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UNA FIGLIA DI GUALDO NEL PARLAMENTO FRANCESE
Di Riccardo (del 19/06/2007 @ 18:51:53, in Società, linkato 1180 volte)

Qualcuno l’ha definita una storia degna di un romanzo d’appendice.
Aurelie Filippetti, la figlia di un minatore emigrante di Gualdo Tadino, batte alle elezioni politiche il discendente dei padroni della miniera dove ha lavorato suo padre. E’ accaduto nelle ultime elezioni politiche francesi nella circoscrizione della Mosella. Aurelie è nata a Villerupt (Mosella) 34 anni fa discendente da una famiglia gualdese. Suo nonno Tommaso (morto in un campo di concentramento nazista) parti da Gualdo Tadino agli inizi del ‘900 per sfuggire alla miseria e giunse nella Lorena per sfamare la famiglia estraendo ferro e carbone.
Aurelie ha ereditato la passione per la politica dal babbo Angelo, anch’egli minatore, che è stato sindaco di Audun Le Tiche dal 1983 al 1992, anno della sua morte. La famiglia Filippetti ha mantenuto un forte legame con Gualdo Tadino dove tutt’ora abita un parente stretto, Bruno Filippetti, assessore all’ambiente, cugino di Angelo e zio di Aurelie:
“La conosco come una ragazza gioviale e molto determinata nel raggiungere l’obiettivo che si propone- dice- L’ultima volta che è venuta a Gualdo Tadino è stato 20 anni fa, in occasione dei Giochi de le Porte. Dopo la morte del padre non è più venuta ma ha mantenuto comunque uno stretto legame con la nostra città”. Città che è legittimamente orgogliosa di questa sua figlia che si è fatta strada. Dopo Sandra Monacelli al Senato, Aurelie Filippetti all’Assemblea Nazionale francese. Sono le donne gualdesi che tengono alto il vessillo. Anche se su sponde opposte. Già esponente dei Verdi, consigliere di 'arrondissement' a Parigi (dove si è laureta, vive ed insegna latino e greco), Aurelie, sposata con una figlia di 9 anni, nel 2006 è entrata a far parte della squadra socialista di Segolene Royal. Ha battuto Alain Missoffe, dell' Ump, il partito di Nicolas Sarkozy con cui ha anche avuto un vivace contraddittorio sul tema emigranti: “«Missoffe è l' erede di una dinastia che ha abbandonato la Lorena al suo triste destino dopo essersi arricchita alle sue spalle» lo ha apostrofato senza mezzi termini: “Un tema a lei particolarmente caro-testimonia suo zio Bruno- tanto che vi ha scritto il libro: Gli ultimi giorni della classe operaia”.

Riccardo Serroni