Fumata nera per gli “Usi Civici”

Fumata nera per gli "Usi Civici"Fumata nera per la soluzione del contenzioso sulla proprietà dei terreni soggetti ad uso civico tra il Comune di Gualdo Tadino e la ricostituita Comunanza Agraria Appennino Gualdese. Nell’udienza di ieri, 7 maggio, nulla di fatto. Il Commissario Usi Civici per Lazio, Umbria e Toscana ha accolto la richiesta di un ulteriore rinvio avanzata dal comune di Gualdo Tadino per consentire al CTP (Consulente Tecnico di Parte) di avere più tempo per esaminare la relazione del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) nominato dal Commissario nella persona di Sandro Notari. Un rinvio, diciamo così, tecnico.

Come si ricorderà la Comunanza Appennino Gualdese acquistò i terreni (circa 2100 ettari) con atto notarile (notaio Nannarone) dell’8 giugno 1959. Successivamente, nel luglio 1976, il comune di Gualdo con delibera consiliare, decise di subentrare all’Appennino Gualdese per gestire in proprio i terreni soggetti ad uso civico accatastandoli anche a suo nome. L’Appennino Gualdese cessò di operare.

La ricostituita Comunanza ritiene illegittima quella delibera e su questo dovrà pronunciarsi il Commissario che ha rinviato l’udienza al 15 luglio.

In questa fase intermedia, in attesa di conoscere chi è il legittimo proprietario, Comune e Comunanza hanno sottoscritto un accordo per gestire gli usi civici tramite un protocollo, firmato anche dall’assessore regionale Fernanda Cecchini, che di fatto ha riconosciuto ufficialmente alla nuova Comunanza il diritto di operare.

Riccardo Serroni

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