GC “Proposta: Considerazioni sul progetto di riqualificazione area Rocchetta

GC "Proposta: Considerazioni sul progetto di riqualificazione area Rocchetta PREMESSA
La Rocchetta non è semplicemente una località amena del territorio di Gualdo Tadino. La Rocchetta è parte integrante della storia della città e della sua essenza, testimone partecipe della sua nascita, crescita e sviluppo. E’ un rapporto antico e indissolubile quello che lega i gualdesi a questa zona, che va molto al di là del semplice e apprezzabile intento di salvaguardia naturalistica.
LA ROCCHETTA NEL PASSATO DELLA CITTA’
I primi insediamenti, riferibili a questa zona, risalgono al Neolitico: i dischi aurei ritrovati nella gola della Rocchetta, dell’età del bronzo (XII-XIII sec. a.C.), sono considerati i più antichi esempi di oreficeria italica. Successivamente l’agglomerato urbano si spostò prima a Colle i Mori la e quindi lungo la consolare Flaminia con la nascita di Tadinum. In seguito alla definitiva distruzione della città romana da parte delle truppe dell’imperatore Ottone III, nell’anno 996, la città venne ricostruita nel 1180 ancora in Val di Gorgo, nella zona della Rocchetta, lungo le sponde del Feo. In quel periodo la città cambiò nome prendendo il longobardo Gualdum (da tedesco wald, che significa bosco). In seguito a un violentissimo incendio (1237), il paese trovò la sua definitiva ubicazione sul Colle S. Angelo. Le sorgenti della Rocchetta, nonostante lo spostamento della città, rimasero sempre un punto di riferimento per i gualdesi. Le cronache dei giornali riportano di feste organizzate nella Rocchetta nei primi anni del Novecento, risultando uno dei luoghi preferiti per manifestazioni e momenti di svago. Nel periodo del secondo conflitto mondiale, la Gola della Rocchetta è stata rifugio delle forze partigiane gualdesi. Successivamente la zona ha ripreso il suo ruolo attrattivo e ricreativo fino agli anni Settanta/Ottanta, nonostante diversi tentativi di devastazione tra cui l’apertura di una cava, poi chiusa e riambientata.  A seguito dei terremoti del 1997 e 1998 il costone roccioso sovrastante la Rocchetta è stato dichiarato non conforme alle condizioni di sicurezza. L’area è stata dapprima interdetta al pubblico per motivi di sicurezza, all’indomani della caduta di un grosso masso. Successivamente, interventi di messa in opera di pareti paramassi lungo la strada comunale e complessi e costosi interventi di stabilizzazione della parete rocciosa, hanno reso nuovamente accessibile la zona. Nel 2012, dopo aver speso miliardi delle vecchie lire per la stabilizzazione complessiva delle pareti rocciose, l’area in prossimità della attività di ristorazione è stata nuovamente interdetta e sempre per motivi di caduta massi.
Negli ultimi anni il parco ha visto alternarsi momenti di incuria ad altri di ripulitura e sistemazione. Nei programmi elettorali di tutte le forze politiche il rilancio dell’area è stato sempre indicato come un punto qualificante, ma mai affrontato realmente e né tanto meno risolto.
LA ROCCHETTA OGGI
L’alluvione del novembre 2013 ha scaricato migliaia di metri cubi di detriti sopra la Rocchetta, rendendola del tutto inaccessibile. Lo spettacolo che offre oggi, per i pochi che si avventurano fino lì, è l’immagine di una devastazione senza precedenti: dalla Valle del Fonno fino ai capannoni di proprietà dell’omonima società di imbottigliamento, una mega colta detritica ricopre gran parte delle proprietà comunali e gran parte delle infrastrutture a rete.
LA ROCCHETTA NEL FUTURO DI GUALDO TADINO
Se siamo d’accordo che la Rocchetta ha una storia millenaria legata soprattutto alle vicende umane dei gualdesi, allora la Rocchetta non può essere un’oasi, ma deve esse il portale della memoria e dell’identità gualdese e che, come gualdesi, abbiamo il dovere di salvaguardare ed accrescere, perché la memoria è l’identità di una cultura di un popolo. Salvaguardare e accrescere questa memoria significa ampliare la conoscenza, incoraggiare la partecipazione dei singoli a condividere le conoscenze di tutti, favorire la diffusione di eventi ed attività riguardanti il territorio e la popolazioni e, infine, promuovere la bellezza e l’attrattività del luogo. Quindi, per noi, la Rocchetta non può essere un’oasi, ma deve essere la memoria di una storia, di una cultura di un popolo, che si deve valorizzare non solo sotto il profilo naturalistico, ma anche sotto quello storico-culturale. Quest’area dovrebbe rappresentare a nostro avviso il fiore all’occhiello della città, il suo biglietto da visita. Il ripristino di questa zona sarebbe un segnale forte, non solo sotto per l’ambiente ma per l’intera comunità gualdese, alle prese con la peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi.
OSSERVAZIONI ALLA PROPOSTA PROGETTUALE DI ROCCHETTA S.P.A.
La riqualificazione della Rocchetta, vista la sua alta valenza storica e naturalistica, non può e non deve essere frutto di un progetto unilaterale da parte dell’azienda concessionaria, direttamente interessata ai lavori; questo aspetto in un qualsiasi ente pubblico si chiamerebbe conflitto d’interessi. La riqualificazione della Rocchetta  deve essere frutto di un progetto pluridisciplinare e condiviso, unendo le sinergie di Regione, Comune, Cittadini e, ovviamente, anche dell’azienda Rocchetta. Comunque, qualunque progetto proposto, a nostro modesto parere, non può prescindere dalla profonda considerazione del valore che questa zona rappresenta per la città di Gualdo Tadino e dall’importante ruolo rivestito nella comunità gualdese sin dalle sue origini, come precedentemente indicato. In virtù di quanto sopra, riteniamo indispensabile l’inserimento dei seguenti punti:

1 – Accessibilità con le auto sino all’area delle sorgenti, con realizzazione di un parcheggio. L’interdizione al traffico così come prospettata nel progetto risulterebbe estremamente penalizzante per la stragrande maggioranza delle persone (famiglie, anziani, bambini) che risulterebbero praticamente impossibilitate a recarvisi sia per la notevole distanza tra il parcheggio previsto e le fonti della Rocchetta, che per la forte pendenza del tratto stradale.

2 – Previsione di un punto ristoro

Per decenni nel parco della Rocchetta ha funzionato un punto ristoro, prima all’interno del Grottino e successivamente con la realizzazione del contiguo ristorante. Riteniamo pertanto fondamentale prevedere nuovamente un punto ristoro sia per le persone che intendono recarsi al parco che per gli escursionisti.

3 – Ripristino sino alla Valle del Pero.

L’attuale progetto prevede la sistemazione della strada sino a Pian della Croce. Se realmente si vuole restituire l’area alla sua originaria bellezza favorendo le attività di sport ed escursionismo, come enunciato nel progetto, non possono restare escluse la splendida Valle del Fonno e la strada che conduce alla Valle del Pero. Da quella zona della Gola della Rocchetta, inoltre, partono diversi sentieri tra i più suggestivi, che allo stato attuale risultano irraggiungibili.

4 – Coinvolgimento della Regione per la definitiva messa in sicurezza del costone roccioso

Tale atto permetterà la declassificazione del rischio per caduta massi e la piena fruibilità dell’area a tutti i gualdesi.

Gruppo Culturale “PROPOSTA”

[ndr]: Il gruppo “Proposta” è nato all’inizio della scorsa estate e si pone esclusivamente in positivo per il futuro della città. Partendo dal principio che troppo si è distrutto di quanto lasciatoci dai nostri avi il gruppo si propone anche come tutela del patrimonio storico-artistico-naturalistico del territorio.
Il gruppo è impegnato, al momento, a seguire la ricostruzione del Teatro Talia sul modello di quello storico nato nel 1808 e sulla realizzazione della rete ippo-ciclo-escursionistica dell’intero territorio comunale.

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6 risposte a GC “Proposta: Considerazioni sul progetto di riqualificazione area Rocchetta

  1. Mario Rossi scrive:

    Ma chi crede di essere per addossare questi comportamenti a liberi cittadini che si associano o raggruppano per dire la loro in merito a qualunque progetto o argomento riguardante la loro Città, perchè non possono esprimere il loro pensiero in merito, perchè se lo fanno secondo lei si nascondono ben altri scopi politici o di interesse economico.
    Pensi dopo questo suo commento chiederò di iscrivermi a questo gruppo culturale, poi mi iscrivo alla comunanza agraria, al comitato pro acqua e a tutte quell’altre associazioni e gruppi vari che difendono il territorio di Gualdo e gli interessi dei Gualdesi, anzi fonderò l’associazione a difesa dei sassi di Gualdo.
    Tanto non ambisco a nessuna pagnotta perchè grazie a Dio vivo di ben altre attività, non devo sgomitare per farmi largo nella politica locale per la quale nutro il disinteresse più assoluto, quindi le mire per rendermi un semiparassita che vive o vuole vivere sulle spalle della comunità pur in un momento di crisi non mi appartengono.
    La ringrazio per i complimenti riguardo i commenti che giudica scritti da ignoranti in materia, banali, superficiali, ripetitivi, senza contenuti tecnici ed infine scritti da gente non informata che ha scritto solo per “pour parler”, io sono uno di questi quindi mi scuso di fronte al suo immenso sapere, se a suo tempo sapevo di incrociare una discussione con una persona del suo calibro mi sarei prima consultato minimo con Renzo Piano, ammesso che sia al suo livello.
    L’associazionismo rappresenta una buona espressione della democrazia e della libertà dell’individuo ma letto in una chiave differente, ci può spiegare ed allargare questo concetto di chiave differente?
    Sa siamo ignoranti, banali ecc.
    Forse mi sono dilungato troppo bastava risponderle semplicemente che
    “al corpo male usato quel che dice vien pensato”.

    • Comitato contro i comitati scrive:

      Mario, si inscriva pure a tutte le associazioni di questo mondo, personalmente e ovviamente non mi interessa. Non volevo predicare da un pulpito (non ne ho gli strumenti ne la posizione) ma solo affermare due concetti chiari, che sono le mie personalissime percezioni in merito alle tantissime discussioni che si leggono in questo blog post.

      1. La questione Rocchetta mi sembra piuttosto strumentalizzata. Lecito farsi una domanda del perchè. Io ho espresso la mia. A fronte del fatto che – sempre a mio avviso – anche prima dell’alluvione – essa verteva già in uno stato di grave abbandono. Domandiamoci: dove erano tutti i sedicenti amanti del sito all’epoca? E non parlo di mesi ma di una situazione di abbandono protrattasi per anni.

      2. Il contenuto di questo specifico (ma anche di altri post) ripete esattamente quello delle 9 precedenti discussioni senza aggiungere ulteriore informazione. Questo è l’altro dato di fatto. Lecito chiedersi il perchè l’autore abbia voluto dire la sua se non aggiungeva altro? Premesso che le osservazioni, nella loro genericità potrebbero anche essere pertinenti e forse anche costruttive io continuo a percepirle (io personalmente) capziose e ostacolanti.

      Ripeto:

      Ovvio che ogni cittadino ha il diritto di esprimere liberamente la sua idea, per carità. Dico che mi attendevo qualche dato più specifico. Invece è che proprio laddove mi aspettavo una valutazione più approfondita e pertinente, dicevo, proprio laddove mi attendevo (leggendo questo post) che arrivasse la ciccia, sono rimasto a bocca asciutta. Vede è troppo semplice affermare che ognuno può dire la sua quando dietro progetti complessi come questo esistono professionisti (non certo un Piano ne un Tom Wright, un Frank Gehry o una Zaha Hadid ma pur sempre addetti ai lavori) che hanno analizzato proprio quegli stessi dati tecnici cui mi riferisco e su questi hanno presentato una prima proposta. Se oggi qualcuno mi viene e propone un progetto di recupero di un’area che a me è veramente cara, io non assumerei questo atteggiamento ma anzi darei il benvenuto all’iniziativa dicendo: finalmente! Magari direi discutiamone: si può includere questo? Si può mantenere quest’altro? Ma non un aut aut, visto che se ognuno impone le sue condizioni si cade solo nell’anarchia. Su questo io mi scaglio.

  2. comitati scrive:

    allora, comitato, rendici edotti tu

    • Comitato contro i comitati scrive:

      Lascia lavorare su argomenti complessi chi ci capisce più di te. Io mi limito a guardare dalla finestra come i Gualdesi si stanno facendo l’ennesimo autogoal.
      Mala tempora currunt, sed peiora parantur.

  3. Comitato contro i comitati scrive:

    Da questo post imparo solo dell’esistenza di un nuovo gruppo a Gualdo chiamato Proposta e null’altro.

    Questo mi costerna e mi avvilisce. E’ vero che l’associazionismo rappresenta una buona espressione della democrazia e della libertà dell’individuo ma letto in una chiave differente, comincio a pensare che esso sia soprattutto uno strumento per “sgomitare” quel tanto che basta, magari per raggiungere obiettivi che esulano da queglil stessi principi ispiratori dell’associazione stessa cui ci si nasconde.
    Ascese politiche? Interessi personali. Tutto è comprensibile…..occorre pure portare la pagnotta in questo periodo di crisi buia in cui non c’è lavoro a Gualdo e dintorni.

    A me personalmente sembra che si stia strumentalizzando un po’ troppo la cara e amatissima Rocchetta per fini che esulano dal reale interesse all’area.
    Se cerco su Allegra Combriccola quanti post ci sono che parlano di Rocchetta da Agosto 2014 leggo ben 10 differenti discussioni. Alcune lanciate dal Comune altre da voi, enti/associazioni/gruppi di gualdesi “motivati”.
    Poi rifletto. Ma quanto cara sarà questa benedetta Rocchetta?

    Luogo culto? Oasi importante per i gualdesi?

    Ma di cosa stiamo parlando. Sono un amante della natura, passeggio e adoro spesso mangiarmi a pranzo un trancio di pizza immerso nella natura degli Appennini, spesso con la mia famiglia. Giornate caldissime a cercare un po’ di fresco non era raro che mi accampassi nelle panche site proprio davanti la vasca.
    Diciamo un’oretta? Quante persone vedevo? Quanti gualdesi c’erano? Lascio a voi immaginare quale l’effettivo livello di presenza…

    Le osservazioni non tecniche che leggo in questi post (sì perchè poi si cozza anche con l’ignoranza in materia e spesso risultano piuttosto banali, superficiali, ripetitive e tuttaltro che tecniche) a me danno solo un segnale che la gente vuole dire la sua senza essere nemmeno realmente informata dell’argomento ma solo “pour parler”.

    Esistono procedure autorizzative ben chiare. Esiste un ente responsabile del procedimento che giustamente sta cercando di allargare capillarmente il problema alla popolazione vista la popolarità del sito; probabilmente anche per sollevarsi di responsabilità decisionali, tipico di questa giunta, ma in ogni caso apprezzabile.

    Tuttavia non vuol dire questo che siamo tutti autorizzati a spiattellare idiozie ed enucleare principi primi – magari anche scomodando i libri di storia di Gualdo.

  4. pseudonimo scrive:

    finalmente qualcuno che si ricorda Totò:
    io di questa carità pelosa, però ne faccio volentieri a meno.

I commenti sono chiusi.