Nel bel mezzo della polemica per la soppressione delle fermate euro star a Fossato di Vico alcuni mesi fa ebbi modo di ascoltare diverse opinioni. Mi colpì in modo particolare quella di un ferroviere e politico locale che, fuori dal coro, disse semplicemente questo: il problema non è costituito dalle fermate euro star. Il problema per il nostro territorio è costituito dalla mancanza di treni. Se ci fossero più treni non sentiremmo la mancanza delle fermate euro star perché il servizio trasporto sarebbe comunque assicurato. Nei giorni scorsi ho avuto la conferma della correttezza di questa valutazione. Un gruppo Cai di 21 escursionisti parteciperà al trekking sulle isole Egadi dal 19 al 26 agosto. Per raggiungere Trapani (il porto più vicino alle isole) è stato scelto un comodissimo aereo dall’aeroporto di Ancona (Chiaravalle). E per raggiungere l’aeroporto abbiamo pensato al treno essendoci una stazione vicinissima allo scalo (Chiaravalle- Castelferretti). E qui cominciano i guai. L’aereo è in partenza alle 16,00. Considerando che per l’imbarco bisogna presentarsi almeno 40’ prima e che per scendere dal treno e raggiungere a piedi l’aeroporto occorrono diversi minuti, bisognerebbe essere in aeroporto almeno entro le 15,45. Ho iniziato quindi a consultare l’orario ferroviario. In partenza da Gualdo Tadino c’è un treno alle 6,23 (arrivo alle 7,35, un po’ prestino), un altro alle 7,19 (arrivo alle 8,34, un po’ prestino anche questo) e poi più nulla fino alle 13,58 (arrivo alle 15,07, troppo tardi per le nostre esigenze), 14,30- 16,27- 18,38- 23,07 (naturalmente tutti in orari per noi inservibili). Quindi nessun treno disponibile dalle 7,30 alle 13,58 (quindi nel corso della tarda mattinata) e ben 5 treni dalle 13,58 alle 23,07. Evidentemente Trenitalia pensa che la stragrande maggioranza dei passeggeri che si dirigono verso Ancona lo fanno nel pomeriggio. Constatata l’impossibilità di prendere il treno da Gualdo Tadino mi sono concentrato su Fossato di Vico. Ricerca inutile. A Fossato si possono prendere gli stessi treni che si possono prendere a Gualdo (naturalmente con l’orario spostato di 5 minuti). Non rassegnato a raggiungere l’aeroporto con la macchina, sono andato a consultare l’orario con partenza da Fabriano. E qui ci siamo: partenze alle 9,45- 12,10- 13,04- 14,18… Da qui la decisione finale: prenderemo il treno a Fabriano. Nessun problema, invece, per il ritorno: dalle 13,00 alle 20,00 ci sono ben 5 treni in partenza da Chiaravalle che fermano a Gualdo: 13,01- 14,17- 16,06- 17,48- 19,50). In mattinata, invece, identica situazione: un treno alle 8,36 e poi più nulla fino alle 13,01. A questo punto mi sono chiesto: questo buco nella tarda mattinata è dovuto alla mancanza di treni o al fatto che i treni non fermano a Gualdo e Fossato? La risposta l’ho trovata facilmente consultando l’orario per la tratta Foligno-Chiaravalle. Da Foligno partono un treno alle 9,07 (arrivo a Chiaravalle alle 11,58) ed un treno alle 11,17 (arrivo alle 12,57) e sono gli stessi treni che poi fermano a Fabriano. Basterebbe che almeno uno dei due fermasse a Gualdo (magari uno potrebbe fermare a a Gualdo e l’altro a Fossato) per moltiplicare le opportunità per questa fascia. Al ritorno, invece, non ci sono altri treni. Nei problemi il più delle volte ci si imbatte quando ce li troviamo di fronte e ci creano un disagio. Questo che ho evidenziato è un problema. Le forze politiche si stanno confrontando (anche aspramente) sul raddoppio della linea ferroviaria (percorso alternativo oppure no) e spingono per le fermate Eurostar a Fossato. Mi permetto di suggerire un intervento anche per risolvere questo disagio.
Mio marito, Capitano Coletti Remo, già in servizio dal 1938 come sottotenente nel 51° Regg.nto Fanteria "Cacciatori delle Alpi", allo scoppio della guerra (1940) partì per il fronte occidentale; dopo l'armistizio con la Francia rimase con il suo Reggimento nei pressi di Ventimiglia fino al novembre dello stesso anno. ritornato a Perugia, in seguito ad attacchi appendicolari e sciatica, restò al Deposito fino al novembre del 1941. Il 29 novembre del 1941 partì con il 129° Regg.nto Fanteria "Perugia" per la Croazia dove rimase per qualche mese nei pressi di Sebenico, Spalato ed altri paesi. Più tardi, nel 1942, il Reggimento si spostò nel Montenegro e precisamente a Rijeka, e li rimase fino l'agosto del 1943; pochi giorni prima l'armistizio dell'8 settembre il Reggimento scese in Albania nei pressi di Argirocastro e Porto Edda, nella speranza di prendere imbarco per l'Italia. Appena l'armistizio, la Divisione "Perugia" si schierò contro i tedeschi, con i quali, da testimoni oculari, ebbe battaglie aperte. Sempre in attesa d'imbarco che mai arrivava e traditi da un aereo tedesco camuffato da aereo italiano, tutta la Divisione si spostò maggiormente verso la costa; un reparto, ove era mio Marito, si spostò verso l'interno. I tedeschi che li avevano seguiti accerchiarono sia quelli di Porto Edda sia quelli nell'interno e precisamente a Kuci, lì furono presi, fatti prigionieri e alle 10,40 del 7 ottobre del 1943 barbaramente trucidati. Mi giunse nel febbraio 1944 una scheletrica notizia da parte tedesca nella quale mi si avvertiva, in lingua tedesca, che mio Marito era caduto combattendo contro i tedeschi. Le parole della comunicazione tradotte sono le seguenti: Ai componenti la famiglia del Capitano Coletti Remo "Nel presente fascicolo incluso del soprannominato si avverte che il Capitano coletti Remo è caduto sul campo di battaglia contro i tedeschi".
Firmato Gebauer - Colonn. e Cam.
Il 27 febbraio 1946 da Roma mi fu confermato che mio Marito era stato fucilato. Le salme sono ora raccolte in tre tombe sulla riva dello Scinsitza (Abania)
La moglie Coletti Tega Valentina
Il pro-memoria scritto dalla vedova Valentina Tega in Coletti, Sig.ra Tina per chi la conosceva, riporta i fatti di allora. In seguito, le salme, nella primavera del 1962, sono state esumate e riportate in Patria. Ora si trovano nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare a Bari. Nel 2009 c’è stata l’inaugurazione del monumento eretto nel luogo dove si è compiuto il massacro degli eroi di Kuç. Le foto che seguono illustrano rispettivamente:
Il sindaco Roberto Morroni ha ricevuto in Municipio i titolari dell’armeria Il Diamante di Gualdo Tadino, premiati nei giorni scorsi per il miglior allestimento di stand fieristico al recente Ca.Pe.Tav, la mostra-mercato dedicata alla caccia, pesca e tiro sportivo, svoltasi a Bastia Umbria. Una manifestazione che ha raccolto quasi sedicimila visitatori in tre giorni. Cacciatori, pescatori e appassionati delle discipline sportive di tiro si sono dati appuntamento a Bastia per scoprire le ultime novità relative ad attrezzature, abbigliamento e prodotti editoriali.
Sabato 19 giugno prossimo ricorre il novantesimo anno dalla scomparsa di monsignor Roberto Calai Marioni, uno dei più grandi benefattori della città di Gualdo Tadino. Vescovo e politico, figlio di una facoltosa famiglia gualdese, si fece promotore, finanziandolo per la maggior parte, della costruzione di un nuovo ospedale (1909), che poi prese il suo nome, rimasto attivo fino al 2008. Oltre al nosocomio, Calai donò la farmacia di piazza Martiri della Libertà, l’oratorio salesiano e l’edificio scolastico, il convento dei Cappuccini e il seminario, e arricchì l'archivio capitolare di numerosi volumi storici, tra cui l'Herbario Nuovo di Castore Durante. Per quaranta anni ricoprì la carica di consigliere comunale. “Una figura di enorme rilevanza per la comunità gualdese, un esempio di uomo che ha dedicato tutta la propria vita al bene comune e al servizio dei sofferenti e degli ultimi – evidenzia il sindaco Roberto Morroni - Se Gualdo Tadino all’inizio del secolo scorso è divenuta una realtà socialmente e culturalmente progredita lo deve in buona parte all’opera di monsignor Calai. L’amministrazione comunale ha in programma di realizzare entro l’anno una giornata di studi e di riflessione incentrata proprio sulla figura di Roberto Calai Marioni.”
La fioritura prodigiosa del biancospino fuori stagione caratterizza le città di Bra e di Gualdo Tadino. E’ su questa base - fortemente radicata tra le popolazioni locali- che si prospetta un gemellaggio tra i braidesi ed i gualdesi. Una nostra delegazione, guidata dall’assessore Maria Paola Gramaccia, presente anche il presidente della Confcomnercio Aurelio Pucci, è stata ospite del comune di Bra, s’é incontrata col sindaco Bruna Sibille, il vice Marcello Lusso, gli assessori Biagio Conterno e Massimo Borrelli; c’è stato un confronto sulle prospettive di collaborazione a vari livelli: interscambi tra scuole e associazioni degli anziani, partecipazione agli appuntamenti di grande richiamo delle due città, rapporti a livello economico e commerciale; tra questi c’è anche la prospettiva dello slow food, di cui Bra è sede nazionale. La visita dei gualdesi ha fatto seguito a quella braidese di fine aprile, quando il delegato del sindaco, Lino Ferrero, è stato ospite di Gualdo Tadino. I gualdesi hanno anche visitato il santuario della Madonna dei fiori, dove, il 29 dicembre del 1336, la Madonna apparve ad una donna, Egidia Mathis, insidiata nel bosco da soldati mercenari: allora fiorirono per la prima volta i pruni, fenomeno che si ripete ogni anno in pieno inverno. Come a Gualdo il 15 gennaio, quando l’evento si verificò nel 1324 al passaggio del feretro che trasportava le spoglie mortali del santo patrono, il Beato Angelo. L’assessore Gramaccia ha invitato una delegazione braidese alla prossima festa del ceramista; ed ha portato in dono un apprezzatissimo piatto della ceramica tradizionale gualdese.
Una delegazione di Gualdo Tadino si recherà sabato e domenica prossimi a Bra, la città in provincia di Cuneo con cui si stanno gettando le basi per un futuro gemellaggio. La visita fa seguito a quella che gli amministratori piemontesi fecero a Gualdo Tadino lo scorso aprile. La rappresentanza gualdese sarà composta dall’assessore Paola Gramaccia, dal presidente dell’Associazione Commercianti Aurelio Pucci e dal delegato della Pro Tadino, Alberto Cecconi. Le possibilità che si concretizzi il gemellaggio tra le due città sono piuttosto elevate e sono state gettate durante l’ultimo incontro degli amministratori dei due comuni. Il particolare che lega Gualdo Tadino e Bra è una fioritura fuori stagione che si ripete ogni anno: il biancospino il 15 gennaio per Gualdo Tadino, legato al patrono Beato Angelo, e un pruneto in dicembre a Bra in occasione della Madonna dei Fiori. Le due città stanno anche lavorando per mettere a punto una sinergia di carattere turistico.
I fiondatori Marco Brunetti e Sergio Sabbatini ricevuti dal sindaco.
Il sindaco Roberto Morroni ha ricevuto in municipio Marco Brunetti e Sergio Sabbatini, i due fiondatori gualdesi protagonisti della sesta puntata de “Lo Show dei Record”, il fortunato programma di Canale 5 condotto da Paola Perego. In quella circostanza Marco Brunetti è entrato anche nel Guinness World Records, abbattendo con la propria fionda otto lattine in un minuto, superando il primato che lo spagnolo Gorge Barrell deteneva da ben dieci anni. Un bello spot, quindi, sia per i Giochi de le Porte (Marco e Sergio sono due dei protagonisti storici del “palchetto”) che per la neonata Asd Fiondatori Gualdo e per l’intera Federazione, recentemente riconosciuta anche dal Coni e di cui Gualdo Tadino rappresenta uno dei cardini, tanto che il bersaglio ufficiale impiegato in tutta Italia è il “cuore della Bastola” utilizzato nei Giochi. “E’ stato un onore per noi rappresentare Gualdo e i Giochi de le Porte dinanzi al grande pubblico televisivo”, hanno commentato Brunetti e Sabbatini. Il sindaco Roberto Morroni si è complimentato con i due fiondatori, consegnando loro due targhe ricordo a nome dell’amministrazione comunale. “Marco e Sergio hanno tenuto alto il nome di Gualdo Tadino e, grazie al loro impegno, stanno trasformando una semplice passione in qualcosa di più. I Giochi de le Porte, quindi, oltre ad essere la manifestazione più importante della città apprezzata orma in tutta Italia, stanno anche offrendo l’apertura di sbocchi di natura sportiva e opportunità sul fronte professionale.”
Da Virginia, nel Minnesota (USA), a Gualdo Tadino: alla ricerca delle proprie origini, sulle orme di coloro che emigrarono verso l’America agli inizi del secolo scorso. Gualdo Tadino, terra di emigranti agli inizi del secolo scorso, è spesso un luogo ove fanno ritorno, in cerca delle proprie origini, i figli ed i nipoti di coloro che partirono in cerca di fortuna verso terre sconosciute. E’ il caso di una coppia di americani, Paul e Debbie Monacelli provenienti dalla città di Virginia, nel Minnesota, e arrivati a Gualdo alcuni giorni fa. Armati di alcuni documenti scaricati da internet, Paul e Debbie si sono recati direttamente all’Ufficio Anagrafe del Comune di Gualdo Tadino per consultare i registri di nascita e morte, aiutati dal responsabile di settore Ezio Bianchini. Digitando infatti il cognome Monacelli ed il nome del Comune di Gualdo Tadino su un noto motore di ricerca hanno conosciuto virtualmente le due “parenti” più famose in città: il vicesindaco Sandra Monacelli ed il direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione Catia Monacelli. Il nonno di Paul, Mario Monacelli, era partito nel 1905 da Gualdo Tadino alla volta di New York, sbarcando a Ellis Island, isolotto considerato la maggiore frontiera di accesso per gli immigrati che sbarcavano negli Stati Uniti. I registri del Comune di Gualdo però, non avendo più notizie dell’emigrato, lo cancellarono nel 1931. Grazie alla preziosa collaborazione del parroco di San Pellegrino, Mons. Luigi Merli, la coppia americana ha potuto consultare gli archivi parrocchiali per datare ancor più indietro nel tempo le origini della propria famiglia. Dopo aver soggiornato a Gualdo per un paio di giorni ed essere rimasti piacevolmente colpiti dalla visita fatta presso il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, i Monacelli sono ripartiti alla volta di un piccolo comune del Molise, in provincia di Campobasso, alla scoperta delle origini materne di Paul. “Il ruolo del museo regionale “Pietro Conti” – commenta il direttore Catia Monacelli – è un valido punto di riferimento per le famiglie umbre di emigranti che vogliono conoscere le proprie radici. Questo tipo di visite in città può essere considerata anche una valida fetta di turismo, legata proprio alla scoperta delle proprie origini, una risorsa anche per la nostra economia.”
Uno o due mesi fa ho ricevuto una mail da un lettore di Allegra combriccola che mi informava di voler vendere la copia della "Storia Civile ed Ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino " di Ruggero Guerrieri in suo possesso. Ho purtroppo perso quella mail ed il relativo indirizzo! Per cortesia vuoi rimetterti in contatto? Grazie.
Emergenza neve, Filottrano ringrazia il Comune di Gualdo Tadino per l’intervento a favore di una comitiva di studenti. Scrive il sindaco Coppari: “Disponibilità e prontezza nell’affrontare una situazione difficile e delicata”. Sono giunte al sindaco di Gualdo Tadino, Roberto Morroni, e all’assessore ai lavori pubblici, Erminio Fofi, due lettere di ringraziamento da parte del sindaco del Comune di Filottrano, Francesco Coppari, e del dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Filottrano, Giulio Ottaviani, per il tempestivo intervento da parte del Comune di Gualdo Tadino nel risolvere la critica situazione in cui si era venuto a trovare, in località San Pellegrino, un pullman di studenti filottranesi in viaggio d’istruzione rimasto bloccato il 9 marzo scorso durante l’eccezionale ondata di maltempo abbattutasi sulla fascia appenninica. Nell’occasione si recarono immediatamente sul posto sia il sindaco Morroni che l’assessore Fofi per seguire direttamente le operazioni, con conseguente alloggio di studenti e accompagnatori presso una struttura alberghiera di Gualdo Tadino. “Vi ringrazio a nome mio personale e dell’amministrazione comunale per il sollecito intervento e la conseguente generosa ospitalità in favore degli alunni e insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Filottrano e dei loro colleghi provenienti dalla città francese di Raon l’Etape, gemellata con Filottrano – scrive il sindaco Coppari – Si unisce a me nel ringraziarvi anche il sindaco di Raon l’Etape Michel Humbert, molto colpito per la vostra disponibilità e prontezza nell’affrontare una situazione così difficile e delicata.” Dello stesso tenore la lettera inviata dal dirigente scolastico Giulio Ottaviani. “Voglio rappresentarle i più sentiti ringraziamenti per la sensibilità dimostrata e per l’impegno profuso in prima persona per l’accoglienza dei ragazzi – sottolinea – Al ringraziamento mio personale si aggiunge quello di tutte le famiglie interessate, che hanno manifestato grande apprezzamento per il modo con cui è stata gestita l’emergenza.”
La leggenda Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri. Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere. Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po', infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31. Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo. Per quanto la leggenda parli di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea, che è bruna - becco incluso - nelle femmine, mentre è nera brillante - con becco giallo-arancione - nel maschio.
Dalla leggenda alla realtà Ma quanto c’è di vero nella tradizionale credenza che gli ultimi tre giorni di gennaio siano i più freddi dell’anno? Ben poco se prendiamo in considerazione i dati del Centro Geofisico Prealpino nel periodo 1967-1999. Da questi risulta infatti che la temperatura media dei giorni 29-30-31 gennaio è stata di 3.6 °C. Mentre la temperatura media di gennaio, calcolata sullo stesso periodo di osservazioni, è di 2.8 °C. Per cui la media di questi tre ultimi giorni risulta di quasi un grado (esattamente 0.8 °C) più alta. Infatti statisticamente dopo il 10 di gennaio la temperatura tende ad aumentare.
La vita non è facile per la famiglia di Trento Alimenti: il fratello Oberdan muore nel 1914, il padre Giuseppe nel 1916, la sorella Triestina rimane vedova, giovanissima, nel 1919. Trento, Oberdan, Triestina… i nomi imposti ai figli dal capofamiglia Giuseppe sembrano un manifesto politico. Trento Alimenti, di Giuseppe e Camilla Tomassoni, nato a Costacciaro il 28 febbraio 1898, residente a Gualdo Tadino dal 27 giugno 1909, calzolaio, comunista, alle ore 1,30 dell’11 marzo 1922 viene ucciso in via delle Mura a seguito di uno scontro a fuoco. Le cronache giornalistiche di quella giornata sono ovviamente di parte, avendo ormai lo squadrismo fascista messo a tacere qualsiasi altra voce. E’ un giornalismo ben allenato, ogni giorno deve mettere una “pezza” alla violenza fascista, ogni giorno deve inventare ricostruzioni fantasiose per sovvertire la realtà dei fatti. I resoconti, quindi, informano che la sera del 10 marzo 1922 una comitiva di amici, tra cui alcuni fascisti, si riunisce in casa di Michele Pericoli per festeggiare il compleanno del padrone di casa. Verso la mezzanotte la comitiva esce di casa e viene beffeggiata da alcuni giovani repubblicani, tra cui i non meglio identificati Santarelli e Demegni. Nella colluttazione rimangono feriti i fascisti Dario e Aldo Liberati e contusi alcuni giovani repubblicani. Sopraggiunti i carabinieri fu subito ristabilita la calma.
“Passata voce tra loro, i comunisti gualdesi (quasi tutti ex disertori amnistiati) cominciarono a sbucare da più parti, bene armati di bastoni e alcuni anche di fucili, coll’intenzione di sfogare i loro istinti sanguinari sui fascisti se avessero potuto coglierli alla spicciolata. Ma i fascisti se ne erano tornati tranquillamente alle loro case e appresero gli avvenimenti successivi la mattina seguente. I carabinieri della stazione di Gualdo Tadino si divisero in due pattuglie per sorvegliare ed impedire una levata di scudi e qualche eccidio da parte dei comunisti che, soli ed armati, scorrazzavano per le vie della città. Una delle due pattuglie di carabinieri, nella parte posteriore del Corso presso largo S. Maria fermò il comunista Ippoliti Aldo per perquisirlo, ma questi riuscì a divincolarsi e a fuggire nei vicoli della parte bassa della città. I carabinieri si diedero ad inseguirlo. Ad un certo punto da due individui che stavano appiattati alla svolta di un vicolo partì un colpo di fucile che colpì in pieno petto il carabiniere Giovanni Pandolfi il quale – da vero eroe – prima di stramazzare a terra, ebbe la forza di spianare il suo moschetto contro i due vigliacchi comunisti, uno dei quali – Alimenti Trento – cadde al suolo tentando ancora di reagire coi due fucili di cui era armato. Ma i carabinieri lo resero all’impotenza e pochi minuti dopo spirò. L’altro comunista – Ippoliti Aldo – fuggì e tuttora è latitante”. (L’Unione liberale, 13 marzo 1922)
Ecco quindi ben individuato il cattivo: il calzolaio Trento Alimenti, vigliacco e disertore. Ecco ben identificati i buoni: i fascisti vigliaccamente malmenati dopo una tranquilla serata di festeggiamenti. Pertanto si è trattato soltanto di una scaramuccia tra giovanotti finita in tragedia? In questo periodo il clima politico a Gualdo Tadino è pesantemente inquinato dalla violenza fascista degli squadristi locali, sostenuti dai ben più agguerriti squadristi di Foligno (squadra La Disperatissima, guidata dal terribile Negroni) e Perugia (squadra Ardita), che a loro volta avevano avuto dei maestri d’eccezione nella tristemente famosa squadra di Firenze “La Disperata”. Mario Piazzesi, squadrista de “La Disperata” di Firenze ricorda le incursioni a Perugia e Foligno:
“Non un circolo rosso, non una cooperativa, non un covo, nulla rimase in piedi e già che eravamo nell’argomento scomparve anche qualcosa dei bianchi, tanto gli uni valevano gli altri; ormai anche nell’Umbria eravamo divenuti professori e gli allievi locali promettevano bene”. (Franzinelli Mimmo, Squadristi, Milano, Mondadori, 2003).
Tutti i giorni le squadre fasciste si rendono responsabili di delitti e devastazioni. Per dare un’idea della violenza squadrista è sufficiente ricordare le operazioni portate a termine il giorno seguente alla morte di Trento Alimenti, per le giornate precedenti e successive basta sostituire i nomi dei morti…
A Puianello muore per sfondamento del cranio il segretario del circolo socialista Armando Taneggi; a Pieveottoville vengono uccisi dalle camicie nere il ventinovenne Renato Guazzi e il ventisettenne Enrico Galli; a Iano è ferito grave¬mente l'antifascista Alfredo Rinaldi; assassinato dai fascisti triestini Giovan¬ni Blasich; a Coenzo gli squadristi uccidono il ventiquattrenne Mario Rabaglia e il cinquantaduenne Vincenzo Amadei. Devastate la Came¬ra del lavoro di Casteggio, la cooperativa di Castelvetro e la cooperati¬va di Caorso, la Società di mutuo soccorso di San Martino in Campo e la sezione socialista di Campi Bisenzio, il circolo ricrea¬tivo di Cascina e il circolo comunista di Bagni di Casciana. Bastonato Antonio Bertoldi, sindaco socialista di Zibello; aggredito a Foligno durante il congresso regionale del PPI il sottosegretario Mario Cingolani; impedita ai repubblicani romani la celebrazione di Mazzini: gli squadristi disperdono l'adunata con manganellate e pistolettate.
Cosa successe veramente a Gualdo Tadino durante la nottata tra venerdì 10 marzo e sabato 11? Il 10 marzo gli squadristi fascisti si rendono responsabili di un sanguinoso assalto alla Camera del lavoro di Gualdo Tadino; dopo la devastazione della sede avviene lo scontro in piazza Vittorio Emanuele, l’attuale piazza Martiri della Libertà, tra fascisti e antifascisti; dopo poche ore Trento Alimenti giace cadavere in via delle Mura. Gli oppositori al fascismo sono incapaci di fare i conti con la violenza altrui, una violenza metodica utilizzata per annientare il “nemico”; pochi mesi dopo l’assassinio di Trento, i fascisti impongono le dimissioni al Sindaco Egidio Martino Pucci e all’intera Amministrazione Comunale, guidata dal Partito Popolare; il Sindaco rimane nascosto per dieci giorni in una casa privata del centro storico; gli assessori ricevono la visita degli squadristi gualdesi
“… un manipolo di fascisti, capitanato dal gualdese (omissis), si recò presso l’abitazione di Giubilei Giuseppe in via Rosati, 7 e gli intimò, con il manganello e l’olio di ricino, le dimissioni dall’incarico di Consigliere Comunale e di Assessore effettivo”. (Giubilei Italo, Cattolici e politica a Gualdo Tadino 1904-1944, Gualdo Tadino, Ed. Accademia dei Romiti, 2007)
Gualdo Tadino segue la sorte di tutte le altre città italiane, poche persone trovano il coraggio di opporsi alle devastazioni dello squadrismo fascista: Trento Alimenti e i fatti del 10-11 marzo 1922 rappresentano il canto del cigno dell’antifascismo militante gualdese.
Non era mai accaduto nella storia venticinquennale del Programma Euro-Nato “Joint Jet Pilot Training (ENJJPT)” che uno studente italiano si aggiudicasse tutti i prestigiosi "Award" che tradizionalmente vengono conferiti per premiare gli studenti che si sono maggiormente distinti nei diversi aspetti dell'impegnativo corso per il conseguimento del brevetto di pilota militare. Il sottotenente Emanuele Fumanti, 24enne pilota gualdese dell’Aeronautica Militare Italiana, alla presenza di numerose autorità militari statunitensi, tra le quali il Major General Jack Catton, ‘guest speaker’ della serata, e dei tredici Paesi attualmente aderenti al Programma, lo scorso 13 novembre, giorno della Graduation della Classe ENJJPT 10-01 tenutasi presso la base aerea di Sheppard, in Texas (Usa), è salito sul palco per ben cinque volte per ricevere i seguenti prestigiosi riconoscimenti:
"AETC Commander's Trophy": riconoscimento riservato allo studente che eccelle in ogni aspetto del programma ENJJPT (volo, studio, capacità di leadership);
"Flying Excellence": riconoscimento riservato allo studente che ha dimostrato costantemente le migliori performance in volo;
"Distinguished Graduate": riconoscimento riservato allo studente che conclude il corso nel top del 10% della classe;
"Officership excellence award": studente che si è distinto per eccellenti qualità di Militare e di Ufficiale;
"Deadalian`s Trophy Top Formation": riconoscimento riservato allo studente che ha dimostrato le migliori attitudini e conseguito le migliori performance nel volo in formazione.
Meritate le "standing ovation" dedicate al sottotenente Fumanti dal pubblico che ha assistito alla cerimonia, a cui si sono aggiunte le congratulazioni del colonnello Piccolomini, capo della rappresentanza dell'Aeronautica Militare Italiana (RAMI) di Sheppard. Il Generale di Squadra Aerea Giampiero Gargini, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, informato dal colonnello Piccolomini della straordinaria performance del sottotenente Fumanti, ha esternato, attraverso un telegramma, un vivissimo compiacimento al neo e pluri-premiato pilota.
Il sindaco Roberto Morroni ha voluto esprimere, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Gualdo Tadino, le più vive felicitazioni all’ufficiale gualdese. “I risultati ottenuti dal sottotenente Emanuele Fumanti sono un autentico orgoglio per la comunità gualdese. Il suo impegno e la sua dedizione gli hanno permesso di raggiungere un traguardo di assoluto prestigio che fa onore a tutta la città.”
Nei giorni scorsi gli alunni delle classi V dell’ Istituto Casimiri si sono incontrati con Emanuele Fumanti, ex allievo e diplomato alcuni anni fa all’Istituto Tecnico per Geometri di Gualdo Tadino. “I risultati ottenuti da Emanuele ne fanno uno dei primi sei piloti dell’Aeronautica Militare Italiana, grazie ai quali entra automaticamente a far parte delle forze aeronautiche della Nato – riporta un comunicato dell’Istituto Superiore Casimiri - Un bell’esempio di impegno per il successo in alte ed impegnative professionalità per i nostri giovani che si accingono a sostenere il primo esame veramente importante e quindi a decidere il proprio progetto di vita e professionale. Ad Emanuele i complimenti più vivi da parte dei suoi ex docenti dell’ ITG e di tutto l’ Istituto Casimiri.”
Di Francesco ne parlammo qui su Allegra a gennaio del 2008 in occasione dell'uscita del suo romanzo breve "Bastola, La signora del fuoco", in cui dedica tutta l'introduzione alla città di Gualdo Tadino. Numerose sono state le iniziative in questi due anni ed ora Francesco Giubilei, 17 anni ed un palmares di rispetto, è il Direttore Editoriale e fondatore di Historica, la casa editrice più giovane d’Italia, sul mercato con idee nuove e autori di talento, presenta, mercoledì 9 settembre a Roma alla Libreria Odradek, "Le colpe dei padri" di Laura Costantini e Loredana Falcone. A Francesco e ad Historica tutti gli auguri possibili.
Una bella sorpresa martedì pomeriggio per i ragazzi del centro socioriabilitavo Il Germoglio. A Gualdo Tadino, nello specifico presso il Borgo Hotel Le Terre del Verde di Badia, la troupe di “Don Matteo” stava infatti girando una puntata della fortunata serie televisiva. I ragazzi, accompagnati dai genitori, dagli operatori del centro e dal vicesindaco di Gualdo Tadino Sandra Monacelli, hanno così potuto assistere alle riprese. Al termine sono stati ricevuti con molta cordialità dal cast della fiction e in particolare da Terence Hill, che si è trattenuto con loro, posando anche per delle foto-ricordo.
L’ho scoperto l’altro giorno, camminando con l’amico Mauro. Qualcuno, sulla punta più alta del M. Serrasanta (quella comune- mente detta “uomo di sasso”) , ha costruito una piccola grotta. L’opera, alta circa un metro e larga altrettanto, è in muratura con pietra irregolare reperita sul posto e legata probabilmente con polistirolo espanso opportu- namente verniciato di grigio. All’interno della piccola grotta c’è una statuetta della Madonna di Lourdes. La grotta è orientata verso le Marche. Scelta di non facile comprensione anche perché se fosse stata orientata verso la pianura di Gualdo la statuetta della Madonna sarebbe stata maggiormente protetta dai venti di tramontana che a quell’altezza spirano con notevole intensità. Comunque è una bella realizzazione che vale la pena visitare anche perché è facilmente raggiungibile. Dalla croce di Serrasanta si sale dolcemente per circa un quarto d’ora. In questo periodo è anche maggiormente gradevole la visita perché il rifugio e la chiesetta di Serrasanta sono inagibili in quanto soggetti a lavori di ristrutturazione e la piccola grotta supplisce egregiamente le esigenze spirituali di chi, a quelle altezze, desidera rivolgere un breve pensiero agli “inquilini” del piano di sopra.
Si tinge di Azzurro la notte gualdese di mercoledì 5 agosto che sarà presentata alla stampa sabato 1 agosto nella Sala Giunta del Comune di Gualdo Tadino. Per i particolari ed i programmi della "NOTTE AZZURRA" ci aggiorniamo a dopo la conferenza.
In passato, pur se in maniera ridotta, ho continuato a gestire il Blog anche dal luogo di vacanza avendo la possibilità di accedere ad una connessione internet. Questa volta non è possibile perché la zona è buia per l'assenza di servizi adeguati per cui per qualche tempo Allegra combriccola resterà muta in attesa del mio ritorno.
Da: Bill Thayer A: Allegra Combriccola Cc: Oggetto: Complimenti e grazie
Salve dallo Stato dell' Illinois (Stati Uniti). Ho appena scoperto stamattina il vostro ingente ed informativo sito gualdese, nell' ambito della solita esplorazione della Rete in preparazione di una mia paginetta (sulle chiese di Gualdo); complimentissimi! Mi pento (e mi vergogno) di aver soggiornato tre mesi in una casetta affitata a Fossato, a sette chilometri da voi, e di quasi non conoscere Gualdo, e ciò malgrado aver solcato alcuni 2000 km dell' Umbria a piedi.... Cmq, oggi ho aggiunto due link che puntano sul vostro sito; nella barra di navigazione a piè di pagina "Gualdo" http://tinyurl.com/qxuj8h e l'altro nel testo della paginetta "Chiese di Gualdo" http://tinyurl.com/pqbojr per avvertire i miei lettori all' esistenza del Guerrieri in Rete. La prossima volta che mi trovo in Umbria, non farò nè un passo nell' alto Chiascio senza venir vedervi....