In ogni luogo, comunque, una allegra combriccola... di Sandro
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Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che vogliono fare e quelli che vogliono avere il merito di ciò che si fa. Meglio appartenere alla prima categoria dove vi è assai meno concorrenza.
Già nel nome con la sua mescolanza linguistica il Convivio Epulonis da la misura e la sensazione del target cui vuol fare riferimento. Nato come accessorio ai Giochi è diventato un evento preparatorio di interesse mediatico. La valenza del Convivio, con i suoi ospiti illustri ospitati all’interno del castello federiciano, vanto indiscusso della città, coccolati dalla qualità del ricevimento con cibi dai sapori antichi, è data dal risultato che anno dopo anno si sta ritagliando all’interno dei giochi de le Porte, l'evento più popolare e più amato dai gualdesi. È una manifestazione da lodare e per l’importanza che riveste su di essa vorrei proporre un dibattito. A vostro avviso è una manifestazione da rafforzare e circondare con attività collaterali di uguale spessore per il turista curioso mantenendone la tempistica? Ha il nostro centro storico nei vicoli una interessantissima risposta alla voglia di eno/gastronomia e vero artigianato? Un’ultima considerazione e poi chiudo: I tre giorni dei Giochi de le Porte hanno nella ristrettezza dell’ambiente il loro limite. È giusto fare pubblicità per portare la gente in loco ma oltre la capienza non si può andare. Esiste una possibilità per non disperdere il richiamo che la grancassa dei Giochi produce ed è quella di diluire l’evento creando interessi alternativi collegati. Voi che ne pensate, è un treno su cui salire?
I bambini delle scuole materne ed elementari statali del comune di Gualdo Tadino torneranno sui banchi di scuola con un giorno di anticipo: Lunedì 10 settembre anziché martedì 11 settembre 2007. Lo ha deciso il Consiglio di Circolo della Direzione Didattica D. Tittarelli con una delibera approvata nella riunione del 27 agosto per strutturare al meglio il calendario “interno” nel corso dell’anno scolastico. Questo il calendario completo dell’inizio delle lezioni per le scuole gualdesi:
3 settembre: asilo nido e scuola materna comunale
6 settembre: scuola media e Liceo della Comunicazione del Bambin Gesù;
10 settembre: scuole materne ed elementari della scuola statale.
11 settembre: scuole materne ed elementari del Bambin Gesù , scuola media statale e gli Istituti Superiori statali.
Il medioevo in tavola. E' questo il senso dell'appuntamento che si terrà lunedì 3 settembre e che va sotto il titolo di "Convivio Epulonis". Ma la cena medioevale organizzata dall’Ente Giochi de le Porte, giunta alla sua tredicesima edizione si presenta rinnovata sia per ambientazione, che per organizzazione. Pur conservando lo spirito del concorso gastronomico con piatti tipici medioevali tra le quattro Porte, si presenta ambientato all’interno dello splendido scenario rappresentato dalla Rocca Flea. Quest’anno l’appuntamento coincide volutamente con l’inaugurazione del restauro degli affreschi della chiesa di San Francesco Nella cornice del castello federiciano e del suo parco, gli illustri ospiti dell’Ente Giochi de le Porte, potranno rivivere uno scorcio di vita medioevale attraverso quadri e figuranti, per poi gustare le prelibate pietanze nel cortile interno della Rocca Flea, appositamente allestito. I Tavernieri delle Porte dovranno, comunque, misurarsi su ricette antiche ritrovate in diversi testi. Nello splendido scenario della Rocca Flea, viene sottoposto al giudizio di una competente giuria un piatto in gara che ogni Porta ha preparato con maestria. Tutti i commensali potranno gustare le prelibatezze cucinate dai cuochi delle Taverne, piatti preparati secondo le antiche ricette del XV secolo, allietati dalle note di musici in costume, che riproporranno nel corso di tutta la serata melodie e canti dell'epoca medioevale. Ma sono altre e numerose le novità che faranno sicuramente gustare al meglio una serata che diventa una succosa anteprima dei Giochi de le Porte e al tempo stesso un momento di cultura, grazie alla collaborazione attivata con il professor Antonio Pieretti, dell’Università di Perugia. Per meglio comprendere quello che poteva essere il pasto di un ricco signore di quel periodo, e quindi il Convivio, diamo un occhiata al menù di una delle edizioni passate: bruschetta ed herbetella, purea di fave alla medioevale, civet de veel (vitello in umido) che era il piatto in gara, insalata di lenticchie e rocciata. Anche se a prima vista i piatti potrebbero essere quelli che si ritrovano sulle nostre tavole originale è il procedimento per la preparazione e soprattutto le spezie che vengono adoperate in maniera cospicua. Il Convivio Epulonis è anche l'occasione per assegnare il premio Bastula d'Oro ad un personaggio o un’associazione che nel corso dell'anno si è distinto in particolar modo nella propria attività. Un premio verrà assegnato, come avviene dalla scorsa edizione, anche a un personaggio del mondo dei Giochi – con particolare riferimento alle Taverne –che si è distinto per particolare attaccamento alla manifestazione. Di rilievo anche i commensali che sederanno alla tavola del Convivio Epulonis, con ospiti che rappresentano il mondo sociale e politico dell'intera regione e di Gualdo in particolare, con sorprese che potranno essere svelate solo all’ultima ora, oltre naturalmente ai rappresentanti del mondo dell'informazione scritta e televisiva. Insomma anche al suo dodicesimo appuntamento il Convivio Epulonis si presenta come manifestazione che sta assumendo sempre di più un aspetto importante sia all’interno dei Giochi de le Porte, sia come iniziativa a se stante.
Numerose sono le nazionali di tutto il mondo che per le vie del centro storico di Gualdo Tadino si impegneranno per il titolo di Campione del mondo di . . . . Certo è una provocazione che mi deriva dall’aver letto i numerosi commenti alle recenti manifestazioni nel nostro “amatodiato” centro storico e che mi fa dissentire dal dibattito sulla presenza della transenna, sul somaro diverso da quello che correrà il Palio ecc. perché la polemica è fine a se stessa. L’obiettivo da non dimenticare mai e per cui dobbiamo concertare è l’evento che serio o futile porti e riunisca in un contesto “la gente”. Di aspetti positivi o negativi chiunque entrerà nel dibattito ne può produrre a iosa ma quando e se abbiamo riunito “la gente” abbiamo fatto il nostro bene. La cultura qualunque essa sia si sposa malamente con la pancia vuota, una economia fiorente da indipendenza e non rincorsa e allora ragioniamo in grande proponiamo e inventiamo eventi per far affluire le moltitudini desiderose di svago e di curiosità. Ieri in un piacevole colloquio con un ‘self made man’ di casa nostra ho appreso di una esperienza in un ambito a poche decine di chilometri da noi. Un signore proprietario di un agriturismo, dal bilancio in rosso per mancanza di ospiti, si è inventato degli stage per ‘ammazzà il maiale’! a distanza di due anni dall’inizio del progetto ora riceve comitive che con voli charter arrivano dal Giappone, dagli USA e dal nord Europa. È un esempio e forse neanche azzeccato ma ragioniamoci perché viviamo un’epoca e una società che ha negli stimoli la sua prorompente dinamicità. Sforniamo idee, non litighiamo, basta lotte tra poveri, basta litigare per un carretto e per il rumore che produce, anche se chi abita in quegli ambiti ha ripercussioni al momento negative -ad Assisi che nomino per conoscenza diretta gli affitti dei localetti, di ex garage o legnaie si aggirano sui 50,00 € al m2 e quelli che proprio non hanno potuto sopportare il disagio dell’abitare in centro si sono costruiti villette nelle zone circostanti incrementando e implementando la ricchezza locale-, guardiamo la luna non il dito.
La notizia è di questi minuti. La prima sessione di prove dei somari non si è potuta svolgere a causa dell'impalcatura del cantiere della ditta Nuova edilizia Ceccarelli di fronte alle vecchie poste che ostacola e rende pericoloso il percorso. Sottolinerie e griderei allo scandalo per una situazione di questo tipo vista l'importanza che queste prove ormai storicamente hanno non solo per la prova del somaro in se ma per il momento di aggregazione che tanti giovani e non che aspettano per tutto un anno. Quando ero un po’ più giovane ricordo la gioia di partecipare alle prove delle 5 del mattino, ora non è più possibile causa il disturbo alla quiete pubblica!!!!! Ma che si arrivi al momento della partenza per capire che un cantiere impiccia è veramente assurdo!! Altro che wonderful Gualdo... sappiamo rovinare tutto ciò che ci circonda, questa è la verità.
Questa mattina, come sempre, ho aperto il blog e controllato i commenti ai vari post. Non ci credo, non è possibile che si possa arrivare a tanto. Mi spiego ricapitolando i fatti: Un affermato professionista gualdese, Fabrizio B., mi contatta, quale webmaster di “ Allegra Combriccola”, e mi fa presente che su e-bay è in vendita la versione tedesca di un opera di un nostro illustrissimo concittadino. È un week-end di luglio (l’asta scade il lunedì mattina), sono tutti al mare che faccio? Ci provo, metto un annuncio sul blog e invito chi legge a fare un offerta per partecipare all’asta. Nel frattempo Fabrizio ed io, fiduciosi nei gualdesi ci esponiamo e facciamo offerte. L’asta termina, ci siamo aggiudicati l’opera, gli Amici di “ Allegra Combriccola” sono stati splendidi offrendo cifre considerevoli e in abbondanza. Nella webmail del blog, poi pubblicata, arriva una e-mail con il plauso dell’Amministrazione Comunale che, per voce del Sindaco Angelo Scassellati e dell’Assessore Diego Pascolini, si congratula e si offre di ricomprare l’ "Hortulus Sanitatis" di Castore Durante. Pubblicamente e privatamente ringrazio e rassicuro l’Amministrazione della volontà unanime di tutti i partecipanti alla cordata di voler donare l’opera alla città cedendone la proprietà congiunta all’Ente Giochi delle Porte e alla Pro Tadino che si adopereranno per organizzare l’esposizione in un luogo idoneo di proprietà comunale per permetterne a chiunque la fruizione. Ieri pubblico un post in cui riporto un giudizio sull’opera liberamente espressa dal Prof. Enzo Storelli, che ringrazio. Tornando a questa mattina, leggo i commenti e, sorpresa tra questi, leggo più di un commento con considerazioni di un farneticante ‘anelli’ e, in un altro, un riferimento ad un link che porta ad un articolo firmato dal direttore di un mensile locale che si esprime non proprio amichevolmente sminuendo ciò che alcuni gualdesi, per amore verso la propria città , hanno fatto e supponendo precisazioni che non trovano riscontri oggettivi. Tralascio ogni considerazione anche se non comprendo l’atteggiamento verso il blog di “Allegra Combriccola” che non è stata minimamente menzionata nell’articolo e sì che al momento delle beghe personali ne ha offerto di spazio per raccontare le loro verità e accogliere nei loro commenti i numerosi annunci della pubblicazione del Serrasanta invitando e comunicando ai lettori del blog le modalità per sottoscrivere gli abbonamenti e dove reperire il giornalino. Per fortuna altri commentano riportando per esempio che l’opera è stata battuta nel 1997 a New York da Christie’s e privatamente mi informano di aver richiesto ad un Ente preposto italiano la valutazione per la pace di coloro che hanno incomprensibili ragioni di puntualizzazioni. Vorrei chiudere il post ma non so come commentare. Di sicuro mi rendo conto che è difficile amare questa città senza inciampare in inaspettati ostacoli.
Il Professore Enzo Storelli al quale è stato dato in visione il volume di Castore Durante dell’Hortulus Sanitatis, versione tedesca dell’Herbario Nuovo, regala agli Amici di Allegra Combriccola che hanno partecipato all’acquisto, un expertise che ci riempie di soddisfazione. Di seguito trascrivo fedelmente il suo manoscritto:
Un sincero plauso a Lei e al gruppo di concittadini che con lungimiranza e sensibilità hanno recentemente assicurato alla cultura gualdese copia originale dell’edizione tedesca dell’”Herbario Nuovo” di Castore Durante (Gualdo 1530 – Viterbo 1590), celebre botanico e archiatra del Pontefice Sisto V. Grazie per avermela portata in visione. Ruggero Guerrieri riferisce ampiamente sulla vita e le opere di questo rinomato naturalista del cinquecento, tra i più famosi della sua epoca. Quindi, a Lui rimando per estese informazioni. L’”Herbario” fu, insieme al “Tesoro della Sanità”, il suo lavoro più noto e fortunato ed ebbe ristampa per un secolo e mezzo, dal 1585 al 1718. Esso è un trattato di botanica applicata alla medicina. Tanto fu il suo interesse che se ne fecero edizioni anche in Germania e Spagna (1667). Se interpreto bene i dati bibliografici in possesso (Haller, Guerrieri,Peliti) le edizioni tedesche dell’opera datano al 1609 e al 1623. le curò a Francoforte Peter Uffenbach, con il titolo di “Hortulus sanitatis” e xilografia delle erbe eseguite in Germania. Essendo l’esemplare ora a Gualdo privo del frontespizio (perduto) non è possibile stabilire a quale delle due edizioni esso si riferisca. Le condizioni conservative del volume (pagine 1081, più una residua dell’indice) sono complessivamente discrete, ma un intervento restaurativo di alcune parti è auspicabile, opportuno. Di notevole rilievo appare l’aspetto illustrativo dell’opera. Esso non è lontano da quello delle numerosissime xilografie presenti nella edizione italiana del trattato) xilografie dovute a Leonardo Parasoli da Norcia, provetto intagliatore in legno), ma le incisioni di questa edizione germanica dell’”Herbario” di Castore sono di singolare qualità e pregio, alcune colorate (forse con succhi d’erba), qualità spiegabile con la ragione che in questo campo gli incisori tedeschi e fiamminghi hanno fatto storia , a partire dal XV secolo. Per concludere, valuto molto positivamente l’iniziativa dei predetti concittadini e la loro intenzione di esporre l’opera in idonea sede.
Si terrà Domenica 26 Agosto alle ore 21,00 presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino il concerto di chitarra classica del maestro Ciro Carbone per presentare il suo cd dal titolo “Los Caujaritos”. Il lavoro discografico è il punto di arrivo di una serie di concerti che il chitarrista partenopeo ha eseguito nei più importanti festival internazionali. In queste serate nei quali il maestro ha suonato con i più grandi chitarristi del mondo (Alirio Diaz, Luis Quintero, etc) si è andato perfezionando un repertorio musicale dal grande impatto emotivo. Si tratta di brani presi per lo più dal repertorio classico e popolare sudamericano che il maestro esegue con straordinario virtuosismo e passionalità. Nella serata verranno presentati anche alcuni brani della canzone napoletana arrangiati e rielaborati dal maestro.
La serata è organizzata dall’Associazione Culturale Arte &Dintorni con la collaborazione del Museo dell’Emigrazione P. Conti, ingresso libero.
Vista l’eccezionalità dell’evento lo staff invita tutti gli amanti della buona musica a partecipare.
Oggi Gualdo Tadino si fa punto di riferimento per la “globalizzazione” con uno scopo apparentemente contraddittorio: apprezzare di più e riappropriarsi, delle nostre tradizioni. Il Gualdo Mig Fest ripropone, in una veste inedita, la tradizione mezzadrile, il canto come momento di aggregazione, il far festa la sera, lo stare riuniti intorno ad un focolare, momenti che scandivano la vita sociale, attraverso tre giorni di divertimento e spensieratezza in cui saranno mischiati diversi generi musicale di ispirazione popolare. Sottolinea Gualtiero Bertelli: “conosco e dunque sono libero di sperimentare, di alimentarmi alle fonti che mi sono più vicine. Anche di riproporre il più severo ricalco di modalità e stili del mio passato culturale: conosco possibili ulteriori piste e scelgo di continuare per la mia strada, sentendomi proprio per questo culturalmente migrante, in viaggio perenne con le mie valigie”. Una scaletta ricca di incontri ed eventi che attraversa le tre giornate: dai canti tradizionali umbri, al sensuale e passionale flamenco, fino ai taglienti suoni balcanici e alle sonorità jazz, per arrivare ai ritmi infiammati e scatenati del tribal samba e della pizzica salentina. Durante lo svolgimento della manifestazione tutta la cittadina farà mostra di sé: il meglio dell’artigianato locale, la ceramica artistica oro e rubino, gli scatti rubati dal mondo del fotografo e reporter Luciano Del Castillo, descritti con rara sensibilità dallo scrittore Francesco De Filippo, degustazioni di prodotti tipici locali insieme a piatti esotici che si ispirano al programma. La manifestazione è sostenuta dall’amministrazione di Gualdo Tadino insieme al contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione dell’Umbria, e la collaborazione organizzativa del Museo dell’Emigrazione.
Gualdo Mig Fest si svolgerà nel centro storico di Gualdo Tadino, nelle giornate del 23, 24 e 25 agosto.
Comunicato a cura del Museo dell'Emigrazione "Pietro Conti"
PROGRAMMA:
Giovedì 23 agosto
Mig Incontri - Mediateca del Museo dell’Emigrazione - Piazza Soprammuro
Ore 17:00
Inaugurazione del Gualdo mig.fest
Ore 17:30
Sedici - “Volti e corpi dal mondo”
Mostra fotografica di Luciano Del Castillo.
Ore 18:30
Proiezione del video La Taranta di Gianfranco Mingozzi. Il Morso del Ritmo - Il mito della taranta. La pizzica, gli strumenti, il ballo. Laboratorio musicale del gruppo Ariacorte.
Venerdì 24 agosto
Mig Incontri- Mediateca del Museo dell’Emigrazione - Piazza Soprammuro
Ore 18:00
La Chitarra - Regole di acustica, materiali e tecniche dei maestri liutai nelle varie culture.
Ore 19:00
Sabor Latino - “Sabor Andaluz” - Flamenco e musica in spettacolo.
Mig Sapori - Circolo ZTL - Via Soprammuro
Dalle ore 20:00 alle ore 02:00
Aperitivi e stuzzichini con intrattenimento di Mohan Testi all’arpa elettroacustica.
Nei locali del Centro Storico saranno organizzate degustazioni a tema, con l’intrattenimento del gruppo popolare Antichi Sapori Umbri.
Mig Luna - Concerti in Piazza Martiri della Libertà
Ore 21:00
Massimo Liberatori con Bandaliberatori - “Zoccoli e Stantuffi” Concerto itinerante negli strappi tra il cuore, la ragione e la memoria.
Ore 22:30
Orchestra Minima Mysticanza - “Zingarate” Musica mediterranea ed europea. Viaggio attraverso i tempi, i luoghi e le culture lontane. Con la collaborazione del C.U.T. “La Torre” di Viterbo. Presenta lo staff di Erretti Radio 101.5.
Sabato 25 agosto
Mig Incontri - Mediateca del Museo dell’Emigrazione - Piazza Soprammuro
Ore 18:00
Vendesi Ulivo - Documentario che racconta della cultura plurisecolare dell’ulivo. Attraverso l’albero, il concetto di sradicamento e di migrazione umana.
Ore 18:00
I canti dell’emigrazione italiana - La musica popolare nella storia dell’emigrazione italiana.
Mig Sapori - Circolo ZTL - Via Soprammuro
Dalle ore 20:00 alle ore 02:00
Aperitivi e stuzzichini con intrattenimento dell’Orchestra Minima Mysticanza.
Nei locali del Centro Storico saranno organizzate degustazioni a tema, con l’intrattenimento del gruppo popolare Antichi Sapori Umbri.
Mig Luna - Concerti in Piazza Martiri della Libertà
Ore 21:00
Le Core - “La valigia dello straniero” Coro di quattro donne. Ensemble d’ispirazione popolare, ricco di contaminazioni etno-jazz.
Ore 22:30
EtnOrchestra - “Tribal Samba” Dal tribale all’hip hop, dalla drum’n’bass al funk, guidati dalla voce del Senegal, Jean Diarra, in un live act di pura energia. Presenta lo staff di Erretti Radio 101.5
Emozione, commozione, fede, partecipazione. Sono questi alcune delle parole con le quali chi ha partecipato commentava una volta giunto al termine la processione con la quale – ieri sera - è stata accompagnata l’urna contenenti i resti di San Facondino dall’omonima Pieve fuori città alla basilica concattedrale di San Benedetto, in occasione del XIV centenario della morte del santo vescovo. Diverse centinaia di persone, fedeli della parrocchia di San Facondino ma anche di altre zone della città, una folta rappresentanza di Porta San Facondino con i priori Salvatore Zenobi e Moira Viventi, i priori delle altre Porte, Paolo Campioni e Monia Mattiacci- Corrado Petrini e Patrizia Brunetti - Fabio Ippoliti e Cinzia Pellegrini, i membri della Confraternita della Santissima Trinità, la banda cittadina del maestro Sesto Temperelli insieme al parroco don Fernando Canicula, e ai sacerdoti mons. Luigi Merli, don Dante Minelli , don Francesco Berrettini, hanno accompagnato le spoglie mortali di San Facondino negli oltre tre chilometri che separano le due chiese. A rendere ancor più suggestiva la processione – iniziata alle 21 - le tante fiaccole che hanno illuminato il percorso compiuto dall’urna del primo vescovo tadinate scomparso 1400 anni fa, nel 607, con uno sforzo organizzativo sostenuto dal comitato parrocchiano e dai portaioli gialloverdi. L’urna storica, massiccia e pesante , era adagiata su un carro trainato da un imponente cavallo, illuminata da quattro lanterne. Una situazione che ha creato sicuramente un effetto misto tra fede ed emozione che ha colpito profondamente chi partecipava e chi assisteva alla processione. Emozione forte che si è scatenata in un applauso, quasi liberatorio, che ha salutato l’ingresso dell’urna all’interno della basilica cattedrale, tra parecchi volti rigati dalle lacrime, con tutti i presenti consapevoli di vivere un momento “storico”, visto che questa processione si svolge ogni cento anni. Ad accogliere San Facondino nella chiesa di San Benedetto anche tanti fedeli di quella parrocchia con il vicario foraneo, mons. Giancarlo Anderlini. Anche mons. Anderlini, che era visibilmente commosso dalla tanta partecipazione, ha sottolineato la storicità del momento. Nella sua breve omelia il parroco di San Benedetto ha ricordato la figura del santo Facondino, primo vescovo della città di Tadino, “difensore e divulgatore di fede” , il cui culto è radicato nel territorio come dimostrato anche dalla grande partecipazione di giovedì sera che deve servire – come ha sottolineato mons. Anderlini – a rafforzare la fede in un momento così difficile. L’urna di San Facondino rimarrà presso la cattedrale di San Benedetto sino al 19 agosto. In quella data, dopo la messa solenne celebrata al vescovo emerito Sergio Goretti alle 18 animata dalla Corale Cai, il ritorno dell’urna di San Facondino presso la chiesa parrocchiale dove è custodita, sempre con una processione solenne con partenza alle 21. Il 26 agosto invece è in programma alle 18 una messa solenne celebrata dal vescovo emerito di Gubbio, Pietro Bottaccioli, con un coro di Canti Gregoriani di Fabriano. Una messa che sarà anche il momento per i portaioli di Porta San Facondino di stringersi intorno al proprio Santo. Il giorno dopo si terrà l’adorazione eucaristica con i vespri solenni in onore del Santo, mentre il 28 – data in cui si festeggia da calendario la ricorrenza del santo – è prevista una messa concelebrata presieduta dal vicario foraneo monsignor Giancarlo Anderlini. Le celebrazioni religiose si concluderanno il 2 settembre con la messa solenne celebrata dal vescovo diocesano, Domenico Sorrentino.
Il Dr Amoni fa ipotesi sulla paternità del marchio "Ronconi" e "RGB". Un inedito dagli archivi parrocchiali.
Rispondo con grande piacere agli interventi di “Keen on ceramics”, di “Luc”, di “Fabrizio” e di altri che hanno sollevato uno stimolante dibattito sul marchio ceramico RONCONI e RGB. Premesso che, almeno dalle fonti archivistiche o dai documenti tramandati dalle due famiglie (Rubboli e Santarelli), fino ad oggi non è stato possibile spiegare con certezza l’origine dei due marchi e che i pezzi dove questi si trovano sono solo una decina (nella mia collezione di oltre 10.000 diapositive), potrei essere tentato di attribuire il marchio ad un esportatore o alla stessa fabbrica che esportava i manufatti con quel nome. Nel secondo caso, però, mi dovrei porre una domanda: perché mettere solo il marchio RONCONI e non il nome dell’opificio che l’ha prodotto? Sarebbe un controsenso nel momento in cui le ceramiche gualdesi primeggiavano in tutto il mondo. Il connubio RONCONI più Santarelli è stato ritrovato soltanto in un piatto e ciò non ci permette di studiare più a fondo la questione. Ad onor del vero, l’ipotesi del pittore, dopo altre approfondite analisi del materiale documentario effettuate dopo l’uscita del mio libro, allo stato attuale non la ritengo più giustificata, anche se gli oggetti recanti questa firma spiccano per qualità, riflessatura, prospettiva e rappresentazione minuziosa del paesaggio (foto 1). E se, invece, il nome RONCONI si riferisse ad un raffinato collezionista che richiedeva questi manufatti sia ai Rubboli che a Santarelli? Ciò spiegherebbe la rarità e la qualità di questa sparuta produzione. Discorso diverso può essere fatto, invece, per il marchio RGB, distinto molto bene da RONCONI. Anche qui siamo nel campo delle ipotesi per cui propongo una mia personale “chiave di lettura”. L’analisi del marchio, un triangolo equilatero con agli angoli le sigle in maiuscolo, trova sorprendenti analogie con il marchio SCU (Società Ceramica Umbra) fondata il 24 maggio 1920 tra Alberto, Augusto e Lorenzo Rubboli, Daria Vecchi, Giuseppe Guerrieri e suo figlio Angelo Guerrieri, Carlo Cucchiarelli, Giuseppe Baduel e suo cognato Italo Modestini. La mia ipotesi è che i pezzi targati RGB (Rubboli, Guerrieri, Baduel) – sempre più rari - che ho sempre indicato con un punto interrogativo siano in realtà i primi prodotti di questa nuova società (SCU) quando ancora il marchio definitivo non era stato ufficializzato (foto 2). In ogni caso qualsiasi ulteriore contributo a proposito è gradito.
Agli amici del blog, però, vorrei dare una “chicca” clamorosa e mai pubblicata che riguarda il famoso Francesco Biagioli detto “il Monina”, operante a Gualdo nel XVII secolo. Studiando alcuni documenti giacenti presso l’Archivio Capitolare di San Benedetto mi sono imbattuto sugli appunti che il collezionista di ceramiche mons. Antonio Cajani (Gualdo Tadino 1804 - Roma 1874) aveva lasciato a questo proposito, in cui sospettava che avesse avuto origini eugubine. Dall’analisi minuziosa dei libri parrocchiali anch’io sono giunto a questa conclusione in quanto Francesco Biagioli di Stefano, nato a Gubbio nei primi anni del ‘600, si trasferì a Gualdo Tadino intorno al 1640 dove sposò Marchedonia Paccia (7 luglio 1615 – 25 aprile 1696), figlia di Lorenzo, dalla quale ebbe 5 figli, tutti nati a Gualdo Tadino. Francesco venne da Gubbio insieme al fratello Ubaldo Biagioli che a sua volta sposò Marina Centi di Grello con la quale si stabilì a Petroia. Da questo matrimonio nacquero 4 figli i cui discendenti ancora oggi vivono a Gualdo e a Pieve di Compresseto.
Di Sandro (del 16/08/2007 @ 10:39:58, in Società, linkato 960 volte)
“Internet elimina la nostra immagine reale quindi si riesce a conoscere la gente sulla base dell’intelligenza e non della personalità.”
Questo è il concetto che voglio portare al dibattito perché è importante poter esprimere le proprie opinioni e proporre le proprie idee senza il preconcetto della persona.
La nostra società è, purtroppo, spesso plagiata dai titoli e dalle esteriorità e le etichette fanno fatica a dissolversi. I pensieri della persona conosciuta vengono valutati, con occhio benevolo, prima di quelli dello sconosciuto, il bello viene accettato in società prima del brutto, il ricco prima del povero ecc.
Ora in questo salotto virtuale il mio intendimento è quello di portare sinergie e idee, di essere una fucina di pensiero non un cantiere operativo. Prima le idee e poi il progetto da regalare alla comunità. Chi, nel progetto, ci vedrà opportunità potrà analizzarlo e magari chiedere aiuto partecipativo a chi è interessato alla realizzazione ma solo come atto finale e non come condizione della elaborazione.
Di seguito anticipo il dibattito scrivendo il mio punto di vista:
Per dirla in breve, cari amici, accettiamo il contradditorio dialogando con reciprocità solo con chi ha da proporre e tralasciamo colui che non riteniamo interessante o provocatorio. Usiamo lo stesso metro della vita di relazione dove non concediamo a tutti le stesse opportunità operando una cernita ma sfruttiamo la possibilità e la fortuna di internet che ci permette di fare questo giudicando e scegliendo l’interlocutore per l’intelligenza e non per la persona. Abbandoniamo l’ossessione dell’anonimo, non consideriamolo se ci provoca e se decidiamo di partecipare e di entrare in questo salotto accettiamo le regole senza pretendere di volverle a proprio piacimento. È virtuale, è gratis e pubblico e nessuno è obbligato a leggerlo o a partecipare ma, nei limiti, evitate di usarlo per il vostro tornaconto e soprattutto non dimentichiamo mai che la verità non è una sola. Leggendo attentamente i dati che il contatore delle visite mi offre (io chiaramente ho molti più dati di Voi a disposizione avendo la lettura completa di tutti i resoconti quali: località, IP, quando e come sei entrato ecc.) mi accorgo che siamo letti in moltissimi paesi quali Messico, Ecuador, Perù, Brasile, Argentina, USA, Canada, e naturalmente tutta l’Europa, insomma chi è lontano apprezza la nostra voce, si sente più vicino perché l’amore per la propria terra e per Gualdo genera una sorta di dipendenza. Concludo chiedendo serietà e professionalità poi se serve basta un click per chiudere una connessione e tutto tace, ma agli scorretti voglio ricordare di risparmiare il loro tempo e l’energia perché la censura sarà inevitabile e totale. Non ho obblighi economici da assolvere, ho sempre rifiutato ogni pubblicità, nonostante le richieste, per essere indipendente e libero di decidere.
Ora tocca a voi decidere se chiudere o continuare. Apriamo il dibattito ed esprimetevi.
Una processione come avvenne cento anni fa, nel 1907 come è stata illustrata in un libricino conservato presso la parrocchia , porterà l’urna contenenti i resti di San Facondino dall’omonima Pieve alla basilica cattedrale di San Benedetto. L’appuntamento è per giovedì 16 agosto , intorno alle 20.30, quando i parrocchiani, i fedeli e i portaioli di San Facondino si ritroveranno presso la chiesa da dove partiranno per la solenne processione che darà il via ai festeggiamenti religiosi del XIV centenario dalla scomparsa del primo vescovo gualdese. Un percorso illuminato da fiaccole si snoderà da San Facondino, passando per Casale – di fronte la casa natale del Beato Angelo – per proseguire presso il convento del Divino Amore, viale dei Cappuccini e risalire per viale don Bosco sino alla basilica cattedrale in piazza Martiri della Libertà, dove l’arrivo della statua del santo è previsto per le 22.30. Qui l’urna con i resti del Santo rimarrà sino al 19 agosto, per la venerazione di tutta la città. In quella data, dopo la messa solenne celebrata al vescovo emerito Sergio Goretti alle 18 animata dalla Corale Cai, il ritorno dell’urna di San Facondino presso la chiesa parrocchiale dove è custodita, sempre con una processione solenne. Il 26 agosto invece è in programma alle 18 una messa solenne celebrata dal vescovo emerito di Gubbio, Pietro Bottaccioli, con un coro di Canti Gregoriani di Fabriano. Una messa che sarà anche il momento per i portaioli di Porta San Facondino di stringersi intorno al proprio Santo. Il giorno dopo si terrà l’adorazione eucaristica con i vespri solenni in onore del Santo, mentre il 28 – data in cui si festeggia da calendario la ricorrenza del santo – è prevista una messa concelebrata presieduta dal vicario foraneo monsignor Giancarlo Anderlini. Le celebrazioni religiose si concluderanno il 2 settembre con la messa solenne celebrata dal vescovo diocesano, Domenico Sorrentino.
Il sottoscritto consigliere comunale Walter Biagiotti, dopo aver letto la notizia sulla stampa ed aver verificato presso gli uffici comunali la mancanza di qualsiasi atto in proposito
ai sensi di legge chiede di sapere
se corrispondente al vero il fatto che Lei, a spese e su ordine della società Rocchetta-Idrea, ha recitato uno spot televisivo ed ha consentito la pubblicazione, a tutta pagina sui quotidiani regionali, del testo di una lettera, su carta intestata del Comune di Gualdo Tadino, con la quale tenta di giustificare la validità della captazione di ulteriore acqua dai bacini gualdesi.
Se non ritiene ridicolo scrivere nella lettera sopra citata “mi faccio sin d’ora garante della migliore gestione delle positive ricadute sul territorio dell’investimento Idrea attraverso l’apertura immediata di un tavolo di trattativa diretto tra il Sindaco di Gualdo e la Società” quando da tempo Lei stesso e tutta la Sua maggioranza hanno espresso parere favorevole, senza se e senza ma, alla concessione sullo sfruttamento di ulteriore acqua.
Se si debba ritenere che è la società Rocchetta-Idrea che ha fatto pubblicità a Lei oppure, al contrario, è Lei ad aver fatto pubblicità per loro.
Se, nel primo caso, non ritenga obiettivamente grave che un sindaco usi qualche decina di migliaia di euro di una azienda privata, con forti interessi economici legati allo sfruttamento di una risorsa pubblica come l’acqua, per imbastire una propria campagna pubblicitaria giornalistica e televisiva e, di conseguenza, quale fiducia potranno avere i gualdesi rispetto al Suo ruolo di tutore degli interessi pubblici se Lei stesso diventa debitore di questa azienda.
Se, nel caso ritenga invece di essere stato Lei ad aver fatto pubblicità per la società Rocchetta-Idrea, prestando loro la Sua faccia e quella del Comune di Gualdo Tadino, posso immaginare di vederLa presto anche negli spot televisivi nazionali.
Se, in tal caso, sarà usato per sostituire un fuoriclasse come Alessandro Del Piero o, come molti gualdesi temono, la società Rocchetta-Idrea possa ritenere più opportuno farLe sostituire il suo cinguettante ucccellino.
Non è più tempo di rassegnazione, pazienza e tolleranza.
A seguito di alcuni incontri e dopo lunghe riflessioni sulla continua decadente situazione in cui versa la nostra città, noi, un gruppo di ragazze, ragazzi, uomini, donne, cittadini gualdesi, abbiamo deciso di tentare ad invertire la rotta, promuovendo la costituzione di una lista civica in grado di contrastare questa ormai stancante amministrazione comunale che, con le sue arroganze di potere, ci sta conducendo sul lastrico.
PERCHE’?
A Gualdo Tadino ne abbiamo abbastanza di essere presi in giro.
Da molti anni e soprattutto negli ultimi tre, i cittadini di Gualdo hanno avuto il tempo di misurare i limiti, le carenze e le incapacità dei propri amministratori pubblici.
BASTA!!!
Siamo stufi e delusi della loro inconcludenza.
La società gualdese mancante di una vera proposta politica condivisa consente a coloro che si sentono forti di occupare tutti gli spazi.
Il nostro obiettivo sarà unicamente quello di creare un polo consensuale unico, un nuovo progetto di ricostruzione con all’interno donne ed uomini di orientamenti anche drasticamente diversi, ma con il denominatore comune dell’amore e dell’orgoglio per la città di Gualdo Tadino ed il bisogno di sentirsi parte attiva dell’amministrazione civica.
Siamo convinti che la nostra città abbondi di persone con intelligenze reali, genialità e precise competenze specifiche, vogliamo perciò porre fine a questo circolo vizioso che consente a soggetti incompetenti di ricoprire incarichi importanti soltanto grazie a precisi giochi politici e non per meritocrazia acquisita.
Siamo altresì stufi che siano sempre quelli e comunque in pochi coloro che dispongono le sorti della nostra città, dei clan ristretti che decidono per tutti.
COSA VOGLIAMO?
Una città diversa e soprattutto che l’attuale amministrazione comunale se ne vada a casa.
RENDIAMOCI CONTO!!!
La gravità e pericolosità della situazione sono sotto gli occhi di tutti.
Stiamo assistendo inermi al declino inesorabile della nostra città, alla svendita di tutto ciò che per anni l’ha contraddistinta.
Noi cittadini non abbiamo più potere decisionale.
Lo sviluppo della città è giunto ad un livello inaccettabile, siamo stanchi delle prediche elettorali e soprattutto siamo preoccupati per il nostro futuro.
NOI AMIAMO GUALDO TADINO.
NOI SIAMO PER GUALDO TADINO.
Questo è lo spirito che ci ha spinto a creare una nuova lista civica in città.
E' nata:
TUTTI UNITI PER GUALDO
Ci presentiamo alla città da subito, in forma embrionale, con proposte nuove, suggerimenti ed idee che saranno discusse e di volta in volta sviluppate da tutti coloro i quali vorranno aderire e che derivano da precise esperienze maturate a seconda delle nostre diverse professionalità e delle differenti esperienze. Perché la nostra idea vuole essere quella di un movimento aperto a tutti, ove chiunque possa avere possibilità di esprimersi, di proporre e suggerire, ove chiunque possa sperare di realizzare il proprio sogno, quello di ritornare a vivere in una città diversa, frenetica, pulsante, sana.
La nostra politica sarà “absoluta”, cioè sciolta da ogni compromesso, ma volta esclusivamente al bene della città.
Siamo consapevoli che il percorso non sarà né facile né breve, ma disponiamo di certo dell’entusiasmo e della carica emotiva necessaria che unita a orgoglio, serenità, fiducia e dignità ci consentirà di andare avanti.
Vorremmo identificare la nostra lista civica con un grande cuore stilizzato biancorosso, quel cuore che un tempo dava forma alla nostra città, animandola e rendendola viva e che tanti anni di mala amministrazione hanno contribuito ad affievolire. Quel cuore di tutti quei gualdesi che rivogliono una Gualdo dinamica, attiva, fiorente, sicura e soprattutto padrona del proprio territorio e dei propri beni.
La nostra politica sarà esclusivamente per la città, le nostre armi saranno quelle di stare fra la gente,parlare con le persone,comprendere i loro bisogni e fare gli interessi dei cittadini.
CORAGGIO!!!. Non lasciamo morire la nostra città. Aneliamo davvero ad un reale cambiamento
Desideriamo creare un grande e libero movimento di opinione dove ci sarà posto per tutti coloro che pur, provenendo da scenari politici ed ideologici diversi, abbiano come unico fine la rinascita della nostra città.
Intendiamo riconsegnare Gualdo ai Gualdesi. Abbiamo bene a mente che cosa ci è stato tolto in questi anni e sarà quello ciò che intenderemo riprenderci. RIAPPROPRIAMOCI DEI NOSTRI DIRITTI!!!
RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA CITTA’!!!Uniamo le nostre forze e insieme costruiamo il futuro del nostro territorio.
Partiamo da qui per iniziare un percorso forte e continuo che manderà a casa tutto il marcio della politica Gualdese.
SE AMIAMO GUALDO DIAMOCI DA FARE PER SOSTENERLO.
Vi aspettiamo numerosi per intraprendere insieme questo avvincente cammino.
Quello che sto per portare al dibattito potrebbe sembrare pubblicità occulta ma in realtà è il semplice frutto di un colloquio avuto con un carissimo amico del blog che per diletto o lavoro è spesso fuori dai patrii confini. L’oggetto virtuale è Skype (marchio proprietario di tecnologia mediale che si può scaricare gratuitamente su Internet) un modo per telefonare o videochiamare gratuitamente in tutto il mondo se avete a disposizione un computer allacciato alla Rete. Una volta scaricato il programma, si installa e seguendo semplici e chiari comandi ci si registra. Da quel momento siete entrati in un sistema globale e il vostro nome che consiglio di mettere in chiaro (nome cognome) è nel più grande elenco telefonico del mondo. Piccoli segreti e alternative di utilizzo, che non sto qui ad elencare, potranno essere, se richieste, spiegate nel corso del dibattito. Chiarito il mezzo, parliamo dell’utilizzo che abbiamo ipotizzato: a Gualdo, sempre più conosciuto e riconosciuto, il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” con le sue numerose visite e potenzialità potrebbe offrire un piccolo servizio ai visitatori attrezzando un piccolo spazio –un PC munito di webcam e una poltroncina- per metterli in contatto con parenti e amici sparsi nel mondo. Il collegamento non ha costi ma il servizio, oltre che di grande aiuto per i fruitori, può anche diventare l’occasione per reclamizzare il museo fornendo ai media la notizia della creazione di un punto di comunicazione. Piccole cose, piccoli accorgimenti ma un grande ritorno in termini di visibilità per il Museo e per Gualdo Tadino.
Nell’ambito dei festeggiamenti del XIV centenario dalla scomparsa di San Facondino, Mario Franceschini, fotografo professionista gualdese, e Sandro Zeni, geologo e parrocchiano di San Facondino, in accordo con il comitato della Parrocchia organizzano una mostra storico fotografica sulla Pieve dedicata al primo vescovo gualdese, scomparso nel 607. La mostra, che presenterà foto e dati sulla Pieve di San Facondino tra le più antiche del territorio, si terrà presso i locali della farmacia comunale di piazza Martiri della Libertà a partire dal 14 agosto e per tutto il resto del mese. L’inaugurazione ufficiale è fissata per la vigilia di Ferragosto alle 18:00. Sarà questo il primo passaggio di una serie di festeggiamenti che dureranno sino al prossimo 2 settembre. Festeggiamenti che hanno già avuto un prologo con la pubblicazione del volume di Maria Cristina Anderlini sulla vita del Santo, “Il lezionario di San Facondino”, con l’apertura nel mese di luglio del sentiero delle via Crucis dalla Pieve di San Facondino all’eremo di Serrasanta. Tutte iniziative messe in atto dal comitato della parrocchia di San Facondino, guidato dal parroco don Fernando Canicula. Il 16 agosto alle 20.30 è in programma una processione che trasporterà l’urna con le reliquie del santo dalla pieve di San Facondino alla basilica cattedrale di San Benedetto, dove l’urna rimarrà sino al 19 agosto. In quella data, dopo la messa solenne celebrata al vescovo emerito Sergio Goretti alle 18 animata dalla Corale Cai, il ritorno dell’urna di San Facondino presso la chiesa parrocchiale dove è custodita, sempre con una processione solenne. Il 26 agosto invece è in programma alle 18 una messa solenne celebrata dal vescovo emerito di Gubbio, Pietro Bottaccioli, con un coro di Canti Gregoriani di Fabriano. Una messa che sarà anche il momento per i portaioli di Porta San Facondino di stringersi intorno al proprio Santo. Il giorno dopo si terrà l’adorazione eucaristica con i vespri solenni in onore del Santo, mentre il 28 – data in cui si festeggia da calendario la ricorrenza del santo – è prevista una messa concelebrata presieduta dal vicario foraneo monsignor Giancarlo Anderlini. Le celebrazioni religiose si concluderanno il 2 settembre con la messa solenne celebrata dal vescovo diocesano, Domenico Sorrentino. Santo Facondino, venerato nella città di Gualdo Tadino con l’appellativo di "pater patriae", come si legge sulla vetrata dell’abside della basilica di San Benedetto. Facondino è una figura mitica, che emerge dalle oscure vicende del periodo medioevale, quale ci è stata tramandata dalla tradizione popolare senza connotati biografici e temporali ben definiti, e dal Lectionarium Sancti Facundini, un antico manoscritto conservato presso la Biblioteca Vaticana (Cod. 7853); anche se non documentata, si è consolidata la credenza che sia stato eletto nell’anno 599 in seguito alla lettera inviata dal Papa San Gregorio Magno al "clero, alle magistrature ed al popolo" della Diocesi di Tadino "da lungo tempo priva di una guida religiosa", e che sia scomparso nell’anno 607. Facondino è stato a lungo indicato come Pater patriae poiché in effetti, nel periodo convulso delle invasioni barbariche che determinarono, tra l’altro, anche la dissoluzione delle pubbliche Istituzioni nelle città devastate dalle orde degli invasori, i soli punti di riferimento per le popolazioni superstiti restarono i capi delle Istituzioni religiose. Facondino pertanto, oltre che di riorganizzare la vita religiosa delle popolazioni con la predicazione e l’esempio, ebbe il merito, con la sua presenza attiva, di contribuire anche alla riorganizzazione civile delle popolazioni disperse, evitando che andasse perduto il patrimonio storico della città di Tadino, della quale le recenti ricerche archeologiche stanno portando alla luce reperti che hanno destato la meraviglia degli studiosi. Le cronache e le agiografie medioevali gualdesi ricordano San Facondino come un uomo di immense virtù che fin da ragazzo si era ritirato a trascorrere vita anacoretica, andando a vivere sulle pendici del Serrasanta, luogo solitario e tranquillo della montagna gualdese, per “molti anni con fama di gran santità”. Divenuto vescovo, Facondino operò numerosi miracoli. Dopo la sua morte i fedeli attivarono forme devozionali spontanee collegate alla precisa “funzione tutoria” che seppe assumere nel contesto della gestione della vita cittadina, non solo per le mansioni civili che gli vennero sempre più attribuite, ma anche per il carattere stesso del suo ministero, che lo designò a protettore e difensore del “gregge” a lui affidato. La tradizione vuole ancora che Iddio gli rivelasse in anticipo la data della sua morte: per questo motivo, volendo imitare il Cristo, si ritirò in una valletta, poi detta Valle Facundiana, tra le rive dei torrenti Romore e Vaccara, con lo scopo di pregare in attesa della morte che avvenne, secondo la tradizione, il 28 agosto 607. Secondo un’antica leggenda, appena Facondino spirò, apparve in sogno ad un abitante di Tadino un angelo per annunciargli di raggiungere l’eremo con un carro trainato da due giovenchi non domati, di collocarvi sopra il corpo del vescovo gualdese e lasciare che i buoi andassero in libertà. Sul luogo dove i giovenchi avessero interrotto la propria corsa, si doveva erigere una chiesa per accogliervi la salma del presule. Cosa che puntualmente avvenne, in quanto la prima chiesa fosse costruita non lontano da quella attuale. Questo almeno secondo la leggenda.
Secondo appuntamento dell'Accademia dei Romiti: Presentato il poster sugli affreschi della chiesa di San Cristoforo a Caprara Domenica 29 luglio 2007 presso la chiesa di San Cristoforo a Caprara, si è svolta la presentazione del poster che la piccola chiesetta ospita al suo interno. Dopo il lavoro sugli affreschi della parrocchiale di San Pellegrino, che ha riscosso un notevole gradimento di critica e di pubblico, l’accademia gualdese, grazie anche al fattivo interessamento della vice rettrice, dott.ssa Alessandra Artedia, si è cimentata in un’altra “sfida” volta a far conoscere maggiormente le bellezze storico-artistiche del nostro territorio. Presenti i relatori Enzo Storelli e Rosanna Fabiani Dionisi, il parroco don Luigi Merli, la dott.ssa Alessandra Artedia ha tracciato la storia della chiesa ed ha ricordato le varie tappe che hanno portato alla stampa dell’opera, realizzata grazie alla collaborazione del dottor Daniele Amoni, per la parte fotografica, e dell’architetto Emanuela Venturi, per la parte grafica. Il prof. Enzo Storelli ha presentato il ciclo pittorico tre-quattrocentesco, opera di Matteo da Gualdo e, sconfessando in parte il Guerrieri, di pittore umbro del XIV secolo. Ha ricordato anche la figura del pittore gualdese, del quale quest’anno ricorre il quinto centenario della morte, che proprio a Caprara aveva interessi (anche sentimentali) e possedimenti. La professoressa Rosanna Fabiani Dionisi, invece, ha tracciato la figura di San Cristoforo e i vari cicli pittorici a lui dedicati, mettendo in evidenza i grandi artisti che lo hanno effigiato. La restauratrice Carla Bassetti ha ricordato gli interventi effettuati nel 2002 dalla società Flebea e la complessità del restauro. In ultimo, Valerio Anderlini ha spiegato come tra gli scopi dell’Accademia dei Romiti ci sia proprio quello di valorizzare la città di Gualdo Tadino e del suo territorio, ricco, non solo di sagre, ma anche di tesori, sia storici che artistici. Stimolato dal prof. Storelli in merito ad altre iniziative, ha dato, nei limiti delle possibilità economiche del sodalizio, la disponibilità ad effettuare altre consimili iniziative. Tra i graditi ospiti abbiamo notato l’assessore allo sviluppo economico, dott. Gilberto Garofoli, la preside degli istituti scolastici superiori pro.ssa Tullia Maggini, il presidente della Pro Tadino, prof. Alberto Cecconi, e per ultimo, in ordine di arrivo, il sindaco prof. Angelo Scassellati, reduce dall’inaugurazione della chiesa parrocchiale di Morano Osteria. Tra gli accademici, anche il dott. Carlo Catanossi e l’ing. Luciano Meccoli. Riscoperta, studio, valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico e artistico di Gualdo Tadino e del suo territorio: è questo il percorso che l’Accademia dei Romiti vuole intraprendere consapevole che soltanto in questo modo la città potrà avere un ulteriore spinta per accrescere il suo sviluppo turistico.
Il comune di Gualdo Tadino in occasione della Notte Bianca dello Sport 2007, invita a partecipare all’intitolazione del Centro Sportivo in Loc. Cartiere all’indimenticato sportivo e cittadino gualdese Nello Saltutti che avrà luogo Sabato 18 agosto alle ore 18:00 presso lo stesso centro in Via Perugia.