L’Ente Giochi e le Porte hanno sottoscritto nei giorni scorsi un patto per il benessere dei somari che partecipano al Palio di San Michele arcangelo, con diverse novità. Ad annunciarlo il Gonfaloniere Salvatore Zenobi, i Priori Fabio Ippoliti – Corrado Petrini – Paolo Campioni, e il presidente dell’Ente Giochi, Giuseppe Ascani. L’Ente Giochi de le Porte ha intrapreso, da alcuni anni, un programma di tutela della salute degli asini che partecipano alla propria manifestazione. Il rapporto che ha sempre contraddistinto i Giochi de le Porte con uno dei suoi protagonisti principi, il somaro, è stato quello del rispetto e della cura nei confronti di questo animale simbolo della nostra festa. Un’attenzione che è cresciuta nel corso degli anni, con l’introduzione anche nel regolamento del Palio di San Michele arcangelo di alcune norme a tutela della salute del somaro. Basti pensare alla presenza del veterinario dell’Ente, che da quattro anni sovrintende le operazione del giorno del Palio in piazza San Francesco, ai box collocati nella stessa piazzetta che tutelano anche l’animale in occasioni – non rare – di maltempo. L’Ente Giochi de le Porte però non si è accontentato di questo e, da quest’anno, ha puntato decisamente a un salto di qualità, parlando di benessere del somaro e non più solo della tutela della salute. In quest’ottica si inserisce il progetto per la realizzazione di strutture quali le nuove scuderie che sicuramente assicurano ai nostri somari un ricovero in un ambiente consono, rispondente a tutte le normative in materia, che tutela il loro benessere per 365 giorni l’anno. Strutture che sono sicuramente un fatto importante in chiave di tutela del somaro stesso, indici anche dell’amore che tutti i portaioli, ad iniziare da coloro che li accudiscono tutto l’anno, hanno verso questi animali. Altro tassello fondamentale sarà anche un’operazione che andremo a iniziare quest’anno, ma che avrà il suo compimento a completamento della ricostruzione del centro storico e quindi dell’anello del Palio di San Michele arcangelo: migliorare, laddove possibile, la sicurezza per animali e giocolieri lungo il percorso. In tal senso l’Ente Giochi de le Porte ha impegnato la commissione tecnica a studiare tutti gli accorgimenti possibili atti a far si che somari e giocolieri siano garantiti il più possibile lungo l’anello del Palio. Altro tassello di questo programma è anche l’introduzione di un controllo sullo stato di salute dei somari prima e dopo il Palio di San Michele arcangelo. Infatti una commissione composta dai veterinari di Porta, dal veterinario dell’Ente, dai Priori e dai responsabili di stalla, coordinata dal priore di San Martino Fabio Ippoliti, ha elaborato un regolamento – approvato nei giorni scorsi – che prevede tra i suoi elementi qualificanti la presentazione di un certificato di idoneità per i somari che le Porte vorranno presentare alle prove e di idoneità per la partecipazione al Palio per quelli che, nell’ultima domenica di settembre, scenderanno lungo la pista dell’anello del centro storico. Inoltre è previsto, al termine del Palio, un esame del sangue secondo i parametri Unire per individuare la presenza di sostanze estranee al metabolismo del somaro. In questa ottica, con la consapevolezza che sino ad oggi nessuna sostanza sia stata utilizzata per alterare le prestazione dei somari in occasione del Palio di San Michele arcangelo, l’Ente Giochi de le Porte ha voluto introdurre un’ulteriore certificazione – rilasciata da un ente quale l’Unire predisposto a questo – di tutela del benessere del somaro. Sono state inoltre previste sanzioni in questo senso che andranno a colpire la Porta, il Priore, i responsabili e i giocolieri coinvolti. Ma l’azione dell’Ente Giochi de le Porte non si conclude qui. Il consiglio dei Priori infatti ha proposto al Consiglio direttivo dell’Ente Giochi de le Porte, che lo ha accettato, l’istituzione di una o più borse di studio da concordare con le facoltà di Veterinaria delle università presenti sul territorio che aiutino a conoscere al meglio il metabolismo del somaro, in maniera tale da arricchire la scarsa letteratura scientifica presente sull’animale. Insomma un patto a tutto tondo che coinvolge vari aspetti della vita dei Giochi de le Porte.
Il Comune di Gualdo Tadino celebra i suoi figli caduti nel Primo Conflitto mondiale con l’inaugurazione di un monumento realizzato su iniziativa del Sig. Franco Zeni. La Cerimonia alla presenza delle autorità civili e militari il 15 Settembre alle ore 10:30 presso i Giardini pubblici di Viale Don Bosco. Tutta la Cittadinanza è invitata a partecipare.
Gruppo Consiliare “UDC – Il Nuovo rosone” La decisione dei DS di bocciare il progetto messo in atto dell’amministrazione comunale per la riapertura della cava Bologna, in linea con quanto da noi detto e scritto nell’agosto scorso, ha una doppia valenza. In primo luogo serve a bloccare un preciso progetto che avrebbe svenduto a qualche cavatore, per una manciata di spiccioli e senza alcuna seria garanzia di tutela ambientale, una risorsa economica che, gestita con oculatezza, può rendere alla comunità gualdese , al netto, qualche decina di milioni di Euro . Dopo aver regalato l’acqua sarebbe stato mortale per l’economia gualdese regalare l’ultima risorsa pubblica ancora disponibile. In secondo luogo è servito a riportare con i piedi per terra uno Scassellati che ha spesso confuso il ruolo di sindaco con quello di podestà e che, in tre anni, ha ampiamente dimostrato la propria inadeguatezza a gestire la cosa pubblica gualdese: nonostante il fiume di soldi arrivato con il terremoto non ha saputo incentivate in alcun modo l’economia cittadina, ha desertificato il centro storico e lasciato le frazione tra la sporcizia e la trasandatezza, ha mortificato la sanità gualdese non riuscendo a far rispettare minimamente l’accordo per la tutela del Calai, ha mortificato il liceo scientifico consentendo l’apertura di quello di Gubbio, ha aumentato tutte le tasse comunali, ha “regalato” soldi agli ex soci dell’ESA finendo sotto il mirino della Corte dei Conti, ha acquistato immobili fatiscenti a prezzi folli, è riuscito persino a far rovinare la piazza centrale di Gualdo con una pavimentazione degna dell’aia di un contadino, ed ora tentava di svendere anche la cava Bologna. I DS, a meno di spericolate retromarce, hanno suonato al sindaco la campana dell’ultimo giro ed ora, al di la dei comunicati di facciata, vedremo come reagirà al ceffone politico ricevuto e quale posizione assumerà l’altro suo taciturno alleato Rifondazione Comunista. Il tutto senza trascurare la prossima scadenza del gravoso impegno assunto dal Consiglio Comunale riguardo il rispetto del protocollo di intesa sulla sanità.
SDI-Costituente Socialista di Gualdo Tadino Il direttivo dello SDI-Costituente Socialista di Gualdo Tadino si è riunito venerdì scorso, 7 settembre per affrontare le tematiche dello sviluppo del territorio legate alle risorse ambientali. In questo quadro, rientra la vicenda inerente le attività estrattive, riguardante nello specifico la cava Bologna, il cui iter preliminare è avviato da tempo e portato avanti in maniera compatta dall'intera giunta comunale e dalle forze politiche di maggioranza. La questione delle cave, infatti, rientra nei progetti presentati in campagna elettorale dalla coalizione di centrosinistra che ha vinto la scorsa tornata amministrativa, la quale aveva inserito nel proprio programma una impostazione ben precisa su questi argomenti. L'utilizzo razionale e compatibile delle risorse ambientali del nostro territorio, infatti, è stato sempre inquadrato da questa coalizione come unico, vero e percorribile strumento di crescita alternativa e sviluppo futuro per la nostra città, che non può più contare sui proventi derivanti dal terremoto e sui trasferimenti dello Stato. In questa ottica, la coalizione aveva individuato tre livelli di sviluppo: il primo legato al turismo ambientale e culturale, da cui i progetti della messa in rete delle attività del settore, il risanamento complessivo dell'area di San Guido, il polo museale della Rocca Flea e del Museo dell'Emigrazione ed il percorso archeologico di Colle i Mori e la Tadinum romana Un secondo livello, inerente l'introduzione nel nostro territorio delle energie rinnovabili o alternative, dall'eolico, al solare, alle biomasse, tutte concernenti quell'idea di "Città-Bio" che insieme stiamo portando avanti, pur con grandi difficoltà legate a normative regionali ed europee. Un ulteriore livello, probabilmente il più significativo in merito al ritorno per la città, riguarda l'utilizzo oculato e compatibile delle risorse naturali presenti nel territorio. Ciò anche in virtù di progettazioni già poste in essere negli anni passati e di aree di estrazione definite ed approvate in sede regionale, tra le quali rientra quella di cava Bologna. Il tutto nella piena consapevolezza che tali questioni possono scatenare, come è già successo, reazioni molto forti da parte della popolazione, che legittimamente chiede chiarezza e trasparenza degli atti e dei comportamenti. I socialisti ritengono ancora oggi pienamente condivisibile questa impostazione complessiva, alla base della quale non è certo minimamente possibile rinunciare a quelle garanzie di compatibilità ambientale che da sempre, insieme ai nostri alleati, abbiamo sollecitato e che l'amministrazione comunale e tutti gli enti competenti, ad ogni livello, riteniamo abbiano saputo pienamente assolvere. In ugual misura, continuano a sostenere la primarietà della cosiddetta "ricaduta" sul territorio di tali attività, senza la quale verrebbe a cadere l'intero impianto programmatico che abbiamo imbastito su questi argomenti insieme ai nostri alleati. Prendiamo, perciò, semplicemente atto che i Democratici di Sinistra, in maniera totalmente autonoma e non discussa con i partiti, alla luce di quanto emerso sulla stampa in questi ultimi giorni, abbiano cambiato opinione. Da riformisti, laici e liberali quali siamo, riteniamo che cambiare idea sia possibile e legittimo, se motivata a dovere. Preso atto di tale determinazione, chiediamo ai nostri principali alleati se oltre ad aver cambiato idea, hanno anche sviluppato un progetto alternativo, che sia in grado di dare uguali risposte alla città intera e che permetta alla coalizione di fornire quelle soluzioni che ogni forza di governo è obbligata a ricercare e porre all’attenzione della cittadinanza. I socialisti sono pertanto disponibili al confronto serio, chiaro e assolutamente aperto al coinvolgimento della cittadinanza su queste questioni,sia quella delle due frazioni direttamente interessate che quella presente in tutto il Comune, allorché ugualmente investita dell'argomento, unitamente e in piena sintonia con il Sindaco, con la propria delegazione istituzionale e con la nostra rappresentanza politica provinciale e regionale. Ciò che chiediamo ai nostri alleati è di non usare due pesi e due misure, lasciandosi ingiustamente passare come deturpatori dell'ambiente a Boschetto, mentre si ergono a paladini della natura a Palazzo Mancinelli, poiché è evidente che le cose non stanno in questi termini. Chiediamo cioè ai Ds di chiarire se il loro cambio di indirizzo riguarda solamente la cava Bologna o l’intero impianto programmatico relativo all’utilizzo del patrimonio ambientale. I socialisti, da parte loro, assicurano fin da ora piena apertura e disponibilità al confronto, nella chiarezza e, possibilmente, nella coerenza dei comportamenti, dichiarando piena fiducia a questa maggioranza e a questa coalizione; con tale spirito sollecitiamo l’apertura di un tavolo di verifica programmatica con i nostri alleati, così come anticipato dal sindaco Scassellati sugli organi di informazione.
UNIONE COMUNALE DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA DI GUALDO TADINO
In riferimento al progetto dell’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino di riapertura della “ Cava Bologna “,di proprietà del Comune di Gualdo, sita in località Vaccara, il Consiglio Direttivo dell’Unione Comunale dei Democratici di Sinistra riunito il giorno 07/09/07 , ha espresso all’unanimità parere negativo sulla fattibilità di tale progetto. I D.S. gualdesi sempre sensibili alle problematiche ambientali,si oppongono vivamente ad ogni ipotesi di deturpazione dell’ambiente e di eventuali alterazioni dell’equilibrio geologico del nostro territorio. Ogni eventuale progetto futuro di aperture di nuove coltivazioni di cave, qualora dovesse esserci, verrà valutato con attenzione e senso di responsabilità in sintonia con le popolazioni interessate e con la città tutta.
Domenica sera (21,30), la chiesa di San Francesco di Gualdo Tadino ospiterà la prima manifestazione culturale dopo lo storico accordo sulla gestione siglato tra il sindaco Scassellati ed il Vescovo Mons. Domenico Sorrentino. Si esibiranno i Micrologos in un concerto sulle laudi medioevali dal ‘200 al ‘400. L’appuntamento è una delle 12 tappe del Festival Internazionale di Musica antica (“D’Umbri Antica Musica”) organizzato dalla Associazione Manifestazioni Storiche dell’Umbria e dalla Regione dell’Umbria in collaborazione con altri enti ed i comuni interessati. Il Festival è iniziato il 30 aprile a Narni e si chiuderà a fine anno (data da scegliere) a Perugia (chiesa di San Pietro) toccando i luogho storici dell’Umbria che sono sedi di manifestazioni. In una conferenza stampa di presentazione ufficiale presso il comune Goffredo degli Esposti (direttore artistico del Festival e leader dei Micrologos, che si esibiranno a San Francesco) ha ricordato come il concerto sulle laudi sia appropriato all’evento dei festeggiamenti del cinquecentenario della morte di Matteo da Gualdo (gennaio 1507) perché nella chiesa sono presenti numerosi affreschi del pittore ed i Micrologos utilizzano strumenti musicali che sono stati raffigurati da Matteo nelle sue pitture. Certo, chi pensa alle laudi può sospettare di un concerto noioso. In realtà ci è stato assicurato che non sarà così. Intanto i Micrologos li conosciamo bene perché si sono esibiti spesso nel Convivio Epulonis (anche se con un altro genere di musica) e, vi assicuro, che sono divertentissimi. Inoltre Goffredo degli Esposti ha ricordato che le laudi, essendo preghiere cantate in lingua volgare affinché fossero ben comprese dal popolo, verranno interpretate dal gruppo in maniera particolarmente brillante, quindi si tratterà di un concerto di facile comprensione e di gradevole ascolto. E per far sì che anche l’atmosfera richiami il periodo storico nelle quali le laudi cominciarono ad estendersi, non verrà utilizzata l’amplificazione. I Micrologos verranno accompagnati dalla voce fuori campo di Federico Amoni (questa sì amplificata) che, in tre interventi recitati, darà voce a Matteo da Gualdo nel raccontare brevemente la propria vita. Insomma, sarà una interessante e suggestiva serata e cerchiamo di onorarla con la nostra partecipazione. Sarebbe stucchevole vedere le solite 20/30 persone. Sarebbe eccezionalmente significativo vedere la chiesa di San Francesco piena (ci sono, naturalmente, le seggiole per sedersi).
Venerdì 7 settembre riapre il Circolo Arci “Clip Up” e con esso riparte l’Associazione giovanile “Gualdo Sound Project”. Per questa nuova stagione il proposito principale dell’Associazione è quello di realizzare uno spazio creativo e costante per tutti coloro che vorranno frequentarlo, un luogo di aggregazione dove poter sperimentare idee e passioni, elaborare e gestire iniziative, acquisire esperienze di confronto con gli altri per il raggiungimento di un obiettivo condiviso. Obiettivo principale dell’Associazione “Gualdo Sound Project” è quello di sostenere l’idea di una comunità locale che sappia valorizzare la partecipazione e la creatività dei cittadini, al fine di configurare una rete integrata di persone, valori e luoghi che sappiano promuovere cultura, socialità e solidarietà attraverso ogni tipo di espressione artistica: musica, teatro, cabaret, arti figurative, cinema, giornalismo, scrittura. Verranno proposti per questo corsi e laboratori a tema e le iniziative, gli spettacoli, i concerti verranno pubblicati mensilmente nel giornale dell’associazione. Inoltre verranno riproposti per il prossimo programma dell’estate gualdese gli eventi più significativi della Gualdo Sound Project: “Grancassa” – concorso musicale per band emergenti, “Pikturando” – estemporanea d’arte per artisti emergenti e “Alphabet Street” - rassegna di musica in strada. Il “Clip Up”, il locale dell’associazione, aprirà dal mercoledì alla domenica, il mercoledì sarà dedicato ai corsi e ai laboratori, il giovedì con: “libere espressioni live” il palco sarà libero per l’ esibizione estemporanea di musicisti e giovani artisti , il venerdì ci saranno performance musicali più sofisticate con Jam session e concerti, il sabato: serate a tema, la domenica: aperitivi e degustazioni varie. La programmazione verrà elaborata settimana per settimana ed affissa all’interno del locale.
Procede a passi spediti il programma delle iniziative che porteranno al crescendo dei tre giorni dei Giochi de le Porte l’ultima domenica di settembre. Lunedì scorso è stata la volta del Convivio Epulonis, sabato prossimo, 8 settembre alle 18 presso la sala consiliare del municipio di Gualdo Tadino, sarà invece la volta della presentazione del premio per chi si aggiudicherà la trentesima edizione del Palio di San Michele arcangelo: il palio disegnato da Nedo Frillici per i Giochi de le Porte 2007. Una decisione che inverte un po’ la rotta degli ultimi anni quando erano stati scelti artisti non gualdesi. Nedo da Gualdo realizzerà quindi il premio per i vincitori del Palio di San Michele arcangelo in occasione dei trenta anni dei Giochi, scegliendo quindi per una ricorrenza particolare uno dei maggiori artisti a tutto tondo della città, insignito tra l’altro nel 2005 del premio “ceramista dell’anno”. Un palio la cui realizzazione è stata sponsorizzata dalla ditta edile Pallucca di Saverio e Danilo di Gualdo Tadino per il secondo anno consecutivo. C’è soddisfazione nell’Ente Giochi per la scelta condivisa della commissione artistica di incaricare Frillici della realizzazione del Palio. Un momento significativo, hanno commentato all’unisono il presidente Giuseppe Ascani e i quattro Priori, che riconosce il valore artistico di Nedo da Gualdo e torna a far realizzare il Palio da un pittore gualdese. Nedo Frillici è nato a Gualdo Tadino il 27 agosto 1930. Giovanissimo, lavora nella cucina del Collegio dei Salesiani, dove conosce l’insegnante di disegno delle scuole dell’Istituto, Antonio Pizzicati. Si diletta nel dipingere paesaggi su tavolette prese nella falegnameria del padre con i colori ad olio che gli regala il professore e nel contempo lavora per qualche tempo come pittore nella ceramica Mastro Giorgio. Nel 1950, chiamato al servizio di leva e dichiaratosi pittore nella vita civile, viene assegnato all’ospedale militare di Torino a disposizione delle suore che gli fanno dipingere ad olio alcuni stendardi, di cm. 300 x 100, da utilizzare per la processione del Corpus Domini. Tornato a Gualdo, inizia a lavorare nella ceramica del professor Santarelli, dove affinerà le sue già cospicue doti personali e, dal pittore Poloni, imparerà a dipingere su smalto al terzo fuoco. Dopo esperienze all’Italfax e alla Monina, Nedo finisce poi all’Icap di Angelo Pascucci, dove la sua prerogativa predominante sarà quella di dipingere pannelli con scene mitologiche, fare copie di quadri famosi o istoriare grandi vasi alti quasi un metro e con la pancia di 80 cm. di diametro. Da qui la decisione nel 1970 di aprire suo laboratorio, dove tuttora opera, in largo Porta Romana; lavora anche come artigiano per la fabbrica di stoviglie Domus e per la ceramica Tagina. Passano per il suo atelier decine di giovani allievi desiderosi di apprendere i segreti di quest’arte. La sua bottega diventerà fucina di formazione per tanti promettenti pittori, che dai suoi insegnamenti sapranno ricavare soddisfazioni per la lo carriera artistica. Le pareti della sua bottega sono sempre piene di quadri importanti, come “il ratto delle figlie di Leucippo”, “il ratto delle sabine” dal Rubens, “la primavera” del Botticelli e quant’altro, che danno valore alla sua persona e lo fanno apprezzare dai vari committenti. Nel 1982 partecipa al XXII Concorso Internazionale della Ceramica dal tema ”dalla terra di San Francesco un messaggio di pace, amore e fratellanza”; in quella occasione presenta un pannello raffigurante San Francesco che costruisce la sua chiesa. Nedo da Gualdo ha anche partecipato, con l’associazione ternana Thyrus, a diverse mostre ottenendo due diplomi d’onore(1982-1986), un agognato riconoscimento quale il drago di bronzo(1982), e in ultimo, nel 1998 a San Lorenzello in provincia di Benevento la medaglia d’oro alla IV° rassegna della ceramica, presentandosi con il pannello “L’adorazione dei Magi” di Gentile da Fabriano; una vera e propria miniatura. Dopo la presentazione il Palio realizzato da Nedo da Gualdo, con un breve corteo nel costume medioevale, sarà collocato nella cappella di San Michele arcangelo – compatrono della Città in onore del quale si disputa il palio settembrino - all’interno della Basilica Cattedrale di San Benedetto. Domenica 23 sarà poi la volta del propiziatorio pranzo del portaiolo, seguito dalle ultime prove diurne dei somari. Da quel giorno partirà l'ultima settimana che si concluderà con il clou dei Giochi de le Porte il 28-29-30 settemmbre.
È l’amore per la sua città che lo spinge a cercare e documentare con spirito certosino le peculiarità di Gualdo. Mi ha contattato chiedendomi di creare uno spazio dove poter riunire e catalogare tutto quanto è stato scritto sulla nostra città e all’amico Daniele Amoni, non potevo rifiutare la visibilità del suo impegno. Da oggi sul blog di Allegra Combriccola c’è un nuovo Link:
In questa nuova sezione sono presenti, con una cronologia inversa, tutti i libri pubblicati che parlano della nostra città, con l’immagine del volume ed una breve recensione. Nella speranza di offrire un servizio agli appassionati e lustro agli autori dei libri iniziamo questa nuova avventura contando anche sull’aiuto di coloro che vorranno passarci informazioni e documentazioni. Al momento lo scopo che il Dr. Amoni si prefigge è quello di portare alla catalogazione tutti i libri che parlano di Gualdo Tadino, escludendo quindi, i libri scritti da gualdesi che però non parlano di Gualdo. Se necessario, in un futuro anche prossimo, apriremo in questa sezione un nuovo capitolo per ospitare anche l’editoria dei gualdesi.
sandro farinacci
P.S. Nella Sezione "Fotografie" alla voce "Editoria gualdese" sono state inserite le foto di alcune testate edite a Gualdo Tadino. Chiunque è in possesso di materiale che vuol mettere a disposizione della comunità può inviarlo alla casella e-mail del blog. Analogo il discorso per i CD Room e DVD.
E’ stata una serata magnifica, un tuffo nel medioevo la tredicesima edizione del Convivio epulonis. Lo splendido scenario della Rocca Flea ha accolto i sessanta ospiti dell’Ente Giochi de le Porte che hanno potuto gustare un cena preparata secondo le antiche ricette tardo medioevali, per la riscoperta di antichi sapori. Ma l’edizione di quest’anno ha segnato un’ulteriore svolta nel Convivio, che - ambientato tra parco e cortile interno della Rocca Flea – ha dato modo agli ospiti di rivivere uno scorcio di quella che doveva essere la vita all’interno del castello federiciano, illuminato da fiaccole e fuochi che rendevano suggestiva l’ambientazione. Lungo il percorso che attraversa il parco della Rocca scene di vita medioevale, poi all’interno i commensali sono stati accolti dal Presidente dell’Ente Giuseppe Ascani e dal Gonfaloniere Salvatore Zenobi e dagli altri tre Priori, Corrado Petrini-Paolo Campioni-Fabio Ippoliti, insieme alle proprie Priore, rispettivamente Moira Viventi - Patrizia Brunetti- Monia Mattiacci – Cinzia Pellegrini e da Antonio Pieretti, anfitrione e collaboratore dell’Ente per questa manifestazione. Cavalieri con le loro cavalcature avvolte in splendide gualdrappe, giovani damigelle che li accompagnavano lungo il parco della rocca illuminato dalle luce di tantissime fiaccole, hanno salutato i commensali. Commensali che una volta seduti alla tavola imbandita secondo i canoni medioevali all’interno della Rocca Flea hanno potuto gustare un menù che prevedeva tortino alle erbe con crostino di fegato di maiale, per proseguire con zuppa di farro, daino alla menta e porrata verde, concludendo con una torta di ricotta alle mandorle e cannella annaffiata da vino ippocrasso, vera specialità del convivio. Ospiti la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti, la senatrice Sandra Monacelli, il sindaco Angelo Scassellati, con il vice Lucia Cappelletti, l’assessore Gilberto Garofoli e presidente del Consiglio comunale, Mario Micheletti, la presidente della Comunità montana Alto Chiascio, Catia Mariani. Presente anche il regista e conduttore della Rai, Adriano De Majo e il conduttore della fortunata trasmissione di Rai 2 Occhio alla spesa, Alessandro Di Pietro, nonché i rappresentanti di Grifo Latte ed Apex, Carlo Catanossi e Remo Ippoliti, che hanno sostenuto la manifestazione. Il Convivio è poi vissuto anche sulla musica medioevale dei Laus Veris, sul gruppo danza di Assisi, sulla figura di Carlo Biscontini, splendido anfitrione, e sul gruppo danza di Assisi che hanno animato con i loro frizzi e lazzi tutta la serata. Poi ha fatto la sua comparsa la Bastola, strega nemica di Gualdo Tadino che però, in occasione del Convivio epulonis, diventa simbolo positivo di un premio che l’Ente Giochi de le Porte riserva a personaggi che si sono particolarmente distinti. Premio che quest’anno è andato a Cesare Manfroni, imprenditore locale – dirigente di Federconsorzi nonché Commissario di Governo per l’Agricoltura, consulenti di diversi Ministri dell’Agricoltura. Un premio con il quale l’Ente Giochi ha voluto premiare un gualdese doc, che ama la sua città, e che sostiene dagli albori in maniera concreta i Giochi de le Porte. Due riconoscimenti, per la loro azione di sostegno ai Giochi de le Porte, l’Ente li ha voluti assegnare alla Regione dell’Umbria, riconoscimento ritirato dalla presidente della Giunta Maria Rita Lorenzetti, e al Comune, con la Bastola d’oro ritirata dal sindaco Angelo Scassellati. In occasione del Convivio un altro riconoscimento che l’Ente Giochi assegna è per i tavernieri storici delle Porte. Riconoscimento, sempre una riproduzione della Bastola colorata con i lustri della ceramica gualdese, che è andato a Giuliano Nati, storico collaboratore della taverna di San Benedetto “esempio per i giovani che si avvicinano ai Giochi”. Per quanto riguarda la gara culinaria è stata proprio Porta San Facondino ad aggiudicarsi il Convivio epulonis 2007, con la giuria presieduta da Alessandro Di Pietro, che ha premiato il secondo servizio ovvero la zuppa di ceci. Tutte al secondo posto dietro alla vincitrice le Porte di San Donato, San Martino, San Facondino. Ma il risultato conta relativamente poiché, a giudizio di tutti gli intervenuti, i piatti preparati erano tutti ottimi. Insomma ancora una volta il Convivio ha colto nel segno dimostrando anche la crescita culturale e organizzativa che l’Ente Giochi de le Porte ha avuto nel corso degli ultimi anni e che ha portato allo sviluppo degli eventi collaterali legati al Palio di San Michele arcangelo, divenuti veri e propri eventi a se stante. Una notazione particolare anche sulla Rocca Flea – con l’Ente Giochi che ringrazia il Comune e la Sistema museo per la collaborazione, nonché tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita a iniziare dai portaioli - che anche in questa occasione ha mostrato la propria bellezza e soprattutto la propria duttilità per l’organizzazione di eventi come appunto per il Convivio. Il tutto in attesa del clou finale il Palio di San Michele arcangelo dei prossimi Giochi de le Porte dell’ultima settimana di settembre.
È accaduto di nuovo! Gli Amici della Allegra Combriccola, quelli che questa estate avevano comperato l’Hortulus Sanitatis, hanno portato a casa un altro pezzettino di storia gualdese, l’edizione originale di:
“IL TESORO DELLA SANITA', NEL QUALE SI DA IL MODO DI CONSERVAR LA SANITA', ET PROLUNGAR LA VITA , E DELLA NATURA DE' CIBI” di Castore Durante.
Il libro edito da Tornieri e Biricchia a Roma nel 1586 è un famoso trattato di Scienze applicate alla Medicina ed all’Alimentazione. Gli Amici della cordata con parte dei soldi raccolti hanno provveduto a questo nuovo acquisto ed Il Convivio Epulonis in programma questa sera sarà l’occasione per mostrare entrambi i libri agli ospiti che interverranno. Quale promotore e membro della cordata sono lieto di dare la notizia e anticipatamente ringrazio tutti coloro che hanno concorso a questi risultati. A tutti gli altri comunico la nostra volontà di donare l’uso anche di questo libro alla comunità.
CONVENZIONE PER L’UTILIZZO DELLA CHIESA MONUMENTALE DI
SAN FRANCESCO
L’anno duemilasette, il giorno tre del mese di settembre (03.09.2007), presso la sede della Casa Comunale di Gualdo Tadino (PG)
TRA il Comune di Gualdo Tadino (di seguito: Comune), nella persona del Prof. Angelo Scassellati, nato a Gualdo Tadino il 16.06.1945, Sindaco “pro tempore” della Città, e del geom. Antonio Pascucci, nato a Gualdo Tadino il 11.01.1956, in qualità di Direttore della Gestione dei Lavori Pubblici e del Patrimonio, in virtù dei poteri conferiti dall’art. 107, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e in attuazione della deliberazione della Giunta Comunale n° 262 del 29.08.2007 domiciliato per la funzione presso la Casa Comunale (CF 00467070546),
E la Diocesi di Assisi - Nocera Umbra – Gualdo Tadino (di seguito: Diocesi), con sede ad Assisi – Piazza del Vescovado n°3, nella persona dell’Arcivescovo Domenico Sorrentino, nato a Boscoreale (NA) il 16.05.1948, Vescovo Diocesano e legale rappresentante “pro tempore” della Diocesi, (CF 94017230544):
premesso che:
il Comune è proprietario della chiesa monumentale di S. Francesco (di seguito: Chiesa), sita in Gualdo Tadino, Piazza Martiri; - trattasi di luogo sacro adibito all’esercizio del culto in tempi normalmente diradati e già da lunga data valorizzato, d’intesa tra Comune e Autorità ecclesiale, per usi di carattere artistico e culturale (pinacoteca ecc);
in quanto adibito al culto, a norma del can. 1210 del Codice di Diritto Canonico, l’Ordinario è tenuto a garantirne l’uso di culto, pietà e religione; può permettere, per modo d’atto, usi diversi purché non contrari alla santità del luogo;
il Comune intende continuare e incrementare la valorizzazione di tale edificio sacro, in sintonia con la sua vocazione museale di arte cristiana, e per usi compatibili con quelli di culto, pietà e religione;
è intenzione delle Parti pervenire ad un accordo tendente a garantire, nel rispetto dei reciproci diritti e facoltà, sia l’esercizio del diritto di proprietà da parte del Comune sia l’esercizio delle attività liturgiche e pastorali da parte della Chiesa locale;
per quanto sopra, vanno rispettati i principi di reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene comune sanciti dall’Accordo di revisione concordataria stipulato tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana il 18 febbraio 1984 come pure le norme legislative civili ad esso collegate;
convengono e stipulano quanto segue:
Il Comune e la Diocesi si impegnano a redigere, entro e non oltre 90 giorni dalla stipula della presente Convenzione ed in contraddittorio, verbale di consistenza dei beni mobili ed immobili contenuti nella Chiesa prima dei lavori di ristrutturazione post-sisma.
La Diocesi si impegna a definire il calendario degli usi culturali e pastorali della Chiesa di San Francesco, con le modalità e nei tempi indicati nel seguente art. 6, di norma attraverso il Parroco “pro tempore” della Parrocchia di S. Benedetto.
Il Comune, tenendo conto di tale programmazione ecclesiale, si impegna a definire, con le modalità e nei tempi indicati nel seguente art. 6 la sua programmazione di percorsi artistici e manifestazioni culturali, in tutto conformi alla morale cattolica e all’originaria sacralità del luogo.
Al fine di garantire gli impegni indicati nei precedenti due articoli e concordare la programmazione dei tempi di svolgimento delle predette rispettive attività sia religiose che culturali, le Parti costituiscono una Commissione formata di quattro membri, due rappresentanti del Comune e due della Diocesi, liberamente nominati dalle Parti, e di un Presidente scelto d’intesa tra le medesime.
La Commissione è costituita per un triennio, con membri che le Parti provvedono a comunicarsi in concomitanza con la firma del presente accordo. Qualora, alla scadenza del triennio, non si provveda alla nomina di nuovi membri, i componenti della menzionata Commissione debbono ritenere tacitamente rinnovato il loro mandato. In caso di impossibilità di partecipazione, i membri possono essere sostituiti con delega delle Parti firmatarie di questa Convenzione. Spetta al Presidente convocarla ogni anno entro il mese di dicembre e, su richiesta di una delle Parti, ogni qualvolta risultasse necessario per affrontare qualche problema.
La Commissione, entro il mese di dicembre di ogni anno, provvederà alla redazione di un calendario nel quale verranno accuratamente indicati, per l’anno successivo, le attività pastorali e le manifestazioni culturali rispettivamente previste da ciascuna Parte come pure, nella misura possibile, i tempi del loro svolgimento.
Il calendario, sottoscritto dai membri, verrà presentato ai firmatari della presente Convenzione e da questi accolto come definitivo.
Eventuali modifiche alla programmazione annualmente stabilita dovranno essere concordate in sede di commissione e presentate alle Parti firmatarie di questo accordo non meno di due mesi prima del previsto cambiamento programmatico.
Qualora, a causa di lavori di straordinaria manutenzione o di altre impreviste o eccezionali circostanze, la Chiesa Concattedrale di S. Benedetto fosse inagibile per lo svolgimento delle normali celebrazioni religiose, d’intesa con la Responsabile del servizio Patrimonio Programmazione Turismo del Comune, le medesime celebrazioni verranno svolte nella Chiesa di S. Francesco.
Il Comune s’impegna a consegnare una copia delle chiavi della Chiesa alla Diocesi, nella persona del Parroco “pro tempore” della Parrocchia di S. Benedetto in Gualdo Tadino, per consentire lo svolgimento delle celebrazioni regolarmente programmate.
Il Comune si impegna alla collaborazione necessaria perché le sistemazioni riguardanti le attività culturali non portino pregiudizio all’esercizio del culto nei tempi previsti.
Il Comune riconoscerà eventuali diritti reali di godimento di terzi, concernenti porzioni della Chiesa, ove siano opportunamente documentati da titoli valevoli a sensi di legge.
La Chiesa sarà aperta al pubblico in orari determinati e avrà un idoneo custode, a cura e a carico del Comune. Le spese per l’energia elettrica, l’acqua, le pulizie, il riscaldamento, le assicurazioni, ecc., sono a carico del Comune in virtù del fatto che è volontà del Comune tenere la Chiesa aperta al pubblico tutti i giorni dell’anno.
La Convenzione è operante nel rispetto delle vigenti norme canoniche e civili.
Essa verrà registrata in caso d’uso ai sensi di legge.
Letta, confermata e sottoscritta:
Gualdo Tadino, 03/09/2007
Il Sindaco Il Vescovo Diocesano
Il Direttore della Gestione dei Lavori Pubblici e del Patrimonio
Era il settembre del 1987. I biancorossi, guidati in panchina da Flavio Possanzini, si presentarono ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza, che fino a poco prima era la Promozione, con la chiara intenzione di raggiungere la categoria superiore. L’anno precedente la società si era consolidata con l’ingresso di Angelo Barberini e dello sponsor Tagina, sfiorando il traguardo. Arrivò, quel desiderato passaggio di categoria, con il secondo posto alle spalle del Bastia, ma nacque anche un incredibile cavallo da corsa che fece rimanere a bocca aperta l’Umbria e l’Italia calcistica. Come tutti saprete quel cavallo è stato ucciso dalle gesta di un personaggio che non vogliamo più nominare, ma che deve comunque rimanerci in testa, solo per non ricadere negli stessi errori fatti nell’estate di due anni fa. Domenica, dopo venti anni esatti, il Gualdo tornerà ad affrontare l’anticamera della serie D. Lo farà in sella ad un puledro nato da quel cavallo abbattuto l’anno scorso. Un puledro che, partito smarrito e deriso da tutti, ma guidato da mani sapienti, ha già vinto due campionati importantissimi: quello sul campo e quello, forse più importante, che ha permesso al calcio gualdese di non morire. Ormai tutti sono pronti, la società, il tecnico e i ragazzi che vestiranno questa blasonata maglia. Un manipolo di gente navigata e tanti, tanti giovani di belle speranze capitanati da un condottiero con un nome che, da solo, può far tremare i campi dell’Eccellenza: Paolo Beruatto. Il tecnico di Cuorgnè ha sposato il progetto Gualdo e, noi che lo seguiamo tutti i giorni al campo, vi possiamo assicurare che ha preso alla lettera i suoi stessi propositi, gettando anima e corpo nella sua prima esperienza i n una categoria per lui così “bassa”. L’Eccellenza umbra ha intrapreso negli ultimi anni la politica di un, a nostro avviso, esagerato sperpero di denaro e della corsa frenetica ad accaparrarsi quasi sempre gli stessi giocatori. Il risultato è sì uno spettacolo di buon livello, ma potrebbe portare ad alcune rivoluzioni a gennaio/febbraio, quando le casse di qualche società potrebbero prosciugarsi e, di conseguenza, le gambe di qualche giocatore correre di meno. E’ successo. Temiamo che continui a succedere. Anche dal punto di vista mediatico sarà un campionato anomalo. Crediamo che, paradossalmente, il Gualdo nel campionato di Eccellenza avrà un’attenzione superiore ai quattordici anni consecutivi di professionismo. Da giugno tutti i giornali regionali stanno amplificando qualsiasi mossa proveniente dalle diciotto società della serie A dell’Umbria. L’unico appunto che possiamo fare ai bravi colleghi della carta stampata è che talvolta nomi con un passato esclusivamente ne i dilettanti sono stati fatti assurgere a divinità del calcio, mentre coloro con una carriera dignitosa in serie C sono stati quasi snobbati solo perché debuttanti nei campionati umbri. Per il resto non può che far piacere a tutti che un torneo pieno di derby appassionanti ed infarcito di giovani interessanti abbia un simile seguito. A proposito di seguito, speriamo che quello dei supporters biancorossi sia massiccio come nella passata stagione. Le disgrazie di luglio e la costituzione di una società interamente gualdese fece scoppiare un amore a volte inedito verso i colori del Gualdo. E’ stata una componenente fondamentale specialmente nelle trasferte nei “caldi” campi della Promozione dove, praticamente quasi sempre, i tifosi biancorossi si sono trovati in maggioranza. Quest’anno si ritroveranno sfide date per perse, tipo quelle con Bastia, Nocera, Valfabbrica e Todi. Sfide che, insieme alle tante inedite, dovranno portare un numero sempre maggiore di tifosi al Carlo Angelo Luzi, ma an che nei terreni avversi. Affronteremo campi infuocati, riceveremo da parte di alcuni i soliti insulti che, da quando il Gualdo si giocava la serie B, probabilmente hanno sempre sognato di gettarci contro, ma l’unico sentimento e l’unica certezza che ci dovrà accompagnare sarà quella di essere tifosi biancorossi. “Tifosi con una cultura calcistica al di sopra della media”. Non ce lo siamo detti da soli. Furono le parole di Paolo Beruatto quando, nel giugno di tre anni fa, vinse qui i playout contro il Fano in C2. Non deludiamolo. Non deludiamo colui il quale ci ha regalato poche settimane fa la bella promessa che la nostra squadra sarà “sferzante come il vento d’inverno in questa città”.
L’anno scorso il nostro “appello di settembre” ai giocatori fu quello di affrontare la nuova realtà con umiltà, pensando al pr esente e usando il passato solo per ricordare i nomi che hanno indossato la loro stessa maglia e quelli che hanno fatto grande questa società. L’appello è lo stesso anche oggi. La maglia non dovrà pesare, ma sarà sempre lì a ricordare che deve essere onorata al massimo. Lo merita.
Concludiamo non con il solito invito a fare l’abbonamento, questo è scontato, ma con un appello a chi di dovere per cercare di risolvere l’ormai nota “querelle” creatasi nel settore giovanile. L’ambiente calcistico giovanile gualdese deve vivere con armonia questo importantissima realtà e questo momento cruciale. Un atto di buona volontà per far sì che questo succeda sarebbe la ciliegina sulla torta per iniziare la stagione carichi al punto giusto. Allora si, che il puledro potrà diventare grande. Allora si che potrà ricominciare a correre.