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 In ogni luogo, comunque, una allegra combriccola... di Sandro
 
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La differenza tra il genio e la stupidità è che il genio ha i suoi limiti.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 31/05/2006 @ 09:45:52, in Internet e dintorni, linkato 651 volte)

Esistono hacker in tutte le famiglie: i bambini, spinti da una innata curiosità e passione per tutto ciò che è affascinante. E cosa c'è di più affascinante, per un bimbo, se non innumerevoli tasti da schiacciare e coloratissime immagini da vedere ? Non c'è quindi da stupirsi leggendo i risultati dell'ultimo studio condotto dal Ministero per L'Educazione USA: l'attuale generazione di giovani americani ha la tecnologia nel sangue.

Non sanno ancora leggere, ma utilizzano il computer e la connessione ad Internet per guardare cartoni animati e seguire lezioni interattive online. Un fenomeno che coinvolge addirittura il 23% dei piccoli d'età compresa tra i 3 ed i 5 anni, tanto che il governo di Washington ne ha immediatamente approfittato per ribadire l'importanza delle piattaforme informatiche nei processi didattici. Utilizzando i servizi messi a disposizione da appositi siti web, i piccoli informatici possono esercitarsi nel riconoscere le lettere dell'alfabeto, imparare i fondamenti della logica e le basi della calligrafia.

L'indagine ha messo in evidenza che circa l'80% dei bambini in età da asilo riesce complessivamente a destreggiarsi con mouse e tastiera sia in famiglia che a scuola, essendoci entrato in contatto a partire dal terzo anno di età. I più piccoli, secondo la ricerca statunitense, sembrano aver sviluppato una sorta di istinto naturale per l'alta tecnologia. Un fenomeno dovuto all'ubiquità del digitale: una responsabile del Ministero dell'Educazione, Susan Patrick, spiega il fenomeno dicendo che “i bambini non riescono a discernere la differenza tra lezioni frontali ed Internet, perché sono nati nell'età dell'informatica e percepiscono queste tecnologie come parte integrante della loro esistenza”.

Questo insolito istinto, coltivato da un accurato programma nazionale di alfabetizzazione informatica, è così uno dei tanti effetti scaturiti dalla larghissima diffusione di informatica ed Internet: oltre l'80% delle case americane è dotato di un PC connesso alla Rete, mentre in tutte le scuole del paese c'è un computer ogni cinque alunni. L'uso di tecnologie informatiche coinvolge addirittura il 97% degli studenti americani al momento della scuola superiore.

Fonte: ECPLANET

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Alessandra Carboni - Selezionare, cercare e accorpare contenuti in rete, utilizzando le masse per mansioni che prima venivano svolte da professionisti

Il lavoro in Cina costa meno? Ecco che le aziende spostano la propria produzione nei laboratori orientali. I prodotti presenti in rete e il tempo-lavoro messo a disposizione dagli utenti stessi sono più accessibili e convenienti di quanto non siano sui canali commerciali tradizionali? Ecco che la ricerca dei consumatori si sposta online.

IL LAVORO ALLE MASSE - E il cosiddetto "crowdsourcing" diventa l'ultima frontiera del lavoro: delegare alla gente il compito di produrre contenuti, condurre ricerche o risolvere problemi. Il tutto da fare nel proprio tempo libero, e quindi da affidare alle maglie della rete, a disposizione del pubblico di tutto il mondo – non importa dove ci si trovi, basta essere connessi al web – a un prezzo decisamente competitivo. Il principio alla base del crowdsourcing è un po' quello che ha dato vita a progetti di calcolo distribuito come il più famoso SETI@home, che per anni ha utilizzato i computer di milioni di persone sfruttandone la potenza di calcolo nei momenti in cui si trovavano in stand-by. Allo stesso modo, le capacità, le abilità e le conoscenze di milioni di persone vengono sfruttate da moderni network che si occupano di gestire questa nuova forma di "lavoro distribuito".

WIKI DOCET – Del resto, la validità del principio della "collaborazione non professionale" è già stato provato da altri casi di successo: l'opensource ha dimostrato che un gruppo di geek appassionati riesce a scrivere codici di software con la stessa perizia e precisione dei migliori programmatori professionisti, il fenomeno Wikipedia ha provato che il modello collaborativo riesce a dar vita a progetti validi e sorprendenti e, non ultimi, i casi di eBay e MySpace sono l'esempio di come sia possibile dar vita a un business redditizio che non sarebbe tale senza il contributo degli utenti. Alessandra Carboni La nuova internet Un passo verso la neutralità della rete La Commissione parlamentare Usa si schiera al fianco dei tutori della neutralità della rete, contro coloro che vogliono creare una seconda internet in grado di favorire i contenuti a pagamento su quelli gratuiti. Tratto da il: Corriere della Sera

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 29/05/2006 @ 09:19:10, in Eventi, linkato 695 volte)

Perugia - Dal 31 maggio al 4 giugno, Piazza Italia ospiterà uno spicchio del mondo: torna “Gemelle in Piazza”, la mostra mercato promossa dal Comune di Perugia. Le tradizioni, il folklore, la cultura delle sei città gemellate con il capoluogo umbro saranno le grandi protagoniste di questa IV edizione che conferma la presenza della francese Aix en Provence (27 anni di gemellaggio) della slovacca Bratislava (gemellata da 44 anni) delle tedesche Tubingen (gemellata da 22 anni) e Potsdam (16 anni di gemellaggio) e delle americane Seattle e Grand Rapids (gemellate da 13 anni).La mostra resterà aperta fino al 4 Giugno prossimo con orario continuato dalle 10.00 alle 23.00.

Quest’anno, insieme a “Gemelle in Piazza” è stata organizzata anche un’altra iniziativa “Fatto a mano”, una mostra mercato dell’artigianato artistico tipico del nostro Paese. Saranno presenti in particolare i prodotti umbri con le ceramiche di Deruta, Orvieto, Gualdo Tadino e Gubbio, i metalli preziosi, i tessuti, i ricami e i pizzi più belli, oltre alle stupende vetrate artistiche. Saranno coinvolti i negozi e i laboratori artigianali e artistici cittadini che saranno inseriti in specifici percorsi di visita.
Sono previsti, inoltre, corsi e varie attività didattiche, in particolare destinate ai giovani. Vi saranno percorsi guidati per far meglio vivere la simbiosi tra gli spazi espositivi e i monumenti cittadini.
Il tutto si svolgerà lungo le strade e le piazze del centro storico, dal 1° al 4 giugno (ore 9,30 - 23,00).

Per “Gemelle in piazza”, sono stati numerosi i commercianti che hanno risposto all’iniziativa, un gruppo che di anno in anno cresce e che ben si integrata con la cittadinanza, con cui ormai hanno stretto veri rapporti di amicizia.
Perugia si apre alla cultura delle sue città gemellate, riproponendo angoli di vita e momenti rappresentativi di altre realtà, geograficamente lontane , ma vicine quanto a relazioni.

Con “Gemelle in Piazza” si aprono piccole finestre sul mondo, capaci di avvicinare popoli diversi. Fin dalla prima edizione, l’offerta merceologica presente negli stand, ha colpito i visitatori, per qualità e varietà, tanto che lo scorso anno già dai primi giorni alcuni commercianti avevano terminato tutto. Oltre 30.000 persone, nelle edizioni passate, avevano curiosato tra gli stand della mostra alla ricerca delle tipicità artigianali e gastronomiche delle sei città straniere.

Per questa edizione ci saranno anche interessanti novità da vedere e gustare nel mercato più allegro e variegato del mondo, con i suoi 31 espositori (23 di alto artigianato e 8 di gustosa e raffinata gastronomia) e 29 stand. Le ore di mercato quest’anno saranno 65 (l’anno scorso furono 57) e ad allietare le giornate si alterneranno quattro musicisti, di cui due jazzisti, un chitarrista blues e un musicista folk slovacco.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Perugia, Ufficio di Gabinetto del Sindaco, con il sostegno delle amministrazioni straniere.

Orario: tutti i giorni ore 11.00- 23.00. Ingresso libero.

Fonte: Gridomagazine

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Di Sandro (del 27/05/2006 @ 08:58:55, in Società, linkato 1234 volte)

Anche in Italia entra in vigore il passaporto elettronico. Da qualche settimana, infatti, i cittadini che devono andare all’estero, per lavoro o per piacere, potranno recarsi in questura e richiedere il nuovo documento. I passaporti cartacei già rilasciati continueranno ad essere validi fino alla data di scadenza riportata al loro interno. L’e-passport (come viene anche chiamato) conserva in modalità criptata i dati personali del titolare. Tra questi figurano le impronte digitali dell’indice di entrambe le mani e informazioni su eventuali condanne penali o sulla salute. I passaporti elettronici sono già richiesti dagli Stati Uniti, obbligatori dal 26 giugno 2006, e caldamente sostenuti dall’ICAO, l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile. L’Italia non è quindi l’unico paese che sta percorrendo questa strada. Anche in Francia e in altri paesi extraeuropei (Australia, Giappone, Singapore) è stato rilasciato da poco questo tipo di documento. Il passaporto elettronico dovrebbe quindi migliorare la qualità dei controlli alle frontiere e garantire una maggiore sicurezza.
Per info: http://www.esteri.it

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/05/2006 @ 10:30:05, in Eventi, linkato 751 volte)

Giorgio Maimone - Si nasce incendiari e si muore pompieri. Si nasce “Controfestival” e ... si va avanti da Festival. Questa la strada che, a un dipresso, ha seguito il Mantova Musica Festival (o MMF per chi ama le sigle) che giunge quest’anno alla terza edizione che è quasi come “una soglia della maggiore età” per una qualsiasi manifestazione. Nata su iniziativa di Nando Dalla Chiesa, in reazione al Festival di Sanremo organizzato da Tony Renis (l’ex cantante amato da Silvio Berlusconi, ma anche con amicizie compromettenti), la manifestazione nel 2004 si è svolta per la prima volta nel mese di febbraio, in contemporanea col Festival ufficiale, in un clima un po’ da battaglia, dividendosi tra i Teatri e gli spazi pubblici di Mantova, sulla falsariga di quanto avviene da anni nel comune lombardo per il Festivaletteratura. Il secondo anno, l’anno scorso, la manifestazione aveva già cambiato impostazione: non più festival “contro”, ma festival “pro”. “Pro” musica italiana, tendenzialmente d’autore, con un occhio di particolare attenzione a scoprire quali sono “le musiche” che ci girano intorno. Inoltre, per la prima volta, il MMF lo scorso anno aveva un tema e uno slogan: svolgendosi a cavallo del 2 giugno, festa della Repubblica, era dedicato al tema della “Libertà”, sottolineando quanto “la nostra Costituzione sostenga i valori culturali e civili e la libertà dell’espressione artistica”. Quest’anno, terza edizione, nuovo piccolo cambio di date e di impostazione: il tema trainante è “Italia, Italie” per indicare “la presenza del nostro Paese nelle culture che si affiancano, si distanziano, si intrecciano, si contaminano anche e soprattutto attraverso le esperienze musicali. Più Italie che parlano linguaggi differenti, dalla canzone d’autore alla musica etnica alle nuove realtà giovanili”. Il periodo di svolgimento è compreso tra mercoledì 24 maggio e domenica 28. Piccolo spostamento anche sul piano musica: non si parla più di musica d’autore, ma di musiche in genere.
Niente di grave, l’appuntamento continua a restare tra i migliori che si possano trovare in Italia, ricco di 70 concerti, con 60 ospiti “big” e oltre un centinaio di eventi collaterali a cui, a vario titolo, partecipano personaggi del calibro di Gianna Nannini, Franco Battiato, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Carlo Fava, Morgan, Simone Cristicchi, Caparezza e Dolcenera. Oltre ai “big” più o meno conosciuti, frugando tra le pieghe della rassegna, troviamo altri nomi di nostro totale gradimento come i Sulutumana, Davide Van De Sfroos, Gianfranco Manfredi, Mauro Pagani, Alberto Camerini e Claudio Rocchi per non dire che i primi nomi che ci saltano agli occhi.
“Ma oltre gli ospiti di prestigio il centro del MMF rimane la rassegna dei 18 emergenti, che la commissione ha scelto tra le centinaia di proposte arrivateci in questi mesi e che quest’anno avranno l’onore di esibirsi nello splendido scenario di Piazza Sordello”, ci spiega Giorgia Fazzini, della Commissione Selezionatrice del Festival, presieduta da Ricky Gianco e composta, oltre che dalla Fazzini, da Annibale Bartolozzi, Enzo Gentile, Ezio Guaitamacchi, Gaetano Liguori, Gianni Mura, Antonio Silva e Alberto Tonti . “Quasi tutti gli spettacoli di quest’anno - continua Giorgia Fazzini - e si va da mattina fino a notte inoltrata, sono gratuiti. Lo slogan “Italia Italie” sta a rappresentare la situazione esistente di questa repubblica italiana, unica e variegatissima. La nostra scelta è di parlare di Italia partendo dalle sue differenze. La rassegna rappresenta adeguatamente la scelta: un terzo più o meno dei selezionati canterà in dialetto”.
La rassegna dei 18 emergenti si concluderà, come un vero festival, con i premi per la miglior interpretazione, per la migliore canzone e per il miglior testo. Lo scorso anno, la giuria di qualità premiò Maria Pierantoni Giua, che partecipa anche quest’anno, mentre due anni fa, quando ancora la questione premi non era definita, furono i Sulutumana a essere prescelti da un referendum organizzato da una radio tra il pubblico che aveva assistito alle tre serata del Festival. Il Mantova Musica Festival, però, oltre che centro spettacolare, rappresenta anche un ottimo osservatorio per chi, dal punto di vista della Commissione, abbia voglia di fare una sorta di screening sullo stato della musica in Italia. “C’è molto più rock dello scorso anno, quando l’obiettivo si era forse spostato più sul folk. La musica italiana - ci spiega ancora la Fazzini - attraversa una fase di transizione pesante più in difetto che in favore. All’interno di questa fase, che mostra lo sgretolamento di tutte le figure che hanno fatto il mondo della musica, credo che quello che più conti sia la curiosità e lo spirito di intraprendenza. Da questo punto di vista Mantova può offrire un minimo spiraglio: mostrarsi e fare cose insieme. Mantova è una proposta variegata sia come generazione che come generi. Potrebbe essere l’occasione giusta per trovare una chiave per uscire dal pantano e la chiave potrebbe essere il dialogo, guardarsi intorno e provare a capire”.

Ancora da segnalare sul festival di Mantova, la serata inaugurale dove i grandi nomi presenti renderanno una sorta di omaggio postumo a Umberto Bindi, cantautore genovese della primissima ondata, autore di successi come “Arrivederci” o “Il nostro concerto”, ora pressoché dimenticato. La speranza è che non si perda l’occasione per documentare su disco la serata, come in genere fa il Club Tenco. Da non perdere anche il duetto annunciato tra Mauro Pagani e il violoncellista Giovanni Sollima di venerdì 26 maggio. Tra i 18 selezionati, occhi puntati sui Kosovni Odpadki, i “cassonetti differenziati” o “rifiuti ingombranti” che dir si voglia, che operano in ambito musical-poetico nel territorio di confine tra Italia e Slovenia. Potrebbero essere loro la sorpresa del Festival.  - Il Sole 24Ore -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 25/05/2006 @ 10:47:17, in Società, linkato 721 volte)

I mondiali, Sky e la coerenza

L'Italia è proprio un bel paese. Un paese dove la coerenza è una parola sulla bocca di tutti e nel vocabolario di nessuno. Prendete per esempio la Gazzetta dello Sport di mercoledì 24 maggio. Bello l'editoriale del direttore Carlo Verdelli, che spende dure parole per castigare Moggiopoli. Ci spiega come funzionasse la ragnatela di contatti e di come i poteri forti permettessero al popolare Luciano di mantenere il suo dominio. E sapete perché? Perché anche Milan e Inter alla fin fine facevano finta di niente: l'importante era spartirsi la torta dei diritti televisivi.

Belle parole, concetti tutto sommato condivisibili e condivisi dal frastornato pubblico che cerca di trovare una luce nel buio che ha avvolto il calcio. Peccato che poi, sfogliando la rosa, si arrivi esattamente a metà. Pagina 18: si comincia a parlare di mondiali giocati. Nesta dice la sua, la nazionale fa il pieno di sponsor. Nella pagina accanto comincia uno speciale intitolato "Tv mondiale". Anche il lettore più distratto noterà che qualcosa non quadra: le quattro pagine che compongono questo speciale, che si scoprirà essere un inserto solo dopo averlo percorso tutto, avrebbero dovuto intitolarsi "speciale Sky". Perché se la firma Vincenzo Cito ci parla di Nicolò Carosio, il resto è un florilegio che spazia dai numeri del mondiale (64 le partite trasmesse da Sky - 39 le partite in diretta esclusiva di Sky - 150 i giornalisti di Sky etc etc) all'intervista a Fabio Caressa, fino al titolo favoloso di pagina due: Sky ha tutto, perché perderselo?.

Niente di male se il lettore fosse avvisato che quello che sta leggendo è pubblicità, niente di più, niente di meno. Peccato che da nessuna parte appaia l'avvertenza: "Ehi lettore, occhio che queste sono pagine pubbli-redazionali: cioè, noi scriviamo degli articoli ma questo inserto se lo paga Sky e quindi è ovvio che le facciamo pubblicità". Come non bastasse, dopo aver ampiamente ricordato i benefici della parabola, si passano velocemente in rassegna i palinsesti delle care, vecchie tv no-pay. Con una pioggia di errori. Il palinsesto di Mediaset è decisamente sbagliato, con affermazioni sugli highlights del tutto inventate. Ma ancora peggio la Gazzetta fa con la Rai che trasmetterà "solo" 25 partite. Peccato che siano le più importanti, compresi tutti gli incontri della nazionale. E, diciamocelo, anche se la televisione di Stato non trasmette Costa Rica-Polonia, Australia-Giappone o Paraguay-Trinidad Tobago direi che possiamo perdonarla.

Lo speciale pubblicitario si conclude poi con un grande sondaggio di Marco Pasotto su chi vincerà i mondiali: indovinate un po' chi sono gli intervistati? Senza scomodarvi ve lo diciamo noi: gli opinionisti di Sky. Ma è sotto il sondaggio che casca l'asino, la coerenza e le parole di Verdelli sui poteri forti, sulle pay tv, sui soldi dei diritti e a chi fanno gola assumono una luce tutta nuova. Una bella pubblicità nella pubblicità ci informa che è possibile vivere il mondiale in 3 mosse con la straordinaria offerta Sky-Gazzetta. Guardi Sky, leggi gratis la Gazzetta. Oplà, il gioco di prestigio è riuscito. Il lettore si è pappato quattro pagine di promozione a pagamento credendole parte del giornale. E non ci vengano a dire che il numeretto romano sulle pagine, invisibile, fa "chiaramente" capire di essere di fronte ad un inserto. L'inserto non si fascicola in mezzo al giornale, lo si rende distinguibile dal resto. Le pubblicità non si spacciano per notizie, soprattutto su di un giornale autorevole come la Gazzetta. Questione di coerenza, caro direttore. – TGCom / Sport -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 25/05/2006 @ 09:34:15, in Società, linkato 682 volte)

Non è la passione per la tecnologia a far usare il telefonino ai giovanissimi, ma un vero e proprio disagio sociale

Alessandra Carboni  - I teenager sono ansiosi e infelici, lo dice il telefonino. O meglio, lo dice il modo in cui i ragazzi usano il più popolare dei dispositivi portatili. Una ricerca condotta su un campione di 575 studenti di scuola superiore della Corea del Sud (dove il mercato della telefonia mobile è praticamente saturo) rivela che l'ossessione dei giovani per messaggini, suonerie e altri servizi mobili nasconde in realtà profonda tristezza e solitudine.
RISULTATI COREANI – Lo studio – presentato martedì scorso al convegno dell'American Psychiatric Association, a Toronto – ha messo in luce che gli adolescenti che utilizzano il cellulare per più di 90 volte al giorno (circa un terzo del totale intervistato) si dedicano a tale attività per combattere la noia e l'infelicità: sono loro, infatti, ad aver ottenuto i punteggi più alti nei test a cui sono stati sottoposti dai ricercatori al fine di misurarne i livelli di ansia e depressione. Il disagio maggiore è stato riscontrato tra gli adolescenti di sesso maschile, e gli Sms si sono rivelati il servizio preferito dalla categoria in esame. La situazione appare invece leggermente migliore per i ragazzi che prendono in mano il telefonino "solamente" 70 volte al giorno: questi ultimi, infatti, hanno totalizzato livelli più alti di sicurezza, autostima e comunicatività. Il dottor Jee Hyan Ha, autore della ricerca, ha spiegato che i giovani "fanatici" del cellulare non sono in realtà clinicamente depressi ma, più semplicemente, molto angosciati e bisognosi di attenzione. In questo senso, dunque, l'uso quasi ossessivo del cellulare e il continuo rivolgere lo sguardo al piccolo display anche quando non arrivano chiamate o messaggi, corrispondono alla necessità e al desiderio di cercare sollievo nel contatto con il mondo esterno.
ADOLESCENTI AMERICANI – Recenti sondaggi americani hanno inoltre svelato dati importanti proprio sull'utilizzo del portatile da parte dei giovani statunitensi. Apprendiamo così che due ragazzi su cinque (di età compresa tra gli 8 e i 18 anni) possiedono un telefonino, e che gli studenti delle high-school gli dedicano in media un'ora al giorno: più o meno lo stesso tempo che passano a studiare. Pare inoltre che anche gli studi a stelle e strisce abbiano portato gli esperti a istituire una corrispondenza tra l'uso "massiccio" del cellulare e la depressione, anche in virtù del fatto che molto spesso gli studenti Usa considerano il "migliore amico elettronico" come parte integrante della propria identità, se non addirittura un'estensione del proprio corpo. Per gli adolescenti, infatti, il "mobile phone" non è un semplice oggetto, ma una vera e propria porta spalancata sul mondo, che permette loro di tenersi in contatto con altre persone. - Corriere della Sera/Scienze e Tecnologie

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/05/2006 @ 09:36:02, in Eventi, linkato 911 volte)

313mo Gruppo addestramento acrobatico Frecce Tricolori dell'Aeronautica militare parte- ciperanno domenica 28 maggio alla grande manifestazione aerea che si terrà sui campi dell'aeroporto di S. Egidio, lo scalo aereo dell'Umbria, organizzata dall'Aero club di Perugia. La pattuglia acrobatica comandata dal col. pilota Paolo Tarantino sarà all'aeroporto di Perugia con i sui 11 velivoli MB3339Pan già da giovedì pomeriggio, quando gli stessi ufficiali potranno incontrare la stampa e le tv. Un grande sforzo e' stato compiuto dall'Aeroclub di Perugia, presidente onorario Mario Settimi ed operativo Maurizio Morbidelli, per portare a compimento la organizzazione della manifestazione aerea, in accordo con Sase, le autorità aeroportuali di Enac e Enav, la polizia di frontiera e tutte le altre istanze delegate al volo. In particolare quest'anno verranno impiegate per l'accesso ordinato del pubblico evitando quindi ingorghi stradali sull'importante nodo di Collestrada e sulla viabilità ordinaria, navette bus e treno (linea Perugia P.S. Giovanni-Assisi) con fermata obbligatoria di tutti i convogli alla stazioncina di Ospedalicchio. Da qui una salutare passeggiata porterà gli appassionati del volo direttamente in aeroporto. Lo stesso percorso verrà garantito per chi utilizzerà il treno, mentre i parcheggi per auto sono stati localizzati a Umbria Fiere (anche ad Assisi S. Maria degli Angeli), così a Balanzano per chi viene da Todi e Perugia ed a Ponte Felcino per chi scende da Umbertide C. di castello e Gubbio. Una segnaletica opportuna verrà installata per le uscite obbligatorie, ai parcheggi che saranno collegati da bus navetta gratuiti, come gratuito e' il treno P.S.Giovanni Ospedalicchio, andata-ritorno, grazie all'impegno di Trenitalia. Uno specifico piano e' allo studio in prefettura, che con il COM della Procivile, coordina già numerosi eventi, tra cui la Marcia della Pace ed Eurochocolate. Martedì alle 11,30 una conferenza stampa organizzativa spiegherà come utilizzare treni e Bus, per chi vorrà seguire la manifestazione Dumbo's day 2006.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 21/05/2006 @ 10:37:18, in Società, linkato 669 volte)
I risultati sono sospetti, ma il sondaggio di WAYN è serio: la Gran Bretagna mette i vicini in testa alle classifiche meno ambite. E anche l'Italia...


Gli inglesi si sfogano in un sondaggio


ENRICO FRANCESCHINI - LONDRA - I francesi sono il popolo più inospitale, antipatico e avaro del mondo. Questo, perlomeno, sostiene un sondaggio condotto da un sito Internet inglese, suscitando il sospetto, a dir poco, che il risultato riveli la secolare rivalità tra i due popoli separati dal canale della Manica piuttosto che un giudizio planetario sul carattere dei "mangiatori di rane", come li chiamano con disprezzo i sudditi di Sua Maestà britannica.
L'inchiesta condotta tra oltre seimila persone è tuttavia un'iniziativa di WAYN (iniziali di "Where are you now", dove sei adesso), sito che pur avendo base in Inghilterra è speciliazzato nello sviluppo delle conoscenze tra i viaggiatori internazionali: e dunque aspira a riflettere un'opinione globale, non soltanto il punto di vista di Londra. Oltretutto, il fondatore del sito, Jerome Touze, è un francese, sebbene residente da anni nel Regno Unito, che è stato il primo a meravigliarsi del responso: "Non avrei mai pensato che i miei connazionali fossero considerati il popolo più inospitale della terra", ha commentato. "Dirò a tutti gli amici e conoscenti che ho a Parigi di sforzarsi di essere più gentili con i turisti e i visitatori stranieri in futuro". Ce n'è anche per l'Italia, che figura al quinto posto nella graduatoria dei Paesi più inospitali, appunto dietro alla Francia e, nell'ordine, a Germania, Spagna, Stati Uniti; e l'Italia è al quinto posto, a pari merito con la Turchia, anche nella classifica dei paesi meno generosi, ossia più avari. In compenso siamo primi nella classifica della cultura e della buona tavola, in cui al secondo posto, come consolazione per le altre graduatorie, compare la Francia. Curiosamente, la Gran Bretagna non compare in nessuna delle quattro graduatorie, anche questo un indizio che lascia pensare che a rispondere al sondaggio siano stati prevalentemente gli inglesi, dando per così dire i voti ai paesi dove si recano più spesso in vacanza: e il fatto che abbiano dato voti bassi in talune categorie a Francia, Spagna, Italia, Stati Uniti, non impedisce che siano proprio queste le loro mete preferite come destinazioni turistiche.

Come che sia, la stampa londinese non si è fatta sfuggire l'occasione di ironizzare ancora una volta sugli odiati vicini d'oltreManica: "I francesi pensano che Chanel numero 5 sia il loro profumo nazionale per antonomasia", osserva un editoriale del Daily Telegraph, "ma sappiano che l'aglio e le sigarette Gitanes sono molto più rappresentativi".

Ecco, in ogni caso, le quattro classifiche, relativamente alle prime dieci posizioni.
Paesi più inospitali: Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti, Italia, Russia, Turchia, Portogallo, Cina, Grecia.
Paesi più antipatici: Francia, Germania, Austria, Stati Uniti, Olanda, Polonia, Svezia, India, Cina, Spagna.
Paesi più avari (o meno generosi): Francia, Germania, Stati Uniti, Spagna, Turchia e Italia, Russia, Austria, Grecia, Cina.
Paesi più colti e con migliore cucina: Italia, Francia, Giappone, Spagna, Cina, Grecia, India, Olanda, Svezia, Austria.
- La Repubblica.it -

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Di Alberto (del 18/05/2006 @ 09:10:46, in - Accade a Gualdo, linkato 689 volte)

GUALDO TADINO - "Adesso ci vuole un´attenta concertazione sui problemi di metodo. Col nuovo Governo dovremo fare chiarezza su aspetti fondamentali, ma non con un atto omnicomprensivo, perché si devono individuare delle priorità, operando successive verifiche. Ci batteremo per la lotta alla precarietà del lavoro, per il rilancio dell´economia con la riduzione del cuneo fiscale da realizzare non in maniera indiscriminata, per il Mezzogiorno dove la disoccupazione raggiunge livelli elevatissimi, per bloccare la riforma della scuola prima che entri in vigore a settembre, per risolvere i problemi di alcuni settori che stanno scoppiando come le Ferrovie, Alitalia, i trasporti, per la condizione degli anziani non autosufficienti e per i redditi dei pensionati". Sono questi i temi dell´ immediato impegno per la Cgil nazionale, li ha enunciati Guglielmo Epifani, il segretario generale, che ha chiuso i lavori della "prima festa provinciale del tesseramento", svoltasi nella serata di martedì a Gualdo Tadino. In riferimento all´Umbria, "terra di pace", ha detto: "Dobbiamo chiedere il ritiro delle truppe in Irak, quella guerra è una follia, è un intervento militare senza strategia politica, l´Italia deve recuperare il ruolo di mediazione, di dialogo con l´Europa, occorre spuntare le armi, spegnere i fuochi per far prevalere la ragione: siamo seduti sull´orlo di un vulcano". Ha toccato anche il tema dell´ immigrazione, sottolineando come la Cgil ad ogni livello sia aperta verso queste persone: ha salutato con simpatia la nomina del tunisino Hedi Khirat a coordinatore della Camera del lavoro gualdese. Anche gli altri intervenuti, che hanno parlato di fronte ad una platea di oltre 200 persone, hanno fatto festa al nuovo coordinatore. Il quale, ricordato il suo arrivo nel 1989, ha detto di sentirsi "pienamente gualdese, perché il criterio discriminante deve sempre essere solo quello del rispetto delle leggi"; ed ha sottolineato i seri problemi presenti, come le crisi della Merloni, della ceramica, dell´edilizia.
Il sindaco Angelo Scassellati, nell´indirizzo di saluto, ha ricordato come "Gualdo sino a due anni fa non conosceva il problema della disoccupazione, ora invece è al primo posto nelle preoccupazioni". Numerosi gli interventi: Mario Bravi ha parlato di solidarietà e diritti, Massimiliano Presciutti della tutela della vita sui posti di lavoro, l´assessore provinciale Riccardo Fioriti della necessità di cooperazione tra le imprese, Massimo Notari delle crisi aziendali legate anche ai costi energetici ed alle infrastrutture carenti, Manlio Mariotti dei necessari "cambiamenti profondi" nella Regione dell´Umbria. Sono intervenuti anche Alessandro Piergentili e Sara Palazzoli. Da tutti è stata sottolineata la "responsabilità della Cgil", che vede iscritto un umbro per ogni 8 abitanti, e dell´impegno per il prossimo referendum sulle modifiche alla Costituzione.

Alberto Cecconi

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 17/05/2006 @ 12:51:22, in Eventi, linkato 652 volte)

Umbria Jazz 2006L'edizione 2006 della rassegna musicale famosa in tutto il mondo si terrà dal 7 al 17 luglio e sarà animata da oltre trecento artisti.

L'edizione 2006 di Umbria Jazz avrà luogo quest’anno dal 7 al 17 luglio e sarà animata dalla presenza di più di trecento artisti.
Il programma è stato presentato il 4 maggio dall'Associazione Umbria Jazz e del direttore artistico, Carlo Pagnotta, che promette per questa edizione un mix di jazz, rock, pop e soul, questo non vuol dire che sarà dimenticata l'ortodossia del jazz, fiore all’occhiello di questa manifestazione, nel passato, nel presente e nel futuro. Non mancheranno quindi i grandi nomi dello show business che appunto riempiranno con le loro note il centro storico di Perugia.

I luoghi di 'Umbria Jazz 06'
All'Arena Santa Giuliana andranno in scena gli artisti più famosi che necessitano di grande spazio per il pubblico.
Al Morlacchi ed al Pavone, i due teatri storici cittadini, ospiteranno i pomeriggi e le notti dedicati al jazz più autentico e quest'anno, anche alla danza.
Ci saranno poi spettacoli gratuiti all'aperto, d’altronde questo "è il festival dei giovani e delle famiglie, con i generi musicali più popolari e di più immediato appeal".
Certo Umbria Jazz è l’ideale per chi vuole trascorrere una vacanza in questa regione approfittando dei giorni in cui la colonna sonora è a suon di jazz, soul, rhythm & blues, blues, gospel, pop song, salsa.
Ma tra i luoghi della manifestazione c’è uno ritrovato: i Giardini Carducci, l'anno scorso “occupati” dai lavori in corso: ora si presentano rinnovati e confortevoli, pronti ad ospitare uno dei due palchi sui quali si fa musica gratuita (l'altro, è in Piazza IV Novembre). Ma sono anche un luogo di ritrovo in cui bere una buona birra: quella dello sponsor di questa edizione, Birra Peroni che festeggia il centosessantesimo anniversario dell'azienda.

I nomi di 'Umbria Jazz 06'
Saranno grandi nomi, è innegabile: Diana Kral, Eric Clapton e Carlos Santana. Poi è prevista una “sezione brasiliana” di tutto rilievo: sarà la volta di Caetano Veloso e Sergio Mendes.
Anche il soul è rappresentato da due effigi emblematiche e statuarie della Black Music: James Brown e Solomon Burke.
Il pop mediterraneo, quello tricolore, di casa nostra insomma, sarà nelle mani (e nella voce!) di Pino Daniele.
Anche New Orleans farà sentire la sua colorata presenza con tre artisti rappresentativi in particolare: il pianista-cantante Davell Crawford, la voce soul di Irma Thomas ed i mitici Neville Brothers.

Ma la magia di questa rassegna storica rassegna jazz, dilagherà, come tutti gli anni, nelle vie, nelle piazze, nei giardini, nei teatri cittadini, nonchè alla Rocca Paolina. Per l'anteprima di Umbria Jazz, il 6 luglio, ci sarà un concerto in piazza, dedicato all'Africa e alla cooperazione con questo continente, in collabroazione con l'Università per Stranieri: sul palco, Mory Kantè e Dr. Jones&The Nashville Superchoir. Poi ristoranti e locali vari saranno presenti, anche “musicalmente”.
Anche quest'anno poi Umbria Jazz continuerà il progetto di solidarietà per New Orleans e le vittime di Katrina e propone un concerto all'arena Santa Giuliana dedicato alla musica della città del Delta, un modo per dare aiuto a coloro (anche molti musicisti) che con Katrina hanno perso tutto.

Articolo di Umbria Online

Link: Sito ufficiale di Umbria Jazz

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 17/05/2006 @ 12:25:12, in Società, linkato 651 volte)

Il metodo delle intercettazioni non promette nulla di nuovo
Gabriella Sartori

Calcio batte politica nei mass media italiani: ci sono molti più titoli, pagine e talk show sul calcio malato che sull'insedia-mento al Quirinale del nuovo presidente della Repubblica o sull'imminente formazione del nuovo governo. Sarà forse questa la prova «regina» che il nostro non è ancora un Paese «normale»? Che non abbiamo una vera democrazia matura? Se ne discute: e l'ipotesi trova sostenitori autorevoli, anche se un po' isolati, nel panorama generale. Ma si tratterà poi solo di calcio, da una parte, e solo di «alta» politica dall'altra? Forse no. Ed è qui che può trovare spazio anche qualche considerazione di natura diversa da quelle largamente prevalenti sul campo. Vedi, per esempio, il lato per così dire «etico» della questione. Esperti ne esplorano i più vari aspetti (corruzione, inganno, sopraffazioni del più forte sul più debole, violenze di vario genere, vigliaccherie e chi più ne ha più ne metta). Tutte circostanze che è giusto denunciare, sperando che, prima o poi, giustizia sia fatta. Sperando che sia davvero imparziale: indipendentemente dal colore politico e dal grado di potere (economico, sociale, finanziario, giornalistico) goduto da chi risultasse colpevole. Ma davvero sarà così? Non è facile crederlo. Vedi, per esempio, il modo in cui lo scandalo è scoppiato: le solite intercettazioni «uscite» dalle procure e rovesciatesi a cateratta sui mass media. Illegalmente, dice lo spirito e la lettera della legge. Eppure, chi, se non i legali degli accusati si ricorda di sottolinearlo? Certo, può darsi che, in un Paese così poco «normale» come il nostro, non vi sia altro modo per togliere il coperchio agli scandali. Ma se questa è la premessa, chi può sperare che, alla fine, la situazione sia davvero sanata? Nell'estate del 2005 furono sempre le intercettazioni telefoniche «scappate» dalle procure e uscite sui giornali a mandare in carcere o a far perdere la "mossa" a personaggi dai nomi altisonanti, più o meno rispettabili del nostro panorama nazionale : finanzieri, banchieri, «scalatori» più o meno disinvolti. E non solo. Quelle intercettazioni furono accolte con ovazioni e applausi, e utilizzate senza freno fin che riguardarono personaggi in qualche modo «vicini» all'allora maggioranza di governo. Ma ridiventarono immediatamente «illegali» ed anzi «intollerabili» quando cominciarono ad interessare personaggi vicini o vicinissimi al maggior partito di quella che allora era l'opposizione. Delle intercettazioni che tiravano direttamente in ballo i più alti esponenti politici del maggior partito dell'opposizione ne uscì una sola (delle moltissime che erano state annunciate). Su quella si esercitò, fino al ridicolo, lo sforzo «esegetico» ampiamente assolutorio degli «amici», ma senza riuscire a convincere nessuno, neppure nel proprio campo. Come dimostra Giampaolo Pansa, uno dei pochi che continua a lamentarsene. Ora quei personaggi e quel partito hanno un posto assoluto più che maggioritario nel governo e nelle istituzioni italiane. Per non parlare dell'influenza per così dire «parallela» che esercitano sui tantissimi mass media «vicini». In campagna elettorale quegli stessi personaggi ci hanno promesso un'«altra» Italia, diversa, migliore, normale. Lo speriamo tutti: far procedere in modo diverso da come è malamente cominciata quella sporca faccenda che va sotto il nome di «calcio malato», potrebbe essere l'occasione giusta per dimostrarlo.
- Gabriella Sartori -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 16/05/2006 @ 12:38:59, in Internet e dintorni, linkato 729 volte)

Nel nord america si può usare SkypeOut a costo zero fino alla fine dell’anno.

Roma - Le sorprese di Skype sembrano non finire mai. Dopo aver rilasciato qualche settimana fa la versione 2.5 beta del suo software con diverse interessanti migliorie (come l’invio di SMS) e dopo aver avviato il servizio SkypeOut per l’Italia, si focalizza sul mercato interno lanciando una promozione senza precedenti. Da ieri gli utenti statunitensi e canadesi di Skype potranno usufruire gratuitamente del servizio SkypeOut. Gratis. Completamente. In tutto il resto del mondo, le chiamate inoltrate dal software VoIP (Voice over Internet Protocol) ai telefoni fissi rimangono a pagamento, mentre gli skyper americani e canadesi possono tranquillamente chiamare senz’alcun problema di costi e tariffe qualsiasi altro abbonato telefonico nazionale. La promozione, inoltre si rivolge indistintamente ai telefoni sia fissi che mobili (i cellulari). Unica limitazione per le chiamate, dunque, è che siano domestico, cioè che non valichino i confini nazionali. Anche le chiamate "skype-to-skype", ossia via pc tra utenti del servizio, rimangono ovviamente gratuite. Le cose belle però non durano per sempre. La straordinaria iniziativa si protrarrà sino alla fine del 2006. Un periodo alquanto lungo - più di 7 mesi - che sicuramente porterà grossi risparmi a quanti negli States – e in Canada - si affidano già da tempo a questo servizio di telefona via internet. A dire il vero però, leggendo il comunicato stampa, si capisce chiaramente che una iniziativa di questo tipo è rivolta ai nuovi utenti piuttosto che agli "aficionados". La pressoché totale rimozione dei costi porterà sicuramente ad un sostanzioso aumento della penetrazione di Skype nel mercato dei servizi VoIP. Molta più gente adesso avrà modo di sperimentare le funzionalità di Skype e soprattutto i servizi di tipo premium. L’intento dell’azienda è appunto quello di mostrare ora ad un’audience più ampia il proprio prodotto e di lasciarglielo provare, nella speranza che, a termine della promozione "free", gran parte di quei nordamericani che ora chiamano gratis rimarranno clienti del servizio, pur a fronte di un costo. In tal proposito le parole di Henry Gomez, general manager di "Skype North America", sono molto chiare: «Ogni mese nel mondo milioni di consumatori si servono dei servizi Skype e noi crediamo che le chiamate gratuite SkypeOut incrementeranno rapidamente l’adozione di Skype negli USA e in Canada. Siamo molto emozionati nel portare la comodità e la qualità dell’audio di Skype gratuitamente a così tanta gente».Le cose belle però non durano per sempre. La straordinaria iniziativa si protrarrà sino alla fine del 2006. Un periodo alquanto lungo - più di 7 mesi - che sicuramente porterà grossi risparmi a quanti negli States – e in Canada - si affidano già da tempo a questo servizio di telefona via internet. A dire il vero però, leggendo il comunicato stampa, si capisce chiaramente che una iniziativa di questo tipo è rivolta ai nuovi utenti piuttosto che agli "aficionados". La pressoché totale rimozione dei costi porterà sicuramente ad un sostanzioso aumento della penetrazione di Skype nel mercato dei servizi VoIP. Molta più gente adesso avrà modo di sperimentare le funzionalità di Skype e soprattutto i servizi di tipo premium. L’intento dell’azienda è appunto quello di mostrare ora ad un’audience più ampia il proprio prodotto e di lasciarglielo provare, nella speranza che, a termine della promozione "free", gran parte di quei nordamericani che ora chiamano gratis rimarranno clienti del servizio, pur a fronte di un costo. In tal proposito le parole di Henry Gomez, general manager di "Skype North America", sono molto chiare: «Ogni mese nel mondo milioni di consumatori si servono dei servizi Skype e noi crediamo che le chiamate gratuite SkypeOut incrementeranno rapidamente l’adozione di Skype negli USA e in Canada. Siamo molto emozionati nel portare la comodità e la qualità dell’audio di Skype gratuitamente a così tanta gente». ITnews

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Di Sandro (del 13/05/2006 @ 20:43:03, in Società, linkato 634 volte)

E' il 14 maggio 2006, è "La Festa della Mamma", una delle pochissime feste celebrate in tutto il mondo.
La tradizione la vuole nata negli Stati Uniti nel 1914, approvata dal Congresso su proposta di Anna M. Jarvis.
Io e molti come me credono che le origini di questa festa si perdono nei secoli e nei popoli, fino a risalire agli antichi greci ed agli antichi romani, che proprio in questo periodo dell'anno celebravano le divinità legate alla fertilità.
E' nel mese di Maggio, infatti, che il risveglio della natura si fa più evidente e gioioso, nell'esplosione dei colori e dei profumi, diffusi dalla prima aria calda.
Il mondo contadino e pastorale, la cui vita era profondamente legata alle stagioni ed al clima, non poteva che salutare con feste e sagre la fine dell'inverno, e la prossima maturazione dei raccolti, accuratamente preparati nei mesi più freddi.
E' per quanto affermato che a nome mio, dell'Allegra Combriccola e di tutti i suoi numerosi amici  mi faccio latore degli AUGURI A TUTTE LE MAMME DEL MONDO. - sandro -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/05/2006 @ 20:05:30, in Internet e dintorni, linkato 705 volte)

C’era una volta il maestro…o la maestra. Per gli alunni era un nume tutelare: “Me l’ha detto il maestro” protestava il bambino, ed era come se evocasse l’infallibilità del Papa. C’era una volta, però, … perché oggi la credibilità degli insegnanti è messa in serio pericolo da un aggeggio infernale ed impersonale come la comunicazione telematica. Hai voglia a dire che Internet non è la Bibbia. Nell’immaginario collettivo di alcuni navigatori incalliti non c’è possibilità di critica, quello che appare scritto sul monitor è l’assoluta verità. Una verità che contrasta con la logica e le conoscenze più elementari? Si vede che le conoscenze stanno cambiando e bisogna dar credito alle scemenze pubblicate sul sito piuttosto che al sapere codificato con anni di studio. E ciò provoca anche conflitti singolari.
Un esempio? La maestra assegna per compito ad un bambino la coniugazione del passato prossimo del verbo partire (nel significato di andarsene). Il bambino torna orgoglioso del suo lavoro: io ho partito, tu hai partito… “No, caro, è sbagliato. Si dice: io sono partito, tu sei partito…”. Niente di male se il giorno dopo non arrivasse il genitore del bambino particolarmente alterato: “L’ho trovato su internet. Si dice: io ho partito, tu hai partito… E’ lei che si sbaglia e studi meglio l’italiano”. Intervengono altre insegnanti a dar man forte alla collega: “Guardi che è lei in errore. Partire nel senso di andarsene è un verbo intransitivo e vuole l’ausiliare essere. Così lo abbiamo studiato e così è stato sempre usato”. Ma il genitore non si arrende: “No, su internet è come dico io. Si vede che nel frattempo la lingua italiana è cambiata, aggiornatevi”. Viene il dubbio che abbia letto male. Ma non è così. Sul sito www.italian-verbs.com viene effettivamente riportato il verbo partire nel doppio significato di andarsene (intransitivo e con l’ausiliare essere) e dividere (transitivo ed ausiliare avere). Nella coniugazione di entrambi veniva usato, però, sempre l’ausiliare avere. Un errore marchiano.
Per dovere di cronaca dobbiamo precisare che, nel frattempo, abbiamo segnalato l’errore ed il curatore del sito l’ha corretto immediatamente ringraziandoci per la segnalazione. Sarà sufficiente ciò a convincere quel genitore di aver preso un abbaglio e di fidarsi un po’ di più delle insegnanti del proprio figlio?  - Riccardo -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/05/2006 @ 11:27:04, in Società, linkato 658 volte)

LA VERGOGNA ENTRA IN PORTA di Alberto Caprotti
Non occorreva l'edificante lettura dei verbali dell'ultimo scandalo del pallone per intuire che la fine del calcio fosse vicina. E lo diciamo con rammarico, consapevoli (perché siamo ingenui, ma non fessi) di aver raccontato per anni uno sport dove il confine tra il marcio e l'accettabile era labile, dove i poteri forti contavano più delle caviglie buone, l'aspetto sportivo era un dettaglio rispetto alle relazioni e al potenziale ricattatorio, e i nani e le ballerine firmavano autografi fuori dagli stadi. Ma poiché oltre che ingenui siamo anche un po' romantici, era difficile dar credito all'immaginario classico del tifoso vittimista da bar, che dietro ogni rigore e ogni gol annullato fantasticava di auto in regalo all'arbitro di turno, di orologi, favori, carriere agevolate e cotillon. Invece proprio di questo si parla nelle telefonate fra Luciano Moggi e il meglio, si fa per dire, del calcio italiano, di Maserati e cronografi, di inciuci e sottintesi tra dirigenti federali "zerbinati" e designatori arbitrali più che sensibili ad accontentare l'interlocutore potente. La consapevolezza (o il timore) del marcio sono sempre esistiti, ma l'ufficialità ha un suo innegabile peso: le intercettazioni che la precisa regia occulta di qualcuno sta distillando a rate ai giornali che hanno voglia di pubblicarle (prima o poi anche di questi delatori ad orologeria occorrerà parlare), sono molto più che uno strumento da usare al bar in chiave anti-juventina. Sono il certificato di morte del nostro calcio, una vergogna peggiore di altri illeciti, anche compiuti con le mazzette nella borsa. Perché più che un sistema, scoperchiano una filosofia di vita, la negazione totale di una benché minima etica personale prima ancora che professionale. E illuminano un mondo fatto di furbetti del palloncino, di figli procuratori che trattano i propr i giocatori con il papà direttore generale della società che potrebbe comprarli, giornalisti che accettano regali da 40 milioni di lire da dirigenti che nell'esercizio del loro mestiere fingono di criticare, arbitri pilotati addirittura per le amichevoli, esibizioni di onnipotenza e volgarità, in mezzo a professionisti del millantato credito e pupi d'arte di padri non proprio specchiati. Bello sarebbe pensare a Luciano Moggi come al demonio unico: la prossima - probabile - entrata sulla scena giudiziario-mediatica di altri nomi eccellenti ci toglierà l'illusione che l'inevitabile defenestramento di un dirigente imbarazzante per la stessa Juventus a proprietà diffusa possa abbassare la fiamma. Nessuno le toglierà scudetti, ma la squalifica sta nei fatti e nelle parole, la sentenza è preventiva, schiacciante, disarmante. E la necessità di una pulizia drastica è rivolta ai pensieri di costoro prima ancora che ai loro gesti. Occorre estirpare quel familismo amorale che li guida, quella logica dei favori, dell'oggi a me e domani magari pure. Le dimissioni di Franco Carraro, in qualità di presidente di una Federazione delegittimata, se resisteranno (il dubbio è lecito conoscendo il personaggio e il sistema) sono state salutate come una liberazione. È qualcosa, ma non cambierà l'atmosfera. Tutti sapevano - dicono - e nessuno si è meravigliato. Anzi, politici, sportivi, tifosi, urlatori professionali hanno festeggiato il suo addio. Senza spiegare dove fossero e perché non urlassero prima: avrebbero evitato probabilmente di essere fagocitati dal sospetto che il calcio si sia ridotto così anche per colpa di chi non usa il telefonino ma la complicità pelosa, l'assuefazione alla "moggite". Quella sindrome della quale - per paradosso - in troppi vorrebbero ammalarsi.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 10/05/2006 @ 09:19:17, in Economia, linkato 679 volte)
Roberto Malnati ci svela in esclusiva "il segreto" per diventare ricchi.
L'11 e il 12 maggio prossimi si svolgerà al Palacongressi di Rimini il settimo Italian Trading Forum, la manifestazione Italiana dedicata al trading online e all'informativa finanziara che vedrà la partecipazione tra gli altri di big internazionali come John Bollinger e Larry Williams. Alla vigilia dell’appuntamento di Rimini abbiamo posto alcune domande al vulcanico Roberto Malnati:

D - Caro Malnati, si rinnova l'appuntamento con l'Italian Trading Forum. Lei che è un veterano di questa manifestazione può dirci quali sono i punti che hanno decretato il successo dell’ITF?.

Gli organizzatori di ITF hanno sempre saputo conciliare in modo ottimale le esigenze dei trader con quelle dei fornitori di servizi arrivando ad ottenere un connubio perfetto tra informazione ed intrattenimento. L’edizione corrente, con l’apertura al risparmio gestito, oltre ad essere un punto di arrivo diventa anche il nuovo punto di partenza per l’intero settore. Lo spirito e l’entusiasmo di Michele Maggi sono stati lo stimolo per la realizzazione di una edizione memorabile.

D - Fare il trader è il sogno di molti giovani: una professione potenzialmente molto remunerativa ma anche molto rischiosa. Se una delle sue figlie fra qualche anno le dicesse: "Da grande voglio fare il trader", come reagirebbe ?.

La professione di trader nel post yuppismo anni '80, ben rappresentato da personaggi come il tycoon Gordon Gekko e l’allievo Bud Fox, ha perso molto del suo fascino. Fare il trader oggi è un mestiere che richiede oltre alla corretta predisposizione mentale, competenze linguistiche, relazionali, informatiche, statistiche e organizzative. Buona parte di queste competenze sono presenti nel percorso culturale dei ragazzini (e delle ragazzine) della corrente generazione. Per quanto mi riguarda, mancano ancora almeno una decida di anni perché la questione si ponga. Non sono sicuro che, da qui ad allora, i trader nella attuale accezione del termine, esisteranno ancora.

D - Manifestazioni, libri, quotidiani, forum, siti... oramai tutti gli investitori hanno a disposizione fonti di informazioni inesauribili. Perché allora la gente continua a perdere in borsa ?

Sarebbe facile rispondere con la seguente affermazione, banale ma corretta : l’eccesso di informazioni ha come risultato finale l’impossibilità di usare queste informazioni. Bisogna, a mio parere ragionare sul ruolo e sulle implicazioni dovute ad una informazione inesauribile e diffusa. Se consideriamo il mercato come un gioco a somma zero ossia delimitato geograficamente e se consideriamo i giocatori come entità biologiche non dissimili dagli ominidi che popolavano la savana, dobbiamo solo adottare questo modello e capire chi sono e dove si celano i predatori. La dinamica degli investitori non è dissimile dalla dinamica delle popolazioni di alcuni gruppi di piccoli roditori, i lemming, che prima aumentano enormemente in unità e poi diminuiscono drasticamente in funzione della linearità del rapporto tra predatore e preda. Come fanno a diminuire drasticamente ? In un modo molto coreografico: i lemming, quando diventano troppi, si suicidano periodicamente gettandosi in massa dalle scogliere.

D - Lei è uno dei maggiori esperti italiani di Trading System. Funzionano veramente ? Ci dia qualche consiglio.

I trading system funzionano sempre se l’hardware è ridondante, il flusso di dati è di qualità e la materia prima da utilizzare (il denaro) abbonda. Sono i mercati che invece, ogni tanto, fanno quello che vogliono.

D - Parliamo di mercati. Petrolio e materie prime hanno raggiunto prezzi elevatissimi. Si sentirebbe di consigliarli ancora?

Ci sono materie prime come il gas naturale e il legname che sono molto distanti dai precedenti massimi raggiunti. Sul gas naturale ho cominciato ad accumulare piccole posizioni. Guardo con interesse all’andamento del grano in funzione della produzione di bioetanolo

D - Sia schietto Malnati. Quale è la ricetta per diventare ricchi ?

Ci sono tantissimi modi per diventare ricchi : Sposando un milionario o una milionaria, fondando una religione, sfruttando una generica bolla finanziaria per vendere una internet company, affittando un canale televisivo per dare i numeri vincenti al lotto. Con il mercato si può diventare ricchi in fretta solo assumendo rischi elevatissimi. Se pensate di diventare ricchi con il mercato, sappiate che a parità di rischio, avete molte più possibilità di diventarlo giocando al casinò. Al casinò non bisogna mettere in conto il costo dei dati corretti, del sistema informatico di supporto, lo spread è ridottissimo e costante, non esiste asimmetria informativa e non si pagano le commissioni. - Finanzaonline.com -
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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 09/05/2006 @ 18:21:14, in Società, linkato 627 volte)

90 Bandiere BLU, Secondo in Europa
Novanta le località balneari italiane premiate con il riconoscimento internazionale della bandiera blu. Il risultato, uguale a quello totalizzato dalle nostre spiagge nel 2005, conferma il mare italiano come il secondo migliore d'Europa, preceduto solo da quello della Spagna, che colleziona 104 premi. Secondo la "mappa" realizzata dalla Fee, la Fondazione per l'educazione ambientale in collaborazione con Cobat e Coou, i Consorzi obbligatori per la raccolta delle batterie e degli olii esausti, migliora la situazione dei porti turistici di qualità, che in Italia passano dai 48 del 2005 ai 52 di quest'anno. Peggiora invece lo stato di salute dei laghi che perdono una bandiera blu, scendendo da 4 a 3. Il numero complessivo di località premiate, come detto, rimane lo stesso dello scorso anno, ma all'interno delle novanta bandiere blu assegnate ci sono delle novità a discapito di spiagge che quest'anno sono state escluse. Tra i nuovi premiati del 2006 figurano ad esempio gioielli come le isole Tremiti, Otranto e il Monte Argentario (Toscana). Bocciate, invece, rispetto al 2005, Taggia e Chiavari in Liguria, Alba Adriatica in Abruzzo e Policoro in Basilicata. Si confermano invece spiagge rinomate come Lignano Sabbiadoro, Jesolo, Grado, Lerici, Bordighera, Cattolica, Forte dei Marmi, Castiglioncello, Sabaudia e Positano. A livello europeo, l'Italia precede la Francia (89 bandiere blu), la Grecia (82) e la Turchia (51). Per quanto riguarda la distribuzione regionale dei riconoscimenti in testa quest'anno è la Toscana, con 14 bandiere blu, due in più della Liguria che guidava la classifica del 2005. A seguire vengono le coste di Marche (11 riconoscimenti) e Abruzzo (10). Da segnalare anche il grande successo ottenuto dal mare della provincia di Salerno che ha ottenuto ben sette bandiere blu. Quella di Salerno, segnala la Fee, è però un eccezione rispetto al resto del Mezzogiorno. Al trend positivo per la Toscana - spiega infatti una nota della Federazione che assegna i premi - ne corrisponde uno negativo per il Sud "dove i comuni, a eccezione delle località vincitrici, dimostrano ancora troppo spesso una scarsa sensibilità ambientale". (Apcom)

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/05/2006 @ 08:38:44, in Internet e dintorni, linkato 875 volte)

Il mercato del commercio elettronico cresce anche nel nostro Paese. Ma quali sono gli oggetti più ambiti dagli italiani su Internet? Dal suo osservatorio privilegiato, eBay ha stilato un inedito profilo delle abitudini di acquisto e di vendita degli oltre tre milioni di connazionali registrati sul sito. Il risultato è un'immagine allegra, variegata e curiosa, divisa regione per regione. Chi pensa che eBay sia solo il paradiso dei collezionisti a caccia di cimeli introvabili, dovrà ricredersi. L'analisi, infatti, racconta un'Italia con tante passioni e interessi.

Su tutto il territorio nazionale gli acquisti online più comuni sono cellulari, capi d'abbigliamento, Dvd, macchine fotografiche digitali e accessori per telefonini. Ma vediamo nel dettaglio cosa preferiscono i cybernauti italiani regione per regione. In Veneto si comprano, più che in ogni altra parte d’Italia, prodotti di erboristeria e si vende vino locale; in Liguria si acquistano prodotti per l’ufficio e si vendono creme solari.

Gli utenti della Sardegna comprano vini rossi italiani e manuali di elettronica mentre quelli della Lombardia acquistano orologi da polso, fotocopiatrici e vendono pigiami e camicie da notte, più di quanto non si faccia nelle altre regioni. In Calabria si vendono tanti abiti da sposa e, a giudicare dai numeri dell’indagine, le acquirenti migliori sono le friulane, che più di tutte le altre italiane, acquistano su eBay.it il vestito per il loro matrimonio.

Gli umbri amano gli accessori per radio d’epoca e grammofoni, mentre in Basilicata, tra gli oggetti più comprati, si trovano gli attrezzi per il giardinaggio; i pugliesi vendono mediamente più degli altri italiani pannolini per bambini e accessori per gli scooter; al Molise spetta invece il primato nell’acquisto di telecomandi e trattamenti per la caduta dei capelli; musicali gli oggetti più venduti in Abruzzo, chitarre classiche, e nelle Marche, batterie.

Il Piemonte ha il record di periferiche per PC acquistate, invece all’Emilia Romagna spetta quello della frutta fresca e in vaso; in Valle d’Aosta vengono comprati soprattutto giocattoli, mentre i siciliani vendono occhiali da vista e acquistano piccoli elettrodomestici. Il Trentino Alto Adige compra soprattutto pancetta, salame e porchetta, mentre la Toscana scarpe da uomo ed accessori per la tavola; gli utenti campani vendono lampadari, luci da esterno, campanelli e citofoni mentre quelli del Lazio impazziscono per le Vhs di documentari.

Fonte: TGCOM

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Un progetto su Internet per lo sviluppo della nuova Fiat 500, un’auto che nascerà con l’apporto degli automobilisti, della gente e di tutto il popolo delle grande rete. E mentre mancano 500 giorni al lancio di quella che si annuncia come un instant classic, fondamentale per le sorti del Lingotto insieme alla futura media che sostituirà la Stilo, Fiat ha pianificato un'operazione internazionale denominata «500 wants you». Si tratta di un progetto che sfrutta il Web per poi estendersi ad altri strumenti di comunicazione, con un unico obiettivo: far partecipare le persone alla progettazione di quella che sarà l'evoluzione dell'utilitaria più amata dagli italiani. «500 wants you» si presenta, prosegue la nota, come un grande laboratorio online dove gli utenti potranno scoprire il concept stilistico della nuova vettura, esprimere le proprie preferenze, proporre idee per contribuire, per la prima volta nella storia di un'auto, alla sua creazione, in modo corale e attivo. Infatti, il sito www.fiat500.com ospiterà i contributi e le aspettative delle persone che saranno valutate ed eventualmente utilizzate nel corso dello sviluppo del prodotto. In dettaglio, su «500 wants you» nasce la «500logia», enciclopedia online per racconti e immagini dedicata alla 500, scritta a più mani con gli utenti. Inoltre, avverte ancora la nota Fiat, nel «Configuration Lab» si potrà giocare e modellare la concept car Fiat, con la possibilità di registrare le proprie idee. Uno spazio particolare è poi dedicato alle attività per i designer. Il sito www.fiat500.com si arricchirà, poi, di contenuti, attività ed iniziative, secondo un piano che prevede diversi aggiornamenti per i 500 giorni che precedono il lancio della nuova vettura e che verranno via via attivati nel corso dei prossimi mesi. «Per la prima volta - spiega infine Luca De Meo, responsabile brand commercial Fiat - nella storia della nostra azienda, e forse nell'intero settore automotive, un'auto sarà creata con la gente e per la gente». La nuova 500 nascerà nello stabilimento Fiat di Tychy in Polonia come frutto del patto siglato alla fine del 2005 tra il Lingotto e Ford. . . . di Mauro Cianflone
Tratto su Economia e Lavoro da Il sole 24Ore

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