FIGLI E FIGLIASTRI

“Nenetto la giacchetta, Nenetto i pantaloni…Giacomino un paio di cojoni”. Questo è un detto che mi raccontava spesso mia nonna Marietta. Era una lamentela nata all’interno di un nucleo famigliare dove, evidentemente, c’erano figli e figliastri. 

Mi è ritornata in mente leggendo le notizie che provengono da Milano e che mettono sotto i riflettori i rimborsi “impropri” di alcuni (per ora 22) consiglieri regionali. “Cappuccino e brioche con i soldi del partito, pizze d’asporto, ma anche cocktail offerti agli amici, spese per macellerie e agriturismi, senza dimenticare i ristoranti alla moda e pure le munizioni (per 750 euro)”, la cena a base di ostriche, la grappa “dopo pasto”, passando per le spese quotidiane (pane e carne) e quelle extra come i fuochi d’artificio, i lecca lecca e il gratta e vinci, l’acquisto a sedici euro del saggio “Mignottocrazia, 15mila euro di pasticcini, fuochi pirotecnici dai cinesi, Videogiochi, bibite e sigarette…”
“Si tratta di rimborsi che, tra il 2008 e il 2012, hanno superato 1,3 milioni di euro.
L’indagine punta dritto sul comportamento dei singoli consiglieri, in base a quell’articolo 18 del regolamento che stabilisce che le spese devono rispondere ad effettive esigenze istituzionali fatte in occasione di rapporti di carattere ufficiale fuori della ordinaria attività del consiglio e, soprattutto, devono essere prive di intenti e di connotazione di mera liberalità non giustificata”.
Ho fatto un copia- incolla da qualche articolo pubblicato sui giornali e vi ho risparmiato i nomi degli indagati.
Partendo dal presupposto che siamo tutti appartenenti alla famiglia Italia (alla quale vanno in massima parte le nostre tasse), inutile che vi aggiunga chi è Nenetto e chi si sente Giacomino.

Riccardo Serroni

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