Ex Calai, cronologia di una demolizione annunciata

EX CALAI, CRONOLOGIA DI UNA DEMOLIZIONE ANNUNCIATAParliamo ancora del Calai, poiché quanto sta accadendo ci lascia interdetti ed è nostra intenzione, come di consueto, tenere aggiornati i cittadini, soprattutto su tematiche così importanti.
Dopo l’approvazione del “piano di valorizzazione” nel Consiglio Comunale dell’8 aprile u.s., che sancisce la demolizione di una parte dell’edificio (la cosiddetta ‘stecca’), e la richiesta, da parte delle opposizioni tutte, di una relazione tecnica che giustifichi tale scelta, è pervenuta la documentazione richiesta, datata 14 aprile e protocollata in Comune il 29 aprile 2015.
Leggendola, ci si chiede come sia stato possibile mantenere in tale struttura un ospedale completamente funzionante dal 2001 al 2008!
“Strutture in cemento armato inadeguate, scarsa qualità del calcestruzzo, barre d’acciaio lisce, mancanza di copriferro, inosservanze della ditta costruttrice, ecc ecc”
A questo punto, abbiamo ritenuto necessario fare un accesso agli atti relativi alla ristrutturazione post terremoto del ’97 e il pomeriggio del 5 maggio la Consigliera Comunale Troiani Stefania si è recata, previo appuntamento, presso gli uffici comunali per visionare la documentazione.
Nonostante la disponibilità e collaborazione del personale (che si ringrazia di nuovo), si è potuta solo verificare la TOTALE ASSENZA di qualunque tipo di documento relativo alla ristrutturazione dell’ex Calai! Per il comune di Gualdo Tadino l’Ospedale non è mai stato ristrutturato.
L’unico ‘pezzo di carta’ che siamo riusciti a rintracciare è datato 16.03.2004 e firmato dal progettista e direttore dei lavori, il quale comunica che i lavori di miglioramento sismico, ristrutturazione e ripristino impianti del Presidio Ospedaliero Calai sono stati ultimati il 28.02.2002. Nulla di più.
Ovviamente non ci siamo arresi e, finalmente, siamo riusciti ad ottenere per altri canali la relazione tecnica della ristrutturazione post sisma, nella quale viene descritto l’intervento di consolidamento effettuato. Dopo un’opportuna valutazione da parte di tecnici di nostra fiducia, possiamo affermare che l’intervento (realizzato con soldi pubblici, non dimentichiamolo) è stato massiccio e scrupoloso su tutta la struttura portante dell’edificio. Confermiamo pertanto la nostra contrarietà all’abbattimento dell’edificio e, contemporaneamente, ci poniamo una domanda:
se gli uffici comunali non possiedono alcuna documentazione relativa alla ristrutturazione, se la relazione tecnico-illustrativa della situazione odierna è stata inviata dalla ASL il 14.04.2015, con quali elementi la maggioranza ha potuto approvare quell’atto (e quindi quella demolizione) in Consiglio Comunale l’8 aprile 2015?
Così come nel ‘progetto Oasi Rocchetta’ rilevammo una grave carenza documentale, confermata poi anche dalla ulteriore richiesta di integrazione da parte della Regione Umbria, anche questa volta assistiamo a scelte prese in modo superficiale, senza nessuna analisi accurata di fatti e documenti.
Il MoVimento 5 Stelle sarà anche una forza politica nuova ed inesperta, ma ogni volta ci stupiamo di fronte alla superficialità di questa amministrazione. Le decisioni che vanno a pesare sui cittadini, sia in termini economici che di servizi, richiedono un approccio sicuramente più approfondito ed attento. Noi continueremo la nostra opera di vigilanza e controllo, perché non ci fidiamo più di questa classe politica ed i nostri interlocutori saranno sempre e soltanto i cittadini.

M5S Gualdo Tadino

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8 risposte a Ex Calai, cronologia di una demolizione annunciata

  1. Merlo 3 scrive:

    Non mettiamo la politica sempre dentro, di fatto come gia’ detto in precedenza, tutti e tre i Sindaci post sisma conoscevano e conoscono benissimo la problematica che rende praticamente antieconomico l’utilizzo ospedaliero delle strutture di tutto il Calai. Ad esempio negli anni della precedente Amministrazione si era fatto avanti un gruppo di primaria importanza nazionale nel settore clinico ospedaliero privato, ma presa in visione la questione ha dirottato il suo investimento su di una struttura a Viterbo.
    La stessa cosa potrebbe accadere con alcune strutture scolastiche, dove la classe d’uso e’ 3 e potremo quindi prestare il fianco ad insufficienze di ordine strutturale.

    • cittadino scrive:

      ma che c’entra il fantomatico gruppo sanitario di primaria importanza, su questo argomento.
      Noi parliamo di riattivazione dell’ ex calai con la cittadella della salute a GUALDO(non a gubbio o città della pieve) in base al protocollo stipulato nel 2012.Se poi c’erano privati interessati per ULTERIORI sviluppi, questo come si capisce è un altro paio di maniche e sarebbe venuto dopo !
      “Non mischiamoci sempre la politica”:
      Bisogna mischiarcela semplicemente perchè è la politica che si deve ASSUMERE LE RESPONSABILITA’ di decidere in una normale democrazia.

      preciso che se alcune aziende si sono fatte avanti e poi tirate indietro,( presumo perchè io non c’ero), è perchè VOLEVANO riconosciuto dalla regione Umbria(Viterbo=Lazio) un patto detto CONVENZIONE.Nessuno fà niente per niente a maggior ragione queste multinazionali del settore sanitario.
      La nostra regione guidata in questi anni dalla Marini, al tempo in cui a Gualdo c’era il centro destra non credo che voleva concedere nessuna convenzione. Purtroppo questa è la nuda e cruda verità !
      Per la sinistra prima viene il partitismo poi ci avanza tempo il bene per il cittadino.

  2. cittadino scrive:

    Ma io non capisco !
    Se ci sono tutte queste criticità tecnico-postsismiche a noi che ce ne frega ?
    Se sto “mal amministratore” de sto sindaco avesse lasciato in auge il protocollo di intesa firmato tra ASL- REGIONE – COMUNE nel 2012 con la giunta Morroni,e non lo avesse stracciato per astio politico che fà solo il male della città, i problemi tecnici da risolvere erano a carico della Regione. Era Lei che con il proprio assessore aveva apposto una firma ed era Lei a cui spettava di onorare l’accordo.
    Ma il nostro attuale sindaco che fà ??
    Bello bello(?) dice alla Regione (di sinistra come lui), “cara regione non vi preoccupate a noi non serve niente,non vogliamo lo sviluppo dell’ex Calai, ma direzionate quei soldi all’ex osped. di Gubbio, 3 milioni di euro, e i restanti a quello di città della Pieve,4 milioni di euro, per costruire le nuove cittadelle della salute. Ovviamente progetto che invece era incluso in quel protocollo di intesa del 2012 per la nostra città.
    E per Gualdo ???????????????????????????????
    Gualdo per tornare ad essere Gualdo ha bisogno di valori politico-amministrativi più alti. Mi piange il cuore quando ancora nel 2015 trovo persone che esultano per un sindaco(di qualsiasi colore politico, ma
    l’attuale nostro c’è dentro fino alle scarpe),che dà fumo negli occhi ai sui cittadini con buche o punti luce, e non pensa ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SUA CIITA’.
    Lo sviluppo è LAVORO é SICUREZZA DI VITA è SORRISO.

    Preciutti stà portando la sua città alla morte !!!

  3. Merlo 3 scrive:

    Enrico volevo solo affermare che dal 2008 per avere una nuova agibilita’ ad uso ospedaliero bisogna rientrare nella classe d’uso 4, giustamente là piu’ severa, e che pertanto da quella data tutti e tre i Sindaci di Gualdo che si sono succeduti sapevano e sanno che senza intervenire con un adeguamento nessuna struttura ospedaliera potra’ mai essere riaperta (cominciando dal Vecchio Calai).
    La situazione si sarebbe potuta risolvere al momento dell’evento sismico quando trattandosi di un ospedale sicuramente il Comune e la Regione avrebbero potuto pretendere un contributo per l’adeguamento molto piu’ costoso di quello per una ristrutturazione, ma in quegli anni non si poteva prevedere che nel 2008 sarebbero uscite delle norme tecniche cosi’ restrittive per una struttura ospedaliera ed inoltre la scelta dell’adeguamento avrebbe comportato una durata dei lavori piu’ lunga di almeno 18 mesi con la quasi certezza che avendo la chiusura dell’ospedale per piu’ di 2 anni l’ospedale non avrebbe piu’ riaperto gia’ nel 2001.

    • enrico finetti scrive:

      Chiaro è che dopo gli eventi de L’aquila le cose sono più complesse, ma la demolizione deve essere l’ultima delle ipotesi. prima se ne devono valutare tante altre. A cominciare da elementi tecnici, ovvero i progetti originari, quelli del miglioramento sismico, quanto è stato investito in questo ed infine aprire a varie ipotesi di riutilizzo che sia finalizzato ad un concreto sviluppo della città nel suo insieme. mi chiedo : perché i 3,5 milioni sono stati deviati su gubbio? anche lì avranno identiche problematiche normative, visto il riutilizzo finalizzato al sanitario. Forse Smacchi, anche grazie ai voti di tanti gualdesi miopi, riuscirà a dipanare la loro matassa, così come è stato bravo, con il sostegno di grinfie regionali e l’ingenuità mista all’impotenza dei nostri troppo giovani amministratori. La sanità è materia complessa nel suo insieme organizzativo. A breve avremo tutti gli elementi tecnici per valutare al meglio l’intera problematica, senza faciloneria, fretta e superficialità ( telecomandata ? ) dimostrata dai nostri amministratori. Argomenti così delicati ed importanti richiedono i giusti approfondimenti. Non si cancella ciò che i nostri nonni e padri hanno conquistato con sudore e sacrifici e , perchè no, battaglie comprensoriali. Anche Calai merita più rispetto in questo. Sai che per il bene di Gualdo ha venduto oltre 60 poderi ? Ho sempre partecipato attivamente e con rispetto alle cosiddette “giornate della memoria”. Ebbene , anche questa, per me gualdese, è memoria. Non si esclude un prossimo convegno con luminari delle costruzioni , perché questo episodio aprirà un delicato precedente in ambito nazionale.

  4. Merlo 3 scrive:

    Vorrei segnalare ai vostri tecnici di fiducia che il lavoro post sisma era semplicemente una ristrutturazione e non un’adeguamento e pertanto in funzione delle NTC08 che obbliga una struttura ospedaliera ad avere una classe d’uso 4, là “stecca” non e’ economicamente adeguabile.

    • enrico finetti scrive:

      caro merlo 3, con questo ragionamento bisogna demolire mezza italia ! evito per correttezza un lungo elenco solo su gualdo. ne cito 1 su tutti : ex Italfax……………. lo spartiacque per le costruzioni sismiche è da noi il 15 settembre ’82. fatti un giro e vedrai quanta roba c’è da adeguare, ma non per questo non è agibile. domanda : come ha fatto a riaprire per 8 anni anni nel 2001? non credo che il DDL sia stato così pazzo da certificare una struttura potenzialmente ancora a rischio ! per mia sfortuna ho girato qualche ospedale in qua e la, sapessi quanti ce ne sono di peggiori del nostro ex . per non parlare di scuole, tanto di quelle parlano abbondantemente, purtroppo, i già abbottonati tg nazionali nei fatti di cronaca con annesse disgrazie.

  5. Merlo scrive:

    Questi non sono degli AMMINISTRATORI ma dei meri esecutori di ordini superiori.

    Dunque la attuale ASL si è trovata ad ereditare una serie di immobili che non ha la minima intenzione di migliorare, destinare e gestire sui quali dovrebbe (essendo una azienda) pagare anche l’IMU.
    Bene, ora , è più facile far sparire un immobile che gestirlo, in fondo una ASL pur essendo un “POZZO DI SAN PATRIZIO” o una “FABBRICA DEL DUOMO” non è una azienda che ha tra i suoi scopi la gestione del patrimonio immobilare.
    Risulta sicuramente più facile vendere l’immobile che ha un mercato (così si realizzano dei soldi da destinare in altri luoghi) o si demolisce quello che non ha mercato (non pagando l’IMU e le utenze).
    “E….. i cittadini?….”
    “I cittadini non devono rompere i co……..ni, in fondo hanno un ospedale a Branca (in affitto dall’INAIL che cade a pezzi)”.

    ” I cittadini sanno benissimo che è sempre il malato che va dal medico e mai viceversa”.

    Meditate

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