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 In ogni luogo, comunque, una allegra combriccola... di Sandro
 
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Siccome sono democratico, comando io.

Totò
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Sandro (del 01/08/2010 @ 12:28:16, in Società, linkato 203 volte)

Qui a Gualdo è attuale la diatriba scaturita dalle nascite all'ospedale comprensoriale di Branca, ma anche altrove non scherzanoL'appartenenza anagrafica è un problema non da poco. Qui a Gualdo è attuale la diatriba scaturita dalle nascite all'ospedale comprensoriale di Branca, ma anche altrove non scherzano. La burocrazia e il potere del timbro sembrano inattacabili. quella che segue è una storia che sembra demenziale, ma è purtroppo vera: Nasce in volo, ma non esiste. Bimba in cerca di un' anagrafe.
Senza luogo, né ora, né ospedale. Eppure è nata. E' la storia di
Alessandra, la piccola nata il 21 luglio scorso su un'eliambulanza nei cieli di Alessandria ancora in cerca di un ufficio anagrafe che la registri. E' la prima bimba in Italia venuta alla luce non su un'areo di linea e ha mandato in tilt la burocrazia del Paese. Per la legge Alessandra non esiste.
Colpa di cavilli burocratici che non hanno previsto questa 'variante'. Se si nasce su un volo di linea o su un elicottero si atterra normalmente in un aeroporto dove c'è un direttore, il pilota gli consegna il giornale di bordo su cui è annotata la nascita e il luogo sorvolato in quel momento, lui la comunica all'Anagrafe di quella località e il gioco è fatto.
Ma quella di Alessandra è un'altra storia. Quando si nasce sull'elisoccorso questo non atterra in un aeroporto, ma in una base, e nella base non c'è il direttore: cioè quell'anello che ha il compito di portare all'anagrafe i dati della neonata e registrarla.
Per ora la piccola, figlia di una coppia romena, è stata registrata solo al comune e non ha un codice fiscale. Si sta occupando del' caso' il responsabile del 118 che ha individuato una possibile soluzione: "Incontreremo il pilota  - spiega il dottor Lombardi - e in base al giornale di bordo stileremo un documento che consegneranno al comandante. Lui lo manderà all'ufficiale di Stato civile del paese sulla cui verticale è avvenuta la nascita".
Resta ancora da capire se per indivduare il momento esatto dalla nascita ci si debba attenere al taglio del cordone ombellicare o al momento i cui la testolina prende la prima luce.Insomma,niente di nuovo: i soliti meandri della burocrazia. (tgcom)

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 01/07/2010 @ 17:21:42, in Società, linkato 88 volte)

L’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino ha reso omaggio ai quattro partigiani gualdesi (Alessandrino Busetto, Corradino Anastasi, Riccardo Travaglia e Giuseppe Iacopetti) fucilati il 1 luglio 1944 dai nazisti in ritirataCommemorazione eccidio di Piazza Martiri.

L’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino ha reso omaggio ai quattro partigiani gualdesi (Alessandrino Busetto, Corradino Anastasi, Riccardo Travaglia e Giuseppe Iacopetti) fucilati il 1 luglio 1944 dai nazisti in ritirata. L’eccidio avvenne nella centrale Piazza Vittorio Emanuele II, che successivamente prese il nome di Piazza Martiri della Libertà in memoria di quella tragedia. Il vicesindaco Erminio Fofi e l’assessore Alessio Moscatelli hanno deposto un mazzo di fiori dinanzi alla lapide che ricorda la strage a cui i nazisti costrinsero ad assistere numerosi cittadini, tra cui donne e bambini. L’omaggio ha inteso anche commemorare tutti i gualdesi caduti per la libertà del nostro Paese.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 24/06/2010 @ 10:46:22, in Società, linkato 77 volte)

Il dovere di vivere, il diritto di morire. Sala del Cittadino, Rocca Flea di gualdo Tadino giovedì 1 luglio ore 9.30

 
Di Fabbrizio (del 10/06/2010 @ 10:37:06, in Società, linkato 365 volte)

Tre fratelli, gualdesi e macaronì. Dalla Capezza all’inferno del lager.

Tre fratelli, gualdesi e macaronì. Dalla Capezza all'inferno del lager.

Il gualdese Tommaso Filippetti, dopo essersi sorbito tutta la Grande Guerra,  aveva attraversato le alpi a piedi, alla ricerca di pane e lavoro, che aveva trovato nelle miniere della Lorena, nel dipartimento di Meurthe-et-Moselle, a confine con il Lussemburgo, in quelle cittadine dai nomi tanto familiari ai gualdesi: Audun-le-Tiche, Villerupt. Esch-sur-Alzette, Thionville. Successivamente viene raggiunto dai fratelli Mariano e Filippo.
La loro vita è dura, tra carbone e guerra,  fatta di sudore e pregiudizi, come testimonia un piccolo episodio che vede protagonista il piccolo Angelo (in seguito sindaco di Audun-le-Tiche), figlio di Tommaso, che si prende una sberla dal vecchio sindaco Jubert. Mentre gioca con gli amici per strada, il pallone colpisce il sacro sedere di Madame Jubert:
“Macaronì, sale petit rouge!”.
Vengono deportati in 14, la mattina del 3 febbraio 1944.
“Sono scesi a prenderli in fondo alla miniera… con il permesso dei padroni”: è il racconto disperato delle mogli. Non potevano accettare quella complicità dei padroni con la Gestapo. I loro mariti erano stati arrestati durante il loro lavoro di stenti, sporchi, coperti dalla polvere scura del ferro che incollava le palpebre, le mani legate da corde, gli occhi bendati da cui gocciolavano sudore e sporcizia.  (Aurèlie Filippetti, Gli ultimi giorni della classe operaia, Marco Tropea editore, 2004).
Gli arrestati appartengono tutti al gruppo partigiano “Mario”, di cui fanno parte anche i Filippetti, un nucleo della resistenza collegato ai fratelli Rosselli che cerca di opporsi alla prepotenza nazista. Da queste parti transitano i prigionieri diretti ai campi di sterminio, la resistenza li aiuta a fuggire e a nascondersi.
Dopo la cattura, Tommaso, Mariano e Filippo vengono deportati nel campo di concentramento di Dora-Mittelbau, comando distaccato del lager di Buchenwald.
I Filippetti arrivano al campo di Dora assieme ad altre centinaia di prigionieri. Le scene sono tristemente famose: un treno bestiame carico di prigionieri, la raccolta degli internati al centro del campo, la sbrigativa schedatura a mano a mano che passano davanti al tavolo dei nazisti. I numeri di matricola che vengono loro assegnati, in ordine progressivo (89589-89590-89591), lasciano facilmente immaginare come gli spaesati fratelli, in quella bolgia umana, si tenessero quasi per mano.
Erano tre fratelli, cresciuti insieme, si abbracciavano, si amavano. Ma non presentivano che cosa sarebbe avvenuto di loro. Un fratello di notte hanno portato nel lager. Sono rimasti due fratelli, speravano che tornasse. Ed essi cantano la canzone della sua lontananza. Tre fratelli uno dietro l'altro, fusi in un essere solo,  divisi per sempre, lontano uno dall'altro.    Rasim Sejdic (poeta zingaro)
In seguito i tre fratelli vengono separati: Mariano rimane a Dora, Tommaso è trasferito al lager di Bergen-Belsen e Filippo finisce a Dachau.
L’epilogo è tragico. Tommaso e Mariano non sopravvivono, Filippo riporta a casa quello che resta di lui. Filippo non parlerà mai della sua esperienza nel lager di Dachau, chiudendosi in un mutismo insuperabile; muore nel 1969.
Ricorda Alvio Filippetti, uno dei figli di Tommaso: “La Germania è a due passi, ma in tanti anni non ci abbiamo mai messo piede”.
La grande avventura dei Filippetti, cominciata nei vicoli della Capezza, finisce con l’ingresso a Dora:
Essi ti hanno dato un nome di donna: Dora. Tu avresti dovuto rasserenare le fronti stanche. Ti hanno dato un nome di donna: Dora. Per ingannarci una volta ancora. Tu eri Dora, una donna di pietra. Migliaia e migliaia sono morti tra le tue braccia. Migliaia ti hanno maledetto. Il tuo respiro era gelido. Il tuo sorriso di ghiaccio. Il tuo bacio veleno.  Stanislas Radimecki

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 09/02/2010 @ 16:16:29, in Società, linkato 242 volte)

Il Comune di Gualdo Tadino celebra mercoledì 10 febbraio il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe Il Giorno del Ricordo a Gualdo Tadino

Il Comune di Gualdo Tadino celebra mercoledì 10 febbraio il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.
L’evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura per porre l’attenzione su una tragedia umana che rappresenta una delle pagine più controverse e spesso dimenticata della storia contemporanea. “Il Giorno del Ricordo, che è stato istituito con legge nazionale – sottolinea il vicesindaco e assessore alla cultura Sandra Monacelli - non rappresenta una semplice ricorrenza a l’assessorato intende rendere omaggio, ma la memoria sul dramma di migliaia e migliaia di famiglie i cui cari sono stati uccisi e gettati nelle foibe.”
La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è infatti quella che interessò i territori dell'Istria a partire dall'autunno del '43, subito dopo l'armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate, torturate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell'esercito di Tito.
Ancora oggi, dopo circa sessant'anni, non ci sono cifre ufficiali relative alle vittime della prigionia e, soprattutto, di coloro che furono torturati e gettati vivi nelle voragini rocciose dell’altopiano del Carso.
Per celebrare il “Giorno del Ricordo" il Comune di Gualdo Tadino organizza per mercoledì 10 febbraio con inizio alle ore 16, presso la Mediateca del Museo dell’Emigrazione in Piazza Soprammuro, un pomeriggio di analisi, cui interverranno docenti di storia delle scuole gualdesi, per diffondere, anche con l’ausilio di filmati, la conoscenza di quei tragici eventi che costrinsero anche centinaia di migliaia di italiani a lasciare le loro case, spezzando secoli di permanenza continuativa in quei territori.

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 08/02/2010 @ 12:20:13, in Società, linkato 284 volte)

Nuova professione: il tronosta... Ieri in discoteca c'era Costantino.
.. e chi è Costantino .. un ex della PFM, o dei Nomadi?
Ma che stai a dì bà, è uno di Uomini e Donne E allora, che faceva? cantava, ballava? ... è un artista?
... ma quale artista bà, faceva il tronista!
Il tronista? e che mestiere è?
Lascia perde bà , non c'hai i neuroni del 2000!
Ho capito io sò rimasto a mamma mia degli ABBA, ma 'sto Costantino l'hanno pagato?
Hai voja se l'hanno pagato, penso pure parecchio!
Allora se ha preso li sòrdi, e quarche euro era puro 'r mio, vor dì che ha fatto 'no show?
ehhhmm .. ha fatto il vocalist e poi ha firmato gli autografi.
Allora cantava, c'ha 'na bella voce?
Proprio non vòi capì bà, senza il neurone del 2000 sei out; comunque era 'na palla e qualche ragazzo ha cominiciato a gridaje sceeee....moo, scee...mooo Ah, meno male, allora la gioventù d'oggi non è tutta guasta! però dove'
pagà 10 gneuri p'annà a gridà scee..moo sce...moo a quarcheduno, nun me pare er mejio investimento, chissà si è più scemo lui o chi perde il suo tempo a fa' la fila per avere l'autografo de uno co' du' professioni che manco sullo zanichelli o 'l devotooli l'ho trovate!
Hai ragione bà, ma mò è così! che vòi fa!? ..... sei milioni di italiani guardano il grande fratello e uomini e donne, non saranno mica tutti deficienti?
Core de babbo, penso proprio de si.

... e intanto c'è una fabbrica che non vuole morire, ma se invece di fare la fila per un autografo studiassimo qualche minuto in più per l'innovazione e la ricerca?

Maurizio Biscontini

 

 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 02/02/2010 @ 16:43:13, in Società, linkato 293 volte)

OPERA SALESIANA SAN ROBERTO - GUALDO TADINOOPERA SALESIANA SAN ROBERTO  GUALDO TADINO

 INVITO

Nell’ambito della Festa di Don Bosco 2010, il 5 febbraio alle ore 18,00 nella sala multimediale del Verde Soggiorno, è previsto un confronto tra i Salesiani e la cittadinanza di Gualdo Tadino in tutte le sue espressioni: enti pubblici,associazioni,istituzioni scolastiche e quanti interessati al tema in oggetto:

“ I Salesiani a Gualdo Tadino dal 1985. Cosa fare oggi in situazioni così diverse?”

Il confronto verterà sull’attualità dell’Oratorio, sui gruppi presenti e sulle attività che si svolgono. Si parlerà poi di alcune iniziative da programmare insieme
- II edizione de “ I magnifici sette “ Cineforum ( febbraio-marzo)
- Il pellegrinaggio a Torino per la Sindone e la visita ai luoghi salesiani.
- Il Grest edizione 2010.
- Le tre Sere.
-Il Convegno Exallievi del 6 giugno 2010.

Gli invitati sono pregati di portare altre idee e iniziative da realizzare presso i Salesiani .Esse possono di tipo culturale ricreative, sportive, educative…dal momento che si dispone di impianti sportivi,cinema-teatro,sale riunioni,cucine e sale da pranzo,una splendida collina e ampio parcheggio. Vi aspettiamo numerosi!.

Per la famiglia salesiana di Gualdo Tadino,
Il direttore Don Nicola Cupaiolo

 
Di Sandro (del 25/12/2009 @ 00:00:01, in Società, linkato 130 volte)

A tutti gli amici Buon Natale e Felice Anno

Buon Natale e Felice Anno a tutti gli amici di Allegra combriccola

 
Di Sandro (del 01/11/2009 @ 11:50:54, in Società, linkato 294 volte)
Considerazioni romanesche... 'N SORISO

'N SORISO
Che me costava 'n soriso ieri, sulla porta
quanno tu, delicata e ingenua,
m'hai comprato le MS senza filtro
'nvece de le Marlboro?
 
Che me costava 'n soriso all'incrocio
quanno 'na vecchietta bacucca
m'ha attraversato cor rosso
e m'è toccato inchioda' de brutto?
 
Che me costava 'n soriso alla cassiera der supermercato
quanno stavo a pagà,
dopo che pe' dimme du'euri
m'ha sputato sui facioli e sulli pommodori?
 
'N soriso, dimoselo,
nun se fa fatica a fa 'nsoriso
e stasera, quanno magnerò le pasta scotta
penzando che l'hai fatta colle mani tue dorci e delicate,
che me costerebbe fatte 'n soriso?
 
E ar collega mio che la matina arriva tardi
e nun fa un cazzo tutto er giorno,
che me costerebbe a faje 'n soriso?
 
E anche a sto stronzo puzzolente
che me stà a pistà er calletto de continuo
mentre sto su 'a metro
de ritorno stanco morto de lavoro,
nun me costerebbe gniente faje 'n soriso.
 
Come pure ar capoufficio
che rompe li cojoni de continuo,
che me costerebbe faje 'n soriso?
 
Certo nun me costerebbe proprio niente..... .....
 
Ma...
perchè... ...
se li mannassi AFFANCULO
me costerebbe quarche cosa?????
 
Autore sconosciuto
 
Di Sandro (del 28/08/2009 @ 11:20:16, in Società, linkato 294 volte)

La teoria del barattolo di maionese vuoto e di due bicchieri di vino.Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!
“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.
“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”
“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.
Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.

Autore sconosciuto

 
Di Sandro (del 16/08/2009 @ 16:58:59, in Società, linkato 146 volte)

Un allarme che suona spesso è come se non esistesse perchè non viene preso sul serio dai vicini che dovrebbero poi dare il vero allarme.In questo mondo di ladri, la proprietà privata è da custodire e preservare usando tutti i mezzi legali disponibili. I media ogni giorno ci raccontano di violenze perpetrate a cittadini impotenti convinti di essere al sicuro nelle proprie abitazioni e il lumicino della speranza che gli attacchi avvengono alle grandi proprietà o più semplicemente ai ricchi è stato demolito dalle cronache quotidiane e il rimedio, forse, è di ricorrere ai sofisticati sistemi di prevenzione che un prosperoso mercato offre sempre più diffusamente. Sensori e allarmi, collegati a centrali operative o affidati alle potenti e stridule sirene sono oramai presenti sulla gran parte delle facciate delle abitazioni e la bella stagione e le temperature che ci consigliano di vivere all'aperto ci danno la coscienza anche sonora della grande diffusione di tale deterrenti. Ma, le nostre povere orecchie e la quiete e la tranquillità che tanto faticosamente ricerchiamo dove va a finire? è giusto essere svegliati in piena notte o sussultare di giorno per l'improvviso sibilo di questi avvisatori acustici? Forse sì, e il rimedio sarebbe sopportabile se la fastidiosa performance sonora fosse causata dall'intrusione di malavitosi negli ambiti protetti e non al cattivo funzionamento del sistema di sicurezza come è dimostrato dalla grande quantità di falsi allarmi rispetto alle effrazioni. Inoltre quest'ultima considerazione mi induce anche ad una riflessione: un allarme che suona spesso è come se non esistesse perchè non viene preso sul serio dai vicini che dovrebbero poi dare il vero allarme.

 
Di Sandro (del 27/07/2009 @ 11:26:22, in Società, linkato 230 volte)

La grande domanda: Se eri un bambino negli anni '50, '60 o '70, come hai fatto a sopravvivere? La grande domanda: Se eri un bambino negli anni '50, '60 o '70, come hai fatto a sopravvivere?
Un amico, uno di quei due o tre che se anche vedi di rado hai nel cuore e nella testa e che ti suscita emozioni e ricordi mi ha inviato una mail con un allegato, Noi sopravvissuti. Lo voglio condividere con voi.
L'allegato è semplice, sintetico, schematico e di certo i giovani non possono capire a pieno il messaggio e le verità che sono contenute in questo elenco ma una riflessione su ciò che siamo e dove andiamo possono farla. Per tutti gli altri è un amarcord senza fine, un susseguirsi di ricordi, di situazioni, di passioni vissute semplicemente, in un momento magico di grande evoluzione.
Nati in abitazioni dove non c'era la tele o il frigo in meno di venti anni abbiamo assistito ad un allunaggio e tralascio tutto il resto perchè è accademia e pur se incredibile è una semplice realtà.
Scorrete le poche pagine dell'allegato e vi garantisco che un piccolo nodo alla gola vi verrà.

Leggi l'allegato qui

 

 
Di Sandro (del 12/04/2009 @ 00:00:01, in Società, linkato 204 volte)

Buona Pasqua a tutti gli amici di Allegra Combriccola

 
Di Sandro (del 08/03/2009 @ 00:00:01, in Società, linkato 246 volte)

Festa della donna 2009

Donna, delicatezza, dolcezza, dedizione, dono. Il più bel dono che la vita dà ad un uomo.
Infiniti auguri alle creature più complicate e meravigliose del creato!

 
Di Sandro (del 17/12/2008 @ 17:57:18, in Società, linkato 421 volte)

Un sorriso aiuta a passare meglio la giornata!Un padre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto. Presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto segue:

"Caro papà, mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è così carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce. Ma non è tutto, papà: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno più la cocaina e l'ecstasy di cui hanno bisogno.
Nel frattempo, spero che la scienza trovi una cura per l'AIDS così Abdul potrà stare un po' meglio: se lo merita! Papà, non preoccuparti, ho già 15 anni e so badare a me stessa. Inoltre Abdul, forte dei suoi 44 anni di età, mi segue e mi consiglia al meglio nelle scelte, come quella di convertirmi all'islam.
Spero di venire a trovarti presto così potrai conoscere i tuoi nipotini.

La tua adorata bambina."


P.S. tutte palle, papà! Sono dai vicini. Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene

 

 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 28/10/2008 @ 18:16:19, in Società, linkato 297 volte)

Gualdo Tadino - Italianità, per te cosa significa?Nel blog del Social Network di Gualdo e' iniziata una discussione su cosa significa per te essere italiano, siccome io non appartengo al Network e l'argomento mi sembra interessante, ne prendo lo spunto per globalizzarlo un po': cosa significa per te appartenere ad una comunita'?Essere gualdese, essere italiano, essere europeo, etc. Come si diventa appartententi ad una comunita'? Un certficato, come quello di nascita, di residenza, di naturalizzazione? L'avere delle basi culturali in comune come usi, costumi, religione? Cosa e' che qualifica qualcuno come italiano o come gualdese per essere pratici? A livello generico e' facile: Roma Palermo, Venezia, Milano? Un pezzo di carta che dice che sono nato e cittadino italiano, ma questo mi da' l'appartenza? Gli usi e costumi sono diversi da regione a regione, quasi da citta' e citta', qual'e' il denominatore comune? C'e' una bandiera che accumuna tutti durante le finali dei campionati di calcio: togliamo il calcio e la bandiera, da dove nasce l'appartenza ad un unica nazione? Stesse condizioni per la gualdesita': il mio certficato di nascita' mi da' realmente il diritto di appartenza o c'e' bisogno di qualcosa altro di piu' importante?
Credo che sia un argomento interessante, pieno di stimoli e che puo' essere dibattuto senza entrare nella politica spicciola. Come qualcuno aveva chiesto.

Mauro Monsignori

 
Di Sandro (del 22/10/2008 @ 10:22:52, in Società, linkato 382 volte)

gUALDO tADINO - aBITUDINI NUOVE: DETERSIVI ALLA SPINACarovita, con gli acquisti alla spina si risparmia quasi 800 euro l'anno
La crisi e' grave, i prezzi aumentano, i consumi calano… o percorrono strade alternative. I consumatori si stanno, infatti, impegnando sempre più attivamente a individuare misure che consentano loro di risparmiare. In primo luogo, sulla spesa di tutti i giorni. E, allora, tutti a comprare prodotti "alla spina”, soprattutto se permettono di risparmiare quasi 800 euro l’anno! Si stanno diffondendo sempre più gli acquisti di latte, pasta, cereali e detersivi presso i distributori presenti nelle aziende agricole, in alcuni mercati, in numerosi supermercati e ipermercati. Secondo Federconsumatori , grazie a questa modalità di acquisto per latte e detersivi e consumando acqua di rubinetto, una famiglia, in un anno, può risparmiare 774,58 euro l’anno, pari a circa 64 euro al mese. Oltre a consentire notevoli risparmi, l’associazione ricorda che l’acquisto dei prodotti sfusi aiuta anche l’ambiente, visto che eliminando scatole, bottiglie, confezioni e flaconi, che occupano il 50% dello spazio nella nostra spazzatura, non solo il prodotto ha un prezzo notevolmente inferiore, ma si inquina anche di meno.
Acquistando prodotti sfusi e riciclando i propri contenitori, si calcola infatti che, in un anno, si risparmiano in media 750 mila confezioni.

Letto su "Soldi in tasca" scritto da Laura Simionato

 
Di Sandro (del 15/08/2008 @ 10:19:11, in Società, linkato 0 volte)

 

 
Di Gli amici della Allegra Combriccola (del 03/07/2008 @ 17:34:43, in Società, linkato 457 volte)

Tormentone in un villaggio vacanze della Riviera!

 
Di Sandro (del 22/05/2008 @ 16:55:04, in Società, linkato 1201 volte)

Gualdo Tadino by Allegra Combriccola - Nimby, acronimo inglese di «Not in my back yard», non nel mio cortile. Le martellanti informazioni dei media ci hanno indotto a posizioni anche estreme sugli scottanti temi di attualità. Criminalità, ambiente, opere pubbliche, ecc. ci hanno generato stati d’animo contrastanti con anche le ripercussioni politiche che conosciamo. Le soluzioni sono numerose, come le formazioni della nazionale di calcio che ognuno vorrebbe, ma il male va curato rimuovendo la causa e non curando l’effetto. A questo proposito voglio proporvi una diagnosi, che ritengo molto interessante, tratta da un editoriale di Maurizio Belpietro pubblicato su Panorama: “…Sull'onda dell'esperimento francese, intellettuali e politici si domandano se una commissione bipartisan possa, anche da noi, «liberare la crescita», approfittando del clima di concordia instaurato dal cambio di governo. Le opinioni sono tante. C'è chi parte dalla scuola, chi dalle infrastrutture, chi dalla semplificazione di norme e procedure che penalizzano ogni impresa. Tutti suggerimenti azzeccati e giustificati. Mi permetto di aggiungerne uno che credo meriti di non essere dimenticato. Oltre a intervenire su istruzione, strade e leggi, c'è bisogno di agire sugli italiani, i quali a parole vogliono far crescere il Paese, sottraendolo alle inefficienze delle caste, ma nella sostanza sono i primi a non volerlo fare. O ad averne paura.
Per spiegare meglio, racconterò due storie che mi è capitato di sentire un paio di giorni fa. La prima è ambientata a Saline Ioniche, piccolo comune calabrese a poca distanza dal mare. Qui negli anni 70, il boss della Liquichimica, Raffaele Ursini, tentò di impiantare una fabbrica. Doveva occupare molti operai. In realtà il lavoro non lo ha mai dato, lo stipendio sì, modesto, ma garantito dalla cassa integrazione.
Ora un gruppo energetico svizzero vorrebbe costruire a Saline una centrale a carbone, impianto che occuperebbe alcune centinaia di persone. Però la popolazione non ci sta: capeggiati da verdi e rifondatori comunisti, i cittadini temono l'inquinamento, anzi l'impatto ambientale in una zona da anni condannata al degrado. Fa niente se il progetto prevede emissioni inferiori del 50 per cento rispetto a quelle consentite per legge: i comitati anticentrale sono convinti che l'impianto a carbone sia pericoloso e in nome «di una battaglia globale contro i mutamenti climatici che stanno già colpendo la salute e l'economia» (cito testualmente) sono pronti alle barricate.
Ma se il carbone non va bene, non è ben visto neppure il biocarburante, che si può produrre con l'impiego di enzimi naturali e richiede impianti per nulla pericolosi, più simili a quelli di una distilleria di grappa che a quelli di una raffineria di petrolio. La fabbrica di Rivalta Scrivia dovrebbe trasformare il mais in bioetanolo, senza emissioni tossiche o impiego di metalli. L'idea però non piace agli abitanti, i quali per avversarla prima hanno tirato in ballo i rischi per l'ambiente, poi problemi di collocazione (la fabbrica oscurerebbe la vista del Monte Rosa, che sta a 200 chilometri di distanza), quindi lepri e fagiani (sarebbero disturbati dall'andirivieni di camion), infine la fame nel mondo: l'impianto trasformerebbe in benzina ecologica produzioni che potrebbero essere impiegate anche in campo alimentare, sottraendole alla tavola dei paesi poveri.
Le due storie nascono dalla stessa cultura e dicono di questo Paese più di tante indagini sociologiche. In Italia sono quasi 200 le opere pubbliche bloccate dalla sindrome Nimby, acronimo inglese di «Not in my back yard», non nel mio cortile. E, come si vede, l'opposizione al progetto ha poco a che fare con l'inquinamento, piuttosto con il timore del nuovo.
Non c'entra il carbone o il mais: è una sorta di terrore della crescita. Il nostro è un Paese che ama la comodità, ma non la modernità. Che vuole il progresso, ma senza i suoi costi.
Per far crescere l'Italia più che una commissione Attali servirebbe dunque un'istituzione che facesse ragionare gli italiani. Sono essi, per primi, a dover liberare la crescita. Soprattutto dai loro pregiudizi e dalle loro paure.”

 
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