Emigrazione e memoria: la storia familiare di Michael Wills

Emigrazione e memoria: la storia familiare di Michael WillsIl centro studi del Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino ricostruisce la storia familiare di Michael Wills
Tutto inizia nel 1902, quando Giovanni Brunetti, nato a Gualdo Tadino, decide di partire per gli Stati Uniti e lavorare nelle miniere del Kansas per costruire un futuro migliore per se e per la propria famiglia. Questa è la storia familiare, simile a tante altre diaspore umbre ed italiane legate ai movimenti migratori di inizio Novecento, di Michael Wills in visita sabato 30 maggio proprio a Gualdo Tadino, città natale di suo nonno Ernesto Brunetti, figlio di Giovanni Brunetti, arrivato nel Kansas nel 1907 e seguito successivamente anche da suo fratello Leonello. Il centro studi del Museo dell’Emigrazione, insieme all’ufficio anagrafe del comune, ha ricostruito questa storia attraverso i documenti d’archivio in possesso per conoscere una famiglia gualdese completamente trapiantata in terra americana che ha mantenuto però sempre vivo il ricordo dell’Italia, di Gualdo Tadino e di quei parenti rimasti al paese. Dopo l’ultimo incontro dei discendenti della famiglia Brunetti a Gualdo Tadino con Ernesto fissato in una fotografia del 1961, è Michael Wills, insieme alla moglie Martha KunzWills, oggi residenti a San Francisco (California), a tornare in Italia per conoscere la cittadina di cui aveva soltanto sentito solo parlare dai racconti del nonno e della madre. Con grande sorpresa Michael ha trovato ad accoglierlo il Sindaco della città Massimiliano Presciutti che lo ha omaggiato di copia di alcuni documenti d’archivio riguardanti la sua storia e la famiglia di Fabio Giovagnoli, discendenti di Rosa Brunetti, la sorella di Giovanni, il primo della famiglia Brunetti ad emigrare in America. Un momento emozionante, intimo e profondo che, non senza qualche lacrima, ha portato al ricongiungimento di una famiglia divisa da un periodo storico molto difficile, da scelte e destini diversi, riuniti oggi grazie alla forza della memoria.

Centro studi del Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino

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