Gita scolastica, con genitori al seguito, all’isola Maggiore del lago Trasimeno. Dopo aver trascorso l’intera giornata a visitare i luoghi più interessanti, la comitiva scolastica si imbarca sulla nave per far ritorno a casa. E’ ancora giorno. Michelino, in piedi accanto al babbo, osserva l’isola che si allontana. E’ perplesso. Si è insinuato nella sua testolina un difficile enigma amletico:
“Babbo - esclama infine - Secondo te l’isola galleggia o è attaccata alla terra sotto l’acqua”.
“Stupido- l’apostrofa severo il padre. Que t’ensegnano a scola? N’el sae che galleggiano solo gli stro…!?”
La bomba
Tema
La giornata più interessante che ho trascorso in vacanza.
Svolgimento
Io quest’estate, con mamma, sono andato in vacanza in Grecia. La Grecia è un’isola…(omissis). Un giorno siamo andati a visitare una grotta. Era bellissima e grandissima. Ad un certo punto mamma pensava di essere sola nella grotta e ha tirato una pera così potente che paria una bomba. Ha rintronato tutta la caverna.
Le paure
Carlino è figlio di un emigrante. Il babbo lavora in Svizzera ma non guadagna ancora così tanto da poter portare con sé l’intera famiglia. La moglie ed il figlioletto sono rimasti così in paese, nella casa dei genitori di lui. Carlino frequenta la terza elementare ed una mattina deve cimentarsi con questo tema:
Racconta un episodio in cui hai avuto molta paura
Svolgimento
…(omissis) Ieri notte c’è stato un temporale che paria la fine del mondo. Toni, fulmini, se sentieno certe botte che paria la fine del mondo. Io m’ero spaurato e allora me so’ alzato pe’ gi’ a dormì’ con mamma. Ma anche mamma ha paura dei temporali e era gita a dormì’ co’ zio.
L’enigma…del pollaio
In una scuola di campagna, qualche anno fa.
“El sai maè?
” Maestra: “Dimmi Armandino, cosa c’è?”
“Ieri ho visto una gallina che ha fetato ‘n’ovo”.
Maestra: “Ah, bene, interessante”.
Armandino: “Sì ma, ho guardato…ho guardato… non ho polsuto capì da do’ gli è scappato?”.
Le sbarre
Peppetiello era un bravo e onesto lavoratore. Ma aveva un difettuccio: non ci vedeva una mazza, nonostante le spesse lenti degli occhiali da vista. Amava giocare a biliardo e se qualche buontempone si divertiva (e capitava di frequente) a scambiargli le boccette bianche con un fazzoletto, lui nemmeno se ne accorgeva, lo picchiava come se fosse stata una boccetta vera.
Un pomeriggio si trovava al Circolo con Aldo (forse si chiamava così ma non ne sono certo), un suo amico. Aldo gli confidò un piccolo problema. Doveva recarsi nella vicina Vaccara ma aveva la lambretta fuori uso e non sapeva come fare:
“Ti accompagno io - si offrì Peppetiello - Gemo”.
Scesero le scale, l’uomo inforcò la lambretta parcheggiata appena fuori l’ingresso del Circolo e la mise in moto:
“Monta” disse all’amico.
Aldo salì e Peppetiello partì sgassando e zigzagando.
Era il tempo in cui, a Caselle, non era ancora stato costruito il ponte di attraversamento della ferrovia ed il transito sulla Flaminia era regolato dalle classiche sbarre dei passaggi a livello. Quando furono ad una cinquantina di metri dall’incrocio, Peppetiello gridò all’amico:
“Guarda ‘n po’ si enno aperte le sbarre del passaggio a livello”.
Aldo gli bussò forte sulla spalla e gridò a sua volta:
“Fermete!”
Peppetiello accostò a destra e si fermò. Poi mise a fuoco:
“Ma enno aperte, perché m’hae fatto fermà?”
“M’ha preso voja de sgranchimme le gambe - rispose Aldo - Me fo ‘na passeggiata”.
Il petrolio non è una risorsa infinita. Non si tratta certo di una notizia, visto che lo sappiamo da almeno cinquant’anni, e cioè da quando King Hubbert, famoso geologo passato dalla Shell al Geological Survey, lanciò la sua nefasta previsione: gli USA avrebbero raggiunto il loro picco di produzione petrolifera negli anni ’70, da lì in avanti sarebbe iniziata la discesa. Aveva ragione, e, applicando il suo modello al resto del mondo, si scopre che il picco a livello globale lo si toccherà tra pochi anni. Nel 2010? Nel 2020? Difficile fare previsioni così affilate, di sicuro ce ne sarà sempre meno e sempre meno a buon mercato. Infatti per trovarne bisognerà scavare più a fondo o utilizzare greggio di qualità minore, che necessita di maggiore lavorazione. Insomma, chi parla di 100 dollari al barile, non è in preda alle allucinazioni, sono stime che circolano, sono scenari che vengono presi in considerazione. Uno scenario che potrebbe rendere ancora più doloroso per il portafoglio degli automobilisti la sosta alla pompa di benzina. E se in Europa il popolo delle quattro ruote si è ormai abituato al caro carburante, in America invece è una amara scoperta degli ultimi giorni: con un rialzo del 30% nel giro di pochi mesi il prezzo di un gallone (circa 3,8 litri) sfiora i 3 dollari. Certo, è ancora a buon mercato rispetto alla nostra super, però per gli americani è stato un vero e proprio shock. Tanto è vero che perfino Bush si è convinto a lanciare un piano per raffreddare i prezzi. Non è detto che ci si riesca, per questo è il caso di iniziare a considerare seriamente una alternativa ai carburanti tradizionali che siamo abituati a conoscere. Si può prendere spunto dal Brasile. A Rio de Janeiero, a San Paolo o a Bhaia un’automobile su cinque va ad alcol, più precisamente a etanolo. Lo chiamano il petrolio verde perchè non si estrae dal sottosuolo, ma lo si coltiva. Principlamente lo si ricava dalla canna da zucchero o dalla barbabietiola, ma anche da mais, sorgo, orzo. Il Brasile ha scelto di puntare su questo carburante: dal 2003 due terzi delle nuove vetture vendute hanno il motore flessibile, cioè che può passare dall'etanolo alla benzina e permette di dosare da soli la giusta miscela fra i due combustibili. Insomma il biocombustile in Brasile è un successo. Un successo che arriva da lontano, visto che è dalla metà degli anni settanta che il governo brasiliano ha deciso di puntare su questo tipo di carburante, una scelta dettata allora dalla necessità, ma che oggi si sta rivelando vincente. ALAN FRIEDMAN Tratto da Soldi in Tasca di Alan Friedman che è una produzione di Buongiorno Vitaminic SpA
In collaborazione con www.miaeconomia.it
Un kit per aspiranti phisher e cracker è l'ultimo grido: 15 dollari ed il proprio sito diventa uno specchietto per le allodole con cui installare trojan e keylogger sui PC degli utenti.
Si chiama Web-Attacker e secondo la descrizione offerta dagli esperti di WebSense è un "kit fai-da-te per trasformare siti web in specchietti per l'allodole capaci di compromettere seriamente la sicurezza dei visitatori". Prodotto e venduto per pochi dollari da un'azienda russa, la Inet-Lux, Web-Attacker è ormai utilizzato da circa mille malintenzionati in tutto il mondo per sottrarre dati personali ed informazioni bancarie. Il suo funzionamento è molto semplice: il kit contiene tutto il necessario per la creazione di cosiddetti code-dropper , siti dotati di script malevoli in grado di sfruttare una serie di falle di sicurezza all'interno dei browser più diffusi, Internet Explorer e Firefox. I siti-trappola, proprio come il nome suggerisce, "sganciano" malware (trojan, virus, keylogger) e costringono il browser della vittima ad installarlo.
Il risultato è semplice: il possessore di Web-Attacker riesce ad impossessarsi di numerosi computer ed ottenere una montagna di dati sensibili , nonché l'accesso esclusivo alle risorse in possesso alle vittime. "Una volta installato su un sito-trappola", dicono i portavoce di WebSense, "Web-Attacker riesce ad identificare il browser dei visitatori e sceglie automaticamente la tipologia migliore d'attacco".
Il rischio, specialmente per sistemi Windows non aggiornati , è altissimo. Anche perché, stando ad un messaggio promozionale diffuso dai creatori del kit fai-da-te, "il prodotto riesce a scavalcare ogni protezione antivirus e garantisce risultati efficaci dal 10% al 25% delle volte". Web-Attacker si basa su sette vulnerabilità specifiche ed è in grado di eseguire, a discrezione del malitenzionato, qualsiasi tipo di programma sul computer della vittima.
"La cosa più interessante", dice Dan Hubbard di WebSense, "è che il kit è dotato di un'interfaccia grafica particolarmente elaborata per visualizzare le statistiche relative agli assalti andati a buon fine". Per Stuart McClure, responsabile di McAfee, "è il segno evidente che i criminali dediti al phishing stanno iniziando ad organizzarsi in maniera preoccupante".
Il fenomeno dei kit fai-da-te non è comunque nuovo nell' underground dell'informatica. Gli utenti più attenti hanno sicuramente sentito parlare dei moltissimi virus costruction kit che negli anni novanta dettero inizio ad un'ondata di infezioni informatiche "in serie", spesso innocue. Stavolta, grazie alla diffusione di Internet ed allo sviluppo dell' online banking, gli strumenti "per neofiti" del crimine telematico sono diventati certamente più pericolosi.
Frattini: nuove norme Ue contro i falsi Trovare una berlina Ferrari di perfetta fattura, rossa fiammante che campeggia in uno squallido campo cinese alla periferia di Shanghai, non è certo un'immagine di tutti i giorni. Ma è quanto ha mostrato ai giornalisti Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea, in occasione dell'annuncio della nuova iniziativa europea contro la contraffazione. "Ne esistono soltanto sei esemplari al mondo...beh, questa è la settima", ha aggiunto Frattini. "E' una berlinetta, bellissima ed è stata imitata e prodotta in Cina". Insomma gli abitanti del gigante asiatico non si fermano di fronte a nulla. E nella contraffazione rimangono i re indiscussi, in grado di clonare perfettamente anche un'opera d'arte e d'ingegno come la Ferrari. E proprio prendendo spunto da questa vicenda, il vicepresidente Ue ha annunciato l'adozione di una proposta di direttiva sulla lotta contro i reati di proprietà intellettuale. La Commissione ha infatti accolto il contenuto della sentenza della Corte di giustizia europea, secondo la quale le disposizioni di diritto penale necessarie per l'effettiva attuazione del diritto comunitario sono materia di diritto Ue. Frattini, commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza ha sottolineato che il nuovo dispositivo proposto dalla commissione costituisce l'aspetto penale della lotta contro la contraffazione e la pirateria in Europa. E ha ricordato che le organizzazioni criminali investono enormi mezzi in queste attività, spesso più lucrative di altri traffici e ancora poco represse. Tratto da TGFin del 26/04/06
A Torino primo incontro col commissario Ue Loyola De Palacio sul voluminoso rapporto realizzato da esperti indipendenti sulla fattibilità dell'alta velocità in Val di Susa. «Vogliamo un contraddittorio pubblico tra i nostri esperti e quelli dell' Unione Europea sul progetto della Torino-Lione». Lo ha detto Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Bassa Valle di Susa, entrando in Prefettura per l' incontro con il coordinatore Ue Loyola De Palacio, che illustrerà il rapporto degli esperti dell' Unione europea sulla linea ferroviaria ad alta velocità. Ad attenderla davanti al palazzo del governo alcune centinaia di manifestanti «No tav» che scandiscono a gran voce lo slogan: «Sarà dura». La De Palacio è entrata in Prefettura da un ingresso secondario. «Vogliamo un confronto - ha aggiunto Ferrentino - alla presenza della gente e dei giornalisti. Non vogliamo strumentalizzazioni su questo progetto. Tutti - ha spiegato - devono sapere la verità». Ferrentino ha poi definito «indegne e offensive» alcune frasi del rapporto dell' Unione Europea. «In particolare - ha commentato - a pagina 21 ci si chiede chi siano i gruppi di pressione dietro i movimenti e le comunità montane. È una frase inconcepibile, da ritirare immediatamente. Noi - ha spiegato - siamo un palazzo di vetro. Ieri sera mi ha già telefonato il capo gabinetto dell' Unione Europea per chiedermi scusa e per dirmi che la frase sarà ritirata. A noi non basta. Valuteremo eventuali azioni legali per difendere la nostra immagine e i nostri diritti». Per il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano, «il risultato del rapporto Ue era scontato». «Troppo spesso - ha detto - in questa vicenda ci sono state relazioni di parte senza contrapposizioni, questa è una relazione che vuole realizzare l' opera». «Noi - ha ancora aggiunto Turbiano - vogliano che siano sfruttate al meglio le strutture esistenti. Chiediamo un confronto tecnico, ma anche soprattutto politico su questa vicenda. Il progetto è tecnicamente perfetto, ma uccide la nostra valle. Attendiamo il nuovo governo per un confronto che dia risposte concrete per tutti gli abitanti della Valle di Susa». Per Alberto Perino, uno dei leader più rappresentativi dei comitati No Tav «la linea ad Alta velocità non passerà maì». «Nonostante il rapporto - ha aggiunto noi resistiamo lo stesso. Lo sappiano anche a Bruxelles. Per dimostrare le nostre ragioni abbiamo portato a vedere alla De Palacio campioni di amianto e uranio in una teca». Articolo tratto da: - "La Stampa di Torino" del 26/4/2006
Un nuovo allarme virus fa tremare la Grande Rete. Un codicillo, ribattezzato “PGPCoder.B” e appartenente alla famiglia dei Trojan Horse, cripta i file presenti sul disco del computer e ricatta l'utente. Se si vuole infatti riavere il Pc allo stato originale si è costretti ad acquistare un software dall'hacker. Il virus, stando a quanto spiegato dagli esperti, è capace di bloccare l'accesso ad un'incredibile categoria di documenti. Tra questi si trovano quelli corrispondenti alle applicazioni più comuni della pacchetto Microsoft Office, come Word e Outlook, così come i formati di file compressi più utilizzati come zip, rar o arj.
“Con tutta probabilità – ha spiegato Luis Corrons, direttore di PandaLabs, una delle prime software house che ha lanciato l'allarme - il creatore di questo nuovo Trojan è lo stesso che ha realizzato l'originale. Al momento il maggior cambiamento che abbiamo visto è l'aumento dei tipi di file che è in grado di danneggiare. Tuttavia, visto che ha tardato più di un mese nel lanciare questo nuovo codice maligno, è possibile stia prendendo tempo per perfezionare la sua opera”.
La nuova e pericolosa variante di PGPCoder non sembra fortunatamente in grado di diffondersi autonomamente. Secondo gli esperti il codicillo può essere distribuito soltanto in maniera diretta e quindi, l'autore, deve “contattare” le proprie vittime singolarmente. Può arrivare ai computer mediante download da Internet, FTP, dispositivi di archiviazione e attraverso la condivisione di materiale su un network P2P.
Ma cosa si può fare in caso di infezione ? Il pirata che ha creato il virus confida che l'utente si spaventi e invii all'account di posta elettronica “md56@mail.ru” un messaggio con oggetto PGPcoder md56. Solo a questo punto l'amministratore del sistema riceverà le istruzioni per il pagamento e il conseguente download di un codec in grado di decriptare i file e distruggere definitivamente il trojan! La sola cosa da fare per evitare di cadere nella trappola è aggiornare l'antivirus e, in ogni caso, dare attenzione al materiale che si esegue sul computer. Se si scaricano applicativi, ad esempio, accertarsi, prima di eseguirli, siano stati prelevati da siti ufficiali. Per quanto riguarda la posta elettronica poi, evitare di aprire qualsiasi e-mail proveniente da persone sconosciute.
Da tempo ormai seguo per monti e colline il Dr. Piero Salerno, gualdese di nascita e di spirito, nella ricerca e catalogazione delle orchidee spontanee del territorio umbro, in particolare quello perugino e gualdese. La passione per la fotografia poi mi ha portato prima a collaborare con lo stesso Piero alla pubblicazione di alcuni testi in materia e successivamente ad interpretare le forme e i colori di questi piccoli, straordinari capolavori della natura. Gli affascinanti nomi di questi fiori, ...ma è riduttivo chiamarli "solo" fiori, sono Ophris apifera, Orchis morio, Limodorum,Platanthera, Serapias, Epipactis, etc... La fioritura avviene principalmente in primavera e se vi fermerete ad osservare meglio qualche "fiore di campo", durante le vostre prime passeggiate dopo un lungo e pigro inverno, forse siete di fronte proprio ad un orchidea . Certamente le orchidee spontanee italiane non sono per grandezza e spettacolarità di forme e colori paragonabili a quelle tropicali, ma vi posso assicurare che osservare da vicino queste miniature vegetali, è un esperienza incredibile.
Nella sezione fotografica potrete vedere alcune foto tra le centinaia e centinaia di scatti effettuati.
Da consultare Giros, che è la più autorevole rivista su questo argomento con centinaia di foto.
Maledetto euro. Chi non l'ha pensato, magari mangiando una pizza e ricordandosi di quando una Margherita costava la metà. Infatti da quando la moneta unica ha fatto il suo ingresso nella Penisola, nel gennaio del 2002, è stata spesso il bersaglio di parecchie critiche e molte volte ha svolto il ruolo di capro espiatorio: se l'economia del Belpaese va male è tutta colpa dell'euro! Qualche mese fa circolava la balzana proposta di un referendum per uscire dall'euro, e solo pochi giorni fa è stato il Financial Times a battere su questo tasto, però dal versante opposto: senza vere riforme l'Italia rischia l'uscita dall'euro entro il 2015. E se, come vaticinato, l’Italia davvero uscisse dall’euro per tornare alla lira. Cosa succederebbe? Una risposta, attenzione però, perché è una sorta di esercitazione accademica, hanno provato a darla gli economisti di Hsbc, una delle maggiori banche mondiali. Il vero obiettivo, anche partendo dal presupposto di un cambio alla pari, sarebbe quello di svalutare la nuova lira. Il ritorno alla "liretta" darebbe una forte scossa alle esportazioni e rilancerebbe anche la competitività. Una boccata d'ossigeno pagata a caro prezzo con un’impennata dell’inflazione: una crescita vorticosa dei prezzi. Ma non finisce qui, perché l'addio all'euro per i conti pubblici sarebbe un vero e proprio colpo di grazia, con la lira svalutata il rapporto tra il debito pubblico e il rapporto interno lordo prenderebbe il volo. Meglio fermarsi qui, anche perché andando oltre lo scenario si fa sempre più fosco, con lo spettro dell'Argentina che aleggia, visto che lo Stato potrebbe anche non essere in grado di far fronte ai suoi debiti. Anzi, sgombriamo il campo da equivoci e tentazioni: l'euro sarà la valuta corrente in Italia anche dopo il 2015. Da questa base bisogna partire per rimettere in carreggiata l'economia tricolore. Senza nessuna facile scorciatoia.
Cara Regione Umbria, sono un cittadino gualdese che spera di colloquiare con il giusto interessato, ma se così non fosse me ne scuso in anticipo. Il giorno di pasquetta si sa è un grande giorno perché si sta all’aperto in allegria, si mangia, si scherza e si chiacchiera. Una chiacchiera però mi ha incrinato la festa; è vero che l’ente preposto alla gestione delle acque si sta attrezzando per la messa in opera dei contatori alle fontanelle gualdesi e a tutto quanto è pubblico cioè di proprietà comunale? Se è vero mi domando, avevamo l’acqua e ce l’abbiamo ancora, ma costa molto di più. Costa di più ma non ho trovato miglioramenti nel servizio forse perché il servizio era buono anche prima con la gestione locale? Il Comune di Gualdo Tadino, aveva investito molti dei nostri soldi per riparare e migliorare l’acquedotto, ora scopro che dovrò pagare anche le migliorie che chi preposto alle acque farà nei comuni che mai, prima, si erano preoccupati di tali migliorie. Alla fine della fiera, mi chiedo, ma tu cara Regione Umbria, hai creato dei veri posto di lavoro o hai creato solo una nuova tassa per ridistribuire la povertà?
“C’è un fascino particolare nell’immagine…L’immagine è simbolo, è messaggio, espressione, sentimento, follia, assoluta e spietata realtà. Il suo oscillare tra realtà e visione fantastica dà spazio alle più recondite o alle più palesi sensazioni. E questo fascino cresce, la sua eco aumenta la propria vibrazione emozionale quando all’immagine si dà vita.”
“Borderline” è una serata dedicata al messaggio trasmesso attraverso la videoproiezione, l’immagine in movimento che comunica. Giovani artisti come Fabio Dominici, Simone Graciolini, Eric Hill, Enrico Natalini, Lara Simonaitis e Alex Visani proporranno le proprie espressioni in video e brevi spazi di reading. Il nostro invito va come sempre a chiunque desideri passare una serata diversa dal solito in compagnia di tanta arte e divertimento. Vi aspettiamo Venerdi, 21 aprile alle 21.15 presso il locale ZTL, p.zza Soprammuro di Gualdo Tadino!
Un grazie sincero a tutta la Allegra Combriccola di Gualdo Tadino che ha permesso ad alcuni amici di esporre i propri pensieri e visualizzare il proprio immaginario in questo blog.
Di Sandro (del 14/04/2006 @ 11:53:11, in Società, linkato 757 volte)
La quiete dopo la tempesta, di leopardiana memoria, un titolo ben augurante avvalorato dalla notizia dell’arresto di Provenzano che avrebbe significato pace e tranquillità dopo gli odi della campagna elettorale e le efferatezze di Castelbaroncolo, ma come sappiamo il diavolo ci mette lo zampino e . . . Ma è la settimana Santa, non dimentichiamo la Pax pasquale, la colomba e i suoi significati perciò . . . auguri sinceri di Buona Pasqua a tutti gli amici e non.
La montagna Il maestro: “Giuseppe, cos’è una montagna?” Giuseppe: “E’ ‘na montarozza de terra e de sassi”.
Il panorama Giovannino, per compito, doveva svolgere un tema. Ma durante la giornata ha preferito spassarsela fuori a giocare con i compagni. Quando si mette davanti alla pagina bianca del quaderno con la penna in mano fuori è già buio. Si mette al lavoro. Tema Mi affaccio alla finestra e… Svolgimento Mi afacio ala finestra e siccome è buglio nun vedo un cazo. Fine
La riproduzione: Descrivi come si riproducono gli animali. Svolgimento La vacca se porta dal toro. Se paga mille lire. Ma se il toro nun c’ha voja le mille lire te l’ardonno. La maiala se porta dal guerro. Se paga 500 lire. Ma voja o nun voja le 500 lire nun te l’ardonno.
I ruminanti Dopo aver affrontato l’argomento degli erbivori e la funzione del ruminare l’erba ingoiata, al maestro viene l’idea di saggiare le capacità intuitive dei bambini. Maestro: “Carlo, secondo te quand’è che una mucca rumina l’erba che ha mangiato?” Carlo, dopo averci pensato un attimo: “La domenica, maè”.
L’acqua della piscina E’ mattino, si va in piscina con tutta la classe. Sul pulmino, tra una battuta e l’altra, il maestro dice: “Bambini, mi raccomando, non vi bevete tutta l’acqua della piscina” Angelo, serio: “Perché maè, a digiuno fa male?”
La contraccezione La povera Carlotta va dall’ostetrico a farsi visitare. E’ in attesa dell’ottavo figlio, e non è che sciali nell’abbondanza. Il medico è spazientito: “Senti Carlo’, ma è possibile che tu continui a far figli come una coniglia?” Carlotta: “Que ho da fa’ dotto’. Giuanne mia ce s’attrabata tanto bene”. “Ho capito che ce s’attrabada bene. Ma ci sono anche tanti rimedi. Usane uno” “Emo provato a mettece ‘n calzetto, dotto’, ma n’è servito a gnente”.
(Tratto da www.miaeconomia.it) Vittime illustri quelle che sono già cadute nella trappola del phishing: Visa, Paypal, E-Bay, BancaIntesa, Fineco, Poste Italiane sono infatti solo alcune delle società rimaste coinvolte in questa che è stata già definita l’ultima frontiera delle frodi telematiche che consente di rubare i dati personali di un utente, come le chiavi di accesso al servizio di home banking o il numero di carta di credito. La truffa,in particolare, si concretizza con l’invio casuale e massiccio di e-mail, apparentemente provenienti da una banca o da una società emittente carte di credito, che invitano il destinatario a collegarsi tramite un link - generalmente attraverso una finestra pop-up - al sito dell’istituto bancario, chiedendo poi al cliente di digitare le proprie informazioni riservate. E così i dati incautamente forniti finiscono nella mani dell’hacker che riceve gratuitamente e con poco sforzo la chiave per entrare nella banca on line o nel servizio di commercio con carta di credito. E da lì, il gioco o meglio la truffa è servita, poiché il malcapitato si renderà conto di essere stato raggirato solo quando la banca gli comunicherà che il suo conto corrente è stato prosciugato. Insomma, un vero e proprio incubo per gli utenti del Web che si sono visti recapitare nella propria casella di posta elettronica migliaia di mail false. Attacchi già cresciuti del 65% tra il dicembre 2004 e il dicembre 2005, secondo le stime dell’Apwg, l’Anti-phishing working group. Un’evoluzione pericolosissima poiché per attuare la truffa basta avere un minimo di conoscenze di informatica e l’indirizzo giusto per scaricare dalla rete dei software di riproduzione dei siti di banche e di e-commerce. Come difendersi, allora? Basta una buona dose di sana diffidenza o la fantasia degli hacker e’ in grado di escogitare trappole sempre piu’ raffinate? Dal batti e ribatti tra internauti ed esperto della polizia, scaturiscono almeno dieci regole base dal cui rigoroso rispetto dipende la buona salute del nostro computer e l’integrita’ dei nostri portafogli. Ecco il vademecum proposto dall’Abi:
1) Diffidare di qualunque e-mail che richieda l’inserimento di dati riservati riguardanti codici di carte di pagamento, chiavi di accesso al servizio di home banking o altre informazioni personali. La vostra banca non richiederà tali informazioni via e-mail;
2) Fare attenzione alle mail non personalizzate e contenenti un messaggio generico di richiesta di informazioni personali per motivi vari (scadenza, smarrimento, problemi tecnici). Diffidare soprattutto se le mail adottano toni intimidatori, minacciando ad esempio la sospensione dell’account in caso di mancata risposta, e non riportano una data di scadenza per l’invio delle informazioni;
3) Nel caso in cui si riceva un messaggio sospetto, non rispondere via e-mail ma informare subito la banca tramite il call center o recandosi in filiale;
4) Non cliccare su link presenti in e-mail sospette: i collegamenti potrebbero condurre a un sito contraffatto, difficilmente distinguibile dall’originale. Anche se sulla barra degli indirizzi del browser viene visualizzato l’indirizzo corretto, non fidarsi: è possibile infatti per un hacker far visualizzare un indirizzo diverso da quello nel quale dell’utente si trova realmente;
5) Diffidare di e-mail con indirizzi web molto lunghi, contenenti caratteri inusuali;
6) Quando si inseriscono dati riservati in una pagina web, assicurarsi che si tratti di una pagina protetta: queste pagine sono riconoscibili in quanto l’indirizzo che compare nella barra degli indirizzi del browser comincia con https:// e non con http:// e nella parte in basso a destra della pagina è presente un lucchetto;
7) Diffidate se improvvisamente cambia la modalità con la quale si chiede di inserire i codici di accesso alla pagina di login del proprio home banking. In questi casi, contattare la propria banca tramite call center o recarsi in filiale;
8) Controllare regolarmente gli estratti conto del conto corrente e delle carte di credito per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate.
9) Le aziende produttrici dei browser rendono periodicamente disponibili on-line e scaricabili gratuitamente degli aggiornamenti (cosiddette patch) che incrementano la sicurezza di questi programmi. Sui siti di queste aziende è anche possibile verificare che il browser sia aggiornato. In caso contrario, è consigliabile scaricare e installare le patch;
10) Internet è un po’ come il mondo reale: come non dareste a uno sconosciuto il codice PIN del vostro Bancomat, allo stesso modo occorre essere estremamente diffidenti nel consegnare i vostri dati riservati senza essere sicuri dell’identità di chi li sta chiedendo. In caso di dubbio, rivolgetevi alla vostra banca. Tratto da "www.miaeconomia.it"
Di Sandro (del 05/04/2006 @ 12:47:40, in Società, linkato 853 volte)
Siamo una allegra combriccola, un gruppo di amici nati tra la fine degli anni quaranta e gli inizi dei cinquanta, quasi tutti autoctoni. Accomunati dalla voglia di dialogo, di confronto, di spensieratezza, di allegria e della buona tavola. La battuta pronta, il desiderio di assecondare e risolvere, l'ironia e un mai sopito spirito goliardico. Mossi da interessi eterogenei ma tutti disposti a rendere disponibili le proprie conoscenze e competenze per l'arricchimento dei singoli e, per tutti, la semplificazione del quotidiano. I nostri incontri, le nostre chiacchiere hanno evidenziato la voglia di allargare l'orizzonte e di colloquiare con altre persone. Da qui l'idea di un nostro sito con all'interno un Blog. Con esso abbiamo voluto, come in un salotto, parlare di . . . , dare a tutti uno spazio dove esprimere il loro pensiero e commentare quello di altri. Nel rispetto delle regole e del comune senso del pudore ci auspichiamo che lo spazio che mettiamo a disposizione, per i cittadini di Gualdo Tadino e non, diventi una abitudine di conversazione e di confronto. Grazie a tutti coloro che avranno il desiderio e la bontà di dialogare con noi.