LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL'AMBIENTE
Spesso, parlando con la gente per strada, durante i tavoli informativi, alle serate che organizziamo, distribuendo un volantino informativo come questo, siamo stati interpellati su cosa si possa fare concretamente per costruire un futuro sostenibile. Chiaramente ognuno di noi dovrebbe nel suo piccolo impegnarsi ed attuare dei comportamenti responsabili nei confronti dell’ambiente. Questo sicuramente è un primo passo, ma da solo non porterebbe a nessuna via d’uscita se non è incoraggiato e sostenuto da una politica ambientale seria, che metta al primo posto la cura del pianeta in cui viviamo. Creare una coscienza collettiva, attraverso delle leggi serie e delle politiche energetiche alternative che siano in grado ti tutelare la salute dell’ambiente e quindi indirettamente quella di tutti i cittadini, è la priorità assoluta che ogni amministrazione dovrebbe avere. Tutto ciò è possibile, secondo noi, solo informando il cittadino sulla reale situazione ambientale; il concetto è chiaramente espresso nella Convenzione di Aarhus: La Convenzione deriva dal Principio 10 della Conferenza di Rio sull'ambiente e lo sviluppo, che dichiarava che ogni individuo deve avere accesso alle informazioni che riguardano l'ambiente in possesso dalle autorità pubbliche. Essa si basa su tre elementi: la determinazione di regole e le richieste ai governi di rendere disponibili le informazioni sull'ambiente; la definizione di gruppi di interesse che partecipino ai processi decisionali e il diritto del pubblico di rivolgersi alla giustizia e ai provvedimenti giudiziari nei confronti dei governi per non aver adempiuto gli obblighi legali della Convenzione. Questa Convenzione rappresenta un nuovo tipo di accordo che unisce le ragioni ambientali e quelle umane stabilendo che lo sviluppo sostenibile possa essere raggiunto solamente attraverso il coinvolgimento di tutti i responsabili e cercando di legare i doveri di governo con la protezione ambientale. Da questa nostra consapevolezza è nata la volontà di scrivere una lettera aperta al Ministro dell’Ambiente, dove dopo un lungo lavoro, Giuseppe Bearzi (esperto conoscitore di energie rinnovabili), ha raccolto in 10 punti le priorità che, secondo noi, dovrebbero essere nella prima pagina dell’agenda di chi si occupa di ambiente ed energia.
Una sintesi della lettera
Gentile Signor Ministro, mi scuso se rispondo con qualche ritardo alla richiesta che lei mi fece a Perugia il 24 febbraio, in occasione di un convegno sulle fonti rinnovabili. A seguito di un mio intervento sulle affermazioni di un relatore, Lei cortesemente mi chiese d’indicarle quali avrebbero dovuto essere le dieci priorità di un Ministro dell’Ambiente
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Ravvedimento: negli ultimi cent’anni Ricerca e Tecnologia si sono concentrate soprattutto sull’uso dei combustibili fossili, trascurando molte altre vie possibili. Così oggi ci troviamo impreparati ad affrontare i problemi creati da stagioni molto alterate, catastrofi naturali e la paura fondata di perdere il benessere raggiunto. E’ necessario che Stato, Accademici, Opinionisti, Stampa, Cittadini s’impegnino subito, oggi stesso, a cambiare e a far cambiare rotta, a ravvedersi, a rivedere l’approccio fin qui tenuto sulle politiche energetiche, a adottare le misure necessarie per tentare di salvare almeno il salvabile.
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Ricerca: oggi i Ricercatori non inventano più nulla d’alternativo alle fonti energetiche inquinanti. Occorre invece incoraggiare, sostenere, premiare una ricerca svolta da menti giovani e rivolta al nuovo, non ai vecchi retaggi del passato. Le ricordo che cinquant’anni fa l’Italia primeggiava nella ricerca, sia di base sia applicata, e nelle invenzioni. Eravamo copiati dalle più importanti nazioni del mondo non solo nella moda, ma anche nella tecnologia. Non trovando riconoscimento e soddisfazione, i nostri Ricercatori se ne sono andati. E’ necessario infine incoraggiare e premiare ogni anno brevetti, progetti, iniziative artigianali ed industriali, installazioni ed impianti che agevolino – in virtù della loro semplicità d’uso e funzionalità – la più rapida diffusione delle fonti energetiche non inquinanti, dei sistemi di recupero e riciclo dei rifiuti solidi e fluidi, dell’efficienza energetica ed ecologica. I costi di questi interventi saranno lautamente compensati dai risultati.
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Integrazioni: L’impiego dei collettori solari, pannelli fotovoltaici, aerogeneratori ed altri apparecchi per la produzione d’energia con fonti non inquinanti si scontra molto spesso con l’estetica dell’edificio o dell’ambiente. La soluzione deve essere trovata integrando gli impianti negli edifici al momento della costruzione, compito questo degli architetti e degli impiantisti che devono collaborare per trovare soluzioni efficienti e confortevoli. Negli Stati Uniti le soluzioni più belle, efficienti dal punto di vista energetico ed ecologico sono premiate in vari modi. Perché non seguire quell’esempio?
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Qualità dei prodotti e dei servizi: base comune di tutti i livelli d’intervento dovrebbe essere la qualità per i prodotti e le soluzioni non inquinanti. Il principio di qualità dovrebbe in altre parole esser fatto osservare con leggi, norme, certificazioni, marchi europei (non nazionali ed antieuropei, come viene fatto oggi nel Nord Europa) e con ogni possibile espediente che porti ad un prodotto bello, funzionale, realizzato il più vicino possibile alla zona d’impiego, valido e durevole. E’ necessario perfezionare e varare un prodotto italiano, che prevalga su certe patacche d’importazione che erodono la credibilità del settore delle rinnovabili e frenano l’acquisto dei suoi prodotti e servizi.
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Qualità dei sistemi: le stesse considerazioni fatte per la qualità dei prodotti sono valide anche per sistemi ed impianti. Il campo d’applicazione di questo principio è molto ampio, perché va dai sistemi di ricerca a quelli di produzione ed installazione, dalle misure preventivamente adottate per l’accettazione di un impianto fino al suo collaudo ed alla sua gestione e manutenzione.
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Euritmia dei centri di potere: è necessario e prioritario redigere un Testo Unico - valido per Regioni, Province, Comuni, Enti ed Istituti partecipati e/o sovvenzionati dallo Stato - che coordini, uniformi, adegui e regoli leggi e norme concernenti la progettazione, produzione, installazione, collaudo, gestione e controllo dei prodotti, servizi ed impianti che s’avvalgono in tutto o in parte di fonti energetiche non inquinanti, che prevedono di aumentare l’efficienza energetica ed ecologica in ogni situazione possibile, di ridurre gli sprechi d’energia e le importazioni di combustibili inquinanti, di diminuire la produzione di rifiuti, di migliorare la qualità della vita dei Cittadini e dell’Ambiente.
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Interfaccia Stato – Utente: per ottenere delucidazioni, consigli, indicazioni, contributi ed agevolazioni concesse da Commissione Europea, Stato, Regioni, Province, Comuni, Cittadini ed Imprese dovrebbero avere un unico interlocutore: il Comune. Gli Istituti di Credito - grazie ad accordi di vertice - potrebbero e dovrebbero diventare lo strumento più vicino ed accessibile per finanziare le operazioni previste dal Testo Unico a condizioni economiche paritarie fra tutti. Queste indicazioni, facilmente realizzabili e che implicano solo semplicità, linearità e l’uso della lingua italiana corrente nella documentazione e nelle procedure, sono un grande e nobile servizio che lo Stato potrebbe rendere al Cittadino ed all’Impresa.
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Strumenti finanziari: utilizzare in modo molto più efficiente e costruttivo le risorse economiche, creando un ufficio regionale o provinciale che gestisca tutte le agevolazioni ed i finanziamenti disponibili per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Applicare una tariffazione, per energia e rifiuti, che premi i comportamenti virtuosi.
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Nuove vie per i Cittadini: educare gli Italiani ad un uso corretto dell’energia, alla riduzione dei consumi inutili, dell’inquinamento acustico e luminoso, al rispetto della persona umana dell’ambiente e del paesaggio in particolar modo da parte di grandi aziende, enti ed istituzioni, attraverso campagne pubblicitarie efficaci.
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Nuovi indirizzi per i Pubblici Servizi: Gli Enti e le Imprese d’interesse nazionale o regionale dovrebbero essere primi nel dare il buon esempio, utilizzando sistemi ed impianti ad alta efficienza energetica ed ecologica; purtroppo le centrali elettriche dell’Enel, la rete idrica nazionale, le ferrovie, i ministeri, gli uffici pubblici, le scuole, gli ospedali, i trasporti testimoniano esattamente il contrario.
Alcune di queste azioni, signor Ministro, sono già state avviate o applicate, altre invece se ne stanno fuggendo per la loro strada. A lei il non facile compito di prendere in mano le redini del carro, ordinare il carico e partire, conducendolo là dove logica, etica e inderogabili necessità sociali ed ambientali impongono debba andare. La ringrazio per la sua benevola attenzione e Le porgo - insieme all’auspicio che Lei possa attuare la maggior parte di queste indicazioni che non sono solo mie, ma di tutte le persone di buona volontà - i più cordiali saluti.
Amici di Beppe Grillo di Perugia Inviata da Simone Capponi
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