Emergenza “Sicurezza” a Gualdo. La posizione di Alessia Raponi

Emergenza "Sicurezza" a Gualdo. La posizione di Alessia RaponiSabato scorso si è verificato in un locale del centro storico l’ennesimo episodio di rissa che ha visto come protagonista un extra comunitario, mentre G.T. è protagonista ,già da troppo tempo, di vicende similari.
Siamo nel terzo millennio e ancora la sicurezza personale è una delle preoccupazioni più diffuse tra le persone, tra i cittadini che sono diventati sempre più sensibili al problema. Quello che maggiormente spaventa è la “microcriminalità” (chiamiamola così) e la paura di circolare per strada o di socializzare nei locali pubblici, senza subire molestie o assistere ad episodi di aggressioni .

E’ necessario, dunque ,che le istituzioni, ciascuna nell’ambito delle sue competenze e delle sue responsabilità, reprimano e soprattutto prevengano la criminalità cercando di contrastare quanto più possibile il degrado urbano in tutte le sue forme. Occorrono, difatti, maggiori controlli , più sistematici, nell’ intera città (e dunque anche negli esercizi pubblici).

Il Sindaco in tal senso può e deve concorrere alla promozione ed attuazione di un sistema integrato di sicurezza per il benessere della sua comunità. Il Prefetto ed il Sindaco hanno il potere di arginare questa situazione. Ad esempio potrebbero sottoscrivere dei patti per individuare gli interventi necessari per la sicurezza urbana chiedendo un aumento dell’organico delle Forze dell’Ordine sul territorio gualdese. Siamo passati da un organico formato da 14 Carabinieri ad uno con 8 carabinieri. Inaudito: aumenta la delinquenza e diminuiscono le Forze dell’Ordine, oltretutto sempre più “impoverite” dei propri poteri .Il Sindaco potrebbe inoltre instaurare un tavolo tecnico periodico con le Forze dell’Ordine per coordinare il loro lavoro e monitorare il territorio con ulteriori controlli; concordare azioni immediate di rafforzamento della sorveglianza, o fare accordi con gli altri sindaci dei territori limitrofi per un tavolo di confronto con il Prefetto.

Il Sindaco potrebbe anche invitare tutti i cittadini a segnalare qualsiasi tipo di atteggiamento o situazione sospetta in quanto i cittadini sono il primo presidio e potrebbero così coadiuvare i carabinieri e la polizia nel loro lavoro. LA collaborazione è il primo pilastro per la sicurezza del proprio Comune.

Oppure, un altro strumento giusto per affrontare questa emergenza potrebbe consistere nell’indire , da parte del primo cittadino , un incontro pubblico con il quale stabilire di fare una petizione e chiedere al Governo un aumento dell’organico.

Speriamo che il Sindaco raccolga uno dei tanti suggerimenti di cui sopra. E soprattutto auspico di non essere accusata di strumentalizzare l’ increscioso episodio di sabato scorso per fare solo propaganda o demagogia spicciola . Questi sono problemi concreti, reali purtroppo e la mia vuole essere una denuncia degli stessi, una contestazione propositiva ed un’occasione per dare, nel mio piccolo, dei suggerimenti e soprattutto per esortare il primo cittadino a non sottovalutare il problema, a muoversi , a mettere in moto, perchè è ora (anzi è già tardi), tutti i meccanismi in suo potere per cercare di contenere il fenomeno della criminalità. LA sicurezza ed i problemi legati ad essa dovrebbero, infatti, trascendere i partiti. Quello che mi preoccupa è solo la tranquillità e la qualità di vita della mia città che hanno subito un abbassamento preoccupante.

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