Due sentenze storiche: gestione e tutela terreni più vicine ai Gualdesi

Due sentenze storiche: gestione e tutela terreni più vicine ai Gualdesi.
Gualdo Tadino (PG), 13 febbraio 2020 – Con una importante sentenza il TAR ha ribadito ieri la piena legittimità e legalità della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, rigettando l’ennesimo ricorso del Comune di Gualdo Tadino ritenendolo inammissibile ed improcedibile , e ribadendo così che la Comunanza è a pieno titolo riconosciuta dalla nostra Costituzione come ordinamento giuridico primario della comunità gualdese, dotato di capacità di autonormazione e di gestione del patrimonio naturale.
Questa sentenza, a testimonianza della bontà e legittimità del percorso intrapreso, segue di pochi giorni la storica sentenza del commissariato per gli Usi Civici: le comunità originarie hanno pieno diritto di vivere, amministrare e tutelare autonomamente i propri patrimoni naturali; la gestione di boschi, acque e terreni collettivi torna ad essere dei soli gualdesi e per i gualdesi.
Anche le acque superficiali e sotterranee nelle proprietà collettive appartengono infatti esclusivamente alla collettività, in piena applicazione della Legge 168/2017, e non sono nella disponibilità né del Comune né della Regione che non hanno quindi competenza in merito , e nonostante i tentativi di appropriazione privata a danno della comunità, il magistrato stabilisce definitivamente che l’area e l’acqua Rocchetta appartengono ai gualdesi e a nessun altro.
In sostanza è stato ripristinato lo stato originale di pieno possesso dei luoghi e delle proprietà così come voluto dai nostri nonni, che ci hanno lasciato in eredità luoghi e strutture unici e preziosi, che possono certamente essere concessi in uso per creare benessere per la comunità, ma dovevano e dovranno essere custoditi con maggiore cura e non sottratti alla disponibilità della comunità stessa.
Oggi, finalmente, la magistratura rivela la verità e sancisce come tutte le irregolarità ed illegittimità da noi denunciate abbiano arrecato un grave danno agli assetti fondiari collettivi, che dovrà essere quantificato. Venivamo accusati di fare troppi ricorsi “in punta di diritto”…
Di fronte alla riconsegna di un bene così prezioso nelle mani della comunità – acque, fonti, e sorgente Rocchetta – tutti dovremmo gioire insieme senza divisioni, dall’ultimo gualdese fino al primo cittadino.
Rivolgiamo un appello alla politica, perché quando anche la Legge indica la via, la si persegua e cessi questa serie di scontri inutili e dannosi per l’intera comunità Gualdese , ed inizi finalmente una stagione di vera collaborazione tra Enti a beneficio di tutti.
Serietà, coscienza, studio, dedizione, così come applicati nelle dure battaglie civiche portate avanti sino ad oggi per quello che riteniamo essere il bene della collettività , continueranno ad essere applicati nella gestione delle proprietà collettive da oggi in avanti, ricordando a tutti che le porte della Comunanza Agraria Appennino Gualdese sono sempre state e sempre saranno aperte a tutti i cittadini aventi diritto che vogliano partecipare alla tutela ed alla gestione del nostro prezioso tesoro.

Nota:

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2 risposte a Due sentenze storiche: gestione e tutela terreni più vicine ai Gualdesi

  1. Massimiliano barberini scrive:

    Se tutta questa profusione di energie sulla vicenda Rocchetta venissero un po’ sviate anche su altre situazioni gualdesi, staremmo forse tutti un po’ meglio

  2. dario toffano scrive:

    Mi sono sottolineato un paio di passaggi che ritengo meritino considerazione e meditazione.
    “Nelle more del presente giudizio la titolarità dei suddetti beni il capo alla Comunanza Agraria è stata, poi, accertata con la sentenza n. 9/2016 del Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Toscana ed Umbria; tale sentenza, resa inter partes, seppur non definitiva ha carattere decisorio proprio con riferimento ai terreni contemplati nel rogito notarile del 1959 del notaio Nannarone, e, non essendo stata gravata neanche con mera riserva, è divenuta inoppugnabile”.
    Questa parte ,sottolinea secondo me che ricorrere in giudizio,sia solo l’atto di disperazione e di impotenza di chi o vuole continuare a prendere tempo o non ha ancora ben compreso il senso vero delle sentenze.
    “Come già evidenziato da questo TAR (cfr. TAR Umbria, 12 gennaio 2018, nn. 49 e 51), l’articolata sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici, depositata il 15 marzo 2016, ha affermato che la Comunanza Agraria è titolare della “proprietà collettiva” su varie aree avendo il Comune di Gualdo Tadino effettuato nel periodo di inattività della Comunanza una mera sostituzione nella gestione dei diritti da sempre (rectius dal 1893 cfr. pag. 68 sentenza) appartenenti alla collettività. Secondo il Commissario la Comunanza non ha mai cessato di esistere “trattandosi di ente dotato di personalità giuridica la cui estinzione non si poteva determinare per mera inattività ma mediante una formale procedura di scioglimento” (pag. 66 della sentenza); ha evidenziato, infatti, il Commissario che l’estinzione della Comunanza non poteva che passare per la procedura di cui all’art. 25, comma 1, della l. n. 1766 del 1927, mai posta in essere.”Leggendo invece questo mi sorge spontanea la domanda:A che titolo i 6 milioni di euri richiesti????

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