I consiglieri comunali di Gualdo Tadino Walter Biagiotti (UDC), Erminio Fofi (Il Rosone), Filippo, Fratini, Roberto Morroni, Giuseppe Pompei (Forza Italia) e Marco Rogo (AN) sono andati sull’Aventino. Hanno cioè deciso di autosospendersi a tempo indeterminato dal Consiglio Comunale per denunciare all’opinione pubblica gualdese che il sindaco e la maggioranza che lo sostiene hanno: regalato ulteriore acqua alla Rocchetta, consentito l’apertura dello Scientifico a Gubbio, chiuso la scuola comunale di musica e sospeso l’attività invernale in piscina, finanziato la Pro Tadino con 64 mila euro, centralizzato le mense scolastiche, desertificato il centro storico, acquistato al costo di 325.000 euro il 45% delle azioni ESA che aveva un buco di 338.000 euro, cambiato il consiglio dell’EASP solo per beghe di partito. “Lanciamo un appello - concludono i consiglieri suddetti - affinché tutti i cittadini, ed in particolar modo i consiglieri comunali che sostengono questa maggioranza, salvo che qualche loro interesse personale non sia più importante del futuro di Gualdo Tadino, si rendano conto di questa situazione ed abbiano un moto di riflessione, di intelligenza e di buon senso”. L’altro partito di opposizione, La Margherita, non ha seguito l’esempio dei suoi colleghi e non si è autosospeso: “Condivido in parte le critiche che sono state avanzate- ha detto Costantino Matarazzi- ma abbandonare l’aula non è il modo migliore per fare gli interessi della città”. Il sindaco Scassellati ha, invece, definito l’iniziativa dei gruppi di opposizione una sceneggiata per creare polverone. Questi i fatti. Il confronto, oltre che sulle singole questioni sollevate, sarebbe interessante sul metodo scelto: è giusto che dei consiglieri comunali, eletti dal popolo per dare il loro contributo in consiglio, decidano di autosospendersi per le motivazioni addotte?
– Riccardo Serroni -
Ho ritrovato un giornale del 1909 dal titolo "Vita gualdese" ed ha un curioso inserto pubblicitario. In questa pubblicità, dopo aver invitato a visitare alcune fabbriche di ceramica, il cinematografo che era in piazza Garibaldi, a seguire i concerti della Banda dice .......
"SE VOLETE CONSERVARE LA SALUTE insieme al vino di Tullo, di Pistolone, di Ulisse, di Borromeo, di Natalina, di Antonio di Gigiotto, di Gionchetti, di Orazio, di Atanasio, di Guerra, di Pighetto, di Secondo, di Cricchino, di Pettoroscio, di Nena, degli Svizzeri, della Fichetta, di Amilcare, di Lillone, di Tinello, dei Grigiani e degli altri cento osti, bevete L’ACQUA DELLA ROCCHETTA."
Nel corso della conferenza stampa di fine anno il sindaco Angelo Scassellati ha annunciato il rinnovo del consiglio di amministrazione dell'EASP che è così composto: Bartoccioni Francesco (che sarà il Presidente), Turchetti Linda, Guerrieri Mauro, Gramaccia Maria Paola, Villa Oliviero. La cosa, però, non finirà qui. Fausto Cambiotti non si dimetterà e quindi non è facile prevedere come andranno le cose perché ci sono implicazioni anche di carattere giuridico. Fausto Cambiotti, nel frattempo, ha inviato al sindaco, alla giunta ed ai consiglieri comunali una relazione sulla situazione finanziaria dell’Ente. La relazione ve la proponiamo integralmente:
Al Sindaco del Comune di Gualdo Tadino Alla Giunta del Comune di Gualdo Tadino Al Presidente del Consiglio del Comune di Gualdo Tadino Ai Consiglieri del Comune di Gualdo Tadino
Come Presidente e Legale Rappresentante dell’EASP (Ente per l’Assistenza ed i Servizi alla Persona) di Gualdo Tadino, mi correva l’obbligo, insieme al Consiglio di Amministrazione, così come imposto dalla legislazione in materia, di predisporre entro il 31/12/2006 la Discussione ed eventuale Approvazione del Preventivo di Bilancio per l’anno 2007. Nella stesura dei lavori di preparazione di tale Preventivo, lavori che hanno coinvolto ovviamente pure il Direttore Amministrativo dell’Ente e Tutti coloro che in qualche maniera potevano apportare un contributo tecnico e culturale, lavori che avrebbero dovuto culminare nel Consiglio di Amministrazione, convocato dal sottoscritto per il giorno 28/12/2006, sono emerse difficoltà di ordine economico – amministrativo, praticamente insormontabili. L’ultimo Consuntivo di Bilancio approvato lascia emergere un disavanzo di Bilancio pari a 386.281 euro; a questo disavanzo va aggiunto un debito che l’Ente ha contratto assumendo, in due operazioni distinte, un mutuo “interno” ventennale di 1 milione di euro, a cui dobbiamo sommare ciò che l’Ente deve alla Cooperativa di Servizi ASAD, per i Servizi, appunto, forniti, che ad oggi ammonta a 980.000 euro. Da una verifica più dettagliata, possiamo evincere, pur trattandosi di freddi ma necessari dati amministrativi che nulla hanno a che vedere con le umanissime esigenze degli Ospiti della Struttura, che un Ospite, ogni giorno, costa alla Struttura 109 euro, per un ricavo pari a 86 euro. Essendo il numero di giornate di ricovero in un anno, sotto varie forme, di circa 25.000, è facile calcolare un disavanzo superiore a 500.000 euro. E’ evidente che che l’Ente, stando così i fatti, non può che continuare ad accumulare debiti. Pertanto s’impongono profonde riflessioni sulla validità delle scelte amministrative ed di indirizzo gestionale dell’Ente avvenute negli ultimi anni, che hanno portato ad un dissesto economico-finanziario insanabile con le sole forze economiche dell’Ente stesso; vista la capacità mutuabile dell’Ente praticamente nulla, vista l’esigua portata dei beni immobili di proprietà dell’Ente, ampiamente insufficienti per tentare una qualsiasi operazione di risanamento proporzionata al dissesto economico in atto, soltanto un intervento esterno dell’Amministrazione Comunale (ad esempio, alla stessa maniera di ciò che è avvenuto per l’ESA), o di altre istituzioni Pubbliche o Private, che ad oggi comunque non è possibile vedere all’orizzonte, potrebbero risanare un Bilancio, altrimenti insanabile. Crediamo doveroso l’intervento dell’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino, perché anche in questo caso, così come per l’ESA, si tratta di un Servizio da cui non si può prescindere, che vede coinvolti, tra l’altro, più di 60 Operatori ed un Indotto piuttosto consistente. Le iniziative di carattere gestionale – amministrativo e culturale,insieme ai progetti già redatti e realizzabili intraprese dal Consiglio di Amministrazione, presieduto dal sottoscritto, avrebbero potuto condurre in tempi relativamente brevi, ad un attivo della “gestione ordinaria”, ma sarà comunque impossibile in periodi amministrativamente accettabili, colmare il baratro economico sin qui scavato. Ricordiamo alcune delle scelte già effettuate, che molto possono sul versante di un nuovo modo di gestire l’Ente, ma che purtroppo poco influiranno, a breve, dal punto di vista economico:
- la scelta del Geriatra a tempo pieno, che ricopre anche il ruolo di Direttore Sanitario della Struttura
-verifica accurata dei vari ruoli degli Operatori formando e qualificando il Personale
-lotta al precariato, tramite un percorso già condiviso con il Sindacato
-riconoscimento agli Operatori della qualifica per cui svolgono effettivamente il servizio
-nuove figure quali il Logopedista, il Nutrizionista e l’Animatore, necessari per un miglioramento delle condizioni psico-fisiche degli Ospiti
-miglioramento dell’Informazione e della Comunicazione (Convegnistica, Sito Internet, Pubblicazione dei Racconti degli Ospiti, ecc.)
-Progetti già redatti e pienamente condivisi con l’A.S.L. competente per territorio e con la Cooperativa erogatrice dei servizi, su 1) reale attivazione del Centro Diurno 2) organizzazione dell’Assistenza Domiciliare 3) attività residenziale permanente per Disabili Adulti.
-Approntamento di un piano di risanamento che vede due versanti: da un lato tentare di raggiungere nel più breve tempo possibile l’attivo nella gestione, rinegoziando la convenzione con l’ASAD, uscendo dalle anomalie gestionali che riguardano la cucina e la lavanderia, attribuendo le vari utenze al Comune, modificando l’Offerta ( ridimensionamento o annullamento dell’RSA, attuazione del Centro Diurno, realizzazione dell’Assistenza Domiciliare, Residenza per Disabili Adulti, ecc.), dall’altro, coinvolgimento a pieno delle Istituzioni, del Comune in particolare, dell’ASAD o di altre Cooperative di Servizio che oggi già operano nell’Ente, per formare una società di Capitali; non secondario il fatto che siamo in attesa della legge regionale che regoli l’intera disciplina. Ad oggi però, in attesa che l’attuale gestione ed impostazione avrebbe potuto portare i suoi frutti, con l’obbiettivo, ripetiamo, di non accumulare altri debiti, affermato anche dal Direttore Amministrativo, siamo nell’impossibilità di formulare ed approvare un Preventivo di Bilancio, che la Legge ci dice dover essere in pareggio. Noi, in considerazione anche di residui attivi trascinati negli anni per alcuni dei quali vi era l’assoluta certezza della non riscossione da parte dell’Ente e che hanno però reso il disavanzo di bilancio più “leggero“ di quanto fosse in realtà (contributo promesso e mai dato della Farmacia Comunale pari a 3800 euro, un residuo di 60.000 euro di cui ad oggi non è stata ancora ben spiegata l’origine, un residuo di 68.000 euro dall’ASL n° 3 Regione dell’Umbria su cui esiste un contenzioso ma su cui il Direttore Generale dell’ASL n°3 ha già scritto argomentando dettagliatamente, che nulla deve) e che ora , anche perché divenuta improrogabile l’esigenza di giungere ad una gestione da finanziaria ad economica del Bilancio, dovremo per forza di cose “risolvere”, arretrati dovuti al Personale dipendente dell’En te così come previsto dal Contratto Sanitario Nazionale, non onorati nei tempi previsti che invece ci ritroviamo necessariamente ad erogare ora, ecc.), tutto ciò ci permette sin da ora di conoscere la portata del disavanzo a consuntivo finale. E non perché ci attribuiamo qualità di veggenza, ma semplicemente perché sappiamo che le spese sono determinate all’83% dal Personale e che le entrate derivano quasi esclusivamente dalle Rette; è facile quindi ipotizzare la situazione finanziaria, come è altrettanto facile comprendere che è impossibile ipotizzare e preventivare un Bilancio a pareggio a meno di interventi straordinari che derivino dall’esterno. Per quanto capacità e fantasia possa avere chi amministra, non potrà certo fornire ricette miracolose. Semmai c’è da chiedersi come mai si sia giunti ad un punto di non ritorno, accumulando debiti su debiti, in un contesto di assoluto isolamento ed autoreferenzialità, senza che nessun Organismo Ufficiale abbia controllato e fermato in tempo il percorso che ha portato a questo completo dissesto. Ad onor del vero, un componente del precedente Consiglio di Amministrazione, l’allarme lo ha lanciato in più occasioni. L’avere dato un taglio di carattere fortemente sanitario alla struttura, l’averne voluto fare un mini Ospedale, ha comportato una organizzazione, soprattutto in termini di Personale, sproporzionata rispetto alle capacità economiche dell’Ente. Oggi ci ritroviamo con Operatori sia a tempo indeterminato che determinato, che in un progetto serio di risanamento economico-finanziario della Struttura, si troverebbero in una situazione di disagio totale. Si dovrebbe pensare ad un processo di Mobilitazione verso l’A.S.L. ad esempio, se esistenti le possibilità, che ad oggi non intravediamo, visti i probabili esuberi di Personale derivanti dall’apertura dell’Ospedale di Branca. Riteniamo giusto, che tutto ciò che ha condotto in maniera chiara ed inconfutabile al dissesto, venga fortemente ridimensionato o per sempre evitato: reputiamo la Residenza Sanitaria Assistenziale e la sua necessaria organizzazione in termini di numero di Operatori e di servizi erogati, la maggior causa di tale dissesto. Pur riconoscendo la qualità del Servizio erogato e la bontà e professionalità di quasi tutti gli Operatori, non possiamo non comprendere l’inadeguatezza del progetto finanziario che accompagna tale Servizio. La R.S.A. deve rientrare nel suo alveo naturale che è quello degli Ospedali e del Servizio Sanitario Nazionale, insistere per avere addirittura assegnati 10 posti in più di R.S.A., significherebbe affossare ancora di più, ammesso che sia possibile, l’Ente. Servizi se vogliamo anche con carattere innovativo e di prestigio come la R.S.A., dovevano prevedere, prima di essere attuati, un programma finanziario e di garanzia che evidentemente non c’era. L’avere tra l’altro stipulato un contratto “ad orario” e non “a progetto” con la Cooperativa ASAD, è un’altra scelta, dal punto di vista economico, incomprensibile. Pertanto è impossibile preventivare un bilancio in pareggio a meno di “inventare” voci in entrata che mai troveranno riscontro nella realtà e di scrivere falsità. Soltanto un intervento di carattere economico esterno di uno spessore tale da colmare il disavanzo previsto, potrebbe permettere all’Easp un ristabilimento della rotta finanziaria. Gli interventi posti in atto da questa Amministrazione e quelli in predicato, avevano (e sicuramente torneranno ad averlo) come massimo obbiettivo, come detto, quello di giungere al pareggio della gestione ordinaria, cioè di non accumulare, ammesso e non concesso, altri debiti, ma nulla potrebbe in un piano serio di risanamento dell’Ente, vista l’entità dei debiti accumulati. Ribadiamo che l’isolamento dell’Ente e la sua ingiustificata autoreferenzialità, non ha consentito tra l’altro, pur gestendo soldi anche di provenienza pubblica, di comunicare periodicamente la situazione finanziaria e gestionale (non vi è traccia) alla Regione dell’Umbria, all’A.S.L. competente per Territorio, all’Amministrazione Comunale ( ad eccezione di una silenziosa pubblicazione all’albo Pretorio del Comune che non vuol dire certamente azioni condivise e compartecipate) ; non vi è stato, a quanto sembra, nessuna azione di raccordo e nessun percorso partecipato e condiviso con le Istituzioni. Il sottoscritto non intende peraltro avallare situazioni o tacere su questioni che meritano una indagine ed un approfondimento da parte di chi ha competenze, autorità e ruolo istituzionale per farlo. Non siamo certi e pienamente convinti, sull’appropiatezza di alcune scelte amministrative e gestionali fatte; ciò potrebbe dipendere dalla nostra incompetenza, ma anche chi competenze in merito ne ha, e svolge un ruolo appropriato per pronunciarsi, non è riuscito a fugare alcune perplessità, riguardanti, appunto la gestione dell’Ente. Pertanto, nel dubbio, non possiamo che rivolgerci a chi ha il compito istituzionale di fare chiarezza. Restiamo a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti dei vari argomenti, alcuni dei quali veramente singolari; chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di Gualdo Tadino di poter riferire di persona all’intero Consiglio, come massima Assise della Città, reputando importante che i Cittadini gualdesi vengano a conoscenza una volta per tutte della reale condizione economica-finanziaria e gestionale dell’Easp. Una curiosità: osservando le generalità degli Operatori, si possono ricostruire interi Alberi Genealogici, ma si sa, a volte il caso è bizzarro. Siamo pienamente consapevoli dell’importanza storica e sociale di questa Struttura ed abbiamo pieno rispetto e considerazione degli Operatori e degli Ospiti, ma sono lo stesso rispetto e considerazione che nutriamo per i Cittadini gualdesi, gli stessi Cittadini che con il loro consenso ci hanno consentito l’onorato privilegio di amministrare, ed è proprio per questo che intendiamo fare definitiva chiarezza. Riserveremo un linguaggio più consono agli argomenti trattati, argomenti in gran parte tecnici, nei luoghi e nei tempi opportuni, e così per la necessaria documentazione, nella speranza nel frattempo di essere stati chiari ed espliciti. Non faccio commenti sulle revoche attuate dal Sindaco nella giornata di oggi al sottoscritto e a ciò che resta del Consiglio di Amministrazione dell’Easp, li lasceremo fare anche questi nelle sedi dovute.
E’ stata presentata in comune, presenti il sindaco Angelo Scassellati, l’assessore Elisa Bellucci, il comandante dei Vigili Angelo Cardinali ed il Presidente della Cooperativa Sopra il Muro Giampaolo Tomassoli, la nuova convenzione per la disciplina dei parcheggi a pagamento della città di Gualdo.
Questi i punti salienti:
1) La gestione viene affidata per 6 anni alla Cooperativa Sopra il Muro che si impegna ad occupare soggetti svantaggiati almeno per il 30% del personale;
2) La Sopra il Muro incasserà l’80% degli introiti, il comune il 20%. Nel 2005 gli incassi dei parcheggi a pagamento esistenti sono stati di 40.000 euro, nel 2006 di 30.000. Con l’introduzione del parcheggio a pagamento anche di p.zza Mazzini gli incassi potrebbero salire sino a 50.000 euro annui;
3) Sono interessate al parcheggio a pagamento le seguenti aree: parcheggio coperto di p.zza Mazzini, p.zza Garibaldi, p.zza Marconi, area giardini pubblici e strade limitrofe, largo Porta Romana;
4) Il parcheggio a piano terra di p.zza Mazzini verrà riservato ai residenti con un abbonamento annuo di 90,00 euro mensili;
5) Le tariffe orarie saranno le seguenti: 0,80 euro l’ora con un minimo di 30’ a 0,50 euro;
6) P.zza Martiri rimarrà, al momento, con il disco orario, ma, dopo l’estate ed a lavori ultimati, sarà gestita come isola pedonale;
7) Per la gestione dei parcheggi a pagamento, oltre ai 5 addetti già impiegati, la Sopra il Muro aggiungerà altre 2 persone con la qualifica di ausialiari del traffico (i cosiddetti “vigilini”)
8) Il parcheggio a pagamento potrà successivamente essere esteso anche ad altre aree (come gli Orti Mavarelli).
In sede di conferenza stampa ho avanzato la riserva che l’estensione ulteriore dei parcheggi a pagamento nel centro storico (in p.zza Mazzini) rischia di allontanare ancora di più la gente dal centro stesso.
Ho fatto la proposta di una franchigia di mezz’ora (ad esempio) in almeno qualcuno dei parcheggi ma non è stata accolta, sia per una possibile difficoltà di gestione e sia per la necessità comunque di incassare quanto più possibile, perché i parcheggi hanno dei costi di gestione (soprattutto quello coperto di p.zza Mazzini) notevoli. – Riccardo Serroni -
Di Riccardo (del 24/12/2006 @ 11:04:20, in Società, linkato 1201 volte)
“Durante la sua feroce dittatura che va dal 1973 al 1990, furono torturate, uccise e fatte barbaramente sparire almeno tremila persone, gli uomini di Unidad Popolar, la coalizione di Allende, militanti dei partiti comunista, socialista e democristiano, accademici, professionisti religiosi, studenti e operai. La caratteristica peculiare del golpe cileno è quella della trasparenza. Non come la repressione argentina che si caratterizza come notturna, buia, tacita, un incubo. Nessun prigioniero per la città, i militari andavano a prendere i nemici politici in casa e li portavano con sé, nelle case di tortura o negli hangar, nei garage. Quella cilena è una repressione en plein air, senza nascondersi. E’ una forma di caudillismo ispano - americano per ostentare la propria grandezza. Addirittura i giornalisti di tutto il mondo vengono convocati all’Estadio Nacional di Santiago trasformato dai militari in un immenso campo di prigionia. Il giovane generale Pinochet, infatti, aveva trasformato gli stadi in enormi prigioni per rinchiudere migliaia di dissidenti. Riportiamo la lista dei 1.198 desaparecidos (persone torturate, uccise e fatte sparire, il più delle volte caricate narcotizzate in aerei militari e gettate vive nell'Oceano) durante la dittatura militare , elencata nel sito ufficiale dei Familiari dei Detenuti Scomparsi del Cile. Insieme alle altre persone torturate e uccise, compongono le oltre 30.000 vittime di uno dei regimi più crudeli della seconda metà del XX secolo”. Questo era Augusto Pinochet, ex dittatore cileno, scomparso recentemente ed a cui la Chiesa (giustamente, se la vedrà lui direttamente con Dio) non ha negato i funerali religiosi. Sul rovescio della medaglia c’è quel povero Piergiorgio Welby che per il solo fatto di aver chiesto di porre fine alle sue inenarrabili sofferenze e di non tenerlo più in vita artificialmente (e non c’entra niente il discorso sull’eutanasia, in merito al quale io sono assolutamente contrario) per la Chiesa non merita un funerale religioso perché avrebbe manifestato disprezzo per la propria vita (quante persone sofferenti invocano Dio in cuor loro di porre fine al loro dolore!). Insomma, il disprezzo per migliaia di vite altrui per la Chiesa non conta assolutamente nulla e non è ostativo per il perdono di Dio. Mentre il venire meno delle forze fisiche e psicologiche per sopportare ulteriormente una vita di tribolazioni terribili costituisce condanna senza appelli. Come cattolico qualche problemino di coscienza questi casi me li crea. Quel Dio buono e misericordioso, cui mi hanno detto di credere sin da piccolo, non sono convinto che approvi questa macroscopica disparità di trattamento. - Riccardo Serroni -
Di Sandro (del 21/12/2006 @ 11:27:18, in Società, linkato 848 volte)
Ci credono un popolo di burattini silenziosi e dalle spalle larghe. Di questo ne sono convinti alcuni parlamentari che hanno piazzato due coppie gay, quattro bambolotti tipo Barbie, nel presepe di Montecitorio proprio accanto ai pastorelli e alla mangiatoia.
Non voglio fare polemica ma è sfiancante sopportare le provocazioni di chi usa l’oltraggio plateale per un po’ di pubblicità gratuita. Rispetto le idee di tutti ma non comprendo perché per affermare il proprio punto di vista si debba offendere il credo di milioni di persone che della tradizione sono innamorati.
Dai parlamentari ci aspettiamo e pretendiamo di più, ma questo è un altro discorso . . . .
Di Sandro (del 17/12/2006 @ 12:58:54, in Società, linkato 781 volte)
È il primo Natale che passiamo insieme. In pochi mesi, dai primi passi, il “Salotto” dell’Allegra Combriccola, anche se virtuale, ha iniziato a camminare e i numerosi contatti e commenti agli articoli (Post) lo dimostrano. L’obbiettivo è di iniziare a correre e sono convinto che la necessità di confrontare le idee e la voglia di un propositivo arricchimento culturale saranno le molle che ci aiuteranno a crescere e, se questo avverrà, lo sarà con Voi perché io fornisco “i locali”, ma le idee dei Post o dei commenti appartengono a tutti coloro che frequentano il Blog. Voglio ringraziare i “Combriccolini” Alberto, Riccardo e Mauro per l’apporto giornalistico e tutti gli “Amici dell’Allegra Combriccola” ma, in particolare, Mauro Monsignori che dall’America è prodigo di solleticanti spunti e Guglielmo Spiniello, insostituibile aiuto informatico e curatore della rubrica “Da ascoltare . . .” Voglio ringraziare anche Voi che mi state leggendo e che frequentate il Salotto e a tutti voglio augurare un Felice Natale e un Buon 2007.
Sandro Farinacci
Di Riccardo (del 15/12/2006 @ 18:22:05, in - Sanità, linkato 737 volte)
Riccardo Serroni - La vicenda Easp con l’azzeramento del Consiglio (non so come andrà a finire perché Fausto Cambiotti non si arrenderà facilmente) mi permette di introdurre un argomento di discussione che ho già affrontato a suo tempo in altra sede: vale a dire la normativa elettorale.
I consiglieri comunali eletti democraticamente dal popolo, una volta nominati assessori su incarico del sindaco, debbono dimettersi dalla carica di consiglieri. Al loro posto subentra il primo dei non eletti. Quando poi, per qualsiasi motivo nobile o meno nobile, venissero sollevati dall’incarico amministrativo, verrebbero espulsi dal contesto politico in cui avrebbero legittimamente il diritto di rimanere per volontà popolare. E’ quello che sta accadendo a Cambiotti. Si è dimesso da consigliere perché nominato assessore, ha lasciato la carica di assessore perché nominato Presidente dell’Easp e, se dovesse lasciare la Presidenza dell’Easp, si troverebbe fuori dal contesto politico- amministrativo in cui è stato eletto con più di 100 preferenze.
Pur non volendo entrare nel merito della correttezza o meno della strada politica intrapresa da Fausto con l’adesione alla Sinistra Europea, l’eventuale totale sua esclusione dal contesto politico-amministrativo la trovo profondamente ingiusta. Non per gli atti compiuti da chi (DS) ne ha chiesto la testa con motivazioni politiche che si possono condividere o meno ma tali restano, ma perché ingiusta è la legge. Io la correggerei in tal senso: l’assessore si autosospende da consigliere (con la surroga del primo dei non eletti) per il periodo in cui conserva la carica amministrativa. Nel momento in cui decade da tale incarico, o per sua volontà o per volontà del sindaco, ha diritto a riprendersi il suo posto in seno al consiglio comunale.
Così com’è, la legge delega ai sindaci un potere di vita o di morte (politica, naturalmente) sulle persone che mi sembra francamente eccessiva. Con il correttivo da me proposto i sindaci stessi avrebbero anche meno remore a sostituire un assessore che non funziona tanto bene. Non vai? Peccato, torna a fare il consigliere così come ti ha eletto il popolo e proviamo con un altro.
Il canone della Rai nel 2007 è stato fissato a 104 euro. Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato il decreto che fissa a 104 Euro l'ammontare del canone Rai per l'anno 2007. Il canone, che per tre anni è rimasto fermo a euro 99,60, viene in questo modo allineato al tasso di inflazione maturato, così come previsto dall'art. 47 del testo unico sulla televisione. «È una conferma - ha dichiarato il Ministro Gentiloni - delle risorse a disposizione della Rai, con un recupero doveroso dell'inflazione. Mi attendo che le risorse del canone vengano investite per assicurare al servizio pubblico quelle caratteristiche di pluralismo e qualitá definite anche dal recente contratto di servizio tra Rai e Ministero delle Comunicazioni». «Il cittadino che paga il canone - ha concluso il ministro Gentiloni - ha il diritto di essere esigente nei confronti del servizio pubblico». L'aumento di 4,4 euro dovrebbe rappresentare in totale un introito maggiore per la Rai di circa 70 milioni di euro. Sono infatti circa 16 milioni le famiglie italiane che pagano l'abbonamento radiotelevisivo a fronte dei 21 milioni di quelle proprietarie di un apparecchio televisivo, con una larga quota quindi di evasione pari a 5 milioni di famiglie. In tutto nel 2005 il canone ha portato alla Rai 1.483 milioni di euro. La maggiore cifra che entra nelle tasche della Rai è quindi lontana da quella che nei mesi scorsi Viale Mazzini aveva calcolato come necessaria a finanziare tutti i programmi di servizio pubblico, sulla base della contabilità separata tra le entrate da canone che andrebbero a finanziare i programmi di servizio pubblico e quelle da pubblicità, secondo quanto stabilito dal vecchio contratto di servizio. La Rai in quella occasione aveva denunciato uno «sbilancio» di 221 milioni di euro che quindi poteva essere sanato con un ipotetico aumento del canone pari a 15 euro. (www.ilsole24ore.com 151206)
IL SINDACO CHIEDE LA CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA DELLA PRO TADINO
Con una lettera indirizzata al Presidente e ai consiglieri della Pro Tadino, il Sindaco Angelo Scassellati ha invitato gli organi dirigenti della stessa alla convocazione dell’assemblea dei soci dell’associazione turistica gualdese.
Di seguito il testo della lettera inviata dal Sindaco alla Pro Tadino.
“Caro Presidente,
le vicissitudini che in questi ultimi mesi sta attraversando la Pro Tadino e che la hanno relegata ad un ruolo marginale nella promozione turistica del territorio e di fatto cancellata dal dibattito civile, culturale, politico con le sempre più rare uscite de L’Eco del Serrasanta, mi portano a chiederTi di convocare nel più breve tempo possibile – un mese al massimo - l’Assemblea dei Soci. Come Sindaco e come gualdese sono, infatti, fortemente preoccupato da questa fase di stallo che da ormai troppo tempo sta condizionando l’attività della Pro Tadino.
L’amministrazione comunale si è responsabilmente assunta l’impegno di sostenere l’associazione attraverso l’acquisto di opere del concorso internazionale della ceramica ed ha sempre incoraggiato e stimolato la Pro Tadino nello sviluppo di nuove progettualità; credo quindi che sia ormai giunto il momento di dare continuità allo sforzo che abbiamo posto in essere avviando un forte rilancio della Pro Tadino attraverso il coinvolgimento di tutti gli associati.
La Pro Tadino deve tornare ad essere la protagonista della scena culturale di Gualdo e questo può avvenire solo se riassume quel ruolo centrale di volano e di coordinamento delle attività promozionali e turistiche del territorio. Parimenti è fondamentale produrre uno sforzo organizzativo che riporti a nuova gloria il concorso internazionale della ceramica che deve tornare ad essere il fiore all’occhiello della stagione artistica della Città.
E’ infine necessario impegnarsi per la ripresa dell’attività editoriale della Pro Tadino partendo proprio dall’Eco del Serrasanta che in questi anni attraverso il lavoro e la passione di tanti gualdesi si è guadagnato il ruolo di vitale e libera tribuna delle idee e delle opinioni.
Il futuro della Pro Tadino passa attraverso un sereno ed ampio confronto fra tutti gli associati, per questo motivo Ti rinnovo l’invito a convocare al più presto l’assemblea dei soci, confermando da parte mia tutto l’impegno e l’appoggio dell’amministrazione all’associazione affinché si arrivi ad un definitivo e concreto rilancio.
Restando in attesa di una tua risposta colgo l’occasione per inviare a Te e ai Consiglieri i migliori auguri di buone feste e Ti saluto con affetto”.
Per il 78% dei concussori le pene sono sotto i due anni: impossibile rimuoverli Il caso dell'usciere malato per 220 giorni in un anno: è al suo posto
Gian Antonio Stella - Abbiano l'onestà di dirlo: non vogliono licenziare nessuno, neanche i mascalzoni arrestati con la bustarella in mano. Appioppare una condanna per corruzione a più di due anni di carcere, oggi, è pressoché impossibile. »Capita in due casi su cento. Quindi la nuova «severità» sbandierata dal governo verso i dipendenti pubblici disonesti, accettiamo scommesse, si rivelerà una bufala. Eppure questo ha detto ieri al Corriere il ministro per la funzione pubblica Luigi Nicolais. Al prossimo consiglio dei ministri presenterà «un disegno di legge sui procedimenti penali e disciplinari nel pubblico impiego» che saranno «molto più severi» di adesso: «Oggi c'è il licenziamento in caso di corruzione, concussione e peculato con pene superiori a tre anni. Molti sfuggono patteggiando o con il rito abbreviato. Da domani basterà una pena patteggiata di oltre due anni per essere licenziati automaticamente». Domanda: il ministro sa quante condanne a oltre due anni di carcere vengono comminate oggi per quei reati? Se gli interessa, faccia una telefonata a Piercamillo Davigo, Consigliere di Cassazione, già protagonista del Pool Mani Pulite e autore con la professoressa GraziaMannozzi di un libro in uscita per Laterza proprio sulla corruzione. Gli risponderanno: «Pochissime». Dettagli? Eccoli: elaborando i dati dei casellari giudiziari dal 1983 al 2002, risulta che le condanne per concussione (il reato più grave, articolo 317) a meno di due anni di galera con allegato il beneficio della condizionale sono il 78%. Quelli per corruzione propria (articolo 319) meno ancora: il 93%. E quelli per la corruzione normale (articolo 318) superano il 98%. Ovvio: la pena prevista per la corruzione va da due a cinque anni. Il giudice, per prassi, sceglie di partire generalmente da una via di mezzo, tipo quattro anni. Basta che il corrotto chieda il rito abbreviato o il patteggiamento, se proprio non ha la pazienza di tener duro, di rinvio in rinvio, contando sulla prescrizione o un indulto, e già ha diritto allo sconto di un terzo: e siamo a due anni e otto mesi. Meno un altro terzo per le attenuanti generiche (che non si negano a nessuno) e un altro sconto se si restituisce il maltolto et voilà, siamo già saldamente al sicuro: sotto i due anni. E questo, del resto, dicono un po' tutte le banche dati sui processi per corruzione. La pena finisce per essere spesso inferiore a un anno. Per scendere fino a sette od otto mesi. Una oltre i due anni è una vera rarità. Soprattutto in certe aree del sud comeReggioCalabria, dove le condanne per corruzione risultano essere state due. In venti anni. Morale: la «severità» delle nuove norme finirebbe in realtà per lanciare nel mondo del pubblico impiego un messaggio devastante: tranquilli, non cambia niente, nessuno paga. Lo dice la storia di questi anni. Non solo sul versante delle mazzette. Basti ricordare il caso di Antonio Donnarumma, un custode di Pompei. Lo arrestarono nella stupenda Casa di Cecilio Giocondo mentre cercava di violentare una ragazzina americana adescata con la scusa di mostrarle affreschi chiusi al pubblico. La flagranza del reato era tale che non cercò neanche di difendersi: patteggiò un anno con la condizionale. Bene: non riuscirono a licenziare manco lui. E si dovettero accontentare di mandarlo «in punizione» a Sorrento. Un «esilio» a 29 chilometri. Una botta al morale di chi come Pietro Ichino invoca da anni una mano più pesante coi fannulloni proprio per dare più spazio e più soldi ai dipendenti pubblici che lo meritano, la diede ad esempio un certo Salvatore Castellano, che stava al museo di Capodimonte (dove gli usceri rifiutavano le divise perché "non sono confacenti al clima di Napoli") e dopo aver fatto 220 assenze in un anno (più le ferie, più le festività...) era stato indicato al ministero come uno da sbattere fuori. Accusa: la salute cagionevole non aveva impedito all'uomo, mentre risultava quasi agonizzante, di tenere aperto un laboratorio di cornici. Eppure, di ricorso al Tar in ricorso al Tar... Anche A.T., un dipendente del comune di Genova, non si rassegnò al licenziamento che dopo vari ricorsi al Tribunale regionale: non riusciva a capire perché il municipio fosse così fiscale con lui, che aveva accumulato (facendo contemporaneamente altri lavori, secondo l'accusa) quasi 1.400 giorni di malattia. Perse, alla fine, ma solo perché non trovò magistrati come quelli del Consiglio di Stato che annullarono il licenziamento di un bidello calabrese introvabile quando arrivava il medico fiscale, perché «prima di assumere il provvedimento l'amministrazione deve comunque accertarsi delle reali condizioni di salute». E se quello fosse stato alle Maldive, come successe con un impiegato comunale di Pesaro? Andavano accertate le sue condizioni psicofisiche all' atollo Ari? Una sentenza fantastica. Pari almeno a quella del Tar di Milano che qualche anno fa fece riassumere al liceo scientifico Severi un bidello licenziato perché, preso in prova, in tre anni si era fatto vedere in totale per 60 giorni. No, dissero i giudici: nel pubblico impiego non si può interrompere un rapporto di lavoro prima che sia concluso un periodo di prova. Quanto lungo? Sei mesi. Cosa che, lavorando il giovanotto ("Sono diplomato e invece di farmi fare le pulizie fatemi lavorare in ufficio!") venti giorni l'anno, avrebbe richiesto qualche decennio. Il postino P.M., che qualche mese fa a Ortoliuzzo, Messina, fu sorpreso con due tonnellate e mezzo di lettere, fatture, telegrammi, assicurate, raccomandate che da nove mesi non aveva voglia di consegnare, se ne stia dunque sereno: avanti così, non lo licenzierà nessuno. Come nessuno è riuscito in questi anni a liberarsi, a Napoli, di quei vigili urbani che proprio non tengono voglia 'e fatica' nel traffico e hanno intasato la direzione del personale di centinaia di certificati: quello ha problemi all'udito, quell' altro non sopporta lo smog, quell'altro ancora si stressa... Tutta colpa del virus dell'«incrocite»": appena sono di turno a un incrocio, si sentono male. Il risultato, spiega il Mattino, è il seguente: su 2.128 poliziotti municipali, quelli che lavorano ancora nelle strade sono circa 500. Un quarto. Tutti gli altri faticano dietro qualche scrivania. (www.corriere.it 141206)
Pino Fondati - Natale e internet vanno sempre più a braccetto; anche in paesi come l’Italia, dove le resistenze nei confronti del commercio elettronico, dettate soprattutto dalla paura di truffe e frodi, sono maggiori che in altri paesi. Infatti, una ricerca condotta su oltre 50 dei principali operatori e-commerce da Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano) e dalla School of Management del Politecnico di Milano, rileva come in occasione delle feste di fine anno gli italiani acquistano online molto di più rispetto ad altri periodi dell’anno. Un picco stagionale che segna un incremento del 20% rispetto alla media annuale. Detto in soldoni, tra novembre e dicembre l’e-commerce fatturerà 877 milioni di Euro, con una crescita del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quel che riguarda i comparti, le prime posizioni sono occupate dai soliti noti: i viaggi (a Natale fatturano circa il 40% dell’intero anno), l’elettronica di consumo e l’informatica (circa il 25% delle vendite annuali). Bene anche libri, musica e audiovisivi che nei due mesi in questione realizzano più del 20% delle vendite annuali.
La ricerca si spinge anche a stimare il fatturato e-commerce complessivo del 2006 che dovrebbe raggiungere i 4 miliardi di euro, mentre nel 2007 si prevede un fatturato di circa 5,7 miliardi di euro. Cifre che confermano la crescita in valore del 40% anno su anno. Crescerà invece del 45% il numero di ordini (23 milioni in totale); la parte del leone la faranno i comparti turismo, assicurazione, informatica ed elettronica, abbigliamento, libri e grocery. Lo scontrino medio si ridurrà ulteriormente; in riferimento ai settori appena elencati, si attesterà intorno ai 170 Euro (invece, la media di tutti i settori è di circa 80 euro). Tutti dati che i ricercatori leggono come segnali di una fiducia crescente nell’e-commerce. Cosa manca per un’espansione decisiva dell’e-commerce in Italia? Per avvicinarci ai numeri del mondo anglosassone, è la risposta dei promotori della ricerca, devono aumentare gli acquisti dei prodotti fisici, (informatica, abbigliamento, prodotti per la casa, libri) ancora abbondantemente al di sotto delle potenzialità. (www.ilsole24ore.com 121206)
Di Riccardo (del 11/12/2006 @ 16:57:16, in - Sanità, linkato 801 volte)
Riccardo Serroni - Ha vinto la politica. Il Consiglio dell’EASP, dopo le note vicende legate alla scelta del presidente Fausto Cambiotti di aderire alla Sinistra Europea, verrà azzerato. Tale richiesta è pervenuta al sindaco dai partiti che lo sostengono (DS, SDI, Rifondazione Comunista) a seguito di un incontro di maggioranza. Ecco il testo integrale (tratto da un comunicato stampa) delle decisioni inerenti tali questioni:
“In merito alla vicenda E.A.S.P. le forze politiche convergono sulla necessità di procedere all’azzeramento degli organismi politico amministrativi dell’ente al fine di rasserenare il clima. Tale scelta è determinata dall’esigenza di salvaguardare l’ente dalle contese della politica; invitano pertanto il Sindaco a porre in essere le determinazioni necessarie in tempi brevi così da ridare certezze e tranquillità ad una fondamentale struttura per i cittadini di Gualdo”.
Insomma, per “salvaguardare l’Ente dalle contese della politica” si azzera il consiglio (a soli tre mesi dal suo insediamento) per esclusive motivazioni di carattere politico. Cambiotti deve essere fatto fuori perché non appartiene alla maggioranza politica che guida il partito DS di Gualdo. Non è una contraddizione in termini?
Mauro Monsignori - Il lavoro ideale è una questione puramente personale, così io do la mia definizione e altri potranno aggiungere la loro esperienza.
Il mio lavoro ideale è un lavoro che paghi bene, sia stimolante e si possa esercitare in qualunque momento e in qualsiasi parte del mondo, cioè non sia legato al cartellino e all’ufficio.
Ora per la prima condizione, dipende essenzialmente dalle capacità, dalla tenacia e da un pizzico di fortuna di iniziare col piede giusto. La seconda è molto personale e può migliorare cambiando lavoro di tanto in tanto. Ma lo scopo principale di questa riflessione è la terza condizione. Poter lavorare senza orario e luogo di lavoro. Poter spendere diciamo tre mesi in Italia, la stagione invernale in Florida e la stagione estiva in Maine, per fare un esempio. Fino a pochi anni fa questo era un paradosso e solo gli artisti (scrittori, pittori etc), I ricchissimi (con a disposizione un jet) o i pensionati potevano permettersi questo tipo di vita.
Nei giorni scorsi un articolo su Yahoo (credo originalmente in Business News) riportava che tantissime aziende si stanno orientando verso una maggiore flessibilità del lavoro. ROWE significa Result Oriented Work Environment che essenzialmente significa lavora dove ti pare, quando ti pare, come ti pare purché alla fine il lavoro assegnato sia completato nei tempi e modi stabiliti. Le società che hanno attuato questa strategia parlano di vantaggi notevolissimi sia in termini di performance che economici. Per non parlare dell’umore dei dipendenti e dei vantaggi sociali (traffico etc) IBM, Sun sono stati i precursori di questo modo di lavorare e tante altre ditte li stanno seguendo.
Nella ditta dove lavoro, non siamo ancora a quel punto, ma il cartellino non esiste e abbiamo piena libertà di entrare alle 6 di mattina o alle 10, di uscire durante il giorno e senza abusarne di lavorare da casa. L’importante è il risultato. Se per lavorare non hai bisogno della baby sitter del tuo boss, la cosa è fattibile e nessuno ti dice niente. E’ la conseguenza della globalizzazione, di internet ad alta velocità e del costo minimo delle comunicazioni. Anche in ufficio, I nostri meetings sono virtuali con almeno l’80% delle persone che partecipa via telefono o internet, perché in un’altra parte del mondo e degli USA e della città o in auto etc. Con il wireless computer abbiamo accesso alla stessa rete dell’ufficio sia stando a casa, alla libreria pubblica, all’aeroporto o ad uno Starbuck caffe.
Ovviamente non tutti i lavori si prestano a questo cambiamento, ma quasi tutto il lavoro di ufficio generalmente potrebbe avere una trasformazione in futuro. Se completo il mio lavoro durante la notte o la mattina presto, durante nessuno mi tratterrà dall’andare ad arrostirmi sulla spiaggia sotto il sole durante l’estate.
Così se domani (magari dopodomani), vado dal mio manager e gli dico Gary (qui tutti si chiamano per nome – anche il super super presidente), questa estate vado a Gualdo per tre mesi e lavorerò da li… non ci caccerebbe via a pedate, ma magari con ancora molta titubanza potrebbe farci un pensierino di accettare questa nuova condizione. Siamo ai limiti del sogno, ma qualcosa sta cambiando.
Con tante cose ‘brutte’ (I pessimisti la vincono durante questo periodo), magari il futuro porterà dei generosi benefici al miglioramento della qualità di vita.
Di Alberto (del 10/12/2006 @ 10:41:23, in Società, linkato 1023 volte)
Alberto Cecconi - Il premio “Galeno 2006 per l’Italia” nella categoria “giovane ricercatore nell’industria” è stato assegnato al giovannissimo gualdese Alessio Moriconi. Il prestigioso riconoscimento, intitolato al famoso medico della Roma del 2° secolo dopo Cristo, considerato il padre della farmacologia moderna, è stato consegnato, alla presenza di esponenti del mondo della scienza e dell’industria chimica e farmaceutica, nella sala Napoleonica di Palazzo Greppi dell’Università di Milano. Questa la motivazione ufficiale: “Fin dall’inizio della sua carriera si è occupato di molecular modeling e chimica computazionale. E’ attualmente project leader di un team multidisciplinare del centro di ricerca Dompè Pharma focalizzato all’identificazione di nuovi farmaci per il trattamento di patologie infiammatorie croniche. Ha sviluppato spiccate competenze di chimica computazionale nel campo del rational drug design a cui ha affiancato una solida preparazione nel campo della chimica farmaceutica. Questo ha permesso di portare un contributo fondamentale alla progettazione di una nuova classe di modulatori allosterici dei recettori cxcr1 e cxcr2 e all’identificazione di una molecola come candidato clinico per il trattamento preventivo del danno da riperfusione nel trapianto d’organo”. Alessio Moriconi, 32 anni, già studente al Liceo scientifico “Raffaele Casimiri” e laureato in chimica all’Università di Perugia, da qualche anno lavora come ricercatore col gruppo Dompè; il cui titolare Sergio Dompè, che è anche presidente di Farmindustria, si è congratulato col giovanissimo e promettente uomo di scienza. Si uniscono anche le felicitazioni ed i migliori auguri da parte degli amici gualdesi e dell'Allegra Combriccola.
Alberto Cecconi - Quel nuovo centro commerciale in avanzata fase di costruzione nella zona tra Palazzo Ceccoli e la stazione ferroviaria di Gualdo Tadino non è gradito per niente dalla Confcommercio che è passata alle vie legali presentando un’istanza sospensiva dell’autorizzazione, col fine di velocizzare la sentenza del Tar, dopo che a settembre erano stati proposti ricorsi da un singolo imprenditore e dalla stessa associazione di categoria affiancata da un gruppo imprenditoriale. Aurelio Pucci, il presidente della Confcommercio gualdese, ha detto:”Anche nel nostro territorio, come successo altrove, si acquisiscono autorizzazioni per medie strutture di vendita e poi, con espedienti di carattere strutturale come gallerie o collegamenti, si finisce per realizzare nei fatti un vero e proprio centro commerciale, privo però di specifica autorizzazione”. Considerato che i lavori sono in fase avanzata e che si dovrebbe aprire a marzo, pur chiarendo che “non vogliamo fare una battaglia di retroguardia e non siamo per forza contro le grandi strutture”, Pucci afferma che con l’iniziativa legale si vuole “la certezza del diritto e la necessità del rispetto delle regole”. A questo aggiunge altre considerazioni: il territorio non ha bisogno di un’altra struttura di circa 6.500 mq, ci sono altri centri commerciali a pochi chilometri, la nuova apertura “avrebbe solo un effetto destabilizzante sull’attuale rete distributiva già ampiamente sufficiente per soddisfare l’utenza”. Ricordato che la Confcommercio ha anche scritto all’Amministrazione comunale per avere informazioni ufficiali sugli aspetti amministrativi e urbanistici, conclude affermando che “gli imprenditori di Gualdo sono determinati a portare avanti fino in fondo la propria battaglia”.
Alberto Cecconi - “E’ con grande gioia che comunichiamo ai fedeli ed alla cittadinanza gualdese l’avvenuto rifacimento della che custodisce la venerata immagine della Madonna di Loreto presso il nostro Santuario della Madonna del Piano”. Così i Priori annunciano la celebrazione della festa della “Venuta”, tradizionale appuntamento del 10 dicembre. Due anni fa ignoti ladri sacrileghi penetrarono all’interno della restaurata chiesa posta lungo la Flaminia e portarono via la cornice barocca, uno splendido ornamento in legno dorato con angeli ed altri elementi decorativi, che circondavano l’antico quadro della Madonna lauretana. Ci fu sconcerto tra i gualdesi, che da secoli venerano quell’immagine miracolosa, arrivata in zona nel 1660: narrano le cronache dell’epoca che il 10 dicembre si fermò un pellegrino che portava con sé l’immagine della Madonna, la depose presso una “Maestà”, ove si rifocillò; ma quando volle riprendere il cammino, si levò una foltissima ed insolita nebbia “a guisa di tenebre che impedivano di scorgere il sentiero da battere”; e fallì anche il tentativo di “ripigliar la Sacra Immagine per quanto egli studiasse e si adoperasse a tutt’uomo”, perché diventata pesantissima; tanto che un gualdese lo esortò ad interpretare i fatti come volontà di Dio. Così nel 1666 è stato costruito il Santuario, di proprietà della Compagnia dei Preti di Gualdo; e la statuetta della Madonna venne collocata all’interno di una ricca cornice e posta sull’altare maggiore. Per il rifacimento della sono arrivati contributi dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia, dei fedeli, dei sacerdoti con in testa il parroco mons. Aldo Mataloni ed il santuarista don Mario Giovagnoli. Per solennizzare l’avvenimento sabato, alle 20,30, c’è una veglia di preghiera coi giovani e l’accensione dei fuochi per il passaggio della Santa Casa e la messa concelebrata dai sacerdoti della Vicaria e presieduta dal Vescovo diocesano mons. Domenico Sorrentino. Il 10 dicembre, festa della Venuta, messe alle 8, alle 10 ed alle 16.
Riccardo Serroni - Leggo su Internet che il comune di Amsterdam chiuderà 1/3 delle vetrine del sesso perché legate alla malavita organizzata. A chi gli ha fatto notare che la città potrebbe averne un danno dal punto di vista turistico il sindaco non si è detto preoccupato: “Amsterdam offre anche tante altre cose da vedere” ha detto. La notizia, di per sé, non mi ha incuriosito più di tanto. La riporto perché, per associazione di idee, mi ha fatto ricordare un particolare che ha dell’incredibile. La notizia non ho avuto la possibilità di leggerla direttamente, ma mi è stata riportata da persona di provata affidabilità. Una rivista medica pubblicizzava tempo fa vari centri umbri a beneficio di quei medici che sarebbero venuti in Umbria per dei convegni. Oltre ad arricchirsi professionalmente avrebbero avuto la possibilità di visitare i centri più importanti della nostra Regione. E per ogni comune citato venivano sottolineate le sue peculiarità: Deruta per la ceramica; Gubbio per la sua architettura; Orvieto per le testimonianze etrusche…e via dicendo. E Gualdo Tadino? Sì, c’era anche Gualdo Tadino in questo elenco di eccellenze. Ma indovinate per cosa? Non per l’acqua, non per la montagna, non per la ceramica, non per i musei della Rocca o dell’Emigrazione… Per i night. Dopo esservi acculturati a Gubbio, Todi, Deruta, Orvieto.. andate a sfogarvi nei night di Gualdo Tadino. Gualdo come Amsterdam, quindi?