Il Campionato Italiano Marathon Mtb viaggia a “Mille”
E si parla già di Europeo mentre Yader Zoli ci racconta il percorso
Si sta viaggiando rapidamente verso il migliaio di iscritti al Campionato Italiano Marathon al via domattina alle ore 9.30 dalla centralissima Piazza Martiri di Gualdo Tadino. Il team organizzativo non ha lasciato nulla al caso, curando l’evento nei minimi dettagli. Dalla scenografia, che ha coinvolto tutta la cittadina in un tripudio di bandiere tricolori e mountain bike stilizzate, ai servizi e alla sicurezza sul percorso. Il Gs Avis Gualdo Tadino, infatti, ha schierato ben 160 volontari lungo tutti gli 83 km del percorso, oltre alla Protezione Civile, i Carabinieri, con quattro pattuglie della Forestale e i Garibaldini a cavallo che presidieranno il sito di Valsorda dove è posto il GPM.
Grandi festeggiamenti, ieri sera, alla Taverna di San Facondino dove gli ospiti sono stati accolti da figuranti in abiti d’epoca e giullari. Si sono gustati i piatti e i vini tipici della tradizione umbra. Molte le autorità presenti, Special Guest, l’olimpionica Paola Pezzo. Si è parlato di mountain bike e dell’importante progetto di candidare Gualdo Tadino a Campionato Europeo Marathon Mtb: “L’Italiano è solo un punto di partenza - puntualizza l’entusiastico Sindaco Roberto Morroni - le capacità le abbiamo e le stiamo dimostrando. Candidarsi all’Europeo di Mountain Bike? Lo faremo senz’altro!”.
Scorrendo velocemente la lista degli atleti Elite, domattina vedremo sfilare con il n. 1 Mirko Celestino, vice campione mondiale e campione italiano nel 2009. Ma sono tanti gli atleti al via che possono ambire al Tricolore, Johnny Cattaneo il campione in carica, Felderer che sembra in gran forma in questo periodo; De Bertolis iridato e Tricolore nel 2004 ma, anche la vecchia volpe Deho, Tricolore nel 2003, Zoli e tanti altri. Tra le donne, attenzione all’ex stradista Daniela Veronesi, la più in forma in questo momento e alla Gasparini, specialista delle lunghe distanza e vincitrice del titolo italiano nel 2005.
Yader Zoli, ha avuto modo di provare il percorso nei giorni scorsi con gli atleti del Gs Avis Gualdo Tadino, ecco le sue impressioni:
"Alla partenza avremo un lungo tratto pianeggiante in asfalto e subito la salita del Monte Penna con il 15% di pendenza, sempre in asfalto. Ci sono poi strade forestali bianche e molto larghe ma, attenzione alla salita successiva perché ha dei tratti veloci e con delle curve dal fondo ghiaioso. Si torna poi a Gualdo Tadino per affrontare un tratto molto duro del 20/25%. Si transiterà per numerosi single track intervallati da alcuni tratti in asfalto per arrivare ad una discesa molto tecnica, sempre in single track, all'interno del bosco. Non ci sarà tempo per rifiatare perché ci sono subito due salite, in rapida successione, di circa tre chilometri che porteranno a Valsorda e dopo un tratto nervoso di continui saliscendi. La parte successiva, leggermente ondulata, servirà a tirare il fiato per la parte finale dove troveremo ancora due salite, Monte Camera e Colle Mori, di dieci chilometri, con una pendenza in crescendo. Una volta scollinati, arriveremo “a tutta” a Gualdo Tadino con un chilometro molto tecnico, su fondo sassoso, mentre l'ultimo chilometro sarà all'interno di Gualdo Tadino, in leggera salita, prima di arrivare al traguardo. Il percorso ha un dislivello importante come la Val di Fass, anche se manca il Lusia. Sarà necessario sapersi gestire molto bene perché la gara sarà lunga, penso circa 4 ore per i primi, a una media di 23 km/h. Ci sarà molta selezione già dalle prime salite e, in quelle successive, si può attaccare. Chi avrà ancora benzina in corpo, sulle ultime due salite, potrà tentare il tutto per tutto”.
Siamo orgogliosi di ospitare il primo Campionato Italiano Marathon
del Centro-Italia!
Il Sindaco di Gualdo Tadino esprime la sua felicità
alla conferenza stampa di presentazione dell’evento
In una sala colma delle maggiori rappresentanze locali e del settore sportivo, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’Italiano Marathon di Gualdo Tadino (PG)
Il Sindaco della cittadina, Roberto Morroni, introdotto dallo speaker della serata Paolo Malfer, ha dato il benvenuto e ringraziato le personalità, gli organizzatori, gli sponsor e i volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante e significativo evento. , introdotto dallo speaker della serata , ha dato il benvenuto e ringraziato le personalità, gli organizzatori, gli sponsor e i volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante e significativo evento.
“ Il Tricolore Marathon è una bella vetrina per noi!”- ha dichiarato il Sindaco- “Abbiamo la possibilità di valorizzare le bellezze del nostro territorio e dimostrare che siamo in grado di organizzare una manifestazione di prestigio. Questi Campionati sono per noi un punto di partenza e non di arrivo. Un particolare ringraziamento va al Presidente della Federazione Ciclistica Regionale, Carlo Roscini, che ha fortemente voluto questo evento, al team organizzativo e al G.S Avis di Gualdo Tadino che, con i suoi tanti volontari, ha consentito la messa a punto dei tracciati di gara. Auguro un in bocca al lupo a tutti!”. è una bella vetrina per noi!”- ha dichiarato il Sindaco- “Abbiamo la possibilità di valorizzare le bellezze del nostro territorio e dimostrare che siamo in grado di organizzare una manifestazione di prestigio. Questi Campionati sono per noi un punto di partenza e non di arrivo. Un particolare ringraziamento va al Presidente della Federazione Ciclistica Regionale, , che ha fortemente voluto questo evento, al team organizzativo e al di che, con i suoi tanti volontari, ha consentito la messa a punto dei tracciati di gara. Auguro un in bocca al lupo a tutti!”.
Presenti il Presidente Coni Provinciale di Perugia, Domenico Ignozza, l’Assessore allo Sport Provincia di Perugia, Roberto Bertini, il sopraccitato Presidente Carlo Roscini e il Presidente del G.S.Avis Danilo Paciotti. In sala sono intervenuti anche il vincitore del Tricolore Marathon 2010, Johnny Cattaneo col compagno di squadra Mike Felderer e il team manager Mauro Bettini, e il vincitore dell’edizione 2003 Marzio Deho. , l’Assessore allo Sport Provincia di Perugia, , il sopraccitato Presidente e il Presidente del G.S.Avis . In sala sono intervenuti anche il vincitore del Tricolore Marathon 2010, col compagno di squadra e il team manager , e il vincitore dell’edizione 2003 .
Gli atleti, dopo aver provato il percorso, sono rimasti entusiasti del tracciato giudicato molto completo, ma anche sorpresi dall' estrema difficoltà che presenta.
Programma di domani 30 aprile: a Gualdo Tadino, in piazza Federico II, apertura alle ore 16,00 dell’ “Hospitality Village” e del Mercato Tricolore. , in piazza Federico II, apertura alle ore 16,00 dell’ “” e del .
Alle ore 21,00 ci sarà il millenario appuntamento con la Festa del Maggio che si terrà alle ore 21,00 nella frazione di San Pellegrino. che si terrà alle ore 21,00 nella frazione di .
L’Archivio Storico Comunale, che conserva ricco materiale documentario a partire dal 1199, è chiuso da quasi dieci mesi. L’archivio chiude i battenti la prima settimana di luglio, a causa dell’indisponibilità, per motivi personali, del responsabile del servizio. In quel periodo, tra l’altro, era notorio che a ottobre sarebbe andato in pensione, ulteriore presupposto per un provvedimento definitivo. Invece si è pensato bene di non sostituirlo e di chiudere baracca e burattini, rinviando qualsiasi decisione a data da destinarsi. A dicembre la soluzione sembrava individuata con l’incarico a personale esterno e apertura due giorni a settimana. Ad oggi tutto tace. Aperto o chiuso non è che cambia la vita dei cittadini, visto che l’archivio non è frequentato da centinaia di persone, a prima vista si tratta di un non-problema, ma un’Amministrazione Comunale non può reputare di marginale importanza il luogo dove viene custodita e rappresentata la "parola gualdese", tanto da continuare a tenerlo chiuso come un banale magazzino delle scope. I problemi sono tanti e la soluzione di questo non cambia le sorti dell’umanità, però dieci mesi di chiusura sono davvero tanti. Tutti sanno tutto, dall’assessore al consigliere comunale ma l’archivio rimane chiuso, i discorsi sono sempre quelli di dicembre. Forse basterebbe prendere di petto il problema una volta per tutte per risolverlo, perché in definitiva si tratta solo di mettere il timbro su quanto già informalmente stabilito.
Dal Corriere della sera on line ho letto l'articolo il cui titolo Vi propongo, "Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle", mi è sembrato interessante soprattutto il concetto che riporto:
"ha messo insieme 25 comuni della valle più altri 16 che si sono aggregati. Qui la Secoval (società per i servizi comunali) frutto dell'alleanza è riuscita a strappare contratti altrimenti impensabili per la fornitura del gas e la rimozione dei rifiuti urbani pretendendo che i vincitori delle gare si accollassero il disturbo di servire anche le contrade che mai avrebbero servito perché poco remunerative. Qui sono stati raggruppati per risparmiare tutti i servizi Ici, Tarsu (smaltimento spazzatura), Tia (Tariffa di igiene ambientale). .....
Anche se da oltre quaranta anni non ci vivo, però sono sempre un gualdese DOC, ed amo Gualdo.
Luigi Pascucci
L'articolo completo tratto da il Corriere della Sera del 28 aprile 2011 > Scienze > Energia e Ambiente > Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle.
Nel Bresciano Quel lago di luce: il primato europeo di una piccola valle In val Sabbia, in provincia di Brescia, la più grande centrale fotovoltaica pubblica d'Europa
Dal nostro inviato GIAN ANTONIO STELLA
C'è un lago di luce, tra le valli padane. Nei giorni in cui l'Italia si spacca sul nucleare, emerge dal profondo Nord una comunità montana virtuosa che si è dotata della più grande centrale pubblica fotovoltaica d'Europa. La quale distribuisce elettricità gratis a tutti gli uffici municipali, le strade, i semafori, i pensionati, le scuole... Senza un centesimo di soldi statali.
Siamo in Valle Sabbia, a nord-est di Brescia, lungo il fiume Chiese. Zona per secoli poverissima. Di emigrazione. Di parenti sparsi per l'Australia, la Merica, il Belgio, il Brasile... Di profumi forti come quello del Bagòss, il celeberrimo formaggio di Bagolino. Di infanzie passate nelle stalle o intorno al fuoco a cantare «baghècc». Di montanari cresciuti nel mito della Ferriera Italiana di Vobarno e delle acciaierie Falck, finite una quindicina di anni fa alla famiglia Chan di Hong Kong. Di fabbrichette nate dal contagio del virus dell'«imprenditorite».
Valle di gente seria. Che aveva fatto della Comunità montana una cosa seria. Al punto che, quando esplose lo scandalo delle comunità montane a livello del mare e si pose il problema di cancellare le comunità pataccare proprio per salvare quelle vere e virtuose, uno degli esempi citati a modello era sempre questo: la Val Sabbia.
Qui l'organismo altrove ridotto a un carrozzone ha messo insieme 25 comuni della valle più altri 16 che si sono aggregati. Qui la Secoval (società per i servizi comunali) frutto dell'alleanza è riuscita a strappare contratti altrimenti impensabili per la fornitura del gas e la rimozione dei rifiuti urbani pretendendo che i vincitori delle gare si accollassero il disturbo di servire anche le contrade che mai avrebbero servito perché poco remunerative. Qui sono stati raggruppati per risparmiare tutti i servizi Ici, Tarsu (smaltimento spazzatura), Tia (Tariffa di igiene ambientale). Qui c'è una banca dati che gestisce tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione territoriale così precisa e aggiornata da contenere le foto di ogni edificio e ogni cancello d'accesso, consentendo insieme la massima vigilanza contro l'abusivismo e la massima disponibilità nei confronti dei cittadini che via Internet possono fare gran parte delle pratiche senza doversi mettere in coda agli sportelli. Qui 15 dipendenti coprono il lavoro di una ragioneria unica, un ufficio tecnico unico, una segreteria unica. Totale dei dipendenti comunali: 297 per 41 comuni con 160.000 abitanti complessivi. Uno ogni 538 abitanti. Un settimo, dicono le carte, di quelli milanesi: uno ogni 74.
Fatto sta che quando il governo Berlusconi ha deciso di sopprimere di fatto tutte le comunità montane, sia quelle «marine» sia quelle serie e funzionanti pur di non fare una scelta (questa sì, questa no) che sarebbe stata rognosa dal punto di vista clientelare, in Val Sabbia non si sono lagnati più di tanto. E dopo aver mandato un moccolo a chi non aveva capito niente del loro ruolo, si sono impuntati di sopravvivere a dispetto di Roma. Contando solo su 300 mila euro della Regione Lombardia e sulle entrate derivanti dai risparmi fatti fare ai comuni consorziati.
La centrale della Val Sabbia Ma veniamo alla centrale fotovoltaica. «Siamo partiti nel giugno dell'anno scorso», spiega il presidente della comunità montana Ermano Pasini, che è consigliere provinciale e sindaco di Provaglio dal 1985, quando aveva solo 21 anni, prima come democristiano, poi come pidiellino. «C'erano finanziamenti per le energie alternative di scadenza il 31 dicembre 2010. Una volta deciso, dovevamo fare in fretta. Tre mesi, tartassando gli uffici tutti i giorni, se ne sono andati per le autorizzazioni. A settembre, finalmente, siamo partiti: ci restavano 90 giorni».
L'area giusta viene individuata in una valletta isolata in località Gusciana, sotto il monte Budellone nel comune di Paitone. Non si vede se non ci vai apposta e deve comunque esser risanata: ci sono infatti i ruderi un vecchio allevamento di tacchini. Tredici capannoni con i tetti di amianto. Tutta roba pericolosissima, da smaltire come rifiuti speciali in discariche speciali per un totale di 350 mila chili di materiale contaminato.
Tre mesi per buttare via tutto, ripulire, risanare, costruire la centrale: da far tremare le vene ai polsi. Ma è lì che viene fuori uno dei rarissimi esempi virtuosi di questa Italia litigiosissima: tutte ma proprio tutte le decisioni da prendere passano all'unanimità sia nei comuni di destra, dove vota sì anche la sinistra, sia nei comuni di sinistra, dove vota sì anche la destra. Un piccolo miracolo. Vengono trovati i soldi: 23 milioni e mezzo di euro anticipati (mutuo ventennale) dalla Banca Cooperativa Valsabbina. Viene individuato chi può costruire l'impianto, il Consorzio Stabile Sardegna.
Ai primi di settembre 2010 partono i lavori. Che vanno avanti senza un attimo di sosta col sole, la pioggia, il vento e la neve. «Non ce l'avremmo mai fatta, senza quegli operai, quei tecnici, quei manovali sardi. Erano un centinaio. Hanno lavorato come pazzi anche di notte, con i fari. Perfino la vigilia di Natale, hanno lavorato», spiega l'architetto Antonio Rubagotti, che ha firmato il progetto complessivo. «Demoliti i capannoni e portato via l'amianto, hanno posato 24.024 pannelli per un totale di 38.438 metri quadri. Tutti stesi seguendo il più possibile la conformazione del terreno, tra gli alberi, in modo da avere il minor impatto possibile dal punto di vista visivo. E posati con una inclinazione di 10 gradi rinunciando a quella ideale (oltre i 30) purché dessero meno nell'occhio. Certo, ci rimettiamo il 5 o 6% di resa. In compenso non è orrendo come certi impianti che si vedono in giro. A guardarlo da lontano sembra un lago...».
Fatto sta che il 28 dicembre l'impianto era finito. Pronto per essere allacciato alla rete elettrica. E da allora fornisce energia per 7,8 milioni di kilowatt all'anno. Il che consente un ricavato annuale di circa 5 milioni di euro: «Uno e otto lo diamo alla banca per restituire il mutuo, uno e qualcosa se ne va per la gestione e l'assicurazione e due tornano ai comuni che non pagano più un centesimo per tutta l'illuminazione pubblica. Tutti soldi di risparmio sulla partita corrente. Quella che toglie il sonno ai sindaci», ride Ermano Pasini. «Abbiamo fatto o no un affarone?».
Non basta. Oltre a fornire energia elettrica (è anzi previsto un aumento di 1 milione di kilowatt l'anno), la valletta risanata con la rimozione di quella montagna di amianto diventerà un Parco delle energie rinnovabili. Dove le scolaresche in visita potranno vedere anche una (piccola) pala eolica e, grazie a un vicino ruscello, un mulino ad acqua. E dove ogni metro di spazio libero ospiterà grandi siepi di lavanda profumata e distese di piante e di fiori che seguono l'andamento del sole, come appunto il girasole. E al primo che sparerà a zero su «tutte» le comunità montane (magari per salvare le province), quelli della Val Sabbia faranno, rispettosamente, un pernacchio.
In occasione del Campionato Italiano Marathon Mountain Bike di domenica prossima è stato istituito per la giornata del 1 maggio 2011 il divieto di transito e sosta con rimozione dalle ore 6 alle ore 19 nelle seguenti zone: Corso Piave, Corso Italia, Piazza Martiri della Liberà, Piazza Garibaldi, Piazza Mazzini, Piazza Soprammuro, Piazza Marconi, Via Bersaglieri, Via Calai, Via Storelli, Via della Rocca e Piazza Dante Alighieri. Sulle strade interessate dal percorso della gara le limitazioni alla sosta con rimozione e alla circolazione saranno a fasi alterne secondo necessità e sicurezza stradale e si protrarranno sino al termine della manifestazione. Le strade individuate sono: Via Mancini, Via Roma, Via Flaminia, bivio Rigali, Via Sascupo, bivio Monte Penna, bivio Luticchio, via Pineta M. Cervara, strada Boschetto, Via Pian della Rocca, strada Roveto, strada Corcia, strada Colle di Rigali, strada Marano, strada della Colonia, Via Valle Alta, Via della Rocchetta, Via del Reggiaro, Via Zoccolanti, Via Suor Adele Martini, Via Col di Metino, strada Madonnuccia, vecchia strada Valsorda, Via Valsorda, Via Cirano, Via della Passerina, strada Castello San Pellegrino, Via del Sasso Piano, Via Borgonovo, Via Valdegonda, strada Laghetto Cecconi, bivio Crocicchio, strada Mongibello, strada Monte Camera, strada San Pellegrino, strada Nasciano, strada Case Pontoni, strada San Lazzaro, Via Ponte Cartiere, Via Cartiere, Via Casale, Via San Facondino, strada Colle i Mori-San Guido, Via Col di Noci, Viale Don Bosco.
Anche quest’anno è giunto a conclusione con successo il Corso “Trinity”, in lingua inglese, alla Scuola Media “Franco Storelli” di Gualdo Tadino, che ha visto l’indistinta, facoltativa, partecipazione di studenti del tempo “normale” e del tempo “prolungato”. L’Istituzione, pur tra le innumerevoli difficoltà economiche, dovute all’esiguità del proprio bilancio, con le Docenti “ SCATTOLONI Teresa (Referente del Progetto) e GENTILUCCI Donatella, ha comunque preparato con successo gli allievi all’esame finale che è risultato motivante, centrato sul candidato, il quale ha partecipato attivamente scegliendo parte degli argomenti da presentare al colloquio orale, proprio come accade in una conversazione reale. L’esame finale è stato presieduto da un’Insegnante di Madre Lingua, giunta appositamente dall’Inghilterra. Hanno ottenuto la valutazione massima, corrispondente ad “A”, n° sette alunni (Cappelletti Francesca, Nuti Roberta, Scatena Emanuele, Pennoni Giovanni, Menjra Dalal, Ricci Sara, Pasquarelli Andrea). Inutile sottolineare l’importanza della lingua inglese su scala europea e mondiale e come, a fronte dell’esborso di una piccola quota d’iscrizione, sia stato possibile ricevere una istruzione adeguata ai tempi, con esame sostenibile nelle classi di abilità miste, consono alle proprie capacità individuali e una certificazione “spendibile” in futuro e adatta a qualsiasi livello. Attraverso “Trinity” si sono valutate in modo diretto le competenze comunicative che trovano riscontro nell’uso pratico della lingua, utilizzando prove di produzione. L’auspicio è che si possa anche in futuro proseguire nell’esperienza, da anni intrapresa con risultato positivo! Complimenti vivissimi ai “meravigliosi” sette e a tutti gli altri partecipanti (ben diciotto alunni con valutazione “B” e nove con valutazione “C”) che hanno saputo cogliere questa importante opportunità!
Rinnovamento nel segno della continuità. E’ questo in estrema sintesi quanto è emerso dall’assemblea della Confartigianato territoriale di Gualdo Tadino recentemente riunitasi per il rinnovo delle cariche sociali. Un’assemblea molto partecipata i cui lavori sono stati aperti e coordinati dal segretario territoriale Adelfranco Castellani. Il Presidente uscente Claudio Carini, figura di riferimento storica della Confartigianato gualdese e socio fondatore dell’associazione provinciale nel 1977, nella sua relazione ha tracciato una mappatura delle principali attività svolte negli ultimi anni: dall’acquisizione dell’attuale sede territoriale in via Vittorio Veneto, al potenziamento e qualificazione del personale, dalla costituzione del Consorzio dei trasporti Gtr, al suo consolidamento operativo. Altre attività fondamentali nei rapporti con le istituzioni locali hanno riguardato la presenza costante dell’associazione a tutti i tavoli istituzionali: sulla battaglia per la restituzione della busta pesante; sulla vicenda della A. Merloni, sulla rivisitazione della TARSU, sulle convenzioni per l’approvvigionamento di energia elettrica e del gas, sulla Cassa Integrazione in deroga per tutti i settori, sugli studi di settore, sui progetti comunali di sostegno all’economia locale, solo per citare alcuni degli interventi più significativi. Infine Carini ha voluto sottolineare anche l’intuizione, straordinaria, che le associazioni di categoria hanno avuto con la nascita dei Confidi negli anni 80, quali strumenti fondamentali di facilitazione per l’accesso al credito delle imprese. Infatti proprio grazie alla Cosefir e agli altri confidi è stata possibile la sostanziale tenuta del sistema produttivo locale: una delle aree regionali più provate dalla crisi per le note vicende legate ai settori della metalmeccanica, dell’edilizia e del manifatturiero più in generale. Al termine dell’intervento Carini, nel ringraziare i collaboratori della struttura comunale e gli artigiani del direttivo, ha manifestato la volontà di voler favorire il giusto ricambio generazionale ai vertici associativi, mettendosi a disposizione del sistema per altri eventuali incarichi. E’ poi intervenuto Giorgio Moretti vice Presidente della Confartigianato Imprese Perugia che, dopo aver delineato le linee programmatiche e strategiche dell’associazione, ha voluto evidenziare il lavoro importantissimo svolto da Claudio Carini, in questi anni, all’interno della Confartigianato, non solo comunale. Un impegno costante a tutela delle imprese, con una passione ed un entusiasmo incondizionato per l’associazione finalizzato allo sviluppo socio-economico del territorio. I risultati sono assolutamente importanti, sia in termini di adesioni alla Confartigianato 320 soci solo a Gualdo, sia dal punto di vista dell’alta percentuale di associati rispetto alla totalità delle imprese. Proprio per sancire il senso di gratitudine dell’associazione, Giorgio Moretti ha voluto tributare, a sorpresa, un riconoscimento pubblico consegnando un piatto in ceramica al Presidente Carini, con le seguenti motivazioni: per significare a Claudio l’amicizia, la gratitudine profonda e l’apprezzamento della Confartigianato per una figura storica che tanto ha dato all’associazione, con la certezza di poter contare ancora sul suo apporto, sia in ambito comunale, sia nella struttura provinciale e regionale. L’Assemblea ha poi provveduto al rinnovo del Direttivo Comunale eleggendo all’unanimità diciotto imprenditori: Bagnarelli Mario, Brunetti Raphael, Carini Claudio, Cippicciani Livio, Coccia Giuseppe, Comodi Antonella, Fazi Mauro, Gubbiotti Franco, Natalini Tiziana, Passeri Danilo, Pennacchioli Luigi, Pimpinelli Simona, Poldi Nazzareno, Pompei Sergio, Proietti Chiara, Santini Sergio, Smacchi Gianni, Volpolini Vera. Nuovo Presidente del Comitato Comunale è stato eletto, per acclamazione, Gianni Smacchi, già dirigente Confartigianato con incarichi di livello provinciale e regionale, mentre la vice Presidenza è stata affidata a Claudio Carini. Il nuovo Presidente Smacchi, non nascondendo una certa commozione per l’incarico che gli è stato affidato, ha ringraziato tutti i presenti assicurando il massimo impegno personale. Sono certo, ha dichiarato Smacchi, che la composizione del nuovo direttivo, così ben articolata e fortemente rappresentativa della realtà produttiva locale, la disponibilità alla collaborazione e l’entusiasmo dei suoi componenti, sono i giusti ingredienti per proseguire l’ottimo lavoro fino a qui svolto dall’associazione.
Sede Territoriale – Via Vittorio Veneto – 06023 Gualdo Tadino (PG) – tel. e fax 075/910647 E-mail gualdo@confartigianatoperugia.it
Istituzione di un tavolo tecnico-istituzionale permanente tra i sindaci del comprensorio e i vertici della Asl 1 da convocarsi con cadenza semestrale al fine di monitorare le capacità di efficienza dell’ospedale Gubbio-Gualdo Tadino. Questa la decisione scaturita al termine dell’incontro svoltosi, ieri mercoledì 27 aprile presso il nosocomio comprensoriale di Branca tra i sindaci di Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo e il direttore generale della Asl 1, Andrea Casciari. Presenti anche il direttore medico del presidio ospedaliero, Teresa Tedesco, e il direttore del Distretto Alto Chiascio, Paola Biraschi. I dirigenti sanitari hanno illustrato ai sindaci il bilancio 2008-2010 delle attività del nosocomio, evidenziando un trend di crescita costante e un potenziamento della struttura. Sono state esposte e individuate anche alcune aree di miglioramento, diverse delle quali, ha assicurato il direttore generale, troveranno soluzione entro il corso del corrente anno. I primi cittadini hanno espresso il proprio apprezzamento per i risultati raggiunti e per l’impegno profuso dalla dirigenza e dal nuovo direttore generale della Asl 1 per assicurare un costante potenziamento della struttura ospedaliera. Sono stati affrontati i problemi dei primariati, dei tempi di attesa e le problematiche collegate alla medicina del territorio. Al termine dell’incontro, svoltosi in un clima di grande collaborazione, i sindaci, accompagnati dai dirigenti della Asl, hanno effettuato una visita ai reparti del nosocomio.
Il Comitato dei Lavoratori Merloni dello Stabilimento di Colle di Nocera Umbra, in riferimento all’incontro di ieri avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico tra Istituzioni,sindacati e Commissari, previsto per valutare la congruità dei piani industriali e offerte vincolanti per gli stabilimenti Umbri e Marchigiani rimasti invenduti della A. Merloni in AS, rinnova le sue preoccupazioni viste le notizie divulgate a mezzo stampa da parte dei sindacati confederali, notizie non rassicuranti per quanto riguarda il futuro dei 2400 lavoratori. In merito al piano industriale presentato dalla società iraniana Mmd, nei mesi scorsi sindacati e Istituzioni avevano proclamato un numero di livello occupazionale che si aggirava intorno al 45-50%, vale a dire 1200 posti di lavoro garantiti sul totale di Umbria e Marche,per poi smentire questa notizia sia a mezzo stampa che nell'assemblea di fabbrica di questa mattina, riducendo drasticamente i termini occupazionali ad una ricollocazione per soli 400 lavoratori. Dopo questi comunicati, però, lo stesso presidente della società iraniana Younes Zareipour, ha dichiarato che le ultime notizie riguardanti la capacità di riassorbimento non erano veritiere, confermando che il piano industriale da loro presentato prevede il 50% dell’attuale forza lavoro. Ora è evidente che qualcuno sta volutamente giocando sui numeri per costruire inutili battaglie e manifestazioni mirate ad altri fini, come già questa mattina in assemblea i sindacati hanno detto di mettere in campo, in modo da costringere la Mmd ad apportare delle migliorie nel piano industriale in termini quantitativi di forza lavoro. Il Comitato dei Lavoratori, come ha già affermato in assemblea, dice NO e non aderirà a questo tipo di manifestazioni, e tiene a richiamare al senso di responsabilità tutti coloro che già stanno organizzando questo tipo di iniziative, specie in questa fase pre-elettorale, usando la disperazione dei lavoratori della Merloni per i loro interessi personali. Per quanto riguarda l’altra società interessata per l’intero perimetro, cioè la cinese Nanchang Zerowatt che insieme allo Otto Italia dovrebbe costituire la G8,la nota ufficiale di ieri metteva in evidenza che per mancanza della fidejussione richiesta, i cinesi erano fuori dalla trattiva, ma stando alle dichiarazioni rilasciate dal vice-presidente della Otto Italia Zhou Yue, la cauzione sarebbe già stata versata. Il Comitato dei Lavoratori di Colle di Nocera Umbra, alla luce di tutto ciò e viste le notizie alquanto discordanti e la mancanza di trasparenza da parte di sindacati, Istituzioni e società coinvolte nella trattativa, chiede, congiuntamente con il Comitato dei Lavoratori dello Stabilimento di Santa Maria(Fabriano), un immediato confronto con Commissari,Istituzioni, sindacati e i due manager, Younes Zareipour per la società iraniana Mmd, e Zhou Yue per la società cinese Nanchang Zerowatt, di fronte a tutti i lavoratori della A.Merloni in AS, per fare chiarezza una volta per tutte, su quello che sarà il destino di 2400 lavoratori. Si fa presente, inoltre,che tale richiesta verrà formalmente scritta ed inviata a tutte le parti interessate.
per il Comitato dei Lavoratori il portavoce Gianluca Tofi
Nuovo look per Piazza Soprammuro, il “belvedere” di Gualdo Tadino.
Uno degli angoli più caratteristici del nostro centro storico è stato restituito al suo naturale splendore attraverso un’operazione di restyling in programma da tempo ma che ha visto concreta realizzazione in questi giorni, nell’imminenza del Campionato Italiano MTB in programma a Gualdo Tadino dal 29 aprile al 1 maggio, occasione per la quale è stato realizzato un piano generale di riordino del decoro e dell’arredo urbano della città che possa favorirne l’apprezzamento turistico. Piazza Soprammuro, collegata a Piazza Martiri della Libertà da un corridoio voltato, rappresenta un belvedere naturale della città, da dove si può ammirare, affacciandosi alla balaustra, il bel panorama sottostante, godere di un filo d’aria ristoratore all’ombra degli alberi, consumare un pasto veloce sulle panchine che arredano l’isola. “La piazza rappresenta da sempre per i gualdesi, per i visitatori e per i gruppi di scolaresche in visita a Gualdo Tadino un luogo di aggregazione e di sosta, un gradevole spazio di incontro, separato dalla piazza principale che ricostruisce una dimensione più intima della città - evidenzia il sindaco Roberto Morroni – E’ per questo che è fondamentale per noi averne cura e rilanciarlo come uno degli spazi focali del centro storico.” A favorirne la fruibilità è anche la strategica posizione topografica in relazione ai principali monumenti del centro storico, in primis il Palazzo del Podestà, la “rocca minore” gualdese che ospita il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, eccellenza umbra e nazionale, e quindi la centrale Piazza Martiri con la Basilica Cattedrale di San Benedetto, la Chiesa Monumentale di San Francesco, le Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati e di San Donato e le attive botteghe di ceramisti che contraddistinguono la vita del centro storico gualdese.
Il 30 aprile la città di Gualdo Tadino celebra il suo “compleanno”. L’ultima riedificazione, infatti, è datata 30 aprile 1237, come compare in un atto dell’epoca. «Anno Domini 1237, ultimo mensis aprilis, Pont. Pap. Greg. IX, imperante Friderico II, ind. X dominus Fanius, abbas monasteri S. Benedicti concessa in perpetuam emphyteusim Petro Alexandri sindico castri Gualdi, collem S. Angeli, pro construendo et edificando de nuovo castrum Gualdi in sitit sue iurisdictionis cum conditione quod in perpetuum, quolibet anno, sindicus Comunis Gualdi solvat monasterio S. Benedicti libras decem cere bone in festivitate S. Benedicti et quod forenses qui habitabunt in dieta castro faciendo, sint parrochiani diete Abbatte et dicti monasterii». Successivamente Federico II di Svevia volle il restauro della Rocca Flea e, per proteggere le cittadina dagli attacchi guelfi perugini, nel 1242 la cinse di possenti mura, la dotò di quattro porte di accesso (San Benedetto, San Donato, San Martino e San Facondino) e di diciassette torri di difesa. In occasione di questo anniversario verrà inaugurata la “Galleria dei Sindaci della Città di Gualdo Tadino” presso il palazzo municipale. Si tratta di una parete in cui saranno collocati i nomi di tutti i sindaci dall'Unità d'Italia ad oggi, con una citazione particolare per Pietro d'Alessandro, primo sindaco del 1237, e le foto dei primi cittadini dal dopoguerra sino alla precedente legislatura. La cerimonia di inaugurazione è prevista alle 11 presso la sala consiliare. A seguire, alle ore 12, verrà rinnovata la cerimonia della donazione della consegna di “dieci libbre di buona cera” da parte del sindaco all’autorità religiosa, come previsto dal documento di cessione del terreno di Colle Sant'Angelo alla comunità gualdese per l'edificazione della nuova città. Al termine si terrà il concerto della banda musicale “Città di Gualdo Tadino” del maestro Sesto Temperelli nella centrale piazza Martiri della Libertà. In serata, alle ore 21, nell'ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, presso la monumentale chiesta di San Francesco si terrà il “Concerto per la Fondazione della Città” della Corale Cai Raffaele Casimiri su musiche del periodo risorgimentale.
Sport e non solo. Anche un grande Mercato Tricolore a Gualdo Tadino il 30 Aprile ed il 1° Maggio, organizzato in collaborazione con CIA Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria, CONFAGRICOLTURA e COLDIRETTI. Il Campionato Italiano “promuove” i prodotti del nostro territorio con una mostra mercato a cielo aperto che animerà le Piazze del Centro Storico e con stand tecnici che coloreranno la città in festa per l’arrivo di centinaia di atleti e di squadre, di numerosi appassionati della disciplina e turisti.
La marathon di mountain bike, infatti, che rappresenta il motivo ispiratore della manifestazione complessiva, sarà accompagnata da molti altri avvenimenti di attrazione ed interesse collettivo proposti con un ampio programma che connoterà la competizione, non solo come alto momento agonistico, ma come grande evento rivolto ai più vasti e diversi pubblici. La volontà di coinvolgere risorse territoriali in un’azione di valorizzazione e rilancio ha portato all’organizzazione di un grande Mercato Tricolore, per i giorni 30 Aprile e 1 Maggio, al quale parteciperanno alcune grandi realtà territoriali. Le piazze principali e più caratteristiche del centro storico di Gualdo Tadino ospiteranno CIA Confederazioni Italiana Agricoltori dell’Umbria, CONFAGRICOLTURA e COLDIRETTI, con stand dedicati ai prodotti enogastronomici del territorio. Una vera e propria mostra-mercato dei prodotti tipici della regione animata direttamente dai produttori che, oltre a proporre degustazioni delle loro eccellenze, forniranno tutte le informazioni sulla loro attività e sulle modalità di ottenimento delle loro produzioni. Uno stand particolare verrà allestito, inoltre, da Grifo Latte, un’azienda leader a livello locale, per presentare le proprie specialità. Grifo Latte è presente all’iniziativa anche in qualità di sponsor del Campionato. Il Mercato Tricolore, oltre al centro storico, avrà una vasta appendice in piazza Federico II di Svevia (già Piazza del Mercato) dove saranno allestiti stand altrettanto importanti dedicati a settori merceologici più tecnici ed affini alla mountain bike. Anche il Mercato Tricolore, nell’ambito del programma complessivo del Campionato Italiano, nasce come ulteriore volontà di promozione consentita proprio dai grandi eventi sportivi. Un’occasione che la Città di Gualdo Tadino non si è lasciata sfuggire. Per meglio visitare le mostre mercato: CIA, Confederazione Italiana Agricoltori dell’Umbria, sarà presente con numerosi stand in Piazza Soprammuro, mentre Confagricoltura e Coldiretti saranno presenti rispettivamente in Piazza Garibaldi e Piazza Mazzini.
L’Umbria al Centro dello Sport, per la prima volta l’evento sportivo è organizzato nel Centro Italia. Centinaia di bikers in arrivo. Alberghi del comprensorio con il tutto esaurito.
Alla sua settimana edizione, la già affermata “San Pellegrino Marathon”, ha raggiunto un traguardo eccezionale: trasformarsi per l’anno 2011 in Campionato Italiano Marathon di Mountain Bike. La prestigiosa Gara Tricolore, riconosciuta dalla Federazione Ciclistica Italiana e che si correrà il 1° Maggio per la prima volta nel Centro Italia, è un grande risultato per gli organizzatori del Gruppo Sportivo Avis e per la Città ospite. Un grande risultato anche per l'Umbria, una regione che crede fortemente nel valore degli eventi sportivi in generale e riconosce nella bicicletta un mezzo ecologico e salutare per allenarsi, vivere e conoscere il territorio. Il Comune di Gualdo Tadino si è fatto carico della realizzazione di un progetto più ampio, in chiave di marketing territoriale, affinché il Campionato si trasformasse in un evento contenitore grazie al quale valorizzare molteplici aspetti turistici e culturali. Il Gruppo Sportivo Avis di Gualdo Tadino, per quanto concerne la gara specifica, ha “disegnato” un entusiasmante percorso sviluppato sulla particolare morfologia del territorio selezionato, con punte che raggiungono anche i 900 ed i 1.000 metri di altitudine. Un territorio che, proprio per le sue caratteristiche, appare come la location ideale per la pratica della disciplina. Questa è una constatazione, ma anche l’obiettivo prioritario dell’Amministrazione locale, fare di Gualdo Tadino e della Valsorda, del suo circondario, la capitale del Centro Italia per la pratica della Mountain Bike.
I percorsi a disposizione degli atleti che parteciperanno il 1° Maggio sono tre: 1) MARATHON, valido per il Campionato Italiano, gli atleti dovranno sfidarsi su un tracciato di ben 83 KM da percorrere con un dislivello complessivo di 2.660 metri, un percorso impegnativo di cui circa l’80% su sterrato, con oltre 20 Km di salite, che toccherà diversi Comuni. Oltre a Gualdo Tadino, sede della partenza ed arrivo della Gara, si passerà per Nocera Umbra, Fossato di Vico, Sigillo, Gubbio, Scheggia e Pascelupo, Valfabbrica, Costacciaro. Una cornice naturale e paesaggistica sullo sfondo molto suggestiva, con il parco del Monte Cucco, la Valsorda, il Monte Penna, le fonti dell’acqua Rocchetta, insieme ad altri siti di particolare bellezza ed interesse. La partenza e l’arrivo della Gara, relativamente a tutti i percorsi, avranno sede in Piazza Martiri della Libertà, proprio nel cuore del centro storico di Gualdo Tadino, di fronte alla sede del Municipio. Una scelta simbolica dell’Amministrazione e degli organizzatori tecnici, per significare che questa iniziativa è posta al centro dell’interesse ed è condivisa con l’intera comunità. Subito dopo la partenza, la gara entrerà immediatamente nel vivo con una salita impegnativa sul Monte Penna fino ad un’altitudine di circa 1.000 metri. A seguire una rapida discesa ed un tratto caratterizzato da vivaci saliscendi che conducono a quello più difficile dell’intero percorso, l’ascesa fino a Valsorda, a 1.050 metri, per la conquista del “Gran Premio della Montagna”. Dopo essere scesi a 450 metri di altitudine, ci si ritrova ormai a metà gara con altre quattro salite nelle quali cimentarsi: Vercata, Cese, Monte Camera, Colle Mori, meno ardue delle precedenti ed intervallate da ampi spazi pianeggianti che consentiranno di riprendere slancio. 2)PERCORSO GRANFONDO, di 38 km per 1.490 metri di dislivello, piuttosto impegnativo, con la salita più ardua di 6 km ed una pendenza massima del 22%. 3)PEDALATA ECOLOGICA, un percorso particolarmente dedicato alle categorie giovanili, 23 km per 890 metri di dislivello, per quasi la sua totalità ricalcherà il tratto iniziale del tracciato Marathon.
In concomitanza del Campionato Italiano Marathon MTB, prenderà il via anche la Gara Tricolore riservata ai diabetici, su un percorso a loro riservato nell’ambito del Granfondo. Il Campionato Italiano, con il percorso Marathon, è parte del Circuito Umbria Challenge, Circuito Nobili e Gran Combinata Ciclismo. La competizione di Gualdo Tadino riserverà un trattamento speciale a tutti gli iscritti all'insegna della sicurezza e del sano agonismo. Saranno diversi, infatti, i punti di assistenza tecnica e di ristoro, quattro le ambulanze presenti ed un dottore che potrà spostarsi sul percorso anche in moto. A fine gara, gli atleti potranno gustare un ottimo pasta party, ed avvalersi di servizi vari quali docce ed area lavaggio bici. Il dato che l’edizione 2011 della San Pellegrino Marathon attende con il Campionato Italiano MTB, è di centinaia di atleti alla partenza, centinaia di squadre ed un indotto turistico di migliaia di presenze nei Comuni coinvolti. Il costo d'iscrizione è di euro 20,00 fino al 28 aprile, dal 28 aumenterà ad euro 25,00 fino al sabato prima della gara ed a euro 30,00 la mattina stessa della partenza. Oltre ad essere un costo d’iscrizione volutamente contenuto, l’organizzazione ha voluto fare di più a favore delle atlete, le donne, infatti, parteciperanno tutte gratis! Compreso nel costo di iscrizione c’è la consegna di un ricco pacco gara, dove i bikers troveranno numerosi ed utili gadget: un giubbino antivento, prodotti tecnici, integratori per lo sport e prodotti alimentari. Tra i vari riconoscimenti ottenuti, il Tricolore di mountain bike, oltre ai numerosi Patrocini istituzionali, in primis, quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio dello Sport, ha ottenuto il marchio “Umbria Green Sport”. Un logo importante assegnato dalla Regione Umbria a manifestazioni di grande rilevanza sportiva e turistica e che si svolgono all’aperto, ovvero, in un ambiente naturale e con questo compatibile. Grazie all'attività del Gruppo Sportivo Avis di Gualdo Tadino, il Campionato Italiano Marathon ha ottenuto anche il patrocinio di “Avis Nazionale”, la più grande organizzazione di volontariato dei donatori di sangue, che con più di un milione di associati, raccoglie circa il 79% del fabbisogno nazionale. Avis e la gara Tricolore hanno unito le loro strade per diffondere un messaggio importante: prendiamoci cura di noi stessi e aiutiamo gli altri. E’ possibile avere informazioni sul Campionato Italiano su www.tadinobike.it.
Info Marathon San Pellegrino 2011: Gs Avis Gualdo Tadino cell. + 39 333 4443549 - fax 075.9169.67 info@gsavisgualdotadino.it www.tadinobike.it
A due anni dalle elezioni che hanno portato alla nascita nella nostra città di una maggioranza che avrebbe dovuto segnare l’avvio di una nuova stagione amministrativa, al fine di analizzare la complessità delle situazioni politiche venutesi a determinare, riteniamo opportuno confrontarci con quanti hanno condiviso il nostro progetto civico per Gualdo. La verifica del percorso compiuto e la definizione di obiettivi strategici, che non possono rimanere impantanati nelle sabbie mobili delle difficolta' quotidiane, o dei riti scontati e autocelebrativi, rappresentano la condizione imprescindibile per rendere,- non per uno, non per pochi, ma per tutti-adeguate le risposte che la citta' attende per superare la crisi. Per evitare che decisioni importanti e fin troppo solitarie, possano essere assunte senza quella necessaria partecipazione e condivisione di cui fin troppo si parla nelle redazioni dei programmi elettorali, ma assai poco quando vanno declinati, abbiamo indetto una assemblea-incontro il 26 aprile alle ore 21 presso la mediateca comunale.
Sen.Sandra Monacelli Presidente Movimento Civico SMS
Attendevamo con trepidazione la replica dell'Assessore ai servizi sociali Silvia Minelli per verificare quali sarebbero state le scuse poste a falsa e pretestuosa giustificazione della situazione disastrosa in cui si è venuto a trovare il settore dei servizi sociali del Comune, con la chiusura di fatto dell'Ufficio della Cittadinanza e del servizio sociale di base. Pensavamo che il tempo delle balie fosse finito, ma la replica nervosa e stravagante scritta a quattro mani da Sindaco e Assessore ci fa ricredere e ci obbliga a riflettere ulteriormente a quale sciagura amministrativa ed organizzativa siano state condannate le politiche e i servizi sociali comunali al tempo delle destre berlusconiane. Al contrario di quanto sostengano Sindaco e Assessore, il nostro Comune ha sempre avuto un'assistente sociale in pianta stabile e durante gli ultimi 5 anni precedenti all'insediamento della Giunta Morroni, oltre questa, ne ha avute sempre altre due grazie ad un concorso frutto della programmazione del fabbisogno di personale dei due Uffici della Cittadinanza, predisposta su scala di Ambito Territoriale, quando ancora esisteva un Ambito territoriale (ora Zona sociale) ed una collaborazione fattiva e permanente tra i diversi Comuni e quando ancora chi lo presiedeva esercitava un ruolo politicamente forte di coordinamento. Lo stesso ruolo abdicato dall'attuale assessorato che, proprio in questi giorni, si è visto recapitare una brutta nota dal Comune capofila di Gubbio, volta proprio a stigmatizzare un comportamento isolato e impermeabile alla condivisione di quelle problematiche che, ponendo grave pregiudizio ai nostri servizi sociali, danneggiano tutta la gestione associata delle politiche sociali intercomunali. Anche nell'approccio ineludibile e necessario a fare da guida politica da sempre riconosciuta al nostro Comune in seno alla Zona sociale e nell'ambito delle politiche regionali, proprio le sue eccellenze progettuali ed organizzative, la Giunta Morroni si qualifica in senso estremamente negativo, danneggiando così l'intera Città e gettando alle ortiche anni ed anni di precedente ed intenso lavoro. Ad ogni modo, dal 2008, ovvero da un anno prima delle elezioni, il nostro Comune ha sempre e comunque avuto due assistenti sociali e se fa fede l'attenzione costantemente dimostrata in precedenza, la criticità sarebbe al solito stata risolta, senza alcuna interruzione di servizio e senza terremotare l'assetto organizzativo dei servizi sociali a scapito dei cittadini e degli utenti. Da questo punto di vista, parlano più i fatti che le polemiche e, soprattutto, parla il livello di gradimento degli utenti dei servizi sociali, disastrosamente crollato negli ultimi mesi e non certo a causa del personale di segretariato sociale dell'ASAD che continua in condizioni estremamente difficili ad operarare con abnegazione e senso del dovere, a rischio stesso di burn-out. E parlano le difficoltà con cui altri soggetti istituzionali riescono ad interloquire con i servizi sociali del Comune, gli altri Comuni abbiamo detto, la ASL, le scuole, il Tribunale dei minori ecc: basta pensare che l'equipe frutto della collaborazione tra gli Ambiti di Città di Castello e di Gubbio-Gualdo per l'affido familiare e le adozioni precedentemente coordinata dall'assistente sociale del nostro Comune non riesce a riunirsi da oltre un anno, con quali conseguenze per i minori seguiti risulta facile da immaginare. Se il Sindaco Morroni e l'Assessore Minelli avessero almeno un briciolo di onestà intelletuale, non parlerebbero certo di un nostro interessamento brusco e improvviso se, come è vero, da più di un anno a questa parte abbiamo lanciato tanti preoccupatissimi allarmi rispetto all'esito che avrebbe prodotto la riorganizzazione della macchina amministrativa comunale voluta da Morroni ed abbiamo rivolto tante sollecitazioni affinchè si ponessero in essere tutti quegli interventi e si avviassero tutti quei percorsi per risolvere quella problematica che è infine drammaticamente esplosa con effetti travolgenti e purtroppo duraturi sull'organizzazione e la stabilità del servizio sociale di base annoverato tra le funzioni principali che qualsiasi Ente locale deve ai propri cittadini. Non solo: se come dicono Morroni e la Minelli le attuali difficoltà sono il frutto in parte veritiero dei patti di stabilità, allora dovevano accogliere la nostra proposta avanzata in sede di assestamento di bilancio. Togliere un'unità su tre dalla segreteria del Sindaco ed utilizzare quelle risorse per l'assistente sociale così come, visti i tagli, lasciar perdere almeno in parte lo sperpero dell'I Care e assegnare quelle risorse ai servizi sociali. E' poi una menzogna indecente ed indicibile quella dei due amministratori polemisti per cui l'unica assistente sociale in pianta stabile del Comune "già da tempo non svolgeva più l’attività ordinaria in quanto assegnata a ricoprire altro ruolo". La figura di cui si parla fu infatti assegnata a dirigere, oltre i servizi sociali, anche il settore scuola e cultura proprio nell'ottica positiva dell'integrazione e della continuità delle politiche sociali, educative, culturali e scolastiche, continuando comunque a svolgere un ruolo attivo e puntuale di indirizzo, di coordinamento, di intervento, di verifica e di valutazione nelle attività del servizio sociale di base e dell'Ufficio della Cittadinanza, continuando a svolgere il proprio ruolo di assistente sociale all'interno delle equipes multiprofessionali di ambito e di inter-ambito, continuando a partecipare alle unità di valutazione integrate con la ASL per il monitoraggio dei casi, continuando a contribuire alle progettualità dell'Ufficio di Piano, tipo Largo ai Giovani, e continuando a seguire di persona molti casi problematici di minori, famiglie, disabili ecc.. La sollevazione dell'unica assistente sociale in pianta stabile del Comune dall'incarico precedentemente o è stata al contrario una scelta politica precisa, ma irresponsabile, compiuta dal Sindaco Morroni nell'ambito della sua famigerata riorganizzazione dell'Ente e le dimissioni attuali dell'unica assistente sociale rimasta in carico al servizio è il frutto di una sottovalutazione altrettanto irresponsabile di un problema serio. Tanto più se si considera che queste dimissioni hanno precededuto di soli quattro mesi il termine naturale di un contratto in essere senza che dalla Giunta vi siano stati segnali per l'avvio di un percorso volto ad implementare effettivamente gli assistenti sociali di un Ufficio della Cittadinanza che oggi non esiste più e la cui carenza si scarica ignominiosamente e tutta sui cittadini e le famiglie, a partire dalle più fragili. La soluzione paventata dai due opinionisti in temporanea e caduca forza all'Amministrazione sconta un ritardo pauroso e servirà a ben poco. In ogni caso, l'Ufficio della Cittadinanza e il servizio sociale di base del Comune continuerà ad essere sottoorganico, in stato di emergenza permanente e completamente insufficiente a svolgere in maniera appropriata le sue funzioni e a soddisfare i bisogni dell'utenza. Nè al Sindaco nè all'Assessore avevamo chiesto i miracoli con i nostri continui e ricorrenti richiami, non avevamo certo chiesto di improvvisarsi del tutto simili al loro amato Berlusconi con l'ultimo intervento, ma abbiamo solo rivolto loro una sollecitazione critica a risolvere una questione grave, urgente e seria e a riconoscere gli errori e i danni prodotti con la riorganizzazione dell'Ente. In tutta risposta abbiamo ricevuto tanti insulti e la conferma che prima se ne vanno è meglio è, in quanto sono refrattari a qualsiasi critica anche quando i fatti e i risultati si rendono così evidenti e così dannosi per i cittadini ed in quanto questa Giunta va ponendosi anche nel settore sociale in maniera completamente avulsa dal contesto programmatico e normativo regionale e dal novero degli interventi garantiti da tutti gli altri Comuni dell'Umbria, compresi quelli guidati dal centrodestra. L'I Care è un vestito vuoto e incomprensibile e il Fondo di solidarietà cittadino è solo un revival della social card di Tremonti: Morroni sta smantellando il welfare locale che in Umbria prevede gli Uffici della Cittadinanza e l'integrazione delle politiche, sta prefigurando un modello debole frutto di una visione solitaria e meramente caritatevole e sta disorganizzando un settore fondamentale lasciandolo gestire a mò di una pro loco. Avevamo chiesto, per una cosa grave ed incredibile come la chiusura di fatto dei servizi sociali comunali, le dimissioni dell'Assessore delegata. Dopo la risposta congiunta abbiamo capito che le dimissioni vanno direttamente ed ancora una volta richieste al Sindaco che, solo per la tigna di non far cascare il suo castello di sabbia dell'I Care e della riorganizzazione, demolisce una funzione fondamentale del Comune e non ha neanche il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, riparandosi dietro una polemica insulsa e senza neanche avere la decenza di tutelare l'immagine della sua delegata.
La triste vicenda dello stato di caos dei Servizi Sociali del Comune di Gualdo Tadino si è arricchita della ennesima “perla” partorita dal sindaco Morroni; il comunicato stampa, firmato congiuntamente anche dall’Assessore Minelli, rimarrà nella breve storia di questa amministrazione come esempio dell’inconcludenza, dell’incapacità e dell’amore viscerale del sindaco Morroni per l’apparire a qualsiasi costo. Di fonte alla ennesima prova del disastro organizzativo provocato dalla cosiddetta riorganizzazione degli uffici comunali, di fronte alla impossibilità di lavorare, che costringe anche dipendenti a scappare da questa amministrazione, Morroni risponde con patetiche ricostruzioni storiche cercando di far dimenticare chi è il sindaco e chi ha provocato questa situazione. E’ difficile anche polemizzare con chi nega anche la più palese evidenza e cerca di autocelebrarsi a tutti i costi: continuare a definire innovativo il cambio di nome dell’ufficio (da Servizi Sociali ad I CARE Sociale) senza una minima prova di quale sarebbe l’innovazione, se non il trasferimento di una assistente sociale allo Sviluppo Economico e la nomina di responsabile a chi fino a al giorno prima si era occupato di Tributi. Nel mezzo di una verifica politico-amministrativa e con gli uffici comunali allo sbando Morroni preferisce occuparsi di storia, raccontando la “favoletta” secondo la quale la colpa è sempre degli altri; se non altro sappiamo che di fronte ad un problema alla Rocca Flea il sindaco Morroni ci racconterà delle gravi responsabilità di Federico Barbarossa oppure che le difficoltà della viabilità gualdese sono imputabili ai tecnici romani che progettarono la vecchia Flaminia!!! In attesa di conoscere le nuove trovate del sindaco Morroni ricordiamo che il Comune ha tra i suoi dipendenti chi può ricoprire quel ruolo rimasto vacante anche se, ci rendiamo conto, sarebbe necessario dover ammettere il totale fallimento della presunta riorganizzazione della macchina comunale. La situazione di sfascio dei servizi sociali comunali ricade in pieno su questa amministrazione a partire dall’assessore competente che invece di versare lacrime amare per il futuro della legislatura dovrebbe seguire giornalmente, e a tempo pieno, il caos crescente degli uffici; e magari anche far conoscere a tutti i gualdesi quando verranno redatte le graduatorie, e liquidati i contributi, del bando facente riferimento al Fondo di Solidarietà Cittadino chiuso da quasi due mesi e di cui non si hanno tracce, tranne che nei comunicati stampa dell’amministrazione comunale quando c’è bisogno di dimostrare che si è fatto qualcosa. I cittadini gualdesi non sono così sciocchi da credere alle storielle di Morroni!!! Il sindaco parli con argomenti seri, se ce li ha, oppure invece di scrivere ricostruzioni storiche e comunicati stampa se ne vada immediatamente invece di continuare a nascondere costantemente la polvere sotto il tappeto.
Vista la straordinaria attenzione che il consigliere Gianluca Graciolini e il Gruppo Consiliare del Pd riversano in questi giorni all'ambito dei Servizi Sociali, si ritiene utile ripercorrere alcuni passaggi fondamentali, molti dei quali riguardano la gestione di questo delicato settore proprio ad opera dei soggetti in questione, uno nel ruolo di assessore e gli altri come forza di maggioranza nella passata Amministrazione. Durante i cinque anni in cui l'attuale consigliere Graciolini era assessore, vi erano nel nostro Comune più di una figura di assistente sociale, ma nessuna in carico all'organigramma comunale, fino ad arrivare al 2008 in cui, essendosi rese difficili le forme flessibili di reperimento di assistenti sociali utilizzate fino a quel momento, sono venute meno alcune figure ed il Comune di Gualdo Tadino ha provveduto all’assunzione a tempo determinato di una unità di personale. D'altronde è sintomatico il fatto che questo Comune, a partire dal lontano 1999, quando fu bandito un concorso pubblico per l'assunzione in pianta stabile di un'assistente sociale, non si è più dotato di una graduatoria interna dalla quale attingere in caso di necessità. La suddetta graduatoria, come da normativa, è decaduta nel 2002. Graciolini e il Pd ci spieghino come mai, durante il periodo in cui l'Ente poteva assumere personale, così come in occasione dell’operazione di stabilizzazione del personale attuata nel dicembre 2008, non è mai venuta l'indicazione di introdurre figure professionali (e non solo assistenti sociali) per il funzionamento del servizio stesso, risolvendo così le criticità che si presentavano già allora. In virtù di questo “esemplare” percorso, la struttura dei servizi sociali è rimasta con un’assistente sociale a tempo determinato e una dipendente con il titolo di assistente sociale in pianta stabile, ma che già da tempo non svolgeva più l’attività ordinaria in quanto assegnata a ricoprire altro ruolo. Alla luce dei fatti e delle responsabilità che li hanno determinati, appare davvero singolare l’interessamento brusco e improvviso che oggi il consigliere Graciolini e il Gruppo Consiliare del Pd indirizzano a questa importante e delicata questione. Attualmente ci troviamo nella condizione di non poter effettuare assunzioni a causa degli stringenti limiti di spesa che ricadono sugli Enti locali; e pertanto, nostro malgrado, non siamo nella condizione di sopperire come vorremmo alle scelte non lungimiranti e disattente di chi ci ha preceduto. Tuttavia stiamo provvedendo, dopo 13 anni, ad attivare il percorso per giungere ad una graduatoria comunale per assistenti sociali e stiamo già provvedendo alla sostituzione, essendovi la copertura finanziaria per l’anno in corso, della figura dell'assistente sociale che, a far data dal 2 maggio, si trasferirà in altra realtà. Ci teniamo inoltre a ribadire che questa Amministrazione rivolge un’attenzione e un’importanza fondamentali all’intero settore dei Servizi Sociali e, all’interno di esso, alle aree di intervento indirizzate alle forme più acute di bisogno e fragilità sociale. Un impegno testimoniato, in maniera tangibile, in questi 20 mesi di amministrazione anche attraverso scelte innovative come l’ “I Care Sociale” e il lancio del Fondo di Solidarietà Cittadino; una scelta quest’ultima che permetterà di offrire sostegno anche a quelle fasce di popolazione colpite dagli effetti della crisi economica che altrimenti sarebbero tagliate fuori dalle tradizionali forme di agevolazione e di supporto previste dai Servizi Sociali.
"Finalmente si è conclusa positivamente la tormentata vicenda dell'appalto per la realizzazione del tratto di Casacastalda della Perugia-Ancona, con il riaffidamento da parte dell'Anas all'impresa Carena, che può ora riavviare i lavori". È quanto annunciano la Presidente della Regione Umbria e l'Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti. "Dopo una lunghissima e complessa trattativa - affermano - che ci ha visto impegnati in prima persona in questi mesi, si è giunti ad una transazione tra l'impresa Carena, che era subentrata alla Grassetto, il cui fallimento era all'origine del blocco dei lavori, e la ditta Pivato che aveva presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo, si ricorderà, aveva accolto il ricorso della Pivato, che a sua volta era entrata in crisi. Tutto ciò aveva determinato un grave 'impasse' che si ripercuoteva negativamente sia sulle maestranze, sia sulla possibilità di realizzare uno dei tratti più complessi dell'asse viario Perugia-Ancona". Presidente e Assessore esprimono "grande soddisfazione". "Ora i lavori di questo tormentato tratto possono riprendere. La realizzazione di questo tratto - rilevano - oltre che essere fondamentale per il rispetto dei tempi dell'intera realizzazione della Perugia-Ancona, è importante anche per la viabilità locale e per la sicurezza delle comunità i cui centri abitati sono oggi attraversati da un consistente flusso veicolare". Nella giornata di ieri, inoltre, si è anche svolta l'assemblea della società "Quadrilatero" nel corso della quale è stata data assicurazione circa la positiva evoluzione delle trattative in corso per risolvere gli altri problemi che stanno riguardando i cantieri di alcuni altri tratti: "Da quanto emerso dai lavori dell'assemblea - riferiscono la Presidente e l'assessore regionale - possiamo trarre un moderato ottimismo circa la possibilità che vengano rispettati i tempi di realizzazione della Perugia-Ancona che potrebbe essere terminata entro il 2013". La scheda. I lavori per la costruzione della variante tra Valfabbrica e Casacastalda erano stati già avviati, ma interrotti nel 2007 a causa di un contenzioso con l'impresa appaltatrice (Grassetto Spa) che ha portato alla rescissione del contratto. A fine marzo 2010, l'Anas ha completato le procedure per l'individuazione dell'impresa esecutrice dei lavori riferiti al lotto 5 - 1° stralcio dal km 13+640 al km 17+454 (Carena SpA di Genova). Contro tale aggiudicazione, la società Pivato ha fatto ricorso, che è stato accolto. Con la risoluzione del contenzioso, ora l'Anas può procedere con l'aggiudicazione dei lavori, per un investimento di circa 60 milioni di euro. Gli interventi consistono nel completamento dell'opera avviata per un tratto di circa 4 chilometri e includono l'ultimazione dello scavo della galleria Picchiarella, la realizzazione di un'altra galleria di circa 300 metri e di 6 viadotti in parte già realizzati. La durata dei lavori è prevista in circa 2 anni e mezzo, a partire dalla consegna. Una volta completata, l'opera si collegherà a ovest con il tratto Pianello Valfabbrica a quattro corsie ricompreso nel Progetto Quadrilatero Marche Umbria Spa (Maxilotto 2 sublotto 1.2) per il quale sono in corso i lavori da parte della BTP, mentre ad est con un ulteriore tratto di variante in via di ultimazione (è praticamente ultimato a 2 corsie ad eccezione di parte della viabilità di raccordo alla vecchia s.s.318) che va dallo svincolo Casacastalda ovest, compreso tra le gallerie Picchiarella e Casacastalda (una canna completata), e lo svincolo Casacastalda est in località Sospertole, che si congiunge a sua volta con il tracciato a quattro corsie già aperto al traffico, consentendo di bypassare completamente l'attuale strada statale 318 da Valfabbrica fino a Fossato di Vico. Una volta ultimati i lavori da parte della ditta Carena, il tratto Valfabbrica-Casacastalda-Sospertole (Schifanoia) funzionerà a 2 corsie, in attesa di ulteriori lavori per il raddoppio per i quali Anas ha stimato un investimento complessivo di ulteriori 100 milioni di euro da appaltare nei tempi consentiti dall'effettiva disponibilità delle risorse finanziarie.
La Lega Nord Umbria approva l’accordo Stato-Regione per l’accoglienza ai profughi libici, ma è fermamente contraria all’accoglienza diffusa sul territorio in tutti i nostri comuni di piccoli gruppi non controllabili sia a livello di sicurezza, che di ordine pubblico. Siamo favorevoli alla individuazione di un Centro per l’Identificazione e l’Espulsione dei clandestini. Per tale centro si utilizzerebbe una delle ex caserme dell’Esercito dismesse, e per l’emergenza attuale tale centro servirebbe per identificare i nordafricani e per controllare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Tale richiesta è stata inserita come prioritaria nel programma della Lega Nord Umbria nelle ultime regionali del 2010, e siamo convinti più che prioritaria nell’attuale situazione. Si plaude al nostro Consigliere alla Regione che continua imperterrito a sollecitare la giunta regionale affinché tale proposta venga attuata quanto prima possibile.
Lega Nord Umbria Direttivo Sezione di Gualdo Tadino