Ex Calai: non è una valorizzazione ma un banale trasloco

Ex Calai: non è una valorizzazione ma un banale traslocoNella vicenda dell’ex Calai le cose vanno chiamate con il loro nome
NON È UNA VALORIZZAZIONE MA SOLO UN BANALE TRASLOCO
Il tanto sbandierato progetto di valorizzazione dell’ex ospedale Calai si riduce ad un semplice trasferimento di tutti gli attuali servizi attualmente collocati nelle Palazzine Rosa. È appena il caso di osservare che da un’amministrazione in linea politica con la Regione ci si aspettava qualcosa di più sostanzioso ed importante che un semplice trasloco.
La scelta scellerata di demolire una parte importante della palazzina danneggia gli interessi della città e va in direzione opposta rispetto alla tanto sbandierata valorizzazione dell’intera area; a questo proposito voglio ricordare che su tale edificio, realizzato negli anni ‘60, sono stati eseguiti importanti interventi di adeguamento sismico dopo il sisma del 1997, intervento finanziato con soldi pubblici, ed ora, come se nulla fosse, si preferisce demolire mandando in frantumi ingenti risorse pubbliche e decenni di storia locale: solo menti contorte e prive di amore e interesse per la nostra città possono anche solo immaginare una cosa del genere.
Certamente, per la Regione la demolizione è la soluzione più facile ed economica; ben maggiore sarebbe l’esborso cui dovrebbe far fronte l’amministrazione regionale per una seria messa in sicurezza dell’intero complesso, in linea con le vigenti normative antisismiche ma, volente o nolente, ciascun soggetto pubblico deve assumersi le proprie responsabilità, e se alla Regione spettano determinate competenze, deve farvi fronte senza inventarsi delle comode scorciatoie.
Del resto, in altre realtà umbre la Regione non ha lesinato mezzi, progettualità e risorse: a Città della Pieve sono state stanziate somme importanti per il recupero dell’ex ospedale. A Gubbio verrà realizzata la Cittadella della Salute con un importante contributo economico regionale, mentre a Gualdo Tadino, che grazie a questa Amministrazione è ormai ridotta a frazione di Gubbio, cosa si preferisce fare? Ci si arma di piccone e si demolisce! Tutto ciò ha dell’incredibile!
Come se non bastasse, ci permettiamo inoltre di far notare che si profila il rischio reale di ritrovarci con un’altra opera incompiuta, alla luce di quanto dichiarato candidamente dal sindaco Presciutti: “…con Regione e Asl, che ha già in bilancio risorse certe per il primo stralcio. Altri fondi potrebbero arrivare all’alienazione delle due palazzine, i cui proventi dovranno servire alla valorizzazione dell’ex ospedale.” Ora, in un momento di grande crisi economica, dove l’attività immobiliare è drammaticamente ferma ed è miseramente tramontata anche la realizzazione della caserma dei Carabinieri, ci sembra altamente improbabile riuscire a vendere le due Palazzine Rosa al prezzo stabilito nel piano di valorizzazione (pari ad euro 1.600.000,00) in considerazione del fatto che il probabile, o meglio l’improbabile quanto incauto, acquirente dovrebbe intervenire ulteriormente per trasformarle in qualcos’altro. In conclusione l’importo stanziato da Regione ed Asl garantisce solo il 1° stralcio dei lavori ci sembra ben poca cosa per un’Amministrazione che si propone di realizzare un’opera che dovrebbe caratterizzare il futuro della nostra Città.

Roberto Morroni
Erminio Fofi
Silvia Minelli
Fabio Viventi
Franco Palazzoni

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