Depotenziamento dell’ospedale di Branca? Sembra proprio di sì

Depotenziamento dell’ospedale di Branca? Sembra proprio di sìDepotenziamento dell’ospedale di Branca?
Sembra proprio di sì
Il dibattito politico è animato, in questi giorni, dalla denuncia del depotenziamento dell’ospedale di Branca a seguito della delibera della Regione nr 971 del 10/09/2018 che prevede un Nuovo Modello Organizzativo per la Rete Regionale dei Servizi di Diagnostica di Laboratorio.
Il nuovo sistema organizzativo è già diffuso nel nostro paese. Nell’Emilia Romagna, ad esempio, è dal 2002 che si è intrapresa questa strada.
Come si configura? Viene seguito il principio delle reti cliniche integrate seguendo il modello “HUB & SPOKE” (letteralmente: mozzo e raggi). In un numero limitato di centri HUB viene concentrata la casistica più complessa, o che necessita di più complessi sistemi produttivi. L’attività degli HUB è fortemente integrata, attraverso connessioni funzionali, con quella dei centri ospedalieri periferici (SPOKE).
Il modello Hub & Spoke parte dal presupposto che per determinate situazioni e complessità di malattia siano necessarie competenze rare e costose che non possono essere assicurate in modo diffuso ma devono invece essere concentrate in Centri regionali di alta specializzazione (HUB) a cui vengono collegati gli altri centri ospedalieri (SPOKE)
Tanto per fare un esempio il 118 è un HUB.
Nell’Emilia Romagna sono stati creati diversi centri HUB per le diverse patologie: Emergenza-Urgenza 118, Sistema raccolta e trasfusione di sangue, donazioni trapianto organi, grandi ustioni, cardiologia e cardiochirurgia, neuroscienze, grandi traumi, riabilitazione, e così via. E gli HUB non vengono concentrati in poche città, ma sono diffuse sul territorio a seconda delle alte specializzazioni acquisite.
In Umbria si sta intraprendendo, quindi, questa strada che, in linea di principio, mi sembra virtuosa ed in linea con quanto annunciato dall’assessore Luca Barberini all’inizio del suo mandato quando parlava della necessità di non fare tutto dappertutto ma di puntare alle alte specializzazioni.
Nella scelta umbra, però, rispetto al resto dell’Italia, ci sono due anomalie.
La prima riguarda la scelta della specializzazione da riorganizzare. Si è iniziato con la diagnostica mentre in Emilia Romagna, ad esempio, questo settore non è stato riorganizzato con questo modello.
C’è, poi, un’anomalia nello schema. Non più HUB&SPOKE (mozzo e raggi) ma HUB di secondo livello (Perugia e Terni), HUB di primo livello (Città di Castello&SPOKE Gubbio-Gualdo; Foligno&SPOKE Spoleto).
Un’idea originale che, a quanto si può ipotizzare, ha una natura più politica che tecnica: accontentare Foligno e Città di Castello, due realtà roccaforti della maggioranza che guida la Regione. Una scelta che avrà conseguenze nel settore della diagnostica perché bisognerà concentrare una maggiore quantità di personale nei laboratori di Foligno e Città di Castello. Si parla, infatti, di mobilità volontaria e di blocco delle assunzioni di personale specializzato nei Centri SPOKE (quindi anche all’ospedale di Branca). Chi parla di depotenziamento dell’ospedale di Gubbio-Gualdo, quindi, non fa propaganda ma afferma una realtà inconfutabile.
Il secondo aspetto della questione riguarda tutto il progetto della riorganizzazione della rete ospedaliera umbra secondo lo schema HUB&SPOKE. Senza sfogliare la margherita (questo sì, questo no) la delibera regionale avrebbe dovuto riguardare l’intero sistema regionale prevedendo HUB nelle diverse specialità (ad esempio per la fibrosi cistica l’ospedale di Branca, per la riabilitazione cardiologica il centro riabilitativo di Gualdo Tadino). Secondo lo schema HUB di secondo livello, HUB di primo livello&SPOKE la sensazione che si vada (nella provincia di Perugia) verso lo schema tripolare Perugia-Foligno-Città di Castello con gli altri a far da corollario non è campata in aria. Ed è un’assurdità, visti anche i numeri che può vantare l’ospedale di Branca.

Riccardo Serroni

Share
Questa voce è stata pubblicata in Sanità e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Depotenziamento dell’ospedale di Branca? Sembra proprio di sì

  1. Riccardo Serroni scrive:

    Oggi c’è stato l’incontro annunciato tra l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini ed i sindaco Presciutti e Stirati. L’assessore ha assicurato che l’ospedale di Branca verrà potenziato nei servizi specialistici senza alcuna riduzione dell’attività.
    Vedremo. Intanto, nel settore della diagnostica nei centri Spoke (quindi anche Branca) è previsto il blocco delle assunzioni e la mobilità volontaria.
    Il resto è di là da venire.

I commenti sono chiusi.