Si svolgerà domenica 19 maggio 2013 la prima escursione prevista dal calendario annuale di attività dell’Associazione Culturale “Enrico Stefani” con una meta molto significativa per il territorio gualdese e non solo, ovvero il sito umbro di Colle I Mori. L’area è facilmente raggiungibile percorrendo la sentieristica del CAI che, con partenza dal parco pineta di San Guido, consente di arrivare sull’altura di Colle I Mori (743 m s.l.m.) con meno di un’ora di cammino. Nonostante l’area degli scavi non sia visitabile poiché le strutture sono state ricoperte per motivi di tutela e di conservazione, è sicuramente molto significativo per gli appassionati, i curiosi, e tutte le persone desiderose di saperne di più, raggiungere l’altura dove si sviluppò tra il IX e l’VIII secolo a.C. un abitato consistente appartenente alla cultura umbra che è documentato fino al III secolo a.C., quando sorgerà nella zona a valle il municipio di Tadinum lungo la Via Flaminia, decretando di fatto la fine del nucleo umbro nel territorio. L’appuntamento è per ore 10.00 al parco pineta di San Guido dove è possibile lasciare comodamente le automobili. Il rientro è previsto per le ore 13.00. Per maggiori informazioni è possibile contattare il 3334564649 oppure scrivere a associazionestefani@libero.it
Una serata che resterà di certo nella mente di coloro che vi hanno preso parte quella dello scorso venerdì 5 aprile organizzata dall’Associazione Culturale “Enrico Stefani” nell’ambito della serie dei “Dialoghi di Archeologia”. Si è parlato infatti dei Goti, di Totila, della battaglia di Tagina accostandosi con attenzione, curiosità e grande concentrazione alla appassionata e avvincente lezione del dott. Stefano Del Lungo, ricercatore dell’IBAM (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali) del CNR di Potenza, archeologo, topografo e studioso di archeologia tardo-antica e medievale, che ha tenuto una conferenza dal titolo “ Da Teodorico a Totila, da Ravenna alla battaglia di Tagina: il destino di un popolo tra realtà e leggenda”, entusiasmando e arricchendo di nuove conoscenze un vasto e compiaciuto uditorio. L’argomento toccato è stato certo interessante e stimolante per Gualdo Tadino e per tutto questo lembo di territorio posto lungo il percorso dell’antica via Flaminia che, secondo le fonti, fece da sfondo alla famosa Battaglia di Tagina del 552 d.C., in cui il giovane re dei Goti, Totila, fu vinto e ucciso dal bizantino Narsete. La storia ha sempre suscitato grande curiosità e interesse poiché, secondo lo storico Procopio, Totila fu seppellito proprio in questi territori, in un località che egli definisce “ad Capras” e che la tradizione locale ha da sempre individuato nella frazione di Caprara. L’indubbia suggestione dell’argomento ha fatto registrare una partecipazione molto ampia di persone che hanno poi aperto una stimolante discussione con il dott. Del Lungo che, con squisita cortesia, ha soddisfatto le curiosità e sciolto i dubbi che gli sono stati sottoposti, in un lungo e partecipato dibattito conclusivo. La presenza di studiosi e ricercatori di questo livello delineano con decisione il profilo dell’attività dell’Associazione Enrico Stefani, tesa innanzitutto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico locale in un’ottica di promozione e di arricchimento culturale che rappresenti un valido motore di sviluppo per la città. Sono previsti a breve nuovi incontri e altre iniziative culturali per le quali si auspica la stessa ampia e partecipata presenza di quelle già svolte. Per coloro che lo desiderano è possibile aderire all’Associazione Culturale Stefani contattando il 333-4564649 o scrivendo a associazionestefani@libero.it Seguiteci anche su facebook alla pagina “Associazione Enrico Stefani”
AI “DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA” SI PARLA DI TOTILA E DELLA BATTAGLIA DI TAGINA. L’Associazione Culturale “Enrico Stefani” continua la fortunata serie di incontri dei “Dialoghi di Archeologia” con un nuovo appuntamento che si preannuncia denso di interessanti sviluppi. Sarà stavolta ospite a Gualdo Tadino il dott. Stefano Del Lungo, ricercatore dell’IBAM (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali) del CNR di Potenza, archeologo e studioso di archeologia tardo-antica e medievale, che terrà una conferenza dal titolo “ Da Teodorico a Totila, da Ravenna alla battaglia di Tagina: il destino di un popolo tra realtà e leggenda”, toccando un argomento di estremo interesse per Gualdo Tadino e per tutto questo lembo di territorio posto lungo il percorso della via Flaminia che, secondo le fonti, fece da sfondo alla famosa Battaglia di Tagina del 552 d.C., in cui il re dei Goti, Totila, fu vinto e ucciso dal bizantino Narsete. La storia ha sempre suscitato grande curiosità e interesse poiché, secondo lo storico Procopio, Totila fu seppellito proprio in questi territori, in un località che egli definisce “ad Capras” e che la tradizione locale ha da sempre individuato nella frazione di Caprara. La conferenza si terrà venerdì 5 aprile 2013 alle ore 21.00 presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione. La partecipazione è aperta a tutti e si auspica il più ampia possibile visto il suggestivo argomento che verrà trattato e la levatura scientifica dell’ospite che vanta un’ampia esperienza di scavi e di studi nell’ambito della topografia, dell’epigrafia, della toponomastica e dell’archeologia alto-medievale. Sicuramente un’occasione importante per approfondire la coscienza comune sul patrimonio storico della città di Gualdo Tadino e del suo territorio approfittando della presenza e della disponibilità di un valido studioso. Per coloro che lo desiderano sarà possibile, in questa occasione aderire all’Associazione Culturale Stefani, ricevendo le indicazioni necessarie durante la serata. Per informazioni è possibile contattare il 333-4564649 o scrivere a associazionestefani@libero.it
IL PROF. ALBERTO CALDERINI OSPITE AL NUOVO APPUNTAMENTO CON I DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA Venerdì 15 Marzo alle ore 21.00 presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione nuovo appuntamento con i “Dialoghi di Archeologia”, iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale “Enrico Stefani” in collaborazione con il Polo Museale della Città. Stavolta sarà nostro gradito ospite il Prof. Alberto Calderini del Dipartimento di Linguistica dell’Università di Perugia che ci parlerà di nuove iscrizioni in lingua umbra di recente rinvenimento e ci spiegherà quali interessanti informazioni sul mondo degli antichi umbri possiamo trarre dalla loro lettura, guidando appassionati e tutti coloro che sono interessati all’argomento alla conoscenza di un mondo tanto lontano da noi, ma in fondo così attuale. Questo nuovo incontro sarà anche l’occasione per presentare ai convenuti un sommario calendario delle attività che l’Associazione Stefani ha in programma per i prossimi mesi Per chi lo desidera sarà possibile inoltre ricevere tutte le informazioni necessarie per aderire all’Associazione Culturale Enrico Stefani. Per informazioni è possibile contattare il 333-4564649 o scrivere a associazionestefani@libero.it
L’Associazione Culturale “Enrico Stefani” riprende l’iniziativa “Dialoghi di Archeologia” svoltasi con grande successo la scorsa estate, riproponendo un ciclo di incontri-dibattito per approfondire la coscienza comune sul patrimonio storico e archeologico della città di Gualdo Tadino e del suo territorio. Un progetto che, in collaborazione con il Polo Museale della Città, vedrà protagonisti esperti e studiosi che comunicheranno i risultati delle proprie ricerche e dei propri studi permettendo agli appassionati e a tutti i cittadini interessati all’argomento, di accostarsi alle tematiche storiche e archeologiche, favorendo quel processo di sensibilizzazione per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali materiali ed immateriali del territorio che è lo scopo principale per il quale l’Associazione Stefani nasce. Il primo incontro di questa nuova serie si svolgerà venerdì 15 febbraio 2013 alle ore 21.00 presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione dove il Prof. Augusto Ancillotti dell’Università di Perugia e Presidente dell’IRDAU (Istituto per la Ricerca e la Documentazione sugli Antichi Umbria) parlerà degli Umbri Tarsinater in base alle notizie desumibili dalle Tavole di Gubbio, di cui è esperto studioso e conoscitore. Per coloro che lo desiderano sarà possibile, in questa occasione aderire all’Associazione Culturale Stefani, ricevendo le indicazioni necessarie. Per informazioni è possibile contattare il 333-4564649 o scrivere a associazionestefani@libero.it
Con l’approvazione dello Statuto e l’elezione degli organismi dirigenti, si è ufficialmente costituita l’Associazione Culturale “Enrico Stefani”. Si è svolta, infatti, nella serata di venerdì 14 dicembre, presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione a Gualdo Tadino, la prima assemblea dei soci, che ha provveduto a formalizzare la nascita dell’associazione intitolata al grande archeologo Enrico Stefani, lo studioso di fama internazionale che negli anni ’20 portò alla luce con significative campagne di scavo una parte molto interessante dell’ingente patrimonio archeologico della città di Gualdo Tadino. Un nome scelto non certo a caso, quello dello Stefani, la cui figura si pone del tutto in linea con le principali finalità dell’associazione che riguardano proprio la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della città, attraverso l’organizzazione di iniziative, servizi e progetti volti alla conoscenza e alla promozione degli interessanti siti archeologici e del relativo contesto culturale, intesi quale risorsa primaria per il nostro territorio. L’assemblea è stata presieduta e coordinata dal dott. Arnaldo Coletti, uno dei soci fondatori e tra i primi promotori dell’iniziativa, il quale, dopo l’approvazione dello Statuto, ha proposto la figura di Tiziana Capriotti, archeologa e membro del gruppo di ricerca del progetto su Tadinum, alla presidenza dell’associazione, suscitando l’adesione unanime da parte di tutti i soci. Ripercorrendo insieme il percorso fondativo, le finalità e gli obiettivi, anche immediati, su cui si intende lavorare, si è proceduto nella nomina dei membri del Consiglio Direttivo che affiancherà il presidente nella gestione dell’associazione, composto dai soci: Ester Pascolini, Danilo Guidubaldi, Alessandro Tacchi e Stefano Coletti, anch’esso votato all’unanimità. “Questa associazione si rivolge a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio storico archeologico della città – ha dichiarato Tiziana Capriotti – e la sua attività sarà quella di tenere desta l’attenzione nei confronti dei beni storici e dei siti archeologici presenti sul territorio gualdese, promuovendo innanzitutto una loro più approfondita conoscenza, poiché solo dalla piena consapevolezza dell’entità del patrimonio che si possiede derivano azioni di tutela e quindi di valorizzazione e di promozione culturale e turistica”. Con la costituzione dell’associazione e l’elezione degli organismi dirigenti si esaurisce il compito del Comitato promotore che ha fin qui gestito il percorso fondativo. I migliori auguri alla neo presidente ed ai membri del direttivo per un proficuo lavoro teso al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati, affinché continuino con la stessa energia e lo stesso spirito costruttivo e di totale collaborazione che ci ha animato tutti fin dall’inizio, sostenendoci nel dare avvio a questa nuova esperienza.
Per comprendere insieme quale futuro possa esserci per le aree archeologiche presenti sul nostro territorio si svolgerà venerdì 14 dicembre presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione alle ore 17.00 un incontro informativo rivolto a tutta la cittadinanza, allo scopo di illustrare i progetti di ricerca svolti sui siti archeologici e le iniziative di valorizzazione in corso. L’incontro è organizzato dal comune di Gualdo Tadino, Servizio Socio Culturale, allo scopo di chiarire la progettualità messa in campo dall’Amministrazione comunale per tutelare ed utilizzare al meglio il patrimonio archeologico esistente e tentare di realizzare un museo archeologico che esponga i preziosi reperti rinvenuti sia nel sito umbro di Colle I Mori che in quello romano di Tadinum. Interverranno, dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Roberto Morroni, Tiziana Capriotti, archeologa, membro dell’equipe di ricerca dell’Università di Perugia sul sito di Tadinum, Cristina Sabbatini, dirigente dell’Ufficio Cultura del comune di Gualdo Tadino e Fabio Talamelli, referente per i progetti di valorizzazione delle aree archeologiche e di costituzione del museo archeologico. Le conclusioni saranno affidate all’Assessore alla Cultura, Simona Vitali.
Si terrà venerdì 14 dicembre, alle ore 21.00, presso i locali della Mediateca del Museo dell’Emigrazione, in piazza Soprammuro a Gualdo Tadino, l’assemblea fondativa dell’Associazione Culturale “Enrico Stefani”, a cui tutti i cittadini interessati alle tematiche riguardanti i siti archeologici gualdesi possono liberamente partecipare. Si tratta del vero e proprio atto di nascita dell’associazione, che verrà così formalmente costituita, un momento fondamentale che giunge al termine di un percorso partecipativo avviato nel mese di ottobre. Unitamente al dibattito intorno alle motivazioni ed agli scopi che hanno condotto alla creazione dell’associazione, l’assemblea sarà chiamata a deliberare le basi organizzative, con l’adozione dello Statuto e la votazione degli organismi, relativamente al comitato direttivo ed al Presidente. Le adesioni all’associazione si potranno raccogliere anche la sera stessa dell’assemblea e per ogni ulteriore informazione, si può contattare l’indirizzo e-mail: associazionestefani@libero.it
Dopo il secondo incontro del comitato promotore per discutere dello statuto e stabilire la quota associativa, l’Associazione culturale “Enrico Stefani” procede nel suo percorso fondativo, con l’avvio del tesseramento in vista della prima assemblea dei soci, che si svolgerà venerdì 14 dicembre alle ore 21.00 presso la mediateca del Museo dell’Emigrazione. L’assemblea eleggerà il Presidente e il Consiglio Direttivo che guideranno l’associazione per i prossimi 3 anni, come sancisce lo statuto. Sulla base dell’interessamento manifestato in questa prima fase, si auspica un’ampia partecipazione della cittadinanza alle attività dell’associazione che, proprio attraverso la dedizione e l’impegno di coloro che sceglieranno di associarsi, facendosi portavoce degli scopi e degli ideali che ne hanno ispirato la nascita, potrà mettere in campo attività concrete per la valorizzazione e la promozione del patrimonio storico-archeologico del territorio gualdese e per la sensibilizzazione culturale verso queste tematiche, favorendo una maggiore consapevolezza sulle preziose risorse della comunità. Per diventare soci dell’Associazione culturale “Enrico Stefani” è possibile richiedere il modulo di adesione all’indirizzo associazionestefani@libero.it che dovrà essere compilato in ogni sua parte e consegnato ai membri del comitato promotore in occasione dell’assemblea fondativa del 14 dicembre. Sarà inviata ai richiedenti anche una copia dello statuto nel quale è espressa l’articolazione dell’associazione, gli scopi e la struttura amministrativa della stessa. Per maggiori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi al comitato promotore all’indirizzo mail associazionestefani@libero.it
Parafrasando un’infelice affermazione di Giulio Tremonti, l’archeologia non dà il pane? E’ questo il tema del dibattito che si potrebbe aprire dopo aver letto l’articolo del signor Gino Teni in riferimento all’annuncio della costituzione di un’associazione archeologica “Enrico Stefani”. E dico subito che non condivido né i toni né il contenuto dell’articolo suddetto. Cerco di spiegarne succintamente le motivazioni. In buona sintesi il signor Teni sostiene che in tempo di crisi, con sempre più numerose famiglie in difficoltà economica per la mancanza di lavoro, è assurdo sprecare soldi per andare dietro ad un sogno come quello di un parco archeologico, visto che anche Pompei è in rosso. Entro nel merito. Anzitutto la creazione di un’associazione non significa di per sé dilapidare denaro pubblico. Un’associazione vive di volontariato, di contributi dei propri associati e quindi può soltanto essere salutata positivamente perché fa cultura, anima dibattiti, smuove le coscienza, tiene desti temi di attualità che altrimenti finirebbero nell’oblio. Io non ho aderito perché facendo già parte di altre associazioni rischio di mettere i piedi in cento staffe e di non dare un contributo serio in nessuna. Se servisse, però, la mia firma come testimonianza non esiterei ad apporla. Il tema centrale, però, è un altro. Che ce ne facciamo di tutti questi musei? Bisogna cercare altre strade per ricreare lavoro? L’argomento è talmente importante e talmente difficile che, credo, nessuno oggi sia in grado di dettare una ricetta risolutiva. Dalle tante cose che ho letto e dalle tante interviste che ho ascoltato di politici ed economisti, non ho mai intercettato il genio che ha trovato la soluzione. Un concetto, però, mi ha colpito in modo particolare. L’ho letto da qualche parte, non ricordo dove. Bisognerebbe ripartire soprattutto dalle proprie eccellenze, dalle proprie peculiarità. Vale a dire da ciò che sappiamo fare meglio e da ciò che abbiamo di meglio. Domanda: Gualdo ha delle eccellenze? Risposta: sono convinto di sì. L’acqua, la ceramica, la montagna … la storia. Non sottovaluterei nella maniera più assoluta la storia. Sia l’amministrazione comunale precedente (gli scavi per riportare alla luce la Tadinum romana) che l’attuale (nel programma del gruppo Sms c’era “la città delle quattro epoche”) hanno dimostrato di credere in questo percorso. Poi difficoltà finanziarie (la Sovrintendenza ha interrotto gli scavi sul Colle Mori perché non ha più soldi, per musealizzare la Tadinum Romana bisognerebbe spostare la linea dell’alta tensione ma l’operazione richiederebbe un investimento sostanzioso che la Ferrovie non intendono affrontare e che non è al momento nella disponibilità del comune). Ma nonostante ciò l’obiettivo resta valido e irrinunciabile. Non solo e non tanto per motivi culturali, ma anche per un ritorno economico sul territorio. Il concetto riguarda l’offerta turistica. A detta di qualche imprenditore (ho ascoltato Briatore nell’ultima puntata di “Servizio pubblico”), una delle potenzialità su cui l’Italia deve puntare è il turismo, perché in futuro ci saranno milioni di cinesi e quant’altri che vorranno venire da noi). Vuoi che tra tanti milioni che, presumibilmente, visiteranno Assisi non siamo in grado di intercettarne qualcuno? Ma al di là degli stranieri, credo che possiamo giocarci le nostre carte sul turismo interno, in particolar modo sul turismo scolastico. Con il Colle Mori (civiltà preromana), la Tadinum Romana (civiltà romana), la Rocca Flea (civiltà Medioevale), il Museo dell’Emigrazione (civiltà moderna) possiamo offrire una sintesi straordinaria della storia d’Italia che può rappresentare una ghiotta opportunità per le nostre scuole (elementari e medie, ma anche superiori). E si sa che i ragazzi fungono poi da traino per i loro genitori. Certo, se ci limitassimo a confrontare l’incasso dei biglietti con il costo per la realizzazione ed il mantenimento delle aree museali questo discorso non l’avvieremmo nemmeno. Ma sei tra i ricavi mettessimo (come dovremmo) quanto riuscirebbe a incassare l’indotto (soggiorni negli alberghi e agriturismi, ristoranti, bar, negozi) il saldo diventerebbe inevitabilmente attivo. No, caro signor Teni, l’eventuale investimento per la musealizzazione dei nostri siti archeologici non sarebbero soldi gettati al vento, tutt’altro. Magari si riuscissero a trovare. Certo, non sarebbe sufficiente questo per rilanciare l’economia. Sono tra gli assertori che una comunità come la nostra non potrebbe sopravvivere puntando tout court sul turismo ed il commercio. L’artigianato e l’industria hanno un ruolo fondamentale nel produrre ricchezza ed individuare le strategie per rilanciare la produzione manifatturiera è indispensabile. Ma anche il turismo può svolgere dignitosamente la sua parte come economia di supporto. Ed anche un turismo alimentato con l’offerta culturale.
SECONDO INCONTRO PER LA NASCENTE ASSOCIAZIONE ENRICO STEFANI
Definizione dello Statuto e della quota associativa, avvio della campagna di adesioni e individuazione della data per l’assemblea fondativa. Saranno queste le tematiche che verranno affrontate nel corso della seconda riunione della nascente associazione culturale intitolata ad Enrico Stefani, un incontro dal carattere ancora informale, a cui i cittadini interessati a condividere idee e progetti per un percorso comune in merito al patrimonio storico-archeologico del territorio gualdese, sono invitati a partecipare. L’incontro si terrà venerdì prossimo, 16 novembre, alle ore 21, presso il CVA del quartiere Biancospino. L’unico requisito richiesto per far parte dell’associazione Stefani è la consapevolezza dell’importanza che rivestono per la città e per gli abitanti di Gualdo Tadino le aree archeologiche individuate nel territorio, a cominciare da Colle I Mori fino a Taino, una ricchezza per l’intera comunità che non va semplicemente tutelata, ma conosciuta in primis e, di conseguenza, fatta conoscere, mantenuta viva e valorizzata; un progetto sul quale investire una parte, piccola o grande che sia, del proprio tempo, della propria identificazione culturale e magari costruire un’dea intorno alle prospettive future delle nostre zone. All’incontro di venerdì 16 novembre sono chiamati a partecipare coloro che ritengono credibile e praticabile la strada che vuole procurare a questo territorio un’occasione legata alle proprie unicità storiche ed archeologiche, in piena libertà ed autonomia, senza essere necessariamente esperti del settore, ma avendo semplicemente a cuore i siti in questione, credendo nelle loro potenzialità inesplorate, poiché solo chi sa conoscere e amare davvero il proprio patrimonio può fare molto per esprimerlo appieno, addirittura oltre ogni più rosea aspettativa. Alla riunione di venerdì prossimo verrà definita una bozza di statuto da portare all’approvazione della prima assemblea dei soci, con la quale si formalizzerà l’atto costitutivo dell’Associazione Culturale “Enrico Stefani”, da convocare entro le prossime festività natalizie, dopo circa un mese di campagna di adesioni che prenderà il via al termine dell’incontro. Le prime risposte che come comitato promotore stiamo ricevendo in questi giorni sono una piacevole conferma della sensazione ricevuta già da alcuni mesi a questa parte, di un ritrovato interesse verso questo nostro prezioso patrimonio, che, per non essere dimenticato e per non rimanere sepolto, non deve costituire soltanto materia di conversazione di pochi esperti o volenterosi appassionati, ma deve coinvolgere la sensibilità e l’interesse collettivo.
Sono un assiduo lettore dell’Allegra combriccola, trovo interessanti gli articoli pubblicati e attraverso essi riesco a farmi un quadro generale dell’andamento della vita sociale e politica di una città che ho molto a cuore. Non ho mai scritto nulla a riguardo ma oggi ho sentito il bisogno di farlo. Di solito guardo con benevolenza e distacco a tutto quello che succede a Gualdo proprio per il profondo affetto che ho nei confronti di una comunità che mi ha dato tanto, ma veramente a volte non posso fare a meno di sorprendermi e questa è una di quelle. Credo che quella che mi abbia colpito sia una piccola notizia, in fondo non così eclatante come potrebbero esserne state altre ma non so perchè è da giorni che ci penso e che sì,posso dirlo, mi fa arrabbiare e non vedo perchè non comunicare il mio punto di vista anche se forse attirerà molte antipatie delle quali comunque me ne farò una ragione. L'articolo al quale mi riferisco è di qualche giorno fa e riguarda un'associazione di archeologia che si vorrebbe fondare per “rilanciare il paese”: ottima iniziativa per carità se fossimo nel mondo dei sogni! Ma mi chiedo come può anche solo venire in mente, in un momento come questo, una cosa del genere! I signori che hanno a cuore le sorti di Gualdo sanno anche in minima parte come sta andando il mondo oggi? Sanno che nella nostra realtà c’è gente che non arriva a fine mese? Vessati da tasse assurde e quant’altro? Sanno che le industrie chiudono, che migliaia di posti di lavoro sono spariti e altri spariranno? Bè se questi signori pensano che per “rilanciare Gualdo” sia necessaria un’associazione di archeologia io non posso che sorridere e, nel migliore dei casi considerarli degli ingenui. A questi signori chiedo di andare a vedere le cifre ( entrate e uscite ) di Pompei ed Ercolano e di rendersi conto quanto questo settore non abbia nessuna possibilità in questo periodo. Se poi mi si risponderà che ci sono fondi dello stato destinati a questi lavori, la mia indignazione crescerà ancora di più: il signor Monti ci esaspera da un lato e dall’altro concede fondi per beni culturali, importanti certo, importantissimi, ma la gente? Gli esodati, gli operai e via dicendo... non ne avrebbero forse più bisogno? Mi auguro che questa iniziativa sia arrivata da un gruppo di signore radical-chic con poche cose a cui pensare, con una vita tranquilla che permette loro di stare lontane dalle realtà, se così fosse mi permettrei comunque di consigliare loro di aprire gli occhi, guardarsi intorno: c’è la caritas, ci sono lassociazioni che aiutano i malati in ospedale, perchè non dedicarsi a loro? Se invece arrivasse da un gruppo di ragazzi in cerca di occupazione cosa posso dire se non “in bocca al lupo”? Spero vivamente che non arrivi da persone che pensino di scimmiottare un’amministrazione che propina I care e smart city come la soluzione ad ogni problema anche se, a pensarci bene, potrebbe effettivamente essere una conseguenza, dal momento che a Gualdo si è deciso, in tempi di crisi, di mantenere tre musei con i soldi dei cittadini. Ma anche se non fosse nulla di tutto ciò mi permetto di criticarla, apertamente, dicendo che per uscire da questa situazione si dovrebbe fare un altro tipo di lotte, dure, forti pesanti, lotte che uomini veri in passato hanno condotto con dignità e onore e senza pensare a vanità personali. L’archeologia è una risorsa per pochi, la nostra società richiede azioni per molti, e da vecchio combattente di sinistra quale sono spero che ancora oggi ci sia qualcuno che sappia riconoscere cos'è importante e cosa totalmente inutile o forse totalmente avulso dalla realtà. Vorrei precisare che l'interesse che ha destato in me questa notizia è dovuto al fatto che non sono del tutto a digiuno della materia. mi pregio anzi di esserne un profondo conoscitore appassionato e studioso, proprio per questo vi chiedo di non sminuirne l'importanza, non strumentalizzate l'archeologia, è la nostra storia, la nostra vita, non offendetela, offendereste voi stessi e se potete, cambiate almeno il nome dell'associazione e non utilizzate il nome di chi per anni ha creduto che esistesse qualcosa di più di un mero interesse dilettantistico.
Il rinnovato interesse verso il patrimonio storico-archeologico della città, in particolare per i siti di Taino e di Colle I Mori, che si sta registrando da alcuni mesi a questa parte, ha suscitato in alcuni cittadini la necessità di confrontarsi in un incontro del tutto informale per discutere sull’opportunità di procedere alla creazione di un’associazione culturale, formata da liberi cittadini non necessariamente esperti in questo settore, ma che abbiano innanzitutto a cuore le sorti di questo importantissimo e del tutto unico patrimonio presente nel nostro territorio. Si avverte la necessità della presenza di un’associazione che persegua l’intento di sensibilizzare la popolazione alla conoscenza, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio storico e archeologico della città, poiché partendo dalla consapevolezza della grande importanza rivestita dai siti archeologici presenti nel territorio di Gualdo Tadino, è possibile impegnarsi concretamente per sfruttare tutte le potenzialità derivanti da una loro adeguata valorizzazione trattandosi di una preziosa risorsa per il futuro della città e di tutto il territorio. Con questo spirito è stato avviato un percorso fondativo che condurrà, nel giro di poche settimane, alla creazione di un'associazione intitolata ad Enrico Stefani, l'illustre archeologo che negli anni ‘20 del Novecento diede inizio ad alcune fondamentali campagne di scavo nel comune di Gualdo Tadino, individuando il sito umbro, la necropoli di San Facondino e altri importanti insediamenti sul territorio. La prima fase prevederà necessariamente una serie di incontri a cui tutti i cittadini interessati all’argomento e consapevoli dell’importanza che la questione potrebbe rivestire per il rilancio culturale e turistico della città, sono invitati liberamente a partecipare: si tratterà di gettare le basi, anche statutarie, dell'associazione, con l'obiettivo di arrivare alla prima assemblea fondativa, auspicabilmente entro il prossimo Natale. Tutti coloro che intendono prendere parte alla nascita ed alla vita di questa associazione, sono invitati a partecipare ad una nuova riunione, dal carattere anche in questo caso informale, convocata per Venerdì 16 Novembre, alle ore 21.00, sempre presso il CVA del quartiere Biancospino. Doverosi i ringraziamenti alla Pro-loco Biancospino per la gentilezza e la disponibilità dimostrata. E’ stata, inoltre, attivata una casella di posta elettronica, all’indirizzo associazionestefani@libero.it a cui potersi rivolgere per adesioni, contatti e qualsiasi tipo di informazione e chiarimento.
L’area degli scavi di Taino, nella frazione di S. Antonio di Rasina, è stata interessata nei giorni scorsi da interventi di messa in sicurezza consistenti nel ripristino del livello di terreno originario a copertura delle strutture archeologiche individuate dalle campagne di scavo condotte dall’Università degli Studi di Perugia tra il 2004 e il 2008. Nello specifico, iniziando dall’area delle terme pubbliche, di fronte al pozzo di Taino, sono state eliminate le lastre metalliche che erano state predisposte provvisoriamente a copertura dei vari ambienti alla chiusura dello scavo e si è proceduto, con l’ausilio dei mezzi meccanici e sotto la sorveglianza di un archeologo, al progressivo reinterro dell’area, anche in seguito a spiacevoli episodi di vandalismo verificatesi nelle settimane precedenti, quando ignoti erano entrati nell’area degli scavi per appropriarsi illecitamente di alcune delle coperture metalliche suddette. Purtroppo non si tratta del primo episodio di vandalismo o comunque di inciviltà che si è verificato nella zona, che è stata impropriamente utilizzata in passato come punto di discarica a cielo aperto per materiale plastico e, ancora peggio, per frammenti di eternit che, in seguito a ripetute segnalazioni, si sta procedendo a smaltire da parte di personale incaricato per il trattamento di rifiuti speciali. La decisione del reinterro delle strutture archeologiche, maturata dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e dall’Università, di concerto con l’amministrazione comunale, non rappresenta una sistemazione definitiva dell’area, ma un’inevitabile misura di tutela e di salvaguardia delle strutture stesse che, nel caso delle terme pubbliche, il primo edificio che è emerso nella prima campagna di scavo nel 2004, sono esposte da ormai otto anni, seppur protette da un sistema di copertura sicuro ma comunque concepito per essere provvisorio, alle intemperie e alla possibilità di intromissioni non autorizzate nell’area, eventualità che infatti si è, malauguratamente, verificata. L’intervento è stata l’occasione per verificare il buono stato di conservazione delle murature e dei pavimenti che, al di sotto delle lastre metalliche di cui s’è detto, erano stati comunque ricoperti al momento dello scavo da appositi teli in plastica e tessuto non tessuto e, in alcune zone più delicate, anche da strati di argilla espansa, paglia o breccino. Dai sopralluoghi effettuati in zona, l’ispettrice archeologa della Soprintendenza, dott.ssa Clarita Natalini, si è detta molto soddisfatta per questa operazione che garantisce alle strutture il necessario livello di tutela e di protezione in attesa di interventi che possano valorizzarle adeguatamente. Tutta l’area interessata dai ritrovamenti, pur restando ancora di proprietà privata, è sottoposta a vincolo archeologico, misura che ne assicura la tutela in quanto ne sancisce il pubblico interesse.
Ciò che è apparso sulla stampa nei giorni scorsi relativamente al sito archeologico di Tadinum, ci consente di fare alcune precisazioni. Certamente condivisibile la preoccupazione per i destini del sito archeologico e di ciò che di prezioso ha rivelato, ma i sistemi di protezione messi in atto dagli esperti dell’Università sicuramente garantiscono gli “scavi” dagli insulti atmosferici; vero è che si tratta di protezioni con carattere di provvisorietà e che è quanto mai necessario giungere ad una sistemazione definitiva del luogo. L’attenzione con la quale si sta seguendo la sorte della antica città romana è più alta di quanto possa sembrare, anche se le questioni da affrontare non appaiono di facile ed immediata soluzione. Infatti l’aver riportato alla luce nel corso di recenti campagne di scavo una parte dell’antico abitato romano mostrando al mondo intero, visto l’internazionalità degli archeologi e studenti susseguitesi negli scavi, la grande bellezza ed il grande valore storico culturale di ciò che è emerso, ha però automaticamente ingenerato l’obbligo e l’impegno morale di reperire cospicue risorse economiche da investire nel recupero e restauro di reperti e strutture murarie e nella musealizzazione degli stessi attraverso la realizzazione di idonee coperture. Il progetto della “Città delle Quattro Epoche” comprendente anche Tadinum così come Colle i Mori, resta una priorità per questa Amministrazione; si sta elaborando un progetto da finanziare con risorse extracomunali, che possa completare un primo progetto stralcio che è già stato redatto e che prevedeva la musealizzazione delle terme ed il restauro dei mosaici della “domus”, piano per il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha già finanziato circa metà dell’intervento. Per la quota mancante, visto l’obbligo del cofinanziamento, si sta lavorando per accedere ai fondi europei e a quelli regionali, quota che dovrà permettere le coperture e tutto ciò che necessita per avere un primo parco archeologico. Nello stesso tempo si sta tentando di risolvere un altro grande problema che riguarda la presenza sul sito archeologico di due linee elettriche di alta tensione che potrebbero rappresentare un grave ostacolo alla fase esecutiva del progetto di copertura dell’area. Infatti la Legge n°36 del 2001 “Legge Quadro sulle protezioni dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” e relativi decreti applicativi (in particolare il DM 29/05/2008) stabiliscono che in presenza di elettrodotti debbano essere previste fasce di rispetto all’interno delle quali non è consentita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale, scolastico, sanitario ovvero ad un uso che comporti la permanenza non inferiore a quattro ore. Dunque, senza voler minimamente polemizzare su una questione che merita solamente rispetto ed attenzione, si coglie l’occasione per cercare di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica su un argomento di enorme importanza per questa Amministrazione Comunale, con la promessa che si percorrerà ogni via possibile per trasformare l’antica Tadinum in un parco archeologico e farne presto un punto di forza dell’offerta turistica della Città. Tadinum e Colle I Mori, quest’ultimo considerato un raro esempio di organizzazione protourbana in territorio umbro e di modello insediativo italico in età preromana, costituiscono un progetto speciale, al quale questa Amministrazione ha voluto riservare risorse umane appositamente dedicate.
Alcuni mesi fa, mi feci promotore di un appello rivolto all'Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino, nel quale chiedevo di intervenire con celerità per la messa in sicurezza dell'intera zona degli Scavi di Taino, e per il ripristino di condizioni di decenza della viabilità circostante in primis dell'itinerario turistico della Vecchia Flaminia. Nonostante le immediate assicurazioni di intervento, ad oggi le condizioni sono sensibilmente peggiorate, il rischio concreto è quello di perdere per sempre un patrimonio culturale di valore inestimabile, sul quale il Comune ha investito importanti risorse, basta quindi con promesse e proclami, l'Amministrazione Comunale dica ai cittadini una volta per tutte come intende procedere, l'unica cosa certa è che non può essere perpetrato un tale scempio. Occorrono interventi urgenti e non promesse da marinaio, dopo i fiumi di parole e le pirotecniche promesse della campagna elettorale oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti. Nei giorni di pioggia le strade che portano agli scavi sono impercorribili persino a piedi e gli interventi fatti in fretta e furia senza cognizione di causa hanno ulteriormente danneggiato l'itinerario turistico della Vecchia Flaminia e delle zone limitrofe, le recinzioni poste a protezione degli scavi sono oramai fatiscenti e non più funzionali, l'intero patrimonio a rischio degrado irrecuperabile. Questa è la verità, rispetto alla quale a nulla serviranno conferenze stampa o assicurazioni sorridenti, occorrono interventi immediati e concreti, a rivendicarli è un'intera città ormai stanca di sentirsi ripetere come un disco rotto dal proprio primo cittadino termini come Sylicon Valley o I care, ma si sa Morroni ha un unico solo grande nemico: la realtà !!!
Archeologi per un giorno: lo scavo simulato per i turisti “junior”. Sulla scia del successo del laboratorio didattico di scavo archeologico simulato inaugurato di recente nel parco della Rocca Flea, il Polo Museale Città di Gualdo Tadino intende proporre questa stimolante attività ludico-formativa ai ragazzi che trascorreranno le vacanze nel nostro territorio con le loro famiglie, ospiti degli agriturismi, B&B, camping e hotels della zona. Una soluzione originale per arricchire le vacanze dei più piccoli di un’esperienza suggestiva e altamente formativa che permetterà ai ragazzi di immergersi nella storia, vivendo l’emozione della scoperta e acquisendo importanti spunti formativi offerti dall’ampio panorama archeologico della città di Gualdo Tadino. “Il Polo Museale della Città di Gualdo Tadino si rivela una fucina di iniziative culturali e formative a servizio del visitatore, oltreché del cittadino” sottolinea il sindaco Roberto Morroni. “L’idea di un laboratorio estivo di scavo archeologico simulato -aggiunge l’Assessore Umberto Balloni- arricchisce il nostro panorama museale con un’esperienza che lo qualifica anche come centro estivo di formazione”. Il laboratorio è articolato in due fasi: la prima prettamente teorica che introduce i ragazzi alle tecniche di scavo archeologico e all’attività scientifica di ricerca attraverso una visita guidata della sezione archeologica del museo, in cui sono esposti i più rilevanti reperti del territorio. A questa segue la seconda fase, che impegnerà i ragazzi in prima persona in uno spazio che riproduce un vero e proprio cantiere di scavo archeologico, all’interno del quale applicheranno le tecniche di scavo stratigrafico, di documentazione grafica e fotografica dei reperti, e di primo trattamento dei reperti stessi (lavaggio, inventario e prima interpretazione) sotto la guida di un archeologo qualificato. “L’interessante e coinvolgente attività pratico-ludica dello scavo archeologico sviluppa le attitudini e le capacità relazionali, lo spirito “investigativo”, la percezione visiva e tattile, nonché le abilità manuali dei più giovani- spiega il direttore Catia Monacelli- trattandosi di un progetto elaborato mantenendo il giusto equilibrio tra supporto metodologico e attività pratica.” Il laboratorio, che ha una durata media di circa 3 ore ed è rivolto principalmente ai ragazzi della scuola primaria, verrà attivato al raggiungimento di almeno 10-12 richieste. Per info e prenotazioni: 075 916078; museo@roccaflea.com
Sarà inaugurato giovedì 27 Maggio alle 11,30 nel Parco della Rocca Flea il Laboratorio Didattico di Scavo Archeologico Simulato, realizzato dal Polo Museale Città di Gualdo Tadino, Regione Umbria e Comune attraverso una vincente sinergia che vede coinvolti anche soggetti privati. “Si tratta di un progetto innovativo dall’alto valore didattico che metterà i ragazzi] concretamente a contatto con il mondo della ricerca storico-archeologica attraverso le fasi e le tecniche caratterizzanti il mestiere dell’archeologo facendoli immergere nella storia attraverso l’emozione della scoperta e l’acquisizione di importanti spunti educativi validi per la conoscenza dell’ampio panorama archeologico gualdesi”, spiega Tiziana Capriotti, archeologa e curatrice scientifica della proposta didattica. “I ragazzi, dopo una lezione introduttiva e la visita alla sezione archeologica del Museo Civico, vestiranno i panni di veri e propri archeologi che, muniti della necessaria strumentazione, procederanno allo scavo di un ambiente di una domus romana che è stato riprodotto all’interno del Parco della Rocca Flea ispirandosi alla sontuosa domus di età romana portata alla luce in località Taino dalle recenti indagini archeologiche”, aggiunge Elisa Polidori, storica dell’arte e responsabile del coordinamento didattico. Artefice del progetto e originale interprete della soluzione proposta l’architetto Nello Teodori, membro del comitato scientifico della Rocca Flea e responsabile dell’esemplare restauro della fortezza, che ha elaborato un’interessante rivisitazione di un mosaico a motivo geometrico rinvenuto negli scavi romani sottoponendone la realizzazione all’azienda Tagina SpA che, nella persona di Domenico Giovagnoli, ha operato con la consueta competenza e sensibilità artistica, ottenendo un risultato di alto livello artigianale e grande fedeltà all’ispirazione originale. Attraverso il contributo delle ditte Pecci Edilizia, Viventi Rosmundo, Graziano Pericoli Ceramiche Artistiche e Spigarelli Roberto Ceramiche Le Terre Cotte, grazie all’intervento sollecito degli operai del Comune di Gualdo Tadino, coordinati dall’Ufficio Tecnico, è stato possibile allestire il laboratorio didattico che vedrà come protagonisti per l’inaugurazione di giovedì prossimo i ragazzi dell’Istituto Bambin Gesù e successivamente i ragazzi delle prime medie della Scuola Primaria Storelli. “Un progetto innovativo e originale – sottolinea il sindaco Roberto Morroni - che offre a tutti i ragazzi della nostra regione la possibilità concreta di vivere un’esperienza fuori dal comune, acquisendo importanti stimoli nel senso della valorizzazione e della tutela dei beni culturali”. “Il progetto ha richiesto un impegno organizzativo non indifferente da parte del personale del Polo Museale - spiega Catia Monacelli, direttore del Museo Civico Rocca Flea - impegno che sarebbe stato vano senza l’immancabile contributo tecnico-scientifico dell’architetto Nello Teodori, della dirigente dell’Ufficio Cultura del Comune, Cristina Sabbatini, del funzionario Antonella Ridolfi e delle ditte che hanno sponsorizzato la realizzazione”. All’inaugurazione saranno presenti anche l’assessore alla cultura, Umberto Balloni, e il consigliere regionale Sandra Monacelli, i quali hanno sostenuto fortemente l’iniziativa. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa allo 075 9142445, oppure scrivere ad info@roccaflea.com .
Riportiamo i dischi aurei e gli altri reperti archeologici della Valle di Santo Marzio a Gualdo Tadino.
Il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista depositerà lunedì 10 maggio presso l'Ufficio protocollo del Comune di Gualdo Tadino una mozione, da discutere nel prossimo Consiglio comunale utile, avente per oggetto "Iniziativa del Consiglio Comunale di Gualdo Tadino al fine di riportare presso il Museo Civivo della nostra Città i due dischi aurei e gli altri reperti archeologici rinvenuti nella Valle di Santo Marzio". Questa proposta di recente avanzata dalla nostra concittadina Cinzia Tini su un noto network locale ha già raccolto varie ed entusiastiche adesioni. Il Gruppo consiliare del PRC presenta questa mozione affinchè l'intero Consiglio comunale possa assumerla come propria e possa impegnare l'Amministrazione Comunale a mettere in campo ogni iniziativa per raggiungere questo obiettivo. La nostra iniziativa è stata presa in piena condivisione con l'originaria cittadina che ha avanzata la proposta.
[…] ho visto che nel corso degli anni hai dato spazio nel tuo seguitissimo blog ad articoli riguardanti gli scavi archeologici di Rasina; alcuni mesi fa visitando i luoghi di scavo dell'ultima campagna mi sono riproposto, come gualdese e come tecnico operante nel settore, di dare un contributo progettuale alla possibile sistemazione museale del sito. Per la città di Gualdo Tadino questo può rappresentare un importante tassello per l'indagine storica del nostro passato e non ultimo un motivo di qualificazione nel panorama dei siti archeologici italiani ed una importante risorsa nel settore turistico-culturale. Leggo da tempo che i più importanti siti archeologici della via Flaminia si stanno organizzando per promuovere campagne di sensibilizzazione culturale-turistica, lavorando anche in rete, ma non compare mai il sito della Tadinum Romana … speriamo in tempi migliori. La presente per dare un contributo ed un impulso per una possibile sistemazione museale dell'area. Sono disponibile ad un confronto ed a un lavoro che possa portare nuovi stimoli agli utenti e ai soggetti pubblici; […]
E’ partita lunedì 30 giugno la 5^ campagna di scavi archeologici presso l’area dell’antica Tadinum, frutto di un’intesa tra il Comune di Gualdo Tadino, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e l’Università di Perugia. Le precedenti campagne di scavi hanno consentito di identificare una lunga continuità di frequentazione, fino al V secolo d.C., dell’antica Tadinum. “Con l’inizio di questa campagna – ha affermato il sindaco Scassellati - prosegue l’intenso e proficuo lavoro di ricerca che l’Università di Perugia ha avviato in accordo con la Soprintendenza archeologica dell’Umbria e su un’idea fortemente caldeggiata e finanziata dal Comune di Gualdo Tadino. Ci auguriamo che al più presto si possa procedere alla musealizzazione dell’area archeologica, così da renderla visibile e fruibile a tutti i cittadini ed inserirla all’interno del percorso turistico-museale della Rocca Flea, del museo dell’Emigrazione, di San Francesco e del futuro museo della ceramica”. L’assessore Pascolini ha ricordato come “I risultati dell’ultima campagna di scavi hanno messo particolarmente in evidenza la straordinaria qualità dei reperti emersi e la necessità di portare alla luce quanto ancora è sepolto a pochi centimetri sotto il terreno. L’avvio di questa nuova campagna è il segno più evidente della volontà dell’amministrazione di investire risorse importanti per restituire alla nostra Città le gloriose testimonianze della propria storia”. Roberto Cassetta, uno degli archeologi protagonisti degli scavi ha illustrato i risultati ottenuti in questi anni; “dopo una prima indagine preliminare del 2003, si sono susseguite una breve campagna di scavo nel 2004 e poi tre lunghe estati (2005, 2006 e 2007) con campagne della durata di tre mesi ciascuna, sotto la guida scientifica del prof. Paolo Braconi e del dott. Simone Sisani. Molti gli archeologi professionisti impiegati che hanno diretto i vari saggi di scavo, moltissimi gli studenti che a titolo gratuito sono arrivati a Gualdo da vari paesi italiani e stranieri (dalla Svizzera, dall’Olanda e persino dal Messico). La situazione di partenza da cui le indagini presero le mosse era di un quasi totale vuoto documentario: della Tadinum romana, ricordata da Plinio tra le città dell’Umbria e da Procopio in relazione allo scontro tra Totila e Narsete, si sapeva che doveva sorgere lungo la via Flaminia ma fino al 2004 nessuno conosceva la sua precisa ubicazione e soprattutto l’articolazione interna e lo stato di conservazione con cui è giunta a noi. Ora a molte di queste domande possiamo dare una risposta certa e soprattutto confortante: la città è stata trovata e si conserva in modo eccezionale; seppur non ne conosciamo ancora i limiti e tutte le sue parti, sono stati messi in luce per intero alcuni edifici, sia pubblici che privati. Primo in ordine cronologico di scoperta è un grande complesso termale pubblico, esteso su una fronte di circa 40 m, edificato lungo l’asse della via Flaminia. Il complesso risulta composto da vari ambienti, alcuni dei quali dotati di impianti di riscaldamento e di vasche di cui si conserva in qualche caso il pavimento a mosaico monocromo. L’edificio risale ai primi decenni del I sec. d.C. e subisce significative modifiche all’inizio del II sec. d.C. e alla fine del IV sec. d.C. A qualche decina di metri dalle terme pubbliche, lo scavo, condotto a più riprese tra il 2005 e il 2007, ha messo in evidenza un grande complesso a carattere abitativo, di cui si distingue un nucleo più antico (probabilmente di fine I sec. a.C) composto da ambienti pavimentati in cocciopesto con decorazioni geometriche di varia tipologia e con le pareti decorate da affreschi policromi, di cui è stato possibile recuperare un grande numero di frammenti. A questo nucleo, è stato aggiunto in epoca imperiale un impianto termale, dotato di vasche e di impianto di riscaldamento. Le vasche sono pavimentate da mosaici figurati a tessere bianche e rosse: su una vasca troviamo Nettuno su carro trainato da cavalli marini e circondato da figure di pesci e mostri marini; su una seconda invece Venere che si specchia aiutata da un amorino. Con la fine della campagna 2007, si è quindi messo in luce un insieme di pavimenti a mosaico e in cocciopesto tra i più estesi dell’Umbria. Tra le terme pubbliche e quest’ultimo edificio, lo scavo ha portato alla luce un’area pubblica di estremo interesse, in cui è stato individuato un piccolo tempio dedicato ad Ercole, circondato da botteghe che si affacciano su una piazza, forse da identificare con il mercato degli animali. Il recupero di molte iscrizioni su pietra (tra cui quella, ancora di età repubblicana, che ha permesso l’identificazione del culto di Ercole) ha arricchito in maniera notevole il corpus di iscrizioni note dalla nostra zona. Il quadro dunque si sta facendo mano a mano più chiaro e molto di più lo sarà non appena terminato lo studio dei reperti raccolti, che spaziano dai frammenti ceramici (ormai qualche migliaio) alle monete, alle iscrizioni, ai resti di pittura etc. Grazie alle scoperta di Tadinum, si sono gettate concrete basi per la costituzione tanto di un parco archeologico quanto di un museo archeologico: su tempi e modalità di realizzazione la strada è ancora da definire ma è tempo ora che si avvii un dibattito serio sull’argomento”.