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 In ogni luogo, comunque, una allegra combriccola... di Sandro
 
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Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio

Bertold Brecht
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 30/10/2006 @ 09:40:32, in Società, linkato 648 volte)

Il nostro caro amico Mauro Monsignori, un gualdese che da anni vive felicemente in America, ci ha inviato - per conoscenza - una lettera che ha spedito al Corriere Della Sera. La pubblichiamo integralmente:

Caro Direttore,

Leggo il Corriere quotidianamente da quando ero ragazzo al Liceo, e devo dire che di anni e di direttori ne sono passati molti. Da circa nove anni mi sono trasferito negli USA dove continuo a leggere regolarmente la versione online.

Ultimamente la cosa che mi da’ veramente fastidio e’ la profonda propaganda anti-americana che il giornale presenta nella sua strategia editoriale. Io non so dove Ennio Carretto vive, ma i suoi articoli sono così meschinamente di parte che si fa proprio fatica a leggerli. E’ come entrare in una bellissima casa pulita e linda e trovare un ragno nel garage. Bè quello che Ennio Caretto mostra e’ solo quel ragno e lo propone come se tutta la casa ne fosse piena.

Francamente non capisco questa strategia del Corriere e la avversità di questi redattori verso questa bellissima nazione e non capisco nemmeno quanto agli Italiani possa interessare dei piccoli ragni in casa USA.

Mi sono domandato spesso dove Ennio vivesse, perché leggendo il Corriere mi sembra proprio di vivere in un altro paese.

Mi piacerebbe rivedere il Corriere un po’ più indipendente e che mostri la realtà americana sotto diversi aspetti. Non dico di non mostrare i ragni ma di mostrali nella vera realtà della bellissima casa. Così come e’ oggi mi sembra che si sia quasi al livello di disinformazione più che informazione.

Chiudo sperando che nel futuro il Corriere riveda questa sua strategia e possa avere inviati senza lenti colorate davanti ai loro occhi.

Saluti da un fedelissimo lettore che vive in Ohio e non a Washington.

Mauro Monsignori

mauromonsignori@yahoo.com

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 30/10/2006 @ 09:09:46, in Società, linkato 775 volte)

HALLOWEENMauro Monsignori - Tempo di Halloween. Martedi 31 Ottobre, quando le tenebre comiciano a scendere, la notte di Halloween inizia.
Frotte di bambini con I loro costumi e muniti di cestino se ne vanno di casa e alla magica frase ‘trick or treat’ ricevono dolcetti e caramelle con I genitori che seguono a distanza vigilando che tutto procede bene e cogliendo l’occasione per farsi quattro chiacchere con I vicini. Il tutto dura un paio d’ore ed e’ quasi una gara a chi porta a casa i migliori ‘treats’. A casa poi tutti I dolcetti vengono controllati dai genitori per sicurezza.
Tutto qui direte? Ma dove sono I morti, le lapidi, il sangue, Dracula? Be’, per quello che ne so io, Halloween e’ molto piu’ simile al nostro Carnevale che ai riti satanici. Per gli adulti e’ una occasione di riunirsi in feste in costume e magari bere un po’ oltre il normale. Per I bambini di travestirsi nel loro personaggio favorito e festeggare con gli amici, I vicini o a scuola.
I morti, le lapidi, il sangue, Dracula etc sono in TV, che con l’occasione da’ vita a interminabili serie dell’orrore che giacciono negli archivi durante tutto l’anno perche’ nessuno li guarda mai. Non so quanti siano gli appassionati dei film dell’orrore, ma questo e’ il loro momento.
I morti, le lapidi, il sangue, Dracula etc sono anche usati come ornamenti dei giardini in fronte alle case e solo la fantasia e’ il limite. Personalmente all’inizio credevo che fosse solo cattivo gusto, ma adesso mi ci sono abituato, ma in casa nostra non si va oltre qualche spaventapasseri e zucca illuminata.
Navigando su internet, ho notato che a Corinaldo, una graziosa cittadina in provincia di Ancona (da dove proviene la famiglia di mio padre), la Proloco organizza gia’ da alcuni anni una festa di Halloween con l’elezione di Miss Strega (e che streghe!!!)
Buon Halloween,
Mauro

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/10/2006 @ 20:03:52, in - Acqua, linkato 1397 volte)

Il Comitato per la Difesa del Rio Fergia continua la sua ferrea opposizione contro la decisione della Regione di autorizzare l’attiggimento da parte della Rocchetta spa (tramite la società IDREA) dai nuovi pozzi di Corcia e Rigali, ma anche le Istituzioni sono ferme nei loro propositi.
Lunedì 31 ottobre, alle ore 17,00, se ne discuterà nel consiglio comunale di Gualdo Tadino.
Infatti, dopo l’approvazione da parte della giunta Regionale, il parlamentino gualdese dovrà adottare alcune determinazioni inerenti l’adeguamento dell’acquedotto pubblico in località Boschetto, la verifica dell’interesse della Rocchetta spa a fare l’investimento con le condizioni poste dalla delibera regionale ed il chiarimento dei rapporti tra la società Idrea (che ha chiesto lo sfruttamento dei nuovi pozzi) e la Rocchetta spa (concessionaria dell’acqua minerale).
L’ufficio stampa del comune, nel frattempo, ha reso note nei dettagli le condizioni poste dalla Regione alla Rocchetta. Eccole:

 


a) i prelievi per uso minerale siano limitati ad una quantitativo massimo di 7 l/sec. nei mesi di  agosto, settembre ed ottobre e di 12 l/sec. nei restanti mesi dell’anno;

b) i prelievi dalla sorgente Boschetto per uso idropotabile non siano superiori a 21 l/sec., di cui 20 l/sec. in favore di ATO Umbria 3 e 1 l/sec. in favore di ATO Umbria 1 per l’approvvigionamento della frazione Boschetto di Gualdo Tadino;

c) il titolare della concessione di acqua minerale sottoscriva preventivamente un disciplinare d’uso che preveda:


• un regime dei prelievi nel rispetto delle quantità massime di cui alla lett.a) e la loro riduzione al 50% in attesa della realizzazione dell’adeguamento delle rete acquedottistica di cui alla lett.c);
• l’istallazione per ogni pozzo di acqua minerale della strumentazione necessaria a misurare in continuo la portata prelevata e il monitoraggio della falda;
• la realizzazione, a proprie spese, di un piezometro con la relativa strumentazione per il monitoraggio della falda, da posizionarsi anche al di fuori della concessione, secondo le modalità e le specifiche dettate dall’ARPA;
• la possibilità di effettuare all’interno della concessione ulteriori pozzi di acqua minerale per la migliore gestione della risorsa e comunque nel rispetto del regime dei prelievi accordato;
• in caso di emergenza idrica con “dichiarazione dello stato di calamità naturale”, potranno essere posti in essere eventuali ulteriori limitazioni temporanee ai prelievi concessi ad uso imbottigliamento in ragione del mantenimento dei prelievi assentiti per uso idropotabile dalla sorgente del Boschetto senza pretesa di indennizzo a qualsiasi titolo da parte del concessionario;

d) il titolare della concessione di acqua minerale preveda nel Programma dei Lavori:


• la realizzazione a totale carico del concessionario dello snodo ferroviario di collegamento dello stabilimento Rocchetta con la Stazione di Gualdo Tadino, fermo restando che potrà essere utilizzato da altri eventuali utenti (investimento previsto € 2.000.000,00);
• il finanziamento di interventi di tutela e salvaguardia della qualità delle acque, comprensivo di interventi di riqualificazione ambientale del Rio Fergia e della frazione del Boschetto ricadente nel territorio di Gualdo Tadino e di Nocera Umbra per un importo non inferiore a € 450.000,00.

Per saperne ancora di più e più precisamente potreste seguire il consiglio comunale di lunedì.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 26/10/2006 @ 10:58:07, in Eventi, linkato 3188 volte)

FIERA DEGLI OH BEI, OH BEIIl nome della fiera nasce dalle esclamazioni dei bambini che, affascinati dalla grande quantità di cibo e ninnoli, cantilenavano la frase: Oh bei! Oh bei!, Che belli!, Che belli!
A Milano, ogni anno dal 7 all'8 dicembre, i milanesi rendono infatti omaggio al patrono recandosi a messa nella Basilica di Sant'Ambrogio e dal 1866 le strade che circondano il sagrato della Chiesa sono invase da bancarelle di ogni tipo sulle quali trovano spazio conserve fatte in casa, fiori secchi, collane di castagne, artigianato di ogni tipo e tantissime altri ninnoli.
L'itinerario su cui si snoda la fiera degli Oh bei! Oh bei! di Milano riserva anche sorprese dal punto di vista storico grazie alla presenza di un gran numero di palazzi seicenteschi; subito si incontra infatti Palazzo Visconti del quale, eretto nel 1598, resta solo la fronte a due ordini di finestre.
A poca distanza si incontra l'ex monastero di San Bernardino, del 1400, diventato ora la sede del liceo Manzoni di Milano del cui monastero resta solo il complesso interno, il San Bernardino alle Monache, che presenta un portale a tutto sesto sormontato da tre monofore.
Proseguendo lungo l'itinerario si incontrano casa Buttafava e casa Volonteri, seguite dalla Chiesa di Sant'Agostino, parte di un complesso edilizio risistemato nel 1670 e che custodisce al suo interno una Madonna del Quattrocento e una Pietà lignea della seconda metà del 1700.
Ovviamente il fiore all'occhiello della zona dove si tiene la fiera degli Oh bei! Oh bei! è la Basilica di Sant'Ambrogio che sorse nel 379 sui sepolcri di San Gervasio e San Protasio e divenne successivamente teatro di incoronazioni di imperatori e consacrazioni di vescovi; dopo vari rimescolamenti, fu nel 1859 che alla Basilica di Sant'Ambrogio a Milano venne data la forma che vediamo oggi, frutto della mescolanza di vari stili e varie influenze. – DGMag -

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Di Sandro (del 23/10/2006 @ 09:16:55, in Società, linkato 695 volte)

MICHAEL SHUMACHERÈ un brutto giorno. Gli appassionati di motori e di Formula 1 oggi sono orfani del più grande campione di tutti i tempi, dell’uomo che al volante di un’auto da corsa ha battuto tutti i record, Michael Shumacer.
Ieri, in Brasile, ha corso l’ultimo Gran Premio di F1 e lo ha corso alla sua maniera con una performance che ha sbalordito tutti, che ha aumentato a dismisura il rimpianto per il suo abbandono. Il Circus ha bisogno delle sue gesta ma non potendo cambiare la sua volontà saprà vivere con il ricordo delle sue incredibili imprese.
Dicono che rimarrà nel management della Ferrari e continuerà con la sua preziosa opera di collaborazione, ma non sarà più pilota e questo è quello che avremmo voluto.
Con la casa di Maranello per lunghi anni, il pilota tedesco, ha tenuto alto il nome e l’immagine dell’Italia diffondendo nel mondo la convinzione che la tecnica raffinata e la genialità estetica sono patrimonio indiscutibile della nostra cultura.
Grazie. Grazie per i sogni e per le ore di svago che ci hai regalato e grazie per averci dato la sensazione di essere ancora, in qualche cosa, caput mundi.

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GIULIANO GUERRIERIGualdo Tadino ospiterà la Quarta edizione del Premio Nazionale Giuliano Guerrieri. Lo annuncia il Sindaco Scassellati con soddisfazione ed entusiasmo sottolineando l’importanza dell’evento e la presenza di importanti personalità del mondo dello sport.
L’appuntamento è fissato per il 1 Dicembre giornata nella quale si terrà la tavola rotonda, alla quale parteciperà anche la Presidente della Giunta Regionale Maria Rita Lorenzetti, e successivamente l’Assegnazione dei Premi per “Promotore dello Sport Giovanile”, “Giovane atleta in ambito nazionale”, “Giovane atleta in ambito Regionale”, “Giovane atleta in ambito locale”. Il programma è ancora in via di definizione, possiamo anticipare che prima della cerimonia si svolgerà anche un torneo di Basket tra quattro squadre di Fabriano, Jesi, Matelica e Gualdo.
Il MEMORIAL GUERRIERI, è organizzato ormai da quattro anni dall’Associazione Giuliano Guerrieri per lo Sport. L’Associazione è legata e si è fondata con la Vicenda umana e sportiva del Prof. giuliano Guerrieri, prematuramente scomparso nell’Ottobre 2001.
L’Associazione promuove annualmente il premio a carattere itinerante, nelle città che hanno ospitato l’attività di Giuliano Guerrieri, prevalentemente nel campo della Pallacanestro (Fabriano, Jesi, Matelica e Gualdo ).

Giuliano Guerrieri nasce a Gubbio, il 4 maggio 1939. Diplomatosi all’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Urbino si dedica all’insegnamento di questa materia prevalentemente nella Scuola Media Gentile di Fabriano.
Per quindici anni insegna Tecnica e Pratica Sportiva della Pallacanestro presso l’Università di Urbino e diviene anche Assessore allo Sport, Cultura, Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Fabriano, tra il 1997 e il 1998.
Guerrieri è stato tra i soci fondatori nel 1966 della A.P. Fabriano Basket in cui ha militato dapprima in qualità di allenatore – giocatore poi di allenatore fino al 1979, anno della promozione della squadra in serie A.
Dal 1979 fino alla sua morte avvenuta il 9 ottobre 2001 è stato allenatore di squadre marchigiane ed umbre di serie C e D ottenendo, nel complesso, sette promozioni. Un lavoro considerevole, una vita dedicata ai giovani, un esempio per il professionismo e una strada da percorrere per il dilettantismo.
Alle scorse edizioni sono intervenuti tra gli altri anche il Presidente del CONI, Gianni Petrucci e il Presidente della LEGA BASKET.
Il movimento cestistico gualdese è particolarmente legato alla figura di Guerrieri; nei primi anni 80 venne infatti chiamato una prima volta dirigere la squadra dall’allora presidente Teodori. Grazie al suo bagaglio tecnico già consolidato in altre esperienze la squadra gualdese composta tra gli altri da Chiavatti, Fruttini, Castelli, riuscì a trarne subito benefici in termini di gioco e risultati.
Guerrieri – come ci ha ricordato la società Insieme per Gualdo - oltre ad essere un ottimo allenatore aveva delle doti umane non comuni, doti che riusciva a trasmettere ai suoi giocatori e a tutto o staff.
Il “Professore” – come veniva chiamato – tornò a Gualdo una seconda volta nel 1986 richiamato dall’allora presidente, il compianto Cavalier Provvedi. Il suo ritorno al Carlo Angelo Luzi non poteva non concludersi che con la promozione in serie B2 nel campionato 1988/89, frutto della meticolosità, della competenza e della carica che metteva sempre nel suo lavoro. Restano nei ricordi dei gualdesi le immagini di Guerrieri portato in trionfo dai suoi ragazzi e da tutta la Città la sera della promozione.
Dopo una lunga separazione consensuale le strade del coach e di Gualdo si incontrarono un’ultima volta quando viene chiamato dal presidente Paolo Paciotti per una missione quasi disperata: quella di evitare la retrocessione in C2 dopo la sconfitta casalinga contro l’Aprilia nella partita di andata dei play-out.
In meno di una settimana il lavoro di Guerrieri portò l’Insieme per Gualdo a vincere il ritorno nel Lazio e la decisiva partita in casa ed evitare quindi l’onta della retrocessione. Galvanizzata da questo exploit, la società riconfermò l’allenatore anche per la successiva stagione che partì nel migliore dei modi con le vittorie in trasferta in Coppa Italia. Alla vigilia dell’inizio del campionato la tragica notizia dell’improvvisa morte di Guerrieri lasciò la squadra e la Città nello sconforto; ma i suoi insegnamenti, la sua carica non si esaurirono con la sua scomparsa ma continuarono grazie ai valori tecnici ed umani che era riuscito a trasmettere ai giovani e a tutta la Gualdo sportiva. - La Segreteria del Sindaco -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 19/10/2006 @ 09:29:38, in - Accade a Gualdo, linkato 1366 volte)

La vicenda della Pro Tadino ricostruita sul n/s Blog si arricchisce di un altro capitolo. E che capitolo! Una lettera di Valerio Anderlini che mette nero su bianco il bilancio dell’Eco del Serrasanta. Ve la proponiamo integralmente.

Al Presidente della Pro Tadino
Gianni Smacchi

Come richiestomi rimetto un prospetto contabile della gestione 2005 de l’Eco del Serrasanta, ricostruito sulla scorta dei miei appunti personali; la documentazione relativa ti è stata consegnata in sede il 6 dicembre, al momento della consegna delle chiavi, per cui i conti esatti sono possibili solo dalla sua consultazione.

Poste passive  
   
Spese tipografiche (residui circa 5.000 euro)

25.168,00

Spese postali

3.638,00

Distribuzione

2.130,00

Raccolta pubblicità

1.420,00

IVA versata

223,00

Varie di amministrazione

3.507,00

Spese legali

30.528,00

   
TOTALE

66.614,00

Sospesi nr 2 fatture da pagare

1.456,00

   
TOTALE COMPLESSIVO

 68.070,00

   
Poste attive  
   
Abbonamenti

14.792,00

Edicole

2.769,00

Pubblicità+IVA (residui 5.000 euro circa)

18.550,00

Editoria

5.561,00

Contributi vari

726,00

Accantonamenti di anni precedenti per spese legali

23.728,00

   
TOTALE

66.126,00

Sospesi:  
Crediti da riscuotere

4.530,40

Credito IVA al 30/09

973,60

C/C come da verbale di consegna

1.307,73

Prestate a Pro Tadino per segretarie

3.000,00

Varie a Pro Tadino come da verbale di consegna

2.390,00

   
TOTALE COMPLESSIVO

78.327,73

   
Attivo a pareggio

10.257,73

Questo, nonostante l’incidente di percorso sfociato nelle spese legali, è il risultato di 18 anni della gestione oculata e pulita dell’Eco del Serrasanta da parte di Valerio Anderlini, Eugenio Sillani, Riccardo Serroni e Giancarlo Franchi, risultato che avrebbe potuto continuare con soddisfazione della grande famiglia che avevamo creato attorno al giornale e della stessa Pro Tadino, solo che i rivoluzionari che se ne sono impadroniti avessero usato un minimo di buon senso.
Invece dovevate rinnovare, ammodernare, cambiare tutto….risultato, la mia gestione del giornale è durata 18 anni, la vostra è arrivata appena a 14 numeri.
Non è stato digerito che sono stato il primo degli eletti nell’assemblea degli iscritti, così “quelli de sopra” sono stati sloggiati, esposti al linciaggio morale con insinuazioni da lavandaie, umiliati nelle riunioni del consiglio ed in altre sedi ed infine con un manifesto infamante voluto su carta fluorescente perché fosse ben visibile, comportamenti che hanno determinato l’irritata presa di distanze del prof. Mauro Mancini e che mi hanno fruttato la solidarietà di centinaia di amici e lettori del giornale, anche dall’estero.
Alla luce di quanto sopra, sono rimasto allibito quando mi hai chiesto di tornare a lavorare alla Pro Tadino, tappando i buchi di una maggioranza dimissionaria ed associandomi in un metodo di gestione fallimentare che non ho condiviso, forte del ripianamento del buco di 64.000 euro da parte del tuo cugino assessore, come se nulla fosse accaduto; prova a capire quanto l’hai fatta grossa. La sola risposta che posso darti è quella delle mie dimissioni da consigliere così che, con il dissolvimento dello stesso consiglio, hai solo una via da percorrere: portare all’assemblea dei soci il tuo bilancio con 64.000 euro di buco in due anni ed il mio con l’attivo di 10.250 euro: per la modica cifra di 2,50 euro a testa potresti sempre avere una maggioranza dalla tua, nonostante le valutazioni negative della tua gestione dell’Associazione, stigmatizzata in maniera emblematica dal tuo vice prof. A.Cecconi: “sei stato peggio di Attila”. Ma, nella Gualdo di oggi, tutto è possibile.
Per molto di meno di quello che è accaduto alla Pro Tadino durante la tua gestione (una bega paesana al bar) molti anni fa, quando molti della tua banda non erano ancora nati, sui muri di Gualdo Tadino fu affisso un manifesto con firma di tre persone che avrebbero fatto la storia della città con titolo PUBBLICHE SCUSE AL SIG. GIANCARLO FRANCHI; ma erano altri tempi, noi siamo di un’altra generazione.
Tanto ti dovevo.
Gualdo Tadino 15/ottobre/2006
Valerio Anderlini

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 16/10/2006 @ 16:42:24, in - Accade a Gualdo, linkato 707 volte)

MATTEO DA GUALDO Un anno dedicato a Matteo da Gualdo: questa l’intenzione dell’amministrazione comunale per celebrare nella maniera più appropriata il grande pittore gualdese nel 500° anniversario della sua morte.
Al termine di una prima riunione il Sindaco ha annunciato che verrà nominato un comitato d’onore ed un comitato operativo che avranno il compito di ideare e realizzare delle proposte interessanti per creare un importante evento, come fu fatto per la Mostra di Matteo da Gualdo.
Già da questo incontro si è pensato di realizzare una serie di momenti e progetti artistici che coinvolgeranno l’intero territorio comunale. Il desiderio dell’amministrazione, della Soprintendenza regionale e della Regione Umbria è quello di restaurare delle opere di Matteo come gli affreschi presente nella chiesa monumentale di San Francesco od il trittico di Nasciano. Parallelamente si è pensato di realizzare presso la Rocca Flea una esposizione di opere del nostro pittore attualmente di proprietà di privati cittadini che sono disposti a prestarle per l’occasione. Nello stesso contesto espositivo verrebbero illustrati gli interventi di restauro effettuati.
Inoltre c’è l’intenzione di realizzare una breve guida ai territori interessati dall’opera di Matteo da Gualdo, una sorta di itinerario che coinvolgerà non solo il territorio gualdese ma anche quelle città che conservano sue testimonianze d’arte, come Assisi, con la chiesa di S. Paolo che ha nel fondo un affresco di Matteo recentemente restaurato dal tema “Madonna col Bambino tra i Santi Lucia e Ansano e committente del 1475”. Alla realizzazione di questa iniziativa editoriale verranno legate delle visite guidate che seguiranno appunto il percorso artistico del pittore.
Suggestive infine sono le iniziative che si intendono effettuare alla Rocca Flea con la realizzazione di una mostra di costumi d’epoca realizzati da grandi artigiani, un dvd che riproduce la vita e le opere di Matteo da Gualdo realizzato ricreando attraverso apposite locations la vita quotidiana nella Gualdo della seconda metà del quattrocento.
“Stiamo lavorando alla predisposizione di un programma che contenga delle proposte interessanti sia dal punto di vista culturale che dell’intrattenimento di alto livello – ha dichiarato il Sindaco Scassellati. Quella del 500° anniversario della morte di Matteo è un occasione di visibilità per la città e per il suo patrimonio artistico che non possiamo assolutamente mancare, dato il grande interesse che tali eventi suscitano e soprattutto vista l’intenzione manifestata e attuata nei fatti dall’Amministrazione di sviluppare le potenzialità turistiche di Gualdo”. - La Segreteria del Sindaco -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 15/10/2006 @ 11:51:51, in Società, linkato 767 volte)

IL MONDO E' PIATTOMauro Monsignori - Ho appena finito di leggere il libro ‘The World Is Flat’ di Thomas L. Friedman che e’ un best seller in USA e descrive con grande lucidita’ e chiarezza il nuovo fenomeno di globalizzazione che il mondo sta attraversando in questo inizio del XXI secolo. Per l’autore questa e’ la versione 3.0 della globalizzazione.

L’era della Globalizzazione 1.0 (globalizzazione delle nazioni) termino’ durante il 1800 e fu caratterizzata dal potere delle grandi nazioni o imperi che dopo la scoperta della America hanno iniziato a fare commerci in tutto il mondo. L’era della Globalizzazione 2.0 (globalizzazione delle industrie internazionali) si estende fino all’anno 2000 ed e’ stata caratterizzata dalla creazione delle grandi industrie multinazionali. La terza fase (globalizzazione individuale) e’ iniziata con il nuovo millenio ed e’ caratterizzata dalla globalizzazione delle persone. Il lavoro e’ senza frontiere.

L’autore ritiene che ci sono stati nell’ultimo decennio dieci fattori che hanno favorito l’appiattimento del mondo. Tra I piu’ importanti: l’abbattimento dei costi delle comunicazioni internazionali, l’avvento di software che permette tele e video conferenze di grande qualita’ a basso costo, eventi internazionali come la caduta del muro di Berlino e politici come l’entrata della Cina nel WTO e fenomeni come l’outsourcing che impongono una stretta relazione tra operatori in diversi continenti.

Il libro non e’ il racconto di un visionario, ma il frutto di una ricerca di questo bravo giornalista (premio Pulizer con un’altra opera) che nei due o tre anni passati ha girato il mondo intervistando le piu’ importanti personalita’ accademiche, industriali e politiche di nazioni coinvolte in questo evento.

L’autore si dichiara ottimista per il futuro degli USA, ma incoraggia la nostra generazione a pensare al futuro e suggerisce di dare piu’ importanza all’ educazione scolastica dei nostri figli e nipoti perche’ solo con talento e voglia di sacrificarsi potranno competere con I ragazzi d’oltreoceano e inserirsi con successo in un mondo in cui l’ambiente del lavoro subira’ una trasformazione notevole. Gia’ da ora si sente moltissimo la competizione e solo adattandosi e continuamente migliorando le nostre conoscienze ed esperienze lavorative si riesce a stare restare competitivi nel lavoro.

Siccome il libro non nominava mai l’Italia, durante la lettura mi domandavo a che punto fosse l’Italia in questo processo di globalizzazione, quale influenza ne stia subendo e quale predisposizione abbia nell’adattarsi a questo cambiamento in corso. Finche’ ad un certo punto l’autore cita un rapporto dell’IFC (World Bank’s International Financial Corporation) che attribuisce un punteggio alle nazioni in base ai seguenti cinque fattori ( che predispongono al successo nel nuovo mondo piatto) di quanto e’ facile o difficile: 1) iniziare una nuova attivita’in base a regolamenti, tasse e licenze; 2) assumere o licenziare lavoratori; 3) constrigere le parti a rispettare un contratto; 4) ricevere credito dalle organizazioni finanziarie; 5)chiudere un’attivita’ che sta fallendo. L’Italia e’ insieme alla Germania agli ultimissimi posti. Ci sono due culture che stanno soffrendo piu’ di tutti: la cultura europea (eccetto l”irlanda che ha fatto in pochi anni passi da gigante) per motivi legati alla individualita’ nazionale e la cultura islamica che quando governata dal radicalismo religioso poco si mescola con una cultura globale.

L’autore sottolinea piu’ volte come il successo non dipende dal colore politico, religioso o dalla collocazione geografica, ma dall’abilita’ della leadership della nazione a capire il momento e dalla capacita’ della popolazione ad adattarsi alla nuova situazione e sacrificare qualche beneficio immediato in vista di maggior miglioramento in futuro. Non per niente le nazioni che stanno avendo piu’ successo sono nazioni come l’India e la Cina che dal punto di vista economico avevano ben poco da perdere.

Siccome con il mio nuovo lavoro sto vivendo personalmente ed al 100% questo nuovo modo di lavorare e questo nuovo mondo senza confini, questo libro mi sta aiutando molto a capire cose che prima davo per scontato o che la mia cultura e conoscenza mi faceva vedere con occhi diversi.

Riassumere un libro di circa 600 pagine in poche righe non e’ certo facile, specialmente considerando che tutte le pagine offrono motivi di interesse. Per cui il mio intento non e’ di illustarvi tutte le argomentazioni dell’autore, ma piuttosto di incuriosirvi al fenomeno al punto che vorrete leggere il libro (spero che esista una versione in Italiano) o magari giusto leggere tramite internet qualcosa in proposito e di stuzzicare I politici, gli imprenditori, gli educatori e soprattutto I cittadini a non nascondersi e far finta di niente ma a preparsi a rispondere con successo a questo importante cambiamento.

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Di Sandro (del 12/10/2006 @ 10:04:15, in Eventi, linkato 720 volte)

XIII edizione di Eurochocolate a Perugia dal 14 al 22 Ottobre 2006
EUROCHOCOLATE - PERUGIA
Il goloso appuntamento con EUROCHOCOLATE è alle porte e dopo il milione di presenze dell’anno passato per chi come noi è a quattro passi diventa irrinunciabile.
Anche quest’anno il programma è ricchissimo di eventi con gli sponsor della manifestazione che fanno a gara per esagerare con le proposte e coinvolgere i visitatori.
La gustosa kermesse:"Costruttori di dolcezze" è un invito a tutti i golosi e non, a edificare la propria esistenza su basi positive, buone come il cioccolato!

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 11/10/2006 @ 19:28:25, in Società, linkato 689 volte)

«Il clamore mediatico può gratificarlo» Intervista a Tiziano Grosso

TIZIANO GROSSOGianfranco Ricci — «Le reazioni della pubblica opinione sono emozionalmente giustificate, ma ragionevolmente sbagliate»: lo psicologo Tiziano Grosso, esperto del tribunale di sorveglianza di Perugia, analizza con freddezza scientifica la complessa vicenda di Luigi Chiatti, tornato a cavalcare la cronaca dopo i tre anni di indulto che gli sono stati concessi dalla corte d’Assise d’appello. «I giudici, osserva, hanno applicato la legge».

Però hanno scatenato l’ansia sociale della gente...
«I delitti di Chiatti sono fra i più spregevoli, comunque una società matura punta alla reintegrazione del detenuto. Anche di chi si è macchiato di colpe terribili. Semmai in questo caso l’enorme chiasso sollevato dai giornali e dalle Tv rischia di rendere vano il processo di espiazione».

Dottore, vuoi forse dire che sarebbe stato meglio avvolgere la vicenda in un compatto silenzio?
«La cronaca ha diritti e doveri, tuttavia analizzando la faccenda dal punto di vista delle reazioni psicologiche, arrivo a temere che Chiatti, sentendosi nuovamente al centro di tanto interesse, possa provare una profonda gratificazione personale. Uno stato d’animo che, lo si capisce bene, potrebbe rallentare il cammino del graduale recupero».

I mass-media, dunque, rischierebbero, con il loro tam-tam, di frenare o azzerare il senso di colpa?
«La psiche umana s’annida attorno ad anfratti abbastanza inspiegabili: recentemente mi ha fatto riflettere il caso di quella famosa modella che, sorpresa con la droga, ha subito li per lì, la durissima condanna della pubblica opinione. E anche lei pareva disperata. Ma ora, a distanza di poco tempo, leggo che i suoi compensi, sono triplicati e che si moltiplicano le serate televisive. Succede, insomma, che talora la pubblicazione tambureggiante di fatti negativi esalti le persone coinvolte. E perfino l’iniziale censura sociale può trasformarsi in curiosità consenziente. Se non addirittura, specie sul fronte dei giovani, in vera e propria emulazione.

Nel caso di Chiatti la gente comprensibilmente si chiede quanto sia pericoloso agevolare il ritorno in società di un simile criminale.
«Bisognerebbe sempre munirsi di sufficiente ragionevolezza. Partendo dal presupposto, frutto anche di esperienza che tutti sono teoricamente recuperabili. L’assistenza psicologica e psichiatrica può modificare, nel tempo, anche i soggetti inizialmente peggiori».

Anche qualche uomo di scienza ritiene che i serial-killèr non si plasmano...
«E’ vero che non esistono soluzioni sempre certe, però i giudici, supportati dal parere degli psicologi, sono in grado di valutare le singole pericolosità. Garantisco che lo fanno sempre con estrema pignoleria. E’ raro, rarissimo, che si aprano le porte del carcere a persone che dimostrano di non aver compiuto l’auspicato itinerario. Lavoro da anni col tribunale di sorveglianza e sono certo del senso di responsabilità di chi deve prendere certe decisioni».

La delicatezza della materia impone al cronista di fare l’avvocato del diavolo: il carcere davvero può redimere?
«Mi sono trovato di fronte a vicende anche più terribili, se possibile, di quella vissuta da Chiatti, eppure ho constato quasi sempre che in fondo al tunnel è possibile rinvenire il lumicino. Non bisogna mal rinunciare aprioristicamente a quella fiammella».

Però va tutelata, almeno altrettanto, anche la tranquillità della gente che si comporta bene e che vuol vivere serena.
«Certamente. Allora osservo che, nell’ ambito delle previsioni di legge. rimane dentro a quattro mura chi non dimostra di potersi rimisurare con la società». - La Nazione -

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Di Sandro (del 11/10/2006 @ 10:44:44, in Società, linkato 667 volte)

LE IENESono intoccabili? No, sono i rappresentanti del popolo che i partiti (non gli elettori) hanno deciso di mettere al governo della nazione. Vorrebbero dirci come e quello che dobbiamo fare. Parlano di sacrifici economici, ci raccomandano pazienza ma, Loro, si aumentano gli stipendi in silenzio e con voti unanimi.
I giornalisti, e cito l’ultima categoria in ordine di tempo, debbono ricorrere allo sciopero per ottenere solo di parlarne del contratto.
Poi arrivano Le Iene e dicono, «Un parlamentare su 3 fa uso di sostanze stupefacenti», con un servizio sui difetti di alcuni parlamentari, sulla condotta disdicevole di alcuni parlamentari, ma Loro no, Loro non sono ciclisti, non sono calciatori, non sono normali cittadini, di Loro non si può parlare e prontamente interviene ‘Il Garante’ che appellandosi alla ‘Privacy’ vieta la trasmissione anche se gli autori sostengono: «Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati», ma non conta, Loro hanno la ‘Superlicenza’.
E allora mi chiedo:
E’ giusta la censura su un’inchiesta giornalistica o, nel pieno rispetto della ‘Privacy’, la libertà di informazione vale di più?

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Di Riccardo (del 09/10/2006 @ 19:54:23, in - Acqua, linkato 689 volte)

RIO FERGIA - Boschetto di Gualdo TadinoRiccardo Serroni - La Regione (delibera nr 1654 del 27/10/06 concede nuova acqua alla Rocchetta (la concessione ufficiale è all’Idrea, società del gruppo) e loro si tassano per ricorrere al Tar.
“Loro” sta, naturalmente, per il Comitato Rio Fergia e gli abitanti di Boschetto e Gaifana. La sottoscrizione per pagare i 5.000 euro necessari è già iniziata. Era stata preannunciata l’occupazione della sorgente del Fergia, poi è prevalsa la linea del ricorso istituzionale.
Sugli irriducibili oppositori della nuova concessione alla Rocchetta si abbatte, nel frattempo, la scure dei Ds di Gualdo: “Ormai è chiaro- dicono in sostanza- La loro battaglia non è per la difesa del Rio Fergia ma contro il nuovo investimento della Rocchetta che si aggira sui 45 milioni di euro con la creazione di 40 posti di lavoro in più, 20 diretti e 20 nell’indotto”. Per sostenere la loro tesi rivelano i contenuti delle condizioni poste dalla Regione: a) nei mesi senza problemi di siccità il prelievo autorizzato alla Rocchetta è di 12 litri al secondo; b) Gualdo rinuncia al prelievo alla sorgente del Fergia dei suoi 7 litri previsti dal protocollo del ’93 per consentire al Fergia stesso di avere maggiori margini di sicurezza per il mantenimento della portata; c) nel caso il fiume avesse problemi di portata i prelievi verrebbero sospesi. Non ci sarebbero, insomma, pericoli reali per il mantenimento dell’attuale portata del Rio Fergia.
E’ iniziato, nel frattempo, anche il dibattito sommerso nella città di Gualdo tra chi è d’accordo perché ai nuovi posti di lavoro non si deve mai rinunciare e tra chi condivide l’opposizione dei Boschettani, in primo luogo perché la Rocchetta dà poco o niente alla comunità gualdese.
Chi ha ragione, seconde te? Esprimi la tua opinione.

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Di Riccardo (del 09/10/2006 @ 19:47:57, in - Chicche gualdesi, linkato 1019 volte)

SAN FRANCESCO - internoRiccardo Serroni - Il sindaco Angelo Scassellati: “San Francesco è di proprietà comunale. La chiave la tiene il comune. Il parroco potrà averla per celebrare alcune funzioni. Ma per il resto dei giorni la gestiremo noi per iniziative culturali di spessore e per farci l’auditorium della città”.
Il parroco Mons Giancarlo Anderlini (sostenuto anche dal consiglio pastorale): “San Francesco è una chiesa ed indipendentemente da chi ne è proprietario, essendo chiesa, è il parroco ad avere diritto a tenere la chiave e garantirne l’uso per scopi non in contrasto con il suo essere chiesa”. Nel frattempo c’è un intervento della senatrice Sandra Monacelli che scrive al Ministro dell’interno Giuliano Amato: “Il parroco è stato espropriato della chiave e non ha potuto celebrare le funzioni nemmeno il giorno di San Francesco”.
Il contenzioso sul diritto di giurisdizione della monumentale chiesa di San Francesco nasce nel 1994, dopo l’ormai tristemente storica mostra fallica di Piergiuseppe Pesce. Un accordo venne sottoscritto dal sindaco Rolando Pinnacoli e dal vescovo Mons. Sergio Goretti nel 2002 (la chiave la tenevano entrambi e per le manifestazioni occorreva il consenso di entrambi), ma aveva solo una durata triennale ed è scaduto. Rinnovarlo tout court non si può perché Scassellati lo ritiene troppo restrittivo per il comune.
C’è in programma nei prossimi giorni un incontro con il vescovo Mons. Domenico Sorrentino. Si giungerà ad un accordo condiviso da entrambi i concorrenti? La comunità gualdese lo spera anche perché una guerra Don Camillo-Peppone al giorno d’oggi non avrebbe alcun senso.
Nel frattempo i Gualdesi si sono schierati su sponde opposte. Il problema non è su chi detiene la proprietà dell’immobile (che è del comune, nessuno lo mette in dubbio, a parte le due sacrestie una delle quali è della Confraternita della SS Trinità e l’altra della famiglia Granella). Ma su chi ha il diritto, essendo chiesa consacrata, a gestirla.
Tu come la pensi? Dì la tua.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 09/10/2006 @ 12:18:30, in - Accade a Gualdo, linkato 689 volte)

La toponomastica gualdese si arricchisce dedicando una piazza al fondatore dello scoutismo.

BADEN POWELL Sabato 14 ottobre alle ore 16 verrà intitolata una piazza della nostra Città a sir Robert Baden Powell, soldato e scrittore inglese, noto per essere stato il fondatore, nel 1907, dei movimenti mondiali dello scoutismo.
La piazza scelta dall’amministrazione comunale per l’intitolazione è quella antistante il supermercato Famila.
Così come ricorda il Gruppo Scout Gualdo Tadino 1°, l’iniziativa, che rientra in quella nazionale promossa dalla Federazione Italiana dello Scoutismo in occasione del centenario della fondazione del Movimento Scout, trova nella Popolazione gualdese un testimone d’onore per il nostro territorio, in considerazione del fatto che il Gruppo gualdese, fondato il 3 dicembre 1921, è tra i più longevi di tutta la Regione.
Tra l’altro, avendo l’amministrazione comunale accolto l’invito all’iniziativa in tempi rapidissimi, Gualdo Tadino sarà la prima città umbra ad intitolare una piazza a Baden Powell.
Con questa iniziativa ed con una via già intitolata ad Antonio Dibitonto – educatore scout (al secolo “Sor Antonio”) - il gruppo scout di Gualdo e l’intera Città si dimostrano testimoni del valore attribuito e della stima riconosciuta all’opera di educazione sociale dell’intero movimento scoutista.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 07/10/2006 @ 20:09:54, in Economia, linkato 710 volte)

Bresso: "Hanno un percorso alternativo"

NO TAVE' allarme Tav in Piemonte, ma questa volta a lanciarlo sono i sostenitori della stessa alta velocità. "Non possiamo certo dire di aver assistito a un attivismo sfrenato per sbloccare lo stallo della Torino-Lione - ha detto il presidetne della Regione, Mercedes Bresso - I potenziali percorsi alternativi aumentano. Noi parliamo, i concorrenti si moltiplicano e si mobilitano. Adesso è scesa in campo la Svizzera".

Il progetto alternativo è quello delle ferrovie elvetiche e adesso toccherà all'Italia convncere i francesi che il loro non è meglio del nostro. Il disegno svizzero prevede il collegamento ad alta velocità tra la galleria del Leutschberg, Ginevra e Lione. Dal tunnel si va a nord dove la linea intercetterebbe la Parigi-Strasburgo-Vienna-Budapest. La progettazione è in fase avanzata e per renderla operativa manca solo l'intesa con la Francia.

"C'è il rischio concreto che il Piemonte venga tagliato fuori - ha ribadito le sue preoccupazioni Bresso - e che ci sia il blocco delle merci italiane visto che si dovrà per forza passare dal Sempione, un tunnel che i nostri carri merci non potrebbero percorrere".

A questo punto tocca al governo scendere in campo. Al più presto. "Pur nelle evidenti difficoltà finanziarie, per questo governo la Torin o-Lione è la priorità delle priorità", ha rassicurato tutti il sossosegretario alla presidenza, Enrico Letta. Quanto ai tempi, entro la primavera 2007 dovrà essere effettuata la valutazione d'impatto ambientale.

Parigi per ora resta alla finestra, anche se chiede che i tempi vengano accelerati. – www.tgcom.mediaset.it -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 06/10/2006 @ 11:57:28, in Società, linkato 645 volte)

DOPO UN LUNGO SILENZIO PRIMA INTERVISTA DEL COMICO EPURATO
di Andrea Scanzi

Per la sua prima intervista dopo un lungo silenzio, Daniele Luttazzi ha scelto un bar romano a due passi dalla Rai. «E' un caso - precisa - non mi faranno mai tornare». . . . . .

E' tornato Santoro, è tornato Travaglio. Lei, no.
«La settimana scorsa ho partecipato alla presentazione di Canal Jimmy, l'unico in questi 5 anni a trasmettere i miei monologhi. Ho ripetuto che non è normale che il premier decida chi può stare in Rai e chi no. Comici e giornalisti presenti hanno applaudito. Due minuti dopo è intervenuto un altro comico, peraltro bravo (Alessandro Bergonzoni, ndr), sostenendo come il mio caso fosse simile a quello di uno che va in una pizzeria ma lì non lo vogliono: "Pazienza", ha detto, "si va in un'altra pizzeria". Il pubblico ha di nuovo applaudito, approvando in due minuti due opinioni opposte. Ormai in Italia il lavaggio del cervello è totale: io parlavo di diritti civili conculcati, altri paragonavano la Rai a una pizzeria».

Davvero non ha speranze di tornare alla Rai?
«Il direttore è Cappon, il vice è Leone, il Commissario di Vigilanza Landolfi: tutti durissimi con il mio Satyricon. E Claudio Petruccioli mi considera "coprolalico". A me non interessa tornare in tv, cosa che potrei fare subito: mi interessa tornare in Rai. Un servizio pubblico che non promuove la satira abdica al suo servizio pubblico. Domenica scorsa, su RaiTre, una comica affermata (Luciana Littizzetto a Che tempo che fa, Ndr) ha tentato di affrontare due temi satirici, la Finanziaria e la vicenda Telecom. L'argomento da lei usato per far ridere è stato: "Non ci si capisce niente". Apprezzo il fingersi massaia, ma la satira non può non capire: deve fare i compiti a casa, informarsi e poi esprimere un dissenso informato. Un comico non può improvvisarsi satirico».

Oggi i comici non sono cattivi con Prodi come lo erano con Berlusconi: è il pensiero di molti.
«Al satirico non deve interessare chi è al potere: a chi tocca tocca, chi c'è c'è. E' un argomento di destra dire che i satirici fanno satira di sinistra: no, il satirico è di sinistra e fa satira dal suo punto di vista. Non può esistere satira neutra, sarebbe qualunquismo. La satira non dice che "è tutto un magna magna": prende posizione. L'argomento diventa poi becero e insultante se si accusa uno come me di fare sconti alla sinistra. A settembre di un anno fa, alla Festa Nazionale dell'Unità, feci un quarto d'ora sullo scandalo Unipol. I giovani applaudirono, quelli di mezza età raggelarono».

Che programma farebbe se tornasse in tv?
«Un reality show intitolato Diamo la caccia a Paolo Bonolis e Luca Laurenti e uccidiamoli. E un tg satirico che riporti il genere in Rai. In tv ci sono tanti comici, ma tutti sostanzialmente innocui: zucchero filato. Una dieta di solo zucchero filato ti uccide, serve anche il pollo arrosto».


E' accusato, da sempre, di essere volgare.
«La volgarità è il pretesto principe per tappare la bocca alla satira. Chi dice queste cose è ignorante in materia, dovrebbe leggersi Rabelais, Swift, Sterne. La cacca per il satirico è come la pietra filosofale per l'alchimista. L'autore satirico utilizza l'escremento per arrivare alla grazia: un'arte pregevolissima». – www.lastampa.it -

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 05/10/2006 @ 10:46:09, in Eventi, linkato 673 volte)

Dal 6 all'8 Ottobre la città di Raffaello sarà protagonista di "Parole in gioco" Spettacoli, rebus, canti e film, con Paolini e Bartezzaghi

urbinoDal 6 all'8 ottobre la città di Raffaello farà da sfondo a una serie di tornei, proiezioni cinematografiche, recital, laboratori, tutti dedicati alla parola e ai suoi misteri. Per le vie della città dalle 11 di mattina fino a notte fonda, cittadini e turisti verranno coinvolti direttamente nell'iniziativa, per scoprire neologismi gastronomici con Davide Paolini, risolvere rebus con la compagnia dei Rapsodi e apprendere come la dinamica dell'enigma sia spesso alla base dei racconti cinematografici.

L'iniziativa, che rientra nell'ambito del progetto regionale "Urbino Capitale dell' Utopia", coinvolgerà i luoghi simbolo del centro cittadino: dalla Serra d'inverno del Palazzo Ducale al teatro Raffaello Sanzio

Giocare con le parole è una cosa molto seria. Ogni specie superiore ha l’istinto del gioco, il processo naturale tra genitori e i cuccioli che fingono la vita adulta per prepararsi ad essa. Tuttavia solo l’uomo ha questo giocattolo insieme potente ed etereo: la parola. Noi umani conosciamo il mondo tramite i nostri sensi, ma lo riconosciamo, ovvero lo riportiamo nel nostro intimo per averne coscienza, tramite la parola che allora viene a vivere in quello spazio, in quel gioco, tra il reale e il pensato. Questo gioco fondamentale lo viviamo ogni giorno; ogni volta che creiamo un neologismo o un nuovo “slang” iniziamo una nuova partita con il mondo. Giocare con le parole è quindi giocare con la nostra essenza, piegarla, mutarla per creare nuove forme non solo del pensiero ma anche del mondo che siamo capaci di riconoscere.

Eppure, come per ogni gioco, esistono professionisti e virtuosi, amatori e spettatori. Oltre a poeti e letterati, che da sempre sono considerati i massimi giocolieri, padroni della materia e della tecnica della parola, vi sono i musicisti, che devono confrontarsi col suono e il ritmo della fusione tra canto e musica, i teatranti, che si divertono nel gioco tra le parole e il corpo, gli enigmisti, che la parola la incrociano, la nascondono in un gioco di prestigio per farla apparire dove non ci si aspettava e infine gli scienziati che di questo gioco cercano le regole per spiegare la nostra natura più profonda.

A tutte queste figure chiederemo di giocare con noi, di raccontarci le regole seguite nei loro giochi e di accompagnarci in queste tre giornate, nel tentativo di creare un’esperienza che lasci nel pubblico il ricordo piacevole del divertimento misto alla consapevolezza di aver fatto un gioco terribilmente serio.

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Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 04/10/2006 @ 09:08:46, in Economia, linkato 953 volte)

Il nostro amico Mauro dall'America, paese che sulle tasse ci può insegnare molto, ci invia una storiella che circola negli ambienti di lavoro.
Pubblichiamo la traduzione e di seguito la versione originale.

CONTRIBENTIMauro Monsignori - Ecco una spiegazione di come funziona realmente la tassa sui redditi.

A volte I politici, giornalisti ed altri affermano: “E’ solo una riduzione delle tasse per ricchi!” e la cosa viene accettata come un fatto. Ma cosa realmente significa? Nel caso l’argomento non sia ben chiaro, spero che la storia seguente possa aiutare.
Per piacere, leggete attentamente.
Poniamo la riduzione delle tasse in termini che ognuno possa capire.

Immaginate che ogni giorno, dieci persone vanno a cena insieme e il conto totale e’ $100. Se pagassero il conto come paghiamo le tasse, la cosa funzionerebbe cosi:
Le prime Quattro persone (le più povere) non pagherebbero niente. La quinta persona pagherebbe $1, la sesta $3, La settima $7, l’ottava $12, la nona $18 e la decima (il più ricco) pagherebbe $59.

Cosi, decisero di pagare in questo modo. Tutto funzionò a meraviglia per molti giorni finché il proprietario del ristorante fece una proposta.
“Siccome siete tutti buoni clienti”, disse “ vi riduco la spesa di $20”. La cena per 10 vi costerà $80. Il gruppo voleva continuare a pagare allo stesso modo e così la prime Quattro persone non subirono nessun cambiamento. Continuarono a mangiare gratis.
Ma cosa accadde alle altre sei persone. Coloro che pagavano? Come potevano dividere la riduzione di $20 in modo equo?

$20 diviso per 6 e’ uguale $3.33. Se sottraessero $3.33 dal conto di ciascuno la quinta e la sesta persona verrebbero pagati per mangiare. Così il proprietario del ristorante suggerì di ridurre il conto di ogni persona circa della stessa quantità e calcolò il totale che ognuno doveva pagare:
Il quinto uomo ora non paga più (100 % di risparmio). Il sesto ora pagherebbe $2 invece di $3 (33% risparmio), Il settimo pagherà $5 invece di $7 (28% risparmio). L’ottavo pagherà $9 invece di $12 (25%), il nono pagherà $14 invece di $18 (22%). Il decimo pagherà $49 invece di $59 (16%). Ognuno ebbe un vantaggio ed I primi Quattro continuarono a non pagare nulla. Ma appena fuori del ristorante incominciarono a paragonare I risparmi. “ Io ho risparmiato solo $1 su $20 dichiarò il sesto uomo e indicando la decima persona, “ma lui ne ha risparmiati $10!” “Si, hai ragione” esclamò il quinto uomo “ anche io ho risparmiato un solo dollaro e non e’ giusto che lui risparmia dieci volte più di me”.
“E’ vero” – esclamò la settima persona – “Perché lui risparmia $10 ed io solo $2? I ricchi guadagnano sempre”.

“Aspetta un minuto” gridarono I primi Quattro “Noi non ne abbiamo ricevuto alcun vantaggio. Questo sistema si avvantaggia dei poveri”. I nove uomini circondarono il decimo e lo picchiarono. La sera seguente, il decimo uomo non si presentò per cena e così le altre nove persone cenarono da sole. Ma quando venne il momento di pagare, si accorsero di una cosa molto importante: non avevano abbastanza denaro per pagare nemmeno la metà del conto.

Questo e’ come il sistema di tasse funziona. Le persone che pagano più tasse ricevono anche I maggiori benefici dalle riduzioni. Tassateli troppo, attaccateli per essere ricchi e loro non si presenteranno più. Se ne andranno altrove dove l’atmosfera e’ più amichevole.

Versione Originale:

This is a good explanation of how the system of income taxes really works!

Sometimes politicians, journalists and others exclaim; "It's just a tax cut for the rich!" and it is just accepted to be fact. But what does that really mean? Just in case you are not completely clear on this issue, I hope the following will help. Please read it carefully.

Let's put tax cuts in terms everyone can understand. Suppose that every day, ten men go out for dinner and the bill for all ten comes to $100. If they paid their bill the way we pay our taxes, it would go something like this:

The first four men (the poorest) would pay nothing. The fifth would pay $1. The sixth would pay $3. The seventh would pay $7. The eighth would pay $12. The ninth would pay $18. The tenth man (the richest) would pay $59

So, that's what they decided to do. The ten men ate dinner in the restaurant every day and seemed quite happy with the arrangement, until one day, the owner threw them a curve.

"Since you are all such good customers," he said, "I'm going to reduce the cost of your daily meal by $20." Dinner for the ten now cost just $80. The group still wanted to pay their bill the way we pay our taxes so the first four men were unaffected. They would still eat for free.

But what about the other six men - the paying customers? How could they divide the $20 windfall so that everyone would get his 'fair share?'

They realized that $20 divided by six is $3.33. But if they subtracted that from everybody's share, then the fifth man and the sixth man would each end up being paid to eat their meal. So the restaurant owner suggested that it would be fair to reduce each man's bill by roughly the same amount, and he proceeded to work out the amounts each should pay

And so:

The fifth man, like the first four, now paid nothing (100% savings). The sixth now paid $2 instead of $3 (33% savings). The seventh now paid $5 instead of $7 (28% savings). The eighth now paid $9 instead of $12 (25% savings). The ninth now paid $14 instead of $18 (22% savings). The tenth now paid $49 instead of $59 (16% savings). Each of the six was better off than before. And the first four continued to eat for free. But once outside the restaurant, the men began to compare their savings. "I only got a dollar out of the $20," declared the sixth man. He pointed to the tenth man,"but he got $10!" "Yeah, that's right," exclaimed the fifth man. "I only saved a dollar, too. It's unfair that he got ten times more than me!"

"That's true!!" shouted the seventh man. "Why should he get $10 back when I got only two? The wealthy get all the breaks!"

"Wait a minute," yelled the first four men in unison. "We didn't get anything at all. The system exploits the poor!" The nine men surrounded the tenth and beat him up. The next night the tenth man didn't show up for dinner, so the nine sat down and ate without him. But when it came time to pay the bill, they discovered something important. They didn't have enough money between all of them for even half of the bill!

And that, boys and girls, journalists and college professors, is how our tax system works. The people who pay the highest taxes get the most benefit from a tax reduction. Tax them too much, attack them for being wealthy, and they just may not show up anymore. In fact, they might start eating overseas where the atmosphere is somewhat friendlier.

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Di Riccardo (del 03/10/2006 @ 12:42:59, in - Accade a Gualdo, linkato 742 volte)

PRO TADINO - SedeRiccardo Serroni - L’attesa ancora di salvataggio per la Pro Tadino è stata gettata. Il consiglio comunale ha deliberato l’acquisto (per 64 mila euro) di alcune opere del Concorso Internazionale della Ceramica. Opere che verranno restaurate (con finanziamento a parte) e dislocate presso la ex chiesa di S.Chiara per un’esposizione permanente. Il voto non è stato unanime. Forza Italia, AN, La Margherita e l’UDC hanno votato contro. Non sul merito, ma sul metodo. Dai banchi dell’opposizione è stata, infatti, sottolineata la particolare e anomala situazione che sta vivendo la Pro Loco al suo interno con l’assemblea che non è stata più convocata né per il bilancio consuntivo 2005 né per il bilancio preventivo 2006, con il Collegio dei revisori dei conti che si è dimesso per l’impossibilità di verificare i conti, con il consiglio monco di alcuni membri che non sono stati surrogati perché i potenziali successori si sono tutti rifiutati di entrare.
Sulla necessità che la Pro Loco torni ad una situazione di normalità si sono pronunciati un po’ tutti (su qualche intervento dai banchi della maggioranza è meglio stendere un velo pietoso).
L’opposizione avrebbe, però, voluto anteporre il ritorno alla normalità nella gestione al finanziamento e, per questo, aveva chiesto il rinvio del punto. La maggioranza è stata, però, di parere opposto anche se c’è l’invito a riconvocare immediatamente l’assemblea e riprendere un cammino normale.
Irrisolto, comunque, è il tema del futuro. Con 7 mila euro annui di contributo fisso da parte del comune ed una spesa corrente che supera i 3.000 euro mensili soltanto per le spese di segreteria, come farà la Pro Loco a non indebitarsi fino al collo un’altra volta? Qualcuno ha auspicato un incremento del contributo del comune. Mentre il sindaco ha invocato un soccorso da parte delle altre associazioni che si appoggiano alla Pro Loco usandone le strutture ed i servizi.
Sulla prima soluzione (aumento del contributo del comune) ci si può credere (anche se difficilmente arriverà ai 40.000 euro necessari), sulla seconda ci permettiamo di nutrire qualche dubbio.
Insomma, mi sbaglierò, ma sul futuro dell’associazione aleggiano ancora nubi minacciose.

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UMBRIA 24

 


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Comune di Gualdo Tadino - Provincia di Perugia

Città di Gualdo Tadino - sito ufficiale

 
 GUALDO TADINO - STORIA, ARTE E CULTURA (video)
 

Rocca Flea Museo Civico - Città di Gualdo Tadino

 

Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti - Città di Gualdo Tadino
 

ASSOCIAZIONE TURISTICA

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SACRA RAPPRESENTAZIONE VENERDI SANTO
 
Gualdo Grande Guerra - La Grande Guerra dei Gualdesi
 
Ricette amiche di MCG
 
MG Design di Maria Grazia De Leo  Interior designer
 

 Gualdo Calcio - Sito Ufficiale

Il nuovo Serrasanta

 

 

 

Presepe di San Giuseppe artigiano - Gualdo Tadino
Presepe San Giuseppe artigiano

 

COMITATO PRO ACQUA GUALDO

 

Inno di Mameli + testo

 

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Umbria verde

 

Orari e informazioni sulla Mobilità in Umbria. Autobus,treni, traghetti, ascensori, scale mobili...

 

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