Di Sandro (del 30/06/2006 @ 11:45:51, in Economia, linkato 755 volte)
Contro lo smog e il caro prezzi, dal primo luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina sono obbligati ad immettere al consumo biocarburanti di origine agricola in misura pari all'1%" che sarà incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010. Lo stabilisce la direttiva comunitaria n. 30 del 2003, attuata dalla legge nazionale n.81 dell’11 marzo 2006, che impone ai produttori di integrare progressivamente i loro carburanti con bioetanolo (prodotto dalla fermentazione di barbabietole da zucchero, mais e vinacce) e biodiesel (derivato dall’olio di colza o di girasole). Si comincia dal 1 luglio con un obbligo dell’1 per cento, per salire al 5 nel 2010, quasi in linea con la direttiva europea che prevede per l’Italia il 5,75 per cento.
La decorrenza del primo luglio significa che nell'arco dell'anno nei serbatoi di tutte le auto in circolazione in italia dovranno essere utilizzate complessivamente circa 400mila tonnellate di biocarburanti. Si tratta di biodiesel (250mila) e bioetanolo (150mila) ottenuti rispettivamente da coltivazioni agricole come colza, girasole e mais, sottoprodotti della lavorazione del vino e della barbabietola, in sostituzione dei normali combustibili derivati dal petrolio. Tutto questo, dopo la Commissione europea ha fatto un passo avanti nella procedura d'infrazione contro l'Italia sui biocarburanti ed ha avviato un procedimento legale sempre nei confronti del Governo italiano per la mancata presentazione del rapporto annuale sull'utilizzo di questa fonte energetica, atteso entro il primo luglio 2005. In particolare, Bruxelles ha inviato all'Italia un parere motivato accusandola di non avere giustificato in modo adeguato la sua decisione di fissare un obiettivo sui biocarburanti ad un livello ''notevolmente'' più basso rispetto al valore di riferimento del 2% per il 2005 previsto dalla direttiva di settore. Numerosi i vantaggi ambientali legati all’uso di biocarburanti, sperimentati già in altri paesi europei (Svezia, Francia e Germania) e in Brasile, leader mondiale nella produzione ed esportazione di biocarburanti, che ha puntato su quello che è già stato definito “l’oro verde”, già dal 1975. Rispetto al gasolio tradizionale il biodiesel annulla le emissioni di anidride carbonica, riduce quelle delle polveri sottili (pm10, mentre il bioetanolo dimezza le emissioni di benzene). Inoltre, l’uso di biocarburanti riduce la dipendenza dall’uso del petrolio, utilizzando le produzioni in eccedenza di determinate colture agricole (es. barbabietole da zucchero) o permettendo la riconversione di altre (es. tabacco).
A tal proposito la Coldiretti ricorda che per non vanificare i positivi effetti ambientali dei biocarburanti è indispensabile ottenerli con prodotti agricoli nazionali 'a chilometri zero' che non devono essere trasportati tra i diversi continenti per lunghe distanze con un conseguente consumo di combustibili fossili ed inquinamento atmosferico, come accadrebbe in caso di importazioni. Sempre secondo la Coldiretti, potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e installando pannelli solari nella aziende agricole è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. E nonostante quest’obiettivo sia lontano, sono sempre più numerose in Italia le esperienze positive, le curiosità e i progetti.
A Verzuolo (Cuneo) un impianto di teleriscaldamento, alimentato con gli scarti della lavorazione del legno, è sufficiente per il fabbisogno termico e l’acqua calda di trecento famiglie. A Città di Castello è in progetto la produzione di energia elettrica con la coltivazione di 3000 ettari a girasole per alimentare un impianto di 1 megawatt che funziona 220 giorni all'anno per 24 ore. A Padova la Camera di Commercio ha finanziato un progetto per la produzione di olio da coltivazioni di girasole da utilizzare per alimentare mezzi pubblici locali e per autoconsumo. A, Balestrate in provincia di Palermo, un agriturismo utilizza il grano come fonte energetica sostitutiva grazie alla disponibilità di tecnologie di avanguardia delle caldaie che permettono di usare il cereale come combustibile con un risparmio di costi stimato pari al 70 per cento.
Di Alberto (del 28/06/2006 @ 12:53:09, in - Sanità, linkato 796 volte)
Alberto Cecconi - GUALDO TADINO. Il servizio di radiologia dell’Ospedale “Calai” funziona a singhiozzo. Da più di venti giorni. E chiaramente monta la protesta da parte degli utenti, costretti a tornare più volte in sede per fruire di un servizio magari prenotato da tempo e molto importante ed atteso ai fini diagnostici o terapeutici. La protesta coinvolge direttamente anche gli operatori locali della radiologia, i vari tecnici ed il personale sanitario preposto al servizio: si vedono costretti, loro malgrado, a non poter fornire le prestazioni attese e programmate; tanto che hanno anche sollecitato più volte la direzione sanitaria e gli uffici preposti della Asl di appartenenza, quella di Città di Castello, chiedendo interventi finalizzati a risolvere i problemi presenti.
Sembra impossibile -si riferisce- ma non c’è modo di arrivare ad una soluzione dei problemi coi quali ci imbattiamo continuamente: siamo passati dalla Asl 3 alla 1, da Foligno a Città di Castello, ma a livello di radiologia siamo rimasti collegati con Foligno, sede nella quale funziona tutto e bene. Quando facciamo delle radiografie dobbiamo immettere dati informatici, è un atto fondamentale per operare, ma spesso i computer non funzionano, i collegamenti necessari mancano o ci sono continue interruzioni sulla linea. Così spesso si può lavorare solo per pochissime ore, in qualche giorno addirittura soltanto per una o per due ore, e siamo costretti a rimandare la gente a casa, a chiedere di pazientare, di provare a chiamarci per telefono, di tornare. Non possiamo assolutamente andare avanti così. Qui ci vuole che chi di dovere intervenga subito e con concretezza, non si possono sempre rispedire via decine di pazienti ed operare in questo clima di continua e dannosissima incertezza per tutti.
Alberto Cecconi - La Magnifica Porta di San Benedetto ha vinto la dodicesima edizione del Convivium Epulonis, la gara gastronomica che ha visto trionfare i tavernieri gialloblù con l’ottima “zuppa di ciceri rossi”; la giuria ha attribuito 41 punti. A seguire la Porta S. Martino con 39 per l’oca arrosto con asparagi allo zafferano, la Porta S. Donato con 38 con il taillis di frutta secca, e la Porta S. Facondino con 36 per lo spiedino di fegato, la torta di scalogni ed il crostino di quaglia. La Bastola d’oro ha premiato S. Benedetto, ma è stata davvero la festa di tutte le Porte, perché la suggestiva ambientazione nel cortile del Castello federiciano, il clima d’epoca fatto vivere agli ospiti con l’illuminazione, la proposta di scene di vita medievale, le performances dei musici, dei commedianti, delle danzatrici, insieme alle ottime pietanze ed ai pregiati vini, hanno avuto unanime apprezzamento. L’Ente Giochi delle Porte, ha premiato con la Bastola d’oro la contradaiola Dusolina Bicchielli per l’impegno e la passione da sempre profusi a favore della bella manifestazione, la senatrice Sandra Monacelli, il Comune di Gualdo Tadino e la Regione dell’Umbria per la vicinanza e l’attenzione sempre dimostrati verso i Giochi. Pregevole anche la gestione complessa dell’intera manifestazione, dall’accoglienza dei numerosi invitati (c’erano la senatrice Monacelli, la governatrice Lorenzetti, gli assessori Prodi, Rometti, Fioriti), ai commenti di Carlo Biscontini e del maestro di tavola Angelo Valentini, al servizio di tavernieri, vivandieri e figuranti.
Proprio ieri, nell'articolo "Gli italiani non amano il computer ed internet ", le statistiche "desolanti" indicavano l'Italia come uno dei paesi meno abituati all'uso di uno dei mezzi di comunicazione di diffusi al mondo: il computer e internet. A giudicare dalle segnalazioni preoccupate che ricevo, è comparsa e sta dilagando l'ennesima variante del Bufalovirus. Ripeto, confermo, sottolineo e ribadisco: è una bufala. Non esiste alcun virus che apre torce olimpiche o brucia dischi rigidi, e non è assolutamente il caso di spegnere il computer se ricevete un messaggio che ha il titolo indicato: spegnere il computer di botto può rendere Windows instabile (ok, ok, più instabile...) e farvi perdere dati. Non esiste alcun annuncio da parte di CNN, né alcuna classifica di Microsoft, né alcuna scoperta da parte di McAfee riguardante un virus come quello descritto. L'allarme riguarderebbe nientemeno che una fiaccola olimpica capace di incenerire il disco rigido del malcapitato utente. Riponete però braciole e salsiccie in frigo e ''rassegnatevi'' al fatto che il vostro amato Hd non ha da bruciare a mo' di carbonella. La mail, con oggetto ''Invitation'', altro non è che una bufala... una ''geniale'' trovata di qualche burlone con l'hobby del Web. L'allarme, già circolato in altre nazioni, si è presto sgonfiato per rientrare nei canoni dell'inflazionatissima catena di S.Antonio a mezzo Internet. Gli esperti di sicurezza consigliano: una grassa risata!
Ci sono in giro moltissimi altri virus, ma non li si può riconoscere dal titolo: per queste cose si usano prodotti appositi, denominati antivirus. L'allarme, quindi, non va inoltrato assolutamente. Semmai dovreste scrivere a chi ve l'ha mandato di informarsi meglio prima di inoltrare allarmi inutili ma comprensibili....
Adesso riprendete le braciole e le salcicce e correte tutti a tifare Italia (sembra che Forza Italia non si possa più utilizzare...)
"Non provare mai a spiegare il computer a un profano. E' più facile spiegare il sesso a una vergine."
La Rete? Potrebbe essere quella da pesca, a giudicare dai dati Eurostat su europei e informatica. Il 59% degi italiani non conosce le operazioni informatiche base,come cliccare su un mouse). Si va dall'87% degli over 55 al 28% tra i 16-24 anni. Peggio di noi solo la Grecia (65%), Il 62% dei disoccupati (che ne avrebbero più bisogno per entrare nel mercato del lavoro) non conosce il pc (39% in Ue). Le donne col 64% sono meno informatizzate degli uomini (54%) e il 62% non si è mai collegato a Internet. Magari, però, pesca. Mentre l'Europa punta a creare entro il 2010 un'economia della conoscenza basata su un'ampia diffusione di alta tecnologia, computer e telecomunicazioni, si scopre che in Italia circa due terzi della popolazione non ha mai utilizzato Internet.
A indicarlo è un'indagine condotta nel primo trimestre del 2005 da Eurostat, l'istituto europeo di statistica e pubblicata alla vigilia del lancio delle registrazioni per il grande pubblico al nuovo dominio europeo .eu.
Se l'Europa lancia nuove iniziative l'Italia resta ferma, con il 62% degli abitanti che dice di non essersi mai connesso alla rete. Il dato è aggravato dal fatto che in Europa la quota di coloro che ignorano il Web è di 20 punti percentuali in meno (intorno al 43% della popolazione), con pochi paesi (Grecia, Cipro, Repubblica Ceca e Portogallo) che registrano tassi di fruizione della Rete inferiori all'Italia. In linea con la tendenza europea, le donne italiane usano Internet meno degli uomini, mentre gli studenti ne sono evidentemente i maggiori fruitori.
L'Italia, dunque, esce male dal confrontocon la media Ue: si connettono a Internet almeno una volta la settimana il 34% degli uomini italiani (a fronte del 49% nell'Ue), il 23% delle italiane (contro il 38% delle europee) e il 66% degli studenti della penisola (a fronte del 79% dei loro coetanei in Europa).
Diversa la situazione per le aziende: gli imprenditori hanno compreso l'utilità di Internet ma sfruttano le sue potenzialità in modo limitato rispetto ai concorrenti europei.
Se il 92% delle imprese ha un collegamento alla rete (a fronte del 91% nell'Ue), sono di meno le aziende che usano Internet come strumento di lavoro per farsi pubblicità o per attività commerciali (il cosiddetto e-commerce).
Secondo i dati riportati da Eurostat, il 54% delle società italiane dispone di un proprio sito Internet (a fronte del 62% nell'Ue), il 19% acquista merci sul Web (contro il 36% nell'Ue) e solo il 3% vende prodotti on-line (in Europa sono l'11%).
C'è però da dire che fare affari su Internet è più difficile in Italia dal momento che i consumatori italiani che fanno spese su Internet sono ancora una ristretta cerchia (solo il 5,9% degli intervistati ha detto di aver comprato su Internet nei 12 mesi precedenti al sondaggio) a fronte di quasi un quarto della popolazione in Europa.
Salvatore Zenobi p.Il Gonfaloniere - Il medioevo in tavola. E' questo il senso dell'appuntamento che si terrà sabato prossimo 24 giugno e che va sotto il titolo di "Convivio Epulonis". Ma la cena medioevale organizzata dall’Ente Giochi de le Porte, giunta alla sua dodicesima edizione si presenta rinnovata sia per ambientazione, che per organizzazione. Pur conservando lo spirito del concorso gastronomico con piatti tipici medioevali tra le quattro Porte, si presenta ambientato all’interno dello splendido scenario rappresentato dalla Rocca Flea. Nella cornice del castello federiciano e del suo parco, gli illustri ospiti dell’Ente Giochi de le Porte, potranno rivivere uno scorcio di vita medioevale attraverso quadri e figuranti, per poi gustare le prelibate pietanze nel cortile interno della Rocca Flea, appositamente allestito. I Tavernieri delle Porte dovranno, comunque, misurarsi su ricette antiche ritrovate in diversi testi. Nello splendido scenario della Rocca Flea, viene sottoposto al giudizio di una competente giuria un piatto in gara che ogni Porta ha preparato con maestria. Tutti i commensali potranno gustare le prelibatezze cucinate dai cuochi delle Taverne, piatti preparati secondo le antiche ricette del XV secolo, allietati dalle note di musici in costume, che riproporranno nel corso di tutta la serata melodie e canti dell'epoca medioevale. Ma sono altre e numerose le novità che faranno sicuramente gustare al meglio una serata che diventa una succosa anteprima dei Giochi de le Porte e al tempo stesso un momento di cultura, grazie alla collaborazione attivata con il professor Antonio Pieretti, dell’Università di Perugia. Per meglio comprendere quello che poteva essere il pasto di un ricco signore di quel periodo, e quindi il Convivio, diamo un occhiata al menù di una delle edizioni passate: bruschetta ed herbetella, purea di fave alla medioevale, civet de veel (vitello in umido) che era il piatto in gara, insalata di lenticchie e rocciata. Anche se a prima vista i piatti potrebbero essere quelli che si ritrovano sulle nostre tavole originale è il procedimento per la preparazione e soprattutto le spezie che vengono adoperate in maniera cospicua. Il Convivio Epulonis è anche l'occasione per assegnare il premio Bastula d'Oro ad un personaggio o un’associazione che nel corso dell'anno si è distinto in particolar modo nella propria attività. Un premio verrà assegnato, come avviene dalla scorsa edizione, anche a un personaggio del mondo dei Giochi – con particolare riferimento alle Taverne –che si è distinto per particolare attaccamento alla manifestazione. Di rilievo anche i commensali che sederanno alla tavola del Convivio Epulonis, con ospiti che rappresentano il mondo sociale e politico dell'intera regione e di Gualdo in particolare, con sorprese che potranno essere svelate solo all’ultima ora, oltre naturalmente ai rappresentanti del mondo dell'informazione scritta e televisiva. Insomma anche al suo dodicesimo appuntamento il Convivio Epulonis si presenta come manifestazione che sta assumendo sempre di più un aspetto importante sia all’interno dei Giochi de le Porte, sia come iniziativa a se stante.
Riccardo Serroni - Sorpresa. Stando ai dati pubblicati su un giornale regionale noi Gualdesi saremmo un popolo di ubriaconi (1000 persone abusano di alcool), drogati (1500 abusano di spinelli o quant’altro), stressati dal lavoro (2500 Gualdesi non ne potrebbero più), con bambini sull’orlo di una crisi di nervi (250 tra Gualdo e Nocera sulla soglia dello studio di uno psicologo), lesbiche (350 !!!). Mancano all’appello i pedofili, i ladri e non so che altro, ma state certi che arriverà il momento anche per loro (o anche per noi, perché in questo bailamme di cifre nessuno di noi può sfuggire. Prima o poi finirà in uno degli elenchi maledetti). Ma ciò che è già stato pubblicato basta e avanza per gettarci al macero o programmare un bel suicidio collettivo. Tanto, aborti del genere umano come siamo dipinti, che ci stiamo a fare in questo mondo? Mi dicono che possiamo consolarci con il fatto che anche le locandine sulle altre città o cittadine umbre recitano gli stessi spartiti, con numeri direttamente proporzionali a quello dei loro abitanti. Peggio che peggio. La piaga si allarga. E’ tutta l’Umbria ad essere sprofondata in un mare di . . . . . .
Se poi ci azzardassimo ad indagare nelle altre regioni limitrofe vuoi che troviamo tutti santarelli? Via, non è credibile! Anche lì ci sarà del marcio, e di che tinta. Se non altro perché sono nostri confinanti. Non lo dice anche l’esperienza che una mela marcia rovina tutto un canestro buono? Insomma, per concludere, stai a vedere che aveva ragione Bossi. Bisogna ripartire dalla razza padana. Tutto il resto (in giù) è feccia. Come, non siete d’accordo? Ma se ce lo diciamo (anzi, ce lo scriviamo) da noi!
P.S. Saremmo curiosi di conoscere da dove sono state prese quelle cifre statistiche e chi sono stati i rilevatori. Più che altro ci incuriosisce sapere come sono state scovate le 350 lesbiche. Hanno un club? Si vedono da qualche parte? Si rintracciano via Internet? Quando camminano per strada ancheggiano (o lingueggiano) in modo particolare? Oppure portano sui capelli un fermaglio identificativo? Come siamo caduti in basso!
“Ceramica Umbra: arte e tradizione” è il titolo della mostra che a partire dal 29 giugno fino al 30 settembre vedrà esposte prestigiose opere di ceramica tradizionale umbra presso la galleria espositiva dei tesori d’arte del Complesso monumentale di S. Pietro a Perugia. All’evento sono stati invitati i comuni di più alta tradizione ceramica della regione tra cui quello di Gualdo Tadino che parteciperà con l’esposizione di 6 pezzi (2 vasi e 4 piatti) di cui 3 di proprietà comunale ed attualmente esposti presso la Sala delle Ceramiche del palazzo municipale. “Eventi importanti come questa raffinata mostra – ha dichiarato il Sindaco Scassellati - non possono che fare felici noi Sindaci sempre alla ricerca di spazi ove far vedere che belle cose sono nate nel nostro territorio e quali sono quelle particolarità che ne contraddistinguono, anche oggi, i contesti culturali ed artistici. Come Amministrazione però intendo sottolineare un altro aspetto che mi preme particolarmente ed in cui credo, senza quei tentennamenti politici che non sempre si conciliano con le esigenze culturali: la nostra città sta crescendo e deve sapere quale è la via culturale che intende percorrere e quali ideali e valori vuole trasferire alle nuove generazioni affinché in futuro queste possano migliorare ulteriormente il nostro paese. La partecipazione all’esposizione - che prevede anche la pubblicazione di un dettagliato catalogo curato per la parte relativa a Gualdo Tadino dal Prof. Maurizio Tittarelli Rubboli - ribadisce la sensibilità dell’amministrazione ad investire nella promozione della ceramica artistica gualdese al fine di incentivarne la commercializzazione attraverso azioni concrete e mirate, puntando su progetti volti ad iniziative culturali quali momenti decisivi per far conoscere il tipico prodotto gualdese”.
Le opere in mostra offrono uno spaccato della produzione artistica gualdese a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con manufatti di: Paolo Rubboli (Piatto da pompa con Incoronazione di Cesare entro ornato – 1880 ca.); Alfredo Santarelli (Piatto da pompa con Orazio che uccide sua sorella entro ornato – 1925 ca.); Cooperativa Ceramisti (Piatto da pompa con Cupido alato entro ornato – 1920 ca.); Società Ceramiche Mastro Giorgio (Vaso biansato con medaglioni istoriati – 1930 ca.); Società Ceramica Umbra P.R. (Piatto con Orso Polare – 1923 ca. e Vaso a palla moderno con manici – 1925 ca.) Dalla fine degli anni venti il panorama ceramico gualdese si è notevolmente ampliato, fino ad arrivare all’attuale produzione che va dalla ceramica tradizionale artistica a quella industriale e che conta ben sessantotto opifici con oltre mille occupati. Comunque, le due diverse lavorazioni discendono in linea retta dalle antiche tradizioni locali e sono il prodotto di qualità di un territorio che ha saputo conservare e valorizzare le proprie peculiarità artistico-creative, tenendo sempre conto dei progressi tecnologici, senza mai abbandonare però quelle caratteristiche che hanno reso famose le maioliche gualdesi nel mondo. L’inaugurazione della mostra sarà preceduta da una conferenza stampa di presentazione dell’evento - organizzata dalla Fondazione per l’Istruzione agraria in Umbria - che si terrà giovedì 22 giugno alle ore 19.30 presso la Sala Conferenze della galleria espositiva dei tesori d’arte del Complesso monumentale di S. Pietro, Borgo XX Giugno, 74, Perugia. - La Segreteria del Sindaco -
Il futuro dell'informazione si prepara alla rivoluzione elettronica. All'inizio del 2007 alcuni dei più importanti editori al mondo hanno infatti progettato di lanciare gli e-newspaper, innovativi periodici elettronici che permetteranno agli utenti di scaricare dalla Rete le edizioni complete di un giornale su speciali schermi digitali in grado di essere piegati e infilati in tasca.
Considerati per anni solo dei prototipi, dunque, i monitor flessibili si apprestano a invadere il mercato e a sancire l'inizio di una nuova era per i quotidiani e le riviste di tutto il Pianeta. La chiave vincente dei progetti in programma, ancora una volta, si giocherà sull'economicità dei lettori portatili, sulla loro reale praticità d'uso e sulla capacità del nuovo media di attrarre gli inserzionisti pubblicitari.
Gli editori sembrano convinti che presto le edizioni cartacee andranno indisuso, a favore di una soluzione più comoda, dinamica e in continuo aggiornamento. In questo senso, la tecnologia disponibile sembra ormai matura per il grande salto e una nuova generazione di schermi pieghevoli targati Sony e iRex, una nuova impresa scorporata da Philips Electronics, ha già sorpreso gli esperti del settore per loro alta risoluzione ed efficienza.
"Questo modello potrebbe essere un vero sostituto della carta stampata", ha detto Jochen Dieckow, capo della divisioni di ricerca e nuovi media di Ifra, un'associazione mondiale di giornali, con sede in Germania. Ad attirare l'interesse degli editori ci sono inoltre i differenti costi di gestione del prodotto che, in versione elettronica, abbatterebbe le spese di produzione e distribuzione che invece caratterizzano il 75 % delle uscite dei giornali su carta stampata. Ma vediamo nel dettaglio i modelli che con molta probabilità lanceranno la nuova era dell'informazione.
Display flessibili: le novità del mercato I nuovi dispositivi che Sony e iRex lanceranno sul mercato fanno uso di una tecnologia di E Ink che è stata progettata dal Media Lab del Massachussetts Institute of Technology. Tra gli investitori sono compresi Hearst, Philips, McClatchy, Motorola e Intel. La società E Ink produce dei fogli che contengono delle piccole capsule che proiettano bianco o nero a seconda della corrente elettrica che attraversa il dispositivo. Alcuni degli ultimi modelli di e-newspaper applicano i fogli di E Ink sopra delle tavole di transistor di vetro, o sopra dei piani rigidi, ma entro il 2007, secondo gli esperti, alcune società come la britannica Plastic Logic Ltd produrranno degli schermi su pagine flessibili di plastica.In contemporanea Xerox e Hewlett-Packard stanno sviluppando dei metodi per produrre delle superfici piane flessibili particolamente economiche.
In particolar modo Xerox ha creato un prototipo di sistema che permette ai costruttori di produrre tavole flessibili di transistor su cui è possibile stampare un documento di testo classico. Si prevede che i costi di produzione siano abbastanza bassi da permettere agli editori di lanciare sul mercato questo tipo di dispositivi gratuitamente a chi si dovesse abbonare. I dati degli iscritti aiuterebbero anche i distributori a migliorare il taglio pubblicitario dei giornali elettronici. Ma vediamo meglio la questione costi. Un lettore Sony costerà tra i 300 e i 400 dollari. "Se un utente potrà acquistare uno di questi dispositivi a un prezzo inferiore a quello di un abbonamento annuale, allora potrebbe funzionare", ha detto Kenneth Bronfin, presidente di Hearst Interactive Media. In Europa anche Ifra sta esaminando alcuni test in collaborazione con 21 giornali di 13 paesi differenti.
Mauro Mancini - E' sì una questione di soldi ... ma non solo.
Mancando un vero sviluppo turistico, la Pro Tadino, in un tempo non molto remoto, aveva l'ambizione di presentarsi come "l'associazione delle associazioni". Voleva cioè diventare un punto di riferimento per le moltissime associazioni che sono nel nostro territorio ed aveva cominciato ad allacciare rapporti con i comitati di quartiere e di frazione, l'Ente Giochi, l'Unigualdo . . . L'Ufficio Turistico funzionava come punto di riferimento e segreteria per tutta questa realtà viva della nostra città, e i soldi erano ben spesi! Ma un giorno un'ondata di giacobinismo ha portato alla ghigliottina, prima il gruppo di "Arte e Dintorni", poi l'intera redazione dell'Eco del Serrasanta annullando il progetto originario.
Contrari a tutto, per principio, sempre scontenti e pronti a ricorrere ai luoghi comuni per giustificarsi: la grande malattia degli italiani è la mancanza dì fiducia.
Chicco Testa - Alzi la mano chi non lo ha detto almeno una volta "tanto non c'è niente da fare", oppure "meglio cercare di arrangiarsi”, oppure «tanto non cambia niente”, oppure “mi sa che sono tutti uguali”; oppure “purtroppo non ho santi in paradiso”, oppure “ tanto vanno avanti sempre i soliti” oppure “anche le stagioni non sono più le stesse”, oppure “i giovani d'oggi proprio non li capisco”, oppure “qui va tutto a rotoli”, oppure “la frutta non ha più lo stesso sapore”, oppure “moriremo tutti di cancro”, oppure, oppure, oppure... Il catalogo dei luoghi comuni dell'italiano qualunquista e pessimista è pressoché sterminato. Frasi ripetute come un rosario. O forse uno stratagemma per costituirsi un gigantesco alibi atto a giustificare la propria inattività, liberarsi dai senso di colpa delle cose non fatte o peggio ancora delle regole continuamente trasgredite. Nemmeno l'iperottimista Silvio Berlusconi è riuscito a modificare questo atteggiamento. Che è diventato una vera piaga nazionale, un comune sentire, un argomento di intrattenimento sociale, che serve per rompere il ghiaccio, per svagare gli amici, per mostrarsi sufficientemente esperti, navigali e disincantali. Ma si tratta solo di un atteggiamento, per quanto criticabile, o invece esso stesso, generato da qualche cosa di più profondo, sta diventando una causa del male oscuro del nostro Paese? E così facendo produce un circolo vizioso in cui tutti gli elementi negativi, l'atteggiamento e la situazione oggettiva, si rafforzano l'un l'altro?
Una profezia che si autorealizza: più gente dice che le cose vanno male e sono senza speranza e più è probabile che esse vadano effettivamente male. E da profeta soddisfatto continuerò a ripetere la mia profezia. Più o meno come una squadra di calcio che nello spogliatoio si passasse la voce che “tanto perderemo”. E, una volta persa la partita, i giocatori dicessero “l'avevamo detto». Risalire al perché di questo atteggiamento non è facile. In primo luogo perché viene da lontano, dalla stona antica di questo paese e dal carattere della sua popolazione, sufficientemente cinica e disincantata. Dalla Controriforma che ha spento nella paura, nel conformismo e nel dogmatismo superficiale l'eccezionale creatività e il coraggio dei Rinascimento italiano; dalle dominazioni straniere che hanno reso normale il “Francia o Spagna purché se magna”. Dai trasformismi delle classi dirigenti. Persino Benito Mussolini fu costretto a esclamare: «Governare gli italiani non è difficile, è inutile». E dopo di lui, probabilmente, tanti altri lo hanno pensato, non osando ripeterlo. Ma ci sono fattori nuovi e recenti che sono intervenuti e che hanno approfondito questo sentimento.
Per misurare la distanza fra l'Italia e il resto del mondo vale la pena ricordare la risposta che i nostri connazionali danno da un paio di domande chiave. La prima: “Secondo voi la vostra vita è oggi migliore di quella dei vostri padri?”. La risposta, nonostante la frutta e la verdura non abbiano più lo stesso sapore, è massicciamente positiva. La seconda “Pensate che la vita dei vostri figli sarà migliore o peggiore della vostra?”. In questo caso la risposta maggioritaria è invece negativa. Una gigantesca mancanza di fiducia nel futuro. Pensate alla stessa domanda fatta in un paese nuovo e giovane come la Cina. Non vi è alcun dubbio su quale sarebbe la risposta alla seconda domanda. La cosa singolare è che la mancanza di fiducia non è allocata principalmente nelle classi deboli, quelle che hanno il problema della quarta settimana. Lì non hanno tempo per essere pessimisti. Essa è invece più presente nelle classi socialmente benestanti, persino nelle cosiddette élite culturali, rinchiuse in un sordo egoismo, spaventate dalla possibilità di perdere qualche cosa. Le classi medie, una volta il nerbo di questa nazione, oggi danno mostra di un umore grigiastro. Non sanno capacitarsi del fatto che nulla nella vita è dato una volta per tutte, ma va conquistato ogni giorno. Così anziché rischiare il proprio denaro e il proprio lavoro m nuove iniziative o per migliorare l'istruzione propria e dei propri figli accumulano risparmio, comprano case, mettono via “la roba” e, moderni avari, sì lamentano da dentro le loro Bmw, Mercedes e Cayenne che «il prezzo della benzina non è più quello di una volta». Pesa certamente in questa, chiamiamola così, deriva esistenziale l'invecchiamento della popolazione, Quello che una volta, in ogni famiglia, era il rumore di fondo del nonno o del vecchio zio borbottoni oggi, nella famiglia italiana, sempre più anagraficamente composta da nonni e vecchi zii, è divenuto un gracchiante fragore. D'altra parte anche Keith Richards si è lamentato con Mick Jagger che “i Rolling Stones non sono più gli stessi”.
L'invecchiamento biologico normalmente porta con sé qualche malattia, ma soprattutto quella umoralmente più pericolosa di tutte: l'ipocondria. Un continuo lamentarsi e stare in allarme non per qualche cosa di reale, ma per qualcosa che potrebbe succedere: una sopravvalutazione di ogni segnale d'allarme, di ogni sintomo dubbio. E le maledizioni scagliate contro i medici, che non sanno capire e guarire. Medici che, inevitabilmente, nella grande famiglia allargata italiana finiscono per essere i politici. Con qualche responsabilità, indubbiamente. - tratto da Panorama -
Riccardo Serroni - Domenica prossima 11 giugno il Club "Registro Fiat Italiano" di Gualdo Tadino organizza "A spasso con la Topolino", edizione speciale legata ai settanta anni dalla nascita del primo modello di questa vettura che ha motorizzato l’Italia. Un raduno nazionale – spiegano gli organizzatori - che punta l'interesse specifico su una vettura che negli anni 1936 / 1955 ha segnato in positivo la storia automobilistica italiana. Il programma prevede l'arrivo delle vetture, alcune delle quali particolarmente rare, con sosta, dalle 8:30 alle 10:30, in Piazza Garibaldi, allestita per la circostanza come punto di accoglienza, per permettere ai partecipanti di conoscere la città ed agli appassionati le varie versioni della vettura. Successivamente, dopo aver effettuato il giro del centro storico cittadino, gli ospiti si trasferiranno a Costacciaro dove i partecipanti visiteranno il museo laboratorio del parco del Monte Cucco e un antico frantoio. La giornata si concluderà presso un noto ristorante dove i partecipanti avranno modo di gustare la cucina tipica gualdese".
Di Riccardo (del 02/06/2006 @ 16:43:10, in - Sanità, linkato 935 volte)
Riccardo Serroni - La notizia ci è stata comunicata quasi in sordina. Il solito comunicato stampa con gli estremi di riferimento per quanti fossero interessati. Eppure contiene in sé elementi di una straordinaria innovazione. Si deve rinnovare il consiglio di amministrazione dell’ EASP (Ente di Assistenza e Servizi alla persona), il cui mandato è scaduto il 29 maggio. L’ente, che gestisce il Centro Sociale per gli anziani Armando Baldassini, attualmente è presieduto da Virgilio Castellani. Il Presidente ed i 4 consiglieri vengono nominati dal comune. Ed ecco la rivoluzionaria novità: chi vuole entrare a far parte di questo consiglio può presentare una regolare domanda in carta semplice indirizzata al Comune di Gualdo Tadino – Ufficio di Segreteria - entro e non oltre il 19 giugno 2006 a mezzo lettera R.R. o direttamente all’Ufficio Protocollo. Nella domanda gli interessati dovranno indicare le proprie generalità ed il titolo di studio posseduto nonché allegare il proprio curriculum. Insomma, un incarico pubblico dato per concorso: “A dover scegliere sarà comunque il sindaco - spiega Scassellati - ma spero di doverlo fare tra una ricca rosa di candidati con una particolare competenza tecnica ed amministrativa per studi compiuti o per funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, o per uffici ricoperti”. Ci sarà la corsa? Essendo una funzione non remunerata qualcuno ha dei dubbi. Ma non è detto. E’ pur sempre un incarico di prestigio e non sono poche le persone, magari in pensione, disponibili a spendere le loro competenze in attività di utile volontariato.
Al di là di come si risolverà la questione, l’idea di Scassellati apre scenari e prospettive inimmaginabili. Perché non estendere il “concorso” anche ad altre attività amministrative, magari remunerate? C’è necessità di un assessore alla vattalapesca? Chi si sente all’altezza si faccia avanti, presenti le sue credenziali e sulla base delle sue competenze, certificate e classificate con un punteggio, si costruirà una graduatoria di merito. Serve un sindaco? Perché escludere a priori quanti da anni coltivano questo sogno nel cassetto e non hanno mai avuto il coraggio di esternarlo né la possibilità di poter competere per quella poltrona? Sarebbero troppi i concorrenti? Meglio, più ce ne sono e più aumenta la percentuale di scegliere la persona giusta. Chi dovrebbe decidere? Il popolo. Illusioni? Sì. Alle ultime elezioni politiche, per timore di perdere la poltrona, i partiti ci hanno tolto anche la possibilità di scegliere con le preferenze. O mangi sta minestra o salti sta finestra.
Alberto Cecconi - Gli uffici della Pro Tadino hanno riaperto. Erano stati chiusi per un paio di settimane per motivazioni di carattere economico: l´associazione di volontariato, infatti, aveva un bilancio in rosso tale da mettere in forse la continuazione dell´attività del servizio di informazioni turistiche. Di qui la decisione del consiglio direttivo di chiudere temporaneamente gli uffici e di informarne l´amministrazione comunale ed i capigruppo consiliari. Del problema si era occupato anche il sindaco Scassellati, che ne aveva informato il Consiglio comunale, evidenziando che per il momento il Comune intende contribuire acquistando alcune opere vincitrici di precedenti edizioni del concorso della ceramica da inserire nel costituendo museo dell´arte moderna, sottolinenando però la necessità che per il futuro l´associazione attivi proprie forme di finanziamento; ed aveva espresso la volontà del rilancio del concorso internazionale, una manifestazione di grande prestigio nella seconda metà del 900. Ma "mi sorge spontanea una domanda": perchè l'ufficio turistico a Gualdo Tadino deve essere affidato a dei volontari, mentre a Gubbio è finanziato dalla Regione? Noi gualdesi - come sempre - diamo i contributi demografici indispensabili perchè ci siano i servizi comprensoriali. Cioè per Gubbio.