Il Comune di Gualdo Tadino, in occasione delle festività pasquali, organizza il secondo raduno nazionale camperisti che si terra dall’1 al 5 aprile prossimi. Nei giorni scorsi è stato messa a punto l’organizzazione dell’evento, che ha visto coinvolti, oltre all’amministrazione comunale, il Polo Museale della Città, Confcommercio, Confartigianato, Associazione Riflessi, Associazione Ristoratori, Centro Ceramica Umbro, Comitato Storica Processione del Venerdì Santo, Ente Giochi de le Porte e Cai. Ricco e variegato il programma, in fase di ultimazione, che prevede per gli ospiti un percorso di visita ai musei della città (Rocca Flea, Museo dell’Emigrazione, Chiesa Monumentale di San Francesco), la visita alle botteghe ceramiche del territorio, una cena medioevale e una tipica colazione pasquale presso le taverne dei Giochi de le Porte, e una escursione sulle montagne gualdesi, oltre ovviamente ad assistere alla secolare Processione del Venerdì Santo. “Si tratta di una straordinaria opportunità per la nostra città di promuovere le proprie eccellenze, le tipicità attraverso il circuito turistico dei camperisti – sottolinea il vicesindaco Sandra Monacelli - Il coinvolgimento dei vari soggetti e degli operatori rappresentano la sinergica risposta per uscire da una crisi economica preoccupante. In questo percorso si inserisce l’azione propositiva dell’amministrazione comunale.”
L’Amministrazione Comunale e il Centro Commerciale Naturale Riflessi organizzano una giornata originale e divertente per trascorrere il Carnevale nel centro storico di Gualdo Tadino. Tutti, ma proprio tutti, potranno venire mascherati in centro e i costumi più belli potranno vincere un premio! La mattina del 16 febbraio gli alunni di tutte le scuole gualdesi, cioè nidi, materne, elementari, medie e superiori, saranno presenti in piazza Martiri per festeggiare insieme il carnevale in costume. Saranno quindi circa un migliaio gli studenti che balleranno la musica dell’animazione prevista per l’evento. Il centro storico sarà poi rallegrato dalla sfilata di maschere al suono della banda musicale gualdese. Al termine della mattinata una giuria assegnerà dei premi in denaro o in buoni acquisto a coloro che si distingueranno per la maschera più bella, al gruppo di costumi più originale e alla classe più creativa. La seconda parte della manifestazione si svolgerà nel pomeriggio del 16 febbraio alle ore 16,30 e i protagonisti del palcoscenico del bellissimo centro storico gualdese saranno gli animali domestici. Il “Carnevale degli Animali” sarà lanciato in questa occasione: saranno infatti gli animali domestici, in costume carnevalesco, i protagonisti in piazza Martiri. Gli animali travestiti, accompagnati dai loro padroni, sfileranno per le vie del centro storico. Alla fine una giuria eleggerà le maschere più originali, valutando sia il costume dell’animale che quello del padrone. La premiazione, consistente in buoni acquisto da spendere in centro, concluderà la giornata. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare a questi eventi, così da trascorrere la giornata di Carnevale in compagnia e in allegria. In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà nelle taverne.
Associazione Riflessi per il Centro Storico Corso Italia 8 06023 Gualdo Tadino
Di Riccardo (del 29/01/2010 @ 11:35:32, in - Scuola, linkato 3087 volte)
Come sarà il mondo dei grandi? Per i bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia (meglio conosciuta come scuola materna) il mondo dei grandi è la scuola primaria (meglio conosciuta come scuola elementare). Febbraio è il momento delle iscrizioni per il grande passo con mamme e nonni che già preannunciano cataclismi: non si potrà solo giocare, bisognerà scrivere molto e studiare, altrimenti ti bocceranno. Ma sarà proprio così? Perché non verificare con i propri occhi? E così i bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia di Cerqueto si sono recati in visita alla vicina scuola primaria a tempo pieno per un primo contatto con quello che sarà il loro mondo per i prossimi cinque anni: un canto d'accoglienza dei loro futuri compagni li ha subito messi a loro agio. Poi ogni bambino della classe quinta ha preso sotto la sua protezione come “tutor” un bimbetto della scuola dell'infanzia e ,tenendolo per mano, lo ha accompagnato a sperimentare le varie attività che si fanno nel plesso, dai giochi in palestra per far crescere in armonia il proprio corpo alle “creazioni artistiche” per affinare la loro sensibilità artistica nel laboratorio grafico pittorico e alle attività didattiche disciplinari. Per chiudere in allegria l'incontro i bambini della scuola dell'infanzia hanno consumato il pasto del pranzo nella mensa della scuola accanto ai loro tutor ed ai compagni che ritroveranno nel prossimo settembre. Una bella esperienza in quel percorso di continuità che caratterizza le programmazioni nelle scuole di oggi per facilitare e rendere meno traumatico il passaggio da un ordine di scuola all'altro. Alla fine espressioni felici sui volti dei bambini. In fondo la scuola non è poi così temibile perché è vero che si deve imparare ma l'imparare può essere anche un'attività piacevole e divertente. Nel corso della prossima settimana, per completare questo percorso di continuità, il dirigente scolastico del Circolo Didattico di Gualdo Tadino prof. Gaetano Ferrara si incontrerà con i genitori dei bambini dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia per illustrare l'offerta formativa della scuola primaria.
L’allestimento del suggestivo presepe nel giardino delle scuole di San Rocco ha animato le festività natalizie. La sacra rappresentazione della natività, realizzata in polistirolo con sagome a dimensione umana, ha attirato molti visitatori e ha riscosso molti apprezzamenti. Un plauso particolare è giunto dagli abitanti del quartiere per la suggestiva visione soprattutto nelle ore notturne, in cui il bianco delle sagome veniva messo in risalto da fari di illuminazione e dalle fiammelle di lumi in cera. Tutti i bambini del plesso, dai tre ai dieci anni, hanno atteso con ansia “l’accensione” del loro presepe che è avvenuta il 22 Dicembre alle ore 17,30 alla presenza del dirigente scolastico Professor Gaetano Ferrara e del sindaco, Dottor Roberto Morroni. Questi si sono complimentati con i bambini e con gli insegnanti per la bella iniziativa ed hanno sottolineato la creatività e l’originalità del lavoro, la profondità dei valori trasmessi, nonché l’amore di una scuola per il proprio territorio, di una scuola che vuole “creare” per il quartiere e per la comunità. Durante le festività è stato possibile ammirare anche una miniatura del presepe originale, esposta nella chiesa di San Francesco in occasione del concorso “Mostra nazionale presepi città di Gualdo” .
La leggenda Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri. Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere. Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po', infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31. Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo. Per quanto la leggenda parli di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea, che è bruna - becco incluso - nelle femmine, mentre è nera brillante - con becco giallo-arancione - nel maschio.
Dalla leggenda alla realtà Ma quanto c’è di vero nella tradizionale credenza che gli ultimi tre giorni di gennaio siano i più freddi dell’anno? Ben poco se prendiamo in considerazione i dati del Centro Geofisico Prealpino nel periodo 1967-1999. Da questi risulta infatti che la temperatura media dei giorni 29-30-31 gennaio è stata di 3.6 °C. Mentre la temperatura media di gennaio, calcolata sullo stesso periodo di osservazioni, è di 2.8 °C. Per cui la media di questi tre ultimi giorni risulta di quasi un grado (esattamente 0.8 °C) più alta. Infatti statisticamente dopo il 10 di gennaio la temperatura tende ad aumentare.
Lunedì sera si è riunita presso la sala delle ceramiche del Municipio di Gualdo Tadino l'assemblea dei soci della Pro Tadino. All'Ordine del Giorno era prevista l'approvazione del bilancio e l'elezione del nuovo consiglio direttivo. La Pro Tadino esce felicemente da un periodo difficilissimo sul piano finanziario. Il Consiglio, presieduto da Alberto Cecconi prima e Paola Moriconi dopo, ha avuto il merito di intraprendere un percorso virtuoso di risanamento rilanciando contestualmente, con elementi di forte e qualificato rinnovamento, il Concorso Internazionale della Ceramica (trasformato in Triennale). Nel corso del dibattito tra i soci intervenuti si è affrontato il tema degli obiettivi futuri che il nuovo consiglio dovrà inserire nel suo programma sia nel filone della promozione turistica che in quello della promozione di eventi e delle iniziative culturali. L'intervento del vice sindaco Sandra Monacelli (che ha sottolineato l'importanza della presenza e del ruolo della Pro Tadino anche nel futuro immediato) ha messo anche a fuoco la natura dei rapporti che dovrebbero intercorrere tra l'associazione e l'amministrazione comunale nell'ottica di una promozione globale del territorio. Al termine del dibattito si sono svolte le elezioni del nuovo consiglio che, per statuto, è stato ridotto da 11 ad 8 membri. Questi gli eletti in ordine alfabetico: Abbati Ennio, Garofoli Gilberto, Mancini Mauro, Meccoli Luciano, Moriconi Paola, Ponti Sergio, Serroni Riccardo, Viventi Marcella. Revisori dei conti: Matarazzi Giuseppe, Carlo Catanossi e Diego Del Bianco. Probiviri: Antonio Pieretti, Umberto Balloni, Giannantonio Gammaitoni. Entro la prossima settimana il consiglio si riunirà per eleggere il Presidente e le altre cariche sociali.
Tra le tante opportunità che la Rete mette a disposizione c'è la vetrina/spot di una webcam che offre immagini di porzioni del territorio. Nel nostro caso, uno scorcio di Piazza Martiri della Libertà con la facciata del Comune o di San Benedetto, oppure una vista panoramica, dalla Scuola Media, dell’abside di San Francesco e lo scorcio del centro storico con lo sfondo del Serrasanta o la Rocca Flea o … Tutte possibilità a costo zero entrando nel circuito delle webcam-meteo dove lo spazio per la promozione è dato gratuitamente da siti o portali interessati a fornire un servizio per vendere a terzi spazi pubblicitari. Sembra poca cosa ma il sempre più numeroso popolo del web usa questi strumenti sia quando è interessato che per curiosità nei momenti di pausa. La spesa è di qualche decina di €uro per l’acquisto della telecamerina, i posti suggeriti negli esempi sono già forniti di connessioni internet. L’esperienza della webcam installata dalla Provincia su a Valsorda, al Rifugio del Cai, che ci manda le immagini in tempo reale della splendida vallata, oggi per la verità un po’ nebbiosa, ne è un esempio da seguire e non a caso sono sempre più le città che sfruttano questa opportunità. È poca cosa, ma è qualcosa.
La vita non è facile per la famiglia di Trento Alimenti: il fratello Oberdan muore nel 1914, il padre Giuseppe nel 1916, la sorella Triestina rimane vedova, giovanissima, nel 1919. Trento, Oberdan, Triestina… i nomi imposti ai figli dal capofamiglia Giuseppe sembrano un manifesto politico. Trento Alimenti, di Giuseppe e Camilla Tomassoni, nato a Costacciaro il 28 febbraio 1898, residente a Gualdo Tadino dal 27 giugno 1909, calzolaio, comunista, alle ore 1,30 dell’11 marzo 1922 viene ucciso in via delle Mura a seguito di uno scontro a fuoco. Le cronache giornalistiche di quella giornata sono ovviamente di parte, avendo ormai lo squadrismo fascista messo a tacere qualsiasi altra voce. E’ un giornalismo ben allenato, ogni giorno deve mettere una “pezza” alla violenza fascista, ogni giorno deve inventare ricostruzioni fantasiose per sovvertire la realtà dei fatti. I resoconti, quindi, informano che la sera del 10 marzo 1922 una comitiva di amici, tra cui alcuni fascisti, si riunisce in casa di Michele Pericoli per festeggiare il compleanno del padrone di casa. Verso la mezzanotte la comitiva esce di casa e viene beffeggiata da alcuni giovani repubblicani, tra cui i non meglio identificati Santarelli e Demegni. Nella colluttazione rimangono feriti i fascisti Dario e Aldo Liberati e contusi alcuni giovani repubblicani. Sopraggiunti i carabinieri fu subito ristabilita la calma.
“Passata voce tra loro, i comunisti gualdesi (quasi tutti ex disertori amnistiati) cominciarono a sbucare da più parti, bene armati di bastoni e alcuni anche di fucili, coll’intenzione di sfogare i loro istinti sanguinari sui fascisti se avessero potuto coglierli alla spicciolata. Ma i fascisti se ne erano tornati tranquillamente alle loro case e appresero gli avvenimenti successivi la mattina seguente. I carabinieri della stazione di Gualdo Tadino si divisero in due pattuglie per sorvegliare ed impedire una levata di scudi e qualche eccidio da parte dei comunisti che, soli ed armati, scorrazzavano per le vie della città. Una delle due pattuglie di carabinieri, nella parte posteriore del Corso presso largo S. Maria fermò il comunista Ippoliti Aldo per perquisirlo, ma questi riuscì a divincolarsi e a fuggire nei vicoli della parte bassa della città. I carabinieri si diedero ad inseguirlo. Ad un certo punto da due individui che stavano appiattati alla svolta di un vicolo partì un colpo di fucile che colpì in pieno petto il carabiniere Giovanni Pandolfi il quale – da vero eroe – prima di stramazzare a terra, ebbe la forza di spianare il suo moschetto contro i due vigliacchi comunisti, uno dei quali – Alimenti Trento – cadde al suolo tentando ancora di reagire coi due fucili di cui era armato. Ma i carabinieri lo resero all’impotenza e pochi minuti dopo spirò. L’altro comunista – Ippoliti Aldo – fuggì e tuttora è latitante”. (L’Unione liberale, 13 marzo 1922)
Ecco quindi ben individuato il cattivo: il calzolaio Trento Alimenti, vigliacco e disertore. Ecco ben identificati i buoni: i fascisti vigliaccamente malmenati dopo una tranquilla serata di festeggiamenti. Pertanto si è trattato soltanto di una scaramuccia tra giovanotti finita in tragedia? In questo periodo il clima politico a Gualdo Tadino è pesantemente inquinato dalla violenza fascista degli squadristi locali, sostenuti dai ben più agguerriti squadristi di Foligno (squadra La Disperatissima, guidata dal terribile Negroni) e Perugia (squadra Ardita), che a loro volta avevano avuto dei maestri d’eccezione nella tristemente famosa squadra di Firenze “La Disperata”. Mario Piazzesi, squadrista de “La Disperata” di Firenze ricorda le incursioni a Perugia e Foligno:
“Non un circolo rosso, non una cooperativa, non un covo, nulla rimase in piedi e già che eravamo nell’argomento scomparve anche qualcosa dei bianchi, tanto gli uni valevano gli altri; ormai anche nell’Umbria eravamo divenuti professori e gli allievi locali promettevano bene”. (Franzinelli Mimmo, Squadristi, Milano, Mondadori, 2003).
Tutti i giorni le squadre fasciste si rendono responsabili di delitti e devastazioni. Per dare un’idea della violenza squadrista è sufficiente ricordare le operazioni portate a termine il giorno seguente alla morte di Trento Alimenti, per le giornate precedenti e successive basta sostituire i nomi dei morti…
A Puianello muore per sfondamento del cranio il segretario del circolo socialista Armando Taneggi; a Pieveottoville vengono uccisi dalle camicie nere il ventinovenne Renato Guazzi e il ventisettenne Enrico Galli; a Iano è ferito grave¬mente l'antifascista Alfredo Rinaldi; assassinato dai fascisti triestini Giovan¬ni Blasich; a Coenzo gli squadristi uccidono il ventiquattrenne Mario Rabaglia e il cinquantaduenne Vincenzo Amadei. Devastate la Came¬ra del lavoro di Casteggio, la cooperativa di Castelvetro e la cooperati¬va di Caorso, la Società di mutuo soccorso di San Martino in Campo e la sezione socialista di Campi Bisenzio, il circolo ricrea¬tivo di Cascina e il circolo comunista di Bagni di Casciana. Bastonato Antonio Bertoldi, sindaco socialista di Zibello; aggredito a Foligno durante il congresso regionale del PPI il sottosegretario Mario Cingolani; impedita ai repubblicani romani la celebrazione di Mazzini: gli squadristi disperdono l'adunata con manganellate e pistolettate.
Cosa successe veramente a Gualdo Tadino durante la nottata tra venerdì 10 marzo e sabato 11? Il 10 marzo gli squadristi fascisti si rendono responsabili di un sanguinoso assalto alla Camera del lavoro di Gualdo Tadino; dopo la devastazione della sede avviene lo scontro in piazza Vittorio Emanuele, l’attuale piazza Martiri della Libertà, tra fascisti e antifascisti; dopo poche ore Trento Alimenti giace cadavere in via delle Mura. Gli oppositori al fascismo sono incapaci di fare i conti con la violenza altrui, una violenza metodica utilizzata per annientare il “nemico”; pochi mesi dopo l’assassinio di Trento, i fascisti impongono le dimissioni al Sindaco Egidio Martino Pucci e all’intera Amministrazione Comunale, guidata dal Partito Popolare; il Sindaco rimane nascosto per dieci giorni in una casa privata del centro storico; gli assessori ricevono la visita degli squadristi gualdesi
“… un manipolo di fascisti, capitanato dal gualdese (omissis), si recò presso l’abitazione di Giubilei Giuseppe in via Rosati, 7 e gli intimò, con il manganello e l’olio di ricino, le dimissioni dall’incarico di Consigliere Comunale e di Assessore effettivo”. (Giubilei Italo, Cattolici e politica a Gualdo Tadino 1904-1944, Gualdo Tadino, Ed. Accademia dei Romiti, 2007)
Gualdo Tadino segue la sorte di tutte le altre città italiane, poche persone trovano il coraggio di opporsi alle devastazioni dello squadrismo fascista: Trento Alimenti e i fatti del 10-11 marzo 1922 rappresentano il canto del cigno dell’antifascismo militante gualdese.
Di Sandro (del 24/01/2010 @ 17:45:21, in - Ceramica, linkato 595 volte)
Non è mai troppo tardi! È dal 9 gennaio u.s. che un video registrato ai tempi del sindaco Rolando Pinnacoli, mi sembra che fosse il 2002 o 2003, è di pubblico dominio. Beh... finalmente è stato messo su You Tube. Meglio tardi che mai. Un giovane Maurizio Tittarelli Rubboli fa da Cicerone. Le promozioni di qualità, per la ceramica e per la nostra città, non sono mai troppe.
Le celebrazioni in occasione della Giornata della memoria: ospite atteso Alberto Krachmalnicoff, Presidente dell’Associazione Italia Israele Perugia. In occasione della giornata internazionale della memoria, che commemora la shoah a sessantacinque anni dalla liberazione dei pochi superstiti del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’esercito sovietico, il Comune di Gualdo Tadino, il Polo Museale della Città e l’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea (Isuc), con la partecipazione dell’Opera Salesiana Don Bosco – Verde Soggiorno e l’Istituto d’Istruzione Superiore “R. Casimiri”, propongono un’occasione unica di riflessione e di approfondimento ospitando Alberto Krachmalnicoff, Presidente dell’Associazione Italia Israele Perugia che racconterà nel suo intervento la storia di Aldo e Francesca Faina Giusti e la mobilitazione di un intero paese per salvare una famiglia ebrea: la singolare storia di una famiglia ebrea che tra l’ottobre 1943 e la fine della guerra si rifugiò nelle campagne umbre presso i poderi della tenuta dei conti Aldo e Francesca Faina nel territorio di San Venanzo, in provincia di Terni. Questa famiglia, che subì l’incubo delle Leggi razziali e soprattutto fu vittima della persecuzione scatenata dalla Repubblica sociale italiana dopo l’8 settembre nei confronti degli Ebrei, poté valersi della toccante solidarietà di una famiglia, quella dei Faina, ma soprattutto di un intero paese, che si oppose, lottando con ogni mezzo, al destino tragico a cui erano inesorabilmente destinati i Krachmalnicoff e che condurrà invece molti altri ebrei al tragico rogo di Auschwitz. L’incontro, che si terrà lunedì 25 gennaio alle ore 11.00, presso il Cinema Teatro Don Bosco è aperto a tutti. Dopo i saluti delle autorità, Il Sindaco Roberto Morroni e la Vice Sindaco Sandra Monacelli, interverranno la Dirigente scolastica Tullia Maggini, il Direttore dell’Opera Salesiana Don Nicola Cupaiolo ed il Presidente dell’Associazione Italia Israele Perugina. Modera la manifestazione il giornalista Mario Donnini. Per informazioni rivolgersi al numero telefonico: 075-9142445 oppure scrivere al seguente indirizzo mail: info@emigrazione.it
Il Patto sociale per lo sviluppo che è stato oggetto di una manifestazione promossa dall’Amministrazione Comunale il 16 gennaio presso il Teatro Salesiani fa discutere. Esso viene subito dopo il consiglio comunale aperto sulla Merloni richiesto dalle opposizioni. Buon segno, prima di tutto. Il fatto che si discuta, ci si confronti, si cerchino strade è di per sé positivo. Ma veniamo al Patto. La formula prescelta non è quella di un confronto libero ma di una manifestazione tematica con un percorso ben preciso: l’intervento dell’assessore Giuseppe Pompei per fotografare la situazione attuale, l’intervento del prof. Roberto Segatori (cui non è piaciuta molto la formula spettacolare prescelta) per fornire alcune indicazioni metodologiche, l’intervista a tre imprenditori locali (Mario Moriconi, Gianluca Pennoni, Matteo Minelli) e le conclusioni del sindaco Roberto Morroni che ha tracciato le linee portanti di questo Patto. Per non andare per le lunghe sintetizzo al massimo. La premessa è una situazione economica sempre più grave (aumento del 22% della disoccupazione, aumento del 400% dei lavoratori in lista di mobilità). Fermo restando la necessità dell’accordo di programma sulla Merloni e degli ammortizzatori sociali per il contingente, non si può restare con le mani in mano ed è necessario trovare le coordinate giuste per far ripartire l’economia soprattutto attraverso la nascita delle microimprese. Percorso sicuramente non facile perché per far nascere una nuova impresa occorre che si intersechino la capacità manageriali e professionali di uno o più soggetti, che si trovi il settore che possa avere un mercato, che si trovino le risorse necessarie a far decollare il progetto. Il Patto sociale di per sé non è ancora un patto vero e proprio (il Patto è la sottoscrizione di una serie di intenti da parte di più soggetti tendenti ad un obiettivo comune) ma piuttosto l’indicazione di un percorso virtuoso da seguire per raggiungere l’obiettivo. Il Patto vero e proprio verrà sottoscritto quando i soggetti chiamati a sottoscriverlo saranno disponibili. I caratteri di questo percorso sono stati catalogati nell’intervento del sindaco Roberto Morroni. Necessitano prima di tutto delle condizioni di fondo: uno sforzo corale di tutta la città, una responsabilità individuale di chi può avere le capacità e la voglia di mettersi in gioco, un sostegno a chi vorrà intraprendere questo percorso. Gli obiettivi da perseguire saranno quelli di facilitare la nascita di nuove microimprese facendo lievitare la cultura del cambiamento, la ricerca della qualità e facilitando la riqualificazione professionale. Il metodo necessario è quello della ricerca dei settori economici su cui puntare, l’analisi dei mercati, la ricerca delle risorse finanziarie, la formazione e la riqualificazione professionale. I soggetti chiamati a sottoscrivere questo Patto sono le Istituzioni sovracomunali, l’Università, le Associazioni di categoria, i lavoratori, le Banche. Il comune inizierà a fare qualche cosa di concreto contribuendo a finanziare la copertura del 3% degli interessi per le nuove aziende (2% per le aziende esistenti) che richiederanno mutui e lavorando per abbattere del 50% i costi energetici. Inoltre attiverà degli uffici comunali per un supporto psicologico alle persone in difficoltà, per consigliare un orientamento professionale, per favorire l’incrocio tra domanda ed offerta e per migliorare l’informazione sui servizi e le prestazioni sociali esistenti. Un libro dei sogni o qualche cosa di più concreto? Il dibattito è aperto. Comunque un percorso. Con la consapevolezza che far nascere un’impresa dall’oggi al domani non è mai tanto facile ma anche che lo stare con le mani in mano in attesa del Messia non porterà nulla di buono.
Il Consiglio direttivo della Pro Tadino si è riunito per l’ultima volta nella sede dell’Infopoint, in piazza Martiri, per fare il punto sulla attività svolta nel triennio del proprio mandato, per approvare il bilancio consuntivo e per convocare l’assemblea ordinaria dei soci, che si svolgerà lunedì 25 gennaio, alle ore 21, nella sala consiliare del Comune. In quella sede, dopo la relazione della presidente Paola Moriconi e la discussione del bilancio proposta da Luciano Meccoli, si procederà alla elezione del nuovo Consiglio direttivo, dei collegi dei revisori dei conti e dei probiviri, che resteranno in carica sino a tutto il 2012. Soddisfazione unanime tra i consiglieri uscenti per essere riusciti a salvare l’associazione, a rilanciare il concorso internazionale della ceramica ed a promuovere diverse iniziative.
L'Accademia dei Romiti di Gualdo Tadino promuove la pubblicazione “Autori Gualdesi” nella quale saranno inseriti tutti coloro che nati a Gualdo oppure oggi residenti abbiano pubblicato opere a carattere divulgativo (letteratura, storia, filosofia, poesia, arte, fotografia, manualistica, scienza, medicina, ecc) di qualsiasi soggetto. Il volume, curato da Daniele Amoni e Valerio Anderlini, conterrà anche le tesi di laurea redatte dai gualdesi in cui si individuino chiaramente le tematiche riguardanti la città o il suo territorio nei vari secoli e in tutti i suoi aspetti. Si invitano pertanto tutti coloro che sono interessati all'iniziativa a mettersi in contatto con la redazione de Il nuovo Serrasanta o con i curatori della pubblicazione.
Dispiaciuti, amareggiati, arrabbiati…molto arrabbiati. Nonostante gli inviti più o meno espliciti alla chiusura delle attività commerciali per le festività del Patrono Beato Angelo, i cosiddetti “commercianti forestieri” hanno pensato bene di perpetrare con la scorretta tradizione di tenere aperte le saracinesche dei loro locali. Questi signori, non gualdesi ma che con Gualdo ci mangiano, hanno uno strano modo di mostrare la propria riconoscenza ad una città che permette loro di espandersi economicamente. In altre realtà comunali, e non ci soffermiamo sugli esempi perché apparirebbero fin troppo scontati, una simile sgarberia nei confronti del Santo Patrono comporterebbe la reazione incontrollata dell’intera comunità: a Gualdo Tadino no, tutto passa sotto silenzio, perché, si sà, i problemi sono altri. E invece i problemi sono anche e soprattutto questi. Lasciare per strada le proprie tradizioni, permettere ad altri di calpestare l’identità di una città fiera e forte, sorvolare su questioni che attengono al rispetto dei cittadini e del loro bagaglio culturale e sociale è non solo scorretto, ma addirittura estremamente dannoso. Invitiamo alla riflessione questi pseudo-imprenditori, che pensano basti dare una decina di posti di lavoro per cancellare la dignità di una città, che inseguono solo le leggi del mercato, facendo stracci e macerie dell’unico vero scopo per il quale valga la pena esistere: conservare e rispettare le proprie radici. Quelle radici alle quali tengono i gualdesi, soprattutto in un periodo di enormi contraddizioni sociali, dove le certezze diventano flebili, quando ci si aggrappa a quei valori che il consumismo sfrenato ci porta ad accantonare. Il 15 gennaio è festa a Gualdo Tadino! Non solo per chi la vive nell’intimità religiosa o nel silenzio della propria fede, ma anche per tutti quelli che amano prendersi cura del passato per poter costruire il futuro dei propri figli. Una comunità senza tradizioni è una comunità fragile, un’accozzaglia di gente che semplicemente abita nello stesso posto senza tuttavia viverci. Dal canto nostro ci adopereremo per far si che dall’anno prossimo, attraverso i poteri che spettano al nostro Sindaco, venga vietata in tutto il territorio comunale l’apertura degli esercizi commerciali, prevedendo sanzioni pecuniarie nei confronti degli eventuali trasgressori. Certi strumenti di tutela non dovrebbero trovare applicazione se ci fosse, da parte degli operatori, quel minimo di buon senso che manca ormai da troppi anni.
E' Stefano Franceschini il dodicesimo Gonfaloniere dell'Ente Giochi de le Porte. E' quanto è emerso dal Bussolo, la cerimonia che serve appunto a scegliere il “priore - presidente” che reggerà le sorti dell'Ente Giochi in questo 2010 e che ha visto il Priore di San Donato assumere la carica di Gonfaloniere. Domenica sera il consiglio dei 64 – in costume medioevale- si è ritrovato nella Basilica Cattedrale di San Benedetto per scegliere a chi tra i quattro priori sarebbe andato il gonfalonierato per l'anno duemiladieci. Una scelta vincente confermata anche dal numeroso pubblico che ha seguito la manifestazione. Suggestivo il corteo che ha portato i 64 “grandi elettori” nella basilica. Corteo che ha mosso dalla taverna di San Martino, con il consiglio preceduto dai musici della città di Gualdo Tadino. La votazione è avvenuta con il sistema delle pallotte (biglie di ferro) che sono state introdotte nei bussoli, contraddistinti dallo stessa della porta. Il tutto preceduto dai giuramenti in lingua volgare, secondo lo statuto cinquecentesco risalente al periodo in cui Gualdo Tadino era sede di legazione autonoma. A sovrintendere le operazioni il “Cardinal legato”, Carlo Bartoccioni, coadiuvato dai quattro maggiorenti, Sergio Garofoli-Andrea Micheletti-Marcello Stazi – Andrea Graziosi, che hanno scandito i vari giuramenti rituali e stabilito il cerimoniale della votazione, alla presenza dei priori, Carlo Petrozzi (San Facondino), Gianni Gubbiotti (San Benedetto-vice), Fabio Ippoliti (San Martino) e appunto Stefano Franceschini (San Donato). Per quanto riguarda l’aspetto concreto dell’elezione la scelta tra i priori di San Martino, San Benedetto, San Donato e San Facondino è caduta su Stefano Franceschini che è stato eletto con tanti voti, cinquantasei sui sessantaquattro totali gli altri sono andati dispersi agli altri priori –quattro per Porta San Martino e altrettanti per San Benedetto - e reggerà l'Ente Giochi de le Porte per il corso del nuovo anno. Stefano Franceschini, priore di San Donato, diventa per la prima volta ufficialmente Gonfaloniere dell'Ente Giochi, dopo che nel 2009 era stato nominato a capo della porta giallobianca. Un'elezione sostenuta da tutte le quattro porte in uno spirito unitario che ha fatto confluire su Franceschini la fiducia di tutti i portaioli, come dimostra il numero dei consensi. Nel suo intervento, il neo Gonfaloniere ha ringraziato diversi soggetti da don Gianni Brunetti – che ha messo a disposizione la cattedrale – l'ufficio di presidenza, le commissioni dell'Ente, ai Priori, alle Porte che lo hanno sostenuto in questa elezione, iniziando dalla sua. Francheschini ha inoltre fissato due punti fermi, “partendo dai risultati ottenuti dall'Ente sinora grazie anche a chi mi ha preceduto”, occorre rimodellare il laovro fatto rimettendo al centro le Porte e i rispettive comitati dando loro lo spazio che meritano. L'altro aspetto indicato è quello di riportare al centro lo spirito dei Giochi avvicinando sempre più giovani alla manifestazione, non scordando chi è in “difficoltà” e vorrebbe partecipare all'attività dell'Ente ma non può.
Originalità, creatività, fascino evocativo, maestria e abilità tecnica, qualità riscontrate dalla giuria di esperti e dall’espressione del gradimento popolare nella cerimonia di premiazione dei vincitori a conclusione del I° Concorso-Mostra Nazionale Presepi tenutasi Domenica 17 gennaio nella Chiesa di San Francesco alla presenza del Sindaco Roberto Morroni, del Vice Sindaco Sandra Monacelli e del portavoce della giuria di esperti, lo storico Sergio Ponti. Vincitore Assoluto del Concorso è risultato il tappeto floreale con rappresentazione della Natività di Gentile da Fabriano realizzato dal gruppo mastri infioratori dell’Ente autonomo Palio di San Giovanni Battista di Fabriano “per la paziente manualità e la valida professionalità nella sapiente composizione di micro polveri di erbe e fiori tramutate nella preziosa rappresentazione del capolavoro di Gentile da Fabriano del 1423”. La particolarità della tecnica utilizzata, la maestria nella composizione del bozzetto e nell’accostamento dei colori hanno reso al meglio, secondo i giurati, il fascino dell’ originalissima scena della Natività cosiddetta Strozzi. Sarà possibile ammirare l’opera nella Chiesa Monumentale ancora per un mese. Premio speciale del pubblico invece, attribuito dalle centinaia di schede di valutazione compilate dai visitatori grazie all’iniziativa “Vota il presepe preferito”, al Natale sull’Appennino realizzato dalla gualdese Francesca Ruiz de Ballesteros, per “la singolarità e la particolarità dell’ambientazione della natività nel familiare paesaggio appenninico, che attualizza sullo sfondo dei nostri monti il lieto Evento, trasponendolo all’interno della nostra tradizione mediante la creazione di un bucolica atmosfera sognante”. Un vivo ringraziamento alla cittadinanza ed in particolare a tutti i partecipanti al concorso da parte del Sindaco Roberto Morroni, “poiché hanno arricchito la splendida cornice della Chiesa Monumentale di San Francesco con le proprie abilità tecniche”. L’assessore alla cultura Sandra Monacelli, ha ribadito invece l’importanza della partecipazione delle scuole, “per le quali l’iniziativa ha rappresentato un valido strumento di espressione del grande potenziale artistico dei ragazzi. La quantità e la qualità dei commenti lasciati dai visitatori permettono di toccare con mano l’entusiasmo con cui è stata recepita l’iniziativa, dati che vanno accostati a quelli molto incoraggianti delle presenze, oltre duemila e cinquecento visitatori, che hanno poi visitato anche i Musei cittadini. Il successo dell’iniziativa riveste grande significato poiché, essendo incentrato sulla Natività, momento focale della nostra storia che ha cambiato le sorti dell’Umanità, rivela quanto sia indispensabile mantenerne viva la tradizione”. “Doveroso il ringraziamento al nuovo Polo Museale Città di Gualdo Tadino”, ha continuato la Senatrice Monacelli “che ha giocato un ruolo di primo piano con la consueta professionalità nella gestione dell’iniziativa, oltre che al Centro Commerciale Riflessi, al Comitato Storica Processione del Venerdì Santo, alla Confartigianato, alla Confcommercio, che hanno contribuito alla sua realizzazione”.
Polo Museale Città di Gualdo Tadino Dr. Catia Monacelli
Alcune foto relative alla preparazione e composizione del tappeto foloreale decretato vincitore al concorso, una sorta di back stage.
Premio Beato Angelo 2010 Premiati: Carlo Cecconi, 27 anni, missionario impegnato in Perù (ha ritirato il premio la famiglia) Emanuele Fumanti, 24 anni, sottotenente Aeronautica Militare
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati all'assessore Pierluigi Pezzopane, in rappresentanza del Comune di L'Aquila, due assegni, dell'importo di 7.000 e 1.700 euro, rispettivamente del Comune di Gualdo Tadino e della città di Audun Le Tiche, gemellata con Gualdo Tadino, frutto di raccolte fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma dell'aprile 2009.
Durante le festività natalizie la Chiesa Monumentale di San Francesco ha visto riversarsi al suo interno una variegata folla, più di 2.500 visitatori in meno di un mese: curiosi, appassionati d’arte, esperti di artigianato artistico, giornalisti e cittadini gualdesi attratti dai presepi esposti per il primo Concorso-Mostra Nazionale Presepi, iniziativa di successo promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gualdo Tadino e curata dal Polo Museale della Città. “La Mostra ha rappresentato un importante valore aggiunto all’offerta turistica della città”, spiega il Sindaco Roberto Morroni, “alla quale hanno accordato la propria preferenza un buon numero di visitatori, come attestano gli ottimi risultati in termini di flussi, registrati dalle strutture museali del nuovo polo cittadino”. Ora siamo giunti alla fase finale: la premiazione avverrà domenica 17 gennaio alle ore 10.00 nella Chiesa di San Francesco, alla presenza del Sindaco Roberto Morroni e della Vice Sindaco, con delega alle attività culturali, Sen. Sandra Monacelli. “Il Vincitore Assoluto del Concorso”, aggiunge l’Ass. Sandra Monacelli, “sarà decretato insindacabilmente da una commissione tecnica composta da autorevoli esperti, ma sarà anche attribuito un altro riconoscimento: uno speciale Premio del pubblico, espressione della giuria popolare composta dai numerosi visitatori che in questi giorni, alla conclusione della loro visita, hanno voluto esprimere il proprio favore per il presepe ritenuto migliore, a dimostrazione dell’entusiasmo con cui è stata recepita l’iniziativa dalla popolazione. Inoltre, indipendentemente dai premiati, tutti gli iscritti riceveranno un attestato di partecipazione su pergamena”. La scelta della data del 17 gennaio per la premiazione è stata suggerita dalla volontà di rispettare la tradizione gualdese che vede prolungato il clima natalizio fino alla festa del Beato Angelo (15 gennaio), compatrono della città insieme a San Michele Arcangelo, conservando luci, addobbi e colori delle festività appena trascorse per questo importante evento cittadino molto sentito dai gualdesi. Fondamentale è stato il sostegno delle associazioni: Centro Commerciale Riflessi, Comitato Storica Processione del Venerdì Santo, Confartigianato, Confcommercio e Cna. Per informazioni è possibile contattare la Segreteria Organizzativa: 075 9142445.
Il Premio Beato Angelo 2010 a due giovani gualdesi: Emanuele Fumanti e Carlo Cecconi Da alcuni anni la città di Gualdo Tadino evidenzia cittadini pieni di talento nell’ambito professionale e ricchi di umanità nel sociale, dimostrando come nella nostra terra vi siano energie capaci di credere nella forza di un sogno e nella volontà di dar vita a grandi imprese. Con queste motivazioni, il premio Beato Angelo edizione 2010 verrà assegnato, nel corso di una cerimonia pubblica che si terrà presso la Sala Consiliare della Residenza Municipale il prossimo 15 gennaio 2010 alle ore 10, al ventiquattrenne sottotenente Emanuele Fumanti, pilota dell’Aeronautica Militare Italiana, e Carlo Cecconi, giovane laureato da anni impegnato nel sociale, attualmente in forza all’operazione Mato Grosso in Perù. Le motivazioni della scelta operata dalla Giunta Comunale nelle parole del sindaco Roberto Morroni: “Al Sottotenente pilota dell’Aeronautica Militare Italiana Emanuele Fumanti il prestigioso Premio Beato Angelo edizione 2010, per l’impegno e la dedizione alla carriera militare. Con orgoglio la città di Gualdo Tadino esalta i traguardi raggiunti dal giovane gualdese. Tra questi, il brevetto di pilota militare americano ed italiano, che ne fa uno dei primi sei piloti dell’Aeronautica Militare della nostra nazione, oltre ad esser stato insignito di ben cinque prestigiosi riconoscimenti al termine del programma internazionale “Euro Nato Joint Jet Pilot Training” svoltosi a Sheppard in Texas, unico italiano ad aver conseguito tali risultati nei 25 anni di storia del corso di addestramento. Con orgoglio ed emozione l’omaggio dell’intera città”. Carlo Cecconi: “Al Dott. Carlo Cecconi il prestigioso Premio Beato Angelo edizione 2010. All’impegno nella vita professionale e sportiva si aggiunge l’intensa attività sul versante del sociale, riservato dal nostro giovane concittadino ai popoli dell’America Latina. In modo particolare nell’ambito dell’operazione Mato Grosso in Perù, dove opera da alcuni anni nel sostegno morale e materiale delle popolazioni locali. La carità verso il prossimo, l’abnegazione totale nei confronti di coloro che abbisognano di aiuto concreto ne fanno un luminoso esempio per le giovani generazioni, in cerca di ideali cui votare la propria esistenza”. I due giovani si aggiungono così alla lista del Premio Beato Angelo che da quasi venti anni intende tributare un riconoscimento a tutti quei gualdesi che si sono particolarmente distinti, anche al di fuori dei confini comunali, per le doti professionali e umane.
E' notizia di ieri che la GIUNTA REGIONALE UMBRIA stanzia 1,1 MILIONI DI EURO PER PROGRAMMA 2009 a favore del potenziamento degli impianti sportivi. Belle notizie che farebbe piacere leggere ogni giorno. Ma la domanda che mi pongo immediatamente sulla nostra realtà gualdese, facendo un paragone alla mia adolescenza quando gli unici spazi per dare due calci al pallone erano i marciapiedi ancora non intasati dai parcheggi selvaggi, in una Roma compressa dall'espansione urbanistica del boom anni '60, è come sia possibile che impianti eccezionali come quelli di cui disponiamo, quali piscina, campi da tennis, campi di calcio e di calcetto, pista ciclabile, molteplici piastre polivalenti, palestre e palazzetto, non siano completamente saturate per tutti i giorni dell'anno da ragazzi e ragazzini. Una densità di attrezzature sportive pro-capite, considerato che un comune come Gualdo non riempie nemmeno la via di un quartiere popoloso di Roma, visto il loro sotto utilizzo, sembra come un grave insulto per chi non può disporne. Ci si domanda subito dopo dove sia l'anello mancante per la diffusione dello sport: la famiglia, la scuola, l'ente locale? Poca considerazione dello sport da parte della famiglila? Indifferenza della scuola che non ne conferisce la giusta importanza? un'ente locale che nel corso di tutte le amministrazioni si è data e si da molto da fare per le attrezzature e poi rimane al palo per incentivarne l'utilizzo? Lo sport è la base ed un sicuro investimento per un un futuro in salute, sviluppo della personalità e della socializzazione e non trascurabile è il suo impatto sulla riduzione dei costi sociali. A Gualdo, che abbiamo la fortuna di essere stracolmi di attrezzature, sarebbe bene che si facesse un programma coordinato con le scuole di ogni ordine e grado per aumentare la percentuale di ore dedicate alla pratica sportiva, anche se andassero a discapito di qualche versione di latino. Il futuro delle prossime generazioni ha bisogno di ragazzi formati in un corpo sano e corroborati da una personalità sana e solidale, magari accettando qualche strafalcione linguistico. Inutile correre dietro al perfezionismo e nozionismo quando la società di domani richiede, ora più che mai, un tessuto sociale forte sia nella salute che nella solidarietà.