicativi di Office, della gestione della posta elettronica e della navigazione in Internet e si svolgerà durante quattro giorni di full time, da sabato 17 a domenica 18 novembre il primo modulo, da sabato 01 a domenica 02 dicembre il secondo, dalle ore 9,00 alle 17,00 con una pausa pranzo di un’ora e si terrà presso i locali dell’Istituto Salesiano “Verde Soggiorno” a Gualdo Tadino in viale Don Bosco.
Per questa prima esperienza il Rotary Club di Gualdo Tadino, ha coinvolto tutti i suoi soci provvedendo personalmente ad accompagnare e seguire gli allievi durante l’iter didattico e nella logistica.
I dodici allievi che si sono iscritti provengono da varie parti dell’Umbria, uno dalle Marche e uno dalla Sicilia, mentre i tecnici e i docenti provengono dal nord d’Italia.
Il nostro augurio è che altri Rotary Club dell’Umbria raccolgano l’iniziativa e che questa abbia un seguito poiché per i non vedenti, oltre a facilitarne le relazioni personali, sociali e lavorative, il corso contribuisce a creare nuove opportunità professionali che altrimenti sarebbero loro precluse.

                                                        Fabio Fazi
                                   Presidente Rotary Club Gualdo Tadino

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 23/01/2009 @ 16:19:06 in - Chicche gualdesi, linkato 4746 volte)

Gruppo sostenitori Fausto Paciotti sindacoVenerdì 23 gennaio si è ufficialmente costituito il Gruppo sostenitori Fausto Paciotti Sindaco con il chiaro intento di supportare e sostenere la candidatura dell’imprenditore gualdese Fausto Paciotti a Sindaco della città di Gualdo Tadino in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno 2009. E’ con grande emozione che ufficializziamo la candidatura di Fausto Paciotti, co la consapevolezza di aver scelto una persona abile, capace, molto vicina alla cittadinanza ed ai suoi bisogni, alle sue esigenze e necessità. Un volto nuovo per una Gualdo diversa, questo lo slogan che intendiamo presentare alla popolazione gualdese. Emozionanti anche le prime parole di Fausto Paciotti: “stò vivendo un’esperienza che fino a qualche mese fa non avrei mai immaginato di fare. Fino a questo momento ho vissuto la politica un po’ ai margini, in disparte, attento ad osservare, ma le vicende della vita e soprattutto della vita sociale gualdese nella quale ho da sempre ricoperto parte attiva, quelle di una Gualdo emarginata, di giovani privi di prospettive future, di anziani senza certezze, di famiglie senza sicurezza e di intensi segnali di debolezza e minaccia peculiari del nostro territorio, mi hanno spinto ad accettare un ruolo che mai prima avrei pensato di assumere. Il mio primo ringraziamento pertanto va a tutti coloro in questi mesi mi sono stati vicini e mi hanno spronato ad accettare questa sfida con la loro amicizia ed il loro sostegno”. Fausto, imprenditore gualdese nel campo delle apparecchiature elettromedicali, nato nel 1963 è da sempre personaggio attivo nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. La nostra scelta è una scelta innovativa, insolitamente diversa e distante dal passato volta ad appoggiare ed avallare non un politico di professione(sempre più lontani dai bisogni dei gualdesi), ma un volto nuovo ed un nuovo modo di far politica, un diverso metodo di affrontare i problemi reali della città. Non intendiamo muovere alcuna critica su quanto è stato fatto dalle amministrazioni recenti e passate, non è nella nostra indole essere polemici per natura e ad oltranza. Di una cosa siamo convinti però, che la nostra Gualdo ha una grande ed impellente necessità: ritornare ad essere centro nevralgico, pulsante e non terra di confino, di riacquistare le peculiarità alle quali era stata destinata dal territorio e dall’impegno profuso in passato, dai sui numerosi cittadini ed illustri rappresentanti. Un fiorente centro economico, turistico, culturale, con bellezze ambientali, paesaggistiche, storiche ed architettoniche uniche, dove la gente non aveva paura di uscire di casa, dove gli abitanti avevano fiducia, dialogo, stima e grandi aspettative. Siamo cresciuti con questa visione e vogliamo che Gualdo ritorni ad essere quello che era un tempo. Occorre, pertanto, riprendere il discorso interrotto alla luce delle nuove necessità, delle esigenze e dei cambiamenti nel frattempo intervenuti. Bisogna ripartire da una profonda ristrutturazione ed organizzazione della vita sociale cittadina, con un’amministrazione comunale che sia, non soltanto motore dell’attività amministrativa e dello sviluppo della città, ma casa dei cittadini, aperta alle idee ed alle iniziative migliori, senza pregiudizi ideologici al di là di ogni egoistico tornaconto. La Gualdo che tutti vogliamo è quella che mette al centro delle scelte la qualità della vita, lo sviluppo economico, l’ambiente, le questioni sociali, la solidarietà, le politiche per i giovani, le pari opportunità, la trasparenza democratica delle scelte amministrative, il coinvolgimento di tutti i cittadini. Ed in questo la nostra Gualdo non può non tenere conto delle idee e delle iniziative di tutti, ma proprio tutti i suoi abitanti. La partecipazione dei cittadini è fondamentale per stilare un programma concreto e realizzabile per una Gualdo diversa, più efficiente, più vivibile, più sicura e proiettata verso il futuro. La nuova amministrazione dovrà dare delle risposte serie ai problemi utilizzando strategie e metodi diversi dal passato, cercando fonti alternative di sviluppo, in primo luogo il vero e serio sviluppo del territorio ai fini turistici. E’ necessario avviare un programma operativo basato sull’innovazione, sulla competitività e sulla formazione, sul rilancio di alcuni settori. La base per il rilancio economico del nostro paese esiste già: è il nostro splendido territorio con le sue bellezze naturali ed artistiche; abbiamo un solo dovere: valorizzarlo! Non dobbiamo inventarci nulla, abbiamo a disposizione un patrimonio ambientale tra i più belli dell’Umbria ed è questo il nostro vero “punto di forza”, quello cioè da cui trarre tutte le energie necessarie per cominciare, con l’appoggio della cittadinanza, questo nuovo cammino. La salvaguardia dei beni che la natura ci ha concesso, senza che questi vengano offerti a destra e a manca senza una progettazione efficace che tenga conto prima di tutto se ciò che stiamo facendo sia distruttivo per le nostre risorse e dopodiché se questo non fosse, con accordi che gratifichino soprattutto la città anziché i terzi. Abbiamo sempre pensato al Comune come ad una “grande famiglia” ed al Sindaco come a colui il quale si fa carico della sana crescita dei suoi componenti e della loro corretta esistenza, ponendosi in primo luogo come risolutore dei problemi più specifici ed urgenti. Intendiamo che lo stesso primo cittadino sia per tutti i gualdesi un continuo punto di riferimento in grado di ascoltare e di venire incontro alle loro esigenze, in un rapporto completamente e drasticamente diverso dall’attuale distacco e diffidenza dei cittadini nei riguardi delle Istituzioni. Cari amici, cominciamo a lavorare uniti, confrontandoci ed ascoltandoci nella ricerca appassionata di nuovi orizzonti per la nostra città, che ci renderanno orgogliosi di essere gualdesi.

“Gruppo sostenitori Fausto Paciotti Sindaco”

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 04/05/2012 @ 16:16:26 in - Sport, linkato 399 volte)

AZZURRA RACE TEAM: favilloe al meeting di Forlì - Gualdo Tadino
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Valanga di medaglie Race Team al meeting internazionale di Forlì
Importante prestazione di squadra di Azzurra race Team al 18° meeting intenazionale di nuoto in programma lo scorso 1° maggio nel bellissimo impianto di Forlì. Partecipatissime le gare con oltre 800 atleti provenienti da tutto il centro Italia e con rappresentative di Russia, Estonia,Romania e Svizzera per uno dei meeting giovanili più importanti di questa parte della stagione agonistica. Alla fine di una giornata intensa di gare 9° posto nella classifica generale, nonostante all’appello , per vari motivi mancassero alcuni atleti di punta del Team umbro. Ancora una volta vincenti e di gran lunga i ranisti nei 100 rana , Asia Marinelli con 1’17” e Stefano Bocconi con 1’12”, mentre Mattia Pellegrini categoria esordienti A domina i 50 sl con 27”80. Altre medaglie con miglioramenti di rilievo per Lorenzo Morani nei 100 dorso (3°), Samuele Tozzi 2° nei 100 rana ,Sara Coccia 3° nei 100 df e Leonardo Fefe 3° nei 25 df. Sorprende del gruppo Race Team il continuo miglioramento progressivo di quasi tutti gli atleti e la loro capacità di apprendere miglioramenti tecnici. Prestazioni importanti anche per Tobia Roberta nei 100 rana, Minelli Aurora nei 100 rana, gli stileliberisti Giommi Daniele, Rossi Manuel ,Lombardi Simone, Cambiotti Filippo ,Staccini Pietro ,Raponi Daniela, Gaudenzi Jessica, Binario Elisa , Bocconi Andrea e Calzolari Matteo. Nelle gare di delfino Biscontini Gloria si piazza nelle prime 8 con 36” sui 50 df, e ottime le prestazioni di Brunacci Desyree, Collarini Sofia. Tra gli esordienti A e B si piazzano bene e migliorano i loro tempi, Moretti Mirco, Mancini Rachele, Fiorucci Giulia, Tobia Maria Chiara,Battistelli Irene,Bellucci Andrea,Centini Martina, Pompili Giulia. All’esordio in manifestazioni cosi’ importanti, Sofia Trasciatti (8° nei 50 sl), Guidi Giulio (10° nei 50 rana), Diotallevi Alessandro (12° nei 50 sl). Molto soddisfatti i tecnici, soprattutto per l’esordio di esordienti C e B di Umbertide e per la forza di gruppo dimostrata da un team che ormai in ogni meeting a cui partecipa si piazza nelle posizioni di rilievo. E’ la conferma dopo il bellissimo meeting di Arezzo di qualche settimana fa in cui le due migliori prestazioni della manifestazione erano state vinte da atleti Race Team. Maggio e giugno saranno mesi determinanti per le qualificazioni ai campionati regionali e ai campionati italiani di agosto a Roma e tutti gli atleti sono motivati e concentrati su obiettivi di rilievo.

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Leggendo l'articolo pubblicato ci è venuto spontaneo rispondere alle accuse fatteci e soprattutto a .... "l'amministrazione comunale e la confcommercio sappiano che gran parte delle responsabilità di quanto sta accadendo prima o poi se le dovranno assumere."
Ci troviamo d'accordo sul fatto che molte scelte fatte dall'amministrazione Comunale possono aver contribuito a peggiorare la situazione del commercio, ma possiamo sostenere anche ed a testa alta che se c'è stato qualcuno che ha cercato di fare qualche cosa è stata proprio l'associazione di categoria.
L'associazione non è né un assessore né una rappresentanza politica del palazzo, né un ente di beneficenza, né un ente turistico e tanto meno un corpo di vigilanza; nonostante ciò si è sempre fatta portavoce dei problemi esisteti con sollecitazioni scritte e incontri frequenti con i vertici del palazzo e attraverso anche assemblee pubbliche. Ha iniziato una causa fin dal 2004 con ricorso al TAR per quanto riguarda la costruzione del nuovo centro commerciale nella zona stazione; ha esposto sentite lamentele quando è venuta a conoscenza dell'assegnazione di autorizzazioni commerciali disponibili nella zona artigianale SUD; ha protestato quando anche l'ultimo ufficio rimasto (quello della SIAE) è stato trasferito ; ha richiesto aiuti economici e addirittura a livello di sgravi fiscali in considerazione del notevole ed ulteriore disagio causato dalla ripavimentazione; ha consumato i gradini del palazzo comunale per sapere la programmazione dei lavori di ripavimentazione; si è sostituita ad ente di promozione turistica organizzando due "Mostre Mercato" l'anno portando un flusso di 15.000 visitatori circa per ogni manifestazione; ha fatto da tramite tra i commercianti e l'amministrazione comunale per quanto riguarda l'illuminazione natalizia; ha organizzato insieme all'amministrazione comunale "La notte bianca dello sport"; ha fatto sì che la corsa delle "Mille Miglia" facesse tappa nella nostra città; ha un ufficio sempre aperto e disponibile per qualunque informazione ed esigenza.
Premesso tutto ciò si può dire che da alcuni pochissimi esercenti e ripeto alcuni, perché manifestazioni di sostegno e di solidarietà ce ne dimostrano in molti, si è ricevuto soltanto critiche perché la "Mostra Mercato" portava via risorse economiche, era la fiera "delle mutande"; non si tenevano aperti i negozi perché non portava nessun vantaggio; non parliamo poi della raccolta pubblicitaria che viene richiesta per sostenere le spese di animazione, di pubblicità , premio pittori ecc. che solo alcuni commercianti hanno sempre aderito e grazie a loro, alle attività di periferia , al lavoro gratuito dei membri del consiglio direttivo e l'apporto dell'amministrazione comunale si è potuta sostenere ed effettuare.
Nonostante tutto ciò è stato ribadito in tutti i modi che la "mostra mercato" è nata nel centro storico e per il centro storico e solo per problemi di sicurezza e di calendarizzazione è stata fatta fuori in un'unica giornata, senza gara pittori e animazione.
Per quanto riguarda l'illuminazione natalizia sono pervenute proteste notevoli per aver messo le luminarie soltanto in corrispondenza degli esercizi che avevano contribuito alla loro spesa, perché avrebbero preteso di usufruire dell'illuminazione a spese altrui.
A questo punto è bene che alcuni commercianti del centro storico si facciano un esame di coscienza e guardino se è il caso di vedere se eventuali errori o lacune ci potrebbero essere anche da parte loro e che a tale proposito l'associazione sta organizzando un corso gratuito per tecniche di vendita e vetrinisti e se è il caso di approfittare; l'associazione richiede suggerimenti e critiche costruttive dai suoi associati.
Per concludere si sottolinea che l'associazione ha preferito spesso rimanere in silenzio alle accuse di alcuni commercianti perché sostiene quel vecchio proverbio che detta "i panni sporchi è bene lavarli in casa propria", ma a queste accuse non si è potuto evitare di rispondere.

ASCOM Gualdo Tadino

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/09/2008 @ 16:14:46 in - Comune, linkato 891 volte)

Gualdo Tadino by Allegra combriccola - Iniziative per lo sviluppo economico del Comune di Gualdo TadinoDopo un percorso lungo e difficile iniziato circa un anno fa, con i vari partners pubblici e privati, Aziende Merloni, Trenitalia, RFI, Regione dell’Umbria, Sviluppumbria, DSU, Gestione Piattaforme Logistiche, FCU, Comune di Gualdo Tadino, Aziende Biondi, è stato raggiunto un importantissimo accordo, per l’individuazione e la riattivazione dello scalo merci di Gualdo Tadino, tra l’altro, ulteriormente collegato con l’enorme contenitore di circa 9.000 mq. attualmente non utilizzato.
L’inaugurazione dello scalo, avvenuta circa un mese fa, alla presenza di tutte le autorità e lo stesso presidente della Merloni spa Dott.sa Giovanna Merloni, lancia un forte messaggio di speranza, che traspare dalla constatazione evidente che la scelta e la volontà dell’azienda sia quella di continuare le future produzioni presso lo stabilimento di Gaifana.
I continui tavoli istituzionali comprensoriali regionali ed interregionali, sono stati convocati e tenuti, al fine di ottenere anche l’intervento delle più alte cariche istituzionali, sia a livello ministeriale che governativo (come in altre situazioni regionali).
La convocazione dell’incontro ministeriale del settembre prossimo venturo, rappresenta il primo riconoscimento degli sforzi e della volontà generale, di ricercare risposte precise e condivise.
Relativamente al discorso di carattere più generale, sulle potenziali iniziative e strategie che l’amministrazione comunale intende concretizzare, l’assessore Gilberto Garofoli ha delineato tutto il ventaglio di misure economiche che l’assessorato ha analizzato e proposto con una importante delibera del consiglio comunale del febbraio scorso.
L’adesione al consorzio Sinergia, che ha portato a Gualdo Tadino, 47 tetti fotovoltaici privati, a costo zero per i cittadini che ne avessero fatto richiesta, ha ottenuto uno straordinario successo. Tale esperienza verrà quindi riproposta e fortemente incrementata nel numero.
Con la sperimentazione su 400 punti luce della pubblica illuminazione, il sistema di DibiWatt che ha comportato a regime un risparmio di circa il 30%, verrà allargato a tutta la rete della pubblica illuminazione con conseguenti ed importanti economie.
Sulla base delle tre progettualità già presentate per i tetti di proprietà comunale (mattatoio, scuole elementari, palazzetto dello sport), l’iniziativa verrà allargata a tutti gli edifici pubblici che presentano le caratteristiche espositive necessarie.
Tale esperienza verrà adesso ripetuta negli impianti a terra, con produttività elevate e con grandi vantaggi ecologici/ambientali e con enormi vantaggi economici per il bilancio del Comune.
Fortunatamente a Gualdo Tadino si è concretizzata una certa diversificazione delle attività produttive, ma è altrettanto vero che la ceramica rimane un asse importante dell’economia gualdese.
La piccola e media impresa ha rappresentato da sempre la struttura portante dell’economia del nostro territorio come, sinonimo di efficienza e flessibilità. Da qualche tempo però tale sistema mostra con evidenza tutte le difficoltà nel confronto improbo con il mondo della globalizzazione.
Grazie all’ultimo D.L. 112/2008 che richiama la finanziaria 2006 e che estende alle “Reti Stabili d’Imprese” (che sono libere aggregazioni) le agevolazioni fiscali, amministrative e finanziarie, riservate ai distretti Industriali.
Le piccole e medie aziende, mantenendo la propria identità ed indipendenza, potranno superare tale GAP strutturale ottenendo le agevolazioni sopra citate, ed utilizzando i bandi Regionali, Nazionali ed Europei al fine di raggiungere obbiettivi comuni mediante processi di collaborazione e forti economie di scala nella logistica, distribuzione, internazionalizzazione ecc.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 17/02/2011 @ 16:12:59 in - Politica, linkato 325 volte)

LA POLITICA DELLE CHIACCHIERE
Appare sempre più evidente quanto sia differente amministrare e governare attraverso fatti e progetti concreti e, al contrario, riempirsi la bocca di promesse che non hanno portato niente di concreto.
Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito dire che Gualdo aveva bisogno di un rilancio turistico? Quante volte abbiamo sentito che il settore turistico era un percorso da avviare e percorre? Quante volte si è detto che il nostro territorio ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per turisti e vacanzieri?
Chi ha amministrato negli ultimi decenni aveva il dovere e tutte le possibilità per dare concreta risposta a queste domande, ma ci accorgiamo sempre più di quanto poco sia stato fatto, e quel poco fatto male.
Quanto messo in campo dall’amministrazione Morroni negli ultimi mesi è solo l’ultimo esempio di come, a differenza del passato, la volontà e la determinazione portino a realizzare progetti reali e concreti.
Non può essere sfuggito ai cittadini gualdesi come sia cambiata e rivitalizzata negli ultimi mesi Valsorda, a come è stato riqualificato il territorio, a quanto è pubblicizzato, agli eventi  e alle presenze sempre più numerose.
Un altro tassello su questa direzione è stato messo a punto negli ultimi giorni con la modifica alle Norme Tecniche di Attuazione al Piano Regolatore, approvata nell’ultimo consiglio comunale, che apre alla possibilità di prevedere tre nuove tipologie di attività nei locali del centro storico: processi produttivi collocati in contesti urbani a carattere prevalentemente residenziale o misto, attività ricettive alberghiere, attività di produzione di beni immateriali o di servizi.
Altro esempio è la realizzazione del progetto “Albergo Diffuso” che da poco ha preso il via con la pubblicazione dell’invito pubblico.
Si inserisce a pieno titolo, in questo contesto di promozione e sviluppo del settore turistico, anche la presenza in questi giorni del comune di Gualdo Tadino alla Bit di Milano, per il secondo anno consecutivo, l'occasione rappresenta un’ importane vetrina per il nostro territorio, a livello nazionale e internazionale. Non ci risulta altresì che le passate amministrazioni vi abbiano in qualche modo partecipato.
Come illustrato questi sono significativi esempi di un lavoro concreto messo in campo dall’amministrazione Morroni, si parla di progetti reali e non solo di chiacchiere o di opinioni. Questo significa rivestire a pieno titolo il ruolo di governo del fare!

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/06/2007 @ 16:07:32 in Società, linkato 771 volte)

L’ultimo episodio, quello del ragazzino dodicenne che non ha fatto entrare nel bagno dei maschi un suo compagno di classe apostrofandolo come femminuccia e della punizione della maestra (scrivi 100 volte “sono un deficiente”) con conseguente denuncia del genitore, ha risollevato il problema del bullismo a scuola. Per conto mio ha risollevato anche un problema che già avevo sottolineato su questo blog: educare i ragazzi sì, ma soprattutto c’è da rieducare certi genitori.
Partiamo dall’episodio in sé: io sono dalla parte dell’insegnante. Non che ritenga quel tipo di punizione valida in assoluto. Però se l’insegnante in quel momento sentiva l’esigenza di dare un segnale forte alla classe per stigmatizzare certi comportamenti è giusto che l’abbia fatto. Sicuramente ha sbagliato la forma. Se gli avesse fatto scrivere “mi sono comportato da deficiente” sarebbe stata inattaccabile. Chi ha sbagliato più di tutti, però, è stato il genitore che l’ha denunciata. Non so se abbia rimproverato o punito il figlio per come si è comportato ed in che modo. Il fatto è che denunciando l’insegnante ha trasmesso al ragazzo un messaggio chiaro: “a scuola puoi fare quello che vuoi perché se c’è un insegnante che prova a stopparti in qualche modo poi ci penso io”. Cose che capitano lontano da noi? Non direi. Anche nel nostro territorio sono molti i genitori che prendono le difese dei propri figli a prescindere.
Cito due episodi di comportamenti opposti.
qualche anno fa, 6 o 7 circa, un bambino di una scuola elementare, peraltro bravo sia nel comportamento che nell’apprendimento, si rese protagonista di una brutta azione. L’insegnante, d’istinto, non appena conosciuto il fatto, gli ha dato un ceffone con un messaggio verbale:
“Ricordatelo ogni volta che pensi di commettere una stupidaggine”. I genitori, il giorno dopo, si sono recati a scuola ed hanno ringraziato la maestra per la lezione che ha dato al figlio perché, a caldo, si è comportata come si sarebbero comportati la madre o il padre.
Poco tempo fa un bambino ha colpito volutamente un suo compagno con un corpo contundente. La maestra lo ha rimproverato duramente. I genitori hanno rimproverato duramente la maestra perché “quello non è il modo di rimproverare”.
Inutile che aggiunga quale ritengo sia stato il comportamento più adeguato da parte dei genitori.
Come concludere? Da un po’ di tempo stiamo vedendo che nelle scuole sta succedendo di tutto e di più. Non che episodi di prepotenze e maleducazione in passato non ci fossero. Potrei scrivere pagine su pagine sui comportamenti poco urbani di alcuni miei compagni di classe (anni ’60). Ma un insegnante non aveva la preoccupazione di calibrare la punizione o il rimprovero per timore che i genitori potessero creargli problemi. Se ti lamentavi con i tuoi, a casa, di qualche punizione rimediata a scuola era molto probabile che rimediavi qualche ceffone o calcio sul sedere suppletivi.
Oggi la prima cosa che i ragazzi dicono all’insegnante è “non mi puoi toccare, sennò vai in galera” e l’impunità sembra essere la consapevolezza che sta alla base di comportamenti spesso assurdi dei ragazzi all’interno delle classi.
Leggo che istituzionalmente si vuole restituire autorevolezza alla scuola con norme di comportamento più rigide e punizioni più severe.
La prima, fondamentale riforma, però, devono essere i genitori ad attuarla. Spalleggiando di meno i propri figli e sostenendo di più l’azione degli insegnanti (a meno che non ci siano vessazioni fisiche o morali; ma questo sarebbe un altro problema).

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 31/01/2011 @ 15:57:00 in - Comune, linkato 438 volte)

Il comunicato stampa con le dimissioni di alcuni membri del coordinamento comunale  del Partito Democratico di Gualdo Tadino, pur se largamente annunciato, mette chiaramente in campo in quale maniera alcuni ritengano interpretare lo spirito di impegno nella politica e all’interno di un partito. Chi ha portato a compimento un percorso di accordo, condiviso anche dai vertici regionali e provinciali del Partito Democratico, viene messo all’indice mentre si continua a ripetere le stanche litanie che hanno accompagnato gli ultimi  due anni; d’altronde il naturale plauso degli organi dirigenti regionali e provinciali del nostro partito è la prova di come a Gualdo Tadino siano stati rispettati gli accordi e si è agito avendo a cuore il futuro del PD e del centrosinistra. Richiamare espressioni come “mercatino della politica” o “motivazioni nobili e assolutamente disinteressate” rendono bene l’idea di come, in mancanza di argomenti, qualche specchio su cui arrampicarsi si trova sempre. Da parte nostra, dopo la bruciante sconfitta elettorale del 2009, stiamo lavorando per offrire alla città una proposta politica alternativa e credibile al governo cittadino e di forte discontinuità rispetto al passato e ribadiamo tutta la nostra fiducia nel nostro Segretario Giorgio Locchi ed in tutti coloro che hanno deciso di dare al partito una nuova linfa ed un rinnovato impegno. L’interesse con cui molti gualdesi continuano ad avvicinarsi al Partito Democratico renderà assolutamente indolore le dimissioni degli otto membri del coordinamento comunale, questo anche alla luce del fatto che la maggior parte di loro non ha mai partecipato nemmeno ad una riunione!!! Segnaliamo inoltre al consigliere dei Progressisti per Gualdo Diego Pascolini, firmatario del comunicato stampa e più volte invitato dal nostro Segretario ad aderire al Gruppo del PD, che non può dimettersi dal coordinamento comunale del Partito Democratico in quanto, PER SUA SCELTA, quasi sempre motivata in maniera volgare e tesa a distorcere la realtà, non ne ha mai fatto parte. Per quanto riguarda il Partito Democratico di Gualdo Tadino la vicenda è da ritenersi oramai conclusa e, avendo cose più importanti da fare, non riteniamo più di dover tornare su una questione che ha segnato la sua parola fine.
In merito a quanto scritto il segretario Giorgio Locchi ribadisce che “il percorso avviato, in virtù dell’accordo, è stato finalizzato al senso di responsabilità che ogni uomo politico deve assumersi, e che purtroppo non ha trovato il consenso di alcuni esponenti della lista dei Progressisti per Gualdo, disertando costantemente i coordinamenti e non  raccogliendo i numerosi inviti di anteporre agli interessi personali i più nobili interessi di partito. Con il consigliere Garofoli, e molti altri esponenti dei Progressisti, si è invece giunti alla necessaria riunificazione delle anime, in virtù di quella responsabilità che non si è mai riscontrata nei firmatari di quel comunicato, pertanto non si può permettere che coloro i quali non hanno voluto avviare un percorso per ritrovare l'unità, ci facciano ora lezioni di morale e di etica comportamentale, il partito sta rialzando la testa, si sta riorganizzando e questo non è senz'altro merito di chi invece ha solo come ambizione la propria visibilità personale.”

Partito Democratico
Circolo di Gualdo Tadino

 
Di Riccardo (del 11/08/2006 @ 15:54:10 in - Chicche gualdesi, linkato 719 volte)

La colpa è di Mussolini
Gaifana, anni ’30. Le vecchia strada statale Flaminia, percorsa prevalentemente da carrozze trainate dai cavalli o da carri trainati dai buoi o asinelli, si incunea nel centro abitato. Il passaggio di un’automobile è uno spettacolo raro e, quando capita, la gente si affaccia alle finestre per goderselo.
Una mattina di non so quale giorno né di quale mese (le notizie al riguardo scarseggiano), un anziano contadino procede tranquillo con il suo carretto trainato da un somarello nel tratto stradale compreso tra le case. Un passo avanti l’altro, un saluto ai compaesani che incontra lungo la via ed il carretto avanza lentamente.
“Bip, bip”, il suono di un clacson in lontananza annuncia che sta per sopraggiungere un’automobile. Il vecchio getta lo sguardo in profondità, scorge la sagoma nera che avanza e prosegue il suo lento incedere senza tante preoccupazioni.
“Bip, bip, bip”: l’auto è ormai a ridosso del somaro e chiede strada. Il contadino alza le spalle. Che può fare? La strada è stretta e non consente il doppio transito né ci sono piazzole di sosta tra le case. Potrà abbandonare la Flaminia soltanto cento metri più avanti, quando incrocerà la strada che conduce alla sua abitazione.
“Bip, bip, bip, bip, bip…” insiste l’autista ormai spazientito. Vuole passare, non sente ragioni e si affaccia dal finestrino:
“Andate indietro, buon uomo, fatemi passare”.
“Il somaro mia nun ce va all’arretro - esclama il contadino - gete arretro vue che c’ete la machina”. E poi aggiunge:
“La colpa è de quel porco de Mussolini che nun fa allargà le strade”.
Guarda un po’. A bordo dell’auto c’era proprio il Duce al quale non sfuggì l’espressione colorita.

Oggi la via Flaminia, all’altezza di Gaifana, compie un’ampia curva per evitare il centro abitato. Ebbene, la realizzazione della circonvallazione sembra che sia stata realizzata per esplicita volontà di Mussolini dopo quell’episodio.

La miseria
Il servizio taxi oggi, nelle nostre piccole città, non è una prima necessità. In genere ogni famiglia ha almeno un’automobile e, quando non se ne dispone, tra navette o circolari urbane, non è difficile raggiungere i luoghi di destinazione. Negli anni ’50, al contrario, il tassista era una presenza insostituibile perché un’auto se la potevano permettere solo pochi ricchi ed i servizi pubblici erano ridotti all’essenziale.
Il fatto è, però, che chi non poteva permettersi di acquistare una macchina era povero in canna e, generalmente, non poteva permettersi nemmeno il lusso di pagare una corsa del taxi.
Anche Nocera Umbra aveva il suo tassista. Il territorio del comune di Nocera è molto esteso e piuttosto scomodo con paesini dispersi tra le montagne. Durante la giornata c’era sempre qualcuno che doveva andare da qualche parte o tornare a casa dalla fiera o dalla visita dal dottore.
Ma quando era il momento di pagare non c’erano che spiccioli nelle tasche di quelle giacche sgualcite e scolorite dal tempo:
“Tené, pijate sti du’ ovetti” era l’alternativa.
O quando andava alla grande:
“Tené, pijateve sta gallinella. Però la prossima corsa me la facete gratis”.
Il tassista incassava: meglio un uovo oggi che niente domani e, in fondo, interpretava il suo ruolo anche come un servizio sociale. Però c’erano le spese vive da sostenere. Quando andava ad acquistare la benzina mica poteva presentarsi al distributore con due ovetti? Ed allora era fondamentale fare economia, far quadrare il bilancio spendendo il meno possibile.
Così, appena incontrava una discesa, il tassista spegneva il motore per risparmiare benzina e percorreva tutta la discesa a motore spento sfruttando la forza d’inerzia anche per la successiva pianura o salita. Soltanto quando la macchina stava per fermarsi riaccendeva il motore, pronto, però, a girare la chiavetta al dosso successivo.

Riccardo Serroni

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/11/2010 @ 15:52:44 in - Politica, linkato 7005 volte)

Incredulità, questa la sensazione di fronte  alla lettera di dimissioni della giovane segretaria di Rifondazione Comunista apparsa sulla stampa qualche giorno fa… ma come è stato possibile?!
Il paladino della libertà di opinione, di critica, di espressione che tarpa le ali e taglia la strada ad una giovane ragazza?! Lei che denuncia di aver voluto agire “senza condizionamenti” e invece non gli è stato possibile. Si dice “schiacciata da chi aveva esperienza”, che avrebbe dovuto usarla per insegnargli la politica, invece gli ha negato la possibilità di fare esperienza.
Come è possibile che nel partito della condivisione assoluta regna il personalismo e la sudditanza?
Come si riesce a spiegare che il timore più grande di chi si eleva a protettore dei più deboli sia quello di perdere potere e posizioni gerarchiche?
Forse la realtà è che il consigliere Graciolini, che usa parlare a nome del suo folto gruppo, è rimasto un po’ solo, che in realtà ha sempre e solo usato la politica, il consiglio comunale e a quanto pare anche i giovani che appoggiano il suo partito, per trovare un po’di autorevolezza che non ha mai avuto.
Forse è per questo che impegn