Finalmente ho partecipato ad una delle riunioni ufficiali organizzate dalle persone che hanno riesumato questa storia: Nella fattispecie, all'ultima riunione del 19/04/2013. Per me questo incontro è stato il primo incontro ufficiale con questo nuovo e, allo stesso tempo, vecchio ente dopo averne sentito parlare in giro e averne chiacchierato un po’, per puro caso per quanto mi riguarda, con qualcuno che ne faceva parte (in seguito indicherò chi e perché). Durante tale incontro sono uscite fuori alcune le seguenti cose che mi hanno colpito in modo particolare.
1 - Un signore, che non è nemmeno di Gualdo, ha chiesto come sia stato possibile che i Gualdesi si siano fatti "scippare" dal Comune tutta una serie di terreni che, in realtà, erano loro perché in tempi più o meno remoti se li erano comprati secondo le regole allora vigenti che regolamentavano a livello nazionale questo tipo di compra-vendita. Danilo Remigi ha risposto a questo intervento dicendo che l'ufficio della Comunanza era dentro al palazzo Comunale e, quando "lo scippo" è stato fatto, agli occhi della gente non è cambiato nulla e ciò ha fatto si che nel giro di circa 8 anni si perdesse memoria dell'esistenza di una Comunanza Agraria che operava nel Comune di Gualdo Tadino. Inanzi tutto, vorrei dire chi rappresenta per me Danilo Remigi: Tale signore lo conosco perché è uno dei fornitori dell'azienda in cui lavoro ed è la persona che appartiene alla Comunanza Agraria Appennino Gualdese con cui ho fatto, a seguito del mio precedente post su tale argomento, le chiacchiere di cui dicevo sopra. Dopo di che, rispetto alla risposta di Danilo, vorrei fare alcune osservazioni in più basate sia sui documenti presenti nel sito ufficiale della Comunanza Agraria Appennino Gualdese che su realtà più attuali. Da una sommaria, superficiale e veloce lettura dei documenti sopra citati (sono molto lunghi e di difficile lettura per "i non addetti ai lavori"), bisogna osservare che la compravendita dei terreni in questione è avvenuta, se non ho capito male, in tempi piuttosto remoti anche rispetto alla data dello scippo. Subito dopo è nata, non con poche difficoltà, la Comunanza Agraria in questione che è sempre stata affiancata dal Comune a causa delle cifre di denaro in ballo. Tale affiancamento, per quanto ho potuto capire dai predetti documenti presenti sul sito della Comunanza, lo hanno richiesto espressamente le istituzioni a livelli al di sopra del Comune come una sorta di garanzia per i cittadini che avevano voluto tutto ciò. In fine, c'è la storia dell'ufficio della Comunanza Agraria all'interno del palazzo Comunale detta da Danilo. In pratica, fino a che sono state entrambi operanti, Comune e Comunanza, nel bene e nel male, hanno sempre viaggiato fianco a fianco: Quasi in simbiosi, come fossero un'unica cosa. E questo, almeno fino alla nascita della Comunanza, probabilmente non per loro volontà. Un po’ come, per fare un paragone con i tempi moderni, le seguenti realtà odierne: "Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Tarsina" (di cui faccio parte attiva e che dal 1990 si è aperta anche ai disabili), il "Centro Socio Riabilitativo Educativo Il Germoglio" (lo stesso che presto si trasferirà da dove è ora all'ex ospedale Calai: A tal proposito vedere il seguente post, l'ASAD (cooperativa sociale che, tramite i suoi operatori, gestisce il predetto Centro Socio Riabilitativo Educativo Il Germoglio"), l'associazione "Amici Del Germoglio" (nata, credo e visto chi ne fa parte, per aiutare economicamente gli utenti del Germoglio o, come sono meglio conosciuti, i "ragazzi del Germoglio"). Ebbene, tali realtà appena menzionate e tutt'ora funzionanti con le persone che le hanno fatte nascere e/o le hanno vissute fin da piccole (quest'ultimo è il mio caso riguardo alla "Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica Tarsina") sono talmente in simbiosi tra loro (situazione, per certi versi, analoga a quella del Comune e della Comunanza) che spesso e volentieri pure le persone che ci stanno dentro faticano a capire se alcune attività fatte dai "ragazzi del Germoglio" vengono fatte attraverso una o l'altra delle 4 realtà sopra menzionate. Eppure, secondo la logica, per chi ne fa parte non dovrebbe essere difficile fare di queste distinzioni. Giusto? A questo punto mi domando se, viste le tempistiche in cui si sono svolti i fatti riguardanti la Comunanza in questione, nel 1976 (data del fattaccio) c'era ancora qualcuno in grado di separare Comune e Comunanza mantenendo, così, la memoria della Comunanza che fino ad allora operava nel Comune di Gualdo Tadino. A tale proposito, pongo alcune domande a chi sta curando la "riesumazione" della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, il cui scopo è solo culturale e storico al fine di non incorrere sempre nei soliti errori: L'ufficio della Comunanza è sempre stato all'interno del Comune oppure ha avuto anche altre sedi? Quando l'ufficio della Comunanza era all'interno del Comune, sulla sua porta era presente la parola "Comunanza" marcando, quindi, una netta distinzione tra i due enti o si faceva solo riferimento ai compiti che tale Comunanza aveva? Infine alcune osservazioni volte a giustificare (anche se, in realtà, non c'è giustificazione che regge) il fatto che ci siamo, per così dire, dimenticati di queste nostre proprietà: Quante volte ci è capitato di comprare qualcosa, magari anche di molta utilità, ma che poi, per un motivo o per un altro, abbiamo smesso di usare e quindi ci siamo dimenticati di possedere? Per tali terreni, vista la storia dell'umanità e di come nel tempo ha cambiato le sue abitudini, non può essere andata così, accelerando, dunque, la "perdita di memoria" di cui ha parlato Danilo anche nelle persone che hanno preso parte alla compravendita di tali terreni insieme, magari, alla complicità dell'età di tali persone che avanzava?
2 - Intervento fatto da una persona del pubblico circa le cave e su come vengono ottenute dal Comune le autorizzazioni necessarie per poter effettuare tali attività nei terreni soggetti ad Uso Civico. Tale persona ha detto che prima iniziano (o riprendono) i lavori di coltivazione della cava e poi, accorgendosi che sul terreno grava l'Uso Civico, vanno dall'apposito ente per regolarizzare il tutto effettuando una "semplice operazione di …" (i puntini li ho messi perché non ricordo il nome dell'operazione che, come si capirà in seguito, dal mio punto di vista non ha alcuna importanza). Le parole "semplice operazione di" mi fanno pensare che il Comune e gli amministratori del 1976 abbiano trovato in tali terreni un facile mezzo per poter attivare tutti i giri di soldi e di favori che ritenevano utili all'epoca per poter fare quello che gli pareva oltre che per far entrare soldi nelle casse Comunali, mentre il Comune e gli amministratori odierni continuino a vedere in tali terreni un facile mezzo per poter continuare ad attivare tutti i giri di soldi e di favori che ritengono necessari sia per fare quello che gli pare sia per evitare il fallimento del Comune a fronte degli importanti tagli che ha subito da parte del Governo centrale. E qui lo ammetto, mi piace pensare che i nostri amministratori passati presenti e futuri non siano tutti completamente corrotti e/o talmente poco intelligenti da non capire quando è il caso di rubare e fregare il prossimo e quando non lo è. Perché se così non fosse allora "avoia tu a darsi da fare per far funzionare le cose dal basso"!!! In fine dico anche che in tali tempi, dove grazie alla burocrazia a volte può risultare difficile spostare perfino un granello di polvere, non biasimo affatto gli amministratori odierni per come hanno deciso di "semplificarsi la vita" tramite l'attuale gestione di tali terreni soggetti ad Uso Civico. Ad ogni modo, vedendo come sono gestiti, non posso neanche non ammettere che forse sono mal gestiti soprattutto da un punto di vista economico. E questo in virtù dei conti riportati a pagina 2 de "Il Nuovo Serrasanta" N. 11 di Novembre 2012.
3 - È stato detto che, a suo tempo, a causa delle zone di rispetto che spettano ai pozzi per il prelievo delle acque, alla Rocchetta è stato permesso di impadronirsi di 224 ettari di terreno non suo come se nulla fosse. Per chi non lo sapesse, come è già detto alla riunione, ripeto cosa sono le "zone di rispetto": Tali zone sono delle aree di terreno in cui, per motivi di sicurezza e, nel caso specifico dei pozzi per il prelievo di acqua, per motivi di inquinamento e, quindi, di salute, non è permesso entrare e/o transitare a nessuno all'infuori degli addetti ai lavori per verificarne il corretto funzionamento ed effettuare tutte le analisi del caso (personale della Rocchetta, nel caso specifico). L'enorme estensione di tali zone di rispetto che spettano ai pozzi della Rocchetta, anche se molto probabilmente è dovuta ad una serie di favoritismi e di tangenti, è ufficialmente dovuta al criterio di "maggior tutela" secondo il quale, visto che c'è di mezzo la salute umana, io ti obbligo a fare anche ciò che, in base al ciclo tecnologico, non sarebbe necessario fare. Nel caso della Rocchetta ciò si è tradotto nella gestione di 224 ettari di terreno non suo per fare ciò che vuole, nel caso di altre realtà lavorative ciò si è tradotto, e continua a tradursi, in una serie di controlli quasi sempre inutili e costosi sia da un punto di vista del denaro che occorre per effettuarli sia da un punto di vista del tempo richiesto per effettuarli.
4 - Intervento fatto da un'altra persona del pubblico circa il fatto che tale Comunanza deve presentarsi meglio perché molta gente si chiede chi è che ripropone la Comunanza Agraria Appennino Gualdese e perché la ripropone. Su tale punto sono pienamente d'accordo, perché la prima volta che sono venuto a sapere di questa Comunanza è stato quando il 12/04/2012 è comparso sull'Allegra Combriccola il manifesto della prima riunione organizzata da chi l'ha riesumata e questa è stata la mia reazione: Chi sono questi? Che vogliono? Non sono neanche nati e già vogliono i soldi? Ed allo stato attuale, data la poca pubblicità che è stata fatta a tutto ciò, se non avessi scoperto per puro caso che Danilo Remigi ne fa parte, e nelle varie chiacchierate con lui non mi avesse spiegato un po’ le cose, io sarei rimasto ancora di quell'idea.
Infine alcune domande (quasi tutte rivolte al futuro più che al passato visto che, avendo 33 anni, spero di avere ancora tutta la vita davanti e che non voglio ritrovarmi a dover pagare più di quello che già devo pagare) alle quali è gradita una cortese risposta da parte di chi sta lavorando su questo fronte. Perché il ricorso per il riconoscimento della proprietà della montagna è stato firmato solo dal "Presidente provvisorio" e non da tutti gli "Utenti monte" iscritti e riconosciuti a norma di Statuto all'atto della firma dello stesso? Che risvolti ci sono, a livello burocratico, se il presidente dovesse cambiare prima della chiusura del ricorso di cui sopra? Una volta ripristinato, se mai dovesse accadere, come intenderà tale ente gestire terreni e denaro, soprattutto il denaro, che si troverà ad amministrare e come potranno beneficiare di tutto ciò i vari cittadini Gualdesi? Ovviamente, in tale domanda, mi riferisco al solo denaro che deriva dall'affitto, mai regolarizzato, che dovrebbe pagare la Rocchetta per i 224 ettari di terreno che si trova a gestire (si veda pagina 2 de "Il Nuovo Serrasanta" N. 11 di Novembre 2012) ed ho anche dato per scontato che questo denaro, da solo, basti per gestire il tutto. Una volta ripristinato, se mai dovesse accadere, come intenderà comportarsi tale ente nei confronti degli attuali proprietari di tali terreni, cioè gli eredi di quelli che se li sono, a suo tempo, comprati? Non è che, poi, la prossima battaglia sarà tra Comunanza e attuali proprietari dei terreni ritornando, così, "punto e a capo" e creando, quindi, un danno dopo l'altro bloccando per chissà quanto tempo l'utilizzo di tali terreni da parte di chiunque?
Le celebrazioni del “compleanno” della città di Gualdo Tadino per il 776° anniversario dalla sua fondazione, avvenuta il 30 aprile 1237, si sono svolte con grande successo. La giornata è iniziata con i ragazzi dell’Istituto Bambin Gesù, Scuola Elementare Paritaria, in Sala Consiliare per partecipare ad una speciale seduta del Consiglio Comunale realizzata con la collaborazione del Lion’s Club Gualdo Tadino-Nocera Umbra. Con il Presidente del Consiglio Eduardo Umberto Vecchiarelli, il Segretario Comunale Dott.ssa Veronica Balducci ed il Sindaco Roberto Morroni ad aprire la seduta, gli alunni sono stati i veri protagonisti rispondendo all’appello del Presidente dai banchi dei consiglieri e intervenendo nella massima assise cittadina con le loro proposte per una “città dei sogni”. Il Sindaco ha salutato con grande favore gli interventi dei “piccoli consiglieri” invitandoli a “non smettere mai di credere ai loro sogni” ma di farlo tenendo bene a mente che “i veri sognatori sono quelli che sanno fare i conti con la realtà”. Alla seduta hanno assistito con grande piacere gli ospiti della giornata, un nutrito gruppo di camperisti provenienti dalla Sicilia, che hanno successivamente visitato i Musei della città per poi assistere alla Festa del Maggio di San Pellegrino. Alle ore 10,00 il secondo, sentito, appuntamento della giornata, con l’inaugurazione del busto dedicato a Domenico Tittarelli in occasione del 60° anniversario dell’intitolazione alla sua figura della scuola elementare del Capoluogo. Tanti i bambini che hanno voluto rendere omaggio al giovane tenente caduto per la libertà ed ai suoi familiari con la lettura di alcune poesie e la canzone di De Andrè “La guerra di Piero”. Emozionante la dedica iscritta dal fratello Angelo: “Meglio i tuoi ventinove anni con le speranze intatte impresse nella storia che cent’anni di vita senza gloria consumati nell’ombra trascinando catene”. Dopo la consueta cerimonia di consegna del cero al Parroco Don Gianni Brunetti, ha avuto inizio alle ore 12,00 la prima edizione del Premio “Matteo da Gualdo”, con la curatela del Polo Museale. Per l’occasione è iniziata anche la distribuzione delle pen drive nell’ambito del Progetto “Sloways in Gualdo Tadino” realizzato dal Comune in collaborazione con la Sezione Cai di Gualdo. In una Sala Consiliare gremita hanno ricevuto il premio – un piatto in ceramica di pregevole fattura realizzato dalla “Ceramica Vecchia Gualdo” - per la “Sezione Economia” la “Falegnameria Franceschini Stelvio Srl”, mentre per la “Sezione Cultura” la “Filodrammatica Dialettale Gualdese”. Menzione Speciale alla “Pachini Michela e Maria Sas”. Visibilmente commossi i premiati Dott. Carlo Biscontini, Stelvio Franceschini e Michela Pachini che hanno voluto ringraziare l’Amministrazione ed il Polo Museale cittadino per la gradita iniziativa. “Con il Premio “Matteo da Gualdo” – ha dichiarato il Sindaco Roberto Morroni – abbiamo voluto premiare l’impegno, la professionalità e la passione di quanti hanno svolto e continuano a svolgere con costanza e competenza un ruolo centrale nel panorama economico e culturale della città contribuendo alla crescita e al progresso della nostra comunità e rappresentando uno stimolo ed un esempio positivo per tutta la cittadinanza”.
MOTIVAZIONI I EDIZIONE PREMIO MATTEO DA GUALDO 2013
FALEGNAMERIA FRANCESCHINI STELVIO SRL - SEZIONE ECONOMIA Per aver saputo interpretare nella propria storia imprenditoriale, che ha attinto anche da un percorso di emigrazione all’estero, i valori dell’alta professionalità, del coraggio e della fiducia nel domani, coniugando abilità tecnica, innovazione ed estrema affidabilità in una solida realtà economica che si è distinta nel territorio conquistando una posizione di rilievo nel mercato di riferimento.
FILODRAMMATICA DIALETTALE GUALDESE – SEZIONE CULTURA Per aver sostenuto con passione e professionalità un impegno qualificato e costante nei confronti dell’attività teatrale gualdese sin dal 1925, anno della sua fondazione. La Filodrammatica Dialettale Gualdese, una delle più antiche compagnie dialettali italiane, collezionando numerosi successi in rassegne e manifestazioni culturali di prestigio, rappresenta motivo d’orgoglio e paradigma di valido impegno culturale per la nostra città.
PACHINI MICHELA E MARIA SAS – MENZIONE SPECIALE Per essere diventati negli anni un punto di riferimento obbligato della tradizione gastronomica locale per la qualità riconosciuta della nota pizza di “Pacchini” che valorizza in maniera eccellente uno dei prodotti culinari tipici dell’identità nazionale nella dimensione domestica della bottega, luogo privilegiato di espressione degli antichi saperi casalinghi e dei valori umani di cortesia, esperienza e affidabilità.
Finalmente, era ora che si cominciasse a differenziare anche l'alluminio: Un altro elemento riciclabile al 100% pressoché infinite volte. Il contenuto delle prime due frasi della seconda pagina del volantino, distribuito dall'ESA, erano state dette (non ricordo più se da qualcuno del Comune o dell'ESA o dei cittadini presenti) durante il primo incontro di Lunedì 22 Ottobre 2012 alle ore 21 presso il Circolo di Cartiere voluto dall'attuale Sindaco del Comune di Gualdo Tadino Roberto Morroni per spiegarci la bella sorpresa che abbiamo ricevuto insieme all'ultima bolletta della TARSU. Vi ricordate che l'ESA, nella persona del suo presidente, ha dichiarato che la differenzazione dei rifiuti fatta da noi cittadini non è corretta e/o sufficiente e, per tanto, il personale dell'ESA stessa deve provvedere ad una ulteriore differenzazione dei nostri rifiuti ed, essenzialmente, hanno attribuito a ciò questo aumento dei costi? La terza ed ultima frase della seconda pagina del volantino distribuito dall'ESA, per quanto possa essere discutibile circa l'ammenda e su come verrà poi fatta e convalidata, mi fa pensare che finalmente i tempi siano maturi per una maggiore sensibilizzazione circa la cultura della CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI (nel caso specifico della "piccola" parte di rifiuti che derivano dalle nostre case visto che, come detto post di Serroni non tutti usufruiscono della raccolta comunale): Infatti, finalmente, anche la società che effettua la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per conto del Comune di Gualdo Tadino, cioè l'ESA, si è finalmente resa conto che c'è qualcosa che non va nel sistema di gestione dei rifiuti all'interno del Comune di Gualdo Tadino. A tale proposito, vorrei fare alcune domande ed osservazioni.
Come ci si deve comportare con questa novità di cui si parla nel volantino dell'ESA (cioè mettere l'alluminio insieme al vetro) nelle frazioni, come ad esempio Corcia, dove sono ancora presenti i vecchi contenitori in comune per un abbozzo di differenzazione dei rifiuti che prevedono la suddivisione della carta , plastica, vetro e misto? A tal proposito si veda la foto sotto riportata. Inoltre, se non ricordo male, in passato, in quella che io e la mia famiglia chiamavamo "campana del vetro" (a causa della forma che aveva e del tipo di rifiuto che ci andava dentro) già presente prima dell'arrivo dell'attuale raccolta porta a porta, era previsto che ci si gettassero anche alcune cose in alluminio tipo le cosiddette "lattine"; quindi, la novità che dal 1 Maggio 2013 si può mischiare vetro e alluminio, se si guarda al passato, non è poi una novità. A tale proposito, c'è qualcuno che si ricorda tutto ciò e che mi può smentire su quanto ora esposto circa la "non" novità annunciata dall'ESA sulla "non" nuova gestione dell'alluminio come rifiuto?
Visto che si fanno incontri per ogni cosa, chi ne ha le capacità e le competenze cosa aspetta a fare una serie di incontri formativi e culturali su come riconoscere i vari rifiuti e decidere se e come differenziarli all'interno delle nostre case (cioè incentrati sulla CORRETTA GESTIONE DI TALE TIPO DI RIFIUTI)? Già, perché molte persone (soprattutto, forse, le persone anziane), tra cui molte volte pure io, si trovano spesso in difficoltà sul decidere dove buttare un particolare rifiuto, e BUTTARE un rifiuto significa GESTIRLO. Circa tali incontri, mi permetto di buttarla li, un buon punto di partenza potrebbero essere le scuole (i giovani di oggi saranno coloro che dovranno gestire il pianeta terra domani e che, nel frattempo, possono portare "nuova cultura" all'interno delle varie case). E qui l'assessore all'Ambiente Paola Gramaccia potrebbe essere un valido aiuto.
Circa lo smaltimento dei rifiuti elettronici (frigoriferi, computers, stampanti, radiosveglie, cellulari, tablet, televisori, lettori CD/DVD …) come ci si deve comportare? È possibile interfacciarsi con le società Raeegest e Ag Immobiliare da poco nate? (a tal proposito leggi il post dell'Allegra Combriccola.
Come ultima domanda e osservazione, mi chiedo se una più oculata gestione dei rifiuti casalinghi da parte di TUTTI non porti, finalmente, alla tanto attesa razionalizzazione dei costi in tale campo di cui tanto si parla. O, per lo meno, ad un maggiore contenimento dei costi per questa voce di bilancio Comunale. Io sono convinto che buona parte di tali costi siano dovuti alle modalità di raccolta porta a porta ed al conferimento da parte dell'ESA di alcuni rifiuti alla GESENU. Circa la modalità di raccolta porta a porta, faccio osservare, a chi non lo sapesse o non se ne fosse ancora reso conto, che un autoveicolo che si ferma e riparte e che si spegne e riaccende, se previsto, molte volte durante il suo tragitto consuma molto più carburante che se facesse lo stesso tragitto con meno fermate e meno spegnimenti e riaccensioni, sempre se previste. Mentre circa il conferimento di ESA presso GESENU, ribadisco solo, come già fatto in passato, che ad un aumento delle tariffe applicate da GESENU per tali conferimenti, non ci sono razionalizzazioni che tengono per poter contenere i costi della gestione dei rifiuti. A tale proposito, andate a rileggervi i seguenti post dell'Allegra Combriccola: a. TARSU: cosa ci stanno facendo? b. TARSU: tassa rifiuti solidi urbani
Concludo, in fine, facendo un piccolo sondaggio: A proposito di rifiuti, riconoscete dove ho scattato la foto sotto riportata?
Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale partecipano con viva commozione alla scomparsa del Dott. Ferdinando Di Benedetto e ne ricordano la figura e l’impegno profuso al servizio della Città nella qualità di Consigliere Comunale, di Sindaco oltre che per l’intensa attività professionale di medico e per il ruolo dirigenziale dispiegato per anni alla guida della SS. Gualdo. Una personalità di rilievo il suo ricordo rimarrà nel sentimento collettivo della comunità gualdese la quale in questo momento si unisce ai familiari con profondo cordoglio.
Sarà istituita la camera ardente presso la Sala Consiliare del Comune di Gualdo Tadino a partire dalle ore 13,00 del giorno 27 c.m. A seguire, alle ore 15,00, ci sarà il rito religioso presso la Cattedrale di San Benedetto.
Il 30 aprile la città di Gualdo Tadino celebra il suo “compleanno” rievocando il 776° anniversario dalla sua fondazione, ovvero la data del 30 aprile 1237, quando, in base agli atti degli archivi storici, l’Abate di San Benedetto Epifanio concesse a Pietro di Alessandro, sindaco di Gualdo, il Colle di Sant’Angelo per edificarvi la nuova città, a patto che i cittadini gualdesi donassero ogni anno all'Abbazia, nella ricorrenza della festa di San Benedetto, dieci libbre di buona cera, e che tutti coloro che fossero venuti ad abitare in quel luogo, appartenessero alla parrocchiale giurisdizione della Badia. Quest’anno il ricco e solenne programma della celebrazione, che prevede oltre alla consueta cerimonia di consegna del cero anche un omaggio alla figura di Domenico Tittarelli e “i Ragazzi in Consiglio Comunale”, si arricchisce di una novità assoluta, ovvero la consegna del Premio “Matteo da Gualdo” alla sua prima edizione, un nuovo progetto che rende onore ad uno dei personaggi più illustri a cui la città di Gualdo Tadino ha dato i natali, figura di spicco del panorama artistico e culturale del Quattrocento umbro. Il premio consiste nella consegna di un riconoscimento pubblico a due diverse tipologie di realtà presenti sul territorio, ovvero un’attività economica che si è distinta per longevità, capacità professionale e dinamismo, ed una realtà associativa che si è messa in luce nel corso degli anni per il suo operato in favore della crescita culturale della comunità. L’iniziativa diventerà una ricorrenza legata ai festeggiamenti celebrativi della Fondazione della Città di Gualdo Tadino. “L’istituzione del Premio “Matteo da Gualdo” – ha dichiarato il Sindaco, Roberto Morroni – riflette la volontà di creare uno spazio di attenzione e di considerazione per rimarcare con un riconoscimento simbolico, l’impegno, la professionalità e la passione di quanti hanno svolto e continuano a svolgere con costanza e competenza un ruolo centrale nel panorama economico e culturale della città contribuendo alla crescita e al progresso della nostra comunità”. Il progetto del Comune di Gualdo Tadino con la curatela del Polo Museale della Città, prevede l’assegnazione del premio “Matteo da Gualdo” in seguito ad un’attenta analisi condotta sul territorio da un comitato composto dalla Giunta Comunale, dai rappresentanti di categoria (Confcommercio, Confartigianato, CNA e Cia) e da un rappresentante del Polo Museale della Città. Per questa prima edizione verranno premiati: la “Falegnameria Franceschini Stelvio Srl” in ambito economico e la “Filodrammatica Dialettale Gualdese” in quello culturale. La Giuria ha inoltre deciso di assegnare una Menzione Speciale alla “Pachini Michela e Maria Sas”. La consegna del Premio “Matteo da Gualdo” si svolgerà alle ore 12.00 del 30 aprile nella sala consiliare del Comune a conclusione del programma delle celebrazioni del Compleanno della Città. Seguirà un momento conviviale con aperitivo. Per informazioni è possibile rivolgersi al Polo Museale Città di Gualdo Tadino scrivendo a info@emigrazione.it o telefonando allo 075-9142445.
Si è svolta, nella serata del 19 aprile, l’assemblea degli Utenti Monte convocata dal Consiglio Provvisorio della Amministrazione Appennino Gualdese, eletto il 20 aprile dello scorso anno, per relazionare sull’attività svolta in esecuzione del mandato a suo tempo conferitogli per la riorganizzazione della stessa. È stata una assemblea partecipata, quale non se ne vedevano da anni, composta di un pubblico interessato, che ha gremito il salone della Chiesa parrocchiale di San Giuseppe Artigiano, e che ha seguito in particolare l’esposizione della Presidente Dr.ssa Nadia Monacelli che ha illustrato l’attività svolta dal Consiglio Provvisorio, in una inutile trattativa con l’Amministrazione Comunale e con la Regione e culminata con la presentazione al Commissariato agli Usi civici in Roma del Ricorso per il riconoscimento della proprietà della Montagna (circa 2.500 ettari) in capo alla Comunanza, per la riorganizzazione dell’Ente con reimmissione nel possesso delle vecchie proprietà nonché aspetti più specifici quali la problematica delle cave, del parco eolico di Valmare e dell’area della Rocchetta. Dopo un dibattito che ha registrato gli interventi di vari Utenti si è svolta la votazione. L’assemblea ha approvato il conto consuntivo all’unanimità e la proroga del mandato provvisorio al Consiglio in carica, costituito da Nazareno Anastasi, Dino Diso, Stefano Luzi, Nadia Monacelli, Danilo Remigi, per il prosieguo delle iniziative intraprese per la ricostituzione dell’Amministrazione dell’Appennino Gualdese e per il recupero della proprietà del patrimonio relativo. A conclusione sono state avanzate dall’assemblea varie proposte ed iniziative per sensibilizzare ulteriormente l’interesse dell’opinione pubblica sul problema.
PROGRAMMA CORSO RACCOGLITORI DI FUNGHI MODULO BASE: N. 24 ORE Dal 02 Maggio 2013 al 14 Giugno 2013 Il corso si terrà presso il Centro Fieristico San Guido in Via Valsorda Località San Guido Gualdo Tadino (PG). Oltre alle nove serate teoriche si effettueranno due escursioni facoltative in compagnia dei Micologi alla ricerca dei funghi di stagione. Leggi il programma completo
Benvenuto a Sergio Rendine, benvenuto in Umbria e benvenuto a Gualdo Tadino. Il grande compositore napoletano, uno dei più fertili, universalmente noti ed importanti della scena musicale internazionale contemporanea, attualmente direttore del Teatro Lirico di Lecce, da qualche mese vive nella nostra Città. Crediamo che la sua scelta di soggiornare stabilmente a Gualdo e di apprezzarne la quiete e l’amenità dei luoghi vada salutata con orgoglio ed apprezzamento e, pur nel rispetto di ogni diritto alla riservatezza ed alla piena tranquillità personale, vogliamo sperare che la sua presenza possa essere adeguatamente valorizzata ben saldando il legame tra l’artista e la nostra comunità.
Dopo il corso sull’olivo che è terminato nei giorni scorsi, la Comunità Montana dell’Alta Umbria e il Centro Territoriale Permanente ripropongono anche un nuovo corso sulle piante da frutto. Il corso consentirà di approfondire le caratteristiche biologiche ed esigenze pedo-climatiche delle principali piante da frutto; le specie e le varietà per il frutteto familiare, l’impianto, la nutrizione, la difesa della pianta e le principali forme di allevamento, nonché la potatura, la cura e la manutenzione della pianta da frutto. Il corso avrà inizio lunedì 15 aprile 2013 alle ore 18.00 e a giudicare dalle iscrizioni pervenute sembra confermare il successo delle passate edizioni. La parte teorica si svolgerà presso l’aula magna della scuola elementare D.Tittarelli in viale Don Bosco, mentre per la parte pratica, relativa alla potatura in campo, il ritrovo sarà presso la fraz. San Pellegrino del comune di Gualdo Tadino. Per le informazioni e le iscrizioni rivolgersi presso i seguenti uffici: Direzione Didattica Statale via Lucantoni – Gualdo Tadino; Comunità Montana “Alta Umbria” piazza Garibaldi, 11 – Gualdo Tadino.
Vorrei analizzare, questa volta, il comunicato/articolo dal titolo “FIORITI / DISO E L'AREA DELL'EX CONSORZIO AGRARIO” alla stregua di come ho fatto con quelli del PDL e del M5S. Anche in questo caso, tralascerò tutto ciò che non ritengo di particolare importanza o di cui ho già espresso delle mie opinioni.
“… non può essere sottovalutato l’importante investimento che viene fatto in un periodo di crisi …”: Giusto. Visto che i soldi scarseggiano, prima di spenderli vediamo se ne vale effettivamente la pena. Specie se sono soldi pubblici che sborsa, cioè, il Comune.
“Non va neanche sottovalutata la questione del risanamento di un area che da molto tempo versa in condizioni di estremo degrado”: Un’area abbandonata e non fruibile da nessuno in nessun modo, per bella o brutta che sia, è sempre un’area abbandonata e non fruibile da nessuno in nessun modo e, come tale, rimane li senza portare nessun tipo di beneficio a nessuno. Le cose cambiano (o possono cambiare, anche se non sempre di molto) se l’area, nonostante sia abbandonata, continua ad essere utilizzabile dalla gente: Può esserne un esempio l’area di Capodacqua dove, pur essendo stata abbandonata per anni, la gente continuava (e tutt’ora continua) ad andarci per prendere l’acqua o, se possiede una moto da fuori strada, per andarci in moto (lì è presente anche una vecchia pista da moto cross molto usata in passato) o, perché no, anche per fare altre cose che in tale sede è meglio non menzionare.
“A fronte di questo però non ci si può trincerare dietro la crisi che ci attanaglia per costruire un nuovo centro commerciale, ben sapendo che ciò significherebbe solo tramandare il problema ai posteri e permettere così il perpetuarsi della vecchia politica “ dell’uovo oggi” politicamente ed elettoralmente più conveniente nel breve periodo”: Parole che condivido pienamente. Il concetto di “tramandare il problema ai posteri”, anche se forse non in maniera così esplicita, l’ho espresso pure io (si veda il 2° link riportato dove analizzo i comunicati/articoli del PDL e del M5S). La teoria “dell’uovo oggi” largamente usata dai politici per raccogliere consensi nell’immediato, anche se la condivido a pieno, invece non l’ho mai espressa. Colgo, quindi, l’occasione per fare la seguente osservazione: Un’istituzione come può essere un Comune, una Provincia, una Regione, uno Stato, un Corpo di Polizia e chi più esempi ha più ne metta, deve avere, al contrario del privato cittadino e dell’impresa privata, una prospettiva di vita pressoché infinita e non legata alla vita media dell’uomo. Infatti, è vero che io (e quindi tutti noi) dopo circa 100 anni di vita morirò, ma è anche vero che dopo la mia (nostra) morte ci saranno molte altre persone con prospettiva di vita più o meno lunga. Le istituzioni che ho menzionato sopra dovranno, quindi, continuare a funzionare esattamente come stanno funzionando oggi (sarebbe, in realtà, meglio che funzionassero meglio di come funzionano oggi, ma questo è argomento per altre discussioni) per poter fornire le stesse garanzie e gli stessi servizi che stanno fornendo (o dovrebbero fornire, ma anche questo è argomento per altre discussioni) a me (noi) anche a chi viene dopo di me (noi).
“C’è poi da ricordare il carattere privato dell’investimento che, non sarebbe stato di questa portata se non vi fosse stata la disponibilità di 3500 mq di area comunale in cambio della quale come contropartita si è chiesto di realizzare un “Auditorium” di 400 posti …”: Ciò mi lascia pensare (e viene confermato dal seguito del comunicato/articolo) che, forse, i soldi che si spenderanno non sono solo soldi pubblici (cioè del Comune) ma ci sono anche soldi che vengono da privati. E tali privati, come è giusto che sia, se investono in questa cosa vogliono il loro tornaconto: Il pieno utilizzo dell’area in questione di cui il Comune si è riservata, e si fa lasciare per se, “solo un misero auditorium”. Le parole “solo” e “misero” le uso e le giustifico sulla base del paragone tra l’estensione totale dell’area e la superficie che tale auditorium occuperà al suo interno, e non certo sui costi che si dovranno affrontare per costruire tale auditorium e sull’utilizzo che se ne farà (anche perché sono convinto di non sono in grado di fare ipotesi sensate su tali argomenti).
“Tale iniziativa, frutto di accordi con un grande e noto supermercato che si trasferirà da un’area commerciale già esistente alla nuova, pone dubbi e perplessità sul futuro della vecchia struttura per di più penalizzando enormemente i commercianti che avevano investito all’epoca nell’acquisto dei locali”: Che si parli, come da voci che ho sentito, forse della Coop? Forse, i dubbi e le perplessità di cui parlano gli autori del post/articolo sono gli stessi da me esposti durante il commento dei comunicati/articoli del PDL e del M5S (si veda il 2° link riportato) o sono forse altri? Non lo so, però già che se li pongono mi fa pensare che quando prendono delle decisioni, non le prendono tanto per fare qualcosa (ma posso anche sbagliarmi). Circa le altre attività presenti e che verranno penalizzate da questo cambiamento, io non mi ero posto affatto il problema (questo dimostra quanto può essere limitata la mia mente) che, tra l’altro, potrebbe non essere indifferente: Probabilmente, se non si organizzano in maniera più che adeguata per colmare il vuoto che questo cambiamento creerà intorno a loro, potrebbero fare una brutta fine al pari degli esercizi commerciali del centro.
“Seppur altisonante ed ambizioso, anche in considerazione della grande criticità del periodo, non riteniamo che l’attuale progetto legato alla costruzione dell’Auditorium, colga pienamente la richiesta delle istanze e delle necessità dei cittadini. In oltre per la comunità Gualdese spazi più o meno dinamici per le attività culturali che vanno nella direzione che si vuole cogliere sono già presenti e individuabili nell’appena restaurato Teatro “Talia” (150 posti circa) ed il cinema teatro “Don Bosco””: Concetto condivisibile, non so se e quanto senso può avere, ma condivisibile. Se già ci sono dei luoghi atti a fare da auditorium, perché non provare a valorizzare quelli invece che costruirne uno nuovo? Specie se si pensa che il cinema Don Bosco è appena stato “abbandonato” dai Salesiani e preso in mano da dei cittadini volenterosi che si sono auto-organizzati allo scopo, e che il teatro Talia è stato appena ristrutturato.
“… ribadiamo l’ipotesi avanzata all’alba di questo percorso dal Consigliere Fioriti, la quale ipotizzava come contropartita ed a fronte della cementificazione di un’area pubblica come quella in questione, la possibilità di liberarne un’altra concentrando le sinergie pubblico-private per l’acquisto dell’ex piazzale Santa Margherita, dove si sarebbe potuto ricavare di nuovo un’area libera con l’abbattimento (n.b. cavallo di battaglia della passata campagna elettorale) di un mostro edilizio, infelicissima eredità del passato”: Ma come si può pensare di basare un’intera economia su una filosofia del tipo “prendiamo un’area; costruiamoci qualcosa che non servirà mai a niente e a nessuno (quindi non importa cosa, basta solo che lo costruiamo); lasciamocelo per un po’ di tempo e, dopo aver verificato che effettivamente non serve a niente e a nessuno, ripristiniamo quell’area come era prima o, peggio ancora, costruiamoci qualcos’altro di utilità esattamente pari a quello che si sta togliendo; e così via fino all’infinito”. Già, perché la sensazione che si ha leggendo questa parte di post/articolo è proprio questa. A questo punto mi chiedo: Non è forse meglio prendere questi soldi e bruciarli esattamente al pari di come fa il Joker nel film “Il cavaliere oscuro” (si veda immagine che accompagna questo articolo)? O forse questa soluzione non è condivisibile perché, oltre ad essere un crimine (bruciare i soldi equivale a bruciare una cosa non nostra ma di proprietà di chi li emette) è anche troppo poco spreco? Già, amici, bruciare letteralmente i soldi potrebbe non essere uno spreco abbastanza grande rispetto a quelli che siamo abituati a fare: Finchè bruciano possiamo sempre sfruttarne il calore per riscaldarci e, perché no, per cuocerci qualche cibo!!! Ad ogni modo, tutto ciò mi puzza tanto di “SBORNIA BOND” .
“Non va lasciata inconsiderata neanche la possibilità di permuta con locali commerciali e/o uffici all’interno del nuovo complesso, a titolo di esempio si pensi solo che il Comune al 31 dicembre 2012 ha pagato un canone di circa 25.000€/anno di affitto per gli uffici dei vigili urbani, praticamente pari agli introiti ricavati dalle controverse pensiline fotovoltaiche, oppure, in alternativa, come altra ipotesi renderli remunerativi attraverso la locazione”: Ho capito bene? Il comune spende 25.000,00 euro/anno per pagare l’affitto per gli uffici dei vigili urbani? Ma siamo matti? Non ha abbastanza locali di sua proprietà tra cui sceglierne alcuni per metterci questi vigili urbani ed abbattere, così, questa spesa? Se così non fosse, questa idea di fare degli uffici per i vigili urbani da lasciare al comune in modo da abbattere questa spesa, già mi piace di più del centro commerciale e dell’auditorium messi insieme. Specie se tale risparmio si affianca ai 25.000,00 euro/anno che ricava dalle pensiline fotovoltaiche: 25000 euro/anno che non escono più + 25000 euro/anno che entrano dal fotovoltaico = 50000 euro/anno da spendere in maniera diversa dalle solite spese (patto di stabilità permettendo) come, ad esempio, ammesso che bastino, la risistemazione delle strade (altro argomento in voga in questo periodo). Se poi, oltre agli spazi per i vigili urbani si ricavano altri spazi da affittare a qualcuno (come si ipotizza nell’articolo/post che sto commentando), questi 50000 euro/anno aumentano ulteriormente.
“Concludo dicendo che la crisi edilizia non va affrontata con la somministrazioni di sempre nuove “dosi” che hanno l’effetto collaterale di svalutare enormemente il mercato immobiliare …”: Cavolo, in questa parte sembra che si contraddicano con quanto dicono nella parte in cui parlano dell’Ex piazzale Santa Margherita. Se fosse così, gli direi di “fare pace col cervello” o di “mettersi d’accordo con loro stessi”. Ma in realtà non è così: Infatti, sempre in quella parte, se non mi sbaglio, affermano anche che il ripristino di tale piazzale lo vorrebbero richiedere al posto dell’auditorium (o insieme all’auditorium) e non a spese del Comune ma dei privati. A questo punto, la contro partita che richiederebbe il Comune per dare in mano ai privati l’area dell’ex consorzio una volta che l’anno ripristinata avrebbe tutta un’altra dimensione. Forse entrambe le cose potrebbe anche essere troppo chiederle. Ma se si dovesse scegliere tra una o l’altra forse sarebbe meglio il ripristino dell’Ex piazzale Santa Margherita per farci qualcosa di cui tutti ne possiamo usufruire (e se non tutti, almeno qualcuno): In tale modo i privati guadagnerebbero con quello che costruirebbero nell’area dell’ex consorzio agrario che ripristineranno, mentre il Comune guadagnerebbe con l’area dell’Ex piazzale Santa Margherita ripristinata sempre a spese dei privati. Ma a questo punto, si potrebbe osare di più: Ai privati lasciamo l’intera area dell’ex consorzio agrario per fare quello che gli pare (tanto, quando i soldi li mette solo il privato, difficilmente si fanno le cose a casaccio a meno che non ci sia di mezzo la malavita) e, come contro partita, chiediamogli il ripristino dell’ area dell’Ex piazzale Santa Margherita per farci una costruzione meno “mostro” di quella che c’è attualmente da mettere a nome del Comune e mettiamoci i vigili urbani, l’auditorium e, perché no, qualche altro locale da affittare a terzi. In questo modo siamo tutti contenti: I privati guadagnano su un’area che non è la loro ma che usano come vogliono a costo zero (se leviamo il costo di ripristino) ed il Comune, sempre a costo zero o quasi, non solo ha il suo bell’auditorium, ma ha anche gli uffici per i vigili urbani (risparmiando, così, 25000 euro/anno e qualche locale da affittare a terzi per attivare una nuova entrata, che sarà piccola ma pur sempre un’entrata).
“Per tentare di dare nuovo e duraturo respiro al settore dell’edilizia si deve puntare sulle interessanti prospettive legate alla “Green Economy”, con adeguate politiche mirate alla ristrutturazione, finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica, altro obiettivo del patto 2020 già oggetto di interessanti sgravi fiscali (fino al 55%), spesso trascurato in favore della speculazione sulle rinnovabili, settore che potrebbe tra l’altro rilanciare anche quello della ceramica con la produzione di materiale di coibentazione”: Giusto, a volte ristrutturare equivale a costruire da nuovo o, addirittura, a spendere di più rispetto all’opzione di demolire completamente e ricostruire da zero nonostante gli sgravi fiscali di cui parlano (parlo per esperienza personale con la ristrutturazione di un edificio di proprietà di un membro della mia famiglia). Interessante la teoria di salvare un settore una volta trainante per la nostra economia ma, ahimè, ormai morente (quello della ceramica) con il discorso dell’efficienza energetica negli edifici (già fatto, tra l’altro, in una delle presentazioni del “Progetto I Care”). Circa la speculazione sulle rinnovabili non sono pienamente d’accordo: Trattasi di speculazione se si mettono impianti per le rinnovabili volti a prendere solo gli incentivi per fare “la belLa vita” tenendoli, quindi, funzionanti solo per la durata di tali incentivi per poi abbandonarli al loro destino una volta finiti gli incentivi; non trattasi di speculazione se si tengono funzionanti anche una volta finiti gli incentivi e se si usano questi incentivi per tenere funzionanti e migliorare tali impianti o per fare ricerca su come migliorarli. Già, non scordiamoci che esiste anche una parola tanto bistrattata in Italia ma non nel resto del mondo che rende appetibile il cervello di chi studia in Italia in tutto il mondo tranne che in Italia: RICERCA.
“Per tutti questi motivi non saremo certamente noi a dire no a questo investimento, ma neanche si ad un progetto che non riteniamo soddisfare le esigenze ed i bisogni dei cittadini e della città …”: In pratica vi astenete e rinunciate a qualsiasi tipo di opposizione? Se così, per quale motivo avete voluto ricoprire i ruoli politici che state ricoprendo e che vi siete presi a fare le relative responsabilità che derivano da tali ruoli politici? Perché, a questo punto, Non vi dimettete e lasciate il posto a qualcun altro che, potenzialmente, può essere più costruttivo e/o utile di voi?
Concludo tutto questo sproloquio con la seguente frase di Totò: A proposito di politica… ci sarebbe qualcosa da mangiare? L’importanza di questa frase non è da sottovalutare: Se non si mangia (e si beve, aggiungo io) si muore letteralmente. A quel punto fine di ogni tipo di problema, crisi economica compresa. E, in virtù di questa mia ultima osservazione sulla morte, la morte stessa (per quanto discutibile sia) potrebbe essere vista (come di già successo, d’altra parte) come una, se non l’unica, soluzione a tutti i problemi della vita!!!
A partire da giovedì 4 aprile verrà attivato un servizio navetta verso il centro storico che interesserà le frazioni di San Pellegrino e Cerqueto. Si tratta di una rimodulazione della tratta che ormai da anni interessa San Pellegrino, senza ulteriore aggiunta di chilometri di servizio. Il programma di servizio prevede il passaggio a Cerqueto - Palazzo Ceccoli nei giorni di lunedì, mercoledì e giovedì, con andata alle ore 9:00 e ritorno alle 11:30. Con i medesimi orari San Pellegrino continuerà ad essere servita nei giorni di martedì, giovedì e venerdì. La scelta del giovedì come giorno di passaggio in entrambe le frazioni è chiaramente funzionale al mercato settimanale. "Si tratta di una importante rimodulazione", commenta l'Assessore Viventi, "che sana un vuoto di alcune ore nei passaggi del trasporto pubblico, derivante dai tagli avvenuti nel settembre 2010 ad opera della Provincia". "Semplicemente ottimizzando una linea già esistente, abbiamo proseguito nell'opera meritoria di tagli e rimodulazioni nel trasporto pubblico, un capitolo troppo spesso trascurato in passato".
L’Assessore alla Mobilità e Trasporti Fabio Viventi
La Sez. Rocchetta dei Garibaldini Volontari a Cavallo di Gualdo Tadino in data 14/3/2013 ha rinnovato l’organigramma societario: Presidente Sig. Giuseppe Donnini, Segretario Sig. Fabrizio Bori, Cassiere Sig. Luigi Angeli e Consiglieri: Bianchini Fabio, Gianni Scassellati, Diego Ascani, Selene Teodori, Manuela Pesce e Alessandro Passeri. La nostra associazione è regolarmente iscritta alla consulta umbra di volontariato, Gruppo di Protezione Civile. Sono aperte le iscrizioni anche per chi non è in possesso di un cavallo, anche perché il nostro gruppo ha bisogno di volontari che possano dare una mano in caso di calamità naturali. Per qualsiasi informazione 335.6613450 Fabrizio – 347.5322393 Giuseppe – 338.2321532 Luigi
Il Comune di Gualdo Tadino, l’Associazione Amici del Germoglio e la Cooperativa ASAD sono lieti di invitare la cittadinanza all’inaugurazione del nuovo Laboratorio Occupazionale “Il Narciso” sito in Via G. Mancini, zona Giardini Pubblici, che si terrà giovedì p.v. alle ore 17,00. Il laboratorio prevede attività di riabilitazione consistenti nella produzione di oggettistica da regalo o da cerimonia che nel corso degli anni sono diventati sempre più apprezzati dalla cittadinanza tanto che i prodotti realizzati dai ragazzi del Narciso sono stati esposti anche in diverse mostre. Con l’inaugurazione di giovedì prossimo, quindi, il Laboratorio Occupazionale “Il Narciso” avrà a disposizione una nuova sede idonea al proseguimento delle attività socio-riabilitative che rivestono un’importanza primaria nel tessuto cittadino.
Non ci sarà il referendum popolare sul progetto di recupero dell’area ex Consorzio Agrario. La richiesta avanzata dal consigliere comunale Gianluca Graciolini è stata respinta a maggioranza (per essere approvata avrebbe avuto bisogno del voto favorevole dei due terzi dei consiglieri). Hanno votato a favore lo stesso Graciolini, i consiglieri del Pd Presciutti e Pennacchioli ed il socialista Scassellati. Si è astenuto Diso ed hanno votato contro i consiglieri del Pdl e del gruppo Monacelli. Compatta la maggioranza nel difendere il progetto. Numerosi gli interventi sia dei consiglieri che degli assessori. I punti di pregio del progetto sono quelli già noti perché ripetuti in più occasioni: un progetto di pregio per recuperare un’area degradata da circa 25 anni con un investimento di 11 milioni di euro di imprenditori gualdesi; un’opportunità lavorativa per circa 400 persone (dati forniti dalle associazioni sindacali) compreso l’indotto; la realizzazione di un auditorium che sarà importante nel contesto di un’idea complessiva del rilancio turistico (convegnistica) e sociale della città (c’è continua richiesta di uno spazio che attualmente il comune non ha ha detto il sindaco Morroni). Per Gianni Paoletti, poi, la richiesta di referendum è arrivata fuori tempo massimo, quando ormai l’iter del progetto ha già fatto notevoli passi avanti. Diversificate le posizioni degli altri gruppi. Marcello Diso (gruppo autonomo) si è astenuto perché ha manifestato delle perplessità sull’utilità dell’auditorium: preferirebbe che invece dell’auditorium il comune avesse, in cambio del terreno di sua proprietà (3.500 mq), degli uffici. Ma l’assessore Viventi gli ha risposto che gli uffici il comune li ha già nel palazzo di Santa Margherita ed al piano terra del palazzo Monina, solo che non riesce a venirne in possesso per le difficoltà delle ditte ad ultimare i lavori. Angelo Scassellati si è posto il problema di che fine farà il complesso Eureka perché la Coop si trasferirà nel nuovo complesso ed ha votato a favore del referendum. Il sindaco Morroni gli ha risposto che il destino di quel complesso sarà nelle mani dei privati, comunque l’amministrazione comunale sarà vigile. Massimiliano Presciutti ha ribadito l’assenso del Pd per il progetto manifestato già nella votazione dell’aprile scorso. Ed ha definito fantasiose le proposte arrivate da qualche parte secondo le quali l’area andrebbe recuperata con un intervento pubblico: “Dove li troverà mai il comune 11 milioni di euro?”. Tuttavia si è detto favorevole al referendum perché sarebbe l’occasione per spiegare bene il progetto alla gente, magari anche con la presenza degli imprenditori. Gianluca Graciolini, infine, ha ribadito le motivazioni che l’hanno indotto a promuovere la raccolta di firme, motivazioni che si sintetizzano nella inopportunità di aggiungere un altro centro commerciale a quelli già esistenti. Pur essendo favorevole al recupero, auspica un altro progetto: “Perché non un albergo?”. I passaggi in consiglio comunale, comunque, non si esauriscono qui. In una prossima riunione dovrà essere approvata la variante al Piano Regolatore (che in quell’area prevede servizi comunitari, non un centro commerciale) e come ultimo atto dovrà essere approvato il progetto. Progetto che, rispetto a quello che è stato presentato nell’aprile scorso, prevede una piccola variante: l’auditorium verrà realizzato al primo piano lungo la Flaminia non più al piano terra sul versante a monte.
Ho letto i comunicati/articoli del “PDL" e del “M5S” circa l’area dell’ex consorzio agrario che sta per essere ripristinata. Ecco le mie domande ed i miei dubbi:
Il PDL scrive (oltre al resto dell’articolo che secondo me è di contorno a quanto riporto): L’intervento in questione, a nostro avviso, presenta una serie di benefici e di punti di forza che bastano a darne un giudizio più che positivo, e sono bastati alla nostra forza politica per darne un parere favorevole già da tempo. Si andrà a riqualificare e a sanare un’area così strategica e importante per la nostra città, trasformandola in un centro direzionale moderno e attrattivo che Gualdo Tadino non ha avuto prima d’ora. Si tratta, infatti, di una progettualità di qualità dal punto di vista urbanistico, un investimento ingente che ha come protagonisti imprenditori gualdesi, che daranno linfa vitale a tutta una serie di attività annesse, gualdesi anch’esse, che occuperanno, in due anni di cantiere, circa 400 persone. Va bene riqualificare e sanare un’area ormai abbandonata da tempo (sul fatto che sia strategica ed importante non mi pronuncio perché non ci capisco nulla); ma quali sono, oltre al cantiere che per 2 anni impiegherà 400 persone (e scusate se poco, visto che in un colpo solo si riassorbe più del 50% della forza lavoro persa con la chiusura di Merloni) i benefici ed i punti di forza che presenta questo ripristino dell’area dell’ex consorzio e che sono bastati al PDL per dare un parere favorevole già da tempo a questo progetto? Finiti questi 2 anni di cantiere (sempre che non si prolunghino, anche se il loro prolungamento, sotto certi aspetti potrebbe essere un bene), che fine faranno questi 400 posti di lavoro? Si ritornerà alla situazione attuale? Ben inteso, fino a che si lasciano le cose come stanno, difficilmente queste cambieranno. Perciò, ben venuti voglia di fare e di cambiare (su tutta la linea e non solo sull’oggetto di tale post), ma che dietro al cambiamento ci sia un qualcosa di duraturo (o almeno un qualcosa che possa essere a sua volta trasformato in un qualcos’altro di duraturo).
Il M5S scrive (circa la trasparenza sorvolo perché, come già detto in altri miei post precedenti, io mi fido di tutti e non mi fido di nessuno e chi vuole la mia fiducia deve guadagnarsela, per utilizzare un frase dell’assessore Palmiro Cangini di Zelig, tramite “fatti, non pugnette” anche se, a quanto pare, tale movimento potrebbe già averne prodotti tanti di fatti anche se non proprio a Gualdo Tadino; ma diamo “tempo al tempo” e vediamo cosa farà e come evolverà tale M5S, anche in virtù dei risultati delle ultime elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 20013): Gli oltre 3500 mq di terreno hanno un valore potenziale di cui potrebbe beneficiare l’intera cittadinanza. Il Movimento 5 Stelle è assolutamente contrario alla costruzione di nuovi centri commerciali, strutture che, tra l’altro, non trovano più giustificazione, vista la crisi sistemica che stiamo vivendo, mentre invece sarebbe auspicabile una riqualificazione del territorio a vantaggio di tutti i cittadini. I centri commerciali sono figli di una cultura consumistica e globalistica che distrugge, oltre al territorio, le piccole e tipiche realtà locali, vera spina dorsale dell’economia gualdese. Gli spazi aperti non possono più essere riempiti con cemento ed ipermercati; questo modello di sviluppo è ormai superato per gli effetti economici disastrosi che determina sulle produzioni locali e sulle piccole attività commerciali dei centri storici. Noi crediamo che nella nostra città si debba rilanciare l’innovazione, favorire la produzione locale, le attività turistiche e il commercio legato ai prodotti a “km zero”. Di centri commerciali ce ne sono più che a sufficienza per la popolazione gualdese! Sul valore potenziale del terreno e su chi e quanti ne potrebbero beneficiare non mi pronuncio (oltre al fatto che non ci capisco nulla non ho neanche la minima idea su come riutilizzare questa area che ci si appresta a ripristinare e neanche mi metto a pensarci: non riesco a pensare così in grande senza che qualcuno mi instradi). Cira i centri commerciali dico: se non vado errato ne abbiamo già 5 (Famila, Coop, Eurospin, Lidl e Conad); che ce ne facciamo di un 6° centro commerciale? Il suo unico scopo potrebbe essere solo quello di avere una concorrenza tale da far avere dei prezzi così convenienti da spingere la gente di altri Comuni a venire a fare la spesa a Gualdo Tadino invece che nelle loro città. In questo modo, sotto forma di tasse, nelle casse del Comune di Gualdo Tadino ci finiscono anche soldi di gente che vive e lavora fuori del Comune di Gualdo Tadino con relativo beneficio (si, ma di che entità?) dei cittadini Gualdesi (più gente contribuisce a rimpinzare le casse Comunali e, a parità di spese sostenute dal Comune, meno devono pagare i contribuenti del Comune, cioè i cittadini che vivono, risiedono e lavorano all’interno dello stesso Comune; almeno questo direbbe la logica). Un’altra ipotesi sui centri commerciali che avevo sentito è la seguente: la Coop si trasferisce nell’area che si sta per ripristinare (il numero di centri commerciali rimane, così, invariato) lasciando, così, libero l’edificio che attualmente occupa. Ma a questo punto sorge un’altra domanda: che fine farà l’edificio che attualmente ospita la Coop? Lo facciamo diventare, al pari dell’area che ci si accinge a recuperare, una nuova area da ripristinare tra 20-25 anni lasciandola, quindi, come nuovo piano transitorio per riassorbire eventuali futuri disoccupati per la durata del cantiere che si aprirà per il suo ripristino? Che i centri commerciali sono figli di una cultura consumistica (globalistica non lo so visto che ancora non ho capito che significa la parola “globalizzazione”) e che tale cultura è ormai fallita (o quasi), credo proprio che sia vero. Basta guardarsi un po’ in giro. Sul fatto che non si può cementificare tutto sono d’accordo; non tanto, però, per via degli effetti economici disastrosi (questo, secondo me, è tutto da dimostrare visto che attualmente un terreno rende più se cementificato o messo a fotovoltaico che se coltivato) ma quanto per gli effetti ambientali che tale cementificazione (a volte anche selvaggia, se fatta abusivamente e al solo scopo di lucro) produce. Che le piccole e tipiche realtà locali siano la vera spina dorsale dell’economia Gualdese, all’attuale credo che sia proprio vero. Ma è anche vero, secondo me, che se si chiudono tutte le realtà attualmente aperte a Gualdo Tadino per aprirne una unica che riassorbe tutti i lavoratori che attualmente sono impiegati nelle piccole e tipiche realtà locali la situazione rimane invariata: tanti lavorano adesso altrettanti continuano a lavorare dopo. L’unica differenza tra le due realtà appena analizzate è la seguente: se chiude una piccola attività lavorativa “il danno” è piuttosto contenuto e facilmente riparabile, se chiude la grossa ed unica attività lavorativa “il danno” è imponente (si veda il caso Merloni). Circa la validità o meno della proposta di utilizzare questa area per i prodotti a “Km zero” e per tutto ciò che ci ruota intorno, non mi pronuncio: anche su tale argomento non ne so nulla. Tuttavia, tale proposta, oltre a quella del trasferimento della Coop da dove è ora all’area che ci si appresta a ripristinare, è l’unica fatta e, scusate se mi permetto, ma mi sembra la più valida. Anche qui, però, mi sovviene una domanda: siamo in 16.000, possibile che nessuno ha altre idee da proporre?
Dopo i numeri da record registrati per la partecipazione ai corsi sull’olivo che si sono svolti negli ultimi anni a Gualdo Tadino, la Comunità Montana dell’Alta Umbria e il Centro Territoriale Permanente hanno deciso di riproporre in collaborazione con la Pro Loco di Rigali un nuovo corso che tratterà degli aspetti storici, culturali, ambientali ma soprattutto economici e produttivi dell’olivo. Il corso consentirà di approfondire conoscenze di botanica, biologia, fisiologia e fitopatologia dell’olivo, pratiche agronomiche di impianto, potatura, cura e manutenzione di un oliveto, tecniche di estrazione dell’olio e di condizionamento e confezionamento oltre che valutazioni organolettiche e classificazione merceologica di un olio di oliva. Il corso avrà inizio venerdì 15 marzo 2013 alle ore 17.30 e a giudicare dalle iscrizioni pervenute sembra confermare il successo delle passate edizioni. La parte teorica del corso si svolgerà presso l’aula magna della scuola elementare D.Tittarelli in viale Don Bosco, mentre per la parte pratica, relativa alla potatura in campo, il ritrovo sarà presso il CVA di Rigali, frazione del comune di Gualdo Tadino. Per le informazioni e le iscrizioni rivolgersi presso i seguenti uffici: Direzione Didattica Statale via Lucantoni – Gualdo Tadino; Comunità Montana “Alta Umbria” piazza Garibaldi, 11 – Gualdo Tadino.
Ogni anno in Italia oltre 150.000 animali domestici vengono abbandonati e l'80% muoiono in incidenti stradali. Per evitare questo, come volontaria ENPA, mi reco tutte le mattine in via S.Marzio per accudire e portare da mangiare alle colonie feline tutelate dall'ASL. Per evitare il ripopolamento dei gatti abbandonati insieme ad altri volontari, ieri pomeriggio in detta zona abbiamo messo una gabbia per catturare le gatte da portare alla ASL per la sterilizzazione ma, purtroppo, per l'ennesima volta persone crudeli prive di sentimento verso i poveri gatti abbandonati e maltrattati si sono ancora una volta divertiti a commettere gesti ignobili portando via la gabbia con dentro la gatta da sterilizzare. Più volte sono stati denunciati da parte mia e da altre volontarie atti di vandalismo come avvelenare con veleno per topi e incendiare le loro cuccette messe da noi per dargli un riparo nelle fredde giornate d'inverno. Non è accettabile che questi episodi rimangano impuniti verso questi animali indifesi che chiedono solo un po' di cibo. Chiunque si trovi davanti ad episodi del genere faccia subito denuncia alle autorità competenti per evitare che si ripetano. LA CIVILTA DI UN POPOLO SI MISURA DAL MODO IN CUI TRATTA GLI ANIMALI.
Da sabato 2 febbraio la sicurezza degli alunni della scuola di Cartiere e della scuola Media F. Storelli verrà assicurata anche dai volontari dell’associazione carabinieri in congedo Fulvio Sbarretti di Gualdo Tadino. Per il momento il servizio verrà prestato per un solo giorno a settimana (il sabato) ma c’è il desiderio di estenderlo ad altri giorni con la disponibilità di altri associati volontari. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente con una conferenza stampa presenti il sindaco Roberto Morroni, il presidente dell’associazione Rolando Farneti, il comandante dei Vigili Urbani Angelo Cardinali ed il comandante della stazione carabinieri di Gualdo Tadino Simone Mattei. E’ stata anche firmata una convenzione che regola il servizio. Il sindaco Morroni si è detto particolarmente contento di questa disponibilità dei carabinieri in congedo perché dimostra “la volontà di agire insieme nell’interesse della comunità”. “Per noi è un nuovo cammino per essere sempre di più presenti sul territorio con attività conformi al nostro statuto” ha spiegato il presidente Farneti che ha ricordato come i carabinieri in congedo hanno già svolto dei servizi di vigilanza in città nei Giochi de le Porte ed in occasione della visita a Gualdo del ministro francese Aurelie Filippetti: Un servizio importante per il comandante Angelo Cardinali anche perché “sgraverà il corpo dei vigili urbani” da un impegno di servizio oneroso. Un servizio, infine, che i volontari svolgeranno nel migliore dei modi ha detto il maresciallo Mattei perché “è nella loro forma mentis essere precisi e puntuali nei compiti da svolgere”. I volontari controlleranno l’ingresso e l’uscita degli alunni in prossimità delle strade di accesso alle scuole vigilando che nessun alunno e nessun genitore si trovi in qualche modo in situazione di pericolo a causa del traffico delle auto. Ed in qualche modo svolgeranno anche una funzione educativa perché vigileranno che le auto si fermino in prossimità delle strisce pedonali e che alunni e genitori attraversino le carreggiate sulle strisce pedonali. Una bella iniziativa che, ci auguriamo, venga estesa anche ad altri giorni e ad altre scuole anche se non sarà facile perché la gran parte dei carabinieri in congedo ha impegni di lavoro cui, evidentemente, non si può sottrarre.