Giovanni Battista Ronconi e la maiolica a lustro di Gualdo Tadino

Giovanni Battista Ronconi e la maiolica a lustro di Gualdo TadinoLa ricerca del dott. Giovanni Fardella, collezionista e appassionato studioso della ceramica a lustro, ha messo in luce una serie di documenti relativi alla ditta di Giovanni Battista Ronconi, fondata a Milano nel 1900, dedita alla rappresentanza di commercio in un primo tempo e all’import-export a partire dal 1916.
Tale ritrovamento, interessante di per sé come frammento di histoire événementielle, oltre che di microstoria economica, risulta prezioso anche in relazione alla ceramica a lustro e in particolare alle manifatture Rubboli e Santarelli di Gualdo Tadino.
Su ben quattro esemplari presenti nel Museo Opificio Rubboli compare infatti il marchio RGB, in un triangolo o, in un caso, il solo cognome RONCONI per esteso. La stessa sigla RGB è presente accanto a quella di Alfredo Santarelli in un piatto ovale della Rocca Flea.[1]
Giovanni Battista Ronconi, nato a Genzano di Roma nel 1884, si era trasferito a Milano fondando una ditta individuale che risaliva al 1900, attiva nel distretto milanese dal 1902, come lui stesso dichiarò alla Camera di Commercio e Industria di Milano nel 1925.
Dagli atti risulta che il ramo principale della sua attività riguardava tessuti di lana e cotone, come si riscontra dai moduli e da due lettere indirizzate al Ronconi – allegate probabilmente per comprovare le dichiarazioni fornite – provenienti dai lanifici di Biella e della cittadina scozzese di Peebles.
I documenti che riguardano il passaggio da un’attività generica di agente commerciale ad una più specializzata di import-export, suggeriscono che la ditta doveva avere un’adeguata clientela e fare affari in numerose città europee, come appare dalla carta intestata di incipiente gusto déco.
L’ultimo documento della Camera di Commercio è del 1956 e consiste in una cessazione d’ufficio della ditta “perché non reperita in occasione del censimento industriale e commerciale del 5 Novembre 1951”.
Dobbiamo ritenere quindi che l’attività commerciale del Ronconi si svolgesse tra l’inizio del Novecento e forse la seconda guerra mondiale, in un ambito cronologico che corrisponde senz’altro a quello delle opere in ceramica menzionate.
A questo proposito però è bene divenire più specifici. Per quanto riguarda le maioliche Rubboli, quelle con il marchio RGB o Ronconi appartengono tutte alla fase di Daria che complessivamente va dal 1890 al 1920, anche se, su basi stilistiche e per l’assenza della firma, è possibile precisarne ulteriormente la datazione.

Daria Rubboli, Piatto da pompa con Scena romana in accampamento militare 1905 ca.jpg

Daria Rubboli, Piatto da pompa con Scena romana in accampamento militare 1905 ca.jpg

Il piatto con Scena romana in accampamento militare,[2] appartiene alla tipologia dei piatti da pompa con soggetti di storia antica, tratti per lo più dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli, liberamente interpretate. Il fatto che l’opera non presenti il marchio Rubboli è riconducibile alla tradizione ottocentesca della maiolica a lustro, rispettata da Daria nella continuità con la fase di Paolo, uno dei principali pionieri del terzo fuoco nel XIX secolo.
L’opera è databile agli anni iniziali del Novecento, probabilmente intorno alla metà del primo decennio e il marchio Ronconi indicherebbe che sin dal suo esordio la ditta milanese non doveva occuparsi solo di capi tessili, ma anche di maioliche a lustro.

Daria Rubboli, Servizio da the, 1910 ca.jpg

Daria Rubboli, Servizio da the, 1910 ca.jpg

Ciò è confermato anche dall’elegante servizio da the, la cui scatola per dolci presenta la sigla RGB e da due piatti con figure femminili, la bella donna Aquilia, come si legge nel

Daria Rubboli, Piatto da pompa con Aquilia, 1910 ca.jpg

Daria Rubboli, Piatto da pompa con Aquilia, 1910 ca.jpg

cartiglio, e l’anonimo personaggio del piatto lasciato in bianco e blu, cioè non sottoposto a una terza cottura.

Daria Rubboli, Piattino con busto muliebre, 1910 ca.jpg

Daria Rubboli, Piattino con busto muliebre, 1910 ca.jpg

[3] Il primo dei due piatti menzionati è l’unico esempio nella collezione museale con la scritta Ronconi, al posto delle sole lettere iniziali.
È possibile perciò affermare che il rapporto commerciale tra la Rubboli e l’agente abbia avuto inizio nel primo decennio del XX secolo e si presume che venisse interrotto con la nascita della Società Ceramica Umbra (SCU) nel 1921, quando cambiò la gestione amministrativa e la ditta da familiare si trasformò in azienda societaria, con una struttura più articolata e complessa.

Alfredo Santarelli, Piatto ovale con Cerbero e Ciacco, 1920 ca.jpeg

Alfredo Santarelli, Piatto ovale con Cerbero e Ciacco, 1920 ca.jpeg

Il piatto ovale di Alfredo Santarelli appartiene invece agli anni venti del Novecento. Si tratta di un esemplare con una raffinata tesa a motivi floreali e al centro due episodi del Canto VI della Divina Commedia, gli incontri con Cerbero e Ciacco, ambientati in un unico spazio.
Sul verso si trova la sigla del ceramista AS accanto al triangolo con le iniziali del Ronconi e in basso la scritta export, tutto in lustro oro.
Il Ronconi quindi mantenne i contatti con la maiolica a lustro gualdese, esportando le ceramiche del Santarelli, anche se  forse non in America, come è stato affermato,[1] ma nel Regno Unito. La ditta infatti aveva agenzie a Londra, Manchester, Birmingham, Glasgow, Leeds, Sheffield, Nottingham, Bradford, Leicester, Walsall, oltre che a Parigi, Roma e Torino, ma nulla oltreoceano. I soggetti danteschi, infatti attraevano un pubblico colto (well travelled and well read) come quello delle classi medio-alte inglesi, probabili acquirenti della ceramica a terzo fuoco di Gualdo Tadino.
Tornando ai documenti della Camera di Commercio di Milano, va riconosciuta la loro importanza per la datazione delle ceramiche con il marchio Ronconi, seppure in un arco di tempo piuttosto esteso. Certamente l’aggiunta della parola export rispetto al semplice triangolo con la sigla RGB, indica una fase successiva ed è possibile quindi delineare una rudimentale cronologia relativa, nonché individuare un terminus ante quem nel 1951, quando si riscontrò che la ditta non era più attiva.

  1. PDF dei documenti su RGB (Giovanni Battista Ronconi)
    g.b.ronconi

Marinella Caputo

RICONOSCIMENTI
L’Associazione Culturale Rubboli e il Museo Opificio Rubboli ringraziano il dott. Giovanni Fardella per aver voluto condividere il risultato della sua ricerca.


[1] M. CAPUTO (a cura di), La Collezione Rubboli, Perugia, Volumnia Editrice, 2010, Tavv. XLVIII (p. 177), XLIX (p. 178), LIII (p. 182), LIV (p. 183) BECCHETTI – E. STORELLI – F. CHIUCCHI, Alfredo Santarelli, Trestina (PG), Grafiche Sabbioni, 2008, p.116
[2] M. CAPUTO (a cura di), op. cit. pp. 99,177
[3] Ibid. pp. 99-101, 178, 182-183

[1] M. BECCHETTI – E. STORELLI – F. CHIUCCHI, op. cit., p. 116
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