Stentiamo a credere che sia stato proprio il Pd gualdese a scrivere e diffondere il comunicato che abbiamo letto ieri riguardo la zona di San Guido. È stato quasi surreale dover leggere che proprio i responsabili di come quell'area era ridotta ci invitino a sistemare e ripulire la zona. Siamo ancora convinti che chi ha scritto quel comunicato non viva a Gualdo oppure non frequenti la nostra città da qualche anno, perché altrimenti sarebbe impossibile non accorgersi che quella zona, dopo essere stata pesantemente offesa e lasciata nello stato di assoluto abbandono proprio dai firmatari di quel comunicato, oggi sia rinata e rivitalizzata da una serie di attività che la rendono unica nel suo genere, frequentata e amata dai gualdesi ma soprattutto dai turisti che si trovano a visitarla. Ci sembra un esercizio inutile quello di elencare di nuovo gli interventi su quella zona portati a compimento dall'amministrazione Morroni che, con grande determinazione e impegno, ha ripreso in mano i progetti che grazie alle "disabilita'" politiche e amministrative degli esponenti del Pd rischiavano di naufragare. È inutile soprattutto perché un gran numero di gualdesi conosce bene la riqualificazione di quella zona, perché tantissimi nostri concittadini hanno avuto occasione di mangiare nel ristorante "La Terrazza di San Guido", hanno avuto l'occasione di portare i propri figli nel parco giochi, si sono fermati sotto la pineta ripulita oppure hanno giocato una partita a tennis nei campi riaperti l'anno scorso. Quella zona è sempre stata molto cara a tutti i gualdesi che oggi possono viverla e apprezzarla ancora più di prima, a tutti tranne a chi amministrava questa città fino a qualche anno fa che ha permesso che quella zona restasse abbandonata all'incuria. Forse gli esponenti del Pd sperano che i cittadini gualdesi non abbiano memoria e si siano scordati che sono proprio loro i principali responsabili delle situazioni che denunciano. L'attuale amministrazione ha già portato a compimento una lunga serie di progetti importanti e si dimostra attiva e propositiva nonostante il periodo di gravi difficoltà, sarà nostra premura invitare i colleghi del Pd alle prossime inaugurazioni e ai prossimi eventi così da evitare loro altre sonore figuracce!
La storica struttura di San Guido è chiusa da oramai diversi anni nonostante sia stata a lungo, non solo nel periodo estivo, un punto di incontro e riferimento per i gualdesi. Il bando per la ristrutturazione e gestione del ristorante è andato deserto, fortunatamente visto il contenzioso relativo alla proprietà, ma ciò non toglie che l’ampio spazio esterno sarebbe fruibile per tutti i gualdesi. Diciamo “sarebbe” in quanto le condizioni in cui versa lo rendono praticamente impossibile: erba ad altezza uomo, staccionate a pezzi così come le panchine e allacci alla rete elettrica alla portata di tutti. Se per la riapertura del ristorante è necessario aspettare almeno la risoluzione del contenzioso sulla proprietà rimane possibile, con mezzi propri e costo pari a zero, ridare dignità ad un luogo tanto caro a tutti i gualdesi. Speriamo che prima della fine dell’estate se ne ricordi anche l’amministrazione comunale, purtroppo anche la manutenzione e il decoro urbano sono tra le tante promesse sbandierate in campagna elettorale e non mantenute. In questi quattro anni nulla è stato fatto a San Guido lasciato nel più totale degrado, evidentemente certi argomenti servono soltanto per la campagna elettorale!!
Honoré de Balzac, nella sua sterminata produzione letteraria con cui descrisse realisticamente ed in modo pressoché esaustivo la società francese del suo tempo, una volta definì “il lotto l’oppio del popolo”, manifestando una sincera riprovazione per un fenomeno che già allora si configurava come un improbabile surrogato di riscatto dalla miseria. Lo stesso Friedrich Engels ebbe a dire di aver imparato più dal “reazionario” scrittore che da tutti gli economisti. Anche questa sua censura si poneva infatti come una severa critica sociale contro una consuetudine che dissanguava le già derelitte schiere dei miserabili nelle città e nelle campagne francesi dell’epoca. Balzac era memore che neanche la Rivoluzione di qualche decennio prima o, prima ancora di essa, gli stessi “economisti” riformatori alla John Law, alla Turgot e alla Necker s’erano mai posti il problema e non si erano mai provati a scalfire la prassi di uno Stato biscazziere che fin dal suo formarsi come monarchia assoluta, d’ancien regime, aveva affidato anche alle lotterie il compito di rastrellare denaro, taglieggiando soprattutto le classi meno abbienti. Le lotterie erano entrate sicure e colpivano puntualmente, prevalentemente e spesso in modo micidiale i poveracci, senza perciò mai dare l’impressione di somigliare alle decime e alle corvees, dando alla plebe l’impressione di un divertissement dalla fortuna facile ma improbabilissima ed alienante. Una situazione quella denunziata per la Francia dell’epoca di Balzac simile a quanto aveva da lungo tempo allignato e a quanto contemporaneamente accadeva nelle lande meridionali della penisola prima sottoposte ai borboni, rette per un po’ dai napoleonici, soggiogate dagli Asburgo ed infine riunitesi al tricolore italiano dei Savoia, dopo il 1861. Una situazione molto simile a quanto sta accadendo nell’Italia di oggi, nel bel mezzo della sua grande crisi che sta falcidiando le condizioni materiali e di vita di milioni di cittadini, tra mancanza di lavoro e drastica riduzione del reddito disponibile. Fatto sta che la morale non cambi poi di tanto, sebbene la realtà che oggi abbiamo sotto gli occhi sia molto più grave di quella che è possibile riscontrare nella storia, almeno nel nostro Paese. L’offerta di giochi, di scommesse e di lotterie è infatti altissima e variegata e nuovissime, raffinatissime e micidiali sono le tecniche con cui si alimenta il refrain del riprova, sarai più fortunato. Il mercato parallelo dei giochi legali e a pagamento on line aumenta poi i rischi di dipendenza patologica e di deresponsabilizzazione, così come la difficoltà di controllo e di dissuasione, qualora se ne dovesse un giorno registrare la volontà o riscontrare la necessità. Se si digita su Google "Giochi d'azzardo on line", troveremo 825.000 siti, "Casinò on line" ne troveremo 206.000.000, e per "scommesse on line" 1.620.000. Sotto tutti i rispetti, dunque, sempre sul versante dell’offerta, la faccenda della diffusione del gioco d’azzardo in Italia presenta delle facce oscure. Pur di incrementare questo business, le concessioni dello Stato alle majors si presentano come delle vere e proprie regalie, sottoposte come sono a franchigie fiscali non altrimenti riscontrabili in tutti gli altri settori economici. Recentemente si è infatti abbassato il prelievo fiscale allo 0,53% sul poker on line e allo 0,61% sul casinò on line. Ci sono poi le tante inchieste che stanno facendo luce sugli interessi delle mafie e della criminalità organizzata per un affare lucrosissimo, sicuro ed in via di proliferazione come quello delle slot machines. Dal 2004 ad oggi, quando si decise la legalizzazione di slot e videopoker e la concessione gratuita dell’installazione delle macchinette mangiasoldi nei bar e in altri esercizi pubblici si contano oramai oltre 400 mila slot machines nei locali di tutte le città e agglomerati urbani, paesi piccoli e grandi. Basta vedere nella nostra Città, dove non c’è più un bar a possederne almeno una. Ed è proprio in questa giungla che si inseriscono le mire della criminalità che si occupa della distribuzione e che, secondo l’ultima denuncia dell’ex ufficiale della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, riesce perfino a taroccare le macchinette all’origine, durante la loro produzione. Lo Stato biscazziere, di cui Balzac lamentava le conseguenze sul popolo dei miserabili, in Italia ha dunque realizzato il suo bengodi, nonostante queste oscure “controindicazioni”: con il 55,2% degli incassi totali sul gioco pubblico, restando solo alle ultime stime disponibili, il governo ha intascato da gennaio a giugno del 2012, circa 4 miliardi di euro, nel mentre la somma complessiva che i giocatori hanno buttato dentro le macchinette è di 8,8 miliardi. Il giro complessivo degli affari nel settore legale del gioco è di circa 100 miliardi di euro all’anno. L’industria delle scommesse rappresenta il 4% del PIL e fa della piccola Italia un “croupier” internazionale: gestiamo il 15% del mercato europeo ed il 4,4% di quello mondiale. La “raccolta” di cui nel 2012 hanno potuto godere le grandi società concessionarie ha consentito di fare mirabilie anche in Borsa: è infatti l’alta finanza l’ultima tappa della marcia trionfale dei giochi, delle slots, delle scommesse e delle lotterie in Italia. E ciò grazie ad una legislazione “favorevole” sul fronte fiscale e permissiva dal lato dei controlli che gli ultimi due governi, quello di Berlusconi e di Monti, si sono prodigati a liberarla ulteriormente di vincoli, precauzioni ed oneri. La situazione sul fronte dell’offerta non è certo destinata a cambiare se Sisal e Lottomatica figurano tra i principali benefattori della Fondazione VeDrò del premier Letta e del suo vice Alfano e se lo stesso Letta ha affidato proprio la delega al gioco al sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti, uomo da sempre notoriamente vicino alle lobbies dell’azzardo. Di fronte a questa situazione cosa succede sul fronte della domanda? Il Ministro della Sanità, accogliendo le indicazioni dell’OMS, ha già da tempo inserito la ludopatia, ovvero la dipendenza da gioco d'azzardo, tra i livelli essenziali di assistenza ed ha raccomandato la prevenzione, la cura e la riabilitazione dalla ludopatia nell'ambito dell'attività riabilitativa sanitaria e sociosanitaria alle "persone affette da dipendenze patologiche o comportamenti di abuso di sostanze", fin qui previste solo per la dipendenza da droga e alcool. Le prestazioni a beneficio dei malati da gioco d'azzardo sono rese nei Sert e nei centri salute, gli stessi che accudiscono i tossicodipendenti e gli alcoolisti. La dipendenza e i danni, infatti, non sono meno gravi. La trappola è a portata di mano, al bar, in tabaccheria, sul computer di casa e perfino sul cellulare. Spesso la persona predisposta al gioco compulsivo vive un malessere, tende alla depressione e, nel gioco, trova una gratificazione. il problema si innesca in un lungo arco di tempo non se ne esce da soli, bisogna chiedere aiuto. I trattamenti consistono in trattamenti di gruppo, individuali e qualche volta con l'aiuto di farmaci, sempre sotto la guida di specialisti, ovviamente. La febbre da gioco diventa un tutt’uno con la speranza fuorviante di risolvere i problemi economici propri e della propria famiglia tentando la fortuna e moltiplicando indefinitamente le occasioni in cui provare il miraggio. Lo Stato assume il ruolo di croupier e invita il “popolo” a fare il proprio gioco: peccato che per ogni fortunato si contano centinaia e centinaia di persone e di famiglie ridotte sempre più spesso sul lastrico ed in preda alla disperazione, con costi economici e danni sociali incalcolabili ed irreparabili per la comunità. Dai circoli viziosi del gioco d’azzardo non sono immuni neanche i minori. Anche se tutti i siti internet, le sale giochi o i locali provvisti di slots sono obbligati ad impedirne l’accesso e suggeriscono a tutti di giocare "con moderazione", gli ammonimenti e gli sbarramenti appaiono fittizi. A cosa serve avvertire del fatto che per scommettere bisogna avere 18 anni, se poi nessuno effettuerà una verifica reale sull'età del giocatore? A un minorenne basta rubare il numero della carta di credito di un suo genitore, e calcolare on line il suo codice fiscale e il "gioco" è fatto. Anche a Gualdo basta sostare per un po’ davanti ad una sala giochi o scommesse per verificare che tra gli avventori vi sono anche dei minori, i soggetti più indifesi ed i bersagli più facili e più redditizi di questo business. Anche nella nostra Città il gioco d’azzardo sta diventando una piaga che riguarda centinaia di persone ed è un sintomo della grande questione sociale che c’affligge. Per farsene un’idea basta entrare in un qualsiasi bar: è facile verificare che tra i giocatori più compulsivi vi sono proprio coloro che se la passano peggio, disoccupati, cassaintegrati, precari, ma anche casalinghe e pensionati al minimo. Anche da noi, come a Gubbio, Nocera o nei piccoli comuni della Fascia dove le cronache hanno pur raccontato di vincite straordinarie, si moltiplicano i casi di dipendenza e di rovina economica di individui e di famiglie ed il gioco diventa la spinta finale verso il baratro sociale. Ad oggi, tutto ciò sta avvenendo nell’indifferenza della pubblica amministrazione locale e spesso anche dei servizi che dovrebbero fornire quelle risposte necessarie a fronteggiare la situazione, nonostante anche recentemente la Caritas ed alcune associazioni di consumatori abbiano diffuso dati ed allarmi sul dilagare di un fenomeno socialmente rilevantissimo e nonostante la stessa Sandra Monacelli abbia presentato un disegno di legge regionale per prevenirne e ridurne i danni sulle persone e sulla collettività. Non abbiamo ancora esaminato a fondo la proposta del consigliere regionale. Alcune delle misure in essa contenute appaiano delle foglie di fico come quella usualmente prevista anche da altre parti della distanza minima delle sale giochi dalle scuole o da altri luoghi “sensibili”, ma ad essa va reso in ogni caso merito perché almeno innesca un dibattito e tende a squarciare il silenzio sul problema. Certo è che governo e parlamento dovrebbero rimettere mano alla legislazione ed intervenire almeno su questi fronti: quello del regime fiscale, innanzitutto, per innalzare i prelievi a carico delle concessionarie, quello dell’offerta, riducendola ed avviando una produzione in proprio di slots e videopoker per evitare le truffe e contrastare la criminalità organizzata, quello dei controlli, inasprendoli e rendendo certe ed esigibili le sanzioni, quello della domanda, sostituendo la pubblicità dei propri giochi con efficaci campagne di prevenzione e di dissuasione, rivolte a partire dai minori. Si rendono però necessarie azioni a più livelli di tutela, bene ha fatto la Monacelli a porre all’ordine del giorno dell’assise regionale la questione e non sarebbe male se alla fine dell’iter si giungesse ad affidare ai Comuni maggiori poteri di intervento e di controllo. Risulterebbe pertanto utile se anche l’Amministrazione comunale di Gualdo prendesse a cuore il problema, intensificherebbe già da oggi i controlli della polizia municipale a tutela dei minori, pretendesse un rafforzamento dei servizi sanitari preposti alla prevenzione ed alla cura delle ludopatie, impostasse campagne di informazione in collaborazione con le scuole e dedicasse più attenzione, più risorse economiche e professionali e più strumenti di intervento ai propri servizi sociali. Come per tutte le problematiche di rilevanza sociale e sociosanitaria, risulta fondamentale anche nel contrasto alle conseguenze economiche, sociali e patologiche del gioco d’azzardo integrare le programmazioni e le attività degli Enti, delle istituzioni e dei servizi. Questa delle ludopatie e degli effetti devastanti del gioco d’azzardo è una nuova insorgenza sociale che sta funestando Gualdo. Il chiudere gli occhi e l’assumere atteggiamenti pilateschi diventa l’avversario principale di una nuova consapevolezza civile, politica ed amministrativa che è invece e più che mai necessaria in questi casi. Fare qualcosa, pur nelle difficoltà di una contraddizione gigantesca come quella dello Stato biscazziere che taglieggia il suo popolo fingendo di farlo divertire, è comunque un bene, perché almeno si costruiscono quegli anticorpi di responsabilità e di cultura che soli possono sconfiggere l’ultimo rifugio del liberismo: quello che ti fa sognare, nel mentre ti pela il portafoglio. Perché aveva ragione Balzac: il lotto è l’oppio del popolo. Uno dei tanti.
E' oramai evidente a tutti che la perenne campagna elettorale del PD locale, iniziata nel lontano 2009, nelle ultime settimane si è intensificata notevolmente con uscite accompagnate da simpatici e coloratissimi schemini riepilogativi che, come al solito, contengono solamente i dati che fanno comodo agli autorevoli e illuminati dirigenti del partito per perpetrare nel vano ed ignobile tentativo di mistificare la realtà agli occhi dei cittadini gualdesi*. Ed è altrettanto evidente che questo modo approssimativo e propagandistico di agire, tipico degli esponenti PD, ha il solo scopo di creare volutamente confusione e disorientamento nella cittadinanza. Solitamente, per lo stile che ho sempre cercato di darmi, alle baggianate da bar e agli attacchi volgari e non costruttivi non rispondo mai, ma nel momento in cui si manifestano tentativi continui e fastidiosamente insistenti di manipolazione a proprio uso e consumo delle informazioni, allora non è più possibile tacere.
Vale quindi la pena ricordare a questi signori alcune cose. Questa amministrazione, con l'attuazione del bilancio di previsione 2012, ha garantito con serietà e responsabilità i due fondamentali obiettivi che si era data: sul fronte delle famiglie, proteggere le fasce socialmente ed economicamente più deboli; su quello dell'economia, dare segnali in favore del tessuto delle piccole imprese commerciali e produttive.
Nel primo caso la giunta, sul fronte addizionale IRPEF, ha aumentato la soglia di "NO TAX AREA" dai 10.500 euro dell'anno precedente agli attuali 13.000 (è la soglia di esonero più alta della regione) garantendo l'esenzione al 37% dei circa 5.100 lavoratori dipendenti (inclusi, quindi, anche tutti i cassaintegrati) e al 52% dei circa 4.800 pensionati, per una sommatoria di quasi 4.500 soggetti su un totale di circa 10.000 passivi di imposta. Ciò significa che quasi la metà dei lavoratori gualdesi non paga l'addizionale IRPEF gravando, quindi, solo ed esclusivamente su chi veramente può permettersi di pagarla. Condizione, questa, che ha permesso a coloro che erano collocati tra 10.500 e 13.000, non solo di non pagare l'8 per mille, ma nemmeno il 4 per mille che avrebbero pagato se tutto fosse rimasto intatto. Sempre in materia di attenzione e salvaguardia dei ceti sociali in difficoltà è stato incrementato da 5.000 a 15.000 euro il fondo destinato al "bonus TARSU" destinato alle famiglie indigenti. La giunta Morroni, inoltre, è la stessa che ha istituito il fondo di solidarietà cittadino, che ha permesso di aiutare fattivamente tante famiglie gualdesi con un sostegno concreto.
Nel secondo caso, invece, vale la pena di ricordare che l'amministrazione di cui mi onoro di far parte ha voluto abbattere drasticamente (quasi dimezzandola) la TARSU per le attività commerciali di vicinato (268 attività aventi una superficie calpestabile inferiore a 250 mq) passando dai 3,64 euro al mq a 2,00 euro al mq, non senza aver fatto prima i dovuti aggiustamenti, visto che i grandi centri commerciali pagavano meno della metà dei piccoli esercenti nel silenzio e nell'indifferenza generale. Inoltre, in materia di IMU sui fabbricati artigianali-commerciali-industriali, la giunta ha garantito l'attenzione che non tutti gli altri comuni hanno manifestato con la differenziazione e riduzione dell'aliquota al 9,3 rispetto al 9,6 di tutti gli altri immobili.
Bisogna nuovamente rimarcare, anche in questa occasione, che l'aumento tariffario dei tributi locali si è reso necessario, non per crudele divertimento del Sindaco e della giunta nei confronti dei cittadini gualdesi, ma a seguito di una reale e grave contingenza imposta dal governo Monti e dalla situazione di indebitamento folle che questo ente ha nei confronti degli istituti di credito, generando un pagamento annuo di rate per ben 2.300.000 euro su un bilancio complessivo di nemmeno 16 milioni (soldi che potrebbero essere utilizzati per tutt'altro) non senza aver prima effettuato una profonda revisione finanziaria di spending review. Tutti quei mutui che, a detta degli esponenti di sinistra, sono stati presi per migliorare la condizione urbana della città, ma che, oltre a questo, sono stati accesi per altri non necessari progetti. Uno su tutti: un prestito finalizzato ad incrementare la popolazione della città (il famosissimo milione di lire a fondo perduto dato alle famiglie che avrebbero preso la residenza a Gualdo Tadino).
Pertanto ci guardiamo bene dal prendere lezioni da un gruppo politico che, invece di proporre emendamenti modificativi in sede di consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di previsione per suggerire soluzioni costruttive e risolutive al problema, non sa far altro che criticare strumentalmente e buttare fumo negli occhi ai cittadini. E invito gli stessi cittadini a non subire passivamente questa becera propaganda politica, ma a ricercare sempre la verità delle questioni. Quella verità che è portatrice di onestà intellettuale la quale è frutto sempre e solo del bene assoluto per i cittadini e per la città.
Per l'amministrazione comunale Alessio Moscatelli - Assessore al Bilancio
Dato che ultimamente quasi tutti gli esponenti delle varie forze politiche gualdesi si sono accorti dei livelli intollerabili della tassazione locale abbiamo realizzato un pratico schema dai risultati, per qualcuno, inaspettati. Abbiamo preso in esame trenta comuni umbri, di diverse dimensioni, analizzando le aliquote di IMU su prima e seconda casa insieme all’addizionale IRPEF. Su IMU per la prima casa Gualdo Tadino è al secondo posto, su trenta, con una aliquota dello 0,55 dietro soltanto a Scheggia con 0,60. L’IMU per la seconda casa ci vede all’ottavo posto, su trenta, con lo 0,96 rispetto al 1,06 dei comuni al primo posto. Con l’addizionale IRPEF al 0,8 Gualdo Tadino si classifica al primo posto, sempre su trenta. Come è facile intuire si stratta di una miscela esplosiva per famiglie ed aziende; la tassazione a Gualdo Tadino ha raggiunto, e superato, qualsiasi limite di guardia e rischia di trascinare nel baratro anche le ultime aziende che resistono alla crisi economica. A chi ancora si ostina a voler nascondere l'impietosa realtà dei fatti, vogliamo ricordare che i gualdesi putroppo se ne sono accorti oramai da tempo e sulla propria pelle. Siamo certi che questa semplice opera di raccolta dati sarà molto utile a chiarire la reale situazione in cui ci ha volutamente portato il Sindaco Roberto Morroni e la sua Giunta.
Partito Democratico Circolo Rolando Pinacoli Gualdo Tadino (PG)
Al Segretario Nazionale del PD Guglielmo Epifani Al Segretario Regionale dell'Umbria del PD Lamberto Bottini Al Segretario Provinciale di Perugia del PD Dante Andrea Rossi
Gli eventi che hanno seguito il voto del 25 febbraio stanno lacerando, in maniera forse irreparabile, il rapporto tra il Partito Democratico e di suoi elettori. Dalle interminabili consultazioni, passando per i burrascosi giorni che hanno preceduto la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, fino alla formazione del Governo Letta il filo che unisce classe dirigenti, militanti e semplici elettori si è consumato fino quasi a scomparire. Da più parti si alzano appelli alla ricostruzione, al rilancio, alla partecipazione. Appelli che, purtroppo, vengono sistematicamente disattesi da un agire quotidiano che sembra ignorare volontariamente tutto quello che è accaduto in questi mesi, che sembra ignorare la volontà dei militanti ed il sentire dei cittadini, elettori o meno, del Partito Democratico. Sul superamento delle Province, appena iniziato dal Governo Monti, non possono esserci dubbi o tanto meno passi indietro; insieme a questo tanti inutili enti dovranno essere quanto prima soppressi liberando energie, non solo economiche, utili a sostenere il paese in questi momenti difficili. Su questo argomento il rimpallo di dichiarazioni, precisazioni, prese di posizioni che provengono dal partito stanno a testimoniare la distanza dei suoi dirigenti dalle esigenze realmente sentite dai cittadini.. Continuare in questo modo non è più tollerabile, si tratterebbe di un vero e proprio suicidio politico di cui ogni singolo responsabile dovrà farsi carico. Questi atteggiamenti si replicano come detto anche a livello locale: in Umbria la discussione sulla nuova legge elettorale regionale ha visto in questi giorni riproporsi, dopo che ne era stata decisa la cancellazione, l'odioso listino, anche se in forma ridotta. L'idea che pochi prescelti possano sedere nei banchi del consiglio regionale senza aver ricevuto nemmeno un voto, ma soltanto grazie ad accordi di spartizione politica, va rigettata quanto prima. Per mesi era stato detto e garantito ai cittadini che il listino sarebbe stato eliminato dalla legge elettorale regionale e all'improvviso, senza che nessuno abbia il coraggio e la dignità di assumersene la paternità, è ricomparso senza una qualsivoglia plausibile motivazione. Allo stesso modo è di questi giorni la nomina di un nuovo assessore regionale in sostituzione del neo Senatore Gianluca Rossi . A meno di due anni dalla fine della legislatura la nomina poteva e doveva essere individuata tra gli eletti, siamo certi che anche così la Giunta regionale avrebbe potuto continuare il suo lavoro. Si poteva e si doveva evitare di individuare un soggetto esterno al consiglio regionale, con anche un notevole risparmio di denaro pubblico. Queste tre distinte situazioni rendono perfettamente l'idea dello stato confusionale in cui versano troppi esponenti del Partito Democratico e della distanza sempre più grande tra ciò che viene detto e quello che viene concretamente fatto. Un partito che crede ancora che si possa ignorare quello che viene detto e promesso agli elettori, scommettendo su una sorta di amnesia collettiva, è lontano anni luce non solo dai suoi militanti, ma dal comune sentire. E' giunto il momento, non più rinviabile, che le istanze veicolate in primo luogo dai circoli tornino ad essere le linee guida di azione politica ed amministrativa, non assisteremo in silenzio a comportamenti ambigui e contraddittori di chi vuole continuare a credere che nulla sia successo e che si possa continuare a vivacchiare nel partito e nelle istituzioni.
Le ultime vicende politiche legate al tema dell’abbassamento della pressione fiscale hanno creato divergenze all’interno della maggioranza, sfociate in comunicati stampa che hanno inasprito i toni dello scontro, con accuse fuori luogo che feriscono le persone e screditano il lavoro da esse svolto. Apprezzo, nel comunicato stampa del sindaco e della giunta, i richiami ad abbassare i toni, ma ritengo che all’interno della maggioranza occorrerebbero ulteriori passaggi e iniziative. Ringrazio il sindaco Roberto Morroni per le attestazioni di stima e per i concetti espressi nella lettera inviatami per respingere le mie dimissioni dall’incarico da egli stesso affidatomi sulla spending-review, presentate all’indomani dell’uscita degli ultimi comunicati stampa delle altre forze di maggioranza. Credo che, per svolgere un compito delicato come quello assegnatomi, siano indispensabili la fiducia e il sostegno di tutte le componenti della maggioranza. Purtroppo le motivazioni e le ragioni che ho espresso anche nell’incontro privato, che mi hanno visto costretto a dover rinunciare all’incarico, non sono ad oggi venute meno. Pertanto confermo le mie dimissioni; è una decisione che mi lascia del rammarico in quanto, pur avendo completato la prima fase del lavoro con il documento presentato lo scorso ottobre relativo al bilancio di previsione 2013, interrompo un'operazione impostata su più livelli che indubbiamente avrebbe prodotto i suoi maggiori benefici nel tempo. Nella speranza che questo mio piccolo gesto possa essere da stimolo al lavoro che gli amministratori sono chiamati a svolgere sotto il profilo dell’abbassamento della pressione fiscale, impegno ribadito anche recentemente dalla giunta e che condivido, continuerò comunque a dare il mio contributo come consigliere comunale.
ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DEI COMUNI DI: GUALDO TADINO, NOCERA UMBRA E FOSSATO DI VICO Oggetto: EQUITALIA? NO, GRAZIE Il 30 giugno scade la convenzione che dal 2007 affida ad Equitalia il servizio di riscossione dei tributi per conto dei Comuni italiani, dopo la seconda proroga del Consiglio dei Ministri del 4.10.12. Equitalia è una società dello Stato che ha una partecipazione del 51% Agenzia delle entrate e 49% Inps, è presieduta da Attilio Befera che è anche a capo dell’Agenzia delle entrate e da Mastropasqua che è il Presidente dell’Inps e ha funzioni di vicePresidente di Equitalia. E’ quindi una società statale, il cui compito è sostanzialmente quello di recuperare dei crediti per conto dello Stato o degli enti locali, con un aggio del 9% sulle somme riscosse. La norma è cambiata e dal primo gennaio 2013 i comuni e gli enti locali potrebbero già riscuotere i tributi per conto proprio senza dover ricorrere ad Equitalia. Il principale problema di Equitalia è che gli sono stati affidati dei poteri invasivi. Basti pensare che per mettere l’ipoteca non si deve ricorrere a un giudice, si applica l’ipoteca quando il debito è di almeno 20 mila Euro, ma fino a 3 anni fa si mettevano ipoteche per debiti anche solo di 1.500 Euro. Mettere un’ipoteca su una casa per un piccolo imprenditore, vuole dire essere segnalato alla Centrale rischi e non avere più il credito bancario, non avere nessuna possibilità di lavorare regolarmente, perché quella segnalazione va a tutti i clienti, va alla pubblica amministrazione e va alle banche. Equitalia può prelevare i soldi direttamente dai conti correnti, ipotecare le case, l'auto ed i beni delle famiglie e delle persone più in difficoltà in modo rapido. Infatti, passati 60 giorni dall'avviso al contribuente debitore (si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), la famigerata Equitalia potrà attivare tutti questi mezzi per recuperare il debito. Equitalia può mettere i fermi amministrativi, oppure bloccare i conti correnti, fare il pignoramento presso terzi, che significa non solo non pagare più Equitalia, ma non pagare più i dipendenti, quindi il danno di un blocco di un conto corrente non è solo il danno al datore di lavoro, ma anche ai suoi dipendenti e a tutte le famiglie. Nel 2012 c’è stato un aumento del 25,5% dei pignoramenti su stipendi e pensioni. Come se non bastasse, una recente sentenza del TAR del Lazio (n. 6884) ha decretato la nullità di cartelle di Equitalia ed avvisi delle Agenzie delle Entrate poiché gran parte del personale che firma gli accertamenti non ha i requisiti di Info: www.gualdotadino5stelle.it - www.meetup.com/MoVimento-5-Stelle-Gualdo-Tadino e-mail: info@gualdotadino5stelle.it ufficiostampa@gualdotadino5stelle.it - facebook: Movimentocinquestelle Gualdo Tadino MoVimento 5 Stelle Gualdo Tadino “dirigente”. La conseguenza è che tali atti sono nulli e, con essi, anche le successive cartelle Equitalia. Si parla di 767 funzionari su 1146 “abusivi”. La particolarità della questione nasce proprio dal fatto che questo piccolo esercito di funzionari è entrato a far parte della “famiglia” di Equitalia senza attraversare l’iter classico per l’assunzione del personale, ovvero niente concorso nè graduatorie preesistenti. Nessun controllo, nessuna documentazione. Diversi comuni italiani si sono liberati in anticipo dalle catene di Equitalia (Oristano, Sassuolo, Bari ecc.) e sono diventati liberi, umani ed efficienti. La gestione diretta dei tributi ad Oristano, per esempio, ha portato sia risparmi sui costi di 150,000 euro (Il Comune che riscuote in proprio i suoi tributi non deve pagare l'aggio a Equitalia), sia un aumento del gettito di 650.000 euro. Meno costi, più ricavi. Non solo, anche più liquidità in cassa. "Risorse immediatamente disponibili a differenza di quanto avveniva con la gestione Equitalia, quando la liquidazione delle somme avveniva entro i due anni successivi all'emissione del ruolo'', da una nota del Comune di Oristano. Il Comune non è un ente impersonale, è sul territorio, conosce spesso il contribuente e le sue difficoltà. Può, in caso di necessità di una famiglia indigente, posporre, dilazionare, cancellare un pagamento. Si chiama umanità. Ed è questa umanità che noi, cittadini del MoVimento Cinque Stelle, chiediamo ai nostri amministratori locali con il presente appello: si riprendano la gestione diretta dei tributi e rimettano al centro del loro agire i CITTADINI.
All’indomani del comunicato stampa divulgato dal gruppo consiliare SMS, urge, da parte della lista civica Tutti Uniti per Gualdo, in primo luogo correggere quello che si vuole considerare un errore probabilmente dovuto ad una svista, ma che madornale è lo stesso. Nella nota suddetta si legge di una formazione, la nostra, “passata all’opposizione, mentre il suo assessore di riferimento è ancora tranquillamente in Giunta”. Vogliamo noi tranquillizzare chi legge, che tale terremoto è ben lungi dall’essere accaduto. In nessuna occasione TUpG ha dichiarato di essere uscita dalla maggioranza. Il suo ex consigliere, Marcello Diso ha scelto la strada del Gruppo Misto, ma non il gruppo, che continua il suo lavoro tramite l’assessore di riferimento. Questo è. Questo sanno anche i sassi. Fra l’altro ci risulta che neanche lo stesso Gruppo Misto sia passato all’opposizione. L’assessore Vitali continua quindi nel suo lavoro in perfetta sintonia col gruppo TUpG e con il mandato dei propri elettori. Anche lo scorso venerdì lo stesso assessore era stata invitato dal consigliere di SMS Ennio Abbati ad una riunione sul bilancio. Si doveva discutere su eventuali, ulteriori, tagli alla spesa relativa alle competenze dello stesso assessorato. Unico assente… il consigliere Abbati! Riunione saltata. Entrando nel merito del comunicato, riteniamo singolare che il gruppo SMS indichi addirittura i tempi di presentazione del bilancio di previsione, quasi non conoscesse i motivi e le difficoltà, che sono di 8000 comuni e non soltanto di quello di Gualdo Tadino, che stanno portando a rallentamenti oggettivi e non dipendenti dalla volontà dell'esecutivo. Questioni che attengono alla nascita del nuovo Governo, che sta predisponendo misure straordinarie, vedi Imu, delle quali sono pienamente coscienti gli Assessori Fofi e Gramaccia. Il comunicato SMS ci appare, quindi, una sorta di fuga in avanti, un tentativo mal calibrato, nei tempi e nei modi, di smarcarsi da azioni che li hanno visti protagonisti consapevoli fin dal primo giorno di insediamento di questa Amministrazione.
Ci sentiamo in dovere di rispondere alle affermazioni false e mistificatorie della realtà scritte nel comunicato del gruppo Sm, alle quali dobbiamo puntualmente controbattere ad onore del vero. Questa amministrazione sin dal suo insediamento e sin dal suo primo bilancio di previsione ha iniziato una seria e approfondita analisi dei costi che potevano essere tagliati, arrivando ad un complessivo risparmio di circa 500 mila euro. il pdl nazionale e locale fa dell'alleggerimento della pressione fiscale un punto focale della propria azione politica, quindi ci appaiono ancora più stupefacenti gli attacchi arrivati dal gruppo Sm. Quello che emerge dal comunicato è un giudizio dell'azione amministrativa in tema tributario banale e distorto, abbiamo letto numeri fantasiosi e rappresentati in maniera approssimata... Non ci risulta infatti che sia stata menzionata la dimuzione del 45% della tarsu per i negozi di vicinato, non ci risulta nemmeno che siano stati elencati i tagli lineari imposti dal governo centrale per 2 milioni e 700 mila euro su un bilancio complessivo di 16 milioni. Confermiamo che c'è stata una fase di dialettica sul bilancio 2012, ma il confronto non era tra chi voleva più tasse e chi ne voleva di meno, il fulcro del discorso era su come poter agire per far pesare il meno possibile la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, consapevoli che l'introduzione del l'imu avrebbe aggravato ulteriormente l'imposizione e che questa scelta ci è stata imposta dal governo Monti. Il contenimento della pressione fiscale e la politica di spendig review saranno gli assi portanti del bilancio di previsione 2013, che sarà varato in tempi rapidi, come già annunciato al gruppo Sm. Ribadiamo con forza, senza nessun rischio di essere smentiti, che il nostro partito rappresenta un terzo degli elettori gualdesi, che è il partito di maggioranza relativa, che rappresenta la forza fondamentale su cui si poggia l'amministrazione Morroni e non ha fatto mai mancare a questa giunta il proprio apporto e il proprio sostegno, a parte la posizione di distinguo di un singolo consigliere, che però non ha inficiato la consistenza e la nettezza del nostro sostegno. Pertanto non accettiamo lezioni di lealtà da chi ha più e più volte attaccato e minato alla stabilità di questa maggioranza. Chi ha voluto attaccare la forza di questa giunta non è stato di certo il Pdl, bensi il cambio di tre assessori, tra questi anche l'ex vicesindaco che dopo soli 10 mesi di governo cittadino ha preferito portare il proprio impegno politico su altri ambiti, e le ripetute verifiche che alla prova dei fatti si sono rivelate delle liturgie tipiche di un modo sorpassato e stantio di far politica. Anche gli incarichi fiduciari dati dal Sindaco nei mesi scorsi a due consiglieri del gruppo Sm si sono rivelati evanescenti. Il capogruppo Paoletti ha restituito l'incarico speciale, finalizzato ad avviare un confronto sulla destinazione futura dell'attuale sede dell'easp e Villa Luzi e a vigilare sull'attuazione del protocollo d'intesa per il Calai, dopo 4mesi di assoluta inerzia e totale disimpegno e ha dichiarato di non poter assolvere all'incarico ricevuto per mancanza di tempo. L'altro incarico relativo alla spendig review del consigliere Abbati ha prodotto una relazione di massima che è ancora oggetto di verifica con gli assessori. L'ultimo incontro in calendario tra il consigliere ed alcuni assessori e saltato per indisponibilità dello stesso. L'impressione che si ricava è di trovarsi dinnanzi ad attacchi mistificatori che non hanno altri obiettivi se non quelli di destabilizzare l'esecutivo, che invece ha sempre dato dimostrazione di essere coeso, di essere diventato una squadra collaborativa, unita e impegnata, che ha raggiunto risultati importantissimi proprio grazie alla fiducia reciproca e al lavoro congiunto del Sindaco e di tutti gli assessori, nessuno escluso. Vorremmo ricordare agli amici del gruppo Sm che Amministrare significa assumersi responsabilità, non significa di certo essere silenti per lunghissimi periodi salvo poi rispuntare con attacchi frontali e privi di fondamento ogni volta che si fiuta la possibilità di poter avere un po' di visibilità. Se l'intenzione è quella di tornare in auge come forza politica, di cui difficilmente se ne riconosce il colore, di certo non possiamo permettere che lo si faccia sulle spalle di questa amministrazione, né sul Pdl, ma neanche a danno della città. Per riacquistare la verginità politica, ormai miseramente perduta, si dovrebbero spiegare ai cittadini alcune questioni. Le motivazioni degli eminenti esponenti del gruppo Sm che si pronunciavano contrari al progetto di riqualificazione del ex consorzio, per esempio, che stranamente oggi rivendicano, si potrebbe spiegare, ancora, quali sono le motivazioni di questo continuo stillicidio che si ripete ad ogni primavera, nei confronti della giunta Morroni. Noi ogni anno ci siamo dati risposte diverse e, dopo aver letto l'ultimo comunicato uscito, tra l'altro non firmato quindi non sappiamo da chi e stato redatto, nutriamo il sospetto che nella testa di qualche consigliere del gruppo si inizi a sentire odore di elezioni. Non ci risulta nemmeno che il gruppo TUPG sia passato all'opposizione, ma ci risulta esserci una maggioranza solida che non ha mai perso alcun pezzo. La nostra forza politica si è sempre dimostrata aperta al dialogo e pronta al confronto, ma quando questo diventa strumento per altri fini che non sono il bene della nostra città, allora non ci stiamo. Di lavoro da fare ce n'è tantissimo, l'amministrazione sta portando avanti il programma con grande determinazione pertanto vorremmo invitare una forza politica che e parte importante di questa maggioranza a mantenere un atteggiamento responsabile, come si addice ad una forza di governo, e di allontanare una volta per tutte, la tentazione di diventare preda di fibrillazioni elettorali, in omaggio ad un vecchio e superato modo di fare politica che non serve a nessuno, e soprattutto non serve agli interessi della nostra comunità. Invitiamo, soprattutto alcuni consiglieri di Sm ad intensificare il proprio impegno coerentemente con il mandato elettorale che essi hanno ricevuto.
All’indomani dell’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno 2012 alla scadenza di un quadriennio dall’inizio di questa esperienza politico-amministrativa, riteniamo doveroso da parte della nostra lista civica fare una analisi interna dei vari aspetti economici, sociali e politici del periodo trascorso, impostando una discussione su quest’ultimo anno di governo, avendo come base di valutazione il programma con il quale ci siamo presentati agli elettori. Analizzando le nostre ultime istanze, con riferimento all’incarico affidato al Consigliere Ennio Abbati sulla revisione delle spese del comune di Gualdo Tadino, dopo avere partecipato più volte ad incontri sul tema, ed avere presentato in data 31 ottobre 2012 al Sindaco una relazione con una serie di proposte operative inerenti ai tagli da operare alle spese, visti i mancati riscontri, abbiamo dovuto prendere atto come gruppo consiliare, che non è nelle priorità di questa amministrazione porre la necessaria attenzione ad una problematica , che riteniamo impellente, quale è la riduzione della tassazione in questa città. Pertanto come parte determinante di questa maggioranza, chiederemo che entro il mese di maggio vengano riportate in Consiglio comunale, oltre al di bilancio di previsione per l’anno 2013, tutte le decisioni che questa amministrazione intende intraprendere per raggiungere l’obbiettivo della revisione della tassazione, che è prioritario per i cittadini e le aziende di Gualdo, e venga aperta una discussione partecipata e costruttiva con tutte le parti politiche del Consiglio comunale, oltre alle parti sociali. Abbiamo infatti constatato che dal 2009 ad oggi, il periodo della nostra amministrazione, la pressione fiscale sui cittadini gualdesi è aumentata del 97,8%, senza oltretutto ricevere nessun miglioramento dei servizi primari, e non riteniamo intellettualmente credibile imputare la causa alla sola diminuzione dei trasferimenti da Stato e Regione, che sono stati di circa il 72,3%, si è voluto mantenere inalterato l’importo delle spese correnti, anzi incrementandole dell’1% che significano 160.000 euro circa, pur avendo avuto dei risparmi fisiologici sul costo del personale e degli interessi passivi. Solo ora, peraltro, con grave ritardo si leggono prese di posizione del PDL contro l’aumento dell’IMU quando un anno fa solo grazie alle nostre prese di posizione e al fattivo apporto dei nostri assessori di riferimento Gramaccia e Fofi, si riuscì a non far applicare le aliquote massime come in prima istanza previsto dal Sindaco. Alla scadenza di questi quatto anni di governo sentiamo perciò da parte nostra la necessità di stilare un bilancio consuntivo della situazione politica amministrativa e dei risultati ottenuti e delle prospettive che si intravedono da qui fino alla naturale scadenza del mandato. Avendo prima di altri raccolto l’istanza di cambiamento del modo fare politica che veniva dalla società civile e dai cittadini , dovremo con onestà valutare se il sogno di cambiamento e di svolta per questa città si sia realizzato , si sia infranto o sia comunque rimasto incompiuto
Come detto dal nostro capogruppo Gianni Paoletti nell’ultimo Consiglio comunale, il nostro apporto è stato in questi anni un esempio di lealtà e senso di responsabilità anche quando dagli altri schieramenti componenti la maggioranza abbiamo assistito a passaggi all’opposizione e fughe ad orologeria di esponenti della stessa PDL. Tant’è che per occasioni importanti solo grazie alla coesione ed al sostegno compatto del nostro gruppo si è riusciti ad andare avanti senza clamorosi inciampi. Riteniamo pertanto l’approvazione del bilancio consuntivo 2012, l’estremo atto, compiuto all’interno di un’alleanza nella quale, non potremo più accettare provvedimenti che non vadano nella direzione indicata dal nostro gruppo, la luna di miele è finita da tempo, abbiamo dato a questa amministrazione il nostro fattivo apporto in termini di idee ( spesso inascoltate ) di voti (derminanti) di operatività ( Assessori Gramaccia e Fofi), Abbiamo lavorato alacremente e concretamente , anche se spesso con forti contrapposizzioni, allo sviluppo del progetto Calai, ricordiamo l’ottimo operato svolto dal presidente dell’EASP dott.Paolo Fiore, così come al progetto di riqualificazione dell’ex consorzio e a tutte le altre iniziative messe in atto dall’amministrazione. Non si può tuttavia non considerare, a questo punto , come sia cambiata dal punto di vista politico l’architettura della maggioranza, con una formazione “tutti uniti per gualdo” passata all’opposizione, mentre il suo assessore di riferimento è ancora tranquillamente in giunta, cosi come non si può sorvolare sull’opposizione interna allo stesso PDL che nelle occasioni cruciali annovera scientifiche defezioni. E’ arrivato quindi il momento, una volta votato il consuntivo economico finanziario 2012 di fare anche un consuntivo politico, riappropriandoci delle nostre identità e anche delle nostre differenze, analizzando con serenità ma anche con fermezza e severità tutto l’operato di questi quattro anni ricordando tutte le volte che per ragion di stato abbiamo sostenuto i provvedimenti della maggioranza pur non essendo sulla stessa lunghezza d’onda come naturalmente quelle che ci hanno visto in piena sintonia. Riteniamo in ogni caso di avere fatto la nostra parte fino in fondo assumendo sempre un comportamento ineccepibile, critico ma costruttivo, improntato al senso di responsabilità verso l’interesse della città e dei cittadini ma da oggi non ci si potrà più chiedere, a nessun titolo, cieca obbedienza senza effettiva partecipazione alle scelte e condivisione delle stesse.
Il MoVimento Cinque Stelle di Gualdo Tadino condivide e sostiene il percorso intrapreso dalla Comunanza Agraria. La Commissione Rodotà nel 2008 definisce “beni comuni” quelle “cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio di diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona”. Dal punto di vista giuridico, oltre che esserne garantita la fruizione collettiva, devono essere tutelati e salvaguardati anche a beneficio delle generazioni future. Nella categoria vanno ricompresi beni culturali e ambientali la cui gestione sia funzionale al godimento della collettività e non al lucro di chi li amministra; beni della collettività, quindi, e non di proprietà pubblica, la cui titolarità è sottratta alle stesse istituzioni rappresentative e diviene oggetto di GESTIONE DIRETTA E PARTECIPATA. A Gualdo Tadino stiamo assistendo al tentativo della Comunanza agraria di ricostituirsi, per tutelare i diritti dei cittadini in merito agli Usi Civici della montagna (L. 1766/1927), con la quale i gualdesi hanno sempre avuto uno stretto legame, non solo storico e culturale, ma anche economico. Negli ultimi decenni si è reso spesso necessario che i cittadini si siano costituiti in comitati volontari, in quanto sia le amministrazioni di sinistra che quella di destra si sono arrogate il diritto di appropriarsi e/o di svendere i beni comuni gualdesi (acqua, cave, montagna). Il MoVimento Cinque Stelle di Gualdo Tadino, in qualità di movimento di cittadini che non intendono più delegare ai partiti politici la gestione dei beni comuni, non può che porsi dalla parte di tutti i comitati e le associazioni aventi come oggetto del loro agire l’ambiente, l’acqua e, più in generale, il nostro territorio. E’ necessario tornare ad essere una vera COMUNITA’ intesa anche come luogo di partecipazione e gestione dei beni comuni. E’ per questa ragione che condividiamo e sosteniamo il percorso intrapreso dalla Comunanza Agraria Appennino Gualdese, affinchè, anche in questo ambito, si realizzi quella PARTECIPAZIONE DIRETTA del cittadino auspicata dal nostro movimento in tutti i settori della vita pubblica.
A causa della grave situazione economica che stiamo vivendo, gli amministratori locali sono chiamati ad assumersi ancora maggiori responsabilità in fase di stesura dei bilanci comunali. A livello nazionale, proprio in quest'ottica, il Popolo della Libertà si dimostra particolarmente attento e impegnato al fine di sgravare quanto più possibile le famiglie e le imprese da una pressione fiscale spesso divenuta insopportabile. Proprio in tal senso la ferma volontà del Pdl di abolire l'imu sulla prima casa – o quanto meno ripensarla e rimodularla – è un’iniziativa che sosteniamo fermamente e ci sembra un aiuto concreto per le famiglie. Per questo motivo il sindaco Morroni si è fatto portavoce e capofila di un'iniziativa che ha coinvolto gli amministratori locali del Pdl, gli organi di partito provinciale, regionale e anche i parlamentari umbri al fine di muoversi tutti insieme per pensare e mettere in campo azioni per alleggerire la pressione fiscale che – con particolare riferimento alla paventata introduzione della Tares prevista per fine anno – rischia di diventare insopportabile e di dare un colpo mortale all'economia. Il percorso seguito ha visto diverse tappe: la prima è stata quella di condividere un ordine del giorno e poi presentarlo in sede di assemblea ANCI regionale, illustrato dal sindaco Morroni come portavoce degli amministratori locali del centro destra. Il testo è stato accolto in pieno e votato all'unanimità dei presenti. L'impegno del nostro partito, condiviso anche da Anci, è quello di far arrivare agli organi del governo centrale la voce di chi sta a contatto con le difficoltà quotidiane di famiglie e imprese e di posticipare l'introduzione della nuova imposta (Tares) almeno al 2014 e comunque di inserirla in un ripensamento e una rimodulazione completa della tassazione locale. Trasportando questo percorso sulla nostra Città, intendiamo evidenziare che questo indirizzo sarà uno dei punti cardine in sede di predisposizione del bilancio di previsione per l'amministrazione. L'impegno del Pdl sarà di mantenere alta l'attenzione su questo tema perché riteniamo sia impensabile poter aggravare ulteriormente la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, già strette nella morsa della crisi economica. Sappiamo di poter contare su una giunta che si è sempre dimostrata sensibile e attenta a queste tematiche e che saprà ben interpretare le nostre indicazioni. Salutiamo con favore, inoltre, anche la nascita del nuovo governo e le linee programmatiche illustrate dal neo Presidente del Consiglio. Auspichiamo che si possa aprire da ora in poi una fase nuova della politica, diversa dal recente passato, che ha visto gli amministratori locali costretti a prendere provvedimenti indicati e voluti dal governo centrale e poi confinati al ruolo di meri esattori delle tasse.
Le polemiche introdotte dal Consigliere Graciolini hanno sempre la caratteristica di essere strumentali e dichiaratamente populiste, tanto per non tradire la sua collocazione politica che negli anni ha perso sempre di più consensi. Anche sulla vicenda del reinserimento ambientale delle ex cave Edelweiss e Vagli e Bombetta non perde occasione per rimarcare questo suo atteggiamento, che come Sindaco e Giunta riteniamo essere del tutto improprio e fuori luogo, per tutta una serie di motivi. Innanzitutto sul provvedimento che è stato adottato, figlio di quella funzione di controllo che già nel Consiglio Comunale del settembre 2009 questa Amministrazione aveva assunto di fronte all’intera comunità gualdese; ruolo rimarcato anche nelle assemblee sul territorio che furono all’epoca svolte per illustrare le caratteristiche dell’intervento. La nota della Banca d’Italia, infatti, non è piovuta dal cielo, ma perviene all’indomani di una esplicita richiesta da parte degli uffici preposti. Sfugge allora, per pura logica di pensiero, come il comitato No Cave debba passare come strenuo paladino difensore dell’ambiente gualdese, mentre un’amministrazione che vigila, controlla e adotta provvedimenti come la sospensiva cautelare debba essere etichettata come svenditrice della montagna gualdese. In un periodo storico dove viene costantemente, e giustamente, richiamato il valore della memoria, il consigliere Graciolini, anziché compiacersi per la vicenda, dovrebbe essere più onesto intellettualmente e ripercorrere le tante tappe che si sono succedute nei decenni passati, in cui sono state inferte ferite insanabili alla montagna gualdese, proprio per quella totale assenza di monitoraggio e controllo da parte di chi era all’epoca preposto. E oltretutto, visto che il consigliere Graciolini, rappresentante illustre della politica fine a se stessa, dovrebbe prendere coscienza che il mondo esterno è fatto anche di lavoro, di continui mutamenti del mercato e di difficoltà finanziarie del quale un Comune, a prescindere dalla propria appartenenza politica, non è responsabile oggettivo. Sarebbe più onesto ricordare anche che l’azione da lui intrapresa, come sottoscrittore del ricorso al TAR del 2010, ha di fatto impedito l’avvio delle attività di bonifica e reinserimento ambientale per quasi. Si è mai posto il problema che con tale offensiva, bocciata dal Tribunale Amministrativo su tutta la linea, avrebbe potuto mettere in difficoltà un’azienda e i relativi lavoratori? L’Amministrazione, pertanto, nel ribadire e rimarcare che l’attuale fase è interlocutoria e doverosa di approfondimenti, proseguirà nell’attività di controllo e tutela dell’interesse dell’intera comunità gualdese, all’insegna della linearità e della trasparenza che ha contraddistinto ogni singolo passaggio dell’intera vicenda; e stigmatizza un comportamento così scomposto e sbracato da parte di chi, come suo solito, persegue la sua battaglia di pura demagogia all’insegna del “tanto peggio, tanto meglio”.
Il 24 aprile 2013 dovrà essere ricordato come una data simbolo della storia politico-amministrativa recente della nostra Città, come il giorno della vera e più sostanziale Caporetto del Sindaco Morroni e della sua Giunta. In quella data, infatti, è stata finalmente varata un'ordinanza, la n° 14, con cui il responsabile del Settore Assetto del Territorio dispone la sospensione immediata, in via cautelativa, di tutte le attività connesse con l’Autorizzazione n. 1 del 24.11.2010, per il cosiddetto reinserimento ambientale delle ex cave Edelweiss e Vagli e Bombetta e per il cosiddetto recupero ambientale della ex cava Umbria Carbonati. L'ordinanza si è resa necessaria ed inevitabile a seguito di una nota della Banca d'Italia inviata al Sindaco Morroni con cui si fa presente che la fidejussione prestata per conto della concessionaria Cave Mancini a garanzia della corretta esecuzione dei lavori dalla società Fidimpresa spa non avrebbe mai potuto essere escussa, in quanto a questa società è vietato "l'esercizio di prestazioni di garanzie nei confronti del pubblico". La nota della Banca d'Italia giunge in seguito ad un esposto con cui si faceva riferimento ad un presunto anomalo comportamento di Fidimpresa spa proprio in ordine all'escussione di questa fidejussione. Bankitalia non si limita peraltro ai chiarimenti, ma per la soluzione delle eventuali controversie concernenti all'adempimento degli obblighi contrattuali rimanda all'esame dell'Autorità giudiziaria competente. Così come abbiamo sempre sostenuto, non solo al Comune nei tre anni in cui la ditta ha continuato pressochè indisturbata a scavare e a portarsi via un bel pezzo di montagna gualdese, non è mai entrato un euro come la Giunta aveva promesso e per troppo tempo certificato nei suoi bilanci di previsione, ma sarà difficile che possa entrare un euro, se non dopo una lunga e tortuosa vertenza giudiziaria. Dopo il danno, la beffa. Economia di rapina e finanza più che creativa, come si vede, vanno sempre a braccetto ed è a questo "modello di sviluppo" che la Giunta Morroni si è così poco scrupolosamente adeguata quando in maniera peraltro supponente, pervicace, tignosa ha voluto riaprire le cave di Vaccara, gridando perfino ad una grande vittoria e dando fiato alle trombe più stonate della propaganda allorquando ha vinto la prima scaramuccia sul ricorso al Tar intentato dal Comitato No Cave. Una vittoria di Pirro, come gli eventi successivi si sarebbero incaricati di dimostrare così impietosamente. Un vero e proprio, colossale, pasticcio, dunque, che chiama direttamente in causa la responsabilità politica ed amministrativa del Sindaco e della Giunta ed è anche per questo che avremmo voluto veder sottoscritta l'ordinanza dal Primo Cittadino, anzichè da un funzionario comunale: le firme hanno nella fattispecie lo stesso effetto, ma non certo lo stesso valore ed in questo caso sarebbe stato necessario che emergesse come avrebbe meritato tutta la responsabilità del Capo di questa Amministrazione, affinchè risultasse chiara a tutti i gualdesi l'autocertificazione di questo vergognoso fallimento. La sospensione dell'attività che da cautelativa va a nostro avviso resa definitiva è una vittoria nostra e dei cittadini gualdesi che in questi tre anni si sono adoperati contro una scelta disastrosa, contro questo fallimento previsto, annunciato e sempre puntualmente denunziato. E' una vittoria di Sinistra per Gualdo che non ha mai fatto mancare in questa vicenda azioni concrete, vigilanza e richiami forti, seppur in perfetta solitudine tra le forze politiche locali. E' una vittoria dei cittadini del Comitato No Cave che hanno dedicato tempo e denaro per provare a fermare lo scempio ed è una vittoria dei cittadini che più recentemente hanno ridato vita alla Comunanza Agraria dell'Appennino gualdese e che non hanno fatto mai mancare attenzione alla questione, ne hanno rimarcato l'indecenza e ne hanno chiarito le contraddizioni in materia di usi civici. È, in definitiva, una vittoria di Gualdo, della Gualdo migliore dei beni comuni, che agisce e si raccorda per difendere il territorio e il patrimonio collettivo dall'assalto privatistico e senza scrupoli, per imporsi politicamente e per imporre ai decisori politici pro-tempore un'agenda per un modello di sviluppo diverso e sostenibile, per contrastare una Giunta che sta letteralmente ribaltando il senso dell'articolo 42 della Costituzione: con essa la funzione sociale della proprietà privata è divenuta funzione privata della proprietà pubblica. Sul capo della vicenda delle cave di Vaccara restano un interrogativo pesante da sciogliere ed un atto politico dovuto su cui affrettare ed anticipare le conclusioni. L'interrogativo: una ditta ha scavato tre anni e s'è portata via tonnellate di materiale in maniera pressochè illegittima; chi pagherà il conto economico ed ambientale??? Nel frattempo che si trovi una risposta, il Sindaco e la Giunta facciano l'unica cosa cui li obbliga l'esito senza appello di questa vicenda: dimissioni immediate. Almeno a questo modo abbiano la compiacenza di saldare il debito che sono chiamati a corrispondere alla collettività gualdese ed alla sua montagna.
Oggetto : Interrogazione inerente l'approvazione dei progetti “ Parchi di quartiere”
Premesso che
• Tra Cava Mancini di Socci Romana e C. s.a.s. Ed il Comune di Gualdo Tadino è stata stipulata la convenzione rep. 11329 del 17.09.2010 regolante i rapporti per l'esecuzione del reinserimento ambientale delle ex cave Edelweiss e Bombetta e di recupero ambientale della ex cava Umbria Crabonati; • L'art. 14 lett d) della suddetta convenzione prevede che entro due anni dal rilascio dell'autorizzazione (avvenuta il 24.11.2010) per l'esecuzione degli interventi di cui sopra, la ditta Cava Mancini s.a.s. “dovrà provvedere alla demolizione e ricostruzione dell'ex Opificio industriale insistente sulla Part.145 del foglio n. 29”. In alternativa e previa specifica richiesta del Comune, la ditta Cava Mancini s.a.s. dovrà eseguire interventi diversi da concordare con l'amministrazione Comunale per un importo totale di 250.00,00 euro;
Ricordato che
• Con delibera n. 209 del 11 – 07-2012 la Giunta Comunale all'unanimità deliberava di realizzare quattro parchi di quartiere nelle aree : campetti di San Rocco , area CVA Biancospino, Area Cva Cartiere, ex area container Cerqueto;
Evidenziato che
• La Regione dell'Umbria con comunicazione a firma del responsabile della struttura organizzativa del servizio usi civici Dott. Sandro Ciani e del Dirigente Dott. Francesco Grohmann prot. 128532 del 28/08/2012 comunicava al Sindaco che : “ Relativamente alla DGC 209/2012 si significa che la normativa in vigore, impone alle associazioni agrarie gravate dal diritto di uso civico di migliorare o incrementare il patrimonio, nel caso specifico la definitiva demolizione di un opificio in cambio della realizzazione di 4 parchi di quartiere si ritiene che non soddisfi le finalità anzidette”;
Sottolineato che
• Nella relazione del collegio dei revisori dei conti allegata al conto economico consuntivo a pagina 35 si legge testualmente : “ In relazione alla convenzione per la vendita del materiale lapideo , il Collegio, stante la delibera della Giunta Comunale n. 58 del 11/03/2013, invita l'ente ad esperire, senza indugio, tutte le azioni ed atti necessari per l'incameramento delle polizze fidejussorie prestate dalla società in sede di gara;
Tutto ciò premesso
Si interroga per conoscere
• Se ed in che modo l'amministrazione Comunale in merito alla realizzazione dei 4 parchi di quartiere, ha tenuto conto della comunicazione prot. n. 128532 del 28/08/2012 e se vi sono atti che giustifichino tale iniziativa; • Quali iniziative l'Amministrazione intende mettere in campo per dare seguito alle sollecitazioni del collegio dei revisori dei conti rispetto all'incameramento delle polizze fidejussorie presentate dalla società in sede di gara
Lo spettacolo indecoroso al quale, alla pari di tantissimi militanti, ho assistito in questi giorni, mi porta a fare alcune considerazioni a “cuore aperto”, lo faccio perchè tengo al futuro del mio partito, ma in maniera particolare a quello del mio paese, della mia regione e della città in cui vivo. Ormai è chiaro, dopo la sequela di atti che hanno manifestato l'inadeguatezza dell'attuale gruppo dirigente, che la ruota deve girare, questo deve avvenire in fretta attraverso un congresso che sia sede di discussione franca e non l'ennesima conta fra capi bastone o presunti tali ormai politicamente morti. Si avvii quindi immediatamente la fase congressuale, si riparta dai contenuti, si archivi per sempre una fase conflittuale che ha portato solo danni e si recuperi l'iniziale originalità del PD del 2007, innovando una volta per tutte l'offerta politica di cui c'è un urgente bisogno. Basta per sempre col partito della conservazione del sistema, il PD deve iniziare a scrivere una storia nuova , non ancorata al passato, agli ex o ai post e soprattutto non deve tendere ad una riproposizione del centro – sinistra come generico campo del progressismo, ma avere il coraggio di fare il salto di qualità dando ad una nuova classe dirigente l'opportunità di costruire finalmente un partito che faccia del rispetto del pluralismo culturale il vero trampolino di lancio per un costruire futuro autenticamente riformatore ed innovatore. In un momento così delicato e difficile, dobbiamo dimostrare di avere idee e progettualità a partire dai territori, la rabbia ed il senso di smarrimento di questi giorni, devono lasciare spazio alla fermezza ed alla determinazione, per trovare le soluzioni migliori, per rispondere alle esigenze stringenti delle famiglie e delle imprese. Per questo occorre che l'attuale classe dirigente del partito, che ha dimostrato di essere estranea alla realtà che la circonda, si faccia da parte una volta per tutte ed offra subito una disponibilità al cambiamento, tempo da perdere non ce n'è più. Bene quindi gli stimoli che spronano al cambiamento, ma al PD spetta di dimostrare, a partire dai territori, di essere in grado di esprimere una nuova classe dirigente, dinamica ed aperta alle novità ed alle sollecitazioni su temi molto sentiti dai cittadini come il lavoro, i costi della politica, l'ambiente, il sociale. Per fare tutto ciò non occorrono nuovi partiti, ma un partito rinnovato forte ed autorevole, la sfida è difficile ma dobbiamo accettarla, giocarla e possibilmente vincerla. Mettiamoci tutta la passione e la voglia che abbiamo dentro, non facciamoci rubare la speranza ed andiamoci a prendere il futuro.
Nella settimana appena conclusa si sono svolti due importanti appuntamenti per l’amministrazione comunale, di quelli che possiamo definire topici e in cima alla lista delle priorità della giunta Morroni. Martedì la conferenza stampa che ha segnato un passo avanti fondamentale verso la riapertura dell’ex ospedale Calai. È stato presentato il “Piano di valorizzazione” della struttura, che risulta essere persino migliore e ampliato rispetto al protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre. Tra i nuovi servizi che verranno attivati – oltre a quanto già stabilito – evidenziamo con favore il trasferimento de ‘Il Germoglio’ che passerà dagli attuali 20 a 35 posti e l’attivazione di 10 posti come centro diurno per minori. Un’altra importante novità sancita con il nuovo protocollo d’intesa è rappresentata dal fatto che tutta la fase di progettazione sarà a carico dell’Asl, sgravando così l’Easp da ogni onere economico. Il nuovo direttore generale dell’Asl dott. Giuseppe Legato ha affermato infine con estrema chiarezza che tempi di realizzazione dei lavori, compreso il trasferimento, saranno molto brevi. Oltre a questo, ieri, si è svolto un altro importantissimo evento, l’inaugurazione dell’Albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo, che dimostra che la sinergia tra l’intraprendenza del privato e l’attenzione dell’amministrazione Morroni allo sviluppo turistico e all’offerta ricettiva della nostra città, ha prodotto ottimi frutti. I migliori complimenti e uno speciale “in bocca al lupo” vanno ad Eleonora Fioriti che si occuperà della gestione. La cura nei dettagli, la posizione centralissima, la cortesia e la competenza del personale ci offrono una perla di cui tutti i gualdesi dovrebbero essere fieri. Un'altra progettualità che vede la luce, un altro tassello importante nell’ambito dello sviluppo turistico, un risultato che trova spazio nella lista, sempre più lunga, delle idee annunciate, approfondite, sviluppate e poi realizzate dalla giunta Morroni. La migliore riposta che si possa dare ai cittadini in un momento politicamente così incerto e avvelenato è quella della prova dei fatti: concretezza e risultati caratterizzano un’amministrazione impegnata e attiva. Il rilancio della città passa, necessariamente, lungo queste direttrici: la riapertura della struttura dell’ex Ospedale Calai e lo sviluppo turistico con un’offerta sempre più ricca. Riteniamo che i progetti portati a compimento siano la più importante risposta al disfattismo, al qualunquismo e alle critiche vuote e pretestuose. Chi continua a cullarsi nella politica del “tanto peggio, tanto meglio” si rassegni: la Città si sta rimettendo in moto e sta riacquisendo i propri colori, quelli che l’hanno resa una città fiorente e sviluppata, lontana dal grigiore in cui è stata condotta negli ultimi decenni. La differenza è sotto gli occhi di tutti e i cittadini sapranno fare le proprie riflessioni, raffrontando il passato con quanto realizzato e con quanto porteremo a compimento nel brevissimo futuro.
Di Riccardo (del 08/04/2013 @ 12:43:00, in - Politica, linkato 323 volte)
Credo che ognuno di noi, in questi giorni, di fronte all’impotenza ed all’incapacità della classe politica a dare un governo al nostro paese, si pone interrogativi, fa congetture, esprime dei desideri. Il malessere espresso dai dirigenti del Pd di Gualdo verso i vertici del partito a livello nazionale (e non solo) è un sentimento alquanto diffuso. Lo stallo post elettorale non promette nulla di buono ed il Pd ne è, suo malgrado, uno dei protagonisti principali. Avendo una netta maggioranza alla Camera (in virtù della legge elettorale), anche se non al Senato (per lo stesso motivo), è il partito che deve muovere le pedine per la formazione del nuovo governo, ma è imbrigliato tra il vorrei ma non si può (con i Grillini che, però, non ci stanno) ed il dovrei ma non posso (con il Pdl che, però, è visto dalla sinistra interna come la peste). E così, a due mesi dalle elezioni, non abbiamo ancora un governo e niente lascia presagire che ne avremo uno nel futuro prossimo. In questa posizione di stallo il Pd si sta lacerando in una divisione interna sempre più latente tra chi vorrebbe un governo di scopo (accordo con chi ci sta con pochi obiettivi da realizzare in tempi brevi per poi tornare alle urne con una nuova legge elettorale), e chi insiste per stanare i Grillini sperando in una loro spaccatura. Purtroppo lo stallo è insito nella natura stessa del Pd, ancorato per buona parte ideologicamente a sinistra e spinto pragmaticamente da un’altra fetta (ex democristiani ed altri non legati alla storia del Pci) verso un centro disposto a scendere a patti con chiunque pur di arrivare ad una soluzione. Una bipolarità destinata a provocare lacerazioni profonde (c’è chi adombra addirittura una scissione imminente) che può essere scongiurata soltanto con una scelta radicale: la conversione ad una legge elettorale sulla falsariga della elezione dei sindaci con un doppio turno. A quel punto non c’è discussione. Chi prende un voto in più ha la maggioranza per governare e governa (naturalmente va riformato il Senato che oggi così com’è è solo un tappo che blocca il meccanismo della democrazia statale). Fino ad ora il Pd ha sempre evitato questa strada soprattutto, mi sembra, per il timore che potesse vincere Berlusconi. Ma sono convinto che sia questo il percorso da intraprendere con decisione per traghettare il nostro sistema politico verso una forma di democrazia finalmente operativa. Il giorno dopo le elezioni ci sarebbe il governo pronto ad entrare in azione senza aspettare i mesi come sta accadendo ora. E sulla falsariga della normativa per l’elezione dei sindaci non si dovrebbero permettere i ribaltoni comprando i parlamentari disposti a cambiare maglia dall’oggi al domani: se il capo del governo viene sfiduciato si va a casa subito e si ritorna a votare Riflettano i pidiellini locali e si facciano promotori di una iniziativa di pressione verso i vertici del partito: “fate un governo a tempo con chi ci sta per riformare la legge elettorale introducendo il meccanismo maggioritario con il doppio turno (e la reintroduzione delle preferenze) e poi via al voto con la certezza di dare finalmente un governo stabile a questa martoriata Italia”.
Sono passati oltre quaranta giorni dal voto per le elezioni politiche ed il panorama rimane confuso e senza una prospettiva chiara. Il Partito Democratico, pur risultando il più votato, non riesce a trovare una linea d’azione e di indirizzo riconoscibile mentre le tensioni interne prendono il sopravvento facendo passare l’idea che le beghe interne vengono prima degli interessi del paese. A partire dalla imminente elezione del nuovo Presidente della Repubblica il Partito Democratico deve ritrovare, con atti concreti, una linea chiara e di ampio respiro che trasmetta a tutti gli italiani una immagine di serietà e responsabilità. Questo atteggiamento ondivago si riflette anche nella vita interna del partito; la convocazione del nuovo congresso, prevista da statuto entro questo mese, è ad oggi incerta mentre si rincorrono dichiarazioni che prospettano gli scenari più diversi. Pensare di portare avanti la vita politico del partito con organismi eletti nel 2009 è senza dubbio fuori dalla realtà ma, allo stesso tempo, non si può certo pensare di svolgere le vicende congressuali non tenendo conto della gravissima difficoltà in cui verte il paese e a ridosso delle scadenze elettorali previste nel prossimo anno; anche su questo fronte pretendiamo dai vari livelli dirigenziali un atto di chiarezza e di responsabilità. Questo atteggiamento non può, ovviamente, essere limitato soltanto alla vita interna del partito ma deve riacquistare centralità anche nelle vicende amministrative regionali; un ruolo chiave spetta alla Regione Umbria chiamata a fare scelte decise e risolutive ben oltre quanto fatto finora. La gestione di vicende drammatiche (Umbria Mobilità, Gesenu, Umbria Acque) non può essere affrontato con una politica di breve orizzonte che rimanda nel tempo problemi che invece sono improrogabili; da chi ha l’onore e l’onere di governare pretendiamo scelte, magari dolorose, ma coraggiose e coerenti, a partire dalla miriade di agenzie e strutture burocratiche che, non solo rappresentano un costo, ma frenano l’attività degli enti locali e del tessuto produttivo umbro. Allo stesso modo quanto prima è necessario rivedere quello di cui gli enti locali, e quindi tutti i cittadini, si fanno carico e che viene banalmente definito “costo della politica”; il populismo e l’antipolitica non si sconfiggono voltando lo sguardo altrove ma con atti concreti e visibili. In questo delicato frangente deve essere rilanciato il ruolo dei circoli e degli iscritti, troppo spesso derubricati a riserva di consenso da cui pescare nei momenti di bisogno. Se i gruppi dirigenti del nostro partito ogni giorno danno segnali di profondo scollamento dalla realtà e dal sentire comune è dovuto anche all’aver abbandonato la frequentazione dei circoli che invece conoscono e percepiscono, sicuramente meglio di altri, quello che accadde nel paese. Allo stesso modo le vicende nei comuni debbono necessariamente essere gestite e guidate a livello locale; la oramai “consueta” abitudine di personaggi che alla vigilia di scadenze elettorali arrivano a proporre ricette miracolose, magari solo per elemosinare qualche voto in vista dei congressi, è una pratica non più tollerabile. Al ripetersi di queste situazioni non ci accontenteremo delle alzate di spalle di qualche dirigente, magari di secondo piano, ma chiameremo tutti pubblicamente a farsi carico delle proprie responsabilità.