Discarica abusiva

Discarica abusivaDevo occuparmi nuovamente della maleducazione e della inciviltà di qualche nostro concittadino o vicino di città. Ci è stata segnalata una nuova discarica abusiva in prossimità di alcune abitazioni a Cartiere.

In questo caso, forse, non si tratta di un privato cittadino quanto di qualche piccola ditta che si occupa di ristrutturazioni edilizie. Naturalmente è solo un’ipotesi, una supposizione suggerita dalla quantità e dalla tipologia dei rifiuti abbandonati nel piazzale antistante l’ex discoteca Papillon: vi sono lavandini e water, mattonelle, secchi di plastica che un tempo contenevano la tempera, grossi tubi di plastica, cartoni e sacchi di plastica riempiti con materiali vari: “Ma come?- ci chiediamo- Con l’isola ecologica aperta per tutto l’arco della settimana ancora abbiamo di questi problemi?”.

Ma sull’isola ecologica dobbiamo fare un distinguo. La nuova stazione costruita adiacente alla sede dell’Esa non può ancora accettare gli inerti perché è ancora in attesa che le vangano rilasciate le autorizzazioni necessarie. Nell’isola ecologica vi possono conferire i materiali inerti soltanto i privati, non le ditte. Ed i privati che hanno del materiale devono soltanto attendere che l’Esa abbia, finalmente, le autorizzazioni richieste. C’è il rischio, naturalmente, che qualcuno perda la pazienza e depositi ciò che deve buttare dove gli capita.

L’isola ecologica, come detto, non accetta i materiali conferiti dalle ditte. Per le aziende ci sono due raccoglitori privati (uno a Gualdo ed uno a Fossato). Perché, se il responsabile (o i responsabili) fosse una ditta non si è rivolta a questi centri di raccolta autorizzati ed ha preferito scaricare in un sito abusivo proprio a ridosso di alcune abitazioni? Le ipotesi possono essere due: o si tratta di qualcuno che, lavorando in nero, non può smaltire i rifiuti con un procedimento regolare o si tratta di qualcuno che non vuole spendere qualche euro per lo smaltimento.

In tutte le ipotesi che abbiamo formulato, c’è un denominatore comune: l’inciviltà e la maleducazione di chi continua a pensare che il territorio sia una pattumiera a suo uso e consumo.

Che dire? Auspicando che il materiale venga rimosso al più presto, è augurabile che vengano anche intensificati i controlli. Quando non funziona la prevenzione,  come deterrente è necessaria una bella lezione. Se becchi il responsabile (o i responsabili) gli fai portare via tutto e gli metti una bella multa. Forse la prossima volta ci pensa due volte prima di fare la stessa scelta.

Riccardo Serroni

 

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